CERVELLO e funzioni del corpo
L'encefalo
e specificatamente la
corteccia cerebrale contiene ampie aree
associative e, in proporzione, piccole aree sensoriali
primitive e motorie, esprimenti in modo specifico tali
funzioni.
Le aree sensoriali ricevono stimoli diretti di tipo
somestesico, uditivo, visivo e olfattorio dai recettori
periferici e trasmettono le informazioni alle aree
motorie. Queste, a loro volta, trasmettono segnali
motori, per la regolazione dei movimenti volontari del
corpo, ai muscoli striati. La parte restante della
corteccia consiste nel sistema di associazione corticale
e limbico, che integrano insieme le percezioni
sensoriali con le memorie istintuali e acquisite, in
modo da realizzare l'apprendimento, il pensiero, la
funzione espressiva e il comportamento.
Da quanto detto si evince come possa essere importante
poter esplorare la presenza di somatizzazioni di eventi
traumatici in specifiche aree cerebrali, con la
conseguente espressione continua di neurotrasmettitori e
neuropeptidi, nonché le catene di metaboliti e
cataboliti progressivamente generati dai singoli
sottoprocessi biochimici attivati dal fattore
scatenante.
Quanto sopra detto è altresì vero anche per patologie
generate da meccanismi tossici, parassitari di varia
natura,
metalli tossici quali
alluminio,
mercurio
(tipiche
tossine dei
Vaccini),
piombo e cadmio, nonché solventi e sostanze chimiche
diverse, respirati per lungo tempo e trasferiti dal
bulbo olfattivo nel tronco encefalico, con drammatiche
conseguenze dovute a meccanismi degenerativi che si
sviluppano in modo progressivo negli anni.
vedi:
Il
serpente dell'Eden
+
Cervello
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Perseveranti "a comando"
con la stimolazione elettrica - 09 Dic. 2013
Lo dimostra uno studio
sperimentale il cui risultato suggerisce una
correlazione tra le qualità caratteriali e il
funzionamento delle
cellule cerebrali (red)
Impulsi elettrici comunicati tramite elettrodi in una
specifica popolazione di neuroni della corteccia
cingolate anteriore sono in grado di evocare la
determinazione a superare una sfida imminente.
Perché alcune persone sono dotate di una motivazione
incrollabile che le fa perseverare su una linea di
condotta anche di fronte a mille avversità, mentre ad
altre appaiono insormontabili anche piccoli ostacoli?
La risposta è certamente complessa, ma uno studio
appena pubblicato
sulla rivista “Neuron” ha ottenuto un risultato che
offre interessanti spunti di riflessione e una base per
ulteriori ricerche, dimostrando che una stimolazione
elettrica in una specifica regione cerebrale è in grado
aumentare la motivazione di una persona, inducendola ad
affrontare senza indugi le difficoltà.
“Pochi impulsi elettrici comunicati a una popolazione di
neuroni in soggetti umani coscienti consentono di
generare un insieme di emozioni e pensieri di ordine
superiore che associamo a virtù umane come la
perserveranza”, spiega Josef Parvizi, della Stanford
University che ha guidato lo studio. “Ciò porta a
concludere che anche le qualità più squisitamente
caratteriali sono strettamente correlate al
funzionamento delle nostre cellule cerebrali”.
I risultati dello studio dimostrano che la perseveranza
è strettamente correlata al funzionamento di specifiche
popolazioni neuronali .
Lo studio di Parvizi e colleghi ha coinvolto due
soggetti epilettici a cui erano stati impiantati alcuni
elettrodi nel cervello per individuare l'origine dei
loro attacchi. Gli elettrodi erano collocati nella
porzione mediale della corteccia cingolata anteriore,
una regione del cervello coinvolta nelle emozioni, nel
dolore e nei processi decisionali.
Quando negli elettrodi passava la corrente, i soggetti
riferivano di avvertire sensazioni fisiche, come tremori
muscolari o bruciori, ma anche psichiche: in
particolare, raccontavano la percezione di essere di
fronte a una sfida imminente e di sentirsi determinati a
superarla. "E' come se stessi guidando l'auto verso una
meta precisa mentre c'è un temporale fortissimo,
oppure come se avessi una gomma a terra ma non potessi
fermarmi", ha spiegato il primo soggetto. "Era una
sensazione positiva, come se dicessi a me stesso 'Vai
avanti, vai avanti'.
Dello stesso tenore la descrizione del secondo soggetto,
che ha detto di essersi sentito in ansia e in attesa di
qualche evento negativo, ma anche assolutamente
determinato a combattere per affrontarlo e superarlo.
Le reazioni descritte cessavano quando veniva stimolata
una regione cerebrale distante anche solo 5 millimetri
da quella attiva, e quando la stimolazione veniva
interrotta.
Una serie di scansioni condotte con tecniche di imaging
cerebrale ha rivelato che il sito in grado di attivare
la risposta, fisiologica e psichica, si trova al centro
di una rete di collegamenti tra la porzione mediale
della corteccia cingolata anteriore e altre regioni del
cervello coinvolte nei processi emotivi, nella
regolazione dell'omeostasi, e nei processi strategici e
di memoria.
La reattività alla stimolazione elettrica fa a
ipotizzare che queste specifiche aree e network
cerebrali supportino stati psicologici e comportamenti
complessi associati alla "determinazione a perseverare".
Da questo conseguirebbe che la perseveranza sia in buona
misura una qualità innata legata alla struttura
neurobiologica delle aree individuate nello studio,
aprendo quindi la strada a numerose questioni sulle
terapie psicologiche o farmacologiche adottabili per
influenzarla.
Tratto da: lescienze.it
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