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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


AMIGDALA ed IPPOCAMPO
L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro sulla quale scende lo stress del Conflitto Spirituale Irrisolto,
che ne e' la Causa primaria attivando il Tumore nell'organo bersaglio dell'archetipo conflittuale.
Cancro = Combattere l'acidita' per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Paolo-Lissoni: i-segreti-della-pineale-anticancro-io-oncologo-vi-spiego-perche-la-medicina-esclude-di-bella/
 

AMIGDALA: nucleo di sostanza grigia alla base del cervello, appartenente al sistema limbico: sono due, uno per emisfero.
È una struttura ovoidale situata del lobo temporale in continuità con il putamen, dietro alla coda del nucleo caudato.

Si ritiene che l'amigdala sia coinvolta nel sistemi di comparazione degli stimoli ricevuti con le esperienze passate, nell'elaborazione delle esperienze olfattive e nel comportamento sessuale. Oltretutto rappresenta un centro di integrazione di processi neurologici superiori come le emozioni, ed è coinvolta anche nei sistemi della memoria emozionale.
Tratto da: Sanihelp.it
vedi: PINEALE la ghiandola SACRA  +  Cervello, Campo ElettroMagnetico (CEM) del CUORE + I batteri controllano la nostra mente + Engram-Memi + Spirito

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L'IPPOCAMPO è una zona del cervello associato alla motivazione, al controllo delle emozioni, alla memoria e gioca un importante ruolo nel controllo delle risposte dell'organismo allo stress. Nella ricerca MacMaster ha misurato le dimensioni dell'ippocampo con la Risonanza Magnetica in un gruppo di adolescenti depressi e in un gruppo di sani trovando significative differenze. I primi mostravano un ippocampo più piccolo di circa il 17% e la differenza di dimensione era più evidente nella parte sinistra. (NdR:Sono giovani super vaccinati e quindi soggetti a malnutrizione… e figli a loro volta di vaccinati)
Bisogna dire però che analoghi studi in soggetti depressi adulti non avevano mostrato differenze degne di nota. Il dottor Joseph L. Price, docente di anatomia e neurobiologia alla Washington University di St. Luois afferma che altri studi hanno invece trovato differenze marcate nelle dimensioni dell'ippocampo di pazienti depressi anziani.
(NdR: sono soggetti molto meno vaccinati dei giovani che sono a loro volta, figli di vaccinati)

Un recentissimo articolo pubblicato sugli Archives of General Psychiatry ha sottolineato sostanziali evidenze che la disfunzione dei trasportatori della serotonina abbia un ruolo chiave nella insorgenza del disturbo e si è visto che il sistema serotoninergico è in grado di modulare o modificare le caratteristiche morfologiche dell'ippocampo.
Tratto da ecplanet.com

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Erogena amigdala - Neuroscienze
La vecchia idea secondo cui la gran parte del sesso è nella mente sembrerebbe vera. A confermarla è arrivata, infatti, una ricerca dell’Università di Melbourne (Australia), pubblicata sugli Annals of Neurology, secondo la quale quanto più sono grandi le dimensioni dell’amigdala, il centro cerebrale delle emozioni, tanto maggiore sarà la spinta sessuale di una persona. Del resto non si tratta di una novità assoluta visto che già in passato l’amigdala era stata associata all’impulso sessuale, risultando stimolata in occasione di film erotici, mentre in molti animali era stata identificata come area deputata a controllare i comportamenti nel periodo dell’accoppiamento. Ma l’entità di questo ruolo non era mai stata definita.

La mandorla delle emozioni
L’amigdala è un’area del cervello, grande in media come una mandorla, da tempo ritenuta importante nei processi emotivi e coinvolta anche in una forma particolare di memoria che è quella emozionale. Uno studio recente ha, per esempio, identificato in quest’area profonda del cervello i meccanismi chimici che scatenano il sentimento della paura. Non solo.
La ricerca ha anche dimostrato che le connessioni fra le cellule nervose che compongono l’amigdala si consolidano solo di fronte a una situazione di pericolo. Ancora un altro studio dell’Università della California aveva rivelato che i due sessi utilizzano diversi lati dell’amigdala per immagazzinare ricordi di esperienze ad alto tasso di emotività.
L’amigdala in pratica fornisce a ogni stimolo il livello ottimale di attenzione, lo arricchisce di emozioni e, infine, lo immagazzina sotto forma di ricordo. Al suo interno, poi, si distinguono più aree. Non due come si è lungamente creduto ma almeno dieci o dodici, con proprie suddivisioni interne e con diverse funzioni.
La ricerca australiana, però, è la prima a legare le dimensioni dell’amigdala all’impulso sessuale.

La ricerca australiana
I ricercatori hanno monitorato il cervello di 45 pazienti affetti da epilessia cronica, malattia che generalmente abbassa la libido, e poi li hanno sottoposti a un intervento chirurgico (l’emisferectomia) che ha lo scopo di ridurre le convulsioni nei pazienti in cui i farmaci non riescono a ottenere questo effetto. In pratica, rimuovendo la parte del cervello in cui ha origine l’anomalia elettrica alla base dell’epilessia, si permette alle restanti aree di funzionare in modo normale. Dopo l’intervento ai pazienti è stato chiesto, attraverso interviste e questionari, di raccontare la propria vita sessuale, scoprendo che i pazienti ai quali era stata lasciata una maggiore quantità di amigdala avvertivano, dopo l’intervento, una spinta sessuale più forte. Ora – concludono i ricercatori – si tratta di verificare se questa conclusione sia rintracciabile anche nella popolazione generale. Se venisse confermata l’ipotesi, senza dimenticare la correlazione di questa parte del cervello con altre importanti aree come l’ipotalamo, che governa l’erezione, diventerebbe possibile risvegliare non solo l’erezione ma il desiderio stesso attraverso farmaci mirati. Le industrie farmaceutiche già si fregano le mani...
By Marco Malagutti
Fonti:
Reutens DC et al. The amygdala and sexual drive: Insights from temporal lobe epilepsy surgery. Ann Neurol. 2004 Jan;55(1):87-96
Shinnick-Gallagher P et al. NMDA currents and receptor protein are downregulated in the amygdala during maintenance of fear memory. J Neurosci. 2003 Nov 12;23(32):10283-91.
Cahill L. Sex- and hemisphere-related influences on the neurobiology of emotionally influenced memory. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2003 Dec;27(8):1235-41.
Tratto da dica33.it

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Misurare l'attività psicologica fotografando l'amigdala
Fotografare l'attività del cervello per diagnosticare la fobia sociale e non solo. Monitorare l'attività cerebrale, infatti, potrebbe anche aiutare a misurare l'efficacia di trattamenti farmacologici e psicologici per questa patologia, la più diffusa tra i disturbi d'ansia e la terza, dopo depressione e dipendenza da alcol, nella sfera dei problemi psichiatrici.

A rivelarlo è uno studio pubblicato su Biological Psychiatry e condotto da un team internazionale di ricercatori.
Gli studiosi, sottoponendo i pazienti a risonanza magnetica, hanno potuto osservare che un'area del cervello denominata Amigdala, una sorta di centro cerebrale delle emozioni, diventava iperattiva quando i pazienti guardavano facce minacciose, corrucciate, arrabbiate, disgustate o spaventate. E l'aumento dell'attività si accompagnava a un incremento dei sintomi di fobia sociale. I nostri risultati - sottolinea Pradeep Nathan della Monash University, tra gli studiosi a capo della ricerca - suggeriscono che monitorare l'attività di quest'area cerebrale può non solo fungere da indicatore del livello di severità di questa patologia, ma anche essere utilizzato come vero e proprio misuratore dell'efficacia dei trattamenti cui sottoponiamo i pazienti.
Fonte: AdnKronos (29/11/2005)

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L’intelligenza emotiva: l’amigdala
«Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l'uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l'uomo». Matteo 15: 18-20
Noi tutti abbiamo avuto a che fare con l’amara esperienza della perdita del controllo emozionale...
Cercate di ricordarvene qualcuna e in modo particolare soffermatevi a quello che maggiormente è rimasta impressa nella vostra mente per la sua carica emotiva.
Nei nostri cuori soggiacciono ferite emozionali attive, che al minimo sussulto sismico (esperienze che la vita comporta) emergono con una forte carica emotiva paragonabile alla potenza di un vulcano in eruzione, provocando, il più delle volte, danni irreparabili a noi stessi e alle persone che più amiamo. Gli aspetti di un io bisbetico, irrequieto, insaziabile, volubile, capriccioso, offeso, timido, pauroso, frustrato, ribelle, testardo, sottomesso, aggressivo egocentrico, passionale, paragonabili al magma, al gas, ai vapori, allo zolfo e ai prodotti piroclastici di un vulcano, costituiscono uno stato latente o palese di situazioni molto pericolose endogene ed esogene della persona.
Perché ? Come mai ? Che cosa succede nella nostra mente ? Dove avviene questo processo di reazione emozionale fuori dalla norma e che erroneamente cerchiamo di giustificare con accuse ?
L’amigdala è un centro del sistema limbico del cervello. Il termine deriva dalla parola greca che significa mandorla. É un gruppo di strutture interconnesse, a forma appunto di mandorla, posto sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore del sistema limbico.
Il sistema limbico è il punto centrale del sistema regolare endocrino, vegetativo e psichico; elabora stimoli provenienti dall’interno del corpo e dall’esterno. Descrive le strutture cerebrali che si trovano al confine tra l’ipotalamo e le strutture connesse, da un lato, la corteccia cerebrale dall’altro.
L’amigdala, ne abbiamo due, è specializzata nelle questioni emozionali. Se viene resecata dal resto del cervello, il risultato è una evidentissima incapacità di valutare il significato emozionale degli eventi, conseguentemente si diventa cechi affettivamente (cecità affettiva).
L’amigdala funziona come un archivio della memoria emozionale ed è quindi depositaria del significato stesso degli eventi; la vita senza l’amigdala è un’esistenza spogliata di significato personale.
All’amigdala è legato qualcosa di più dell’affetto: tutte le passioni dipendono da essa. Le lacrime, un segnale emozionale esclusivo degli esseri umani, sono stimolate da essa. Asportando o resecandola negli animali, questi perdono ogni impulso a cooperare o a competere e non provano più rabbia o paura.

1. L’amigdala è un grilletto molto sensibile.
I segnali di entrata provenienti dagli organi di senso consentono all’amigdala di analizzare ogni esperienza andando, per così dire, a ‘caccia di guai’. É una sentinella psicologica che scandaglia ogni situazione e ogni percezione, sempre guidata da un unico interrogativo, il più primitivo:
E’ qualcosa che odio ? Qualcosa che mi ferisce ? Qualcosa che temo ?
Se la risposta è affermativa - se in qualche modo la situazione profila un «Si» - l’amigdala scatta immediatamente, come un sorta di grilletto neurale e reagisce telegrafando un messaggio di crisi a tutte le parti del cervello.
Nell’architettura cerebrale, l’amigdala è come una di quelle centraline programmate per inviare chiamate di emergenze ai vigili del fuoco, alla polizia... ogni qualvolta il sistema di allarme istallato all’interno di un’abitazione o di una banca segnali un problema.
Quando scatta l’allarme della paura, ad esempio, l’amigdala invia messaggi di emergenza e tutte le parti principali del cervello; stimola la secrezione degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o fuga, mobilita i centri del movimento e attiva il sistema cardiovascolare, i muscoli e l’intestino. Altri segnali vengono dati per secernere piccole quantità di adrenalina, oppure al tronco cerebrale, facendo assumere al volto un’espressione spaventata, ecc. Simultaneamente, i sistemi mnemonici corticali vengono riorganizzati con precedenza assoluta per richiamare ogni informazione utile nella situazione di emergenza contingente.

Nell’architettura del cervello l’amigdala ha una posizione privilegiata in qualità di sentinella delle emozioni capace all’occorrenza di sequestrare il cervello.
Gli input sensoriali provenienti dall’occhio o dall’orecchio viaggiano dapprima diretti al talamo e poi servendosi di un circuito monosinaptico all’amigdala (esiste un fascio molto sottile di fibre nervose che vanno direttamente all’amigdala); un secondo segnale viene poi inviato dal talamo alla neocorteccia - il cervello pesante o pensante. Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere prima della neocorteccia.
Quest’ultima, infatti, elabora le informazioni attraverso vari livelli di circuiti cerebrali prima di poterle percepire in modo davvero completo e di formulare infine una risposta, che risulta quindi molto più raffinata rispetto a quella dell’amigdala.

2. L’amigdala è specialista della memoria emozionale.
Le nostre emozioni hanno una mente che si occupa di loro e che può avere opinioni del tutto indipendenti da quelle della mente razionale.

L’ippocampo (parte del lobo temporale) - per lungo tempo considerato la struttura chiave del sistema limbico - è coinvolto nella registrazione e nella comprensione degli schemi percettivi più che non nelle reazioni emotive - come in un computer.
La principale funzione dell’ippocampo sta nel fornire un ricordo particolareggiato del contesto, vitale per il significato emozionale; è l’ippocampo che riconosce il diverso significato, tanto per fare un esempio, di un orso visto allo zoo o nel cortile di casa.
Mentre l’ippocampo ricorda i fatti nudi e crudi, l’amigdala ne trattiene, per cosi dire, il sapore emozionale. Ad esempio: nel caso in cui avessimo fatto un sorpasso rischioso tale da creare un certa paura, l’amigdala, da quel momento in poi, ogni qualvolta che, in qualche modo, ci si ritrova in circostanze simili, ci fa sentire ansiosi. L’ippocampo è fondamentale per riconoscere in un volto quello di tua cugina. Ma è l’amigdala ad aggiungere che ti è proprio antipatica.

3. Meccanismi di allarme neurale e associazioni
In quanto archivio della memoria emozionale, l’amigdala analizza l’esperienza corrente, confrontando ciò che sta accadendo nel presente con quanto già accaduto nel passato. Il suo metodo di confronto è associativo: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione.
Ecco perché questo circuito è, per cosi dire, sciatto: agisce prima di avere una piena conferma. Ci comanda precipitosamente di reagire ad una situazione presente secondo modalità fissate molto tempo fa, con pensieri, emozioni e reazioni apprese fissate in risposta ad eventi forse solo vagamente analoghi - e tuttavia abbastanza simili da metterla in allarme.
Perché essa dichiari lo stato di emergenza basta solo che pochissimi elementi della situazione presente ricordino quelli di una passata circostanza pericolosa. Il guaio che oltre ai ricordi, carichi di valenze emozionali, che hanno il potere di scatenare questa risposta di crisi, possono anche essere superate le modalità di reazione. In tali momenti, l’imprecisione del cervello è aumentata anche dal fatto che molti vividi ricordi emozionali risalgono ai primi anni di vita e riguardano il rapporto fra il bambino e chi si prendeva cura di lui. Questo è vero soprattutto per gli eventi traumatici, ad esempio se un piccolo veniva percosso o apertamente trascurato.

L’amigdala può reagire con delirio di collera o di paura prima che la corteccia sappia che cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza viene scatenata in modo indipendente dal pensiero razionale, e prima di esso.

4. Il centro che controlla le nostre emozioni
Mentre l’amigdala lavora per scatenare una reazione ansiosa e impulsiva, altre aree del cervello emozionale si adoperano per produrre una risposta correttiva, più consona alla situazione. L’interruttore cerebrale che smorza gli impulsi sembra trovarsi all’estremo di un importante circuito diretto alla neocorteccia - precisamente ai lobi prefrontali o frontali.
Quest’area cerebrale neocorticale consente di dare ai nostri impulsi emotivi una risposta più analitica o appropriata, modulando l’amigdala e le altre aree limbiche. Quando si scatena un’emozione, nel giro di qualche istante i lobi prefrontali eseguono la reazione che ritengono migliore fra una miriade di possibilità, in base al criterio del rapporto rischio/beneficio… ad esempio: quando attaccare, quando darsi alla fuga e anche quando calmarsi, persuadere, cercare comprensione, tergiversare, provocare sensi di colpa, piagnucolare, indossare una maschera di spavalderia, essere sprezzanti, ecc.
La neocorteccia è al lavoro tutte le volte che registriamo una perdita e ci rattristiamo, o ci sentiamo felici dopo un trionfo, o ci maceriamo rimuginando su qualcosa che qualcuno ha detto o ha fatto facendoci sentire feriti o in collera.

Conclusione
In un certo senso, abbiamo due cervelli, due menti - e due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva:
Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambe: non dipende solo dal Qi (quoziente dell’intelligenza), ma anche dall’intelligenza emotiva. La complementarietà del sistema limbico e della neocorteccia, dell’amigdala e dei lobi prefrontali (destro e sinistro), significa che ciascuno di essi è solitamente una componente essenziale a pieno diritto della vita mentale.
Quando questi partner interagiscono bene, l’intelligenza emotiva si sviluppa, e altrettanto fanno le capacità intellettuali.

Come indurre i due partner, l’intelligenza razionale e quella emotiva, ad interagire bene ?

Secondo il pensiero di E. G. White:
1. “Ciò di cui abbiamo bisogno è di una conoscenza che rinvigorisca mente e anima (l’intelligenza razionale ed emotiva – ndr.), e che faccia uomini e donne migliori. L’educazione del cuore è molto più importante di ogni nozione letteraria”. (Sulle Orme del Gran Medico, pag. 192)

2. “Dobbiamo disciplinare, educare e addestrare la mente in modo tale da poter compiere il servizio di Dio anche se esso non è in armonia con le inclinazioni naturali. Bisogna sopraffare le tendenze al male, ereditate e acquisite” (Idem, pag. 194).

3. “Coltivate ciò che vi è più nobile in voi, siate pronti a riconoscere le buone qualità l’uno dell’altra: il sapersi apprezzati è uno stimolo meraviglioso e una grande soddisfazione. La simpatia e il rispetto incoraggiano nella lotta per perfezionarsi, e la l’amore stesso cresce mentre sprona al raggiungimento di fini più nobili” (Idem, pag. 152).

4. “Dio ci ha dato la facoltà di scegliere, ma sta a noi fare la scelta. Non possiamo cambiare i nostri cuori, non possiamo dominare i nostri pensieri, i nostri impulsi, i nostri affetti, non possiamo renderci puri e adatti al servizio di Dio, ma possiamo scegliere di servire Dio e offrirgli la nostra volontà. Allora Egli opererà in noi «il volere e l’operare secondo il suo beneplacito»” (Filippesi 2: 15), (Idem, pag. 70).

5. Le cose migliori della vita - la semplicità, l’onestà, la veracità, la purezza e l’integrità - non si possono né comprare né vendere. esse sono a disposizione degli ignoranti e degli istruiti, dell’umile lavoratore e dell’illustre uomo di stato” (Idem. pag. 80).
By Francesco Zenzale

Questo studio, tranne le citazioni di E. G. White, è stato tratto dal libro del Dr. D. Goleman, Intelligenza Emotiva, ed. CDE, Milano.

Letture consigliate:
1. Intelligenza Emotiva, D. Goleman, ed. CDE, Milano
2. Psicologia - Fisiologia, Francis Leukel, ed. Zanichelli, Bologna
3. Neorofisiologia Umana, Arthur C. Guyton, ed. Il Pensiero scientifico, Roma

Glossario: Sistema Libico: l’anello che collega varie vie e centri, tra cui il setto, il giro cingolato, l‘ippocampo, l’area entorinale, l’amigdala e il talamo anteriore.
Tratto da: maran-ata.it

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Amigdala orecchio del vituperio - NEUROSCIENZE
Se ci si arrabbia quando si è insultati la colpa è tutta di una regione specifica del cervello: l’amigdala, senza la quale si può tollerare senza fare una piega di fronte a una sequela di insulti pesanti nei confronti delle proprie mamme e sorelle.
La scoperta è frutto del lavoro di due psicologi delle Università di Yale e di quella di New York (USA).

L’amigdala è una struttura del sistema limbico altamente differenziata, che si trova nella profondità del lobo temporale e ha la funzione di adattare il comportamento emotivo alle più disparate e mutevoli situazioni.
"Ha un ruolo cruciale nella percezione degli impulsi e nella loro integrazione sotto forma di stati d’animo, perché fornisce a ogni stimolo il livello ottimale di attenzione, lo arricchisce di emozioni e infine lo immagazzina sotto forma di ricordo", spiega su Nature Adam Anderson da Yale. "Non è ancora chiaro, però, se l’amigdala regola la percezione degli stimoli, decidendo la soglia di attenzione e di consapevolezza specifiche per ogni impulso".

Per dirimere il dubbio è stato allestito uno studio: vi hanno partecipato una donna a cui era stata asportata chirurgicamente tutta l’amigdala e dieci soggetti, la metà privi della parte destra e gli altri privi della porzione sinistra di questa struttura, in seguito a interventi chirurgici. Il gruppo di controllo era formato da venti persone con l’amigdala integra.
"I soggetti normali, dopo avere identificato una parola o un’immagine, hanno una caduta momentanea della consapevolezza per qualsiasi stimolo che segue a breve distanza" precisa Elizabeth Phelps da New York. "Questo, però, non accade quando il nuovo stimolo ha un contenuto contrario o negativo rispetto al precedente. In questo caso l’attenzione e la consapevolezza dell’impulso non subiscono alcuna attenuazione".

Ma che cosa succede se manca l’amigdala o una sua parte? I ricercatori hanno eseguito un test, mostrando a ciascun soggetto due serie di parole in rapida successione. La prima sequenza conteneva solo termini di significato neutro, come fazzoletto, sinusoide o caleidoscopio, mentre la seconda conteneva per metà vocaboli di significato neutro e per l’altra termini di significato negativo, come stupro e allucinazione. Non contenti del turbamento che potevano provocare, gli psicologi hanno inserito nella seconda serie anche una lista di insulti. Al termine della visualizzazione, ognuno doveva attribuire a ciascuna parola un punteggio che esprimeva il disagio o la neutralità della percezione. "I controlli hanno risposto come ci aspettavamo, identificando le parole di significato negativo con più accuratezza rispetto ai termini neutri. In nessuno di loro si è attenuata la percezione dei significati avversi e tutti hanno dimostrato un buon livello di memorizzazione dei contenuti negativi. La donna priva di amigdala, invece, non ha dimostrato consapevolezza delle parole di significato sgradevole o avverso, né ha avuto un aumento della percezione emotiva per i termini con una valenza negativa, pur comprendendo il significato di ogni parola" puntualizza Anderson.
Nei soggetti privi di metà dell’amigdala, invece, solo quelli senza la parte sinistra avevano una risposta sovrapponibile a quella del soggetto con ablazione totale. "Questi risultati suggeriscono che l’amigdala sinistra ha un ruolo importante nel codificare e integrare le afferenze sensoriali. E’ probabile che la lesione di questa area cerebrale riduca le capacità di analisi e modulazione degli stimoli emozionali con una valenza negativa" concludono gli statunitensi.
By Roberto Manfrini - Tratto da: Tempo Medico

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L'amigdala, almeno in parte, sembra essere coinvolta nella paura soggettiva nei pazienti con disturbi d'ansia
Secondo i Ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Uppsala University in Svezia, il senso soggettivo di paura e di di stress sarebbe correlato al flusso ematico cerebrale regionale nell'amigdala destra, ma non nell'amigdala sinistra, durante induzione dell'ansia nei soggetti con disturbo d'ansia sociale, fobie e disturbo da stress post traumatico.
Il coinvolgimento dell'amigdala nella genesi dell'esperienza soggettiva di paura è dimostrato dai dati di alcuni studi clinici.
Il trattamento del disturbo d'ansia sociale con terapia comportamentale cognitiva ed inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) comporta una riduzione del flusso ematico cerebrale regionale a livello dell'amigdala.
Le alterazioni, indotte dal trattamento, a livello del flusso ematico cerebrale regionale dell'amigdala possono predire lo status nel disturbo d'ansia sociale ad 1 anno.
( Xagena_2003 )
Fredrikson M , Furmark T , Ann NY Acad Sci 2003; 985:341-347
Ansia.net
MedicinaOnline.org -
Tratto da: http://www.xagena.it

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