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Perché Internet
fa
PAURA ai
prePotenti del mondo, e quindi anche ai politici e mass media...
La recente accezione
negativa con cui i mass media televisivi e su
carta affrontano qualsiasi argomento legato a
Internet potrebbe nascondere una campagna di
disinformazione nei confronti del web. Questo
fenomeno si può facilmente notare analizzando
l'uso delle parole internet e web e il contesto
in cui sono inserite. Prima di parlare di questo
è tuttavia utile fare un passo indietro agli
anni '90 quando Internet era sopravvalutato dai
mass media per finalità commerciali.
Quando internet era
il bene
Negli anni '90 i
mass media furono gli artefici della rapida
ascesa della New Economy che molti ancora oggi
si ricorderanno. In quell'epoca qualsiasi
iniziativa su Internet era esaltata ed
enfatizzata dai mass media al limite del
possibile. Ogni testata giornalistica dedicava
inserti e rubriche al mondo del web, decantando
l'imminente fine dell'economia tradizionale. Le
aziende quotate in Borsa raccolsero così la
fiducia dei piccoli e grandi investitori. Tutto
si rivelò una bolla speculativa di gigantesche
dimensioni. Gran parte delle aziende della New
Economy chiuse i battenti senza restituire il
capitale investito dai risparmiatori. Oggi sta
avvenendo esattamente il contrario. Le parole
"web" e "internet" sono utilizzate dai mass
media in chiave negativa, accostandole sempre
più spesso ai deprecabili fenomeni di malcostume
online, ma anche occultando abilmente tutto
quanto di positivo ci sia nella rete.
Perché oggi il Web
fa paura
La campagna
disinformativa nei confronti del web è
finalizzata a costruire l'opinione pubblica e il
consenso politico per attuare forme di censura e
di regolamentazione. I motivi alla base di
questa campagna di disinformazione sono
essenzialmente due:
Il web è l'unico
mass media a non poter essere controllato dai
centri di potere che attualmente gestiscono il
90% dell'informazione tradizionale (tv, stampa,
radio). E' l'unico mezzo di comunicazione
veramente democratico in cui il lettore è parte
attiva del processo di formazione dell'opinione
pubblica. E' quindi poco controllabile. Il
fenomeno più evidente è il blog di Beppe Grillo,
nato dal nulla e oggi in grado di muovere il
2-3% dell'opinione pubblica, andando contro gli
interessi consolidati delle lobbies
politico-economiche che finanziano e controllano
il mondo dei mass media tradizionali.
I ricavi
pubblicitari del web sono in forte crescita.
Entro il 2010 la pubblicità su internet
rappresenterà il 10% della raccolta
pubblicitaria complessiva (fonte IAB Forum 2008
- Roma). Sorgono sul web forme di comunicazione
alternative alla tv (es. You Tube), alla radio
(es. podcast) e ai giornali (es. blog - portali
indipendenti). Gli investimenti pianificati dai
centri media pubblicitari sempre sugli stessi
7-8 grandi portali stanno progressivamente
cedendo spazio anche ad altre realtà nate dal
basso. Un grande ruolo in tal senso è stato
giocato positivamente da Google AdSense/AdWords
che ha consentito a molti piccoli e nanoeditori
di ottenere una raccolta pubblicitaria senza
passare dal monopolio delle concessionarie
pubblicitarie e dei centri media tradizionali.
Queste due ragioni
sono alla base dei numerosi tentativi del
Parlamento per 'regolamentare' Internet. Finora
questi tentativi non sono mai andati in porto
per la natura distribuita e internazionale del
web. L'attuale campagna disinformativa potrebbe
pertanto anticipare l'ennesimo tentativo che
sarà posto in essere con la riforma
dell'editoria per limitare l'accesso dei
nanoeditori alla rete.
Per combattere il
malcostume su internet sarebbe sufficiente
punire severamente chi compie reati tramite il
lavoro della polizia postale, senza giustificare
pericolose azioni di censura. Ma evidentemente
ciò non rappresenta il vero obiettivo della
riforma che mira invece a ridurre la presenza
dei nano-competitors (nanoeditori) nel mondo
elitario dell'informazione italiana.
By
Andrea Minini
Tratto da: libertadiparola.it - 18 / 05 / 2008
Questo e' un video nel quale il Finanziere e
megaindustriale afferma
che Internet NON
dovrebbe ESISTERE....
Esempi:
Italia:
Anche un'azienda
italiana e'
stata costretta a chiudere la propria attivita'
per la Censura -
Sequestro illegale
dei suoi siti:
ben
6 siti sequestrati ILLEGALMENTE: medicinenaturali.net
+ medicinaqualita.it + unimedecine.net +
betsion.org + e-naturalmedecine.com + medicinealternative.biz,
) perche'
parlavano di Medicine Naturali ed
in particolare di una Cura naturale
NON invasiva per il
Cancro.
L'editore ed
il giornalista responsabile non sono mai stati
indagati di
NULLA, ma hanno legato i sequestri a
procedimenti di TERZI (il
medico che ha praticato una cura non invasiva e
poco costosa per il cancro), pur di
sequestrate i siti web.
La
Dittatura
Sanitaria avanza sempre piu' nel
mondo ed i dissidenti
NON debbono poter divulgare la VERITA' sulla
Salute e la malattia ! e sul
come sia facile uscire dalle malattie senza farmaci
ne'
vaccini
!
Questo
e' cio' che avviene anche nella cosiddetta
"democratica
Italia" !
.........blocco all'accesso di siti giudicati
"politicamente o culturalmente
scorretti" (cioe' non conformi ai
dettati dei potentati.....)" questo
avviene in diversi paesi del mondo, ma anche
nella "democratica" Italia......i
governi non esitano a mettere in campo un
imponente apparato repressivo....pur di
salvaguardare gli interessi delle "lobbies"
che li sponsorizzano.....
Internet e censura. Vittoria Aduc al tribunale
di Viterbo. Il prezzo della liberta' di
espressione
22 ottobre 2010 - Comunicato
Il Tribunale di Viterbo ha ribadito la vittoria
che gia' l'Aduc
aveva ottenuto in primo grado
nella vicenda
Megatrends (1). I giudici
hanno ribadito -grazie agli avvocati dell'Aduc
Emmanuela Bertucci e Claudia Moretti- che un
sito Internet non e' assimilabile ad una testata
giornalistica, per cui i responsabili non
rispondono preventivamente dei contenuti dei
forum a libero accesso; ne risponderebbero se,
interpellati dai presunti diffamati, non
rimuovessero contenuti che poi fossero ritenuti
tali; ma non sono tenuti ad un intervento
censorio preventivo. Nella fattispecie
Megatrends, l'Aduc si era cosi' comportata, ma
questa azienda, non soddisfatta, aveva preteso,
pur essendo piu' volte direttamente intervenuta
nel forum, l'eliminazione del forum stesso.
Si configura ancora una volta che Internet, e
soprattutto i forum di discussione come quelli
del sito dell'Aduc, abbiano bisogno di una
normativa specifica. Normativa che oggi manca e
che, caso per caso, facendo i vari censori
riferimento a normative improprie, si riesce a
sostituire solo con la giurisprudenza.
Ma a che prezzo ? E fino a quando
sara' possibile pagarlo ?
Come piu' volte in passato, l'ennesima societa'
ci ha citato in giudizio, sostenendo che i forum
del nostro sito erano diffamatori nei loro
confronti e che noi ne eravamo responsabili in
quanto gestori del sito.
Per l'ennesima volta ci siamo difesi, in due
gradi di giudizio, sostenendo che i forum non
contenevano espressioni diffamatorie e che Aduc
aveva operato legittimamente.
Ancora una volta i giudici ci hanno dato
ragione, in entrambi i gradi di giudizio.
E ancora una volta non hanno condannato la
societa' alle spese, cosi' sanzionando il fatto
stesso che Aduc lotti per la liberta' di
espressione, che difenda la voce di chi scrive
nei forum e i forum stessi.
Essere citati in giudizio per motivi
inesistenti, dover pagare un avvocato che ci
difenda, dover andare a Viterbo (come Padova, o
come Catania, o Bari, ecc. ecc.) tre o quattro
volte, e poi vedersi dare piena ragione senza
che tutte le spese sostenute per quella
battaglia siano rimborsate... di fatto consiste
in una sconfitta. Se non nell'immediato, in un
prossimo futuro.
Se va avanti questa situazione, la
giurisprudenza diventera' sempre piu'
inaccessibile. Se non si vuole correre il
pericolo di trasformare il web in una “galera
delle espressioni e delle opinioni”, con un'Aduc
senza piu' energie economiche per impedirlo,
sapra' e vorra' il legislatore farvi fronte ?
Sapra' e vorra' il Parlamento fare chiarezza e
dettare leggi che siano riferimento per tutti,
leggi intorno alle quali armonizzare i nuovi
diritti e le nuove liberta' del web ?
Tratto da aduc.it - vedi:
Sentenza
Internet delle
censure
Reporter Sans Frontières presenta il rapporto
2003 sulla guerra contro la libera circolazione
delle informazioni, delle idee e della vita sul
net.
Da Cuba alla Cina, dal Vietnam,
all'Occidente,..... il mondo dei
"potenti", vive spaventato
da internet.
CUBA, RISCHIA LA VITA PER LA LIBERTA' ONLINE
Un dissidente e' al quarto mese di sciopero
della fame contro il regime di Fidel Castro ed
il controllo totale di Internet da parte delle
autorita'. E' tenuto in vita da una flebo.
http://punto-informatico.it/pi.asp?id=1508631
Anche
l'associazione dei consumatori
ADUC
si e' vista sequestrare (sequestro preventivo)
il proprio forum...per vilipendio alla religione
cattolica.....
Cassandra
Crossing - Internet è un reato d'opinione ?
- 04 luglio 2007
Roma, Italy - Come i più attenti
lettori di blog hanno notato, poche ore fa il
sito
noblogs.org è stato oscurato. "Chissenefrega
- direte voi - di blog ce ne sono anche troppi!"
Vero, ma attenzione, in Italia la censura della
Rete è oggi possibile su scala industriale
grazie alla struttura censoria messa in piedi
dalla legge
38/2006.
Le motivazioni addotte per giustificare
l'attuazione di queste azioni sono:
- Il fatto che l'AAMS,
che ha in Italia il monopolio dei giochi di
azzardo, notoriamente vietati a meno che il
biscazziere sia lo Stato, possa operare senza
temere la concorrenza di chi ha creato siti per
il gioco d'azzardo utilizzabili dall'Italia ma
dislocati all'estero.
- Il contrasto a chi pubblica siti di contenuto
pedofilo o pornopedofilo.
L'oscuramento di questi siti, o meglio la loro
censura, viene attuata in due modi:
- Il primo consiste nel sostituire il
record DNS del sito con un altro che punta ad
una pagina che annuncia il sequestro. Questo può
ovviamente essere fatto solo sui DNS dei
provider italiani.
Questo tipo di censura può
essere aggirato facilmente usando un DNS situato
all'estero, e quindi non attaccabile e
censurabile dallo Stato Italiano, oppure
accedendo direttamente al sito tramite
l'indirizzo IP.
- Il secondo consiste invece nel filtrare
gli indirizzi IP tramite la rete di router dei
provider italiani, reindirizzando la richiesta
su un server avente un indirizzo IP differente e
che risponde con la pagina annunciante il
sequestro. Superare questo tipo di censura
richiede l'impiego di
Tor, non difficile certo, ma fuori dalla
portata della maggior parte dei pigri italiani.
Questi due metodi, previsti dalla legge
38/2006 sono ormai implementati nella
struttura della parte di Rete italiana; siamo
nella stessa situazione della Cina, ma mentre
della censura e repressione dei diritti civili
in Cina molti si indignano (si indignavano?)
specie quando la Cina non era di moda, della
Rete italiana modificata per essere censurabile
a norma di legge nessuno si occupa.
Siamo messi come in Cina, anzi peggio, ma tutti
sono contenti e stanno zitti, anche voi che
state leggendo.
Esiste poi un terzo metodo di censura, antico ma
tuttora largamente utilizzato e pericoloso; le
azioni indirette. Ne è appunto caduto vittima il
sito di blog di
Autistici/Inventati, che ospitava tra i suoi
150 blog anche
un mirror del gioco "Pretofilia" di
Molleindustria.
È il metodo del Potere che si autogiustifica ed
agisce per la "morale" al di fuori di qualsiasi
etica, usando il proprio peso ed il proprio
arbitrio per difendere le proprie convenienze.
Stavolta c'è stata una veloce interpellanza
volta alla difesa del
capo di uno stato estero, un
dibattito sospeso tra il ridicolo ed il
vergognoso, in cui non una sola voce si è alzata
per difendere il principio della libertà di
espressione e della laicità dello Stato, od
almeno della reputazione del Parlamento. Ed
oplà, vedi caso il provider estero che gestiva
il sito lo ha chiuso.
Nelle ultime ore è in atto un tentativo di
aggiramento, pare fruttuoso, teso a ripristinare
noblogs.org. Nel mentre tifiamo per loro come
per chiunque altro cerchi di difendere, in
qualunque situazione ed in qualunque regime, la
libertà di espressione, non dobbiamo dimenticare
quello che scriveva
Brecht, in tempi forse a torto considerati
più cupi di quelli attuali:
"Prima sono venuti a
prendere gli ebrei, ed io non ho alzato la voce
perché non ero ebreo.
Poi sono venuti a prendere i comunisti, ed io
non ho alzato la voce perché non ero comunista,
Poi sono venuti a prendere i sindacalisti, ed io
non ho alzato la voce perché non ero
sindacalista.
Poi sono venuti a prendere me, ma non era
rimasto nessuno per alzare la voce in mia difesa."
La libertà di espressione funziona per tutti o
per nessuno; non viene tolta per i cattivi,
terroristi, pedofili o semplici biscazzieri di
oltreoceano, ma a voi ed a me.
Vi prego, la prossima volta che sentirete
qualcuno perorare queste azioni folli con la
scusa della lotta alla pedofilia, resistete alla
tentazione di sputargli in faccia. Tentate,
nell'ipotesi che ci sia davvero solo ingenuità e
disinformazione e non malafede nelle sue parole,
di spiegare che le cose non stanno proprio così.
Ma intanto ora voglio, anzi esigo, che vi
alziate dalla vostra sedia, andiate alla
finestra, la apriate, mettiate fuori la testa ed
a costo di farvi prendere per matti
gridiate: "Sono incazzato nero, e tutto
questo non lo accettero' più".
A Peter Finch poi ando' male; io invece speriamo
che me la cavo. E così anche voi.
Non vedo altre strade.
By Marco Calamari -
http://punto-informatico.it/pi.asp?id=2031881
Altre
Varie Censure
20/06/03 - News
-
Roma
"Internet è uno dei veicoli più validi
per la difesa della libertà, poiché offre la
verità a chi vuole vederla e intenderla. Non è
quindi sorprendente che alcuni governi e
organismi dimostrino di temere Internet e la sua
capacità di diffondere la verità".
Con queste parole di uno dei padri della rete,
Vinton G. Cerf, la celebre organizzazione
Reporters sans frontières ha annunciato la
disponibilità del rapporto 2003:
"Internet
sotto stretta sorveglianza - Gli ostacoli alla
circolazione della libera informazione sulla
Rete".
Se il numero
di internauti cinesi raddoppia praticamente ogni
sei mesi, e quello dei siti si duplica ogni
anno, questa crescita folgorante della Rete si
accompagna ad un altrettanto notevole sforzo di
controllo, di censura e di repressione
proporzionale alla dinamica espansiva che ha
caratterizzato lo sviluppo del Net.
Leggi liberticide,
cyberdissidenti
prigionieri, siti bloccati, sorveglianza dei
forum di discussione, cybercaffe' chiusi, in Cina
in particolare. Insomma: per tentare di mettere
la museruola alla Rete, i governi non esitano a
mettere in campo un imponente apparato
repressivo.
Arresti di cyberdissidenti, blocco
dell'accesso ai siti giudicati
"politicamente o culturalmente
scorretti", controllo della posta
elettronica... per quanto assai poco sviluppata
in paesi come il Vietnam, dove
Internet è da sempre nel mirino del Partito
comunista. Il governo di Hanoi
sembra
intenzionato infatti a voler riprodurre alla
lettera in modello cinese di controllo della
Rete.
"Con un permesso di accesso sottoposto a
una serie di rigide autorizzazioni e un
razionamento della strumentazione necessaria -
scrive Reporters
sans frontières - Internet a Cuba,
sembra costretto invece a rimanere un fenomeno
limitato e sottoposto ad altissima sorveglianza.
La strumentazione necessaria, compresa quella di
ultima generazione, è in pratica disponibile
solo nei negozi specializzati gestiti dallo
Stato, accessibili peraltro solo previa
autorizzazione da parte delle autorità
competenti. Del resto, il governo ha iniziato a
legiferare fin dall'apparizione di Internet
sull'isola.
Nel giugno 1996, il decreto-legge 209,
intitolato "Accesso dalla Repubblica di
Cuba alla rete informatica globale",
precisava che il suo utilizzo non poteva essere
fatto "in violazione dei principi morali
della società cubana o dei testi di legge in
vigore nel paese", e che i messaggi di
posta elettronica non devono in alcun caso
"compromettere la sicurezza
nazionale".
SIRIA, SVEZIA e CINA CENSURANO la RETE
Mentre Stoccolma tenta di creare difficolta' a
The Pirate Bay, Damasco opta per l'oscuramento
di una serie di siti che osano criticare il
regime di el-Assad. In una provincia cinese,
invece, sono le chat room a dare l'orticaria
URL:
http://punto-informatico.it/pi.asp?id=2035123
In Tunisia, la linea ufficiale
sembrerebbe apparentemente essere favorevole
allo sviluppo rapido e a una democratizzazione
esemplare di Internet. Eppure, i servizi di
sicurezza
continuano
ad operare in direzione di un'implacabile
sorveglianza del cyberspazio. Censura dei siti,
intercettazione delle e-mail, controllo serrato
dei cybercaffè, arresti e condanne arbitrarie
continuano a essere il pane quotidiano degli
internauti.
Arrestato nel 2002, il
cyberdissidente Zouhair Yahyaoui è stato
condannato a due anni di carcere.
"In totale - continuano Reporters sans
frontières - al 13 giugno 2003, risultano
essere oltre una cinquantina gli internauti
prigionieri nelle varie carceri del mondo, di
cui almeno tre quarti sono detenuti in
Cina".
Vietnam.
Internet Sotto Stretto Controllo
Anche
il Vietnam sta provvedendo seriamente
nell'ostacolare la libera diffusione di pensiero
realizzata attraverso Internet. Ora la rete
sara' tenuta anche in quel paese, sotto stretto
monitoraggio. E' il loro Governo che ha varato
una legge per quello scopo.
Il loro Ministro per la Cultura e l'Informazione
la scorsa settimana ha ordinato agli organi
amministrativi delle citta' e delle locali
province di monitorare molto da vicino tutte le
informazioni scambiate on line. Secondo
le nuove disposizioni, inoltre, i proprietari
degli Internet Cafe' rischiano la reclusione
qualora permettessero ai propri clienti di
scaricare o inviare “bad” informations su
Internet.
Internet
Libero
SPAVENTA
I GOVERNI
del mondo, perche’ le BUGIE
di questi pre-Potenti
vengono a galla ed essi e le Lobby
che li sostengono fanno e faranno di tutto
perche’ Internet sia sempre piu’ controllato
!
continua.....su
http://punto-informatico.it/p.asp?i=44530
ECCO come ci SPIANO………..Soluzioni
per gli Operatori
Tutto
il traffico catturato viene inviato verso un
sistema centralizzato, memorizzato, normalizzato
(secondo lo standard ETSI) e trasferito alle
Agenzie.
Internet
La
soluzione Urmet tratta tutto il traffico dati
Internet che transita nella rete di uno
specifico Internet Service Provider (ISP).
L’intercettazione viene attivata da diverse
chiavi di ricerca, come, URL, indirizzo di
e-mail, ecc.
Il sistema è anche in grado di
catturare il traffico in reti dove gli indirizzi
IP vengono assegnati dinamicamente.
L’architettura si basa sull’inserimento in
rete di opportune sonde, specializzate
nell’analisi di tutto il traffico IP.
Reti Mobili
La
soluzione Urmet tratta tutto il traffico
generato dagli utenti di rete mobile sotto
osservazione.
L’intercettazione viene fatta utilizzando le
IIF (Internal Interception Functions) fornite
dagli MSC (Mobile Switching Centers).
Reti Fisse
La
soluzione Urmet tratta tutto il traffico
generato dagli utenti di rete fissa sotto
osservazione.
L’intercettazione viene fatta utilizzando le
IIF (Internal Interception Functions) fornite
dalle centrali di commutazione o monitorando i
canali di segnalazione SS7.
vedi anche:
http://punto-informatico.it/archivio/canali.asp?i=Censura
http://www.urmet.it/it/business_area/default.asp?liv=3&fam=9&bus=1&tipo=13&mod=17
http://cyberfreedom.olografix.org/info.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ora hanno trovato il metodo per
rallentare il caricare le pagine dei vari
siti "dissidenti" al
potere....il
SixTema: Matrix
vedi qui: descrizione del come
fanno...:
http://www.byoblu.com/post/2015/10/27/la-ue-vi-ha-appena-scollegato-da-internet.aspx
vedi:
DITTATURA SANITARIA
+
Controllo del WEB
in occidente
+
Controllo del Software
+
Medicina e Potere
+
Controllo di
INTERNET
+
Finanza,
Controllo del Mondo
+
Contro Censura nel WEB +
Controllo
di TUTTO
+
Modem spioni
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