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Il Cancro nasce in sintesi,
secondo la
Medicina naturale perche' organismo del canceroso e'
intossicato,
infiammato,
immunodepresso, con
flora batterica alterata,
pH digestivo non regolare (e quindi mancante di
minerali e
vitamine), e parassitato da certi,
parassiti,
batteri
e
funghi (candida) i quali producono tossine ed ulteriori
infiammazioni, ma e'
"gestito" dai
Conflitti Spirituali (consci ed inconsci) e
dall'intenso
stress - Esso e' quindi una malattia
MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVE
operare seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' deve lavorare per disintossicare il malato +
disinfiammare l'organismo ed i tessuti interessati,
ripristinare il pH digestivo, eliminare quei
parassiti, batteri e funghi che hanno proliferato in modo
abnorme, per mancanza di antagonisti e
rinforzare il sistema immunitario SEMPRE
compromesso in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed
eliminare il Conflitto spirituale e lo stress esistenti.
L'aumentare delle prove che la vitamina D è
una pillola magica contro il cancro ha costretto oggi
l'industria del cancro a fare cerchio per difendere lo status
quo - la vitamina D rimane nella lista delle terapie "non
confermate" a favore delle più che smentite
chemioterapia,
radioterapia e chirurgia.
In quasi trent'anni, da quando è
iniziata la "Guerra al Cancro ufficiale",
non si è mai
verificato nessun aumento significativo delle percentuali di
sopravivenza.
E invece di vedere tutti i titoli di testa riportare che la
vitamina D riduce, ad esempio, il rischio di cancro al colon di
un'incredibile 72%, oggi il mondo saprà che "la vitamina D non è
un rimedio magico per il cancro."
Vedi anche:
Naturismo (vivere nudi nella Natura) e vitamina D
Non troverete menzionato che la Canadian Cancer Society ha
raccomandato che ogni Canadese integri la propria dieta con 1000
IU di vitamina D nei mesi invernali a seguito del crescente
corpo di dati scientifici che collegano il cancro a bassi
livelli di vitamina D. (E anche la Canadian Pediatric Society
consiglia che le donne incinte e che allattano prendano
un'integrazione di 2000 IU di vitamina D in inverno per
proteggere le neo mamme e i loro bambini dal rachitismo).
E' noto da parecchio tempo che i tassi di incidenza di cancro
sono maggiori nelle aree meno soleggiate e che i pazienti di
cancro sopravvivono più a lungo se diagnosticati nei mesi
estivi. L'esposizione alla luce solare produce vitamina D
naturale, nell'epidermide umana.
Len Lichtenfeld, sostituto capo medico ufficiale dell'American
Cancer Society, dice: "Non siamo in possesso di tutte le
risposte sui possibili benefici della vitamina D nel prevenire
il cancro (o impedirlo), e non possediamo tutta l'informazione
sui rischi."
Quali rischi ? Stiamo parlando della luce solare, fate
attenzione. Stiamo parlando di prendere l'equivalente di circa
12 minuti di esposizione corporea al sole estivo di mezzogiorno,
cosa sufficiente per produrre 2000 IU di vitamina D3 naturale.
Le ricercatrici Cindy Davis e Johanna Dwyer, in un articolo
pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute, si
uniscono a dire: "Per quanto la vitamina D possa ben esibire
molteplici benefici oltre che per le ossa, i professionisti
sanitari e il pubblico non dovrebbero correre troppo rapidamente
alla conclusione e pensare che la vitamina D sia una pillola
magica e ingerirne grandi quantità," e "la Quantità Adeguata di
vitamina D è 200 IU per gli adulti sotto i 50 anni, 400 IU per
quelli tra i 50 e i 70, e 600 IU per quelli da 71 anni e oltre.
Si raccomanda che le integrazioni non superino 2000 IU,
l'attuale Livello Superire di sicurezza." Si tratta di dosi di
vitamina D così bassi, che non riusciranno nemmeno ad innalzare
i livelli sanguigni.
La quantità tossica per la vitamina D non inizia fino a 40.000
IU, e solo se consumata per molti mesi. Un'ora di esposizione al
sole nelle ore estive centrali produce circa 10.000 IU di
vitamina D (esponendo tutto il corpo), senza nessun effetto
collaterale di sorta.
Questi ricercatori sul Cancro stanno semplicemente rispondendo
al recente studio condotto dai loro colleghi della Creighton
University che ha scoperto che 1.100 IU di vitamina D assunta
dalle donne del Nebraska per solo 4 anni, ha diminuito il
rischio di ogni tipo di cancro fino al 70 percento.
Lo studio della Creighton University sta per essere
controbattuto da una ricerca appena pubblicata che ha invero
trovato che la vitamina D riduce il rischio di morte per cancro
al colon ma non per gli altri cancri. In questo studio si sono
prelevati solo due campioni di sangue lungo un periodo di più di
sei anni e non sono stati somministrate integrazioni con
vitamina D. C'è stato solo un confronto dei livelli di vitamina
D tra soggetti residenti in due aree geografiche diverse, al
nord e al sud.
Il gold standard per le evidenze mediche è lo studio in doppio
cieco, a lungo termine, condotto contro gruppo di controllo che
impieghi placebo, come lo studio della Creighton University, non
lo studio sulla popolazione che è appena stato pubblicato.
Pertanto, quale dei due studi avrà il maggior peso ? La medicina
moderna ha optato per la sperimentazione meno credibile.
Tratto da: http://tinyurl.com/ysobre
Commento NdR: anche se
rispettiamo ed indichiamo tutte le possibili terapie naturali
per ogni malattia, anche perche' le reazioni ad ogni tipo di
terapia sono diverse da soggetto a soggetto, vogliamo ricordare
che anche il cancro come qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi"
ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause
secondarie e terziarie.
Leggere la tesi su
Cancro e Medicina Naturale +
Terreno Oncologico
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Una nuova ricerca ha riscontrato una
associazione tra un gene coinvolto nel metabolismo della
vitamina D e alcune forme di tumori della pelle.
Pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Cancer”, organo
ufficiale dell’American Cancer Society, lo studio suggerisce che
i soggetti con alcune varianti nel gene denominato BsmI hanno un
rischio aumentato di insorgenza di melanoma.
Come descritto in una vasta letteratura, la vitamina D ha un
significativo ruolo protettivo nei confronti dell’organismo,
soprattutto in funzione antitumorale, dal momento che tale
sostanza è coinvolta nei meccanismi di regolazione della
crescita, della differenziazione e della morte cellulare.
Tale coinvolgimento è supportato dall’evidenza degli effetti
dell’esposizione alla radiazione solare, che stimolando la
produzione di vitamina D produce effetti antitumorali.
A livello molecolare, la vitamina D si lega a un recettore che
si trova all’interno delle cellule. A causa delle differenze
genetiche che si manifestano in questi recettori, si ritiene che
diversi soggetti abbiano differenti livelli di attività della
vitamina D nel proprio organismo.
Per questo motivo, alcuni individui possono essere naturalmente
predisposti a raggiungere una maggior livello di protezione dai
tumori veicolato dalla vitamina D.
Tuttavia, i risultati degli studi non sono univoci su questo
argomento, e finora non è stata effettuata una revisione
esaustiva dei dati disponibili.
Per colmare questa lacuna, Simone Mocellin e Donato Nitti dell’
Università di Padova, in Italia, hanno esaminato la ricerca
esistente in materia analizzando in particolare l’associazione
tra varianti comuni del recettore per la vitamina D e il rischio
di melanoma. L’analisi ha rivelato una correlazione
significativa tra il rischio di melanoma e il gene BsmI.
"Questi risultati stimolano ulteriori ricerche su questo
argomento e supportano indirettamente l’ipotesi che
l’esposizione al sole possa avere un effetto anti-melanoma
tramite l’attivazione del sistema della vitamina D”, hanno
concluso gli autori. (fc)
Inviato da: G. Parisi
(medico)
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Il
miracolo della vitamina D: che c'è di vero
?
Nell'estate del 1974 ai fratelli Garland, Frank e Cedric, venne
l'idea eretica. I giovani epidemiologi stavano partecipando a
una conferenza sui tassi di mortalità per cancro, contea per
contea, negli Stati Uniti.
Seduti nell'aula dell'Università Johns Hopkins di Baltimora,
mentre osservavano le carte geografiche colorate a seconda dei
casi di cancro, notarono una suddivisione evidente, maggiormente
pronunciata per il cancro al colon. Le contee con i tassi più
elevati erano in rosso; quelle con tassi bassi erano blu.
Stranamente, la nazione era divisa in due quasi perfettamente,
rosso al nord e blu al sud. Perché, si chiesero, il rischio di
morire di cancro era maggiore nel bucolico Maine piuttosto che
nella maggiormente inquinata California del Sud ?
I due giunsero al Johns Hopkins qualche giorno dopo, guidando la
propria Mustang da casa loro a San Diego. Frank stava per
cominciare gli studi universitari e Cedric il suo primo impiego
come professore. Era luglio e il viaggio attraverso l'assolato
Sud fornì loro un idea mentre stavano studiando le carte
geografiche del cancro: l'esposizione al sole cambia
drasticamente a seconda della latitudine.
Poteva forse questo spiegare le differenze dei tassi di cancro ?
La loro ipotesi, sviluppata meticolosamente e pubblicata sei
anni dopo nell'International Journal of Epidemiology, era che la
luce solare avesse un potente effetto anti-cancro dovuto al suo
ruolo nella produzione di vitamina D nella pelle esposta al
sole.
Quelli che vivono a latitudini settentrionali, teorizzarono,
ricevono meno radiazione solare e producono meno vitamina, fatto
che determina l'aumento del rischio di morire di cancro.
Oggi, che la vitamina D è presente così spesso nei media, è
difficile credere che ci siano voluti decenni perché l'ipotesi
dei fratelli Garland guadagnasse l'attenzione della comunità
medica convenzionale. Ma i benefici della vitamina D non si
limitano alla prevenzione oncologica: esistono studi che hanno
stabilito un legame tra la deficienza di questo composto e
talune malattie croniche e serie quali la sclerosi multipla, il
diabete, le malattie cardiache, l'influenza e la schizofrenia.
Cedric Garland, ora professore di medicina preventiva
all'Università diCalifornia, San Diego, è talmente convinto di
questo legame allargato da dire: "Penso che la vitamina D stia
per portare a un periodo d'oro per la medicina."
E non è il solo a crederlo.
Le ultime ricerche sono così convincenti che numerosi
ricercatori medici credibili e difensori della sanità pubblica,
molti dei quali in Canada, hanno cominciato ad assumere dosi ben
superiori alle 200/ 600 unità internazionali - dose giornaliera
raccomandata dal ministero della salute Canadese, a seconda
dell'età con un limite superiore di 2.000 IU.
Il principale ricercatore Canadese sulla vitamina D, il dr.
Reinhold Vieth dell'Università di Toronto, dice che si è
tracannato 8.000 unità al giorno - quattro volte il massimo -
per anni.
Dovremmo tutti fare lo stesso ?
Il dr. Vieth dice di ritenere assolutamente innocuo quello che
sta facendo - dopo tutto, la sua quantità giornaliera è
paragonabile alla vitamina D che un Canadese si produrrebbe
naturalmente in una giornata estiva esponendosi al sole.
E il dr. Robert Heaney, ricercatore medico alla Università
Creighton di Omaha, dice che il suo collega Canadese non è
l'unico nel suo approccio di super dosi. "Tutti i ricercatori
sulla vitamina D, personalmente non ho mai trovato eccezioni,
hanno imboccato questa strada convinti dai dati," dice il dr.
Heaney, che l'anno scorso ha collaborato a uno studio, riportato
nel American Journal of Clinical Nutrition, che ha collegato
l'integrazione di vitamina D a una strabiliante riduzione del 60
per cento dell'incidenza di cancro in donne di mezza età e
anziane.
Cedric Garland sostiene che, più dell'inquinamento e di qualche
altra causa, alla radice dell'epidemia di cancro del mondo
Occidentale vi sia l'insufficienza dei livelli di vitamina D.
Per di più, se più persone prendessero integratori, la
popolazione delle regioni settentrionali sarebbe più in salute
complessivamente.
"Potremo prevenire un insieme molto vasto di malattie con una
singola misura, a poco prezzo, virtualmente senza
complicazioni," ci spiega. "Influenzerà favorevolmente ogni
aspetto della medicina e della salute pubblica."
Troppo bello per essere vero ?
Sembra quasi inconcepibile che la geografia possa condannare
qualcuno a subire malattie mortali - che il solo fatto di vivere
in una nazione settentrionale, come il Canada, possa essere un
rischio per la salute.
L'ipotesi dei fratelli Garland si scontra anche con l'attempata
visuale convenzionale che il cancro sia causato principalmente
da cattive abitudini di vita, geni cattivi o elementi
carcinogeni. Infatti, suggerisce che alcuni tipi di cancro siano
meglio descritti come malattie dovute a deficienze nutritive,
alla stregua di scorbuto o rachitismo.
Di conseguenza, molti esperti sono rimasti scettici, consapevoli
che in passato molti integratori ben propagandati spesso non
sono sopravissuti al loro sfolgorante avvio. "Il problema con
le vitamine è che in genere la prova della loro efficacia, per
qualsiasi ragione, non riesce mai," mette in guardia Len
Lichtenfeld, vice-direttore sanitario dell'American Cancer
Society.
Il dr. Lichtenfeld dice che le autorità mediche sono rimaste
scottate dagli integratori così spesso che gli piacerebbe vedere
una "quantità sostanziale" di ulteriore ricerca prima di
convincersi che la vitamina D è davvero quello che sembra.
L'idea che la luce solare abbia effetti benefici sulla salute
contrasta anche col consiglio di evitare l'esposizione al sole
per ridurre il rischio di cancro alla pelle. Ciononostante,
l'idea che l'insufficienza di vitamina D rivesta un ruolo nel
cancro e altre malattie croniche degli adulti continua a
guadagnare credito scientifico come teoria plausibile, fruttando
nuovo rispetto per questa vitamina a lungo sottostimata. Sebbene
abbia inizialmente attirato l'attenzione negli anni '20 come
cura per il rachitismo (salute delle ossa, non cancro, è anche
per questo che Health Canada ne raccomanda l'uso), da allora è
stata trattata come Rodney Dangerfield (cioè ignorata N.d.T.).
Nella nostra epoca salutista, è stata messa in ombra da
integratori quali la vitamina C e il beta carotene.
Ma da quando i fratelli Garland hanno fatto ripartire
l'interesse sulla vitamina D con i loro dati sul cancro al
colon, altri studi hanno mostrato che più di una dozzina di
altri cancri, inclusi i grandi killers, seno e prostata, così
come una schiera di altri malanni, sembrano sensibili a
insufficienze di questa vitamina.
L'idea sottostante alla ricerca è semplice: gli Esseri Umani si
sono evoluti in un ambiente di piena illuminazione solare,
vicino all'equatore, e conservano tuttora innumerevoli processi
biologici finemente calibrati agli alti livelli di vitamina D
che avremmo se ancora adesso stessimo crogiolandoci al caldo
sole tropicale per tutto l'anno.
Ma migrando verso latitudini elevate, dove non è presente una
forte luce solare durante l'autunno e l'inverno, la maggior
parte degli esseri umani ha turbato il proprio metabolismo della
vitamina D, creando suscettibilità a indisposizioni croniche che
la ricerca sta ora collegando alle insufficienze.
Vedi l’articolo completo:
http://www.theglobeandmail.com/servlet/Page/document/v5/content/subscribe?user_URL=http://www.theglobeandmail.com%2Fservlet%2Fstory%2FRTGAM.20080308.wxvitamin08%2FBNStory%2FspecialScienceandHealth%2Fhome&ord=121332594&brand=theglobeandmail&force_login=true
Ricerca su
Pubmed: Vitamin D - cancer - BsmI - 55 referenze,
la prima del 1997
Attenzione: quando si
assumono le micro diete (integratori in qualsiasi forma) e' bene
assumere contemporaneamente dei
fermenti lattici
adatti alla persona ed
enzimi, per aiutare l'assimilazione intestinale
delle sostanze contenute nelle
micro diete: sali
minerali e
vitamine.
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le
autorita' mediche, e per essere precisi, affermiamo
che NON
condividiamo in toto le loro
terapie (quelle monoterapeutiche), in quanto per
noi, seguaci della
Medicina Naturale la
malattia (cancro
compreso) e' MULTIFATTORIALE,
quindi NESSUN prodotto puo',
da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !
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