I tumori sono causati da un fungo"
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vedi:
Terapia Simoncini 1
Un medico italiano ha pubblicato su internet gli esiti
delle sue terapie. Lo abbiamo intervistato
Tratto da:
http://www.informatori.it/informatori/itumo.htm
Clamorosa affermazione del
dott. Tullio Simoncini di
Roma. Tutti i tipi di neoplasie sarebbero causati dalle
diverse reazioni di difesa dei tessuti all'aggressione
di un fungo opportunista la "candida". Resistenze da
parte della comunità scientifica alle sue teorie
La notizia è di quelle che potrebbero mandare in
fibrillazione la comunità scientifica internazionale e
milioni di ammalati in tutto il mondo. Si tratta quindi
di valutarla con la massima cautela senza dare campo a
possibili enfatizzazioni mediatiche che con la scienza
poco hanno a che fare. La nostra intenzione non è quella
di aprire un nuovo caso Di Bella, se non altro in
riferimento a quanto di più ambiguo e nocivo per le
sensibilità di chi più è vulnerabile si legò quella
vicenda, che alcuni considerano peraltro ancora aperta,
ma che nel suo svolgersi generò una negativa e
deplorevole ricaduta di elementi di confusione su di un
tema delicatissimo quale può essere la cura del male del
secolo.
Ma c'è un medico italiano, il dott. Tullio Simoncini di
Roma, il quale afferma di aver individuato l'origine
effettiva delle patologie tumorali, nelle diverse forme
in cui si presentano a seconda dei tessuti che
attaccano. Tullio Simoncini è laureato in medicina e
chirurgia, specializzato in diabetologia e malattie del
ricambio, in corso di specializzazione in oncologia e ha
una laurea anche in filosofia. E' stato relatore al
convegno "Firenze-Medicina 2000" e al congresso
internazionale di oncologia di Treviso.
Questo studioso
ha una sua idea sull'eziopatogenesi tumorale: le cause
del male sarebbero da far risalire a un fungo
opportunista, chiamato "candida", dal quale i nostri
tessuti di difenderebbero una volta attaccati incistantolo e facendo partire una riproduzione
incontrollata di cellule, cioè il tumore. Il dott.
Simoncini ritiene di aver elaborato delle adeguate
strategie terapeutiche per far regredire le masse
neoplastiche in maniera assai meno traumatica delle
attuali e più moderne tecniche impiegate.
A conferma di
ciò, enumera già una serie di casi nei quali i tumori
sarebbero regrediti dopo i suoi trattamenti e ha
pubblicato gli esiti delle sue terapie su internet,
corredando di documentazione radiografica l'evoluzione
del male, dando svariate indicazioni scientifiche sulla
propria teoria, con tanto di ampia documentazione
bibliografica. Ci siamo fatti spiegare in termini
divulgativi in cosa consista la spiegazione da lui
elaborata.
Dott. Simoncini da quanto tempo lei cura i tumori ?
Da più di 15 anni.
Secondo lei, che cos’è il cancro ?
E’ un fungo, o meglio è la somma di un’infezione da
funghi e della reazione dei tessuti nei loro confronti.
Lei parla dei comuni funghi, quelli che conosciamo
tutti, più o meno innocui ?
Certo, solo che non sono così innocui come si
dipingono. Un conto sono le micosi superficiali, cioè
degli epiteli, come vagina o oro-faringe; un altro sono
le micosi che riescono a svilupparsi nei piani e negli
organi interni: lì producono il cancro.
Si spieghi meglio.
I funghi sono entità unicellulari, che tendono però
a formare grandi aggregati, capaci di rispondere a
stimoli esterni, nutrizionali o tossici, in maniera
univoca e solidale.
Lei vuol dire, allora, che il fungo possiede sia
l’invasività e la diffusibilità delle entità
unicellulari e nel contempo la potenza biologica di un
organismo ?
Esattamente questo: pensi all’effetto devastante di
un bacarozzo che è in grado di penetrare dentro
l’organismo umano, scomponendosi in singole cellule, e
di ricomporsi e di annidarsi in qualche organo.
Ma non c’è il sistema immunitario che impedisce la
penetrazione di cellule nell’organismo ?
Certo, ed è a questo livello che si spiega il
meccanismo d’invasione dei funghi. Normalmente vengono
fagocitati dal sistema immunitario, quando si sgranano
uno a uno, per diffondersi attraverso il sangue o la
linfa. Uno o più stimoli nocivi cronici però (quelli
comunemente invocati come cause del cancro), possono
determinare un mal funzionamento parziale o totale, in
modo da consentire la riaggregazione delle colonie
fungine, presupposto essenziale per ulteriori invasioni.
Lei dice che è sempre un fungo, la candida, a
determinare un cancro. Sembra impossibile, però, che
essa causi tutti gli infiniti tipi istologici.
Niente affatto, è tutto molto logico. Pensi ad un
corpo inerte, ad esempio una spina inoculata ora in
questo ora in quell’organo, dove produce continue
microlesioni. La reazione di difesa, cioè il tentativo
di incistamento, non può non avvenire che con le cellule
proprie del tessuto sollecitato o invaso: il cervello
produrrà più glia ed avremo il glioblastoma; il fegato o
l’osso, più epatociti o più osteociti, ed avremo
l’epatocarcinoma o l’osteosarcoma, e così via.
Come spiega allora che un cancro è formato di cellule
più o meno mature o differenziate ?
Le falangi di fanteria di un esercito, cioè del
sistema immunitario, che attaccano un carro armato, cioè
la massa fungina, sono distrutte rapidamente; prima le
truppe regolari, poi le riserve, infine quelle formate
dagli elementi più giovani e immaturi. L’immaturità o l’anaplasia
allora, sono il segno della potenza del nemico e
dell’esaurimento delle difese dell’ospite.
Certo, descritto così, il cancro fa rabbrividire.
Come mai i funghi sono oggi così sottovalutati ?
La prima cosa soporifera che svia le menti è la
definizione di fungo: patogeno opportunista e
occasionale: Non c’è niente di più subdolo e falso. La
seconda è l’eccessiva tendenza descrittivista della
medicina, che si trova in difficoltà laddove bisogna
interpretare i fenomeni biologici in senso vitale e
finalistico. Riuscire ad eliminare una colonia fungina,
ad esempio, è un po’ come una partita a scacchi tra
entità biologiche, cioè vive, che tendono ad utilizzare
le proprie forme di intelligenza, più o meno
rudimentali, per sopravvivere.
Apparentemente quello che asserisce sembrerebbe
logico e coerente; non le sembra, però, tutto un po’
semplice ?
Non sono d’accordo; forse direi semplice o meglio
semplificato; questo a mio avviso, però, è una garanzia
di veridicità. Una volta, un collega universitario che
cercavo di convincere della semplicità delle mie teorie,
mi replicò: non ti nascondere, le teorie semplici le
fanno le menti complesse.
Ma possibile, milioni di studiosi in tutto il mondo,
i miliardi per le ricerche …
Una volta il Sole girava intorno alla Terra.
Lei vuol dire che le ipotesi, le idee portanti
dell’attuale oncologia, la causalità genetica e la
multifattorialità sono sbagliate ?
Proprio così, sbagliate perché illogiche; dopo 50
anni di fallimenti andrebbero abbandonate. La
multifattorialità difatti non è altro che un modo di
ammettere di essere al buio; asserire che una cosa è
causata da tutto è come riconoscere la propria
ignoranza. La genetica invece è un complesso paravento
esoterico, capace di spiegare potenzialmente tutto e
niente.
Illustri meglio questo concetto.
Secondo le teorie ufficiali il cancro è dovuto ad un
"impazzimento riproduttivo cellulare", in grado di
causare la formazione delle masse neoplastiche. Alla
base di questo presunto "impazzimento", viene
riconosciuta un’alterazione dei geni (di qui la teoria
genetica), favorenti o inibenti la crescita cellulare:
E’ noto poi, come questi geni codifichino, cioè diano i
segnali, per la produzione di proteine e fattori di
crescita delle cellule; tra elementi strutturali e
interazionali così, se ne conoscono 100, se ne stanno
studiando 1000, se ne prevedono 1.000.000; contando poi
le centinaia di cancerogeni chimici, gli imprevedibili e
infiniti influssi ormonali e neuro-psichici … la
frittata è completa: la causalità genetica, così
infinita, è un bluff all’infinito, è oscurantismo.
Volendo cambiare registro interpretativo, qualcuno ha
mai studiato o descritto le potenzialità cancerogene dei
funghi ?
Altroché ! Si ammette comunemente che la candida
causi il cancro; solo che la si considera cancerogena in
quanto, e qui sta l’errore, produttrice di alterazioni
genetiche.
Lei vuole dire che esiste una sorta di paraocchi
rappresentato dalla genetica ?
Certo ! La candida causa il cancro, e questo è il
dato di fatto; che poi determini alterazioni genetiche è
solo un’interpretazione, ahimè sbagliata.
Effettivamente c’è da rimanere scioccati da quello
che dice, sospesi tra…l’uovo di Colombo e l’illusione.
Oltretutto, se le immagini delle guarigioni che lei ha
diffuso sono vere, certo viene da pensare che siamo
tutti vittime di un inganno di dimensioni planetarie. Ma
sono proprio vere?
Altro che vere ! Non so se ha visto l’ultimo caso
che ho messo in linea, un tumore al fegato di 12x 11,5
cm, che ho fatto regredire a livello di 3x1,5 cm, con
sole quattro somministrazioni di bicarbonato di sodio.
Francamente questo è difficile da accettare; come fa
a convincere il prossimo che una sostanza così comune e
innocua, sia in grado di sconfiggere il male del secolo
?
Vede, uno non si sveglia la mattina e si inventa di
somministrare sali di bicarbonato per distruggere un
cancro. C’è dietro tutta una serie di ragionamenti,
esperimenti, tentativi e verifiche durati mesi e anni,
che ha permesso di confezionare una teoria e una terapia
oncologica specifica, anche se semplice.
Riguardo poi al trattamento dell’epatocarcinoma citato,
credo che non ci sia niente di più sofisticato del
metodo attuato per attaccarlo. Mi sembra sia passato un
secolo da quando distrussi, più di 15 anni fa, il cancro
dello stomaco di una mia zia, oggi ancora viva, nel giro
di un mese, somministrando bicarbonato solo per via
orale.
Perché, come cura oggi i tumori, pur utilizzando
sempre il bicarbonato ?
Sfruttando la capacità dell’arteriografia selettiva
di raggiungere, per via vascolare, qualsiasi tipo di
neoformazione.
In pratica, posizionando un catetere nell’arteria
afferente al tessuto degenerato, somministro la cosa più
velenosa per le colonie tumorali, cioè il bicarbonato di
sodio, direttamente sulle masse, con effetti devastanti.
E’ così che ho trattato l’epatocarcinoma che ho
drasticamente ridimensionato, utilizzando la via
d’accesso delle arterie epatiche.
Ha trattato altri tipi di tumore con questa tecnica ?
Circa una decina, in quanto è solo da alcuni mesi
che la pratico. I risultati sono però altrettanto
positivi.
E prima, come faceva ? Aveva gli stessi risultati ?
Assolutamente no; pur riuscendo a risolvere tanti
tumori, alcuni non ero in grado di distruggerli. I
grandi tumori del fegato o pancreas, cervello o
vertebre, come alcuni altri, non avrei mai potuto
trattarli adeguatamente senza l’arteriografia selettiva,
che ritengo la metodica più importante per l’oncologia.
Pensa che in questo modo possa attaccare tutti i tipi
di cancro ?
Certo una buona parte, non tutti. Un tumore pleurico
ad esempio si può trattare solo mediante il
posizionamento di un drenaggio o di un catetere interno
chiamato porth-a-cat; un tumore peritoneale
invece va aggredito mediante somministrazione di
bicarbonato direttamente nel cavo peritoneale con un ago
appropriato. Per i tumori della pelle poi si devono
usare diversi altri tipi di sostanze chimiche,
impossibili da somministrare per via vasale.
Di volta in volta insomma, va studiato il modo migliore
in funzione della localizzazione neoplastica.
Dopo il trattamento, dopo che ha ridotto o distrutto
le masse, il tumore è sparito completamente, o c’è il
rischio che ritorni, più o meno presto ?
Se il cancro è completamente distrutto non torna
più, anche perché, nel caso che le masse spariscano a
qualsiasi indagine, io per precauzione faccio seguire
dei cicli di somministrazione di bicarbonato endovena,
che chiudono definitivamente il conto alle colonie non
visualizzabili.
E questo va bene sia per i tumori primari che per le
recidive e le metastasi.
Come mai non riesce a convincere gli altri medici,
specialmente quelli che contano e che potrebbero
aiutarla a realizzare la sua ideologia medica ?
Con precisione non lo so. Io ho tentato più volte di
proporre e illustrare le mie teorie e metodi a vari
livelli istituzionali, dal Ministero della Sanità agli
istituti oncologici italiani, fino all’americana
National Cancer Institute. Purtroppo ho trovato persone
ancora mentalmente impreparate a recepire discorsi
innovativi rivoluzionari; e questo francamente non me lo
spiego, dal momento che non mi sembra molto difficile
rifiutare delle teorie ufficiali, quando non portano
risultati.
D’altro canto però, posso affermare che un buon numero
di pazienti che seguo, o sono medici o parenti di
medici; questo la dice lunga sulla fiducia che gli
addetti ai lavori hanno nell’oncologia ufficiale.
Sono talmente convinto poi della bontà della mia teoria
e delle mie terapie, che ho fondato anche un
associazione, chiamata ANFèT, che significa
"Associazione nazionale Fungo è Tumore".
Come ultima domanda: quali consigli darebbe a chi è
ammalato di cancro ?
Di usare la propria testa, cioè di non farsi
condizionare da subdole quanto sterili parate, ammantate
di bonaria autorevolezza. L’ignoranza sulla reale causa
del cancro è ignoranza per tutti, per le correnti
ufficiali e per quelle alternative. Non è accettabile
subire terapie devastanti o inutili (chemio, radio,
chirurgia), in nome di ipotesi aleatorie e mai
dimostrate.
E lei, non è sullo stesso piano degli altri ?
Assolutamente no; io do un nuovo soggetto, una
chiave nuova e concreta per risolvere il cancro. Tutto
il resto sono vuote parole; l’indimostrabile non può
stare su un piano razionale. Ecco, l’oncologia odierna
non è scienza, ma solo metafisica.
Perché il cancro è la Candida
(estratto dallo studio del dott. Tullio Simoncini)
1.Definizione di candida: "E’ un fungo saprofita
occasionale, opportunista".
Questa etichetta ufficiale, dalla forma accattivante e
tranquillizzante, in realtà non dice e non spiega
niente, anzi nasconde subdolamente la propria
pericolosità. (...) il termine opportunista non è
affatto un termine innocuo, anzi possiede una notevole
carica di pericolosità, in quanto evidenzia
un’adattabilità ed un polimorfismo di grado elevato,
come viene spesso riportato, ad esempio da Wickes B.L. (Curr
Top Med Mycol 1996 Dec;7(1):71-86), Suzuki T. (J Gen
Microbiol 1989 Feb;135 ( Pt 2):425-34), Lott T.J. (Curr
Genet 1993 May-Jun;23(5-6):463-7).
Da uno studio di Odds F.C. (J Clin Microbiol 1983 Oct;18(4):849-57)
peraltro si evidenzia come da ceppi simili o identici si
possano formare infinite varianti della Candida anche in
funzione di aree geografiche diverse, a testimonianza di
come possano adattarsi ad ogni tipo di variabile non
solo biologica.
Basti pensare che il cosiddetto opportunismo della
Candida in realtà nasconde una tale aggressività, da
renderla capace di attaccare e colonizzare perfino i
materiali sintetici utilizzati nelle protesi sostitutive
di organi interni, come viene riferito da Ell S.R. (J
Laryngol Otol 1996 Mar;110(3):240-2).
"La candida è opportunista" allora, se vuol significare
che è capace di passare, metabolicamente e
strutturalmente, da uno stato innocuo ad uno patogeno,
chi potrebbe confutare un ulteriore passaggio, sotto
determinate condizioni concausali, da uno stato patogeno
ad uno invasivo, cioè tumorale, mediante stati
successivi di opportunismo differenziato? E’ quello che
io sostengo nella mia teoria.
2) La candida è sempre presente nel cancro.
Esiste un’infinità di lavori che attesta la costante
presenza del micete nei tessuti dei malati di cancro,
specialmente quelli terminali.
Dati riguardanti la coesistenza della candida e del
cancro, riscontrati da alcuni autori:
Hopfer R.L. (J Clin Microbiol 1980 Sep;12(3):329-31):
79%
Kaben U. (Z Gesamte Inn Med 1977 Nov 15;32(22):618-22):
80%
Hughes W.T. (Pediatr Infect Dis 1982 Jan-Feb;1(1):11-8):
91%
Kiehn T.E. (Am J Clin Pathol 1980 Apr;73(4):518-21):
97,1%
Tutto questo poi considerando la difficoltà di
visualizzare le candide nei materiali organici da
esaminare, come riporta anche Escuro R.S ( Am J Med 1989
Dec;87(6):621-7), Karaev Z.O (Zh Mikrobiol Epidemiol
Immunobiol 1992;(5-6):41-3) e Walsh T.J. (N Engl J Med
1991 Apr 11;324(15):1026-31).
In pratica si può tranquillamente affermare che essa è
sempre presente nei tessuti dei malati di cancro.
Il fenomeno viene usualmente interpretato come una
conseguenza dell’indebolimento e del defedamento
dell’organismo dovuto alle lesioni neoplastiche. Io
ritengo al contrario che l’aggressione della candida in
senso cancerogenetico avviene, dopo le fasi patogene
superficiali, cioè le candidosi epiteliali classiche, in
diversi stadi:
a. Radicamento nel tessuto connettivale profondo
(nei diversi organi).
b. Espansione con evocazione di una reazione
organica che tenta l’incistamento delle colonie fungine,
il cui esito è la formazione delle neoplasie.
c. Accrescimento sia nel tessuto limitrofo che a
distanza (metastasi).
d. Progressivo defedamento dell’organismo con
conseguente invasione organismica globale (E’ lo stadio
che viene più comunemente visualizzato e che viene
considerato "opportunistico").
e. Exitus.
In sintesi la candida non è un post hoc ma un propter
hoc.
Vari lavori confortano peraltro quanto affermato, quali:
Pedersen A. (Tandlaegebladet 1989 Sep;93(13):509-13),
Krogh P. (Carcinogenesis 1987 Oct; 8(10):1543-8),
Trotoux J. (Ann Otolaryngol Chir Cervicofac
1982;99(12):553-6) attestano il nesso causale tra la
candida e la formazione del carcinoma epidermoidale
della lingua.
Zhang K.V (Chung Hua Kou Chiang Hsueh Tsa Chih 1994 Nov;29(6):339-41,
384) O’Grady J.F. (Carcinogenesis 1992 May;13(5):783-6)
per neoplasie del cavo orale. Hicks J.N (Laryngoscope
1982 Jun;92(6 Pt 1):644-7) per la neoplasia della
laringe. Field E.A. (J Med Vet Mycol 1989;27(5):277-94),
Wang F.R. (Chung-hua Ping Li Hsueh Tsa Chih
1988Sep;17(3):170-2) e (Chung Hua Chung Liu Tsa Chih
1981 May;3(2) per il cancro del polmone. Joseph P. (Chest
1980 Aug;78(2):340-3) per il mixoma atriale. Rumi A. (Chir
Ital 1986 Jun;38(3):299-304), Fobbe F. (ROFO Fortschr
Geb Rontgenstr Nuklearmed 1986 Jan;144(1):106-7) Bathia
V. (Indian J Gastroenterol 1989 Jul;8(3):171-2) marnejon
T. (Am J Gastroenterol 1997 Feb;92(2):354-6) per il
cancro dell’esofago. Taguchi T. (J Pediatr Gastroenterol
Nutr 1991 Apr;12(3):394-9) per il carcinoma
dell’intestino Raina V. (Postgrad Med J 1989 Feb;65(760):83-5)
per il morbo di Hodgkin Piazzi M. (Minerva Stomatol 1991
Oct;40(10):675-9) per il M. di Kaposi Mannell A. (S Afr
J Surg 1990 Mar;28(1):26-7) per il tumore del pancreas.
Le considerazioni e i lavori presentati attestano quindi
che la candida possiede una grande capacità
carcinogenetica e come oggi non sia più proponibile un
suo ruolo patogeno semplicemente consequenziale ad uno
stato di defedamento post tumorale. Molti autori tra
quelli descritti e anche altri come ad esempio Yemma J.J
(Cytobios 1994;77(310):147-58), ammettono oggi quindi un
ruolo eziologico diretto del micete nella genesi del
cancro; l’errore che viene fatto però è quello di
ritenerlo responsabile della produzione di sostanze che
alterano la funzionalità nucleare, di inquadrarlo cioè
in un ulteriore passo di degenerazione genica, la qual
cosa alla fine impedisce di attribuire loro la matrice
infettiva tout court, che aprirebbe finalmente la via
alla definitiva scoperta del cancro.
A dire il vero poi, non è che non sia stato mai
ipotizzato un processo infettivo alla base delle lesioni
neoplastiche; già nel 1911 Rous P. aveva ottenuto lo
sviluppo di tumori maligni mediante trasmissione con
filtrati cellulari delle masse neoplastiche (JAMA 1983
Sep 16;250(11):1445-9).
Nel 1939 poi Reich W. aveva dimostrato che il cancro è
trasmissibile e quindi d’origine infettiva ("La biopatia
del cancro" Varese 1994).Ginsburg I. (Science 1987 Dec
11;238(4833):1573-5) dimostra come cellule tumorali di
topo infettate da candida albicans e iniettate in ceppi
singenici, esibiscano un’aggressività e una capacità di
crescita notevolmente aumentate rispetto a cellule
tumorali non infettate.
Perri G.C (Toxicol Eur Res 1981 Nov;3(6):305-10) riporta
l’alta incidenza di neoplasie in topi alimentati con
quote aggiuntive di proteine ricavate dalla candida.
Non è affatto logico dunque, in base alle risultanze
oggi esistenti, continuare a voler vedere la candida
come un microrganismo ai limiti tra la patogenicità e
l’innocuità, ma come l’unico, terribile generatore
causale delle neoplasie.
3) Il tumore è concettualmente uno.
Ne esistono però tanti tipi, perché ? Secondo le
posizioni ufficiali, essendo l’alterazione genetica alla
base dello sviluppo neoplastico, è possibile che essa
possa manifestarsi in qualsiasi territorio, con tutte le
differenziazioni tipologiche possibili.
Secondo il mio punto di vista invece, è sempre la
candida ad invadere i vari comparti anatomici, evocando
reazioni differenti in funzione degli organi
parassitati, che dipendono dalla quantità e qualità dei
tessuti interessati.
Un organo così, il cui connettivo profondo sia stato
invaso, si difende tramite iperproduzioni cellulari che
tentano di incistare le colonie fungine tendenti alla
completa colonizzazione dell’organismo.
Il rapporto esistente in un organo tra tessuti
differenziati e il connettivo determina la capacità di
reazione, e quindi il grado di malignità di una
neoplasia.
Meno cellule nobili ci sono, più maligno e invasivo è il
tumore.
Ad un estremo così ci sono i tessuti nobili
inattaccabili, all’altro il semplice connettivo; il
tessuto ghiandolare, che rappresenta la media via tra
questi due elementi proprio perché dotato di
strutturazione complessa, possedendo una certa capacità
di incistamento nei confronti dei funghi, può opporsi
alla loro invasione producendo il fenomeno del tumore
benigno.
In pratica, dunque, è sempre la stessa candida che
attacca i diversi tessuti adattandosi di volta in volta
al tipo di ambiente che trova. Le specificazioni allora
che vengono usualmente date riguardo alle varie candide
(candida albicans, krusei, glabrata, tropicalis ecc.),
sottovalutano il fatto che derivano tutte da un unico
capostipite il quale, quando muta geneticamente per
attaccare l’ospite, diventa ora questo ora quel ceppo.
Hopfer R.L. ad esempio ha trovato in colture post-mortem
di un malato leucemico, ben 4 specie diverse di candida.
Aksoycan N. inoltre (Mikrobiyol Bul 1976 Oct;10(4):519-21)
ha dimostrato che 7 diversi ceppi di candida in realtà
hanno la stessa struttura antigenica.
Odds F.C. (Zentralbl Bakteriol Mikrobiol Hyg [A] 1984
Jul;257(2):207-12) riferisce come lo stesso ceppo di
Candida può colonizzare differenti comparti anatomici in
tempi diversi.
Hellstein J. (J Clin Microbiol 1993 Dec;31(12):3190-9)
individua la comune origine clonale sia dei ceppi
commensali che di quelli patogeni della candida albicans.
4) La Candida presenta la stessa struttura genetica
del cancro.
Paradossalmente questo fatto così importante, che
dimostra che la candida è il cancro, non viene nemmeno
preso in considerazione dalla medicina ufficiale.
Vari autori difatti, pur attestandone l’identità
genetica, rimangono tuttavia solo su un piano
sterilmente descrittivo.
Vediamo i lavori:
Werner G.A.( Eur Arch Otorhinolaryngol
1995;252(7):417-21) riferisce di aver trovato le stesse
sequenze omologhe in campioni di DNA estratti dalla
Candida glabrata, dalla Candida parapsilopsis e da
cellule provenienti da materiale bioptico prelevato dal
carcinoma squamo-cellulare delle vie aeree superiori.
Yasumoto K. (Hum Antibodies Hybridomas 1993 Oct;4(4):186-9)
e Kawamoto S. (In Vitro Cell Dev Biol Anim 1995 Oct;31(9):724-9)
dimostrano come lo specifico anticorpo monoclonale
diretto verso il citocromo C della candida krusei
reagisce anche nei confronti di una frazione
citoplasmatica di cellule del tumore del polmone.
Hashizume S. (Hum Antibodies Hybridomas 1991 Jul;2(3):142-7)
e Hirose H. (Hum Antibodies Hybridomas 1991 Oct;2(4):200-6)
utilizzano il citocromo C di varie candide per la
diagnosi di cancro del polmone.
Schwartze G. (Arch Geschwulstforsch 1980;50(5):463-7)
suggerisce di utilizzare anticorpi specifici contro la
candida nella diagnosi di melanoma maligno.
Vecchiarelli D. ( Am Rev Respir Dis 1993 Feb;147(2):414-9)
evidenzia come colture supernatanti di macrofagi
alveolari provenienti da pazienti con tumore del
polmone, siano in grado di inibire l’attività fungicida
delle cellule polimorfonucleate.
Zanetta J.P. (Glycobiology 1998 Mar;8(3):221-5)
individua lo stesso comportamento, cioè una accentuata
capacità di legame nei confronti dell’IL-2, sia nella
candida albicans che nei tumori.
Ausiello C. (Ann Ist Super Sanita 1987;23(4):835-40),
Giovannetti A. (Acta Haematol 1997;98(2):65-71) e
Marconi P. (Int J Cancer 1982 Apr 15;29(4):483-8)
riportano come un antigene (un mannoside) proveniente
dalla parete della candida albicans, induca una
citotossicità antitumorale nei linfociti del sangue
periferico.
Robinette E.H. Jr. (J Natl Cancer Inst 1975 Sep;55(3):731-3)
descrive una notevole resistenza all’inoculazione di
dosi letali di candida, in topi a cui sia stato
preliminarmente impiantato un carcinoma polmonare di
Lewis o di altri comparti anatomici.
Cassone A. (Microbiologica 1983 Jul;6(3):207-20)
Weinberg J.B. (J Natl Cancer Inst 1979 Nov;63(5):1273-8)
evidenziano una risposta antitumorale significativa in
topi cui fosse stato inoculato materiale della parete
cellulare di candida albicans.
Favalli C. (Boll Soc Ital Biol Sper 1981 Sep
30;57(18):1911-5), Kumano N. (Tohoku J Exp Med 1981 Aug;134(4):401-9)
e Cassone A. (Sabouraudia 1982 Jun;20(2):115-25)
segnalano il potre immunoadiuvante antitumorale della
parete cellulare della candida albicans.
Ubukata T. (Yakugaku Zasshi 1998 Dec;118(12):616-20)
riporta l’alto potere inibitorio sulla crescita della
candida, da parte del siero e del liquido ascitico di un
topo portatore di neoplasia.
Esiste dunque, al di là di interpretazioni più o meno
riduttive, un alto grado di parentela tra la candida e i
tessuti tumorali.
Considerando poi la infinita variabilità fenotipica del
micete, unitamente alla estrema difficoltà di
rinvenimento e di tipizzazione dei vari ceppi esistenti,
appare legittimo inferire l’identità genetica tra cancro
e candida nelle sue varie differenziazioni.
5. Il fenomeno delle metastasi.
Secondo le posizioni ufficiali, la metastasi
rappresenta lo sviluppo di qualche cellula maligna che è
sfuggita dalla sede primaria del cancro e che è migrata
in un altro comparto anatomico.
Secondo il mio punto di vista essa si sviluppa è vero,
da cellule sfuggite dal cancro primitivo; solamente che
l’unità di base non è una cellula impazzita, ma una
cellula fungina che è riuscita a colonizzare un altro
organo. L’eventualità e la sede delle metastasi poi,
sono in funzione dello stato più o meno eutrofico degli
organi e dei tessuti, che possono opporre così una
resistenza più o meno efficace a contrastare il
radicamento di nuove colonie. Esistono così varie
possibilità di diffusione da un tumore primario, a parte
quella locale:
a. Assenza di metastasi, se gli altri organi,
essendo sani, sono dotati di assoluta capacità reattiva.
b. Formazione di una metastasi, laddove un
organo presenti strutture cellulari o tessutali
indebolite.
c. Formazione di metastasi multiple in più sedi,
quando ormai tutto l’organismo si sta spegnendo per cui
tutti gli organi diventano aggredibili.
La possibilità di metastatizzazione poi, dipende è vero
dallo stato eutrofico dei vari tessuti ed organi, ma
anche dalla capacità della candida di adattarsi
metabolicamente a situazioni microambientali diverse, la
qual cosa alla fine, favorendo la diffusione del micete,
accentua l’indebolimento dei tessuti dove si è radicato
di nuovo, in un processo di continua e costante
demolizione delle capacità reattive dell’ospite fino
alla resa.
E’ chiaro allora in quest’ottica, come tutte le
operazioni e i trattamenti che possiedano un certo grado
di lesività nei confronti dei tessuti, possano risultare
estremamente pericolosi, perché proprio in questo modo
viene favorita la diffusione delle metastasi.
Chirurgia, chemioterapia e radioterapia sono pertanto le
prime cause di metastatizzazione, in quanto determinano
sempre quelle condizioni di sofferenza tissutale tali,
da predisporre i vari organi all’invasione tumorale.
La tesi della cellula impazzita che si riproduce nei
vari punti dell’organismo appare molto meno logica della
impostazione infettiva, anche in considerazione del
fatto che i presupposti su cui si fonda sono totalmente
aleatori.
6. Conclusioni
In base alle argomentazione svolte, è legittimo
affermare che la candida è la causa eziologica del
cancro.
Risulta difatti che essa: è sempre presente nei malati
neoplastici, può produrre metastasi, ha un patrimonio
genetico sovrapponibile a quello dei tumori, può essere
utilizzata per svelare precocemente il cancro, può
invadere ogni tipo di tessuto o organo, possiede
un’aggressività e una adattabilità illimitate, è stata
dimostrata la sua capacità di promuovere la
degenerazione neoplastica. (...)
Lastra numero 1 (Dell’arteria epatica sinistra)
E’ composta di 6 fotogrammi che evidenziano il graduale
riempimento del territorio vascolarizzato, con
visualizzazione massima data dal mezzo di contrasto nei
fotogrammi 4 e 5.
Notazioni lastra 1
1.L’arteria sinistra irrora solo una parte della massa
epatica, quella inferiore destra (vedi A).
2.Tale parte della massa risulta morfologicamente
diversa dalla parte più grande supero-laterale, quella
sinistra, che era stata trattata a gennaio 2001 con
chemio-embolizzazione (vedi B).
3.Dai fotogrammi 3, 4 e 5 è possibile notare come le
derivazioni arteriose assumono, specialmente a sinistra
(vedi C - D), un decorso a semicerchio, essendo
dislocate dalla massa stessa.
4.E’ presente un’area necrotica nella massa (vedi E).
Lastra numero 2 (Dell’arteria epatica destra derivante
dalla mesenterica)
E’ composta da 6 fotogrammi, in cui la massima
irrorazione viene evidenziata in quelli n° 3, 4, e 5
(vedi F).
Notazioni lastra 2
1.La massa irrorata dall’arteria epatica destra ha una
forma globalmente sferica (vedi G).
2.Rispetto al ramo inferiore sinistro , cioè quello che
va al parenchima sano, laddove questo devia in basso, la
massa risulta eccedente fino ad andare "fuori campo"
(vedi fotogramma)
3.La
massa presenta plurimi rilevamenti nodulari tipo "nido
di rondine", che sono l’effetto del pregresso
trattamento di chemio-embolizzazione del 29 gennaio
2001, effettuato per ostruire i vasi afferenti alla
massa, con l’intento di arrestarne la sanguificazione.
Lastra numero 3 Fatta dopo 3 somministrazioni, è quella
delle verifiche; visualizza il territorio dell’arteria
epatica destra (fotogrammi 1, 2 e 3 ) e dell’arteria
epatica sinistra (fotogrammi 4, 5 e 6)
Notazioni lastra 3 per l’arteria epatica destra
1.L’aspetto marcatamente a "nido di rondine", segno di
estrema compressione interna dovuta alle dimensioni
della massa, si attenua notevolmente fino quasi a
scomparire; la massa è completamente levigata.
2.L’aspetto di massa sferica scompare, assumendo forma
di un fungo (vedi H) nei fotogrammi 2 e 3; questo
significa che il bicarbonato dove ha potuto agire
nonostante la precedente chemio-embolizzazione, cioè
nella parte inferiore, la ha ridotta drasticamente
facendola rientrare "entro il campo", cioè a metà
percorso dell’arteria afferente al parenchima sano (vedi
confronto).
Nella parte superiore della sfera, quella più lontana
dai vasi e quindi dove non c’è stato l’effetto del
bicarbonato, la massa si mostra meno ridotta rispetto
alla parte inferiore, sebbene anche qui sia molto più
levigata (vedi I).
3.Nel fotogramma n° 2 si può osservare come il trapezio
formato dalle arterie superiori di sinistra, è
notevolmente più piccolo rispetto al fotogramma 5 del 7
marzo, segno che c’è meno massa che comprime da dentro;
tanto che la superficie soprastante è molto più libera
da masse (vedi confronto del 7 marzo e 3 del 10 marzo)
Notazioni per l’arteria epatica sinistra
1.Rispetto ai fotogrammi 3, 4 e 5 del 7 marzo, le
arterie di sinistra che erano dislocate ora si
sviluppano linearmente, non più stirate e arcuate (vedi
confronto del 10 marzo), e appaiono fortemente tortuose:
la massa è completamente collassata.
2.Dopo il trattamento, è possibile visualizzare
distintamente un vallo rispetto alla massa irrorata
dall’arteria epatica destra (vedi L).
3.La zona di necrosi preesistente viene riassorbita e
scompare.
Considerazioni
1.Dopo 3 trattamenti si è assistito ad una drastica
riduzione della neoplasia epatica, che appare come
"sgonfia".
2.L’aspetto ruvido, potentemente compresso, è scomparso.
3.Le arterie sono diventate tutte più tortuose, segno di
una notevole diminuzione della massa da irrorare
Il primo riscontro ecografico della massa, fatto dopo 1
mese, attesta una notevole diminuzione della neoplasia:
da un diametro di 12x 10 centimetri è passata a 3,5 x
1,5 cm.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
E’
stato pubblicato “Il Cancro è un Fungo, la
Rivoluzione nella Cura dei Tumori”, il libro che
spiega il metodo rivoluzionario nella cura dei tumori
praticato dal dottor Simoncini di Roma.
Mentre
molte cure alternative del cancro, quali la cura Di
Bella e il metodo Hamer praticano un
approccio alternativo alla metodologia ufficiale, spesso
con risultati non sempre eclatanti, il metodo del dr.
Simoncini segue l’approccio oncologico
“classico”, trattando direttamente il cancro anche
nelle sue manifestazioni più avanzate.
La
percentuale media di successo del metodo è del 80%,
e nel libro sono descritti in dettaglio 18 casi clinici
trattati.
A
causa del costo irrisorio della soluzione usata, della
facilità d’uso (il livello di dolore prodotto dalla
terapia è come quello per un’endovena, e la procedura
può essere eseguita a casa), e soprattutto del suo
successo, il metodo sta incontrando il favore di un
numero
sempre maggiore di medici.
Per
ulteriori informazioni:
www.movimentoconsensus.org
- Diritto al benessere - Intervista al dottor Simoncini
By Tullio
Simoncini, “Il Cancro è un Fungo, la Rivoluzione
nella Cura dei Tumori”,
DALLA
COPERTINA DEL LIBRO
Al
presente, l’avanzamento di un tumore con moto
rettilineo, uniforme ed implacabile, non è alterato
minimamente dalle attuali terapie oncologiche. Pur con
tutti i trucchi e le distorsioni della statistica, nei
libri e trattati classici viene riportato un tasso di
guarigioni dal cancro che oscilla intorno al 7%.
Cioè,
con le dovute correzioni, pressoché
zero.
Tutto
il resto è propaganda a favore dell’oncologia
ortodossa.
Perché
l’uso del bicarbonato di sodio
In
base alle considerazioni scientifiche esposte nel libro,
che giunge alla dimostrazione che il cancro è prodotto
da masse fungine (di tipo Candida) l’unico
rimedio utile disponibile al presente per curare il male
proviene dal bicarbonato di sodio.
Contrariamente
agli antifungini, il bicarbonato di sodio è dotato di
un’altissima diffusibilità ed è privo di complessità
strutturali facilmente codificabili dai funghi. La
sostanza mantiene a lungo le proprie capacità di
penetrazione dentro le masse, anche e soprattutto per
la velocità con cui le disgrega, cosa
che rende loro impossibile un minimo adattamento
sufficiente a difendersi.
Il
concetto base del sistema di cura del dottor Simoncini
è quindi la somministrazione di soluzioni con un alto
contenuto di bicarbonato di sodio (5%) direttamente
sulle masse neoplastiche.
L’arteriografia
selettiva
La
ricerca di tecniche sempre più efficaci, che permettano
di arrivare il più vicino possibile all’intimità dei
tessuti, ha portato il dott. Simoncini all’arteriografia
selettiva (la visualizzazione tramite strumentazione
di arterie specifiche) e al posizionamento di port-a-cath
arteriosi (vaschette di raccordo del catetere).
Queste
metodologie consentono di posizionare un cateterino
direttamente nell’arteria che nutre la massa
neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di
bicarbonato di sodio nei recessi più profondi
dell’organismo.
Una
terapia con bicarbonato va impostata subito a grosse
dosi, in maniera continua, a cicli e senza pause, in
un’opera di distruzione delle colonie fungine che
dovrebbe procedere dall’inizio alla fine senza
interruzioni almeno per 7-8 giorni per un primo ciclo,
tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri
comincia a regredire consistentemente dal 3° al 4°
giorno, e crolla dal 4° al 5° (il limite massimo della
dose per seduta si aggira intorno ai 500 cc).
Uso
del bicarbonato in altre terapie mediche
C’è
da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché
innocue, sono le stesse utilizzate senza problemi
da oltre 30 anni in numerose altre situazioni morbose
quali la:
Chetoacidosi
diabetica grave.
Rianimazione
cardiorespiratoria.
Gravidanza.
Emodialisi.
Tossicosi
farmacologica.
Epatopatia.
Interventi
di chirurgia vascolare.
Leggere la tesi su
Cancro e Medicina Naturale +
Terreno Oncologico
Il Cancro nasce in sintesi
e secondo la
Medicina naturale,
perche' l'organismo del canceroso e'
intossicato,
e la
microcircolazione, nei
tessuti intossicati, viene ad essere alterata, producendo, a
valle di essa, nelle
cellule dei
tessuti investiti da quel processo: malfunzione
cellulare, (nutrimento ed eliminazione =
respirazione cellulare alterata =
metabolismo alterato = malnutrizione cellulare e tissutale
assicurata), producendo successivamente
infiammazione nei tessuti,
stress ossidativo
cellulare e per
caduta
immunodepressione, e parallelamente, alterazione anche del
sistema
enzimatico
per la precedente alterazione della
flora batterica,
pH digestivo
non regolare (e quindi l'organismo e' mancante di
minerali
e
vitamine
ed in stato di
acidosi),
in quelle condizioni esso e' molto facilmente parassitato da certi,
parassiti,
batteri
e
funghi
(candida)
i quali producono anche tossine ed ulteriori
infiammazioni:
Ma tutto cio' e' "gestito" come Causa primordiale dai
Conflitti Spirituali
(consci ed inconsci) e dall'intenso
stress
del vissuto
Il Cancro quindi e' una
malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso, DEVONO operare
seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' devono lavorare per
disintossicare
il malato +
disinfiammare
l'organismo ed i
tessuti
interessati, ripristinare il pH
digestivo, e normalizzare le
digestioni
+ il
malassorbimento
sempre presente
nel malato ed
eliminare quei parassiti,
batteri e funghi, che hanno proliferato in modo abnorme,
per mancanza dei loro antagonisti +
rinforzare il
sistema immunitario
SEMPRE compromesso in TUTTI
i malati, cancerosi compresi ed eliminare i
Conflitti Spirituali
(quali Vere Cause) e lo
stress
esistenti, oltre a lavorare sul
metabolismo
alterato per ridurre ed eliminare lo
stress ossidativo
cellulare
e quindi quello
tissutale, sempre presenti in qualsiasi
malattia
e specie
nel cancro, per i danni alla
microcircolazione
indotti dalle
intossicazioni ed
infiammazioni piu’ o meno intense.
E
tuttavia, laddove ci sia anche una piccola
volontà e speranza di vivere, un’adeguata
terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via
endovena con soluzioni
mineral -
vitaminiche - vedi
QUI il
medico che utilizza con successo questo sistema
- l'ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di
estrazione naturale - assieme all'assunzione via
orale di
fermenti lattici appropriati a seconda del
paziente ed
enzimi) può rendere normale il
guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi
vogliono farci ritenere impossibile o puramente
miracoloso (vedi quei
medici che
alle volte preferiscono
spedire il malato a Lourdes piuttosto che
permettergli di curarsi naturalmente).
L'acidosi
e' la base fisiologica del Cancro - Il
Conflitto Spirituale Irrisolto, ne e' la Causa
primaria
Cancro = Combattere l'acidita'
per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
+
Terapia Biologica Metabolica CRAP
+
Cura metabolica per il Cancro + Stress Ossidativo +
PREVENZIONE,
TERAPIA per il Cancro, perche' NON si vuole applicare ? + Terreno Oncologico +
Bioelettronica +
Semeiotica e Biofisica
Documenti provanti l'indispensabilita'
delle Vitamine della
Frutta e
verdura, oltre ai
sali minerali:
Doc.1
+
Doc.2
+
Doc.3
+ Doc.4
+
Doc.5
+
Doc.6
+
Doc.7
+
Doc.8
+
Doc.9
+
Doc.10 +
Doc.11 +
Doc.12 +
Doc.13 +
Doc.14 +
Doc.15 +
Doc.16 +
Doc.17 +
Doc.18 +
Doc.19 +
Doc.20 +
Doc.21 +
Doc.22 +
Doc.23 +
Doc.24 +
Doc.61
Guarisce dal Cancro con
la dieta Vegana utilizzata per 1 anno
http://informatitalia.blogspot.it/2014/12/guarisce-da-tumore-esteso-e-metastasi.html
vedi anche :
CURE
Naturali
del
Cancro
+
Documentazione
+
Protocollo G. Puccio
+
Diritti negati
+ Ricercatore
ostacolato dalla Oncologia Ufficiale + Giornale di Sicilia +
Come fare i clisteri di acqua basica +
Cancro e Medicina Naturale
+
1.000 Piante per il Cancro
+
Libro del dott. Nacci
(Italiano) + Libro
del dott. Nacci in Inglese + Condiloma eliminato con acqua
basica al Bicarbonato di Sodio +
Protocollo della Salute + Cancro +
Diagnosi precoce
La Seria RICERCA sul CANCRO
(ostacolata dall'Oncologia ufficiale)
-
vedi anche:
Ascorbato di Potassio
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le autorita' mediche, e per
essere precisi, affermiamo che
NON condividiamo in toto
le loro terapie (quelle
monoterapeutiche), in
quanto per noi, seguaci della
Medicina Naturale
la
malattia
(cancro compreso) e'
MULTIFATTORIALE, quindi
NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !