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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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EFFETTI NEUROVEGETATIVI degli STRESS QUOTIDIANI

L’affanno da studenti è davvero simpatico
STRESS e Cancro  + 
ACQUA del CORPO  +  Acidosi alla base del Cancro
Come Nasce la Malattia ? +  Dove e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI
INFIAMMAZIONE (conCausa di tutte le malattie)
 
Falsita' della medicina ufficiale  +  La Bugia Pasteuriana (di Pasteur)
INFORMATORE SANITARIO 
+  1.000 Piante per il Cancro
ELIMINARE un TUMORE senza FARMACI con gli Ultrasuoni
Bicarbonato di Sodio

CANCRO e MEDICINA NATURALE
(Principi, Cause, con-Cause, Diagnosi, Terapia)

Il Cancro nasce in sintesi, secondo la Medicina naturale perche' organismo del canceroso e' intossicato, infiammato, immunodepresso, con flora batterica alterata, pH digestivo non regolare (e quindi mancante di minerali e vitamine), e parassitato da certi, parassiti batteri e funghi (candida) i quali producono tossine ed ulteriori infiammazioni, ma e' "gestito" dai Conflitti Spirituali (consci ed inconsci) irrisolti e dall'intenso stress  - Esso e' quindi una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVE operare seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' deve lavorare per disintossicare il malato + disinfiammare l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare il pH digestivo, eliminare quei parassiti, batteri e funghi che hanno proliferato in modo abnorme, per mancanza di antagonisti e rinforzare il sistema immunitario SEMPRE compromesso in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed eliminare il Conflitto spirituale e lo stress esistenti.


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li stress psicologici cui inevitabilmente si è esposti nella vita - anche quelli temporanei e di intensità moderata, come il sostenere un esame, un concorso, un colloquio di lavoro - hanno un impatto misurabile e non irrilevante sul sistema circolatorio e sul sistema nervoso autonomo.
E’ quanto sostiene un gruppo di ricercatori italiani delle Università di Milano e di Urbino, dopo aver studiato un gruppo di studenti del corso di laurea in medicina nell’imminenza di un esame. 
«Le palpitazioni, il nodo alla gola, i disturbi gastrici e intestinali che abbiamo tutti sperimentato non sono una suggestione, ma riflettono uno squilibrio neurovegetativo assolutamente reale» dice a Tempo Medico Massimo Pagani del Dipartimento di medicina interna dell’Ospedale Sacco di Milano «rappresentato dall’innalzamento della pressione sanguigna, dei livelli di cortisolo e delle citochine e dall’attivazione del sistema nervoso simpatico».

La situazione considerata dai medici italiani ha caratteristiche peculiari: lo stress deriva non solo da uno stimolo acuto, cioè l’incombere dell’esame, ma anche da una sollecitazione cronica nel periodo di studio intenso che lo precede. Tuttavia, si tratta di circostanze in cui il soggetto ha un buon margine di controllo, dato che non è obbligato a sostenere la prova e ha, almeno si suppone, una preparazione adeguata.
«Dal punto di vista dei ricercatori, l’esame universitario rappresenta uno dei principali eventi stressanti di tipo fisiologico e riferito alla vita di tutti i giorni - cioè non creato appositamente in laboratorio - che può essere facilmente studiato» afferma Daniela Lucini, che lavora presso il Centro di ricerca sulla terapia neurovegetativa dell’Ospedale Sacco e presso il Dipartimento di psicologia di Urbino «e per di più riguarda di solito una popolazione giovane e sana, nella quale, dunque, i risultati sono meno influenzati da eventuali malattie intercorrenti». In trenta studenti di entrambi i sessi e non fumatori sono stati effettuati, da un’ora a mezz’ora prima di un esame universitario, test psicologici, misurazioni dei livelli di cortisolo e citochine nella saliva, registrazioni del tracciato elettrocardiografico, della frequenza respiratoria e dei valori pressori.

Per poter operare un confronto con i valori riscontrati, le stesse indagini sono state ripetute dopo tre mesi, durante un periodo di vacanza. «I risultati confortano la ben nota esperienza soggettiva di grande apprensione» affermano i ricercatori.

«La prima, e più prevedibile, variazione è stata l’aumento della pressione arteriosa di circa 10 mmHg, costante e presente anche in clinostatismo.

Ma l’aspetto più interessante è che uno stress di questo tipo si associa a un aumento dell’attivazione simpatica del cuore: l’analisi della variabilità dell’intervallo RR nel tracciato elettrocardiografico (effettuabile con un metodo non invasivo che permette di studiare il sistema nervoso autonomo) ha mostrato un aumento significativo del marcatore di attivazione simpatica e una riduzione significativa del marcatore di attivazione vagale, anche a riposo, cioè in una condizione in cui normalmente ciò non si verifica». Dal canto suo lo studio del profilo ormonale e immunologico ha rivelato un aumento del cortisolo, che è correlato con le modificazioni di alcuni marcatori del sistema nervoso autonomo, e persino una variazione delle concentrazioni di alcune citochine, le interleuchine 1 e 2 e il fattore di necrosi tumorale. Al controllo a distanza, in assenza di esami da sostenere, tutte le alterazioni riscontrate, neurovegetative, ormonali e immunologiche, erano scomparse.

«A queste modificazioni neurovegetative» aggiungono Massimo Pagani e Daniela Lucini «ha corrisposto una sintomatologia somatica descritta in modo simile da tutti i soggetti studiati: "sensazione di cuore che batte e di nodo allo stomaco", molto marcata il giorno dell’esame e assente in quello di controllo. 
Ma in queste situazioni si possono associare numerosi altri disturbi, quali insonnia, senso di agitazione, ansia, disturbi gastrici e intestinali, in quanto, se da un punto di vista fisiologico le reazioni sono simili, da quello psicologico le esperienze individuali, e quindi i sintomi, non sono sempre sovrapponibili».
A questo punto è lecito chiedersi se al di là del batticuore, dei fastidi digestivi o intestinali del momento, le alterazioni neurovegetative e l’innalzamento della pressione siano un rischio per la salute. «Gli effetti descritti possono essere definiti fisiologici, perché sono una reazione comune a tutti gli individui e soprattutto perché sono temporanei» hanno risposto i ricercatori «ma diventano dannosi quando persistono: l’iperattività simpatica cronica, infatti, è un fattore di rischio cardiovascolare e può rappresentare un pericolo se si associa a una predisposizione genetica, a particolari caratteristiche biologiche o se si sovrappone ad altri fattori di rischio.

In presenza di un terreno favorevole o di alterazioni preesistenti può favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari o gastroenteriche oppure peggiorarne il decorso». 
I risultati di questa ricerca non chiamano in causa solo gli studenti:
moltissimi sono i soggetti, di ogni età, che in condizioni di stress lamentano una sintomatologia fisica, anche in assenza di malattie organiche.
«Si è visto che molto spesso tale sintomatologia si associa ad alterazioni del controllo neurovegetativo» conclude Lucini «e sono in corso varie indagini per chiarirne i meccanismi. 
Lo studio del sistema nervoso autonomo, che ora può essere fatto con sistemi non invasivi, permette di raccogliere una serie di informazioni che possono rivelarsi importanti non solo sul piano scientifico, ma anche da un punto di vista diagnostico e, all’occorrenza, da quello terapeutico».  
By Ottone Bianchi
http://www.tempomedico.it/news02/news741_2.htm

vedi Cancro e Medicina Naturale +  Protocollo della Salute + Cure Naturali  +  Terreno Oncologico

Stress cronico e tumori - La tensione può accelerare lo sviluppo della malattia
Lo stress può accelerare lo sviluppo del cancro della pelle ? La  risposta, almeno per quanto riguarda i topi, sembrerebbe essere  affermativa. Alcuni scienziati del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center  sostengono infatti che lo stress cronico può rendere più rapidi i  processi negli animali già ad alto rischio di malattia. Lo studio,  pubblicato sul numero di dicembre della rivista "Journal of the American  Academy of Dermatology", mostra che i topi esposti a condizioni stressanti e a luce UV cancerogena sviluppano tumori della pelle in meno  della metà del tempo rispetto ai topi non stressati.
I ricercatori sostengono che, se quello che si osserva nei topi avesse  rilevanza anche negli uomini, programmi di riduzione dello stress come  lo yoga o la meditazione potrebbero aiutare gli individui a maggior  rischio di melanoma.
"Esistono molti indizi sugli effetti negativi dello stress cronico, che  indebolisce il nostro sistema immunitario e influenza numerosi aspetti  della salute - spiega il dermatologo Francisco Tausk, direttore dello  studio - Tuttavia, per poter creare solide strategie di cura, abbiamo  bisogno di comprendere meglio i meccanismi con cui lo stress influenza  lo sviluppo dei tumori".
Tausk ha esposto 40 topi all'odore di urina di volpe - che equivale a un  grande stress per i roditori - e ad elevate quantità di luce UV. Il  primo tumore della pelle in uno dei topi è apparso dopo otto settimane  di esperimenti. I topi esposti soltanto alla luce UV hanno cominciato  invece a sviluppare tumori 13 settimane più tardi. Dopo 21 settimane, 14  dei 40 topi stressati avevano almeno un tumore, contro solo due topi non  stressati. Nella maggior parte dei casi non si trattava di melanoma, ma  di tumori a cellule squamose.
© 1999 - 2004 Le Scienze S.p.A.

Commento NdR: anche se rispettiamo ed indichiamo tutte le possibili terapie naturali per ogni malattia, anche perche' le reazioni ad ogni tipo di terapia sono diverse da soggetto a soggetto, vogliamo ricordare che anche il cancro come qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi" ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause secondarie e terziarie.


IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita' mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie (quelle monoterapeutiche), in quanto per noi, seguaci della Medicina Naturale  la malattia (cancro compreso) e' MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla malattia della quale si e' malati !
 

   

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