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I
tumori polmonari rappresentano il 33% delle morti per neoplasie !
Con la
chemio e la
radio terapia si ottengono questi risultati:
Sopravvivenza dopo 1 anno dalla diagnosi 7,5%; dopo due anni, dal 10 al
13%.
Tratto
da: "Prevenzione" - Lunedi 8 aprile 2002
e da: "Tempo Medico" - 18
aprile 2002
I dati
dell'istituto di ricerca tedesco di Heildelberg dicono che
il 98% dei malati di cancro muore entro il 5° anno per la
chemio/nonostante la chemio.
Crediamo che le persone abbiano il diritto di valutare
queste info per decidere quali strade terapeutiche
intraprendere.
I medici non lo fanno, generalmente dicono ai loro
pazienti, e spesso con scarso tatto e supponenza: "se non
sviluppi recidive entro 5 anni è fatta !", questa è una
truffa enorme, tanto più che in questo scandaloso affare da
MILIARDI di EURO all'ANNO gli unici ad averne dei benefici
sono i MEDICI e le CASE FARMACEUTICHE, non certo i pazienti
!
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Colon - Retto
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950.000
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500.000 = 64% morti
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Stomaco
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875.000
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650.000 = 75% morti
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Fegato
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560.000
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550.000 = 98% morti
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Esofago
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400.000
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330.000 = 84% morti
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Pancreas
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200.000
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200.000 = 100% morti
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TOTALE
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3.000.000
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2.200.000 (media 84,2 % morti)
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..Secondo la nostra opinione una
persona ha il diritto di scegliere se passare questi 5 anni
in attesa del "verdetto" in pace con la sua famiglia,
magari sostituendo la chemio, o integrandola, con altri
metodi terapeutici non invasivi, oppure trascorrerli dentro
e fuori dagli ospedali !
Il dramma è che se, come dicono
le statistiche, 1 persona su tre sarà vittima del cancro, il
30% degli italiani è destinato ad ammalarsi (le stime dicono
circa 12/15 milioni), e se tutti faranno solo chemio, e non
saranno informati, ne’ avranno un oncologo o medico di
fiducia di vedute più "aperte" che consiglierà loro "almeno"
di abbinare un altro o più trattamenti di medicina
alternativa, come ad esempio la dieta (tipo la
collaudatissima
Gerson, che arriva fino al 70% -100% di casi
di successo, in base alla tipologia di tumore) e le
vitamine/antiossidanti ad alto dosaggio (seguendo le linee
guida della Medicina Ortomolecolare scoperta dal premio
Nobel per la Chimica e per la pace Linus Pauling), o gli
Antiacidi come il Bicarbonato di Sodio e l’Ascorbato di
potassio del Pantellini, di questi "milioni di malati di
cancro che ricorrono "solo" alla chemio, se ne salveranno
solo il 2 % !
Esiste tuttavia un altro studio che fornisce dati più
incoraggianti per alcune tipologie di cancro, ma che non
credo sia mai stato presentato ai malati prima di
consigliare la chemioterapia (che, ricordo, è a base di
farmaci a loro volta cancerogeni):
Pubblicato nel 2004 lavoro
scientifico australiano che prende in esame dieci anni di
statistiche mediche australiane e americane (gennaio
1994-gennaio 2004) sui risultati della CHEMIO nella cura del
cancro.
I risultati sono catastrofici: solo il 2% dei pazienti
sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5
anni dall'inizio del trattamento "terapeutico".
L'articolo è molto semplice come impostazione e, sia in
tabella 1 (pp.551) che in tabella 2 (pp.552) sono riportate,
in ultima colonna, queste percentuali di sopravvissuti alla
SOLA CHEMIO dopo 5 anni dall'inizio del trattamento:
- percentuale di sopravvissuti
dello 0% (zero per cento): cancro del pancreas, cancro dell'
utero, cancro della prostata, cancro della vescica, cancro
del rene, Melanoma, Sarcoma e Mieloma Multiplo;
- percentuale di sopravvissuti dell'1% : cancro dello
stomaco e del colon;
- percentuale di sopravvissuti del 2% : cancro della
mammella e del polmone;
- percentuale di sopravvissuti del 3-5% : cancro del retto;
- percentuale di sopravvissuti del 4-5% : tumori al
cervello;
- percentuale di sopravvissuti del 5% : cancro dell'esofago;
- percentuale di sopravvissuti del 9% : cancro dell'ovaio;
- percentuale di sopravvissuti del 10% : linfoma NON Hodgkin;
- percentuale di sopravvissuti del 12% : cancro della
cervice uterina;
- percentuale di sopravvissuti del 40% : Seminoma del
testicolo e Linfoma di Hodgkin.
Studio: Morgan G.: The
contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in
adult malignancies, Clinical Oncol., 2004, 16, pp.: 549-560
- vedi: http://fiocco59.altervista.org/images/studi_effetti_chemio_5_anni.pdf
Bisognerebbe mettere un freno
alla carneficina da chemio,
mentre che fate ?, ....continuate nel vostro silenzio
ipocrita per non urtare la pubblica sensibilità, oppure
URLATE questi dati a
gran voce ?
Noi abbiamo scelto di non tacere, le persone hanno diritto
di sapere prima di decidere !
Commenti
NdR:
Questi
sono i risultati dell'Oncologia mondiale !
Prevenzione
inesistente !!
Diagnosi precoce, rara ed incompleta (mancanza di strumentazione
adatta con relativi protocolli)
Terapia inefficace alla guarigione, tossica e pericolosa per la salute
del malato
(Chemio + Radio) con Probabile accelerazione del processo di morte !!!
Evidentemente la
medicina ufficiale è incapace a sanare, anzi accelera il
processo di degrado fisiologico del malato, portandolo facilmente e più
velocemente alla morte prematura.
vedi:
Statistiche sul Cancro +
Statistiche sulla Chemio
TUTTE le statistiche sul Cancro sono
delle BUFALE, ecco la
dimostrazione:
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/chemio-una-raccolta-di-fonti-autorevoli-a-partire-dalla-ricerca-originale-del-pr/661540653917791
IMPORTANTE:
DENTI DEVITALIZZATI e CANCRO
Collegamento scioccante: il 97%
di tutti i
pazienti oncologici terminali,
aveva fatto in precedenza una procedura
dentale (denti devitalizzati)
vedere su:
http://humansarefree.com/2014/02/shocking-connection-97-of-all-terminal.html?m=0#sthash.YzBWXGrm.dpuf
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Vediamo le
grandi serate TV, con ospiti che
raccontano le guarigioni dai tumori, ormai all'87% dei casi.
Sono barzellette che non racconterebbe nessun comico:
pensate che il nostro Alberto Sordi lo avrebbe mai fatto?
Eppure loro lo fanno.
Usano semplici trucchi: ne cito qualcuno.
Se viene ospedalizzata una paziente con, ad esempio tumore
al seno, e fatta la terapia viene dimessa, non la chiamano
dimissione, la chiamano guarigione.
Se dopo 3 mesi ritorna con un tumore al fegato, non sara'
certo da ricollegarsi a quanto prima. Ma cosa dici?!
Ma c'e' di piu: se un paziente viene dimesso, e poi ritorna
anche per controlli e viene di nuovo dimesso, ad ogni
passaggio e' un dato positivo.
Dato che si puo' morire solo 1 volta, anche se si viene
dimessi 9 volte, alla fine il risultato sara' del 90% di
guarigioni e del 10% di mortalita' !
C'e' di piu', c'e' di piu'.
Attivano calcoli che un bambino in terza elementare non
farebbe.
Ad esempio, tumore al testicolo/tumore al polmone.
Del primo si salvano anche piu' del 90%, del secondo si
arriva a fatica al 10%.
Una media stimata sarebbe del 50%, ma si nasconde che quelli
del testicolo sono solo 2000, mentre i colpiti da tumore al
polmone sono 40.000.
A questo punto, il bambino in terza elementare
comprenderebbe che la media non e' piu' 50%.
Ma c'e' una statistica che non si fa mai. A fronte del
prezzo pagato in termini economici e di sofferenza, non si
conosce se lo stesso paziente potrebbe vivere di piu' se si
escludesse qualsiasi intervento terapeutico...
Di contro ci sono statistiche che parlano chiaro:
l'aggressivita' di un tumore recidivante diventa
esponenziale dopo la chemioterapia.
L'estrema difficolta', se non l'impossibilita' di "terapeutizzare"
il tumore se la necessità di una chemioterapia si
ripresenta, e' il sacrificio che un paziente deve pagare
all'altare delle terapie chemiotossiche.
Penso a quanti attendono la ricerca negata di valide
strategie per guarire, a quanti contano i loro minuti
passare, perche' la lotta per la vita e' questione di
minuti. Penso alla cattiveria umana che interpone il
profitto a tutto, anche alle sofferenze altrui, alle
malattie.
Così dicendo farebbero due cose buone: non danneggerebbero
Madre Natura, e non creerebbero un alibi alla catastrofe
della medicina chimica.
In ultimo desidererei che il Presidente del Consiglio
facesse un grande regalo a tutti gli italiani: dato il
profuso sforzo del Consiglio Superiore di Sanita', creare
per loro una sede apposita, piu' confortevole e piu' lontana
possibile dall'Italia, magari in Alaska, dove poter svolgere
le loro preziosissime ed efficienti mansioni Direttive.
Speriamo che il Presidente ci dia ascolto e che ci faccia
questo regalo.
By Giuseppe Parisi (medico)
Tratto da: Aduc - associazione per i diritti degli utenti e
consumatori.
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Anche il più
recente studio sui benefici della
chemioterapia
(fatto su pazienti australiani e americani)
ne conferma la sua inutilità.
Ma i trucchi statistici usati dai
produttori dei farmaci riescono a confondere sia
pazienti che medici..
By Ralph
Moss, Ph. D.
Uno studio importante, condotto
da oncologi, è stato recentemente pubblicato nel journal
Clinical Oncology.
Questa meta-analisi, intitolata “Il contributo della
chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a 5 anni dei
tumori in adulti” è stata condotta per quantificare
accuratamente i benefici del trattamento chemioterapico su
adulti affetti da tumori comuni.
Tutti e tre
gli autori sono oncologi
Il
professore associato Graeme Morgan, l’autore principale, è un
radiologo al Royal North Shore Hospital in Sydney; il
professore Robyn Ward è oncologo all’University of New
South Wales; mentre il radiologo Michael Barton è membro
del Collaboration for Cancer Outcomes Research and
Evaluation, Liverpool Health Service, Sydney.
Il professore Ward fa anche
parte del comitato che stila le raccomandazioni
sull’efficacia dei farmaci per il Governo australiano (Therapeutic
Goods Authority of the Australian Federal Department of
Health and Aging).
Il loro meticoloso studio si è basato sulle analisi dei
risultati di tutti gli studi clinici randomizzati (RTC)
condotti in Australia e negli Stati Uniti (US National
Cancer Institute's Surveillance Epidemiology and End Results
- SEER) per il periodo gennaio 1990 – gennaio 2004.
Quando i dati erano incerti, gli
autori hanno deliberatamente stimato in eccesso I benefici
della chemioterapia.
Anche così, lo studio ha concluso che
la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla
sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro (cioè,
statisticamente zero…n.d.t.)
Malgrado la crescente evidenza che la chemioterapia non
prolunghi affatto la sopravvivenza del malato – commentano
gli autori - gli oncologi continuano a presentare il
trattamento come un approccio razionale e promettente contro
il cancro.
"Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che
la chemioterapia citotossica possa aumentare
significativamente la sopravvivenza dal cancro",
scrivono nell’introduzione. "In realtà, malgrado l’uso di
nuove e costose combinazioni di cocktails chimici… non c’è
stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli” (Morgan
2005).
Gli autori hanno messo in evidenza che, per ragioni spiegate
nello studio, i risultati raggiunti (il 2% di
efficacia) dovrebbero essere visti come il limite massimo
di efficacia (cioè, sono stime ottimistiche, piuttosto
che pessimistiche).
Comprendere il “Rischio
Relativo”
Com’è possibile che al paziente
si offra regolarmente al trattamento chemioterapico, quando
i benefici sono così minuscoli? Nella loro discussione, gli
autori citano la tendenza da parte della professione medica
a presentare i benefici della chemioterapia in termini
statistici che sono raramente compresi dai pazienti.
Per esempio, gli oncologi frequentemente esprimono i
benefici della chemioterapia in termini di “rischio
relativo”, piuttosto che fornire una percentuale di
sopravvivenza.
Il rischio relativo è un gergo statistico che permette di
presentare l’intervento come considerevolmente più benefico
di quanto lo sia realmente.
Ad esempio, se ricevere un
trattamento causa un abbassamento del rischio di ritorno del
cancro dal 4% al 2%, questo può essere espresso come una
diminuzione del rischio relativo del 50%.
Questi valori sembrano buoni. Molto più buoni che dire che
il trattamento offre una riduzione di rischio di solo il 2%
che il cancro ritorni. Una dichiarazione del genere non
convincerebbe molti pazienti a fare il trattamento…
I pazienti non sono gli unici fuorviati dall’uso eccessivo
del rischio relativo nell’esporre i risultati degli
interventi medici.
Numerosi studi hanno dimostrato che
anche i medici sono frequentemente confusi da questi trucchi
statistici.
Secondo uno studio pubblicato
dal British Medical Journal, la percezione del medico
nel prescrivere un farmaco è significativamente influenzata
dal modo nel quale I testi clinici gli vengono presentati.
Quando i risultati sono espressi come una riduzione del
rischio relativo, i medici credono che il farmaco sia molto
più efficace, e sono molto più propensi alla sua
prescrizione di quanto lo siano se gli stessi risultati
fossero stati presentati come una riduzione del rischio
assoluto (Bucher 1994).
Un altro studio,
pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, ha
dimostrato che il modo nel quale i benefici di sopravvivenza
sono presentati influenza le decisioni degli oncologi nel
raccomandare o meno la chemioterapia.
Lo studio ha mostrato che, quando ai medici sono forniti i
valori di rischio relativo per un trattamento chemioterapico,
sono più disposti a raccomandarlo ai loro pazienti di quanto
lo siano quando forniti della stessa matematica
informazione, espressa come una riduzione del rischio
assoluto (Chao 2003).
La maniera nella quale l’informazione clinica è presentata
ai medici è quindi d’importanza vitale. Ad esempio, un
farmaco presentato come in grado di ridurre una ricorrenza
del cancro del 50% è probabilmente in grado di attrarre
l’attenzione ed il rispetto di entrambi l’oncologo ed il
paziente, benché il rischio assoluto che prevenga un ritorno
possa invece essere basso – forse solo dell’ordine del 2 o 3
per cento.
Dato che l’80% dei pazienti decide sulla raccomandazione
dell’oncologo, il modo nel quale il medico comprende e
trasmette i benefici del trattamento è quindi d’importanza
vitale
By Ralph Moss,
Ph.D.
http://www.cancerdecisions.com/
Newsletter 226 - 03/05/06
Tradotto da Rinaldo Lampis -
www.movimentoconsensus.org
Segnalato da Sepp Hasslberger -
http://www.newmediaexplorer.org/sepp/ -
http://www.laleva.cc/
Leggere la tesina su
Cancro e Medicina Naturale +
Terreno Oncologico
+
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
Il Cancro nasce in sintesi
e secondo la
Medicina naturale,
perche' l’organismo del canceroso e'
intossicato,
e la
microcircolazione,
nei
tessuti
intossicati, viene ad essere alterata, producendo, a valle di essa,
nelle
cellule
dei
tessuti investiti da quel processo: malfunzione
cellulare,
(nutrimento ed eliminazione =
respirazione cellulare
alterata =
metabolismo
alterato = malnutrizione cellulare e tissutale assicurata), producendo
successivamente
infiammazione nei tessuti
e
stress ossidativo
cellulare e per caduta
immunodepressione,
e parallelamente alterazione anche del sistema
enzimatico
per la precedente alterazione della
flora batterica,
pH digestivo
non regolare (e quindi l'organismo e' mancante di
minerali
e
vitamine
ed in stato di
acidosi),
in quelle condizioni esso e' molto facilmente parassitato da certi,
parassiti,
batteri
e
funghi
(candida)
i quali producono anche tossine ed ulteriori
infiammazioni:
Ma tutto cio' e' "gestito" come Causa primordiale dai
Conflitti Spirituali
(consci ed inconsci) e dall'intenso
stress
del vissuto.
Il Cancro quindi e' una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVONO operare
seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' devono lavorare per
disintossicare
il malato +
disinfiammare
l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare il pH
digestivo,
e normalizzare le
digestioni
+ il
malassorbimento
sempre presente
nel
malato ed
eliminare
quei
parassiti, batteri e funghi, che hanno proliferato in modo
abnorme, per mancanza dei loro antagonisti +
rinforzare
il
sistema immunitario
SEMPRE
compromesso in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed
eliminare i
Conflitti Spirituali
(quali Vere Cause) e lo
stress
esistenti, oltre a lavorare sul
metabolismo
alterato per ridurre ed eliminare lo
stress ossidativo
cellulare
e quindi quello
tissutale,
sempre presenti in qualsiasi malattia e specie nel cancro, per i danni
alla
microcircolazione
indotti dalle
intossicazioni
piu’ o meno intense.
E
tuttavia, laddove ci sia anche una piccola
volontà e speranza di vivere, un’adeguata
terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via
endovena con soluzioni
mineral -
vitaminiche - vedi
QUI il
medico che utilizza con successo questo sistema
- l'ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di
estrazione naturale - assieme all'assunzione via
orale di
fermenti lattici appropriati a seconda del
paziente ed
enzimi) può rendere normale il
guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi
vogliono farci ritenere impossibile o puramente
miracoloso (vedi quei
medici che
alle volte preferiscono
spedire il malato a Lourdes piuttosto che
permettergli di curarsi naturalmente).
Guarisce dal Cancro con la
dieta Vegana utilizzata per 1 anno
http://informatitalia.blogspot.it/2014/12/guarisce-da-tumore-esteso-e-metastasi.html
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