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Le problematiche della
Chemioterapia
vedi:
Chemio al Capolinea
+
Tossicita'
della Chemio
+
Confronto fra Chemio terapia ed Ascorbato di Potassio
Qualsiasi
forma di
Chemio-Terapia causa un
danno
irreparabile alle condizioni fisiche
di coloro
che si
espongono all’azione
di questi
veleni, chiamati
”farmaci cito-tossici”.
Lo stesso
Giuramento d’Ippocrate
fa espressamente
divieto di
somministrare “veleno”
al
paziente, anche
se richiesto
dall’ammalato stesso.
Questi
veleni (”Farmaci
cito-tossici”), entrano nel
circolo sanguigno
tramite
iniezione
e/o
fleboclisi
endovenosa, oppure
per assorbimento indiretto dallo
stomaco o
dalla
mucosa
intestinale.
Questo
tipo di
trattamento è
diverso dalla
Chirurgia
o dalla
Radio-Terapia, che concentrano
i loro
effetti su
punti o
aree specifici
del corpo
umano (terapie “mirate”).
Negli
ospedali si
fa ricorso
alla Chemio-Terapia
quando c’è
la possibilità
che le
cellule tumorali
possano essere
presenti in
altre zone
dell’organismo oltre alla
sede del
tumore "primario".
Ma raramente
la Chemio-Terapia
garantisce un periodo
di sopravvivenza
di almeno
5 anni, indicato
impropriamente come ”periodo
di cura”.
La
Chemio-Terapia arresta temporaneamente
l’anomala crescita
cellulare, oppure
può alleviare
il dolore
per qualche
tempo, o
allungare di
poco il
tempo di
sopravvivenza.
Raramente
si può
parlare di”
remissione”: dati bibliografici riferiscono percentuali di
riuscita in meno dell1%
in caso
di cancro
del pancreas,
del 3% in
caso di
cancro al
fegato, del 7%
in caso
di cancro
dell’intestino…..
Ricerca australiana: Il
fallimento della
chemioterapia
Il contributo della chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a distanza di 5 anni nei
tumori degli adulti Oggetto:
Il dibattito sul finanziamento e la disponibilità dei medicinali
citotossici stimola delle domande sull'effettivo contributo
della chemioterapia curativa o coadiuvante alla sopravvivenza di
pazienti cancerosi adulti.
Materiali e metodi: Abbiamo eseguito una ricerca della
letteratura per degli studi randomizzati che informano su un
beneficio a distanza di 5 anni attribuibile alla chemioterapia
citotossica nei tumori degli
adulti.
Il numero totale di pazienti con nuova diagnosi per 22 tipi di
tumori negli adulti venne ottenuto per l'Australia dai dati del
registro tumori e per gli USA dai dati della sorveglianza
epidemiologica e risultati finali, per il 1998. Per ogni tipo di
tumore il numero assoluto dei traenti beneficio era il prodotto
di:
(a) il numero totale delle persone con quel tipo di tumore
(b) la proporzione o sottogruppo (sottogruppi) di quel tipo di
tumore che mostrava un beneficio
(c) l'incremento in percentuale nella sopravvivenza a distanza
di 5 anni dovuto alla sola chemioterapia
citotossica
Il contributo totale era la somma dei numeri assoluti che
mostravano un beneficio nella sopravvivenza a distanza di 5
anni, espressa come percentuale del numero totale per ognuno dei
22 tipi di tumore.
Risultati:
Il contributo totale della chemioterapia
citotossica curativa o coadiuvante alla sopravvivenza a
distanza di 5 anni negli adulti è stato stimato essere il 2,3%
in Australia e il 2,1% negli USA.
Conclusione:
Visto che il tasso di sopravvivenza a distanza di 5 anni nei
casi di tumore è oggi più del 60% in Australia, è evidente che
la chemioterapia citotossica fa soltanto
un minimo contributo alla sopravvivenza nei casi di tumori.
Per giustificare il finanziamento e la disponibilità della
chemioterapia citotossica in futuro,
urge una valutazione rigorosa della
relazione costo-beneficio e dell'impatto sulla qualità della
vita.
Fonte:
Morgan - 1, G. et al. (2004) Clinical Oncology 16, 549-560
+ Morgan - 2
Pubblicato nel 2004 lavoro
scientifico australiano che prende in esame più di 220.000 casi
di tumore ricavati da dieci anni di statistiche mediche
australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui
risultati della Chemio nella cura del cancro.
I risultati usciti dallo spoglio di un campione immenso e più
che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore sono
catastrofici: solo circa il 2,1% (AU) - 2,3 % (USA) dei pazienti sottoposti alla chemio
risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall'inizio del
trattamento "terapeutico".
L'articolo è molto semplice come impostazione e, sia in tabella
1 (pagina 551) che in tabella 2 (pagina 552) sono riportate, in
ultima colonna, queste
percentuali di sopravvissuti alla CHEMIO dopo 5 anni dall'inizio
del trattamento:
percentuale di sopravvissuti dello 0%: cancro del pancreas,
cancro dell'utero, cancro della prostata, cancro della vescica,
cancro del rene, melanoma, sarcoma e mieloma Multiplo.
percentuale di sopravvissuti dell'1% : cancro dello stomaco e
del colon
percentuale di sopravvissuti del 2%: cancro della mammella e del
polmone
percentuale di sopravvissuti del 3-5%: cancro del retto
percentuale di sopravvissuti del 4-5%: tumori al cervello
percentuale di sopravvissuti del 5%: cancro dell'esofago
percentuale di sopravvissuti del 9%: cancro dell'ovaio
percentuale di sopravvissuti del 10%: linfoma NON Hodgkin
percentuale di sopravvissuti del 12%: cancro della cervice
uterina
percentuale di sopravvissuti del 40%: Seminoma del testicolo e
Linfoma di Hodgkin
By Morgan G.: "The contribution of cytotoxic chemotherapy to
5-year survival in adult malignancies", Clinical Oncol.,
2004, 16, pagine 549-560.
Il Cancro nasce in sintesi
e secondo la
Medicina
naturale,
perche' l'organismo del canceroso e'
intossicato,
e la
microcircolazione,
nei
tessuti
intossicati, viene ad essere alterata, producendo, a valle di
essa, nelle
cellule
dei tessuti investiti da quel processo: malfunzione
cellulare,
(nutrimento ed eliminazione =
respirazione
cellulare
alterata =
metabolismo
alterato = malnutrizione cellulare e tissutale assicurata),
producendo successivamente
infiammazione nei tessuti
e
stress
ossidativo
cellulare e per caduta
immunodepressione,
e parallelamente alterazione anche del sistema
enzimatico
per la precedente alterazione della
flora batterica,
pH digestivo
non regolare (e quindi l'organismo e' mancante di
minerali
e
vitamine
ed in stato di
acidosi),
in quelle condizioni esso e' molto facilmente parassitato da
certi,
parassiti,
batteri
e
funghi
(candida)
i quali producono anche tossine ed ulteriori
infiammazioni:
Ma tutto cio' e' "gestito" come Causa primordiale dai
Conflitti
Spirituali
(consci ed inconsci) e dall'intenso
stress
del vissuto -
Il Cancro quindi e' una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVONO
operare seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' devono lavorare per
disintossicare
il malato +
disinfiammare
l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare il pH
digestivo,
e normalizzare le
digestioni
+ il
malassorbimento
sempre presente
nel malato ed
eliminare quei parassiti,
batteri e funghi, che hanno proliferato in modo
abnorme, per mancanza dei loro antagonisti +
rinforzare il
sistema
immunitario
SEMPRE compromesso in
TUTTI i malati, cancerosi compresi ed eliminare i
Conflitti
Spirituali
(quali Vere Cause) e lo
stress
esistenti, oltre a lavorare sul
metabolismo
alterato per ridurre ed eliminare lo
stress
ossidativo
cellulare
e quindi quello
tissutale,
sempre presenti in qualsiasi malattia e specie nel cancro, per i
danni alla
microcircolazione
indotti dalle
intossicazioni
piu’ o meno intense.
Seria RICERCA sul CANCRO
(ostacolata dall'Oncologia ufficiale)
La guerra contro il Cancro
e' stata definitivamente vinta
cinquant’anni fa,
ma nessun medico oncologo-ospedaliero ve lo confessera'
mai.
vedi:
1.000 Piante per il Cancro +
Libro del dott. Nacci
(IT) +
Libro
del dott. Nacci in Inglese +
Condiloma eliminato con acqua
basica al Bicarbonato di Sodio +
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
+
Visionare
questa intervista:
http://www.curenaturalicancro.org/base_schermo_grande_testimonianza_dottore.htm
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I "successi" della
medicina
ufficiale sul cancro - 22/04/2008
Alcuni brani tratti dal libro "Kankropoli", di Alberto Mondini.
"Iniziamo a vedere cosa realmente viene fatto a chi oggi si
ammala di cancro. Nella stragrande maggioranza dei casi si
usano, dove è possibile, unicamente tre metodi: l'asportazione
chirurgica, la chemioterapia e l'irradiazione.
Il primo rimedio è del tutto inutile, perché il tumore non è che
lo stadio finale e più visibile di una situazione patologica che
coinvolge tutto l'organismo. Pertanto, dopo l'asportazione, la
recidiva è quasi la regola, in quanto le difese immunitarie del
paziente saranno ulteriormente indebolite dal trauma delle
ferite, dall'intossicazione dell'anestesia, dagli
antibiotici e
dagli altri medicinali.
Gli altri due metodi si basano sul fatto che le cellule
cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto
l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a
morire.
Questa constatazione porta però a una delle pratiche più
insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare
il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata,
riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento
della salute.
Nessuno pensa che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o
l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei
nostri tempi per mantenerci sani.
Nei fatti, anche con la chemioterapia e l'irradiazione, dopo un
iniziale, apparente successo, il malato, con il
sistema
immunitario massacrato, indebolito nel corpo e nella mente,
svilupperà generalmente in breve tempo un nuovo tumore, questa
volta ancor più difficile da curare.
Eppure, specialmente negli ultimi mesi, in occasione dei vari
dibattiti sulla cura Di Bella, avrete sentito fior di luminari,
illustri primari, grandi ricercatori, sostenere che le critiche
alle attuali terapie oncologiche non hanno ragione di esistere,
che la medicina ha fatto enormi passi in avanti, che le
percentuali di guarigione sono già nell'ordine del 50% e che
tale percentuale è in fase di crescita.
In conclusione, la medicina sta facendo il proprio dovere ed i
soldi assegnati alla ricerca hanno dato i frutti sperati.
Vediamo ora quali sono, in realtà, i "grandi progressi"
che da alcuni anni la scienza sta compiendo nel campo della
lotta ai tumori.
Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel:
"Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il
cancro, devono essere messi a confronto con questi dati"
aveva detto Balair, indicando un semplice grafico che mostrava
un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli
Stati Uniti dal 1950 al 1990. "Torno a concludere, come feci
sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono
stati un fallimento su tutta la linea. Grazie".
Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un
medico alternativo ?
Un ciarlatano come è stato definito Di
Bella ? Un guaritore che approfitta dei poveri malati ?
Uno che
non conosce le percentuali di guarigione ?
Purtroppo per loro, niente di tutto questo. Risulta difficile
definire ciarlatano o incompetente, John C. Balair III, insigne
professore di epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill
University, uno dei più famosi esperti di oncologia degli
Stati Uniti e dell'intero pianeta.
Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il
President's Cancer Panel è nato in conseguenza del National
Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal
presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui
si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari.
I dati relativi alla situazione della lotta al cancro vengono
forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti.
La conclusione principale di Balair, con cui l'NCI (National
Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro
negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990.
Come tutte quelle citate da Balair, questa cifra è stata
corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella
composizione della popolazione rispetto all'età, cosicché
l'aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno
frequentemente per altre malattie.
La mortalità è diminuita per tumori quali quelli del colon e del
retto, dello stomaco, dell'utero, della vescica, delle ossa,
della cistifellea e dei testicoli. La mortalità per cancro nei
bambini si è quasi dimezzata fra il 1973 e il 1989, in gran
parte grazie alle migliori terapie.
Tuttavia, dato che i tumori infantili erano comunque rari,
questo miglioramento - e quello più lieve registrato nei giovani
adulti - ha avuto solo un effetto assai ridotto sul quadro
generale.
In totale, gli incrementi della mortalità per cancro sono circa
il doppio delle riduzioni.
Edward J. Sondik, esperto di statistica del National Cancer
Institute, sostiene che vi sarebbe un aumento di oltre il 100%
dei casi di cancro al polmone nelle donne fra il 1973 e il 1990.
Anche il melanoma e il cancro alla prostata hanno avuto
incrementi considerevoli, di oltre l'80%, in quel periodo.
Sondig ha concluso che l'incidenza totale del cancro è aumentata
del 18% fra il 1973 e il 1990.
"Nessun esperto del settore può continuare a credere che
dietro l'angolo vi sia necessariamente tutta una serie di
magnifiche terapie contro il cancro in attesa di essere scoperte"
asserisce Balair ribadendo di averne abbastanza della continua
sfilata di notizie sensazionali che fanno credere che una cura
risolutiva stia per essere messa a punto.
Le
chemioterapie esistenti, nonostante i progressi, sono ancora
armi a doppio taglio. Alcuni dei trattamenti per il linfoma e la
leucemia inducono altri tumori, dopo il completamento della
terapia per la malattia originaria.
Non notate una leggera disparità tra i dati che avete letto ora
e le statistiche trionfalistiche che avete sentito dai famosi
clinici italiani ? Forse può dipendere dal lasso di tempo
intercorso, in fondo questi dati risalgono al 1993, magari la
situazione è notevolmente migliorata.
Vediamo allora cosa afferma Balair nel 1997 su
New England
Journal of Medicine, una delle più prestigiose
riviste
mediche a livello mondiale: "La guerra contro il cancro è
lontana dall'essere vinta. L'efficacia dei nuovi trattamenti
contro la mortalità è molto deludente".
Il Giornale - Inchiesta sul cancro n°1
Se non siete ancora convinti, o semplicemente desiderate
ulteriori dati, eccone altri due. Il primo è la vasta indagine
condotta per 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso
l'Università della California, e presentata nel 1975 al
Congresso di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley.
Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova
che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie
canoniche sopravvivono più a lungo o almenoquanto chi riceve
queste terapie.
Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno
rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza
media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3
anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure
complete.
Il secondo caso riguarda uno studio condotto da quattro
ricercatori inglesi, pubblicato su una delle più importanti
riviste mediche al mondo: The Lancet del 13/12/1975 e che
riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai
bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia
completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero
alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.
By Gian Paolo Vallati - Fonte: pensierolaterale.blog.com
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Esistono circa
60-70 farmaci
citotossici
in
commercio in
tutto il
mondo.
Per
l’Italia i nomi
commerciali sono riportati in tabella 2a (elenco
parziale):
Alcuni
di questi
veleni causano
meno problemi
di altri
come:
insonnia,
spossatezza,
diarrea, alopecia,
stomatite, leucopenia,
piastrinopenia, anemia,
nausea, vomito…
Questi sono gli
effetti collaterali immediati e conosciuti perché visibilmente
riscontrabili.
Ciò
di cui
raramente si
parla sono
gli effetti
più gravi
e più
duraturi, le
cui conseguenze
deteriorano profondamente
la vita
del paziente e
il decorso
stesso della
sua malattia, rendendo
inutili persino
le terapie
basate sull’immuno-stimolazione
dei linfociti Natural Killer, sull’attività apoptotica e
detossificante di estratti
di piante
mediche.
Questi
danni profondi
e
irreversibili,
di
cui raramente
si discute,
sono
i seguenti:
1) grave riduzione, stabile
e duratura,
del numero
di particolari
tipi e sottotipi di globuli bianchi,
indispensabili alla risposta
immunitaria specifica
contro il
tumore.
2)
mutazioni cellulari
di tipo
somatico, con
comparsa di
altri tumori
secondari e/o
metastasi
3) mutazioni
cellulari di
tipo germinale
(testicoli oppure
ovaie), con
comparsa di:
sterilità,
aborti o di bimbi malformati
in quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemio-Terapia e al Cancro.
4)
accelerazione della
crescita del
tumore, anziché
una sua
riduzione, con
comparsa di
resistenza crociata
del tumore
ad altri
veleni (pompa
glicoproteica di
membrana).
La
Chemio-Terapia è quindi controindicata in maniera assoluta in qualsiasi
forma di associazione alla Immuno-Terapia.
La
Chemio-Terapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei confronti
dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona capacità di
identificazione e di distruzione di masse tumorali mediante Immuno-Terapia
specifica anti-neoplastica (vedi capitolo 4).
Si può infatti
affermare, secondo l'autore del presente lavoro, che saranno
solo e soltanto le difese immunitarie del paziente stesso a risolvere la
patologia neoplastica, portandolo così ad una completa guarigione dal
Cancro.
L'intervento
chirurgico e la Radio-Terapia devono essere considerate soltanto come
tecniche o metodiche d'appoggio capaci di eliminare una certa quota della
massa tumorale primitiva e delle sue metastasi, fermo restando che nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa di
guarigione finale del paziente dal tumore: l'eventuale ed effettiva
guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà solo e soltanto
dalla capacità delle difese immunitarie di riconoscere e distruggere in
maniera selettiva e radicale il tumore stesso L’Immuno-Terapia nega
pertanto alla CH.T. qualsiasi valenza curativa e di guarigione
nei confronti del tumore.
Si può pertanto affermare che è stato già dimostrato in
letteratura medica il fallimento sostanziale della Chemio-Terapia per
quasi tutte le forme tumorali (vedi Tabella 2b): la Chemio-Terapia
riduce la massa tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni
estesi a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando:
insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di caduta di
difesa immunitaria contro il tumore stesso), insufficienza epatica e
renale, possibile evoluzione in fibrosi
polmonare con insufficienza respiratoria, danni cardiaci e ai vasi
ematici, leucemie e cancri secondari in percentuale variabile.
In
ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso
caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad altri
farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemio-Terapia successiva di seconda
o terza linea, fino ad essere definita alla fine, in termini del tutto
inappropriati, "Chemio-Terapia di salvataggio":
in realtà una Chemio-Terapia finale e distruttiva, eseguita con farmaci
chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare
il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione effettiva."
Tabella
2a: Farmaci cito-tossici in
vendita in Italia per Chemio-Terapia
i
nomi commerciali sono in corsivo. I costi, in Lire, sono riferiti all'anno
1998
AZIENDE
FARMACEUTICHE:
Astra
Zeneca S.p.A.
Aventis Pharma S.p..A.
Bristol-Myers Squibb S.p.A
Chiron
Italia S.r.l.
Dompè
Biotec S.p.A.
Eli
Lilly S.p.A.
Glaxo
Wellcome S.p.A.
Ipsen
S.p.A.
Italfarmaco
S.p.A.
Janssen-Cilag S.p.A.
Novartis
Farma S.p.A.
Roche S.p.A.
Schering Plough S.p.A.
Agenti
alchilanti
Ciclofosfamide
:
ENDOXAN
ASTA®
di Asta Medica: 50 confetti da 50 mg l'uno, fascia A, Lire 17.300
ENDOXAN
ASTA®
di Asta Medica: fiale da 0,5 grammi; Fascia A, Lire : 8700
ENDOXAN
ASTA®
di Asta Medica: fiale da 1 grammo; Fascia A, lire: 15.400
Ifosfamide
Mostarda
azotata
Chim.
e Farm. Mostarda azotata: denominazione generica di
alcune sostanze
vescicanti di formula analoga
all'iprite
(detto gas mostarda, per il suo odore simile alla senape)
Aggressivo chimico usato durante la prima guerra mondiale dai Tedeschi, in bombardamenti d'artiglieria, sul fronte tenuto dalle
truppe alleate a Ypres, nelle Fiandre, il 20 luglio 1917.
Clorambucil:
LEUKERAN®
della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; fascia A, Lire 22.200
LINFOLYSIN®
del Nuovo Ist. Sier. Milan.: 50 confetti da 2 mg l'uno; fascia A, Lire
19.800
Busulfan:
MYLERAN®
della Glaxo: 100 compresse da 2 mg; fascia A, Lire 29.000
Melfalan
:
ALKERAN®
della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; Fascia A, Lire: 26.300
Nitrosuree:
A)
Carmustina (BCNU)
B)
Iomustina (CCNU)
Cis-diclorodiammina
platino:
CIS-PLATINO
TEVA®
della Teva: fiale da 20
ml da 10 mg per endovena; fascia A, Lire 20.200
CIS-PLATINO
TEVA®
della Teva: fiale da
100 ml da 50 mg per endovena; fascia A, lire 84.200
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 10 mg per endovena; fascia A, lire 20.800
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 25 mg per endovena; fascia A, lire 47.800
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 50 mg per endovena; fascia A, lire 95.000
PLATAMINE®
della Pharmacia; fiale da 10 mg; Fascia A, lire 20.800
PLATAMINEâ®
della Pharmacia; fiale da 25 mg; Fascia A, lire 47.800
PLATAMINE®
della Pharmacia fiale da 50 mg ; Fascia C, lire 91.000
PLATINEX®
della BMS fiale per endovena da 10 mg;
Fascia C, lire 19.200
PLATINEX®
della BMS fiale per endovena da 10 mg
in 20 ml, sol. Pronta; Fascia A, lire 20.200.
PLATINEX®
della BMS: fiale per endovena da 25 mg in 50 ml; fascia A, lire 45.700
PLATINEX®
della BMS: fiale per endovena da 50 mg
in 100 ml; fascia C, lire 91.100
Carboplatino:
PARAPLATIN®
della BMS: fiale da 150 mg per endovena (Fascia A, Lire 265.000)
PARAPLATIN®
della BMS: fiale da 50 mg per endovena (Fascia A, Lire 88.200)
Antibiotici
anti-tumorali
(ricavati dallo Streptomyces):
Doxorubicina (Adriamicina):
ADRIBLASTINA
SOL. PRON.® della Pharmacia : fiale da 10 mg in 5 ml; Fascia C, Lire 29.000.
Daunorubicina (Daunomucina):
DAUNOBLASTINA®
della Pharmacia : fiale da 20 mg; fascia A, lire 25.500
Bleomicina:
BLEOMICINA®
della Rhone Poulenc: fiale liofilizz. da 15 mg per endovena; fascia A,
lire 52.700
Dactinomicina (Actinomicina D):
Mitomicina
C:
MITOMYCIN
C®
della Kyowa; fiale da 2 mg; Fascia A, lire 21.400
Alcaloidi di origine vegetale
Alcaloidi
della Vinca :
Vincristina:
VINCRISTINA
PHARMACIA®
della Pharmacia: fiale da 1 mg; fascia C; lire 21.300
VINCRISTINA
PHARMACIA®
della Pharmacia: fiale 2 mg; fascia C; lire 42.600
VINCRISTINA
TEVA®
della Teva: fiale da 1 mg; fascia C; lire 23.300
VINCRISTINA®
della Eli Lilly: fiale da 1 mg, fascia A; lire 23.200
Vinblastina:
VELBE®
della Eli Lilly; fiala da 10 mg; fascia A, lire 29.900
Derivati
dalla Mandragora:
VP-16
(Mandragora, Podofillotossina)
Anti-Metaboliti
(antagonisti delle purine)
Tioguanina
(6 Thioguanina, 6 TG)
THIOGUANINE®
della Glaxo, 25 compresse da 40 mg, fascia A, lire 76300
Mercaptopurina
(6- Mercaptopurina, 6 MP)
PURINETHOL®
della Glaxo, 25 compresse da 50 mg, fascia A, lire 26100
Antagonisti delle pirimidine
Citarabina (Citosina arabinoside, ARA-C)
ARACYTIN®
della Pharmacia: fiale da 100 mg in 10 ml, fascia A, lire 9.400
ARACYTIN®
della Pharmacia: fiale da 500 mg in 5 ml, fascia A, lire 36.400
ERPALFA®
della Intes: collirio da 0,5 % in 5 ml, impiegata nelle cheratiti virali;
fascia C, lire 6100
Flurouracile (5-Fluorouracile,
5-FU)
FLUOROURACILE
TEVA®
della Teva, fiale da 250 mg; fascia A, lire 12.100.
FLUOROURACILE®
della Roche, fiale da 250 mg in 45 ml; fascia C, lire 31.300
EFUDIX®
della Roche, unguento da 20 grammi al 5%; fascia A, lire 8700; impiegato
per applicazioni d'unguento sulla pelle per cheratosi solare, cheratosi
senile, malattia di Bowen, epiteliomi basocellulari
Metotrexato (MTX)
BRIMEXATE®
della BMS ; fiale da 20 mg; fascia
C, lire 8.800
METHOTREXATE
500®
della Wyeth; fiale da 500 mg; fascia A, lire 146.200
METHOTREXATE®
della Wyeth; 100 compresse da 2,5 mg; fascia C, lire 25.800
METHOTREXATE®
della Wyeth; 25 compresse da 2,5 mg; fascia A, lire 9.600
METHOTREXATE®
della Wyeth; fiale da 50 mg; fascia A, lire 12.800
METHOTREXATE®
della Wyeth; fiale da 5 mg; fascia A, lire 3.400
METHOTRESSATO
TEVA®
della Teva ; fiale da 500 mg; fascia A, lire 146.300
METHOTRESSATO
TEVA®
della Teva ; fiale da 50 mg; fascia A, lire 19.800
Nota:
impiegato anche nell'artrite reumatoide dell'adulto
Dacarbazina
DETICENE®
della Rhone Poulenc: fiale da 100 mg in 10 ml; fascia A, lire 10.200
DTIC
(Imidazol-4-carboxamide-dimetiltriazeno)
ALTRI CHEMIOTERAPICI:
Vindesina Solfato
ELDISINE®
della Eli Lilly, fiale da 5 mg fascia A, lire 282.400
Tabella 2b : Il
fallimento della Chemio-Terapia
(bibliografia)
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