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Figura
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Rappresentazione schematica dello sviluppo di una cellula con respirazione
aerobica a partire da una cellula fermentativa. Lo sviluppo biologico-evolutivo
Inizia In alto a sinistra: I’ATP viene ricavato dalla fermentazione del
glucosio. Il prodotto finale è un lattato acido un batterio anaerobico
funge da fermentatore”).
In alto a sinistra: lo schema della respirazione mitocondriale.
Al centro: uno stadio intermedio della produzione energetica per
endosimbiosi; trasformazione diretta del lattato nel bioreattore del
mitocondrio aerobico
In basso: la variante moderna del bioreattore
mitocondriale; il lattato viene trasformato attraverso la
fase piruvica.
Lo sviluppo di una cellula trasformatasi in tumorale è esattamente
opposto e va dal basso verso l’alto.
La cellula tumorale riattiva la
produzione energetica per via fermentativa e ritorna quindi alla fase
acida del lattato. |
Gli
animali e gli uomini non sono in grado di sintetizzare polifenoli, ma li
assumono ingerendo cianobatteri, alghe o piante o loro prodotti, oppure
animali e loro prodotti, considerando che la catena alimentare di questi
ultimi è basata su cianobatteri, alghe o piante.
Dal punto di vista della
biologia dell’evoluzione, gli animali si sono sviluppati dai
protoctisti rovesciando la blastula, uno strato di cellule dello stadio
precoce di sviluppo embrionale.
Questa ha dato luogo al canale intestinale
che consentì ai primi animali di assorbire cianobatteri e alghe, ricchi
di polifenoli, e di non spendere le proprie risorse per la sintesi propria
dei poli fenoli (a confronto con gli animali, le alghe hanno incorporato
direttamente tramite endosimbiosi i cianobatteri come accumulatori di
fotoni, mentre le piante, sviluppatesi solo circa 100 milioni di anni dopo
la nascita dei primi animalia marittimi, utilizzano i cianobatteri
acquisiti dalle alghe per la fotosintesi).
I polifenoli quindi hanno il carattere di vitamine. Il polifenolo più
noto è la vitamina E.
E’ importante tuttavia la somministrazione di
polifenoli misti, poiché il sensibile bilancìamento dei potenziali di
ossido-riduzione richiede sia polifenoli ridotti che polifenoli ossidati,
Il solo acido salicilico invece blocca sia l’enzima fisiologico
ciclo-ossigenasi I, che l’enzima ciclo-ossigenasi li prodotto in
abbondanza dalle cellule tumorali, e lipoossigenasi, per cui gli effetti
collaterali dovuti alla prolungata somministrazione di aspirina sono
inevitabili. Presentano un’efficacia più bilanciata invece i polifenoli
misti, come l’antico prodotto terapeutico PADMA 28 del Tibet, che non
interviene così unilateralmente nella formazione di prostaglandina
attraverso il metabolismo arachidonico.
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Figura
11:
Rappresentazione schematica della cellula umana con membrana cellulare,
nucleo e mitocondri.
Si può notare la tipica doppia membrana batterica del mitocondrio, mentre
i cromosomi nel nucleo
sono separati dal plasma da una membrana speciale.
Fonte: “Scientific American”
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L’alterazione
del metabolismo arachidonico a sua volta richiede la somministrazione di
acidi grassi essenziali in quantità sufficiente. L’organismo non è in
grado di sintetizzare autonomamente i vitali acido linoleico e linolenico.
Nei prodotti alimentari industriali denaturati, la percentuale di acidi
grassi essenziali è spesso insufficiente [20].
Da questo deficit consegue
un assorbimento insufficiente di 02 attraverso la membrana delle cellule e
le membrane degli organelli, visto che nel trasporto attraverso le
membrane l’ossigeno molecolare deve essere associato a ponti idrogeno,
prodotti nelle membrane dal legame dei gruppi zolfo-idrogeno della
cisteina con gli acidi grassi presenti in forma cis. Dal punto di vista
terapeutico, il malato di tumore ha perciò bisogno di acidi grassi
essenziali in grandi quantità. Sono particolarmente ricchi di acido
linoleico e linolenico l’olio di lino, l’olio di cardo, l’olio di
canapa, l’olio di soia, l’olio di enotera e l’olio di nigella.
Buoni
risultati sono stati ottenuti con alimenti ricchi di oli e proteine (acidi
grassi essenziali più proteine ricche di cisteina) suggeriti dalla D.ssa
Budwig (21, 22).
La regolazione bioenergetica dei potenziali di
ossido-riduzione nelle membrane delle cellule dipende a sua volta dalla
funzione intatta della matrice in cui tutte le cellule, i tessuti e gli
organi sono inseriti [23, 24]. La costituzione della matrice dalla
struttura complessa era la condizione imprescindibile per lo sviluppo
degli organismi pluricellulari. La matrice funge da filtro molecolare e
coordina l’intero input energetico e nutritivo per le cellule
posizionate nelle varie parti del tessuto. Nel tessuto penetrano dei
capillari aperti che trasportano 02, sostanze nutritive, vitamine,
minerali, oligoelementi, ormoni e molte altre sostanze messaggero.
La
matrice contiene anche i terminali nervosi del simpatico e parasimpatico
(vago), per cui anche gli eventi di origine psicogena vengono trasmessi
alle cellule attraverso la matrice come organo sensoriale.
La matrice è
quindi l’interfaccia integrante fra ambiente macro-ecologico e
micro-ecologico e regola le condizioni bioenergetiche e molecolari fra il
microambiente extracellulare ed intracellulare delle cellule e l’intero
organismo. Un ruolo importante in questa funzione integrativa della
matrice è attribuito ai glicosilaminoglicani (GAG) ed ai proteoglicani
(PG) che
legano lo zolfo molecolare per compensare le cariche elettriche fra la
membrana delle cellule e la
matrice.
Continua in: Pag.10
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