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Il principio deII’autopoiesi
Di
conseguenza, le macromolecole dei
geni, composte da acidi nucleici e proteine,
non possono contenere l’intero disegno della vita, I
geni sono piuttosto un
sistema di codifica, con alla base un meccanismo di regolazione
dinamico-quantistico, preposto esclusivamente alla sintesi delle proteine. In
quanto macromolecole, sono semplicemente parte integrante di un sistema di
informazioni dinamico-quantistico con un’organizzazione e una regolazione
propria a livello decentralizzato. Le macromolecole dei geni di per sé non
rappresentano ancora una materia vivente così come i geni, avvolti in un
guscio di proteine e chiamati virus, non sono in grado di riprodursi
autonomamente ed isolatamente. Le nuove proprietà emergenti ed imprevedibili
degli esseri viventi sono il risultato della complessità del processo
dinamico-quantistico al confine fra fase solida e fase fluida, vale a dire fra
ordine e disordine (caos).
I dati sperimentali, ormai disponibili anche per le cellule tumorali,
dimostrano che il rapporto fra geni (genotipo) e loro prodotti (fenotipo) non
è di natura deterministica.
Un singolo gene può contribuire a far emergere
più di un singolo prodotto genetico (proprietà fenotipica) ed una singola
proprietà fenotipica può essere frutto dell’espressione (trascrizione
della codifica di un gene per la sintesi di un aminoacido quale costituente
elementare di una proteina) di diversi geni.
Figura
2:
Rappresentazione schematica dell’ossido-riduzione.
Il glucosio ed altre molecole organiche, fonti di energia, vengono
ossidati in una sequenza di processi, producendo nuovi metaboliti. In
questa fase, gli ioni idrogeno vengono separati dal glucosio e dagli altri
metaboliti e non reagiscono direttamente con l’ossigeno, ma vengono
trasferiti ad un coenzima NAD.
Con il trasferimento di altri elettroni da
un substrato organico alla molecola NAD, questa viene ridotta in NADH.
Semplificando, il NAD è un ricettore, il NADH invece è un donatore di
elettroni.
A seconda della capacità di scambio delle due molecole, si
parla di un potenziale di ossido-riduzione maggiore o minore. Questo
processo elettrochimico è parte della respirazione della cellula.
I
disturbi dei potenziali di ossido-riduzione danno luogo a gravi patologie,
fra cui il cancro.
In
altre parole, nel complesso metabolico l’interazione fra energia e
materia dell’intera cellula e dei geni non è di natura deterministica,
non esiste cioè una relazione lineare diretta fra i processi
bioenergetici dell’intera cellula e i geni con i suoi prodotti. Sono
invece le fluttuazioni dinamico-quantistiche a dare luogo a nuove proprietà
fenotipiche dei prodotti dei geni, seguendo le leggi della complessità,
della non-Iinearità e del caos deterministico [9].
Tradotto in concreto,
ciò significa che l’espressione dei geni dipende
dall’ossido-riduzione, I potenziali di ossido-riduzione, misurati in
Volt, sono espressione della somma dei flussi energetici in corso, ad
esempio nella membrana della cellula, nelle membrane del nucleo cellulare
e degli organelli, nonché nella catena respiratoria. Il termine riduzione
indica la cattura di elettroni e ioni idrogeno da parte della molecola,
mentre ossidazione è sinonimo di cessione di elettroni e ioni idrogeno. I
potenziali di ossido-riduzione riflettono il rapporto specifico di
riduzione ed ossidazione; più complesso è un organismo nel senso di profondita' termodinamica, tanto più elevati sono i potenziali di
ossido-riduzione (figura 2 e 3). I potenziali di ossido-riduzione della
membrana delle cellule tumorali ad esempio sono minori di quelli delle
cellule differenziate dell’organismo umano.
L’autoregolazione dei
potenziali di ossido-riduzione tramite autopoiesi (dal greco autos =
stesso e poiein = fare) controlla l’espressione dei geni e la formazione
di nuove sequenze di geni (10). Le mutazioni genetiche casuali ipotizzate
dal pensiero dominante della biologia e medicina Neo-Darwinista invece
hanno un ruolo subordinato se non nullo nella dinamica degli elementi
genetici.
Secondo la legge fondamentale della biologia dell’evoluzione,
maggiore è la complessità di un organismo, maggiore deve essere la
concentrazione di elettroni e di ioni idrogeno nella rete cellulare e
maggiore deve essere il suo potenziale di ossido-riduzione.
L'alterazione
del potenziale di ossido-riduzione è all’origine di numerose patologie
biologico-cellulari, comprese le neoplasie o l’ apoptosi, vale a dire la
morte programmata della cellula.
L’intervento terapeutico quindi deve
avere il compito prevalente di ristabilire l’equilibrio dei potenziali
di ossido-riduzione.
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