Il
dott Montinari
e' stato il Perito del giudice Madaro (Lecce):
ero scettico ma almeno il 10% guarisce
completamente.
Giornata tosta per il dottor
Massimo
Montinari, aiuto primario di
Chirurgia pediatrica all’ospedale di Bari:
operazioni (chirurgiche), operazioni e poi ancora
operazioni. Ora che è buio vorrebbe
andarsene a casa. Invece no, dalla metà di
ottobre si ritrova tutte le sere o quasi a
rifare lo stesso tragitto verso la Pretura
di Maglie, un discreto chilometraggio per
rituffarsi in quelle cartelle cliniche della
rivoluzione. La rivoluzione che è entrata
anche in casa del dottor
Montinari da quando è stato
nominato, dal giudice
Madaro, coordinatore del gruppo di periti,
che dovrà riferire ciò che emerge dai
dossier sanitari dei pazienti che hanno
scelto di sottoporsi alla terapia Di Bella.
“Vede, io non mi sono mai interessato al
metodo del professore. Vengo dall’esperienza della chirurgia oncologica e
così mi sono avvicinato al caso con assoluta
asetticità. Dovevamo partire dalle ragioni
addotte dai ricorrenti.
Da chi cioè sosteneva, nei ricorsi al
pretore, di aver ottenuto miglioramenti
dalla terapia Di Bella e chiedeva quindi di
poter continuare ad avere
i farmaci della MDB. A questo lavoro si è aggiunta la
valutazione delle cartelle cliniche, oltre
cinquecento, che sono giunte a Maglie da
ogni parte d’Italia. E ciò che ha cominciato
a emergere è qualcosa di sorprendente, di
unico nella storia della lotta al cancro”
Intende dire che ha ragione
il professor
Jacobelli
quando parla di dati
interessanti nelle migliaia di pazienti
sottoposti allo studio
osservazionale ?
“Quelli sono soltanto la punta
dell’iceberg. Le sorprendenti indicazioni di
sopravvivenza in quei pazienti già devono
far riflettere. Ma quei dati dovranno
consolidarsi nei prossimi mesi, come tutti
ci auguriamo. Ciò che invece si può già
affermare senza tema di smentita è ancora
più importante: la terapia funziona, ha
funzionato. Ha portato a risultati concreti
che stanno scritti in quelle cartelle
cliniche che con difficoltà abbiamo messo
insieme”.
Mi scusi, dottor
Montinari, cosa vuol dire
concretamente con quel suo, la terapia
funziona ?
“Intendo dire senza ombra di dubbio che
in almeno il 10% dei casi che abbiamo
esaminato la MDB ha portato alla guarigione
completa del tumore.
Sono questi i dati di più antica data, di
dieci e più anni fa. Poi ci sono i casi più
recenti come quei 78 pazienti che erano
tutti dati per spacciati: avevano una
spettativa di vita di un paio di settimane,
e invece sono ancora qui a distanza di un
anno a testimoniare che qualcosa è accaduto.
E ancora ci sono tutte le altre
documentazioni che provano o una regressione
della malattia o la sua stazionarietà”.
Se è vero che le vostre
conclusioni sono così sorprendenti qualcuno
prima o poi vi chiederà come avete fatto il
vostro lavoro.
“Le ripeto: partendo da un assoluta
asetticità verso la MDB io per primo ho
fatto la parte dell’avvocato del diavolo. Ho
chiesto e continuo a chiedere Tac, analisi,
referti, anche recentissimi per integrare
anche le cartelle più datate. Ho visitato io
stesso alcuni pazienti, abbiamo tenuto conto
in ogni singolo caso del peso anche
posticipato nel tempo che possono aver avuto
chemioterapia, radioterapia, interventi. E
stato un lavoro massacrante, mi creda. Ma
che sarà inconfutabile”.
I periti del Ministero della sanita', vi
hanno chiesto un confronto ?
“No, hanno
preferito lavorare sulle fotocopie delle
cartelle, per i fatti loro”.
By Gabriele Villa: “IL GIORNALE” - 17 Feb.
1999
Tratto da:
http://www.DiBella.it/it/opinions/page0_montinari.html
vedi:
DiBella e
Cancro +
Di Bella News
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Il giudice:
"Pagate la cura Di Bella" - Italy,
Trentino, 25 Mar. 2008
Poco importa se altri farmaci ufficiali,
forse, avrebbero avuto gli stessi benefici.
Questo non è provato e non sono provati
nemmeno i rischi di eventuali effetti
collaterali. La cura Di Bella, invece, su di
lei si è rivelata quasi miracolosa: la
malattia si è fermata e la paziente è
tornata a vivere. Per questo l'Azienda
sanitaria è stata condannata dal tribunale a
pagare ad una ventisettenne affetta da
sclerosi multipla le cure a base del noto
coktail di farmaci.
E' una sentenza importante quella emessa dal
collegio formato dai giudici Battista
Palestra, Giorgio Flaim e Giulio Adilardi.
E' importante perché riconosce per la prima
volta in Italia che anche per la sclerosi
multipla valgono gli stessi principi del
cancro: se una cura non ufficiale si rivela
indispensabile e insostituibile per il
paziente, questi ha il diritto di ottenere
dallo Stato il rimborso delle relative spese
mediche. E' l'affermazione del più generale
diritto alla salute sancito dalla nostra
Costituzione che trova nell'assistenza
sanitaria pubblica la concreta
realizzazione. Spesso, però, per colpa di
cavilli legislativi o interpretazioni poco
chiare il paziente è costretto a mettere
mano al portafoglio per coprire i costi di
cure che - nonostante siano pienamente
efficaci su di lui - non sono riconosciute
come «ufficiali» dai protocolli del
ministero della Salute.
E' il caso del notissimo cocktail di farmaci
del professore modenese Luigi Di Bella, mai
riconosciuto come metodo ufficiale benché
siano state compiute sperimentazioni
ministeriali e molti pazienti dichiarino di
essere guariti grazie ad esso. Al metodo Di
Bella si è affidata qualche anno fa anche la
paziente trentina, una giovane donna affetta
da sette anni da sclerosi multipla.
Le cure ufficiali, nel suo caso, non si sono
mai rivelate efficaci. Per molto tempo la
donna si è sottoposta all'ospedale di
Bolzano a sedute di "interferone", uno dei
farmaci consigliati dalla medicina nella
lotta alla sclerosi multipla. La paziente,
tuttavia, non ha mai risposto con
soddisfazione alle cure. La malattia non si
bloccava e gli effetti collaterali erano
ormai insopportabili: forti emicranie,
insonnia e nausee insopportabili.
Un giorno la scelta di tentare un'altra
strada. La giovane paziente decide di
rivolgersi al medico modenese Andrea Verna
che prescrive una terapia integrativa basata
sul metodo Di Bella. Siamo nel 2005 e subito
le condizioni di salute migliorano.
La donna - una dipendente comunale - riesce
a rientrare al lavoro e persino a fare
sport, mentre la malattia sembra fermarsi.
A questo punto - grazie all'intervento
dell'associazione «Assosalute» che tutela i
pazienti trentini fornendo loro anche
assistenza legale - la donna si rivolge
all'avvocato Claudio Severini che presenta
un ricorso urgente contro l'Azienda
sanitaria che si rifiuta di pagare le spese
per il metodo Di Bella.
Benché una consulenza riconosca
l'indispensabilità e l'insostituibilità
della cura per la paziente, il giudice nega
il rimborso: non c'è certezza che altre cure
ufficiali non avrebbero avuto esiti
altrettanto efficaci.
Viene presentato reclamo e stavolta il
tribunale dà ragione alla paziente: non c'è
prova che gli altri farmaci ufficiali (il
Copaxone o l'Azt) possano pienamente
sostituire il metodo Di Bella. Per la
paziente è una vittoria su tutti i fronti:
non solo potrà continuare a curarsi con il
cocktail, ma le spese le verranno rimborsate
dall'Azienda sanitaria. E ora l'avvocato
Severini partirà con una causa civile per
ottenere il rimborso di quanto già versato
dalla donna.
Tratto da:
http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/dettaglio/Il-giudice:-Pagate-la-cura-Di-Bella/1438608
Commento NdR: anche se rispettiamo ed
indichiamo tutte le possibili terapie
naturali per ogni malattia, anche perche' le
reazioni ad ogni tipo di terapia sono
diverse da soggetto a soggetto, vogliamo
ricordare che anche il cancro come qualsiasi
altra malattia nasce in "luoghi"
ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue
Cause, con Cause secondarie e terziarie.
Leggere la tesi su
Cancro e Medicina
Naturale