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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CANCRO e Cura Di Bella 
(vedi anche: Brancatisano)
vedi: Terapia G. Puccio, dimostrazioni effetti del Bicarbonato di Sodio
E' INDISPENSABILE per stare sempre BENE e' l'assunzione quotidiana, per certi periodi, di acqua Basica a pH min. di 7,35 > 11 (almeno 1,5 lt)
Le bevande troppo saline e/o le bevande industriali, non vanno bevute giornalmente e/o spesso, anche e per le loro forti acidita', in quanto influiscono sull'alterazione dei giusti valori di pH dell'acqua del corpo.

L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro -  Il Conflitto Spirituale Irrisolto, ne e' la Causa primaria
 

Studio pubblicato sul metodo Di Bella  (2006)
http://www.qds.it/qds.nsf/(ArticoliWWW)/BE5E330B54BF90C7C125712C005BD78C?OpenDocument
"Gli effetti collaterali sono stati molto blandi, per la maggior parte consistenti in diarrea, nausea/vomito e sonnolenza di grado 1-2. La maggior parte dei pazienti ha beneficiato di un miglioramento dei sintomi sia a livello respiratorio (tosse e dispnea) sia a livello generale (dolore, astenia ed insonnia)".

vedi:
Lettera di G. Di Bella al Sole 24 ore + Acqua Basica + Metodo Di Bella non e' un Bluff  + Di Bella Verita'  +  Gravi irregolarita' nella Sperimentazione Di Bella (In Sperimentazione utilizzati farmaci scaduti)  +  Valutazione terapia Di Bella + PDF del Metodo DiBella + Metodo Di Bella  + Confronto fra Chemio terapia ed Ascorbato di Potassio

Novita': http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2003/06/24/la_terapia_di_bella_torna_attuale.htm


USL rifiuta cura Di Bella - paziente si rivolge al Giudice !
Italy, Treviso ott. 2010 - Malata di cancro al fegato chiede di essere curata con il metodo Di Bella: l'Usl 9 rifiuta e il caso finisce davanti al giudice. L'udienza, convocata a seguito del ricorso d'urgenza firmato dalla signora, si è tenuta martedì scorso in tribunale a Treviso. Il giudice Massimo Galli ha deciso un rinvio per esaminare tutta la documentazione medica presentata dalle parti. 

Lettera pubblicata sul quotidiano l'ADIGE di Trento (26 marzo 2002) 
Ancora una volta deve intervenire il giudice per garantire il diritto alla cura di un malato che si vede negare la somministrazione dei farmaci del Metodo DB. Un plauso va alla tempestività nell'esecuzione del provvedimento che il giudice Michele Maria Benini della sezione Lavoro e previdenza, in risposta al ricorso presentato da G.M. di Trento La storia è paradossale: l'uomo colpito da neoplasia cerebrale nel '96 viene operato e sottoposto a radio terapia e chemioterapia. 
Tali cure non danno il risultato sperato e al malato viene data un'aspettativa di vita di sei sette mesi, per cui egli decide di interrompere le cure invasive che lo avevano portato ad un grave stato di deperimento.
Nel '97 si affida alle cure del prof. Norsa che gli prescrive la terapia Di Bella.
Nel '98 viene arruolato nella sperimentazione (protocollo osservazionale) a Trento.
I risultati sono subiti evidenti, la tac diagnostica remissione clinica, l'uomo migliora e riprende a svolgere una vita normale.
Il medico curante consiglia di proseguire la cura. Nonostante questo l'Ospedale di Trento interrompe la somministrazione gratuita dei farmaci, in netto contrasto con il provvedimento ministeriale che permetteva l'erogazione gratuita nel caso fosse dimostrata "la non progressione di malattia" del 28.11.98. Il provvedimento si deve all'oncologo incaricato che revoca la somministrazione, negando l'evidenza e il parere di un collega autorevole. A questo punto l'uomo si vede costretto a pagare per 17 mesi la cura nonostante abbia diritto alla gratuità, per non interromperla.
Ora il giudice ha stabilito che l'Azienda Sanitaria deve erogare nuovamente la cura, dopo l'accertamento clinico che la malattia continua a regredire. Non solo, il malato ha diritto di ottenere il rimborso delle spese da parte dell'Azienda Sanitaria di Trento che "ingiustificatamente ed illegittimamente interrompeva la somministrazione dei farmaci senza che vi fosse alcun peggioramento della malattia e nonostante persistessero le condizioni per la prosecuzione della terapia MDB ai sensi della legge 30. 7. 98 n. 257".
Una condanna esplicita che non lascia dubbi.
Ora il malato ha diritto di proseguire in tutta serenità la sua cura e grazie al giudice si è ripristinato un diritto del malato che la legge prevede in questi casi. Solo la cieca ottusità non vuole ammettere l'evidenza che questo uomo sarebbe morto, come i medici avevano diagnosticato ben cinque anni fa, se non avesse scelto un'altra cura.
La radio e la chemioterapia avevano fallito, la terapia Di Bella tiene in vita da quattro anni questo uomo che ha dovuto ricorrere in tribunale, per dimostrare che sta bene e che non vuole sentirsi dire che la terapia Di Bella non funziona. Il Consiglio Provinciale non ha voluto sentire ragioni e ha bocciato l'emendamento del dottor Morandini che chiedeva di erogare un contributo economico ai malati in terapia Di Bella, con attestazione di stabilità o regressione della malattia. 
"La sperimentazione è fallita questa è l'unica prova certa che il metodo Di Bella non funziona" fu il commento.  
Un giudice ed un malato ostinato dimostrano ancora una volta che così non è vero. E di malati ostinati ve ne sono a migliaia.

Commento NdR: anche se rispettiamo ed indichiamo tutte le possibili terapie naturali per ogni malattia, anche perche' le reazioni ad ogni tipo di terapia sono diverse da soggetto a soggetto, vogliamo ricordare che anche il cancro come qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi" ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause secondarie e terziarie.
Leggere  la tesi su Cancro e Medicina Naturale


Inchiesta sul Caso DiBella di Report, Rai3
 

 

Su richiesta di una giornalista della Tribuna di Treviso ho inviato per e.mail la seguente nota.
Come si evidenzia dalla lettura dell’articolo della Tribuna di Treviso sono state attribuite al sottoscritto frasi non scritte mentre sono stati censurati i pur brevi accenni alle evidenze scientifiche del MDB:
Il nostro metodo non solo non è dimenticato, ma sta ottenendo anche riconoscimenti scientifici nel mondo,come documenta il Congresso Mondiale di Oncologia di Singapore del giugno 2010 .
Il sottoscritto ha presentato oltre 500 casi che col MDB hanno avuto miglioramenti ampiamente superiori alle mediane di sopravvivenza ufficiali dell’oncologia “.
La relazione del Dr Di Bella è stata pubblicata agli atti del congresso.
Così Giuseppe Di Bella, medico figlio di Luigi, parla della“cura Di Bella". Secondo il professionista sarebbero ancora migliaia i pazienti italiani ad avvalersi di questo metodo e oltre un centinaio sono i medici che le prescrivono.
Scomparso da tempo dalle cronache italiane, il metodo“Di Bella" è tornato in auge dopo il ricorso d'urgenza al tribunale di una mamma di 38 anni trevigiana per ottenere dall'Usl 9 il pagamento per i farmaci multiterapia.(Oltre 2000 sentenze dalla fine della sperimentazione hanno condannato le ASL in base a perizie giurate, a erogare il MDB).
Il fatto è rimbalzato ieri nello studio modenese di Giuseppe Di Bella che della cura studiata e utilizzata dal padre è l'erede ufficiale. “Sul metodo esistono pubblicazioni scientifiche su riviste mediche internazionali  racconta Di Bella.
 L'ultima risale a fine settembre. Si tratta dell'articolo apparso su "Neuroendocrinology Letters" dal titolo “The Di Bella Method” (Il metodo di bella, ndr) in cui si fa riferimento allo studio su 553 pazienti trattati con questa terapia. I dati hanno dimostrato che il metodo Di Bella ha ottenuto un evidente miglioramento nella qualità della vita e un aumento considerevole per quanto riguarda gli indici di sopravvivenza.
In alcuni tumori si è documentata per la prima volta la guarigione completa e stabile senza interventi, chemio o radio, ma solo con MDB. Nella banca dati medico scientifica internazionale Med-Line: www.pubmed.gov  è possibile accedere a queste pubblicazioni digitando Di Bella G.  Ogni componente della cura è validato da migliaia di pubblicazioni.
Secondo Di Bella il metodo non ottiene il riconoscimento ufficiale in Italia per un semplice motivo: “Va a sconfessare la sperimentazione ministeriale del 1998, e pertanto una serie di poteri, tra loro sinergici e intimamente intrecciati. 
Nel nostro paese mediante la disinformazione dei centri di potere, è stato creato un clima di ostilità e censura". 
By dott. G. Di Bella
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/10/22/news/cura-di-bella-i-giudici-ci-stanno-dando-ragione-2579051 

NOTA BENE: In poco più di  un anno (2009) sono stati  pubblicati su riviste medico scientifiche internazionali recensite da Med-Line alcuni casi di tumori maligni non operati, né sottoposti a chemio o radio, ma totalmente e stabilmente risolti solo  con Metodo Di Bella (MDB).- casi reperibili anche sul sito ufficiale  www.metododibella.org
Con http://www.pubmed.gov  si accede  a Med Line, digitando "Di Bella G.  Neuro Endocrinol Lett" si evidenziano le seguenti pubblicazioni di guarigioni complete di tumori solidi con MDB. (Non ci sono in oncologia precedenti di tumori solidi non operati e completamente  risolti da una terapia medica, chemio o anticorpi monoclonali)
- Di Bella G, et al.Complete objective response of neuroblastoma to biological treatment.Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(4):437-49.
- Di Bella G et al, Complete objective response of oesophageal squamocellular carcinoma to biological treatment, Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(3):312-21.

-
Di Bella G, Complete objective response to biological therapy of plurifocal breast carcinoma..Neuro Endocrinol Lett. 2008 Dec;29(6):857-66.


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RISARCIMENTO per SPESE di FARMACI per Metodo DiBella - Gen. 2011
Una famiglia sarda, finita sul lastrico per pagare le cure a un congiunto malato di cancro, ha visto riconosciuto dal tribunale di Cagliari il diritto al risarcimento delle spese mediche sostenute per il protocollo "Di Bella".
"E' stato appurato che l'uomo, durante l'assunzione dei farmaci negati dalla Asl di Cagliari, ha migliorato le proprie condizioni di vita", segnala Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme (Sdr), segnalando la sentenza ottenuta dall'avvocato Graziella Massidda, alla quale il paziente e i suoi familiari si erano rivolti nel 2006.

La Asl 8 - riferisce l'avvocato Federica Sanna Argiolas dello studio Massidda - negò i farmaci al malato, in quanto non compresi nel protocollo Aifa, l'agenzia italiana del farmaco. Il paziente, affetto da un carcinoma epidermoide infiltrante in stato avanzato, con metastasi linfoghiandolare e polmonare, il quale, era consapevole di essere ormai prossimo alla fine, e nel 2006 decise di affidarsi al controverso metodo Di Bella. "L'assistito", prosegue il legale, "ne trasse un rapido miglioramento che superò anche le più rosee aspettative.

Riacquistò progressivamente l'autonomia che credeva ormai persa". Nel frattempo, però, i familiari furono costretti ad andare ogni mese a Bologna per comprare la sandostatina e la somatostatina necessarie per la cura Di Bella. Le spese si fecero sempre più ingenti e la famiglia si trovò in gravissime difficoltà economiche. "Il progresso nelle condizioni di vita del paziente, che riuscì ad evitare le paventate stomia e trachetomia, indussero i familiari, ormai sul lastrico", racconta Caligaris, "a intraprendere un'azione legale che portò quasi subito a un provvedimento d'urgenza con cui il tribunale di Cagliari impose all'Asl 8 l'erogazione gratuita dei farmaci della cura Di Bella. Fu così possibile continuare la terapia".

"Determinante è stata però la sentenza, ad oggi rimasta ancora inadempiuta", precisa la presidente di Sdr, "con cui i giudici hanno imposto alla Asl di risarcire la famiglia di tutte le spese sostenute durante il periodo di cura. E' una sentenza di straordinario valore, perchè sancisce la priorità assoluta del diritto alla salute su
qualunque altro principio".
Fonte: Agi

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Il giudice italiano, dr. Guariniello accusa: farmaci scaduti e dosi sballate
Il magistrato di Torino chiude l'indagine sulla sperimentazione dellaterapia –

Italy, Torino - La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità. Peggio: alcuni dei 386 malati di cancro che provarono la "multiterapia" (Mdb) del medico modenese sarebbero stati usati come cavie, trattati con farmaci "guasti e imperfetti", non si sa con quali effetti sulla salute.

 E l'Istituto superiore di Sanità, pur sapendolo, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d'Italia che sperimentavano i protocolli.
Sono queste le conclusioni della lunga e minuziosa indagine aperta due anni fa dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, in seguito ad alcune denunce, sulla sperimentazione nei 4 "centri di riferimento" di Torino (Molinette, San Giovanni antica sede, Mauriziano e Sant'Anna) e nei 4 della provincia (gli ospedali di Chivasso, Orbassano, Chieri e Cirè). 

Un'indagine che non entra nel merito dell'efficacia o meno della cura, ma si limita ad analizzare la regolarità della sperimentazione
Quattro gli accusati, tutti dirigenti dell'Istituto superiore di sanità (Iss): ....... Raschetti e Donato Greco, coordinatori della sperimentazione del 1998, Stefania Spila Ale....., responsabile dei preparati galenici, ed Elena Ciranni, che curava i rapporti con i vari centri clinici. Grave l'ipotesi di reato: "somministrazione di medicinali guasti o imperfetti" (punibile, secondo l'articolo 443 del codice penale, con la reclusione fino a 3 anni).
Il direttore Giuseppe Benagiano, a suo tempo indagato, è stato poi archiviato. Nessuna responsabilità per l'ex ministro della Sanità Rosi Bindi, sentita come testimone in gran segreto, a Roma, all'inizio dell'anno.
I 4 indagati hanno ricevuto l"avviso di chiusura indagini". Una sorta di preannuncio di rinvio a giudizio, che poi però non è arrivato: grazie alla legge Carotti, i difensori hanno chiesto e ottenuto dal Pg della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell'inchiesta a Firenze. Con la curiosa motivazione che i farmaci "incriminati" li produce l'Istituto farmacologico militare fiorentino.
Inutile l'opposizione di Guariniello il quale, sentenze della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti (avvenuta, appunto, a Torino).
Spetterà dunque alla Procura di Firenze - che l'anno scorso aveva già archiviato un'altra inchiesta sui protocolli Di Bella - trarre le conclusioni: rinviare a giudizio o chiedere l'archiviazione. Tutto dipenderà dall'interpretazione delle irregolarità emerse a Torino: errori in buona fede o condotte dolose? Per Guariniello, la prova del dolo sarebbe in una lettera inviata nel '98 a un ospedale romano, che chiedeva lumi sulla conservazione e la composizione delle "soluzioni ai retinoidi" previste per i protocolli 1 e 9.
Nella lettera i dirigenti dell'Iss precisavano che quelle sostanze hanno una "validità" di soli 3 mesi, dopo di che "scadono" e vanno buttate. Peccato che la stessa direttiva non sia stata diramata agli altri 50 ospedali che sperimentavano la cura. E che infatti continuarono, ignari di tutto, a somministrare quelle soluzioni ampiamente scadute (addirittura vecchie di 4, 5, 9 mesi) e "deteriorate". 
Non solo: un gravissimo errore tecnico avrebbe dimezzato il quantitativo di un componente, un principio attivo, fondamentale per l'efficacia di quelle soluzioni: l'"axeroftolo palmitato".
In pratica, per i due protocolli, quella sperimentata non era la multiterapia Di Bella, ma una "variazione sul tema" non dichiarata.
Così com'era emerso nel '98 per altri due protocolli, frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune sostanze mancanti e alcune altre (come il tamoxifen del professor Umberto Veronesi) aggiunte da una mano misteriosa. Ma quel capitolo è ancora aperto. A Torino.
By Marco Travaglio -  Tratto da La Repubblica 7 settembre 2000

   

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