|
TORINO
- La sperimentazione della cura
Di
Bella sarebbe viziata da
gravi
irregolarità.
Peggio: alcuni dei
386 malati di cancro che provarono
la "multiterapia" (Mdb)
del medico modenese sarebbero stati
usati come cavie, trattati con
farmaci "guasti e
imperfetti", non si sa con
quali effetti sulla salute.
E l'Istituto superiore di Sanità,
pur sapendolo, non avrebbe avvertito
50 dei 51 ospedali d'Italia che
sperimentavano i protocolli. Sono
queste le conclusioni della lunga e
minuziosa indagine aperta due anni
fa dal procuratore aggiunto di
Torino Raffaele Guariniello, in
seguito ad alcune denunce, sulla
sperimentazione nei 4 "centri
di riferimento" di Torino (Molinette,
San Giovanni antica sede, Mauriziano
e Sant'Anna) e nei 4 della provincia
(gli ospedali di Chivasso, Orbassano,
Chieri e Cirè).
Un'indagine che non entra nel merito
dell'efficacia o meno della cura, ma
si limita ad analizzare la regolarità
della sperimentazione.
Quattro gli accusati, tutti
dirigenti dell'Istituto superiore di
sanità (Iss): Roberto Raschetti e
Donato Greco, coordinatori della
sperimentazione del 1998, Stefania
Spila Alegiani, responsabile dei
preparati galenici, ed Elena Ciranni,
che curava i rapporti con i vari
centri clinici.
Grave l'ipotesi di reato:
"somministrazione di medicinali
guasti o imperfetti" (punibile,
secondo l'articolo 443 del codice
penale, con la reclusione fino a 3
anni). Il direttore Giuseppe
Benagiano, a suo tempo indagato, è
stato poi archiviato.
Nessuna responsabilità per l'ex
ministro della Sanità Rosi Bindi,
sentita come testimone in gran
segreto, a Roma, all'inizio
dell'anno. I 4 indagati hanno
ricevuto l"avviso di chiusura
indagini".
Una sorta di preannuncio di rinvio a
giudizio, che poi però non è
arrivato: grazie alla legge Carotti,
i difensori hanno chiesto e ottenuto
dal Pg della Cassazione Nino Abbate
il trasferimento dell'inchiesta a
Firenze. Con la curiosa motivazione
che i farmaci
"incriminati" li produce
l'Istituto farmacologico militare
fiorentino. Inutile l'opposizione di
Guariniello il quale, sentenze della
Cassazione alla mano, ha ribattuto
che il 443 non punisce la produzione
o la detenzione, ma la
somministrazione di farmaci guasti
(avvenuta, appunto, a Torino).
Spetterà dunque alla Procura di
Firenze - che l'anno scorso aveva già
archiviato un'altra inchiesta sui
protocolli Di Bella - trarre le
conclusioni: rinviare a giudizio o
chiedere l'archiviazione.
Tutto dipenderà
dall'interpretazione delle
irregolarità emerse a Torino:
errori in buona fede o condotte
dolose ?
Per Guariniello, la prova del dolo
sarebbe in una lettera inviata nel
'98 a un ospedale romano, che
chiedeva lumi sulla conservazione e
la composizione delle
"soluzioni ai retinoidi"
previste per i protocolli 1 e 9.
Nella lettera i dirigenti dell'ISS
precisavano che quelle sostanze
hanno una "validità" di
soli 3 mesi, dopo di che
"scadono" e vanno buttate.
Peccato che la stessa direttiva non
sia stata diramata agli altri 50
ospedali che sperimentavano la cura.
E che infatti continuarono, ignari
di tutto, a somministrare quelle
soluzioni ampiamente scadute
(addirittura vecchie di 4, 5, 9
mesi) e "deteriorate".
Non solo: un gravissimo errore
tecnico avrebbe dimezzato il
quantitativo di un componente, un
principio attivo, fondamentale per
l'efficacia di quelle soluzioni:
l'"axeroftolo palmitato".
In pratica, per i due protocolli,
quella sperimentata non era la
multiterapia Di Bella, ma una
"variazione sul tema" non
dichiarata.
Così com'era emerso nel
'98 per altri due protocolli,
frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune
sostanze mancanti e alcune altre
(come il tamoxifen del professor
Umberto VERONESI) aggiunte da una
mano misteriosa.
Ma quel capitolo è ancora aperto a
Torino.
Tratto da La Repubblica 7 settembre
2000
vedi
anche e sopra tutto per il Cancro:
Protocollo
della Salute + Cancro
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le autorita' mediche, e per
essere precisi, affermiamo che
NON condividiamo in toto
le loro terapie
(quelle monoterapeutiche), in
quanto per noi, seguaci della
Medicina Naturale
la
malattia
(cancro compreso) e'
MULTIFATTORIALE, quindi
NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
|