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Come si forma la cellula cancerosa
?
La medicina "moderna" non è ancora riuscita a debellare il cancro.
Una nuova indagine sulle vere cause con una terapia che parte da
lontano.
Qual è il meccanismo di formazione della
cellula "cancerosa" ?
Attualmente molti oncologi ipotizzano che le cause del cancro
siano virali,
biochimiche o
genetiche.
Altri pensano ad un deperimento dei meccanismi
immunitari, molti
credono che presto si troverà un vaccino o che le
cellule
staminali risolveranno il problema.
Di fatto la ricerca oncologica ufficiale brancola nel
buio,
non sa cosa realmente succede tra lo stato di salute e quello di
malattia e spesso molte delle sofferenze che il malato di cancro
sopporta, sono più dovute alle cure adoperate che non alla
malattia in se stessa.
In realta' tutte queste "ipotesi" sono in parte
vere, infatti nella
Medicina Naturale si insegna che il Cancro e' una "malattia"
MULTIFATTORIALE,
e questi ed e' solo la fase finale di una serie
di
sintomi, chiamati impropriamente dai
medici della
medicina ufficiale,
"malattie" !
Infatti per la
medicina ufficiale il tumore
è l'aspetto più importante della
malattia. Esso è considerato la
malattia stessa.
La cura ufficiale consiste nella sua asportazione o nel tentativo di
distruggerlo con irradiazioni o sostanze chimiche. In altre
parole la cellula cancerosa è considerata l'unico bersaglio
dell'intervento terapeutico a causa della premessa meccanicista
che essa insorge ed aggredisce un organismo per altri versi
sano.
In verità, molto tempo prima,
nell'organismo si verificano una serie
di processi patologici che
annunciano e
precedono la formazione della "cellula cancerosa" vera e propria.
Il tumore maligno non è la cosa più importante del cancro, esso
rappresenta solo la manifestazione più vistosa ed ultima della
malattia.
La massa tumorale e quindi l'insieme delle cellule "cancerose" pienamente sviluppate, in realtà
sono il
prodotto finale di una lunga serie di processi.
La cellula cancerosa non è la causa del cancro, ma la sua
conseguenza.
Essa è solo la manifestazione secondaria, solo il
frutto di un lungo processo difensivo dell'organismo e dei
tessuti interessati.
Sulla scia delle ricerche svolte da
Wilheln Reich, tutto questo e molto altro è possibile trovarlo
nel lavoro svolto dal dr. Vecchietti che ha inserito i risultati
ottenuti nel suo sito web:
www.cellulacancerosa.it
Nel sito si possono vedere i filmati in
vivo presi al
microscopio, alcuni test di diagnosi precoce di cancro,
foto
e descrizioni dettagliate dei processi coinvolti che gettano
nuova luce sulla comprensione del meccanismo di formazione della
cellula cancerosa. - vedi i Video
Quando nelle cellule
iniziano i processi di
stress ossidativo
esse si isolano dal
sistema dell'insieme delle cellule, cioe' non scambiano piu'
informazioni nel "social
network" esistente nell'organismo vivente. Vivono ormai una
vita a se' stante ed i
tessuti ove esse risiedono, ormai in
acidosi, richiamano e
richiedono al sistema globale,
batteri e
funghi per la "pulizia
locale", ovvero per tentare il ripristino dei giusti valori di
pH,
rH, e
ro' - vedi:
Bioelettronica - del
Terreno, la
matrice.
Se le cause dell'acidosi
e dello stress
ossidativo non vengono rimosse
od attenuate, la colonizzazione e la proliferazione
delle mutazioni batteriche e fungine, il loco, e' assicurata ed
i tessuti investiti iniziano ad isolarsi ed a manifestare la
massa tumorale, che tende a divenire sempre piu' grande e quindi
invasiva.
Meccanismi biologici inattesi - Il
social network dei
microRNA e il cancro
I geni interagiscono in reti
complesse che governano i processi cellulari. Nei
tessuti tumorali gruppi di microRNA diventano "asociali"
rispetto al proprio ambiente interrompendo i rapporti
che normalmente intrattengono fra loro.
Una nuova ricerca condotta da biologi della
Ohio State
University (OSU), dell'Università
Ferrara e di altri centri di ricerca hanno
identificato il modo in cui queste reti biologiche sono
riprogrammate quando si sviluppa un cancro,
grazie a un'analisi collettiva dei rapporti che
sussistono fra i microRNA.
I microRNA sono brevi sequenze di RNA che sono in grado
di regolare l'espressione dei geni. "I microRNA sono
sempre stati analizzati singolarmente, come se non
fossero correlati gli uni agli altri", ha osservato
Carlo Croce, il ricercatore italiano che dirige il
Dipartimento di virologia e genetica umana della OSU ha
diretto lo studio e firma con i colleghi un articolo
pubblicato sulla rivista
Genome Research.
Dato che ogni singolo microRNA regola diversi geni e
ogni gene obiettivo può essere modulato da più di un
microRNA, Croce e colleghi hanno pensato che per
riuscire ad afferrare i complessi schemi di espressione
dei microRNA il modo migliore era quello di pensarlo
alla stregua di un "social
network" che
coordina il delicato lavoro di bilanciamento
dell'espressione genica.
Nei tessuti sani i microRNA sono connessi in reti e
differenti tipi cellulari possiedono differenti
connessioni di rete. Nel cancro è verosimile che le
normali interazioni di rete siano danneggiate o
alterate, contribuendo alla malattia.
I ricercatori hanno così analizzato gli schemi di
espressione dei microRNA in un ampio insieme di campioni
di tessuti sani e cancerosi per cerare una mappa dei
gruppi di microRNA che mostrassero schemi di espressione
fortemente correlati. Successivamente hanno costruito
una rete genica che rivelasse i microRNA più
strettamente connessi, tali cioè - per seguire la
metafora informatica - degli "hub."
Operando quindi un confronto fra queste reti di microRNA,
i ricercatori hanno scoperto svariati casi in cui le
reti apparivano riprogrammate dal cancro, e in alcune
situazioni estreme "gruppi di microRNA uscivano del
tutto dal social network. Nei tumori solidi possono
esserci diversi gruppi di simili microRNA asociali,
mentre nelle leucemie ce ne sono solo uno o due."
Questo lavoro è particolarmente significativo sia perché
offre una strategia alternativa al silenziamento di
singoli geni nell'individuazione di quelli correlati
allo sviluppo dei tumori, ma anche perché, come osserva
Croce, "i microRNA che abbiamo scoperto possono essere
usati come bersaglio per lo sviluppo di farmaci o per
individuare le possibili proteine che regolano". (gg)
Tratto da lescienze.espresso.repubblica.it
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