Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


"
Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

HOME

PERCHE' la CHEMIO TERAPIA NON RISOLVE il PROBLEMA ?
CHEMIO - Radio terapia:
(Contenuto dei prodotti utilizzati e costi delle terapie)

 COSTI del CANCRO  e della CHEMIO - RADIO Terapia 
CANCRO RENALE ....rischio congenito  +  Terreno Oncologico
Vari Terreni  +  Nozione di Terreno - 1  +  Nozione di Terreno - 2  +  Matrice
PREVENZIONE, TERAPIA per il Cancro, perche' NON si vuole applicare ?
Semeiotica e Biofisica  +  SETTIMO SENSO  +  SEMEIOTICA
Fallimento della Chemio terapia  +  La Chemio uccide  Danno grave della Chemio
Statistiche su Cancro 
+  Statistiche sui Tumori
Lettera di G. Di Bella al Sole 24 ore  +  Acqua Basica
Come Nasce la Malattia ?  +   Dove e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI
INFIAMMAZIONE
Concausa di tutte le malattie)
La Bugia Pasteuriana (di Pasteur)
Falsita' della medicina ufficiale
INFORMATORE SANITARIO 
+ 
1.000 Piante per il Cancro
Azienda agricola GHIGNONE (Aloe Arborescens ed Aloe Vera)
ELIMINARE un TUMORE senza FARMACI con gli Ultrasuoni
Bicarbonato di Sodio

CANCRO e MEDICINA NATURALE
(Principi, Cause, con-Cause, Diagnosi, Terapia)

 


"Do fungi play a role in the aetiology of cancer ? ", Reviews in Medical Microbiology 
13(1):37-42, January 2002, Wainwright, Milton
Abstract:
The recent recognition that the bacterium Helicobacter pylori potentially plays a role in the aetiology of gastric cancer has highlighted the possibility that other non-virus microorganisms, including yeasts and filamentous fungi, may also cause cancer in humans. For more than a century fungi have been implicated in the aetiology of cancer. Initially, attention was directed to yeasts in the so-called blastomycete-theory of cancer; more recently filamentous fungi have also been implicated in carcinogenesis, based largely on their ability to produce potentially carcinogenic mycotoxins. Here, the widely spread literature on the role of fungi in carcinogenesis is reviewed in the hope that it will stimulate a re-evaluation of the potential carcinogenic role of fungi.
(C) 2002 Lippincott Williams & Wilkins, Inc.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=PubMed&dopt=Abstract&list_uids=99379706

http://www.nexusmagazine.com/articles/CancerIsAFungus.html

Sulla Chemioterapia si sa già tutto: Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardate a che assurdità si è arrivati.
Nella chemioterapia, la ciclofosfamide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?

Inutilita' della Chemio per sopravvivenza canceroso:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=15630849&itool=pubmed_Abstract

Lo I.S.S. (Ist. Sup. Sanita') afferma in questo articolo che la "ciclofosfamide" (pag. 6,10,20,22,23,30)
e' una sostanza CANCEROGENA eppure viene utilizzata per la Chemio terapia...

anche qui lo si conferma: http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0689.html
 

La chemioterapia distrugge completamente il sistema immunitario
Secondo la stragrande maggioranza delle teorie mediche, ci si ammala di cancro per un'insufficienza del sistema immunitario. La chemioterapia riduce le masse tumorali di dimensione, ma al prezzo di distruggere completamente il midollo e le difese immunitarie dell'organismo, col risultato che quest'ultimo rimarrà debilitato ed esposto ad ammalarsi di nuovo per anni o anche per il resto della vita.

LA CHEMIOTERAPIA DISTRUGGE TUTTE LE DIFESE IMMUNITARIE, IN MOLTI CASI IL TUMORE RITORNA PIU' VIOLENTO DI PRIMA !!!

Per dare un'idea di quanto siano tossici questi veleni posso prendere spunto dalla stessa documentazione farmaceutica allegata a questi "farmaci": pensate che basterebbe solo triplicare le dosi di una sola "seduta" di chemioterapia per uccidere un cane, nel 100% dei casi, per avvelenamento nel giro di pochi giorni (potete controllare voi stessi dato che la tossicologia è pubblica). Inoltre per smaltire questi farmaci occorre molto tempo (mesi e mesi), molto di più della durata di ogni ciclo, per cui quando si torna ad es. dopo un mese a fare un altro ciclo si ha un accumulo continuo di veleni nell'organismo !
E' vero che le cellule tumorali sono molto più sensibili a questi farmaci rispetto alle cellule sane, ma è anche vero che la chemioterapia azzera completamente il sistema immunitario, lasciando l'organismo senza nessuna difesa (insufficienza midollare, renale, epatica, cardiaca, respiratoria, ecc.). Inoltre provoca lesioni estese a tutti gli organi e tessuti e conseguente necrosi irreversibile di alcuni di essi. Non c'è da stupirsi che tutti questi farmaci siano estremamente cancerogeni, ossia potenzialmente in grado di sviluppare tumori anche in una persona sana !

Il fatto che molto spesso il cancro ritorna negli anni successivi, dopo una cura chemioterapica, non è dovuto a una certa "predisposizione" della persona, ma al fatto che le difese immunitarie sono ormai distrutte e quindi l'organismo è completamente indifeso ed è logico che venga aggredito nuovamente. La chemioterapia non è quindi la soluzione definitiva del problema, poiché questo si ripresenta molto spesso anni dopo con maggiore violenza.

E' QUASI SEMPRE LA CHEMIOTERAPIA LA RESPONSABILE DEL RITORNO DEL CANCRO, ROVINANDO IL SISTEMA IMMUNITARIO PER ANNI E ANNI !

Il cancro deve essere vinto invece potenziando il sistema immunitario. Per molti tipi di tumore, il sistema immunitario ha una "memoria", esattamente come per le malattie esantematiche (morbillo, varicella, rosolia, ecc.); se il tumore viene vinto dall'organismo stesso, piuttosto che represso dai farmaci, è molto più difficile che si ripresenti in seguito. 
L'aloe ha un centinaio di principi attivi che potenziano il sistema immunitario in modo ineguagliabile rispetto a qualsiasi altro farmaco, inoltre questi hanno un ruolo attivo e selettivo nell'aggredire le cellule malate, inducendo l'apoptosi. 
Tutto questo è stato dimostrato scientificamente in molte università del mondo, comprese alcune italiane.
Vedi anche  "La terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare",
dott. Giuseppe Nacci, seconda edizione, maggio 2002
vedi anche Cancro e Medicina Naturale

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
>>>>

Chemio: quello che in genere non viene detto

Sono passati oltre 30 anni da quando l'allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon dichiarò ufficialmente guerra al cancro, malattia che stava diventando un'emergenza sociale, annunciando che avrebbe dirottato sulla ricerca fondi ingentissimi. Da allora, solo negli Stati Uniti, sono stati spesi qualcosa come duemila miliardi di dollari in un filone di ricerca  che ha scelto di finanziare e sostenere terapie oncologiche convenzionali, tra cui soprattutto chemioterapia, radioterapia e ormonoterapia, oltre  malattia tumorale. Ma di cancro si continua a morire comunque e, come mostra il grafico (figura 1) fornito dal National Cancer Institute americano, la mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, negli Stati Uniti è addirittura aumentata [1].
Sono molte le voci che negli anni hanno sollevato perplessità  sull'utilizzo di terapie farmacologiche che faticano a rendere il cancro una malattia  meno mortale e che arrancano nella cura.
Uno studio pubblicato nel 1975 sulla rivista medica Lancet destò scalpore. Quattro ricercatori inglesi effettuarono uno studio prospettico randomizzato su 188 pazienti con  cancro inoperabile ai bronchi e scoprirono che la vita media di quelli trattati  con chemioterapia completa fu di tre volte più breve rispetto a quelli che non ricevettero alcun trattamento [2]. Ma per lo più queste voci sono rimaste inascoltate e la tendenza è a procedere nel solco sinora segnato, anche se negli ultimi anni la ricerca pare essersi aperta alla sperimentazione di farmaci cosiddetti biologici, ricavati cioè da risorse e sostanze che il corpo stesso  produce.
Per avere un quadro attuale delle percentuali di sopravvivenza con le terapie convenzionali, nulla è meglio della consultazione dei dati del National Cancer Institute (NCI) americano, uno dei più prestigiosi centri  di studio e ricerca sul cancro a livello internazionale, che fornisce informazioni [3] sull'efficacia delle attuali metodiche e sulla sopravvivenza dei malati di cancro. Da queste informazioni non si trae  certo un quadro confortante.
Innanzi tutto occorre specificare che il NCI, come  del resto l'oncologia convenzionale, utilizza la riduzione della massa  tumorale e la sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi come indici di efficacia delle terapie effettuate; ma in alcuni casi la riduzione della massa tumorale non appare essere decisiva per la sopravvivenza del paziente.
Inoltre, per otte nere una visione realistica e compiuta dell'efficacia delle terapie oncologiche convenzionali, occorrerebbe poter conoscere le percentuali di sopravvivenza anche ben oltre i 5 anni dalla diagnosi. Ma vediamo qualche esempio sintetico, sulla base delle informazioni tratte dalle schede tecniche fornite dal sito del NCI e redatte per gli operatori sanitari [4].

Cancro renale.
Solo il 40% dei pazienti con cancro renale trattato con terapie convenzionali è ancora vivo a 5 anni dalla diagnosi, sempre che il cancro venga diagnosticato in fase precoce e non si presenti invasivo. Il cancro renale è uno dei tumori per i quali sono ben documentati casi di regressione spontanea in assenza di terapia. La resezione chirurgica è il trattamento d'elezione; le terapie sistemiche hanno mostrato solo effetti limitati. Nel cancro al primo stadio la resezione può essere parziale o totale con l'asportazione del rene, di ghiandole, del grasso pararenale e del tessuto intorno; negli stadi successivi è quasi sempre totale. Per coloro che non sono in grado di subìre l'intervento, la terapia radiante  ha solo un effetto che viene definito 'palliativo'. Nel cancro al secondo stadio si esegue quasi sempre la linfoadenectomia, anche se la sua  efficacia non è stata provata definitivamente. La terapia radiante viene  somministrata prima e dopo l'asportazione del rene, ma non vi sono prove conclusive sull'aumento della sopravvivenza rispetto al solo utilizzo della  chirurgia.
Per questo tipo di cancro al quarto stadio non ci sono cure; sia la radioterapia che la chirurgia sono palliativi. Anche qui sono documentati casi di regressione spontanea: in uno studio prospettico su 73 pazienti  con cancro renale avanzato, il 7% ha avuto regressione senza né intervento né terapia.

Linfoma Non Hodgkin.
Il NCI afferma che con i moderni trattamenti la sopravvivenza a 5 anni può arrivare al 50% dei pazienti; se la forma tumorale è però aggressiva solo il 30-60% dei malati può essere trattato.
La stragrande maggioranza delle recidive si ha nei primi 2 anni dopo la terapia. Il NCI raccomanda di valutare attentamente la tossicità del trattamento. Sono in corso numerosi studi clinici per trovare trattamenti più efficaci e i pazienti, se possibile, dovrebbero esservi inclusi.  Effetti tardivi dei trattamenti possono essere sterilità permanente, rischio di un secondo cancro, disfunzioni cardiache e leucemia mielogena.

Leucemia linfoblastica.
 Il 60-80% degli adulti con questa leucemia può attendersi una remissione (cioè ritorno a valori normali del sangue) completa dopo terapia, secondo le informazioni del NCI; ma solo il 35-40%  di questi pazienti con remissione può vivere fino a 2 anni dopo la diagnosi  con un'aggressiva combinazione di chemioterapici. Con trattamenti precoci a  base di una combinazione di chemioterapici ci possono essere remissioni  nell'80% dei casi ma che durano solo 15 mesi, poi la leucemia ricompare. Questa malattia viene definita spesso fatale e i pazienti che presentano una recidiva dopo la remissione muoiono solitamente nel giro di 1 anno, anche  se si riesce ad ottenere una seconda completa remissione.

Leucemia mieloide acuta.
Dalle informazioni del NCI risulta chiaro, anche  in questo caso, che remissione (cioè riduzione della massa tumorale o, nel  caso delle leucemie, ritorno alla normalità dei valori ematologici in seguito a terapia convenzionale) non significa sempre sopravvivere al cancro.
Infatti i dati del NCI dicono che con terapie convenzionali si ottiene remissione nel 60-70% dei pazienti, ma poi solo il 25% di questi può vivere in media fino a 3 anni dopo la diagnosi. Tra i bambini, il 95% può ottenere remissione, il 75% di questi è ancora vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Melanoma.
Spessissimo in pazienti con questo cancro viene somministrato interferone. Il NCI afferma che la chemioterapia non aumenta la sopravvivenza. È documentata la regressione spontanea, cioè senza trattamenti, del melanoma maligno in casi pari a poco meno dell'1%.

Carcinoma del pancreas.
Questa forma di cancro, dice il NCI, ha  un'altissima mortalità; il cancro del pancreas esocrino ha una percentuale di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 4%. I pazienti che hanno un cancro al pancreas ad una fase precocissima senza alcuna estensione all'esterno dell'organo possono sopravvivere fino a 5 anni dopo la diagnosi in una percentuale che va dal 18 al 24%. I pazienti con questo tipo di cancro, a qualunque stadio esso sia, possono essere considerati candidati per studi  su nuovi trattamenti poiché chemioterapia, radioterapia e chirurgia hanno dimostrato scarsa efficacia, seppure vengano convenzionalmente usati.

Cancro del polmone a cellule non-piccole.
Dice il NCI: poiché i  trattamenti oggi a disposizione non sono considerati soddisfacenti, i pazienti che  hanno i requisiti possono essere considerati candidati per studi sperimentali su nuove forme di trattamento. Spesso se questo cancro è in uno stadio  precoce si attua un'asportazione chirurgica; la mortalità postoperatoria immediata va dal 3 al 5% e la metà di quelli che sopravvivono presentano una  recidiva anche dopo la completa resezione. I pazienti inoperabili trattati con radioterapia hanno una sopravvivenza a 5 anni in una percentuale che va  dal 10 al 27%. Uno studio clinico su 1209 pazienti operati per asportare il tumore non ha mostrato alcuna differenza nella sopravvivenza tra malati successivamente trattati con chemioterapici e non trattati.

Cancro alla vescica.
Ogni volta che è possibile, dice il NCI, i pazienti dovrebbero essere inclusi in studi clinici per migliorare le terapie
 standard. Fino al 95% dei pazienti con un cancro già piuttosto esteso sono  a rischio di progressione della malattia nei 5 anni successivi alla  diagnosi.
Quando il cancro è molto superficiale ad uno stadio precoce, trattamenti come chirurgia, chemioterapici, radioterapia possono portare ad una sopravvivenza a 5 anni che va dal 55 all'80%. Se il tumore è profondo ed invasivo la sopravvivenza a 5 anni va dal 20 al 40% dei pazienti trattati.
Se il tumore invade le visceri pelviche o i linfonodi, casi di  sopravvivenza sono rari. L'utilizzo di radioterapia preoperatoria non ha mostrato  vantaggi in termini di sopravvivenza. Uno studio randomizzato ha mostrato che, dopo resezione chirurgica, solo il 57% dei membri di un gruppo che aveva  ricevuto chemioterapici era vivo dopo 5 anni. Ai pazienti che non possono essere sottoposti a cistectomia radicale, con cancro al terzo stadio, viene somministrata radioterapia con una sopravvivenza a 5 anni del 30%. Non è stato riscontrato miglioramento della sopravvivenza media associando chemioterapia sistemica. Nel cancro al quarto stadio c'è ben poco da fare.

Cancro dell'endometrio. Dopo isterectomia, non è provato il miglioramento della sopravvivenza con terapia radiante e gli effetti tossici possono
 essere notevoli. Con cancro al quarto stadio il trattamento ormonale  produce risposta nel 15-30% dei pazienti, ma il NCI non fornisce dati sulla sopravvivenza.

Cancro al cervello.
Il NCI fornisce schede tecniche per ogni tipo di  tumore cerebrale. Si considerano qui, come esempio, l'astrocitoma anaplastico, l'astrocitoma diffuso e il glioblastoma. Il NCI per il primo e il terzo  tipo afferma che hanno una bassa percentuale di cura con i trattamenti locali standard e che i malati sono candidati appropriati per studi clinici che provino nuove forme di trattamento. Per il secondo tipo afferma che è più curabile rispetto ad altri tipi, ma che esistono alcune controversie sul trattamento standard composto dalla chirurgia più radioterapia e che  alcuni medici preferiscono evitare la radioterapia soprattutto in pazienti con  meno di 35 anni. Stando ai dati forniti dal National Cancer Institute  americano, risulta auspicabile, ed è stato detto anche da numerosi oncologi, trovare strade diverse che possano garantire percentuali maggiori di sopravvivenza senza gli effetti avversi tossici che le terapie convenzionali hanno e che influiscono non poco sulla qualità della vita.
Per avere un'idea di tali effetti tossici, si prendano ad esempio i dati forniti dal dottor Vincenzo Cordiano, stimato ematologo all'ospedale di Valdagno (Vi) e co-autore del libro «La medicina di laboratorio nella pratica medica» [4]. Cordiano, parlando dei trattamenti utilizzati nel Linfoma di Hodgkin afferma che «il tipo di chemioterapia è importante poiché il rischio di leucemia si aggira sul 3% a 10 anni nei soggetti trattati con MOPP o protocolli simili contenenti mecloretamina». «Sono segnalati secondo tumori solidi della mammella, del polmone, della tiroide, delle ossa e del colon soprattutto  in soggetti che hanno ricevuto radioterapia. Circa l'80% di questi tumori compare in zone precedentemente irradiate». Cita anche uno studio del NCI, secondo cui «i sopravvissuti avevano il doppio di probabilità di  sviluppare un secondo tumore rispetto alla popolazione generale e il rischio rimaneva significativamente elevato per oltre 25 anni», «Tossicità cardiaca - continua Cordiano - può manifestarsi con aterosclerosi coronarica precoce compreso l'infarto, miocardite e pericardite.
In pazienti trattati per Linfoma di Hodgkin possono comparire linfomi Non Hodgkin che secondo  alcuni studi sarebbero provocati dalla terapia, anche se non è stato sicuramente dimostrato».
Da considerare sono anche le affermazioni che si trovano nel materiale del corso di oncologia medica dell'Università di Firenze, coordinato dal professor Roberto Mazzanti.
Gli scritti,«Principi di chemioterapia» [5],  sono documenti destinati agli studenti della facoltà di medicina, quindi  formano i futuri medici. Si legge: «Un agente antitumorale raramente potrà, da solo, eliminare tutte le cellule cancerose senza dare effetti tossici intollerabili per il paziente.
La chemioterapia antitumorale è infatti fortemente limitata dalla sua tossicità».
Nella relazione del corso coordinato dal prof. Mazzanti sono elencati gli effetti tossici dei diversi chemioterapici.

Vediamone alcuni:
Agenti alchilanti. «Interagiscono direttamente con il Dna, possono  provocare dei legami a ponte (cross-link) tra due filamenti del Dna o anche all'interno dello stesso filamento provocando la rottura completa della molecola di Dna oppure un blocco della trascrizione e della duplicazione.
Appartengono al gruppo dei farmaci ciclo aspecifici, cioè danneggiano ogni cellula in qualsiasi fase essa si trovi».

Mostarde azotate. «La mecloretamina è un derivato di un gas vescicante  usato a scopi bellici, il gas iprite. È mielotossica (neutropenia e trombocitopenia)». La ciclofosfamide può provocare cistite emorragica.
«Molto importante è anche la cardiotossicità che consiste in un infarto miocardico massivo con emorragia interstiziale, edema, versamento pericardico ad insorgenza acuta e decorso sfavorevole».
Per Ifosfamide: neurotossicità e danno renale. Nitrosuree. «La tossicità dose-limitante è quella del midollo: è tardiva (dopo 4-6 settimane di terapia) e cumulativa. Molto importante anche la tossicità polmonare, renale ed epatica».
Procarbazina. «Il principale impiego è la terapia MOPP del linfoma di Hodgkin. Numerosi effetti tossici: neurologici, ematologici, gastroenterologici, alopecia, azospermia. È un potente cancerogeno (induce leucemie acute a breve e a lungo termine)». Antimetaboliti. Tra questi farmaci, il methotrexate, tra le altre cose, «è mielotossico e provoca gravi danni a livello gastroenterico tanto che talvolta è necessario sospendere la terapia: frequenti la mucosite,  diarrea, sanguinamento e addirittura la perforazione. È tossico per fegato e reni».
Ma i chemioterapici non risultano soltanto tossici per chi li assume (per  i malati di cancro questi effetti sono considerati 'accettabili' in vista  dei possibili effetti terapeutici), ma anche per chi li somministra o sta a contatto con i pazienti che li assumono.
A tale proposito risulta interessante la lettura del Rapporto n. 02/16 dell'Istituto Superiore di Sanità che ha preso in considerazione l'esposizione professionale ai chemioterapici antiblastici (CA) [6]. «Proprio a causa delle loro  proprietà citotossiche e immunosoppressive - si legge nel Rapporto - gli  antiblastici possono paradossalmente causare tumori secondari. Infatti, non sono solo  in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l'insorgenza di neoplasie». E ancora: «Mentre per i pazienti tali effetti tossici sono considerati 'accettabili' in vista dei possibili benefici terapeutici, essi non dovrebbero mai colpire i medici, i farmacisti, gli infermieri e gli altri possibili operatori. Invece, a partire dagli anni '70, numerosi studi  hanno dimostrato la pericolosità dei CA per gli operatori sanitari». «Alcuni  degli effetti tossici che colpiscono i pazienti sono stati osservati anche in operatori sanitari e in particolare in infermieri dei reparti oncologici», prima che venissero introdotte le linee guida per la manipolazione dei CA.
Ma anche successivamente sono stati rilevati disturbi a livello oculare, cutaneo e respiratorio causati da CA vescicanti; reazioni allergiche da composti del platino e altri CA; possibili tumori causati da CA  cancerogeni; effetti sull'apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili  all'apparato riproduttivo dei figli degli operatori sanitari.
C'è da chiedersi se queste informazioni vengano fornite dai medici ai  malati di cancro quando questi devono prendere una decisione sulla strada da intraprendere. La pratica del cosiddetto consenso informato informa veramente la persona tanto da renderla capace di fare una scelta ?

Come si vede, la situazione è assai delicata e non può essere affrontata  con leggerezza, ma è indubitabile che altre strade dovrebbero essere esplorate  e percorse per cercare approcci terapeutici maggiormente efficaci e sicuri.
Il National Institute of Health americano, una delle maggiori autorità in  campo sanitario a livello mondiale, offre una possibilità di riflessione ulteriore, in quanto ha istituito il National Center for Complementary and Alternative Medicine, cioè il Centro Nazionale per le medicine  complementari e alternative [7], che fornisce un'ampia sezione di informazioni dedicate anche all'approccio con il cancro, sottolineando l'esigenza di non  ignorare queste diverse strade e di incoraggiare studi clinici in proposito. Di un simile ente istituzionale, in Italia, non esiste né è mai esistito nemmeno un analogo e qui si fatica non poco a reperire materiale scientifico e rigoroso in merito ad approcci terapeutici anticancro differenti dai protocolli convenzionali. Un altro filone imboccato di recente dalla  ricerca è quello dei cosiddetti farmaci biologici. Si tratta per esempio del neurormone somatostatina (che blocca l'angiogenesi tumorale, cioè la proliferazione dei vasi sanguigni che alimentano il tumore), della melatonina, dei retinoidi, la cui azione antitumorale è stata dimostrata  da migliaia di studi scientifici disponibili sulle banche dati mediche [8],  con possibili effetti avversi estremamente meno tossici di chemioterapici e radioterapia.
Tali farmaci, che molti conoscono per essere stati associati alla Terapia Di Bella e quindi sminuiti, stanno suscitando invece gli entusiasmi di quegli oncologi di fama internazionale che sono stati  proprio i maggiori detrattori di Di Bella stesso. Nel 2002 Umberto Veronesi ha ricevuto persino un premio per l'uso della somatostatina nella lotta ai tumori e ha attestato sulle riviste mediche l'efficacia dei retinoidi  nella cura del cancro; il professor Lissoni dell'ospedale San Gerardo di Monza  ha pubblicato numerosi studi scientifici sull'azione antitumorale della melatonina; Franco Mandelli, ematologo alla Sapienza di Roma, ha affermato che l'acido retinoico favorisce la cura delle leucemie promielocitiche  [9].
E in tanti si augurano che, lasciati da parte pregiudizi, interessi e potere, si possa veramente imboccare la strada di una prioritaria tutela della vita umana.

Note:
[1] Il grafico è tratto dalla sezione che il National Cancer Institute dedica alle statistiche e ai grafici e si trova in:
http://cancercontrolplanet.cancer.gov/atlas/timeall.jsp?ac=1
[2] «Treatment of inoperable carcinoma of bronchus», Laing, Berry, Newman, Peto. Lancet, 13 dicembre 1975.
[3] Il National Cancer Institute americano ha un aggiornatissimo sito web (www.cancer.gov), dal quale possono essere tratte, sia dai pazienti che  dai medici, informazioni sui vari stadi dei diversi tipi di cancro, sulla sopravvivenza a 5 anni, sui trattamenti ritenuti standard e la loro efficacia. Le informazioni qui fornite sono tratte dalle sezioni dedicate agli operatori sanitari, accessibili comunque a tutti.
[4] «La medicina di laboratorio nella pratica medica», Selecta Medica, Pavia. Il dottor Vincenzo Cordiano ha curato il capitolo 6, dal titolo «Ematologia clinica e di laboratorio». I dati qui utilizzati si trovano in:
www.geocities.com/ematologia/varie/hodgkin_coll.html.
[5] «Principi di chemioterapia - 2», Corso di oncologia medica,  coordinatore prof. Roberto Mazzanti, Università di Firenze. www.med.unifi.it/didonline/Anno-IV/spec-medchirII/oncologiamed/CTparte2.htm.
[6] «Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici: rischi per  la riproduzione e strategie per la prevenzione», Rapporto Istisan n. 02/16,  104 pagine.
[7] Il National Center for Complementare and Alternative Medicine è un ente del National Institute of Health. Le informazioni riguardanti il cancro si possono trovare in www.nccam.nih.gov/health/camcancer.
[8] Su somatostatina, melatonina e retinoidi si trovano parecchie migliaia di studi pubblicati nella banca dati Med-Line (Pub-Med), data-base messo a disposizione dalla National Library of Medicine americana  (www.nlm.nih.gov).
Tali studi attestano l'attività antitumorale di queste sostanze, come  anche di altre, quali la vitamina C e D.
[9] Si veda l'articolo «La rivincita di Di Bella» pubblicato sul numero 9  di «Salute è», settembre 2003.
 By Claudia Benfatti  (2006)
Tratto da: Aam Terranuova - Marzo 2006

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Cancro: un crepuscolo degli dei - 10/03/2008

Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli, la chemioterapia ? Essa si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo ! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute. Nessuna persona sana di mente penserebbe che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.
Tutte quelle discussioni fatte in televisione di volta in volta su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no?
E' molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se funziona o no:
si osservano i RISULTATI.
Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati. E' vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli; poi basta leggerli. lo li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell'oncologia ufficiale. Confrontateli con le centinaia di ore di chiacchiere televisive trionfalistiche di Tirelli & C.

Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in medicina per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo. Credo che veramente poche persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto; ma, per darvi un'idea, io per televisione in tanti anni l'ho sentito spiegare solo un paio di volte e solo di sfuggita.
Ricordatevi che cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per confondere e dominare.
Questo dato pertanto è fondamentale, è una chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di "guarigione".
Premesso ciò, loro proclamano che: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 50 guariscono; in altre parole ciò significa soltanto che 50 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi, le altre dopo.
In verità le cose stanno perfino molto, ma molto peggio di così. Se lasciamo perdere le chiacchiere televisive e le cialtronate per ottenere offerte e finanziamenti e ci riferiamo a ciò che effettivamente è scritto e provato, troviamo che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di "tumore certo" è mediamente del 7%. Nella tabella seguente trovate i dati riferiti ad alcuni specifici tipi di tumore. Sono presi dal monumentale trattato Medicina Oncologica di Bonadonna e Robustelli (testo universitario): mille pagine per dire "non ci abbiamo capito niente".

Ma perfino questi dati sono troppo ottimistici !
Un lavoro scientifico pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il 2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall'inizio del trattamento "terapeutico".
Provate un po' ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 93 o 98% crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno lo pagherebbe più e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione... Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive di medicina.
I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200-300 euro o più per una visita di 10-15 minuti !
Incomprensibile... Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull'ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l'ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.

Il Prof. Luigi Di Bella qualche anno fa avvertì che "se una persona viene dimessa dall'ospedale, si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola".
Estremamente importante in questo contesto è la vasta indagine condotta lungo 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso l'Università della California, e presentata già nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley. Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.

Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.
Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono semplicemente le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di miliardi di euro spesi per la ricerca e le centinaia di miliardi per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica dì tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.

Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel: "Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi a confronto con questi dati" aveva detto Baílar, indicando un semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. "Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea".
Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un naturopata ? un ciarlatano, come è stato definito Di Bella ? Un guaritore che approfitta dei poveri malati ? Uno che non conosce le percentuali di guarigione ?
Risulta difficile definire ciarlatano o incompetente, John C. Bailar III, insigne professore alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di epidemiologia e biostatistica. Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il President's Cancer Panel è nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi alla situazione della lotta al cancro vengono forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti. La conclusione principale di Bailar, con cui IMI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990. Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra è stata corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione della popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per altre malattie. I dati "grezzi" sono ancora più pesanti.

Esaminiamo altri dati e altre falsificazioni.
Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il 50 %, rispetto al 20 % del 1930. Se teniamo per buoni questi dati (ma sappiamo che sono privi di fondamento), come mai allora le morti per cancro sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni ? Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la diagnosi avviene spesso in tempi molto più precoci, la morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni !
Cito ancora la conclusione a cui sono arrivati ricercatori del Dipartimento di genetica e di biologia molecolare dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma attraverso ricerche sperimentali. Essi "confermano, infatti, che alcuni chemioterapici, quali la citosinarabinoside, il metotrexato, la vincristina ed il cisplatino4 (sostanze usate comunemente e quotidianamente nei trattamenti N.d.A.), in particolari linee tumorali aumentano la resistenza alla morte cellulare
(...) Questi risultati sono sorprendenti, poiché dimostrano che i suddetti chemioterapici non uccidono le cellule tumorali, come invece generalmente si ritiene, bensì, impedendo l'apoptosi (morte della cellula, N.d.A.), facilitano la crescita del tumore" .

A fronte di un'efficacia nulla della chemioterapia e degli altri trattamenti, ben testimoniata dai risultati, vi è la terribile tossicità delle sostanze usate, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla manipolazione e somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti).
Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell'Istituto Superiore della Sanità.

Chemio in generale.
Tra una ventina di effetti collaterali, troviamo: sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari (!!!). "Infatti, non solo essi sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l'insorgenza di neoplasie". Lo sanno anche loro che questa è una pratica assassina; di questo non avevo dubbi.

Antraciclinici: "Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni" .

Procarbazina: "E' cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei figli, N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 % di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante'

Qual è la castroneria che sta alla base di questa orribile situazione? Nonostante nel corso dei decenni ci siano sempre stati molti pareri contrari, tutta l'oncologia oggi si basa su un'ipotesi (badate bene ' solo un'ipotesi), che non è mai stata dimostrata. Secondo questa tesi, il cancro si origina da una cellula che, per un danno genetico, comincia a proliferare all'impazzata. Senza a stare ad esaminare quanto sia attendibile da un punto di vista scientifico questa teoria, limitiamoci a riflettere sui risultati ottenuti su questa base negli ultimi 60 anni: zero.
Nonostante il totale fallimento di questa teoria, nessuna voce contraria ha alcuna possibilità di essere ascoltata. Perfino la medicina non convenzionale ne è stata contagiata e, nonostante i suoi risultati sicuramente migliori, non ha trovato il bandolo della matassa.
By Alberto Mondini
Fonte: disinformazione.it - http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17656

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Una voce dal fronte ufficiale

In un piccolo angolo della Svizzera, in un nosocomio di oncologia ho iniziato una semplice formazione di aiuto infermiere e ci ho lavorato per 3 anni. Trovai terminali, e giovani di 20 a 30 anni con questo male chiamato cancro o tumore.
Molti pazienti (che non avevo conosciuto prima dei 3 anni) rientravano in istituto 3 - 5 anni dopo avere eseguito diverse sedute di trattamento chemioterapico per nuovi esami di controllo, e altri perchè dopo i 3-5 anni riapparivano neoplasie, sia dopo diversi trattamenti di chemioterapia, sia dopo un intervento chirurgico.

In quel periodo i diversi oncologi dell'istituto esaltavano l'efficacia del trattamento tramite i mass-media, portando con se pazienti come testimonianze, ma questi stessi pazienti qualche mese dopo tornavano in istituto per nuovi accertamenti, o perché si erano riscontrate metastasi o per un "peggioramento generale delle condizioni".
Incuriosito dai fatti, domandai ai diversi assistenti medici, locali e internazionali (perchè molti venivano dall'estero), e udii voci come questa:
"La chemioterapia è una terapia vecchia, ...... attualmente i pazienti oncologici dove lavoravo io vengo trattati con la radioterapia". Altri mi dicevano che "anche la radioterapia è invasiva", e qualcuno accennava che "si sapeva da tempo che il cancro era probabilmente un semplice FUNGO e che poteva essere trattato diversamente", e che "le "bombe" della chemio e della radioterapia andranno solo a distruggere il sistema immunitario dell'individuo".

Il fatto è che nei tre anni trascorsi in oncologia della quale potrei raccontare molte cose, perchè mi occupavo della loro igiene personale e osservavo i medicamenti che gli somministravano, con sintomi micidiali già noti agli esperti, cosi come lo sconsolo dei loro sentimenti calpestati da sostanze che gli offrivano "speranze gasose". nessuno di loro è migliorato a lungo termine, anzi, tutto il contrario.
Adesso lavoro in sala operatoria, e guarda caso ritrovo i diversi pazienti che avevo seguito per interventi chirurgici di mastectomia, carcinomi, adenocarcinomi, tomie varie, e qualcuno per un'ultima speranza dopo la chemio di asportazione della zona interessata.
Devo essere sincero che dopo il post intervento ignoro cosa accade al paziente sulla sua salute, ma i pazienti che ho conosciuto in questa piccola regione, dei quali ho coltivato la loro amicizia, dopo l'intervento, le loro condizioni fisiche e psichiche non sono migliorate. Specialmente le donne che ho conosciuto con interventi di mastectomia, iniziatasi con il controllo del linfonodo sentinella, poi mastectomia parziale e poi totale.
Per ultimo notavo che l'approccio tra medico e paziente era frivolo, il primo non si sforzava in creare una empatia, piuttosto una "dispatia" (se vale il termine) trattando il paziente come un cliente.
By M.M. -  Tratto da: luogocomune.it


IMPORTANTE:

Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita' mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie (quelle monoterapeutiche), in quanto per noi, seguaci della Medicina Naturale  la malattia (cancro compreso) e' MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla malattia della quale si e' malati !

    

"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo responsabili della correttezza e/o della solvibilità degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster  - Copyright © 1998,  Publisher Bamico ltd - All rights reserved 
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte