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Medicina Alternativa"  
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CHEMIO TERAPIA Grave DANNO per il Canceroso 
CHEMIO - Radio terapia:
(Contenuto dei prodotti utilizzati e costi delle terapie)

 COSTI del CANCRO  e della CHEMIO - RADIO Terapia 
Chemio al capolinea 
+ 
Lettera di G. Di Bella al Sole 24 ore  +  Acqua Basica
CANCRO RENALE ....rischio congenito  +  Terreno Oncologico
Vari Terreni  +  Nozione di Terreno - 1  +  Nozione di Terreno - 2  +  Matrice
PREVENZIONE, TERAPIA per il Cancro, perche' NON si vuole applicare ?
Semeiotica e Biofisica  +  SETTIMO SENSO  +  SEMEIOTICA
Fallimento della Chemio terapia  +  La Chemio NON risolve  Chemio uccide
Come Nasce la Malattia ? +  Dove e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI
INFIAMMAZIONE
Concausa di tutte le malattie)
La Bugia Pasteuriana (di Pasteur)  +  Big farma
Falsita' della medicina ufficiale
INFORMATORE SANITARIO 
+ 
1.000 Piante per il Cancro
Azienda agricola GHIGNONE (Aloe Arborescens ed Aloe Vera)
ELIMINARE un TUMORE senza FARMACI con gli Ultrasuoni
Bicarbonato di Sodio

CANCRO e MEDICINA NATURALE
(Principi, Cause, con-Cause, Diagnosi, Terapia)
http://www.nexusmagazine.com/articles/CancerIsAFungus.html

Lo I.S.S. (Ist. Sup. Sanita') afferma in questo articolo che la "ciclofosfamide" (pag. 6,10,20,22,23,30)
e' una sostanza CANCEROGENA eppure viene utilizzata per la Chemio terapia...

anche qui lo si conferma: http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0689.html

Inutilita' della Chemio per sopravvivenza canceroso:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=15630849&itool=pubmed_Abstract

Sulla Chemioterapia si sa già tutto: Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardate a che assurdità si è arrivati.
Nella chemioterapia, la ciclofosfamide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?

Questi alcuni danni:
Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica, ed in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.

Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli oligodendrociti (*), responsabili della produzione di mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto del corpo.
Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'.
Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi, sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli animali. Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella chemioterapia.
I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni cerebrali''.
AGI Salute - 24/04/2008 - Washington - USA
 

(*) NdR: Tradizionalmente vi sono due classi di oligodendrociti.
La prima classe è evidenziabile nella sostanza grigia del sistema nervoso centrale, addossata ai pirenofori (oligodendrociti satelliti perineuronali), con funzioni coadiuvanti metaboliche. La seconda classe si trova nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale (oligodendrociti interfascicolari), intercalata tra gli assoni.
Gli oligodendrociti interfascicolari hanno il compito di rivestire gli assoni del sistema nervoso centrale con una sostanza lipidica chiamata mielina producendo la cosiddetta guaina mielinica. La guaina isola l'assone permettendo quindi una migliore propagazione dei segnali elettrici (conduzione saltatoria). Al contrario delle cellule di Schwann, gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché forniti di numerosi prolungamenti. Tratto da wikipedia.it
Lo stesso problema = demielinizzazione (incapacita' alla produzione di mielina), si presenta con i l'utilizzo dei Vaccini !!


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Scoperti i danni neurologici della chemioterapia

Washington - Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica ed in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.

Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli oligodendrociti, responsabili della produzione di mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto del corpo.

Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'. Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi, sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli animali.
Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella chemioterapia. I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni cerebrali''.

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La chemioterapia indebolisce la memoria - Gli effetti possono perdurare anche per dieci anni

Uno studio condotto presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA) e pubblicati sull’ultimo numero della rivista “Breast Cancer Research and Treatment” mostra che la chemioterapia può indurre modificazioni nel metabolismo cerebrale e nel flusso ematico, e che di questi effetti il paziente può risentire anche a dieci anni di distanza.
Questi risultati possono aiutare a spiegare i disturbi lamentati da molti pazienti sottoposti a chemioterapia.
Queste persone spesso faticano a mettere a fuoco o ricordare cose o compiti complessi in un modo che non gli accadeva prima della chemioterapia” spiega Daniel Silverman, che ha diretto la ricerca.Silverman e colleghi hanno usato la tomografia a emissione di positroni (PET) per scandire il cervello di pazienti che erano state sottoposte a intervento chirurgico per la rimozione di un cancro al seno da cinque a dieci anni prima. Una parte di esse era stata successivamente sottoposta a chemioterapia per ridurre il rischio di recidive.
Confrontando le immagini PET ottenute da questo gruppo, da un gruppo di pazienti non sottoposte a chemioterapia e da un ulteriore gruppo di controllo di soggetti sani, si è riscontrato come nelle pazienti trattate si potesse riscontrare una diminuzione del metabolismo cerebrale a livello della corteccia frontale.
A questa riduzione del metabolismo corrispondeva un peggioramento nei test sulle capacità mnemoniche.
"Quanto più a lungo i pazienti riescono a sopravvivere, tanto più i medici sono in grado di rilevare gli effetti collaterali a lunga scadenza della chemioterapia. La nostra scoperta – ha aggiunto Silverman – suggerisce che sarebbe opportuno monitorare gli effetti della chemioterapia sul metabolismo cerebrale dei pazienti, affiancandola alle tomografie total body già contemplate nei protocolli per valutare la risposta dei pazienti alla terapia”.
Tale procedura sarebbe utile, conclude Silverman anche per cercare di comprendere i meccanismi, tuttora ignoti, che sono alla base di questo fenomeno.
Tratto da: 2006 Le Scienze S.p.A.

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Chemioterapia: danno irreparabile e un
atto criminale contro l’Umanità !!
vedi documento: Controindicazioni dei farmaci utilizzati in Chemioterapia in Italia
Fonte I.S.S. (Istituto Superiore Sanita')

I cicli di chemio e di radio terapia oltre ad intossicare gravemente, distruggere le cellule nervose del cervello di sopra (nel cranio) e di quello di sotto (nell’intestino), causano anche lesioni alla pelle.

Nei pazienti con tumore trattati con ripetuti cicli (minimo 2) si provocano lesioni alla cute piu’ o meno intense a seconda del paziente e dell’intenstita’ del trattamento con le irradiazioni ed i farmaci tossici tipici della chemio, che possono incidere in modo pesante sulla qualita’ della vita del malato.

Qualsiasi forma di Chemio-Terapia causa un danno irreparabile alle condizioni fisiche di coloro che si espongono all’azione di questi veleni, chiamati ”farmaci cito-tossici”.

Lo stesso Giuramento d’Ippocrate fa espressamente divieto di somministrareveleno” al paziente, anche se richiesto dall’ammalato stesso - vedi Giuramento d’Ippocrate.

Questi veleni (”Farmaci cito-tossici”), entrano nel circolo sanguigno tramite iniezione e/o fleboclisi endovenosa, oppure per assorbimento indiretto dallo stomaco o dalla mucosa intestinale. Questo tipo di trattamento è diverso dalla Chirurgia o dalla Radio-Terapia, che concentrano i loro effetti su punti o aree specifici del corpo umano (terapie “mirate”).

Negli ospedali si fa ricorso alla Chemio-Terapia quando c’è la possibilità che le cellule tumorali possano essere presenti in altre zone dell’organismo oltre alla sede del tumore primario.

Ma raramente la Chemio-Terapia garantisce un periodo di sopravvivenza di almeno 5 anni, indicato impropriamente come ”periodo di cura”.

La Chemio-Terapia arresta temporaneamente l’anomala crescita cellulare, oppure può alleviare il dolore per qualche tempo, o allungare di poco il tempo di sopravvivenza.

Raramente si può parlare di” remissione”: dati bibliografici riferiscono percentuali di riuscita in meno dell1% in caso di cancro del pancreas, del 3% in caso di cancro al fegato, del 7% in caso di cancro dell’intestino … Esistono circa 60-70 farmaci citotossici in commercio in tutto il mondo.

Per l’Italia i nomi commerciali sono riportati in tabella 2a (elenco parziale):

Alcuni di questi veleni causano meno problemi di altri come: insonnia, spossatezza, diarrea,  alopecia,  stomatite,  leucopenia,  piastrinopenia,  anemia,  nausea,  vomito…

Questi sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perchè visibilmente riscontrabili. Ciò di cui raramente si parla sono gli effetti più gravi e più duraturi, le cui conseguenze deteriorano profondamente la vita del paziente e il decorso stesso della sua malattia, rendendo inutili persino le terapie basate sull’immuno-stimolazione dei linfociti Natural Killer, sull’attività apoptotica e detossificante di estratti di piante mediche. Questi danni profondi e irreversibili, di cui raramente si discute, sono i seguenti:

1) grave riduzione, stabile e duratura, del numero di particolari tipi e sottotipi di globuli bianchi, indispensabili alla risposta immunitaria specifica contro il tumore.

2) mutazioni cellulari di tipo somatico, con comparsa di altri tumori secondari e/o metastasi

3) mutazioni cellulari di tipo germinale (testicoli oppure ovaie), con comparsa di sterilità, aborti o di bimbi malformati in quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemio-Terapia e al Cancro.

4) accelerazione della crescita del tumore, anziché una sua riduzione, con comparsa di resistenza crociata del tumore ad altri veleni  (pompa glicoproteica di membrana).

La Cemio-Terapia è quindi controindicata in maniera assoluta in qualsiasi forma di associazione alla Immuno-Terapia. La Chemio-Terapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei confronti dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona capacità di identificazione e di distruzione di masse tumorali mediante Immuno-Terapia specifica anti-neoplastica (vedi capitolo 4).

Si può infatti affermare, secondo l'autore del presente lavoro, che saranno solo e soltanto le difese immunitarie del paziente stesso a risolvere la patologia neoplastica, portandolo così ad una completa guarigione dal Cancro.

L'intervento chirurgico e la Radio-Terapia devono essere considerate soltanto come tecniche o metodiche d'appoggio capaci di eliminare una certa quota della massa tumorale primitiva e delle sue metastasi, fermo restando che nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa di guarigione finale del paziente dal tumore: l'eventuale ed effettiva guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà solo e soltanto dalla capacità delle difese immunitarie di riconoscere e distruggere in maniera selettiva e radicale il tumore stesso

L’Immuno-Terapia nega pertanto alla CH.T. qualsiasi valenza curativa e di guarigione nei confronti del tumore. Si può pertanto affermare che è stato già dimostrato in letteratura medica il fallimento sostanziale della Chemio-Terapia per quasi tutte le forme tumorali (vedi Tabella 2b): la Chemio-Terapia riduce la massa tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni estesi a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando: insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di caduta di difesa immunitaria contro il tumore stesso), insufficienza epatica e renale, possibile evoluzione in fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, danni cardiaci e ai vasi ematici, leucemie e cancri secondari in percentuale variabile. In ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad altri farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemio-Terapia successiva di seconda o terza linea, fino ad essere definita alla fine, in termini del tutto inappropriati, "Chemio-Terapia di salvataggio": in realtà una Chemio-Terapia finale e distruttiva, eseguita con farmaci chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione effettiva….” 

La CHEMIO PROVOCA il CANCRO  !!!
"Le cose si complicano qualora si considera che alcuni considerano tumori  secondari quelli che insorgono come conseguenza della terapia di un tumore  precedente. Per esempio, nel caso del signore con quattro tumori descritto in un precedente messaggio, la leucemia è probabilmente causata dalla  chemio/radioterapia per uno dei tre tumori precedenti."
Dr. Cordiano (medico)
 

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Tabella 2a:  Farmaci cito-tossici in vendita in Italia per Chemio-Terapia

 I nomi commerciali sono in corsivo. I costi, in Lire, sono riferiti all'anno 1998

 AZIENDE FARMACEUTICHE:

Astra Zeneca S.p.A.

Aventis Pharma S.p..A.

Bristol-Myers Squibb S.p.A

Chiron Italia S.r.l.

Dompè Biotec S.p.A.

Eli Lilly S.p.A.

Glaxo Wellcome S.p.A.

Ipsen S.p.A.

Italfarmaco S.p.A.

Janssen-Cilag S.p.A.

Novartis Farma S.p.A.

Roche S.p.A.

Schering Plough S.p.A.


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Agenti alchilanti

Ciclofosfamide:

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: 50 confetti da 50 mg l'uno, fascia A

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: fiale da 0,5 grammi; Fascia A

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: fiale da 1 grammo; Fascia A

cicIofosfamide

Mostarda azotata Chim. e Farm. Mostarda azotata: denominazione generica di alcune sostanze vescicanti di formula analoga all'iprite (detto gas mostarda, per il suo odore simile alla senape)

Aggressivo chimico usato durante la prima guerra mondiale dai Tedeschi, in bombardamenti d'artiglieria, sul fronte tenuto dalle truppe alleate a Ypres, nelle Fiandre, il 20 luglio 1917.

Clorambucil:

LEUKERAN® della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; fascia A 

LINFOLYSIN® del Nuovo Ist. Sier. Milan.: 50 confetti da 2 mg l'uno; fascia A

Busulfan:

MYLERAN® della Glaxo: 100 compresse da 2 mg; fascia A 

Melfalan :

ALKERAN® della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; Fascia A

 Nitrosuree: 

A) Carmustina (BCNU)

B) Iomustina (CCNU)

Cis-diclorodiammina platino:

CIS-PLATINO TEVA® della Teva: fiale da 20 ml da 10 mg per endovena; fascia A

CIS-PLATINO TEVA® della Teva: fiale da 100 ml da 50 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 10 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 25 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 50 mg per endovena; fascia A

PLATAMINE® della Pharmacia; fiale da 10 mg; Fascia A

PLATAMINEâ® della Pharmacia; fiale da 25 mg; Fascia A

PLATAMINE® della Pharmacia fiale da 50 mg ; Fascia C

PLATINEX® della BMS fiale per endovena da 10  mg; Fascia C

PLATINEX® della BMS fiale per endovena da 10  mg in 20 ml, sol. Pronta; Fascia A

PLATINEX® della BMS: fiale per endovena da 25 mg in 50 ml; fascia A

 PLATINEX® della BMS: fiale per endovena da 50 mg in 100 ml; fascia C

Carboplatino:

PARAPLATIN® della BMS: fiale da 150 mg per endovena; Fascia A

PARAPLATIN® della BMS: fiale da 50 mg per endovena; Fascia A
 

Antibiotici anti-tumorali (ricavati dallo Streptomyces):

Doxorubicina (Adriamicina):

ADRIBLASTINA SOL. PRON.® della Pharmacia : fiale da 10 mg in 5 ml; Fascia C

Daunorubicina (Daunomucina):

DAUNOBLASTINA® della Pharmacia : fiale da 20 mg; fascia A

Bleomicina:

BLEOMICINA® della Rhone Poulenc: fiale liofilizz. da 15 mg per endovena; fascia A

Dactinomicina (Actinomicina D):

Mitomicina C:

MITOMYCIN C® della Kyowa; fiale da 2 mg; Fascia A
 

Alcaloidi di origine vegetale

Alcaloidi della Vinca :

Vincristina:

VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale da 1 mg; fascia C

VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale 2 mg; fascia C

VINCRISTINA TEVA® della Teva: fiale da 1 mg; fascia C

VINCRISTINA® della Eli Lilly: fiale da 1 mg, fascia A

Vinblastina:

VELBE® della Eli Lilly; fiala da 10 mg; fascia A

 

Derivati dalla Mandragora:

VP-16 (Mandragora, Podofillotossina)

 

Anti-Metaboliti (antagonisti delle purine)

Tioguanina (6 Thioguanina, 6 TG)

THIOGUANINE® della Glaxo, 25 compresse da 40 mg, fascia A

Mercaptopurina (6- Mercaptopurina, 6 MP)

PURINETHOL® della Glaxo, 25 compresse da 50 mg, fascia A

 

Antagonisti delle pirimidine

Citarabina (Citosina arabinoside, ARA-C)

ARACYTIN® della Pharmacia: fiale da 100 mg in 10 ml, fascia A

ARACYTIN® della Pharmacia: fiale da 500 mg in 5 ml, fascia A

ERPALFA® della Intes: collirio da 0,5 % in 5 ml, impiegata nelle cheratiti virali; fascia C

Flurouracile (5-Fluorouracile, 5-FU)

FLUOROURACILE TEVA® della Teva, fiale da 250 mg; fascia A

FLUOROURACILE® della Roche, fiale da 250 mg in 45 ml; fascia C

EFUDIX® della Roche, unguento da 20 grammi al 5%; fascia A; impiegato per applicazioni d'unguento sulla pelle per cheratosi solare, cheratosi senile, malattia di Bowen, epiteliomi basocellulari

 

Metotrexato (MTX)

BRIMEXATE® della BMS; fiale da 20 mg;  fascia C

METHOTREXATE 500® della Wyeth; fiale da 500 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; 100 compresse da 2,5 mg; fascia C

METHOTREXATE® della Wyeth; 25 compresse da 2,5 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; fiale da 50 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; fiale da 5 mg; fascia A

METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 500 mg; fascia A

METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 50 mg; fascia A

Nota: impiegato anche nell'artrite reumatoide dell'adulto

Dacarbazina

DETICENE® della Rhone Poulenc: fiale da 100 mg in 10 ml; fascia A

DTIC (Imidazol-4-carboxamide-dimetiltriazeno)

 

ALTRI CHEMIOTERAPICI:

 Vindesina Solfato

ELDISINE® della Eli Lilly, fiale da 5 mg fascia A


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Tabella 2b : Il fallimento della Chemio-Terapia (dati di bibliografia)

Abstract No. 146, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol. 11, p 80, 1992.

Abstract No. 163, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol. 9, p.43, 1990.

Abstract No. 614, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol. 12, pp 255, 1993.

Abstract No. 706, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol.11, pp.223, 1992.

Abstract No. 880, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol. Vol. 12, pp 273, 1993.

Atemw.-Lungenkrhk., vol. 12, pp. 544-549, 1986

Biomed and Pharmacother, vol. 46, 1992, aggiorn. 1995, pp. 439-452

Brit. J. Cancer, vol. 61, pp. 779-787, 1990

Brit. Med. J., Vol. 28, pp. 213-221, 1962

Brit. Med. J., vol 293, pp. 871-876, 1986

Cancer, vol. 36, pp. 675-682, 1975

Cancer , vol. 38 pp. 13-20, 1976

Cancer, vol. 47, pp. 27-31, 1981

Cancer, vol. 56, pp. 1193-1198, 1986

Cancer, vol. 57, pp. :567-570, 1986

Cancer, Vol. 60, pp. 2104-2116, 1987

Cancer, Vol. 69, pp. 476-481, 1991

Cancer and Metastatic Review, vol. 6, pp. 503-520, 1987

Cancer Statist. In Med., vol. 8, pp. 405-413, 1989


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"Meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici" - By Padre Pio da Pietralcina
 

Alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma curano se stessi o i familiari con l'aloe ! Praticamente abbiamo visto che quando la malattia colpisce loro, sono i primi a NON credere alle cure che propinano.  vedi le affermazioni di Oncologi
A un certo punto si scopre che sono consapevoli dell'inutilità e della dannosità dei prodotti delle case farmaceutiche e si affidano alle cure alternative.

Dopo aver avuto la conferma di uno dei più grandi esperti mondiali sul cancro sul fatto che la chemioterapia NON funziona, credete ancora ai ricercatori pagati dalle case farmaceutiche, il cui interesse è quello di vendere i loro farmaci che costano centinaia di milioni ?

Perchè la chemioterapia non risolve il problema

La chemioterapia distrugge completamente il sistema immunitario

Secondo la stragrande maggioranza delle teorie mediche, ci si ammala di cancro per un'insufficienza del sistema immunitario.
La chemioterapia riduce le masse tumorali di dimensione, ma al prezzo di distruggere completamente il midollo e le difese immunitarie dell'organismo, col risultato che quest'ultimo rimarrà debilitato ed esposto ad ammalarsi di nuovo per anni o anche per il resto della vita.