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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CHEMIO TERAPIA Grave DANNO per il Canceroso 
 

Sulla Chemioterapia si sa già tutto: Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardate a che assurdità si è arrivati.
Nella chemioterapia, la ciclofosfamide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?

Questi alcuni danni:
Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica, ed in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.

Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli oligodendrociti (*), responsabili della produzione di mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto del corpo.
Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'.
Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi, sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli animali. Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella chemioterapia.
I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni cerebrali''.
AGI Salute - 24/04/2008 - Washington - USA
 

(*) NdR: Tradizionalmente vi sono due classi di oligodendrociti.
La prima classe è evidenziabile nella sostanza grigia del sistema nervoso centrale, addossata ai pirenofori (oligodendrociti satelliti perineuronali), con funzioni coadiuvanti metaboliche. La seconda classe si trova nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale (oligodendrociti interfascicolari), intercalata tra gli assoni.
Gli oligodendrociti interfascicolari hanno il compito di rivestire gli assoni del sistema nervoso centrale con una sostanza lipidica chiamata mielina producendo la cosiddetta guaina mielinica. La guaina isola l'assone permettendo quindi una migliore propagazione dei segnali elettrici (conduzione saltatoria). Al contrario delle cellule di Schwann, gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché forniti di numerosi prolungamenti. Tratto da wikipedia.it
Lo stesso problema = demielinizzazione (incapacita' alla produzione di mielina), si presenta con i l'utilizzo dei Vaccini !!

Un turista di 62 anni stava cercando di entrare negli Usa quando è stato fermato alla frontiera per essere sottoposto alla scansione delle impronte digitali.Ed è a quel punto che è sorto il problema, sia per lui che per gli agenti: l’uomo non aveva impronte digitali.
Il turista, che la stampa locale ha chiamato Mr. S, è stato trattenuto per ore mentre gli agenti verificavano se si trattava o meno di un criminale incallito o di un terrorista. Ma si è scoperto che le sue impronte digitali erano sparite senza che lui se ne rendesse conto.
Mr. S stava assumendo capecitabina, una medicina che si assume come terapia contro il cancro. Uno degli effetti collaterali è l’infiammazione di mani e piedi che può portare alla desquamazione e alla cancellazione delle impronte digitali.
L’uomo stava assumendo capecitabina da tre anni quando ha deciso di fare un viaggio per andare a trovare i parenti negli States e le sue impronte digitali erano già state distrutte dalla medicina. Fortunatamente, una volta che gli agenti hanno determinato che non si trattava di un soggetto pericoloso che aveva volontariamente rimosso le impronte digitali per sfuggire ai controlli, gli è stato consentito di entrare nel Paese e raggiungere i familiari.
Fonte: Gizmodo USA

Secondo la Medicina Naturale, il Cancro nasce in sintesi e secondo la Medicina naturale, perche' organismo del canceroso e' intossicato, infiammato, immunodepresso, con enzimi e flora batterica alterata, pH digestivo non regolare (e quindi l'organismo e' mancante di minerali e vitamine), e molto facilmente parassitato da certi, parassiti batteri e funghi (candida) i quali producono anche tossine ed ulteriori infiammazioni, ma e' "gestito" come Causa primordiale dai Conflitti Spirituali (consci ed inconsci) e dall'intenso stress  - Esso e' quindi una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso DEVE operare seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' deve lavorare per disintossicare il malato + disinfiammare l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare il pH digestivo, e normalizzare le digestioni + il malassorbimento sempre presente nel malato ed eliminare quei parassiti, batteri e funghi, che hanno proliferato in modo abnorme, per mancanza dei loro antagonisti + rinforzare il sistema immunitario SEMPRE compromesso in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed eliminare i Conflitti spirituali (quali Cause) e lo stress esistenti.


Seria RICERCA sul CANCRO
(ostacolata dall'Oncologia ufficiale)
La guerra contro il Cancro e' stata definitivamente vinta cinquant’anni fa, ma nessun medico oncologo-ospedaliero ve lo confessera' mai.   
vedi:
1.000 Piante per il Cancro  +  Libro del dott. Nacci  (Italiano) +  Libro del dott. Nacci in Inglese  +   Condiloma eliminato con acqua basica al Bicarbonato di Sodio
Visionare questa intervista:
http://www.curenaturalicancro.org/base_schermo_grande_testimonianza_dottore.htm


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Scoperti i danni neurologici della chemioterapia
Washington - Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica ed in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.

Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli oligodendrociti, responsabili della produzione di mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto del corpo.

Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'. Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi, sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli animali.
Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella chemioterapia. I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni cerebrali''.
vedi: Vita Rubata

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La chemioterapia indebolisce la memoria - Gli effetti possono perdurare anche per dieci anni
Uno studio condotto presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA) e pubblicati sull’ultimo numero della rivista “Breast Cancer Research and Treatment” mostra che la chemioterapia può indurre modificazioni nel metabolismo cerebrale e nel flusso ematico, e che di questi effetti il paziente può risentire anche a dieci anni di distanza.
Questi risultati possono aiutare a spiegare i disturbi lamentati da molti pazienti sottoposti a chemioterapia.
Queste persone spesso faticano a mettere a fuoco o ricordare cose o compiti complessi in un modo che non gli accadeva prima della chemioterapia” spiega Daniel Silverman, che ha diretto la ricerca.Silverman e colleghi hanno usato la tomografia a emissione di positroni (PET) per scandire il cervello di pazienti che erano state sottoposte a intervento chirurgico per la rimozione di un cancro al seno da cinque a dieci anni prima. Una parte di esse era stata successivamente sottoposta a chemioterapia per ridurre il rischio di recidive.
Confrontando le immagini PET ottenute da questo gruppo, da un gruppo di pazienti non sottoposte a chemioterapia e da un ulteriore gruppo di controllo di soggetti sani, si è riscontrato come nelle pazienti trattate si potesse riscontrare una diminuzione del metabolismo cerebrale a livello della corteccia frontale.
A questa riduzione del metabolismo corrispondeva un peggioramento nei test sulle capacità mnemoniche.
"Quanto più a lungo i pazienti riescono a sopravvivere, tanto più i medici sono in grado di rilevare gli effetti collaterali a lunga scadenza della chemioterapia. La nostra scoperta – ha aggiunto Silverman – suggerisce che sarebbe opportuno monitorare gli effetti della chemioterapia sul metabolismo cerebrale dei pazienti, affiancandola alle tomografie total body già contemplate nei protocolli per valutare la risposta dei pazienti alla terapia”.
Tale procedura sarebbe utile, conclude Silverman anche per cercare di comprendere i meccanismi, tuttora ignoti, che sono alla base di questo fenomeno.
Tratto da: 2006 Le Scienze S.p.A.

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Chemioterapia: danno irreparabile e un
atto criminale contro l’Umanità !!
vedi documento: Controindicazioni dei farmaci utilizzati in Chemioterapia in Italia
Fonte I.S.S. (Istituto Superiore Sanita')

I cicli di chemio e di radio terapia oltre ad intossicare gravemente, distruggere le cellule nervose del cervello di sopra (nel cranio) e di quello di sotto (nell’intestino), causano anche lesioni alla pelle.

Nei pazienti con tumore trattati con ripetuti cicli (minimo 2) si provocano lesioni alla cute piu’ o meno intense a seconda del paziente e dell’intenstita’ del trattamento con le irradiazioni ed i farmaci tossici tipici della chemio, che possono incidere in modo pesante sulla qualita’ della vita del malato.

Qualsiasi forma di Chemio-Terapia causa un danno irreparabile alle condizioni fisiche di coloro che si espongono all’azione di questi veleni, chiamati ”farmaci cito-tossici”.

Lo stesso Giuramento d’Ippocrate fa espressamente divieto di somministrareveleno” al paziente, anche se richiesto dall’ammalato stesso - vedi Giuramento d’Ippocrate.

Questi veleni (”Farmaci cito-tossici”), entrano nel circolo sanguigno tramite iniezione e/o fleboclisi endovenosa, oppure per assorbimento indiretto dallo stomaco o dalla mucosa intestinale. Questo tipo di trattamento è diverso dalla Chirurgia o dalla Radio-Terapia, che concentrano i loro effetti su punti o aree specifici del corpo umano (terapie “mirate”).

Negli ospedali si fa ricorso alla Chemio-Terapia quando c’è la possibilità che le cellule tumorali possano essere presenti in altre zone dell’organismo oltre alla sede del tumore primario.

Ma raramente la Chemio-Terapia garantisce un periodo di sopravvivenza di almeno 5 anni, indicato impropriamente come ”periodo di cura”.

La Chemio-Terapia arresta temporaneamente l’anomala crescita cellulare, oppure può alleviare il dolore per qualche tempo, o allungare di poco il tempo di sopravvivenza.

Raramente si può parlare di” remissione”: dati bibliografici riferiscono percentuali di riuscita in meno dell1% in caso di cancro del pancreas, del 3% in caso di cancro al fegato, del 7% in caso di cancro dell’intestino … Esistono circa 60-70 farmaci citotossici in commercio in tutto il mondo.

Per l’Italia i nomi commerciali sono riportati in tabella 2a (elenco parziale):

Alcuni di questi veleni causano meno problemi di altri come: insonnia, spossatezza, diarrea,  alopecia,  stomatite,  leucopenia,  piastrinopenia,  anemia,  nausea,  vomito…

Questi sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perchè visibilmente riscontrabili. Ciò di cui raramente si parla sono gli effetti più gravi e più duraturi, le cui conseguenze deteriorano profondamente la vita del paziente e il decorso stesso della sua malattia, rendendo inutili persino le terapie basate sull’immuno-stimolazione dei linfociti Natural Killer, sull’attività apoptotica e detossificante di estratti di piante mediche. Questi danni profondi e irreversibili, di cui raramente si discute, sono i seguenti:

1) grave riduzione, stabile e duratura, del numero di particolari tipi e sottotipi di globuli bianchi, indispensabili alla risposta immunitaria specifica contro il tumore.

2) mutazioni cellulari di tipo somatico, con comparsa di altri tumori secondari e/o metastasi

3) mutazioni cellulari di tipo germinale (testicoli oppure ovaie), con comparsa di sterilità, aborti o di bimbi malformati in quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemio-Terapia e al Cancro.

4) accelerazione della crescita del tumore, anziché una sua riduzione, con comparsa di resistenza crociata del tumore ad altri veleni  (pompa glicoproteica di membrana).

La Cemio-Terapia è quindi controindicata in maniera assoluta in qualsiasi forma di associazione alla Immuno-Terapia. La Chemio-Terapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei confronti dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona capacità di identificazione e di distruzione di masse tumorali mediante Immuno-Terapia specifica anti-neoplastica (vedi capitolo 4).

Si può infatti affermare, secondo l'autore del presente lavoro, che saranno solo e soltanto le difese immunitarie del paziente stesso a risolvere la patologia neoplastica, portandolo così ad una completa guarigione dal Cancro.

L'intervento chirurgico e la Radio-Terapia devono essere considerate soltanto come tecniche o metodiche d'appoggio capaci di eliminare una certa quota della massa tumorale primitiva e delle sue metastasi, fermo restando che nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa di guarigione finale del paziente dal tumore: l'eventuale ed effettiva guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà solo e soltanto dalla capacità delle difese immunitarie di riconoscere e distruggere in maniera selettiva e radicale il tumore stesso

L’Immuno-Terapia nega pertanto alla CH.T. qualsiasi valenza curativa e di guarigione nei confronti del tumore. Si può pertanto affermare che è stato già dimostrato in letteratura medica il fallimento sostanziale della Chemio-Terapia per quasi tutte le forme tumorali (vedi Tabella 2b): la Chemio-Terapia riduce la massa tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni estesi a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando: insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di caduta di difesa immunitaria contro il tumore stesso), insufficienza epatica e renale, possibile evoluzione in fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, danni cardiaci e ai vasi ematici, leucemie e cancri secondari in percentuale variabile. In ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad altri farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemio-Terapia successiva di seconda o terza linea, fino ad essere definita alla fine, in termini del tutto inappropriati, "Chemio-Terapia di salvataggio": in realtà una Chemio-Terapia finale e distruttiva, eseguita con farmaci chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione effettiva….” 

La CHEMIO stessa PROVOCA il CANCRO  !!!
"Le cose si complicano qualora si considera che alcuni considerano tumori  secondari quelli che insorgono come conseguenza della terapia di un tumore  precedente. Per esempio, nel caso del signore con quattro tumori descritto in un precedente messaggio, la leucemia è probabilmente causata dalla  chemio/radioterapia per uno dei tre tumori precedenti."
Dr. Cordiano (medico)
vedi: Vita Rubata

 

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Tabella 2a:  Farmaci cito-tossici in vendita in Italia per Chemio-Terapia

 I nomi commerciali sono in corsivo. I costi, in Lire, sono riferiti all'anno 1998

 AZIENDE FARMACEUTICHE:

Astra Zeneca S.p.A.

Aventis Pharma S.p..A.

Bristol-Myers Squibb S.p.A

Chiron Italia S.r.l.

Dompè Biotec S.p.A.

Eli Lilly S.p.A.

Glaxo Wellcome S.p.A.

Ipsen S.p.A.

Italfarmaco S.p.A.

Janssen-Cilag S.p.A.

Novartis Farma S.p.A.

Roche S.p.A.

Schering Plough S.p.A.


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Agenti alchilanti

Ciclofosfamide:

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: 50 confetti da 50 mg l'uno, fascia A

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: fiale da 0,5 grammi; Fascia A

ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: fiale da 1 grammo; Fascia A

cicIofosfamide

Mostarda azotata Chim. e Farm. Mostarda azotata: denominazione generica di alcune sostanze vescicanti di formula analoga all'iprite (detto gas mostarda, per il suo odore simile alla senape)

Aggressivo chimico usato durante la prima guerra mondiale dai Tedeschi, in bombardamenti d'artiglieria, sul fronte tenuto dalle truppe alleate a Ypres, nelle Fiandre, il 20 luglio 1917.

Clorambucil:

LEUKERAN® della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; fascia A 

LINFOLYSIN® del Nuovo Ist. Sier. Milan.: 50 confetti da 2 mg l'uno; fascia A

Busulfan:

MYLERAN® della Glaxo: 100 compresse da 2 mg; fascia A 

Melfalan :

ALKERAN® della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; Fascia A

 Nitrosuree: 

A) Carmustina (BCNU)

B) Iomustina (CCNU)

Cis-diclorodiammina platino:

CIS-PLATINO TEVA® della Teva: fiale da 20 ml da 10 mg per endovena; fascia A

CIS-PLATINO TEVA® della Teva: fiale da 100 ml da 50 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 10 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 25 mg per endovena; fascia A

CITOPLATINO® della Rhone Poulenc: fiale da 50 mg per endovena; fascia A

PLATAMINE® della Pharmacia; fiale da 10 mg; Fascia A

PLATAMINEâ® della Pharmacia; fiale da 25 mg; Fascia A

PLATAMINE® della Pharmacia fiale da 50 mg ; Fascia C

PLATINEX® della BMS fiale per endovena da 10  mg; Fascia C

PLATINEX® della BMS fiale per endovena da 10  mg in 20 ml, sol. Pronta; Fascia A

PLATINEX® della BMS: fiale per endovena da 25 mg in 50 ml; fascia A

 PLATINEX® della BMS: fiale per endovena da 50 mg in 100 ml; fascia C

Carboplatino:

PARAPLATIN® della BMS: fiale da 150 mg per endovena; Fascia A

PARAPLATIN® della BMS: fiale da 50 mg per endovena; Fascia A
 

Antibiotici anti-tumorali (ricavati dallo Streptomyces):

Doxorubicina (Adriamicina):

ADRIBLASTINA SOL. PRON.® della Pharmacia : fiale da 10 mg in 5 ml; Fascia C

Daunorubicina (Daunomucina):

DAUNOBLASTINA® della Pharmacia : fiale da 20 mg; fascia A

Bleomicina:

BLEOMICINA® della Rhone Poulenc: fiale liofilizz. da 15 mg per endovena; fascia A

Dactinomicina (Actinomicina D):

Mitomicina C:

MITOMYCIN C® della Kyowa; fiale da 2 mg; Fascia A
 

Alcaloidi di origine vegetale

Alcaloidi della Vinca :

Vincristina:

VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale da 1 mg; fascia C

VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale 2 mg; fascia C

VINCRISTINA TEVA® della Teva: fiale da 1 mg; fascia C

VINCRISTINA® della Eli Lilly: fiale da 1 mg, fascia A

Vinblastina:

VELBE® della Eli Lilly; fiala da 10 mg; fascia A

 

Derivati dalla Mandragora:

VP-16 (Mandragora, Podofillotossina)

 

Anti-Metaboliti (antagonisti delle purine)

Tioguanina (6 Thioguanina, 6 TG)

THIOGUANINE® della Glaxo, 25 compresse da 40 mg, fascia A

Mercaptopurina (6- Mercaptopurina, 6 MP)

PURINETHOL® della Glaxo, 25 compresse da 50 mg, fascia A

 

Antagonisti delle pirimidine

Citarabina (Citosina arabinoside, ARA-C)

ARACYTIN® della Pharmacia: fiale da 100 mg in 10 ml, fascia A

ARACYTIN® della Pharmacia: fiale da 500 mg in 5 ml, fascia A

ERPALFA® della Intes: collirio da 0,5 % in 5 ml, impiegata nelle cheratiti virali; fascia C

Flurouracile (5-Fluorouracile, 5-FU)

FLUOROURACILE TEVA® della Teva, fiale da 250 mg; fascia A

FLUOROURACILE® della Roche, fiale da 250 mg in 45 ml; fascia C

EFUDIX® della Roche, unguento da 20 grammi al 5%; fascia A; impiegato per applicazioni d'unguento sulla pelle per cheratosi solare, cheratosi senile, malattia di Bowen, epiteliomi basocellulari

 

Metotrexato (MTX)

BRIMEXATE® della BMS; fiale da 20 mg;  fascia C

METHOTREXATE 500® della Wyeth; fiale da 500 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; 100 compresse da 2,5 mg; fascia C

METHOTREXATE® della Wyeth; 25 compresse da 2,5 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; fiale da 50 mg; fascia A

METHOTREXATE® della Wyeth; fiale da 5 mg; fascia A

METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 500 mg; fascia A

METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 50 mg; fascia A

Nota: impiegato anche nell'artrite reumatoide dell'adulto

Dacarbazina

DETICENE® della Rhone Poulenc: fiale da 100 mg in 10 ml; fascia A

DTIC (Imidazol-4-carboxamide-dimetiltriazeno)

 

ALTRI CHEMIOTERAPICI:

 Vindesina Solfato

ELDISINE® della Eli Lilly, fiale da 5 mg fascia A


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Tabella 2b : Il fallimento della Chemio-Terapia (dati di bibliografia)

Abstract No. 146, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol. 11, p 80, 1992.

Abstract No. 163, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol. 9, p.43, 1990.

Abstract No. 614, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol. 12, pp 255, 1993.

Abstract No. 706, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol., Vol.11, pp.223, 1992.

Abstract No. 880, in: Proc. Amer. Soc. Clin. Oncol. Vol. 12, pp 273, 1993.

Atemw.-Lungenkrhk., vol. 12, pp. 544-549, 1986

Biomed and Pharmacother, vol. 46, 1992, aggiorn. 1995, pp. 439-452

Brit. J. Cancer, vol. 61, pp. 779-787, 1990

Brit. Med. J., Vol. 28, pp. 213-221, 1962

Brit. Med. J., vol 293, pp. 871-876, 1986

Cancer, vol. 36, pp. 675-682, 1975

Cancer , vol. 38 pp. 13-20, 1976

Cancer, vol. 47, pp. 27-31, 1981

Cancer, vol. 56, pp. 1193-1198, 1986

Cancer, vol. 57, pp. :567-570, 1986

Cancer, Vol. 60, pp. 2104-2116, 1987

Cancer, Vol. 69, pp. 476-481, 1991

Cancer and Metastatic Review, vol. 6, pp. 503-520, 1987

Cancer Statist. In Med., vol. 8, pp. 405-413, 1989


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"Meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici" - By Padre Pio da Pietralcina
 
Alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma curano se stessi o i familiari con l'aloe ! Praticamente abbiamo visto che quando la malattia colpisce loro, sono i primi a NON credere alle cure che propinano.  vedi le affermazioni di Oncologi
A un certo punto si scopre che sono consapevoli dell'inutilità e della dannosità dei prodotti delle case farmaceutiche e si affidano alle cure alternative.

Dopo aver avuto la conferma di uno dei più grandi esperti mondiali sul cancro sul fatto che la chemioterapia NON funziona, credete ancora ai ricercatori pagati dalle case farmaceutiche, il cui interesse è quello di vendere i loro farmaci che costano centinaia di milioni ?

Perchè la chemioterapia non risolve il problema

La chemioterapia distrugge completamente il sistema immunitario

Secondo la stragrande maggioranza delle teorie mediche, ci si ammala di cancro per un'insufficienza del sistema immunitario.
La chemioterapia riduce le masse tumorali di dimensione, ma al prezzo di distruggere completamente il midollo e le difese immunitarie dell'organismo, col risultato che quest'ultimo rimarrà debilitato ed esposto ad ammalarsi di nuovo per anni o anche per il resto della vita.

LA CHEMIOTERAPIA DISTRUGGE TUTTE LE DIFESE IMMUNITARIE, IN MOLTI CASI IL TUMORE RITORNA PIU' VIOLENTO DI PRIMA !!!

Per dare un'idea di quanto siano tossici questi veleni posso prendere spunto dalla stessa documentazione farmaceutica allegata a questi "farmaci": pensate che basterebbe solo triplicare le dosi di una sola "seduta" di chemioterapia per uccidere un cane, nel 100% dei casi, per avvelenamento nel giro di pochi giorni (potete controllare voi stessi dato che la tossicologia è pubblica). Inoltre per smaltire questi farmaci occorre molto tempo (mesi e mesi), molto di più della durata di ogni ciclo, per cui quando si torna ad es. dopo un mese a fare un altro ciclo si ha un accumulo continuo di veleni nell'organismo !

E' vero che le cellule tumorali sono molto più sensibili a questi farmaci rispetto alle cellule sane, ma è anche vero che la chemioterapia azzera completamente il sistema immunitario, lasciando l'organismo senza nessuna difesa (insufficienza midollare, renale, epatica, cardiaca, respiratoria, fibrosi polmonari, polmoniti interstiziali ecc.). Inoltre provoca lesioni estese a tutti gli organi e tessuti e conseguente necrosi irreversibile di alcuni di essi. Non c'è da stupirsi che tutti questi farmaci siano estremamente cancerogeni, ossia potenzialmente in grado di sviluppare tumori anche in una persona sana!

Il fatto che molto spesso il cancro ritorna negli anni successivi, dopo una cura chemioterapica, non è dovuto a una certa "predisposizione" della persona, ma al fatto che le difese immunitarie sono ormai distrutte e quindi l'organismo è completamente indifeso ed è logico che venga aggredito nuovamente. 
La chemioterapia non è quindi la soluzione definitiva del problema, poiché questo si ripresenta molto spesso anni dopo con maggiore violenza.

E' QUASI SEMPRE LA CHEMIOTERAPIA LA RESPONSABILE DEL RITORNO DEL CANCRO,

ROVINANDO IL SISTEMA IMMUNITARIO PER ANNI E ANNI !

Il cancro deve essere vinto invece potenziando il sistema immunitario. Per molti tipi di tumore, il sistema immunitario ha una "memoria", esattamente come per le malattie esantematiche (morbillo, varicella, rosolia, ecc.); se il tumore viene vinto dall'organismo stesso, piuttosto che represso dai farmaci, è molto più difficile che si ripresenti in seguito. L'aloe ha un centinaio di principi attivi che potenziano il sistema immunitario in modo ineguagliabile rispetto a qualsiasi altro farmaco, inoltre questi hanno un ruolo attivo e selettivo nell'aggredire le cellule malate, inducendo l'apoptosi.

Tutto questo è stato dimostrato scientificamente in molte università del mondo, comprese alcune italiane.

Inoltre è possibile scaricare qui nel ns sito, un estratto del libro "La terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare", dott. Giuseppe Nacci, seconda edizione, maggio 2002, dove si parla appunto del fallimento della chemioterapia e dei gravi danni che comporta.

Perchè non fidarsi ciecamente dei medici

Cosa ci guadagnano ?

La maggior parte delle persone si fida ciecamente dei medici, poiché sono professionisti: chi meglio di loro potrà dirmi cosa è meglio per me? Qualunque farmaco loro consiglino, anche se con manifesti e accertati effetti collaterali e controindicazioni si assume senza battere ciglio, poiché il medico ci consiglia di prenderlo. Dobbiamo metterci in testa che i medici quando ci spingono a consumare un farmaco ci guadagnano, al pari dei farmacisti, poiché le case farmaceutiche li "premiano" proprio per diffondere i farmaci (se hai un certo numero di pazienti che consuma questo farmaco ti regalo un viaggio, un computer, ecc.). Il medico riceve puntualmente dei promotori commerciali che gli danno queste informazioni: "abbiamo fatto delle ricerche su questo farmaco, si è dimostrato (chissà come ?) che questo farmaco da noi prodotto e brevettato "aiuta a ridurre i sintomi" di questa malattia (notate: non "guarisce", ma "aiuta a ridurre i sintomi"), ha questi effetti collaterali, ma è approvato dal Ministero della Sanità. Il medico, quando si presenta un paziente con quei sintomi, avverte il paziente degli effetti collaterali (non sempre tra l'altro) e consiglia il farmaco. Dal suo punto di vista morale è a posto (il farmaco è approvato e legale), dal punto di vista economico ci guadagna parecchio, per cui perchè dovrebbe consigliarvi invece qualcos'altro dove non c'è guadagno e non è sperimentato dalle case farmaceutiche che lo sponsorizzano ? Anzi, così facendo ne ricaverebbe un danno, poiché le case farmaceutiche lo guarderebbero con un cattivo occhio, un medico fuori dal coro, da evitare, da isolare dalla comunità medica.

Quello che sto dicendo è verissimo ed è stato denunciato pubblicamente sui media proprio da medici che, disgustati da questo sistema "commerciale", si sono ribellati alle case farmaceutiche.

Le sostanze naturali, invece, sono malviste dalle case farmaceutiche, poichè non sono brevettabili e offrono un guadagno infinitesimale rispetto ai farmaci. Di conseguenza le case farmaceutiche evitano di fare ricerche su di essi e anzi tentano di screditarle per mezzo dei medici. Gli unici a fare ricerche sulle sostanze naturali sono le università o più raramente le aziende produttrici di integratori, ma i risultati di queste ricerche non sono certo pubblicizzati come quelli dei farmaci. 
Il risultato (assurdo e ridicolo) è che la gente diffida dei prodotti naturali
, anche se sono approvati dal Ministero della Sanità e totalmente innocui, come se fossero pericolosi e dannosi.

E' assolutamente sconvolgente che molte persone, andate dal medico per risolvere problemi semplici, come l'insonnia, l'allergia, il mal di schiena o il mal di testa si ritrovano letteralmente "schiave" dei farmaci e dopo poco tempo hanno problemi molto più gravi di quelli che erano andati a risolvere. 
Così, se si ha l'insonnia il medico prescrive i sonniferi, che causano inevitabilmente depressione e che devono quindi essere curati con gli antidepressivi; se si ha l'allergia vengono prescritti gli antiallergici (o antistaminici) che causano anch'essi depressione, col risultato di diventare schiavi degli antidepressivi; se si hanno dolori vengono prescritti gli antidolorifici, che causano problemi allo stomaco e all'intestino e che ogni anno uccidono migliaia di persone. E' ovvio che dopo essere stati scombussolati dai farmaci per lungo tempo è molto difficile riuscire a liberarsi dalla dipendenza. Se ad es. si sono presi sonniferi per settimane, non appena si smette di prenderli non si riesce a dormire più.

 

TUTTI I FARMACI INTOSSICANO ENORMEMENTE L'ORGANISMO, INDEBOLISCONO IL SISTEMA IMMUNITARIO, AUMENTANDO IL RISCHIO DI CANCRO

Non c'è che dire, i ricercatori farmaceutici hanno congegnato proprio bene il meccanismo: sopprimono il sintomo, ma solo finché prendi il farmaco, praticamente quindi si è costretti ad assumerlo per tutta la vita, si diventa quindi schiavi dei farmaci, finché non insorgono altre malattie e a quel punto si è costretti ad assumere altri farmaci, sempre concepiti come il primo, ossia che subdolamente nel lungo periodo causano altri malesseri.

La cosa ancora più impressionante è che questi problemi possono essere risolti con rimedi naturalissimi e innocui, ma che i medici incredibilmente non conoscono per ignoranza o fanno finta di non conoscere, perchè non sponsorizzati dalle case farmaceutiche. 
Così, se un paziente va dal medico dicendo: "posso prendere la glucosamina per rigenerarmi le cartilagini e farmi passare l'artrite ?". Il medico risponde: "la glucosamina ? e che cos'è ? non l'ho mai sentita (che equivale a dire non c'è nessuna azienda farmaceutica che mi regala qualcosa se te la prescrivo), prenditi gli antidolorifici". Se invece gli si dice: "posso prendere la melatonina al posto dei sonniferi ?", il medico risponde: "la melatonina ? e che cos'è ? non l'ho mai sentita (che equivale a dire non c'è nessuna azienda farmaceutica che mi regala qualcosa se te la prescrivo), prenditi i sonniferi e gli antidepressivi". 
Queste cose incredibili succedono ogni giorno e io le ho viste con i miei occhi e ogni volta mi fanno venire il voltastomaco. La mentalità della gente è stata talmente plasmata a ragionare in questo modo che la gente ha totale fiducia in gente ipocrita "qualificata", ma che dà consigli solo in base a puri interessi economici e non ha invece fiducia nelle cose naturali. Ho letto recentemente che alcuni medici sono giunti ad affermare addirittura che l'aloe sia tossica e per giunta cancerogena. 
Questa è la cosa più falsa e immorale che si possa dire sull'argomento e viene detto unicamente a scopo disinformativo, per evitare che la gente possa provarla e scoprirne gli effetti benefici.

L'ALOE NON HA la MINIMA TOSSICITA' e MEN che MAI E' CANCEROGENA,


LO SONO INVECE
CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA, CAPACI DI FAR AMMALARE DI CANCRO PURE UNA PERSONA SANA !!!

Nonostante qualcuno, evidentemente ipocrita, tenti di diffondere questa enorme falsità (i prodotti a base di aloe venduti in farmacia sono approvati dal Ministero della Sanità) non c'è mai stato un solo caso di intossicazione da aloe, inoltre migliaia di persone la prendono da anni e nessuno ha avuto nulla; infine aggiungo che il Ministero della Sanità non avrebbe mai approvato dei prodotti tossici o cancerogeni, che invece possono essere acquistati liberamente senza prescrizioni in farmacia (anche se io consiglio di coltivare la pianta in casa e di non comprare nulla di commerciale) per cui la falsità di questi medici che parlano di tossicità dell'aloe è totale.

Quindi io vi dico, informatevi, informatevi e informatevi. Non credete ciecamente ai medici che vi consigliano solo farmaci e diffidano a priori delle sostanze naturali, che per giunta non conoscono affatto.

Perchè i farmaci fanno solo male

E' risaputo che il cancro è notevolmente più diffuso nei paesi più ricchi e molto meno in quelli più poveri. Oltre che per l'inquinamento, la causa principale, unitamente all'infelicità e allo stress, è da ricercare nel notevolissimo uso di farmaci di uso comune nei paesi ricchi (l'uso nei paesi poveri è minimo).

Se ci riflettiamo bene notiamo che le case farmaceutiche ci spingono a usare continuamente farmaci (apparentemente innocui) per i motivi più banali (mal di testa, mal di pancia, mal di ossa, ecc.). Vorrebbero praticamente trasformare la nostra casa in una farmacia.

Questi farmaci sono assolutamente dannosi per la salute e provocano più male di quanto possiamo sospettare.
 

MIGLIAIA DI PERSONE OGNI ANNO MUOIONO A CAUSA DEGLI "INNOCUI" COMUNISSIMI ANTINFIAMMATORI

(Aulin, Mesulid, Medinait, Cortisone, Aspirina, Voltaren, ecc.) che causano danni gravi al fegato, allo stomaco, all'intestino, ecc. Pensate che l'Aspirina è stata scoperta da un secolo ormai e ancora oggi vengono scoperti continuamente effetti collaterali ! Pensate al paracetamolo, sostanza contenuta in tantissimi farmaci per la febbre (come la Tachipirina, ecc.), per l'influenza (Medinait, Nesidina, ecc.) o per il mal di testa, che se presa in eccesso PROVOCA LA NECROSI IRREVERSIBILE DEL FEGATO.

Pensate che dopo appena 10 anni le case farmaceutiche siano assolutamente sicure di quali danni provoca un farmaco ?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha dichiarato che solo lo 0,01% dei farmaci attualmente venduti è realmente efficace. Il 99,99% dei farmaci venduti in farmacia è completamente inutile o nocivo!

Il motivo per cui le case farmaceutiche cercano di convincerci che i farmaci appena usciti sono migliori rispetto a quelli più vecchi e collaudati non è affatto quello che si crede comunemente, ossia che i nuovi farmaci, frutto della ricerca, sono migliori rispetto a quelli precedenti. Molto spesso anzi i farmaci nuovi vengono tolti dal mercato proprio per il numero di vittime che fanno.

Le case farmaceutiche sono obbligate per legge a cedere i diritti del brevetto dopo 20 anni dalla scoperta.
A loro basta modificare leggermente un principio attivo, in modo da poter fare un nuovo brevetto per altri 20 anni.
E' chiaro che il nuovo farmaco offre molte meno garanzie di quello precedente perchè è stato collaudato per un tempo molto minore, ma loro hanno interesse a spingere il mercato sulla nuova sostanza. Se non ci fosse questa legge le case farmaceutiche si comporterebbero come la Coca-Cola, che non cambia la ricetta da oltre un secolo, e cercherebbero anzi di convincere tutti che la loro sostanza è la migliore, proprio perchè collaudata da decenni! Il comportamento delle case farmaceutiche è dettato esclusivamente da interessi commerciali,
a loro non interessa minimamente la salute dei malati. Inoltre loro fanno leva sui medici per diffondere i loro prodotti: "Se prescrivi il nostro farmaco, ti regaliamo un Personal Computer, un viaggio, ecc.". E voi pensate che gente che ragiona in questo modo abbia a cuore la vostra salute e vi dia i migliori consigli per guarire ?

Se una loro ricerca interna stabilisse che l'aloe o una qualsiasi sostanza naturale non brevettabile e accessibile a costi nulli funziona meglio dei chemioterapici, che costano milioni, pensate che renderebbero pubblica quella ricerca ? 
Pensate alle ricerche condotte in segreto per anni da tutte le aziende che producono le sigarette, che poi sono state costrette in USA a risarcimenti ultramiliardari, una volta che quelle ricerche furono scoperte.

Infine, vi sono centinaia di ricerche scientifiche condotte sull'aloe da università in tutto il mondo, compresa l'Italia, che dimostrano concordemente l'infinità di effetti benefici contro pressocchè tutte le forme di cancro e anche contro parecchie altre malattie "incurabili", ma la cosa sconvolgente è che questi studi non vengono raccolti in un unico corpus, ma sono incredibilmente isolate. 
Così, in Italia si sa che l'aloe ha effetto sui tumori neuroectodermici, in Cina sanno che funziona sui carcinomi, negli Stati Uniti sulla leucemia, ecc. ma nessuno pensa a riunire tutte queste ricerche in modo da dimostrare che l'aloe funziona per tutte le forme di tumore. E i poveri malati devono andarsele a cercare da soli su Internet, mentre i medici, che dell'aloe non hanno neppure sentito parlare, consigliano loro di massacrarsi con le chemioterapie e radioterapie cancerogene ! Inconcepibile e disgustoso.

Molti mi chiedono: "ma se l'aloe funziona così bene, come mai i malati non vengono curati con l'aloe ?" Questa domanda è di una ingenuità sconcertante. Chi fa questa domanda pensa che le case farmaceutiche siano delle benefattrici dell'umanità a cui non interessa minimamente l'immenso giro di miliardi che c'è dietro (80.000 miliardi all'anno, solo in Italia !), ma hanno a cuore esclusivamente la nostra salute e che se l'aloe funzionasse davvero, le aziende, i medici e i ricercatori rinuncerebbero tranquillamente a tutto, molte case farmaceutiche addirittura chiuderebbero i battenti e direbbero "abbiamo trovato la soluzione finale sul cancro", prendetevi l'aloe, che non costa nulla e guarirete in men che non si dica. Tanto vale chiedermi se credo a Babbo Natale...
L'assurdo è che si spendono miliardi per la ricerca sul cancro e non pensano a studiare l'aloe che ha già guarito più persone e casi incurabili di quanto abbiano fatto loro con le loro terapie assassine, vendute tra l'altro a prezzi da estorsione (legale).

E poi mi chiedono se voglio contribuire a finanziare la "ricerca" per il cancro, quando so per certo che il 90% dei fondi raccolti non vanno a finire per niente nella "ricerca", ma vanno nelle tasche di gente senza scrupoli che fa finta di guardare nel microscopio e intanto si compra la villa al mare !

ASSURDO su CHEMIOTERAPIA !
L'evento. Ricorre quest'anno il sessantesimo anniversario del primo trial su una chemioterapia antineoplastica, un evento strettamente correlato allo sviluppo delle armi chimiche durante I e II Guerra Mondiale.
60 anni fa. Nel settembre del 1946, un gruppo di ricercatori coordinati da L. S. Goodman pubblicavano uno studio di importanza epocale sull'effetto del gas letale iprite sui linfomi. L'iprite, nota anche come gas mostarda, è un solfuro di dicloro-etile, un liquido di color bruno-giallognolo, dal caratteristico odore di aglio o senape. Si tratta di un vescicante d'estrema potenza: è liposolubile e penetra in profondità nello spessore della cute.
L'iprite agisce anche attraverso gli abiti, il cuoio e la gomma. Concentrazioni di 0,15 mg d'iprite per litro d'aria risultano letali in circa dieci minuti; concentrazioni minori producono gravi lesioni, dolorose e di difficile guarigione, danni gravissimi all'apparato respiratorio ed all'apparato ematopoietico.
Sono descritte anche forme di cecità da cheratite. La morte può sopraggiungere in tal caso in una settimana circa, a causa di un'immunodepressione acquisita per leucopenia, e secondariamente per le lesioni cutanee, che aprono la porta ad infezioni diffuse.
Avendo osservato l'insorgere della leucopenia nei membri dell'equipaggio di una nave da guerra statunitense esposta all'iprite nel golfo di Bari nel 1943, Goodman e i suoi collaboratori somministrarono un derivato dell'iprite (UN'ARMA CHIMICA), la mostarda azotata, in sei pazienti affetti da linfoma maligno.
Gli effetti non furono entusiasmanti (ci furono diversi decessi), ma da li parti' la ricerca della Chemio terapia.
Furono condotti esperimenti sui topi, e fu registrato un regresso nelle masse tumorali trattate con derivati dell'iprite, ma l'ipotesi sperimentale languì fino al 1942, quando l'Office of Scientific Research and Development statunitense commissionò a diverse istituzioni scientifiche Usa lo studio di armi chimiche.
Ma la strada era aperta.
Lo studio rimase comunque coperto da segreto militare fino al dopoguerra e al trial del 1946.
vedi: Vita Rubata


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Spero che dopo aver letto tutto questo riflettiate su quello che sono i crimini delle chemioterapia, e della medicina. Quelli che qualcuno chiama “farmaci” cioè la chemio terapia…non sono altro che aggressivi chimici da guerra, queste sostanze che oggi la medicina li usa per “curare” i tumori in passato sono stati usati come sostanze belliche per la distruzione di massa.
Secondo Voi che leggete si possono curare le malattie con sostanze del genere ???

IL CASO: www.vitarubata.com - Questo e uno dei tanti atti criminali come viene raccontato su questo sito web, (il caso di Adriana uccisa con un aggressivo chimico da guerra la ciclofosfamide che come principio attivo contiene l’iprite, cosi dette mostarde azotate) commesso “da mafiosi in camice bianco” che invece di tutelare la vita (il bene più grande) si arrogano il diritto di sopprimerla solo per scopi di ricerca scientifica!! Questa storia sembra incredibile… ma purtroppo e vera!!  esisterà la “giustizia”? Non esiste il delitto perfetto; ma esiste una giustizia imperfetta.

Naturalmente di quello che io ho scritto qui mi assumo ogni responsabilità e (sfido chiunque a provarmi il contrario) se qualcuno si sentisse leso di queste affermazioni si rivolga pure dove ritiene più opportuno, cosi in quella sede aggiungerò il resto di quanto qui non detto.

By Giuseppe Ricciardo   -  Per info vitarubata@vitarubata.com

 

Link consigliati: 
http://www.lecurenaturali.com

http://www.laleva.cc/indexital.html

http://www.disinformazione.info

http://www.aerrepici.org

http://aloearborescens.tripod.com/farmaci.htm

E' QUASI SEMPRE LA CHEMIOTERAPIA LA RESPONSABILE DEL RITORNO DEL CANCRO, ROVINANDO IL SISTEMA IMMUNITARIO PER ANNI E ANNI !  + le operazioni chirurgiche per asportare i tumori.

Il cancro deve essere vinto invece potenziando il sistema immunitario. Per molti tipi di tumore, il sistema immunitario ha una "memoria", esattamente come per le malattie esantematiche (morbillo, varicella, rosolia, ecc.); se il tumore viene vinto dall'organismo stesso, piuttosto che represso dai farmaci, è molto più difficile che si ripresenti in seguito. 
L'aloe ha un centinaio di principi attivi che potenziano il sistema immunitario in modo ineguagliabile rispetto a qualsiasi altro farmaco, inoltre questi hanno un ruolo attivo e selettivo nell'aggredire le cellule malate, inducendo l'apoptosi. 
Tutto questo è stato dimostrato scientificamente in molte università del mondo, comprese alcune italiane.
Vedi anche  "La terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare",
dott. Giuseppe Nacci, seconda edizione, maggio 2002
vedi anche Cancro e Medicina Naturale +  Vitamina B17


Commento NdR:
....e con queste sostanze la medicina ufficiale "cura" i malati di cancro !!
Leggete questo documento che è ormai "sparito" dal sito dell'Istituto Superiore di Sanita in internet: ISS - Chemio terapia


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CHEMIO: Ciclofosfamide incrementa rischio di neoplasie  ematologiche - vedi: Vita Rubata
In un' ampia coorte di pazienti con artrite reumatoide, il rischio relativo di neoplasie maligne ematologiche era superiore dopo trattamento con ciclofosfamide.

L'artrite reumatoide (AR) è una poliartrite infiammatoria, cronica e spesso invalidante, la cui eziologia non è ben stabilita. Il danno e l'infiammazione a livello delle articolazioni possono essere alleviati grazie all'impiego di DMARD (farmaci antireumatici che modificano l'evoluzione della malattia) il cui bersaglio è il sistema immunitario.

Negli ultimi 30 anni, i dati disponibili hanno evidenziato un aumento del rischio di neoplasie maligne ematologiche (soprattutto linfomi) nei pazienti affetti da AR. È difficile tuttavia valutare il ruolo dei
DMARD tradizionali e dei nuovi farmaci che spesso sono utilizzati in combinazione.

Dal 1 gennaio 1980 al 31 dicembre 2003, in Canada (Quebec) è stato effettuato uno studio di coorte in pazienti con AR.
L'inserimento dei pazienti nella coorte dipendeva dalla prima prescrizione di DMARD (metotrexato, idrossiclorochina, clorochina, sulfasalazina, azatioprina, leflunomide, ciclofosfamide, ciclosporina, sali di oro, minociclina, penicillamina e anti-TNF-alfa) e dall'assenza di diagnosi di neoplasie maligne ematologiche.
È stato effettuato anche un aggiustamento per fattori correlati alla severità dell'AR, compresi l'uso di glucocorticoidi, il numero di visite mediche e le caratteristiche extra-articolari della patologia.

I pazienti sono stati osservati dal loro inserimento nella coorte fino alla prima comparsa dell'evento oggetto di studio (una neoplasia maligna ematologica di nuova insorgenza), al decesso e alla conclusione dello studio (31 dicembre 2003).
Per lo studio caso-controllo nested nell'ambito della coorte, sono stati selezionati i nuovi casi di neoplasia maligna ematologica in pazienti con AR; ad ogni caso corrispondevano 10 controlli, confrontabili per età, sesso, mese e anno di inserimento nella coorte, ovviamente senza neoplasia maligna ematologica.

È stata identificata una coorte di 23.733 pazienti con AR esposti a DMARD e senza storia di cancro. Al momento dell'inserimento nella coorte, l'età media era 61,7 anni. Nel 70,1% dei casi si trattava di donne. I farmaci a cui era esposta la maggior parte dei pazienti erano metotrexato, antimalarici e sulfasalazina.
I pazienti sono stati seguiti per 6,7 anni in media, per un totale di 158.067 anni-persona.

Durante il periodo di osservazione, le neoplasie maligne ematologiche si sono sviluppate in 619 pazienti (346 casi di linfoma, 178 di leucemia e 95 di mieloma multiplo), con un'incidenza di 391,6 casi/100.000 anni-persona.
All'analisi univariata del rischio di neoplasie maligne ematologiche, è stata osservata un'associazione statisticamente significativa con azatioprina (RR 1,44; CI 95% 1,01-2,03) e ciclofosfamide (RR 2,21; 1,52-3,20).
La stima aggiustata suggeriva che il rischio di neoplasie ematologiche era più elevato dopo esposizione a ciclofosfamide (RR 1,84; 1,24-2,73).
Valutando soltanto i linfomi, l'RR aggiustato era 1,23 (0,97-1,57) per il metotrexato, 1,09 (0,67-1,77) per l'azatioprina, 2,12 (1,33-3,54) per la ciclofosfamide e 3,14 (0,58-17,1) per gli anti-TNF-alfa.

Rispetto ai pazienti non esposti, gli anti-TNF-alfa mostravano un aumento di 5 volte del rischio di linfoma, tenendo conto, tra l'altro, che tali farmaci sono stati inseriti nel prontuario provinciale del Quebec soltanto nel 2002.

Riferimento bibliografico :
Bernatsky S et al. Hematologic malignant neoplasms after drug exposure in rheumatoid arthritis. Arch Intern Med 2008; 168: 378-81.

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Tossicità da chemioterapia: a cura del dott. Giampaolo Talamo  - 29 gennaio 2002 - Roma
INTRODUZIONE
Alcuni pazienti e molte persone normali ritengono che la chemioterapia costituisca un “veleno”.
In alcuni casi questa convinzione e' fomentata da finti guaritori che pubblicizzano i loro prodotti alternativi, ma bisogna ammettere che i farmaci chemioterapici sono tra le medicine più tossiche e potenzialmente letali di cui si disponga in terapia.
Il problema risiede nel fatto che, in generale, i farmaci chemioterapici non riescono a distinguere le cellule maligne da quelle normali, per cui i loro effetti terapeutici spesso non possono essere disgiunti da quelli tossici.
Gli oncologi cercano di minimizzare i problemi sfruttando le differenze cinetiche di crescita tra i tessuti normali e quelli neoplastici (per esempio somministrando alcuni tipi di chemioterapia una volta al mese, al fine di permettere la rigenerazione dei tessuti normali), ma e' innegabile che i farmaci antitumorali siano potenzialmente assai pericolosi: per fare un esempio, una persona che riceve 1000 mg di metotrexato per via endovenosa e' sicuramente destinata alla morte a causa degli effetti tossici, ma con adeguati accorgimenti uno specialista oncologo può somministrarne oltre 15 grammi senza che si verifichino seri problemi.
Ecco perché la somministrazione della chemioterapia deve essere sempre diretta e supervisionata da medici specializzati in questo settore.
I farmaci chemioterapici possono produrre degli effetti tossici diversi anche se appartengono ad una stessa classe terapeutica, a causa di differenze di distribuzione e metabolismo. Prendiamo ad esempio due alcaloidi della vinca: la vincristina e' altamente tossica per il sistema nervoso e minimamente tossica per il midollo osseo, mentre la vinorelbina ha effetti collaterali esattamente opposti.
Anche il profilo di tossicità di uno stesso farmaco può variare a seconda della modalità di somministrazione: per esempio, la tossicita' principale della doxorubicina in bolo e' la mielosoppressione, mentre quella della doxorubicina somministrata in infusione continua per 96 ore e' la mucosite.
Le condizioni metaboliche del paziente sono assai importanti, perché possono influire notevolmente sulla tossicità della chemioterapia: per fare un esempio, nei pazienti con insufficienza epatica la tossicità degli alcaloidi della vinca e' aumentata, perché questi farmaci sono escreti dal sistema epatobiliare, mentre la tossicità della ciclofosfamide e' diminuita, poiché questo farmaco viene convertito nei suoi metaboliti attivi nel fegato.
Infine bisogna notare che assai spesso i farmaci chemioterapici vengono somministrati in combinazioni multiple (polichemioterapia), per cui la tossicità osservata sarà il risultato di un effetto additivo o sinergistico dei singoli farmaci.
In un altro articolo (''I farmaci chemioterapici'') ho elencato i principali effetti tossici per ogni singolo farmaco antineoplastico. In questo articolo invece esporrò gli effetti tossici della chemioterapia suddividendoli in base all'organo o all'apparato interessato. Mi soffermerò maggiormente sugli effetti tossici più frequenti ed importanti.

SISTEMA EMATOLOGICO
La maggior parte dei farmaci chemioterapici induce mielosoppressione, cioè la distruzione delle cellule staminali e progenitrici contenute nel midollo osseo. In maniera più o meno selettiva, tutte e tre le linee ematopoietiche sono compromesse: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Tuttavia, dato che l’emivita dei neutrofili e' di 6-8 ore, quella delle piastrine e' di 5-7 giorni, e quella dei globuli rossi e' di 50-65 giorni, e' intuitivo che la prima manifestazione della chemioterapia e' la neutropenia, mentre l’anemia e' l’ultima a comparire.
Il periodo di tempo necessario per raggiungere il nadir (cioe' il punto piu' basso dei valori nel tempo) delle cellule ematiche dopo la somministrazione della chemioterapia dipende dagli agenti specifici:
-Per la maggior parte dei farmaci antineoplastici, il nadir si verifica dopo 10 giorni, e il recupero avviene in 3-4 settimane.
-Per melfalan, dacarbazina, procarbazina e busulfano il nadir si verifica dopo 2-4 settimane, e il recupero avviene in 6 settimane.
-Per le nitrosouree il nadir si verifica in 4-5 settimane, e il recupero avviene in 6-8 settimane.
Come regola generale, una chemioterapia mielosoppressiva non deve essere somministrata se il numero dei neutrofili e' < 1.000/mmc oppure le piastrine sono <100.000/mmc.

ANEMIA
La trasfusione di sangue si rende necessaria quando l’emoglobina scende al di sotto di 8 g/dL.
Al fine di evitare o minimizzare il grado di anemia dopo la chemioterapia, i pazienti oncologici possono ricevere l’eritropoietina.
Non sempre il meccanismo dell'anemia secondaria alla chemioterapia consiste nella distruzione dei precursori eritrocitari nel midollo osseo: per esempio, e' stato dimostrato che la causa principale dell'anemia dovuta al cisplatino e' la riduzione della produzione di eritropoietina, che risulta dal danno tubulare renale indotto dal cisplatino.

NEUTROPENIA e FEBBRE NEUTROPENICA
La neutropenia si associa ad un aumentato rischio di infezioni quando il numero dei granulociti neutrofili (attenzione: non il numero dei granulociti totali) e' <1.000/mmc.
Gli agenti infettivi responsabili delle febbri neutropeniche possono essere batteri gram-positivi (stafilococcus aureus, stafilococcus epidermidis, streptococcus viridans), batteri gram-negativi (pseudomonas aeruginosa, escherichia coli, enterococci), batteri anaerobi (1% dei casi) e funghi (candida).
Non sempre le misure preventive e di isolamento (copricapo, guanti, maschere, ecc.) sono efficaci: nell’80% dei casi, le infezioni dei pazienti neutropenici insorgono dalla flora endogena del paziente stesso, in particolare dal tratto gastrointestinale.
La profilassi si avvale dei chinolonici per via orale (ciprofloxacina 500 mg x 2/die).
La terapia può essere iniziata empiricamente con tre antibiotici (penicillina antipseudomonica + aminoglicoside + vancomicina) oppure con una cefalosporina di quarta generazione (cefepime). La durata della neutropenia viene ridotta dalla somministrazione di G-CSF (granulocyte colony-stimulating factor).

IMMUNOSOPPRESSIONE
I pazienti sottoposti a chemioterapia possono diventare immunodepressi non solo a causa della neutropenia, ma anche per la distruzione dei linfociti: alcuni farmaci come gli analoghi sintetici dell'adenosina (pentostatina, fludarabina e cladribina) hanno un potente effetto linfotossico, e possono indurre uno stato di immunodepressione cosi’severo che e' sovrapponibile a quello dell'AIDS in fase terminale.
I pazienti immunodepressi diventano suscettibili allo sviluppo di un grande varieta' di infezioni.

PIASTRINOPENIA
Il rischio di emorragie interne od esterne e' trascurabile se il numero delle piastrine e' > 50.000/mmc. Le trasfusioni piastriniche sono indicate quando la conta piastrinica e' < 15,000. La piastrinopenia da chemioterapia può essere trattata con interleukina-11.

MICROANGIOPATIA TROMBOTICA Farmaco maggiormente responsabile: mitomicina C. La microangiopatia trombotica si manifesta in circa il 10% dei pazienti trattati con mitomicina C, e la maggior parte dei casi si verifica quando la dose totale supera i 60 mg.
La microangiopatia trombotica include diverse entità cliniche: l’anemia emolitica microangiopatica, la porpora trombotica trombocitopenica, e la sindrome uremico-emolitica (= anemia emolitica microangiopatica + trombocitopenia + insufficienza renale).

COAGULOPATIA
Farmaco maggiormente responsabile: asparaginasi.
L’asparaginasi fa ridurre la produzione epatica di diverse proteine coinvolte nella coagulazione, sia fattori procoagulanti (tra cui la protrombina, i fattori XI, X, IX, VIII, VII, V, e il fibrinogeno) che anticoagulanti (antitrombina III, proteina C, proteina S). Di conseguenza, alcuni pazienti (1%) sviluppano una coagulopatia, o sotto forma di eventi trombotici (trombosi venosa profonda, embolia polmonare), oppure sotto forma di emorragie (per esempio, ictus emorragici).

LEUCEMIE SECONDARIE
Farmaci maggiormente responsabili: agenti alchilanti.
Oltre alla mielodisplasia, i farmaci chemioterapici possono causare lo sviluppo di una vera e propria leucemia. Si tratta in genere di una leucemia mieloblastica acuta, che insorge dopo 3-5 anni dall’inizio della chemioterapia (ma si può sviluppare anche dopo 10 anni), e di solito ha un decorso aggressivo e letale.

POLMONI
POLMONITE INTERSTIZIALE / FIBROSI POLMONARE CRONICA
Farmaci maggiormente responsabili: bleomicina, busulfano, ciclofosfamide, clorambucile, melfalan, metotrexato, mitomicina C, nitrosouree.
Il 10% dei pazienti che ricevono una dose cumulativa totale di bleomicina > 200 u/m2 sviluppa polmonite interstiziale, che con il tempo progredisce in fibrosi polmonare. Le manifestazioni cliniche sono tosse secca, dispnea, febbre e rantoli alle basi. Per la diagnosi si può rendere necessaria la biopsia polmonare.
Per quanto riguarda il busulfano, la fibrosi polmonare si verifica nel 4% dei pazienti, ma all'esame autoptico le lesioni polmonari sono rilevabili nel 46% dei casi. L'intervallo tra il trattamento e l'inizio dei sintomi e' generalmente più lungo rispetto a quello degli altri farmaci antineoplastici, perché può essere anche di 10 anni. Il rischio di tossicità polmonare da busulfano aumenta quando la dose cumulativa del farmaco e' >500 mg.

POLMONITE ACUTA DA IPERSENSIBILITA'
Farmaci maggiormente responsabili: bleomicina, metotrexato, procarbazina.
EDEMA POLMONARE ACUTO

Farmaci maggiormente responsabili: Ara-C, ciclofosfamide, metotrexato, mitomicina C, teniposide.

VERSAMENTI PLEURICI
Farmaci maggiormente responsabili: bleomicina, busulfano, ciclofosfamide, docetaxel, metotrexato, mitomicina C, procarbazina.
La comparsa di un versamento pleurico avviene nel 12% dei pazienti trattati con docetaxel, ed e' dovuto alla ritenzione idrica associata alla somministrazione di questo farmaco (cosi' come gli edemi periferici e l'aumento di peso).

CUORE  - ARITMIE
Farmaci maggiormente responsabili: antracicline, ciclofosfamide, paclitaxel.
Le aritmie più frequenti in corso di terapia con antracicline sono la tachicardia sinusale, le tachicardie sopraventricolari e battiti prematuri atriali o ventricolari; queste aritmie sono generalmente asintomatiche e transitorie, perché  di solito si risolvono nel giro di una settimana. Sebbene le aritmie si verifichino nel 30-40% dei pazienti trattati con doxorubicina, quelle pericolose, come la tachicardia ventricolare, sono assai rare. Le aritmie indotte dal paclitaxel sono la bradicardia sinusale, battiti prematuri ventricolari, la tachicardia ventricolare e vari gradi di blocchi atrioventricolari. L'effetto più frequente e' una bradicardia asintomatica e transitoria, che si verifica nel 25-30% dei pazienti trattati.

SCOMPENSO CARDIACO
Farmaci maggiormente responsabili: antracicline, ciclofosfamide, ifosfamide, mitomicina C, mitoxantrone.
Con la ciclofosfamide, la cardiotossicita' si verifica solo con alte dosi (>150 mg/Kg), come quelle usate in corso di trapianto di midollo; il decorso e' fulminante, con scompenso cardiaco e pericardite che si sviluppano in 10-14 giorni.
Con la mitomicina C, lo scompenso cardiaco avviene in circa il 5% dei pazienti trattati, e la sua incidenza aumenta quando la dose cumulativa e' >300 mg/m2.
Il farmaco antineoplastico più comunemente associato allo sviluppo di scompenso cardiaco e' la doxorubicina. L'effetto e' dose-dipendente: l'insufficienza cardiaca si sviluppa nell'1% dei pazienti trattati con una dose cumulativa di 450 mg/m2, nel 7% con 550 mg/m2, e nel 30% dei casi se la dose cumulativa e' >550 mg/m2.

La doxorubicina deve essere sospesa se:
-La dose cumulativa e' >550 mg/m2;
-Compare scompenso cardiaco; -Compaiono alterazioni dell'ECG: tachicardia sinusale, aritmie, depressione del tratto ST, appiattimento delle onde T, riduzione dei voltaggi; -La frazione di eiezione e' <45% oppure si riduce di oltre il 10% nel corso della chemioterapia.
La cardiotossicita' da antracicline puo’essere prevenuta dalla somministrazione di dexrazoxano, che deve essere iniziata quando la dose cumulativa di doxorubicina e' >300 mg/m2.

ISCHEMIA MIOCARDICA
Farmaci maggiormente responsabili: antracicline, cisplatino, etoposide, 5-fluorouracile, alcaloidi della vinca.
Gli episodi di angina e infarto miocardico determinati dal cisplatino sono verosimilmente causati da vasospasmo delle arterie coronarie, poiche' gli studi angiografici nei pazienti affetti hanno mostrato delle arterie coronarie pervie e un vasospasmo significativo dopo iniezione di ergonovina.

PERICARDITE-MIOCARDITE ACUTA
Farmaci maggiormente responsabili: antracicline, ciclofosfamide (vedi sopra).

APPARATO GASTROINTESTINALE - NAUSEA / VOMITO
Farmaci maggiormente responsabili: antracicline, ciclofosfamide ad alte dosi, cisplatino, dacarbazina, mecloretamina, nitrosouree.
Il vomito da chemioterapia e' distinto in: a) acuto, che insorge 1-2 ore dopo la chemioterapia e di solito scompare entro 24 ore; b) subacuto, che insorge 9-18 ore dopo l'inizio della chemioterapia; c) ritardato, che insorge 48-72 ore dopo l'inizio della chemioterapia e scompare dopo 1-3 giorni.
Il vomito da chemioterapia e' dovuto alla stimolazione diretta o indiretta di un centro cerebrale chiamato in inglese chemoreceptor trigger zone (CTZ), localizzato nell'area postrema, cioè in corrispondenza del margine caudale del quarto ventricolo. Il neurotrasmettitore piu' importante nell'attivazione del CTZ e' la serotonina (chiamata anche 5-HT, da 5-Hydroxy-Tryptamine), ma vi prendono parte anche la dopamina, l'istamina, l'acetilcolina, l'apomorfina e altri ancora.
Alcuni farmaci chemioterapici inducono vomito non solo stimolando direttamente il CTZ, ma anche stimolando i nervi afferenti del tratto gastrointestinale: la distruzione delle cellule enterocromaffini da parte della chemioterapia fa rilasciare alte quantità di serotonina nella mucosa intestinale, e questa serotonina va ad attivare i recettori 5-HT3 dei neuroni locali -afferenti vagali-, che a loro volta stimolano il CTZ.

I farmaci antiemetici utilizzati nei pazienti sottoposti a chemioterapia appartengono a 5 classi:
1) Antagonisti della serotonina: dolasetron, granisetron, ondansetron, tropiseton. I loro effetti collaterali più frequenti sono la costipazione e cefalea lieve.
2) Fenotiazine: clorpromazina, proclorperazina. Esse agiscono come antagonisti della dopamina, e inibiscono il centro del vomito. I loro effetti collaterali più importanti sono sedazione, ortostatismo, effetti anticolinergici e reazioni extrapiramidali (torcicollo, crisi oculogire, disartria, acatisia, ecc).
3) Metoclopramide. Agisce come antagonista della dopamina. I suoi effetti collaterali piu' importanti sono sedazione, diarrea e reazioni extrapiramidali.
4)Corticosteroidi:desametasone, metilprednisolone.
5) Benzodiazepine:lorazepam. Gli effetti collaterali più importanti sono sedazione e amnesia.

MUCOSITE
La mucosite si sviluppa 2-10 giorni dopo la chemioterapia, e può essere indotta da moltissimi farmaci antineoplastici. I farmaci maggiormente responsabili sono: antracicline, Ara-C, cisplatino, etoposide, 5
fluorouracile, metotrexato.
La mucosite consiste in infiammazione della lingua (glossite), della bocca (stomatite), faringite, esofagite ed enterite (da qui la diarrea da chemioterapia).
La severità della stomatite, della faringite e dell'esofagite e' variabile: si va da casi lievi, in cui il paziente ha un lieve eritema e avverte solo un leggero fastidio quando ingerisce liquidi acidi (come il succo d'arancia), a casi severi, dove ci sono ulcerazioni estese e il dolore e' così intenso che il paziente non riesce a mangiare e si rende necessaria l'alimentazione parenterale.
A parte il dolore locale, che provoca odinofagia e disfagia, la mucosite e' importante perché la sua presenza favorisce lo sviluppo di infezioni: infatti la normale barriera protettiva dell'epitelio orale viene distrutta, e le ulcerazioni che frequentemente accompagnano la mucosite costituiscono una porta d'ingresso per i microrganismi endogeni. Le infezioni e sepsi più frequentemente osservate sono quelle da candida, herpes simplex tipo 1, e vari batteri.
La mucosite da 5-fluorouracile si verifica soprattutto dopo un'infusione continua per 5 giorni; essa inizia 3-8 giorni dopo la somministrazione del 5-fluorouracile e dura generalmente 7-12 giorni.
Nel caso del 5-fluorouracile e del metotrexato, la stomatite può essere prevenuta raccomandando al paziente di succhiare del ghiaccio durante l'infusione del farmaco. Sono utili anche lavaggi con soda e clorexidina. I pazienti che ricevono metotrexato a dosi alte devono ricevere anche la leucovorina.
Il trattamento della mucosite orale consiste in idratazione adeguata, lavaggi con soda e clorexidina, analgesici locali (per esempio lidocaina al 2% 10 mL, da sputare dopo 30 secondi), e analgesici per via sistemica (anche gli oppioidi).

DIARREA
Farmaci maggiormente responsabili: Ara-C, 5-fluorouracile, irinotecan, metotrexato.
La diarrea e' una manifestazione di mucosite (vedi sopra), ed e' la conseguenza della distruzione delle cellule epiteliali intestinali da parte dei farmaci antineoplastici.
La diarrea si verifica in circa l'80% dei pazienti trattati con irinotecan; se insorge nelle prime 24 ore, bisogna somministrare atropina 0.5 mg EV, se invece insorge tardivamente, cioè oltre 24 ore dopo la somministrazione di irinotecan, bisogna somministrare loperamide 4 mg per os, seguiti da 2 mg ogni 2 ore fino a quando la diarrea si risolve.
I farmaci impiegati nel trattamento della diarrea da chemioterapia sono la loperamide, il difenossilato, gli oppioidi e la somatostatina (100-150 mcg SC x 3/die).

ILEO PARALITICO
Farmaci maggiormente responsabili: alcaloidi della vinca.
I pazienti trattati con vincristina dovrebbero sempre ricevere dei lassativi.

TIFLITE
La tiflite e' un'enterocolite necrotizzante che si verifica nei pazienti severamente neutropenici. In assenza dei neutrofili i batteri della normale flora intestinale riescono ad invadere la mucosa e a distruggere le pareti intestinali. L'intestino, di solito a livello del cieco e dell'ileo terminale, e' edematoso e contiene aree di ulcerazione.
Le manifestazioni cliniche della tiflite da neutropenia sono: febbre, dolore addominale e positività del segno di Blumberg. Il quadro clinico assomiglia a quello di un'appendicite acuta.

DANNO EPATOCELLULARE
Moltissimi agenti chemioterapici sono in grado di produrre un danno epatocellulare.
L'epatotossicita' da dacarbazina ha delle caratteristiche peculiari, perché si tratta di una reazione da ipersensibilita'; l'istologia mostra un infiltrato di eosinofili nei vasi epatici. Il quadro clinico include ittero, ascite, dolore addominale alto ed elevazione delle transaminasi.

COLESTASI
Farmaci maggiormente responsabili: busulfano, floxuridina per via endoarteriosa, 6-mercaptopurina.

COLANGITE SCLEROSANTE
Farmaco maggiormente responsabile: floxuridina per via endoarteriosa.

SINDROME VENO-OCCLUSIVA
Molti agenti chemioterapici possono indurre la comparsa di una sindrome veno-occlusiva. Questa si verifica soprattutto nei regimi di condizionamento per il trapianto di midollo.

PANCREATITE
Farmaco maggiormente responsabile: asparaginasi. Un processo pancreatitico e' documentabile nel 15% dei pazienti trattati con asparaginasi.

REFERENCE
G. Talamo. Pathophysiology of emergency illness due to treatment of cancer. In: Oncologic Emergencies, edited by Brian Decker Publishing (Cancer Medicine Series), 2002 (in press).


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