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Sulla Chemioterapia si sa già tutto: Essa
ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La
chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso:
"Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardate a
che assurdità si è arrivati.
Nella chemioterapia, la
ciclofosfamide non è altro che un
iprite chelata che viene
introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di
Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico.
Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido
cloridrico ?
Questi alcuni danni:
Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa,
instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica, ed in
alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.
Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben
noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le
basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato
in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno
studio pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha
permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate
oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule
cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha
infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli
oligodendrociti (*), responsabili della produzione di
mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per
custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto
del corpo.
Quando infatti la mielina non
e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule
nervose avviene con difficolta'.
Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi,
sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno
osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato
una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli
animali. Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono
verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e
possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del
trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella
chemioterapia.
I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio
rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da
tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle
ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in
genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia
standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i
ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni
cerebrali''.
AGI Salute - 24/04/2008 - Washington - USA
(*) NdR:
Tradizionalmente vi sono due classi di oligodendrociti.
La prima classe è evidenziabile
nella sostanza grigia del sistema nervoso centrale, addossata ai
pirenofori (oligodendrociti satelliti perineuronali), con
funzioni coadiuvanti metaboliche. La seconda classe si trova
nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale (oligodendrociti
interfascicolari), intercalata tra gli assoni.
Gli
oligodendrociti interfascicolari hanno il compito di
rivestire gli assoni del
sistema nervoso centrale con una sostanza lipidica chiamata
mielina producendo la cosiddetta
guaina mielinica. La guaina isola l'assone permettendo
quindi una migliore propagazione dei segnali elettrici
(conduzione saltatoria). Al contrario delle cellule di Schwann,
gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché
forniti di numerosi prolungamenti. Tratto da wikipedia.it
Lo stesso problema =
demielinizzazione (incapacita' alla produzione di mielina),
si presenta con i l'utilizzo dei
Vaccini !!
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Scoperti i danni
neurologici della chemioterapia
Washington - Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di
testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica
ed in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.
Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben
noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi
fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in
maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio
pubblicato sulla rivista "Journal of Biology" ha permesso
di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi,
'5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule
cerebrali.
Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha
infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli
oligodendrociti, responsabili della produzione di
mielina nel sistema nervoso centrale.
Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per
custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto
del corpo.
Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la
comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'.
Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi,
sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno
osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato
una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli
animali.
Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono
verificarsi anche anni dopo il completamento del
trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la
durata del trattamento e la combinazione di
farmaci utilizzati
nella chemioterapia. I
ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio
rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da
tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle
ovaie e all'intestino. Questo perche' questi pazienti sono in
genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia
standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i
ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni
cerebrali''.
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La chemioterapia
indebolisce la memoria - Gli effetti
possono perdurare anche per dieci anni
Uno studio condotto presso l’Università della California a Los
Angeles (UCLA) e pubblicati sull’ultimo numero della rivista
“Breast Cancer Research and Treatment” mostra che la
chemioterapia può indurre modificazioni nel metabolismo
cerebrale e nel flusso ematico, e che di questi effetti il
paziente può risentire anche a dieci anni di distanza.
Questi risultati possono aiutare a spiegare i disturbi lamentati
da molti pazienti sottoposti a chemioterapia.
“Queste persone spesso faticano a mettere a fuoco o ricordare
cose o compiti complessi in un modo che non gli accadeva prima
della chemioterapia” spiega Daniel Silverman, che ha diretto
la ricerca.Silverman e colleghi hanno usato la tomografia a
emissione di positroni (PET) per scandire il cervello di
pazienti che erano state sottoposte a intervento chirurgico per
la rimozione di un cancro al seno da cinque a dieci anni prima.
Una parte di esse era stata successivamente sottoposta a
chemioterapia per ridurre il rischio di recidive.
Confrontando le immagini PET ottenute da questo gruppo, da un
gruppo di pazienti non sottoposte a chemioterapia e da un
ulteriore gruppo di controllo di soggetti sani, si è riscontrato
come nelle pazienti trattate si potesse riscontrare una
diminuzione del metabolismo cerebrale a livello della corteccia
frontale.
A questa riduzione del metabolismo corrispondeva un
peggioramento nei test sulle capacità mnemoniche.
"Quanto più a lungo i pazienti riescono a sopravvivere, tanto
più i medici sono in grado di rilevare gli effetti collaterali a
lunga scadenza della chemioterapia. La nostra scoperta – ha
aggiunto Silverman – suggerisce che sarebbe opportuno
monitorare gli effetti della chemioterapia sul metabolismo
cerebrale dei pazienti, affiancandola alle tomografie total body
già contemplate nei protocolli per valutare la risposta dei
pazienti alla terapia”.
Tale procedura sarebbe utile, conclude Silverman anche per
cercare di comprendere i meccanismi, tuttora ignoti, che sono
alla base di questo fenomeno.
Tratto da: 2006 Le Scienze S.p.A.
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Chemioterapia: danno irreparabile e un
atto criminale
contro l’Umanità !!
vedi documento: Controindicazioni
dei farmaci utilizzati in Chemioterapia in Italia
Fonte I.S.S. (Istituto Superiore Sanita')
I cicli di chemio e di radio
terapia oltre ad intossicare gravemente, distruggere le cellule
nervose del
cervello di sopra (nel cranio) e di
quello di sotto
(nell’intestino),
causano anche lesioni alla pelle.
Nei pazienti
con tumore trattati con ripetuti cicli (minimo 2) si provocano
lesioni alla cute piu’ o meno intense a seconda del paziente e
dell’intenstita’ del trattamento con le irradiazioni ed i
farmaci tossici tipici della chemio, che possono incidere in
modo pesante sulla qualita’ della vita del malato.
Qualsiasi
forma di
Chemio-Terapia causa un
danno
irreparabile alle
condizioni
fisiche di
coloro che
si espongono
all’azione di
questi veleni,
chiamati ”farmaci
cito-tossici”.
Lo
stesso Giuramento
d’Ippocrate fa
espressamente
divieto
di somministrare “veleno” al
paziente, anche
se richiesto
dall’ammalato stesso - vedi
Giuramento
d’Ippocrate.
Questi
veleni (”Farmaci cito-tossici”), entrano nel
circolo sanguigno
tramite iniezione
e/o fleboclisi
endovenosa, oppure
per assorbimento indiretto dallo
stomaco o
dalla mucosa
intestinale. Questo tipo di
trattamento è
diverso dalla Chirurgia
o dalla
Radio-Terapia, che concentrano
i loro
effetti su
punti o
aree specifici
del corpo
umano (terapie “mirate”).
Negli
ospedali si
fa ricorso
alla Chemio-Terapia
quando c’è
la possibilità
che le
cellule tumorali
possano essere
presenti in
altre zone
dell’organismo oltre alla
sede del
tumore primario.
Ma
raramente la
Chemio-Terapia garantisce un
periodo di
sopravvivenza di almeno
5 anni,
indicato
impropriamente
come ”periodo
di cura”.
La Chemio-Terapia arresta
temporaneamente l’anomala crescita
cellulare, oppure
può alleviare
il dolore
per qualche
tempo, o
allungare di
poco il
tempo di
sopravvivenza.
Raramente si può
parlare di”
remissione”: dati bibliografici riferiscono percentuali di
riuscita in meno dell1%
in caso
di cancro
del pancreas,
del 3% in
caso di
cancro al
fegato, del 7%
in caso
di cancro
dell’intestino … Esistono
circa 60-70
farmaci citotossici
in commercio
in tutto
il mondo.
Per l’Italia i nomi commerciali
sono riportati in tabella 2a
(elenco parziale):
Alcuni di questi
veleni causano
meno problemi
di altri
come: insonnia,
spossatezza, diarrea,
alopecia,
stomatite,
leucopenia, piastrinopenia,
anemia,
nausea,
vomito…
Questi
sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perchè
visibilmente riscontrabili. Ciò
di
cui raramente
si parla
sono gli
effetti più
gravi e
più duraturi,
le cui
conseguenze
deteriorano
profondamente la
vita del paziente e
il decorso
stesso della
sua malattia,
rendendo
inutili persino
le terapie
basate sull’immuno-stimolazione
dei linfociti Natural Killer, sull’attività
apoptotica e
detossificante di estratti
di piante
mediche. Questi danni profondi
e irreversibili,
di cui
raramente si
discute, sono
i seguenti:
1) grave riduzione, stabile
e duratura,
del numero
di particolari
tipi e sottotipi di globuli
bianchi,
indispensabili
alla risposta
immunitaria
specifica
contro il
tumore.
2)
mutazioni
cellulari di
tipo somatico,
con comparsa
di altri
tumori secondari
e/o metastasi
3) mutazioni
cellulari di
tipo germinale
(testicoli oppure
ovaie), con
comparsa di
sterilità, aborti o di bimbi malformati in
quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemio-Terapia e al
Cancro.
4) accelerazione
della crescita
del tumore,
anziché una
sua riduzione,
con comparsa
di resistenza
crociata del
tumore ad
altri veleni
(pompa glicoproteica
di membrana).
La
Cemio-Terapia è quindi controindicata in maniera assoluta in
qualsiasi forma di associazione alla Immuno-Terapia. La
Chemio-Terapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei
confronti dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona
capacità di identificazione e di distruzione di masse tumorali
mediante Immuno-Terapia specifica anti-neoplastica (vedi
capitolo 4).
Si può
infatti affermare, secondo l'autore del presente lavoro, che
saranno solo e soltanto le difese immunitarie del paziente
stesso a risolvere la patologia neoplastica, portandolo così ad
una completa guarigione dal Cancro.
L'intervento chirurgico e la Radio-Terapia devono essere
considerate soltanto come tecniche o metodiche d'appoggio capaci
di eliminare una certa quota della massa tumorale primitiva e
delle sue metastasi, fermo restando che
nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa
di guarigione finale del paziente dal tumore: l'eventuale ed
effettiva guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà
solo e soltanto dalla capacità delle difese immunitarie di
riconoscere e distruggere in maniera selettiva e radicale il
tumore stesso
L’Immuno-Terapia nega pertanto alla CH.T. qualsiasi valenza
curativa e di guarigione
nei confronti del tumore. Si può pertanto
affermare che è stato già dimostrato in letteratura medica il
fallimento sostanziale della Chemio-Terapia per quasi tutte le
forme tumorali (vedi Tabella 2b): la Chemio-Terapia riduce la massa
tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni estesi
a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando:
insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di
caduta di difesa immunitaria contro il tumore stesso),
insufficienza epatica e renale, possibile evoluzione in
fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, danni cardiaci
e ai vasi ematici, leucemie e cancri secondari in percentuale
variabile.
In ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso
caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad
altri farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemio-Terapia
successiva di seconda o terza linea, fino ad essere definita
alla fine, in termini del tutto inappropriati, "Chemio-Terapia
di salvataggio": in
realtà una Chemio-Terapia finale e distruttiva, eseguita con
farmaci chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione
effettiva….”
La CHEMIO PROVOCA il
CANCRO !!!
"Le cose si complicano qualora si considera che alcuni
considerano tumori secondari quelli che insorgono come
conseguenza della terapia di un tumore precedente. Per
esempio, nel caso del signore con quattro tumori descritto in un
precedente messaggio, la leucemia è probabilmente causata dalla
chemio/radioterapia per uno dei tre tumori precedenti."
Dr. Cordiano (medico)
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Tabella 2a: Farmaci
cito-tossici in vendita in Italia per Chemio-Terapia
I nomi commerciali sono in corsivo. I costi, in Lire, sono riferiti
all'anno 1998
AZIENDE FARMACEUTICHE:
Astra Zeneca S.p.A.
Aventis Pharma S.p..A.
Bristol-Myers Squibb S.p.A
Chiron Italia S.r.l.
Dompè Biotec S.p.A.
Eli Lilly S.p.A.
Glaxo Wellcome S.p.A.
Ipsen S.p.A.
Italfarmaco S.p.A.
Janssen-Cilag S.p.A.
Novartis Farma S.p.A.
Roche S.p.A.
Schering Plough S.p.A.
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Agenti alchilanti
Ciclofosfamide:
ENDOXAN ASTA® di Asta Medica: 50
confetti da 50 mg l'uno, fascia A
ENDOXAN ASTA®
di Asta Medica: fiale da 0,5 grammi; Fascia A
ENDOXAN ASTA®
di Asta Medica: fiale da 1 grammo; Fascia A
cicIofosfamide
Mostarda azotata Chim. e Farm. Mostarda azotata:
denominazione generica di alcune sostanze vescicanti di formula analoga
all'iprite (detto gas mostarda, per il suo odore simile
alla senape)
Aggressivo chimico usato durante la prima guerra mondiale dai
Tedeschi, in bombardamenti d'artiglieria, sul fronte tenuto
dalle truppe alleate a Ypres, nelle Fiandre, il 20 luglio 1917.
Clorambucil:
LEUKERAN®
della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; fascia A
LINFOLYSIN®
del Nuovo Ist. Sier. Milan.: 50 confetti da 2 mg l'uno; fascia A
Busulfan:
MYLERAN®
della Glaxo: 100 compresse da 2 mg; fascia A
Melfalan :
ALKERAN®
della Glaxo: 25 compresse da 5 mg l'una; Fascia A
Nitrosuree:
A)
Carmustina (BCNU)
B)
Iomustina (CCNU)
Cis-diclorodiammina platino:
CIS-PLATINO TEVA®
della Teva: fiale da 20 ml da 10 mg per endovena; fascia A
CIS-PLATINO TEVA®
della Teva: fiale da 100 ml da 50 mg per endovena; fascia A
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 10 mg per endovena; fascia A
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 25 mg per endovena; fascia A
CITOPLATINO®
della Rhone Poulenc: fiale da 50 mg per endovena; fascia A
PLATAMINE®
della Pharmacia; fiale da 10 mg; Fascia A
PLATAMINEâ®
della Pharmacia; fiale da 25 mg; Fascia A
PLATAMINE®
della Pharmacia fiale da 50 mg ; Fascia C
PLATINEX®
della BMS fiale per endovena da 10
mg; Fascia C
PLATINEX®
della BMS fiale per endovena da 10
mg in 20 ml, sol. Pronta; Fascia A
PLATINEX®
della BMS: fiale per endovena da 25 mg in 50 ml; fascia A
PLATINEX®
della BMS: fiale per endovena da 50 mg in 100 ml; fascia C
Carboplatino:
PARAPLATIN®
della BMS: fiale da 150 mg per endovena; Fascia A
PARAPLATIN®
della BMS: fiale da 50 mg per endovena; Fascia A
Antibiotici anti-tumorali (ricavati dallo Streptomyces):
Doxorubicina (Adriamicina):
ADRIBLASTINA SOL. PRON.® della Pharmacia : fiale da 10 mg in 5 ml; Fascia C
Daunorubicina (Daunomucina):
DAUNOBLASTINA®
della Pharmacia : fiale da 20 mg; fascia A
Bleomicina:
BLEOMICINA®
della Rhone Poulenc: fiale liofilizz. da 15 mg per endovena;
fascia A
Dactinomicina (Actinomicina D):
Mitomicina C:
MITOMYCIN C®
della Kyowa; fiale da 2 mg; Fascia A
Alcaloidi di origine vegetale
Alcaloidi della Vinca :
Vincristina:
VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale da 1 mg; fascia C
VINCRISTINA PHARMACIA® della Pharmacia: fiale 2 mg; fascia C
VINCRISTINA TEVA®
della Teva: fiale da 1 mg; fascia C
VINCRISTINA®
della Eli Lilly: fiale da 1 mg, fascia A
Vinblastina:
VELBE®
della Eli Lilly; fiala da 10 mg; fascia A
Derivati dalla Mandragora:
VP-16
(Mandragora, Podofillotossina)
Anti-Metaboliti (antagonisti delle purine)
Tioguanina (6 Thioguanina, 6 TG)
THIOGUANINE®
della Glaxo, 25 compresse da 40 mg, fascia A
Mercaptopurina (6- Mercaptopurina, 6 MP)
PURINETHOL®
della Glaxo, 25 compresse da 50 mg, fascia A
Antagonisti delle pirimidine
Citarabina (Citosina arabinoside, ARA-C)
ARACYTIN®
della Pharmacia: fiale da 100 mg in 10 ml, fascia A
ARACYTIN®
della Pharmacia: fiale da 500 mg in 5 ml, fascia A
ERPALFA®
della Intes: collirio da 0,5 % in 5 ml, impiegata nelle cheratiti
virali; fascia C
Flurouracile (5-Fluorouracile, 5-FU)
FLUOROURACILE TEVA® della Teva, fiale da 250 mg; fascia A
FLUOROURACILE®
della Roche, fiale da 250 mg in 45 ml; fascia C
EFUDIX®
della Roche, unguento da 20 grammi al 5%; fascia A; impiegato per
applicazioni d'unguento sulla pelle per cheratosi solare,
cheratosi senile, malattia di Bowen, epiteliomi basocellulari
Metotrexato (MTX)
BRIMEXATE®
della BMS; fiale da 20 mg;
fascia C
METHOTREXATE 500®
della Wyeth; fiale da 500 mg; fascia A
METHOTREXATE®
della Wyeth; 100 compresse da 2,5 mg; fascia C
METHOTREXATE®
della Wyeth; 25 compresse da 2,5 mg; fascia A
METHOTREXATE®
della Wyeth; fiale da 50 mg; fascia A
METHOTREXATE®
della Wyeth; fiale da 5 mg; fascia A
METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 500 mg; fascia A
METHOTRESSATO TEVA® della Teva ; fiale da 50 mg; fascia A
Nota: impiegato anche nell'artrite
reumatoide dell'adulto
Dacarbazina
DETICENE®
della Rhone Poulenc: fiale da 100 mg in 10 ml; fascia A
DTIC
(Imidazol-4-carboxamide-dimetiltriazeno)
ALTRI
CHEMIOTERAPICI:
Vindesina
Solfato
ELDISINE®
della Eli Lilly, fiale da 5 mg fascia A
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Tabella 2b : Il fallimento della Chemio-Terapia
(dati di bibliografia)
Abstract No. 146, in: Proc. Amer. Soc. Clin.
Oncol., Vol. 11, p 80, 1992.
Abstract No. 163, in: Proc. Amer. Soc. Clin.
Oncol. 9, p.43, 1990.
Abstract No. 614, in: Proc. Amer. Soc. Clin.
Oncol., Vol. 12, pp 255, 1993.
Abstract No. 706, in: Proc. Amer. Soc. Clin.
Oncol., Vol.11, pp.223, 1992.
Abstract No. 880, in: Proc. Amer. Soc. Clin.
Oncol. Vol. 12, pp 273, 1993.
Atemw.-Lungenkrhk., vol. 12, pp. 544-549, 1986
Biomed and Pharmacother, vol. 46, 1992,
aggiorn. 1995, pp. 439-452
Brit. J. Cancer, vol. 61, pp. 779-787, 1990
Brit. Med. J., Vol. 28, pp. 213-221, 1962
Brit. Med. J., vol 293, pp. 871-876, 1986
Cancer, vol. 36, pp. 675-682, 1975
Cancer , vol. 38 pp. 13-20, 1976
Cancer, vol. 47, pp. 27-31, 1981
Cancer, vol. 56, pp. 1193-1198, 1986
Cancer, vol. 57, pp. :567-570, 1986
Cancer, Vol. 60, pp. 2104-2116, 1987
Cancer, Vol. 69, pp. 476-481, 1991
Cancer and Metastatic Review, vol. 6, pp. 503-520, 1987
Cancer
Statist. In Med., vol. 8, pp. 405-413, 1989
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"Meglio un topo tra due gatti che un
malato tra due medici" - By Padre Pio da
Pietralcina
Alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per
evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma
curano se stessi o i familiari con l'aloe
! Praticamente abbiamo visto che quando la malattia colpisce
loro, sono i primi a NON credere alle cure che propinano.
vedi le affermazioni di
Oncologi
A un certo punto si scopre che sono consapevoli
dell'inutilità e della dannosità dei prodotti delle
case farmaceutiche e si
affidano alle cure alternative.
Dopo aver avuto la conferma di uno dei più grandi esperti
mondiali sul cancro sul fatto che la chemioterapia NON
funziona, credete ancora ai ricercatori pagati dalle case
farmaceutiche, il cui interesse è quello di vendere i loro
farmaci che costano centinaia di milioni ?
Perchè la chemioterapia non risolve il problema
La chemioterapia distrugge completamente
il sistema immunitario
Secondo la stragrande maggioranza delle teorie
mediche, ci si ammala di cancro per un'insufficienza
del sistema immunitario.
La chemioterapia riduce le masse tumorali di dimensione, ma al
prezzo di distruggere completamente il
midollo e le difese immunitarie dell'organismo, col risultato
che quest'ultimo rimarrà debilitato ed esposto ad ammalarsi di
nuovo per anni o anche per il resto della vita.
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