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Anno 2000, dichiarazione
del grande oncologo Umberto Veronesi: "La mortalità
per i tumori diminuisce dal 1994, entro il 2010 la
caduta sarà verticale", dichiara al Corriere della Sera
il 4 novembre 2000.
Continua su:
La Balla della Ricerca ufficiale sul Cancro - 2o
(Laetrile
= Vitamina B 17)
Qualche mese dopo, come riporta la Gazzetta d'Alba n.46
del 6 dicembre 2000 "l'oncologo Umberto Veronesi parla
della possibilità concreta di sconfiggere radicalmente
la malattia entro pochi anni". Passano quattro anni, e
il quotidiano La Repubblica (18 settembre 2004) scrive:
"Di tumore al polmone tra dieci anni non si morirà più.
La sfida che vuole trasformare il peggiore dei 'big
killer' oncologici in malattia finalmente curabile è
stata lanciata ieri da Umberto Veronesi nel corso della
prima Conferenza internazionale sul cancro al polmone
promossa dall' Istituto europeo di oncologia".
Trascorre un altro anno, i malati si aspettano che
Veronesi annunci che il traguardo è più vicino: di
quattro o cinque anni rispetto alle
affermazioni precedenti. Macché: "Per sconfiggere il
cancro ci vorranno 15 anni". I conti non tornano, ma
nessuno si permette di farlo notare.....
E' il 18 giugno 2008, ancora il Corriere riporta un
altro annuncio di Veronesi: «Tra 10 anni la diagnosi
precoce batterà il cancro al seno.
Per quelli 'impalpabili' la speranza di guaribilità è
già oggi pressoché totale".
Ma come ?! Se nel 2000 servivano dieci anni per
sconfiggere i tumori, nel 2008 si doveva essere ad un
passo !
E invece, niente.
Il 28 marzo 2009 un aggiornamento: "Con gli strumenti di
diagnosi e cura oggi a disposizione, la mortalità zero
entro dieci anni è un traguardo raggiungibile". Dunque,
traguardo spostato ancora in avanti al 2019.
Il 15 ottobre 2010, presenta il libro "Una vita per la
scienza" scritto insieme ad Alessandro Cecchi Paone, e
qui spiega: "Questo
libro è un'opera con la quale voglio spingere gli
italiani a credere nel progresso per sconfiggere il
cancro". E' sempre in questo periodo che "a sostegno
della ricerca e della prevenzione del tumore del seno è
nato 'Mortalità Zero', un progetto della Fondazione
Umberto Veronesi
con l'obiettivo di azzerare la mortalità per questo
tumore entro 10 anni".
Quindi 2020.
E ci siamo persi un altro anno.
E' del tutto evidente che seguire il Professore anche
nei prossimi anni non sarà facile e a tanti, purtroppo,
il tempo non sarà bastato.
Però sappiamo che lui continuerà la sua "battaglia"
nella lotta al cancro e di testimonial di tante campagne
che troveranno sempre
giornali e televisioni pronti a parlarne e
multinazionali pronti a finanziarlo: Banca Arner (sì,
proprio quella lì), Enel, E-On, Fassa
Bortolo, fondazione Pfizer, Telecom, Eni, Farmindustria,
Pirelli, Veolia, Comet Acciai, Cpl Concordia, Acciai
Brianza, Arval, Aviometal, Mondadori, Rcs, ..
Dunque, grandi aziende nazionali e multinazionali
impegnate nel settore petrolifero, nella costruzione di
inceneritori, case
farmaceutiche, società di autostrade e di telefonia,
costruzione di inceneritori, colossi dell'energia. Non
ce ne vorrà professor Veronesi, ma ci permetta di farle
qualche domanda: dove trova il tempo per fare tante
cose, tutte così importanti ?:
- Esiste qualche conflitto di interesse tra le sue
attività e quelle dei suoi finanziatori e sostenitori ?
- in quale anno il cancro sarà sconfitto ?
- c'è qualcuno che vuole davvero sconfiggerlo e mettere
fine al grande business delle case farmaceutiche che da
ogni malato di cancro guadagnano centinaia di migliaia
di euro ?
ULTIME DICHIARAZIONI del 2013 ...
Veronesi: "Tra 40 anni, guaribilità totale dai
tumori"...
http://www.ilgiornale.it/news/salute/veronesi-40-anni-guaribilit-totale-dai-tumori-880789.html
L'oncologo: "In 40 anni abbiamo quasi raddoppiato la
curabilità dei tumori a maggior diffusione"
By Chiara Sarra - 31/01/2013
C'è speranza di vittoria contro il cancro. Almeno contro
quelli più comuni. A dirlo è Umberto Veronesi, secondo
cui "in 40 anni abbiamo
quasi raddoppiato la curabilità dei tumori a maggior
diffusione".
Per questo è possibile che nei prossimi 40 anni saremo
"vicini alla guaribilità totale".
Un'affermazione ambiziosa, quella dell'oncologo che
precisa: "Bisogna tener conto della complessità e
diversità del cancro: ci sono molti
tumori, come quelli del seno, che possiamo guarire fino
al 90% dei casi, e pochi altri per i quali siamo ancora
pressochè impotenti.
Proprio in ragione della complessità della malattia, la
lotta contro il cancro da oggi non potrà che essere, non
solo medica e scientifica,
ma anche sociale, culturale e politica".
Per questo il 4 febbraio 2013, Giornata mondiale contro
il cancro, gli oncologi di tutto il mondo lanceranno
ufficialmente un appello ai governi "affinchè prendano
misure urgenti per contrastare il drammatico aumento dei
malati di cancro".
pero’….a quanto pare i CONTI NON TORNANO ....
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In realta', la storia della “scoperta della cura del
cancro” e' vecchia, molto piu' vecchia, vecchia di
almeno 150 anni, o forse piu', volendo risalire fino a
Ippocrate di Kos e a cio' che dicevano i medici romani
gia' nel Secondo Secolo era Volgare….
Phillip Day, nel suo libro “Cancro, se vuoi la vita
prepara la verita'”, Credence Publications, 2003,
riprende gran parte del lavoro fatto dal grande
scienziato americano Ernest Krebs, con le sue riscoperte
in merito all’utilizzo della vitamina B17 nella cura del
cancro.
Cio' che segue sono appunti
parzialmente tratti da diversi testi fra cui il libro di
Phillip Day, di cui comunque, da parte dell’autore del
presente lavoro, dott. Giuseppe Nacci, non si condivide
la teoria trofoblastica come noxa eziopatogenetica,
preferendo invece ritenere il tumore come una “semplice
conseguenza di carenze vitaminiche protratte nel tempo
con successiva impossibilita' da parte delle cellule
vecchie di andare incontro alla normale apoptosi per
carenza estrema di vitamine adatte al normale
funzionamento apoptotico insito nel sistema del DNA”.
In questa luce, la vitamina
B17 e' una vitamina naturale di “seconda linea” che
interviene quando le vitamine naturali (vedi capitolo 5:
“vitamine NATURALI che fanno suicidare i tumori”)
risultano essere insufficienti a tenere sotto controllo
il turn-over cellulare, e cloni di cellule
maligne hanno iniziato a formarsi nell’organismo,
eludendo, almeno in parte, le difese immunitarie
normalmente preposte, in primis nei linfonodi prossimali
al tumore, come i linfociti Natural Killer (vedi
Quinta Dichiarazione d’Intesa).
La storia “moderna” della
vitamina B17 inizio' nel 1830, quando due scienziati
francesi, Roubiquet e Bontron-Chariand, purificarono per
la prima volta una strana vitamina, a cui fu dato il
nome di Amigdalina o vitamina B17.
Sette anni dopo, due scienziati tedeschi, Von Liebig e
Woehier, scoprirono che questa strana vitamina,
normalmente contenuta in tutti i semi della frutta (ad
eccezione degli agrumi) poteva essere scomposta da uno
specifico enzima, e soltanto da esso, in ioni-Cianuro,
Benzaldeide e Glucosio.
Il passaggio all’uomo, per
terapie medico-oncologiche, seguì di pari passo, essendo
anche nota nella Medicina Classica Occidentale
l’utilizzo dei semi amari della frutta per la cura di
una strana malattia metabolica, a quel tempo molto rara,
chiamata “cancro”, ma che era conosciuta fin
dall’antichita': ad esempio, nel Secondo Secolo Dopo
Cristo i medici romani si erano accorti che il cancro
era frequente nella popolazione povera di Roma e non di
coloro che vivevano nelle campagne, ed avevano messo in
relazione questa strana malattia con un’alimentazione
troppo proteica e amidacea (legumi iperproteici come le
lenticchie e pane povero di cattiva qualita').
Gia' allora era anche nota a tutti i medici romani la
famosa affermazione di Ippocrate di Kos, fondatore della
Medicina Classica Occidentale, in merito alle cure
del cancro: “…il cancro non si cura con il ferro
del chirurgo, ma con la dieta vegetariana e le erbe
mediche…
Così come era anche ben nota
un’altra grande massima del grande medico greco: “…
fa che la medicina sia il tuo cibo, e che il cibo sia la
tua medicina…”
(Nota dell’autore del presente lavoro, il medico, dott.
Giuseppe Nacci: personalmente si ritiene che se il paziente
tumorale e' in grave pericolo di vita immediata,
l’intervento chirurgico debba sempre essere eseguito;
sicuramente, ai tempi di Ippocrate la chirurgia non era
paragonabile a quella attuale).
Così, quindici anni dopo le
prime esperienze scientifiche francesi, nel 1845, la
rivista medico-scientifica francese “Gazette
Medicale de Paris”, (1845, No. 13, pp.: 577-582)
VEDI ALLEGATO: “Gazette Medicale de Paris”
e, successivamente, anche quella tedesca “Journal
Chirurgie und Augenheilkunde”(1846, No. 35,
pp.: 7-28), descrissero il primo caso di terapia
metabolica con vitamina B17 per la “cura del cancro”, ad
opera del medico russo Inosmetzeff, professore presso l’Universita'
Imperiale di Tutte le Russie di Mosca: la terapia
era stata eseguita su un ventenne tumorale, e la terapia
era consistita in 46 grammi di Amigdalina
somministrata per 3 mesi; il grande medico russo aveva
curato anche una donna di 48 anni, con estese metastasi
da cancro ovarico, e questa donna, nel 1845, risultava
essere ancora viva dopo ben 11 anni dalla terapia
metabolica con Amigdalina: in entrambi i casi, il
dott. Inosmetzeff affermo' di non aver notato mai effetti
collaterali da parte della vitamina scoperta dai
francesi nel 1830 e meglio caratterizzata dai tedeschi
nel 1837.
VEDI ALLEGATO : Dr. TH. INOSMETZEFF
Ma fu soltanto piu' di un
secolo dopo, nel 1950, che uno scrupoloso ricercatore
americano, Ernest Krebs, inizio' a curare di nuovo il
cancro con questa strana vitamina, che, dopo averla
fatta bollire, evaporare in alcool, e quindi decantare
in piccoli cristalli bianchi, ribattezzo' “Laetrile”.
La parola “Laetrile”
e' un acronimo della parola “LAEvomandeloniTRILE-glucoside.
Essa e' quasi equivalente all’Amigdalina
naturalmente contenuta nei semini amari della frutta,
con l’unica differenza di una molecola in meno di
glucosio. Infatti la sua struttura chimica e': D-1
mandelonitrile-beta-glucuronide, mentre
l’Amigdalina e' D-mandelonitrile-bi-glucoside.
Il ricercatore
James South (vedi PDF) spiega la biochimica essenziale di cio' che
accade quando una persona si alimenta con cibi nitrilosodici o assume la B17 sotto forma farmaceutica,
sia come Laetrile che come Amigdalina: "Queste due
proprieta' delle cellule tumorali (un eccesso di Beta-glucosidasi, che disgrega il Laetrile ed una
deficienza di Rodanese, per la disintossicazione
dell'acido cianidrico, sono chiamate in causa come
spiegazione sia del perche' il Laetrile uccida le cellule
tumorali e del perche' esso non risulti preferibilmente
disgregato dalle cellule tumorali in ioni-Cianuro,
Benzaldeide e zucchero.
Le cellule tumorali saranno di conseguenza avvelenate,
dato che le cellule tumorali sono carenti dell'enzima
Rodanese, dotato di azione disintossicante dall'acido
cianidrico. Se dell'acido cianidrico fuoriesce dalle
cellule tumorali, le cellule adiacenti normali saranno
in grado di disintossicarsi da esso attraverso il loro
enzima Rodanese.".
Sempre pero' che le quantita' non eccedano le capacita' del
fegato e di altri organi di depurare il sangue da tale
veleno indesiderato: in tal senso e' compito del medico
curante, dalle analisi del sangue, dall'esame clinico
del paziente, valutare l'andamento della terapia
metabolica.
Siti che parlano di risultati ed altro sul Laetrile:
http://it.geniuscook.com/semi-di-albicocca-contro-i-tumori/
(riguardo al prof. Ettore Guidetti dell "Università
degli Studi di medicina di Torino" che dimostrò i
risultati ottenuti con l'applicazione di Laetrile su
pazienti affetti da cancro ricoverati presso la sua
clinica)
http://palermo.repubblica.it/notizie-dal-web/dettaglio/Il-LAETRILE-ovvero-il-
misterioso-caso-della-Vitamina-B-17-nella-cura-del-cancro/30062295
(in questo sito il dott. Dean Burk scrive "Quando
aggiungiamo laetrile ad una coltura di cancro al
microscopio, premesso che sia presente anche l'enzima
glucosidase, possiamo osservare le cellule cancerose che
muoiono come mosche")
http://www.europalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=24083&idCat=524
(Domande effettuate direttamente alla commissione
europea sull'uso del Laetrile)
http://www.laetrile-info.com/evidence/evr-misc.htm
(sulle cure alternative)
http://www.laetrile-info.com/diet.htm (sulla dieta)
http://www.cancure.org/laetrile.htm
http://www.cancure.org/letters.htm
http://video.google.com/videoplay?docid=5528328984547372206
(è un video su una clinica in Messico)
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/07/14/jason_vale_e_i_semi_di_albicocca_laetrile_b17_e_la_cura_del_cancro.htm
http://www.naturalnews.com/np/C/Cancer-vitamin_A.html
Importante anche considerare il pericolo della
liberazione di acido cianidrico dalla vitamina B17
assorbita a livello gastrico, a differenza invece della
quasi sostanziale non pericolosita' del Laetrile
iniettato per via parenchimale, così come indicato nelle
prime valutazioni di Morrone nel 1962, che gia'
verificava, su 10 casi clinici presi in esame, la buona
efficacia clinica di questa vitamina, che addirittura
risolve il fetore dei carcinomi mammari ulcerati
all'esterno, con remissione clinica in tutti i casi
clinici considerati (Morrone J.: Chemotherapy of
inoperable Cancer. Preliminary report of 10 cases trated
with Laetrile, Exp. Med. Surg., 20, pp.: 299-308, 1962,
VEDI ALLEGATO:
Morrone).
vedi anche: 21 Casi trattati:
Tasca.pdf
Il Prof. Marco Tasca,
Primario del Reparto Radiologico dell'Ospedale Civile di
Sanremo, in un suo lavoro del 1958, sottopose ventuno
pazienti italiani terminali (3 seminomi, 4 mammella, 1
utero, 2 laringe, 7 polmone, 1 esofago,
2 stomaco, 1 Hodgkin) a terapia con Laetrile, mediante
iniezioni intramuscolari, riscontrando buona tolleranza
al farmaco, miglioramento delle condizioni cliniche dei
pazienti per tutto il periodo di cura, e con ripresa
della patologia neoplastica soltanto dopo un mese, in
media, dalla definitiva sospensione della terapia. Due
sole furono le complicanze da lui indicate: l'emorragia
e l'ittero.
La prima verosimilmente legata al distacco
di escare necrotiche, il secondo per azione tossica
diretta sulle cellule epatiche, evenienza comunque rara
(5% della sua casististica)
Esistono almeno una
dozzina di altri glucosidi cianogenetici (nitrosilidi)
simili all’Amigdalina, contenuti in ortaggi,
frutta (compresi i limoni), cassava, legumi e cereali (Oke:
“the role of hydrocyanic acid in nutrition”, in “World
Review of Nutrition and Dietetics”, Vol.
II, Bourne G.H., ed.
Basel: S.Karger, 1969, pp.: 170-198;
Krebs E.: “The Nitrilosides in Plants and Animals”,
New Rochelle: Arlington House, 1974, pp.: 145-164).
Nota: al capitolo 5 (“Piante
che fanno suicidare il cancro”) sono riportate
diverse di queste piante ricche di vitamina B17, accanto
anche alla menzione di un altro centinaio di vitamine
con funzioni simili (induzione di morte in cellule
tumorali, senza danno alle cellule sane), anche se con
meccanismo diverso (attivazione delle endonucleasi e
apoptosi della cellula tumorale stessa per
frammentazione del suo stesso
DNA).
La vitamina B 17
e' una
molecola stabile, chimicamente inerte e non nociva
se assunta nelle giuste
quantita' appropriate e sotto controllo medico.
Il dosaggio iniziale raccomandato nell’adulto
e' di 2-4 semini amari al giorno se semini amari di
ALBICOCCA(quantita' maggiori o minori se di altro
frutto) per la prima settimana, salendo o meno di
dosaggio nella settimane successive, a discrezione del
medico, fino a raggiungere valori che devono essere
accuratamente calcolati in funzione dell’emivita
biologica della vitamina B17, delle analisi urinarie
(presenza di
Tiocianato di sodio e di
acido
ippurico in quantita' tale da far presumere un
superamento della soglia-limite ritenuta compatibile per
la terapia in atto), della massa ematica e corporea del
paziente, della buona o cattiva funzionalita' epatica,
renale e di altri organi, della possibile colliquazione
massiccia della massa tumorale con possibile exitus per
blocco renale irreversibile, etc….(quindi sotto controllo medico di tecnico
specializzato, anche per:
Assunzione di semi per la Vitamina B 17:
Le
mandorle amare anno prese un po' alla volta, per
abituare il corpo a detossificarsi dal cianuro...
300 SEMINI di
ALBICOCCA EQUIVALGONO a 15
mandorle
amare....
Regala un semino di mela e di
altra frutta a tutte le persone che conosci, spiegando
loro che TUTTI i semi di frutta contengono la vitamina B
17 la vitamina che cura anche il cancro - quindi
ricordatevi di mangiare i semi della frutta !
IMPORTANTE: per un
BAMBINO, MANGIARE 3 semi di MANDORLE AMARE in un COLPO
SOLO PUO' ESSERE MORTALE.
I BAMBINI NON POSSONO ASSUMERE
piu' di 1-2 MANDORLE AMARE al GIORNO (in 24 ORE) e
COMUNQUE se devono prendere le mandorle amare, lo devono
fare SEMPRE SOTTO CONTROLLO MEDICO.
La vitamina B-17 e'
CONTRO-INDICATA in PAZIENTI gia' SOTTOPOSTI a
CHEMIO Terapia, poiche' quella tecnica INTOSSICA ed alle
volte DISTRUGGE la funzionalita' del
Fegato stesso e
quindi il PAZIENTE NON e' piu' in GRADO di
DISINTOSSICARSI CORRETTAMENTE dal
CIANURO liberato dalla
vitamina B-17.
Quindi: 300 SEMINI di
ALBICOCCA
(o 15 di
mandorle
amare) NON
si POSSONO PRENDERE TUTTI ASSIEME, NEMMENO in 24 ORE...
QUINDI, CONSIGLIO:
PROVARE a PRENDERE 1 MANDORLA AMARA
la MATTINA - nello STESSO GIORNO, PROVARE a
PRENDERE poi UNA SECONDA MANDORLA la SERA.
SE NON vi e' VOMITO O NAUSEA, o mal di pancia, o bassa
pressione, stanchezza, voglia di dormire, FARE al
SECONDO GIORNO UN LIEVE INCREMENTO di una TERZA MANDORLA
AMARA, MAGARI a META' GIORNATA, verso mezzogiorno.
POICHE' la B17 RESTA in CIRCOLO per CIRCA 2 ORE, al
QUARTO GIORNO SI DOVREBBE INSERIRE la QUARTA MANDORLA a
meta' mattinata, od a meta' pomeriggio.
Se non ci sono disturbi, come vomito, nausea o mal di
pancia, vuol dire che va tutto bene...
Ricordarsi che contemporaneamente si debbono fare i
necessari controlli: analisi che il medico
specializzato in questa terapia deve controllare per
modulare il tutto.
La farmaco-cinetica della
vitamina B17 e' complessa e di essa bisogna tenerne
conto. In letteratura medica e/o fitoterapica sono stati
riportati episodi di avvelenamento mortale in bambini
dopo ingestione di cibo particolarmente ricco di
vitamina B17, come bacche di piante particolari, in
genere non abitualmente consumate nelle tradizioni
alimentari delle varie culture del mondo (ma
estremamente interessanti quindi per la cura del
cancro), oppure mandorle amare, notoriamente molto piu'
ricche di vitamina B17 dei semini amari di albicocca.
Il decesso nei bambini e' piu'
facile a causa della piu' elevata concentrazione di
vitamina B17 che si ha nei soggetti di piccola
corporatura come il bambino rispetto all’adulto, della
piu' piccola massa del fegato, organo elettivo per la
detossificazione ematica da vitamina B17, e forse da una
minor capacita' funzionale degli enzimi epatici.
Personalmente si e' provato
ad ingerire quantita' sempre piu' crescenti di semini
amari triturati di albicocca, di ciliegia, uva, anguria,
melone, etc… riscontrando in una sola occasione un po’
di nausea e cefalea: la causa di tale episodio fu, in
base a studio retrospettivo della quantita' di vitamina
B17 ingerita da chi scrive, nel non aver rispettato la
curva farmaco–cinetica stimata per un emi-dimezzamento
biologico di 80 minuti, curva facilmente ricavabile da
testi vari. (es:
Nacci_CAP8VEC)
Sempre dietro valutazione
medica, si deve interrompere il trattamento di tanto in
tanto; i semini devono essere ben masticati o
precedentemente triturati; la terapia dev’essere
immediatamente sospesa in caso di nausea; i semini non
devono mai essere assunti tutti assieme, ma distribuiti
nell’arco dell’intera giornata; e' utile assumerli a
stomaco pieno, allo scopo di evitare l’idrolisi parziale
della vitamina a opera dell’acido cloridrico. In merito
ai semini amari di albicocca, e' vietato assumerne piu' di
sei semini nello spazio di tempo di un’ora, pur in
condizioni di salute ottimale; per i semini di pesca, il
dosaggio orario non deve essere superiore al mezzo
semino…
L’avvelenamento da vitamina
B17 non e' l’unico possibile; anche altre vitamine
naturali, assunte in quantita' eccessiva, possono
condurre a morte: ad esempio, in testi di medicina e'
ancora riportato l’episodio avvenuto ai primi anni del
XX secolo, quando esploratori artici morirono di
intossicazione da vitamina A dopo aver mangiato grandi
quantita' di fegato di orso polare, abbattuto mesi prima
per ragioni di sostentamento alimentare.
L’unica vitamina che
sembrerebbe esente da pericoli di intossicazione sarebbe
la vitamina C, la cui quantita' puo' anche superare i
cinquanta grammi giornalieri.
Ritornando alla vitamina
B17, Krebs scoprì che il composto reagisce all’enzima
Beta-glucosidasi: quest’ultimo e' caratteristico di
molti tumori, ed e' praticamente assente nelle cellule
sane; in tale reazione, l’enzima scinde l’innocua
vitamina B17 in due potenti veleni: ioni-Cianuro
e Benzaldeide, quest’ultimo un potente analgesico
(anti-dolorifico).
Queste due sostanze,
prodotte in piccole quantita' dalle stesse cellule
tumorali, si combinano allora fra loro all’interno
stesso delle cellule tumorali, producendo una sostanza
estremamente tossica che uccide la cellula stessa in una
sorta di pseudo-apoptosi.
Piccole quantita' di questo
veleno possono risultare quindi ancora attive, dopo la
morte della cellula tumorale, e passare in circolo,
essendo il tumore, generalmente, ben vascolarizzato in
periferia.
Viceversa, le cellule sane
contengono un altro enzima, la Rodanese, il quale
e' presente nelle cellule in quantita' inversamente
proporzionale alla Beta-glucosidasi; se la B17
entra in contatto con le cellule sane, la Rodanese
neutralizza gli ioni-Cianuro e ossida la
Benzaldeide. I due prodotti di derivazione così
ottenuti, il Tiocianato e l’acido benzoico, sono
invece addirittura benefici per il nutrimento delle
cellule sane; l’eventuale eccesso di tali prodotti
secondari viene eliminato per via urinaria.
Diventa pertanto chiaro che
l’enzima Beta-glucosidasi produce ioni-Cianuro
dai cibi nitrilosidi; si noti che gli ioni-Cianuro
devono essere liberati dall’involucro della vitamina B17
o dal suo derivato Laetrile. Gli ioni-Cianuro
non sono presenti liberamente nel cibo; vengono prodotti
solo all’interno della cellula tumorale stessa perche'
solo al suo interno esiste l’enzima specifico (Beta-glucosidasi).
Nel 1947, Fishman e
Aniyan così scrivevano sull’importante rivista medica
Journal Biol.
Chem.
(Fishman W: The presence of high beta-glucuronidase
activity in cancer tissue, J. Biol.
Chem No. 169, pp.: 449-450
VEDI ALLEGATO: Fishman 1947 )
“…in tessuti prelevati da carcinomi maligni (cancri)
di vari organi, compresi seno, utero, stomaco, pareti
intestinali ed esofago, e' stata rilevata un’attivita'
della beta-glucosidasi da 2 a 36 volte superiore
rispetto ai tessuti adiacenti non interessati….
Metastasi dei linfonodi derivanti da cancri originatisi
in vari organi contenevano beta-glucosidasi in
concentrazioni piu' elevate rispetto ai linfonodi non
interessati..”.
Sulla prestigiosa rivista
Science, sempre in quell’anno (Fishman W: A
comparison of beta-glucoronidase activity of normal,
tumor and lymph node surgical patients, Science, No.
106, pp.: 66-67, 1947), essi aggiungevano: “…la
Beta-glucosidasi elevata e' probabilmente una
caratteristica propria delle cellule tumorali…”
Krebs, nel suo libro “Nitrilosides (Laetriles)”,
alle pagine 189-204, dichiara: “Oltre agli alti
livelli di Beta-glucosidasi, le lesioni maligne sono
caratterizzate da una generalizzata e profonda carenza
di Rodanese, come riferito da Homberger, Mendel, Rodney
e Bowman. Rosenthal riferì di una diminuzione pari
all’80% della Rodanese in tessuti tumorali epatici, ed
una simile diminuzione fu rilevata nelle invasioni
leucemiche dei tessuti…”.
Il ricercatore James
South, spiega la biochimica essenziale di cio'
che accade quando una persona si alimenta con cibi nitrilosodici o assume la B17 sotto forma farmaceutica,
sia come Laetrile che come Amigdalina: “…Queste
due proprieta' delle cellule tumorali (un eccesso di Beta-glucosidasi, che disgrega il Laetrile ed una
deficienza di Rodanese, per la disintossicazione
dell’acido cianidrico, sono chiamate in causa come
spiegazione sia del perche' il Laetrile uccida le cellule
tumorali e del perche' esso non risulti preferibilmente
disgregato dalle cellule tumorali in ioni-Cianuro,
Benzaldeide e zucchero. Le cellule tumorali saranno di
conseguenza avvelenate, dato che le cellule tumorali
sono carenti dell’enzima Rodanese, dotato di azione
disintossicante dall’acido cianidrico.
Se dell’acido
cianidrico fuoriesce dalle cellule tumorali, le cellule
adiacenti normali saranno in grado di disintossicarsi da
esso attraverso il loro enzima Rodanese…"
VEDI ALLEGATO: JAMES SOUTH
Sempre pero' che le quantita'
non eccedano le capacita' del fegato e di altri organi di
depurare il sangue da tale veleno indesiderato: in tal
senso e' compito del medico curante, dalle analisi del
sangue, dall’esame clinico del paziente, valutare
l’andamento della terapia metabolica.
Importante, ad
esempio, considerare il pericolo della liberazione di
acido cianidrico dalla vitamina B17 assorbita a livello
gastrico, a differenza invece della quasi sostanziale
non pericolosita' del Laetrile iniettato per via
parenchimale, così come indicato nelle prime valutazioni
di Morrone nel 1962, che gia' verificava, su 10 casi
clinici presi in esame, la buona efficacia clinica di
questa vitamina, che addirittura risolve il fetore dei
carcinomi mammari ulcerati all’esterno, con remissione
clinica in tutti i casi clinici considerati (Morrone J.:
Chemotherapy of inoperable
Cancer.
Preliminary report of 10 cases trated with Laetrile,
Exp. Med. Surg., 20, pp.: 299-308, 1962,
VEDI ALLEGATO: Morrone
L’enzima Rodanese
demolisce l’acido cianidrico per produrre una sostanza
non tossica: il Tiocianato. Come nota Oke nel suo
testo: “The role of Hydrocyanic acid in
nutrition, in World Review of Nutrition and
Dietetics, Vo. 11, pp.: 170-198, Karger, Basel/New York,
1969, -
VEDI ALLEGATO:
OKE
“…la Rodanese e' largamente distribuita in tutti i
tessuti, presentando le concentrazioni piu' alte nel
fegato. Il processo di disintossicazione puo' dunque aver
luogo in tutte le parti del corpo, ma il fegato sara'
l’organo cardine. Quando l’acido cianidrico (Cianuro)
viene convertito in acido tiocianico (Tiocianato), si
ottiene una riduzione della tossicita' di almeno 200
volte…”.
Quando la
Beta-glucosidasi disgrega il Laetrile, viene
rilasciato nell’interno della cellula tumorale
Benzaldeide e ioni-Cianuro.
Numerosi studi
sull’uomo hanno utilizzato lo stesso Benzaldeide
come farmaco anti-cancro (Kochi M.: Antitumor
activity of Benzhaldehyde, Cancer Research, 64, pp.:
21-23, 1980); Kochi M.: Antitumor activity of
Benzhaldehyde Derivative, Cancer Research, 69, pp.:
533, 1985).
Kochi M:
Inhibition of experimental pulmonary metastasis in mice
by b-cyclodextrin-benzaldehyde,
Journal of Cancer Research and Clinical Oncology , vol.
112, No. 3, 1986, pp.: 216-220,
VEDI ALLEGATO:
anti-tumor activity of
benzhaldehyde.
Kochi così afferma fin dal
1980: “ …non sono stati rilevati effetti tossici,
inclusi disturbi ematologici o biochimici, anche in caso
di ripetute somministrazioni prolungate di Benzaldeide…”
Tatsumura utilizzo' una dose
totale media di 393 grammi di un analogo della
Benzaldeide, che si riconvertiva poi in
Benzaldeide, ed ottenne un tasso di risposta
positiva pari a circa la meta' dei 24 pazienti sottoposti
al trattamento: “…Un attento monitoraggio non
dimostro' alcun effetto nocivo da parte del farmaco a
dosi tanto elevate. Una completa liquefazione necrotica
del tumore fu riscontrata in 2 su 3 casi nei quali e'
stato possibile effettuare un esame istologico…”.
Tatsumura T.:
4,6-O-Benzylidene-glucopyranose (BG) in the treatment of
solid malignant tumour –an extended Phase I Study,
Br. J. Cancer, 62, pp.: 436-439, 1990 - VEDI ALLEGATO:
Tatsumura.
Dean Burk dichiaro' nel 1971,
nel corso del Settimo Congresso Internazionale di
Chemioterapia a Praga: “Test in vitro su carcinoma
ascitico di Ehrlich (un tipo di cultura di cellule
tumorali) hanno rilevato che, se il solo acido
cianidrico ha ucciso l’uno per cento delle cellule e il
solo Benzaldeide ne ha ucciso il 20 per cento, la
combinazione dei due e' stata efficace su tutte le
cellule: Amigdalina e Beta-glucosidasi insieme, sono
anche state efficaci nell’eliminazione del 100 per cento
delle cellule di tumore ascitico, causata dalla
liberazione delle due sostanze chimiche stesse…” (Griffin,
G. Edward, World Without Cancer).
Ma gia' nel 1950, Krebs capì
di aver urtato interessi economici molto grandi: le
Multinazionali chemio-farmaceutiche, impossibilitate ad
ottenere una registrazione o a rivendicare diritti
esclusivi sulla vitamina B17, lanciarono una lunga
campagna denigratoria contro i semini amari di
albicocca, convincendo così l’intera popolazione
americana della loro supposta pericolosita'.
Attualmente, la spesa per il
cancro ammonta a circa un decimo della spesa sanitaria
totale negli Stati Uniti e, secondo i dati dell’American
Cancer Society, la spesa totale per il cancro,
diretta e indiretta, per ospedali, medici, infermiere,
oncologi, ricerche di laboratorio, ammonta ad oltre 100
miliardi di dollari l’anno.
La Chemio-Terapia e'
comunque un fallimento, come ben dimostrato in molti
lavori, fra cui, quello recente, di Morgan (Morgan G.:
The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year
survival in adult malignancies, Clinical Oncol.,
2004, 16, pp.: 549-560 - vedi ALLEGATO:
MORGAN
In
questo lavoro scientifico australiano, pubblicato nel
2004, furono presi in esame dieci anni di statistiche
mediche australiane e americane (gennaio
1994-gennaio 2004) sui risultati della CHEMIO nella cura
del cancro.
The Contribution
of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult
Malignancies
I
risultati sono catastrofici: la media dei
pazienti sottoposti alla chemio, che
risultano essere ancora vivi
dopo 5 anni dall’inizio del trattamento
“terapeutico”, e' del
solo 2%.
L’articolo e' molto semplice come
impostazione e, sia in tabella 1 (pag. 551) che
in tabella 2 (pag. 552), sono riportate, in
ultima colonna, le percentuali di sopravvissuti alla
CHEMIO dopo 5 anni dall’inizio del trattamento per ogni
singolo tipo di tumore dei 22 considerati, percentuali
che qui si riassumono lievemente arrotondate e per
gruppi dei tipi piu' comuni di cancro.
Tipo di
tumore
Percentuale
di sopravissuti
Cancro
del pancreas, cancro dell’ utero, cancro della prostata,
cancro della
vescica, cancro del rene, Melanoma, Sarcoma e Mieloma
Multiplo:
0% (zero per cento)
cancro
dello stomaco e del colon:
1% (uno per cento)
cancro
della mammella e del polmone:
2%
(due per cento)
cancro
del colon
retto:
3
- 5% (tre - cinque per cento)
tumori
al cervello:
4 – 5% (quattro –
cinque per cento)
cancro
dell’esofago: 5% (cinque per cento)
cancro
dell’ovaio: 9% (nove per
cento)
linfoma NON Hodgkin: 10%
(dieci per cento)
cancro
della cervice
uterina:
12% (dodici per
cento)
Seminoma del testicolo e Linfoma di Hodgkin: 40% (quaranta per
cento)
In Australia:
su 72.903
casi di cancro considerati, trattati con chemioterapia,
sono sopravissuti a 5 anni solo 1.690 pazienti,
pari ad una percentuale del 2,3%
In America:
su 154.971
casi di cancro considerati, trattati con chemioterapia,
sono sopravissuti a 5 anni solo 3.306 pazienti,
pari ad una percentuale del 2,1%
Conflitto d’interessi
delle Multinazionali
chemio-farmaceutiche
Il Daily Express del
6 agosto 2000, così commentava il conflitto d’interessi
delle Multinazionali chemio-farmaceutiche con gli organi
governativi deputati alla salvaguardia della salute
pubblica:
“I dirigenti del
Committee on Safety of Medicines (Comitato per la
sicurezza dei farmaci) e la Medicines Commission
(Commissione del Farmaco), hanno investimenti personali
nell’industria farmaceutica: eppure tali comitati sono i
soli a decidere per quali farmaci e' permessa la
commercializzazione e per quali no…”. Secondo il
rapporto, almeno i due terzi dei 248 esperti che
partecipano alla Medicines Commission hanno
legami finanziari con l’industria farmaceutica: “….
ad esempio, al momento della stesura di un rapporto, uno
dei membri per la regolamentazione dei farmaci, il dott.
…OMISSIS…, possedeva azioni per un valore di 110.000
sterline della …OMISSIS...; un altro, il dott.
…OMISSIS…, possedeva azioni di un’altra azienda, la …
OMISSIS …, per un valore di 115.000 sterline; un altro
ancora, il dott. …OMISSIS…, aveva un totale di 30.000
sterline impegnate in azioni della ….OMISSIS…, della
…OMISSIS…., e della ….OMISSIS…. Il compito di quest’ultimo
medico comprendeva l’esame dei casi nei quali un farmaco
deve essere ritirato dal mercato per motivi di sicurezza…”.
Sempre il quotidiano inglese
aggiungeva le dichiarazioni di un ex-dirigente: “…Le
Multinazionali chemio-farmaceutiche si danno molto da
fare per costruire forti legami. Il loro obiettivo e' di
arrivarti il piu' vicino possibile; si tratta di una
lobby estremamente
potente dal momento che dispone di risorse illimitate.
Le industrie chemio-farmaceutiche offrono ai membri del CSM (Committee on
Safety of Medicines) viaggi all’estero per
partecipare a conferenze, consistenti fondi per la
ricerca, tali da mantenere un intero dipartimento
universitario al lavoro per anni, e consulenze che
possono arrotondare l’umile stipendio accademico…”.
E’ quindi facile capire
perche' le terapie nutrizionali e la medicina preventiva
costituiscano una così grave minaccia per la
Malattia-che-sostiene-l’Industria-della-Salute, e
perche' esse non siano praticamente mai utilizzate come
terapia principale. Per far superare ad un farmaco la
burocrazia legislativa, in America, possono servire
oltre 200 milioni di dollari.
Nota: in merito alle
procedure di approvazione di un nuovo farmaco, vedi
anche: Jan Eibenschutz: “Le procedure FDA per
l’approvazione di un nuovo medicamento”, Amersham,
The Health Science Group.
Chi potra' mai riuscire a
risarcire un tale importo con una vitamina o un
trattamento erboristico che non possono essere
brevettati ?
E qui sta il problema che provoca uno stallo nella
capacita' della Sanita' occidentale di arrestare le
malattie proprie di questa parte di mondo.
La maggior parte delle malattie attuali (Cancro,
Infarto, Ictus, Diabete, Alzheimer, Sclerosi Multipla,
Parkinson, Osteoporosi, etc…) sono
malattie cronico-degenerative dovute a carenze
vitaminiche, e pertanto non possono essere curate
con farmaci brevettati di sintesi chimica.
Ma le sostanze chimiche
brevettate costituiscono il baluardo dell’infinita
potenza e ricchezza della Medicina chimica occidentale,
che adesso pensa addirittura a brevettare le stesse
piante modificandone il patrimonio genetico stesso
(Organismi Geneticamente Modificati) con il risultato di
minare la base stessa della nostra biochimica (VEDI
ALLEGATI: healg213.pdf ;
La Minaccia OGM
al TERZO CONGRESSO MONDIALE di Medicina Integrata di
Roccamorice;
The Threat of Genetically Modified
Organisms; La minaccia degli Organismi Geneticamente
Modificati; (La menace des Organismes Genetiquement
Modifies).
La brama di profitti e' la
reale ragione per la quale i medici non ricevono
istruzione sulla Nutrizione. I veri rimedi e i metodi di
prevenzione, infatti, non hanno valore commerciale.
Quando negli anni ‘70 la
notizia della sorprendente efficacia della B17 nel
trattamento del cancro attraverso la terapia
nutrizionale di Krebs e Gerson riprese nuovamente a
diffondersi in America, le societa' farmaceutiche e il
sistema medico ortodosso si mobilitarono una seconda
volta, volendo considerare la vitamina B17, questa
volta, come un “farmaco” e che pertanto doveva essere
registrato prima che il suo uso venisse ufficialmente
approvato.
Il presidente Nixon fu
inondato da decine di migliaia di petizioni di cittadini
provenienti da ogni parte degli Stati Uniti; il suo
consulente, Benno Schmidt, fu incaricato dello spinoso
problema, e pertanto inizio' a consultarsi con i medici
esperti di cancro: tutti erano molto convinti nel
condannare il Laetrile, ma nessuno riuscì a
fornire a Schmidt l’evidenza scientifica che essa non
fosse efficace (Heinerman J.: “An Encyclopedia of
Nature’s Vitamins and Minarals”, Prentice Hall,
1998).
Sebbene si annunciasse
al mondo che il Laetrile era inutile, si diffuse
pero' in tutta l’America un movimento spontaneo con
centinaia di filiali in tutta l’America che, a turno,
tenevano incontri pubblici, conferenze stampa ed
esercitavano pressione sui comitati legislativi statali
per richiedere la legalizzazione della vitamina B17 .
Si formo' così
il “Committee for Freedom of Choice in Cancer Therapy”.
I maggiori attacchi
all’utilizzo della vitamina B17 e alla terapia
nutrizionale simil-gersoniana vennero dalle
organizzazioni che erano strettamente affiliate con le
Multinazionali chemio-farmaceutiche, che avrebbero avuto
molto da perdere se una vitamina da pochi dollari e uno
stile di vita e alimentare di tipo “biologico” fossero
diventati noti al pubblico come la risposta piu' efficace
per sconfiggere il cancro
Mullins E: “Murder by injection” - VEDI
ALLEGATO : Murder By Injection
Esse erano: Food and Drug Administration (FDA),
la American Cancer Society, il National Cancer
Institute, l’American Council on Science and
Health (Consiglio americano sulla Scienza e la
Sanita'), il Consumer Health Fraud and Quackwatch Inc.
(Consiglio Nazionale ed Organismo di Controllo contro le
Frodi Sanitarie). Tali organismi di controllo si
mobilitarono contro la liberalizzazione della vitamina
B17 per il semplice motivo che l’industria dei farmaci
contro il cancro vale undici miliardi di dollari (Moss
R.: “Questioning chemotherapy: a critique of the use
of toxic drugs in the treatment of cancer”, Equinox
press, 1995, ISBN 188192525x)
Alla fine, la storia la
scrissero i vincitori: venne approvata una legge che
bandiva il commercio del Laetrile/Amigdalina per
il trattamento del cancro in tutti gli USA.
Attualmente, il trattamento
del cancro con Laetrile e' vietato in America, per
legge, anche se praticato da medici. Cio' spiega il
motivo per cui decine di migliaia di cittadini americani
si fanno curare in costose cliniche private costruite
appena oltre il confine messicano, alle Bahamas, e in
altri luoghi, ove si recano, ufficialmente, “per
villeggiatura” VEDI ALLEGATO : “Mexican Clinics”.
Ad esempio, il dott.
Francisco Contreras, attuale amministratore
dell’ospedale Oasis of Hope di Tijuana
VEDI ALLEGATO: Contreras,
Messico, in 35 anni di attivita' ha curato oltre 60.000
pazienti con la terapia nutrizionale vegetariana e
vitamina B17 associata.
Il dott. Ernesto Contreras che utilizza il Laetrile dal
1963, ha affermato: “…Gran parte dei cancri
maggiormente frequenti, come il cancro del polmone, del
seno, del colon, delle ovaie, dello stomaco,
dell’esofago, della prostata e i linfomi, migliorano
notevolmente con il Laetrile…”.
Aspetti clinici
della terapia con Laetrile (vit. B 17) per endovena
Attualmente e' vietato per
Legge tale procedura terapeutica, sia in Usa che in
altri paesi.
Ma in un lavoro del 1962 (Morrone
J.: Chemotherapy of inoperable Cancer. Preliminary
report of 10 cases trated with Laetrile, Exp. Med.
Surg., 20, pp.: 299-308, 1962,
VEDI ALLEGATO: Morrone)
In dieci casi clinici in stadio avanzato di cancro,
non trattati con Chemio, si dimostro' la buona
efficacia clinica di questa vitamina, con remissione
clinica di tutti i casi clinici considerati.
Si presero in considerazione
DIECI casi di tumore avanzato, con metastasi, senza
possibilita' di condurre a buon fine interventi
chirurgici:
Primo caso: Donna di
62 anni, di 118 libbre di peso, alta 62 pollici (1
pollice = 25 millimetri). PAO (Pressione Arteriosa
Omerale) = 144/95 millimetri di Mercurio. Affetta da
adenocarcinoma di entrambe le mammelle con metastasi
ossee al cranio, al rachide e alle pelvi. Presentava
adenopatie ad entrambi gli inguini. Era stata operata di
mastectomia bilaterale 18 anni prima.
Non aveva mai
fatto Chemio-Terapia, ma solo Radio-Terapia. Durante gli
ultimi 6 mesi la paziente presentava dolori alla
schiena, sull’intero rachide spinale, alle pelvi, alle coscie e alle gambe. Era incapace di sdraiarsi e doveva
dormire su una sedia.
La paziente doveva assumere
Codeina e altri analgesisici ogni 2-3 ore. Il Laetrile
le fu subito iniettato in vena, al dosaggio di 1 grammo:
in 5 minuti la PAO scese di 12 millimetri di Mercurio,
ma senza altri effetti collaterali. Il giorno successivo
stava meglio, e i dolori si erano ridotti; l’appetito le
era ritornato. In 1 mese la paziente ricevette 6
iniezioni di Laetrile: 4 da 1 grammo e 2 da 2 grammi.
Durante il periodo di trattamento la paziente ritorno' a
casa, libera dai dolori, smettendo di assumere la
Codeina, e prendendo soltanto 10 grani di Aspirina al
bisogno o durante la notte per dormire. Nell’ultimo
esame risulto' completamente libera dai dolori.
L’emocromo dimostro' infine incremento sia dei globuli rossi che
dell’emoglobina.
Secondo caso: Uomo di
74 anni, 163 libbre di peso, alto 62 pollici (1 pollice
= 25 millimetri), PAO = 188/100 millimetri di Mercurio.
Diagnosi di carcinoma inoperabile del polmone sinistro
con metastasi in sede mediastinica. Mai eseguita
Chemio-Terapia. Durante gli ultimi mesi, prima del
ricovero, il paziente presentava tosse, dolore costante
al torace, dispnea, sangue espettorato con la tosse,
anoressia, perdita di peso (15 libbre)Gli esami X-Ray
dimostravano una massa sul lato sinistro del polmone.
Broncoscopia e biopsia stabilivano la diagnosi di
carcinoma del polmone. Una toracotomia esplorativa
dimostrava un carcinoma estensivo del polmone sinistro
con metastasi e lesioni alla pleura, diaframma, aorta,
pericardio e mediastino: la condizione fu considerata
inoperabile.
Il dolore era così costante e severo che il
paziente prendeva Meperidina e Codeina ogni 2-3 ore.
Quando fu ascoltato per la sua malattia (anamnesi), egli
aveva una così grande difficolta' a parlare e a
respirare, che la sua storia clinica fu raccontata dalla
moglie. L’esame medico rilevo' sclere itteriche,
congiuntive pallide, ingrandimento e dolenzia delle
ghiandole cervicali e sopraclaveari, debolezza, edema
dalle caviglie alle ginocchia. Il Laetrile, al dosaggio
di 1 grammo, fu iniettato in vena.
In 5 minuti la PAO
scese di 28 millimetri di Mercurio, ma senza alcun segno
di shock o di altri effetti avversi.
Diversi giorni
dopo, dopo la seconda iniezione intravenosa di 1 grammo
di Laetrile, la PAO scese di 15 millimetri di Mercurio,
ma senza alcun effetto collaterale, tranne una
sensazione di prurito e di tensione alla spalla
sinistra. Una settimana dopo, sia il dolore, sia la
dispnea, sia l’edema erano sensibilmente diminuiti. Il
colore cutaneo e l’aspetto generale erano migliorati. In
un periodo di 7 settimane il paziente ricevette 16
iniezioni di Laetrile: 7 da 1 grammo 6 da 1,5 grammi, e
3 da 2 grammi. Il dolore era ridotto e l’appetito si era
incrementato, ma senza aumento di peso del paziente.
L’assunzione di Meperidina e di Codeina si era fatta
discontinua.
Terzo caso: Donna di
40 anni, 113 libbre di peso, alta 61 pollici (1 pollice
= 25 millimetri). PAO = 140/90 millimetri di Mercurio.
Diagnosi di carcinoma della mammella sinistra
infiltrante i linfonodi ascellari, con metastasi al
fegato. Mastectomia e Radio-Terapia in passato. Mai
eseguita Chemio-Terapia. Negli ultimi 6 mesi precedenti
il ricovero, la paziente accusava dolore molto severo
all’addome e alla schiena. Meperidina, Morfina e Oppio
erano richiesti al bisogno. Laetrile, al dosaggio di 1
grammo fu iniettato in vena.
In 5 minuti la PAO scese di
10 millimetri di Mercurio, ma senza effetti collaterali
apparenti. Il giorno successivo non vi era piu' dolore.
Una seconda iniezione di Laetrile, da 1 grammo, fu
ripetuta, determinando una caduta della PAO di 12
millimetri di Mercurio.
In un periodo di 4 settimane la
paziente ricevette 12 iniezioni di Laetrile, 10 da 1
grammo e 2 da 1,5 grammi. Il dolore si ridusse
sensibilmente, e bastava un solo dosaggio di analgesico
oppioide al momento di andare a dormire. Il morale e l’appetito
migliorarono sensibilmente, ma non il peso della
paziente. L’emocromo dimostro' un incremento nella conta
dei globuli rossi e dell’emoglobina.
Quarto caso: Donna di
38 anni, 155 libbre di peso, 62 pollici (1 pollice = 25
millimetri) d’altezza PAO = 160/90 millimetri di
Mercurio. Diagnosi di adenocarcinoma della mammella
sinistra con carcinomatosi. Sottoposta in passato a
mastectomia, Radio-Terapia e castrazione. La paziente
giunge con grave dolore alla spina dorsale, al torace,
alle pelvi, alle gambe, alle braccia e alle mani.
Esami X-Ray confermano la diagnosi di carcinoma metastatizzato.
L’adenopatia era presente. Codeina, Meperidina e Oppio
erano richiesti per il controllo del dolore. Il Laetrile,
al dosaggio di 1 grammo, fu iniettato in vena. Non
furono osservati effetti collaterali avversi. Nei giorni
successivi il dolore si ridusse e l’appetito aumento',
assieme alle condizioni generali della paziente.
Una
seconda iniezione endovenosa di Laetrile, da 1 grammo,
fu fatta successivamente in quei giorni: in 5 minuti la
PAO scese di 16 millimetri di Mercurio, ma senza altri
effetti collaterali avversi. Tre giorni dopo la
paziente riferì che il dolore era considerevolmente
diminuito e che adesso necessitava di un dosaggio minimo
di oppioidi. In un periodo di 18 giorni ella ricevette 8
iniezioni di Laetrile, 5 da 1 grammo, 2 da 1,5 grammi e
1 da 2 grammi. Durante il periodo di terapia, la
paziente dimostro' un progressivo miglioramento e il
dolore si fece molto lieve. Gli oppioidi non furono piu'
somministrati. Il morale divenne eccellente. Non si
osservarono altri effetticollaterali dopo le iniezioni.
L’emocromo dimostro' un miglioramento nella conta dei
globuli rossi e dell’emoglobina.
Quinto caso: Ragazzo
di 20 anni, 200 libbre di peso, alto 69 pollici (1
pollice = 25 millimetri) PAO = 114/70 millimetri di
Mercurio. Diagnosi di linfoma di Hodgkin. Diagnosticato
in base a biopsia eseguita su ghiandola cervicale
ingrandita. Impiegata Radio-Terapia.
Il paziente
accusava debolezza, capogiri e dolori all’ascella e
all’inguine. I linfonodi ascellari e inguinali erano palpatoriamente ingranditi. Le congiuntive e le sclere
erano pallide e itteriche. Il Laetrile, al dosaggio di 1
grammo, fu iniettato in endovena. In 10 minuti la PAO
scese di 6 millimetri di Mercurio, ma senza altri
effetti collaterali. Quattro giorni dopo il paziente
riferì di sentirsi piu' attivo, con miglior appetito, e
di non aver sofferto di altri effetti collaterali. Una
iniezione di Laetrile, al dosaggio di 1 grammo, fu
ripetuta pochi giorni dopo: la PAO scese di 4 millimetri
di Mercurio, ma senza altri effetti collaterali. In un
periodo di 4-5 mesi, la paziente ricevette 19 iniezioni
di Laetrile, 5 da 1 grammo, e 14 da 2 grammi.
Durante il periodo di terapia, i dolori al collo e
all’inguine cessarono e scomparve l’adenopatia. Il
paziente divenne euforico e miglioro' il suo stato
generale. Non furono osservati altri effetti collaterali
avversi dopo le iniezioni. I valori ematici del sangue
migliorarono sensibilmente.
Sesto caso: Donna di
37 anni, 190 libbre di peso, alta 66 pollici (1 pollice
= 25 millimetri). PAO = 280/110 millimetri di Mercurio.
Sia la madre che la sorella erano morte di cancro al
seno. Sottoposta in precedenza a mastectomia radicale
(sinistra). Diagnosi di adeno-carcinoma infiltrante
della mammella sinistra e metastasi all’ascella sinistra
con masserelle nodulari multiple secernenti.
La
principale complicanza era un severo dolore sul lato
sinistro, che necessitava dell’uso di Codeina, e da un
cattivo odore proveniente dalle masse nodulari
secernenti dell’ascella sinistra. Il controllo di queste
complicanze era basato sull’utilizzo a giorni alterni di
Oppio e di Meperidina.
La spalla e il braccio sinistro erano doloranti e
tumefatti. La pelle era arrossata e traslucida. La
circonferenza del braccio sinistro misurava circa 20
pollici (1 pollice = 25 millimetri), ed era comparata
alla circonferenza del braccio destro (13 pollici).
Adenopatie erano presenti sull’intera ascella sinistra e
in area sopraclaveare, ad entrambi i lati del collo e
alla mammella destra. Il fegato era palpabile e dolente
alla palpazione. Entrambi i lati del torace erano
dolenti alla palpazione e particolarmente doloranti
sotto i colpi di tosse. Il Laetrile, al dosaggio di 1
grammo, fu iniettato per endovena. In cinque minuti la
PAO scese di 38 millimetri di Mercurio, ma senza altri
effetti collaterali.
Il giorno successivo la paziente ricevette una seconda
iniezione di Laetrile. Il dolore e la tosse iniziarono a
diminuire e così pure vi era meno materiale secernente
dalle masserelle nodulari dell’ascella sinistra.
Comunque, la paziente riferì una sensazione di calore e
di prurito nell’area malata. Dopo la terza iniezione, il
dolore si era alleggerito e lo sgradevole odore (fetor)
era scomparso.
Dopo la quarta iniezione, lo spurgo di
materiale era completamente cessato e l’area era libera
da odori cattivi. Croste multiple ricoprivano le masserelle in via di guarigione. L’infiammazione e
l’indurimento delle masserelle erano completamente
sparite.
La struttura della pelle e del braccio sinistro
era ritornata normale. In un periodo di 5 mesi, la
paziente ricevette 50 iniezioni di Laetrile, 9 da 1
grammo, 39 da 2 grammi, e 2 da 2,5 grammi. L’immediata
caduta della PAO era controllata con Fenilefrina da 0,3
milligrammi, usata simultaneamente al Laetrile. Durante
il periodo di trattamento la paziente ritorno' al lavoro.
Il dolore e la tosse erano scomparsi.
Il materiale
organico escrescente dalle masserelle nodulari cesso', e
così pure l’odore (fetor).
La circonferenza del braccio sinistro si era ridotto da
circa 20 pollici (1 pollice = 25 millimetri) a 17
pollici, indicazione di una minore tumefazione. Oppioidi
per controllare il dolore e la tosse non furono piu'
richiesti.
Non furono osservati altri effetti avversi dopo ciascuna
iniezione. In questo caso il trattamento con Laetrile
continuo' da 7 luglio 1961 fino al maggio del 1962. In
questo lungo periodo di dieci mesi, la paziente
ricevette 133 iniezioni di Laetrile, due volte alla
settimana o piu' spesso. Confrontando prima e dopo le
analisi del sangue, si dimostro' un definitivo incremento
del numero dei globuli rossi e dell’emoglobina. Le
adenopatie e le tumefazioni regredirono di una
considerevole estensione.
Settimo caso. Ragazzo
di 21 anni, 149 libbre di peso, alto 170 pollici (1
pollice = 25 millimetri). PAO = 110/70 millimetri di
Mercurio. Diagnosi di Linfoma di Hodgkin. Una massa era
presente davanti all’orecchio destro, ed era ritornato
dopo 4 anni di apparente remissione; quando era stato
rimosso, era stato diagnosticato come Linfoma di Hodgkin;
un linfonodo duro, dolorante e ingrandito era adesso
presente nella regione sterno-cleidomastoidea, e
misurava 3 x 2 centimetri. Laetrile da 1 grammo fu
iniettato in endovena.
La PAO scese di 4 mm di Mercurio
ma senza ulteriori effetti avversi. Tre giorni dopo il
linfonodo si era ridotto di volume, si era fatto
soffice, ed era meno dolorante. Dopo il sesto giorno
tutti i dolori cessarono. In un periodo di 4 mesi, egli
ricevette 27 iniezioni di Laetrile, 10 da 1 grammo e 17
da 2 grammi. Non si osservarono effetti avversi. Una
iniezione, fatta direttamente nella massa tumorale, fu
seguita da prurito e dolore locale. Durante il periodo
di trattamento il paziente ritorno' al collegio. Il
dolore era assente, l’appetito buono, il peso
incrementato di 13 libbre, e lo stato generale
eccellente. I valori ematici, sotto terapia con Laetrile,
erano migliorati.
Ottavo caso. Uomo di
66 anni, 120 libbre di peso, alto 68 pollici (1 pollice
= 25 millimetri), PAO = 188/98 millimetri di Mercurio.
Diagnosi di cancro inoperabile della prostata con
possibile metastasi al fegato. L’Emoglobina era di 10
grammi/100 cc (millilitri) di sangue. Il paziente
lamentava nicturia, ematuria, nausea, vomito, e severo
dolore agli inguini e alle cosce. Codeina e Meperidina
erano richieste al bisogno. La pelle e le sclere degli
occhi erano itterici. Aveva dolore da adenopatie ad
entrambi gli inguini.
Laetrile da 1 grammo fu iniettato
per endovena. In sette minuti la PAO scese di 68
millimetri di Mercurio, e la pelle divenne calda e umida
di sudore. Il paziente appariva in procinto di shock, ma
rispose prontamente all’iniezione di Fenilefrina. Il
giorno dopo fu ripetuta l’iniezione di Laetrile.
La PAO scese di 10 millimetri di Mercurio, ma non ci
furono reazioni di shock. Dopo la seconda iniezione, i
dolori cessarono e l’impiego degli oppiacei non divenne
piu' obbligatorio. Nausea e vomito si alleggerirono, e
anche l’itterizia si ridusse. In un periodo di 4 giorni
egli ricevette tre iniezioni di Laetrile da 1 grammo.
Durante questo periodo egli non ebbe piu' dolore e gli
oppioidi furono assunti in maniera discontinua. Il
sanguinamento dalle urine cesso'. Nausea e vomito si
alleggerirono, e l’itterizia diminuì ancora.
L’emocromo
e le analisi delle urine non mostrarono variazioni.
Nono caso. Donna di
65 anni, 110 libbre di peso, alto 66 pollici (1 pollice
= 25 millimetri), PAO = 160/90 millimetri di Mercurio.
Diagnosi di adeno-carcinoma del pancreas e dell’omento.
Emoglobina : 11,5 grammi/100 cc (millilitri) di sangue.
Il fegato era palpabile e noduli dolenti si estendevano
fino a 3 pollici (1 pollice = 25 millimetri) sotto il
margine costale. Durante i precedenti sette mesi prima
del ricovero, la paziente aveva sofferto estremi dolori
e aveva perso 20 libbre di peso. La Meperidina era
richiesta al bisogno.
Ella era emaciata, spossata,
itterica e inabile a stare senza assistenza. Il Laetrile
da 1 grammo fu iniettato in endovena. Non ci furono
effetti avversi. Una seconda iniezione fu fatta 4 giorni
dopo. Il dolore fu parzialmente risolto e il dosaggio
della Meperidina fu ridotto.
I valori ematici e urinari non mostrarono cambiamenti
sotto terapia con Laetrile.
Decimo caso. Ragazzo
di 17 anni, 140 libbre di peso, alto 71 pollici, PAO =
110/70. Diagnosi di Linfoma di Hodgkin, con metastasi al
torace. Durante gli ultimi tre mesi prima del ricovero,
una grande massa era cresciuta nella regione
sopraclaveare sinistra e aveva raggiunto le dimensioni
di un quarto di una arancia. Il paziente lamentava
dolore ad entrambe le ascelle, spossatezza, nausea e
anoressia. Aveva perso 25 libbre ed era itterico. La
biopsia confermo' la diagnosi. I linfonodi ascellari
erano ingranditi, specialmente sul lato destro. X-Ray
mostravano il progressivo ingrandimento nel torace della
massa nodulare. Laetrile da 1 grammo fu iniettato per
endovena. In 5 minuti la PAO scese di 6 millimetri di
Mercurio ma senza altri apparenti effetti.
Esaminando il paziente 2 giorni dopo, si noto' che la
massa al collo era piu' soffice e piu' piccola. In 5
giorni si ridusse di circa la meta' rispetto alle
dimensioni originali, si fece ancora piu' soffice e
divenne mobile.
I linfonodi ascellari erano adesso appena palpabili.
Egli era libero da dolori e l’appetito era ritornato. In
un periodo di 5 mesi ricevette 36 iniezioni di Laetrile,
19 da 1 grammo e 17 da 2 grammi. Non ci furono reazioni
avverse.
Durante il periodo di trattamento non ci fu dolore e non
ci fu ingrandimento della massa sopraclaveare.
L’appetito aumento' e il paziente mise su 24 libbre.
Ritorno' ai suoi studi. L’emocromo dimostro' un netto
incremento dei globuli rossi e dell’emoglobina.
Casistiche
Interessanti, risultano essere quindi i
confronti della ”Medicina Classica Fitoterapica” a base
soprattutto di vitamina B17 (ma anche di alimentazione
deprivata di proteine, vitamina B12, di glucosio e di
Sodio, rispetto invece alle ”moderne” terapie
anti-tumorali, tutte a base di Chemioterapia,
Radioterapia e Chirurgia.
Si riporta, a tale
scopo, un’indagine retrospettiva sulla cura del
Melanoma attuato dalla “Terapia Gerson” confrontata
con “Terapie Convenzionali” (Chirurgia, Radioterapia,
Chemioterapia).
www.gerson-research.org/docs/HildenbrandGLG-1996-1/index.html
Una indagine di questo tipo
fu condotta in USA prendendo in esame pazienti affetti
da Melanoma e che erano sopravvissuti per almeno 5 anni
dall’inizio della terapia. Tale periodo di tempo fu
preso come termine, poiche' corrispondente al periodo
terminato il quale i pazienti vengono considerati
”curati” secondo i ricercatori oncologici
dell’American Cancer Society.
L’indagine
retrospettiva metteva a confronto dati di sopravvivenza
di malati di Melanoma che avevano aderito ai protocolli
della terapia Gerson (in totale 153 casi di
pazienti gersoniani),
confrontandoli con l’indice di sopravvivenza fissato a
cinque anni delle terapie convenzionali attualmente in
uso, e cioe' Chirurgia, Radioterapia e Chemioterapia,
derivati su dati estrapolati dalla letteratura medica su
16.229 casi (pazienti
convenzionali).
Questi ultimi ebbero
percentuali di sopravvivenza di gran lunga inferiori a
quelli trattati con la terapia Gerson, morendo in
genere entro 1 anno, rispetto invece ai pazienti
gersoniani, per i quali la percentuale di
sopravvivenza a cinque anni fu di quasi il 70% (in
realta' fu del 69%).
Tale indagine retrospettiva
sul melanoma fu condotta dai membri del Gerson
Institut e da membri del Cancer Prevention
and control Program dell’Universita' della
California, entrambi situati a San Diego.
Questa indagine retrospettiva descriveva tutti i
pazienti, anche quelli che non risposero alla
terapia Gerson, e includeva i Melanomi di Grado
Primo e Secondo (cioe' Melanomi localizzati), di
Grado Terzo A e Terzo B (cioe' con metastasi
localizzate), di Grado Quarto A (metastasi diffuse nei
linfonodi, nella pelle, e nei tessuti subcutanei) e di
Grado Quarto B (metastasi negli organi viscerali).
Nel settembre del 1995 una
rivista medica specializzata pubblico' questo lavoro con
l’articolo ”Aspettativa di vita a cinque anni in
pazienti affetti da Melanoma curati con la terapia
dietetica secondo il metodo del dott Gerson: un’indagine
retrospettiva” (Hildebrand, G.L.: Five year survival
rates of melanoma patients treated by diet therapy after
the manner of Gerson: a retrospective review, in
Alternative Therapies, vol.1[4], september 1995, pp.
29-37.
VEDI ALLEGATO: “MELANOMA”
Dall’indagine retrospettiva
risulto' che per tutti i pazienti affetti da Melanoma di
Grado Primo e Secondo (14 pazienti gersoniani e
15.798 pazienti convenzionali cioe'
trattati con tecniche tradizionali (Balch, C.M.:
Cutaneous melanoma: prognosis and treatment results word
wide, in Semin. Surg. Oncol., No.8, 1992, pp.
400-414), risulto' che il 100% dei pazienti
gersoniani era ancora vivo dopo 5 anni, contro
invece il 79% dei pazienti convenzionali.
Sempre dalla stessa indagine
retrospettiva risulto' che per i pazienti affetti da
Melanoma di Grado Terzo (cioe' con metastasi
localizzate), costituiti da 17 pazienti gersoniani
e 103 pazienti convenzionali, questi ultimi
curati presso la clinica tedesca Fachklinik Hornheide (Drepper,
H.: The prognosis of patients with stage III
melanoma: prospective long term study of 286 patients of
the Fachlinik Hornheide, in: Cancer, vol. 71, 1993,
pp.1239-1246), risulto' che l’82% dei pazienti
gersoniani era ancora vivo dopo 5 anni, contro
invece il 39% dei pazienti in terapia convenzionale.
Sempre dalla stessa indagine
retrospettiva risulto' che per i pazienti affetti da
melanoma di Grado Terzo A e di Grado Terzo B, costituiti
da 33 pazienti gersoniani e 134 pazienti in
terapia convenzionale, questi ultimi curati presso la
clinica tedesca Fachklinik Hornheide (Drepper, H.:
The prognosis of patients with stage III melanoma:
prospective long term study of 286 patients of the
Fachlinik Hornheide, in: Cancer, vol. 71, 1993, pp.1239-1246),
risulto' che il 71% dei pazienti gersoniani era
ancora vivo dopo 5 anni, contro invece il 41% dei
pazienti in terapia convenzionale.
Sempre dalla stessa indagine
retrospettiva risulto' che per i pazienti affetti da
Melanoma di Grado Quarto A, costituiti da 18 pazienti
gersoniani e 194 pazienti in terapia convenzionale
studiati dall’Eastern Cooperative Oncology Group
(Ryan L.: Prognostic factors in metastatic melanoma,
in: Cancer, vol. 71, 1993, pp. 2995-3005), ),
risulto' che il 39% dei pazienti gersoniani
era ancora vivo dopo 5 anni, contro invece il 6% dei
pazienti in terapia convenzionale.
La
percentuale di sopravvivenza per il Melanoma di Grado
Quarto B non fu valutata.
Infine, dei 153 pazienti
gersoniani arruolati nello studio, 71 di essi non
figurano nelle liste finali, poiche' mancanti di dati di
follow up, o perche' morirono per cause estranee
al Melanoma, o perche' smisero di tenersi in contatto
con i ricercatori.
In un altro lavoro,
del 1962 (Morrone J.:
Chemotherapy of inoperable Cancer.
Preliminary report of 10 cases
trated with Laetrile,
Exp. Med. Surg., 20, pp.:
299-308, 1962,
VEDI ALLEGATO: Morrone
In dieci casi clinici in stadio avanzato di cancro, non
trattati con Chemio, si dimostro' la buona efficacia
clinica della vitamina B17, che addirittura dimostrava
di risolvere il caratteristico “fetor“ dei
carcinomi mammari ulcerati all’esterno, con remissione
clinica di tutti i casi clinici considerati.
Nel 1994, il prof. Binzen
pubblico' i risultati da lui ottenuti trattando i
pazienti con Laetrile negli anni 1974-1991. Su
una casistica comprendente 180 pazienti che presentavano
cancro primario (non metastatizzato e circoscritto ad un
singolo organo o tessuto), 131 erano ancora vivi nel
1991, data in cui veniva pubblicato il rapporto. A quel
tempo, 58 pazienti erano stati seguiti per un periodo
dai 2 a 4 anni, mentre 80 di essi avevano avuto un
follow-up medico per un periodo di 5-18 anni. Dei 42
pazienti che erano deceduti nel 1991, 23 erano morti a
causa del cancro contratto, 12 per “cause non connesse”
e 7 per “cause sconosciute” - Binzel E.P.: “Alive
and Well”,
VEDI ALLEGATO: “Alive and Well “.
Tra i pazienti che
presentavano metastatizzazione, 32 su 108 erano morti
della loro malattia, 6 per “cause non connesse”, e 9 per
“cause sconosciute”. Dei 61 pazienti ancora vivi nel
1991, 30 avevano avuto un follow-up medico di 2-4
anni, 31 erano stati seguiti per un periodo di 5-18
anni.
Da un’altra casistica,
quella del dott. John A. Richardson, del 1976, risultano
documentati oltre 6.000 casi che dimostrano un effetto
positivo della vitamina B17 contro il cancro.
Esistono 4.800 casi
documentati e attentamente studiati dal dott. Ernesto
Contreras, selezionati fra circa 10.000 cartelle
cliniche raccolte in 14 anni di esperienze con il
Laetrile, cartelle cliniche che salgono a circa 100.000
considerando anche i casi clinici osservati fino
all’anno 2000. Parte di questa casistica e' disponibile
alla clinica Oasis of Hope di Tijuana -
VEDI ALLEGATO: Contreras.
Il dott. Paul Wedel
dell’Oregon, anche lui guarito dal cancro con vitamina
B17 e dieta simil-gersoniana, ha documentato circa 4.000
casi di trattamento metabolico.
Altri 1.000 casi sono stati documentati dal dott. Manuel
Navarro dell’Universita' Santo Tomas di Manila,
Filippine.
Addirittura, lo stesso governo messicano, sotto la guida
del dott. Mario Soto de Leon, direttore medico della
Cydel Clinic di Tijuana, sta monitorando circa cento
pazienti in terapia metabolica simil-gersoniana con
vitamina B17.
Interessante considerare che
casi clinici come quelli del sig. Glen Rutherford del
Kansas, guariti completamente a Tijuana, sono inseriti
negli archivi dei tribunali come “cure”.
Curiosamente, anche
personaggi politici di una certa rilevanza, come
l’ex-presidente americano Reagan asserirono piu' volte il
diritto di scegliere liberamente il Laetrile come
trattamento per il cancro (“Mike Blair:
Reagan reaffirms Laetrile backing.
Even as federal
bureaucrats were tryng to bury Laetrile with a rigged
report, President Reagan was reasserting his view that
people should be free to use the substance….”).
Se il
Cancro appare
misterioso e spaventoso, e' perche' la societa' lo
ha confezionato in questo modo. Ma la realta' e' che il
genere umano e' stato sempre afflitto nel passato da
malattie, quelle che la Storia ricorda come “incurabili”
e che queste furono sconfitte dalla semplice modifica
dell’alimentazione e da un semplici
vitamine
e minerali.
vedi:
Frutta e verdura cruda +
Nutriterapia per il cancro +
Micro Diete
+
Protocollo della Salute +
Infiammazioni
+
Intossicazioni +
Sistema Immunitario
+ Legge
di Guarigione +
La Grande TRUFFA sui Tumori
+
Industria del Cancro
Il
cancro, quindi, non
e'
altro che una malattia metabolica, cronico-degenerativa,
dovuta alla carenza cronica
di vitamine
e sali (minerali) naturali fra
cui, soprattutto, la vitamina B17.
Ricordiamo le altre
malattie “incurabili”:
Scorbuto
(tasso di mortalita' variabile, debellata dalla vitamina
C);
Pellagra
(tasso di mortalita' del 97%; debellata dalla Niacina o
vitamina B3);
Anemia perniciosa
(tasso di mortalita' del 99%, debellata dalla vitamina
B12 e dall’acido folico);
Beri Beri
(tasso di mortalita' del 99%,
debellata dalla Tiamina o vitamina B1);
Libro del dott.
Giuseppe Nacci: “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”,
libro on-line, di circa 500 pagine, liberamente
scaricabile da INTERNET da vari siti a cui e' stato
regalato es.:
www.mednat.org, dopo la chiusura del proprio sito
www.lecurenaturali.com , su.... “pressioni” dell’Ordine
dei Medici di Trieste...che di fatto con un "ricatto"
(altrimenti lo radiano dall'albo per i contenuti.....che
qui riportiamo)... gli
impediscono di aprire e mantenere un proprio
sito web !
Ulteriori testi in lingua
inglese presenti sulla vitamina B 17:
http://www.vitaminb17.org/wwc_part1.htm
http://www.thefountainoflife.ws/cancer/howgood.htm
www.1cure4cancer.com/scientificfacts.html
www.curezone.com/diseases/cancer/laetrile.asp
www.worldwithoutcancer.org.uk/analysisindex.html
http://www.thefountainoflife.ws/cancer/howgood.htm
www.internalhealth.com/1newsletter_jan03.htm
http://health.centreforce.com/health/laetrile.html
www.anticancerinfo.co.uk/In Brief
Series webpage.htm
www.worldwithoutcancer.org.uk/analysis7.html
http://www.antiaging-systems.com/extract/laetrile.htm
http://www.smart-drugs.net/ias-laetrile-cancer.htm
http://www.brave-souls.com/therapy.html
http://www.1cure4cancer.com/controlcancer/information/laetrile.htm
www.1cure4cancer.com/FAQ.htm
By Dott. Giuseppe Nacci – Medico Chirurgo, Specialista
in Medicina Nucleare +
Risultati Cura dott. Nacci x Cancro
+ 1.000 Piante per il Cancro
+
Libro del dott. Nacci
- Libro in Inglese
www.lecurenaturali.com
- sito chiuso perche' non "piace"
all'ordine dei medici.......
Continua in:
Balle sulla ricerca cancro - 2
Il
Cancro nasce in sintesi e secondo la
Medicina naturale
(che non
e' non legata alle
multinazionali
dei
farmaci e
Vaccini),
perche' l’organismo del
canceroso e'
intossicato, e la
microcircolazione,
nei
tessuti intossicati, viene ad essere alterata, producendo, a valle di
essa, nelle
cellule
dei tessuti investiti da quel processo: malfunzione
cellulare,
(nutrimento ed eliminazione =
respirazione cellulare alterata =
metabolismo
alterato = malnutrizione cellulare e tissutale
assicurata), producendo successivamente
infiammazione nei tessuti
e
stress ossidativo cellulare e
per caduta
immunodepressione,
e parallelamente alterazione anche del sistema
enzimatico per la precedente alterazione della
flora batterica,
pH digestivo non regolare (e quindi
l'organismo e' mancante di
minerali e
vitamine ed in stato di
acidosi), in quelle condizioni esso e' molto facilmente parassitato da
certi,
parassiti,
batteri e
funghi (candida) i quali producono anche tossine ed ulteriori
infiammazioni:
Ma tutto cio' e' "gestito" come Causa primordiale dai
Conflitti Spirituali (consci ed
inconsci) e dall'intenso
stress del vissuto.
Il Cancro quindi e' una malattia MULTIFATTORIALE.
Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso
DEVONO operare seguendo la stessa strada percorsa per l'ammalamento.
Cioe' devono lavorare per
disintossicare il malato +
disinfiammare
l'organismo ed i tessuti interessati, ripristinare il
pH
digestivo,
e normalizzare le
digestioni
+ il
malassorbimento sempre presente
nel malato ed
eliminare
quei parassiti, batteri e funghi, che hanno
proliferato in modo abnorme, per mancanza dei loro
antagonisti +
rinforzare il
sistema immunitario
SEMPRE compromesso
in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed
eliminare i
Conflitti Spirituali (quali Vere
Cause) e lo
stress esistenti, oltre a lavorare sul
metabolismo
alterato per ridurre ed eliminare lo
stress ossidativo
cellulare
e quindi quello
tissutale,
sempre presenti in qualsiasi malattia e specie nel
cancro, per i danni alla
microcircolazione
indotti dalle
intossicazioni
piu’ o meno intense.
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
Seria RICERCA sul CANCRO (ostacolata
dall'Oncologia ufficiale)
- vedi:
Cancro e Medicina Naturale
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