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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


AFFERMAZIONI di ONCOLOGI

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro -  Il Conflitto Spirituale Irrisolto, ne e' la Causa primaria
Nutriterapia Biologica Metabolica x Cancro
Visionate il libro di Giorgio Bogoni: "La verita' che il tuo oncologo non puo' dirti"
  Circolazione sanguigna: prevenzione degli infarti e del cancro. I citrati eliminano calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !

Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi  americani 3 medici su 4 rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia,  a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per  l'organismo umano.

Quanti oncologi si curerebbero con la chemio ? 64 su 79 si dimostrano riluttanti !
Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia ?
Sorpresa !...
Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:


Nell'anno 1990, ad esempio, il prof. Ulrich Abel, dell''Università di Heidelberg affermava ((Healing Journal, No. 1-2, Vol. 7): "sebbene i farmaci chemioterapici portino ad una "risposta", cioè ad una diminuzione della massa tumorale, questa riduzione non produce affatto un prolungamento della sopravvivenza del paziente; il cancro, invece, torna più aggressivo di prima poiché la chemio favorisce la  crescita di ceppi tumorali resistenti. Inoltre la chemio danneggia gravemente le difese dell'organismo, tra cui il sistema immunitario, spesso i reni e il fegato".
Dopo anni di ricerca in oncologia, Abel arriva ad una conclusione: "Un'analisi bilanciata ed imparziale della letteratura medica mostra un indice di successi terapeutici quasi nullo dei trattamenti impiegati convenzionalmente nel trattare forme avanzate di tumori solidi". Abel conclude, inoltre, dopo avere intervistato centinaia di oncologi: "Quello che pensano realmente, non sembra essere quello che consigliano alla gente".
Abel cita studi che hanno mostrato "che molti oncologi non accetterebbero la chemioterapia se avessero il cancro loro stessi"  - The Cancer Chronicles, dicembre 1990.

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia, ed i suoi risultati andrebbero consultati da chiunque stia per salire sul "Chemio Express".
Abel, per assicurarsi di aver passato in rassegna tutto quello che era stato pubblicato sulla chemioterapia, inviò delle lettere ad oltre 350 centri medici di tutto il mondo, invitandoli a spedirgli qualsiasi cosa avessero pubblicato in materia; egli esaminò migliaia di articoli, ed è improbabile che al mondo esista qualcuno che sull'argomento ne sappia più di lui.
"L'analisi comportò alcuni anni di lavoro, ma i risultati sono sorprendenti: Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era 'spaventoso' in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita di pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico".
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno "squallore scientifico" e sostiene che almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore ed affine agli 'abiti nuovi dell'imperatore', anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi! (Lancet, 10 agosto 1991).
Nessuno, fra i principali media, ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio: è stato completamente insabbiato.

"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill  University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.
Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia
".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000.

"Non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la  chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza. Questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una  correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita  del malato".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence  Publications, 2000.

Nel 1991, l'oncologo Albert Braverman diceva: ".nessun tumore solido che era considerato incurabile nel 1975 è curabile oggi.  Molti oncologi raccomandano la Chemioterapia per qualsiasi forma di tumore, con aspettative che il sistematico fallimento non scoraggia."
"
Molti oncologi raccomandano la chemioterapia per ogni tipo di cancro, con una fede che i quasi continui fallimenti non scuotono"
(Albert Braverman, «Medical Oncology in the '90», Lancet, 1991, Vo. 337, pagina 901).

"Se un giorno contrarrò il cancro, non mi sottoporrò mai a certi protocolli standard per la terapia di questo male. I pazienti tumorali che stanno alla larga da questi centri hanno qualche probabilità di cavarsela".
(professor George Mathe, «Scientific Medicine Stymied», Medecines Nouvelles, Parigi).


Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel.
Il President's Cancer Panel è un Ente nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato da Richard Nixon il 23/12/1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 "solo" 25 miliardi di dollari.
John C. Balair III, insigne professore di epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di oncologia degli Stati Uniti e dell'intero pianeta, si esprime, alla fine del suo intervento, con queste incoraggianti parole: "Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea. Grazie e arrivederci".

La maggior parte dei malati di cancro di questo paese (USA) muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon od ai polmoni. Tale aspetto e’ documentato da oltre un decennio,  e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori”. 
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer, Marcus Books, 1990)

Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche probabilita’ di farcela”.
(Prof. Charles Mathe, Esperto in oncologia, su Medicine Nouvelles, Paris 1989)  

 “Il dr. Sardina Jones, docente presso l’Universita’ di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: …."quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano. Le inquietanti conclusioni del dr. Jones non sono mai state confutate”.
(Walter last, giornalista che scrive sul The Ecologist)  

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoche’ costanti”.
(Albert Braverman, MD, “medical Oncology in the 90s”, Lancet 1991, vol.337, p.901).  

Nonostante il diffuso impiego della chemioterapia, negli ultimi 70 anni, il tasso di mortalita’ da cancro al seno non e’ variato.   (Thomas Dao, MD, New England Journal of Medicine, marzo 1975, vol.292, p.707).  

"I noti e pericolosi effetti collaterali di questi farmaci sono diventati la quarta causa di morte, dopo l'infarto, il cancro e il colpo apoplettico".
(Journal of the American Medical Association, 15 aprile 1998)

 

Il Dr. Ralph Moss autore di: The Cancer Industry, denuncia le convenzionali politiche sanitarie relative al cancro. In una intervista nello studio radiofonico di Laura Lee (1994), affermo’: “ In fin dei conti, non vi e’ alcuna prova che la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza, e questa e’ la piu’ grande menzogna su tale terapia, cioe’ che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato”.  
"I nostri più efficaci protocolli sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale".
(Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996)

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia. Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico."
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. -
Lancet, 10 agosto 1991


Nessuno, fra i principali media (nel mondo), ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio che  e’ stato silenziosamente e ….completamente insabbiato !.

"Quando ricorriamo all’assistenza del piu’ accorto dei medici, e’ probabile che costui faccia affidamento ad una “verita scientifica" la cui infondatezza diventera’ manifesta nell’arco di pochi anni”.  (Marcel Proust)

Il dottor Hardin Jones, docente alla University of California, dopo aver analizzato decenni di statistiche sulla sopravvivenza da cancro, è giunto a questa conclusione: "Quando non curati, i pazienti non peggiorano, e magari migliorano".
Queste scomode conclusioni del dottor Jones non sono mai state confutate.
(Walter Last, «The Ecologist», marzo-aprile 1998)


Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell' organismo, 
http://www.aimac.it/informazioni/profili/visualizza.php?id_articolo=716
Peccato che nelle controindicazioni nascondano che e' cancerogeno.....
L’uso a lungo termine della ciclofosfamide può causare problemi di fertilità e aumento del rischio di neoplasie
http://www.printo.it/pediatric-rheumatology/information/Italia/15.htm
Ciclofosfamide: cancerogeno l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato alcune sostanze come cancerogene o come potenzialmente cancerogene. 
(Tab. 2) IARC 1987 http://www.eupharma.org/pubbli/galli.pdf
da:  http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/Ciclofosfamide%2Bcancerogeno
Cyclophosphamide is on the Hazardous Substance List because it is cited by DOT, IARC, NTP and EPA. This chemical is on the Special Health Hazard Substance List because it is a CARCINOGEN, a MUTAGEN and a TERATOGEN.  A carcinogen is a substance that causes cancer.

http://www.state.nj.us/health/eoh/rtkweb/0587.pdf
da: http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/cyclophosphamide%2Bmutagen
C'e' qualcosa che non quadra nella pratica  medica per il cancro.

La prossima volta che vi chiedono di fare delle Donazioni ad organizzazioni per la "ricerca" sul cancro, tenete presente che il Vs. denaro verra' utilizzato per sostenere un'industria che molti scienziati hanno giudicato un fallimento legalizzato ed altri una frode. 
Tratto da "Morte per trattamento medico" 2003, Nexus n°44, pag. 29

Ci sono altri oncologi che non si curerebbero con le cure che fanno ai loro pazienti:
http://www.garynull.com/Documents/Spectrum/afraid_of_their_own_medicine.htm
http://www.shirleys-wellness-cafe.com/cancer.htm
Townsend Letter for Doctors & Patients, Jan 1998; Spectrum, Mar/April  1998

vedi anche e sopra tutto per il Cancro:
Protocollo della Salute  +  voce  Cancro + Nutriterapia per il cancro Condiloma eliminato con acqua basica al Bicarbonato di Sodio
Visionare questa intervista:
http://www.curenaturalicancro.org/base_schermo_grande_testimonianza_dottore.htm

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John Diamond, anche se essenzialmente scartava le cure degli "alternativi", come li chiamava lui, e descriveva in modo per lo più convinto la sua fiducia nel paradigma medico convenzionale, a volte titubava:

"E se quegli alternativi rinnegati avessero ragione ? Se fosse vero che con la radioterapia non si è mai salvata alcuna vita e che con tutta probabilità la mia condizione sarebbe stata peggiorata dall'irradiamento ?
Se fosse vero, come dichiarato in un paio di libri, che l'effetto principale della chirurgia anticancro fosse quello di rilasciare nell'organismo cellule del cancro vaganti, consentendo loro di insediarsi altrove ?... Mi sono rivolto ai libri di medicina per cercarvi conforto, senza trovarne alcuno
."

Parlando con i malati di cancro si scopre ben presto che molti di essi riferiscono che, per quanto abbiano avuto la spiacevole sensazione istintiva che in prospettiva ci debba essere in qualche modo un approccio migliore, si ritrovano comunque a ritornare dal loro oncologo per altre dosi della stessa devastante cura.
Perché tutto questo succede, quando sono disponibili già da subito sperimentate terapie non nocive, non convenzionali ?

Sicuramente, uno dei fattori rilevanti è il nostro ereditario atteggiamento deferente verso l'ortodossia medica ed il suo simbolismo archetipico: il camice bianco, lo stetoscopio, gli anni di sapienza rappresentati da quei diplomi di laurea incorniciati; ogni particolare parla del nostro essere nelle mani degli esperti. Poi vi è la pressione supplementare che l'oncologo può esercitare sul paziente al momento della diagnosi.

In un saggio dal titolo "The $ 200 Billion Scam", Jeff Kamen descrive il modo in cui la diagnosi di cancro venne comunicata a Kathy Keeton, ultima moglie del magnate della rivista Penthouse, Bob Guccione, la quale ricorda così le parole del suo medico:
"Mi dispiace. Si tratta di una forma assai rara della malattia. La natura di questo cancro ne determina un rapido sviluppo ed una veloce metastasi, quindi dobbiamo intervenire in fretta ed iniziare subito la chemioterapia.
Abbiamo a disposizione alcuni dei migliori esperti mondiali del settore; la invito a lasciare che io la affidi alle loro cure, non c'è tempo da perdere. Questa forma di cancro è spesso letale, e lo è velocemente. Senza cure le restano sei settimane di vita. Dobbiamo davvero agire in modo aggressivo con la chemio
".

Hazel rammenta un'esperienza simile.
"Fondamentalmente rimasi sconvolta dalla diagnosi. Me ne stavo seduta mentre il medico mi diceva che questa era la migliore cura disponibile e che il fatto che mi ci sottoponessi era davvero una questione di vita o di morte. Mio marito era seduto al mio fianco, e mi disse che era necessario che io fossi d'accordo. Caddi in una sorta di trance e, sebbene qualcosa mi mettesse a disagio, mi ritrovai ad annuire riguardo alla chemioterapia."

Certamente lo squilibrio di potere presente in tutti i rapporti medico-paziente (da cui deriva il termine psichiatrico "strizza") costituisce un aspetto fondamentale nello stabilire l'approccio terapeutico.

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Domanda molto importante: E'  giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone, se avessero loro un tumore.

Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una "Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro", prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l'81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le "terapie sperimentali inaccettabili per l'elevato grado di tossicità".
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni.

Costi dei trattamenti oncologici
Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati[3] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico.
In Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di "bugiardini" di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti (foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema Sanitario Nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico. Sembra impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale "Gente" poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo "Diario di un malato di cancro" ha provato a comporre la "lista della spesa" per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata[6] (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».[7]
«Durante la chemioterapia, che, com'è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l'intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l'Epo, l'ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».[8]
Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.

Questo che avete appena letto, purtroppo, è l'iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c'è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa e rende centinaia di miliardi di euro ogni anno nella sola Italia.
Ogni anno le "lobbies del cancro" - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.
Se a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1 milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra, come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro.
Pensate all'industria della morte, meglio nota come "imprese funebri".
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)[9] a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro.
Il "lutto per cancro" (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero.

Ecco cosa riporta il "bugiardino" (pubblicato assieme agli altri in appendice) di uno dei più usati chemioterapici:
la DOXORUBICINA della Ebewe Italia Srl (gruppo
ELI LILLY )

Multinazionale: Ebewe Italia srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline
Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con
Doxorubicina persiste per tutta la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell'infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un'ulcera grave e necrosi della cute.
SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l'incenerimento ad alte temperature.
Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.

[1] "Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro", prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney.
www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf.
Parliament of Australia , www.aph.gov.au
[2] Idem
[3] "La prima giornata del malato cancro", Francesco De Lorenzo TGCom
[4] SEER - Cancer statistics review 1975-2005
[5] "Vi sono costato 200 mila euro", Gennaro De Stefano, "Gente"
[6] Idem
[7] Idem
[8] Idem
[9] "Vivere o morire.Cosa costa di più?" - Help Consumatori
www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf
Tratto da: disinformazione.it

IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita' mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in toto le loro terapie (quelle monoterapeutiche), in quanto per noi, seguaci della Medicina Naturale  la malattia (cancro compreso) e' MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla malattia della quale si e' malati !
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e non solo