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Da indagini e
questionari si rileva che, ad
esempio, tra gli oncologi
americani 3 medici su 4
rifiuterebbero qualsiasi
chemioterapia, a causa della
sua inefficacia e dei suoi effetti
devastanti per l'organismo
umano.
Quanti oncologi si curerebbero con
la
chemio ? 64 su 79 si dimostrano
riluttanti !
Qualcuno si è mai chiesto se
l'oncologo, in caso di bisogno,
acconsentirebbe a farsi trattare con
la
chemioterapia ?
Sorpresa !...
Contrariamente alle nostre
supposizioni - e anche se i media si
guardano bene dal divulgarlo -
esiste una grande sfiducia tra gli
oncologi riguardo la
chemioterapia.
Da indagini e questionari si rileva
che, ad esempio, tra gli oncologi
americani 3 medici su 4 (il 75%)
rifiuterebbero qualsiasi
chemioterapia, a causa della sua
inefficacia e dei suoi
effetti
devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di
medici a riguardo:
Nell'anno
1990, ad esempio, il prof. Ulrich Abel,
dell''Università di Heidelberg affermava ((Healing
Journal, No. 1-2, Vol. 7): "sebbene i
farmaci chemioterapici portino ad una
"risposta", cioè ad una diminuzione
della massa tumorale, questa riduzione non
produce affatto un prolungamento della
sopravvivenza del paziente; il cancro, invece,
torna più aggressivo di prima poiché la
chemio
favorisce la
crescita di ceppi tumorali resistenti.
Inoltre la
chemio danneggia gravemente le difese
dell'organismo, tra cui il
sistema immunitario,
spesso i reni e il fegato".
Dopo anni di ricerca in oncologia, Abel arriva
ad una conclusione: "Un'analisi
bilanciata ed imparziale della letteratura
medica mostra un indice di successi terapeutici
quasi nullo dei trattamenti impiegati
convenzionalmente nel trattare forme avanzate di
tumori solidi". Abel conclude, inoltre,
dopo avere intervistato centinaia di oncologi:
"Quello che pensano realmente, non
sembra essere quello che consigliano alla gente".
Abel cita studi che hanno mostrato "che
molti oncologi non accetterebbero la
chemioterapia se avessero il cancro loro stessi"
- The Cancer Chronicles, dicembre 1990.
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo
tedesco della Heidelberg/Mannheim
Tumor Clinic, ha esaustivamente
analizzato e passato in rassegna
tutti i principali studi ed
esperimenti clinici mai eseguiti
sulla
chemioterapia, ed i suoi
risultati andrebbero consultati da
chiunque stia per salire sul "Chemio
Express".
Abel, per assicurarsi di aver
passato in rassegna tutto quello che
era stato pubblicato sulla
chemioterapia, inviò delle lettere
ad oltre 350 centri medici di tutto
il mondo, invitandoli a spedirgli
qualsiasi cosa avessero pubblicato
in materia; egli esaminò migliaia di
articoli, ed è improbabile che al
mondo esista qualcuno che
sull'argomento ne sappia più di lui.
"L'analisi comportò alcuni anni di
lavoro, ma i risultati sono
sorprendenti: Abel scoprì che il
tasso mondiale complessivo di esiti
positivi in seguito a chemioterapia
era 'spaventoso' in quanto,
semplicemente, non erano disponibili
da nessuna parte riscontri
scientifici del fatto che la
chemioterapia riesca a "prolungare
in modo apprezzabile la vita di
pazienti affetti dai più comuni tipi
di cancro organico".
Abel sottolinea che di rado la
chemioterapia riesce a migliorare la
qualità della vita, la descrive come
uno "squallore scientifico" e
sostiene che almeno l'80 per cento
della chemioterapia amministrata nel
mondo è priva di qualsiasi valore ed
affine agli 'abiti nuovi
dell'imperatore', anche se non
esiste alcuna prova scientifica che
la chemioterapia funzioni, né i
medici né i pazienti sono disposti a
rinunciarvi! (Lancet, 10 agosto
1991).
Nessuno, fra i principali
media, ha mai nemmeno citato
questo esaustivo studio:
è stato
completamente insabbiato.
"Alcuni
scienziati di stanza presso il
McGill Cancer Center (McGill
University, Montreal, Canada)
inviarono a 118 medici, esperti di
cancro ai polmoni, un questionario
per determinare quale grado di
fiducia essi nutrissero nelle
terapie che applicavano. Fu loro
chiesto di immaginare di aver
contratto essi stessi la malattia e
quale delle sei attuali terapie
sperimentali avrebbero scelto.
Risposero 79 medici, 64 dei quali
non avrebbero acconsentito a
sottoporsi ad alcun trattamento che
contenesse
Cisplatino - uno dei
comuni farmaci chemioterapici che
applicavano - mentre 58 dei 79
reputavano che tutte le terapie
sperimentali in questione fossero
inaccettabili, a causa
dell'inefficacia e dell'elevato
grado di tossicità della
chemioterapia".
Philip Day, "Cancer:
Why We're Still Dying To Know The
Truth", Credence Publications, 2000.
"Non vi è alcuna
prova che per la stragrande
maggioranza dei casi la
chemioterapia prolunghi le
aspettative di sopravvivenza. Questa
è la grande menzogna su tale
terapia, cioè che esista una
correlazione fra la riduzione del
tumore ed il prolungamento della
vita del malato".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still
Dying To Know The Truth", Credence
Publications, 2000.
Nel 1991, l'oncologo Albert Braverman diceva:
".nessun tumore solido che era
considerato incurabile nel 1975 è curabile
oggi. Molti oncologi raccomandano la
Chemioterapia per qualsiasi forma di tumore, con
aspettative che il sistematico fallimento non
scoraggia."
"Molti
oncologi raccomandano la
chemioterapia per ogni tipo di
cancro, con una fede che i quasi
continui fallimenti non scuotono"
(Albert Braverman, «Medical Oncology
in the '90», Lancet, 1991, Vo. 337,
pagina 901).
"Se un giorno contrarrò il
cancro, non mi sottoporrò mai a
certi protocolli standard per la
terapia di questo male. I pazienti
tumorali che stanno alla larga da
questi centri hanno qualche
probabilità di cavarsela".
(professor George Mathe, «Scientific
Medicine Stymied», Medecines
Nouvelles, Parigi).
Riunione del settembre 1994 del President's
Cancer Panel.
Il President's Cancer Panel è un Ente nato in
conseguenza del National Cancer Act, un
programma di lotta contro il cancro, firmato da
Richard Nixon il 23/12/1971 e per cui si sono
spesi fino al 1994 "solo" 25 miliardi
di dollari.
John C. Balair III, insigne professore di
epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill
University, uno dei più famosi esperti di
oncologia degli Stati Uniti e dell'intero
pianeta, si esprime, alla fine del suo
intervento, con queste incoraggianti parole:
"Torno a concludere, come feci sette
anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al
cancro sono stati un fallimento su tutta la
linea. Grazie e arrivederci".
“La maggior parte dei malati di cancro
di questo paese (USA) muore a causa della
chemioterapia, la quale non elimina i tumori al
seno, al colon od ai polmoni. Tale aspetto e’
documentato da oltre un decennio, e
tuttavia i medici utilizzano ancora la
chemioterapia per combattere questi tumori”.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of
Cancer,
Marcus Books, 1990)
“Se
contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un
centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da
questi centri hanno qualche probabilita’ di
farcela”.
(Prof. Charles Mathe, Esperto in oncologia, su
Medicine Nouvelles, Paris 1989)
“Il dr. Sardina Jones, docente presso l’Universita’ di
California, dopo aver analizzato per molti
decenni le statistiche relative alla
sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente
conclusione: …."quando non vengono
curati, i malati non peggiorano, o addirittura
migliorano. Le inquietanti conclusioni del
dr. Jones non sono mai state confutate”.
(Walter last, giornalista che scrive sul The
Ecologist)
"Molti
oncologi raccomandano la chemioterapia
praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi
pressoche’ costanti”.
(Albert Braverman, MD, “medical Oncology in the
90s”, Lancet 1991, vol.337, p.901).
“Nonostante
il diffuso impiego della chemioterapia, negli
ultimi 70 anni, il tasso di mortalita’ da
cancro al seno non e’ variato”.
(Thomas Dao, MD, New England Journal of
Medicine, marzo 1975, vol.292, p.707).
"I
noti e pericolosi effetti
collaterali di questi farmaci sono
diventati la quarta causa di morte,
dopo l'infarto, il cancro e il colpo
apoplettico".
(Journal of the American Medical
Association, 15 aprile 1998)
Il
Dr. Ralph Moss autore di: The Cancer Industry,
denuncia le convenzionali politiche sanitarie
relative al cancro. In una intervista nello
studio radiofonico di Laura Lee (1994),
affermo’: “ In fin dei conti, non vi
e’ alcuna prova che la stragrande maggioranza
dei casi la chemioterapia prolunghi le
aspettative di sopravvivenza, e questa e’
la piu’ grande menzogna su tale terapia,
cioe’ che esista una correlazione fra la
riduzione del tumore ed il prolungamento della
vita del malato”.
"I
nostri più efficaci protocolli sono
gravidi di rischi, di effetti
collaterali e di problemi pratici.
Dopo che tutti i pazienti che
abbiamo curato ne hanno pagato lo
scotto, solo un'esigua percentuale
di essi viene ricompensata da un
effimero periodo di regressione
tumorale, generalmente parziale".
(Edward G. Griffin, "World Without
Cancer", American Media Publications,
1996)
"Il Dr. Ulrich Abel,
epidemiologo tedesco della
Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha
esaustivamente analizzato e passato
in rassegna tutti i principali studi
ed esperimenti clinici mai eseguiti
sulla chemioterapia. Abel scoprì che
il tasso mondiale complessivo di
esiti positivi in seguito a
chemioterapia era scioccante in
quanto, semplicemente, non erano
disponibili da nessuna parte
riscontri scientifici del fatto che
la chemioterapia riesca a "prolungare
in modo apprezzabile la vita dei
pazienti affetti dai più comuni tipi
di cancro organico."
Abel sottolinea che di rado la
chemioterapia riesce a migliorare la
qualità della vita, la descrive come
uno squallore scientifico e sostiene
che almeno l'80% della
chemioterapia somministrata nel
mondo è priva
di qualsiasi valore. Ma,
anche se non esiste alcuna prova
scientifica che la chemioterapia
funzioni, né i medici né i pazienti
sono disposti a rinunciarvi.
-
Lancet, 10 agosto
1991
Nessuno,
fra i principali media (nel mondo), ha mai nemmeno citato
questo esaustivo studio che e’ stato silenziosamente e
….completamente insabbiato !.
"Quando
ricorriamo all’assistenza del piu’ accorto
dei medici, e’ probabile che costui faccia
affidamento ad una “verita scientifica"
la cui infondatezza diventera’ manifesta
nell’arco di pochi anni”. (Marcel
Proust)
Il dottor Hardin Jones, docente alla
University of California, dopo aver
analizzato decenni di statistiche
sulla sopravvivenza da cancro, è
giunto a questa conclusione: "Quando
non curati, i pazienti non
peggiorano, e magari migliorano".
Queste scomode conclusioni del
dottor Jones non sono mai state
confutate.
(Walter Last, «The Ecologist»,
marzo-aprile 1998)
Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non è
altro che un iprite chelata che viene introdotta nell' organismo,
http://www.aimac.it/informazioni/profili/visualizza.php?id_articolo=716
Peccato che nelle controindicazioni nascondano
che e' cancerogeno.....
L’uso a lungo termine della
ciclofosfamide può causare problemi di fertilità
e aumento del rischio di neoplasie
http://www.printo.it/pediatric-rheumatology/information/Italia/15.htm
Ciclofosfamide: cancerogeno l’International
Agency for Research on Cancer (IARC) ha
classificato alcune sostanze come cancerogene o come
potenzialmente cancerogene.
(Tab. 2) IARC 1987
http://www.eupharma.org/pubbli/galli.pdf
da: http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/Ciclofosfamide%2Bcancerogeno
Cyclophosphamide is on the Hazardous Substance
List because it is cited by DOT, IARC, NTP and
EPA. This chemical is on the Special Health
Hazard Substance List because it is a CARCINOGEN,
a MUTAGEN and a TERATOGEN. A carcinogen is
a substance that causes cancer.
http://www.state.nj.us/health/eoh/rtkweb/0587.pdf
da: http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/cyclophosphamide%2Bmutagen
C'e' qualcosa che non
quadra nella pratica medica
per il cancro.
La
prossima volta che vi chiedono di fare delle
Donazioni ad organizzazioni per la
"ricerca" sul cancro, tenete
presente che il Vs. denaro verra' utilizzato per
sostenere un'industria che molti scienziati hanno
giudicato un fallimento legalizzato ed altri una
frode.
Tratto
da "Morte per trattamento medico"
2003, Nexus n°44, pag. 29
Ci sono altri oncologi che non si curerebbero
con le cure che fanno ai loro pazienti:
http://www.garynull.com/Documents/Spectrum/afraid_of_their_own_medicine.htm
http://www.shirleys-wellness-cafe.com/cancer.htm
Townsend Letter for Doctors & Patients, Jan
1998; Spectrum, Mar/April 1998
vedi
anche e sopra tutto per il Cancro:
Protocollo
della Salute + voce
Cancro +
Nutriterapia per il cancro +
Condiloma eliminato
con acqua basica al Bicarbonato di Sodio
Visionare questa intervista:
http://www.curenaturalicancro.org/base_schermo_grande_testimonianza_dottore.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
John Diamond, anche se
essenzialmente scartava le cure
degli "alternativi", come li
chiamava lui, e descriveva in
modo per lo più convinto la sua
fiducia nel paradigma medico
convenzionale, a volte titubava:
"E se quegli alternativi
rinnegati avessero ragione ? Se
fosse vero che con la radioterapia
non si è mai salvata alcuna vita e
che con tutta probabilità la mia
condizione sarebbe stata peggiorata
dall'irradiamento ?
Se fosse vero, come dichiarato in un
paio di libri, che l'effetto
principale della chirurgia
anticancro fosse quello di
rilasciare nell'organismo cellule
del cancro vaganti, consentendo loro
di insediarsi altrove ?... Mi
sono rivolto ai libri di medicina
per cercarvi conforto, senza
trovarne alcuno."
Parlando con i malati di cancro si
scopre ben presto che molti di essi
riferiscono che, per quanto abbiano
avuto la spiacevole sensazione
istintiva che in prospettiva ci
debba essere in qualche modo un
approccio migliore, si ritrovano
comunque a ritornare dal loro
oncologo per altre dosi della stessa
devastante cura.
Perché tutto questo succede, quando
sono disponibili già da subito
sperimentate terapie non nocive, non
convenzionali ?
Sicuramente, uno dei fattori
rilevanti è il nostro ereditario
atteggiamento deferente verso
l'ortodossia medica ed il suo
simbolismo archetipico: il camice
bianco, lo stetoscopio, gli anni di
sapienza rappresentati da quei
diplomi di laurea incorniciati; ogni
particolare parla del nostro essere
nelle mani degli esperti. Poi vi è
la pressione supplementare che
l'oncologo può esercitare sul
paziente al momento della diagnosi.
In un saggio dal titolo "The
$ 200 Billion Scam", Jeff Kamen
descrive il modo in cui la diagnosi
di cancro venne comunicata a Kathy
Keeton, ultima moglie del magnate
della rivista Penthouse, Bob
Guccione, la quale ricorda così le
parole del suo medico:
"Mi dispiace. Si tratta di una
forma assai rara della malattia. La
natura di questo cancro ne determina
un rapido sviluppo ed una veloce
metastasi, quindi dobbiamo
intervenire in fretta ed iniziare
subito la chemioterapia.
Abbiamo a disposizione alcuni dei
migliori esperti mondiali del
settore; la invito a lasciare che io
la affidi alle loro cure, non c'è
tempo da perdere. Questa forma di
cancro è spesso letale, e lo è
velocemente. Senza cure le restano
sei settimane di vita. Dobbiamo
davvero agire in modo aggressivo con
la
chemio".
Hazel rammenta un'esperienza simile.
"Fondamentalmente rimasi
sconvolta dalla diagnosi. Me ne
stavo seduta mentre il medico mi
diceva che questa era la migliore
cura disponibile e che il fatto che
mi ci sottoponessi era davvero una
questione di vita o di morte. Mio
marito era seduto al mio fianco, e
mi disse che era necessario che io
fossi d'accordo. Caddi in una sorta
di trance e, sebbene qualcosa mi
mettesse a disagio, mi ritrovai ad
annuire riguardo alla chemioterapia."
Certamente lo squilibrio di potere
presente in tutti i rapporti
medico-paziente (da cui deriva il
termine psichiatrico "strizza")
costituisce un aspetto fondamentale
nello stabilire l'approccio
terapeutico.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Domanda molto
importante:
E' giusto sapere cosa
farebbero i medici oncologi - quelli
che usano ogni giorno i
chemioterapici su altre
persone, se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato
australiano è stata presentata una
"Inchiesta sui servizi e sulle
opzioni di trattamento di persone
con cancro", prodotta dal
Cancer Information & Support
Society, del St.
Leonards di Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni
scienziati del
McGill Cancer Center
di Montreal in Canada, inviarono a
118 medici, esperti di cancro ai
polmoni, un questionario per
determinare quale grado di fiducia
nutrissero nelle terapie da loro
applicate, nel caso essi stessi
avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non
avrebbero acconsentito a sottoporsi
ad un trattamento che contenesse
Cisplatino (un chemioterapico molto
utilizzato a base di platino).
Mentre 58 dei 79 reputavano che
tutte le terapie sperimentali in
questione fossero inaccettabili a
causa dell'inefficacia e
dell'elevato grado di tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l'81%
degli oncologi intervistati, in caso
di tumore, non si farebbero
somministrare un chemioterapico,
mentre il 73% di loro reputano
addirittura le "terapie
sperimentali inaccettabili per
l'elevato grado di tossicità".
Anche se il numero di oncologi
intervistati non è molto elevato,
ognuno tragga le proprie
conclusioni.
Costi dei trattamenti oncologici
Considerando i due principali
strumenti terapeutici nelle mani
degli oncologi (chemio e radio),
vediamo il costo di un tumore oggi
in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in
Italia 1,7 milioni di ammalati[3] e
oltre 270.000 nuovi malati ogni anno
(in America ogni anno i nuovi malati
di cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo
nel dettaglio, è la seguente: il
tumore in Italia (solamente tra
chemio e radio, escludendo quindi
chirurgia, costi di degenza, farmaci
vari, apparato medico e
infermieristico, i soldi fagocitati
dalle industrie per la ricerca,
ecc.) è indubbiamente una delle
patologie più costose, non solo
in termini di vite umane, ma
soprattutto dal punto di vista
economico.
In Appendice del libro sono stati
appositamente pubblicati, oltre una
ventina di "bugiardini"
di chemioterapici con i loro effetti
collaterali devastanti (foglietti
illustrativi), anche i costi
ufficiali (dichiarati dalle
rispettive case di produzione) dei
più diffusi chemioterapici in
circolazione, per rendersi conto di
quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con
chemio e radioterapia (ad esclusione
della chirurgia i cui costi sono
paragonabili a quelli della
chemioterapia), costa al
Sistema Sanitario Nazionale
svariate centinaia di migliaia di
euro.
Un solo paziente oncologico. Sembra
impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata
pubblicata dal settimanale "Gente"
poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro
De Stefano, un uomo normalissimo,
che nel suo "Diario di un malato di
cancro" ha provato a comporre la
"lista della spesa" per la sua
malattia.
Dopo aver consultato medici e
fotocopiato le fustelle dei farmaci,
ha messo insieme tutte queste
informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due
interventi chirurgici (biopsia più
operazione alla vescica) e una
degenza di 22 giorni, per un totale
di 30.000 euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato
9.000 euro e 1.500 euro spesi per
ogni TAC effettuata[6] (ne ha fatte
oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail
chemioterapici partiva da alcune
migliaia di euro per arrivare anche
a 50 mila euro al mese per ogni
paziente».[7]
«Durante la chemioterapia, che,
com'è noto, fa abbassare i globuli
bianchi e quelli rossi (tralasciando
la quantità impressionante di
medicinali di sostegno per lo
stomaco, l'intestino, la fatica, la
nausea, il vomito e via cantando),
occorre sottoporsi a cure ormonali
che aiutino la crescita dei globuli
bianchi. Di solito si fanno tre o
quattro iniezioni che costano una
1.500 euro, le altre 150 euro
ognuna. Arriva poi l'Epo, l'ormone
diventato famoso come doping dei
ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000
euro a iniezione. Di queste bombe ne
avrò fatte, fino a oggi, una
quarantina».[8]
Ha dovuto eseguire la radioterapia
(6.000 euro); un nuovo intervento
chirurgico per alcune metastasi
(9.000 euro); di nuovo radioterapia,
ecc.
Risultato:
la Sanità pubblica ha pagato per il
sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto,
purtroppo, è l'iter seguito dalla
stragrande maggioranza dei malati
oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il
numero dei malati vecchi e nuovi, e
capirete dal risultato che forse per
qualcuno - e dico forse - non c'è
convenienza nel trovare la soluzione
definitiva ad una patologia che
sviluppa e rende centinaia di
miliardi di euro ogni anno nella
sola Italia.
Ogni anno le "lobbies
del cancro" - solamente con i
nuovi ammalati (270.000 persone), e
supponendo che tutti entrino nei
percorsi terapeutici - movimenta una
cifra superiore a 54.000.000.000 di
euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro
ogni anno per un trattamento
oncologico.
Se a questi ci aggiungiamo tutte le
persone ammalate di cancro oggi in
Italia (1 milione e 700 mila), che
ripetono i trattamenti, che
necessitano di trapianto di midollo,
che muoiono nonostante, o per colpa
delle terapie, ecc., tale cifra,
come detto prima, raggiungerà i
centinaia di miliardi di euro.
Pensate all'industria della morte,
meglio nota come "imprese funebri".
Ogni anno sono 162.000 le persone
che muoiono per cancro in Italia
(dati Istat).
I costi per un servizio funebre
privato (pagato dalle famiglie)
vanno da un minimo di 2.155 euro
(Roma) a un massimo di 3.575 euro
(Milano)[9] a persona. Facendo una
media più che ragionevole di 3000
euro.
Il "lutto per cancro" (funerale,
epigrafi, fiori, trasporto,
organizzazione) sottrae alla società
486.000.000 di euro. Tutti gli anni
inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero.
Ecco cosa riporta il "bugiardino"
(pubblicato assieme agli altri in
appendice) di uno dei più usati
chemioterapici:
la
DOXORUBICINA della Ebewe
Italia Srl (gruppo
ELI LILLY
)
Multinazionale: Ebewe Italia
srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione
iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline
Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state
descritte durante o poche ore dopo
la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può
provocare insorgenza di emorragia e
superinfezioni, e costituisce una
indicazione alla riduzione o alla
sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di
sviluppo di cardiomiopatia indotta
dalle antracicline e dipendente
dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza
cardiaca nei pazienti neoplastici
trattati con
Doxorubicina persiste per tutta la
vita;
- Può potenziare la tossicità della
radioterapia e di altre terapie
anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia
mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto
gastrointestinale può indurre ad
ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente
irritante e lo stravaso nella sede
dell'infusione può provocare dolore
locale, irritazione, infiammazione,
tromboflebiti, che possono causare
un'ulcera grave e necrosi della
cute.
SMALTIMENTO: Il personale che
manipola la Doxorubicina deve
indossare indumenti protettivi:
occhiali, camici, maschere e guanti
monouso. Tutti gli articoli usati
per la somministrazione e la
pulizia, inclusi i guanti, dovranno
essere posti in appositi sacchi per
rifiuti ad alto rischio, per
l'incenerimento ad alte temperature.
Le fuoriuscite o le perdite di
soluzione devono essere trattate con
ipoclorito di sodio diluito che
preferibilmente va lasciato agire
per tutta la notte e a cui va fatto
seguire un risciacquo con acqua.
[1] "Inchiesta sui servizi e nelle
opzioni di trattamento di persone
con cancro", prodotta dal Cancer
Information & Support Society, del
St Leonards di Sydney.
www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf.
Parliament of Australia ,
www.aph.gov.au
[2] Idem
[3] "La prima giornata del malato
cancro", Francesco De Lorenzo TGCom
[4] SEER - Cancer statistics review
1975-2005
[5] "Vi sono costato 200 mila euro",
Gennaro De Stefano, "Gente"
[6] Idem
[7] Idem
[8] Idem
[9] "Vivere o morire.Cosa costa di
più?" - Help Consumatori
www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf
Tratto da: disinformazione.it
IMPORTANTE:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto
contrasti con le autorita' mediche, e per
essere precisi, affermiamo che
NON condividiamo in toto
le loro terapie
(quelle monoterapeutiche), in
quanto per noi, seguaci della
Medicina Naturale
la
malattia
(cancro compreso) e'
MULTIFATTORIALE, quindi
NESSUN prodotto puo', da solo, guarire dalla
malattia della quale si e' malati !
Nutriterapia Biologica Metabolica x il Cancro e
non solo
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