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“La scienza medica è
un'impresa industriale gestita e controllata da
produttori (medici, ospedali, laboratori farmaceutici)
che incoraggiano la diffusione di procedimenti
d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il
malato e i suoi familiari allo stato di docili clienti”
- By Ivan Illich
"L'industria
farmaceutica è grande e potente come l'industria delle
armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in
vita" (By
Hans Ruesch) ....magari
con i
Vaccini
“Il modello di business
dell'industria farmaceutica è basato proprio
sull'allargamento della sfera delle malattie: il
marketing creativo serve ad ampliare il bacino di
clienti, convincendo chi è probabilmente sano a
ritenersi almeno moderatamente malato” - By Allen
Frances, (medico psichiatra)
"Noi medici siamo
plagiati, fin
dall'inizio, dagli
insegnamenti
universitari che ci
vengono propinati da un
manipolo di "professori"
che hanno il solo
interesse di lasciarci
nell'ignoranza sulla
vera origine delle
malattie. Alcuni di noi,
alla fine, raggiungono
la consapevolezza
e
mettono in moto delle
grosse energie che
provocano reazioni
positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico ortopedico
ospedaliero)
La commercializzazione,
ovvero il business della malattia è l'arte raffinata di
"vendere" ipotesi di malesseri, malanni, un modo
efficace per spacciare farmaci (droghe) ed esami magari
inutili che pero' portano a profitti enormi per la
filiera di
Big Pharma.
Questa commercializzazione richiede una regia di vendita
e di pubblcita' ben precisa, dagli e degli attori
principali (chi produce i farmaci ed i vaccini),
secondari, cioe' la falsa e depistante pubblicita', ed
il marketing che comprende anche la diffusione della
paura di malattie inesistenti od addirittura inventate,
che vi sta dietro all'aspetto commercial finanziario e
molte comparse finali, fino all'ignorante consumatore.
Questo il teatro sulla scena:
Le aziende farmaceutiche (registi ideologici e
produttori) devono per forza di cose coinvolgere i
medici (attori protagonisti che divengono i
rappresentanti per vendere i loro farmaci e/o vaccini)
per far si che prescrivano le ricette, e devono
coinvolgere i ricercatori (in genere non protagonisti)
che inventano veri e propri nuovi disturbi, e che
stimolano la formazione di gruppi di pazienti e/o
famigliari di malati (comparse) che richiedono a gran
voce un supplemento di terapia, per sopperire alla loro
supposta carenza....ed infine i pazienti veri e propri
che richiedono tali farmaci perché convinti di essere
malati (spettatori incoscienti). dovuta alla loro totale
ignoranza su cosa e' la salute o la malattia, quella
vera !
Conoscendo questa sottile e nascosta trama scenografica,
si e' in grado di difendersi dagli attacchi di questo
corrotto sistema in-sanitario mondiale. le persone che
non sono in grado di conoscere questo teatro
scenografico, vengono a loro insaputa stritolate e
strumentalizzate da questa infernale macchinazione del
marketing farmaceutico che
Big
Pharma a messo in piedi in circa 120 anni.
Scopo del nostro sito e' quello di rivelare questa
oscura e nascosta, ormai non piu' di tanto, trama,
scenografia, che pero' viene ancora vista e vissuta da
centinaia di milioni, forse miliardi di persone.
Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi
"Il più grande ostacolo al progresso della
scienza è il monopolio che ne fanno gli "esperti",
tra i quali si crea una rete (il cosiddetto
establishment) che controlla i fondi per la
ricerca, le
pubblicazioni,
gli incarichi accademici, le royalities per i
test ed i
farmaci, e
mira a mantenere la sua posizione dominante di
successo evitando per quanto possibile che altre
idee, altre soluzioni, altre teorie possano
filtrare scalzando le loro.
La censura c’è,
e mentre una volta i "dissidenti" venivano
fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso
effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta.
Viene incoraggiata la raccolta di dati, una
massa di dati sempre crescente, mentre
scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
vedi:
I
veri padroni della Sanita' nel mondo
+
BIG FARMA
+
Big Pharma
+
Sindacato
Rickefeller
+
CDC e conflitti di interesse 1
+
La FDA (USA): ha
TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
+
CNR e Corruzione
+
Universita'
in mano a Big Pharma +
OMS
+
EMEA, AIFA,
Miniastero della sanita' non controllano i danni
dei Vaccini
+
Conflitto di interesse, denuncia
+
Comparaggio
farmaceutico
CDC e Conflitti di interesse - 1 +
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
CDC conflitti di interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Corruzione e Conflitti di Interesse, per farmaci
e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+ Consenso Informato
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
TOP di
“DONATORI” da parte di
BIG PHARMA
Big Pharma ha donato milioni di dollari, ai legislatori
della California PRIMA del dibattito sui vaccini….. Dati
forniti dallo Stato dimostrano che le aziende
farmaceutiche ed i loro gruppi commerciali (che fanno
lobbing) hanno “donato” più di $ 2 milioni di dollari
per i legislatori nel 2013-2014
Ecco le cifre Donate divise per:
Azienda – Donazione per campagne per le elezioni –
Pagamenti diretti delle lobbies
|
Pharmaceutical company or group |
Campaign
donations to current state legislators |
Direct
lobbying payments |
-
-
Johnson & Johnson Inc.
$86,300
$583,926
GlaxoSmithKline
$32,250
$561,479
Eli Lilly & Company
$193,100
$280,863
Gilead Sciences Inc.
$77,600
$196,732
Biocom PAC
$30,000
$223,224
Sanofi
$48,000
$172,500
Abbott Laboratories
$173,600
$42,500
Astellas Pharma US Inc.
$47,900
$161,440
AstraZeneca Pharmaceuticals LLP
$157,300
$49,583
Merck & Co. Inc.
$91,600
$108,204
California Pharmacists Association
$53,389
$134,176
Pharmaceutical Research & Manufacturers Assn.
$137,950
$45,455
Eisai Inc.
$92,000
$88,000
Bristol-Myers Squibb Company
$32,300
$144,101
Pfizer
$150,600
$21,250
AbbVie
$138,425
$25,530
Amgen
$105,600
$45,455
Allergan USA Inc.
$120,100
$22,757
Takeda Pharmaceuticals USA Inc.
$40,000
$83,348
Pharmacy Professionals of California
$32,000
TOP DRUG MAKER RECIPIENTS
Lawmaker - Party/District – Amount
(Destinatari – Distretto/partito – Ammontare della
donazione..)
Sen. Richard Pan*
D-Sacramento $95,150
Assembly Speaker Toni Atkins
D-San Diego
$90,250
Sen. Ed Hernandez*
D-Azusa
$67,750
Sen. Holly Mitchell*
D-Los Angeles
$60,107
Assemblyman Brian Maienschein*
R-San Diego
$59,879
Senate President Pro Tem Kevin de León
D-Los Angeles
$56,648
Sen. Isadore Hall
D-Compton
$52,400
Sen. Jerry Hill
D-San Mateo
$50,209
Assemblyman Henry Perea
D-Fresno
$49,550
Assemblywoman Shirley Weber
D-San Diego
$47,000
Assemblyman Mike Gatto
D-Los Angeles
$46,491
Assemblywoman Susan A. Bonilla*
D-Concord
$45,600
Sen. Andy Vidak
R-Hanford
$42,800
Assemblyman Tom Daly
D-Anaheim
$40,300
Assemblyman Kevin Mullin
D-South San Francisco
$38,400
Assemblyman Adam Gray
D-Merced
$37,000
Assemblyman Rob Bonta*
D-Alameda
$36,750
Assemblyman Anthony Rendon
D-Lakewood
$36,200
Assemblyman Jimmy Gomez*
D-Los Angeles
$33,850
Assemblyman Richard Gordon
D-Menlo Park
$33,100
*Member of the Assembly or Senate health committees
Source: Bee analysis of secretary of
state campaign finance and lobbying reports
Fonte: Dalle analisi della segreteria dello stato, sul
finanziamento da parte delle lobbies per le campagne
elettorali
Altre disposizioni legislative hanno
un impatto più diretto sul settore, ed è il soggetto
politico attivo.
Le aziende farmaceutiche e quelle dei loro gruppi
commerciali (uffici delle lobbies) hanno dato più di $ 2
milioni di dollari per gli attuali membri della
legislatura nel 2013-2014, circa il 2 per cento del
totale raccolto, i documenti lo dimostrano. Nove dei 20
destinatari, sono sia i leader legislativi o servono su
entrambi i comitati di salute dell'Assemblea o del
Senato. Ricevono cadauno più di $ 95.000, il
destinatario cima di denaro contante per la campagna
settoriale è il senatore Richard Pan, un democratico di
Sacramento, medico, che sta portando avanti le proposte
di legge per i vaccini obbligatori.
Inoltre, l'industria farmaceutica ha
donato più di $ 500.000 per gruppi esterni di spesa
della campagna elettorale che hanno contribuito a
eleggere alcuni membri attuali e cio’ lo scorso anno.
Le Principali aziende farmaceutiche
anche speso quasi $ 3 milioni nel corso della sessione
legislativa 2013-2014 di lobbying durante la
legislatura, il governatore, a bordo e di altre agenzie
dei farmacisti statali, secondo le informazioni dello
Stato.
Informatore dei CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Visionate questo
video, parla un'informatore
farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
Orrore in campo medico
scientifico: conviene economicamente di più produrre
farmaci che non curano piuttosto che guarire la gente.
La notizia agghiacciante proviene dal Premio Nobel per
la Medicina Richard J. Roberts: “le
case farmaceutiche
orientano le proprie ricerche verso medicinali che
invece di curare la malattia determinano stadi cronici
avanzati nel tempo”. Dunque, al posto di garantirci
cure, i ministri delle nazioni dell’Occidente, ben
sapendo quale sia il gioco infame che si cela dietro
alla finta ricerca, fingono di ignorare il problema.
E’ una affermazione pesantissima, che grida vendetta !
Ogni essere vivente è visto, da questi infami mercanti
di medicinali inutili, come una fonte di guadagno. Non
come un/una paziente bisognoso/a di cure efficaci.
Dall’isola di Cuba, feudo di Castro, giungono, nel
frattempo, rincuoranti annunci scientifici, annunci
capziosamente tenuti nascosti al giro dell’informazione
pubblica. Lì, dove parrebbe che la ricerca scientifica
faccia veramente sul serio, sono stati messi a punto
alcuni ritrovati contro il cancro, la febbre dengue,
l’epatite, aids, epatite B…
Sin dal 1985 la battaglia di Fidel, volta alla ricerca
di cure mediche in grado di guarire e NON di protrarre
il male, ha dato ottimi risultati, persino sul cancro al
polmone, uno dei più aggressivi in assoluto.
Dal veleno dello scorpione azzurro si sono ottenuti veri
e propri ritrovati capaci di imprimere mutamenti
rigeneratori nel fisico di chi è stato/a colpito dal
male.
E non è tutto: anche per il diabete (malattia che causa
una serie sterminata di complicazioni fino anche ad
amputazioni e modificazioni dello stile di vita
aberranti), Cuba produce un miracoloso Heperprot P. che
azzera ogni effetto della malattia.
In Spagna ed in Canada, questi ritrovati sono ampiamente
consumati con benefici riscontrabili. Ma come mai
proprio a Cuba e non altrove si riescono a produrre
queste panacee ?
La risposta è presto data. Come leggiamo “In un
articolo della prestigiosa rivista Science, i
ricercatori dell’Università di Stanford (California)
Paul Drain e Michele Barry assicuravano che Cuba ottiene
migliori indici nella salute che gli Stati Uniti con un
costo venti volte inferiore.
La ragione: l’assenza – nel modello cubano – di
pressioni e stimoli commerciali da parte delle aziende
farmaceutiche, e una riuscita strategia di educazione
della popolazione nella prevenzione”
Tratto dal sito
http://www.libera.tv/videos/4137/cuba-crea-quattro-vaccini-contro-il-cancro-una-lezione-alle-aziende-farmaceutiche-che-non-faraund039-notizia.html.
Proprio così: è la mancanza
di pressioni lobbistiche a determinare i successi che
qui, nella porzione di Mondo Occidentale, non ci
sogniamo nemmeno. Le lobby sono sempre le uniche
responsabili. Ora, a confermarlo, non siamo più noi
scrittori e scrittrici di signoraggio.it.
Ma lo affermano notissimi Premi Nobel e grandi centri di
ricerca internazionali. Riprova ne è che “Numerosi
analisti vedono dietro il colpo di Stato in Honduras,
nel 2009, la
grande industria farmaceutica
internazionale, dato che il governo del
deposto Manuel Zelaya, nel quadro degli accordi ALBA,
pretendeva sostituire l’importazione di medicamenti
delle multinazionali con farmaci generici cubani”.
Qualora ciò non fosse bastante, allora non resta che
rifarsi alle parole di un altro Premio Nobel (per la
chimica stavolta), Peter Agre, il quale ha affermato che
“Cuba è un magnifico esempio di come si possa integrare
la conoscenza e la ricerca scientifica”. (ibid).
Anche la direttrice dell’UNESCO, Irina Bokova, ha
espresso grande ammirazione per i successi scientifici
cubani, tuttavia, qui in Italia ed altrove, non se n’è
avuta notizia, nemmeno col binocolo !
Tratto da: signoraggio.it
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L'Autorità garante per la concorrenza ha svolto una
lunga inchiesta su
Roche e Novartis, rivelata dal settimanale. -
14/02/2014
Le due
Big Pharma,
hanno stipulato un accordo, basato su piani di
disinformazione e sabotaggi di studi indipendenti,
per favorire un farmaco costoso a scapito di uno
low-cost, comunque efficace...Un accordo tra
Big Pharma per favorire
un farmaco carissimo a scapito di un altro low cost,
comunque efficace.
Un patto segreto siglato tra
Roche e Novartis, solo
in apparenza concorrenti, che è
costato al Sistema sanitario nazionale, e dunque ai
contribuenti italiani, 600 milioni di euro in più.
A rivelarlo è l'Espresso, oggi in edicola, sulla base di
una lunga inchiesta dell'Autorità garante per la
concorrenza guidata da Giovanni Pitruzzella. Le due
industrie "rivali" si sono mosse insieme per spingere il
farmaco più costoso (1.400 euro) e gettare pessima luce
su quello low cost (15 euro).
Hanno condiviso strategie di mercato, mettendo a punto
veri e propri piani di disinformazione, "sabotando"
studi scientifici indipendenti,
pagando medici e opinion leader per
imporre il medicinale più caro.
Il patto emerge da email e incontri fra le due big
pharma, scoperte grazie ad un blitz effettuato lo scorso
ottobre negli uffici delle due sedi italiane.
Roche produce l'Avastin; Novartis il molto più caro
Lucentis. Avastin è stato sviluppato per terapie
diverse, anche se poi si è scoperto che funziona pure
nelle cure oftalmiche. E così per fermarne la diffusione
sono stati enfatizzati i rischi relativi all'uso
oculistico, permettendo al Lucentis di dominare il
mercato.
Il prodotto meno costoso è stato escluso dalla lista di
quelli rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale.
Cosa ci guadagna la Roche ? Anzitutto, entrambi i
farmaci sono un brevetto di Genertech, controllata da
Roche che intasca le royalties.
Inoltre, scrive l'Authority, "la rilevante
partecipazione azionaria detenuta da Novartis in Roche
(oltre il 33 per cento) fa si che la prima abbia
doppiamente interesse a proteggere le vendite di
Lucentis, da ciò derivandone non solo i vantaggi diretti
in termini di proprio fatturato, ma pure indiretti in
virtù di tale cointeressenza nel gruppo Roche-Genentech".
L'istruttoria svolta dall'Antitrust mostra chiaramente
una strategia condivisa tra i vertici delle due aziende,
provata da centinaia di email sequestrate durante un
blitz nello scorso ottobre: dai carteggi emergono scambi
di informazioni e incontri a partire dal 2011 che
configurano uno scenario di collusione. L'accordo
ipotizzato avrebbe fatto lievitare i costi per il
servizio sanitario nazionale.
L'Authority stima che l'acquisto di Lucentis ha
comportato maggiori costi per 45 milioni di euro nel
2012, fra i 300 e i 400 milioni lo scorso anno e
potrebbe arrivare fino a 600 nel 2014.
Roche e Novartis si sono difese dalle accuse sostenendo
che Avastin e Lucentis sono diversi e la scelta di
sviluppare i due prodotti, così come di non richiedere
la registrazione per usi oftalmici di Avastin, è stata
presa in maniera unilaterale da Roche.
I due gruppi sostengono di essersi limitati a rispettare
la legge, in particolare per quel che riguarda gli
obblighi di segnalazione dei rischi di un farmaco.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
Video da visionare per
comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da
parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
vedi anche:
Conflitto
di interesse
+
Business farmaci PDF
+
Business
dei Vaccini
+
Mercato della Salute e della malattia
+ Industria
della Malattia +
Caduceo
+ MEDICI
IMPREPARATI
+ BARONIE,
Universita' e MEDICI +
Guerra conto le Donne
(con i Vaccini)
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
- vedi: Malattie
inventate
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero,
dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac (Big
Pharma)
, psicofarmaco molto forte, che richiede
prudenza nella somministrazione anche negli
adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale
attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di
cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le
stragi nelle scuole causate da ragazzi in
cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo:
vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi
link:
http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video:
http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
Confessioni di un
Informatore farmaceutico
....dal marketing, unica regola regina
nella distribuzione dei farmaci e/o
Vaccini, agli
accordi tra governi e multinazionali per la
“gestione” delle malattie, dalle confessioni di
anonimi informatori farmaceutici, allo strano
ruolo chiave dei medici di base: cosa si
nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene
prescritto realmente ? - video da vedere:
http://vimeo.com/52822936#at=0
E’ ormai noto che
la maggior parte dei farmaci prescritti dai
medici
allopati, non curano
in modo definitivo le
malattie,
ma sono solo dei palliativi che, alle volte,
alleviano i sintomi od il dolore che spesso
provocano esse stesse. Ma chi veramente si risanano sono i
fatturati delle multinazionali dei Farmaci e
Vaccini, i
quali servendosi di medici che ignorano tutte le
possibili terapie naturali alternative per ogni
malattia, divengono di fatto i rappresentanti di
BIG PHARMA.
Nella seconda metà
del 2008, l'export
farmaceutico
nel mondo, ha fatto segnare una forte crescita,
grazie anche al boom dei
vaccini,
sponsorizzati con il
Terrorismo
Mediatico, generante paura nei
politici e nei sudditi dell'impero
farmaceutico....
Conflitto
di Interesse
+
CONFLITTI D’INTERESSI nella
RICERCA BIOMEDICA
e nella PRATICA CLINICA
Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno
2006 - Italy
Presidenza del Consiglio dei Ministri COMITATO
NAZIONALE per la BIOETICA:
vedi
PDF tratto da:
http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf
vedi: Ricerca
nelle mani di
Big Pharma +
Riviste
scientifico-mediche pilotate da
Big Pharma
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Durante una testimonianza
resa al Senato degli USA nel 2007, Jerome P.
Kassirer, personalità di rilievo del mondo accademico
degli USA, descrive le conseguenze preoccupanti del
complesso intreccio di relazioni tra professione medica
e industrie del farmaco. Relazioni che, in un'intervista
rilasciata nel 2006, ha definito scandalose. Kassirer
descrive l'enorme pervasività della promozione dei
farmaci e le dimensioni sorprendenti del coinvolgimento
dei medici. Passa poi in rassegna una serie di fatti
sconcertanti, di fronte ai quali ritiene che la reazione
dei medici sia stata assolutamente inadeguata. "Quando
gli incentivi economici producono cure inadeguate o
pericolose, quando aumentano i costi dell'assistenza in
modo smisurato, quando mettono a rischio la vita dei
pazienti negli studi clinici e danneggiano la
professione, vuol dire che si è oltrepassato il limite".
"E cosa hanno fatto i leader della medicina per
contrastare una situazione in cui i medici si sentono
sempre più in debito verso l'industria? Non molto",
sostiene Kassirer. In effetti - leggendo la sua
testimonianza - non si capisce cosa altro debba
succedere perché i medici si rendano conto che è urgente
un cambiamento. Kassirer conclude dichiarando che "i
medici sono a rischio di essere corrotti dagli incentivi
perversi che ricevono dall'industria" ed esorta a
esercitare una maggiore pressione sui medici e
sull'industria perché - a suo parere - "sono venuti meno
entrambi alle loro responsabilità etiche". Questo è il
problema.
http://aging.senate.gov/events/hr176jk.pdf -
vedi PDF da
scaricare
....ma cio' vale anche per
i
VACCINI !
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I laboratori
farmaceutici, in parte per dare un'immagine di
trasparenza ed in parte
perché obbligati da
alcuni governi, stanno rivelando informazioni sui loro
pagamenti " incentivi" ai medici.
Qualche giorno fa un quotidiano Internet
ProPublica (uno degli esempi di giornalismo indipendente
in rete, finanziato dai lettori) ha rivelato i compensi
ricevuti da numerosi medici da parte di sette
laboratori:
GlaxoSmithKline (GSK),
AstraZeneca, Eli Lilly, Merck, Pfizer, Johnson & Johnson
e Cephalon.
Più di 17.000 fornitori di attenzione sanitaria,
nella maggior parte dei casi medici, avrebbero accettato
denaro da sette compagnie a partire dal 2009. Più di 350
di essi, hanno ricevuto compensi vicini a 100.000
dollari nel corso del 2009 e del 2010, osserva il
Consumer Report: 43 hanno ricevuto più di 200.000
dollari e due medici addirittura più di 300.000. Questo
è quanto riferisce PMFarma:
Studiando con attenzione questi dati, si
osserva, per esempio che almeno 250 dei medici che hanno
ricevuto compensi sono stati sanzionati dalle autorità,
40 sono stati avvertiti dalla
FDA
per mancanza d'etica professionale, perdendo
così i privilegi ospedalieri o essendo addirittura
giudicati penalmente.
Un' inchiesta rivela che
GSK ha speso più in onorari per
le conferenze su Avidart, il suo farmaco per la
prostata, che per qualunque altro trattamento. Il Boston
Globe ha scoperto che i medici ricercatori della Scuola
Medica di Harvard hanno ricevuto il 45% dei 6,3 milioni
di dollari pagati ai medici del Massachusetts.
Tratto da:
http://e-blogs.wikio.it/?page_id=7492
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
CONFLITTI di INTERESSE
Si verifica un conflitto di interessi quando viene
affidata un'alta responsabilità decisionale ad un
soggetto che abbia interessi personali o professionali
in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale
responsabilità, che può venire meno visti i propri
interessi in causa.
Il verificarsi di un conflitto non costituisce
di per sé prova che siano state commesse scorrettezze,
può tuttavia costituire un'agevolazione nel caso in cui
si cerchi di influenzare il risultato di una decisione
per trarne un beneficio. L'essere in conflitto di
interessi ed abusare effettivamente della propria
posizione restano però due aspetti distinti: un soggetto
coinvolto, infatti, potrebbe non agire mai in modo
improprio. Tuttavia un conflitto di interessi esiste a
prescindere che ad esso segua una condotta impropria o
meno.
I conflitti di interesse sono "inerenti" in ogni
rapporto tra un'agenzia come l'Oms e le industrie
produttrici di farmaci, vaccini ed alimenti.
La gente si chiede spesso perché i funzionari
degli enti di regolamentazione proteggerebbero le case
farmaceutiche. In gran parte, perché le decisioni
politiche assunte dal
CDC e dall’FDA sono prese
attraverso comitati consultivi i cui membri hanno
rapporti finanziari con le stesse aziende che sono
incaricati di controllare.
Le decisioni dei 300 esperti che siedono nei 18
comitati consultivi dell’FDA muovono miliardi di dollari
di fatturato. I membri di tali comitati svolgono un
ruolo cruciale nell’approvazione dei farmaci e
partecipano a quasi tutte le decisioni sostanziali
riguardo alla regolamentazione dell’industria
farmaceutica.
Medici,
industria farmaceutica
e
conflitto di interessi. Una questione fondamentale
per la salute di tutti
Salute 2.0 - Social Media e Sanità | mar 11,
2010
La prima industria farmaceutica mondiale fattura quasi
quanto l’Olanda (vedi la
presentazione del Centre for International Health
dell’Università di Bologna) e, dal 1995 al 2004, i tassi
di profitto dell’industria farmaceutica sono stati
mediamente il triplo di quelli delle prime 500 aziende
manifatturiere secondo Fortune. (vedi la figura sotto.
Fonte:
Kaiser Family Foundation and Sonderegger Research Center,
Prescription Drug Trends: A Chartbook Update)
Il problema esiste ed è noto
da tempo
Nelle considerazioni finali (giugno 2006) del Comitato
nazionale per la bioetica del Governo italiano sui “Conflitti
di interessi nella ricerca biomedica e nella pratica
clinica” vengono descritte “alcune delle
situazioni che si vengono frequentemente a creare,
(l’enfasi è mia) nelle quali l’obiettività della ricerca
e quella dell’informazione scientifica che viene data ai
medici, può venir messa in pericolo:
- l’industria spesso NON
fornisce ai
medici un’informazione neutrale e completa, ma
un’informazione già indirizzata, creata nei propri
uffici;
- i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri
farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci me-too) che
non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che
vengono venduti a un prezzo superiore. L’industria
promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi
e a tal fine a volte elargisce ai medici vari tipi di
“doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento
incline all’iperprescrizione o alla prescrizione dei
farmaci più costosi;
- l’industria controlla e indirizza la ricerca
attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università;
- l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli
o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce
una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end
points) primari con obiettivi surrogati;
- i dati bruti delle sperimentazioni
clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani
dell’industria e non vengono mai messi a disposizione
dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i
dati vengono forniti soltanto quando sono stati
rielaborati dagli uffici statistici delle aziende;
- l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”,
non pubblica i risultati negativi;
- le riviste scientifiche non pubblicano articoli con
dati negativi perché di scarso interesse scientifico o
commerciale;
- l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le
maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno
rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
- i medici che redigono le rassegne o le linee-guida
sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie.
- anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono
indipendenti dalle industrie.
Data la complessità della situazione reale, i rimedi
possibili non appaiono privi di difficoltà e non possono
condurre certamente a soluzioni definitive. Appare
fondamentale, in questo campo, il ruolo dei comitati
etici”.
Associazioni di medici, studenti e specializzandi di
medicina si stanno muovendo
Che i comitati etici non bastino è evidente in primo
luogo ai medici stessi. in Italia ad esempio l’Associazione
Culturale Pediatri (ACP) da oltre dieci anni si è
data un codice di autoregolamentazione mentre sei anni
fa, come
in numerosi altri paesi, si è costituita
l’associazione “No
grazie, pago io“, un gruppo spontaneo di operatori
che lavorano in diversi ambiti della Sanità ed ha
prodotto documenti, fatto informazione e realizzato
progetti per proporre modalità di rapporto diverse
dall’attuale, tra il mondo della sanità e l’industria
del farmaco.
A queste iniziative si è recentemente aggiunto un
“gruppo di autoformazione sul conflitto di interessi” di
studenti del
Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e
Interculturale del Dipartimento di Medicina e Sanità
Pubblica, che assieme al Gruppo Prometeo,
all’associazione studentesca della Facoltà di Medicina e
Chirurgia, ed al Gruppo Nograziepagoio hanno organizzato
lo scorso novembre 2009, un congresso su “Eziopatogenesi,
terapia e prevenzione del conflitto d’interessi tra
medici e industria“, di cui vi riporto uno
stralcio del
documento di sintesi:
“Il conflitto di interesse è
nella metodologia, nel limite intrinseco della ricerca.
Non si fanno investimenti sulle strategie di presa in
carico dei pazienti, sulla continuità assistenziale o su
come garantire uno stile di vita “salutare”. Tutto gira
intorno alla ricerca/sperimentazione dei farmaci. Se la
ricerca viene fatta per commercializzare dei prodotti,
il conflitto di interessi è strutturale.
Come si possono analizzare altre variabili se non
vengono considerate ? Il problema è una cultura falsata,
i meccanismi generali che non funzionano.
La ricerca dovrebbe essere orientata ai bisogni, con
risultati tarati sui pazienti, in contesti reali e per
l’interesse pubblico, ammettendo i limiti e l’impotenza
della medicina. Invece l’attenzione ai bisogni e
all’interesse pubblico sono diminuiti, la
sperimentazione riguarda solo l’appropriatezza della
tecnologia e comunica una (supposta) onnipotenza della
medicina.”
Tre contraddittorie notizie per concludere
(provvisoriamente)
Dall’ultima Lettera dell’Associazione Nograziepagoio,
riporto tre recenti notizie passate piuttosto sotto
silenzio nei media principali:
Come manipolare il sistema
La British American Tobacco (BAT) e altre imprese
alleate hanno influenzato il processo di formazione
delle politiche dell’Unione Europea (UE), rendendo
obbligatoria una valutazione d’impatto di stampo
imprenditoriale. Il fatto che tutte le decisioni
politiche importanti dell’UE debbano essere valutate
attraverso questo quadro che ricalca l’analisi
costi-benefici, offre alle grandi imprese un vantaggio
unico nel suo genere. Ciò accresce la probabilità che
l’UE adotti politiche che favoriscono gli interessi
delle grandi società, compresi i fabbricanti di prodotti
nocivi per la salute, anziché gli interessi dei suoi
cittadini. Questo è quanto risulta da uno studio
pubblicato su PLoS Medicine di gennaio. Gli autori sono
arrivati a queste conclusioni analizzando i documenti
interni della British American Tobacco (BAT), divulgati
a seguito di una serie di cause intentate negli Stati
Uniti ed esaminando nel contempo la letteratura in
materia e interviste con soggetti interessati.” (il
neretto è mio. nda)
Leggi la traduzione dell’abstract in italiano su PLoS
Leggi l’articolo intero su PLoS medicine
“Europa: la gestione dei
farmaci passa dalla Direzione Generale Imprese e
Industria alla Direzione Generale della Salute!
Dopo anni di richieste da parte di numerosi soggetti
preoccupati per la salute dei cittadini europei, la
gestione dei farmaci e presidi medici passa sotto il
controllo della Direzione Generale della Salute e dei
Consumatori. Anche Silvio Garattini, direttore dell’Istituto
di ricerche farmacologiche M. Negri, aveva sollevato
in più occasioni il problema. In una
lettera aperta scritta nel 2004, allertava sul
pericolo costituito da fatto che l’Agenzia del farmaco
europea (EMEA) facesse capo direttamente alla Direzione
dell’Industria. I Bollettini indipendenti di
informazione sul farmaco (ISDB) e Medicines in Europe
Forum si complimentano con José Manuel Barroso,
Presidente della Commissione Europea, per la sua
decisione.
farmacovigilanza in Europa
in mano alle case farmaceutiche?
Prescrire International ci informa che la Comunità
Europea ha proposto di affidare alle case farmaceutiche
la sorveglianza post-marketing dei farmaci che esse
stesse producono. Ciò comporterebbe il rischio che le
Ditte nascondano l’evidenza di reazioni avverse che
potrebbero danneggiare le vendite. Sarebbe una riforma
dannosa del sistema di farmacovigilanza che non terrebbe
conto del vistoso conflitto di interessi. Invece di
rafforzare l’attuale rete di farmacovigilanza
istituzionale, la Commissione Europea propone di
bypassarla.
Leggi la nota su Prescrire International
La posta è alta e la partita
(forse) è ancora aperta.
La buona notizia dunque, nonostante il segno
contraddittorio delle news sopra riportate, è che mi
sembra stiano andando in crisi, o quanto meno vengano
messi in discussione, i rapporti di forza tra i diversi
soggetti in campo – industria farmaceutica, istituzioni
politiche e sanitarie, ricercatori, medici e
professionisti sanitari, associazioni, ecc. – e che
l’esito della partita (forse) non è più così
scontatamente a favore degli interessi del business.
Non penso che Internet cambi
tanto rapidamente il nostro modo di pensare (vedi il
bell’articolo su
Internazionale), di usare il tempo (fa riflettere,
ad esempio, la recente ricerca Nielsen sull’utilizzo
dei media da parte degli adolescenti americani, che
fa a pezzi diversi miti/luoghi comuni sulla “internet
generation”, dal multitasking, al consumo di video
online, all’abbandono della TV per i nuovi media ecc.) o
ancor più profondamente il nostro senso di identità o di
relazionarci agli altri (basti pensare alle luci e ombre
dei social network). Indubbiamente però la Rete permette
un nuova soggettività, potenziata dalla tecnologia
(ebbene sì, il famoso empowerment viene sempre fuori),
che quando si somma in quella ormai famosa
“intelligenza collettiva” a volte riesce a piegare
anche i colossi (basti ricordare il braccio di ferro tra
wikipedia e l’enciclopedia Encarta di Microsoft).
Tratto da: newsitalia.eu
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Gli ENTI della
Salute (Sanita’) che dovrebbero tutelare la Salute
umana, animale ed ambientale hanno TUTTI QUANTI, RELAZIONI
CORROTTE
con le
CASE FARMACEUTICHE,
e multinazionali
alimentari ed agricole.
Le contraddizioni più palesi degli accordi fra gli Enti
governativi e l’OMS, e di
conseguenza dei loro rapporti scientifici, e di
relazione, consistono nel sovvertimento del fine stesso
dell’OMS che è quello di fornire tutte le informazioni,
i consigli e l’assistenza nel campo della salute, e nel
conflitto di interessi legato intimamente alla funzione
stessa dell’OMS, dato che e’ un’Ente deputato allo
sviluppo e alla sponsorizzazione della Sanita’ nel
mondo, non dice certamente la verità, e cioè che il
“prodotto” sponsorizzato, danneggia gravemente e
irrimediabilmente la salute e l’ambiente.
In letteratura esistono
migliaia e migliaia di studi scientifici (sui Danni
dei farmaci e
Vaccini),
realizzati da medici scienziati ed istituzioni
indipendenti, che dimostrano il contrario di quello che
afferma l’OMS, in materia di sicurezza o meno di farmaci
e vaccini.
"Un altro problema più serio è rappresentato dai
legami economici tra
i ricercatori del
National Institute of Health [Istituto Nazionale
della Sanità] e le grandi
compagnie farmaceutiche, che molti critici
definiscono come "buste" belle e buone.
Per esempio, un rapporto del Times (2009) ha dimostrato
come uno dei principali
ricercatori dell'agenzia abbia accettato
pagamenti da almeno
quattro compagnie farmaceutiche che hanno da guadagnare
dal lavoro di ricerca che egli dirige alla NIH.
Ciò è una chiara violazione etica.
"Esistono anche conflitti meno visibili. La ristretta
cerchia dei recensori della NIH spesso sono ricercatori
di università élitarie che possono favorire studi i
quali, confermando l'efficacia di certe marche di
farmaci, ottengono finanziamenti per i loro reparti
accademici dalla compagnia farmaceutica che produce
questi farmaci."
("Flap Over 'Public Science'," Los Angeles Times, 30
Gennaio 1999)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Testo dell'articolo da Nature viene denunciato un
conflitto d'interessi tra
il ministro Sacconi e l'Aifa
.
Italy 2009: Solo in Italia e come sotto un regime ! -
Seulement en Italie et comme sous un régime !
La moglie di Sacconi, attuale Ministro del Lavoro,
salute e politiche sociali è marito del direttore
generale di Farmindustria dottoressa Enrica Giorgetti.
Quale politica del Farmaco nell'interesse della salute
pubblica ?
..... una senatrice del PD aveva fatto anche
un'interrogazione sui possibili conflitti di interesse.
Peccato che la notizia non sia arrivata a nessuno.
Abbiamo dovuto impararlo da Nature.
(Italy) Interrogazione Parlamentare del PD:
conflitto di interesse per il
Ministro della salute ?
Adnkronos Salute - 02/07
"Cosa farà il Governo per le politiche farmaceutiche
dopo gli
scandali che hanno coinvolto
l'Aifa?
E in particolare, quali iniziative intende prendere,
data la delicatezza del settore e le responsabilità del
ministro Sacconi onde evitare il sorgere di un eventuale
conflitto di interessi visto il legame di parentela
fra il titolare del ministero del Lavoro, Salute e
Politiche Sociali e il direttore generale di
Farmindustria ?". E' quanto chiede la senatrice del
Partito democratico Francesca Marinaro, in
un'interrogazione rivolta al ministro del Welfare
Maurizio Sacconi.
"Il settore farmaceutico - si legge nell'interrogazione
- ha vissuto in Italia alterne vicende,
legate a comportamenti
non corretti sia da parte dei
produttori
che sul versante della pubblica
amministrazione.
La governance del sistema e gli strumenti regolatori
hanno visto, negli ultimi mesi, minata la loro
credibilità a seguito delle vicende che pendono
sull'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) da parte delle
Procure di Torino e Roma. La pur tempestiva azione del
ministero, con l'adozione di una commissione di esperti
a tutela della salute dei cittadini per le prescrizioni
farmaceutiche e sul contenuto dei foglietti
illustrativi, nonché la nomina di un commissario
straordinario all'Aifa - prosegue Marinaro - chiama in
causa l'affermazione del principio di correttezza e
trasparenza nell'esercizio di funzioni pubbliche
soprattutto nel campo del settore farmaceutico, non solo
per la valenza economica che esso riveste, ma
soprattutto per quella etico-sociale, rilevato che il
direttore generale di Farmindustria è la
dottoressa Enrica Giorgetti, consorte del
ministro del Lavoro, della salute e delle politiche
sociali".
"Davanti al legame di parentela tra il ministro Sacconi
e la dottoressa Giorgetti - conclude la senatrice del Pd
- chiedo al Governo quali azioni intende intraprendere
onde evitare un eventuale conflitto d'interessi per
il ministro Sacconi".ù
Commento NdR: in
risposta all'interrogazione parlamentare....hanno
semplicemente sostituito il ministro della Salute
Sacconi con il vice ministro dott. Fazio...tanto per
non cambiare nulla...infatti quest'ultimo ha subito
fatto acquistare decine di milioni di dosi del vaccino
per la "suina"
che sono rimaste negli armadi (dato che solo il 5 %
della popolazione e meno ancora dei medici si e' voluto
vaccinare, malgrado la pressione psicologica del
terrorismo mediatico
preparata da
Big pharma) e
sono state buttate o regalate ai paesi del terzo
mondo.....gettando via centinaia di milioni di Euri
nelle casse delle
multinazionali dei vaccini...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I medici di
fronte al conflitto di interesse
Editoriale
In un recente articolo, Pellegrino e Relman hanno
scritto una forte requisitoria contro la
commercializzazione della medicina, la sub-alternità
economica delle società scientifiche, per ribadire con
autorevolezza, rigore e coerenza la missione
essenzialmente morale della medicina e della necessità
quindi che i singoli medici e le società professionali,
per mantenere una credibilità nei confronti dei
cittadini e dei pazienti, ispirino il loro operato a
solidi fondamenti etici.
Al giorno d’oggi, argomentano i due autori, sta
crescendo la pressione economica sui medici e sui gruppi
professionali e sta aumentando il contrasto tra il
conseguimento del proprio interesse e il consolidamento
dei principi etici. Diventa quindi sempre più attuale il
conflitto di interesse che può colpire a tutti i
livelli, dal medico generico al grande specialista, dal
ricercatore al direttore di una importante rivista, dal
presentatore di una breve comunicazione a un congresso
regionale, all’opinion-leader che ricava cospicui
finanziamenti da cicli di conferenze, dal piccolo gruppo
di colleghi alla grande associazione professionale.
Anche se i principi etici coinvolgono tutti, in questa
sede, faremo riferimento principalmente ai conflitti di
interesse che coinvolgono il medico quando, nelle sue
scelte diagnostiche o terapeutiche, viene influenzato da
giudizi e valori extra professionali.
In termini generali, possiamo dire che si ha un
conflitto di interesse “quando ci si trova in una
condizione nella quale il giudizio professionale
riguardante un interesse primario (nel nostro caso la
salute di un paziente) tende a essere indebitamente
influenzato da un interesse secondario (guadagno
economico, vantaggio personale)”.
Questa definizione esprime il concetto che il conflitto
di interesse è una condizione, non un comportamento; non
c’è bisogno che il giudizio del professionista sia
influenzato in modo evidente da altri interessi estranei
al suo mandato principale, né che il suo comportamento
condizionato arrechi danno al paziente, è sufficiente
che esista un legame, che potrebbe comprometterne
l’indipendenza. Per distinguere diversi livelli di
gravità e di possibile influsso negativo
sull’indipendenza scientifica e culturale del medico,
vengono anche distinti i conflitti di interesse attuali,
potenziali o apparenti.
Va comunque tenuto ben presente che, per quanto riguarda
l’integrità morale del medico, ogni conflitto di
interesse è dannoso per la sua immagine. Anche il
conflitto apparente può comunque ridurre la credibilità
nei confronti del paziente e l’affidabilità delle
proprie valutazioni.
Quando si pensa a un conflitto di interesse ci si
riferisce di solito a quello che coinvolge più
frequentemente i medici: un legame di tipo economico con
un’industria farmaceutica, ma il legame potrebbe
benissimo essere intercorso con un’industria produttrice
di apparecchi elettromedicali, di materiale di consumo o
di protesi di vario genere o anche con un organismo
statale che finanzia una ricerca e impone delle scelte
non condivise dal ricercatore. Il conflitto di tipo
monetario è certamente quello più evidente, più facile
da individuare, più riprovevole, meno tollerato, più
spesso dibattuto, e, forse, quello più controllabile.
Esistono infatti molte altre occasioni in cui una
persona è indotta a fornire una prestazione parzialmente
viziata, per ottenere dei vantaggi personali, non
misurabili in termini economici. Questo è il caso in cui
si manipolano i dati di una ricerca per ottenere la
pubblicazione di un articolo su una rivista scientifica
(sapendo che i risultati positivi vengono accolti più
favorevolmente di risultati negativi) o su un giornale
divulgativo (sapendo che certe notizie fanno più colpo
di altre), per sostenere le teorie di un collega o per
screditare quelle di un contendente, per dimostrare
l’infondatezza di un’accusa penale, per favorire il
proprio punto di vista su una determinata questione o
per contrastare posizioni che si ritengono eticamente
non accettabili.
Alcuni autori distinguono il conflitto di interesse (in
cui prevale l’interferenza di tipo economico) dal
conflitto di obbligazione (in cui prevale l’obbligo
morale), in quanto questi due aspetti potrebbero avere
una diversa valutazione etica; per semplicità,
utilizzeremo il termine conflitto di interesse
indipendentemente dal tipo di legame che rende non
obiettivo l’atto professionale del medico, in quanto ci
interessa soffermarci sul significato di un
comportamento viziato, indipendentemente dai motivi che
ne hanno determinato la distorsione.
Quale conflitto, quale
interesse
Il dibattito sugli aspetti etici del conflitto di
interesse si è spesso centrato su ciò che è giusto e ciò
che è sbagliato fare, invece che su uno spettro di
comportamenti non etici che dovrebbero prevedere una
scala di interventi. Non esiste infatti un livello
soglia oltre il quale si possa parlare di conflitto di
interesse, ma esiste un continuum tra un potenziale
conflitto che, per la sua modestia non interferisce con
il proprio giudizio e un conflitto attuale,
economicamente rilevante, che condiziona pesantemente il
giudizio. Come esempio della prima tipologia di
conflitto, immaginiamo il medico che si accinge a
prescrivere un farmaco con un determinato nome
commerciale, a scapito di uno contenente lo stesso
principio attivo, in quanto legge quel nome ben evidente
sul portapenne della sua scrivania. Nel secondo caso,
invece, immaginiamo lo specialista che, al momento di
decidere quale farmaco prescrivere, ricorda di essere
stato invitato recentemente da una
casa
farmaceutica al congresso mondiale sulla
propria specialità dall’altra parte del globo e sa che
quella casa ha investito per lui parecchi milioni tra
viaggio, iscrizione al congresso e soggiorno. Il
conflitto di interesse di tipo economico non può essere
eliminato, esiste in ogni società, coinvolge medici a
qualunque livello di competenza, di esperienza, di
responsabilità, probabilmente con forme e pesi diversi.
In realtà il conflitto di interesse fa parte della
nostra professione, del nostro lavoro, della nostra
epoca e non può essere abolito con un decreto legge né
con un decalogo di norme etiche. Essendo però costretti
a conviverci, dobbiamo almeno disporre di regole che
evitino una interferenza troppo pesante con la nostra
libertà di giudizio, per impedire che sorga il terribile
sospetto in chi curiamo, che alcune valutazioni o
decisioni siano parzialmente dettate da un interesse
personale. Infatti il problema più delicato è che il
sospetto di un possibile conflitto di interesse possa
minare la fiducia dei pazienti a cui prescriviamo
farmaci, esami di laboratorio e test diagnostici. I
pazienti devono invece avere la certezza che nessuna
delle scelte operate dal medico di loro fiducia è
avvenuta sulla spinta di interessi che esulano dalla
primaria esigenza di fornire loro la cura più
appropriata.
Il conflitto di interesse
può condizionare le prescrizioni ?
Innanzi tutto dobbiamo riflettere sul fatto che i medici
tendono a sottovalutare il condizionamento indotto dalla
pubblicità, ritenendolo marginale e ininfluente rispetto
alla loro autonoma capacità di giudizio. Purtroppo
questa valutazione non è condivisa dai pazienti che sono
invece più rigorosi e ci giudicano con molta severità.
Gibbons e colleghi hanno valutato il giudizio che medici
e pazienti forniscono sugli omaggi elargiti a scopo
promozionale ai medici dalle
industrie farmaceutiche.
Gli autori hanno preso in considerazione 10 omaggi (una
penna, una tazza, un libro, un manuale, un video, un
campione di medicine, un coltellino tascabile, un
rinfresco, una cena, un viaggio) chiedendo a medici e
pazienti di giudicare in che misura ciascun omaggio
possa condizionare la prescrizione. I pazienti ritengono
che gli omaggi influenzino il giudizio dei medici più di
quanto lo pensino i medici stessi e ritengono non
appropriato che i medici accettino omaggi dalle
industrie farmaceutiche.
Del resto, quando alcuni medici di medicina generale
dell’area di Boston sono stati intervistati sulle fonti
di aggiornamento professionale, ci si è resi conto di
una importante differenza tra quanto dichiarato (“Mi
aggiorno principalmente da fonti di tipo accademico”) e
quanto conosciuto (le informazioni rimarcavano invece
gli slogan pubblicitari).
Per evidenziare questa differenza, un gruppo di
ricercatori aveva scelto due farmaci (un analgesico nel
trattamento di dolori di media intensità e un prodotto
cerebro-attivo nel trattamento della demenza senile) per
i quali era stata notata una certa dissonanza tra i dati
della letteratura (scientificamente deboli e non molto
favorevoli) e i messaggi promozionali.
Ai medici venne dapprima chiesto da quali fonti avessero
ricavato le informazioni per una corretta prescrizione
di quei due farmaci e in seguito vennero poste delle
domande sul profilo di efficacia e di sicurezza dei
farmaci stessi.
La maggior parte degli intervistati dichiarò di aver
tratto le informazioni da fonti bibliografiche e di aver
dato pochissimo peso alla pubblicità, agli informatori
farmaceutici e agli opuscoli delle aziende.
Gli autori si accorsero invece che le conoscenze
ricalcavano più i messaggi commerciali che non i dati di
tipo scientifico e quindi constatarono che i medici non
sono disponibili ad ammettere un legame con sorgenti
commerciali, in quanto non si rendono conto di quanto
ciò influenzi le loro scelte.
Lo stretto rapporto tra campagne promozionali e modifica
delle prescrizioni è stato studiato in tre ricerche.
Nella prima, monitorizzando i farmaci prescritti nei 20
mesi precedenti e nei 17 mesi successivi a un viaggio
organizzato da una industria farmaceutica per la
partecipazione a un congresso internazionale, gli autori
hanno verificato un importante aumento nell’uso dei
farmaci prodotti da quella industria.
Ciò che più ha sorpreso i ricercatori è che tutti i
medici abbiano negato di essersi fatti condizionare
dall’offerta del viaggio.
Nella seconda è stato verificato che la prescrizione di
adenosina nel trattamento delle aritmie
sopraventricolari ha avuto un’impennata alla fine del
1991, dopo una campagna di marketing da parte
dell’industria produttrice.
Gli autori, che hanno raccolto i dati di vendita da 670
farmacie ospedaliere, facevano notare che gli effetti
favorevoli dell’adenosina erano già noti da almeno dieci
anni, non erano emerse di recente evidenze scientifiche
che modificassero il profilo del farmaco e che il
prodotto era disponibile da tempo nelle farmacie
ospedaliere. In questo caso l’evidenza scientifica non
era stata sufficiente a determinare l’uso del farmaco,
ma soltanto la propaganda commerciale ne aveva sancito
l’utilità clinica.
Infine, è stato recentemente verificato che i medici,
che avevano fatto richiesta di aggiungere nuovi farmaci
nel prontuario ospedaliero, avevano ricevuto
finanziamenti dalle industrie farmaceutiche in misura 5
volte maggiore rispetto ai colleghi che non avevano mai
avanzato richieste di nuovi farmaci e 13 volte maggiore
dalle industrie per le quali richiedevano l’inserimento
dei nuovi prodotti.
Tutto ciò non significa che l’informazione proveniente
dalle aziende vada automaticamente cestinata quasi come
se fosse “farina del sacco del diavolo”; può comunque
essere impiegata proficuamente per farsi un’idea del
prodotto ben sapendo che ha tutti i limiti della
parzialità. L’importante è che l’origine
dell’informazione sia sempre chiara e che la pubblicità
non sia subdolamente mascherata da articoli
apparentemente imparziali affidati a esperti di cui
vengono tenuti nascosti i legami economici con
l’industria.
È possibile minimizzare
l’influenza negativa del conflitto di interesse ?
Va ribadito ancora una volta che la presenza di un
conflitto di interesse non è sinonimo di disonestà o di
faziosità, ma esprime soltanto una potenziale
interferenza in ciò che viene detto o scritto. L’onestà
e l’oggettività sono virtù che prescindono da legami di
interesse e che possono addirittura essere esaltate,
quando si constata che un potenziale conflitto di
interesse non ha condizionato il giudizio nei confronti
dell’interesse primario.
Per garantire un’obiettiva informazione viene
consigliato di:
- evitare ogni conflitto di interesse che possa essere
evitato. Questo è ovviamente l’approccio più semplice e
sicuro, ma non applicabile in un numero elevato di
circostanze.
- rendere pubblici tutti i
legami di tipo economico che possono in qualche modo
interferire con il proprio giudizio. Questo approccio
non facilita in alcun modo la risoluzione di legami, ma
garantisce che il paziente possa introdurre un certo
grado di criticismo nella valutazione di ciò che gli
viene prescritto. La pubblicizzazione è un passo
necessario per mitigare gli effetti di un conflitto di
interesse, ma, da sola, può essere insufficiente per
evitare l’interferenza sulle decisioni.
Le norme che regolano la pubblicizzazione possono essere
emanate da organismi istituzionali o da società
scientifiche, in modo che venga definito entro quali
limiti un medico possa essere coinvolto da interessi
commerciali senza che sia ragionevolmente minata la sua
credibilità e quali accorgimenti debba adottare per
limitare i danni di questa intrusione;
- creare delle linee guida
di comportamento, a cui i medici si debbano attenere. In
linea generale si può considerare ininfluente un
conflitto di interesse quando alla domanda “Accetteresti
lo stesso quell’omaggio, quel finanziamento, quel
rimborso spese se i tuoi colleghi e i tuoi pazienti lo
venissero a sapere ?” viene data una risposta
affermativa.
L’American Medical
Association già dal 1990 ha assunto una posizione molto
forte (22) per regolare i rapporti tra i medici e le
industrie farmaceutiche, incorporando le affermazioni
elencate nel box 1, nel codice etico della professione
medica.
In Italia non esistono norme ufficiali per regolamentare
il conflitto di interesse. Una legge del 1994
(“Attuazione della direttiva europea concernente la
pubblicità dei medicinali per uso umano”) stabilisce i
criteri che devono essere seguiti dalle industrie per il
finanziamento di congressi in Italia e all’estero e per
elargire contributi alle spese di viaggio e di soggiorno
agli operatori del settore qualificati, ma non definisce
i limiti entro cui devono essere mantenuti i rapporti
tra medici e industrie.
Per la prima volta nel 1999, l’Ordine dei medici ha
inserito nel codice deontologico un articolo (art. 73)
sul conflitto di interesse, che però non riguarda le
norme che i medici devono adottare nei rapporti con le
industrie private, ma soltanto il possibile conflitto
che si verifica quando un “medico dipendente o
convenzionato con le strutture pubbliche o private
[adotti] comportamenti che possano favorire direttamente
o indirettamente la propria attività
libero-professionale”.
Abbiamo notizie frammentarie sulle iniziative assunte da
alcune Associazioni professionali che hanno iniziato a
occuparsi dell’argomento.
Conclusioni
I medici sono spesso sottoposti a pressioni di tipo
commerciale che possono distoglierli dal loro impegno
primario, la cura del paziente, e influenzare in modo
indebito le loro scelte professionali nel campo della
diagnostica e della terapia. Il pericolo è che tali
interferenze possano minare la fiducia dei pazienti, nel
momento in cui si rendono conto che alcune decisioni
possono essere condizionate da un interesse personale
extra professionale.
Sottoporre all’attenzione dei medici italiani queste
riflessioni non significa demonizzare i rapporti tra
industria e medici, ma sfrondarli dai possibili
pericoli, insiti in regole poco chiare e non
controllabili.
La correttezza e la trasparenza dei rapporti non potrà
che giovare alla nostra immagine di professionisti e a
quelle industrie che si caratterizzano per elevati
livelli di serietà e rigore.
Tratto da agenziafarmaco.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il campo delle
vaccinazioni
è tanto appetibile che ovviamente respira a pieni
polmoni l'aria che emana dalla piaga del conflitto di
interesse.
Infatti il rapporto di Daniel Levinson, ispettore
generale del Department of Health and Human Services,
riferendosi agli esperti di vaccini dei CDC (Centers for
Disease Control) di Atlanta, denuncia che gli esperti
che hanno partecipato al gruppo di valutazione dei
vaccini contro l’influenza e il carcinoma della cervice
nel 2007 (vaccino per il
papilloma virus), avevano conflitti di interesse che
non sono mai stati risolti. Per alcuni di loro sarebbe
stato legalmente proibito valutare gli argomenti in
discussione, ma lo hanno fatto lo stesso.
L'articolo è stato pubblicato sul New York Times lo
scorso 17 dicembre 2009.
Levinson accusa che i centri non sono stati in grado di
assicurare che venissero compilati adeguatamente i
moduli per confermare che gli esperti non venissero
pagati dalle compagnie che avevano qualche interesse
sugli argomenti trattati.
Per il 30% non era presente negli archivi dell'agenzia
un modulo sui conflitti di interesse che avrebbe dovuto
impedire la loro partecipazione agli incontri.
E il 3% ha votato su argomenti per i quali il comitato
etico aveva già proibito che esprimessero parere.
E intanto in dirittura di arrivo sul mercato ci sono in
gara numerosi vaccini.
Fonte: nograziepagoio.it
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Riguardo del recente
Report della IOM (Istitute
of medicine) che smentiva il legame vaccini/autismo
ho trovato un articolo dove ci sono un paio di link
molto interessanti.
C'e' la lista dei 15 membri che hanno partecipato al
"Review" della IOM e i loro
conflitti d'interesse... ci sono anche dei video.
-
Conflict of Interest, Thimerosal in Vaccines and Autism:
What Really Happened at IOM Hearing ?
Come ben sappiamo
CDC, FDA, IOM,
sono pervasi da
pesantissimi
conflitti d'interesse,
ma la cosa ancora piu' grave e' che questi enti hanno
una posizione dominante su tutto quell'ambiente
"scientifico-politico-mediatico" che poi influenzera'
gli altri istituti di tutto il globo.
Chi conosce la storia dell'Aids,
sa benissimo di cosa parlo. Un farmaco approvato
dall'FDA arriva in Europa con pochissimi "step" e/o
ri-valutazioni scientifiche. Accettiamo supinamente i
loro dettami come "scientifici". E cosi' ci ritroviamo
orde di farmaci sul mercato che non hanno nessuna
giustificazione etica o scientifica: vedi il recente
caso "antidepressivi
inefficaci con tendenza al suicidio"
Guardate questi grafici pubblicati da "The
Association of the Brithish Pharmaceutical Industry".
L'America, Bush et Company, gli americani sono vittime
tanto quanto noi, impone la propria "scienza" a tutto il
mondo, nella stessa maniera in cui ha imposto le sue
guerre: con la prepotenza e la propaganda. Gli Ogm sono
un altro esempio di propaganda proveniente d'oltre
oceano e "tradotta" in Eurolingua.
Scientists Say Administration Distorts Facts - By JAMES
GLANZ -
New York Times - February 19, 2004
More than 60 influential scientists, including 20 Nobel
laureates, issued a statement yesterday asserting that
the Bush administration had systematically distorted
scientific fact in the service of policy goals on the
environment, health, biomedical research and nuclear
weaponry at home and abroad.
Nel mondo, dei problemi relativi a questi enti non se ne
parla con questa "visione" di diretta connessione e di
influenza sul nostro quotidiano. Sono mesi che in
America si dibatte sulla questione Vaccini/Autismo che,
a mio parere, coinvolge anche chi in America non vive.
La stampa nazionale, cosi' come gli ambienti di ricerca
e scientifici, cosi' come medici e operatori sanitari
ignorano totalmente queste diatribe, come se nulla
stesse succedendo.
Tratto da:
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/06/16/vaccini_e_autismo_il_conflitto_dinteressi_della_iom_e_la_scienza_perduta.htm
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AIFA: Solo in
Italia e come sotto un regime !
La moglie di Sacconi, attuale Ministro del Lavoro,
salute e politiche sociali è marito del direttore
generale di Farmindustria dottoressa Enrica Giorgetti.
Quale politica del Farmaco nell'interesse della salute
pubblica ?
Per il presidente della Commissione Antonio Tomassini
l'audizione avuta, ha fornito elementi di chiarezza
importanti, ma non mancano fattori che necessitano di
ulteriori approfondimenti, che saranno, dunque, oggetto
di ulteriori audizioni di rappresentanti dell'AIFA.
Infine i problemi di possibili conflitti di interesse
per il Comitato tecnico scientifico (CTS). "Esistono
delle situazioni - sostiene Tomassini - in cui i
consulenti potrebbero essere in conflitto di interesse,
e ciò non è controllabile".
AIFA,
Istituto
Superiore di Sanità e
multinazionali del farmaco:
relazioni pericolose ?
Comunicato stampa del 15/11/2007
Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS
Conferenza stampa presso l’ISS in collaborazione con
l’associazione che promuove l’uso di psicofarmaci sui
bambini: l’ufficio stampa che cura l’evento è l’agenzia
di PR di Novartis e Ely Lilly, le due multinazionali che
producono i contestati e redditizi psicofarmaci
approvati recentemente da AIFA ed ISS. Contestati anche
i dati rilasciati nella conferenza stampa: “dati molto
contraddittori, ed inoltre nessuna informazione
proveniente da queste fonti è indipendente, quindi non
può essere considerata credibile”. Dure prese di
posizione dal mondo della politica, richiesta sia al
Senato che alla Camera un’inchiesta sull’Istituto
Superiore di Sanità
Roma - Ci sono tutti gli
elementi per un giallo alla John Grisham nella
conferenza stampa di questa mattina tenuta dall’ISS e
dall’ ”Associazione Italiana Famiglie ADHD”, il gruppo
di genitori favorevoli all’uso di psicofarmaci sui bimbi
troppo agitati e distratti. In calce all’invito per i
giornalisti figura il nome di Chiara Gallarini, come
‘addetta stampa dell’associazione’. Ma una verifica
accurata, sullo stile del miglior giornalismo
d’inchiesta, ha fatto emergere una sconcertante verità:
la professionista in questione è a libro paga della
Ketchum (www.ketchum.com
-
www.ketchum.it).
Cos’è la Ketchum? L’agenzia internazionale di PR e
strategie media che in diversi paesi promuove l’immagine
e quindi il business di due colossi del farmaco,
Novartis ed Ely Lilly, “incidentalmente” produttori
rispettivamente di Ritalin® e Strattera®, i due
contestati e redditizi psicofarmaci per bambini e tanto
promozionati dall’Istituto Superiore di Sanità
recentemente approvati in Italia dall’Agenzia Italiana
del Farmaco che è attualmente sotto verifica da parte
della Commissione di Inchiesta sul Servizio Sanitario
(Senato) per sospetti conflitti d’interesse. “Si
mormorava da tempo di relazioni strette tra questa
associazione di genitori particolarmente favorevoli
all’uso di questi due psicofarmaci e le due aziende che
li producevano - ha dichiarato ai colleghi giornalisti
Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai
Bambini”, il comitato per la farmacovigilanza pediatrica
che consorzia centosettanta enti, tra i quali
prestigiose università, ordini dei medici ed
associazioni socio-sanitarie - quello che è sconcertante e
clamoroso è che
l’ISS - che come ente pubblico dovrebbe essere
assolutamente equidistante - sia invece della partita,
ovvero si presti a patrocinare e sostenere questo genere
di gravi contaminazioni con il mondo dell’industria
farmaceutica. Anzi, in fin dei conti non è per niente
sconcertante, dal momento che la modifica in senso più
restrittivo dei protocolli per la somministrazione di
psicofarmaci ai bambini è inchiodata al palo da diversi
mesi a causa delle reticenze dell’ISS”.
Immediate e durissime le prese di posizione del mondo
della politica, con richieste di verifica sull’operato
dell’ISS: l’Onorevole Federica Rossi Gasparrini,
Presidente dell’Udeur, ha dichiarato: “L’ISS è un ente
normalmente attento, sono davvero meravigliata che si
presti a questo genere di operazioni, una scivolata del
genere non era proprio opportuna. Sottoporrò il tutto al
Ministro Turco nel Question Time”, mentre l’Onorevole
Tommaso Pellegrino della Commissione Affari Sociali
della Camera dei Deputati ha aggiunto: “Sono indignato
da queste notizie, e presenterò subito una
interrogazione urgente al Ministro Turco. E’ incredibile
come la tutela dei bambini sia sempre più condizionata
da grandi interessi finanziari”.
Il Senatore Eufemi, UdC e Segretario del Senato, ha
presentato un’interrogazione al Ministro Turco chiedendo
una completa verifica dei potenziali conflitti di
interesse in seno all’ISS. Poma ha anche contestato i
dati rilasciati in conferenza stampa, precisando che:
“nessun dato proveniente da queste fonti può essere
considerato credibile, in quanto filtrato dall’ufficio
stampa delle due multinazionali produttrici. Inoltre
sono dati estremamente contradditori: a leggere le loro
dichiarazioni passate, soffrirebbero di iperattività il
5% dei bambini italiani ma anche l’1,7%, ma perché no il
4%.
Recentemente hanno gettato nel panico le famiglie
italiane, sostenendo che ci sarebbero 10.000 bambini da
curare con psicofarmaci in Lombardia e 17.000 in
Campania, adesso - astutamente, dopo le recenti
polemiche in Parlamento - ridimensionano il fenomeno
all’1%, così da far passare inosservate le loro
strategie di medicalizzazione del disagio. Strategie che
abbiamo già visto negli USA - ha concluso Poma - dove
sono letteralmente milioni i bambini in cura con questi
due psicofarmaci che sviluppano un giro di affari di
diversi miliardi di dollari all’anno: non per niente le
agenzie di PR che le elaborano sono le stesse !
”Media
relation:
portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305
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Conflitto di interessi
Le riviste scientifiche sono strumenti di marketing
utilizzati dalle industrie farmaceutiche, ed i medici i
loro agenti ?
04-12-2003 -
"Forse le riviste scientifiche non sono nient'altro che
strumenti di marketing utilizzati dalle industrie
farmaceutiche per i propri interessi, e i medici e i
ricercatori sono i loro agenti".
Così scriveva Richard Smith, direttore del prestigioso
"British Medical Journal", in un articolo apparso lo
scorso 25 ottobre sul quotidiano londinese "The Times".
La conclusione un po' pessimista è il frutto di una ricerca sui
conflitti di interesse esistenti
tra aziende farmaceutiche, medici
e giornalisti scientifici,
durata quasi 20 anni.
La stessa che Smith ha presentato lo scorso 3 novembre
all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) durante il
seminario sul tema "La necessità di una ricerca
biomedica indipendente". "Charles Nemeroff, della Emory
University School of Medicine di Atlanta", ha ricordato
Smith, "pubblicò la recensione di uno studio sui
disturbi dell'umore apparso lo scorso febbraio sulla
rivista 'Nature Neuroscience', dichiarando di non aver
alcun conflitto d'interesse".
Tuttavia, va avanti il giornalista anglosassone, "egli
era detentore del brevetto di un cerotto al litio che
l'articolo menzionava favorevolmente. Era, inoltre,
azionista della Corcept Therapeutics, l'azienda che
aveva condotto trial con il mefipristone; direttore e
presidente, inoltre, dell'advisory board della Cypress
Bioscence, produttrice del milnacipran: entrambi i
farmaci venivano citati benevolmente nella recensione".
In Italia le cose non vanno certo meglio. Se nella
letteratura scientifica non abbiamo traccia di un caso
eclatante quanto quello americano è solo perché
"nel nostro paese c'è molta omertà e qualora le società
scientifiche 'combinino qualche pasticcio' si preferisce
non dare rilievo all'evento", afferma Alessandro
Liberati, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Proprio allo scopo di testare quanto venga sacrificata
l'indipendenza della ricerca nel nostro paese, il
Coordinamento per la Integrità della Ricerca Biomedica
(Cirb) ha inviato a 99 società medico-scientifiche un
questionario per conoscere l'esistenza o meno di regole
auto-imposte concernenti l'obbligo di dichiarare, in
caso di partecipazione a progetti di ricerca, i
possibili conflitti di interessi.
Delle 42 società che hanno compilato il questionario,
solo otto hanno ammesso di aver obbligato i propri
relatori a dichiarare l'esistenza di un conflitto di
interesse all'atto di partecipare a un congresso.
"Le industrie farmaceutiche", dichiara Marco Bobbio, dell'Azienda
ospedaliera San Giovanni Battista di Torino,
"finanziano più dei 2/3 di tutti i progetti di ricerca
realizzati in Italia e alimentano con le loro donazioni
il 50 per cento del budget complessivo delle società
scientifiche.
Quest'ultime, pur di avere i finanziamenti, sono
disposte ad accettare le condizioni, i protocolli, i
contratti forniti dalle industrie. Con questo sistema le
società perdono terreno sul fronte di una ricerca
indipendente e libera da condizionamenti:
"molto
spesso,
prima di pubblicare uno studio,
sono obbligate per contratto a
presentare preventivamente i risultati allo sponsor,
che in alcuni casi ha perfino il
potere di bloccare la pubblicazione".
Dal problema del
business conflict non sono
immuni altre categorie. Soprattutto chi ha il compito di
comunicare e divulgare la ricerca. Dei 121 giornalisti
scientifici contattati dal Cirb, solo 39 (il 32 per
cento del campione totale) ha aderito all'iniziativa,
nonostante i ripetuti solleciti.
Il 95 per cento di chi ha risposto è convinto che il
problema investa la divulgazione scientifica in generale
ma non il proprio operato. Tuttavia,
il 38 per cento di chi ha partecipato negli ultimi
cinque anni a un congresso organizzato a totale carico
di un'azienda farmaceutica
ha riconosciuto di essersi sentito
condizionato nella redazione dell'articolo di ritorno a
casa.
"Il problema", afferma Liberati, "è che il giornalista
fa danni materiali non perché metta in tasca chissà
quali cifre ma perché viene usato dalle industrie per
diffondere certe informazioni.
A differenza della società scientifica, che nei rapporti
con lo sponsor probabilmente guadagna migliaia di euro".
Come risolvere il problema ?
"La nuova direttiva europea, in vigore in Italia dal
gennaio 2004", risponde Liberati, "dovrebbe garantire
una maggiore incisività dei comitati etici, gli
organismi che per legge hanno il compito di verificare
con spirito critico i progetti di ricerca in corso
presso aziende e unità ospedaliere".
Per il resto
il problema è etico:
"possono essere
stabilite regole o leggi", conclude Bobbio, "ma, fino a
quando non ci sarà una disapprovazione sociale da parte
della comunità scientifiche e non, il problema non potrà
trovare soluzione. Potranno essere stabilite regole e
approvate leggi per evitare i conflitti d'interesse. Ma
solo quando i soggetti coinvolti, più che dichiarare
l'esistenza di un conflitto, si porranno totalmente
fuori dal vorticoso circolo del business conflict,
questo sarà finalmente spezzato".
By Raffaella Marino
- Fonte:
galileonet.it
Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre 2003
all’interno del Magazine di
Galileo, giornale di scienza e problemi globali,
fondato a Roma nel gennaio 1996 da un gruppo di
scienziati e giornalisti scientifici.
CONCLUSIONI NdR:
MAI fidarsi degli Enti
governativi che si interessano e trattano la
salute, per le ormai evidenti prove delle loro
COLLUSIONI con le
case farmaceutiche.
TUTTI i vaccini (qualsiasi) sono propinati alla
popolazione per creare e mantenere il mercato dei
malati, per i gravi ed irreversibili danni alla salute
dei poveretti che si vaccinano. Essi creano:
Intossicazioni, infiammazioni, mutazioni genetiche,
gravi malattie handicappanti, allergie, asma, autismo,
epilessie,distrofie, sclerosi, cancri, leucemie,
ecc ecc.
Altro che salvaguardia della salute dei cittadini,
questi enti salvaguardano SOLAMENTE la salute dei
fatturati di
Big Pharma a
discapito della popolazione che IGNORA questi FATTI !
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Negli USA Barack Obama ha annunciato nuovi tagli
sui prezzi dei
farmaci.
Big Pharma, in
fibrillazione per la crisi economica, gli
interventi governativi e la concorrenza dei
generici, punta il suo obiettivo sui
vaccini,
in assenza di nuovi farmaci economicamente
promettenti a stretto giro di posta.
Così i
vaccini sono il
nuovo potenziale economico degno di attenzione:
aziende come Sanofi-Aventis,
Merck, Glaxo SmithKline, sono le
industrie farmaceutiche
che hanno fatto da padrone in questi anni e che, tra
l'altro, hanno anche lanciato vaccini di grande successo
programmato come quelli contro il
Papilloma virus el lo Pneumococco.
Ma qual è il motivo per il quale i
vaccini hanno tale attrattiva per le
case farmaceutiche ?
Simon Friend, global pharmaceutical leader della società
di consulenza
Priceswaterhouse Coopers, ha un'idea ben chiara:
attraggono perché non soggetti alla concorrenza dei
generici tanto che c'è stata un'impennata di mercato nel
2008.
I guadagni che ruotano intorno ai sieri sono stati di 16
miliardi di dollari e si prevede che nel 2012 si
aggireranno intorno ai 22 miliardi.
Quindi se nel futuro prossimo, ci proporranno
vaccinazioni
di
massa, ricordiamoci questa previsione e prima di
decidere, riflettiamo sul concetto di vaccinazione
elaborato da Roberto Gava, medico ed omeopata, con
specializzazione in cardiologia, farmacologia e
tossicologia, che si è così espresso in occasione
dell'ottavo
congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona,
nel novembre 2008.
Tratto da: ilserpentedigaleno.blogosfere.it
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Nel 2007 l'UE ha speso 214 milioni di euro in
farmaci, pari
a 430 euro per cittadino !
Quanto contano i profitti per l'industria
farmaceutica
statunitense USA
?
Molto, forse più della salute dei cittadini.
Questa volta a dirlo non è
Michael Moore, ma lo studio più accurato
disponibile sull'argomento, appena pubblicato dalla
rivista PLoS Medicine e realizzato da due
studiosi canadesi, il sociologo dell'Università del
Québec Marc-André Gagnon e il medico della York
University Joel Lexchin.
I due hanno analizzato sistematicamente i dati
relativi al 2004 provenienti tanto dalle aziende
del settore quanto dai medici, e forniti rispettivamente
dalla
IMS Health e dalla
CAM
Group, due società internazionali di ricerche di
mercato in ambito sanitario. L'anno scelto è stato preso
in considerazione in quanto è il più recente di cui sia
disponibile una fotografia completa di tutte le
iniziative promozionali messe in atto dai
colossi farmaceutici,
compresi convegni sponsorizzati e pubblicità via
internet.
I due ricercatori hanno calcolato che negli
Stati Uniti, che rappresentano il 43 per cento
del mercato
farmaceutico mondiale, nell'anno in
questione l'investimento pubblicitario ha raggiunto i
57,5 miliardi di dollari (l'equivalente di circa 61mila
dollari per ogni medico da convincere a prescrivere un
determinato medicinale), cioè quasi il doppio della
cifra destinata alla ricerca scientifica indispensabile
per rendere un farmaco realmente efficace. E tra il 1998
e il 2004, il numero dei convegni promozionali è più che
triplicato, passando da 120mila a 371mila.
La salute dei fatturati prima di tutto,
direbbe Moore. In realtà il caso degli Stati Uniti è
stato esaminato dai due studiosi in quanto è l'unico
Paese di cui siano disponibili i dati riguardanti tutte
le principali attività promozionali in campo
farmaceutico.
Ma è ancora da dimostrare che la minore
trasparenza degli altri celi maggiori virtù.
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La guerra dei farmaci low cost (basso costo)
In Italia i farmaci a basso prezzo non
decollano. La Ue accusa:
Big Pharma gioca sporco. Per
proteggere il mercato e convincere i medici a
prescrivere i brand.
Ecco come:
I laboratori Beyer
Mezzo miliardo di euro, almeno. È quanto potremmo
risparmiare se utilizzassimo, come fanno gli altri paesi
europei, i farmaci a basso costo. Che non vuol dire a
minor qualità, ma, semplicemente, prodotti fuori dalla
copertura brevettuale; insomma, i cosiddetti generici.
Invece, per colpa delle manovre delle aziende, per colpa
dei medici e anche un po' per colpa nostra regaliamo a
Big Pharma ogni anno
una montagna di soldi che poi, lo Stato, è costretto a
tagliare da altre parti: ospedali, farmaci innovativi,
assistenza agli anziani, e così via.
La faccenda è talmente seria che l'Unione europea ha
deciso di correre ai ripari e avviare un'inchiesta
sulle ragioni, e talvolta gli illeciti, che
impediscono al mercato dei generici di decollare come
sarebbe logico che fosse.
Perché, se l'Italia è il fanalino di coda, con un
divario spaventoso con gli altri membri della comunità,
in tutta l'Unione i low cost arrancano. Le ragioni sono
squadernate in un rapporto redatto dagli ispettori della
Commissione europea sulla concorrenza: 426 pagine che
riportano i risultati preliminari di un'inchiesta nel
settore farmaceutico che sarà completata e resa nota nei
prossimi mesi.
L'avvio dell'offensiva comunitaria è datato gennaio
2008, quando, a sorpresa, la task force degli ispettori
della Commissione è arrivata negli headquarter di
multinazionali come
GlaxoSmithKline, Pfizer, AstraZeneca, Wyeth, Merck e
Sanofi-Aventis per indagare i meccanismi di un
mercato che fattura ogni anno oltre 214 miliardi di
euro, 430 euro per ogni cittadino europeo nel 2007.
Motivo dell'indagine, con le parole di Neelie Kroes,
commissario Ue per la Concorrenza: "Capire perché non vi
sia innovazione e perché le alternative generiche più
economiche vengano ostacolate. E prendere
provvedimenti".
L'iniziativa di Kroes questa volta è a trecentosessanta
gradi e riguarda tutti i big, ma già nel 2005
AstraZeneca era stata multata dalla commissione: 60
milioni di euro per aver ostacolato l'ingresso sul
mercato del concorrente generico del suo anti ulcera
Losec. Secondo gli ispettori europei, la compagnia
francese aveva fornito agli uffici brevetti informazioni
fuorvianti nascondendo la data di rilascio della prima
autorizzazione al commercio per ottenere il
prolungamento della protezione.
Che il fuoco di sbarramento di
Big Pharma sia sempre più serrato lo
dimostra il fatto che dal 2000 al 2007 sono stati messi
in commercio 27 generici ogni anno, contro i 40 che
arrivavano annualmente nelle farmacie dal 1995 al 1999.
Non solo: secondo un'indagine dell'European generics
Association, il prodotto low cost ci mette fino a 20
mesi ad arrivare sul mercato dopo la scadenza del
brevetto. Neelie Kroes è preoccupata per il mancato
risparmio: "Una stima su un campione di farmaci nei 17
paesi membri ha evidenziato che tra il 2000 ed il 2007 i
ritardi all'ingresso dei generici sono costati tre
miliardi". D'altra parte, pochi hanno interesse a
sveltire le procedure e il rapporto europeo lo spiega
nel dettaglio.
A partire dagli accordi tra le aziende titolari dei
brevetti e quelle pronte a produrre generici per
convincerle a temporeggiare, come hanno scoperto gli
ispettori della signora Kroes. Come stupirsi, visto che
le maggiori industrie di generici sono sorelle delle
grandi multinazionale? Sandoz è il braccio generico di
Novartis, Winthrop di Sanofi-Aventis, Angenerico
dell'italiana Angelini; e la numero uno Pfizer ha un
accordo con la regina indiana delle copiatrici,
Aurobindo.
È ovvio quindi che i grandi gruppi programmino le uscite
di prodotti con criteri di profitto industriale e non di
risparmio per i consumatori. Come è ovvio che si battano
come leoni per contrastare, invece, le genericiste
indipendenti.
E per fare questo non mancano di siglare accordi:
l'inchiesta della Commissione ha evidenziato che tra il
2000 ed il 2007 alcune industrie sarebbero state pagate
per aspettare a lanciare sul mercato i prodotti
generici; 200 contenziosi sono terminati con un accordo
economico privato tra cosiddetti 'originator' e
genericisti, pagati 200 milioni di euro per restare
fuori dal mercato.
By Daniela Condorelli e Daniela Minerva - 16 aprile 2009
Tratto da: larepubblica.it
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Salute e decrescita:
demedicalizzare la società - By Valerio
Pignatta - 08/01/2009
Fonte: terranauta
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23454
La crescita della medicalizzazione e
dell'organizzazione sanitaria ha comportato un aumento
spropositato di morti e danneggiati dal sistema medico
stesso. Ma è in fondo inevitabile, se pensiamo che le
medicine e le cure sono parti integranti del mercato del
mito della crescita economica.
Secondo Silvio Garattini solo il 10 per cento
dei farmaci ha effetti positivi significativi il sistema
sanitario attuale, secondo alcuni autori, è un sistema
che causa più malattie di quante riesca a curarne.
Illich aveva analizzato in modo profondo la iatrogenesi
del sistema medico occidentale già nel 1976. Grazie al
pressing pubblicitario delle
multinazionali farmaceutiche si è
verificato il diffondersi dell'ossessione della salute a
tutti i costi e immediata a fronte di uno stato emotivo
e psicologico di dipendenza totale da pillole di
sintesi, diagnostica e interventi invasivi, il più delle
volte, nel lungo periodo, più
dannosi che
non efficaci1.
In particolare negli Stati Uniti la terza
causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è
l'uso di farmaci e altre
cause iatrogene
(infezioni ospedaliere, interventi chirurgici,
errori di
medicazione ecc).
Sempre negli USA le sole medicine sono la quarta
causa di morte comune2. Che non è poco. E non è nemmeno
tutto.
Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di
Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, noto
farmacologo, in un'intervista al Corriere della Sera del
9 dicembre 2003 sostiene che per i risultati di
efficacia dei medicinali "le percentuali siano ancora
più basse: un risultato veramente significativo lo si
ottiene nel 5-10% dei casi [.]. Se ne parla poco ma la
realtà è questa. L'infallibilità del farmaco è un
mito alimentato
solo dall'industria
farmaceutica, che molto spesso tace degli effetti
collaterali".
Si ricorda che qui non sta parlando un
detrattore fanatico dell'igienismo o di altre discipline
storicamente in opposizione al sistema dominante
medico-scientifico, ma un esponente di tutto rispetto di
tale mondo, che dispone nel nostro paese di
autorevolezza e credito.
Se il 5-10% è la probabilità di risultati
positivi che ci possiamo aspettare da un medicinale,
significa che nel 90-95% dei casi esso non funziona. Per
non parlare di quando invece regala effetti collaterali
di un certo conto.
Ma allora... la
medicina "scientifica",
il progresso medico, l'aumento della speranza di vita,
la ricerca. Quanti concetti di questo genere di cui ci
hanno imbottito la testa
andrebbero rivisti radicalmente alla luce di
queste affermazioni ?
Forse che, semplicemente, regole igieniche e
sana e sufficiente alimentazione abbiano fatto il grosso
della nostra migliorata situazione sanitaria ?
Possiamo fare altri esempi. "Ancora oggi si
ammalano 10 pazienti su 100 che entrano in ospedale
e questo anche a causa dell'uso massiccio degli
antibiotici".
Anche questa affermazione non è dell'uomo della strada
di turno ma è di Enrico Magliano presidente
dell'Associazione Microbiologi Italiani dal 1995 al
2003.
Nondimeno, negli ultimi anni ci sono stati
aumenti del 30% per TAC, risonanze magnetiche e
elettrocardiogrammi (dati della Commissione Finanze
della Camera alta4).
La medicalizzazione della società quindi
avanza e opera anche a livello di diagnostica.
Tuttavia, una volta informati i pazienti
cambiano direzione. In Svizzera, secondo Gianfranco
Domenighetti, professore di Economia sanitaria alle
Università della Svizzera Italiana (Lugano) e di Losanna
e per trentasette anni direttore della Sezione Sanitaria
del Dipartimento della Sanità e della Socialità del
Cantone Ticino: "il 60% della popolazione (!) [è]
disponibile a sottoporsi ad uno screening di assoluta
inutilità per l'identificazione precoce, tramite
un test poco sensibile e specifico (tumore marker CA
19.9, di un tumore
raro (cancro al pancreas) e praticamente
incurabile (sopravvivenza a 5 anni: 3%). La
disponibilità scende al 13,5% quando sono state date ai
probandi informazioni sulla poca sensibilità del test
(70% di falsi positivi), sull'incidenza della malattia
nella popolazione generale (11 casi su 100.000) e sulla
sua pratica non curabilità"5.
Le sirene farmaceutiche inducono sovraconsumo
di farmaci. Il problema dunque è quello di
riuscire a far arrivare le informazioni giuste al
maggior numero di persone, zittendo le sirene del
sistema farmaceutico che inducono sovraconsumo di
farmaci e diagnostica, in funzione di un aumento del
business e del guadagno spropositato che ruota attorno
al
mercato della
salute, secondo solo a quello delle armi.
Senza contare quando l'uno entra nell'altro come
il caso venuto alla ribalta nel 2007 del
Lancet, uno dei maggiori giornali
medico-scientifici al mondo, il cui editore, Elsevier, è
una delle quattro sezioni di Reed Elsevier che nella
Spearhead (altra sezione delle quattro) ha creato una
società che si occupa di organizzazione di mostre
mercato di armi a livello internazionale ...6
Il ruolo dei medici in questa lotta di senso di
responsabilità e consapevolezza è determinante e forse
essi dovrebbero, sia a livello collettivo che
individuale, iniziare a rivedere la loro posizione e
la loro funzione nella società in termini filosofici
ed etici.
Il fatto che esista un
sistema che guadagna dalla malattia e dalla
sofferenza degli individui, non induce certo a
pensare che il sistema stesso possa cambiare in altro
modo se non un'ipersfruttamento del meccanismo di
profitto, così come il mercato economico attuale ci ha
insegnato a fare per aumentare le entrate e favorire la
crescita dell'azienda in questione e di quello che
produce: in questo caso, degli infelici.
Note
1 - Cfr. Illich, Ivan, Nemesi medica.
L'espropriazione della salute, Boroli, Milano, Milano,
2005 e Szasz, Thomas, Farmacrazia, Spirali, Milano,
2005.
2 - Cfr. Cfr. Journal of the American Medical
Association, vol. 284, 26 luglio 2000.
3 - "Infezioni: in ospedale si ammalano 10
pazienti su cento", in Libertà, 15 ottobre 2003.
4 - Dusi, Elena, "Italiani, malati immaginari",
in La Repubblica, 16 maggio 2004, p. 25. Domenighetti,
Gianfranco, Screening: disinformare per convincere,
Società Editrice Andromeda, Bologna, 2002, p. 7. Cfr.
5 - Domenighetti, G., Grilli, R., Maggi, J.R.,
"Does provision of an evidence-based information change
public willingness to accept screening test?", in Health
Expectations, n. 3, 2000, pp. 145-150.
6 - Redazione (a cura della), "Lancet e il
commercio delle armi del suo editore: la Elsevier", in
Quaderni acp, vol. 14(3), 2007, p. 103. Si tratta di una
rivista dell'Associazione Culturale Pediatri.
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Torino 2008, Italy - La notizia della bufera
giudiziaria abbattutasi sull'AIFA
non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c'è (e nessuno meglio
di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro
bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco
decidono se sia più conveniente dal punto di vista
economico questo o quel medicinale; se si guadagni di
più a salvare, a tenere a malapena in vita, o
addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
E' il mercato del farmaco, signori. Una storia
che in vari stati del mondo fra i quali anche l’Italia,
si ripete periodicamente.
Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato
perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non
aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni
tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto
alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono
solo bambini.
Le
multinazionali esercitino forti pressioni sui Governi
nel mondo, vedi:
http://society.guardian.co.uk/health/story/0,,2042916,00.html
e più in generale la lobby sui politici da parte delle
case farmaceutiche, è ben documentata quanto meno negli
USA:
http://projects.publicintegrity.org/rx/report.aspx?aid=985
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Forse non tutti sanno che ogni farmaco deve
superare varie fasi di studio e di sperimentazione
per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e
somministrato ai malati. Una molecola munita di
un'attività terapeutica degna d'attenzione, in media
riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 15 anni.
Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco
riescono ad aggirare il problema di fasi di studio e
controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento
convulso di cavie umane volontarie in paesi del Terzo
Mondo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non
sono ancora stati approvati negli USA. E dico USA perché
Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui si
concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici
mondiali.
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II profitti delle industrie
farmaceutiche sono da capogiro, esempio: la
Gsk
(Glaxo Smith Kline) ha chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili.
Le spese per la ricerca
scientifica, in media non superano il 20% dei bilanci
aziendali.
Ma in compenso ben oltre il 30% del bilancio
delle aziende
farmaceutiche è utilizzato per “promuovere” i
farmaci, presso i medici, laboratori.......,
ecc.
Un rapporto della Federal
Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli
ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle
case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da
brevetti in scadenza, di stringere accordi con i
produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la
messa sul mercato,
in cambio di pagamenti per milioni di dollari,
della versione generica dei farmaci originali,
contenenti lo stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it
La notizia proviene dal
secondo congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi
prodotti in pianta”, che ha visto riuniti nei giorni
scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo
per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie
offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar
Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che
utilizza sistemi vegetali per la produzione di molecole
farmaceutiche.
Commento
NdR: questa puo’ essere una strada da percorrere, in
quanto porterebbe alla produzione di farmaci non di
sintesi. Ma quello che questi
medici e ricercatori allopati
non sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie
partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non
nascono per la mancanza o l’eccedenza di una sostanza…!
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Cosa non
si fa per vendere……
Testimonianza di persone che lavorano all’interno di
aziende biomedicali:
Nella gestione degli stocks di magazzino c'è una voce
che riguarda i "regali" regolarmente codificati e
gestiti.
Non solo, i Commerciali ossia quei dipendenti che hanno
il compito in azienda di portare a casa gli ordini ed
entrano a contatto con Primari di case di cura pubbliche
e private, hanno a disposizioni ingenti fondi…….
Da un certo punto di vista possono essere
considerati per corruzione, da un altro punto di vista
come stimolo all'acquisto da parte del potenziale
cliente.
Queste regalie extra bilancio servono a soddisfare
fondamentalmente le esigenze di:
- primari ospedalieri - mogli di primari - figli di
primari - amici di primari; “mani pulite” vive e vegeta
e soprattutto vegeterà in quanto è diventata sfumata la
differenza tra corrompere e ricevere un regalo.
Se questo accade per vendere una macchina per emodialisi
figuriamoci che razza di business ci può essere dietro
la chemio o la radioterapia.
Le multinazionali
farmaceutiche dominano il business più redditizio al
mondo: quello della malattia. Grazie a un'ondata di
fusioni senza precedenti, dieci gruppi farmaceutici si
dividono oggi il 50% del mercato mondiale dei medicinali
(a maggior beneficio dei loro azionisti).
Ogni volta che prendete una medicina chiedetevi se fa
più bene a voi o a loro ?
Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di
"Sicko", il nuovo film-documentario di Michael Moore
contro l'industria farmaceutica americana, "Big
Pharma" (Come l'industria farmaceutica controlla la
nostra salute, Einaudi, 2006) di Jacky Law spiega in che
modo l'insieme delle multinazionali farmaceutiche più
che preoccuparsi della salute e del benessere delle
persone pensa a fare soldi a palate.
Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci che costano
una fortuna.
Farmaci che cambiano nome e curano patologie diverse, ma
sono esattamente gli stessi. Il Prozac, per esempio, che
- colorato di rosso e lavanda – è diventato Sarafem, un
rimedio contro la sindrome premestruale a un prezzo tre
volte superiore. Ricerche e sperimentazioni truccate,
sindromi inventate a tavolino come il "disordine d'ansia
sociale", lo scandalo dei farmaci anti-AIDS negati ai
Paesi del sud per non perderne il monopolio, medici
comprati con sovvenzioni da favola, modifiche
"cosmetiche" a farmaci già esistenti, i cui effetti
diventano dubbi, se non addirittura pericolosi.
Quando Glaxo SmithKline (GSK) è stata sottoposta, in
Italia, a una gigantesca inchiesta di polizia che ha
coinvolto ben 2.900 medici, a eccezione del British
Medical Journal (BMJ) e del Guardian di Londra (13
febbraio 2003), su questo grande scandalo si è scritto
poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di GSK Italia e 35 medici sono
stati accusati di corruzione; 80 informatori scientifici
denunciati per versamenti illegali a favore di medici
disposti a prescrivere prodotti della casa piuttosto che
gli equivalenti generici. Nel corso dell'inchiesta, la
polizia ha scoperto un complesso sistema informatico,
denominato Giove (Jupiter), che permetteva ai
rappresentanti commerciali della ditta di controllare,
attraverso le ricette presentate in farmacia, le
prescrizioni dei medici che erano stati pagati. Inoltre,
secondo BMJ, 13.000 ore di registrazioni telefoniche
dimostrerebbero molto chiaramente quanto stretta fosse
la relazione tra il numero delle prescrizioni e la
consistenza dei regali ottenuti dai medici: visite
«mediche» al Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi,
versamenti in contanti fino a 1.500 euro, ecc.
Fonte e resto dell'articolo
:
http://www.informatori.it/informatori/bigph.htm
In seguito sono stati tutti assolti…….ecco dimostrata
ancora una volta la forza delle
multinazionali….
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Shocking Facts About the
Pharmaceutical Industry –
BIG PHARMA
Big drug companies have been accused of putting profits
above patients, spinning false PR campaigns and more.
Here are some of the most shocking facts about the
pharmaceutical industry.
The price of drugs is
increasing faster than anything else a patient pays for:
The prices of the most heavily prescribed drugs are
routinely jacked up, sometimes several times a year.
Some medications have a mark-up of 1,000 percent over
the cost of their ingredients.
Your doctor may have an
ulterior motive behind your prescription: Drug reps
often give gifts to convince doctors to prescribe the
medications that they represent. These drug reps usually
have no medical or science education.
Pharmaceutical companies
spend more on marketing than research: Almost twice as
much!
Guilty of Medicare fraud:
Pharmaceutical companies are being tried in federal
courts as a result of their exploitation of Medicare.
AstraZeneca had to pay more than $340 million in
penalties for coaching doctors to cheat Medicare.
The combined wealth of the
top 5 pharmaceutical companies outweigh GNP of
sub-Saharan Africa: In fact, the combined worth of the
world’s top five drug companies is twice the combined
GNP of that entire region.
Americans pay more for
prescription meds than anyone else in the world: $200
billion in 2002 alone.
"New" Drugs aren't really
new: Two-thirds of “new” prescription drugs are
identical to existing drugs or modified versions of
them.
Drug companies are taking
advantage of underdeveloped countries to perform
clinical trials: In developing countries, government
oversight is more lax.
For more shocking facts,
click the link below.
Sources:
Nursing Online Education Database March 27, 2008
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Il BUSINESS dei FARMACI
Tutte le case farmaceutiche sono diventate dei colossi
economici mondiali, che fanno affari nei settori più
diversi, dalla chimica alla nutrizione, dai prodotti di
bellezza ai prodotti per l'agricoltura e dettano legge
ai governi nazionali…..inquinando il Pianeta !
Le industrie farmaceutiche si combattono in tribunale su
brevetti, licenze, fette di mercato, e sembrano avere un
solo obbiettivo: realizzare profitti finanziari
astronomici.
Non a caso, un quotidiano svizzero titola, a proposito
del “mercato” della sclerosi a placche, “che vale da 1 a
4 miliardi di dollari (1)”.
(Per ogni malattia esistente si è formulata una
statistica sul reddito finanziario annuale che esso può
produrre. Queste statistiche sono in mano alle imprese
multinazionali dei farmaci e vaccini - NdR)
Per mantenersi sul mercato mondiale, i laboratori
DEVONO ogni anno lanciare simultaneamente negli Stati
uniti, in Europa e in Giappone due o tre molecole in
grado di incassare dalle vendite oltre un miliardo di
dollari (2).
La ricerca del profitto e della competitività necessari
per offrire agli azionisti tassi di rendimento del
20-30%, se non addirittura del 40% favorisce pratiche
non proprio legali: intesa sui prezzi, formazione di
cartelli e sperimentazioni rischiose nel terzo mondo o
su popolazioni emarginate e precarie - tossicomani,
rifugiati etc. (3).
Alla fine di ottobre del 1999, il presidente Clinton in
persona ha accusato i gruppi farmaceutici di gonfiare
artificialmente, negli Stati uniti, i prezzi dei
farmaci, doppi rispetto a quelli praticati nel vicino
Canada.
Questi gruppi si oppongono del resto alla riforma
dell'assistenza medica agli anziani (Medicare) per non
dover dare conto dei loro prezzi. Un esempio valga per
tutti: la società americana Schering-Plough nel 1999 ha
realizzato profitti per 2,1 miliardi di dollari.
Fondi pubblici per profitti privati.
Nel 1995, il
Massachusetts Institute of Technology (Mit), di
Boston, ha scoperto che dei 14 medicinali dell'ultimo
quarto di secolo particolarmente interessanti per gli
industriali, ben 11 provenivano da ricerche
finanziate dallo stato.
Lo
Xalatan, per esempio, un collirio per trattare il
glaucoma, con un giro di affari pari a 507 milioni di
dollari nel 1999, è stato scoperto dalla Columbia
University grazie ad un contributo pubblico di quattro
milioni di dollari. Sottolineando che per il suo
produttore, Pharmacia Corporation, questo medicinale,
che ha solo quattro anni di vita, è “oro liquido”, il
New York Times commenta: “I contribuenti non hanno
ricevuto alcun beneficio finanziario dal loro
investimento (4)”.
L'attuale frenesia di megafusioni affonda le sue radici
nei profitti finanziari previsti e nell'imminente
passaggio al settore pubblico di brevetti molto
redditizi (5). Ne è una dimostrazione la fusione,
annunciata il 17 gennaio 2000, di
Glaxo Wellcome con SmithKline
Beecham, numero uno sul mercato mondiale dei
farmaci e dei vaccini, di cui questo gigante detiene
il 7,3 %, pari a 25 miliardi di dollari di vendite
annue.
Ristrutturazioni e licenziamenti (nel 1995, al momento
della fusione con
Glaxo, Wellcome ha
licenziato quasi tutti i suoi 1.600 dipendenti) e
offerte pubbliche di acquisto spesso ostili si
moltiplicano in un settore ipnotizzato da prospettive di
guadagni strabilianti, legati sia alle scoperte nel
campo del genoma che alla globalizzazione del commercio.
Le attività finanziarie delle industrie farmaceutiche
sono state peraltro oggetto di un rapporto al Congresso
americano, poiché i loro profitti, in costante aumento,
vengono tassati meno di quelli delle altre grandi
industrie.
Bisogna considerarlo un male necessario, destinato a
finanziare l'innovazione ?
In Francia lo stato ha proceduto nel 1999 alla
valutazione di circa 2.663 medicinali sulla base del
“servizio sanitario reso”, con lo scopo di ridurre il
tasso di rimborso di un centinaio di preparati.
Prescrire, una delle poche riviste mediche francesi,
indipendente dai laboratori, dopo aver studiato 223
nuovi medicinali immessi sul mercato, concludeva che
solo.…….9 costituivano una vera novità (6).
Allo stesso tempo, Aventis
(nato dalla fusione di Rhône-Poulenc e Hoechst) i cui
profitti (7% nel 1999) restano assai lontani dal 20% di
Merk, Pfizer e Warner-Lambert, tentava di separarsi dal
suo centro di ricerca di Romainville, nella regione
parigina, e di costruire un'alleanza europea con DuPont.
La mobilitazione dei dipendenti ha bloccato il progetto.
Il brevetto sul Losec, il farmaco contro l'ulcera più
venduto nel mondo (4,8 miliardi di dollari l'anno) e che
costituisce da solo il 40% del giro di affari di
AstraZeneca, scade nel corso
del 2001.
Da due anni il gruppo anglo-svedese tenta di impedire la
commercializzazione delle copie prodotte dal suo
concorrente Azupharma - filiale del gruppo svizzero
Novartis. Di tribunale in
tribunale, dalla Germania all'Australia, le due società
hanno intrapreso una battaglia giudiziaria mondiale. Il
fatto è che, di regola, quando un generico arriva sul
mercato, il medicinale coperto da brevetto subisce un
calo delle vendite del 75% in 24 mesi.
Esiste tuttavia il modo di aggirare le difficoltà:
innanzi tutto, un produttore può mettere in circolazione
il proprio generico esattamente quando scade il suo
brevetto, realizzando così profitti sia sul medicinale
originale che sulla sua copia.
Inoltre i produttori praticano un'azione di
lobby intensiva per prolungare la durata legale
dello sfruttamento del loro brevetto.
È il caso, ad esempio, di Schering-Plough, che reclama
una proroga di tre anni per lo sfruttamento esclusivo
del suo anti allergico Claritin - 2 miliardi di dollari
di profitti l'anno - i cui diritti scadono nel 2002. La
pillola generica costerebbe circa mezzo dollaro, mentre
attualmente il prodotto è venduto a 2,5 dollari.
Per averla vinta, il gigante americano
contribuisce generosamente alle campagne elettorali ed
ha aumentato il suo budget di
lobbying da 1,9 milioni di dollari nel 1996 a
4,3 milioni nel 2000 (7).
Anche i giganti Warner Lambert e Pfizer si scontrano
davanti ai tribunali dello stato del Delaware (Stati
uniti) per la loro fusione con American Home Products e
lo sfruttamento del brevetto del Lipitor, un
ipocolesterolemico che, nel 1999, ha fatto incassare a
Pfizer 3,6 miliardi di dollari.
Il Viagra, altra produzione di
Pfizer, potrebbe presto trovarsi ad affrontare la
concorrenza dei generici: nel novembre del 2000, su
richiesta di Eli Lilly,
rivale di Pfizer, la giustizia britannica ha decretato
la non brevettabilità delle vie biologiche all'erezione.
Questa decisione, affermando che le funzioni biologiche
rientrano nell'ambito pubblico, potrebbe avere un grosso
peso nel momento in cui l'industria si impegnerà nello
sfruttamento delle banche del Dna.
A questo quadro vanno aggiunte le conseguenze più
nefaste della globalizzazione.
La Cina, ad esempio, corre il rischio di subire
rappresaglie commerciali per violazione delle norme del
commercio internazionale, perché prevede di abbassare
per legge i prezzi. Questi rappresentano, infatti, il 60
% del totale della sua spesa sanitaria, contro il 10-15
% della maggior parte dei paesi sviluppati (8).
“Tra compagnie farmaceutiche, gestori di ospedali e
medici, si è formata una potente associazione,
spiega Qiu Renzong, professore di bioetica all'Accademia
cinese delle scienze sociali. Noi produciamo medicinali
altrettanto efficaci di quelli provenienti dall'estero,
ma i medici non li prescrivono più”.
Il
New York Times, da parte sua, completa il quadro
facendo notare che “gruppi farmaceutici stranieri e
fabbricanti di attrezzature mediche pagano gli studi
all'estero dei medici cinesi... e procurano loro
biglietti aerei e alberghi per assistere a conferenze
(9)”.
A fine maggio, a Bruxelles, il
Guardian Weekly, dando conto delle attività del
Transatlantic Business Dialogue (Tabd) - gruppo di
pressione di cui sono membri i 100 maggiori
industriali occidentali -, descrive l'impatto di
quello che definisce “l missile Cruise della
globalizzazione”, protetto da questo gruppo e fondato
sul principio “approvato una volta, accettato ovunque”.
Il settimanale londinese cita questo esempio: “Qualche
anno fa, Pfizer ha fabbricato valvole cardiache
difettose che hanno ucciso 165 pazienti.
L'Europa è naturalmente preoccupata all'idea di dover
accettare questa valvola semplicemente perché ha
ottenuto la benedizione dell'Agenzia americana per gli
alimenti e i medicinali (10)”.
Allo stesso tempo, American Home Products sborserà
quattro miliardi di dollari per risarcire quattromila
consumatori che le hanno fatto causa in seguito
all'uso di pillole dimagranti che provocano problemi
cardiaci.
Gli ambienti affaristici non si interessano alle
disposizioni particolari dei singoli Stati su salute o
norme di sicurezza, incluse le legislazioni nazionali
sugli stabilimenti di produzione di materiale medico -
quando non si tratta di vaccini (11).
Quanto al diritto di concorrenza, è ugualmente
bistrattato, come dimostra il caso del mercato delle
vitamine, esploso nel 1999 e sfociato in una moltitudine
di processi - negli Stati uniti ma anche in Australia e
in Canada - alcuni dei quali tuttora in corso.
Le multe sono colossali: Pfizer ha accettato di pagare
20 milioni di dollari per violazione della legge anti
trust, tra il 1989 e il 1994.
Tre compagnie farmaceutiche giapponesi (Takeda Chemical,
Eisai Co e Daiichi Pharmaceuticals) hanno accettato
di dichiararsi colpevoli e di pagare 137 milioni di
dollari per accordi sui prezzi e spartizione del mercato
mondiale delle vitamine utilizzate sia in campo
farmaceutico sia nell'industria alimentare. (12).
Hoffmann-LaRoche, filiale della holding svizzera Roche,
ha da parte sua accettato di pagare 500 milioni di
dollari di multa e la tedesca Basf 222 milioni di dollari, in previsione di un compromesso
con la giustizia americana. Secondo gli inquirenti, gli
europei hanno cominciato a cospirare all'inizio del 1991
con i giapponesi.
Gli uni e gli altri si incontravano regolarmente sotto
falso nome, “Vitamins Inc”, per spartirsi le zone
geografiche e fissare i prezzi e il volume della
produzione (13). Le compagnie danneggiate da queste
pratiche - come la tedesca Bayer o l'americana Quaker
Oats - dovrebbero ricevere extra giudizialmente 1,2
miliardi di dollari di risarcimento per il danno
commerciale subito.
Nel momento in cui la genomica apre orizzonti inattesi
alla cura della malattie, diventa urgente guidare
l'industria farmaceutica verso una maggiore trasparenza
e un'etica più rigorosa e fare in modo che la ricerca
punti alla salute e al benessere di tutti, e non solo
all'andamento delle azioni.
Sommando i costi amministrativi, gli investimenti in
marketing e vendita, si ha un ammontare pari in media al
35% del fatturato dei laboratori, cioè il doppio dei
budget medi di ricerca e sviluppo !
Note:
* Professore universitario, autore di "La
pollution invisible"
e di "La recherche contre le Tiers Monde"
(Presses universitaires de France, Parigi, 1997 e 1993).
(1) Le
Temps, Ginevra, 2 marzo 2000
(2) Le Monde, 10 ottobre 2000.
(3) Le Matin, Ginevra, 27 maggio 2000. Leggere anche la
notevole inchiesta in sei puntate del Washington Post,
(«The Body Hunters», dicembre 2000) sulle
sperimentazioni condotte da Pfizer nel 1996 in Nigeria e
in altri paesi del terzo mondo.
http://washingtonpost.com/wp-dyn/world/issues/bodyhunters/.
(4) The New York Times on the Web, 23 aprile 2000.
(5) Nel 1999, sono scaduti i brevetti di 36 medicinali,
le cui vendite annuali raggiungono 1,9 miliardi di
dollari.
(6) Prescrire, Parigi, 18 gennaio 2001.
(7) «Profit at any cost» Down to Earth (Delhi), volume
8, n.16, 15 gennaio 2000.
(8) Financial Times, Londra, 1° giugno 2000.
(9) The New York Times on the Web, 19 novembre 1999.
(10) The Guardian Weekly, Londra, 26 maggio 2000.
(11) Si legga «US Request on Vaccines Ignored by Drug
Firms», International Herald Tribune, 9 febbraio 2001.
(12) Chemical and Engineering News, 20 settembre 1999.-
(13) The New York Times on the Web, 10 settembre 1999.
(Traduzione di G.P.)
Tratto da
http://www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Marzo-2001/0103lm18.02.html
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La MAFIA della SANITA':
OMS, in NORVEGIA RIUNIONE tenuta
a PORTE CHIUSE
(segreta perche' ?)
Multinazionali e
governi fantoccio (Esempio: Filippine)
Non è da escludere poi che l’eterno conflitto delle
truppe governative con la guerriglia del MILF (Fronte
Moro di Liberazione) nell’isola di Mindanao, e con la
guerriglia comunista nel restante Sud del paese, abbia
contenuti non solo religiosi e politici, ma includa pure
altre valenze ed altri significati.
Le imposizioni e i condizionamenti operati dalle
multinazionali, favoriti dai soliti governi fantoccio e
dalla corruzione dilagante, non possono lasciare
indifferente la popolazione filippina.
Una tregua ed una pace irraggiungibili, perché prive
di prospettive
Non si spiegherebbe altrimenti questa impossibilità
cronica di arrivare a un accordo risolutore, alla
chiusura di una lotta armata che continua a causare
giornalmente morti e feriti da 30 anni a questa parte.
Ogni nuovo governo pone irrealisticamente ai ribelli,
come precondizioni per le trattative di pace, il
disarmo, la smobilitazione, promettendo in cambio la
reintegrazione dei militari ribelli nell’esercito
nazionale.
Come si fa a integrarsi in una società così male
impostata e così male strutturata come quella filippina,
dove le leve del potere sono tutte nelle mani
dell’agro-business casaro-macellatorio e di Big-Pharma?
Malessere e politica non sono affatto argomenti slegati
Ma perché coinvolgere le Filippine, paese insulare e
lontanissimo dall’Italia?
E che senso ha poi iniziare un articolo parlando di
costipazione e di rimedi, per terminarlo parlando di
politica internazionale?
Sembrerà paradossale, ma stitichezza e politica,
malattie e politica, malessere e politica, mai sono
stati così intimamente correlati.
Un intero paese che non riesce a decollare
Parliamo di un paese di 80 milioni di persone brave,
belle, operose e civilizzate, con moltissimi suoi
lavoratori impegnati all’estero, costretti per legge ad
inviare le loro rimesse al Banco Centrale delle
Filippine. Un paese che era tra i più avanzati e
promettenti dello scacchiere asiatico, negli anni
’70-’80, che erano i tempi di Ferdinando Marcos, e che,
nonostante un enorme introito di valuta dagli emigranti,
e nonostante le grandi risorse interne in termini di
minerali, di prodotti agricoli, di risorse turistiche e
forestali, non riesce a sconfiggere la povertà e la
criminalità.
Di un paese che non riesce a decollare e fare il salto
di qualità, e rimane indietro rispetto a paesi di
riferimento e di confronto, come Thailandia, Malaysia,
Taiwan e Korea del Sud.
Italia e Filippine sulla stessa precaria imbarcazione
Un paese che fa pensare, per molti aspetti (escluso
quello industriale e quello storico) alla nostra Italia,
che nonostante i beni storico-artistici, nonostante le
risorse turistiche, nonostante la laboriosità dei suoi
abitanti, rimane tutto sommato in notevole crisi con un
tasso di disoccupazione a doppia cifra.
La realtà è che Italia e Filippine sono vicinissime, pur
stando una nella parte boreale e l’altra nella parte
australe.Entrambe afflitte da costipazione, da
rettocolite e da profonda crisi economico-politica.
Entrambe coinvolte nel libero mercato mondiale.
Libero mercato ? Non ci facciano ridere.
Viviamo colonizzati, diretti e schiavizzati da un
monopolio mondiale, da un’oligarchia americana formata
da 7 mega-cartelli che hanno letteralmente ucciso il
libero mercato.
Siamo tutti nelle mani di sette mega-cartelli americani
Come riporta Alessandra Drago nel suo efficace articolo
Sette mega cartelli che uccidono il libero mercato e la
nostra sovranità, ogni grande industria in America e nel
mondo è gestita più o meno da una manciata di compagnie
che sono dotate di una porta girevole azienda-governo.
Chi produce si avvale dei ministri, si avvale dei
sindacati, si avvale dei media ed anche dei servizi
segreti.
Compagnie che lavorano all’unisono per controllare la
direzione dell’economia, della geopolitica, della
società e dell’umanità intera.
La Federal Reserve e il suo consorzio di mega-banche
fanno di Wall Street il cartello di vertice di tutte le
altre piramidi.
Le aziende grosse che invece di fallire vengono premiate
per le loro malefatte finanziarie
L’intera economia mondiale è in balia dei
manipolatori di moneta.
Un cartello che comprende Goldman Sachs, Bioa-Merrill,
JP Morgan-Chase, Wachovia, Wells Fargo e CityBank, tutte
rovinate nel crollo finanziario del 2008 e tutte salvate
e consolidate al punto di registrare oggi profitti
record e di pagare dividendi record ai loro soci.
Too-big-to-fail (Troppo grandi per fallire), è così che
vengono infatti chiamate.
Se i comportamenti delinquenziali vengono profumatamente
premiati, niente di strano che i lazzaroni si mettano a
rifare le stesse manovre e le stesse malandrine
speculazioni.
I servizi segreti agli ordini di Monsanto, Billy Gates e
Rockefeller
Se passiamo ai servizi segreti e all’intelligence, tutto
è in mano alla CIA e all’FBI, oltre che a Scotland Yard.
Se qualcosa dovesse minacciare i profitti delle aziende
della griglia di controllo, l’intera forza del cartello
dell’intelligence viene utilizzata contro il nemico.
La CIA è da sempre coinvolta nel traffico di droga
illegale, nella tortura, in attività commerciali di
stile clandestino e mafioso.
Gli intrecci tra industria delle armi, energia e
agricoltura
Il business della guerra poi è in pieno boom.
Sotto l’ombrello del Pentagono, si muovono la Boeing, la
Lockeed Martin, la Northrop Grumman, la General
Dynamics, e le inglesi Raytheon e BAE Systems.
Questo gruppo di controllo ha in pugno molti altri
settori come Big Energy, Big Pharma, Big Chemicals e
anche Big Agribusiness.
La concorrenza è peccato, parola di David Rockefeller
Se andiamo nel campo petrolifero, l’industria dei
combustibili risulta tuttora ultra-unificata, con
Exxon-Mobil, Chevron, Conoco Phillips, Koch Industries,
e non distante la Brithis Petroleum, mentre la Petroleos
de Venezuela e la National Iranian Oil Co vengono
catalogate come industrie delinquenti, in quanto non
allineate.
Pure i giganti della metalmeccanica, tipo Halliburton,
Bechtel e General Electric, sono diramazioni piramidali
del cartello petrolio/energia, ovvero di Big Oil e Big
Gas.
Fu del resto lo stesso David Rockefeller a coniare il
concetto La concorrenza è un peccato.
Il duopolio agroalimentare Monsanto-Dupont
Quanto ai cibi, c’è davvero di che tremare.
Il gigante chimico-OGM Monsanto ha il controllo del 90%
della soia, del mais e del cotone degli Stati Uniti, sia
nel raccolto che nei semi, con una quota di mercato 3
volte superiore al suo concorrente Dupont.
Tutte le
altre colture industriali dipendono dai prodotti chimici
per l’agricoltura venduti dal duopolio Monsanto-Dupont,
incluso le diverse aziende lattiero-casearie.
I grandi monopoli che gestiscono bestiame e pollami,
incluso la mega-azienda privata Cargill, dipendono pure
dai mangimi di soia e di mais.
L’Archer
Daniels Midland imperatore alimentare mondiale, e
padrone della FDA
La Archer Daniels Midland (ADM) è la
sovrana della trasformazione dei semi oleosi e dei
cereali in prodotti utilizzati per alimenti, bevande,
per uomini e per animali in tutto il mondo.
Il cartello ADM gestisce un impero alimentare mondiale,
e controlla completamente l’USDA e la FDA (l’ente che
detta al mondo intero i minimi di vitamina C, di
vitamina B12 e di proteine, alterati secondo il proprio
interesse e il proprio gradimento).
Una popolazione americana soggiogata dai satrapi
della farmacologia
Il cartello di
Big Pharma è un
conglomerato Euro-Americano che include grandi nomi come
Johnson&Johnson, Pfizer, Roche, GlaxoSmithKline, Merck e
altri.
Il 25% dei bambini, il 30% degli adolescenti e il 50%
degli adulti negli Stati Uniti, assume farmaci su
prescrizione.
Il 50% della gente prende senza indugi il vaccino contro
l’influenza stagionale, mentre il 76% dei bambini
subisce tutte le vaccinazioni raccomandate dalla Sanità
Americana.
Infinita fame di danaro e tanta voglia di
spaventare la gente
Le aziende farmaceutiche sono addirittura
co-proprietarie della FDA e del cartello
chimico-agribusiness, e stanno cercando, assieme al
Codex Alimentarius europeo, di mandare fuori-mercato e
fuori-legge tutti i rimedi naturali basati sulle erbe.
Spinte dal profitto e dal loro enorme appetito per il
danaro sporco, guidano in modo arrogante e dichiarato
l’OMS, il CDC (inventore dell’AIDS), orchestrando a
proprio piacimento la paura e il panico nel mondo
intero, rivangando vecchie epidemie come la spagnola
(causate da aspirine e farmaci e non dai virus) e
inventandone di nuove a getto continuo.
Le fonti di informazione tutte in mano ai cartelli
Anche l’informazione giostra sui cartelli.
Il "Ministero della Verità" americano è costituito da 5
mega-compagnie mediatiche che sono la General Electric,
la CBS/Viacom, la Time Warner, la News Corp e la Walt
Dysney, e controllano ogni singolo canale radio e tv,
oltre che i maggiori quotidiani e riviste.
I loro reparti notizie sono guidati da agenzie di
propaganda governativa tipo Reuters e Associated Press,
pronte a premere i loro pulsanti di paura in
associazione con la CIA (come lo stesso William Colby,
ex-direttore della CIA, ha candidamente rivelato).
La
Casa Bianca, i burattini e i sotto-burattini
Le aziende farmaceutiche e il duopolio Monsanto-Dupont
sono il vero motore del mondo intero, con gli inquilini
della Casa Bianca a fare da fantocci e da burattini, e
con gli inquilini dei governi colonizzati a fare da
sotto-fantocci e da sotto-burattini.
Finanziando esse ogni canale televisivo mondiale, sono
padrone assolute dei media, della pubblicità, delle
scuole, dei governi, e delle trasmissioni sui cibi e
sulle ricette (in Italia abbiamo Gusto, Cotto e
Mangiato, in Filippine e negli altri paesi ne hanno di
altre, corrotte, filomacellaie, diseducative,
antisalubri e schifiltanti più o meno nella stessa
misura).
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e
ABIN-Bergamo
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AZIENDE FARMACEUTICHE e
FARMA-TRUFFE
(ANSA) BARI - 28 GEN.
Una richiesta di interdizione dall'attività o, in
subordine alla chiusura, la nomina di un commissario
giudiziale per salvaguardare i livelli occupazionali é
stata chiesta dalla Procura di Bari per otto società
farmaceutiche, tra cui alcune multinazionali:
Glaxo, Biofutura, Bracco, Novartis, AstraZeneca,
Lusofarmaco, Recordati e Bristol.
La richiesta è stata avanzata in base alla legge 231 del
2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone
giuridiche. Spetterà ora al gip del Tribunale di Bari
Chiara Civitano decidere se accogliere la richiesta di
misura cautelare all'esito degli interrogatori dei
responsabili legali delle otto società.
Ai responsabili legali delle stesse società e, inoltre a
quello della Pfizer, è stata notificata anche
un'informazione di garanzia. Nell'atto il pm inquirente,
Ciro Angelillis, contesta alle nove società per azioni,
in alcuni casi di aver omesso il controllo sull'attività
dei propri dirigenti e dei loro subordinati a cui sono
attribuiti diversi reati in un altro procedimento
collegato, riguardante una gigantesca farma-truffa al
Servizio sanitario nazionale; in altri casi una
fattispecie dolosa di concorso nel reato attribuito a
dirigenti, capi area e informatori scientifici di case
farmaceutiche accusati (in concorso con farmacisti e
medici di famiglia compiacenti) di aver truffato per
diverse decine di milioni di euro il Servizio sanitario
nazionale.
A quanto si è saputo, per la
Pfizer il magistrato non ha chiesto la misura
cautelare perché la multinazionale ha prodotto documenti
attraverso i quali sostiene di aver modificato, rispetto
all'epoca della farma-truffa, i propri moduli
organizzativi e di aver allontanato le persone
coinvolte.
Per decidere sulla richiesta di interdizione, il giudice
ha già fissato le udienze per gli interrogatori che
cominceranno a metà febbraio e si concluderanno a metà
marzo. Nella sua richiesta il PM non indica il periodo
per il quale chiede l'interdizione dall'attività che, in
base all'articolo 13 della legge 231/2001, non può
essere inferiore a tre mesi e superiore ai due anni.
Per i fatti che riguardano le responsabilità personali
degli imputati il PM Angelillis ha fatto notificare una
richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 125
persone (molte delle quali arrestate negli anni scorsi)
accusate, a vario titolo, di aver preso parte ad
un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa
aggravata al Servizio sanitario nazionale e al falso.
L'udienza preliminare si terrà nel maggio prossimo.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200601281728229129/200601281728229129.html
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Le
Associazioni internazionali Medicines in
Europe Forum (MiEF), Health Action
International Europe (HAI), e International
Society of Drug Bulletins (ISDB), scrivono una
lettera al Presidente Barroso, per reiterare la
loro preoccupazione per la proposta di permetere
alle industria del farmaco di informare
direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne
parla.
A che punto sarà l'iter della legge ? Chi deve
decidere rifletterà sugli esiti catastrofici di
una simile scelta per tutti i cittadini europei
?
La lettera a Barroso:
http://tinyurl.com/2f6b3k
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Farmaci, arresti per i falsi test
«Pillole pericolose in vendita»
Torino L'accusa: mazzette per le autorizzazioni.
Guariniello: rete vasta e grave :
http://tinyurl.com/4poznq
Otto arresti per medicine-truffa, bufera
sull'Aifa
TORINO - L'origine ha una data precisa: 3 agosto
2005. Quel giorno un rapporto dei Nas di Torino
lancia pesanti ombre su come l'Aifa, l'Agenzia
italiana per il farmaco, classifica e cataloga i
medicinali da immettere
sul mercato :
http://tinyurl.com/5cfjw5
"Non cambiare quell'etichetta farò finta di non
accorgermene"
Il documento Nell'ordinanza i dialoghi fra i
manager delle case farmaceutiche e i
"controllori". Chiesti in tutto una trentina di
fermi :
http://tinyurl.com/5su4h4
Scandalo farmaci, una talpa in Procura
UNA donna. Probabilmente un pubblico ufficiale
in servizio alla procura, a Torino. Una signora
che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce
informazioni un po' alla volta» :
http://tinyurl.com/5jtt6x
"Analisi prive di significato" L'inchiesta parte
dall'ateneo
Il retroscena I test di un laboratorio aprono la
pista seguita da Guariniello :
http://tinyurl.com/6oca9r
Frode sui farmaci, otto arresti
Sanità e scandali. Inchiesta della Procura di
Torino: sul mercato senza controlli prodotti a
rischio :
http://tinyurl.com/5c3otf
Medicine, tangenti per evitare i controlli
Due anni di indagini, intercettazioni
telefoniche e filmati hanno portato ieri in
carcere o agli arresti domiciliari sette fra
dirigenti dell'Agenzia Italiana per il Farmaco
(Aifa) e rappresentanti o procuratori di aziende
farmaceutiche :
http://tinyurl.com/6o5umy
Farmaci e mazzette: arrestati due funzionari
dell'Aifa e sei rappresentanti di aziende :
http://tinyurl.com/54rv7e
Viaggi premio e mazzette: così le case
farmaceutiche "velocizzavano"le medicine.
Come ai tempi di
Duilio Poggiolini, il potente direttore
generale del ministero della Sanità che, per più
di un decennio, si faceva pagare salatamente
dalle case farmaceutiche che chiedevano
l'autorizzazione per mettere sul mercato nuove
medicine :
http://tinyurl.com/6ekehh
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Le Pandemie
inventate come strategia di "Disease Mongering"?
- Nuovi vaccini pandemici per "nuovi malati".
Ecco la medicalizzazione della società.
I
VACCINI sono l'arma
piu' potente per CREARE,
mantenere ed AMPLIARE
il mercato dei
malati
Pandemrix (suina), Prepandrix (aviaria) e
Focetria (suina): questi i nomi dei nuovi
vaccini pandemici, approvati in Europa nel 2009.
La britannica
GlaxoSmithKline e l'elvetica Novartis,
ringraziano ovviamente l'Agenzia
Europea del Farmaco, (E.M.E.A. "European
Medicines Agency") - lo strumento principe nelle
mani delle
lobbies farmaceutiche - per aver
dato il via libera a questi nuovi "veleni".
L'importante decisione è stata presa dal
"Comitato per i prodotti medicinali a uso umano"
(C.H.M.P. "Commitee for Medicinal Products for
Human Use").
Anche se la notizia è recentissima (25 settembre
2009) (1) ed interessa la salute di centinaia di
milioni di persone, nessun media ha dato un
meritato risalto.
Attenzione perché, non
stiamo parlando della ridicola influenza porcina e/o
stagionale, o della nuova-vecchia conoscenza: l'aviaria
(leggi l'articolo "La Teoria dell'origine virale delle
malattie").
Il problema serio infatti
non sono le pandemie
inventate (Antrace, Sars,
Aviaria,
Suina, ecc.)
dall'establishment medico-scientifico, ma i loro
"rimedi": i
farmaci-vaccini-veleni.
Non a caso la nostra è
un'epoca contrassegnata dal "Disease Mongering",
("mercificazione della malattia", "creazione della
malattia"), cioè da quella criminale operazione di
Marketing spietato, finalizzata alla creazione vera e
propria di malattie (vedi ipercolesterolemia,
osteoporosi, malattie epidemiche, pandemie, ecc.) e alla
medicalizzazione di aspetti normalissimi della vita
(gravidanza, parto, menopausa, vecchiaia, ecc.) con il
duplice obiettivo di spacciare e vendere farmaci da una
parte e avere il controllo delle persone dall'altro.
Una persona ammalata (anche se oggettivamente è sana)
NON è una persona libera.
Una persona non libera è facilmente manipolabile.
Come avviene questa
"Medicalizzazione della società"?
Il 25 giugno 2005 lo stesso B.J.M. "British Medical
Journal" (il giornale della casta dei camici bianchi
britannici) lancia l'allarme della «eccessiva
medicalizzazione e della continua riduzione dei valori
di normalità della pressione arteriosa e del
colesterolo».
Cosa significa questo
allarme ? Significa che le lobbies del farmaco con il
connubio delle istituzioni sanitarie internazionali
continuano ad abbassare i valori di "normalità"
(pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi,
glicemia, densità ossea, ecc.) da una parte, e aumentare
gli "Screening di massa" dall'altra, rendendo "malate"
milioni di persone, oggettivamente sane !
Queste persone "sane", con la compiacenza/ignoranza dei
medici, saranno "curate" con droghe e/o veleni,
intossicandole e facendole diventare malate per davvero.
Tecnicamente avviene in 3
passaggi:
1) "PIANO QUANTITATIVO": ABBASSANDO LE SOGLIE
Ecco qualche esempio:
Trigliceridi:
- Valore "normale" a giugno 2003: 200mg/dL (2,3 mmol/L)
- Nuovo valore "normale" (luglio 2003): 150 mg/dL (1,7
mmol/L)
Significa che a fine giugno
2003 coloro che avevano i trigliceridi da 150 mg/dL a
200 mg/dL erano sani, e dal primo luglio malati!
Colesterolo:
- Trattamento se LDL < 115 mg/dL (3 mmol/L) a giugno
2003
- Nuovo parametro se LDL < 100 mg/dL (2,6 mmol/L) a
luglio 2003
Significa che a fine giugno
2003 coloro che avevano il colesterolo LDL da 100 mg/dL
a 115 mg/dL erano sani, e dal primo luglio invece malati
!
Stiamo parlando di decine di
milioni di persone !!!
Diabete:
- Valore "normale" se Glucosio < 140 mg/dL (fino al
2000)
- Nuovo parametro se Glucosio < 126 mg/dL (dopo il
2000)
Significa che nell'anno
2000, coloro che avevano il livello di Glucosio da 126
mg/dL a 140 mg/dL erano sani, mentre da capodanno malati
!
Lo stesso dicasi per i
valori della pressione arteriosa.
2) "PIANO TEMPORALE": DIAGNOSI PRECOCE
Con gli Screening di massa si invitano, mediante la
paura e il terrorismo psicologico, persone
oggettivamente sane a cercare qualche malattia che
nessuno vorrebbe avere.
Un esempio per tutti: la
mammografia che i medici all'unisono consigliano e
spesso raccomandano di fare alle donne sopra una certa
età, serve oppure no?
Ecco cosa dice la conclusione dello studio
dell'ufficialissimo Cochrane Collaboration[2] e
pubblicato nel "Cochrane Systematic Review" nel 2006.
"Per ogni 2000 donne partecipanti allo screening, 1
avrà, dopo 10 anni, la vita prolungata (1 decesso per
tumore al seno evitato rispetto a 2000 donne che non
hanno fatto la mammografia). 10 saranno trattate per un
tumore al seno in modo non necessario (overtreatment).
Quindi: "0,5 decessi evitati ogni 1000 donne che fanno
la mammografia per 10 anni, rispetto a 1000 donne che
non si sottopongono allo screening mammografico"
Senza contare i devastanti effetti psicologici dei
"falsi positivi" per coloro che eseguono la mammografia:
l'esame rivela qualcosa (nodulo, tumore, cancro, ecc.)
che in realtà NON c'è.
Su 1000 donne ben 242 avranno appunto una "sospetta
diagnosi di cancro al seno non confermate dopo ulteriori
esami". (Barrat et al, British Medical Journal 2005).
Quindi i "falsi positivi" si aggirano intorno al 24%.
Quante di queste donne saranno operate inutilmente?
Quante di queste donne, a causa dello "stress da
diagnosi", potrà innescare meccanismi psico-fisici
("effetto nocebo") molto pericolosi, dando origine a
patologie vere e proprie ?
3) "PIANO QUALITATIVO":
NUOVE MALATTIE
In questo caso gli esempi sono così numerosi che per
problemi di spazio non è possibile elencarli:
osteoporosi, sindrome premestruale, colon irritabile,
ecc.
In questa sede c'interessano solo le pandemie, per cui
leggiamo cosa effettivamente
contengono
questi vaccini.
Cosa contiene il "nuovo" vaccino Pandemrix per la suina
?
Documenti ufficiali dell'E.M.E.A. (scaricabili in
formato Pdf, vedi note) riportano integralmente la lista
dei componenti di questo farmaco - vedi:
Contenuto dei Vaccini
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