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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


BUSINESS di FARMACI e
VACCINI  -  CONFLITTI di INTERESSE

Leggete QUI come gli "Enti" internazionali a "tutela della Salute" (OMS + CDC + FDA, ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria Farmaceutica

La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

vedi: Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Sindacato Rockefeller = Dittatura sanitaria
Comparaggio farmaceutico

I colossi farmaceutici fanno ammalare ogni anno milioni di persone

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

La scienza medica è un'impresa industriale gestita e controllata da produttori (medici, ospedali, laboratori farmaceutici) che incoraggiano la diffusione di procedimenti d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il malato e i suoi familiari allo stato di docili clienti” - By Ivan Illich

"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita" (By Hans Ruesch)  ....magari con i Vaccini


Il modello di business dell'industria farmaceutica è basato proprio sull'allargamento della sfera delle malattie: il marketing creativo serve ad ampliare il bacino di clienti, convincendo chi è probabilmente sano a ritenersi almeno moderatamente malato” - By Allen Frances, (medico psichiatra)

"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza
e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto.
"
By  Dott. Giuseppe De Pace (medico ortopedico ospedaliero)

La commercializzazione, ovvero il business della malattia è l'arte raffinata di "vendere" ipotesi di malesseri, malanni, un modo efficace per spacciare farmaci (droghe) ed esami magari inutili che pero' portano a profitti enormi per la filiera di Big Pharma.
Questa commercializzazione richiede una regia di vendita e di pubblcita' ben precisa, dagli e degli attori principali (chi produce i farmaci ed i vaccini), secondari, cioe' la falsa e depistante pubblicita', ed il marketing che comprende anche la diffusione della paura di malattie inesistenti od addirittura inventate, che vi sta dietro all'aspetto commercial finanziario e molte comparse finali, fino all'ignorante consumatore.
Questo il teatro sulla scena:
Le aziende farmaceutiche (registi ideologici e produttori) devono per forza di cose coinvolgere i medici (attori protagonisti che divengono i rappresentanti per vendere i loro farmaci e/o vaccini) per far si che prescrivano le ricette, e devono coinvolgere i ricercatori (in genere non protagonisti) che inventano veri e propri nuovi disturbi, e che stimolano la formazione di gruppi di pazienti e/o famigliari di malati (comparse) che richiedono a gran voce un supplemento di terapia, per sopperire alla loro supposta carenza....ed infine i pazienti veri e propri che richiedono tali farmaci perché convinti di essere malati (spettatori incoscienti). dovuta alla loro totale ignoranza su cosa e' la salute o la malattia, quella vera !
Conoscendo questa sottile e nascosta trama scenografica, si e' in grado di difendersi dagli attacchi di questo corrotto sistema in-sanitario mondiale. le persone che non sono in grado di conoscere questo teatro scenografico, vengono  a loro insaputa stritolate e strumentalizzate da questa infernale macchinazione del marketing farmaceutico che Big Pharma a messo in piedi in circa 120 anni.
Scopo del nostro sito e' quello di rivelare questa oscura e nascosta, ormai non piu' di tanto, trama, scenografia, che pero' viene ancora vista e vissuta da centinaia di milioni, forse miliardi di persone.

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi
 
 
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli "esperti", tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta.  Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 

vedi:  I veri padroni della Sanita' nel mondo + BIG FARMA +  Big Pharma + Sindacato Rickefeller + CDC e conflitti di interesse 1 + La FDA (USA): ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI + CNR e Corruzione + Universita' in mano a Big Pharma + OMS +  EMEA, AIFA, Miniastero della sanita' non controllano i danni dei Vaccini + Conflitto di interesse, denuncia  + Comparaggio farmaceutico

CDC e Conflitti di interesse - 1 + CDC e Conflitti di interesse - 2 + CDC e Conflitti di interesse - 3 + Corruzione
CDC conflitti di interesse anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety

vedi anche: Conflitto di Interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1 + CDC - 2  + FDA + Corruzione e Conflitti di Interesse, per farmaci e vaccini + Conflitti di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS + Ministero della salute + EMA  + Consenso Informato

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html

TOP di “DONATORI” da parte di BIG PHARMA
Big Pharma ha donato milioni di dollari, ai legislatori della California PRIMA del dibattito sui vaccini….. Dati forniti dallo Stato dimostrano che le aziende farmaceutiche ed i loro gruppi commerciali (che fanno lobbing) hanno “donato” più di $ 2 milioni di dollari per i legislatori nel 2013-2014

Ecco le cifre Donate divise per:
Azienda – Donazione per campagne per le elezioni – Pagamenti diretti delle lobbies

Pharmaceutical company or group Campaign donations to current state legislators Direct lobbying payments


        -         -

Johnson & Johnson Inc.                
$86,300                                 $583,926
GlaxoSmithKline  $32,250            
$561,479
Eli Lilly & Company                      $193,100 
                             $280,863
Gilead Sciences Inc.                     $77,600  
                              $196,732
Biocom PAC                                
$30,000                                $223,224
Sanofi                                        
  $48,000                                 $172,500
Abbott Laboratories                     
  $173,600                               $42,500
Astellas Pharma US Inc.              
 $47,900                                $161,440
AstraZeneca Pharmaceuticals LLP
 $157,300                              $49,583
Merck & Co. Inc.                         
 $91,600                                 $108,204
California Pharmacists Association
 $53,389                                $134,176
Pharmaceutical Research & Manufacturers Assn.    
                                                 
$137,950                                $45,455
Eisai Inc.                                   
 $92,000                                 $88,000
Bristol-Myers Squibb Company    
 $32,300                                 $144,101
Pfizer                                        
 $150,600                                $21,250
AbbVie                                      
 $138,425                                $25,530
Amgen                                        $105,600      
                         $45,455
Allergan USA Inc.                         $120,100
                              $22,757
Takeda Pharmaceuticals USA Inc.
$40,000                                 $83,348
Pharmacy Professionals of California  $32,000    

TOP DRUG MAKER RECIPIENTS
Lawmaker - Party/District – Amount
(Destinatari – Distretto/partito – Ammontare della donazione..)

Sen. Richard Pan*      D-Sacramento    $95,150
Assembly Speaker Toni Atkins      D-San Diego       $90,250
Sen. Ed Hernandez*    D-Azusa     $67,750
Sen. Holly Mitchell*     D-Los Angeles    $60,107
Assemblyman Brian Maienschein* R-San Diego       $59,879
Senate President Pro Tem Kevin de León       D-Los Angeles    $56,648
Sen. Isadore Hall        D-Compton $52,400
Sen. Jerry Hill     D-San Mateo      $50,209
Assemblyman Henry Perea  D-Fresno    $49,550
Assemblywoman Shirley Weber    D-San Diego       $47,000
Assemblyman Mike Gatto     D-Los Angeles    $46,491
Assemblywoman Susan A. Bonilla*        D-Concord $45,600
Sen. Andy Vidak R-Hanford  $42,800
Assemblyman Tom Daly      D-Anaheim $40,300
Assemblyman Kevin Mullin   D-South San Francisco $38,400
Assemblyman Adam Gray    D-Merced   $37,000
Assemblyman Rob Bonta*    D-Alameda $36,750
Assemblyman Anthony Rendon     D-Lakewood       $36,200
Assemblyman Jimmy Gomez*      D-Los Angeles    $33,850
Assemblyman Richard Gordon      D-Menlo Park     $33,100
*Member of the Assembly or Senate health committees

Source: Bee analysis of secretary of state campaign finance and lobbying reports
Fonte: Dalle analisi della segreteria dello stato, sul finanziamento da parte delle lobbies per le campagne elettorali

Altre disposizioni legislative hanno un impatto più diretto sul settore, ed è il soggetto politico attivo.
Le aziende farmaceutiche e quelle dei loro gruppi commerciali (uffici delle lobbies) hanno dato più di $ 2 milioni di dollari per gli attuali membri della legislatura nel 2013-2014, circa il 2 per cento del totale raccolto, i documenti lo dimostrano. Nove dei 20 destinatari, sono sia i leader legislativi o servono su entrambi i comitati di salute dell'Assemblea o del Senato. Ricevono cadauno più di $ 95.000, il destinatario cima di denaro contante per la campagna settoriale è il senatore Richard Pan, un democratico di Sacramento, medico, che sta portando avanti le proposte di legge per i vaccini obbligatori.

Inoltre, l'industria farmaceutica ha donato più di $ 500.000 per gruppi esterni di spesa della campagna elettorale che hanno contribuito a eleggere alcuni membri attuali e cio’ lo scorso anno.

Le Principali aziende farmaceutiche anche speso quasi $ 3 milioni nel corso della sessione legislativa 2013-2014 di lobbying durante la legislatura, il governatore, a bordo e di altre agenzie dei farmacisti statali, secondo le informazioni dello Stato.

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

Ormoni, pressioni sui medici per venderli...anche per i bambini

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

Orrore in campo medico scientifico: conviene economicamente di più produrre farmaci che non curano piuttosto che guarire la gente.
La notizia agghiacciante proviene dal Premio Nobel per la Medicina Richard J. Roberts: “le case farmaceutiche orientano le proprie ricerche verso medicinali che invece di curare la malattia determinano stadi cronici avanzati nel tempo”. Dunque, al posto di garantirci cure, i ministri delle nazioni dell’Occidente, ben sapendo quale sia il gioco infame che si cela dietro alla finta ricerca, fingono di ignorare il problema.
E’ una affermazione pesantissima, che grida vendetta !
Ogni essere vivente è visto, da questi infami mercanti di medicinali inutili, come una fonte di guadagno. Non come un/una paziente bisognoso/a di cure efficaci.
Dall’isola di Cuba, feudo di Castro, giungono, nel frattempo, rincuoranti annunci scientifici, annunci capziosamente tenuti nascosti al giro dell’informazione pubblica. Lì, dove parrebbe che la ricerca scientifica faccia veramente sul serio, sono stati messi a punto alcuni ritrovati contro il cancro, la febbre dengue, l’epatite, aids, epatite B…
Sin dal 1985 la battaglia di Fidel, volta alla ricerca di cure mediche in grado di guarire e NON di protrarre il male, ha dato ottimi risultati, persino sul cancro al polmone, uno dei più aggressivi in assoluto.
Dal veleno dello scorpione azzurro si sono ottenuti veri e propri ritrovati capaci di imprimere mutamenti rigeneratori nel fisico di chi è stato/a colpito dal male.
E non è tutto: anche per il diabete (malattia che causa una serie sterminata di complicazioni fino anche ad amputazioni e modificazioni dello stile di vita aberranti), Cuba produce un miracoloso Heperprot P. che azzera ogni effetto della malattia.
In Spagna ed in Canada, questi ritrovati sono ampiamente consumati con benefici riscontrabili. Ma come mai proprio a Cuba e non altrove si riescono a produrre queste panacee ?
 La risposta è presto data. Come leggiamo “In un articolo della prestigiosa rivista Science, i ricercatori dell’Università di Stanford (California) Paul Drain e Michele Barry assicuravano che Cuba ottiene migliori indici nella salute che gli Stati Uniti con un costo venti volte inferiore.
La ragione: l’assenza – nel modello cubano – di pressioni e stimoli commerciali da parte delle aziende farmaceutiche, e una riuscita strategia di educazione della popolazione nella prevenzione”
Tratto dal sito http://www.libera.tv/videos/4137/cuba-crea-quattro-vaccini-contro-il-cancro-una-lezione-alle-aziende-farmaceutiche-che-non-faraund039-notizia.html.

Proprio così: è la mancanza di pressioni lobbistiche a determinare i successi che qui, nella porzione di Mondo Occidentale, non ci sogniamo nemmeno. Le lobby sono sempre le uniche responsabili. Ora, a confermarlo, non siamo più noi scrittori e scrittrici di signoraggio.it.
Ma lo affermano notissimi Premi Nobel e grandi centri di ricerca internazionali. Riprova ne è che “Numerosi analisti vedono dietro il colpo di Stato in Honduras, nel 2009, la grande industria farmaceutica internazionale, dato che il governo del deposto Manuel Zelaya, nel quadro degli accordi ALBA, pretendeva sostituire l’importazione di medicamenti delle multinazionali con farmaci generici cubani”.
Qualora ciò non fosse bastante, allora non resta che rifarsi alle parole di un altro Premio Nobel (per la chimica stavolta), Peter Agre, il quale ha affermato che “Cuba è un magnifico esempio di come si possa integrare la conoscenza e la ricerca scientifica”. (ibid).
Anche la direttrice dell’UNESCO, Irina Bokova, ha espresso grande ammirazione per i successi scientifici cubani, tuttavia, qui in Italia ed altrove, non se n’è avuta notizia, nemmeno col binocolo !
Tratto da: signoraggio.it

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L'Autorità garante per la concorrenza ha svolto una lunga inchiesta su Roche e Novartis, rivelata dal settimanale. - 14/02/2014
Le due Big Pharma, hanno stipulato un accordo, basato su piani di disinformazione e sabotaggi di studi indipendenti, per favorire un farmaco costoso a scapito di uno low-cost, comunque efficace...Un accordo tra Big Pharma per favorire un farmaco carissimo a scapito di un altro low cost, comunque efficace.
Un patto segreto siglato tra Roche e Novartis, solo in apparenza concorrenti, che è costato al Sistema sanitario nazionale, e dunque ai contribuenti italiani, 600 milioni di euro in più.
A rivelarlo è l'Espresso, oggi in edicola, sulla base di una lunga inchiesta dell'Autorità garante per la concorrenza guidata da Giovanni Pitruzzella. Le due industrie "rivali" si sono mosse insieme per spingere il farmaco più costoso (1.400 euro) e gettare pessima luce su quello low cost (15 euro).
Hanno condiviso strategie di mercato, mettendo a punto veri e propri piani di disinformazione, "sabotando" studi scientifici indipendenti, pagando medici e opinion leader per imporre il medicinale più caro.
Il patto emerge da email e incontri fra le due big pharma, scoperte grazie ad un blitz effettuato lo scorso ottobre negli uffici delle due sedi italiane.
Roche produce l'Avastin; Novartis il molto più caro Lucentis. Avastin è stato sviluppato per terapie diverse, anche se poi si è scoperto che funziona pure nelle cure oftalmiche. E così per fermarne la diffusione sono stati enfatizzati i rischi relativi all'uso oculistico, permettendo al Lucentis di dominare il mercato.
Il prodotto meno costoso è stato escluso dalla lista di quelli rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale.
Cosa ci guadagna la Roche ? Anzitutto, entrambi i farmaci sono un brevetto di Genertech, controllata da Roche che intasca le royalties.
Inoltre, scrive l'Authority, "la rilevante partecipazione azionaria detenuta da Novartis in Roche (oltre il 33 per cento) fa si che la prima abbia doppiamente interesse a proteggere le vendite di Lucentis, da ciò derivandone non solo i vantaggi diretti in termini di proprio fatturato, ma pure indiretti in virtù di tale cointeressenza nel gruppo Roche-Genentech".
L'istruttoria svolta dall'Antitrust mostra chiaramente una strategia condivisa tra i vertici delle due aziende, provata da centinaia di email sequestrate durante un blitz nello scorso ottobre: dai carteggi emergono scambi di informazioni e incontri a partire dal 2011 che configurano uno scenario di collusione. L'accordo ipotizzato avrebbe fatto lievitare i costi per il servizio sanitario nazionale.
L'Authority stima che l'acquisto di Lucentis ha comportato maggiori costi per 45 milioni di euro nel 2012, fra i 300 e i 400 milioni lo scorso anno e potrebbe arrivare fino a 600 nel 2014.
Roche e Novartis si sono difese dalle accuse sostenendo che Avastin e Lucentis sono diversi e la scelta di sviluppare i due prodotti, così come di non richiedere la registrazione per usi oftalmici di Avastin, è stata presa in maniera unilaterale da Roche.
I due gruppi sostengono di essersi limitati a rispettare la legge, in particolare per quel che riguarda gli obblighi di segnalazione dei rischi di un farmaco.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

vedi anche: Conflitto di interesse + Business farmaci PDF + Business dei Vaccini + Mercato della Salute e della malattia + Industria della Malattia +  Caduceo + MEDICI IMPREPARATI + BARONIE, Universita' e MEDICI + Guerra conto le Donne (con i Vaccini)   

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
- vedi:  Malattie inventate
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac (
Big Pharma) , psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE


Corruzione e sistemi sanitari nel mondo
: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp

Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM

Confessioni di un Informatore farmaceutico
....dal marketing, unica regola regina nella distribuzione dei farmaci e/o Vaccini, agli accordi tra governi e multinazionali per la “gestione” delle malattie, dalle confessioni di anonimi informatori farmaceutici, allo strano ruolo chiave dei medici di base: cosa si nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene prescritto realmente ? - video da vedere: http://vimeo.com/52822936#at=0

E’ ormai noto che la maggior parte dei farmaci prescritti dai medici allopati, non curano in modo definitivo le malattie, ma sono solo dei palliativi che, alle volte, alleviano i sintomi od il dolore che spesso provocano esse stesse. Ma chi veramente si risanano sono i fatturati delle multinazionali dei Farmaci Vaccini, i quali servendosi di medici che ignorano tutte le possibili terapie naturali alternative per ogni malattia, divengono di fatto i rappresentanti di BIG PHARMA.

Nella seconda metà del 2008, l'export farmaceutico nel mondo, ha fatto segnare una forte crescita, grazie anche al boom dei vaccini, sponsorizzati con il Terrorismo Mediatico, generante paura nei politici e nei sudditi dell'impero farmaceutico....

Conflitto di Interesse + CONFLITTI D’INTERESSI nella RICERCA BIOMEDICA e nella PRATICA CLINICA  
Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006 - Italy
Presidenza del Consiglio dei Ministri COMITATO NAZIONALE per la BIOETICA:
vedi PDF tratto da: http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf
vedi: Ricerca nelle mani di Big Pharma + Riviste scientifico-mediche pilotate da Big Pharma


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Durante una testimonianza resa al Senato degli USA nel 2007, Jerome P. Kassirer, personalità di rilievo del mondo accademico degli USA, descrive le conseguenze preoccupanti del complesso intreccio di relazioni tra professione medica e industrie del farmaco. Relazioni che, in un'intervista rilasciata nel 2006, ha definito scandalose. Kassirer descrive l'enorme pervasività della promozione dei farmaci e le dimensioni sorprendenti del coinvolgimento dei medici. Passa poi in rassegna una serie di fatti sconcertanti, di fronte ai quali ritiene che la reazione dei medici sia stata assolutamente inadeguata. "Quando gli incentivi economici producono cure inadeguate o pericolose, quando aumentano i costi dell'assistenza in modo smisurato, quando mettono a rischio la vita dei pazienti negli studi clinici e danneggiano la professione, vuol dire che si è oltrepassato il limite". "E cosa hanno fatto i leader della medicina per contrastare una situazione in cui i medici si sentono sempre più in debito verso l'industria? Non molto", sostiene Kassirer. In effetti - leggendo la sua testimonianza - non si capisce cosa altro debba succedere perché i medici si rendano conto che è urgente un cambiamento. Kassirer conclude dichiarando che "i medici sono a rischio di essere corrotti dagli incentivi perversi che ricevono dall'industria" ed esorta a esercitare una maggiore pressione sui medici e sull'industria perché - a suo parere - "sono venuti meno entrambi alle loro responsabilità etiche". Questo è il problema.
http://aging.senate.gov/events/hr176jk.pdf - vedi PDF da scaricare

....ma cio' vale anche per i VACCINI !

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I laboratori farmaceutici, in parte per dare un'immagine di trasparenza ed in parte perché obbligati da alcuni governi, stanno rivelando informazioni sui loro pagamenti " incentivi" ai medici.
Qualche giorno fa un quotidiano Internet ProPublica (uno degli esempi di giornalismo indipendente in rete, finanziato dai lettori) ha rivelato i compensi ricevuti da numerosi medici da parte di sette laboratori: GlaxoSmithKline (GSK), AstraZeneca, Eli Lilly, Merck, Pfizer, Johnson & Johnson e Cephalon.

Più di 17.000 fornitori di attenzione sanitaria, nella maggior parte dei casi medici, avrebbero accettato denaro da sette compagnie a partire dal 2009. Più di 350 di essi, hanno ricevuto compensi vicini a 100.000 dollari nel corso del 2009 e del 2010, osserva il Consumer Report: 43 hanno ricevuto più di 200.000 dollari e due medici addirittura più di 300.000. Questo è quanto riferisce PMFarma:
Studiando con attenzione questi dati, si osserva, per esempio che almeno 250 dei medici che hanno ricevuto compensi sono stati sanzionati dalle autorità,  40 sono stati avvertiti dalla FDA per mancanza d'etica professionale, perdendo così i privilegi ospedalieri o  essendo addirittura giudicati penalmente.
Un' inchiesta rivela che GSK ha speso più in onorari per le conferenze su Avidart, il suo farmaco per la prostata, che per qualunque altro trattamento. Il Boston Globe ha scoperto che i medici ricercatori della Scuola Medica di Harvard hanno ricevuto il 45% dei 6,3 milioni di dollari pagati ai medici del Massachusetts.
Tratto da: http://e-blogs.wikio.it/?page_id=7492


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CONFLITTI di INTERESSE
Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.
Il verificarsi di un conflitto non costituisce di per sé prova che siano state commesse scorrettezze, può tuttavia costituire un'agevolazione nel caso in cui si cerchi di influenzare il risultato di una decisione per trarne un beneficio. L'essere in conflitto di interessi ed abusare effettivamente della propria posizione restano però due aspetti distinti: un soggetto coinvolto, infatti, potrebbe non agire mai in modo improprio. Tuttavia un conflitto di interessi esiste a prescindere che ad esso segua una condotta impropria o meno.
I conflitti di interesse sono "inerenti" in ogni rapporto tra un'agenzia come l'Oms e le industrie produttrici di farmaci, vaccini ed alimenti.

La gente si chiede spesso perché i funzionari degli enti di regolamentazione proteggerebbero le case farmaceutiche. In gran parte, perché le decisioni politiche assunte dal CDC e dall’FDA sono prese attraverso comitati consultivi i cui membri hanno rapporti finanziari con le stesse aziende che sono incaricati di controllare.
Le decisioni dei 300 esperti che siedono nei 18 comitati consultivi dell’FDA muovono miliardi di dollari di fatturato. I membri di tali comitati svolgono un ruolo cruciale nell’approvazione dei farmaci e partecipano a quasi tutte le decisioni sostanziali riguardo alla regolamentazione dell’industria farmaceutica.

Medici, industria farmaceutica e conflitto di interessi.  Una questione fondamentale per la salute di tutti
Salute 2.0 - Social Media e Sanità | mar 11, 2010
La prima industria farmaceutica mondiale fattura quasi quanto l’Olanda (vedi la presentazione del Centre for International Health dell’Università di Bologna) e, dal 1995 al 2004, i tassi di profitto dell’industria farmaceutica sono stati mediamente il triplo di quelli delle prime 500 aziende manifatturiere secondo Fortune. (vedi la figura sotto. Fonte: Kaiser Family Foundation and Sonderegger Research Center, Prescription Drug Trends: A Chartbook Update)

Il problema esiste ed è noto da tempo
Nelle considerazioni finali (giugno 2006) del Comitato nazionale per la bioetica del Governo italiano sui “Conflitti di interessi nella ricerca biomedica e nella pratica clinica”  vengono descritte “alcune delle situazioni che si vengono frequentemente a creare, (l’enfasi è mia) nelle quali l’obiettività della ricerca e quella dell’informazione scientifica che viene data ai medici, può venir messa in pericolo:
- l’industria spesso NON fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;
- i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci me-too) che non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che vengono venduti a un prezzo superiore. L’industria promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi e a tal fine a volte elargisce ai medici vari tipi di “doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento incline all’iperprescrizione o alla prescrizione dei farmaci più costosi;
- l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università;
- l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi surrogati;
- i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici delle aziende;
- l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;
- le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse scientifico o commerciale;
- l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
- i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie.
- anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.

Data la complessità della situazione reale, i rimedi possibili non appaiono privi di difficoltà e non possono condurre certamente a soluzioni definitive. Appare fondamentale, in questo campo, il ruolo dei comitati etici”.
Associazioni di medici, studenti e specializzandi di medicina si stanno muovendo
Che i comitati etici non bastino è evidente in primo luogo ai medici stessi. in Italia ad esempio l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) da oltre dieci anni si è data un codice di autoregolamentazione mentre sei anni fa, come in numerosi altri paesi, si è costituita  l’associazione “No grazie, pago io“, un gruppo spontaneo di operatori che lavorano in diversi ambiti della Sanità ed ha prodotto documenti, fatto informazione e realizzato progetti per proporre modalità di rapporto diverse dall’attuale, tra il mondo della sanità e l’industria del farmaco.
A queste iniziative si è recentemente aggiunto un “gruppo di autoformazione sul conflitto di interessi” di studenti del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica, che assieme al Gruppo Prometeo, all’associazione studentesca della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ed al Gruppo Nograziepagoio hanno organizzato lo scorso novembre 2009, un congresso su “Eziopatogenesi, terapia e prevenzione del conflitto d’interessi tra medici e industria“,  di cui vi riporto uno stralcio del documento di sintesi:

“Il conflitto di interesse è nella metodologia, nel limite intrinseco della ricerca. Non si fanno investimenti sulle strategie di presa in carico dei pazienti, sulla continuità assistenziale o su come garantire uno stile di vita “salutare”. Tutto gira intorno alla ricerca/sperimentazione dei farmaci. Se la ricerca viene fatta per commercializzare dei prodotti, il conflitto di interessi è strutturale.
Come si possono analizzare altre variabili se non vengono considerate ? Il problema è una cultura falsata, i meccanismi generali che non funzionano.
La ricerca dovrebbe essere orientata ai bisogni, con risultati tarati sui pazienti, in contesti reali e per l’interesse pubblico, ammettendo i limiti e l’impotenza della medicina. Invece l’attenzione ai bisogni e all’interesse pubblico sono diminuiti, la sperimentazione riguarda solo l’appropriatezza della tecnologia e comunica una (supposta) onnipotenza della medicina.”
Tre contraddittorie notizie per concludere (provvisoriamente)
Dall’ultima Lettera dell’Associazione Nograziepagoio, riporto tre recenti notizie passate piuttosto sotto silenzio nei media principali:

Come manipolare il sistema
La British American Tobacco (BAT) e altre imprese alleate hanno influenzato il processo di formazione delle politiche dell’Unione Europea (UE), rendendo obbligatoria una valutazione d’impatto di stampo imprenditoriale. Il fatto che tutte le decisioni politiche importanti dell’UE debbano essere valutate attraverso questo quadro che ricalca l’analisi costi-benefici, offre alle grandi imprese un vantaggio unico nel suo genere. Ciò accresce la probabilità che l’UE adotti politiche che favoriscono gli interessi delle grandi società, compresi i fabbricanti di prodotti nocivi per la salute, anziché gli interessi dei suoi cittadini. Questo è quanto risulta da uno studio pubblicato su PLoS Medicine di gennaio. Gli autori sono arrivati a queste conclusioni analizzando i documenti interni della British American Tobacco (BAT), divulgati a seguito di una serie di cause intentate negli Stati Uniti ed esaminando nel contempo la letteratura in materia e interviste con soggetti interessati.” (il neretto è mio. nda) Leggi la traduzione dell’abstract in italiano su PLoS
Leggi l’articolo intero su PLoS medicine

“Europa: la gestione dei farmaci passa dalla Direzione Generale Imprese e Industria alla Direzione Generale della Salute!
Dopo anni di richieste da parte di numerosi soggetti preoccupati per la salute dei cittadini europei, la gestione dei farmaci e presidi medici passa sotto il controllo della Direzione Generale della Salute e dei Consumatori. Anche Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche M. Negri, aveva sollevato in più occasioni il problema. In una lettera aperta scritta nel 2004, allertava sul pericolo costituito da fatto che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) facesse capo direttamente alla Direzione dell’Industria. I Bollettini indipendenti di informazione sul farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum si complimentano con José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, per la sua decisione.

farmacovigilanza in Europa in mano alle case farmaceutiche?
Prescrire International ci informa che la Comunità Europea ha proposto di affidare alle case farmaceutiche la sorveglianza post-marketing dei farmaci che esse stesse producono. Ciò comporterebbe il rischio che le Ditte nascondano l’evidenza di reazioni avverse che potrebbero danneggiare le vendite. Sarebbe una riforma dannosa del sistema di farmacovigilanza che non terrebbe conto del vistoso conflitto di interessi. Invece di rafforzare l’attuale rete di farmacovigilanza istituzionale, la Commissione Europea propone di bypassarla.
Leggi la nota su Prescrire International

La posta è alta e la partita (forse) è ancora aperta.
La buona notizia dunque, nonostante il segno contraddittorio delle news sopra riportate, è che mi sembra stiano andando in crisi, o quanto meno vengano messi in discussione, i rapporti di forza tra i diversi soggetti in campo – industria farmaceutica, istituzioni politiche e sanitarie, ricercatori, medici e professionisti sanitari, associazioni, ecc. – e che l’esito della partita (forse) non è più così scontatamente a favore degli interessi del business.

Non penso che Internet cambi tanto rapidamente il nostro modo di pensare (vedi il bell’articolo su Internazionale), di usare il tempo (fa riflettere, ad esempio, la recente ricerca Nielsen sull’utilizzo dei media da parte degli adolescenti americani, che fa a pezzi diversi miti/luoghi comuni sulla “internet generation”, dal multitasking, al consumo di video online, all’abbandono della TV per i nuovi media ecc.) o ancor più profondamente il nostro senso di identità o di relazionarci agli altri (basti pensare alle luci e ombre dei social network). Indubbiamente però la Rete permette un nuova soggettività, potenziata dalla tecnologia (ebbene sì, il famoso empowerment viene sempre fuori), che quando si somma in quella ormai famosa “intelligenza collettiva” a volte riesce a piegare anche i colossi (basti ricordare il braccio di ferro tra wikipedia e l’enciclopedia Encarta di Microsoft).
Tratto da: newsitalia.eu

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Gli ENTI della Salute (Sanita’) che dovrebbero tutelare la Salute umana, animale ed ambientale hanno TUTTI QUANTI, RELAZIONI CORROTTE con le CASE FARMACEUTICHE, e multinazionali alimentari ed agricole.
Le contraddizioni più palesi degli accordi fra gli Enti governativi  e l’OMS, e di conseguenza dei loro rapporti scientifici, e di relazione, consistono nel sovvertimento del fine stesso dell’OMS che è quello di fornire tutte le informazioni, i consigli e l’assistenza nel campo della salute, e nel conflitto di interessi legato intimamente alla funzione stessa dell’OMS, dato che e’ un’Ente deputato allo sviluppo e alla sponsorizzazione della Sanita’ nel mondo, non dice certamente la verità, e cioè che il “prodotto” sponsorizzato, danneggia gravemente e irrimediabilmente la salute e l’ambiente.
In letteratura esistono migliaia e migliaia di studi scientifici (sui Danni dei farmaci e Vaccini), realizzati da medici scienziati ed istituzioni indipendenti, che dimostrano il contrario di quello che afferma l’OMS, in materia di sicurezza o meno di farmaci e vaccini.
"Un altro problema più serio è rappresentato dai legami economici tra i ricercatori del National Institute of Health [Istituto Nazionale della Sanità] e le grandi compagnie farmaceutiche, che molti critici definiscono come "buste" belle e buone.
Per esempio, un rapporto del Times (2009) ha dimostrato come uno dei principali ricercatori dell'agenzia abbia accettato pagamenti da almeno quattro compagnie farmaceutiche che hanno da guadagnare dal lavoro di ricerca che egli dirige alla NIH.
Ciò è una chiara violazione etica.
"Esistono anche conflitti meno visibili. La ristretta cerchia dei recensori della NIH spesso sono ricercatori di università élitarie che possono favorire studi i quali, confermando l'efficacia di certe marche di farmaci, ottengono finanziamenti per i loro reparti accademici dalla compagnia farmaceutica che produce questi farmaci."
("Flap Over 'Public Science'," Los Angeles Times, 30 Gennaio 1999)

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Testo dell'articolo da Nature viene denunciato un conflitto d'interessi tra il ministro Sacconi e l'Aifa .
Italy 2009: Solo in Italia e come sotto un regime ! - Seulement en Italie et comme sous un régime !
La moglie di Sacconi, attuale Ministro del Lavoro, salute e politiche sociali è marito del direttore generale di Farmindustria dottoressa Enrica Giorgetti.  Quale politica del Farmaco nell'interesse della salute pubblica ?
..... una senatrice del PD aveva fatto anche un'interrogazione sui possibili conflitti di interesse. Peccato che la notizia non sia arrivata a nessuno. Abbiamo dovuto impararlo da Nature.

(Italy) Interrogazione Parlamentare del PD: conflitto di interesse per il Ministro della salute ?
Adnkronos Salute - 02/07
"Cosa farà il Governo per le politiche farmaceutiche dopo gli scandali che hanno coinvolto l'Aifa?
E in particolare, quali iniziative intende prendere, data la delicatezza del settore e le responsabilità del ministro Sacconi onde evitare il sorgere di un eventuale conflitto di interessi visto il legame di parentela fra il titolare del ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e il direttore generale di Farmindustria ?". E' quanto chiede la senatrice del Partito democratico Francesca Marinaro, in un'interrogazione rivolta al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
"Il settore farmaceutico - si legge nell'interrogazione - ha vissuto in Italia alterne vicende, legate a comportamenti non corretti sia da parte dei produttori che sul versante della pubblica amministrazione.
La governance del sistema e gli strumenti regolatori hanno visto, negli ultimi mesi, minata la loro credibilità a seguito delle vicende che pendono sull'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) da parte delle Procure di Torino e Roma. La pur tempestiva azione del ministero, con l'adozione di una commissione di esperti a tutela della salute dei cittadini per le prescrizioni farmaceutiche e sul contenuto dei foglietti illustrativi, nonché la nomina di un commissario straordinario all'Aifa - prosegue Marinaro - chiama in causa l'affermazione del principio di correttezza e trasparenza nell'esercizio di funzioni pubbliche soprattutto nel campo del settore farmaceutico, non solo per la valenza economica che esso riveste, ma
soprattutto per quella etico-sociale, rilevato che il direttore generale di Farmindustria è la dottoressa Enrica Giorgetti, consorte del ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali".
"Davanti al legame di parentela tra il ministro Sacconi e la dottoressa Giorgetti - conclude la senatrice del Pd - chiedo al Governo quali azioni intende intraprendere onde evitare un eventuale conflitto d'interessi per il ministro Sacconi".ù

Commento NdR: in risposta all'interrogazione parlamentare....hanno semplicemente sostituito il ministro della Salute Sacconi con il vice ministro dott. Fazio...tanto per non cambiare nulla...infatti quest'ultimo ha subito fatto acquistare decine di milioni di dosi del vaccino per la "suina" che sono rimaste negli armadi (dato che solo il 5 % della popolazione e meno ancora dei medici si e' voluto vaccinare, malgrado la pressione psicologica del terrorismo mediatico preparata da Big pharma)  e sono state buttate o regalate ai paesi del terzo mondo.....gettando via centinaia di milioni di Euri nelle casse delle multinazionali dei vaccini...

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I medici di fronte al conflitto di interesse
Editoriale
In un recente articolo, Pellegrino e Relman hanno scritto una forte requisitoria contro la commercializzazione della medicina, la sub-alternità economica delle società scientifiche, per ribadire con autorevolezza, rigore e coerenza la missione essenzialmente morale della medicina e della necessità quindi che i singoli medici e le società professionali, per mantenere una credibilità nei confronti dei cittadini e dei pazienti, ispirino il loro operato a solidi fondamenti etici.
Al giorno d’oggi, argomentano i due autori, sta crescendo la pressione economica sui medici e sui gruppi professionali e sta aumentando il contrasto tra il conseguimento del proprio interesse e il consolidamento dei principi etici. Diventa quindi sempre più attuale il conflitto di interesse che può colpire a tutti i livelli, dal medico generico al grande specialista, dal ricercatore al direttore di una importante rivista, dal presentatore di una breve comunicazione a un congresso regionale, all’opinion-leader che ricava cospicui finanziamenti da cicli di conferenze, dal piccolo gruppo di colleghi alla grande associazione professionale.
Anche se i principi etici coinvolgono tutti, in questa sede, faremo riferimento principalmente ai conflitti di interesse che coinvolgono il medico quando, nelle sue scelte diagnostiche o terapeutiche, viene influenzato da giudizi e valori extra professionali.
In termini generali, possiamo dire che si ha un conflitto di interesse “quando ci si trova in una condizione nella quale il giudizio professionale riguardante un interesse primario (nel nostro caso la salute di un paziente) tende a essere indebitamente influenzato da un interesse secondario (guadagno economico, vantaggio personale)”.
Questa definizione esprime il concetto che il conflitto di interesse è una condizione, non un comportamento; non c’è bisogno che il giudizio del professionista sia influenzato in modo evidente da altri interessi estranei al suo mandato principale, né che il suo comportamento condizionato arrechi danno al paziente, è sufficiente che esista un legame, che potrebbe comprometterne l’indipendenza. Per distinguere diversi livelli di gravità e di possibile influsso negativo sull’indipendenza scientifica e culturale del medico, vengono anche distinti i conflitti di interesse attuali, potenziali o apparenti.
Va comunque tenuto ben presente che, per quanto riguarda l’integrità morale del medico, ogni conflitto di interesse è dannoso per la sua immagine. Anche il conflitto apparente può comunque ridurre la credibilità nei confronti del paziente e l’affidabilità delle proprie valutazioni.
Quando si pensa a un conflitto di interesse ci si riferisce di solito a quello che coinvolge più frequentemente i medici: un legame di tipo economico con un’industria farmaceutica, ma il legame potrebbe benissimo essere intercorso con un’industria produttrice di apparecchi elettromedicali, di materiale di consumo o di protesi di vario genere o anche con un organismo statale che finanzia una ricerca e impone delle scelte non condivise dal ricercatore. Il conflitto di tipo monetario è certamente quello più evidente, più facile da individuare, più riprovevole, meno tollerato, più spesso dibattuto, e, forse, quello più controllabile.
Esistono infatti molte altre occasioni in cui una persona è indotta a fornire una prestazione parzialmente viziata, per ottenere dei vantaggi personali, non misurabili in termini economici. Questo è il caso in cui si manipolano i dati di una ricerca per ottenere la pubblicazione di un articolo su una rivista scientifica (sapendo che i risultati positivi vengono accolti più favorevolmente di risultati negativi) o su un giornale divulgativo (sapendo che certe notizie fanno più colpo di altre), per sostenere le teorie di un collega o per screditare quelle di un contendente, per dimostrare l’infondatezza di un’accusa penale, per favorire il proprio punto di vista su una determinata questione o per contrastare posizioni che si ritengono eticamente non accettabili.
Alcuni autori distinguono il conflitto di interesse (in cui prevale l’interferenza di tipo economico) dal conflitto di obbligazione (in cui prevale l’obbligo morale), in quanto questi due aspetti potrebbero avere una diversa valutazione etica; per semplicità, utilizzeremo il termine conflitto di interesse indipendentemente dal tipo di legame che rende non obiettivo l’atto professionale del medico, in quanto ci interessa soffermarci sul significato di un comportamento viziato, indipendentemente dai motivi che ne hanno determinato la distorsione.

Quale conflitto, quale interesse
Il dibattito sugli aspetti etici del conflitto di interesse si è spesso centrato su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare, invece che su uno spettro di comportamenti non etici che dovrebbero prevedere una scala di interventi. Non esiste infatti un livello soglia oltre il quale si possa parlare di conflitto di interesse, ma esiste un continuum tra un potenziale conflitto che, per la sua modestia non interferisce con il proprio giudizio e un conflitto attuale, economicamente rilevante, che condiziona pesantemente il giudizio. Come esempio della prima tipologia di conflitto, immaginiamo il medico che si accinge a prescrivere un farmaco con un determinato nome commerciale, a scapito di uno contenente lo stesso principio attivo, in quanto legge quel nome ben evidente sul portapenne della sua scrivania. Nel secondo caso, invece, immaginiamo lo specialista che, al momento di decidere quale farmaco prescrivere, ricorda di essere stato invitato recentemente da una casa farmaceutica al congresso mondiale sulla propria specialità dall’altra parte del globo e sa che quella casa ha investito per lui parecchi milioni tra viaggio, iscrizione al congresso e soggiorno. Il conflitto di interesse di tipo economico non può essere eliminato, esiste in ogni società, coinvolge medici a qualunque livello di competenza, di esperienza, di responsabilità, probabilmente con forme e pesi diversi.
In realtà il conflitto di interesse fa parte della nostra professione, del nostro lavoro, della nostra epoca e non può essere abolito con un decreto legge né con un decalogo di norme etiche. Essendo però costretti a conviverci, dobbiamo almeno disporre di regole che evitino una interferenza troppo pesante con la nostra libertà di giudizio, per impedire che sorga il terribile sospetto in chi curiamo, che alcune valutazioni o decisioni siano parzialmente dettate da un interesse personale. Infatti il problema più delicato è che il sospetto di un possibile conflitto di interesse possa minare la fiducia dei pazienti a cui prescriviamo farmaci, esami di laboratorio e test diagnostici. I pazienti devono invece avere la certezza che nessuna delle scelte operate dal medico di loro fiducia è avvenuta sulla spinta di interessi che esulano dalla primaria esigenza di fornire loro la cura più appropriata.

Il conflitto di interesse può condizionare le prescrizioni ?
Innanzi tutto dobbiamo riflettere sul fatto che i medici tendono a sottovalutare il condizionamento indotto dalla pubblicità, ritenendolo marginale e ininfluente rispetto alla loro autonoma capacità di giudizio. Purtroppo questa valutazione non è condivisa dai pazienti che sono invece più rigorosi e ci giudicano con molta severità. Gibbons e colleghi hanno valutato il giudizio che medici e pazienti forniscono sugli omaggi elargiti a scopo promozionale ai medici dalle industrie farmaceutiche.
Gli autori hanno preso in considerazione 10 omaggi (una penna, una tazza, un libro, un manuale, un video, un campione di medicine, un coltellino tascabile, un rinfresco, una cena, un viaggio) chiedendo a medici e pazienti di giudicare in che misura ciascun omaggio possa condizionare la prescrizione. I pazienti ritengono che gli omaggi influenzino il giudizio dei medici più di quanto lo pensino i medici stessi e ritengono non appropriato che i medici accettino omaggi dalle industrie farmaceutiche.
Del resto, quando alcuni medici di medicina generale dell’area di Boston sono stati intervistati sulle fonti di aggiornamento professionale, ci si è resi conto di una importante differenza tra quanto dichiarato (“Mi aggiorno principalmente da fonti di tipo accademico”) e quanto conosciuto (le informazioni rimarcavano invece gli slogan pubblicitari).
Per evidenziare questa differenza, un gruppo di ricercatori aveva scelto due farmaci (un analgesico nel trattamento di dolori di media intensità e un prodotto cerebro-attivo nel trattamento della demenza senile) per i quali era stata notata una certa dissonanza tra i dati della letteratura (scientificamente deboli e non molto favorevoli) e i messaggi promozionali.
Ai medici venne dapprima chiesto da quali fonti avessero ricavato le informazioni per una corretta prescrizione di quei due farmaci e in seguito vennero poste delle domande sul profilo di efficacia e di sicurezza dei farmaci stessi.
La maggior parte degli intervistati dichiarò di aver tratto le informazioni da fonti bibliografiche e di aver dato pochissimo peso alla pubblicità, agli informatori farmaceutici e agli opuscoli delle aziende.
Gli autori si accorsero invece che le conoscenze ricalcavano più i messaggi commerciali che non i dati di tipo scientifico e quindi constatarono che i medici non sono disponibili ad ammettere un legame con sorgenti commerciali, in quanto non si rendono conto di quanto ciò influenzi le loro scelte.
Lo stretto rapporto tra campagne promozionali e modifica delle prescrizioni è stato studiato in tre ricerche.
Nella prima, monitorizzando i farmaci prescritti nei 20 mesi precedenti e nei 17 mesi successivi a un viaggio organizzato da una industria farmaceutica per la partecipazione a un congresso internazionale, gli autori hanno verificato un importante aumento nell’uso dei farmaci prodotti da quella industria.
Ciò che più ha sorpreso i ricercatori è che tutti i medici abbiano negato di essersi fatti condizionare dall’offerta del viaggio.
Nella seconda è stato verificato che la prescrizione di adenosina nel trattamento delle aritmie sopraventricolari ha avuto un’impennata alla fine del 1991, dopo una campagna di marketing da parte dell’industria produttrice.
Gli autori, che hanno raccolto i dati di vendita da 670 farmacie ospedaliere, facevano notare che gli effetti favorevoli dell’adenosina erano già noti da almeno dieci anni, non erano emerse di recente evidenze scientifiche che modificassero il profilo del farmaco e che il prodotto era disponibile da tempo nelle farmacie ospedaliere. In questo caso l’evidenza scientifica non era stata sufficiente a determinare l’uso del farmaco, ma soltanto la propaganda commerciale ne aveva sancito l’utilità clinica.
Infine, è stato recentemente verificato che i medici, che avevano fatto richiesta di aggiungere nuovi farmaci nel prontuario ospedaliero, avevano ricevuto finanziamenti dalle industrie farmaceutiche in misura 5 volte maggiore rispetto ai colleghi che non avevano mai avanzato richieste di nuovi farmaci e 13 volte maggiore dalle industrie per le quali richiedevano l’inserimento dei nuovi prodotti.
Tutto ciò non significa che l’informazione proveniente dalle aziende vada automaticamente cestinata quasi come se fosse “farina del sacco del diavolo”; può comunque essere impiegata proficuamente per farsi un’idea del prodotto ben sapendo che ha tutti i limiti della parzialità. L’importante è che l’origine dell’informazione sia sempre chiara e che la pubblicità non sia subdolamente mascherata da articoli apparentemente imparziali affidati a esperti di cui vengono tenuti nascosti i legami economici con l’industria.

È possibile minimizzare l’influenza negativa del conflitto di interesse ?
Va ribadito ancora una volta che la presenza di un conflitto di interesse non è sinonimo di disonestà o di faziosità, ma esprime soltanto una potenziale interferenza in ciò che viene detto o scritto. L’onestà e l’oggettività sono virtù che prescindono da legami di interesse e che possono addirittura essere esaltate, quando si constata che un potenziale conflitto di interesse non ha condizionato il giudizio nei confronti dell’interesse primario.
Per garantire un’obiettiva informazione viene consigliato di:
- evitare ogni conflitto di interesse che possa essere evitato. Questo è ovviamente l’approccio più semplice e sicuro, ma non applicabile in un numero elevato di circostanze.

- rendere pubblici tutti i legami di tipo economico che possono in qualche modo interferire con il proprio giudizio. Questo approccio non facilita in alcun modo la risoluzione di legami, ma garantisce che il paziente possa introdurre un certo grado di criticismo nella valutazione di ciò che gli viene prescritto. La pubblicizzazione è un passo necessario per mitigare gli effetti di un conflitto di interesse, ma, da sola, può essere insufficiente per evitare l’interferenza sulle decisioni.
Le norme che regolano la pubblicizzazione possono essere emanate da organismi istituzionali o da società scientifiche, in modo che venga definito entro quali limiti un medico possa essere coinvolto da interessi commerciali senza che sia ragionevolmente minata la sua credibilità e quali accorgimenti debba adottare per limitare i danni di questa intrusione;

- creare delle linee guida di comportamento, a cui i medici si debbano attenere. In linea generale si può considerare ininfluente un conflitto di interesse quando alla domanda “Accetteresti lo stesso quell’omaggio, quel finanziamento, quel rimborso spese se i tuoi colleghi e i tuoi pazienti lo venissero a sapere ?” viene data una risposta affermativa.

L’American Medical Association già dal 1990 ha assunto una posizione molto forte (22) per regolare i rapporti tra i medici e le industrie farmaceutiche, incorporando le affermazioni elencate nel box 1, nel codice etico della professione medica.
In Italia non esistono norme ufficiali per regolamentare il conflitto di interesse. Una legge del 1994 (“Attuazione della direttiva europea concernente la pubblicità dei medicinali per uso umano”) stabilisce i criteri che devono essere seguiti dalle industrie per il finanziamento di congressi in Italia e all’estero e per elargire contributi alle spese di viaggio e di soggiorno agli operatori del settore qualificati, ma non definisce i limiti entro cui devono essere mantenuti i rapporti tra medici e industrie.
Per la prima volta nel 1999, l’Ordine dei medici ha inserito nel codice deontologico un articolo (art. 73) sul conflitto di interesse, che però non riguarda le norme che i medici devono adottare nei rapporti con le industrie private, ma soltanto il possibile conflitto che si verifica quando un “medico dipendente o convenzionato con le strutture pubbliche o private [adotti] comportamenti che possano favorire direttamente o indirettamente la propria attività libero-professionale”.
Abbiamo notizie frammentarie sulle iniziative assunte da alcune Associazioni professionali che hanno iniziato a occuparsi dell’argomento.

Conclusioni
I medici sono spesso sottoposti a pressioni di tipo commerciale che possono distoglierli dal loro impegno primario, la cura del paziente, e influenzare in modo indebito le loro scelte professionali nel campo della diagnostica e della terapia. Il pericolo è che tali interferenze possano minare la fiducia dei pazienti, nel momento in cui si rendono conto che alcune decisioni possono essere condizionate da un interesse personale extra professionale.
Sottoporre all’attenzione dei medici italiani queste riflessioni non significa demonizzare i rapporti tra industria e medici, ma sfrondarli dai possibili pericoli, insiti in regole poco chiare e non controllabili.
La correttezza e la trasparenza dei rapporti non potrà che giovare alla nostra immagine di professionisti e a quelle industrie che si caratterizzano per elevati livelli di serietà e rigore.
Tratto da agenziafarmaco.it

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Il campo delle vaccinazioni è tanto appetibile che ovviamente respira a pieni polmoni l'aria che emana dalla piaga del conflitto di interesse.
Infatti il rapporto di Daniel Levinson, ispettore generale del Department of Health and Human Services, riferendosi agli esperti di vaccini dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta, denuncia che gli esperti che hanno partecipato al gruppo di valutazione dei vaccini contro l’influenza e il carcinoma della cervice nel 2007 (vaccino per il papilloma virus), avevano conflitti di interesse che non sono mai stati risolti. Per alcuni di loro sarebbe stato legalmente proibito valutare gli argomenti in discussione, ma lo hanno fatto lo stesso.
L'articolo è stato pubblicato sul New York Times lo scorso 17 dicembre 2009.
Levinson accusa che i centri non sono stati in grado di assicurare che venissero compilati adeguatamente i moduli per confermare che gli esperti non venissero pagati dalle compagnie che avevano qualche interesse sugli argomenti trattati.
Per il 30% non era presente negli archivi dell'agenzia un modulo sui conflitti di interesse che avrebbe dovuto impedire la loro partecipazione agli incontri.
E il 3% ha votato su argomenti per i quali il comitato etico aveva già proibito che esprimessero parere.
E intanto in dirittura di arrivo sul mercato ci sono in gara numerosi vaccini.
Fonte: nograziepagoio.it

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Riguardo del recente Report della IOM (Istitute of medicine) che smentiva il legame vaccini/autismo ho trovato un articolo dove ci sono un paio di link molto interessanti.
C'e' la lista dei 15 membri che hanno partecipato al "Review" della IOM e i loro conflitti d'interesse... ci sono anche dei video.
- Conflict of Interest, Thimerosal in Vaccines and Autism: What Really Happened at IOM Hearing ?

Come ben sappiamo CDC, FDA, IOM, sono pervasi da pesantissimi conflitti d'interesse, ma la cosa ancora piu' grave e' che questi enti hanno una posizione dominante su tutto quell'ambiente "scientifico-politico-mediatico" che poi influenzera' gli altri istituti di tutto il globo.
Chi conosce la storia dell'Aids, sa benissimo di cosa parlo. Un farmaco approvato dall'FDA arriva in Europa con pochissimi "step" e/o ri-valutazioni scientifiche. Accettiamo supinamente i loro dettami come "scientifici". E cosi' ci ritroviamo orde di farmaci sul mercato che non hanno nessuna giustificazione etica o scientifica: vedi il recente caso "antidepressivi inefficaci con tendenza al suicidio"
Guardate questi grafici pubblicati da "The Association of the Brithish Pharmaceutical Industry".

L'America, Bush et Company, gli americani sono vittime tanto quanto noi, impone la propria "scienza" a tutto il mondo, nella stessa maniera in cui ha imposto le sue guerre: con la prepotenza e la propaganda. Gli Ogm sono un altro esempio di propaganda proveniente d'oltre oceano e "tradotta" in Eurolingua.
Scientists Say Administration Distorts Facts - By JAMES GLANZ - New York Times - February 19, 2004
More than 60 influential scientists, including 20 Nobel laureates, issued a statement yesterday asserting that the Bush administration had systematically distorted scientific fact in the service of policy goals on the environment, health, biomedical research and nuclear weaponry at home and abroad.

Nel mondo, dei problemi relativi a questi enti non se ne parla con questa "visione" di diretta connessione e di influenza sul nostro quotidiano
. Sono mesi che in America si dibatte sulla questione Vaccini/Autismo che, a mio parere, coinvolge anche chi in America non vive. La stampa nazionale, cosi' come gli ambienti di ricerca e scientifici, cosi' come medici e operatori sanitari ignorano totalmente queste diatribe, come se nulla stesse succedendo.
Tratto da:
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/06/16/vaccini_e_autismo_il_conflitto_dinteressi_della_iom_e_la_scienza_perduta.htm 

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AIFA: Solo in Italia e come sotto un regime !
La moglie di Sacconi, attuale Ministro del Lavoro, salute e politiche sociali è marito del direttore generale di Farmindustria dottoressa Enrica Giorgetti. 
Quale politica del Farmaco nell'interesse della salute pubblica ?
Per il presidente della Commissione Antonio Tomassini l'audizione avuta, ha fornito elementi di chiarezza importanti, ma non mancano fattori che necessitano di ulteriori approfondimenti, che saranno, dunque, oggetto di ulteriori audizioni di rappresentanti dell'AIFA.
Infine i problemi di possibili conflitti di interesse per il Comitato tecnico scientifico (CTS). "Esistono delle situazioni - sostiene Tomassini - in cui i consulenti potrebbero essere in conflitto di interesse, e ciò non è controllabile".

AIFA, Istituto Superiore di Sanità e  multinazionali del farmaco: relazioni pericolose
Comunicato stampa del 15/11/2007  Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS
Conferenza stampa presso l’ISS in collaborazione con l’associazione che promuove l’uso di psicofarmaci sui bambini: l’ufficio stampa che cura l’evento è l’agenzia di PR di Novartis e Ely Lilly, le due multinazionali che producono i contestati e redditizi psicofarmaci approvati recentemente da AIFA ed ISS. Contestati anche i dati rilasciati nella conferenza stampa: “dati molto contraddittori, ed inoltre nessuna informazione proveniente da queste fonti è indipendente, quindi non può essere considerata credibile”. Dure prese di posizione dal mondo della politica, richiesta sia al Senato che alla Camera un’inchiesta sull’Istituto Superiore di Sanità

Roma - Ci sono tutti gli elementi per un giallo alla John Grisham nella conferenza stampa di questa mattina tenuta dall’ISS e dall’ ”Associazione Italiana Famiglie ADHD”, il gruppo di genitori favorevoli all’uso di psicofarmaci sui bimbi troppo agitati e distratti. In calce all’invito per i giornalisti figura il nome di Chiara Gallarini, come ‘addetta stampa dell’associazione’. Ma una verifica accurata, sullo stile del miglior giornalismo d’inchiesta, ha fatto emergere una sconcertante verità: la professionista in questione è a libro paga della Ketchum (www.ketchum.com - www.ketchum.it).
Cos’è la Ketchum? L’agenzia internazionale di PR e strategie media che in diversi paesi promuove l’immagine e quindi il business di due colossi del farmaco, Novartis ed Ely Lilly, “incidentalmente” produttori rispettivamente di Ritalin® e Strattera®, i due contestati e redditizi psicofarmaci per bambini e tanto promozionati dall’Istituto Superiore di Sanità recentemente approvati in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco che è attualmente sotto verifica da parte della Commissione di Inchiesta sul Servizio Sanitario (Senato) per sospetti conflitti d’interesse. “Si mormorava da tempo di relazioni strette tra questa associazione di genitori particolarmente favorevoli all’uso di questi due psicofarmaci e le due aziende che li producevano - ha dichiarato ai colleghi giornalisti Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il comitato per la farmacovigilanza pediatrica che consorzia centosettanta enti, tra i quali prestigiose università, ordini dei medici ed associazioni socio-sanitarie - quello che è sconcertante e clamoroso è che l’ISS - che come ente pubblico dovrebbe essere assolutamente equidistante - sia invece della partita, ovvero si presti a patrocinare e sostenere questo genere di gravi contaminazioni con il mondo dell’industria farmaceutica. Anzi, in fin dei conti non è per niente sconcertante, dal momento che la modifica in senso più restrittivo dei protocolli per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini è inchiodata al palo da diversi mesi a causa delle reticenze dell’ISS”.
 Immediate e durissime le prese di posizione del mondo della politica, con richieste di verifica sull’operato dell’ISS: l’Onorevole Federica Rossi Gasparrini, Presidente dell’Udeur, ha dichiarato: “L’ISS è un ente normalmente attento, sono davvero meravigliata che si presti a questo genere di operazioni, una scivolata del genere non era proprio opportuna. Sottoporrò il tutto al Ministro Turco nel Question Time”, mentre l’Onorevole Tommaso Pellegrino della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha aggiunto: “Sono indignato da queste notizie, e presenterò subito una interrogazione urgente al Ministro Turco. E’ incredibile come la tutela dei bambini sia sempre più condizionata da grandi interessi finanziari”.
Il Senatore Eufemi, UdC e Segretario del Senato, ha presentato un’interrogazione al Ministro Turco chiedendo una completa verifica dei potenziali conflitti di interesse in seno all’ISS. Poma ha anche contestato i dati rilasciati in conferenza stampa, precisando che: “nessun dato proveniente da queste fonti può essere considerato credibile, in quanto filtrato dall’ufficio stampa delle due multinazionali produttrici. Inoltre sono dati estremamente contradditori: a leggere le loro dichiarazioni passate, soffrirebbero di iperattività il 5% dei bambini italiani ma anche l’1,7%, ma perché no il 4%.
Recentemente hanno gettato nel panico le famiglie italiane, sostenendo che ci sarebbero 10.000 bambini da curare con psicofarmaci in Lombardia e 17.000 in Campania, adesso - astutamente, dopo le recenti polemiche in Parlamento - ridimensionano il fenomeno all’1%, così da far passare inosservate le loro strategie di medicalizzazione del disagio. Strategie che abbiamo già visto negli USA - ha concluso Poma - dove sono letteralmente milioni i bambini in cura con questi due psicofarmaci che sviluppano un giro di affari di diversi miliardi di dollari all’anno: non per niente le agenzie di PR che le elaborano sono le stesse !
 ”Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

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Conflitto di interessi

Le riviste scientifiche sono strumenti di marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche, ed i medici i loro agenti ? 04-12-2003 -

"Forse le riviste scientifiche non sono nient'altro che strumenti di marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche per i propri interessi, e i medici e i ricercatori sono i loro agenti".

Così scriveva Richard Smith, direttore del prestigioso "British Medical Journal", in un articolo apparso lo scorso 25 ottobre sul quotidiano londinese "The Times".

La conclusione un po' pessimista è il frutto di una ricerca sui conflitti di interesse esistenti tra aziende farmaceutiche, medici e giornalisti scientifici, durata quasi 20 anni.

La stessa che Smith ha presentato lo scorso 3 novembre all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) durante il seminario sul tema "La necessità di una ricerca biomedica indipendente". "Charles Nemeroff, della Emory University School of Medicine di Atlanta", ha ricordato Smith, "pubblicò la recensione di uno studio sui disturbi dell'umore apparso lo scorso febbraio sulla rivista 'Nature Neuroscience', dichiarando di non aver alcun conflitto d'interesse".
Tuttavia, va avanti il giornalista anglosassone, "egli era detentore del brevetto di un cerotto al litio che l'articolo menzionava favorevolmente. Era, inoltre, azionista della Corcept Therapeutics, l'azienda che aveva condotto trial con il mefipristone; direttore e presidente, inoltre, dell'advisory board della Cypress Bioscence, produttrice del milnacipran: entrambi i farmaci venivano citati benevolmente nella recensione".

In Italia le cose non vanno certo meglio. Se nella letteratura scientifica non abbiamo traccia di un caso eclatante quanto quello americano è solo perché "nel nostro paese c'è molta omertà e qualora le società scientifiche 'combinino qualche pasticcio' si preferisce non dare rilievo all'evento", afferma Alessandro Liberati, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Proprio allo scopo di testare quanto venga sacrificata l'indipendenza della ricerca nel nostro paese, il Coordinamento per la Integrità della Ricerca Biomedica (Cirb) ha inviato a 99 società medico-scientifiche un questionario per conoscere l'esistenza o meno di regole auto-imposte concernenti l'obbligo di dichiarare, in caso di partecipazione a progetti di ricerca, i possibili conflitti di interessi.
Delle 42 società che hanno compilato il questionario, solo otto hanno ammesso di aver obbligato i propri relatori a dichiarare l'esistenza di un conflitto di interesse all'atto di partecipare a un congresso.

"Le industrie farmaceutiche", dichiara Marco Bobbio, dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, "finanziano più dei 2/3 di tutti i progetti di ricerca realizzati in Italia e alimentano con le loro donazioni il 50 per cento del budget complessivo delle società scientifiche.

Quest'ultime, pur di avere i finanziamenti, sono disposte ad accettare le condizioni, i protocolli, i contratti forniti dalle industrie. Con questo sistema le società perdono terreno sul fronte di una ricerca indipendente e libera da condizionamenti: "molto spesso, prima di pubblicare uno studio, sono obbligate per contratto a presentare preventivamente i risultati allo sponsor, che in alcuni casi ha perfino il potere di bloccare la pubblicazione".

Dal problema del business conflict non sono immuni altre categorie. Soprattutto chi ha il compito di comunicare e divulgare la ricerca. Dei 121 giornalisti scientifici contattati dal Cirb, solo 39 (il 32 per cento del campione totale) ha aderito all'iniziativa, nonostante i ripetuti solleciti.

Il 95 per cento di chi ha risposto è convinto che il problema investa la divulgazione scientifica in generale ma non il proprio operato. Tuttavia, il 38 per cento di chi ha partecipato negli ultimi cinque anni a un congresso organizzato a totale carico di un'azienda farmaceutica ha riconosciuto di essersi sentito condizionato nella redazione dell'articolo di ritorno a casa.

"Il problema", afferma Liberati, "è che il giornalista fa danni materiali non perché metta in tasca chissà quali cifre ma perché viene usato dalle industrie per diffondere certe informazioni.
A differenza della società scientifica, che nei rapporti con lo sponsor probabilmente guadagna migliaia di euro".
 

Come risolvere il problema ?
"La nuova direttiva europea, in vigore in Italia dal gennaio 2004", risponde Liberati, "dovrebbe garantire una maggiore incisività dei comitati etici, gli organismi che per legge hanno il compito di verificare con spirito critico i progetti di ricerca in corso presso aziende e unità ospedaliere". 
Per il resto
il problema è etico: "possono essere stabilite regole o leggi", conclude Bobbio, "ma, fino a quando non ci sarà una disapprovazione sociale da parte della comunità scientifiche e non, il problema non potrà trovare soluzione. Potranno essere stabilite regole e approvate leggi per evitare i conflitti d'interesse. Ma solo quando i soggetti coinvolti, più che dichiarare l'esistenza di un conflitto, si porranno totalmente fuori dal vorticoso circolo del business conflict, questo sarà finalmente spezzato".
By Raffaella Marino - Fonte: galileonet.it
Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre 2003 all’interno del Magazine di Galileo, giornale di scienza e problemi globali, fondato a Roma nel gennaio 1996 da un gruppo di scienziati e giornalisti scientifici.

CONCLUSIONI NdR:
MAI fidarsi degli Enti governativi che si interessano e trattano la salute, per le ormai evidenti prove delle loro COLLUSIONI con le case farmaceutiche.
TUTTI i vaccini (qualsiasi) sono propinati alla popolazione per creare e mantenere il mercato dei malati, per i gravi ed irreversibili danni alla salute dei poveretti che si vaccinano. Essi creano: Intossicazioni, infiammazioni, mutazioni genetiche, gravi malattie handicappanti, allergie, asma, autismo, epilessie,distrofie, sclerosi, cancri, leucemie, ecc ecc.
Altro che salvaguardia della salute dei cittadini, questi enti salvaguardano SOLAMENTE la salute dei fatturati di Big Pharma a discapito della popolazione che IGNORA questi FATTI !

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Negli USA Barack Obama ha annunciato nuovi tagli sui prezzi dei farmaci.
Big Pharma, in fibrillazione per la crisi economica, gli interventi governativi e la concorrenza dei generici, punta il suo obiettivo sui vaccini, in assenza di nuovi farmaci economicamente promettenti a stretto giro di posta.

Così i vaccini sono il nuovo potenziale economico degno di attenzione: aziende come Sanofi-Aventis, Merck, Glaxo SmithKline, sono le industrie farmaceutiche che hanno fatto da padrone in questi anni e che, tra l'altro, hanno anche lanciato vaccini di grande successo programmato come quelli contro il Papilloma virus el lo Pneumococco.
Ma qual è il motivo per il quale i vaccini hanno tale attrattiva per le case farmaceutiche ?
Simon Friend, global pharmaceutical leader della società di consulenza Priceswaterhouse Coopers, ha un'idea ben chiara: attraggono perché non soggetti alla concorrenza dei generici tanto che c'è stata un'impennata di mercato nel 2008.
I guadagni che ruotano intorno ai sieri sono stati di 16 miliardi di dollari e si prevede che nel 2012 si aggireranno intorno ai 22 miliardi.
Quindi se nel futuro prossimo, ci proporranno vaccinazioni di massa, ricordiamoci questa previsione e prima di decidere, riflettiamo sul concetto di vaccinazione elaborato da Roberto Gava, medico ed omeopata, con specializzazione in cardiologia, farmacologia e tossicologia, che si è così espresso in occasione dell'ottavo congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona, nel novembre 2008.
Tratto da: ilserpentedigaleno.blogosfere.it

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Nel 2007 l'UE ha speso 214 milioni di euro in farmaci, pari a 430 euro per cittadino !
Quanto contano i profitti per l'
industria farmaceutica statunitense USA ?
Molto, forse più della salute dei cittadini. Questa volta a dirlo non è Michael Moore, ma lo studio più accurato disponibile sull'argomento, appena pubblicato dalla rivista  PLoS Medicine e realizzato da due studiosi canadesi, il sociologo dell'Università del Québec  Marc-André Gagnon e il medico della York University  Joel Lexchin.

I due hanno analizzato sistematicamente i dati relativi al 2004 provenienti tanto dalle aziende del settore quanto dai medici, e forniti rispettivamente dalla  IMS Health e dalla  CAM Group, due società internazionali di ricerche di mercato in ambito sanitario. L'anno scelto è stato preso in considerazione in quanto è il più recente di cui sia disponibile una fotografia completa di tutte le iniziative promozionali messe in atto dai colossi farmaceutici, compresi convegni sponsorizzati e pubblicità via internet.

I due ricercatori hanno calcolato che negli Stati Uniti, che rappresentano il 43 per cento del mercato farmaceutico mondiale, nell'anno in questione l'investimento pubblicitario ha raggiunto i 57,5 miliardi di dollari (l'equivalente di circa 61mila dollari per ogni medico da convincere a prescrivere un determinato medicinale), cioè quasi il doppio della cifra destinata alla ricerca scientifica indispensabile per rendere un farmaco realmente efficace. E tra il 1998 e il 2004, il numero dei convegni promozionali è più che triplicato, passando da 120mila a 371mila.
La salute dei fatturati prima di tutto, direbbe Moore. In realtà il caso degli Stati Uniti è stato esaminato dai due studiosi in quanto è l'unico Paese di cui siano disponibili i dati riguardanti tutte le principali attività promozionali in campo farmaceutico.
Ma è ancora da dimostrare che la minore trasparenza degli altri celi maggiori virtù.

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La guerra dei farmaci low cost (basso costo)
In Italia i farmaci a basso prezzo non decollano. La Ue accusa: Big Pharma gioca sporco. Per proteggere il mercato e convincere i medici a prescrivere i brand.
Ecco come:
I laboratori Beyer
Mezzo miliardo di euro, almeno. È quanto potremmo risparmiare se utilizzassimo, come fanno gli altri paesi europei, i farmaci a basso costo. Che non vuol dire a minor qualità, ma, semplicemente, prodotti fuori dalla copertura brevettuale; insomma, i cosiddetti generici. Invece, per colpa delle manovre delle aziende, per colpa dei medici e anche un po' per colpa nostra regaliamo a Big Pharma ogni anno una montagna di soldi che poi, lo Stato, è costretto a tagliare da altre parti: ospedali, farmaci innovativi, assistenza agli anziani, e così via.

La faccenda è talmente seria che l'Unione europea ha deciso di correre ai ripari e avviare un'inchiesta sulle ragioni, e talvolta gli illeciti, che impediscono al mercato dei generici di decollare come sarebbe logico che fosse.
Perché, se l'Italia è il fanalino di coda, con un divario spaventoso con gli altri membri della comunità, in tutta l'Unione i low cost arrancano. Le ragioni sono squadernate in un rapporto redatto dagli ispettori della Commissione europea sulla concorrenza: 426 pagine che riportano i risultati preliminari di un'inchiesta nel settore farmaceutico che sarà completata e resa nota nei prossimi mesi.

L'avvio dell'offensiva comunitaria è datato gennaio 2008, quando, a sorpresa, la task force degli ispettori della Commissione è arrivata negli headquarter di multinazionali come GlaxoSmithKline, Pfizer, AstraZeneca, Wyeth, Merck e Sanofi-Aventis per indagare i meccanismi di un mercato che fattura ogni anno oltre 214 miliardi di euro, 430 euro per ogni cittadino europeo nel 2007.
Motivo dell'indagine, con le parole di Neelie Kroes, commissario Ue per la Concorrenza: "Capire perché non vi sia innovazione e perché le alternative generiche più economiche vengano ostacolate. E prendere provvedimenti".
L'iniziativa di Kroes questa volta è a trecentosessanta gradi e riguarda tutti i big, ma già nel 2005 AstraZeneca era stata multata dalla commissione: 60 milioni di euro per aver ostacolato l'ingresso sul mercato del concorrente generico del suo anti ulcera Losec. Secondo gli ispettori europei, la compagnia francese aveva fornito agli uffici brevetti informazioni fuorvianti nascondendo la data di rilascio della prima autorizzazione al commercio per ottenere il prolungamento della protezione.

Che il fuoco di sbarramento di Big Pharma sia sempre più serrato lo dimostra il fatto che dal 2000 al 2007 sono stati messi in commercio 27 generici ogni anno, contro i 40 che arrivavano annualmente nelle farmacie dal 1995 al 1999. Non solo: secondo un'indagine dell'European generics Association, il prodotto low cost ci mette fino a 20 mesi ad arrivare sul mercato dopo la scadenza del brevetto. Neelie Kroes è preoccupata per il mancato risparmio: "Una stima su un campione di farmaci nei 17 paesi membri ha evidenziato che tra il 2000 ed il 2007 i ritardi all'ingresso dei generici sono costati tre miliardi". D'altra parte, pochi hanno interesse a sveltire le procedure e il rapporto europeo lo spiega nel dettaglio.

A partire dagli accordi tra le aziende titolari dei brevetti e quelle pronte a produrre generici per convincerle a temporeggiare, come hanno scoperto gli ispettori della signora Kroes. Come stupirsi, visto che le maggiori industrie di generici sono sorelle delle grandi multinazionale? Sandoz è il braccio generico di Novartis, Winthrop di Sanofi-Aventis, Angenerico dell'italiana Angelini; e la numero uno Pfizer ha un accordo con la regina indiana delle copiatrici, Aurobindo.

È ovvio quindi che i grandi gruppi programmino le uscite di prodotti con criteri di profitto industriale e non di risparmio per i consumatori. Come è ovvio che si battano come leoni per contrastare, invece, le genericiste indipendenti.
E per fare questo non mancano di siglare accordi: l'inchiesta della Commissione ha evidenziato che tra il 2000 ed il 2007 alcune industrie sarebbero state pagate per aspettare a lanciare sul mercato i prodotti generici; 200 contenziosi sono terminati con un accordo economico privato tra cosiddetti 'originator' e genericisti, pagati 200 milioni di euro per restare fuori dal mercato.
By Daniela Condorelli e Daniela Minerva - 16 aprile 2009
Tratto da: larepubblica.it

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Salute e decrescita: demedicalizzare la società - By Valerio Pignatta - 08/01/2009
Fonte: terranauta http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23454

La crescita della medicalizzazione e dell'organizzazione sanitaria ha comportato un aumento spropositato di morti e danneggiati dal sistema medico stesso. Ma è in fondo inevitabile, se pensiamo che le medicine e le cure sono parti integranti del mercato del mito della crescita economica.

Secondo Silvio Garattini solo il 10 per cento dei farmaci ha effetti positivi significativi il sistema sanitario attuale, secondo alcuni autori, è un sistema che causa più malattie di quante riesca a curarne. Illich aveva analizzato in modo profondo la iatrogenesi del sistema medico occidentale già nel 1976. Grazie al pressing pubblicitario delle multinazionali farmaceutiche si è verificato il diffondersi dell'ossessione della salute a tutti i costi e immediata a fronte di uno stato emotivo e psicologico di dipendenza totale da pillole di sintesi, diagnostica e interventi invasivi, il più delle volte, nel lungo periodo, più dannosi che non efficaci1.

In particolare negli Stati Uniti la terza causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è l'uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc).
Sempre negli USA le sole medicine sono la quarta causa di morte comune2. Che non è poco. E non è nemmeno tutto.

Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, noto farmacologo, in un'intervista al Corriere della Sera del 9 dicembre 2003 sostiene che per i risultati di efficacia dei medicinali "le percentuali siano ancora più basse: un risultato veramente significativo lo si ottiene nel 5-10% dei casi [.]. Se ne parla poco ma la realtà è questa. L'infallibilità del farmaco è un mito alimentato solo dall'industria farmaceutica, che molto spesso tace degli effetti collaterali".

Si ricorda che qui non sta parlando un detrattore fanatico dell'igienismo o di altre discipline storicamente in opposizione al sistema dominante medico-scientifico, ma un esponente di tutto rispetto di tale mondo, che dispone nel nostro paese di autorevolezza e credito.
Se il 5-10% è la probabilità di risultati positivi che ci possiamo aspettare da un medicinale, significa che nel 90-95% dei casi esso non funziona. Per non parlare di quando invece regala effetti collaterali di un certo conto.
Ma allora... la medicina "scientifica", il progresso medico, l'aumento della speranza di vita, la ricerca. Quanti concetti di questo genere di cui ci hanno imbottito la testa andrebbero rivisti radicalmente alla luce di queste affermazioni ?
Forse che, semplicemente, regole igieniche e sana e sufficiente alimentazione abbiano fatto il grosso della nostra migliorata situazione sanitaria ?

Possiamo fare altri esempi. "Ancora oggi si ammalano 10 pazienti su 100 che entrano in ospedale e questo anche a causa dell'uso massiccio degli antibiotici". Anche questa affermazione non è dell'uomo della strada di turno ma è di Enrico Magliano presidente  dell'Associazione Microbiologi Italiani dal 1995 al 2003.
Nondimeno, negli ultimi anni ci sono stati aumenti del 30% per TAC, risonanze magnetiche e elettrocardiogrammi (dati della Commissione Finanze della Camera alta4).
La medicalizzazione della società quindi avanza e opera anche a livello di diagnostica.

Tuttavia, una volta informati i pazienti cambiano direzione. In Svizzera, secondo Gianfranco Domenighetti, professore di Economia sanitaria alle Università della Svizzera Italiana (Lugano) e di Losanna e per trentasette anni direttore della Sezione Sanitaria del Dipartimento della Sanità e della Socialità del Cantone Ticino: "il 60% della popolazione (!) [è] disponibile a sottoporsi ad uno screening di assoluta inutilità per  l'identificazione precoce, tramite un test poco sensibile e specifico (tumore marker CA 19.9, di un tumore
raro (cancro al pancreas) e praticamente incurabile (sopravvivenza a 5 anni: 3%). La disponibilità scende al 13,5% quando sono state date ai probandi informazioni sulla poca sensibilità del test (70% di falsi positivi), sull'incidenza della malattia nella popolazione generale (11 casi su 100.000) e sulla sua pratica non curabilità"5.

Le sirene farmaceutiche inducono sovraconsumo di farmaci. Il problema dunque è quello di riuscire a far arrivare le informazioni giuste al maggior numero di persone, zittendo le sirene del sistema farmaceutico che inducono sovraconsumo di farmaci e diagnostica, in funzione di un aumento del business e del guadagno spropositato che ruota attorno al mercato della salute, secondo solo a quello delle armi.

Senza contare quando l'uno entra nell'altro come il caso venuto alla ribalta nel 2007 del Lancet, uno dei maggiori giornali medico-scientifici al mondo, il cui editore, Elsevier, è una delle quattro sezioni di Reed Elsevier che nella Spearhead (altra sezione delle quattro) ha creato una società che si occupa di organizzazione di mostre mercato di armi a livello internazionale ...6

Il ruolo dei medici in questa lotta di senso di responsabilità e consapevolezza è determinante e forse essi dovrebbero, sia a livello collettivo che individuale, iniziare a rivedere la loro posizione e la loro funzione nella società in termini filosofici ed etici.
Il fatto che esista un sistema che guadagna dalla malattia e dalla sofferenza degli individui, non induce certo a pensare che il sistema stesso possa cambiare in altro modo se non un'ipersfruttamento del meccanismo di profitto, così come il mercato economico attuale ci ha insegnato a fare per aumentare le entrate e favorire la crescita dell'azienda in questione e di quello che produce: in questo caso, degli infelici.

Note
1 -  Cfr. Illich, Ivan, Nemesi medica. L'espropriazione della salute, Boroli, Milano, Milano, 2005 e Szasz, Thomas, Farmacrazia, Spirali, Milano, 2005.
2 - Cfr. Cfr. Journal of the American Medical Association, vol. 284, 26 luglio 2000.
3 - "Infezioni: in ospedale si ammalano 10 pazienti su cento", in Libertà, 15 ottobre 2003.
4 - Dusi, Elena, "Italiani, malati immaginari", in La Repubblica, 16 maggio 2004, p. 25. Domenighetti, Gianfranco, Screening: disinformare per convincere, Società Editrice Andromeda, Bologna, 2002, p. 7. Cfr.
5 - Domenighetti, G., Grilli, R., Maggi, J.R., "Does provision of an evidence-based information change public willingness to accept screening test?", in Health Expectations, n. 3, 2000, pp. 145-150.
6 - Redazione (a cura della), "Lancet e il commercio delle armi del suo editore: la Elsevier", in Quaderni acp, vol. 14(3), 2007, p. 103. Si tratta di una rivista dell'Associazione Culturale Pediatri.

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Torino 2008, Italy - La notizia della bufera giudiziaria abbattutasi sull'AIFA non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c'è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
E' il mercato del farmaco, signori. Una storia che in vari stati del mondo fra i quali anche l’Italia, si ripete periodicamente.
Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.

Le multinazionali esercitino forti pressioni sui Governi nel mondo, vedi:
http://society.guardian.co.uk/health/story/0,,2042916,00.html
e più in generale la lobby sui politici da parte delle case farmaceutiche, è ben documentata quanto meno negli USA:
http://projects.publicintegrity.org/rx/report.aspx?aid=985  

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Forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati. Una molecola munita di un'attività terapeutica degna d'attenzione, in media riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 15 anni.
Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad aggirare il problema di fasi di studio e controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento convulso di cavie umane volontarie in paesi del Terzo Mondo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli USA. E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali.

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II profitti delle industrie farmaceutiche sono da capogiro, esempio: la Gsk (Glaxo Smith Kline) ha chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili
Le spese per la ricerca scientifica, in media non superano il 20% dei bilanci aziendali. 
Ma in compenso
ben oltre il 30% del bilancio delle aziende farmaceutiche è utilizzato per “promuovere” i farmaci, presso i medici, laboratori......., ecc.  
Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari, della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it

La notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi prodotti in pianta”, che ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di molecole farmaceutiche.

Commento NdR: questa puo’ essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla produzione di farmaci non di sintesi. Ma quello che questi medici e ricercatori allopati non sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per la mancanza o l’eccedenza di una sostanza…!

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Cosa non si fa per vendere…… Testimonianza di persone che lavorano all’interno di aziende biomedicali:
Nella gestione degli stocks di magazzino c'è una voce che riguarda i "regali" regolarmente codificati e gestiti.
Non solo, i Commerciali ossia quei dipendenti che hanno il compito in azienda di portare a casa gli ordini ed entrano a contatto con Primari di case di cura pubbliche e private, hanno a disposizioni ingenti fondi…….

Da un certo punto di vista possono essere considerati per corruzione, da un altro punto di vista come stimolo all'acquisto da parte del potenziale cliente.
Queste regalie extra bilancio servono a soddisfare fondamentalmente le esigenze di:
- primari ospedalieri - mogli di primari - figli di primari - amici di primari; “mani pulite” vive e vegeta e soprattutto vegeterà in quanto è diventata sfumata la differenza tra corrompere e ricevere un regalo.
Se questo accade per vendere una macchina per emodialisi figuriamoci che razza di business ci può essere dietro la chemio o la radioterapia.

Le multinazionali farmaceutiche dominano il business più redditizio al mondo: quello della malattia. Grazie a un'ondata di fusioni senza precedenti, dieci gruppi farmaceutici si dividono oggi il 50% del mercato mondiale dei medicinali (a maggior beneficio dei loro azionisti).
Ogni volta che prendete una medicina chiedetevi se fa più bene a voi o a loro ?

Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di "Sicko", il nuovo film-documentario di Michael Moore contro l'industria farmaceutica americana, "Big Pharma" (Come l'industria farmaceutica controlla la nostra salute, Einaudi, 2006) di Jacky Law spiega in che modo l'insieme delle multinazionali farmaceutiche più che preoccuparsi della salute e del benessere delle persone pensa a fare soldi a palate.

Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci che costano una fortuna.
Farmaci che cambiano nome e curano patologie diverse, ma sono esattamente gli stessi. Il Prozac, per esempio, che - colorato di rosso e lavanda – è diventato Sarafem, un rimedio contro la sindrome premestruale a un prezzo tre volte superiore. Ricerche e sperimentazioni truccate, sindromi inventate a tavolino come il "disordine d'ansia sociale", lo scandalo dei farmaci anti-AIDS negati ai Paesi del sud per non perderne il monopolio, medici comprati con sovvenzioni da favola, modifiche "cosmetiche" a farmaci già esistenti, i cui effetti diventano dubbi, se non addirittura pericolosi.

Quando Glaxo SmithKline (GSK) è stata sottoposta, in Italia, a una gigantesca inchiesta di polizia che ha coinvolto ben 2.900 medici, a eccezione del British Medical Journal (BMJ) e del Guardian di Londra (13 febbraio 2003), su questo grande scandalo si è scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di GSK Italia e 35 medici sono stati accusati di corruzione; 80 informatori scientifici denunciati per versamenti illegali a favore di medici disposti a prescrivere prodotti della casa piuttosto che gli equivalenti generici. Nel corso dell'inchiesta, la polizia ha scoperto un complesso sistema informatico, denominato Giove (Jupiter), che permetteva ai rappresentanti commerciali della ditta di controllare, attraverso le ricette presentate in farmacia, le prescrizioni dei medici che erano stati pagati. Inoltre, secondo BMJ, 13.000 ore di registrazioni telefoniche dimostrerebbero molto chiaramente quanto stretta fosse la relazione tra il numero delle prescrizioni e la consistenza dei regali ottenuti dai medici: visite «mediche» al Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi, versamenti in contanti fino a 1.500 euro, ecc.

Fonte e resto dell'articolo :
http://www.informatori.it/informatori/bigph.htm
In seguito sono stati tutti assolti…….ecco dimostrata ancora una volta la forza delle multinazionali….

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Shocking Facts About the Pharmaceutical Industry BIG PHARMA
Big drug companies have been accused of putting profits above patients, spinning false PR campaigns and more. Here are some of the most shocking facts about the pharmaceutical industry.

The price of drugs is increasing faster than anything else a patient pays for: The prices of the most heavily prescribed drugs are routinely jacked up, sometimes several times a year. Some medications have a mark-up of 1,000 percent over the cost of their ingredients.

Your doctor may have an ulterior motive behind your prescription: Drug reps often give gifts to convince doctors to prescribe the medications that they represent. These drug reps usually have no medical or science education.

Pharmaceutical companies spend more on marketing than research: Almost twice as much!

Guilty of Medicare fraud: Pharmaceutical companies are being tried in federal courts as a result of their exploitation of Medicare. AstraZeneca had to pay more than $340 million in penalties for coaching doctors to cheat Medicare.

The combined wealth of the top 5 pharmaceutical companies outweigh GNP of sub-Saharan Africa: In fact, the combined worth of the world’s top five drug companies is twice the combined GNP of that entire region.

Americans pay more for prescription meds than anyone else in the world: $200 billion in 2002 alone.

"New" Drugs aren't really new: Two-thirds of “new” prescription drugs are identical to existing drugs or modified versions of them.

Drug companies are taking advantage of underdeveloped countries to perform clinical trials: In developing countries, government oversight is more lax.

For more shocking facts, click the link below.

Sources: Nursing Online Education Database March 27, 2008

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Il BUSINESS dei FARMACI 

Tutte le case farmaceutiche sono diventate dei colossi economici mondiali, che fanno affari nei settori più diversi, dalla chimica alla nutrizione, dai prodotti di bellezza ai prodotti per l'agricoltura e dettano legge ai governi nazionali…..inquinando il Pianeta !

Le industrie farmaceutiche si combattono in tribunale su brevetti, licenze, fette di mercato, e sembrano avere un solo obbiettivo: realizzare profitti finanziari astronomici.

Non a caso, un quotidiano svizzero titola, a proposito del “mercato” della sclerosi a placche, “che vale da 1 a 4 miliardi di dollari (1)”.

(Per ogni malattia esistente si è formulata una statistica sul reddito finanziario annuale che esso può produrre. Queste statistiche sono in mano alle imprese multinazionali dei farmaci  e vaccini - NdR)

Per mantenersi sul mercato mondiale, i laboratori DEVONO ogni anno lanciare simultaneamente negli Stati uniti, in Europa e in Giappone due o tre molecole in grado di incassare dalle vendite oltre un miliardo di dollari (2).

La ricerca del profitto e della competitività necessari per offrire agli azionisti tassi di rendimento del 20-30%, se non addirittura del 40% favorisce pratiche non proprio legali: intesa sui prezzi, formazione di cartelli e sperimentazioni rischiose nel terzo mondo o su popolazioni emarginate e precarie - tossicomani, rifugiati etc. (3).

Alla fine di ottobre del 1999, il presidente Clinton in persona ha accusato i gruppi farmaceutici di gonfiare artificialmente, negli Stati uniti, i prezzi dei farmaci, doppi rispetto a quelli praticati nel vicino Canada.

Questi gruppi si oppongono del resto alla riforma dell'assistenza medica agli anziani (Medicare) per non dover dare conto dei loro prezzi. Un esempio valga per tutti: la società americana Schering-Plough nel 1999 ha realizzato profitti per 2,1 miliardi di dollari.

Fondi pubblici per profitti privati.
Nel 1995, il Massachusetts Institute of Technology (Mit), di Boston, ha scoperto che dei 14 medicinali dell'ultimo quarto di secolo particolarmente interessanti per gli industriali, ben 11 provenivano da ricerche finanziate dallo stato.
Lo Xalatan, per esempio, un collirio per trattare il glaucoma, con un giro di affari pari a 507 milioni di dollari nel 1999, è stato scoperto dalla Columbia University grazie ad un contributo pubblico di quattro milioni di dollari. Sottolineando che per il suo produttore, Pharmacia Corporation, questo medicinale, che ha solo quattro anni di vita, è “oro liquido”, il New York Times commenta: “I contribuenti non hanno ricevuto alcun beneficio finanziario dal loro investimento (4)”.

L'attuale frenesia di megafusioni affonda le sue radici nei profitti finanziari previsti e nell'imminente passaggio al settore pubblico di brevetti molto redditizi (5). Ne è una dimostrazione la fusione, annunciata il 17 gennaio 2000, di Glaxo Wellcome con SmithKline Beecham, numero uno sul mercato mondiale dei farmaci e dei vaccini, di cui questo gigante detiene il 7,3 %, pari a 25 miliardi di dollari di vendite annue.
Ristrutturazioni e licenziamenti (nel 1995, al momento della fusione con Glaxo, Wellcome ha licenziato quasi tutti i suoi 1.600 dipendenti) e offerte pubbliche di acquisto spesso ostili si moltiplicano in un settore ipnotizzato da prospettive di guadagni strabilianti, legati sia alle scoperte nel campo del genoma che alla globalizzazione del commercio. 
Le attività finanziarie delle industrie farmaceutiche sono state peraltro oggetto di un rapporto al Congresso americano, poiché i loro profitti, in costante aumento, vengono tassati meno di quelli delle altre grandi industrie
.

Bisogna considerarlo un male necessario, destinato a finanziare l'innovazione ?

In Francia lo stato ha proceduto nel 1999 alla valutazione di circa 2.663 medicinali sulla base del “servizio sanitario reso”, con lo scopo di ridurre il tasso di rimborso di un centinaio di preparati.
Prescrire, una delle poche riviste mediche francesi, indipendente dai laboratori, dopo aver studiato 223 nuovi medicinali immessi sul mercato, concludeva che solo.…….9 costituivano una vera novità (6).

Allo stesso tempo, Aventis (nato dalla fusione di Rhône-Poulenc e Hoechst) i cui profitti (7% nel 1999) restano assai lontani dal 20% di Merk, Pfizer e Warner-Lambert, tentava di separarsi dal suo centro di ricerca di Romainville, nella regione parigina, e di costruire un'alleanza europea con DuPont.

La mobilitazione dei dipendenti ha bloccato il progetto. Il brevetto sul Losec, il farmaco contro l'ulcera più venduto nel mondo (4,8 miliardi di dollari l'anno) e che costituisce da solo il 40% del giro di affari di AstraZeneca, scade nel corso del 2001.

Da due anni il gruppo anglo-svedese tenta di impedire la commercializzazione delle copie prodotte dal suo concorrente Azupharma - filiale del gruppo svizzero Novartis. Di tribunale in tribunale, dalla Germania all'Australia, le due società hanno intrapreso una battaglia giudiziaria mondiale. Il fatto è che, di regola, quando un generico arriva sul mercato, il medicinale coperto da brevetto subisce un calo delle vendite del 75% in 24 mesi.

Esiste tuttavia il modo di aggirare le difficoltà: innanzi tutto, un produttore può mettere in circolazione il proprio generico esattamente quando scade il suo brevetto, realizzando così profitti sia sul medicinale originale che sulla sua copia.
Inoltre i produttori praticano un'azione di lobby intensiva per prolungare la durata legale dello sfruttamento del loro brevetto.
È il caso, ad esempio, di Schering-Plough, che reclama una proroga di tre anni per lo sfruttamento esclusivo del suo anti allergico Claritin - 2 miliardi di dollari di profitti l'anno - i cui diritti scadono nel 2002. La pillola generica costerebbe circa mezzo dollaro, mentre attualmente il prodotto è venduto a 2,5 dollari.
Per averla vinta
, il gigante americano contribuisce generosamente alle campagne elettorali ed ha aumentato il suo budget di lobbying da 1,9 milioni di dollari nel 1996 a 4,3 milioni nel 2000 (7).
Anche i giganti Warner Lambert e Pfizer si scontrano davanti ai tribunali dello stato del Delaware (Stati uniti) per la loro fusione con American Home Products e lo sfruttamento del brevetto del Lipitor, un ipocolesterolemico che, nel 1999, ha fatto incassare a Pfizer 3,6 miliardi di dollari.

Il Viagra, altra produzione di Pfizer, potrebbe presto trovarsi ad affrontare la concorrenza dei generici: nel novembre del 2000, su richiesta di Eli Lilly, rivale di Pfizer, la giustizia britannica ha decretato la non brevettabilità delle vie biologiche all'erezione.

Questa decisione, affermando che le funzioni biologiche rientrano nell'ambito pubblico, potrebbe avere un grosso peso nel momento in cui l'industria si impegnerà nello sfruttamento delle banche del Dna.

A questo quadro vanno aggiunte le conseguenze più nefaste della globalizzazione.  
La Cina, ad esempio, corre il rischio di subire rappresaglie commerciali per violazione delle norme del commercio internazionale, perché prevede di abbassare per legge i prezzi. Questi rappresentano, infatti, il 60 % del totale della sua spesa sanitaria, contro il 10-15 % della maggior parte dei paesi sviluppati (8).

Tra compagnie farmaceutiche, gestori di ospedali e medici, si è formata una potente associazione, spiega Qiu Renzong, professore di bioetica all'Accademia cinese delle scienze sociali. Noi produciamo medicinali altrettanto efficaci di quelli provenienti dall'estero, ma i medici non li prescrivono più”.

Il New York Times, da parte sua, completa il quadro facendo notare che “gruppi farmaceutici stranieri e fabbricanti di attrezzature mediche pagano gli studi all'estero dei medici cinesi... e procurano loro biglietti aerei e alberghi per assistere a conferenze (9)”.

A fine maggio, a Bruxelles, il Guardian Weekly, dando conto delle attività del Transatlantic Business Dialogue (Tabd) - gruppo di pressione di cui sono membri i 100 maggiori industriali occidentali -, descrive l'impatto di quello che definisce “l missile Cruise della globalizzazione”, protetto da questo gruppo e fondato sul principio “approvato una volta, accettato ovunque”.
Il settimanale londinese cita questo esempio: “Qualche anno fa, Pfizer ha fabbricato valvole cardiache difettose che hanno ucciso 165 pazienti.
L'Europa è naturalmente preoccupata all'idea di dover accettare questa valvola semplicemente perché ha ottenuto la benedizione dell'Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali (10)”.

Allo stesso tempo, American Home Products sborserà quattro miliardi di dollari per risarcire quattromila consumatori che le hanno fatto causa in seguito all'uso di pillole dimagranti che provocano problemi cardiaci.
Gli ambienti affaristici non si interessano alle disposizioni particolari dei singoli Stati su salute o norme di sicurezza, incluse le legislazioni nazionali sugli stabilimenti di produzione di materiale medico - quando non si tratta di vaccini (11).

Quanto al diritto di concorrenza, è ugualmente bistrattato, come dimostra il caso del mercato delle vitamine, esploso nel 1999 e sfociato in una moltitudine di processi - negli Stati uniti ma anche in Australia e in Canada - alcuni dei quali tuttora in corso.
Le multe sono colossali: Pfizer ha accettato di pagare 20 milioni di dollari per violazione della legge anti trust, tra il 1989 e il 1994
.

Tre compagnie farmaceutiche giapponesi (Takeda Chemical, Eisai Co e Daiichi Pharmaceuticals) hanno accettato di dichiararsi colpevoli e di pagare 137 milioni di dollari per accordi sui prezzi e spartizione del mercato mondiale delle vitamine utilizzate sia in campo farmaceutico sia nell'industria alimentare. (12).

Hoffmann-LaRoche, filiale della holding svizzera Roche, ha da parte sua accettato di pagare 500 milioni di dollari di multa e la tedesca Basf  222 milioni di dollari, in previsione di un compromesso con la giustizia americana. Secondo gli inquirenti, gli europei hanno cominciato a cospirare all'inizio del 1991 con i giapponesi.

Gli uni e gli altri si incontravano regolarmente sotto falso nome, “Vitamins Inc”, per spartirsi le zone geografiche e fissare i prezzi e il volume della produzione (13). Le compagnie danneggiate da queste pratiche - come la tedesca Bayer o l'americana Quaker Oats - dovrebbero ricevere extra giudizialmente 1,2 miliardi di dollari di risarcimento per il danno commerciale subito.

Nel momento in cui la genomica apre orizzonti inattesi alla cura della malattie, diventa urgente guidare l'industria farmaceutica verso una maggiore trasparenza e un'etica più rigorosa e fare in modo che la ricerca punti alla salute e al benessere di tutti, e non solo all'andamento delle azioni.

Sommando i costi amministrativi, gli investimenti in marketing e vendita, si ha un ammontare pari in media al 35% del fatturato dei laboratori, cioè il doppio dei budget medi di ricerca e sviluppo !

Note: * Professore universitario, autore di "La pollution invisible" e di "La recherche contre le Tiers Monde" (Presses universitaires de France, Parigi, 1997 e 1993).

(1)  Le Temps, Ginevra, 2 marzo 2000

(2) Le Monde, 10 ottobre 2000.

(3) Le Matin, Ginevra, 27 maggio 2000. Leggere anche la notevole inchiesta in sei puntate del Washington Post, («The Body Hunters», dicembre 2000) sulle sperimentazioni condotte da Pfizer nel 1996 in Nigeria e in altri paesi del terzo mondo. http://washingtonpost.com/wp-dyn/world/issues/bodyhunters/.

(4) The New York Times on the Web, 23 aprile 2000.

(5) Nel 1999, sono scaduti i brevetti di 36 medicinali, le cui vendite annuali raggiungono 1,9 miliardi di dollari.

(6) Prescrire, Parigi, 18 gennaio 2001.

(7) «Profit at any cost» Down to Earth (Delhi), volume 8, n.16, 15 gennaio 2000.

(8) Financial Times, Londra, 1° giugno 2000.

(9) The New York Times on the Web, 19 novembre 1999.

(10) The Guardian Weekly, Londra, 26 maggio 2000.

(11) Si legga «US Request on Vaccines Ignored by Drug Firms», International Herald Tribune, 9 febbraio 2001.

(12) Chemical and Engineering News, 20 settembre 1999.-

(13) The New York Times on the Web, 10 settembre 1999. (Traduzione di G.P.)
Tratto da http://www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Marzo-2001/0103lm18.02.html

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La MAFIA della S
ANITA': OMS, in NORVEGIA RIUNIONE tenuta a PORTE CHIUSE  (segreta perche' ?)
Multinazionali e governi fantoccio (Esempio: Filippine)
Non è da escludere poi che l’eterno conflitto delle truppe governative con la guerriglia del MILF (Fronte Moro di Liberazione) nell’isola di Mindanao, e con la guerriglia comunista nel restante Sud del paese, abbia contenuti non solo religiosi e politici, ma includa pure altre valenze ed altri significati.
Le imposizioni e i condizionamenti operati dalle multinazionali, favoriti dai soliti governi fantoccio e dalla corruzione dilagante, non possono lasciare indifferente la popolazione filippina.
Una tregua ed una pace irraggiungibili, perché prive di prospettive
Non si spiegherebbe altrimenti questa impossibilità cronica di arrivare a un accordo risolutore, alla chiusura di una lotta armata che continua a causare giornalmente morti e feriti da 30 anni a questa parte.
Ogni nuovo governo pone irrealisticamente ai ribelli, come precondizioni per le trattative di pace, il disarmo, la smobilitazione, promettendo in cambio la reintegrazione dei militari ribelli nell’esercito nazionale.
Come si fa a integrarsi in una società così male impostata e così male strutturata come quella filippina, dove le leve del potere sono tutte nelle mani dell’agro-business casaro-macellatorio e di Big-Pharma?
Malessere e politica non sono affatto argomenti slegati

Ma perché coinvolgere le Filippine, paese insulare e lontanissimo dall’Italia?
E che senso ha poi iniziare un articolo parlando di costipazione e di rimedi, per terminarlo parlando di politica internazionale?
Sembrerà paradossale, ma stitichezza e politica, malattie e politica, malessere e politica, mai sono stati così intimamente correlati.
Un intero paese che non riesce a decollare
Parliamo di un paese di 80 milioni di persone brave, belle, operose e civilizzate, con moltissimi suoi lavoratori impegnati all’estero, costretti per legge ad inviare le loro rimesse al Banco Centrale delle Filippine. Un paese che era tra i più avanzati e promettenti dello scacchiere asiatico, negli anni ’70-’80, che erano i tempi di Ferdinando Marcos, e che, nonostante un enorme introito di valuta dagli emigranti, e nonostante le grandi risorse interne in termini di minerali, di prodotti agricoli, di risorse turistiche e forestali, non riesce a sconfiggere la povertà e la criminalità.
Di un paese che non riesce a decollare e fare il salto di qualità, e rimane indietro rispetto a paesi di riferimento e di confronto, come Thailandia, Malaysia, Taiwan e Korea del Sud.
Italia e Filippine sulla stessa precaria imbarcazione
Un paese che fa pensare, per molti aspetti (escluso quello industriale e quello storico) alla nostra Italia, che nonostante i beni storico-artistici, nonostante le risorse turistiche, nonostante la laboriosità dei suoi abitanti, rimane tutto sommato in notevole crisi con un tasso di disoccupazione a doppia cifra.
La realtà è che Italia e Filippine sono vicinissime, pur stando una nella parte boreale e l’altra nella parte australe.Entrambe afflitte da costipazione, da rettocolite e da profonda crisi economico-politica.
Entrambe coinvolte nel libero mercato mondiale.
Libero mercato ? Non ci facciano ridere.
Viviamo colonizzati, diretti e schiavizzati da un monopolio mondiale, da un’oligarchia americana formata da 7 mega-cartelli che hanno letteralmente ucciso il libero mercato.
Siamo tutti nelle mani di sette mega-cartelli americani

Come riporta Alessandra Drago nel suo efficace articolo Sette mega cartelli che uccidono il libero mercato e la nostra sovranità, ogni grande industria in America e nel mondo è gestita più o meno da una manciata di compagnie che sono dotate di una porta girevole azienda-governo.
Chi produce si avvale dei ministri, si avvale dei sindacati, si avvale dei media ed anche dei servizi segreti.
Compagnie che lavorano all’unisono per controllare la direzione dell’economia, della geopolitica, della società e dell’umanità intera.
La Federal Reserve e il suo consorzio di mega-banche fanno di Wall Street il cartello di vertice di tutte le altre piramidi.
Le aziende grosse che invece di fallire vengono premiate per le loro malefatte finanziarie
L’intera economia mondiale è in balia dei manipolatori di moneta.
Un cartello che comprende Goldman Sachs, Bioa-Merrill, JP Morgan-Chase, Wachovia, Wells Fargo e CityBank, tutte rovinate nel crollo finanziario del 2008 e tutte salvate e consolidate al punto di registrare oggi profitti record e di pagare dividendi record ai loro soci.
Too-big-to-fail (Troppo grandi per fallire), è così che vengono infatti chiamate.
Se i comportamenti delinquenziali vengono profumatamente premiati, niente di strano che i lazzaroni si mettano a rifare le stesse manovre e le stesse malandrine speculazioni.
I servizi segreti agli ordini di Monsanto, Billy Gates e Rockefeller

Se passiamo ai servizi segreti e all’intelligence, tutto è in mano alla CIA e all’FBI, oltre che a Scotland Yard. Se qualcosa dovesse minacciare i profitti delle aziende della griglia di controllo, l’intera forza del cartello dell’intelligence viene utilizzata contro il nemico.
La CIA è da sempre coinvolta nel traffico di droga illegale, nella tortura, in attività commerciali di stile clandestino e mafioso.
Gli intrecci tra industria delle armi, energia e agricoltura

Il business della guerra poi è in pieno boom.
Sotto l’ombrello del Pentagono, si muovono la Boeing, la Lockeed Martin, la Northrop Grumman, la General Dynamics, e le inglesi Raytheon e BAE Systems.
Questo gruppo di controllo ha in pugno molti altri settori come Big Energy, Big Pharma, Big Chemicals e anche Big Agribusiness.
La concorrenza è peccato, parola di David Rockefeller
Se andiamo nel campo petrolifero, l’industria dei combustibili risulta tuttora ultra-unificata, con Exxon-Mobil, Chevron, Conoco Phillips, Koch Industries, e non distante la Brithis Petroleum, mentre la Petroleos de Venezuela e la National Iranian Oil Co vengono catalogate come industrie delinquenti, in quanto non allineate.
Pure i giganti della metalmeccanica, tipo Halliburton, Bechtel e General Electric, sono diramazioni piramidali del cartello petrolio/energia, ovvero di Big Oil e Big Gas.
Fu del resto lo stesso David Rockefeller a coniare il concetto La concorrenza è un peccato.
Il duopolio agroalimentare Monsanto-Dupont
Quanto ai cibi, c’è davvero di che tremare.
Il gigante chimico-OGM Monsanto ha il controllo del 90% della soia, del mais e del cotone degli Stati Uniti, sia nel raccolto che nei semi, con una quota di mercato 3 volte superiore al suo concorrente Dupont.

Tutte le altre colture industriali dipendono dai prodotti chimici per l’agricoltura venduti dal duopolio Monsanto-Dupont, incluso le diverse aziende lattiero-casearie.
I grandi monopoli che gestiscono bestiame e pollami, incluso la mega-azienda privata Cargill, dipendono pure dai mangimi di soia e di mais.
L’Archer Daniels Midland imperatore alimentare mondiale, e padrone della FDA
La Archer Daniels Midland (ADM) è la sovrana della trasformazione dei semi oleosi e dei cereali in prodotti utilizzati per alimenti, bevande, per uomini e per animali in tutto il mondo.
Il cartello ADM gestisce un impero alimentare mondiale, e controlla completamente l’USDA e la FDA (l’ente che detta al mondo intero i minimi di vitamina C, di vitamina B12 e di proteine, alterati secondo il proprio interesse e il proprio gradimento).
Una popolazione americana soggiogata dai satrapi della farmacologia
Il cartello di Big Pharma è un conglomerato Euro-Americano che include grandi nomi come Johnson&Johnson, Pfizer, Roche, GlaxoSmithKline, Merck e altri.
Il 25% dei bambini, il 30% degli adolescenti e il 50% degli adulti negli Stati Uniti, assume farmaci su prescrizione.
Il 50% della gente prende senza indugi il vaccino contro l’influenza stagionale, mentre il 76% dei bambini subisce tutte le vaccinazioni raccomandate dalla Sanità Americana.
Infinita fame di danaro e tanta voglia di spaventare la gente
Le aziende farmaceutiche sono addirittura co-proprietarie della FDA e del cartello chimico-agribusiness, e stanno cercando, assieme al Codex Alimentarius europeo, di mandare fuori-mercato e fuori-legge tutti i rimedi naturali basati sulle erbe.
Spinte dal profitto e dal loro enorme appetito per il danaro sporco, guidano in modo arrogante e dichiarato l’OMS, il CDC (inventore dell’AIDS), orchestrando a proprio piacimento la paura e il panico nel mondo intero, rivangando vecchie epidemie come la spagnola (causate da aspirine e farmaci e non dai virus) e inventandone di nuove a getto continuo.
Le fonti di informazione tutte in mano ai cartelli
Anche l’informazione giostra sui cartelli.
Il "Ministero della Verità" americano è costituito da 5 mega-compagnie mediatiche che sono la General Electric, la CBS/Viacom, la Time Warner, la News Corp e la Walt Dysney, e controllano ogni singolo canale radio e tv, oltre che i maggiori quotidiani e riviste.
I loro reparti notizie sono guidati da agenzie di propaganda governativa tipo Reuters e Associated Press, pronte a premere i  loro pulsanti di paura in associazione con la CIA (come lo stesso William Colby, ex-direttore della CIA, ha candidamente rivelato).

La Casa Bianca, i burattini e i sotto-burattini
Le aziende farmaceutiche e il duopolio Monsanto-Dupont sono il vero motore del mondo intero, con gli inquilini della Casa Bianca a fare da fantocci e da burattini, e con gli inquilini dei governi colonizzati a fare da sotto-fantocci e da sotto-burattini.
Finanziando esse ogni canale televisivo mondiale, sono padrone assolute dei media, della pubblicità, delle scuole, dei governi, e delle trasmissioni sui cibi e sulle ricette (in Italia abbiamo Gusto, Cotto e Mangiato, in Filippine e negli altri paesi ne hanno di altre, corrotte, filomacellaie, diseducative, antisalubri e schifiltanti più o meno nella stessa misura).
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo


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AZIENDE FARMACEUTICHEFARMA-TRUFFE
(ANSA) BARI - 28 GEN.
Una richiesta di interdizione dall'attività o, in subordine alla chiusura, la nomina di un commissario giudiziale per salvaguardare i livelli occupazionali é stata chiesta dalla Procura di Bari per otto società farmaceutiche, tra cui alcune multinazionali: Glaxo, Biofutura, Bracco, Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol.
La richiesta è stata avanzata in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Spetterà ora al gip del Tribunale di Bari Chiara Civitano decidere se accogliere la richiesta di misura cautelare all'esito degli interrogatori dei responsabili legali delle otto società.
Ai responsabili legali delle stesse società e, inoltre a quello della Pfizer, è stata notificata anche un'informazione di garanzia. Nell'atto il pm inquirente, Ciro Angelillis, contesta alle nove società per azioni, in alcuni casi di aver omesso il controllo sull'attività dei propri dirigenti e dei loro subordinati a cui sono attribuiti diversi reati in un altro procedimento collegato, riguardante una gigantesca farma-truffa al Servizio sanitario nazionale; in altri casi una fattispecie dolosa di concorso nel reato attribuito a dirigenti, capi area e informatori scientifici di case farmaceutiche accusati (in concorso con farmacisti e medici di famiglia compiacenti) di aver truffato per diverse decine di milioni di euro il Servizio sanitario nazionale.

A quanto si è saputo, per la Pfizer il magistrato non ha chiesto la misura cautelare perché la multinazionale ha prodotto documenti attraverso i quali sostiene di aver modificato, rispetto all'epoca della farma-truffa, i propri moduli organizzativi e di aver allontanato le persone coinvolte.

Per decidere sulla richiesta di interdizione, il giudice ha già fissato le udienze per gli interrogatori che cominceranno a metà febbraio e si concluderanno a metà marzo. Nella sua richiesta il PM non indica il periodo per il quale chiede l'interdizione dall'attività che, in base all'articolo 13 della legge 231/2001, non può essere inferiore a tre mesi e superiore ai due anni.

Per i fatti che riguardano le responsabilità personali degli imputati il PM Angelillis ha fatto notificare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 125 persone (molte delle quali arrestate negli anni scorsi) accusate, a vario titolo, di aver preso parte ad un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale e al falso. L'udienza preliminare si terrà nel maggio prossimo.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200601281728229129/200601281728229129.html

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Le Associazioni internazionali Medicines in Europe Forum (MiEF), Health Action International Europe (HAI), e International Society of Drug Bulletins (ISDB), scrivono una lettera al Presidente Barroso, per reiterare la loro preoccupazione per la proposta di permetere alle industria del farmaco di informare direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne parla.
A che punto sarà l'iter della legge ? Chi deve decidere rifletterà sugli esiti catastrofici di una simile scelta per tutti i cittadini europei ?
La lettera a Barroso: http://tinyurl.com/2f6b3k


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Farmaci, arresti per i falsi test «Pillole pericolose in vendita» 
Torino L'accusa: mazzette per le autorizzazioni. Guariniello: rete vasta e grave : http://tinyurl.com/4poznq

Otto arresti per medicine-truffa, bufera sull'Aifa
TORINO - L'origine ha una data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno un rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti ombre su come l'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, classifica e cataloga i medicinali da immettere
sul mercato : http://tinyurl.com/5cfjw5

"Non cambiare quell'etichetta farò finta di non accorgermene" 
Il documento Nell'ordinanza i dialoghi fra i manager delle case farmaceutiche e i "controllori". Chiesti in tutto una trentina di fermi : http://tinyurl.com/5su4h4

Scandalo farmaci, una talpa in Procura
UNA donna. Probabilmente un pubblico ufficiale in servizio alla procura, a Torino. Una signora che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce informazioni un po' alla volta» : http://tinyurl.com/5jtt6x

"Analisi prive di significato" L'inchiesta parte dall'ateneo
Il retroscena I test di un laboratorio aprono la pista seguita da Guariniello : http://tinyurl.com/6oca9r

Frode sui farmaci, otto arresti 
Sanità e scandali. Inchiesta della Procura di Torino: sul mercato senza controlli prodotti a rischio : http://tinyurl.com/5c3otf

Medicine, tangenti per evitare i controlli
Due anni di indagini, intercettazioni telefoniche e filmati hanno portato ieri in carcere o agli arresti domiciliari sette fra dirigenti dell'Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) e rappresentanti o procuratori di aziende farmaceutiche : http://tinyurl.com/6o5umy

Farmaci e mazzette: arrestati due funzionari dell'Aifa e sei rappresentanti di aziende : http://tinyurl.com/54rv7e

Viaggi premio e mazzette: così le case farmaceutiche "velocizzavano"le medicine.
Come ai tempi di Duilio Poggiolini, il potente direttore generale del ministero della Sanità che, per più di un decennio, si faceva pagare salatamente dalle case farmaceutiche che chiedevano l'autorizzazione per mettere sul mercato nuove medicine : http://tinyurl.com/6ekehh


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Le Pandemie inventate come strategia di "Disease Mongering"? - Nuovi vaccini pandemici per "nuovi malati". Ecco la medicalizzazione della società.
I VACCINI sono l'arma piu' potente per CREARE, mantenere ed AMPLIARE il mercato dei malati
Pandemrix (suina), Prepandrix (aviaria) e Focetria (suina): questi i nomi dei nuovi vaccini pandemici, approvati in Europa nel 2009.
La britannica GlaxoSmithKline e l'elvetica Novartis, ringraziano ovviamente l'Agenzia Europea del Farmaco, (E.M.E.A. "European Medicines Agency") - lo strumento principe nelle mani delle lobbies farmaceutiche - per aver dato il via libera a questi nuovi "veleni".
L'importante decisione è stata presa dal "Comitato per i prodotti medicinali a uso umano" (C.H.M.P. "Commitee for Medicinal Products for Human Use").
Anche se la notizia è recentissima (25 settembre 2009) (1) ed interessa la salute di centinaia di milioni di persone, nessun media ha dato un meritato risalto.

Attenzione perché, non stiamo parlando della ridicola influenza porcina e/o stagionale, o della nuova-vecchia conoscenza: l'aviaria (leggi l'articolo "La Teoria dell'origine virale delle malattie").

Il problema serio infatti non sono le pandemie inventate (Antrace, Sars, Aviaria, Suina, ecc.) dall'establishment medico-scientifico, ma i loro "rimedi": i farmaci-vaccini-veleni.

Non a caso la nostra è un'epoca contrassegnata dal "Disease Mongering", ("mercificazione della malattia", "creazione della malattia"), cioè da quella criminale operazione di Marketing spietato, finalizzata alla creazione vera e propria di malattie (vedi ipercolesterolemia, osteoporosi, malattie epidemiche, pandemie, ecc.) e alla medicalizzazione di aspetti normalissimi della vita (gravidanza, parto, menopausa, vecchiaia, ecc.) con il duplice obiettivo di spacciare e vendere farmaci da una parte e avere il controllo delle persone dall'altro.
Una persona ammalata (anche se oggettivamente è sana) NON è una persona libera. Una persona non libera è facilmente manipolabile.

Come avviene questa "Medicalizzazione della società"?
Il 25 giugno 2005 lo stesso B.J.M. "British Medical Journal" (il giornale della casta dei camici bianchi britannici) lancia l'allarme della «eccessiva medicalizzazione e della continua riduzione dei valori di normalità della pressione arteriosa e del colesterolo».

Cosa significa questo allarme ? Significa che le lobbies del farmaco con il connubio delle istituzioni sanitarie internazionali continuano ad abbassare i valori di "normalità" (pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi, glicemia, densità ossea, ecc.) da una parte, e aumentare gli "Screening di massa" dall'altra, rendendo "malate" milioni di persone, oggettivamente sane !
Queste persone "sane", con la compiacenza/ignoranza dei medici, saranno "curate" con droghe e/o veleni, intossicandole e facendole diventare malate per davvero.

Tecnicamente avviene in 3 passaggi:
1) "PIANO QUANTITATIVO": ABBASSANDO LE SOGLIE
Ecco qualche esempio:
Trigliceridi:
- Valore "normale" a giugno 2003: 200mg/dL (2,3 mmol/L)
- Nuovo valore "normale" (luglio 2003): 150 mg/dL (1,7 mmol/L)

Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano i trigliceridi da 150 mg/dL a 200 mg/dL erano sani, e dal primo luglio malati!

Colesterolo:
- Trattamento se LDL < 115 mg/dL (3 mmol/L) a giugno 2003
- Nuovo parametro se LDL < 100 mg/dL (2,6 mmol/L) a luglio 2003

Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano il colesterolo LDL da 100 mg/dL a 115 mg/dL erano sani, e dal primo luglio invece malati !

Stiamo parlando di decine di milioni di persone !!!

Diabete:
- Valore "normale" se Glucosio < 140 mg/dL (fino al 2000)
- Nuovo parametro se Glucosio <  126 mg/dL (dopo il 2000)

Significa che nell'anno 2000, coloro che avevano il livello di Glucosio da 126 mg/dL a 140 mg/dL erano sani, mentre da capodanno malati !

Lo stesso dicasi per i valori della pressione arteriosa.

2) "PIANO TEMPORALE": DIAGNOSI PRECOCE
Con gli Screening di massa si invitano, mediante la paura e il terrorismo psicologico, persone oggettivamente sane a cercare qualche malattia che nessuno vorrebbe avere.

Un esempio per tutti: la mammografia che i medici all'unisono consigliano e spesso raccomandano di fare alle donne sopra una certa età, serve oppure no?
Ecco cosa dice la conclusione dello studio dell'ufficialissimo Cochrane Collaboration[2] e pubblicato nel "Cochrane Systematic Review" nel 2006.
"Per ogni 2000 donne partecipanti allo screening, 1 avrà, dopo 10 anni, la vita prolungata (1 decesso per tumore al seno evitato rispetto a 2000 donne che non hanno fatto la mammografia).  10 saranno trattate per un tumore al seno in modo non necessario (overtreatment).
Quindi: "0,5 decessi evitati ogni 1000 donne che fanno la mammografia per 10 anni, rispetto a 1000 donne che non si sottopongono allo screening mammografico"
Senza contare i devastanti effetti psicologici dei "falsi positivi" per coloro che eseguono la mammografia: l'esame rivela qualcosa (nodulo, tumore, cancro, ecc.) che in realtà NON c'è.
Su 1000 donne ben 242 avranno appunto una "sospetta diagnosi di cancro al seno non confermate dopo ulteriori esami". (Barrat et al, British Medical Journal 2005). Quindi i "falsi positivi" si aggirano intorno al 24%. Quante di queste donne saranno operate inutilmente? Quante di queste donne, a causa dello "stress da diagnosi", potrà innescare meccanismi psico-fisici ("effetto nocebo") molto pericolosi, dando origine a patologie vere e proprie ?

3) "PIANO QUALITATIVO": NUOVE MALATTIE
In questo caso gli esempi sono così numerosi che per problemi di spazio non è possibile elencarli: osteoporosi, sindrome premestruale, colon irritabile, ecc.
In questa sede c'interessano solo le pandemie, per cui leggiamo cosa effettivamente contengono questi vaccini.
Cosa contiene il "nuovo" vaccino Pandemrix per la suina ?
Documenti ufficiali dell'E.M.E.A. (scaricabili in formato Pdf, vedi note) riportano integralmente la lista dei componenti di questo farmaco - vedi: Contenuto dei Vaccini

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