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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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 Falsificazioni degli Studi Scientifici  +  Ricerca Scientifica  +  Sapevate che  i farmaci..
Falsita' della medicina ufficiale  +  Pubblico Credulone  +  Limiti della ricerca
DENUNCIATO il FARMA-CARTELLO  Come gestire il mercato dei Malati
Aumento del Cancro nei Bambini  +  Aumento anche nei Giovani  +  Inquisizione medica
Farmaci ritirati dal commercio reimmessi  +   Liberta' di Cura negata in Italia +  Bugiardino
INTEGRATORI (Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO  +  Pericolo Farmaci
Marketing dei farmaci e Vaccini  +  Influenza Aviaria  +  Intervista al dr. Rath
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
La Teoria sui germi che generano malattie e' Falsa  +  Norimberga 2  +  Potere e Giustizia
BARONIE, Universita' e MEDICI  +  Medici pagati da case farmaceutiche
Statistiche in campo sanitario

L'Aids e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
Il padre pago' Poggiolini, il figlio l'Aifa
AIFA non controlla farmaci
 

Quanto contano i profitti per l'industria farmaceutica statunitense USA ?
Molto, forse più della salute dei cittadini. Questa volta a dirlo non è Michael Moore, ma lo studio più accurato disponibile sull'argomento, appena pubblicato dalla rivista  PLoS Medicine e realizzato da due studiosi canadesi, il sociologo dell'Università del Québec  Marc-André Gagnon e il medico della York University  Joel Lexchin.

I due hanno analizzato sistematicamente i dati relativi al 2004 provenienti tanto dalle aziende del settore quanto dai medici, e forniti rispettivamente dalla  IMS Health e dalla  CAM Group, due società internazionali di ricerche di mercato in ambito sanitario. L'anno scelto è stato preso in considerazione in quanto è il più recente di cui sia disponibile una fotografia completa di tutte le iniziative promozionali messe in atto dai colossi farmaceutici, compresi convegni sponsorizzati e pubblicità via internet.

I due ricercatori hanno calcolato che negli Stati Uniti, che rappresentano il 43 per cento del mercato farmaceutico mondiale, nell'anno in questione l'investimento pubblicitario ha raggiunto i 57,5 miliardi di dollari (l'equivalente di circa 61mila dollari per ogni medico da convincere a prescrivere un determinato medicinale), cioè quasi il doppio della cifra destinata alla ricerca scientifica indispensabile per rendere un farmaco realmente efficace. E tra il 1998 e il 2004, il numero dei convegni promozionali è più che triplicato, passando da 120mila a 371mila.
La salute dei fatturati prima di tutto, direbbe Moore. In realtà il caso degli Stati Uniti è stato esaminato dai due studiosi in quanto è l'unico Paese di cui siano disponibili i dati riguardanti tutte le principali attività promozionali in campo farmaceutico.
Ma è ancora da dimostrare che la minore trasparenza degli altri celi maggiori virtù.

Torino 2008, Italy - La notizia della bufera giudiziaria abbattutasi sull'AIFA non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c'è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
E' il mercato del farmaco, signori. Una storia che in vari stati del mondo fra i quali anche l’Italia, si ripete periodicamente.
Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.

Le multinazionali esercitino forti pressioni sui Governi nel mondo, vedi:
http://society.guardian.co.uk/health/story/0,,2042916,00.html
e più in generale la lobby sui politici da parte delle case farmaceutiche, è ben documentata quanto meno negli USA:
http://projects.publicintegrity.org/rx/report.aspx?aid=985  

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II profitti delle industrie farmaceutiche sono da capogiro, esempio: 
la Gsk (Glaxo Smith Kline) ha chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili

Le spese per la ricerca scientifica, in media non superano il 20% dei bilanci aziendali. 
Ma in compenso
ben oltre il 30% del bilancio delle aziende farmaceutiche è utilizzato per “promuovere” i farmaci, presso i medici, laboratori......., ecc.  

Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari, della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it

La notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi prodotti in pianta”, che ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di molecole farmaceutiche.

Commento NdR: questa puo’ essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla produzione di farmaci non di sintesi. Ma quello che questi medici e ricercatori allopati non sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per la mancanza o l’eccedenza di una sostanza…!

Cosa non si fa per vendere…… Testimonianza di persone che lavorano all’interno di aziende biomedicali:

Nella gestione degli stocks di magazzino c'è una voce che riguarda i "regali" regolarmente codificati e gestiti.
Non solo, i Commerciali ossia quei dipendenti che hanno il compito in azienda di portare a casa gli ordini ed entrano a contatto con Primari di case di cura pubbliche e private, hanno a disposizioni ingenti fondi…….

Da un certo punto di vista possono essere considerati per corruzione, da un altro punto di vista come stimolo all'acquisto da parte del potenziale cliente.
Queste regalie extra bilancio servono a soddisfare fondamentalmente le esigenze di:
- primari ospedalieri - mogli di primari - figli di primari - amici di primari; “mani pulite” vive e vegeta e soprattutto vegeterà in quanto è diventata sfumata la differenza tra corrompere e ricevere un regalo.

Se questo accade per vendere una macchina per emodialisi figuriamoci che razza di business ci può essere dietro la chemio o la radioterapia.

Le multinazionali farmaceutiche dominano il business più redditizio al mondo: quello della malattia. Grazie a un'ondata di fusioni senza precedenti, dieci gruppi farmaceutici si dividono oggi il 50% del mercato mondiale dei medicinali (a maggior beneficio dei loro azionisti).
Ogni volta che prendete una medicina chiedetevi se fa più bene a voi o a loro ?.

Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di "Sicko", il nuovo film-documentario di Michael Moore contro l'industria farmaceutica americana, "Big Pharma" (Come l'industria farmaceutica controlla la nostra salute, Einaudi, 2006) di Jacky Law spiega in che modo l'insieme delle multinazionali farmaceutiche più che preoccuparsi della salute e del benessere delle persone pensa a fare soldi a palate.

Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci che costano una fortuna.
Farmaci che cambiano nome e curano patologie diverse, ma sono esattamente gli stessi. Il Prozac, per esempio, che - colorato di rosso e lavanda – è diventato Sarafem, un rimedio contro la sindrome premestruale a un prezzo tre volte superiore. Ricerche e sperimentazioni truccate, sindromi inventate a tavolino come il "disordine d'ansia sociale", lo scandalo dei farmaci anti-AIDS negati ai Paesi del sud per non perderne il monopolio, medici comprati con sovvenzioni da favola, modifiche "cosmetiche" a farmaci già esistenti, i cui effetti diventano dubbi, se non addirittura pericolosi.

Quando Glaxo SmithKline (GSK) è stata sottoposta, in Italia, a una gigantesca inchiesta di polizia che ha coinvolto ben 2.900 medici, a eccezione del British Medical Journal (BMJ) e del Guardian di Londra (13 febbraio 2003), su questo grande scandalo si è scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di GSK Italia e 35 medici sono stati accusati di corruzione; 80 informatori scientifici denunciati per versamenti illegali a favore di medici disposti a prescrivere prodotti della casa piuttosto che gli equivalenti generici. Nel corso dell'inchiesta, la polizia ha scoperto un complesso sistema informatico, denominato Giove (Jupiter), che permetteva ai rappresentanti commerciali della ditta di controllare, attraverso le ricette presentate in farmacia, le prescrizioni dei medici che erano stati pagati. Inoltre, secondo BMJ, 13.000 ore di registrazioni telefoniche dimostrerebbero molto chiaramente quanto stretta fosse la relazione tra il numero delle prescrizioni e la consistenza dei regali ottenuti dai medici: visite «mediche» al Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi, versamenti in contanti fino a 1.500 euro, ecc.

Fonte e resto dell'articolo :
http://www.informatori.it/informatori/bigph.htm
In seguito sono stati tutti assolti…….ecco dimostrata ancora una volta la forza delle multinazionali….

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Shocking Facts About the Pharmaceutical Industry BIG PHARMA
Big drug companies have been accused of putting profits above patients, spinning false PR campaigns and more. Here are some of the most shocking facts about the pharmaceutical industry.

The price of drugs is increasing faster than anything else a patient pays for: The prices of the most heavily prescribed drugs are routinely jacked up, sometimes several times a year. Some medications have a mark-up of 1,000 percent over the cost of their ingredients.

Your doctor may have an ulterior motive behind your prescription: Drug reps often give gifts to convince doctors to prescribe the medications that they represent. These drug reps usually have no medical or science education.

Pharmaceutical companies spend more on marketing than research: Almost twice as much!

Guilty of Medicare fraud: Pharmaceutical companies are being tried in federal courts as a result of their exploitation of Medicare. AstraZeneca had to pay more than $340 million in penalties for coaching doctors to cheat Medicare.

The combined wealth of the top 5 pharmaceutical companies outweigh GNP of sub-Saharan Africa: In fact, the combined worth of the world’s top five drug companies is twice the combined GNP of that entire region.

Americans pay more for prescription meds than anyone else in the world: $200 billion in 2002 alone.

"New" Drugs aren't really new: Two-thirds of “new” prescription drugs are identical to existing drugs or modified versions of them.

Drug companies are taking advantage of underdeveloped countries to perform clinical trials: In developing countries, government oversight is more lax.

For more shocking facts, click the link below.

Sources: Nursing Online Education Database March 27, 2008

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Il BUSINESS dei FARMACI 

Tutte le case farmaceutiche sono diventate dei colossi economici mondiali, che fanno affari nei settori più diversi, dalla chimica alla nutrizione, dai prodotti di bellezza ai prodotti per l'agricoltura e dettano legge ai governi nazionali…..inquinando il Pianeta !

Le industrie farmaceutiche si combattono in tribunale su brevetti, licenze, fette di mercato, e sembrano avere un solo obbiettivo: realizzare profitti finanziari astronomici.

Non a caso, un quotidiano svizzero titola, a proposito del “mercato” della sclerosi a placche, “che vale da 1 a 4 miliardi di dollari (1)”.

(Per ogni malattia esistente si è formulata una statistica sul reddito finanziario annuale che esso può produrre. Queste statistiche sono in mano alle imprese multinazionali dei farmaci  e vaccini - NdR)

Per mantenersi sul mercato mondiale, i laboratori DEVONO ogni anno lanciare simultaneamente negli Stati uniti, in Europa e in Giappone due o tre molecole in grado di incassare dalle vendite oltre un miliardo di dollari (2).

La ricerca del profitto e della competitività necessari per offrire agli azionisti tassi di rendimento del 20-30%, se non addirittura del 40% favorisce pratiche non proprio legali: intesa sui prezzi, formazione di cartelli e sperimentazioni rischiose nel terzo mondo o su popolazioni emarginate e precarie - tossicomani, rifugiati etc. (3).

Alla fine di ottobre del 1999, il presidente Clinton in persona ha accusato i gruppi farmaceutici di gonfiare artificialmente, negli Stati uniti, i prezzi dei farmaci, doppi rispetto a quelli praticati nel vicino Canada.

Questi gruppi si oppongono del resto alla riforma dell'assistenza medica agli anziani (Medicare) per non dover dare conto dei loro prezzi. Un esempio valga per tutti: la società americana Schering-Plough nel 1999 ha realizzato profitti per 2,1 miliardi di dollari.

Fondi pubblici per profitti privati Nel 1995, il Massachusetts Institute of Technology (Mit), di Boston, ha scoperto che dei 14 medicinali dell'ultimo quarto di secolo particolarmente interessanti per gli industriali, ben 11 provenivano da ricerche finanziate dallo stato. Lo Xalatan, per esempio, un collirio per trattare il glaucoma, con un giro di affari pari a 507 milioni di dollari nel 1999, è stato scoperto dalla Columbia University grazie ad un contributo pubblico di quattro milioni di dollari. Sottolineando che per il suo produttore, Pharmacia Corporation, questo medicinale, che ha solo quattro anni di vita, è “oro liquido”, il New York Times commenta: “I contribuenti non hanno ricevuto alcun beneficio finanziario dal loro investimento (4)”.

L'attuale frenesia di megafusioni affonda le sue radici nei profitti finanziari previsti e nell'imminente passaggio al settore pubblico di brevetti molto redditizi (5). Ne è una dimostrazione la fusione, annunciata il 17 gennaio 2000, di Glaxo Wellcome con SmithKline Beecham, numero uno sul mercato mondiale dei farmaci e dei vaccini, di cui questo gigante detiene il 7,3 %, pari a 25 miliardi di dollari di vendite annue.
Ristrutturazioni e licenziamenti (nel 1995, al momento della fusione con Glaxo, Wellcome ha licenziato quasi tutti i suoi 1.600 dipendenti) e offerte pubbliche di acquisto spesso ostili si moltiplicano in un settore ipnotizzato da prospettive di guadagni strabilianti, legati sia alle scoperte nel campo del genoma che alla globalizzazione del commercio. 
Le attività finanziarie delle industrie farmaceutiche sono state peraltro oggetto di un rapporto al Congresso americano, poiché i loro profitti, in costante aumento, vengono tassati meno di quelli delle altre grandi industrie
.

Bisogna considerarlo un male necessario, destinato a finanziare l'innovazione ?

In Francia lo stato ha proceduto nel 1999 alla valutazione di circa 2.663 medicinali sulla base del “servizio sanitario reso”, con lo scopo di ridurre il tasso di rimborso di un centinaio di preparati.
Prescrire, una delle poche riviste mediche francesi, indipendente dai laboratori, dopo aver studiato 223 nuovi medicinali immessi sul mercato, concludeva che solo.…….9 costituivano una vera novità (6).

Allo stesso tempo, Aventis (nato dalla fusione di Rhône-Poulenc e Hoechst) i cui profitti (7% nel 1999) restano assai lontani dal 20% di Merk, Pfizer e Warner-Lambert, tentava di separarsi dal suo centro di ricerca di Romainville, nella regione parigina, e di costruire un'alleanza europea con DuPont.

La mobilitazione dei dipendenti ha bloccato il progetto. Il brevetto sul Losec, il farmaco contro l'ulcera più venduto nel mondo (4,8 miliardi di dollari l'anno) e che costituisce da solo il 40% del giro di affari di AstraZeneca, scade nel corso del 2001.

Da due anni il gruppo anglo-svedese tenta di impedire la commercializzazione delle copie prodotte dal suo concorrente Azupharma - filiale del gruppo svizzero Novartis. Di tribunale in tribunale, dalla Germania all'Australia, le due società hanno intrapreso una battaglia giudiziaria mondiale. Il fatto è che, di regola, quando un generico arriva sul mercato, il medicinale coperto da brevetto subisce un calo delle vendite del 75% in 24 mesi.

Esiste tuttavia il modo di aggirare le difficoltà: innanzi tutto, un produttore può mettere in circolazione il proprio generico esattamente quando scade il suo brevetto, realizzando così profitti sia sul medicinale originale che sulla sua copia. Inoltre i produttori praticano un'azione di lobby intensiva per prolungare la durata legale dello sfruttamento del loro brevetto. È il caso, ad esempio, di Schering-Plough, che reclama una proroga di tre anni per lo sfruttamento esclusivo del suo anti allergico Claritin - 2 miliardi di dollari di profitti l'anno - i cui diritti scadono nel 2002. La pillola generica costerebbe circa mezzo dollaro, mentre attualmente il prodotto è venduto a 2,5 dollari.
Per averla vinta, il gigante americano contribuisce generosamente alle campagne elettorali e ha aumentato il suo budget di lobbying da 1,9 milioni di dollari nel 1996 a 4,3 milioni nel 2000 (7)
.
Anche i giganti Warner Lambert e Pfizer si scontrano davanti ai tribunali dello stato del Delaware (Stati uniti) per la loro fusione con American Home Products e lo sfruttamento del brevetto del Lipitor, un ipocolesterolemico che, nel 1999, ha fatto incassare a Pfizer 3,6 miliardi di dollari.

Il Viagra, altra produzione di Pfizer, potrebbe presto trovarsi ad affrontare la concorrenza dei generici: nel novembre del 2000, su richiesta di Eli Lilly, rivale di Pfizer, la giustizia britannica ha decretato la non brevettabilità delle vie biologiche all'erezione.

Questa decisione, affermando che le funzioni biologiche rientrano nell'ambito pubblico, potrebbe avere un grosso peso nel momento in cui l'industria si impegnerà nello sfruttamento delle banche del Dna.
A questo quadro vanno aggiunte le conseguenze più nefaste della globalizzazione.  

La Cina, ad esempio, corre il rischio di subire rappresaglie commerciali per violazione delle norme del commercio internazionale, perché prevede di abbassare per legge i prezzi. Questi rappresentano, infatti, il 60 % del totale della sua spesa sanitaria, contro il 10-15 % della maggior parte dei paesi sviluppati (8).

“Tra compagnie farmaceutiche, gestori di ospedali e medici, si è formata una potente associazione, spiega Qiu Renzong, professore di bioetica all'Accademia cinese delle scienze sociali. Noi produciamo medicinali altrettanto efficaci di quelli provenienti dall'estero, ma i medici non li prescrivono più”.

Il New York Times, da parte sua, completa il quadro facendo notare che “gruppi farmaceutici stranieri e fabbricanti di attrezzature mediche pagano gli studi all'estero dei medici cinesi... e procurano loro biglietti aerei e alberghi per assistere a conferenze (9)”.

A fine maggio, a Bruxelles, il Guardian Weekly, dando conto delle attività del Transatlantic Business Dialogue (Tabd) - gruppo di pressione di cui sono membri i 100 maggiori industriali occidentali -, descrive l'impatto di quello che definisce “l missile Cruise della globalizzazione”, protetto da questo gruppo e fondato sul principio “approvato una volta, accettato ovunque”. Il settimanale londinese cita questo esempio: “Qualche anno fa, Pfizer ha fabbricato valvole cardiache difettose che hanno ucciso 165 pazienti.
L'Europa è naturalmente preoccupata all'idea di dover accettare questa valvola semplicemente perché ha ottenuto la benedizione dell'Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali (10)”.

Allo stesso tempo, American Home Products sborserà quattro miliardi di dollari per risarcire quattromila consumatori che le hanno fatto causa in seguito all'uso di pillole dimagranti che provocano problemi cardiaci.
Gli ambienti affaristici non si interessano alle disposizioni particolari dei singoli Stati su salute o norme di sicurezza, incluse le legislazioni nazionali sugli stabilimenti di produzione di materiale medico - quando non si tratta di vaccini (11).

Quanto al diritto di concorrenza, è ugualmente bistrattato, come dimostra il caso del mercato delle vitamine, esploso nel 1999 e sfociato in una moltitudine di processi - negli Stati uniti ma anche in Australia e in Canada - alcuni dei quali tuttora in corso. Le multe sono colossali: Pfizer ha accettato di pagare 20 milioni di dollari per violazione della legge anti trust, tra il 1989 e il 1994.

Tre compagnie farmaceutiche giapponesi (Takeda Chemical, Eisai Co e Daiichi Pharmaceuticals) hanno accettato di dichiararsi colpevoli e di pagare 137 milioni di dollari per accordi sui prezzi e spartizione del mercato mondiale delle vitamine utilizzate sia in campo farmaceutico sia nell'industria alimentare. (12).

Hoffmann-LaRoche, filiale della holding svizzera Roche, ha da parte sua accettato di pagare 500 milioni di dollari di multa e la tedesca Basf  222 milioni di dollari, in previsione di un compromesso con la giustizia americana. Secondo gli inquirenti, gli europei hanno cominciato a cospirare all'inizio del 1991 con i giapponesi.

Gli uni e gli altri si incontravano regolarmente sotto falso nome, “Vitamins Inc”, per spartirsi le zone geografiche e fissare i prezzi e il volume della produzione (13). Le compagnie danneggiate da queste pratiche - come la tedesca Bayer o l'americana Quaker Oats - dovrebbero ricevere extra giudizialmente 1,2 miliardi di dollari di risarcimento per il danno commerciale subito.

Nel momento in cui la genomica apre orizzonti inattesi alla cura della malattie, diventa urgente guidare l'industria farmaceutica verso una maggiore trasparenza e un'etica più rigorosa e fare in modo che la ricerca punti alla salute e al benessere di tutti, e non solo all'andamento delle azioni.

Sommando i costi amministrativi, gli investimenti in marketing e vendita, si ha un ammontare pari in media al 35% del fatturato dei laboratori, cioè il doppio dei budget medi di ricerca e sviluppo !

Note: * Professore universitario, autore di "La pollution invisible" e di "La recherche contre le Tiers Monde" (Presses universitaires de France, Parigi, 1997 e 1993).

(1)  Le Temps, Ginevra, 2 marzo 2000

(2) Le Monde, 10 ottobre 2000.

(3) Le Matin, Ginevra, 27 maggio 2000. Leggere anche la notevole inchiesta in sei puntate del Washington Post, («The Body Hunters», dicembre 2000) sulle sperimentazioni condotte da Pfizer nel 1996 in Nigeria e in altri paesi del terzo mondo. http://washingtonpost.com/wp-dyn/world/issues/bodyhunters/.

(4) The New York Times on the Web, 23 aprile 2000.

(5) Nel 1999, sono scaduti i brevetti di 36 medicinali, le cui vendite annuali raggiungono 1,9 miliardi di dollari.

(6) Prescrire, Parigi, 18 gennaio 2001.

(7) «Profit at any cost» Down to Earth (Delhi), volume 8, n.16, 15 gennaio 2000.

(8) Financial Times, Londra, 1° giugno 2000.

(9) The New York Times on the Web, 19 novembre 1999.

(10) The Guardian Weekly, Londra, 26 maggio 2000.

(11) Si legga «US Request on Vaccines Ignored by Drug Firms», International Herald Tribune, 9 febbraio 2001.

(12) Chemical and Engineering News, 20 settembre 1999.-

(13) The New York Times on the Web, 10 settembre 1999. (Traduzione di G.P.)

Tratto da http://www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Marzo-2001/0103lm18.02.html

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La MAFIA della S
ANITA': OMS, in NORVEGIA RIUNIONE tenuta a PORTE CHIUSE  (segreta perche' ?)

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AZIENDE FARMACEUTICHE e  FARMA-TRUFFE

(ANSA) BARI - 28 GEN.
Una richiesta di interdizione dall'attività o, in subordine alla chiusura, la nomina di un commissario giudiziale per salvaguardare i livelli occupazionali é stata chiesta dalla Procura di Bari per otto società farmaceutiche, tra cui alcune multinazionali: Glaxo, Biofutura, Bracco, Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol.
La richiesta è stata avanzata in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Spetterà ora al gip del Tribunale di Bari Chiara Civitano decidere se accogliere la richiesta di misura cautelare all'esito degli interrogatori dei responsabili legali delle otto società.
Ai responsabili legali delle stesse società e, inoltre a quello della Pfizer, è stata notificata anche un'informazione di garanzia. Nell'atto il pm inquirente, Ciro Angelillis, contesta alle nove società per azioni, in alcuni casi di aver omesso il controllo sull'attività dei propri dirigenti e dei loro subordinati a cui sono attribuiti diversi reati in un altro procedimento collegato, riguardante una gigantesca farma-truffa al Servizio sanitario nazionale; in altri casi una fattispecie dolosa di concorso nel reato attribuito a dirigenti, capi area e informatori scientifici di case farmaceutiche accusati (in concorso con farmacisti e medici di famiglia compiacenti) di aver truffato per diverse decine di milioni di euro il Servizio sanitario nazionale.

A quanto si è saputo, per la Pfizer il magistrato non ha chiesto la misura cautelare perché la multinazionale ha prodotto documenti attraverso i quali sostiene di aver modificato, rispetto all'epoca della farma-truffa, i propri moduli organizzativi e di aver allontanato le persone coinvolte.

Per decidere sulla richiesta di interdizione, il giudice ha già fissato le udienze per gli interrogatori che cominceranno a metà febbraio e si concluderanno a metà marzo. Nella sua richiesta il pm non indica il periodo per il quale chiede l'interdizione dall'attività che, in base all'articolo 13 della legge 231/2001, non può essere inferiore a tre mesi e superiore ai due anni.

Per i fatti che riguardano le responsabilità personali degli imputati il pm Angelillis ha fatto notificare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 125 persone (molte delle quali arrestate negli anni scorsi) accusate, a vario titolo, di aver preso parte ad un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale e al falso. L'udienza preliminare si terrà nel maggio prossimo.

http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200601281728229129/200601281728229129.html

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Conflitto di interessi

Le riviste scientifiche sono strumenti di marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche, ed i medici i loro agenti ? 04-12-2003 - Fonte: www.galileonet.it

"Forse le riviste scientifiche non sono nient'altro che strumenti di marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche per i propri interessi, e i medici e i ricercatori sono i loro agenti".

Così scriveva Richard Smith, direttore del prestigioso "British Medical Journal", in un articolo apparso lo scorso 25 ottobre sul quotidiano londinese "The Times".

La conclusione un po' pessimista è il frutto di una ricerca sui conflitti di interesse esistenti tra aziende farmaceutiche, medici e giornalisti scientifici, durata quasi 20 anni.

La stessa che Smith ha presentato lo scorso 3 novembre all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) durante il seminario sul tema "La necessità di una ricerca biomedica indipendente". "Charles Nemeroff, della Emory University School of Medicine di Atlanta", ha ricordato Smith, "pubblicò la recensione di uno studio sui disturbi dell'umore apparso lo scorso febbraio sulla rivista 'Nature Neuroscience', dichiarando di non aver alcun conflitto d'interesse".
Tuttavia, va avanti il giornalista anglosassone, "egli era detentore del brevetto di un cerotto al litio che l'articolo menzionava favorevolmente. Era, inoltre, azionista della Corcept Therapeutics, l'azienda che aveva condotto trial con il mefipristone; direttore e presidente, inoltre, dell'advisory board della Cypress Bioscence, produttrice del milnacipran: entrambi i farmaci venivano citati benevolmente nella recensione".

In Italia le cose non vanno certo meglio. Se nella letteratura scientifica non abbiamo traccia di un caso eclatante quanto quello americano è solo perché "nel nostro paese c'è molta omertà e qualora le società scientifiche 'combinino qualche pasticcio' si preferisce non dare rilievo all'evento", afferma Alessandro Liberati, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Proprio allo scopo di testare quanto venga sacrificata l'indipendenza della ricerca nel nostro paese, il Coordinamento per la Integrità della Ricerca Biomedica (Cirb) ha inviato a 99 società medico-scientifiche un questionario per conoscere l'esistenza o meno di regole auto-imposte concernenti l'obbligo di dichiarare, in caso di partecipazione a progetti di ricerca, i possibili conflitti di interessi.
Delle 42 società che hanno compilato il questionario, solo otto hanno ammesso di aver obbligato i propri relatori a dichiarare l'esistenza di un conflitto di interesse all'atto di partecipare a un congresso.

"Le industrie farmaceutiche", dichiara Marco Bobbio, dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, "finanziano più dei 2/3 di tutti i progetti di ricerca realizzati in Italia e alimentano con le loro donazioni il 50 per cento del budget complessivo delle società scientifiche.

Quest'ultime, pur di avere i finanziamenti, sono disposte ad accettare le condizioni, i protocolli, i contratti forniti dalle industrie. Con questo sistema le società perdono terreno sul fronte di una ricerca indipendente e libera da condizionamenti: "molto spesso, prima di pubblicare uno studio, sono obbligate per contratto a presentare preventivamente i risultati allo sponsor, che in alcuni casi ha perfino il potere di bloccare la pubblicazione".

Dal problema del business conflict non sono immuni altre categorie. Soprattutto chi ha il compito di comunicare e divulgare la ricerca. Dei 121 giornalisti scientifici contattati dal Cirb, solo 39 (il 32 per cento del campione totale) ha aderito all'iniziativa, nonostante i ripetuti solleciti.

Il 95 per cento di chi ha risposto è convinto che il problema investa la divulgazione scientifica in generale ma non il proprio operato. Tuttavia, il 38 per cento di chi ha partecipato negli ultimi cinque anni a un congresso organizzato a totale carico di un'azienda farmaceutica ha riconosciuto di essersi sentito condizionato nella redazione dell'articolo di ritorno a casa.

"Il problema", afferma Liberati, "è che il giornalista fa danni materiali non perché metta in tasca chissà quali cifre ma perché viene usato dalle industrie per diffondere certe informazioni.
A differenza della società scientifica, che nei rapporti con lo sponsor probabilmente guadagna migliaia di euro".
 

Come risolvere il problema ?
"La nuova direttiva europea, in vigore in Italia dal gennaio 2004", risponde Liberati, "dovrebbe garantire una maggiore incisività dei comitati etici, gli organismi che per legge hanno il compito di verificare con spirito critico i progetti di ricerca in corso presso aziende e unità ospedaliere". 
Per il resto
il problema è etico: "possono essere stabilite regole o leggi", conclude Bobbio, "ma, fino a quando non ci sarà una disapprovazione sociale da parte della comunità scientifiche e non, il problema non potrà trovare soluzione. Potranno essere stabilite regole e approvate leggi per evitare i conflitti d'interesse. Ma solo quando i soggetti coinvolti, più che dichiarare l'esistenza di un conflitto, si porranno totalmente fuori dal vorticoso circolo del business conflict, questo sarà finalmente spezzato".
By Raffaella Marino
 

Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre 2003 all’interno del Magazine di Galileo, giornale di scienza e problemi globali, fondato a Roma nel gennaio 1996 da un gruppo di scienziati e giornalisti scientifici.

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Le Associazioni internazionali Medicines in Europe Forum (MiEF), Health Action International Europe (HAI), e International Society of Drug Bulletins (ISDB), scrivono una lettera al Presidente Barroso, per reiterare la loro preoccupazione per la proposta di permetere alle industria del farmaco di informare direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne parla.
A che punto sarà l'iter della legge ? Chi deve decidere rifletterà sugli esiti catastrofici di una simile scelta per tutti i cittadini europei ?
La lettera a Barroso:
http://tinyurl.com/2f6b3k


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Farmaci, arresti per i falsi test «Pillole pericolose in vendita» 
Torino L'accusa: mazzette per le autorizzazioni. Guariniello: rete vasta e grave : http://tinyurl.com/4poznq

Otto arresti per medicine-truffa, bufera sull'Aifa
TORINO - L'origine ha una data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno un rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti ombre su come l'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, classifica e cataloga i medicinali da immettere
sul mercato : http://tinyurl.com/5cfjw5

"Non cambiare quell'etichetta farò finta di non accorgermene" 
Il documento Nell'ordinanza i dialoghi fra i manager delle case farmaceutiche e i "controllori". Chiesti in tutto una trentina di fermi : http://tinyurl.com/5su4h4

Scandalo farmaci, una talpa in Procura
UNA donna. Probabilmente un pubblico ufficiale in servizio alla procura, a Torino. Una signora che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce informazioni un po' alla volta» : http://tinyurl.com/5jtt6x

"Analisi prive di significato" L'inchiesta parte dall'ateneo
Il retroscena I test di un laboratorio aprono la pista seguita da Guariniello : http://tinyurl.com/6oca9r

Frode sui farmaci, otto arresti 
Sanità e scandali. Inchiesta della Procura di Torino: sul mercato senza controlli prodotti a rischio : http://tinyurl.com/5c3otf

Medicine, tangenti per evitare i controlli
Due anni di indagini, intercettazioni telefoniche e filmati hanno portato ieri in carcere o agli arresti domiciliari sette fra dirigenti dell'Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) e rappresentanti o procuratori di aziende farmaceutiche : http://tinyurl.com/6o5umy

Farmaci e mazzette: arrestati due funzionari dell'Aifa e sei rappresentanti di aziende : http://tinyurl.com/54rv7e

Viaggi premio e mazzette: così le case farmaceutiche "velocizzavano"le medicine
Come ai tempi di Duilio Poggiolini, il potente direttore generale del ministero della Sanità che, per più di un decennio, si faceva pagare salatamente dalle case farmaceutiche che chiedevano l'autorizzazione per mettere sul mercato nuove medicine : http://tinyurl.com/6ekehh

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