|
L'acqua mostra qualcosa
come una "memoria"
della sua storia, esattamente come per il comportamento
dei materiali ferromagnetici che non può essere
attribuito ad un'ipotetica differenza della composizione
molecolare tra il materiale magnetizzato e quello
normale.
Questa e’ la conclusione viste le ormai ampie evidenze
fisiche e chimiche che dimostrano che l'acqua manifesta
qualcosa di simile all'isteresi.
vedi: Proprieta'
dell'acqua +
Biorisonanza
+
Memoria e risonanza +
Memoria Biologica
+
Cluster dell'acqua
+ Benveniste: La
storia della cosiddetta Bufala +
Risonanza dell'acqua
+
INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi
MORFOGENETICI
Spiegazione fisica del
fenomeno della memoria dell'acqua, facciamo un
esempio:
la memorizzazione dei dati-info sul
silicio avviene in questo modo:
Il
silicio ultrapuro è un
semiconduttore intrinseco (o puro) e può essere
drogato con
arsenico,
fosforo,
gallio o
boro per renderlo più conduttivo e utilizzarlo in
transistor,
pannelli solari o celle solari (solar cells) , e
altre apparecchiature a semiconduttori, che sono
utilizzate in elettronica e altre applicazioni ad alta
tecnologia.
Esistono due tipi di drograggio legati al silicio che
permettono di dare eccesso di elettroni alla banda di
conduzione (semiconduttore di tipo n) o lacune di
elettroni alla banda di valenza (semiconduttore di tipo
p).
Il silicio può essere usato nei
laser per produrre
luce coerente con una lunghezza d'onda di 4560
angstrom.
Ricordiamo che l'acqua e' un OTTIMO conduttore-veicolo
dell'elettromagnetismo.
La memorizzazione avviene solamente quando gli atomi
presenti nella parte si silicio interessata si aggregano
a forma di cluster di coerenza (grappoli), a quel punto
la memoria di superficie del cluster ed i CEM degli
atomi stessi sono in grado di ricevere le info e di
memorizzarle per rilasciarle al momento opportuno.
CM = Un campo magnetico è un
campo vettoriale: associa, cioè, ad ogni punto nello
spazio un
vettore che può variare nel
tempo.
Nell’acqua avviene la stessa cosa, ma il
“supporto” sono i “Cluster”
(*) delle molecole di acqua che si
aggregano e che composti dai relativi atomi in essi
contenuti, a quel punto la memoria di superficie del
cluster ed i CEM degli atomi stessi sono in grado di
ricevere le info e di memorizzarle per rilasciarle al
momento opportuno nel nuovo solvente con il quale quel
tipo di acqua viene ad essere in contatto.
(*)
Con il termine
Cluster,
di diretta derivazione dalla lingua Inglese, si intende
un gruppo; il sostantivo, invariante, viene utilizzato
prevalentemente in ambito scientifico e tecnico.
Nell'ambito scientifico, con il termine cluster
si intende un gruppo di unità simili o vicine tra loro.
Una
delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo,
Journal of Physic, ha pubblicato il lavoro di ricerca
condotto da due gruppi di lavoro distinti, il primo
francese, coordinato dal Prof. Luc Montagnier, Premio
Nobel per la Medicina, con i tecnici e biologi Lavallè e
Aissa, e il secondo tutto italiano, coordinato dal
fisico Prof. Emilio Del Giudice, (IIB, International
Institute for Biophotonics, Neuss, Germany) con Giuseppe
Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di Matematica
ed Informatica, Università di Salerno) e Alberto
Tedeschi, ricercatore (White HB, Milano).
Con questo studio viene dimostrato come alcune
sequenze di DNA
possano indurre segnali elettromagnetici di bassa
frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le
quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del
DNA stesso.
MEMORIA dell’ACQUA
Post in risposta, di uno che finalmente riflette
seriamente sul tema postato (Memoria dell’acqua):
Non riesco a capire in che modo un “qualcosa” diluito in
un liquido, con una maggiore diluizione,
"scompare". Mi sembra matematico pensare che una
cosa piu' diluita, è solo piu' diluita, cio' significa
che abbiamo una quantità X di soluto, una quantità Y di
solvente, la proporzione tra soluto e solvente sta a
x/y. Ora.. se X non esiste, ( cioè nel caso in cui non
ci sia piu' soluto ), questo rapporto è uguale a 0.
La matematica infinitesimale newtoniana insegna
che x/y è uguale a 0 per x e y diversi da 0 se e solo se
y---->infinito, cioè se y è talmente piu' grande
rispetto a x da risultare infinito, una quantità che nel
mondo
dei numeri reali NON ESISTE , ma è possibile
idealizzarla e studiarla ( in teoria ).
Risposta di G. Paolo:
Sono d'accordo con la tua dissertazione; infatti non
scompare, ma la dose anche se infinitesimale rimane a
livello di atomi e per cosi' dire fornisce-rilascia
l’informazione – spin fotonico - al campo fotonico
dell’atomo e l'imprinting alle molecole dell'acqua
(solvente) che formano particolari cluster (grappoli) di
“forma diversa” a seconda del tipo di soluto immesso nel
solvente.
Questa "forma" particolare (dei cluster) imprime la
memoria di se' anche nei CEM degli atomi che compongono
le molecole che appartengono al cluster specializzato
(l'atomo e' un vortice di energia rinchiuso su se stesso
- che memorizza nel suo "campo bioelettronico
l'imprinting del soluto) .
- Ricordo che in un Documentario della TV Svizzera della
Italiana dove si parlava dei sistemi per "Modificare il
livello energetico dell'acqua" usata negli impianti
idroelettrici, si cercava una soluzione per rendere
l'acqua meno corrosiva ai metalli con i quali
veniva in contatto nell'impianto; l'esperto
consulente chiamato trovo' la soluzione facendo
semplicemente passare l'acqua in una specie di ruscello
artificiale dove l'acqua faceva dei “saltelli e dei
mulinelli”: in questo modo l'acqua era molto meno
aggressiva nei confronti dei metalli a valle
dell'impianto idroelettrico, con l'aggiunta di questa
variante del "passaggio dell'acqua nel ruscello
artificiale ".
Come la mettiamo con questa nuova ed efficace possibile
“variante” dell’acqua ?
- La scienziata M. Ennis infatti, nel 2001 volle
ripetere l'esperimento iniziale di Bellaviste in doppio
cieco e sotto controllo per dimostrarne l'infondatezza.
Fu costretta a cambiare idea davanti ai risultati
scientifici, che erano positivi.
Maggiori dettagli si possono trovare qui (non sono
sicuro ma dovrebbe essere lo stesso articolo pubblicato
a suo tempo su New Scientist):
http://lkm.fri.uni-lj.si/xaigor/slo/znanclanki/aboutmem.htm
Purtroppo l'articolo scientifico in questione non è
consultabile online. O meglio, è consultabile ma a
pagamento sul sito della rivista Inflammation Research.
- Nel 2003 il fisico L. Rey ha condotto un altro tipo di
esperimento basato sulla termoluminescenza, pubblicando
i risultati sulla rivista scientifica Physica A: Rey L.
Thermoluminescence of ultra-high dilutions of lithium
chloride and sodium chloride. Physica A 2003, 323, 67-74
L'articolo è disponibile online e consultabile qui:
http://www.vhan.nl/documents/Rey.thermoluminescence.pdf
Questo al momento è il punto in cui si trova la ricerca.
Video su Convegno sulla
Memoria dell'acqua,
omeopatia
(nuove ricerche)
Nuova domanda:
Non consideri il principio di indeterminazione di
Heisemberg e la meccanica quantistica che, in pratica,
ti dicono che essendo i recipienti indistinguibili si
forma una sorta di soluzioni di risonanza nelle quali la
singola molecola ha la stessa probabilità di trovarsi.
Senza contare che la molecola (se chirale) potrebbe
dividersi lungo il suo piano di simmetria, ed ogni metà
di essa potrebbe interagire con il diluente in modo da
ricostruirne virtualmente la metà speculare mancante (il
processo è simile a quello delle eliche del DNA, che si
dividono e ognuna ricostruisce la parte mancante. E'
innegabile che la diluizione infinita sia possibile,
anche se sono d'accordo che non ci sono prove che il
diluente rimanga memorizzato.
Risposta di G.Paolo:
State sempre pensando a che la materia sia solo sostanza
e non anche informazione =energia=frequenze.
Siete sempre su di un "piano" di visione che non
vi permette di comprendere i fenomeni che in realta'
sono piu' complessi: aggiungete a quanto detto in
precedenza anche questo:
- vi e' anche questo altro Fatto: che la molecola
immessa in un solvente rilascia le informazioni di base
(bit informazionali=leggasi frequenze del campo
elettromagnetico degli atomi che la compongono) che essa
contiene nel solvente stesso (si scioglie) ma a cosa e/o
a chi le rilascia ? agli atomi delle molecole del
solvente (acqua in questo caso) e specificatamente agli
atomi che compongono le molecole del solvente e questi
atomi con le molecole alle quali appartengono, danno una
forma particolare a questi grappoli di molecole (clusters).
Questi cluster (agglomerati molecolari) sono stati
"visti" in studi dimostrativi particolari, effettuati
dai prof: Del Giudice + Bistolfi ed altri nel mondo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La meccanica
quantistica potrebbe avere qualcosa a che fare con l'omeopatia.
Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale
presso l'Istituto di Fisica Nucleare di Milano,
non lo nega. Noto per lo studio sulla
fusione
fredda commissionato nel 2001 dal nobel Carlo
Rubbia, allora presidente dell'ENEA, ha anche condotto
ricerche con Giuliano Preparata, deceduto
misteriosamente nel 2000, sul fenomeno della memoria
dell'acqua, nell'ambito della CQED (Coerenza
elettrodinamica quantistica).
Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell'Universo,
in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo
potrebbe dare un fondamento scientifico alla
dinamizzazione omeopatica, in quanto le molecole di
acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata
agli elementi chimici con cui entrano in contatto. [1]
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine
di micron, in cui milioni di molecole oscillano
all'interno di un campo elettromagnetico di tipo
coerente, protetto da legami di idrogeno con entropia
costante all'interno. [2]
Emilio Del Giudice, quando parla di queste cose, sta
evidentemente parlando di fenomeni già noti a Jacques
Benveniste, il medico francese che diluendo una
soluzione contenente anticorpi anti-ige (specificha
proteina prodotta dai globuli bianchi come difesa), si
accorse che superata una certa soglia l'effetto sui
basofili (un particolare tipo di globuli bianchi)
ricominciava ad aumentare. Il principio attivo non
avrebbe dovuto agire per l'esiguo numero di molecole
presenti, ma Benveniste aveva scoperto quello strano
fenomeno che poi chiamò "Memoria
dell'acqua". Questo segnò la sua fine come
scienziato, dato che le
aziende farmaceutiche tagliarono tutti i fondi, i
giornali iniziarono una campagna diffamatoria nei suoi
confronti e nessuno pubblicò più i suoi articoli
scientifici. [3]
Persecuzione ormai famigliare a chi oggi pratica
l'omeopatia per mestiere. Eppure sono molti gli
scienziati o i medici pronti a sostenere l'assoluta
efficacia dell'omeopatia, come potete constatare voi
stessi leggendo l'appello che segue, sottoscritto da
medici e ricercatori.
Tratto da:
http://www.amnco.it/server/universitari.pdf
[1] E. Del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, Physical
Review Letters, 29 agosto 1988
[2] R.Arani, I. Bono, E. Del Giudice, G. Preparata, Int.
J. Of Mod. Phys. (1995) 1813 ed anche G. Preparata QED &
Medicine - Proceedings meeting del 14.12.1999 Univ. Roma
La Sapienza
[3] La mia verità sulla memoria dell'acqua, Jaques
Benveniste
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Comunque, come diceva
Sigmund Freud: La
teoria non impedisce ai fatti di verificarsi.
Al dipartimento di chimica dell'Università Federico II
di Napoli insegna il prof.
Vittorio Elia; mi ha raccontato che quando era
giovane aveva delle idee sperimentali un po' "strane":
Vuoi vedere che forse l'acqua "omeopatica"
ha delle proprietà chimico-fisiche
diverse dall'acqua "normale"?
Cos'è l'acqua omeopatica ? L'omeopatia
è stata fondata da Hahnemann, alla fine del '700, che si
era ispirato, tra l'altro, a visioni alchimistiche,
secondo cui, purificando una sostanza, se ne poteva
estrarre la "quintessenza", che aveva proprietà opposte
alla sostanza stessa. Hahnemann iniziò a fare
esperimenti in cui faceva infusioni di sostanze in acqua
e poi diluiva sempre più queste soluzioni. Nella scienza
è spesso fondamentale l'idea "fantastica", "magica",
"mitica", "religiosa" per condurre a teorie valide. Su
questo punto vi consiglio il bellissimo libro di
Feyerabend "Contro il metodo".
Tra l'altro Hahnemann sperimentò la corteccia di china
per curare la febbre malarica. Perché ? Perché aveva lo
stesso effetto della febbre malarica... Se mangi della
corteccia di china ti viene la febbre. Così nell'ottica
del "simile cura il simile", da cui il termine
"omeopatia", pensò: Vuoi vedere che se dai della
corteccia di china a un malato di malaria, forse gli
passa la febbre ?
E funzionava....
L'acqua "omeopatica" viene fatta così: si diluisce una
sostanza "attiva" in acqua e si scuote ripetutamente il
recipiente ("succussione"); poi si diluisce ancora e si
scuote ancora e così via, molte volte...
Alla fine si arriva a un'acqua praticamente pura
!!Perché il numero di diluizioni successive è tale da
far sì che neanche più una molecola della sostanza
"attiva" sia presente nella boccettina finale !
Ma allora come può essere che quest'acqua possa avere
una struttura chimico-fisico diversa dall'acqua pura ?
Nel paradigma corrente, l'acqua liquida è semplicemente
un insieme di palline molecolari di H2O, che stanno lì,
più o meno vicine, e interagiscono in base a un certo
potenziale; cioè è un modello che è qualcosa di simile a
una polvere che per qualche motivo è liquida....,
inoltre non è chiaro come dal gas si passi per
condensazione al liquido.
C'è in verità un recente modello di acqua che da calcoli
di meccanica quantistica deduce la transizione
gas-liquido per l'acqua ed è stato sviluppato da
Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice. Ebbene sì: gli
stessi della fusione fredda !
Nell'ambito di una teoria fisica ormai standard, l'elettrodinamica
quantistica, hanno trovato certi risultati, in base
ai quali hanno capito perché avviene la fusione fredda e
hanno trovato anche che l'acqua
ha una struttura diversa da
quella normalmente immaginata.
L'acqua, cioè, è costituita da "domini
di coerenza", delle piccole zone molto ordinate un
po' come i domini ferromagnetici in un magnete, inserite
in una matrice disordinata. Questo modello dell'acqua
non è quello attualmente accettato.
Ma, a me personalmente è successo di poter verificare
che, invece, i biofisici, essendosi "dimenticati" del
fatto che, come fisici, devono avere un modello teorico
ben preciso dell'acqua, assumono un modello empirico
dell'acqua che è molto simile a questo ! Lo assumono
perché è quello che funziona in biofisica ! Se lo vai a
dire a un fisico che si occupa di meccanica statistica
dirà:
Questa è una follia ! Siccome non c'è dialogo tra i due
ambiti della fisica, si ignorano tranquillamente, e
ognuno va per i fatti suoi senza troppi problemi...,
invece una persona che per caso vede ambedue le cose, si
incuriosisce e dice: Forse c'è qualcosa sotto....
Tornando al professor Elia.... la sua idea giovanile di
fare esperimenti sull'acqua omeopatica venne
paternamente inibita dal suo maestro che gli disse
qualcosa del tipo: Guarda, se vuoi continuare ad essere
il brillante ricercatore che sei, dimentica questa tua
idea. Lascia perdere. Non è possibile fare esperimenti
di questo genere. E così è stato. E' diventato
professore.
Una carriera normalissima e brillante. Dopodiché qualche
anno fa ha detto: OK Ora sono io che decido e
l'esperimento lo faccio. Quindi si è aspettato una
quindicina d'anni per motivi puramente
inquisitori; non c'era
un motivo realmente scientifico, tranne che, secondo la
teoria, non ci si aspettava risultati interessanti.
Cosa ha trovato il prof. Elia ?
Voi sapete che quando si mescola una sostanza nell'acqua
si produce una
reazione esotermica o endotermica, l'acqua si
raffredda o si riscalda;
in genere si nota poco, ma avviene anche quando
sciogliamo il sale nell'acqua.
Ad ogni sostanza
corrisponde un ben preciso
calore di mescolamento.
Il prof. Elia è un esperto proprio di questo tipo di
misure
calorimetriche. Ed è per questo che ha deciso di
fare delle prove in questo senso.... Ha trovato che
effettivamente il calore di mescolamento dell'acqua
"omeopatica" è sempre
maggiore di quello dell'acqua pura e semplice
!!
Ha già fatto diversi seminari sull'argomento, al
dipartimento di fisica a Napoli, ed in giro...
Ha mandato un articolo a "Nature",
dopo aver fatto molti esperimenti di verifica che non
stesse prendendo lucciole per lanterne. Ma "Nature" nel
1986 aveva avuto un'esperienza scottante con
Jacques Benveniste,
direttore di ricerca di un laboratorio del
CNR francese, in odore di Nobel, tra l'altro, il
quale aveva trovato che un farmaco enormemente diluito
aveva comunque degli effetti biologici; si parlò allora
con gran rumore della "memoria
dell'acqua", appunto come se l'acqua conservasse
memoria della sostanza ospitata in precedenza. Una
commissione, andando a replicare l'esperimento nel suo
laboratorio, con atteggiamento inquisitorio - c'era
anche un famoso prestigiatore - non trovò gli stessi
risultati e senza por tempo in mezzo,
Benveniste fu estromesso
dall'Istituto e dal novero delle persone serie. Per
fortuna ha però continuato a ricercare.
Avrebbe forse fatto meglio a sottolineare la difficoltà
dell'esperimento, come abbiamo visto che sempre accade
con i risultati nuovi e difficili da inserire in uno
schema teorico.
Così "Nature"
ha rifiutato l'articolo al prof. Elia chiedendogli di
approfondire con misure di altro genere. Sono quindi
state effettuate misure di conducibiltà elettrica,
potenziale agli elettrodi, ecc...
Tutte misure molto sensibili, e tutte indicano
chiaramente che l'acqua omeopatica si comporta
sempre in maniera diversa
! Questi dati sperimentali fanno quindi pensare che il
modello attuale dell'acqua è troppo ingenuo. Ed è
probabile che il modello teorico di Giuliano Preparata
ed Emilio Del Giudice possa invece spiegare le cose,
perché tiene conto del
campo elettromagnetico. Altri stanno osservando,
poi, questi domini previsti teoricamente, e già
empiricamente assunti come esistenti dai biofisici...
Insomma molte cose stanno collimando nella stessa
direzione.
Malgrado ciò il
CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul Paranormale e le Pseudoscienze - NdR:
che non CICAPisce nulla...)
non vuole sentire di dati sperimentali ed è
agguerritissimo anche contro l'omeopatia oltre che
contro la fusione fredda.Il presidente del CICAP
Campania, che è un medico, mi ha detto: Se l'omeopatia
funzionasse io straccio la mia laurea. Va bene...
By By Roberto Germano
continua su:
La Scienza
dell'inganno - Scienziati veri o Falso
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La nascita della vita e'
un caso ? pare di no ! - vedi:
Progetto di
Vita
Da recenti scoperte effettuate da studiosi e
ricercatori del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di Milano
(Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza
"spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate
nelle quali le
molecole si collocano in modo regolare; i frammenti
di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando
catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole,
spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra
inequivocabilmente le proprieta' di auto organizzazione
della
materia e potrebbe fornire la prova di cio' che
sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche'
questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo
prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti di
DNA.
Questa ricerca
dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha
insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.)
di avere in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell' acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma
importante, sulla
memoria dell'acqua e sulle sue proprieta'
aggregatrici (cluster
dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nuovi
esperimenti pare lo confermino.
vedi
Messaggi dall'acqua
Questione ancora aperta: esiste la
memoria dell'acqua,
come già alcuni avevano ritenuto, non creduti, in
passato ?
Pare di sì a giudicare dagli ultimi esperimenti del
chimico svizzero Louis Rey, che ha indagato la memoria
dell'acqua sul ghiaccio. Come riferito su Physica A, la
questione non è puramente teorica. Infatti molti seguaci
della medicina omeopatica basano le loro cure su
soluzioni acquose diluitissime di un composto, il
principio attivo della cura.
Senza memoria la presenza effettiva del principio attivo
è così ininfluente che la cura stessa non potrebbe che
essere inefficace.
Per riuscire a districarsi in questa annosa diatriba tra
oppositori e sostenitori della memoria dell'acqua, Roy
ha studiato il ghiaccio con la termoluminescenza. La
tecnica consiste nell'inviare radiazioni al campione e
in seguito misurare il tipo di luce emessa da esso.
Questa viene rivelata su un grafico, tecnicamente noto
come spettro.
La forma dello spettro dipende dal tipo di legami
chimici di cui è composto il solido esaminato.
Roy ha studiato lo spettro del ghiaccio puro e lo ha poi
confrontato con quello di ghiaccio ottenuto raffreddando
soluzioni diluitissime di due sali, il comune sale da
cucina, cloruro di sodio, e il cloruro di litio.
Poiché l'effetto dei sali è quello di stravolgere il
normale reticolo di legami chimici dell'acqua, la tesi
di Roy è che se l'acqua ha memoria allora gli spettri
del ghiaccio puro e di quello ricavato dalle soluzioni
saline anche iper-diluite devono essere diversi.
Ed effettivamente lo scienziato trova che è così.
Allora l'acqua ha memoria anche di una minima quantità
di soluti sciolti in essa ?
I suoi esperimenti non chiudono la questione. C'è chi
obietta che le proprietà chimiche del ghiaccio sono
diverse da quelle dell'acqua, chi sostiene di valutare
la ripetibilità dei suoi risultati sperimentali.
Tratto da
http://www.heramagazine.net/news/newssommario.html
Commento (NdR):
analizzando due fiocchi di neve al microscopio,
risultano diversi uno dall’altro, e c’è anche di più:
sciogliendo separatamente i due fiocchi e
facendologelare nuovamente, si ri-ottengono gli stessi
identici fiocchi.
Questa è memoria, memoria dell’acqua. Infatti
ogni molecola dell’acqua possiede un’identitàgeometrica
originale ed inconfondibile, che la rende unica fra
miliardi di miliardi di altre simili.
Inoltre
recenti scoperte effettuate da studiosi e
ricercatori del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di
Milano (Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la
tendenza "spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto
ordinate nelle quali le
molecole si collocano in modo regolare; i
frammenti di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri
formando catene fisiche piu' lunghe delle singole
molecole, spiega Tommaso Bellini, uno degli autori
dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche'
dimostra inequivocabilmente le proprieta' di auto
organizzazione della
materia e potrebbe fornire la prova di cio'
che sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche'
questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo
prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti
di DNA.
vedi:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/318/5854/1276
+
NAKATA PdF
Questa ricerca
dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha
insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.)
di avere in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell' acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste, nella sua
ricerca primordiale ma importante, sulla memoria
dell'acqua e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster
dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
L'acqua e', come tutta la materia, energia ed e' essa
che e' il solo supporto dello
Spirito
(informazione), ed e' sempre uguale in ogni luogo, ma vi
e' differenza fra Spirito e Spirito, cioe' fra
informazione ed informazione, con la quale viene
"modulata, puo' essere bella o brutta, buona o cattiva,
forte o piano, ecc., .
Ogni informazione modulata nell'acqua fa assume una
speciale "forma" ai cluster; a seconda del tipo di
modulazione che gli si imprime, con il soluto.
Ma l'imprinting ai cluster, dipende anche dal tipo e
dalla quantita' di "soluto" che si immette nel
solvente, in questo caso l'acqua del pianeta. Il soluto
e' tossico (inquinamento dei mari dei fiumi, dei laghi)
quindi l'acqua del pianeta non e' piu' pura qualsiasi
soluto vi si imprime non e' in grado di imprimere piu'
di quanto non facciano gia' i vari soluti TOSSICI.
Poi l'acqua non mantiene all'infinito l'imprinting che
gli si fornisce, nel tempo lo perde...a favore del nuovo
soluto immesso; per poterli mantenere a lungo occorrono
degli stabilizzatori, come si effettua in
Omeopatia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sulla scia
delle scoperte di Benveniste
sulla memoria dell’acqua (pubblicati su
Nature) e quasi in contemporanea con i lavori di
Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che conferma
le intuizioni dello scienziato francese con uno studio
sul sequenziamento del DNA in una soluzione idrica, nel
2011 Stagnaro intraprende degli esperimenti che non solo
confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma
vanno oltre.
L’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può
addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia
onde-frequenze intrise di informazione.
Argomento di grandi discussioni, la memoria dell'acqua è
stata sempre considerata solo una congettura. Infatti,
nessuno ha mai dimostrato che l'acqua è in grado di
mantenere una 'memoria - informazione' di sostanze
disciolte e diluite in modo arbitrario.
Il concetto è stato notoriamente proposto da Jacques
Benveniste (Davenas
et al. 1988) per spiegare il presunto potere
terapeutico dei rimedi omeopatici, che sono preparati di
soluzioni diluite in grado così elevato che nemmeno una
singola molecola della sostanza originale rimane nelle
preparazioni finali. Questo argomento ha affascinato gli
scienziati per decenni (Boulanger et al. 1998, Zhadin et
al. 1998).
A parte i
pensieri degli scienziati del computer, che hanno
cercato di capire in che modo l'acqua possa agire
analogamente ai chip per computer, un tema così
controverso può essere risolto soprattutto in un
raffinato ed affidabile modo clinico, facilmente
riproducibile. Tutte le
cellule viventi
sono composte per il 70%-90% di acqua ed emettono
bio-fotoni che non possono essere visti ad occhio nudo,
ma possono essere misurati con apparecchiature speciali,
o valutati nelle modifiche apportate sulle funzioni dei
sistemi biologici.
Le
cellule comunicano attraverso esplosioni di energia
nella banda elettromagnetica ultravioletta sopra lo
spettro della luce visibile, così come via
neuro-peptidi, presenti in ogni parte del corpo. Queste
emissioni di energia controllano i processi vitali del
corpo.
Per esempio, le cellule sane e cancerose emettono fotoni
di energia abbastanza diversi tra loro, in parallelo con
il loro differente comportamento micro circolatorio.
Possiamo ora raccogliere le frequenze cellulari e
ritrasmetterle attraverso dispositivi quantistici.
Secondo precedenti ricerche cliniche sul mit-DNA
e n-DNA antenna,
nei sistemi biologici, molecole, come i neuro-peptidi,
compresi quelli funzionanti come neurotrasmettitori, e
gli ormoni, agiscono mediante Energia-Informazione,
almeno nella prima delle due fasi
(Stagnaro et al., 2007a).
Al fine di comprendere il significato di
‘Memoria-Informazione’ dell’acqua è utile esaminare
ognuno di questi 2 concetti e poi fonderli insieme:
1) Memoria (l'acqua agisce come un recettore, è in grado
di ricevere le frequenze d'onda e di memorizzarli)
2) Informazione (l'acqua agisce come trasmettitore,
trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate')
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed
elettro-magnetiche dell’acqua sono evidenziate da alcuni
esperimenti, contemporanei, paralleli, ma indipendenti
l’uno dall’altro, che confermano il contributo di
Benveniste.
Un recente lavoro sul DNA, onde e acqua del Nobel per la
Medicina del 2008, Luc Montagnier, (Montagnier
et al., 2011) descrive esperimenti che
mostrano una nuova struttura del DNA e l'induzione dI
onde elettromagnetiche - EMS - in diluizioni di acqua.
Gli autori osservano che avviene una trasmissione di
sequenze di DNA e di informazioni genetiche nell’acqua
attraverso onde elettromagnetiche.
E’ stato chiaramente dimostrato che le nano-strutture
dell’acqua e la loro risonanza elettromagnetica sono in
grado di riprodurre fedelmente le informazioni del
DNA. Questa è un'altra conferma delle proprietà
dell'acqua di ricevere, immagazzinare (memorizzare
informazioni) e trasmettere onde a bassa frequenza.
Recenti esperimenti (Germanov
et al, 2011, comunicazioni personali coi ricercatori
SBQ) mostrano
risultati molto interessanti: sostanze chimiche di
natura organica e non organica, nonché oggetti biologici
emettono onde le cui frequenze sono individuali per ogni
oggetto sostanza ed oggetto biologico, e composti
organici complessi emettono uno spettro di frequenze che
corrisponde con le frequenze delle sostanze che
contengono.
Inoltre, i fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc),
emettono segnali che caratterizzano lo stato del
corpo. La frequenza delle onde combinano con la
frequenza di oscillazione elettromagnetica, e si può
creare una risonanza, emissione di radiazioni,
contenente le frequenze caratteristiche di un oggetto,
le quali possono essere trasferite a distanza insieme
con un segnale elettromagnetico.
Negli esperimenti del team russo di Eugeny Germanov,
sono state evidenziate le grandi proprietà dell'acqua
termale.
Questo fatto è confermato da recenti test SBQ, che
mostrano che l'acqua termale è efficace in termini di
‘blue
therapy’.
Secondo le evidenze sperimentali, forniti dalle ricerche
di alcuni scienziati che collaborano con noi, l'acqua è
in grado di ricevere, conservare e trasmettere 'le
frequenze ondulatorie’ ('memoria-informazione') delle
sostanze disciolte in diluizione arbitrarie, od
assorbite, ad esempio, mediante trasmissione di
frequenze da un apparecchio quantistico, o attraverso le
onde musicali provenienti da una radio.
La SBQ ha
dimostrato per la prima volta clinicamente e
sperimentalmente l'esistenza della
memoria-informazione dell’acqua.
Questa evidenza clinica ha suggerito ulteriori
esperimenti che hanno confermato la possibilità di
trattare anche la
Sindrome da Stanchezza Cronica.
Grazie alla memoria-informazione dell’acqua è possibile
una terapia realmente efficace della CFS, se ciò sarà
confermato su scala sperimentale più ampia.
La memoria-informazione dell’acqua è stata sfruttata
utilizzando acqua energizzata da un dispositivo
quantistico in grado di catturare le frequenze di
farmaci per poi ri-trasmetterle nell'acqua, aprendo
nuove prospettive nell’uso di farmaci, limitando i loro
dosaggi con gli
stessi
risultati terapeutici.
Inoltre, la
valutazione
SBQ dei glicocalici svolge un ruolo centrale al fine
di dimostrare la memoria-informazione dell’acqua.
La SBQ introduce così un nuovo principio:
il
principio di memoria-informazione dell’acqua, che è
il fondamento scientifico per nuovi e successivi
esperimenti ed applicazioni su questo argomento, come
quelli effettuati dal giapponese
Masaru Emoto.
Emoto sostiene che la coscienza umana ha un effetto
sulla struttura molecolare dell’acqua. Le ipotesi del
ricercatore nipponico si sono evolute nel corso degli
anni della sua ricerca.
Inizialmente egli affermava che l’acqua di alta qualità
forma cristalli belli ed intricati, mentre l’acqua di
scarsa qualità ha difficoltà nel formare
cristalli. Secondo Emoto, un cristallo di ghiaccio di
acqua distillata presenta una struttura di base
esagonale senza ramificazioni intricate, ed attraverso
la preghiera, la musica od attaccando parole scritte
ad un recipiente d’acqua si possono ottenere cambiamenti
positivi nei cristalli.
Dal 1999 Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro
dal titolo ‘I messaggi dall’acqua’, che contiene
fotografie di cristalli d'acqua accanto a saggi e a
"parole d'intenti." Dal 1990, Masaru Emoto ha eseguito
una serie di esperimenti osservando l'effetto fisico
della parole, preghiere, musica e ambiente sulla
struttura cristallina dell'acqua. Emoto disse ai suoi
fotografi di scattare foto all’acqua dopo essere stata
esposta a variabili diverse e successivamente congelata,
in modo da formare strutture cristalline.
Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese
riguardanti i mutamenti alla struttura dei cristalli
d’acqua in seguito alla sua esposizione a musica e
canzoni, la SBQ ha creato un interessante test,
denominato ‘Caramel’s experiment’ per verificare
l’ipotesi di feedback di memoria-informazione tra acqua
e musica.
In seguito alle valutazioni e misure SBQ,
l’esperimento di Caramel mostra che la musica
energizza effettivamente l’acqua, e che la
memoria-informazione dell’acqua è realmente esistente.
Inoltre questo esperimento apre nuove prospettive sulla
musicoterapia, e le sue applicazione per l'autismo
infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la
sindrome di Alzheimer e altri disordini cerebrali, la
psicosi, i disturbi dell'umore, i disordini somatoformi
(in particolare la sindrome di dolore cronico), la
sindrome da stanchezza cronica (CFS), i disturbi
alimentari (anoressia nervosa).
Questa evidenza sperimentale dà nuova luce anche per
l'interpretazione del risveglio da coma grazie
all’ascolto di musica e canzoni.
By Sergio Stagnaro
(medico) - Tratto da: sisbq.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Quando si sente parlare
di memoria dell'acqua e dei suoi effetti nella
sperimentazione di Emoto, molto si parla
dell'opportunità di scrivere belle parole sulle nostre
brocche e bottiglie d'acqua, della possibilità di
veicolare acqua informata quale portatrice di nuove
informazioni coerenti e rigeneranti alle nostre cellule,
di esporre parole armoniose nella nostra stanza e, c'è
anche chi le scrive sul proprio corpo, con l'intenzione
di portare sollievo a un disagio fisico o psichico.
In una, tra le domande sopra selezionate, Emoto
specifica una sua considerazione relativa all'effetto
dello slang, del linguaggio in gergo, spesso duro e
negativo.
Tale linguaggio, egli pensa, è alla base di una realtà
conseguentemente creata di maggiore violenza e
aggressività.
Possiamo, allora, ben scrivere nelle nostre brocche le
belle parole "amore e gratitudine", e quanto siamo
coscienti - mi chiedo – di quelle espressioni utilizzate
nel dialogo interiore con noi stessi (e il nostro 70% di
acqua) e a sua volta esteriorizzato con i nostri cari,
collaboratori, vicini ?
Tale verbosità (primo fu il Verbo), stando alla ricerca
di Emoto, ha un'influenza diretta e costante sulla
creazione della realtà. Informare, imparo, equivale a
dare forma. Pensiamo, per esempio, al
cervello, nello
specifico all'area
di Broca e ai suoi circuiti adibiti al linguaggio.
Guarda caso, il
cervello
galleggia !
Dal bel libro La Scienza dell'Invisibile (M. Emoto - M.
Citro, MacroEdizioni, uscita da definire) cito:
"L'introduzione di acqua veicolante informazioni
appropriate può agire sui liquidi organici riportandoli
allo stato coerente" e "Ancora una volta, è coerenza la
parola chiave per comprendere come intensità molto
deboli siano sufficienti a governare complesse funzioni
cellulari."
Lo stesso può valere per le parole di tutti i giorni, il
loro suono-significato intrinseco, l'intento che esse
veicolano e il tono che le caratterizza.
Gli scienziati del
Giudice e Preparata hanno spiegato il fenomeno della
coerenza con la super-radianza ovvero, in parole
semplici, la capacità delle molecole di creare risonanza
vibrando all'unisono.
Se applichiamo tutto questo all'uso del costante dialogo
interno e della parola nella vita quotidiana quale
significato e pregnanza prende il fenomeno della
coerenza-risonanza-radianza nella comunicazione ?
Leggo tra i significati: la coerenza (fisica) è una
proprietà delle onde elettromagnetiche. La coerenza
(etica) corrisponde alla qualità della persona umana. La
coerenza (musica) corrisponde a un accordo armonioso. Ne
cerco il significato per meglio esprimerlo con parole
ordinariamente conosciute. Ho già, come ognuno di noi,
un'esperienza diretta dell'influenza di queste parole -
coerenza risonanza-accordo - sul mio corpo.
E questo mi porta a percepire che un'espressione verbale
provoca coerenza, risonanza, accordo quando è portatrice
di tali qualità.
Fateci caso, ci sono parole che risultano subito, a
orecchio, dissonanti e incoerenti. Questo accade quando
c'è una sorta di stonatura, mancanza di accordo,
percepibile nel tono e anche in una sorta di slittamento
automatico del senso, come se fossero le parole di un
registratore. O per dirla in breve, quando dietro la
bocca che parla non c'è nessuno. Incoerenza papale è,
per esempio, quella delle bugie. Si dice una cosa senza
realtà al posto di un'altra veramente accaduta o in
accadimento.
Si crea un disaccordo, un'assenza di risonanza che vibra
in modo incoerente, oscilla con modalità incoerente
nelle nostre acque interiori e in quelle dell'altro. Ciò
che risuona con il vero produce immediatamente armonia.
È palpabile.
Tali informazioni incoerenti creano a loro volta forme
pensiero e altrettante forme di realtà. Quindi vale la
parola e vale molto l'intento: la vibrazione intrinseca
nella parola e la vibrazione all'unisono con la verità
di chi parla. Diventa allora preziosa l'opportunità di
monitorare consapevolmente il nostro linguaggio,
d'indagare il livello di presenza dietro alla nostra
informazione, ancor di più e a ragione dopo aver visto
le evidenti tracce di memoria che certe parole affidano
all'acqua (e alla nostra acqua interna)
cristallizzate nelle belle immagini coerenti, compatte e
ben formate di certi cristalli o disordinate, disperse e
malformate di altri.
guarda i video sulla memoria dell'acqua di M. Emoto:
http://www.youtube.com/v/Qz4hjGj6Z4k
http://www.youtube.com/v/rXkEWjDkPiE
Dalle domande a Emoto traspare, talvolta, un certo
buonismo, l'opportunità di dire e scrivere parole
buone e belle su dei recipienti d'acqua, di bere
almeno otto bicchieri di acqua ben informata, di
rivolgere belle e semplici preghiere a fiumi, laghi e
specchi d'acqua. Il punto potrebbe sembrare quello di
diventare ben educati, attenti alla salute, interessati
alla cura e alla guarigione. Certo curare le acque del
pianeta con belle parole è importante.
Siamo certi di poterlo fare ignorando la comunicazione
con lo specchio d'acqua che ci
compone ?
Tratto da: Scienza & Conoscenza
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un Fisico conferma:
L’acqua ha una memoria ! (ma
anche il sangue)

Uno scienziato svizzero ha
fatto felici tutti i sostenitori dell'omeopatia,
dimostrando che l'acqua ha un'ottima memoria. È
quindi capace di mantenere il ricordo delle
sostanze che sono state disciolte in essa.

L’omeopatia
è la tecnica della
medicina alternativa più conosciuta e
diffusa nel mondo occidentale. Tuttavia, questa
disciplina è fondata su un principio che non
convince per ora la maggior parte dei medici: il
fatto che l’acqua possegga una specie di
memoria.
In omeopatia, infatti le sostanze attive, per i
farmaci omeopatici, sono sciolti in acqua a
diluizioni molto alte.
Ciò significa che trovare una molecola di
principio attivo nella boccettina di medicinale
omeopatico e’ quasi impossibile.
Tuttavia, le cure omeopatiche funzionano anche
perche’ alle volte, hanno delle
controindicazioni (effetti collaterali di
disturbo) per cui vanno sospese.
Secondo i medici che li preparano, i farmaci
omeopatici funzionano perché l’acqua mantiene la
“memoria” delle sostanze che vi sono state
disciolte.
Per cui non importa quanto sia diluito il principio
attivo omeopatico, l’acqua ne porterà sempre
l’impronta. Ed è proprio questa impronta che
rende l’acqua capace di aiutare a guarire.
Il limite dell’omeopatia
pero’ è questo: l’esistenza della memoria
dell’acqua, infatti, non è mai stata dimostrata
dalla medicina ufficiale in quanto non sono
stati effettuati studi con nuove e piu’ avanzate
tecniche di indagine.
Ci aveva provato qualche anno fa il famoso
immunologo francese Jacques Benveniste, caduto
recentemente in disgrazia (scientificamente
parlando), pare proprio per la irripetibilita’
delle sue ricerche sull’argomento.
Ma dalla Svizzera arrivano ottime notizie per i
sostenitori delle medicine alternative. Il
fisico fisico Luis Rey, pare sia riuscito a
dimostrare la presenza della memoria dell’acqua
con un suo nuovo procedimento tecnico
scientifico.
Il ricercatore elvetico, che
e’ un personaggio insospettabile, ha usato una
tecnica chiamata termoluminescenza, tecnica
impiegata per studiare la struttura molecolare
dei solidi: es. se si illumina una oggetto,
infatti, parte dell’energia luminosa viene
assorbita e poi riemessa dal corpo. Le
caratteristiche della luce emessa sono diverse
da quella che ha colpito l’oggetto, e dipendono
dalla struttura molecolare dell’oggetto stesso.
Definizione della Termo Luminescenza -
Tratto da:
http://www.sapere.it/tca/MainApp
”Luminescenza dovuta a eccitazione termica".
Si verifica in alcune sostanze, fosfori, per riscaldamento lento e graduale a
temperatura molto inferiore a quella richiesta
per l'incandescenza; si origina quando il
materiale contiene determinate impurezze (per
esempio gallio o indio nel solfuro di zinco, che
è un materiale termoluminescente).
Il fenomeno viene spiegato ammettendo che nel
fosforo esistano trappole per elettroni e centri
di luminescenza. Per effetto della radiazione
esterna si creano elettroni liberi, alcuni dei
quali potrebbero, in assenza di riscaldamento,
essere intrappolati anche per lungo tempo con
conseguente fosforescenza; con il riscaldamento
invece l'elettrone può ricevere energia
sufficiente per uscire dalla trappola, andare in
un centro di luminescenza, cedergli la sua
energia e determinare la corrispondente
luminescenza per emissione di radiazione. Il
fenomeno è ben distinto dall'emissione puramente
termica.
In archeologia, la termoluminescenza viene
impiegata per la datazione di reperti fittili
(vasi, mattoni, argilla), sui quali non risulta
efficace la datazione tradizionale con il carbonio 14, più adatta a
materiali organici (legno, ossa, semi ecc.).
Stimolato da un riscaldamento, il campione in esame,
che nella sua storia ha ricevuto radiazioni
ionizzanti dal terreno in cui è stato sepolto,
genera un'emissione di luce. Misurando la
quantità di luce emessa si risale alla dose
radioattiva ricevuta e quindi all'età del
campione”.
Indagine con la luce
Usando la tecnica di analisi
della Termo luminescenza, il ricercatore
svizzero Luis Rey ha studiato il ghiaccio
formato da acqua pura e da alcune miscele di
acqua e sali. Lo spettro di emissione delle
varie soluzioni, che si ottiene al termine
dell’esame per mezzo di un grafico, è molto
diverso.
Questo perché le molecole d’acqua in presenza di un
soluto cambiano il modo in cui sono legate tra
di loro nel ghiaccio; diluendo la soluzione con
la classica procedura omeopatica si ottengono
gli stessi risultati; questa e’ la vera
scoperta del ricercatore Luis Rey.
Egli ha dimostrato che anche se nella “miscela
omeopatica” sono
assolutamente assenti le molecole di sale,
le molecole dell’acqua che ne e’ venuta a
contatto, rispondono alle radiazioni proprio
come se ci fosse ancora molta sostanza disciolta
del sale, cio’ corrisponde proprio a come se
quell’acqua avesse mantenuto il ricordo ovvero
la memoria del sale che aveva contenuto
precedentemente.
Il dibattito e’ di nuovo
aperto con altri punti a favore dell’Omeopatia
I risultati dello studio, non
sono stati ancora pubblicati su di una rivista
scientifica, ma sono stati anticipati nella
rivista New Scientist, hanno comunque già
scatenato un acceso dibattito fra i detrattori e
gli estimatori dell’omeopatia.
Secondo Martin Chaplin, fisico della South Bank
University di Londra, non si tratta di uno
studio convincente. I risultati dello studio del
fisico svizzero, sarebbero il frutto di una
grossolana ed empirica esecuzione degli
esperimenti effettuati.
Di parere opposto è l’esperto francese di
Termoluminescenza prof. Raphael Visocekas:
secondo lo scienziato la procedura sperimentale
di Luis Rey è rigorosa, tanto da essere
facilmente ripetibile in qualunque laboratorio.
Ed è proprio questo che tutti coloro che sono
interessati (pro e/o contro) all’omeopatia
stanno aspettando da tempo: che altri scienziati
ripetano con successo l’esperimento, per capire
se si tratta di una scoperta sensazionale e
definitiva sull’argomento.
vedi
Bibliografia
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Perchè il
bordo dell'acqua in un qualsiasi recipiente tende
a fare un risvolto verso l'alto
?
Lo fa, ma non
"in un qualsiasi recipiente".
La curvatura della superficie del liquido si chiama
“menisco”, e può essere concavo o convesso.
Questo dipende essenzialmente dalla natura del
liquido e da quella del recipiente. L'acqua in un
recipiente di vetro ha un menisco concavo (il
"risvolto verso l'alto") mentre in un recipiente
di plastica il menisco è praticamente inesistente.
Invece ad esempio il mercurio ha quasi sempre menisco
convesso.
Per semplificare qui vedere la cosa come l'azione di due
forze contrastanti, la forza di coesione e quella
di adesione. Le forze di coesione sono quelle che
tendono a tenere unite le molecole del liquido tra
di loro, mentre quelle di adesione sono le forze che
tendono a legare le molecole del liquido con
quelle del solido del recipiente (in gergo
"bagnabilità").
Se le forze di adesione sono maggiori di quelle di
coesione si ha un menisco concavo (il liquido risale le
pareti), viceversa si ha un menisco convesso (il
liquido rifugge alle pareti). Se le forze più o
meno si equivalgono non si ha menisco.
La curvatura del menisco dipende anche dal diametro del
recipiente.
Minore è il diametro e più la curva è accentuata.
By Vitriol – Tratto da it.discussioni.misteri
vedi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tensione_superficiale
Commento NdR: …ma la tensione superficiale da
sola non spiega perche’ una goccia di acqua assume
SEMPRE per esempio, la forma sferica quando si stacca da
rubinetto oppure cade su di una superficie non
assorbente ! evidentemente vi sono altri fattori
coesistenti che interferiscono con la tensione
superficiale.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
The structure of water isn't
certain after all
With
electrons whizzing around at nearly the speed of light
and throwing off infrared radiation and X-rays as though
there's no tomorrow, the cutting-edge Synchrotron
Radiation Laboratory at Stanford University seems to
have little in common with new-age drinks or alternative
medicine.
But that was before plain old water - the most abundant
substance on Earth, the basis of life, a compound whose
structure was probed during Queen Victoria's reign -
turned out to have fooled a long line of scientists.
"It's such a basic question, the structure of water,"
says chemical physicist Anders Nilsson of Stanford.
"It's amazing we don't really understand it."
Dr. Nilsson made a splash,
so to speak, when he and colleagues took a page from
director Michelangelo Antonioni. They planned to use
X-rays generated by the synchrotron, a kind of particle
accelerator, to study chemical bonds in molecules in
water.
But just as the photographer in Antonioni's 1966
existential classic, "Blow-Up," found that the lovers'
tryst he had shot was less interesting than the
background (which contained a man with a gun), so the
scientists found the background water to be where the
action was.
Liquid water, they concluded from the X-ray data, has a
structure totally at odds with what textbooks say and
what scientists have believed for more than a century.
Rather than being a sea of tetrahedrons - little
pyramids with triangular bases, formed when each water
molecule connects to four others - it seems to be an
ocean of rings and chains, with most molecules hooking
up with only two others via strong bonds. As often
happens when the conventional wisdom starts to collapse,
on closer inspection there wasn't much holding it up in
the first place.
The notion that water molecules form pyramids actually
had little empirical support, Dr. Nilsson says:
"Experimental findings have been so sparse that
theoretical work has dominated the field," and the
theory is so inexact "that you can get almost any result
you want just by tweaking" a few numbers. Not everyone
is sold on the rings and chain idea. Just months after
the Stanford team concluded that the pyramid model was
all wet, and in response to it, scientists at the
University of California, Berkeley, announced that water
is too a bunch of tiny pyramids. That brought a testy
response from the Stanford researchers, who disparaged
their rivals' experiment as full of "fundamental
shortcomings" and beset by a "lack of reproducibility."
Although the Berkeley team is sticking to its pyramids,
many scientists are persuaded by the rings and chain.
Overturning the pyramid notion is "an incredibly big
deal," says chemist Giulia Galli of UC Davis, who wasn't
involved in the experiment. She is using a supercomputer
to crank through trillions of quantum calculations to
determine what structure water should have according to
basic principles. This may seem like an esoteric
question, "but different structures (of water) should
behave differently," says Prof. Galli. Because life runs
on water, fathoming its true structure could overturn
key ideas in biology.
That is years away, but marketers are already exploiting
the upheaval in the science of water. Last month, H2Om
LLC of Los Angeles unveiled what it calls "the world's
first 'vibrationally charged' bottled water." Although
H2Om (pronounced H-two-Om, as in the mantra) starts with
conventional spring water, exposure to words on the
bottle's label alters it, says the company: "Love" and
"Perfect Health," the first varieties, each transmits a
"vibrational frequency" that the water absorbs. Each
bottle is supposedly also infused through music (in the
storage room after bottling) and thoughts (from the
person drinking it). The precise science by which the
water retains its desirable new structure even as the
delivery van passes billboards about HIV and graffiti
filled with hate words remains to be worked out.
Fans of homeopathy are also hitching their star to the
water revolution. This largely discredited form of
alternative medicine is based on the belief that
vanishingly small amounts of substances change the
structure of water in a way that makes it therapeutic.
In a new paper, William Tiller, former chairman of
materials science at Stanford, and colleagues argue that
"water can indeed have its properties and hence its
structure changed rather easily." From their review of
more than 100 studies, they conclude that water is "a
'zoo' of mixed sizes of molecules," suggesting "a
potential relevance to homeopathy."
"People have ignored the possibility that liquid water
can have multiple structures," says Rustum Roy, a
materials scientist at Pennsylvania State University and
co-author of the paper in Materials Research
Innovations. "But there is good evidence for
nanostructures." As Prof. Galli suggests, "In a tube
measuring one to two nanometers, holding 60 to 80 water
molecules, interactions with the wall of the tube might
change water's structure."
Few serious scientists are betting on homeopathy, let
alone love-infused water. But as Dr. Nilsson says, "It's
amazing we are so uncertain about the most abundant
substance on Earth. I have a feeling that, with water,
there will be more surprises."
By HomeoCityNews
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della
solvibilità degli inserzionisti del ns.
Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico
ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata la
copia anche parziale dei contenuti, se
non viene citata la fonte |
|
|