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MEMORIA dell’ACQUA e BIOLOGIA DIGITALE

(la storia del dott. Benveniste)

 

Il dott. Beneviste (ora deceduto) è stato interno nel sistema Ospedaliero di Parigi e direttore delle ricerche all’Istituto Nazionale Ricerche Mediche di Francia; è conosciuto a livello mondiale come specialista nei meccanismi dell’allergia e dell’infiammazione.
Si distinse nel 1971 per aver scoperto il fattore di attivazione delle piastrine, mediatore coinvolto in patologie di questo genere (asma). 
La “memoria dell’acqua” ? ……“ancora misteriosa……. ci dice il dr. Benveniste, ma non più del fatto che un composto formato da due gas, possa essere liquido a temperatura e pressioni normali, ma mostri dilatazione quando si raffredda “.
vedi: INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI

Il fenomeno in oggetto (memoria dell’acqua) fu scoperto per caso nel 1984, mentre il dr. Benveniste lavorava  sul sistema ipersensibile (allergico) portando alla luce, nell’alta diluizione dell’acqua nella quale era stata all’inizio diluita una determinata sostanza, che quest’acqua altamente diluita, dava luogo ad una reazione come se fossero ancora presenti le molecole della sostanza originale; quindi l’acqua manteneva una traccia delle molecole presenti all’inizio delle diluizioni.
La reazione della comunità scientifica di allora, fu immediata ed incredula, corsero subito voci di imbroglio ed una commissione di “esperti” fini per affermare che si trattava di un artefatto non faudolento !
Nuove conferme sulla Memoria dell'acqua

Continua in: Memoria Acqua + INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI + Vari livelli di Terreno  + Metabolismo  +  Pompa Sodio-Potassio + Sistema Ontogenetico dei Microbi  +  Nozione di terreno  +  Bioelettronica + Tecniche di Medicina Naturale  +  Tecniche e Terapie naturali

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vedi anche: Medicina Quantistica
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L'AFFAIRE BENVENISTE -  OVVERO: Sulla MEMORIA dell'ACQUA e della SCIENZA
By Roberto Germano - Fisico della materia e amministratore unico della Promete, spin off INFM
 Articolo pubblicato per la prima volta sulla rivista Anthropos & Iatria - Rivista italiana di Studi e ricerche sulle Medicine Antropologiche e di Storia delle Medicine (medicinealtre.it ) anno VIII numero II, pp. 89-91, Riprodotto per gentile concessione dell'autore che ne detiene i diritti. Riproduzione vietata con qualsiasi mezzo.

"Gli uomini hanno per natura più paura della verità che della morte". (S. Kirkegaard)
"Nessun esperimento è riproducibile se uno lo fa con sufficiente incompetenza". (E. Del Giudice)
"Ci sono alcuni che si affannano a far prevalere la propria opinione, specialmente quando non ne hanno una". (R. Germano)

Jacques Benveniste (1935-2004: chi è costui? Nato a Parigi nel 1935, studia medicina e nel ’67 diviene direttore clinico alla Facoltà di Medicina di Parigi; sempre alla fine degli anni ’60 è ricercatore all’Istituto sulla Ricerca sul Cancro del CNRS e poi si occupa di patologia sperimentale in California. Nel 1970 scopre il "Platelet-Activating Factor".
Nel 1978 diviene Direttore di Ricerca INSERM (Istitut National de la Santé Et de la Recherche Médicale) e nel 1980 viene posto a capo dell’unità di Ricerca 200 dell’INSERM: Immunologia delle allergie e delle infiammazioni.
E’ autore di circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali, di cui 26 sul Journal of Immunology.

Il fenomeno esiste
Dopo tutto il polverone che si era sollevato e l’enorme discredito che era stato gettato sulla “memoria dell’acqua”, il direttore dell’INSERM, Philippe Lazare, licenziò la Davenas; e stava quasi per fare altrettanto con Benveniste; ma, invece, preferì saggiamente attendere i risultati di ulteriori esperimenti ripetuti il cui controllo aveva egli stesso affidato all’esperto statistico, prof. Alfred Spira, direttore dell’unità 292 dell’INSERM.
Nel Gennaio 1990, al termine degli esperimenti da lui supervisionati, il prof. Spira si è così espresso:
"Il fenomeno esiste, gli esperimenti hanno dato risultati positivi e tuttavia, benché sia stata seguita una metodologia corretta, i risultati appaiono strani dal punto di vista statistico. E’ un fatto che non riesco a capire né a spiegarmi".

Ben 9 anni dopo, uno studio effettuato in parallelo in 4 laboratori indipendenti sparsi per l’Europa (Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda) - mentre il coordinamento la codificazione, la randomizzazione e l’elaborazione statistica è stata effettuata da un gruppo di ricerca in Belgio - sembra l’inizio della “riscossa” di Jacques Benveniste:
P.Belon, J.Cumps, P.F.Mannaioni, J.Ste-Laudy, M.Roberfroid, F.A.C.Wiegant  "Inhibition of human basophil degranulation by successive histamine dilutions: results of a European multi-centre trial" Inflammation Research, 48, supplement 1: S17-18 (1999)

I dati validi da analizzare ammontano a 772; la degranulazione media del controllo è del 48.8%, mentre nel caso delle diluizioni elevate è del 41.8%, con la probabilità che ciò accada per puro caso che è minore di 1 su diecimila !
Eppur degranula ! Bisogna ripetere col prof. Spira che il fenomeno, dunque, esiste.

L’Affaire Benveniste sembra così cominciare a giungere ad un lieto fine per Benveniste e per la scienza. Peccato che nel frattempo Benveniste sia morto. Bisogna, però, sicuramente dare onore al merito a chi, non facendosi ingannare dalle apparenze, ha proseguito a sperimentare seriamente.

La bio-chiave e la bio-toppa
Ma cosa ha fatto Benveniste nel corso degli anni ‘90? Non ha continuato a sperimentare? Come abbiamo già accennato, dopo un paio d’anni, è poi andato oltre, tanto da attirare nuovamente la cortese attenzione di alcuni colleghi che sono stati pronti ad assegnargli addirittura un altro Premio IgNobel !

Per poter accennare a queste sue ricerche ancor più incomprensibili per il paradigma scientifico di quegli anni (nonché per molti seri accademici di questi anni) di quanto già non fosse la “memoria dell’acqua”, è necessaria una breve digressione sul modo in cui le molecole “comunicano” fra loro…

I biologi utilizzano correntemente il termine “segnale molecolare” senza una precisa definizione fisica dello stesso. Esiste però un’immaginifica schematizzazione del modo di “comunicare” o “interagire” delle molecole in campo biologico, che è a tutt’oggi considerata la “spiegazione” istituzionale, che viene chiamata: Relazione Quantitativa Attività-Struttura, meglio conosciuta come Modello di Interazione Chiave/Toppa. Di che si tratta? Le molecole vagano in maniera casuale nei liquidi biologici e si urtano casualmente. La forza di interazione è quella a corto raggio di tipo elettrostatico, che agisce sensibilmente fino a circa due, tre volte il diametro della molecola.
Quando accade che una molecola Chiave urta proprio la sua molecola Toppa (per esempio, una molecola “antigene” urta una molecola “recettore”), che sarebbe caratterizzata dal fatto di esserle geometricamente complementare, le due molecole rimarrebbero incastrate, e formerebbero un tutt’uno fino a che il destino non le separerà di nuovo, inducendo nella cellula con quella “Toppa” quella funzionalità che senza quella molecola “Chiave” non sarebbe mai stata attivata.

Il grande paradosso di questa “spiegazione” (che è quella a tutt’oggi correntemente accettata) è che anche l’evento biologico più banale - come ad esempio pensare di voler pigiare un tasto del computer e poi realmente schiacciarlo - richiederebbe un tempo lunghissimo per potersi svolgere, cosa che non è.

L’insufficienza di questo modello è ancor più evidente nel fallimento dei programmi di progettazione di nuovi farmaci, che pur utilizzando estesamente super-calcolatori, non ha dato affatto vita al gran numero di nuove sostanza attive che ci si aspettava da tale interpretazione del “segnale molecolare”, termine comunque ampiamente ancora utilizzato ad indicare il fantasioso Lego casuale delle molecole appena descritto.

Segnali molecolari e biologia digitale
Benveniste ha sperimentato e proposto un nuovo modello interpretativo, di tipo elettromagnetico, per rendere conto dei “segnali molecolari”, secondo il quale una molecola antigene (ad es.) emette un segnale elettromagnetico che risuona con il segnale emesso dal recettore, così attivandolo e inducendo la funzione cellulare corrispondente.

Prima di focalizzare meglio l’attenzione sulla teoria, però, è il caso di esplicitare ciò che di eccezionale (tanto da risultare “incredibile” ai più) Benveniste ed i suoi collaboratori hanno sperimentalmente verificato:
- utilizzando onde elettromagnetiche a bassa frequenza (<20 kHz) risultano attivate specifiche funzionalità cellulari, in funzione di una corrispondente ben precisa frequenza.
In particolare, dopo i famosi esperimenti che diedero luogo all’articolo scandaloso apparso su Nature, Benveniste continuò la sua ricerca. In esperienze a doppio cieco, con la presenza di ricercatori esterni, si notò che la presenza di molecole agoniste altamente diluite veniva annullata da un debole campo magnetico oscillante che non aveva invece affatto un tale effetto sulle molecole vere e proprie in diluizioni standard. Seguirono, dunque diverse centinai di esperimenti che confermarono la possibilità di trasferire all’acqua, tramite un amplificatore, la specifica attività molecolare di più di 30 sostanze !!
Si tratta di sostanze quali: agonisti farmacologici e fisiologici, anticorpi (purificati o con tutto il siero), antigeni e perfino il segnale specifico di alcuni batteri.

Poi pensarono di invertire il procedimento, di registrare (in digitale, campionando a 44 kHz), cioè, alcune specifiche attività biologiche e poi memorizzarle su un hard disk di un PC. Quando tali registrazioni venivano riprodotte nei pressi di acqua, plasma, organi, cellule, o di reazioni antigene-anticorpo, il segnale registrato induceva l’effetto caratteristico della sostanza originaria !!!
E’ chiaro come questo potrebbe condurre alla possibilità di rilevare o trasmettere a distanza qualsivoglia attività molecolare, normale o patologica che sia, e in ogni caso conduce ad una totalmente nuova visione della biologia e della medicina.
Da questi risultati sperimentali viene naturale formulare l’ipotesi che i segnali molecolari coincidano proprio con queste onde a bassa frequenza e che il recettore risuona con esse, un po’ come il sistema di sintonia di una radio. 

Che i medici tibetani con le loro apparentemente “magiche” tazze metalliche (contenenti acqua) che risuonano quando un cilindro di legno viene strofinato sul bordo (le cosiddette tazze tibetane) - proprio come accade strofinando il dito inumidito sul bordo di un bicchiere di cristallo) - non siano proprio del tutto fuori strada?
La verità è che i dati sperimentali e la conseguente ipotesi di Benveniste che i segnali molecolari siano di natura elettromagnetica non cozza contro alcun principio di biologia o di fisica attualmente ben assestato, infatti si sa benissimo che le molecole emettono alte frequenze specifiche, ma d’altronde un insieme complesso di alte frequenze può produrre basse frequenze (fenomeno dei battimenti).

Inoltre, e qui viene il bello, bisogna considerare il fatto banale che tutte le interazioni biologiche avvengono in acqua e, mediamente, ogni molecola di proteina è circondata da migliaia di molecole d’acqua. E con questo ?
Proprio qui sta il punto. Abbiamo qui spazio per dire soltanto,  che dall’elettrodinamica quantistica si calcola e sperimentalmente si verifica, che l’acqua ha una struttura bifasica, costituita da una sorta di matrice simile a vapor d’acqua molto denso, all’interno della quale si distinguono come dei nuclei, un po’ come i domini ferromagnetici del ferro. Tali nuclei vengono denominati “domini di coerenza”, ed a temperatura ambiente hanno un diametro di cinquecento Ångstrom (1 Ångstrom =10-10m = 1Å : si utilizza perché si tratta dell’ordine di grandezza della “dimensione” atomica), mentre i centri distano fra di essi di  750 Å.

Struttura dell'acqua così come scaturisce dai calcoli ab initio di Elettrodinamica Quantistica Coerente.
A temperatura ambiente: D=750 Angstrom
r= 250 Angstrom

Qui ci basti cogliere il fatto che attraverso questi estesi domini di coerenza è possibile trasmettere in acqua segnali elettromagnetici a distanza generando un’attrazione specifica a lungo raggio sulle molecole risonanti. La frequenza caratteristica dell’insieme delle due molecole sarà tale che risuona con un’altra molecola o gruppo di molecole specifico che corrisponde al passo successivo della reazione biochimica, e così via.

Questa visione elettromagnetica spiega anche come sia possibile che infimi mutamenti nella struttura di una molecola che corrispondono a piccole variazioni della frequenza caratteristica, possano dare luogo a così grandi modifiche funzionali: ciò accade ad esempio nella fosforilazione, nel caso della sostituzione di uno ione con uno molto simile, come pure nel caso dello scambio di due peptidi. La spiegazione risiede nel fatto che i fenomeni risonanti sono estremamente sensibili alle piccole variazioni intorno al picco di frequenza, vale a dire che la curva dei valori dell’ampiezza in funzione della frequenza è molto piccata (alta e stretta) intorno al valore della frequenza di risonanza stessa.

Un piccolo elenco di esperimenti
Ciò che sembra spessissimo scaturire dalla critiche a Benveniste, specie per ciò che riguarda questi più recenti aspetti della sua ricerca, è che sembra si stia parlando di sue idee balzane con nessuna base sperimentale.

Diamo invece un’occhiata agli svariati sistemi sperimentali su cui Benveniste ha messo alla prova le sue idee.
Dal 1984 al 1990:
- Degranulazione dei Basofili tramite alte diluizioni di anticorpi anti-IgE.
- Inibizione della degranulazione dei basofili attraverso alte diluizioni di Istamina.
Dal 1990 al 1998
- Cuore di porcellino di Guinea: testate più di 30 sostanze, prima in alta diluizione, poi attraverso la trasmissione diretta utilizzando un amplificatore, e infine registrando e riproducendo il segnale molecolare grazie ad un computer.
- Attivazione dei neutrofili tramite del Forbolo-Miristato-Acetato trasmesso da un amplificatore in tempo reale.
Dal 1997 al 1998:
- Precipitazione di Ag/Ab. Rilevazione del “segnale” registrato di batteri (e, per estensione, di antigeni o anticorpi) riproducendolo ad una reazione immunitaria specifica per quel segnale.
1998:
- Test dermatologici. Iniezioni intradermiche su porcellini di Guinea o conigli di acqua “informata” con il segnale di vasodilatatori come istamina, serotonina, acetilcolina, bradichina, che inducono una locale vasodilatazione sulla pelle che viene inibita dallo specifico inibitore della molecola originale.
Dal 1999 al 2001:
- Coagulazione del sangue. Acqua “informata” col segnale registrato di eparina va a ritardare o ad inibire la coagulazione del sangue. Il sistema è stato totalmente automatizzato realizzando un bioanalizzatore che realizza tutti i test senza intervento umano.

Un piccolo elenco di applicazioni
E’ ovvio che da questi risultati sperimentali eclatanti ci si può aspettare tutto un fiorire di possibili applicazioni, sia per ciò che concerne la possibilità di rilevazione di caratteristiche biologiche sia per ciò che riguarda la capacità di agire su sistemi biologici.

Prendiamo da Benveniste un’utile schematizzazione:

 

Diagnostica - Rilevazione *

Applicazione dei segnali

Agricoltura

Rilevazione di microorganismi contaminanti (batteri, virus, muffe, O157H7, salmonella, ...).
Rilevazione di prodotti transgenici

Additivi alimentari: bevande, stimolanti (caffeina, nicotina, ...).
Idroponica, fertilizzanti digitali e stimolatori della crescita.

Industria Farmaceutica

Farmacologia digitale sperimentale

Farmaci digitali: anticoagulanti, beta-bloccanti, cerotti di nicotina, ...

Industria Omeopatica

Controllo di qualità dei processi di fabbricazione.

Prodotti omeopatici digitali.

Trattamenti Diagnostici

Test clinici di laboratorio:
antigeni, anticorpi (inclusi i batteri,
i virus, i prions, ...).
Mappatura elettromagnetica a bassa frequenza del corpo umano.

Trattamenti elettromagnetici locali.
Prodotti locali per la cura della pelle
(arnica, anti radicali liberi,...).

Ambiente

Analisi delle acque.

Pesticidi elettromagnetici.

*Vantaggi della rilevazione:
- Rilevazione di concentrazioni molto basse (10-14 M)
- Il campione può essere registrato da remoto
- Monitoraggio in tempo reale di miscele complesse
-
Archiviazione permanente dei campioni registrati

Una commemorazione sui generis
Jacques Benveniste ci ha purtroppo lasciato, durante un intervento chirurgico al cuore, nei primi giorni dell’Ottobre 2004.
Pochi giorni dopo, ricevo una telefonata da Emilio Del Giudice che è a dir poco scandalizzato dal tono aggressivo e dal contenuto fuorviante di una sorta di articolo di commemorazione apparso su Nature.
Così, stimolati da Emilio, Martin Fleischmann ed io, decidemmo di scrivere una lettera aperta (considerammo inutile provare a farla pubblicare sulla stessa Nature), che ora si può leggere su svariati siti web ed è stata pubblicata sul numero IV del 2004 di Anthropos & Iatria (pagg. 86-87).

Bibliografia
P.Greco "La ragione disciolta in un bicchiere d'acqua fresca" Tempo Medico, 553 (19 marzo 1997)
Anonimo "When to believe the unbelievable" Nature, 333, 787 (1988)
E.Davenas, F.Beauvais, J.Amara, M.Oberbaum, B.Robinzon, A.Miadonna, A.Tedeschi, B.Pomeranz, P.Fortner, P.Belon, J.Sainte-Laudy, P.Poitevin and J.Benveniste
"Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE" Nature, 333, 816-818 (1988)
J. Maddox, J. Randi and W. W. Stewart "'High dilution' experiments a delusion" Nature, 334, 287-290 (1988)
J. Benveniste "Reply" Nature, 334, 291 (1988)
Sito web della DIGIBIO, società fondata da J. Benveniste: www.digibio.com
F. Di Trocchio “Le bugie della scienza” Mondadori (1993)
S. J. Hirst, M. A. Hayes, J. Burridge, F. L. Pearce, J. C. Foreman
"Human basophil degranulation is not triggered by very dilute antiserum against IgE" Nature, 366, 525-527 (1993)
P. Belon, J. Cumps, P. F. Mannaioni, J. Ste-Laudy, M. Roberfroid, F. A. C. Wiegant  "Inhibition of human basophil degranulation by successive histamine dilutions: results of a European multi-centre trial"
Inflammation Research, 48, supplement 1: S17-18 (1999)
P.Fisher "The End of the Benveniste Affair?" The British Homeopathic Journal, 88, 4 (1999)

Bibliografia selezionata ulteriore di Jacques Benveniste
(estratta da circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali, di cui 26 sul Journal of Immunology)

J. Benveniste, P. M. Henson, C. G. Cochrane "Leukocyte-dependent histamine release from rabbit platelets: the role of IgE, basophils and a platelet-activating factor" J.Exp.Med., 13, 1356-1377 (1972)

J. Benveniste "Platelet-activating factor, a new mediator of anaphylaxis and immune complex deposition from rabbit and human basophils" Nature, 249, 581-582 (1974)

J. Benveniste, J. P. Le Couedic, J. Polonsky, M. Tence "Structural analysis of purified platelet-activating factor by lipases" Nature, 269, 170-171 (1977)

M. Chignard, J. P. Le Couedic, M. Tence, B. B. Vargaftig, J. Benveniste "The role of platelet-activating factor in platelet aggregation" Nature, 279, 799-800 (1979)

H. Chap, G. Mauco, M. F. Simon, J. Benveniste, L. Douste-Blazy "Biosynthetic labelling of platelet-activating factor (paf-acether) from radioactive acetate by stimulated platelets" Nature, 289, 312-314 (1981)

F. Beauvais, T. Shimahara, I. Inoue, J. Benveniste "Anti-IgE induces the opening of non selective cation channels on human basophils" Fundam.Clin.Pharmacol., 8, 246-250 (1994)

C. M. Nguer, O. Pellegrini, P. Galanaud, J. Benveniste, Y. Thomas, Y. Richard "Regulation of paf-acether receptor expression in human B cells" J.Immunol., 149, 2742-2748 (1992)

C. Calabresse, C. M. Nguer, O. Pellegrini, J. Benveniste, Y. Richard, Y. Thomas "Induction of high-affinity paf-acether receptor expression during T cell activation" Eur.J.Immunol., 22, 1349-1355 (1992)
F. Beauvais, C. Hieblot, C. Burtin, J. Benveniste "Regulation of human basophil activation. III. Impairment of the inhibitory effect of Na+ on IgE-mediated histamine release in patients with allergic rhinitis" J.Allergy Clin.Immunol., 90, 52-58 (1992)

F. Beauvais, C. Hieblot, C. Burtin, J. Benveniste "Regulation of human basophil activation. IV. Dissociation between cationic dye binding and histamine release: role of Ca2+ ions" Fundam.Clin.Pharmacol., 6, 153-158 (1992)

O. Pellegrini, E. Davenas, L. Morin, J. Benveniste, Y. Manuel, Y .Thomas  “Stress proteins in human lymphocytes. II. Modulation of stress proteins in a human T cell line” Eur.J.Pharmac., 270, 221-228 (1994)

B. El Azzouzi, G. Tsangaris, O. Pellegrini, J. Benveniste, Y. Manuel, Y. Thomas
“Cadmium induces apoptosis in a human T cell line”  Toxicology, 88, 127-139 (1994)

P. Hilliquin, J. Natour, J. Aissa, P. Guinot, S. Laoussadi, J. Benveniste, C. J. Menkes, B. Arnoux  “Treatment of  carrageenan-induced arthritis by platelet-activating factor (paf) antagonist BN 50730” Ann.Rheum.Dis., 54, 140-143 (1995)

P. Hilliquin, H. Harran, J. Aissa, J. Benveniste, C. J. Menkes  “Correlations between paf-acether and tumor necrosis factor in rheumatoid arthritis” Scand.J.Rheum., 24, 169-173 (1995)

R. Guimbaud, A. Izzo, J. P. Martinolle, N. Vidon, D. Couturier, J. Benveniste, S. Chaussade

“Intraluminal excretion of paf, lysopaf, and acetylhydrolase in patients with ulcerative colitis” Digest Dis.Sci., 40, 2635-2640 (1995)

R. M. Korth, M. Hirafuji, J. Benveniste, F. Russo-Marie  “Human umbilical vein endothelial cells: specific binding of platelet-activating factor and cytosolic calcium flux” Biochem.Pharmac., 49, 1793-1799 (1995)

J. Aïssa, H. Harran, M. Rabeau, S. Boucherie, H. Brouilhet, J. Benveniste  “Tissue levels of histamine, paf-acether and lysopaf-acether in carrageenan-induced granuloma in rats”  Int.Arch.Allergy Immunol., 110, 182-186 (1996)

V. Elia, E. Napoli and R.Germano
“The ‘Memory of water’: an almost deciphered enigma. Dissipative structures in the extremely diluted aqueous solutions”
Homeopathy, 96, 3, 163-169 (2007)

R. Germano “AQUA. L’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure” Bibliopolis (2007)

R. Germano “Acqua fresca e Omeopatia, ovvero un Comitato per il Controllo delle Affermazioni Normali ?” in “Scienze, Poteri e Democrazia”, Editori Riuniti (2006), 375-416

NOTE
Jacques Benveniste ci ha lasciato, durante un intervento chirurgico al cuore, nei primi giorni dell’Ottobre 2004.
Bisogna però dire che, qualche annetto più tardi, un lavoro del genere venne effettuato, ulteriori studi, tesero a sconfessarlo, ma altri studi confermarono le tesi di Benveniste: S.J.Hirst, M.A.Hayes, J.Burridge, F.L.Pearce, J.C.Foreman "Human basophil degranulation is not triggered by very dilute antiserum against IgE" Nature, 366, 525-527 (1993).
vedi:
Memoria dell'acqua e del sangue

L'acqua “Risuona” significa che puo' anche oscillare alla sua frequenza di risonanza.
La risonanza acustica è la condizione in cui un sistema vibrante, come una corda, o un bicchiere di cristallo, o altro, risponde con le oscillazioni massime ad una forza oscillante esterna, cosa che accade quando la frequenza di tale sollecitazione coincide con la frequenza naturale di oscillazione del corpo, che dipende dalle caratteristiche meccaniche e geometriche dello stesso. Cioè, pizzico una corda di chitarra e mi emette un bel DO, oppure un bel FA, è perché ha una certa lunghezza, un certo diametro ed è costituita di un certo materiale. Se starnutisco forte vicino ad una chitarra sollecito ad oscillare in risonanza quasi tutte le corde: provare per credere.

Analogamente si parla di risonanza per sistemi oscillanti elettromagnetici invece che meccanici, come nel caso dei circuiti elettrici di sintonia di una radio.
(NdR) E’ di recente pubblicazione il volume dell’autore: “AQUA. Le mirabolanti avventure dell’acqua elettromagnetica”, ed. Bibliopolis (Napoli, 2007).
Tratto da: airesis.net

vedi: Dominii coerenti con proprietà simili al laser, sono stati descritti nell’acqua (E. del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello – 1988) “Water as a free electric dipole laser”, Phys. Rev. Lett. 61:1085-1088).

Continua in: Memoria dell'acqua


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vedi anche: Medicina Quantistica
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