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ALCALOSI -
Introduzione
Il mantenimento di uno stabile giusto rapporto acido-base è
una componente vitale dell'omeostasi
corporea.
Oltre cento diagrammi, nomogrammi, equazioni e
regole sono state introdotti per rappresentare il
rapporto acido-base: lungi dal semplificare le
cose, queste diverse rappresentazioni hanno
contribuito a complicarle a causa
dell'introduzione di diversi nuovi termini e
definizioni.
Terminologia e definizioni
Molta gente sperimenta difficoltà a capire il rapporto
acido-base.
Molte di queste difficoltà derivano dall'assenza
di familiarità con la terminologia impiegata. Se
noi abbiamo una scarsa comprensione dei comuni
termini come neutro,
pH, acidosi metabolica,
eccesso di basi, ecc., non deve sorprendere che
abbiamo anche difficoltà a capire, i concetti, i
modelli, le sindromi descritte.
Indicatore acido-base:
Piaccametro
Vedi:
Terminologia
e definizioni dell'equilibrio acido-base
Continua
nel sito:
http://www.unipa.it/~lanza/gtai/acido-base/abindexit.html#Rep
vedi
anche:
http://digilander.libero.it/itisaltamura/arizona/acqua/acidibasi.htmi
vedi anche:
Acidosi 1
+
Acqua basica e
cancro +
ACIDOSI
+
ACIDI-BASI
(Principi)
+
Ossido-Riduzione+
Iperacidosi
+
Proprieta'
dell'acqua
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
Continua
QUI:
Biofotoni +
Bioelettronica +
Cellule
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ALCALOSI
METABOLICA -
DISTURBI del METABOLISMO ACIDO - BASE
Condizione
caratterizzata da innalzamento del pH arterioso,
aumento della concentrazione plasmatica del HCO3-
e solitamente ipoventilazione alveolare
compensatoria, cui consegue un aumento della PCO2
Eziologia e patogenesi
L'alcalosi
metabolica è dovuta a una perdita netta di acidi
o a un guadagno netto di basi del ECF. Se
l'alcalosi supera la capacità del sangue di
tamponare il pH, ne deriva alcalemia (pH arterioso
> 7,45).
La perdita delle secrezioni gastriche contenenti
acido attraverso il vomito protratto o
l'aspirazione nasogastrica, le perdite eccessive
di acidi con le urine o le feci e il movimento
transcellulare degli ioni H+
verso il compartimento intracellulare causano una
perdita netta di acidi dal ECF.
Un guadagno netto di basi può verificarsi con la
somministrazione eccessiva acuta o cronica di
alcali, specialmente nei pazienti con
insufficienza renale o grave deplezione di volume.
Qualunque sia la causa, i reni tendono a
correggere prontamente l'alcalosi eliminando
rapidamente l'eccesso di HCO3-. Perché
si sviluppi un'alcalosi metabolica, devono essere
presenti fattori che inibiscono l'escrezione
renale di HCO3-.
L'infusione
di NaHCO3 può provocare un'alcalosi
metabolica, ma solo se l'infusione è rapida e
viene somministrata una grande quantità di HCO3-.
L'alcalosi si sviluppa perché la somministrazione
di alcali supera l'escrezione di HCO3-;
ciò si verifica di solito dopo la
somministrazione di NaHCO3 nella CPR.
La somministrazione cronica di alcali in eccesso
può anch'essa causare alcalosi metabolica.
La milk-alkali syndrome è causata
dall'ingestione cronica di quantità eccessive di
carbonato di Ca.
I reperti clinici comprendono ipercalcemia,
nefrocalcinosi, insufficienza renale e alcalosi
metabolica.
Si ritiene che in questa condizione l'alcalosi
metabolica sia dovuta all'alterazione
dell'escrezione del HCO3- correlata
all'insufficienza renale - vedi
Ipocalcemia.
In
assenza di un'ingestione eccessiva di alcali,
l'alcalosi metabolica implica la presenza di un
difetto dell'escrezione renale di HCO3-.
Deplezione di volume, deficit di K e/o eccesso di
mineralcoricoidi sono le più comuni situazioni
cliniche che inibiscono l'escrezione di HCO3-.
Le condizioni che comunemente causano alcalosi
metabolica sono elencate nella
Tab. 12-9.
Forse
la più frequente e importante di queste
condizioni è la deplezione di volume del ECF. Il
deficit di volume (o la deplezione di cloruri) ha
come conseguenza il rilascio di renina e di
aldosterone, che determina un avido riassorbimento
renale di Na in corrispondenza del nefrone
distale. Ciò conduce alla successiva eliminazione
massiva di ione H+
e di K, che può mantenere o aggravare l'alcalosi.
La perdita dell'HCl gastrico attraverso un
drenaggio nasogastrico o il vomito protratto
produce inizialmente alcalosi metabolica dovuta
alla perdita netta di acido. L'alcalosi viene
mantenuta dalla concomitante perdita di Cl (e di
volume) e dallo sviluppo di ipokaliemia. L'uso
eccessivo di lassativi può anch'esso causare
alcalosi metabolica attraverso la perdita di acidi
e di volume dal tratto GI. Un abuso surrettizio di
lassativi deve essere sospettato nei pazienti
altrimenti sani con ipokaliemia persistente e
alcalosi metabolica, particolarmente in quelli
preoccupati di perdere peso.
Quando
l'ipoventilazione (ipercapnia) perdura per più di
qualche giorno, i meccanismi renali compensano
l'acidosi respiratoria trattenendo HCO3-.
Quando l'ipercapnia viene prontamente corretta, più
comunemente durante la ventilazione meccanica, può
derivarne alcalosi metabolica (alcalosi metabolica
post-ipercapnica). Questa condizione risponde
generalmente all'aggiustamento della
ventilazione/minuto a un livello più adeguato per
il paziente. Spesso l'alcalosi persiste nonostante
il ritorno a una ventilazione appropriata fino a
che il Cl (cioè il volume) non viene reintegrato.
I
diuretici sono cause frequenti sia degli stati
Cl-responsivi sia di quelli Cl-resistenti (vedi
Tab. 12-9).
I diuretici possono causare una contrazione acuta
di volume del ECF e un ipermineralcorticoidismo
secondario, entrambi i quali rispondono alla
somministrazione di Cl (volume).
Tuttavia, uno stato di resistenza al Cl può
verificarsi con una prolungata terapia diuretica,
a causa delle elevate perdite urinarie di Cl e
alla concomitante deplezione di K.
L'alcalosi
metabolica Cl-resistente può essere definita dal
punto di vista funzionale come un'alcalosi
metabolica che non risponde alla somministrazione
di Cl (volume). Una grave carenza di Mg o di K può
causare un aumento dell'escrezione renale di ione H+
e una conseguente alcalosi non responsiva alla
reintegrazione di volume fino a che i deficit
elettrolitici non vengano corretti.
Negli stati di persistente eccesso di steroidi
surrenalici, l'alcalosi è il risultato del
riassorbimento di Na mediato dai mineralcorticoidi
a livello del tubulo distale. Il riassorbimento di
Na nel tubulo distale porta a espansione di volume
del ECF e a secrezione persistente degli ioni K
e H+.
Le cause di aumento dell'attività
mineralcorticoide comprendono l'iperaldosteronismo
primitivo, la sindrome o il morbo di Cushing, i
tumori secernenti renina, la stenosi dell'arteria
renale e i difetti enzimatici surrenalici
congeniti.
L'acido
glicirizinico inibisce la conversione enzimatica
del cortisolo in metaboliti meno attivi.
Poiché il cortisolo possiede un'attività
mineralcorticoide intrinseca, l'ingestione di
sostanze che contengono acido glicirizinico, come
la liquirizia e alcuni tipi di tabacco da
masticare, può mimare l'ipermineralcorticoidismo.
Da ultimo, le sindromi di Bartter e di Gitelman
sono rare patologie ereditarie associate con
elevati livelli di renina e di aldosterone e con
alcalosi metabolica
ipokaliemica.
La sindrome di Gitelman può essere distinta dalla
sindrome di Bartter per la presenza di
ipomagnesiemia e ipocalciuria. Inoltre la sindrome
di Gitelman si presenta più comunemente nei
giovani adulti, mentre la sindrome di Bartter si
osserva con maggior frequenza nella prima infanzia
con notevole perdita renale di sali e deplezione
di volume.
Sintomi,
segni e diagnosi
Le più
comuni manifestazioni cliniche dell'alcalosi
metabolica sono l'irritabilità e l'ipereccitabilità
neuromuscolare, forse dovute all'ipossia
secondaria a un transitorio spostamento a sinistra
della curva di dissociazione dell'ossiemoglobina.
L'alcalosi provoca un aumento del legame proteico
del
Ca ionizzato, nonostante il Ca totale
plasmatico rimanga immodificato; l'alcalosi grave
può determinare una riduzione del Ca ionizzato
così marcata da provocare
tetania - vedi
Ipocalcemia.
Poiché l'ipokaliemia accompagna di
frequente l'alcalosi metabolica, possono
verificarsi anche segni di concomitante deplezione
di K, come debolezza muscolare, crampi, ileo e
poliuria.
L'alcalosi
metabolica deve essere sospettata quando
l'anamnesi o l'esame obiettivo suggeriscono la
presenza di una deplezione di volume, di una
perdita cronica di volume dal tratto GI o una
delle altre situazioni cliniche tratteggiate nella
Tab. 12-9.
Esami
di laboratorio
La
diagnosi clinica di alcalosi metabolica richiede
la determinazione del livello plasmatico del HCO3-
e del pH arterioso. Il pH arterioso è > 7,45
e il HCO3- > 40 mEq/l
nell'alcalosi metabolica primitiva (elevazioni
meno evidenti nella concentrazione plasmatica di
HCO3- possono essere dovute alla
compensazione di un'acidosi respiratoria cronica).
Con l'ipoventilazione compensatoria, specialmente
nei pazienti con lieve insufficienza renale, può
aversi un incremento della Pco2 fino a
livelli di 50-60 mm Hg.
Nell'alcalosi metabolica semplice, ci si deve
attendere un aumento della Pco2 di
circa 6-7 mm Hg per ogni 10 mEq/l
di aumento del HCO3- plasmatico. Un
incremento della Pco2 maggiore o minore
di quanto atteso suggerisce la coesistenza
rispettivamente di acidosi respiratoria primitiva
oppure di alcalosi respiratoria o di altri
disturbi metabolici primitivi.
In
aggiunta all'aumento della concentrazione
plasmatica di HCO3-, il pattern
elettrolitico che si verifica solitamente
nell'alcalosi metabolica comprende ipocloruremia,
ipokaliemia e occasionalmente ipomagnesiemia.
Quando l'alcalosi metabolica è associata a
deplezione di volume del ECF, il Cl urinario è
quasi sempre basso (< 10 mEq/l),
mentre il Na urinario può superare i 20 mEq/l
negli stadi iniziali.
Di converso, l'alcalosi metabolica associata
all'eccesso primitivo di steroidi surrenalici ed
espansione di volume è caratterizzata da un'alta
concentrazione urinaria di cloruri.
Nell'alcalosi metabolica il pH delle urine è
alcalino, tranne in presenza di una grave
deplezione di K, nel qual caso si può osservare
un'aciduria paradossa.
Tratto da:
http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez02/0120173.htm
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ACQUA IONIZZATA
La cura dell'acqua ionizzata (basica od acida)
ormai e' utilizzata anche in certi ospedali nel
mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai
medici
allopati che non conoscono la
Medicina
Naturale.
Essa puo' essere
utilizzata a seconda dei casi, sia per via
orale, da bere, sia per l'esterno del corpo per
le malattie della pelle(anche per ferite
da trauma o da operazioni chirurgiche).
Nel sito qui
riportato si possono vedere dei video che
illustrano le varie applicazioni dell'acqua
ionizzata.
vedi:
http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html
Vedere qualche applicazione di quest'acqua:
ACIDA
e/o BASICA +
CISTE (eliminata con l'acqua basica)
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