Le
due facce dell'acqua - Un liquido diverso dagli
altri
Sofisticate analisi spettroscopiche mostrano che
a fianco della struttura a gruppi tetraedrici di
molecole si manifesta anche una seconda, meno
definita struttura.
Diagramma delle
Fasi
dell'Acqua +
Proprieta'
dell'acqua + Biorisonanza
+
Memoria e risonanza +
Memoria Biologica
+ Benveniste:
La storia della cosiddetta Bufala +
Risonanza dell'acqua
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
+
DOMINII
di COERENZA
+
Cimatica
+
Neutroni dagli ultrasuoni
Continua QUI:
Biofotoni +
Bioelettronica +
Cellule
Si consiglia di
leggere anche:
http://www.magnetoterapiadocet.com/dett-acqua.asp
Visionare il
Video che trovate
in: Memoria
delll'acqua 1 +
Vari
terreni
L'acqua
si comporta in modo
differente dagli altri liquidi: ha una
notevole capacità di trasporto del calore, allo
stato solido è meno densa di quando è liquida,
ha una tensione superficiale insolitamente
elevata...
Tutte queste proprietà sono
essenziali perché essa possa svolgere il suo
ruolo essenziale per lo sviluppo della vita,
eppure il comportamento dell'acqua allo stato
liquido non è ancora del tutto compreso ed è
ancor oggi oggetto di dibattito.
L'acqua ha la proprieta' di rendersi coerente
od incoerente
a seconda dello stato
Psichico e
fisiologico del soggetto, in quanto il campo CEM
(elettromagnetico) dell'organismo acquoso che
noi siamo, e' interdipendente da
Psiche e dal
Cosmo.
Ora un gruppo
internazionale di ricercatori che fanno capo
allo
Stanford Linear Accelerator Center (SLAC),
all'Università
di Hiroshima e a quella di Stoccolma mette
radicalmente in questione il quadro generalmente
accettato di quello che sarebbe il comportamento
dell'acqua allo stato liquido, secondo cui
quando l'acqua passo dallo stato di ghiaccio a
quello liquido si libererebbe dagli stretti
vincoli tipici della fase solida, ma le sue
molecole conserverebbero
comunque una disposizione in gruppi tetraedrici.
Come viene spiegato
in un articolo apparso sull'ultimo numero delle
Chemical Physics Letters, sfruttando
tecniche di spettroscopia a emissione e
assorbimento X, il gruppo di ricercatori
coordinato da Anders Nilsson ha infatti scoperto
che a fianco dei gruppi tetraedrici si
manifesta anche una seconda, meno definita
struttura.
L'idea che l'acqua
in fase liquida sia costituita da due strutture
e non da una non è nuova, essendo stata già
avanzata alla fine del XIX secolo da Willhelm
Conrad Röntgen, lo scopritore dei raggi X. "E'
sorprendente come l'uso moderno dei raggi X
dimostri che Röntgen, più di cento anni fa,
avesse ragione", ha osservato Nilsson.
I ricercatori hanno
infatti utilizzato in modo essenziale i raggi X
generati da una fonte di luce di sincrotrone,
sintonizzandoli su uno specifico range di
energie per eccitare così gli elettroni
all'interno dei singoli atomi di ossigeno delle
molecole d'acqua e quindi mettere in evidenza
con straordinaria precisione la localizzazione e
la disposizione delle molecole stesse.
"Nell'ultimo decennio abbiamo scoperto che
materiali un tempo considerati omogenei mostrano
alle nanoscale un ordine più complesso", ha
commentato Jo Stöhr, direttore dello SLAC.
"Penso che questo lavoro sull'acqua rappresenti
un altro esempio della reale complessità della
materia, anche nello stato semplice di liquido.
Le moderne tecniche con i raggi X sembrano poter
avviare una nuova comprensione dei liquidi, e
potremmo essere solo all'inizio di un
cambiamento di paradigma nelle nostre
concezioni."
La conoscenza dell'esatta struttura molecolare
dell'acqua e del suo comportamento può avere
importanti risvolti in campo chimico, biologico
e medico, ricordano i ricercatori. (gg) - Luglio
2008
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
vedi:
CLUSTER delle molecole dell'ACQUA + Coerenza elettrodinamica
+ Segreti dell'Acqua
+ MEMORIA dellACQUA e del SANGUE
Studiare l'acqua
L’ACQUA: MEDICINA del FUTURO
? - Maggio 2010
Ad aprire i lavori del 25° Congresso di Medicina
Biologica, promosso dall’AIOT con il sostegno di
GUNA Spa, l’azienda leader in Italia nel settore
delle medicine non convenzionali, è stata
l’onorevole Paola Frassinetti, vicepresidente
della Commissione Cultura della Camera che, nel
suo intervento, ha ribadito “la necessità che
l’Italia si adegui alla maggior parte delle
nazioni europee, provvedendo alla registrazione
sulla Gazzetta Ufficiale dei farmaci omeopatici”
.“E’ infatti necessario – ha continuato
Frassinetti – delineare un quadro normativo il
più possibile chiaro e definito per favorire lo
sviluppo delle imprese del settore, con
conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.
Auspico inoltre che la ricerca scientifica nel
settore dell’omeopatia venga potenziata, così
come la formazione nelle università”.
La grande protagonista del congresso è stata
l’acqua biologica, presente in tutti gli
organismi viventi, e soprattutto la sua capacità
di diffondere e conservare informazioni di
rilevanza biologica.
Partendo dalle
intuizioni del fisico italiano
Giuliano
Preparata, a cui è stato dedicato il
congresso, il premio Nobel per la Medicina Luc
Montagnier, insieme a fisici e ricercatori
italiani di fama internazionale, ha illustrato i
risultati raggiunti dalla ricerca e i suoi
futuri sviluppi.
I segnali elettromagnetici presenti nell’acqua
possono infatti essere letti e decifrati, e sono
riconducibili alla presenza o meno di una
“memoria patologica”: intervenendo sulla
presenza di tale “memoria-reservoir” si
prospettano ampie possibilità di trattamento e
di terapia delle malattie croniche che sono
collegate anche a precise condizioni
“informative” presenti nell’acqua biologica,
cambiando di fatto la vita a milioni di persone
costrette all’assunzione di farmaci salvavita,
indispensabili ma che a volte recano con se
pesanti effetti collaterali.
Diventa inoltre sempre più concreta la
possibilità mettere a punto sistemi di cura
basati su acqua informata con il segnale
elettromagnetico proveniente sia dalla persona
stessa (es. da
DNA) che dalle molecole di farmaci (sia
naturali che di sintesi), a conferma della pista
di ricerca studi sulla possibilità di trasferire
il segnale di un rimedio omeopatico nell’acqua
per via elettromagnetica.
Una pista di ricerca innovativa: dal concetto
bio-chimico del ”tanto più, tanto meglio” (alta
dose di principio attivo uguale ad alta
efficacia) alle nuove frontiere fisiche della “low-dose-medicine”:
l’acqua subisce un azione di “informazione”
indotta dall’esterno e si fa “medium” verso gli
organi del corpo umano, garantendo un livello di
efficacia più che adeguata senza il rischio di
effetti collaterali potenzialmente pericolosi.
http://www.youtube.com/user/GUNATV#p/a/u/0/KPzi3rFZuM0
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Proprieta'
dell'acqua ancora TUTTE da scoprire...
Italy, Torino, 4 aprile 2014 – Sono ingegneri,
del settore meccanico afferenti al
Dipartimento Energia del Politecnico di Torino,
e in collaborazione con lo
Houston Methodist Research Institute (Texas,
USA) hanno realizzato un modello che promette di
fornire un grande contributo alla medicina, ma
non solo. La prestigiosa rivista Nature
CommunicationsMission
: Company information : About NPG ha appena
pubblicato la loro ricerca che parte dall’acqua
e dalle sue innumerevoli proprietà, molte delle
quali ancora da scoprire.
Codifica le sorprendenti caratteristiche
dell’acqua in prossimità di superfici solide
alla nanoscala. Prima applicazione, il
potenziamento delle proprietà degli agenti di
contrasto nella risonanza magnetica.
L'acqua alla nanoscala ci aiuterà a progettare
tecnologie innovative dalla medicina all'energia
rinnovabile.
Nuotare in una piscina riempita di miele. Questa
è la sensazione che deve “provare” una molecola
di acqua entro pochi nanometri da una superficie
solida, cioè quando si considerano distanze
circa diecimila volte più piccole del diametro
di un capello. Il fenomeno di riduzione di
mobilità dell’acqua in prossimità di superfici
alla nanoscala, già noto nella comunità
scientifica come “nanoconfinamento”, è dovuto
alle forze attrattive elettrostatiche e di van
der Waals, predominanti a quelle scale.
I ricercatori del Politecnico di Torino e dello
Houston Methodist Research Institute hanno però
fatto un passo ulteriore: per la prima volta
sono riusciti a dare un’interpretazione fisica e
una quantificazione di questo fenomeno, tramite
un modello che mette in relazione le
caratteristiche geometriche, chimiche e fisiche
di una qualsiasi superficie nanoconfinante (es.
proteine, nanotubi di carbonio, nanopori di
silice, nanoparticelle ferrose) alla proprietà
di “supercooling” dell’acqua, ovvero ad uno
stato simile a quello liquido che permane anche
a temperature ben inferiori a 0° centigradi, nel
caso in cui ci si trovi in prossimità di
superfici alla nanoscala.
Questo è il risultato a cui sono giunti, dopo
più di due anni di ricerche ed esperimenti in
silico (cioè al computer) ed in vitro (cioè in
laboratorio), Eliodoro Chiavazzo, Matteo Fasano,
Pietro Asinari (Multi-Scale Modelling Lab,
Dipartimento Energia al Politecnico di Torino) e
Paolo Decuzzi (Center for the Rational Design of
Multifunctional Nanoconstructs dello Houston
Methodist Research Institute).
Il rilievo della scoperta è dato dal suo
immediato impatto nell’ottimizzazione e
progettazione di tecnologie innovative in una
vasta gamma di ambiti: dalla fisica tecnica (es.
“nanofluidi” formati da acqua e nanoparticelle
per lo scambio termico ad elevate prestazioni)
all’energia sostenibile (es. batterie termiche
che utilizzano acqua nanoadsorbita per
accumulare calore); dal rilevamento e rimozione
di inquinanti nell'acqua (es. mediante
“nanofiltri” molecolari) alla nanomedicina.
Proprio la nanomedicina è il settore in cui la
scoperta pubblicata su Nature Communications
trova una prima applicazione. Ogni anno si stima
che circa sessanta milioni di risonanze
magnetiche siano effettuate a fini diagnostici.
Nell’ultimo decennio questa tecnologia ha
giovato dei notevoli progressi scientifici nel
settore, che l’hanno resa sempre più precisa e
nitida nella diagnosi di patologie di vario
genere. Uno dei maggiori contributi nell’aumento
di prestazioni della risonanza magnetica
proviene dagli agenti di contrasto, sostanze
che, se introdotte nel paziente, rendono
maggiormente visibili i dettagli dei tessuti in
cui tendono a depositarsi, aumentando così il
contrasto dell’immagine ottenuta dallo scanner.
La ricerca in oggetto ha permesso di spiegare
l'aumento di prestazioni degli agenti di
contrasto che si basano sul nanoconfinamento
dell'acqua, in fase di sviluppo e test in vivo
presso lo Houston Methodist Research Institute,
rispetto a quelli già presenti sul mercato. Tale
ricerca pone le basi per progettare nuove
soluzioni ad oggi inesplorate, ad esempio, per
migliorare la qualità delle immagini ottenute
tramite risonanza magnetica, offrendo quindi la
potenzialità di diagnosi più accurate e precoci
per milioni di pazienti ogni anno.
Sono già in fase evoluta e di prossima
pubblicazione ulteriori ricerche, condotte da
Paolo Decuzzi con un gruppo di ricerca più
esteso e multidisciplinare di cui fa parte anche
lo stesso team del Politecnico, che apre le
porte alla possibilità di realizzare
“nano-trasportatori” polimerici o di silicio
contenenti agenti di contrasto ferrosi, non solo
in grado di migliorare la nitidezza delle
immagini da risonanza magnetica, ma allo stesso
tempo di accumularsi specificatamente nella zona
affetta da patologia, grazie alla guida
magnetica esterna. Accumulo che rende poi
possibile un rilascio controllato di agenti
terapeutici oppure un trattamento ipertermico
localizzato, offrendo così un approccio
“teragnostico” alla lotta contro il cancro, cioè
contemporaneamente terapeutico e diagnostico.
Tratto da: lescienze.it