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Il Vangelo piu'
antico ?
E' altamente probabile che il primo 'euaggelios'
ad essere stato scritto, fu quello utilizzato
dalla chiesa giudeo-cristiana di Antiochia,
fondata tra l'85 ed il 90. Il suo titolo fu,
quasi sicuramente, il 'vangelo di Giovanni',
senza tuttavia alcun legame con il presunto
evangelista e la sua figura, dal momento che il
Giovanni in questione fu Giovanni di Gamala,
figura resa artificiosamente carismatica, in
quanto proposta come quella del 'moschyah'
atteso dall'immaginario comune giudaico del
tempo.
Il culto 'giudeo-cristiano',
malgrado gli sconcertanti tentativi depistanti
da parte degli apologisti falsari, di cui la
struttura
clerico-cattolica ha sempre abbondato, non
ebbe MAI a nulla a che vedere con
catto-cristianesimo, nato, tra l'altro, oltre 50
anni dopo la fondazione del
giudeo-cristianesimo: un culto strettamente
filogiudaico, dal momento che il suo messaggio
era rivolto esclusivamente al mondo ebraico, con
particolare riguardo all'ambiente ribelle
messianista, il quale costituiva un grosso
problema per le autorità imperiali romane,
spesso costrette ad impegnare ingenti risorse
per domare i vari focolai di rivolta, che spesso
si accendevano nell'inquieta Palestina.
Dal momento che si voleva, con tale messaggio,
indurre i ribelli e quelli che potenzialmente lo
potevano diventare, ad abbandonare ogni progetto
di ribellione e ad accettare serenamente la
dominazione romana (in vista della rincompensa 'post-mortem',
sic!), il messaggio non poteva essere che
strettamente filogiudaico, altrimenti sarebbe
stato assurdo sperare che esso potesse venire
recepito dal mondo della ribellione messianista.
Lo scopo di tutto ciò, non fu solo negli
interessi di Roma, ma, nell'ottica di chi ne fu
l'ispiratore (personaggio del 'milieu'
imperiale), anche a vantaggio dello stesso
popolo ebraico, verso la cui religione
'l'ispiratore' si era convertito, al fine di
prevenire un'altra, più devastante guerra con i
romani, come purtroppo avvenne, con buona pace
dei fondatori del giudeo-cristianesimo, con la
guerra del 132-135, detta anche 'guerra di Bar
Kochba', la quale ebbe, come conseguenza, la
definitiva diaspora del popolo ebraico della
Palestina.
Dal vangelo di Giovanni (di Gamala), dopo la
fine del giudeo-cristianesimo in concomitanza
con la diaspora ebraica, si ottenne il primo
prototipo del vangelo di Luca, attraverso
profonde e ripetute revisioni del testo
originario, al fine di adattare la narrativa
'cucita' addosso alla figura di Giovanni di
Gamala, a quella di Gesù di Nazareth,
personaggio assolutamente diverso dal primo!
Tuttavia, ancora oggi rimangono 'vestigia'
dell'originario vangelo di Giovanni di Gamala
nel testo dell'attuale vangelo di Gesù, come ad
esempio la descrizione della città di 'Gesù',
situata su di un'alta montagna, sulla cui
sommità si apriva un mortale precipizio (vale a
dire la città di Gamala) e la natività di
Giovanni, che i falsari fondatori del culto
catto-cristiano trasformarono nella natività di
Giovanni il Battista: un maestro gnostico,
quando è risaputo dell'estremo ostracismo del
cattolicesimo nativo verso il mondo dello
gnosticismo !
By Veritas - Tratto da:
http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=43421167
vedi:
Vangeli segreti e canonici (cristiani)
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QUALE PRIMO VANGELO
?
Francesco Esposito scrive:
"..La priorità marciana dà Marco come prima
redazione evangelica, ma ovviamente alcuni
elementi non redazionali del suddetto Vangelo
hanno portato gli studiosi a ritenere che lo
stesso Marco abbia attinto a fonti più antiche
di lui.."
Commento:
I realtà, il vangelo di Marco fu effettivamente
il primo vangelo catto-cristiano ad essere stato
redatto, in quanto i redattori poterono
usufruire di materiale di pronta disponibilità:
vale a dire di quello raccolto da Marco, un
funzionario imperiale incaricato da Nerone di
assistere alla 'Kerigmata Petrou', cioè alla
confessione sotto tortura del fondatore del
papato (sic!!), secondo la cronaca clericale:
vale a dire Simon Pietro, un noto assassino del
tempo, il quale, con la sua banda di assassini
(sicuramente la stessa che aveva partecipato al
massacro dei poveri coniugi Anania e Sapphira),
aveva attentato alla vita di Simon Mago,
considerato da Nerone come persona di famiglia
(per tale motivo, Pietro verrà crocifisso a
testa in giù, in segno di 'lesa maestà')
Il funzionario imperiale raccolse per iscritto
la confessione di Pietro (contenente ampi
riferimenti a Gesù, conosciuto dai romani come 'Chresto')
e successi-vamente ripose tale materiale, senza
alcun determinato ordine (v. le cronache
patristiche), in quanto non vi era alcun bisogno
di farlo. Va da sé che tale funzionario doveva
conoscere sufficientemente bene l'armaico o
l'ebraico, altrimenti non avrebbe potuto
interrogare direttamente Pietro. E' questo il
motivo per cui i documenti patristici riportano
che Marco fu l''interprete' di Pietro !
Al vangelo di Marco seguì il Vangelo di Matteo.
Tuttavia, il materiale usato per la sua
composizione venne raccolto PRIMA di quello
utilizzato per Marco(*), probabilmente prima del
60, mentre quello di Marco risale al 64, quando
vi fu il tentato omicidio di Simon Mago.
Quasi tutti i vangeli gnostici, con eccezione di
quello di Filippo (cioè quello dei valentiniani)
vennero composti prima di quelli definiti
'canonici'.
By
Giannino Sorgi
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Nel
dicembre del 1945 a Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, un contadino arabo
scavò una giara di terracotta rossa contenente tredici volumi di papiro
rilegati in antichissimo cuoio: erano i testi sacri di quell'ala gnostica
del cristianesimo primitivo, cioè relativo agli anni appena seguenti la
crocifissione di Gesù, che, fiorita impetuosamente tra il I° e il IV°
secolo d.C. dall'Iraq all'Egitto, da Roma a Lione (assimilando idee
perfino dalla lontana India, da correnti magico-astrologiche dell'Oriente,
dalla Kabalah, oltre che dalle filosofie ellenistiche e in particolare
neoplatoniche, forse anche sulla scia del fatto che lo stesso
Gesù sembra
abbia trascorso diversi anni della sua giovinezza in Oriente a contatto
con aree buddiste e induiste), era stata poi soffocata dall'ortodossia
organizzata e cancellata da allora e per secoli e secoli, dalla memoria
umana, fino ai nostri giorni.
Solo oggi, dopo un lungo lavoro di
decifrazione ed edizione, si può misurare la sconvolgente importanza di
questi scritti. Da essi appare, fra l'altro, che già nei primi secoli
venivano posti problemi finora ritenuti di origine recente: la
resurrezione di Gesù è un fatto storico o simbolico ?
Qual'è la vera
Chiesa ? la "celeste" o la "terrestre"? "Dio" è solo
Padre, o anche Madre ?
Oggi e nei secoli trascorsi, sappiamo e abbiamo
saputo tutto quello che si poteva sapere di Gesù e delle sue opere e del
suo messaggio, oppure abbiamo saputo e sappiamo solo quello che gli uomini
che hanno costruito l'organizzazione clericale sin da subito dopo la
crocifissione di Gesù, hanno deciso che doveva essere tramandato,
cercando di far scomparire molto altro materiale storico, però scomodo ai
fini dello sviluppo della chiesa ortodossa così come loro volevano ?
Storicamente, dopo che nel 1945 furono scoperti casualmente i papiri di
cui sopra, molti tentarono di impadronirsene, inclusa la
Chiesa di Roma e
fu un caso che, in parte per l'ignoranza del contadino egiziano che li
scoprì e in parte per volontà del governo egiziano quando li ebbe in suo
possesso, essi rimasero fuori della loro portata.
Poi giunsero per primi
degli organismi culturali e scientifici, patrocinati anche dalla
Fondazione C.G. Jung (psicoanalista) di Zurigo e si iniziarono delle serie
decodificazioni di quei papiri, che rappresentavano dei formidabili
documenti equiparabili alle altre scritture evangeliche che siamo abituati
a leggere come unici documenti testimoniali di Gesù.
Elaine
Pagels è un'insigne studiosa che ha partecipato al restauro e alla
restituzione dei papiri di Nag Hammadi. Ha scritto su questa vicenda e ha
partecipato alla traduzione e divulgazione di parte di quei documenti,
ancora oggi oggetto di studio e decodificazione da parte di diverse
istituzioni internazionali.
Video che i
cristiano non vogliono far conoscere....
Riportiamo testualmente il seguente capitolo tratto dal suo libro "I
Vangeli Gnostici", edizione Mondadori,1987, poichè vi si riscontra
un'interessante riflessione analogica fra il messaggio più complessivo di
Gesù, che emerge, oltre che dai quattro Vangeli ortodossi ben noti, anche
dai Vangeli che stanno riordinandosi dai papiri di Nag Hammadi e il
percorso psicoterapeutico e clinico.
Nella
nostra attuale epoca le antiche scritture, sempre più profondamente
meditate, sembrano convergere in un unico analogo messaggio antropologico
ed umanistico a favore dell'Uomo nel recupero dell'individuo: questo sta
implicando una crescente convergenza delle più antiche religioni e
filosofie, come il cristianesimo, l'islamismo, l'ebraismo, il buddismo e
l'induismo.
Nel frattempo la formidabile crescita della conoscenza sul
cervello e sulla psicologia umana, implica un contemporaneo convergere
delle metodologie psicoterapeutiche e principalmente del messaggio
esistenziale, filosofico etico e morale, che dalla psicoterapia si
sviluppa, verso i più antichi messaggi sacri, religiosi e filosofici. In
questo spirito del tempo attuale, le differenziazioni fra corpo e mente
sono largamente superate, ma si stanno altresì oltrepassando le
differenziazioni nette fra mente e spirito, fra psiche e anima, per cui
sempre più indifferentemente guarire psicologicamente implica un guarire
spirituale e viceversa.
Ogni giorno lo psicoterapeuta, a contatto con i
suoi pazienti, si accorge che sta lavorando anche per l'evoluzione
spirituale
(NdR: accumulo dell'in-form-azione
per se e per l'Universo
nel quale siamo)
di chi sta curando e nel contempo evolve anch'egli
spiritualmente, ogni giorno, grazie ai suoi pazienti.
E questo accade
indipendentemente dall'appartenenza dello psicoterapeuta ad una chiesa,
dal suo credo, e anche se lo psicoterapeuta è ateo. La crescita dello
spirito non implica un fideismo religioso. Il confine fra spirito e mente,
è sempre più sottile e ciò implica nuove future sfide per la
specializzazione psicoterapeutica, la quale, oltre che includere una
competenza specialistica di tipo psicologico e medico, dovrà includere
una sorta di competenza teologica/spirituale.
Il
brano di Elaine Pagels, che segue, propone un'analisi di un messaggio
fondamentale di Gesù, che io riporto qui interpretato e non testualmente:
" Tu amerai gli altri così come sarai in grado di amare te stesso e
farai agli altri ciò che sarai in grado di fare a te stesso: per cui se
vorrai migliorare la qualità del tuo comportamento con gli altri, devi
innanzi tutto migliorare il tuo comportamento con te stesso. Impara a
conoscere, ad accettare e ad amare te stesso innanzi tutto e di
conseguenza sarai migliore nella vita sociale, per capacità di
comprensione, accettazione e amore verso gli altri. Dentro di te, dentro
ogni individuo, c'è tutto quello che serve per orientarsi nella vita. Non
cercare fuori di te, ma dentro te stesso. "
E
questo è oggi il percorso fondamentale della psicoterapia, dopo che ce lo
aveva già detto Gesù tanto tempo fa.
Dott. Sergio Angileri - Psicoterapeuta Psicologo
- "Gli disse Tommaso: « Signore, non sappiamo dove vai e come
possiamo conoscere la via ? ».
-
"Gli disse
Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me».
Il vangelo di Giovanni, che contiene questo detto, è un libro notevole,
che molti gnostici rivendicavano a sé e usavano come fonte principale del
loro insegnamento.
Eppure
la chiesa emergente, nonostante qualche opposizione ortodossa, lo incluse
nel Nuovo Testamento.
Cosa tendeva Giovanni accettabile, «ortodosso» ?
Perché la chiesa accettò Giovanni, pur rifiutando testi quali il Vangelo
di Tommaso o il Dialogo del Salvatore ? (ndr: contemporanei a quello di
Giovanni, che fu accettato).
Viaggiando per gli Stati Uniti ci s'imbatte spesso in affissi che
proclamano proprio quel detto di Giovanni - affissi firmati da questa o
quella chiesa locale.
L'intenzione
è chiara: nel dire che si trova "Dio" solo per mezzo di Gesù è implicito,
ai nostri tempi, che si trova Gesù solo per mezzo della chiesa:
analogamente, nei primi secoli della nostra era i cristiani preoccupati di
rafforzare la chiesa istituzionale potevano trovare appoggio in Giovanni.
Le
fonti gnostiche presentano un diverso punto di vista religioso. Secondo il
Dialogo del Salvatore, ad esempio, quando i discepoli pongono a Gesù la
stessa domanda (« Qual è il luogo in cui andremo? »), lui risponde «
nel luogo cui potete giungere, restate! » Il Vangelo di Tommaso
racconta che quando i discepoli chiesero a Gesù dove dovevano andare,
egli si limitò a rispondere:
«
Se la luce esiste in un essere luminoso, allora esso illumina l'universo
intero; ma se esso non brilla, vi sono le tenebre ».
Lungi
dal legittimare una qualunque istituzione, entrambi i detti dirigono
l'uomo verso se stesso - verso la singola capacità interiore di trovare
la propria strada, verso la «luce» interiore.
Il
contrasto così abbozzato è, naturalmente,semplicistico. Gli stessi
seguaci di Valentino dimostrano - e in modo convincente - che anche molti
detti e racconti di Giovanni potevano portare alla stessa interpretazione.
Ma cristiani quali Ireneo decisero, sembra, che in definitiva il vangelo
di Giovanni (specie, forse, se collocato dopo Matteo, Marco e Luca) poteva
servire ai bisogni dell'istituzione emergente.
Nel
corso del suo processo di organizzazione politica, la chiesa poteva
tollerare un gran numero di idee e pratiche contraddittorie, nella misura
in cui i punti di competizione facevano da supporto alla sua struttura
istituzionale chiave. Nel III e IV secolo, ad esempio, centinaia di
cristiani cattolici adottarono forme ascetiche di autodisciplina, cercando
la penetrazione religiosa nella solitudine, nelle visione e
nell'esperienza estatica. (I termini « monaco » e « monastico »
vengono dal greco monachos, « solitario » o « singolo », usato di
frequente dal Vangelo di Tommaso per definire lo gnostico.)
Piuttosto
che espellere il movimento monastico, nel IV secolo la chiesa si adoperò
per allineare i monaci all'autorità episcopale.
Lo
studioso Frederik Wisse ha avanzato l'ipotesi che i testi di Nag Hammadi
facessero parte della biblioteca cultuale dei monaci che abitarono il
monastero di S. Pacomio, vicino alla roccia dove furono trovati. Nel 367,
quando Atanasio, il potente arcivescovo di Alessandria, trasmise l'ordine
di epurare tutti i « libri apocrifi » di tendenza « eretica », uno (o
più) monaci potrebbero aver nascosto i preziosi manoscritti nella giara
per poi sotterrarla sul Jabal al-Tárif, dove Muhammad 'Alí li trovò
1600 anni dopo.
Inoltre,
mentre la chiesa, diversificata com'era al suo interno, diveniva sempre più,
tra il 1 50 e il 400, un'unità politica, i suoi capi tendevano a trattare
i loro oppositori - una gamma ancora più varia di gruppi - come se
costituissero anch'essi un'unità politica opposta. Quando Ireneo
denunciava gli eretici come «gnostici », non si riferiva tanto a qualche
specifico punto dottrinale che potevano avere in comune (anzi,
rimproverava loro spesso la varietà dei credi), quanto al fatto che si
rifiutavano tutti di accettare l'autorità del clero, il credo e il canone
del Nuovo Testamento.
Che
cosa, ammesso che ci fosse qualcosa, avevano in comune i vari gruppi che
Ireneo chiamava « gnostici »? 0, ponendo la domanda in altri termini,
che cosa hanno in comune i vari testi scoperti a Nag Hammadi ?
Nessuna
risposta semplice può coprire tutti i diversi gruppi che gli ortodossi
attaccavano, né tutti i diversi testi della biblioteca di Nag Hammadi. Ma
a mio parere il problema dello gnosticismo, per gli ortodossi, non stava
soltanto nel fatto che gli gnostici erano spesso in contrasto con la
maggioranza su punti specifici come quelli che abbiamo esaminato -
l'organizzazione dell'autorità, la partecipazione delle donne, il
martirio: gli ortodossi capivano che coloro che chiamavano « gnostici »
condividevano una prospettiva religiosa di base che restava antitetica
alle rivendicazioni della chiesa istituzionale.
Infatti
gli ortodossi sostenevano che, per avvicinarsi a "Dio", l'umanità ha
bisogno d'una strada superiore ai propri poteri - una strada indicata da
"Dio".
Quella che la chiesa cattolica offre a coloro che altrimenti
sarebbero perduti- « Fuori della chiesa non c'è salvezza ». La loro
convinzione si fondava sulla premessa che "Dio" avesse creato l'umanità.
Come dice Ireneo: « A questo riguardo, "Dio" differisce dall'umanità;
"Dio"
fa, mentre l'umanità è fatta ».
Il primo è agente creatore, la seconda
ricevente passiva; quello è « veramente perfetto in ogni cosa »,
onnipotente e infinito, questa è una creazione imperfetta e finita.
Il
filosofo Giustino Martire dichiara che quando riconobbe la grande
differenza tra la mente umana e Dio, abbandonò Platone e divenne un
filosofo cristiano.
Prima della sua conversione, racconta, un vecchio mise
in discussione il suo assunto di base chiedendogli: « Qual è insomma
l'affinità che abbiamo con "Dio"? L'anima è anch'essa divina e immortale?
è una parte dello spirito sovrano stesso? ». Come discepolo di Platone,
Giustino rispose senza esitare:
« Esattamente ». Ma quando con ulteriori
domande il vecchio lo portò a dubitare di questa certezza, capì che la
mente umana non può trovare "Dio" in sé e ha bisogno d'essere illuminata
dalla rivelazione divina - tramite le Scritture e la fede proclamata dalla
chiesa.
Ma
alcuni cristiani gnostici si spingevano fino ad affermare che l'umanità
aveva creato "Dio" - scoprendo quindi da sé, con le proprie potenzialità
interiori, la rivelazione della verità. E' l'idea probabilmente sottesa
all'ironico commento dei Vangelo di Filippo:
[All'inizio]
"Dio" creò l'umanità; ma ora gli uomini creano "Dio". Nel mondo è proprio
così: uomini modellano divinità e venerano la loro creazione. Sarebbe
appropriato che le divinità venerassero gli uomini.
Lo gnostico Valentino insegnava che la stessa umanità manifesta la vita e
la rivelazione divine.
La
chiesa, afferma, è costituita da quella parte di umanità che riconosce e
celebra la sua origine divina." Valentino non usava però il termine
umanità nel senso che ha attualmente, di stirpe umana collettivamente
presa. Lui e i suoi seguaci parlavano di Anthropos (che traduciamo «
umanità »), natura sottostante a quell'entità collettiva, archetipo, o
sostanza spirituale, dell'essere umano. In questo senso alcuni seguaci di
Valentino, « quelli... considerati più bravi » " degli altri,
condividevano le idee del maestro Colorbaso secondo cui, quando "Dio" s'era
rivelato, l'aveva fatto in forma di Anthropos.
Altri invece, riferisce Ireneo, sostenevano che il primo padre del tutto, il primo inizio e il
primo incomprensibile, è detto Anthropos ... e che questo è il grande e
recondito mistero, cioè, che il potere che sta sopra tutti gli altri, e
comprende tutti gli altri nel suo abbraccio, è chiamato Anthropos.
Ecco
perché, spiegano questi gnostici, il Salvatore si definì « Figlio di
Uomo » (cioè, Figlio di Anthropos)." Gli gnostici seziani, che
chiamavano il creatore Ialdabaoth (un nome che sembra derivare dalla
mistica ebraica, ma che qui indica il suo status inferiore), dicevano che
per questa ragione, quando il creatore Ialdabaoth, divenendo arrogante in
spirito, si gloriò sopra tutti coloro che erano sotto di lui, e dichiarò,
« lo sono padre, e "Dio", e sopra di me non c'è nessuno », sua madre,
udendolo parlare così, gli gridò contro: « Non mentire, Ialdabaoth;
poiché il padre di tutto, il primo Anthropos, è sopra di te; e così è
Anthropos, il figlio di Anthropos.
Secondo
un altro valentiniano, poiché gli esseri umani hanno creato tutto il
linguaggio dell'espressione religiosa, l'umanità ha effettivamente creato
il mondo divino-. « ...e questo Anthropos è realmente lui che è "Dio"
sopra tutto ».
Molti
gnostici si sarebbero trovati in linea di massima d'accordo con Ludwig
Feuerbach, lo psicologo del XIX secolo, sul fatto che « la teologia è in
realtà antropologia » (il termine viene naturalmente da anthropos, e
significa « studio dell'umanità »). Per gli gnostici esplorare la
psyche divenne esplicitamente ciò che è implicitamente per molti oggi:
una ricerca religiosa.
Alcuni,
come gli gnostici radicali, cercando la propria strada interiore
rifiutavano le istituzioni religiose come ostacoli al loro progredire.
Altri, come i valentiniani, vi partecipavano volentieri, pur vedendo nella
chiesa più uno strumento della propria scoperta di sé che la necessaria
« arca della salvezza ».
Oltre
a dare definizioni opposte di "Dio", i cristiani gnostici e ortodossi
facevano una diagnosi ben diversa della condizione umana. Gli ortodossi
seguivano l'insegnamento ebraico tradizionale, per cui ciò che distingue
l'umanità da "Dio", a parte la differenza di sostanza, è il peccato umano.
Il
termine usato dal Nuovo Testamento per peccato, hamartia, deriva dallo
sport del tiro con l'arco;
letteralmente significa « mancare il bersaglio ».
Il
Nuovo Testamento insegna che noi soffriamo il dolore, mentale e fisico,
perché non riusciamo a raggiungere il traguardo morale cui puntiamo:
«
tutti hanno peccato e sono privi della gloria di "Dio" ». Secondo il
Vangelo di Marco, quando Gesù venne a riconciliare "Dio" con l'umanità,
annunciò:
« Il tempo è compiuto e il regno di "Dio" è vicino;
convertitevi e credete al vangelo ». Solo Gesù, proclama Marco, può
offrire la guarigione e il perdono dei peccati; solo coloro che ricevono
il suo messaggio in fede fanno esperienza della liberazione. Il Vangelo di
Giovanni dichiara la disperata condizione dell'umanità separata dal
Salvatore:
"Dio"
... ha mandato il Figlio nel mondo ... perché il mondo si salvi per mezzo
di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato
condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di "Dio".
Molti
gnostici sostenevano invece che è l'ignoranza, non il peccato, a
provocare la sofferenza.
Il movimento gnostico ha delle affinità con i metodi contemporanei di
esplorazione dell'io per mezzo di tecniche psicoterapeutiche.
Sia
lo gnosticismo che la psicoterapia mettono in primo piano la conoscenza
– la conoscenza di sé come penetrazione intuitiva. L'uno e l'altra
sostengono che, senza di essa la persona esperisce la sensazione d'essere
guidata da impulsi che non comprende. Valentino lo esprime con un mito.
Racconta che il mondo ebbe origine quando Sapienza, la Madre di ogni
essere, lo generò dalla propria sofferenza. I quattro elementi che
secondo i filosofi greci costituivano il mondo - terra, aria fuoco e acqua
- sono forme, concrete delle sue esperienze,
Così
la terra sorse dalla sua confusione, l'acqua dal suo terrore; l'aria dal
consolidarsi del suo dolore; mentre il fuoco ... era inerente a tutti
questi elementi ... come l'ignoranza giace nascosta in queste tre
sofferenze.
Insomma,
il mondo nacque dalla sofferenza. (La parola greca pathos, che traduciamo
« sofferenza », ha anche una altra connotazione: implica essere
ricevente passivo, non iniziatore, della propria esperienza.) Valentino o
uno dei suoi seguaci presenta un'altra versione del mito nel Vangelo di
Verità:
L'Ignoranza ... produsse angoscia e terrore. E l'angoscia divenne densa
come nebbia, tanto che nessuno poteva vedere. Per questo motivo l'errore
divenne potente ...
La
maggior parte degli uomini vivono quindi nell'oblio o - in termini
contemporanei - in stato di incoscienza Restando inconsapevoli di loro
stessi, non hanno « radici ».Il Vangelo di Verità descrive tale
esistenza come un incubo.
Quelli
che vivono in esso provano « spavento, confusione, dubbio e incertezza »,
presi in « molti inganni ». Secondo il brano che gli stu"Dio"si chiamano
« la parabola dell'incubo », « la gente » vive
come se ... si fosse abbandonata al sonno e si trovasse in preda a sogni
agitati: o si presenta loro un luogo in cui essi trovano scampo o si
sentono senza forze, dopo essere stati inseguiti da qualcuno, o sono
coinvolti in risse o stanno essi stessi ricevendo colpi; o stanno cadendo
da grandi alture o volano per aria. sebbene non abbiano ali. Altre volte
ancora è come se qualcuno tentasse di ucciderli, anche se nessuno li
insegue, o come se essi stessi stessero uccidendo i loro vicini, perché
sono imbrattati del loro proprio sangue. Fino al momento in cui colui che
passa attraverso queste cose, immerso in tutte queste confusioni, si
ridesta e non vede nulla, poiché esse sono nulla.
Così
è per coloro che hanno allontanato da sé l'ignoranza, come un sonno cui
essi non danno alcun valore.
Ugualmente non danno alcun valore alle sue opere, ma le abbandonano, al
pari di un sogno nella notte ... E' così che ognuno ha agito da
addormentato, nel tempo della sua ignoranza, ed è così che conosce, come
se si ridestasse.
Chi
resta ignorante, « creatura dell'oblio »," non può fare esperienza
della compiutezza; una persona simile, dicono gli gnostici, « dimora
nella deficienza » (l'opposto di compiutezza). Infatti la deficienza
consiste nell'ignoranza.
...
Proprio come è dell'ignoranza di uno: appena egli viene a conoscenza, la
sua ignoranza si disperde da sola: come si dissipano le tenebre quando
appare la luce, così anche la deficienza svanisce nella compiutezza.
L'ignoranza
di sé è anche una forma di distribuzione di sé. Secondo il Dialogo del
Salvatore, chi non comprende gli elementi dell'universo, e di se stesso,
è votato all'annichilimento:
...
Se uno non [capisce] com'è sorto il fuoco, brucerà in esso, poiché non
conosce la propria radice. Se uno non capisce prima l'acqua, non conosce
niente ...
Se uno non capisce com'è sorto il vento che soffia, andrà via
con esso. Se uno non capisce com'è sorto il corpo che indossa, perirà
con esso ... Chi non capisce com'è venuto non capisce come andrà ...
Come
- o dove - si deve cercare la conoscenza di sé? Molti gnostici hanno in
comune con la psicoterapia, contro il cristianesimo ortodosso, una seconda
importante premessa: la psiche porta in sé le potenzialità di
liberazione o distruzione. Pochi psichiatri troverebbero da ridire sul
detto attribuito a
Gesù
dal Vangelo di Tommaso:
....Se
mostrerete ciò,che è dentro di voi, ciò che mostrate vi salverà- Se
non mostrate ciò che è dentro di voi, ciò che non mostrate vi ucciderà
.
Questa
capacità di penetrazione viene gradualmente e richiede sforzo: « Conosci
ciò che sta davanti al tuo viso e ciò che ti è nascosto ti verrà
rivelato ».
Questi
gnostici riconoscevano che il perseguimento della gnosi impegna ogni
persona in un processo solitario e difficile, una lotta contro la
resistenza interna.
E descrivevano questa resistenza alla gnosi come il
desiderio di dormire o ubriacarsi - di restare cioè nell'incoscienza. Così
Gesù (che altrove si definisce « la conoscenza della verità »)
dichiara che, al suo arrivo nel mondo,... li ho trovati tutti ubriachi-. non ho trovato in mezzo a loro nemmeno
uno che avesse sete.
E
l'anima mia si è addolorata per i figli dell'uomo, perché essi sono
ciechi nel cuore, e poiché sono venuti al mondo nudi, essi cercano di
uscire di nuovo nudi dal mondo. Ma ora essi sono ubriachi.
Il maestro Silvano, i cui Insegnamenti " sono tra i testi scoperti a
Nag Hammadi, esorta i suoi seguaci a opporsi all'incoscienza:
...
poni termine al sonno che grava su di te. Lascia l'oblio che ti riempie di
oscurità ... Perché persegui l'oscurità, quando puoi ottenere la luce ?
...
La sapienza ti chiama, eppure tu desideri l'insensatezza. ... un uomo
insensato ... percorre le strade del desiderio d'ogni passione. Egli nuota
nei desideri della vita e viene sommerso. ... è come una nave che il
vento sbatte di qua e di là, e come un cavallo smarrito che non ha
cavaliere. Poiché quest'(uomo) aveva bisogno del cavaliere, che è
ragione. ... prima di ogni altra cosa, conosci te stesso ...
Anche
il Vangelo di Tommaso avverte che la scoperta di sé implica un tumulto
interiore:
Gesù
disse: « Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova; quando
troverà sarà commosso; e quando sarà stato commosso contemplerà e
regnerà sul tutto ». Qual è la sorgente della « luce » che si scopre
dentro di sé? Al pari di Freud, che dichiarava di seguire la « luce
della ragione », la maggior parte delle fonti gnostiche dichiarano che «
il lume del corpo è la mente » (una sentenza che il Dialogo del
Salvatore attribuisce a Gesù). Silvano, il maestro, dice:
...
Fai entrare la tua guida e il tuo maestro. La mente è la guida, ma la
ragione è il maestro ... Vivi secondo la tua mente ... Acquista forza,
poiché la mente è forte ... Illumina la tua mente Accendi il lume dentro
di te.
Per
far questo, Silvano prosegue: Bussa a te stesso come a una porta e cammina
su te stesso come su una strada diritta. Poiché se cammini sulla strada,
è impossibile che tu ne vada fuori ... Apri la porta per te stesso
affinché tu possa sapere cos'è ... Qualunque cosa aprirai per te stesso,
aprirai.
Il
Vangelo di Verità esprime lo stesso pensiero:
...
Se uno riceve la gnosi, riceve ciò che gli è proprio e l'attira in se
stesso... Chi possiede così la gnosi sa di dove viene e dove va.
Il
Vangelo di Verità esprime questo concetto anche con una metafora: ognuno
deve ricevere « il proprio nome » - non, naturalmente, un nome comune,
ma la vera identità. Quelli che sono « figli della conoscenza interiore
» acquisiscono il potere di dire i propri nomi. A loro si rivolge il
maestro gnostico:
...
Parlate, dunque, dal vostro cuore, perché siete voi questo giorno
perfetto e in voi dimora la luce che non ha fine ... Voi siete la saggezza
che viene brandita
...
Abbiate cura di voi stessi. Non vi preoccupate di ciò che resta, che
avete gettato via ?
Così,
secondo il Vangelo di Tommaso, Gesù schernisce quelli che pensano al «
Regno di "Dio" » in termini letterali, come se fosse un luogo specifico:
«
Se coloro che vi guidano vi dicono: Ecco! Il Regno è nel cielo",
allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono:
"Il Regno è nel mare", allora i pesci vi saranno prima di voi
». Si tratta invece d'una scoperta di sé:
Ma
il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi
stessi, sarete conosciuti e saprete chi siete figli del Padre vivente. Ma
se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi
stessi privazione.
Ma i discepoli fraintendono; prendendo il « Regno » per un evento a
venire, insistono nelle domande: I discepoli gli dissero, « Quando verrà
... il nuovo mondo ? » Ed egli disse loro, « Ciò che voi attendete è
già venuto, ma voi non lo riconoscete. » ... I suoi discepoli gli
dissero, « Quando verrà il Regno ? » [Gesù
disse,] « Verrà quando
non lo si aspetta. E non si dirà: 'Eccolo, è, qui ! o 'Eccolo, è là '
Ma il Regno del Padre è sparso sopra la Terra e gli uomini non lo vedono.
» Il « Regno » simboleggia quindi uno stato di trasformazione della
coscienza:
Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli:
« Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel
Regno ». Essi allora gli domandarono: « Se saremo piccoli, entreremo nel
Regno? ». Gesù rispose loro: « Quando farete in modo che due siano uno,
e farete sì che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno,
e l'alto come il basso e quando farete del maschio e della femmina una
cosa sola ... allora entrerete [nel Regno] ».
La nozione di Regno di "Dio" come evento reale atteso nella storia, che «
Gesù il Vivente » di Tommaso respinge come ingenua, è quella più
frequente nei vangeli sinottici del Nuovo Testamento, dove è attribuita
all'insegnamento di Gesù.
Secondo
Matteo, Luca e Marco, Gesù ne proclamò l'avvento- allora i prigionieri
otterranno la libertà, i malati guariranno, gli oppressi saranno
liberati, e l'armonia prevarrà su tutta la terra. Marco dice che i
discepoli aspettavano la venuta del Regno come un evento cataclismico che
si sarebbe compiuto nel corso della loro vita, perché Gesù aveva detto
che alcuni di loro non sarebbero morti « senza aver visto il regno di
"Dio"
venire con potenza »."
Lo stesso Marco afferma che prima di essere
arrestato Gesù avvertì che, sebbene « non sarà ancora la fìne »,
dovevano aspettarla a ogni momento.
Tutti e tre i vangeli sostengono che
il Regno verrà nel prossimo futuro (pur indicando anche, in molti passi,
che è già presente). Luca fa dire esplicitamente a Gesù: « il regno di
"Dio" è in mezzo a voi ». Alcuni cristiani gnostici, estendendo questa
interpretazione, attendevano la venuta della liberazione umana non dagli
eventi della storia, ma dalla trasformazione interiore.
Per ragioni analoghe, i cristiani gnostici criticavano la visione
ortodossa di Gesù come esterno e superiore ai discepoli. Secondo Marco,
quando i discepoli riconobbero che era Gesù, pensarono a lui come al Re
che attendevano:
Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarea
di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: Chi dice la
gente che io sia ? ».
Ed
essi gli risposero: « Giovanni il Battista, altri dicono Elia e altri uno
dei profeti ». Ma egli replicò: « E voi chi dite che io sia ? ». Pietro
gli rispose: « Tu sei il Cristo ».
A questo episo"Dio", Matteo aggiunge che Gesù benedisse Pietro per averlo
riconosciuto con tanta giustezza, e subito dichiarò che la chiesa sarebbe
stata edificata su Pietro, e sul suo riconoscimento di Gesù quale Messia.
Una delle professioni cristiane più antiche recita semplicemente, « Gesù
è Signore! ».
Ma Tommaso racconta la storia diversamente:
Gesù disse ai suoi discepoli: « Fate un confronto con me e dite a chi
sono simile ». Gli disse Simone Pietro. « Tu sei simile a un angelo
giusto ». Gli disse Matteo: « Tu sei simile a un filosofo di grande
saggezza ». Gli disse Tommaso.- « Maestro, la mia bocca non è
assolutamente in grado di dire a chi tu sei simile ». Gesù disse: « lo
non sono più tuo maestro, perché tu sei ebbro: ti sei inebriato alla
copiosa sorgente che è emanata da me »
Qui Gesù non nega il suo ruolo di Messia o di maestro, almeno in rapporto
a Pietro e Matteo. Ma essi - e le loro risposte - rappresentano un livello
di comprensione inferiore. Tommaso, che confessa di non poter assegnare
nessun ruolo specifico a Gesù, trascende, in questo momento di
riconoscimento, il rapporto allievo-maestro.
Diviene
simile a « Gesù il Vivente », che dichiara: « Colui che berrà dalla
mia bocca diventerà come me, nello stesso modo che io diventerò come
lui, e le cose nascoste gli saranno rivelate ».
Le fonti gnostiche rappresentano spesso Gesù che risponde a domande, nel
ruolo di maestro, rivelatore e guida spirituale. Ma anche in questo il
modello gnostico è affine a quello psicoterapeutico. Entrambi riconoscono
il bisogno di guida, ma solo come misura temporanea. Si accetta la autorità
per imparare a superarla.
Divenuti
maturi, non si ha più bisogno di nessuna autorità esterna. Chi prima
svolgeva il ruolo di discepolo, si riconosce ora « fratello gemello » di
Gesù. Chi è, allora, Gesù il maestro ? L'Atleta Tommaso lo definisce
semplicemente « la conoscenza della verità » Secondo il Vangelo di
Tommaso, Gesù si rifiuta di avallare l'esperienza che i discepoli devono
scoprire da sé.
Essi
gli dissero: « Dicci chi sei tu, affinché noi possiamo credere in te ».
Egli rispose loro: « Voi scrutate il cielo e la terra, ma colui (o « ciò
») che vi sta davanti non lo avete conosciuto e ignorate come leggere
questo momento ».
E
quando, delusi, gli chiedono, « Chi sei tu che ci dici queste cose »
Gesù,
invece di rispondere, critica la domanda: « Da ciò che vi dico non
riconoscete chi sono? ». Abbiamo già visto che, secondo Tommaso, quando
i discepoli chiedono a Gesù di mostrar loro dove si trova, affinché
anch'essi possano raggiungere quel luogo, Gesù si rifiuta, e li indirizza
invece verso se stessi, verso la scoperta delle risorse nascoste dentro di
loro. Ritroviamo lo stesso tema nel Dialogo del Salvatore. Mentre Gesù
parla con i suoi tre discepoli eletti, Matteo gli chiede di mostrargli il
« luogo di vita », che è, dice, la « pura luce ».
Gesù risponde-
« Ognuno [di voi] che ha conosciuto se stesso lo ha visto ». Ancora una
volta, devia la domanda, indirizzando invece il discepolo alla scoperta di
se stesso.
Quando
i discepoli, aspettandosi che Gesù riveli loro i segreti, gli chiedono,
«Chi è colui che cerca, [e chi è colui che] rivela ? »' ' Gesù
risponde che quello che cerca la verità - il discepolo - è lo stesso che
la rivela. Poiché Matteo insiste a porgli domande, dice che neppure lui
conosce la risposta: « neanch'io ho sentito parlare di ciò, se non da te
».'
Il
discepolo che raggiunge la conoscenza di sé può quindi scoprire ciò che
nemmeno Gesù è in grado di insegnare. Il Testimonio di Verità dice che
lo gnostico diviene un discepolo della [propria] mente », scoprendo
che essa è il padre della verità ». Apprende da se stesso, nel
silenzio della meditazione, ciò che ha bisogno di conoscere. Perciò si
considera eguale a chiunque altro, conservando la propria indipendenza
dall'autorità di chiunque:
« Ed è paziente con tutti. si fa eguale a
tutti, e pure si separa da loro ». Anche Silvano vede nella « tua
mente... un principio guida ». Chi segue la strada della propria mente
non ha bisogno di accettare il consiglio di nessuno:
Abbi
un gran numero di amici, ma nessun consigliere. ... Ma se acquisti [un
amico], non affidarti a lui. Affidati solo a "Dio" come padre e amico.
In
definitiva, gli gnostici che concepivano la gnosi come esperienza
soggettiva e diretta erano interessati soprattutto al significato
intrinseco degli eventi. In contrasto, anche qui, con la tradizione
ortodossa, secondo la quale il destino umano dipende dagli eventi della «
storia della salvezza » - la storia di Israele, in special modo le
predizioni di Cristo dei profeti, poi la sua reale venuta, vita, morte e
resurrezione. I vangeli del Nuovo Testamento, al di là delle loro
differenze, s'occupano tutti di Gesù come persona storica. E fanno tutti
perno sulle predizioni dei profeti per dimostrare la validità del
messaggio cristiano. Matteo, ad esempio, ripete come un ritornello: «perché
si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta ».
Anche Giustino, nel tentativo di persuadere l'imperatore della verità del
cristianesimo, porta come prova l'adempimento della profezia.- « E in
effetti ciò puoi vederlo da te, ed esserne convinto dai fatti »."
Ma secondo il Vangelo di Tommaso Gesù respinge come irrilevanti le
predizioni dei profeti:
I
discepoli gli dissero, « Ventiquattro profeti hanno parlato in Israele,
ed essi tutti hanno parlato di te ». Ed egli disse, « Voi avete
dimenticato colui che è vivo davanti a voi e avete parlato di morti ! »
Questi
cristiani gnostici consideravano gli eventi reali secondari rispetto alla
percezione del loro significato.
Questo tipo di gnosticismo condivide con la psicoterapia il fascino del
significato non letterale dei linguaggio; en- trambi vogliono comprendere
la qualità intrinseca della esperienza. Lo psicoanalista C. G. Jung ha
interpretato il mito della creazione di Valentino come una descrizione dei
processi psicologici.
Valentino racconta che tutte le cose hanno avuto
origine dalla « profondità », dall'« abisso » - in termini
psicanalitici, dall'inconscio. Da questa « profondità » emerge Mente e
Verità, e da loro, in sequenza, la Parola (Logos) e Vita. Ed è stata la
parola a far nascere l'umanità. Si tratta, per Jung, d'un racconto mitico
della origine della coscienza umana.
Uno psicanalista potrebbe trovare
significativa anche la continuazione del mito: Valentino racconta che
Sapienza, figlia minore della prima Coppia, fu colta dalla passione di
conoscere il Padre, passione che interpretava come amo- re. I suoi
tentativi di conoscerlo l'avrebbero portata alla autodistruzione, se non
avesse incontrato un potere chiamato il Limite, « un potere che sostiene
tutte le cose e le preserva » che la liberò dal tumulto emotivo e la
riportò al suo posto originario.
Un
seguace di Valentino, l'autore del Vangelo di Filippo, indaga il rapporto
tra verità esperienziale e descrizione verbale. Dice che « verità ha
espresso dei nomi nel mondo a questo motivo- che non è possibile
apprendere senza nomi ».Ma la verità dev'essere vestita di simboli: «
La verità non è venuta nel mondo nuda, ma è venuta in simboli e
immagini. Esso non la riceverà in altra maniera ». Questo maestro
gnostico critica coloro che prendono il linguaggio religioso per un
linguaggio letterale, professando la fede in "Dio", in Cristo, nella
resurrezione o nella chiesa, come se fossero tutte « cose » esterne a
loro. Nel linguaggio ordinario, spiega, ogni parola si riferisce a un
fenomeno specifico ed esterno; una persona « vede il sole, senza essere
un sole, e vede il cielo e la terra e tutte le altre cose, senza essere
alcuna di queste cose ». Il linguaggio religioso è invece un linguaggio
di trasformazione interiore; chi percepisce la realtà divina diventa
quello che vede.
...
Tu hai visto lo Spirito e sei diventato Spirito. Tu hai visto Cristo e sei
diventato Cristo. Tu hai visto il Padre e diventerai il Padre ... Ma ti
vedrai nel Luogo, perché quello che tu vedi, lo diventerai.
Chi
raggiunge la gnosi, « non è più un cristiano, ma un
Cristo
».
E'
evidente che un simile gnosticismo era qualcosa di più di un movimento di
protesta contro il cristianesimo ortodosso. Implicava una prospettiva
religiosa che si opponeva implicitamente allo sviluppo di quel genere di
istituzione che, divenne la chiesa cattolica primitiva. Era difficile che
chi si attendeva di « divenire Cristo » riconoscesse le strutture
istituzionali della chiesa - vescovi, preti, credo, canone o rito - come
portatrici dell'autorità definitiva.
Questa
prospettiva religiosa differenzia lo gnosticismo non solo dall'ortodossia,
ma anche, malgrado tutte le affinità, dalla psicoterapia: la maggioranza
dei membri della professione psicoterapeutica concordano infatti con Freud
nel negare esistenza reale alle invenzioni dell'immaginazione. Non
considerano il loro sforzo di scoprire cosa si nasconda nella psiche
equivalente alla scoperta dei segreti dell'universo. Molti gnostici
invece, come molti artisti, ricercano la conoscenza interiore di sé come
una chiave per comprendere le verità universali - « chi siamo, da dove
veniamo, dove andiamo ». Secondo il Libro dell'Atleta Tommaso, « difatti
colui che non si conosce, non ha conosciuto nulla. Chi però si è
conosciuto, è pure venuto a conoscenza riguardo alla profondità del
tutto »."
Questa
convinzione - che chi esplora l'esperienza umana scopra nello stesso tempo
la realtà divina - è uno degli elementi che fanno dello gnosticismo un
movimento chiaramente religioso. Simon Mago, riferisce Ippolito, sosteneva
che ogni essere umano è un luogo abitato, « e che in lui dimora un
potere infinito... la radice dell'universo »." Ma questo potere
infinito esiste in due modi, uno reale e l'altro potenziale; perciò «
esiste allo stato latente in ognuno », ma « potenzialmente, non
realmente »
Come
realizzare tale potenzialità? Molte delle fonti gnostiche citate finora
contengono solo aforismi che avviano il discepolo alla ricerca della
conoscenza, ma si astengono dal dire come cercare. Scoprirlo da sé è,
sembra, il primo
I
suoi discepoli lo interrogarono e gli dissero: « Vuoi tu che noi
digiuniamo? E come dobbiamo pregare e fare l'elemosina? E quale dieta
dobbiamo seguire? ». Gesù rispose: « Non dite menzogne; non fate ciò
che voi stessi odiate »
La
sua ironica risposta li riporta a loro stessi: chi altri può giudicare
quando mentono o quello che odiano? Simili risposte criptiche valsero agli
gnostici aspre critiche da parte di Plotino, filosofo neo-platonico, che
passò all'attacco quando il loro insegnamento iniziò ad allontanare
dalla filosofia alcuni dei suoi allievi. Plotino rimproverava agli
gnostici di non avere un programma di insegnamento: « Si limitano a dire
'Guarda a "Dio" !, ma non dicono a nessuno dove o come guardare ».'
Tuttavia,
diverse fonti scoperte a Nag Hammadi descrivono tecniche di disciplina
spirituale. Zostriano, il testo più lungo della biblioteca di Nag Hammadi,
racconta come un maestro spirituale raggiunse l'illuminazione, esponendo
implicitamente un programma valido anche per gli altri. Come prima cosa,
aveva dovuto allontanare da sé i desi- deri fisici, probabilmente con
pratiche ascetiche. Poi diminuire il « caos nella mente »,"
placandola con la meditazione.
Allora, dice, « quando ebbi raggiunto la
rettitudine, vidi il fanciullo perfetto » - un'apparizione della presenza
divina. Più tardi, continua, « stavo riflettendo su tali questioni per
comprenderle... non cessavo di cercare un luogo di riposo degno del mio
spirito... ».Quando, « profondamente turbato », scoraggiato dei
progressi, si ritirò nel deserto, quasi desiderando d'essere ucciso dagli
animali feroci. Lì ebbe una visione del « messaggero della conoscenza
dell'eterna Luce », e dopo di questa molte altre, che racconta per
incoraggiare il lettore-, « Perché esiti? Cerca quando sei cercato;
quando sei invitato, ascolta... Guarda la Luce. Fuggi il buio. Non farti
portare fuori strada verso la tua distruzione ».
Altre
fonti gnostiche offrono orientamenti più specifici. Il Discorso sull'otto
e sul nove rivela un « ordine di tra- dizione » che dirige l'ascesa alla
conoscenza superiore. Scritto in forma di dialogo, si apre con l'allievo
che ricorda al suo maestro spirituale una promessa:
(Padre
mio), ieri mi promettesti [che avresti condotto la mia mente nell'otto e
poi mi avresti condotto nel nove. Dicesti che questo è l'ordine della
tradizione.
Il
maestro approva: « Figlio mio, in verità questo è l'ordine. Ma la
promessa era conforme alla natura umana »." E' lo stesso discepolo,
spiega, che deve produrre la comprensione che cerca: « Io inizio l'azione
per te. Ma la comprensione dimora in te. In me, (è) come se il potere
fosse pregno ». Il discepolo rimane stupefatto; allora il potere è
realmente dentro di lui? Devono pregare entrambi, suggerisce il maestro,
perché il discepolo possa raggiungere i livelli superiori, « l'otto e il
nove ». Spinto dallo sforzo e dall'abnegazione morali, ha già percorso i
primi sette livelli di conoscenza.
Ma
il discepolo confessa di non avere ancora esperienza diretta della
conoscenza divina: «Padre mio, non comprendo altro che la bellezza che mi
è giunta in libri ».
Ora che è pronto ad andar oltre la conoscenza vicaria, i due pregano
insieme « il "Dio" perfetto e invisibile cui si parla in silenzio ».
La
preghiera si muta in un canto di parole e vocali sacre: « Zoxathazo a
òò ée óòó èéé óóóó éé óóòóóóóó òò uuuuuu
òòóóóóóóóó óóó Zozazoth ». Dopo aver intonato il canto, il
maestro prega: « Signore... riconosci lo spirito che è in noi ». Poi
entra in estasi: ... Vedo!
Vedo profondità indescrivibili.
Come dirti, figlio mio? ... Come
[descrivere] l'universo? [Sono mente e] vedo un'altra mente, quella che
[muove] l'anima! Vedo quella che mi muove dal puro oblio. Tu mi dai
potere! Vedo me stesso! Voglio parlare! Mi trattiene il timore. Ho trovato
il principio del potere che è sopra a tutti i poteri, quello che non ha
principio ... Ho detto, figlio mio, che sono Mente. Ho visto! li
linguaggio non è in grado di rivelare questo.
Poiché
tutto l'otto, figlio mio, e le anime che sono in esso, e gli angeli,
cantano un inno in silenzio. Ed io, Mente, comprendo.
Mentre
guarda, lo stesso discepolo è preso in estasi- « Gioisco, padre mio,
poiché ti vedo sorridere. E l'universo gioisce ». Vedendo il suo maestro
e se stesso incorporare il divino, il discepolo lo supplica: « Non
lasciare che la mia anima venga privata della grande visione divina. Poiché
tutto ti è possibile come maestro dell'univérso ». Il maestro gli dice
di cantare in silenzio, e di « chiedere ciò che vuoi in silenzio »:
Quando
ebbe finito di glorificare gridò, « Padre Trismegisto! Cosa dirò?
Abbiamo ricevuto questa luce. Ed io stesso vedo la stessa visione in te.
Vedo l'otto e le anime che sono in esso e gli angeli cantare un inno al
nove e ai suoi poteri ...
Prego
la fine dell'universo e il principio del principio, l'oggetto della
ricerca dell'uomo, la scoperta immortale ... Sono lo strumento del tuo
spirito. La Mente è il tuo plettro. E il tuo consiglio mi pizzica. Vedo
me stesso! Ho ricevuto potere da te. Poiché il tuo amore ci ha raggiunti.
Il
Discorso si chiude col maestro che incarica l'allievo di scrivere le sue
esperienze in un libro (presumibilmente lo stesso Discorso), per guidare
altri ad « avanzare per stadi, e imboccare la strada dell'immortalità...
della comprensione dell'otto che rivela il nove. »
Un
altro testo straordinario, che porta il titolo di Allogeno, « straniero
» (letteralmente, « d'altra razza »), riferendosi alla persona
spiritualmente matura, che diviene « straniera » rispetto al mondo,
descrive anch'esso gli stadi che portano alla gnosi. Messo, l'iniziato, al
primo stadio, apprende « il potere che è dentro di te ». Allogeno gli
espone il proprio processo di sviluppo spirituale:
[Ero]
molto turbato, e mi volsi a me stesso ... Avendo visto la luce che mi
[circondava] e il bene che era dentro di me, divenni divino.
Poi
riceve la visione di un potere femminile, Youel, « colei che appartiene a
tutte le glorie »," che gli dice:
Poiché
la tua istruzione è ormai completa, e hai conosciuto il bene che è
dentro di te, ascolta riguardo al Triplice Potere le cose che custodirai
in gran silenzio e gran mistero ...
Paradossalmente,
questo potere è muto, ma emette un suono: zza zza zza.
Un
particolare che suggerisce, come nel canto del Discorso, una tecnica
meditativa che implica l'intonazione d'un suono.
Dopo
aver scoperto « il bene... dentro di me », Allogeno passa al secondo
stadio. conoscere se stesso.
[E allora] pregai che mi potesse accadere [la rivelazione] ... Non
disperai ... Mi preparai in ciò, e mi consultai con me stesso per cento
anni. E mi rallegrai oltre misura, poiché ero in una grande luce e su una
strada benedetta .
Seguendola,
compie un'esperienza extra-corporea e vede dei « santi poteri » che gli
impartiscono una specifica istruzione:
O
Allogeno, contempla la tua beatitudine ... in silenzio, in cui conosci te
stesso come sei e, cercando te stesso, ascendi alla Vitalità che vedrai
in movimento. E se ti è impossibile restare non aver paura di nulla; ma
se desideri restare, ascendi all'Esistenza, e la troverai che è ferma e
si acquieta ...
E quando ricevi una rivelazione ... e ti coglie il timore
in quel luogo, ritirati a causa delle energie. E quando sei divenuto
perfetto in quel luogo, placati.
Questo
discorso dei « santi poteri » era destinato a essere recitato in qualche
spettacolare rappresentazione ordinata dai membri della setta gnostica a
beneficio dell'iniziato nel corso dell'istruzione rituale? li testo non lo
dice, ma il candidato prosegue descrivendo la sua reazione:
Ora
ascoltavo queste cose mentre i presenti le dicevano. C'era una quiete di
silenzio dentro di me, e sentii la beatitudine per cui conobbi me stesso
come [sono].
Seguendo
le istruzioni, dice l'iniziato, viene colmato di « rivelazione...
Ricevetti potere... Conobbi Colui che esiste in me, e il Triplice Potere,
e la rivelazione della sua incontenibilità ». Estasiato dalla scoperta,
Allogeno vuole andar oltre. « Cercavo il "Dio" ineffabile e Sconosciuto ».
Ma a questo punto i « poteri » gli dicono di cessare il suo futile
sforzo.
Contrariamente
a molte altre fonti gnostiche, l'Allogeno insegna che, per prima cosa, si
può arrivare a conoscere « il bene che è dentro », e poi se stesso e
« colui che esiste dentro », ma non si può raggiungere la conoscenza
del "Dio" sconosciuto. Ogni tentativo in questa direzione, di afferrare
l'incomprensibile, ostacola « la mancanza di sforzo che è dentro di te
». L'iniziato deve accontentarsi di ricevere una conoscenza di "Dio" «conforme
alla capacità procurata da una rivelazione primaria ».La proprio
esperienza e conoscenza, quindi essenziale per lo sviluppo spirituale,
procura le basi per ricevere la comprensione di "Dio" in forma negativa.
La
gnosi implica, alla fine, il riconoscimento dei limiti della conoscenza
umana:
...
Sia che uno veda ("Dio") com'è sotto ogni aspetto, o dica che è qualcosa
di simile alla gnosi, ha peccato contro di lui ... perché non ha
conosciuto "Dio".
I
poteri gli insegnano a « non cercare nient'altro, ma andare... Non
conviene dedicare altro tempo alla ricerca ». Allogeno dice di aver messo
per iscritto queste cose per « amore di quelli che saranno degni ».
L'esposizione dettagliata dell'esperienza dell'iniziato, che comprende
parti di preghiera, canto e insegnamento, costellate dal suo ritirarsi
nella meditazione, fa pensare che il testo registri tecniche reali di
iniziazione, volte al raggiungimento di quella conoscenza di sé che è
conoscenza del potere divino interno. Ma gran parte
dell'insegnamento gnostico riguardo alla disciplina spirituale rimase, per
principio, non scritta.
Quello che è scritto, infatti, può leggerlo
chiunque - anche chi non è « maturo ». I maestri gnostici tenevano in
genere riservate le loro istruzioni segrete, partecipandole solo
verbalmente, per assicurarsi che ogni singolo candidato fosse idoneo a
riceverle.
Queste
istruzioni richiedevano che ogni maestro si assumesse la responsabilità
di un'attenzione selezionata e individualizzata al massimo per ogni
candidato.
E che a sua volta il candidato consacrasse al processo energia
e tempo - spesso anni.
Tertulliano
paragona sarcasticamente l'iniziazione valentiniana a quella dei misteri
eleusini:
prima
cingono tutti gli accessi al loro gruppo d'un supplizio di condizioni; e
chiedono una lunga iniziazione prima di arruolare i membri, fino a cinque
anni di insegnamento per i loro allievi adepti, affinché questa
sospensione della piena conoscenza possa affinare le, loro idee, e,
apparentemente, il valore dei loro misteri aumenta in proporzione
all'intenso desiderio di essi che creano. Poi viene il dovere del silenzio
...
Ovviamente, un simile programma di
disciplina, come i livelli superiori dell'insegnamento buddista, attira
solo una minoranza. Anche se i temi fondamentali dell'insegnamento
gnostico - come la scoperta del divino dentro di sé - esercitarono una
tale attrattiva da costituire una grande minaccia per la dottrina
cattolica, le prospettive religiose e i metodi dello gnosticismo non si
confacevano a una religione di massa. Sotto questo aspetto non ci fu
competizione col sistema organizzativo, di grande efficacia, della chiesa
cattolica, che esprimeva una prospettiva religiosa unificata fondata sul
canone del Nuovo Testamento, offriva un credo che si limitava a chiedere
all'iniziato di professare i più semplici fondamenti della chiesa, e
celebrava riti semplici e profondi come il battesimo e l'eucaristia.
La
stessa struttura di base di dottrina, rito e organizzazione regge oggi
quasi tutte le chiese cristiane, dalla cattolica romana all'ortodossa alle
protestanti. E' quasi impossibile immaginare come, senza questi elementi,
la fede cristiana avrebbe potuto sopravvivere e attrarre tanti milioni di
aderenti in tutto il mondo, per venti secoli.
Le idee da sole non rendono
una religione potente, anche se sono necessarie al suo successo;
altrettanto importanti sono le strutture sociali e politiche che danno
identità agli uomini in una comune affiliazione.
Tratto
da:
http://www.psicoterapia-palermo.it/psicoterapia/vangeli_psicoterapia.htm
By Dott. Sergio Angileri - Ordine Psicologi Sicilia –
Psicoterapia e Medicina Psicosomatica
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IL VANGELO di GIUDA
E' AUTENTICO ! -
09/04/2013
Uno scienziato che ha
contribuito a verificare
l'autenticita' del
vangelo di Giuda ha
rivelato che un antico
certificato di
matrimonio egizio
potrebbe giocare un
ruolo fondamentale
nell'appurare la
veridicita' e la
datazione degli
inchiostri usati nel
controverso testo.
La scoperta e' stata
annunciata durante il
245esimo National
Meeting&Exposition della
American Chemical
Society.
"Se non avessimo trovato
uno studio del Louvre su
un matrimonio egizio,
che risaliva allo stesso
periodo e aveva
inchiostri simili a
quelli usati nel vangelo
di Giuda, avremmo avuto
molte piu' difficolta' a
capire se il Vangelo era
autentico", ha spiegato
Joseph G. Barabe,
microscopista senior
della McCrone Associates
che ha guidato il
progetto di microanalisi
alla McCrone di Westmont.
Il team di Barabe ha
fatto parte di un gruppo
organizzato nel 2006
dalla National
Geographic Society volto
ad autenticare il
Vangelo di Giuda
scoperto negli anni
Settanta dopo essere
rimasto nascosto per
quasi 1.700 anni.
Il
testo, scritto in copto
egiziano, non dipinge
Giuda come traditore di
Cristo ma come suo piu'
stretto seguace che si
trovo' a eseguire
l'ordine di tradire Gesu',
affinche' la sua
missione terrena fosse
compiuta. Dopo aver
analizzato un campione
del documento, Barabe e
colleghi avevano
concluso che il Vangelo
era stato probabilmente
scritto con un
inchiostro ferrogallico.
Anche se questo dato
suggeriva che il testo
poteva risalire al terzo
o quarto secolo dopo
Cristo, l'inchiostro
usato nel Vangelo era
diverso da qualsiasi
cosa avessero mai visto
prima.
In genere, gli
inchiostri ferrogallici
- almeno quelli dal
Medioevo - erano fatti
da una miscela di
solfato di ferro e acidi
tannici, ma quello del
Vangelo di Giuda non
conteneva zolfo.
Un
piccolo studio francese
condotto da scienziati
del Louvre che
analizzava un matrimonio
egiziano e i documenti
catastali scritto in
copto e greco prodotti
risalenti al primo al
terzo secolo d.C., ha
portato pero' alla luce
un certificato di
matrimonio scritto con
inchiostro a base di
rame, che conteneva
quasi per nulla zolfo,
quindi molto simile a
quello del Vangelo di
Giuda. Secondo Barabe,
l'inchiostro usato nel
Vangelo di Giuda
rappresenta un
inchiostro di
transizione, un "anello
mancante" tra gli
inchiostri a base di
carbonio del mondo
antico e gli inchiostri
ferrogallici (fatti con
solfato di ferro) che
sono diventati molto
popolari in epoca
medievale. - By AGI news
Vangelo di Giuda
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2012/02/12/vangelo-di-giuda-testo-integrale/
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Con grande
costernazione del
Vaticano, e dei
Cristiani, è stata
trovata in Turchia, una
Bibbia avente circa
1500-2000 anni,
attualmente esposta nel
Museo Etnografico di
Ankara
Scoperto nel 2000 e,
successivamente tenuto
segreto, il libro
contiene il Vangelo di
Barnaba – un discepolo
di
Gesu' – il quale
rivela che
Gesù, né è
stato crocifisso, né è
il figlio di "Dio", ma è
solo un profeta. Il
libro, inoltre, giudica
l’apostolo Paolo come un
impostore.
Il libro sostiene anche
che Gesù ascese al cielo
vivo, e che Giuda
Iscariota fu crocifisso
al suo posto.
Un articolo del National
Turk (clicca QUI), dice
che la Bibbia è stata
sequestrata ad una banda
di contrabbandieri
durante un’operazione
nella zona del
Mediterraneo.
L’articolo afferma che
la banda è stata
accusata di contrabbando
di antichità, scavi
illegali e possesso di
esplosivi. Il libro è
valutato 40 milioni di
lire turche, circa
30.000 euro.
Autenticità - Secondo i
rapporti, le autorità
religiose di Tehram
insistono sul fatto che
il libro sia originale.
È scritto con lettere
d’oro in
aramaico, la
lingua di
Gesù
il Nazareno.
Il testo mantiene una
visione simile a quella
dell’Islam,
contraddicendo gli
insegnamenti del Nuovo
Testamento del
cristianesimo.
Nel testo si afferma che
Gesù prevede anche la
venuta del Profeta
Maometto che divenne il
capo della nuova
religione
l’Islam 700 anni dopo.
Si ritiene che, durante
il (Concilio
di Nicea),
la chiesa cattolica
raccolse a mano i
vangeli che formano la
Bibbia come la
conosciamo oggi,
omettendo il Vangelo di Barnaba (tra molti
altri) a favore dei
quattro vangeli
canonici: Matteo, Marco,
Luca e Giovanni.
Molti testi biblici
hanno cominciato ad
affiorare nel corso del
tempo, compresi quelli
del Mar Morto e i Vangeli
Gnostici; ma questo
libro in particolare,
sembra preoccupare il
Vaticano.
Cosa significherebbe per
la religione cristiana e
i propri seguaci ?
Il
Vaticano ha chiesto alle
autorità turche di farli
esaminare il contenuto
del libro all’interno
della
Chiesa
Cattolica.
Ora che il
libro è stato trovato,
accetteranno le prove
contenute in esso ? O
negheranno tutto ?
Per molti, questo libro
è un faro di speranza
che farà comprendere ai
credenti cristiani che
l’oggetto della loro
adorazione è arbitrario;
e che tutto il testo, in
particolare la Bibbia,
non racconta ciò che la
chiesa vorrebbe far
passare per la verità.
Mauro Biglino: “La
Bibbia non è un libro
sacro”
Cosa significa questo
per atei; agnostici;
pensatori laici ? Il
testo è vero ? È falso ?
Ha importanza ?
Speriamo
che questa notizia
ispiri i religiosi nel
porre domande, invece di
puntare il dito o di
credere ciecamente nel
nulla. Il più grande
pericolo della fede, è
quando le persone
credono in quello che
vogliono credere,
cercando di difendere
l’indifendibile priva di
qualsiasi prova; o
quando tali prove
rivoluzionerebbero la
loro fondazione dalle
fondamenta. Per secoli,
la “difesa” della cieca
fede, ha spinto le
nazioni in guerra; la
violenza più efferata;
la discriminazione; la
schiavitù; lo sviluppo
di una società di automi
in cui stiamo vivendo
oggi.
Tratto da:
gazzettinoweb.altervista.org
vedi:
Vangelo aramaico +
Vangeli
segreti
+
Vangeli
+
Vangelo precedente
+
Apocrifi
+ Falsificazioni della Bibbia +
Falsificazioni Storiche
Analisi parallela delle
varie traduzioni della
Bibbia:
Il versetto che segue,
tratto dall'Antico
Testamento, è uno dei
più interessanti della
prima parte della
Bibbia, poiché ci fa
capire chi era veramente
Elyon, la sua vera
identità ed il suo vero
ruolo.
Genesi 14,19 - Antico
Testamento
a) traduzione della
Chiesa cattolica (Bibbia
che abbiamo in casa)
"Sia benedetto Abram dal
Dio altissimo, creatore
del cielo e della terra"
b) traduzione della San
Paolo (Bibbia tradotta
alla lettera)
"Benedetto Abram da El
Elyon, possedente cieli
e terra"
c) traduzione della
"cosa":
“Benedetto sia Abramo
dall’Iddio Altissimo,
che ha fatto* il cielo e
la terra"
p.s. nella nota,
relativa al verbo
"fare", scrivono:
“Che ha fatto”: LXXVg,
“che ha creato”; ma nel
v. 22 la Vg legge:
“Possessore”."
Notiamo alcune cose:
- nella traduzione
letterale il termine "Dio"...
non c'è.
- nella traduzione
letterale il termine
"creatore" scompare e
c'è il termine
"possidente"... cambia
molto vero... !
- nella traduzione fatta
dalla "cosa"
la nota è molto
interessante...
Inoltre:
La traduzione fatta
dalla Editrice San
Paolo, praticamente
l'unica traduzione
letterale al mondo
dell'Antico Testamento,
NON presenta il
termine "Dio".
Se uno legge la
traduzione letterale
della San Paolo... il
termine "Dio" non lo
trova mai...
Come la mettiamo ?
By Marco Scarponi -
https://www.facebook.com/marco.scarponi.90
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Tratto dal libro
l'ultimo Faraone-Erode
Gesù
Guardate come
l'evangelista Luca cerca
di allontanare la Maria
di G. Flavio che tenta
di avvelenare suo marito
Erode dalla Maria dei
vangeli combinando un
bel pasticcio, facendo
si che Erode il grande
sia ancora in vita nel 6
d.C. quando invece muore
ben 10 anni prima.
Al tempo di Erode, re
della Giudea, c'era un
sacerdote chiamato
Zaccaria, della classe
di Abìa, e aveva in
moglie una discendente
di Aronne chiamata
Elisabetta.
In quei giorni un
decreto di Cesare
Augusto ordinò che si
facesse il censimento di
tutta la terra.
Questo primo censimento
fu fatto quando era
governatore della Siria,
Quirinio. Andavano tutti
a farsi registrare,
ciascuno nella sua
città. Anche Giuseppe,
che era della casa e
della famiglia di
Davide, dalla città di
Nazaret e dalla Galilea
salì in Giudea alla
città di Davide,
chiamata Betlemme, per
farsi registrare insieme
con Maria sua sposa, che
era incinta. (Vangelo di
Luca)
“In quei giorni”, cioè
nei giorni in cui Erode
il Grande era ancora
vivo. Ma come poteva
essere ancora in vita,
se il censimento di
Quirino si tenne nel 6
d.C., dal momento che il
re morì nel 4 a.C.?
Il
motivo per cui Luca
cerca di spostare avanti
di 10 anni il censimento
di Cesare con quello di Archelao lo spieghiamo
nel libro, ma quello che
mi chiedo è: come mai
storici ed esegeti non
si sono accorti di
questa palese
incongruenza ?
https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330?fref=nf
vedi anche:
GESU' e' esistito ? pare di si !
+ Cattolicesimo
+
Cristiani-Cattolici e Trinita'
+
Gesu' l'Illuminato
+ Gesu'
e' morto per noi ?
+
Gesu' = Budda ?
+
Gesu' il Nazareno NON di Nazareth
+
Ebraismo e sue origini
+
Gesu' il Serpente
+
Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
+
GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE
+
Gesu' la Vera Storia
+
Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ?
+
Chi e' e cosa e' dio ?
+
Gesu' cristo ritorna
?
Considerazione importante:
Ad un
attento osservatore indipendente, non é
difficile capire che il "male" non é soltanto
nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia,
Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc.,
ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli
stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una
mente/personalita', debole, insicura, cioe'
bambinesca, magari anche fuorviata da altri
“maestri” che però hanno "credi" molto più
radicali ed utilitaristici che sfruttano i
"credenti" (azione normalmente tipica dei preti,
pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.),
il risultato sara' sicuramente impostato nella
direzione della violenza verso chi non la pensa
come loro.
Infatti come disse
Giordano Bruno: ..."le religioni sono
l'OPPIO dei popoli" !
Comunque sia, Tutte
le religioni sono state inventate e
propinate ad
arte alla ignara popolazione, dei vari
prePotenti
della
Terra, che hanno
fino ad oggi
dominato, controllato e gestito gli umani,
come nel corso delle centinaia di migliaia di
anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "Se
parli con Dio, dicono che
stai pregando, ma se dici che
Dio parla
con te, Ti ricoverano in psichiatria"..
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