|
Scoperto
e dissotterrato nel 1945, questo è forse il più antico manoscritto
vicino al tempo del vero Gesù il nazareno, quell’uomo (rabbi dei
nazirei/esseni) vissuto circa 2000 anni fa in Palestina.
Un vangelo di natura gnostica non molto marcata, citato dai padri della
chiesa cristiana del III secolo come eretico, ritrovato in una traduzione
copta 50 anni fa; contiene quasi con certezza include il vero pensiero di
Gesù il nazareno, setta giudaica vicina agli
esseni di
Masada, che
vivevano nel deserto del mar morto.
....”Gesù
disse: Se coloro che vi guidano vi diranno, 'Sì, il Regno è nei cieli',
allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari',
allora i pesci saranno in vantaggio su di voi.
Il Regno è invece dentro
voi e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, allora sarete consci, e
comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete,
allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà stessa”…….
http://users.iol.it/aetos/index.html
Tratto da:
http://groups.yahoo.com/group/GospelofThomas
il
volume contenente il Vangelo di Tommaso in copto, che si trovava
nell'anfora ritrovata a Khenoboskion nel dicembre 1945, risale alla
seconda metà del IV secolo.
Ma l'originale Vangelo di Tommaso fu scritto in greco, o in siriaco,
molto tempo prima. Andremo a ritroso nel tempo per cercare di scoprire
elementi o indizi che consentono datazioni sempre più precoci del
Vangelo di Tommaso.
Indizi che porterebbero la datazione non oltre la prima metà del terzo
secolo:
1.. Frammenti in greco del Vangelo di Tommaso si ritrovano in
papiri scoperti a Ossirinco, in Egitto, circa duecento miglia a nord di
Nag Hammadi. Nel papiro 1 (scoperto nel 1897) si ritrovano frammenti dei
detti 26-33 e 77 della versione copta. Nel papiro 654 (scoperto nel
1903) si ritrovano frammenti dei detti 1-7. Nel papiro 655 (pubblicato
nel 1904) si ritrovano frammenti dei detti 36-39. Questi papiri sono
databili non oltre il secondo secolo o l'inizio del terzo.
2.. Il detto 74 del Vangelo di Tommaso copto, che non si trova
negli scritti canonici, è riportato da Origene (ca. 185-ca. 254), che
lo cita da un documento e dice di ignorarne la fonte (Contro Celso 8,
15). Tale fonte potrebbe essere il Vangelo di Tommaso.
3.. Il detto 82 del Vangelo di Tommaso copto, che non si trova
negli scritti canonici, è citato da Origene (Omelia su Geremia). A
proposito di tale detto ("Chi è vicino a me è vicino al fuoco,
chi è lontano da me è lontano dal Regno"), esso è ritenuto un
autentico detto di Gesù da quattro dei più importanti studiosi dei
detti autentici di Gesù: A. M. Hunter (1963), J. Jeremias (1964), O.
Hofius (1983) e W. Morrice (1997). Origene afferma di non ricordarne la
fonte, ed è possibile che essa sia il Vangelo di Tommaso.
Indizi che porterebbero la datazione non oltre la prima metà del
secondo secolo:
1.. Una parte del detto 22 del Vangelo di Tommaso copto, che non
si trova negli scritti canonici, si ritrova nella cosiddetta seconda
Lettera di Clemente ai Corinzi ,non attribuibile come la prima a
Clemente Romano e scritta intorno alla metà del secondo secolo (cfr. W.
Morrice, Detti apocrifi di Gesù, Editrice Massimo, Milano, 1999 (ed.
orig. 1997), pag. 217).
2.. La risposta che Gesù dà ai discepoli che lo interrogavano
sulla circoncisione nel detto 53 del Vangelo di Tommaso copto ("Se
fosse utile, il loro padre li avrebbe generati già circoncisi dalla
madre"), risposta che non si trova negli scritti canonici, è
identica a quella data da Tineo Rufo, governatore romano della Giudea
dal 132, in una disputa col rabbino Aqiba, morto nel 135; è possibile che Tineo Rufo abbia udito tale risposta dai
cristiani (cfr. W. Morrice, cit., pag. 138).
Ma, a mio avviso, vi è un indizio che porterebbe la datazione
dell'originario Vangelo di Tommaso verso la metà del primo secolo.
Nella prima Lettera ai Corinzi Paolo cita il testo di uno scritto
("come è scritto"): "Ciò che occhio non vide e orecchio
non udì e mai entrò in cuore d'uomo, questo Dio ha preparato per
quelli che lo amano" (1 Cor 2, 9). Il contenuto di tale scritto ha
un equivalente nel detto 17 del Vangelo di Tommaso copto: "Io vi
darò ciò che occhio non ha veduto e orecchio non ha udito e mano non ha toccato e non ha mai dimorato nel cuore
dell'uomo".
Secondo I. Wilson (1990) questo è uno dei detti autentici di Gesù
contenuti nel Vangelo di Tommaso. Le sole differenze tra questo detto e
quello che secondo Paolo "è scritto" stanno in un'aggiunta
("e mano non ha toccato") e nel fatto che nella citazione di
Paolo si parla di ciò che Dio ha preparato per quelli che lo amano,
mentre nel Vangelo di Tommaso si parla di ciò che Gesù darà ai suoi
discepoli.
Tradizionalmente, la "scrittura" citata da Paolo è stata
identificata con questo passo del Trito-Isaia (64, 3): "Orecchio
non ha udito né occhio ha visto un Dio, all'infuori di te, che agisca
così, in favore di chi confida il lui". Ma tale identificazione,
l'unica possibile con un passo dell'Antico Testamento, è problematica,
per tre motivi: 1) manca la frase centrale, che sembra tipica di Gesù: "mai entrò in cuore d'uomo"; 2) si
parla dell'oggetto di ciò che viene udito e visto, che è Dio che
agisce in un certo modo, un Dio già sperimentato; mentre nella frase
citata da Paolo si parla di ciò che
non è stato né udito né visto; 3) in altri tre passi della prima
Lettera ai Corinzi viene citato il Libro di Isaia e in essi la citazione
è molto più precisa (1 Cor 1, 19; 2, 16; 14, 21).
È possibile, dunque, non che Paolo consideri "scrittura" il
Vangelo di Tommaso, ma che, dicendo "come è scritto" in 1 Cor
2, 9, abbia in qualche modo una reminiscenza di un passo del Libro di
Isaia, ma citi in realtà un passo "simile" del Vangelo di
Tommaso che aveva appena letto. Se questa ipotesi fosse corretta, si
dovrebbe ammettere che l'originario Vangelo di Tommaso era già stato scritto nel momento in cui Paolo scrive, da Efeso
(cfr. 1 Cor 16, 8), la prima Lettera ai Corinzi, databile, essendo già
stato Paolo a Corinto durante il suo secondo viaggio (cfr. 1 Cor 2, 1-4;
3, 6; 4,
17-18), negli anni 53-55.
Ma per sostenere questa ipotesi occorre anche rendere conto del fatto
che qualcuno ha portato a Efeso il Vangelo di Tommaso. Vi sono elementi
per pensare che sia stato Apollo. Vediamo quali.
Secondo At 18, 24 Apollo veniva da Alessandria. Egli è stato prima ad
Efeso (At 18, 24), dove ha incontrato Prisca e Aquila (At 18, 26), e poi
in Acaia, cioè a Corinto (At 18, 27). Si trova ancora a Corinto al
momento dell'arrivo ad Efeso di Paolo, che aveva attraversato le regioni
dell'altipiano, quindi durante il terzo viaggio (At 19, 1). Ma Apollo si
trova con Paolo ad Efeso nel momento in cui egli scrive la Lettera (1 Cor 16, 12), quindi è
tornato da Corinto ad Efeso; ciò è confermato dal fatto che, secondo 1
Cor 3, 6, Apollo è già stato a Corinto. E Paolo dice che a Corinto si
è formato un "partito" di Apollo (1 Cor 1, 12; 3, 4), il
quale probabilmente incentrava la sua predicazione sulla sapienza (cfr.
1 Cor 1, 17-23; 2, 1-9; 3, 18-20).
Poiché Apollo veniva da Alessandria, "era stato istruito nella via
del Signore" (At 18, 25) e predicava prima di aver
incontrato Prisca ed Aquila (At 18, 26), l'ipotesi che ho formulato
presuppone anche che il cristianesimo era presente ad Alessandria prima
del 50 d.C. E in effetti, vi è una conferma di tale presenza nella
lettera inviata dall'imperatore
Claudio alla città di Alessandria (P. Lond. VI, 1912 = SP II, 212),
spedita nel 41 d.C., dove Claudio parla di tensioni sorte in città tra
giudei e non giudei e dice che deve cessare l'immigrazione di giudei
palestinesi. È possibile che stesse parlando dell'espansione del
cristianesimo in Egitto, in ambienti di lingua greca, che era stata
occasione di controversie e disordini. Ed è anche possibile, dunque, che negli anni 50 circolasse
già ad Alessandria il Vangelo di Tommaso, che poi Apollo ha portato ad
Efeso.
Vi sono, a mio avviso, altri cinque indizi a sostegno di tale ipotesi.
Nella Lettera di Claudio agli alessandrini, che ho appena citato,
l'imperatore ordina ai giudei di non introdurre più "dalla Siria o
dall'Egitto" altri giudei. Dunque, vi era un'immigrazione di giudei
dalla Siria ad Alessandria. E l'ipotesi più accreditata per la prima
redazione del Vangelo di Tommaso è proprio la Siria, e in particolare
Edessa, dove si trova tuttora una chiesa dedicata all'apostolo.
Nel testo occidentale degli Atti degli Apostoli, che contiene molte
varianti ritenute originali rispetto al testo alessandrino, si legge che
Apollo era stato istruito non "nella via del Signore" (testo
alessandrino), ma "nella parola del Signore nella sua stessa
nazione" (At 18, 25). Se ad Alessandria esisteva a quel tempo
un'istruzione "nella parola del Signore", è possibile che esistesse un testo scritto su cui tale istruzione si basava. I
candidati possibili sono due: il Vangelo di Tommaso greco (forse
tradotto dal siriaco) e la cosiddetta fonte dei detti (Q). Escluderei il
Vangelo aramaico di Matteo, perché è improbabile che già a quel tempo
fosse stato tradotto in greco e si trovasse ad Alessandria, e il Vangelo
di Marco, perché è improbabile che sia stato scritto prima del 52, e dopo tale data Apollo
era già partito da Alessandria. Ma poiché l'autore del testo
alessandrino (forse lo stesso Luca in un secondo momento) non aveva
motivo per eliminare un riferimento alla fonte Q (ammesso che questa sia
esistita), perché vi attinge a piene mani nel suo Vangelo, mentre aveva
un motivo per eliminare un riferimento al Vangelo di Tommaso, che nel periodo in cui lui scrive
(ultimi decenni del primo secolo) cominciava ad essere utilizzato (e
modificato) dagli gnostici, è possibile che il testo scritto per
l'istruzione "nella parola" che si trovava ad Alessandria
fosse proprio il Vangelo di Tommaso.
Un altro indizio è costituito da l fatto che la prima scuola gnostica,
quella di Basilide, nacque proprio ad Alessandria.
Un ulteriore indizio nasce da due punti del ragionamento sulla sapienza
che Paolo fa ai Corinzi. In 1 Cor 2, 12 egli dice che abbiamo ricevuto
"lo Spirito che viene da Dio, per conoscere i doni che egli ci ha
elargito". E in 1 Cor 2, 16 afferma che "noi abbiamo il
pensiero di Cristo". Sembra avere in mente alcuni detti del Vangelo
di Tommaso, come il 3, il 44, il 67, il 70, il 91, il 92, il 108. E dunque, nella citazione fatta poco prima (1
Cor 2, 9) poteva avere in mente il detto 17.
Un ultimo indizio si trova un po' più avanti nella stessa Lettera, in 1
Cor 4, 6: "Queste cose, o fratelli [non porre la propria gloria
negli uomini, non giudicare], le ho applicate a me e ad Apollo per
vostro profitto, affinche' in noi apprendiate a non andare oltre quello
che sta scritto".
Paolo afferma che lui ed Apollo si attengono a ciò che sta scritto. Ma
sta scritto dove? A me sembra improbabile che Paolo parli qui
dell'Antico Testamento, o della sua prima Lettera ai Tessalonicesi, o
del Vangelo aramaico di Matteo, o del Vangelo di Marco. Rimangono, come
sopra, il Vangelo di Tommaso e la fonte Q. Ed è anche possibile che
Paolo si riferisca ad entrambi, poiché egli invita a non andare oltre ciò che è scritto,
cioè non seguire ciò che dicono gli uomini, per evitare divisioni (1
Cor 4, 6-7); e in effetti, in entrambi (Vangelo di Tommaso e fonte Q) c'è
l'invito a non fare semplicemente ciò che dicono gli uomini (VTom 3; 6;
14; 36; 55, 89; 101; (Mt 5, 39-40 = Lc 6, 29); (Mt 5, 46 = Lc 6, 33); (Mt
6, 24 = Lc 16,13); (Mt 6, 25 = Lc 12, 22-23); (Mt 10, 37 = Lc 14, 26); (Mt 19, 29 = Lc
18, 29-30); (Mt 23, 25 = Lc 11, 39).
L'insieme di questi indizi mi porta a ritenere possibile che il Vangelo
di Tommaso originario (o una sua traduzione dal siriaco) fosse presente
ad Alessandria intorno agli anni 50.
È chiaro che si tratta solo di una possibilità, anche perché non si
può escludere che sia stato l'autore del Vangelo di Tommaso, in epoca
successiva, ad attingere dalla prima Lettera ai Corinzi.
E rimane la possibilità che sia Paolo che Tommaso abbiano attinto da
una stessa tradizione orale.
Ma questa possibilità, anche se non
dimostra che il Vangelo di Tommaso è stato scritto negli anni 50, lo
indica tuttavia come un documento di enorme valore, perchè molti suoi
contenuti possono riportare tradizioni risalenti ai primissimi anni del
cristianesimo.
By Salvatore Capo -
s.capo@tin.it
vedi:
Falsificazioni
della Bibbia
vedi anche:
GESU' e' esistito ? pare di no !
+ Cattolicesimo
+
Cristiani-Cattolici e Trinita'
+
Gesu' l'Illuminato
+ Gesu'
e' esistito ?
+ Gesu'
e' morto per noi ?
+
Gesu' = Budda ?
+
Gesu' il Nazareno NON di Nazareth
+
Ebraismo e sue origini
+
Gesu' il Serpente
+
Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
+
GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE
+
Gesu' la Vera Storia
+
Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ?
+
Chi e' e cosa e' dio ?
+
Gesu' cristo ritorna ?
|