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IL
LIBRO dei MORTI
(Egizio)
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vedi:
Cosa e' la
Morte +
Chi siamo noi ?
Nel
cap.116 del per-Em-ra il bambino Eterno Risorgente, appena nato
si
mette a parlare e si presenta:
"Io
sono l'oggi,lo ieri e il domani.
Muoio e rinasco giovane e vigoroso.
Sono l'anima divina e misteriosa.
Governale d'oriente (?), Signore dai due volti, splendore dei risorti,
immagine di luce.
Sono me stesso e l'opposto di me stesso.
Io trabocco di vita.
Ciò che è celato io manifesto.
Vieni ! Salta l'Abisso !
Prosciugheremo insieme la sorgente del pianto.
Anime, sono venuto a salvarvi. Per questo agisco nel momento giusto.
Quando ritornerà la primavera e nuovi frutti e fiori avrà il Giardino,
io tornerò fra voi, io, Signore di vita, e sarà grande il mio Splendore
nel Giorno di rinascita del Giorno.
In
verità vi dico:
Travolgeremo insieme gli imbiancati sepolcri, tramatori di piani per
annullarmi.
Io sono l'inviato,la divina Fenice.
La Grande Madre incinta si sgrava del fardello.
Si illumina il mio volto, stia lontano da me ciò che marcisce.
Cingo con le mie braccia il sacro Sicomoro. Plano verso la terra lungo la
via dei miei atti anteriori.
Sono il Fanciullo dello ieri, la mia carne è perfetta è divenuta Spirito
perfetto e parla a tutti dolcemente,con serena amicizia.
Solo per voi, Eletti avranno senso queste parole"
Firmato
?: Tutankhamon, alias Sargon, alias Krishna, alias Buddha, alias Gesù,
alias Pacal, ecc.
http://www.anticoegitto.puntopartenza.it/
http://www.sas.upenn.edu/African_Studies/Books/Papyrus_Ani.html
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Bardo Thodol - Il
libro Tibetano dei morti
Il
Bardo Thodol fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell’VIII o
nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Fu da questi nascosto
per un’era a venire e ritrovato nel XIV secolo dal noto «scopritore di
tesori» Karma Lingpa.
Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano
bar-do), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita,
secondo la prospettiva degli iniziati in un particolare mandala esoterico,
il mandala delle cento divinità di buddha miti o feroci.
Il titolo Il libro tibetano dei morti si deve alla traduzione di Kazi Dawa
Samdup e W.H.Y. Evans-Wentz.
Bardo thos grol, tuttavia, il vero titolo tibetano, non significa il libro
dei morti. Bardo indica, come si è detto, la condizione intermedia (i
tibetani distinguono sei stati intermedi: l’intervallo tra la morte e la
rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l’assorbimento
profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita),
mentre le parole thos grol significano che l’insegnamento offerto da
questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda»,
offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione
così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata.
Il
titolo tibetano più comune dell’opera è perciò Il grande libro della
liberazione naturale attraverso la comprensione nello stadio intermedio.
Un’approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta
letteratura tibetana sullo yoga supremo, e vaste parti mai tradotte prima
dell’opera più ampia (Il profondo insegnamento della liberazione
naturale attraverso la contemplazione delle divinità di buddha miti e
feroci) di cui il Bardo Thodol costituisce una sezione, fanno di questa
versione, curata da uno dei maggiori tibetologi viventi, l’edizione di
riferimento per molti anni a venire di un grande classico del pensiero
orientale.
Tratto da
http://www.neripozza.it/schedelibri/2003/bardothodol.htm
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