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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 

Un articolo di Maurizio Blondet, può essere uno spunto di discussione -  04/12/2005
Link: http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=816&parametro=

Come si sa, per un greco e un romano un libro era un rotolo: lo chiamavano volumen, «ciò che si avvolge». Anche per gli ebrei i libri erano rotoli; gli esseni di Qumran li conservavano in verticale dentro delle giare. Di costosa pergamena o poco meno costosa carta di papiro, il volumen rendeva necessario un modo diverso di lettura. Si leggeva in piedi, e spesso occorreva uno schiavo che reggesse il rotolo dispiegato davanti al lettore. Del resto, nel mondo antico, la lettura era «recitazione»: si leggeva esclusivamente ad alta voce.
Il libro come lo conosciamo oggi - il libro a pagine - è una novità rivoluzionaria introdotta dai primi cristiani. Per necessità pratica.

Tra i seguaci di Gesù, e probabilmente anche fra quelli del Battista, c'erano degli «stenografi» che ne raccoglievano le parole e i detti memorabili: senza mediazione, «dal vivo», come oggi si scatta un'istantanea senza pretese per fissare un momento unico o felice.
Questi scrittori rapidi non usavano tavolette di cera da incidere con uno stilo come gli antichi romani - troppo lenta operazione, per un'istantanea.
Adottavano dei quaderni di poche pagine di pergamena, forse tese dentro una cornice, che erano in uso da una trentina d'anni come modo di trasmettere le informazioni velocemente; certo nati fra i commercianti, questi block-notes si erano diffusi infatti tra le rotte e le città del commercio, Tiro e Cesarea, Gadara e Alessandria.
Questi taccuini dell'antichità si chiamavano membranae (in greco membranai), ossia appunto «pergamene».
San Paolo scriveva su queste membranae le sue lettere, e talora chiese ai suoi fedeli di acquistargliene.
Scomparso Gesù da questo mondo, i taccuini con le sue frasi raccolte dalla sua viva voce divennero lo strumento necessario della predicazione degli apostoli e dei loro inviati missionari.
Ricopiati e collegati tra loro l'uno sull'altro, e forse rilegati per poter essere trasportati nei viaggi missionari, formarono dei libri quali oggi li conosciamo. Libri con pagine da sfogliare.

La presenza delle membranae con gli appunti dal vivo spiega perché i Vangeli furono redatti in epoca relativamente tarda (anche se del Vangelo di Marco, che raccoglie la viva predicazione di Pietro, esiste un frammento del 48 dopo Cristo): per molti anni, finché vissero i testimoni oculari della predicazione di Gesù, le membranae «furono» i Vangeli.
Non c'era bisogno di integrare e sistemare quegli appunti sparsi, semplici supporti della memoria vivente.
Ciò spiega anche la mano sicura con cui la Chiesa, secoli dopo, seppe discriminare tra i Vangeli autentici e gli apocrifi: aveva in mano le fonti certe e originarie, le registrazioni della parola di Gesù.
Era questa la «tradizione» vivente della Chiesa.
E' assai significativo un passo di Ignazio di Antiochia, Padre della
Chiesa e vescovo d'Antiochia nel secondo secolo, che riflette delle evidenti discussioni sulle fonti.
«Ho inteso alcuni che dicevano: 'se non lo trovo negli archivi (archeia), non lo credo nel Vangelo. E quando replicavo loro: "è stato scritto" mi rispondevano: "è questo il problema". 
Per me, i miei archivi, sono Gesù Cristo (l'unto); i miei archivi invincibili sono la croce, la sua morte, la sua resurrezione e la fede che viene da lui» (1).

Da queste brevi frasi si vede come la comunità cristiana considerava le membranae conservate: insieme con scrupolo che diremmo scientifico, e con lieve svalutazione.
Ogni appunto, parola disseccata, mantiene necessariamente una misura di ambiguità; la sua interpretazione è cura assillante della Chiesa originaria, che si riferisce continuamente alla parola viva degli apostoli, e alla fede della stessa comunità.
C'è qui la diffidenza del mondo antico per la parola scritta.
Platone scrisse che i libri hanno un difetto, non rispondono alle domande.
Secoli dopo Papias, vescovo di Ierapolis in Frigia, a proposito dei Vangeli ripeterà il concetto platonico: «non pensavo che le cose che vengono dai libri fossero tanto utili quanto quelle che vengono da una parola vivente (zosé phoné) e durevole».
Per l'uomo antico, la verità, e la sapienza, parla con la voce degli uomini, dei testimoni.
Perciò è assurdo anche pensare che in questi testi «stenografici» abbiano potuto essere inserite interpolazioni arbitrarie, pensieri e commenti personali degli amanuensi.
La collettività cristiana non li avrebbe accettati.

Fatto notevole, fin dall'inizio questi appunti furono scritti non già in ebraico o aramaico, ma nel greco semplificato che era allora la lingua franca commerciale del Mediterraneo, koiné dialektos, la «parlata comune».
Alti prelati e teologi presuntuosi oggi, per funesta passione archeologista che sconfina con il fondamentalismo giudaico, pretendono di «ricostruire il testo aramaico» sottostante, secondo loro, ai Vangeli. 
L'operazione è quasi certamente abusiva.
Dimentica - vuole dimenticare - che gli stessi Savi anziani di Sion, quasi un secolo prima della comparsa di Cristo, avevano tradotto i loro libri sacri in greco, ad Alessandria: perché pochi ebrei davvero conoscevano l'ebraico e l'aramaico, salvo quelli che vivevano in Palestina.
Erano una minoranza: in ogni tempo, i due terzi degli ebrei sono nati e morti fuori dalla «terra santa».
I più agivano da mercanti nel mondo mediterraneo, e il greco era la loro lingua nativa.

Gli esseni, i fanatici di Qumram, imposero di nuovo l'ebraico come lingua canonica della loro Bibbia (che peraltro interpolarono senza scrupoli): era la loro un'operazione artificiale, archeologista e fondamentalista, pari a quella dei prelati «moderni».
Allora dobbiamo pensare che gli «stenografi» al seguito di Gesù, nello scrivere rapidamente sulle membranae, traducevano istantaneamente dall'aramaico al greco ?
Non è più facile pensare che Gesù stesso parlasse greco ?
Il biblista André Paul lo adombra (2).
Nella sua errabonda predicazione, il Messia sconfinò spesso e facilmente nelle zone dove la lingua compresa era il greco.
Non solo: l'uso del greco sarebbe a suo agio nella linea di rottura che Gesù operò in seno al mondo ebraico, contro l'esclusivismo dei giudei farisei, i futuri rabbini, e forse in aperta polemica con il fanatismo degli esseni, ossessionati dalla purezza, che consideravano gli stranieri satanici e contaminati.

Piace pensare che in quella fatale fredda notte di Palestina, nel cortile lastricato che tutti (ebrei compresi) chiamavano alla greca litòstroto, in cui Cefas impaurito si scaldava al fuoco con altri che lo riconobbero dall'accento («non sei anche tu Galileo?») mentre tendeva l'orecchio al colloquio fra l'accusato Gesù e il procuratore, ascoltasse parole greche.
Pilato parlava; Gesù rispondeva, senza interprete.
In un momento teso, l'interrogatorio giudiziario prese una piega filosofica: fu questione di sapere che cos'è la «verità».
E in quale altra lingua il Mediterraneo parlava di filosofia ?
In ogni caso, fin dai suoi inizi la letteratura cristiana fu esclusivamente greca.
La scoperta del libro, del codex a pagine, cambiò il mondo antico in modo sottile, ma epocale.
La lettura dei rotoli, che era recitazione, corrispondeva alla profonda natura pubblica dell'antichità greco-romana.
La solare, fascinosa realtà romana era nella sua natura esclusivamente pubblica, il che implicava un'assenza di «interiorità».
Ogni uomo era tutto nei suoi atti.
Esterno e interno non erano separati da uno iato doloroso.
La religione romana era radicalmente «azione», non prevedeva una teologia.
Cominciava e si esauriva nel rito, dal sanscrito «rtà», giusta azione.
Inutilmente si chiederà alle lapidi funerarie un'idea dell'aldilà.
Sono monumenti pubblici, le sue epigrafi si rivolgono ai passanti con l'intento di informarli sul curriculum vitae del defunto, le sue cariche e le sue fortune, e persino di divertirli (un mugnaio si scusa per la cattiva qualità dei versi che espone).
Non si trattava di una religione «inferiore»; era la religione di un'umanità radicalmente diversa dalla nostra.
Lo stesso Paolo, nel parlare della frattura a noi ben nota tra il bene che vogliamo e il male che facciamo, parla di un'altra legge che è «nelle proprie membra»: all'interno del corpo, non nell'interiorità dello spirito.

Gli ebrei stessi non ritenevano necessaria alcuna idea sul destino umano post-mortem, e solo tardivamente elaborano una dottrina dell'aldilà, mutuata da culti misterici ed isiaci.
Il libro crea questo spazio intimo, dove si muove l'intera fede cristiana.
Sant'Agostino ci trasmette il senso di vertigine che provò il giorno in cui sorprese il suo maestro, Ambrogio da Milano, a leggere con l'anima.
Il germanico dal nome greco, seduto, leggeva un libro «senza pronunciare le parole» ad alta voce; il berbero di Ippona osservò quasi con spavento questa lettura silenziosa, il muto scorrere degli occhi sulla pagina, il dialogo indicibile che avviene nell'intimità inviolata.
Qui nasce il cristianesimo.
E il suo tribunale interiore, dove Cristo giudica le intenzioni, è l'origine di ogni pena, di malattie dell'anima sconosciute ai romani - la debolezza della volontà, l'esitazione di Amleto - ma anche di un riscatto che loro non potevano nemmeno immaginare.
Chissà se internet non indichi e promuova un'altra rivoluzione antropologica, rivoluzionaria come quella.
O non sia un ritorno al passato, pubblico romano.
Dopotutto, l'azione della lettura su internet implica un'azione che fu propria del lettore di rotoli: lo scroll. 
Lo srotolare.
Gli inglesi chiamano i rotoli del Mar Morto «Dead Sea scrolls».

Note
1) Lettera ai Filadelpfi, VIII, 2.
2) André Paul, «Jésus Christ, la rupture», Bayard, 2001, pagine 133 e seguenti.
Tratto da: effedieffe.it
 

vedi: Come nacque la bibbia + Falsa storia + Falsificazioni anche della Bibbia + Sovranita' Individuale
Lettere, numeri, ed info sull'Ebraico antico, pre-sinaitico http://paperzz.com/doc/354741/hebrew-letters-numbers---bet-hashem-midrash
http://www.revelation2seven.org/WebPages/SideLinks/PhonicianToEnglish.htm

vedi anche: 
GESU' e' esistito ? pare di no !
Cattolicesimo + Cristiani-Cattolici e Trinita' Gesu' l'Illuminato + Gesu' e' esistito ? + Gesu' e' morto per noi ? + Gesu' = Budda ?  Gesu' il Nazareno NON di Nazareth Ebraismo e sue origini + Gesu' il Serpente  +  Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua +  GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE  +  Gesu' la Vera Storia + Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ? + Chi e' e cosa e' dio ? + Gesu' cristo ritorna ?


Considerazione importante:
Ad un attento osservatore indipendente, non é difficile capire che il "male" non é soltanto nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia, Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc., ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una mente/personalita', debole, insicura, cioe' bambinesca, magari anche fuorviata da altri “maestri” che però hanno "credi" molto più radicali ed utilitaristici che sfruttano i "credenti" (azione normalmente tipica dei preti, pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.), il risultato sara' sicuramente impostato nella direzione della violenza verso chi non la pensa come loro.
Infatti come disse Giordano Bruno: ..."le religioni sono l'OPPIO dei popoli" !

Comunque sia, Tutte le religioni sono state inventate e propinate ad arte alla ignara popolazione, dei vari prePotenti della Terra, che hanno fino ad oggi dominato, controllato e gestito gli umani, come nel corso delle centinaia di migliaia di anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "
Se parli con Dio, dicono che stai pregando, ma se dici che Dio parla con te, Ti ricoverano in psichiatria"..