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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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FALSE TRADUZIONI della BIBBIA - 1  +  False traduzioni - 2
Come leggere la Genesi  Discordanze fra i Vangeli  +  Prime 7 parole della Genesi
Abramo e Mose' forse non sono esistiti
Cosa significano le parole VERO e FALSO, Verita' ?
 

Un altro esempio di cattiva traduzione dei testi “sacri” e di errata interpretazione degli stessi da parte di studiosi e religiosi superficiali, la possiamo scoprire anche nei vangeli; purtroppo le varie chiese “cristiane” hanno riposto fiducia illimitata, come “parola di dio” su quelle false traduzioni.

Anche per il “nuovo testamento”, parte della Bibbia, valgono le stesse considerazioni sulle false traduzioni, omissioni (vedi Atti 18: 19-21) ecc.; inoltre nei Vangeli abbiamo ancor più, delle vere e proprie incongruenze fra i vari autori che li hanno scritti, uno dice una cosa diversa dall’altro ed il colmo è che i “religiosi” cristiani non riescono a comprendere che quei testi andrebbero rivisti alla luce di nuove e più complete considerazioni anche per il fatto che nessuno di questi “vangeli” è stato scritto nel primo secolo dell’era cristiana, perché se andiamo a rivedere le lettere, che i primi vescovi della chiesa cristiana nascente del primo e secondo secolo si scrivevano fra loro, NESSUNO di essi ha mai citato un solo brano di questi vangeli, anzi essi parlavano di altri testi o vangeli che i cristiani di oggi dichiarano “deuterocanonici” (al di fuori del canone), cioè ritenuti dai cristiani falsi e non ispirati.

Molto probabilmente, siccome il canone del nuovo testamento è stato fissato dalla chiesa cattolica, questa li ha canonizzati a suo uso e consumo ed i protestanti e gli evangelici non hanno avuto la forza spirituale di capire l’inganno della loro “madre spirituale”, la chiesa cattolica.

Invece i testi veri ed originali sono stati “bruciati” sulle piazze ai tempi delle persecuzioni dei primi secoli e successivamente quando la gerarchia religiosa clericale volle prendere il potere temporale, alcuni di questi testi probabilmente sono stati nascosti anche nelle stanze “segrete” del Vaticano.

Comunque certi brani sono rimasti di quei testi e da questi si trae la conclusione che i vangeli che conosciamo contengono storture ed inesattezze molto importanti anche sui temi di fede.

Altre traduzioni falsate nelle bibbie oggi in commercio:
Nel vangelo di Giovanni cap. 1 versi  da 1 - 5:
Nel Principio (cioe' nelle idee i principi) e' la Parola (il linguaggio = figurato, immaginato, parlato) e la parola E' dio (dio=parola=linguaggio); essa la parola (cioe' il linguaggio = figurato, immaginato, parlato), al principio era con dio (ripetizione del concetto precedente proprio perche' dio e' il linguaggio !).
Ogni cosa e' stata fatta per mezzo di essa (la Parola = linguaggio, figurato, immaginato, parlato) e nulla di cio' che e' stato fatto e' stato fatto senza di essa.
Nel principio, la parola = (linguaggio figurato, immaginato, parlato) vi e' la Vita e la Vita (movimento e percezione di esistenza) era la luce = (conoScienza) degli uomini; la Luce = (conoScienza ) brilla nelle tenebre=(tenebre = ignoranza) e l'ignoranza non lo ha compreso.........
Il concetto e' IDENTICO a quello espresso nelle prime parole della Genesi

verso 14:
E la parola (il linguaggio = figurato, immaginato, parlato) e' stata fatta carne (alcuni traducono: si e' fatta carne.... questo e' un concetto piu' preciso, infatti la parola genera le cose perche' fa passare le idee i "Principi" delle iDee dal soggetto (dalla sua mente)  all'OGGETTO = Carne = fisicita') e quindi abita fra noi, infatti la parola (il linguaggio = figurato, immaginato, parlato, abita fra ed in noi !) e deve essere piena di Grazia e Verita' (infatti la Parola nell'Uomo DEVE essere piena di grazie e VERITA') l'evagelista continua dicendo che Gesu' parlava in quel modo proprio perche' era figlio di questi "principi" = iDee !!! ecc. ecc.

Queste sono.....Sacre parole di Verita' divina.... ma solo per coloro che NON sono ignoranti.....ma che cercano attraverso dio=Linguaggio, la conoScienza = Luce, Verita'...e la Verita' vi fara' LIBERI........

E' uscito un nuovo libro dello studioso Bart Ehrman (USA), intitolato: "Misquoting Jesus", nel quale l'autore illustra e dimostra dopo attenti studi, che nei vangeli vi sono diverse manipolazioni, aggiunte di versi ed errori, cioe' false traduzioni, che sono mancanti negli scritti piu' antichi.
L'autore ora agnostico, precedentemente era stato un acceso fondamentalista evangelico.

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BIBBIANuovo Testamento = Il manifesto della fazione piu’ influente - La corruzione della Bibbia
Come stata manipolata la Bibbia e perché.

La visione teologica di un gruppo
Nei quattro Vangeli del Nuovo Testamento non c'è una singola parola che sia stata direttamente scritta da qualcuno che abbia conosciuto personalmente Gesù. La maggior parte dei libri del Nuovo Testamento che ci sono pervenuti sono stati scritti dai primi missionari cristiani, come Pietro, Paolo e altri, partiti per un viaggio di sola andata, che scrivevano per rimanere in contatto con la comunità che avevano lasciato.
Di tali lettere venivano fatte delle copie, probabilmente in modo ben poco professionale; non c'è dunque da stupirsi del fatto che contenessero molti errori, né che molte epistole siano andate perdute, o non siano riuscite a diventare così famose da essere inserite in quello che alla fine sarebbe diventato noto come il Nuovo Tesiamento.
Si incomincia dunque a vedere che quello che chiamiamo Nuovo Testamento, ben lungi dall'essere stato integralmente ispirato da Dio in una volta sola, era una raccolta di documenti scritti lungo un periodo di sessanta o settant'anni da persone mollo diverse con scopi e punti di vista mollo diversi, e sopravvissuti per una serie di circostanze fortunate, mentre altri, probabilmente altrettanto ispirati ed elevati, non riuscirono a sopravvivere.
Ora, tutti gli scritti arrivati fino a noi sono riusciti a salvarsi perché erano quelli appoggiati dal gruppo uscito vittorioso nella lotta con le altre fazioni cristiane. Tale gruppo condannava le altre versioni come se avesse avuto i diritti esclusivi sulla comprensione di ciò che Cristo aveva detto, insegnato e di chi egli era.
Nonostante la molteplicità di denominazioni e congregazioni, attualmente esistenti all'interno della Chiesa, che sostengono di seguire il messaggio di Gesù, o addirittura di essere Tunica interpretazione autentica dei suoi insegnamenti, noi riteniamo che il Cristianesimo sia in grado di trasmettere la verità su Gesù.
È, però, molto difficile sostenere che il Cristianesimo attuale sia la versione migliore di quello che Gesù fu, insegnò e fece, ed ancor più difficile, per chiunque abbia una mente aperta, è pensare alla Bibbia come a una serie di libri direttamente trasmessi da Dio, completamente formati e divinamente ispirati, poiché non possediamo il testo originale e non siamo nemmeno sicuri di che cosa esso potesse dire con precisio­ne.
All'interno delle 20.000 deno­minazioni e chiese attualmente esi­stenti, la visione dominarne è sempre quella di Gesù come persona pienamente divina, il figlio di Dio venuto a morire e soffrire per i nostri peccati e a placare la sete di vendetta del suo padre celeste. Allo stesso modo, però, avrebbe potuto trionfare una qualsiasi delle altre visioni, e certamente oggi il mondo religioso sarebbe molto diverso da com'è.
La nostra indagine si rivolge alla serie di lesti che la fazione vittoriosa ha scelto di canonizzare come raccolta di libri sacri. Molti pensano che la maggior parte dei cambiamenti peggiorativi accaduti in seno al Cristianesimo abbiano avuto luogo all'epoca dell'imperatore Costantino, e particolarmente in seguito al Concilio di Nicea, nel 325; ma ciò dì cui stiamo par­ando accadde ben prima di Costantino.
Nei primi tre secoli i libri del Nuovo Testamento furono copiati in modo non professionale e dato il numero di generazioni che separano quei lesti del quarto secolo dagli originali, la probabilità d'errori o, peggio, di alterazioni intenzionali dei lesti, è estremamente elevata. Certi antichi documenti vennero esclusi, in pane o completamente, dal corpus dei testi sacri, perché contenevano argomenti ritenuti a ragione bizzarri e privi di valore, ma vennero anche banditi altri documenti sublimi che presentavano un'immagine di Gesù diversa da quella appoggiata dal gruppo al potere.

Oggi si stima che siano 400.000 i punti in cui i testi più antichi del Nuovo Testamenti) attualmente esistenti differiscono l'uno dall'altro; secondo l'affermazione di un eminente studioso della Bibbia nel testo del Nuovo Testamento ci sono più variazioni che parole. Stando a un luogo comune, Gesù avrebbe commesso un errore affermando che al tempo in cui Re David, in preda alla fame, durante la guerra, si recò al tempio con i suoi uomini per fare offerte a Dio, l'alto sacerdote era Abiatar invece di Abimelec.
Questo ed altri errori riportati nel Nuovo Testamento avrebbero dimostrato che Gesù non era un onnisciente figlio di Dio, dacché alcuni sostennero che non fosse stato Gesù a sbagliarsi, bensì chi aveva scritto i Vangeli. In tal caso, però, era la tesi dei documenti direttamente ispirati da Dio che non poteva più reggere.
Fu soltanto molti anni più lardi, quando incontrai gli insegnamenti della Scuola di Antica Saggezza (Ramina), che fui ispiralo verso una direzione completamente nuova per i miei studi e ricerche: non era soltanto degli errori storici che bisognava preoccuparsi, ma piuttosto di un ritratto completamente errato di Gesù e della sua opera.
Oltre ai refusi e ai salti di riga, o di frase, dovuti alle successive copiature, spesso sotto dettatura, gli errori più gravi, tuttavia, erano quelli causati dalle modifiche deliberatamente apportate al testo, allo scopo di favorire la visione teologica della particolare fazione a cui il copista apparteneva; in altre parole, lo scrivano voleva essere sicuro che i testi delle Scritture dicessero ciò che lui voleva, visto che all'epoca erano in corso molte guerre teologiche, e le copie venivano fatte all'interno del loro contesto.

È difficile immaginare quanto diversa, fratturata e perturbata fosse la situazione nel II e III secolo, e quanto diverse fossero le varie credenze, al punto che alcuni gruppi che si definivano Cristiani credevano in cose che oggi non chiameremmo affatto cristiane.

Allo stesso modo, però, avrebbe potuto trionfare una qualsiasi delle altre visioni, e certamente oggi il mondo religioso sarebbe molto diverso da com'è. La nostra indagine si rivolge alla serie di testi che la fazione vittoriosa ha scelto di canonizzare come raccolta di libri sacri

Piccole, rilevanti variazioni
Come gli Ebrei dei tempi antichi, alcuni Cristiani credevano che ci fosse soltanto un Dio; altri, che non riuscivano a conciliare con quest'idea la divinità di Cristo e lo Spirito Santo, dicevano che forse gli Dei erano tre, o addirittura trenta; alcuni credevano in un Dio diverso per ogni singolo giorno dell'anno.
Cera chi diceva che il Vecchio Testamento fosse stato rivelato da un Dio inferiore, e non da quello autentico, mentre altri sostenevano che il mondo non fosse stato affatto creato dal vero Dio bensì da uno spirito maligno come luogo di reclusione in cui gli esseri umani venivano sottoposti a prove e tribolazioni.
Riguardo a Gesù, il caos era ancora peggiore: alcuni gruppi credevano che Gesù fosse divino, altri che fosse umano, e pretendesse soltanto di essere divino; alcuni pensavano che egli fosse venuto sulla Terra allo scopo di salvare gli uomini dalla vendetta di Dio, e che per questo tosse morto; altri non credevano che tosse questa la regione della sua venula, altri ancora che non fosse affatto morto, o fosse morto soltanto per tre giorni.
Cia­scuna di queste credenze avrebbe potuto benissimo emergere nel Cristianesimo come quella dominante, e noi oggi crederemmo in cose del tutto diverse da quelle in cui crediamo.
A quell'epoca non esisteva ancora una raccolta di libri universalmente riconosciuta come il Nuovo Testamento; certamente i libri contenuti nel Nuovo Testamento erano già stati scritti ed erano venerati, ma esisteva un'enorme quantità di altri scritti, alcuni dei quali in seguito vennero inseriti nel Nuovo Testamento per poi esserne espulsi, mentre alcuni non ebbero mai la minima possibilità di entrarne a far parte per il semplice motivo che erano appoggiati da uno di quei gruppi, che agli occhi del partito al potere, sosteneva una nozione stravagante di Dio o di Gesù.
Chiunque consideri l'evidenza oggi inizierà a vedere che la torma di Cristianesimo che fini per trionfare aveva molto più a che fare con il potere e l'influenza che con la verità divinamente rivelata riguardo a chi o che cosa Gesù fosse, e a ciò che era venuto a insegnare. Come abbiamo detto, i copisti avevano il potere di introdurre un piccolo cambiamento per appoggiare una particolare visione, e spesso lo facevano.
Ad esempio, molti manoscritti più tardi della prima lettera di Timoteo 3.16, parlano di Gesù come di Dio reso manifesto nella carne, mentre i manoscritti anteriori non dicevano questo, bensì '"Cristo, che si è manifestalo nella carne".
Il cambiamento è piccolo - uno scambio tra le lettere greche theta e omicron - ma la differenza è grande: in quei testi Gesù è chiamato Dio, mentre prima non lo era. Allo stesso modo, nel Vangelo di Luca 2,33, quando si narra della presentazione di Gesù al tempio, i testi più antichi dicono: "Suo padre e sua madre si meravigliarono dì quanto gli venne detto", mentre in alcune delle versioni più tarde riportano: "Giuseppe e sua madre si meravigliarono...", poiché nel frattempo era diventato molto importante che Maria fosse considerata eternamente vergine; lo stesso cambiamento sì ritrova anche altrove.
In Luc. 22.17-19 durante l'ultima cena Gesù dice agli Apostoli: «Questo è il mio corpo, ma guardate: la mano di colui che mi tradisce è sul tavolo». Ma su diversi manoscritti posteriori si ritrova un cambiamento che ci è molto familiare: «Gesù disse: questo è il mio corpo che è stato dato per voi, fate questo in memoria di me».
E, a proposito del calice: «Questo è il calice della nuova alleanza nel mio sangue, versato per voi».
Questa rappresenta una novità, concepita per inserire l'idea che Gesù fosse venuto allo scopo di morire per noi.

Altri esempi si ritrovano in diversi punti dei Vangeli.
Nel Vangelo di Marco, Gesù non viene rappresentato come quella creatura mite e smidollata che ritroviamo in tante opere d'arte e racconti cristiani, ma come una potente autorità con cui non si discute. Nel caso dell'uomo guarito da una malattia della pelle, Marco descrive Gesù come irato, mentre nei Vangeli posteriori "si adirò" venne cambiato in "provò compassione".
Un altro cambiamento fondamentale riguarda la storia dell'adultera, raccontata in Gv 7.53-8.12, che non si ritrova nei manoscritti più antichi, ed è narrata in uno stile assai diverso da quanto la precede e la segue.
Può darsi che sia stata scritta a margine del manoscritto più antico e che qualche scrivano l'abbia inserita, e infatti nelle diverse stesure la si ritrova in punti diversi del testo; in ogni caso, chiunque abbia scritto quella storia, essa originariamente non faceva parte del Nuovo Testamento.
Anche il capitolo 21 di Giovanni sembra essere un'aggiunta rispetto al Vangelo originario, che con il capitolo 20 sembrava finire in modo piuttosto strano, con le donne spaventate, e senza che la Resurrezione venisse annunciala a nessuno.
Lo stesso vale per gli ultimi 12 versetti del Vangelo di Marco: nelle versioni moderne, dopo che Gesù è apparso a Maria Maddalena e poi agli altri discepoli, dice: «E questi sono i segni che accompagneranno coloro che credono: scacceranno i demoni in mio nome, parleranno in lingue sconosciute, prenderanno in mano i serpenti, e andranno per il mondo a proclamare il Vangelo».
Tutto questo è molto familiare ai Cristiani pentecostali, che basano su questo passaggio alcuni dei loro comportamenti; ma questo passaggio originariamente non si trovava nel Vangelo di Marco.
Secondo alcuni, senza quei versetti il racconto sarebbe finito troppo bruscamente, inoltre essi hanno consentito l'opera di conversione in tutto il mondo. Altri tuttavia ritengono che il finale avrebbe dovuto rimanere cotn'era, poiché è tipico di Marco sbalordire il lettore nei finali, e l'intero tema del Vangelo di Marco era che i discepoli non compresero mai Gesù, fino all'amara fine, né mai capirono davvero che cosa egli fosse venuto a fare e insegnare.

Gli insegnamenti segreti
Parlando della corruzione delle Scritture sorge un problema ancora più grande: la domanda, di estrema importanza, è: sono esistiti dei Vangeli segreti, che non si trovano affatto nel Nuovo Testamento ?
E se sono esistiti, perché non sono nel Nuovo Testamento ? Forse perché quei Cristiani consideravano che il vero Gesù fosse quello che venne bandito ?
Nel 1958 Morton Smith, studioso di teologia a Gerusalemme, fece quella che fu definita una delle scoperte più significative del XX secolo. Dopo aver conseguito un dottorato all'Università Ebraica di Gerusalemme e un altro, sulla Palestina antica, a Harvard ed essere diventato professore di storia antica alla Columbia University, Smiih si recò nel famoso monastero ortodosso dì Mar Saba, risalente al V secolo.
Una volta là egli iniziò a lavorare nella biblioteca, esplorando una gran quantità dì volumi antichi fino a trovarne uno a cui mancavano la copertina e la pagina arrecante il titolo, che riuscì a identificare come un'edizione degli scritti di Ignazio di Antiochia, dell'inizio del secondo secolo. Sul retro del libro c'erano tre pagine bianche, e su dì essi Smith scopri una lettera in lingua greca, che dallo stile appariva scritta nel XVIII secolo.
Smith fotografò le tre pagine tre volte, tanto per essere sicuro, e non le tradusse subito; quando lo fece, scopri che si trattava di una copia di una lettera di Clemente Alessandrino, scritta intorno al II secolo d.C, che con­dannava il gruppo cristiano dei seguaci di Carpocrate.
I Carpocraziani basavano il loro culto sulla visione che, poiché Dio aveva creato ogni cosa, ogni cosa doveva essere posseduta in comune, compresa la propria moglie o sposa, e di conseguenza praticavano tanto lo scambio di mogli quanto l'attività sessuale durante le celebrazioni liturgiche nelle loro chiese.
Il problema era che essi rivendicavano il diritto ad agire in tal modo su un Vangelo segreto di Marco, che presumibilmente non era lo stesso incluso nel Nuovo Testamento. Clemente asseriva che Marco aveva narrato il ministero di Gesù sulla base di quanto aveva udito da Pietro mentre si trovava a Roma, ma non aveva divulgato gli insegnamenti segreti di Gesù ai suoi discepoli.

Per la seconda volta, dunque, emergeva l'esistenza di insegnamenti segreti che Gesù non divulgava alle masse, ma solo a chi era progredito nella comprensione e nella pratica degli stessi.
Nel decennio precedente, infatti, era avvenuta la famosa scoperta dei rotoli di Qumran, nel basso Egitto, manoscritti copti del 350 rappresentanti copie di manoscritti molto più antichi. Fra questi, la scoperta più notevole fu quella del Vangelo di Tommaso, avvenuta nel 1945, che si apriva con la frase: «Questi sono gli insegnamenti segreti di Gesù, messi per iscritto dal suo fratello gemello Tommaso».
Dopo duemila anni di potere del partito vittorioso che credeva che Gesù fosse venuto per soffrire e morire per ì nostri peccali, non c'erano più molte prove di un punto di vista diverso; ma anche se ci fossero stati altri Vangeli diversi da quelli inclusi nel Nuovo Testamento, sarebbero stati banditi e distrutti, come era accaduto a tutte le altre copie del Vangelo di Tommaso.
Dopo la crocifissione di Pietro a Roma, Marco si trasferì da Roma ad Alessandria, dove, afferma Clemente, egli compose un secondo Vangelo più spirituale. Questo Vangelo, Secondo Smith, dipingeva un'immagine molto diversa di Gesù, che egli definì mago, uno che poteva manipolare la natura attraverso capacità mistiche. Il problema era che non si poteva accertare con sicurezza l'autenticità della lettera.
Quando Smith mostrò le fotografie della lettera ritrovata ad esperti, essi concordarono che per lessico e stile essa sembrava autentica; ma coloro che volevano negare con forza la possibilità che esistessero un Vangelo o degli insegnamenti segreti, sottolineavano il fatto che Smith era stato l'unico studioso occidentale a vederla con i suoi occhi.
Nel 1976 un professore di religioni comparate all'Università Ebraica di Gerusalemme si recò a Mar Saba, rintracciando il libro scoperto da Smith, e lo portò a Gerusalemme per far datare l'inchiostro con cui era stata scritta la lettera, ma non fu trovato nessuno in grado di farlo tranne la polizia israeliana, e quel libro era troppo prezioso per lasciarlo nelle loro mani. Alcuni anni più tardi si scoprì che la lettera era stata ritagliata dal libro per essere cu­todita al sicuro, e il bibliotecario di Mar Saba confermò di averlo fatto di persona, e naturalmente disse dì non ricordare dove sì trovasse.

Credenza e culto
Ora, io ritengo che in questo consista la vera manipolazione delle Scritture, e non soltanto nell'alterazione dell'attuale testo del Nuovo Testamento. La linea del ramo principale del Cristianesimo era quella che vedeva in Gesù la capra e l'agnello dello Yom Kippur, la cerimonia dell'espiazione in cui la capra si prendeva simbolicamente carico dei fardelli degli uomini e era condotta nel deserto, mentre l'agnello veniva sacrificato sull'altare del tempio. Ovviamente, questo non è il Cristo del Vangelo di Tommaso. Dunque, è del tutto possibile che altre forme dì Cristianesimo avrebbero potuto imporsi al posto di quella del Gesù dello Yom Kippur, e magari sarebbero state molto più accurate riguardo a quello che Gesù fu e disse, e soprattutto fece. In altre parole, la dottrina cristiana che ci è familiare avrebbe potuto non diventare mai quella standard, con la sua credenza in un unico Dio, nell'inestricabile intreccio della natura divina e umana del Cristo, avrebbe potuto non esistere un credo come quello oggi recitato in tutte le chiese, forse non ci sarebbe stato nessun Nuovo Testamento, o un Nuovo Testamento con libri completamente diversi.
Il Cristianesimo sarebbe comunque diventato una delle principali religioni del mondo, se fosse stata favorita  un'altra visione di Gesù al posto dì quella dello Yom Kippur ?
Se­condo la mia umile opinione, tutto quello che Gesù fu venne convertito in un culto della personalità di un Dio che richiede di essere continuamente adorato e placato, e ovviamente in un intenso culto della personalità dì Cristo. All'interno di tale visione siamo costantemente immersi nella colpa, in un ottovolante emozionale che passa dal cielo all'inferno.

È qui che entrano in gioco i Vangeli segreti, poiché se gli insegnamenti pubblici come riportati dal Nuovo Testamento sono per la moltitudine - che non ha fatto grandi progressi - e se qualcosa è andato perduto a causa della vittoria di questa particolare fazione dello Yom Kippur, quanto abbiamo perso è veramente cruciale rispetto a quello che Gesù è venuto a fare in questo mondo.
La tragedia è che se ne conoscessimo i dettagli questo ci conferirebbe un enorme potere personale di trasformazione ed evoluzione al di là della condizione dì vittime che ci è familiare. La vittoria della fazione ortodossa dello Yom Kip­pur all'interno del Cristianesimo è costata un gran prezzo, pagato dal messaggio di Cristo alle donne, oggetto della prossima conferenza.

Canicole (Mìcèal Ledwith3 2006) è la libera riduzione di una teleconferenza tenuta da Micéal Ledwith - già professore di teologia sistematica in Irlanda ed ora preside dell'Università ai Maynooth College - e disponibile integralmente a pagamento su: http://www.shotkinslitute.com/courses/ml/miceal2.htm -  Traduzione e cura di Valeria Valli.
Per saperne di più sulla visione e le ricerche di Micéal Ledwith: http://www.bamburgeruntverse.com
Tratto da: Scienza e Conoscenza n° 18

 

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