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Ecco
come si falsifica la storia (ed i libri detti "sacri") nel corso dei secoli e dei millenni.
vedi:
Cosa significano le parole
VERO e FALSO, Verita' ?
Per
avere più certezze nella ricerca delle o della Verità, quando si studia
la “Storia”, che purtroppo è sempre scritta ad uso e consumo dei
“vincitori”, occorre avere l’accortezza e soprattutto la Voglia di
riCercare e studiare, oltre alle “storie” dei vincitori anche quelle
dei “vinti”, ed infine anche quelle di coloro che non hanno avuto
nessuna parte nelle vicende narrate, ma che parlano di quei tempi ed
avvenimenti.
Un esempio di falsificazione della Storia sulla
e nella
Bibbia la si ha gia'
nei
primi versi della Genesi !
La parola
AElohim (dei = Elettroni e/o extraterrestri)
e' stata falsificata sostituendola con la parola
inesistente nella Bibbia =
“Dio”
(al singolare), cosi facendo hanno falsificato
soprattutto i significati oltre alle parole !
Altre falsificazioni della Bibbia sul tema:
I Manoscritti di Qumran
Il documento di Qumran dell’interessato testo di
Deuteronomio 32:8 porta la sigla del Museo e la
numerazione tecnica 4QDeut-j:
Il numero 4 indica la numerazione della grotta
(delle undici grotte) presso cui fu ritrovato il
suddetto manoscritto; la lettera Q indica
l’iniziale di Qumràn; l’abbreviazione “Deut.”
indica il libro biblico a cui si fa riferimento
e la J minuscola indica il “numero” della copia
del suddetto rotolo, ovvero che esistono più
copie Qumranensi del Deuteronomio – allora la
numerazione va per le lettere dell’alfabeto: a,
b, c, e cosi via. Ciò significa che la lettera J
corrisponde alla copia n°10 del Libro del
Deuteronomio perchè decima lettera dell’alfabeto
internazionale.
Il contenuto Deuteronomio 32 si trova anche
nelle copie di altri rotoli quali: 4QDeut-b;
4QDeut-c; 4QPaleoDeut-r; 4QDeut-j (il nostro in
oggetto); 4QDeut-q; 4QDeut-k1; 1QDeut-b. Tali
copie sono fondamentali poiché oltre al testo
del 4QDeut-j della parte del Deut. 32:8, si può
osservare tutto il contesto dell’intero capitolo
32; nel versetto 8 si trova scritto “figli di
Elohìm” (cioe’ figli degli dei =
extraterrestri), mentre il Testo Masoretico e SP
– Torah Samartitana – riportano la dicitura “i
figli d’Israele” e la LXX è come in 4QDeut-j
Chissà perché …? ….perche’ volevano occultare
la verita’ !
Nel dicembre del 1945, a Nag Hammadi, nell'Alto
Egitto, furono scoperti decine di manoscritti di
sconvolgente importanza perché rivelarono un
cristianesimo profondamente diverso da quello
che conosciamo.
Oggi, a più di sessant’anni di distanza e dopo
un lavoro di decifrazione e di studio durato
decenni, è possibile avere un’idea più precisa
di
Gesù
il nazareno, che cosa ha detto veramente, chi erano
gli apostoli, qual era il ruolo di Maria di Magdala.
Diversamente da quello che si crede la chiesa è
un gruppo di uomini che portano avanti, quanto
deciso nei secoli da comuni mortali e non da
Gesù, ossia le parole di uomini che intesero e
diffusero il messaggio di Gesù in funzione dei
loro fini e non il suo REALE messaggio.
Questo video introduce la scoperta di
fondamentali rivelazioni di un cristianesimo
primitivo, rimasto nascosto per duemila anni,
dove la conoscenza di Sè, la
Gnosi, è il tema
centrale ed è la via che conduce all’unità.
Quella conoscenza che la chiesa ha
definitivamente sepolto attraverso i due
consigli ecumenici svolti nella città di Nicea
dove definirono chi aveva ragione e chi era
eretico all’interno della stessa chiesa. Uomini
che decisero chi fosse Gesù e quale messaggio
avesse portato. Uomini che decisero quali testi
erano giusti e quali errati. Anche i 4 vangeli
canonici del nuovo testamento servono a questo
scopo.
Dallo
studio di tutte queste “storie” religiose sulle origini del cristianesimo, si evince che vi è una sostanziale differenza, nei primi
anni dopo la morte di Gesù il
nazareno, fra i giudei, giudeo cristiani ed
i successivi cristiani.
I
giudei legati a sacerdoti di Gerusalemme,
non avevano accettato Gesù, come
dicono i cristiani, uno dei figli di “Dio”,
in quanto non
seguivano più il pensiero Mosaico degli
Elohim (dei) e dell’IO SONO, ERO e SARO’ - YOD
HE’ UAU, HE’), alcuni lo riconoscevano come rabbino od un profeta,
come gli esseni e/o i samaritani; i
loro capi (farisei e sadducei del tempio di Gerusalemme) addirittura lo vedevano come un antagonista (destabilizzatore)
che toglieva il loro potere sul popolo.
vedi:
IO SONO
I
giudeo cristiani al contrario erano quei giudei che avevano accettato la
predicazione di Gesù e quindi lo “vedevano” come il loro più grande
esponente del momento, un “messia,
unto”, quindi avevano dovuto dividersi dagli altri
giudei, perché da questi rifiutati, formando una loro assemblea separata
ovvero una nuova “ecclesia”.
I
giudeo cristiani erano in quell’occasione un’eresia per i giudei
imperanti, come lo furono molto più tardi gli “eretici” per la
chiesa
cattolica romana.
All’inizio
di questa nuova e nascente congregazione, (giudeo cristiani) ogni capo o
“vescovo” nominato dai confratelli per carisma od altro, NON aveva
potere sugli altri, ma ognuno esercitava il proprio nell’ambito della
assemblea di cui era “capo/vescovo”.
Queste
prime assemblee continuarono a gestire la loro religiosità anche secondo
alcune modalità del “codice Mosaico”, il Pentateuco ed essi lo
praticavano a seconda di come questi era compreso ed attuato da ognuno di
essi, quindi non uniformemente in modo uguale, come fra gli stessi ebrei
vi erano varie modalità di attuazione della legge Mosaica e la
“tradizione” variava a seconda delle varie “scuole”, quindi nulla
di nuovo sotto il sole.
Vi
furono subito anche “diatribe” fra i vari vescovi, che apparentemente
furono risolte, (vedi gli Atti degli Apostoli) ma che nel tempo risorsero,
scindendo anche la nascente “assemblea” in nuovi movimenti che si auto
definirono comunque tutti quanti “discendenti” da Gesù, per poi
dimostrare con le loro “nuove” ideologie di essere al di fuori di ciò
che Gesù stesso ed i suoi primi seguaci avevano pensato, compiuto (nel
senso di mettere in pratica) e quindi divulgato.
Tutti
questi primissimi vescovi giudeo cristiani (osservavano il Sabato e le
feste ebraiche) alcuni, si radunavano anche nel primo giorno della
settimana (domenica). Il fatto che si radunassero anche in mercoledì o
domenica NON annullava per nessun motivo la solenne conferma di Gesù in
Matteo 5: 17 “non sono venuto per
abolire la legge od i profeti ma per metterli in pratica” (cioè per
osservarle); egli oltre a tutto osservava il riposo Sabbatico nella
lettera e nello spirito Mosaico, che nulla aveva a che vedere con il tipo
di osservanza delle “strutture abitudinali” della “tradizione”
farisaica.
Gli
stessi apostoli hanno osservato il Sabato e le 7 feste annuali con il
riposo sabbatico per ognuna di esse, come gli Esseni Dai quali i primi
Cristiano discendevano (Gesu
era stato un rabbino Esseno).
Che
ciò sia vero oltre ad essere confermato dagli Atti degli Apostoli 21:
18-20 (verso che in molte edizioni della Bibbia è stato tolto) è
confermato ancor oggi anche dalle varie chiese cristiane che hanno
mantenuto comunque (sia pur modificate) nel loro calendario liturgico le
“feste” infra annuali (Pasqua, Pentecoste, ecc.) oltre a quella
settimanale (Sabato o domenica).
Diversi
di loro, i capi/vescovi delle assemblee dei primi cristiani, scrissero ad
altri loro pari delle “lettere” e guarda caso fra questi primi scritti
non sono citati i “nostri vangeli” ma altri vangeli.
Solo
dopo decenni i più “forti” gruppi, dal punto di vista caratteriale,
riuscirono ad imporsi meglio degli altri e da questi e da altri nuovi
“eretici” nacquero le varie chiese cristiane, cioè le varie
ideologie; con più “forte” non diciamo più VERO, in quanto in
materia di Verità, la “quantità” o la “forza” non sono prove di
certezza di essere nel Giusto.
La
“corrente” cristiana più forte del medio Oriente prese “potere”,
potere che in seguito fu “preso” dalla nascente chiesa o setta
chiamata genericamente “cristiana”, la quale generò in seguito anche
quella Ortodossa, la Copta, la Cattolica e tutte le altre sette o chiese;
oggi ve ne sono circa 2800.
Quindi
queste sette o “chiese” secondarie (cioè non originali) in seguito,
definirono come autentici, i libri sacri, solo quelli che erano a loro
“confacenti”, anche se già a metà del 1° secolo circa (150 era
volgare) si definivano, da parte di alcuni, i 4 vangeli come dotati di
“struttura quadriforme”.
Ad
onor del vero dobbiamo dire che a noi non interessa assolutamente il fatto
che i vangeli siano del tempo o meno di Gesù o se egli sia risorto o meno
di Sabato o di domenica, ma ciò che interessa maggiormente è sapere se i
“cristiani”, cioè quelli che dicono essere discepoli di Gesù, fanno
affermazioni vere oppure essi le spacciano per “parola di Gesù”,
falsificando il semplice e chiaro senso delle sue parole riferite dai
vangeli, pur di affermare i loro nuovi principi: 2 Tim. 4: 3 “verrà
un tempo nel quale gli uomini non sopporteranno più la santa dottrina...
e si daranno una folla di “dottori” secondo i loro propri desideri...
e si gireranno verso le favole” Tito 1:16 “faranno
professione di conoscere dio, ma lo rinnegheranno con le loro opere...”
I
Tim. 3: 1- 5 “Questa parola è
certa, se qualcuno aspira alla carica di vescovo, egli desidera un’opera
eccellente. Occorre dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di
UNA SOLA donna (la poligamia esisteva e non era stata condannata da
Gesù; il vescovo DEVE essere anche e giustamente sposato, sobrio, moderato,
regolato nella sua condotta, ospitale, adatto all’insegnamento. Non
dedito al vino, né violento, ma indulgente, pacifico e disinteressato.
Occorre che diriga bene la propria casa e che tenga i suoi figli (quindi
deve averne) nella sottomissione ed in perfetta onestà; (fai attenzione
alle parole seguenti) perché se qualcuno non è in grado di dirigere la
propria casa, come potrà avere cura della chiesa di dio ?”.
Questo
è quanto dice il testo biblico ! Sembra proprio la “fotografia” con
le modalità di comportamento dei vescovi cristiani e cattolici in
particolare, “celibi, senza figli e molto parchi” ! Gesù disse: “Non
chi dice signore, signore, entrerà nella casa del padre mio, ma solo
colui che farà la Sua volontà” !
Timoteo
fa un’ottima e giusta
osservazione, come può parlare sensatamente di sesso e famiglia,
un certo “clero” che non “dovrebbe fare sesso” e che non ha una
famiglia propria ? questi sono i veri “misteri” del regno dello
spirito dei cattolici !
Altri
esempi delle più macroscopiche
falsificazioni nelle traduzioni:
Togliere
e sostituire addirittura alcuni dei 10 Comandamenti, togliere il 2° che
parla del “non fare immagini, né
di servirle” (questo per giustificare le immagini e le statue nelle
chiese) e quindi tagliare il 10° in due per far quadrare i conti.
Modificare quello che dice “Non
Assassinare” in non uccidere, che è tutt’altra cosa.
Oppure
cambiare il 4° (riposo del Sabato) e sostituirlo con la domenica; rif.
per i Comandamenti: Esodo 20 e malgrado che anche Gesù sia stato
favorevole all’osservanza della Legge vedi Mt. 5: 17-18 “Non sono venuto per abolire la Legge od i profeti, ma per mettere in
pratica (i suoi dettami). Ve lo dico in verità (cioè solennemente) fin
tanto che non passeranno il cielo e la terra,
non sparirà nemmeno uno “iota” (la più piccola lettera
dell’alfabeto ebraico) od un sol tratto di lettera, (della stessa
legge) che tutto non sia compiuto”
(nel senso di mettere in pratica), quindi fargli dire che la legge mosaica
è stata da Lui abolita, è un NON senso.
L’altro
comandamento Mosaico mal tradotto è quello che dice,
nelle Bibbie di oggi: “Non uccidere”;
il testo originale è molto più preciso e dice: “Non
Assassinare”, il che è molto diverso dal non
uccidere, ma esso significa anche non divertirsi
nell’uccidere e non premeditare l’uccisione; la caccia
(quella per divertimento) degli animali oppure la
deforestazione, rientrano anche in questo tipo di ottica e
di definizione.
Noi
uccidiamo anche e per esempio, quando mangiamo per fame un
frutto, un’erba, un pesce, un pollo, ecc., se lo
facciamo per necessità di nutrimento è uccisione, se
invece lo facciamo per libidine, per esempio la caccia o
la pesca solo per sport, senza aver bisogno per la propria
fame o per premeditazione nel voler “distruggere”,
eliminare, togliere di mezzo parte della Natura, questa
azione diviene “biocidio” (uccisore di vita), anche se
è compiuta su di un animale, vegetale, ecc.; in questo
caso dovremo rendere conto, cioè pagare il “dazio”
(occhio per occhio, dente per dente; ad ogni azione
corrisponde un’azione uguale e contraria, non nello
stesso tempo), per non aver rispettato la Legge del
DIRITTO alla Vita di ogni essere creato.
Invece
la “necessità del nutrimento”, che è collegata alla
legge: “Vai e sopravvivi” è un’altra Legge o
funzione della Vita; in questo caso noi uccidiamo un
essere per alimentare la nostra vita; la sua energia
diviene una donazione per noi; noi spostiamo il suo
essere/IO, in un altro spazio/tempo, un’altra
dimensione; la nostra azione di uccisione è l’utilizzo
di parte della sua energia, non desideriamo che
“scompaia”, non desideriamo distruggerlo, questa
azione NON è assassinio; ecco perché nell’antichità
prima di consumare un pasto, si ringraziava la Natura per
la donazione avuta ed immolata sull’altare del pasto per
l’uomo; questo ricordava a tutti i partecipanti la
sacralità del pasto: donazione di esseri viventi per
l’utilità e la sopravvivenza di altri esseri viventi.
Mt.
28: 19-20 “fate di tutte le
nazioni dei discepoli... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho
prescritto”. Più chiari di così si muore, eppure i cristiani hanno
cambiato, falsificato e pervertito anche le parole di Gesù.
Questi
sono veri abomini; ricordiamo ciò che sta scritto nella Bibbia, cap. 22
dell’Apocalisse: “Chiunque
aggiunge... o toglie qualche cosa”, dio gli toglierà...; ovviamente
tutto ciò è valido, se accettiamo il fatto che queste scritture sono
SACRE !
In
Esodo sta scritto che i Comandamenti sarebbero stati incisi sulla pietra dal
DITO di DIO, questo proprio per indicare ed affermare l’immutabilità di
questi ORDINI DIVINI per l’uomo (secondo il pensiero Ebraico -
Cristiano); poi improvvisamente dopo circa 100 anni
e più, dal tempo di Gesù il Nazareno, arrivano certi sedicenti suoi discepoli
“cristiani” che si permettono di Togliere, Cambiare, Falsificare e
costruire ideologie, sette, chiese, organizzate su false affermazioni !
Negli
Atti degli Apostoli al cap. 18:19-21, in quei
versi hanno tolto una frase che avrebbe
confermato che Paolo ed i primi cristiani
osservavano le 7 feste ebraiche, eliminandole da
diverse traduzioni (cattoliche e protestanti).
La frase di cui si parla e' questa: "Ma
egli non acconsenti' e prese congedo da essi,
dicendo: occorre
assolutamente che celebri la festa prossima a
Gerusalemme. Tornero' da voi, se dio lo
vuole. E parti da Efeso".
Commento
(NdR): Certo
che se Gesù risorgesse oggi,
NON entrerebbe di certo in una chiesa cristiana;
povero Gesù, come lo hanno preso in giro, gli hanno fatto dire delle vere
e proprie “cazzate” !
vedi
anche:
Falsificazioni storiche
+
False
traduzioni degli scritti detti sacri
+
Falsificazioni della Bibbia ed altro +
Vangeli
segreti
+
Origini
ideologie
+
Origini Cristiane
+
Storia del
Cristianesimo
+
Comandamenti
Mosaici Falsificati
+ FALSIFICAZIONI del Cristianesimo +
Rivisitando
i Vangeli +
Vangeli segreti +
Discordanze fra i Vangeli
+
Incoerenze bibliche
+
Prime
7 parole della Genesi
+
Islam ed i cristiani
+
Comandamenti
Mosaici Falsificati +
Storia della religione cristiana
+
Universo Intelligente +
Universo Elettrico
+
SOVRANITA' INDIVIDUALE
(Dichiarazione)
video: COMANDO GESUITI
vedi anche:
Definizione dell'ORDINE PIANO (CRIMINALI
al lavoro...)
E se anche le narrazioni dei vangeli
furono tutte inventate, prendendo spunto da
due storie reali palestinesi ? -
Documenti storici lo confermano, mentre sul
Gesu' dei vangeli non vi e' nessun cenno
storico...quindi...come e' molto probabile,
fu inventato tutto quanto dai cristiani !
I DUE MESSIA
Giovanni di Gamala e Yeshua ben Panthera
Sempre più "Ricercatori della Verità" si
cimentano in ricerche storiche atte a stabilire
come andarono veramente le cose duemila anni fa.
E' veramente esistito il "Salvatore del "Mondo"
catto-cristiano, Figlio di Dio che nasce da una
vergine e che dopo aver predicato in lungo e
largo in una Palestina occupata dai romani in
pieno fermento rivoluzionario, come se nulla
fosse ha praticato miracoli, dato la vista ai
ciechi, moltiplicato i pani e i pesci,
trasformato l'acqua in vino, fatto resuscitare i
morti, camminato sulle acque, morto per
redimerci dal peccato e infine resuscitato dopo
tre giorni per poi ascendere al cielo fra le
braccia del Padre ?
Questo Blog rinnovato in quasi tutte le sue
pagine vuole dare risposte soddisfacenti a
queste domande che un uomo libero di pensiero e
non ancora del tutto catechizzato dovrebbe
sempre porsi.
Di che cosa tratterà dunque ? Tratterà di due
Messia:
- uno rivoluzionario di nome Giovanni nato a
Gamala il Nazireo detto "Gesù-cristo"
discendente davidico, zelota, che tentò di
rovesciare il potere di Roma insieme ai suoi
fratelli Pietro, Giacomo, Giuda e Giuseppe,
tutti con gli stessi nomi degli apostoli del
"Figlio di Dio", per realizzare il Regno di
Israele promesso da Dio.
Fu arrestato dai romani dopo aver conquistato
Gerusalemme e condannato per sedizione alla
croce dopo essere stato torturato, sulla quale
verrà affisso il celebre capo di imputazione "Re
dei Giudei", morendo nel 36. Dunque un Messia
rivoluzionario della terra e non del cielo, di
Israele e non del mondo, della spada e non
dell'ulivo. Che nacque da rapporto sessuale e
non da "virgo intacta", che visse da
rivoluzionario e che fu condannato alla croce
senza essersi mai sognato di trasformarsi in un
"Salvatore universale" o in "Figlio unigenito di
Dio" risorto dalla morte, nè di fondare alcuna
Chiesa universale.
La traccia che tale Messia lasciò nella memoria
dei suoi contemporanei dovette essere così
profonda da indurre, più di un secolo dopo, gli
antichi "Padri della Chiesa" attraverso la
menzogna, a sfruttarne la vicenda per costruire
la favola di Gesù di Nazareth.
- Il secondo Messia in aggiunta al Messia
storico" è sacerdotale, un profeta di nome
Yeshua ben Panthera o ben Stada che diventerà la
seconda fonte del mito di Gesù di Nazareth.
Dall'unione di Gesù (Yeshua) e del Cristo
Giovanni di Gamala il Nazireo l'Unto del
Signore, nacque il Gesù-cristo, in tutto simile
alle antiche divinità dei culti misterici e
pagani, anche se a tradirne le origini erano il
pensiero e la parola, entrambi espressione di
pura spiritualità Essena.
Tutti i post che verranno pubblicati d'ora in
avanti nel blog, si rifanno a studi effettuati
da eminenti biblisti che verranno nominati di
volta in volta con conseguente relativa fonte.
L'augurio è che questo lavoro, sicuramente
avversato dalla casta di coloro che
consapevolmente mentono al mondo da secoli,
possa almeno nel suo piccolo, contribuire ad
infondere coraggio a chi, pur intellettualmente
onesto e preparato, non ha mai osato andare
oltre il dubbio, nel timore di giungere a vedere
con fin troppa chiarezza i contorni di una
favola che oggi a distanza di 1700 anni, ancora
in molti continuano a chiamare storia.
Maria Vergine
Uno dei maggiori problemi dottrinali era
costituito dalla presenza dei fratelli di
“Gesù”. Essi dovevano diventare “cugini”;
obbligati dalla “verginità” di Maria e
soprattutto impedirne la sovrapposizione e
conseguente identificazione con i figli di Giuda
il Galileo.
Nel Concilio di Nicea del 325 d.C. fu stabilito
dai Venerabilissimi e Santi Vescovi, che il
“figlio” era della sostanza ed eterno come il
“Padre”, cioè Dio, pertanto da quel momento, ne
derivò che Sua Madre Vergine era Madre di Dio.
Un bell’incesto cosmico direbbe qualcuno !
I Frammenti di Vangeli ritrovati, datati al
periodo pre-conciliare di Nicea e scampati alla
distruzione perpetrata successivamente dagli
Episcopi falsari, non riportano le molte “Marie”
(sei) dei Vangeli canonici, perché non erano
state ancora inventate.
Le affermazioni contrarie riferite su documenti
manoscritti, le copie dei quali sono state
redatte in epoca successiva il 325 d.C., non
sono storia, bensì pura dottrina trascritta con
lo scopo di far apparire che già da prima
esisteva la “Madonna”.
Da allora, “Maria Santissima Vergine Immacolata”
si rese obbligatorio “celarla” con alibi
maldestri, dietro più Marie, sorelle e cognate
con il nome uguale al suo e tutte con figli
aventi gli stessi nomi uguali fra loro, uguali a
quelli di “alcuni” apostoli e uguali a quelli
dei briganti profeti figli di Giuda il Galileo.
Soltanto coloro che credono che gli “asini
volano” possono far proprie simili fandonie che
offendono l’intelligenza dell’uomo ancora con un
minimo di libertà di pensiero ! Giovanni il
Nazireo detto "Gesù Cristo" e i suoi fratelli
(pag. 71)
Giovanni di Gamala
figlio di Giuda il Galileo e Yeshu figlio di
Pandera:
due personaggi con carisma divino e dai ruoli
diversi, ma che percorrono strade parallele su
un comune disegno escatologico e ineluttabile
perchè voluto da Dio.
La vittoria finale mancò, la "fine dei tempi"
non venne, il sogni si infransero sotto i colpi
micidiali delle armate di Tito e più tardi di
quelle di Adriano, e sembrò lasciare il passo
allo sgomento e alla disperazione.
Molto tempo dopo e lontano da quei luoghi,
qualcuno seppe trasformare la sconfitta in
vittoria, la desolazione di una fine nella gioia
di un principio, il castigo della terra nel
premio del cielo, la spada nel ramoscello
d'ulivo, il riscatto d'Israele nella salvezza
del mondo, la storia nella favola...
La "buona novella" viaggiò per mare e per terra,
conquistando popoli e paesi ma il prezzo da
pagare fu altissimo: la negazione delle proprie
origini e la cancellazione della memoria.
L'orgoglio nazionale, anima del messianismo,
divenne vergogna e condanna dello stesso
giudaismo disperso in un mondo ostile, lasciato
ai margini delle società civili, quasi mai
tollerato, ovunque tormentato a causa
dell'infame e indelebile marchio del deicidio.
La favola, ormai lontana dalla realtà, si mosse
a velocità crescente sulle ali della
sublimazione mistica, fagocitando antichi
archetipi appartenenti all'universo fideistico
pagano e più in particolare, al mondo
ellenistico e a quello dei culti misterici.
Di fronte ai pericoli di una tradizione orale,
perennemente soggetta ad incontrollabili
trasformazioni e ancora insidiata dal ricordo e
dalla rivendicazione della memoria storica, si
avvertì l'esigenza di immortalare l'immagine
definitiva del "Salvatore del Mondo".
L'immagine di Yeshu, il predicatore illuminato
che operava prodigi, il cui ricordo regnò nel
cuore di più generazioni, iniziò a mescolarsi
con quella appena precedente di Giovanni di
Gamala, il messia sconfitto, la cui vicenda
aveva infiammato gli animi e alimentato i sogni
di un popolo convinto della propria divina
investitura.
Più in particolare il "Salvatore" cristiano
ereditò dal mago prodigi, esorcismi, guarigioni
visti come trucchi, il nome, la disonorevole
assenza di legittima paternità, riciclata in
prodigiosa maternità virginale e l'imputazione
di apostasìa e pubblico plagio.
Dal messia politico, invece, rilevò la
legittimazione davidica, i rapporti parentali
con l'avanguardia messianista dei fratelli
trasformata poi in mite corte di santi apostoli,
il titolo di "Cristo", l'ingresso in Gerusalemme
e i tragici fatti degli ultimi giorni.
Da entrambe le figure trasse, infine, gli eventi
riguardanti i rispettivi processi (mescolati in
un improbabile e irrituale giudizio a doppia
competenza, con reciproco scarico di
responsabilità e verdetto popolare) e la croce
(strumento di pubblica ignominiosa esposizione)
dopo la morte per il primo e di morte per il
secondo.
Ci sarà un sussulto, dopo tante sconfitte e la
distruzione del Tempio nel 70 d.C., nel II
secolo da parte dell'ultimo guerriero giudaico:
Simone bar Kochba, il "figlio della Stella".
Egli rappresentò l'ultima tenue speranza di un
messianismo disperato, alla quale poteva seguire
soltanto la rassegnazione o come accadde, il
ripensamento, la riconversione e la rilettura
della storia a costo del rinnegamento delle
proprie radici.
Il cristianesimo
nascente nel II secolo e non prima come ci è
stato fatto credere falsamente, è il prodotto di
un incessante divenire nel quale hanno giocato
un ruolo essenziale sia le dinamiche inconsce di
tipo antropologico che le costruzioni
artificiose scientemente condotte dal potere
secolare allo scopo di plasmare la coscienza del
mondo occidentale asservendone la storia alla
propria sete di potere.
In altre parole il cristianesimo, oltre ad
essere in parte frutto di "costruzioni a
tavolino" indotte da intenti fraudolenti, si
giovò anche di un'inconsapevole predisposizione
ad assumere contenuti, forme e fisionomia note,
grazie allo specifico "bisogno di fede", insito
da sempre nell'uomo.
Finisco citando una frase significativa
risalente al II secolo, dove un attento e
qualificato osservatore seppe individuare il
vero criterio ispiratore della trasformazioni
avvenute, lasciandoci una testimonianza sulla
quale i sostenitori della "verità" dei Vangeli
dovrebbero riflettere:
"... E' noto a tutti che ciò che avete scritto è
il risultato di continui rimaneggiamenti fatti
in seguito alle critiche che vi venivano
portate".
Anni di tensioni,
guerre fratricide ed attriti divennero sempre
più forti e determinarono, attraverso una lunga
serie di azioni e reazioni, la nascita, lo
sviluppo e la stabilizzazione di quello che con
Ehrman possiamo definire come "cristianesimo
vincente", a scapito di un gran numero di altri
vangeli poi scomparsi.
Nacquero dunque e si diffusero i primi scritti
poi corretti, integrati, aggiustati, distrutti,
ripensati e ricostruiti, in un vortice di
trasformazioni che uccise la verità con la
pretesa di testimoniarla e ostentarla al mondo.
Il cerchio si strinse intorno ai quattro canoni
neotestamentari e le "voci diverse" furono
assimilate o soppresse affinchè la "verità",
come appena scritto, non avesse che un volto
solo.
Da Giovanni di Gamala e Yeshu Pandera figlio di
un soldato romano, nasce il Cristo cristiano, un
assemblamento vincente che dura ormai da 1700
anni !
La trasformazione del titolo messianico di
"Unto" (Cristo), appartenuto al messia davidico,
in una sorta di identificativo anagrafico simile
ad un moderno cognome, ha vissuto nei secoli
accanto al nome appartenuto al messia di Aronne
(Yeshu).
Quale fu il risultato ? Da Gesù più Cristo
nacque... Gesù Cristo ! - By Giancarlo Tranfo -
La Croce di Spine (pag.213-214)
L'Egiziano (seconda Parte), Yeshu
Non è strano dunque
che Yeshu, soprannominato "Egiziano" negli anni
successivi al fallimento del tentativo di
Giovanni di Gamala morto crocifisso per essersi
dichiarato "Re dei Giudei", abbia quantomeno
tentato di consacrare il proprio ruolo di messia
sacerdotale eletto da Dio, presentandosi sul
Monte degli Ulivi e promettendo un segno divino.
(v. Zaccaria)
Lo sarebbe stato eventualmente per un "Salvatore
del Mondo" disarmato e pacifico, che non avendo
nulla da suggerire al popolo ebraico se non di
"amare i propri nemici", avrebbe rischiato
l'attacco della folla furibonda ancor prima di
quello dei soldati romani !
Come al solito fa
riflettere invece, il silenzio di Giuseppe
Flavio sul precedente tentativo di Giovanni di
Gamala il Galileo; abbiamo ormai compreso bene
l'origine di tale silenzio che in riferimento al
personaggio in questione, c'è stato un vero e
proprio oscuramento.
Il "Gesù" cristiano nascente non doveva aver
nulla a che fare con il vero personaggio storico
morto crocifisso nel 36 d.C. per sedizione
contro Roma e per essersi dichiarato Re dei
Giudei.
Il messia, che in quell'occasione "si dileguò",
morì LAPIDATO ANNI DOPO e CIOE' nel 72 era
volgare, a LYDDA !
Anche per Yeshu i giorni furono quelli delle
feste pasquali, come attestato dal passo del
Talmud che in una delle versioni note, reca un
chiaro riferimento alla città di Lydda:
"... Alla parasceve essi appesero a Lud (Lydda)
Yeshu".
L'imputazione di stregoneria e apostasia è
identica a quella contestata al Gesù dei
Vangeli.
Per quest'ultimo, tuttavia, vista la commistione
voluta nei Vangeli con la vicenda politico
insurrezionale del messia davidico, fu
necessario ideare un grottesco scarico di
responsabilità tra le istituzioni religiose,
popolo e organi giurisdizionali romani, allo
scopo di raccordare alle meglio l'imputazione
stessa di Yeshu (riguardante colpe di natura
religiosa) con l'esecuzione di una pena romana
prevista per il reato di sovversione armata
commessa da Giovanni di Gamala il Galileo.
Per Yeshu a decidere
la condanna fu il Sinedrio che nel pieno dei
propri poteri, comandò l'esecuzione mediante una
pena che gli era dato comminare: la lapidazione.
Il fatto avvenne come scritto sopra, a Lydda nel
72 d.C., vale a dire il primo anno nel quale la
Pasqua cadde di SABATO grande (festa ebraica
annuale, non il sabato settimanale) ,
successivamente al trasferimento del Sinedrio in
tale città, dopo la disfatta del 70 era volgare.
A tal proposito un antico manoscritto talmudico
reca, infatti, una versione del passo in
questione nel quale è detto: "... Egli fu appeso
alla vigilia del sabato della Pasqua".
Inoltre particolare attenzione merita il rilievo
dato dalla giurisdizione ebraica alle prove
testimoniali. Infatti nel seguito del passo
citato è scritto: "... Chiunque sappia qualcosa
a sua discolpa venga e difenda il suo operato".
Poichè nessuna testimonianza fu mai portata in
suo favore, egli fu appeso per 40 giorni, dopo
essere stato lapidato, alla vigilia della
Pasqua". Nella discussione rabbinica che segue
alla citazione, entrambe registrate nella
Ghemarah, appare un'affermazione enigmatica di
forte contenuto indiziario: "... Replicò Ulla:
"Pensi egli sia stato uno per il quale ci si
sarebbe potuto attendere una discolpa ? Non era
egli un sobillatore, riguardo cui la Scrittura
dice: Non perdonarlo, non coprire la sua colpa ?
Con Gesù comunque fu diverso, perchè stava
vicino al regno".
Non essendo chiaro
cosa si debba intendere per "regno", verrebbe da
pensare che la qualità messianica sacerdotale di
Yeshu fosse in qualche modo riconosciuta anche
in seno all'antica casta rabbinica ormai di
estrazione esclusivamente farisaica e che ciò
gli fosse a suo tempo valso quel particolare
riguardo costituito dall'attesa di una possibile
discolpa su base testimoniale non prevista per
analoghi casi.
Altrettanto rilievo
veniva dato alle prove accusatorie per le quali
era previsto un particolare iter acquisitivo,
dettagliatamente previsto in altra parte dal
Talmud. Due testimoni venivano fatti entrare
nello stesso ambiente dove si trovava l'imputato
per ascoltare non visti da questo, la
confessione resa ad un terzo.
"... Come può essere fatto tutto ciò senza
essere scoperti da lui ? "In questo modo: poichè
il seduttore viene fatto restare nella parte
interna della casa, una lampada viene tenuta
accesa sopra di lui in modo che i testimoni
possono vederlo ed ascoltare la sua voce".
(Talmud, Mishnah Sanhedrin)
Il passo prosegue menzionando un famoso
precedente nel quale fu attuata tale procedura:
"... Così, ad esempio, essi fecero con il figlio
di Stada, a Lydda. Contro di lui due discepoli
di uomini istruiti furono messi in un posto
nascosto ed egli fu portato così davanti alla
corte per essere lapidato".
Non è necessario spiegare chi fosse il "figlio
di Stada" che come confermato in questa parte
del Talmud, fu condannato e giustiziato a Lydda,
mentre, con riferimento all'acquisizione delle
prove testimoniali, vale la pena proporre un
confronto tra questi e il "Gesù" del "Vangelo di
Giuda", emerso dalle sabbie d'Egitto soltanto
una trentina d'anni orsono.
"... I sommi sacerdoti mormoravano perchè (lui)
era andato nella stanza degli ospiti per la sua
preghiera. Ma là alcuni scribi lo stavano
guardando con attenzione per arrestarlo durante
la preghiera, poichè erano impauriti dalla
gente, in quanto era considerato da tutti come
un profeta. Si avvicinarono a Giuda e gli
dissero: "Che cosa stai facendo qui ? Tu sei un
discepolo di "Gesù". Giuda gli rispose quello
che desideravano. Ricevette dei denari e lo
consegnò a loro".
La Chiesa cristiana
si è affrettata a disconoscere e condannare
l'antico scritto di origine cainita, proprio
perchè balzato agli occhi del mondo con il suo
esplosivo potenziale testimoniale, privo di
condizionamenti, censure e secolari
manomissioni.
Il messia testimoniato nel Vangelo di Giuda
presenta evidenti attinenze più con l'immagine
messianica di estrazione sacerdotale che con
quella di tipo carismatico e rivoluzionaria del
messia davidico. Tale immagine, che nei racconti
neotestamentari si stinge, svanendo dietro alla
tumultuosa vicenda dell'arresto, del processo e
della condanna del re ribelle, conserva invece
in questo scritto una tale similarità di
circostanze con quelle riferite nel Talmud, da
indurci a pensare che esso, pur parlando di
"Gesù", si sia riferito in via esclusiva proprio
alla vicenda del messia sacerdotale.
- By Giancarlo Tranfo - la Croce di Spine (pag.
211-212)
Di fronte agli
sforzi interpretativi degli esegeti cristiani,
sorge spontanea una domanda:
"E'decisamente più credibile l'esistenza reale
di un soldato chiamato "Panthera" (o simile),
colpevole insieme a Maria di un "peccato di
gioventù", piuttosto che una maternità virginale
per intervento dello Spirito Santo, di fronte
alla quale i diffamatori giudei non avrebbero
trovato di meglio che scimmiottare il termine
greco di vergine (parthenos) al quale a ben
vedere, Panthera nemmeno somiglia poi tanto ?
Oltre tutto il nome
Panthera si ritrova in iscrizioni di soldati
romani in Palestina. Si tratterebbe di Tiberius
Julius Abdèus Panther (Tiberio Giulio Abdeo,
detto Panthera), milite dell'esercito romano nel
quale, probabilmente, rivesti il grado di
centurione, di una coorte militare di
guarnigione in Palestina fino al 9 d.C.
Successivamente fu trasferito in Germania e mori
all'età di 62 anni vicino all'attuale
Bingerbrùck dove è stato trovato un monumento
funebre in cui appare inciso il suo nome.
D'altra parte se il fatto fosse calunnioso e il
nome Panthera inventato, i Padri della Chiesa
non avrebbero cercato di ingenerare confusione
con il consueto trucco, già collaudato nelle
scritture evangeliche, di nominare persone
giuste nel posto o nel ruolo sbagliato: il nome
di Pandera, evidentemente noto in antichità
giudaiche ed effettivamente sospettato di essere
il padre di colui che nel frattempo era
diventato Gesù, appare nelle sdegnate smentite
di Origene.
Al fine di controbattere la diffamante storia,
egli scrisse che Panther era il soprannome di
Giacomo nonno di Gesù, cosa successivamente
certificata nelle genealogia ricostruita da San
Giovanni Damasceno.
La menzione, contro ogni uso dell'epoca, di
quattro donne (peraltro di pessima fama) nella
genealogia di Gesù riportata da Matteo, potrebbe
essere stata ugualmente ispirata dall'intento di
allontanare da Maria qualsiasi sospetto
screditante, direzionando l'infamia su diversi
soggetti già noti per via della stessa.
Le fonti rabbiniche,
in sintonia con le asserzioni di Celso, si
riferiscono al concepimento di Gesù come al
frutto di una relazione adulterina di Miriam
(Maria) con Giuseppe Pandera, a seguito della
quale la stessa sarebbe stata abbandonata dal
promesso sposo di nome Giovanni.
"... Vicino alla sua casa abitavano una vedova e
la sua bella e casta figlia, chiamata Miriam.
Miriam era promessa a Giovanni, della stirpe
reale di David, un uomo istruito nella Legge e
timorato di Dio. Alla fine di un Sabbath,
Giuseppe Pandera, bello e in apparenza simile a
un guerriero, avendo ammirato Miriam con
lussuria, bussò alla sua porta e la ingannò,
fingendo di essere il suo promesso sposo,
Giovanni. Anche così, ella fu stupita da questa
cattiva condotta e si sottomise soltanto
controvoglia.
Più tardi, quando venne da lei Giovanni, Miriam
si lamentò del suo comportamento, così diverso
da quello consueto. Fu così che i due si resero
conto del misfatto di Giuseppe Pandera e del
terribile sbaglio da parte di Miriam. In seguito
a ciò, Giovanni andò dal maestro Shimeon ben
Shetah e gli raccontò della tragica seduzione.
Poichè mancavano i testimoni necessari per la
punizione e Miriam aveva concepito un figlio,
Giovanni partì per Babilonia.
Miriam partorì un figlio maschio e lo chiamò
Giosuè, come suo fratello. Questo nome più tardi
fu deformato in Gesù. L'ottavo giorno, (il
bambino) fu circonciso. Quando fu abbastanza
grande il ragazzo vene portato da Miriam nella
scuola, per essere istruito nelle tradizioni dei
Giudei".
Similmente, nel "Trattarello Kallah" (1b) viene
riferita la confessione di Maria al rabbi Akibah,
estortale con la falsa promessa della salvezza
nella vita futura:
"... Il giorno che mi sposai avevo le
mestruazioni, e a causa di ciò, mio marito mi
lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque
con me e da quel rapporto mio nacque questo
figlio".
Con la discendenza del personaggio di Gesù dal
soldato romano chiamato Panthera, trova una
spiegazione anche l'appellativo altrimenti
oscuro di "Cristo il romano" riportato
nell'antico libro sacro di Giovanni, custodito
dai Mandei". - By Giancarlo Tranfo - La Croce di
Spine. (pag. 206-207)
Yeshua ben Stada o ben Pandera
Si può iniziare a mettere ordine nel confuso
materiale letterario riportando ad un'unica
individualità i riferimenti ai due patronimici
(figlio di Pandera o di Stada).
In Stada è possibile infatti, riconoscere una
forma contratta di stath-tah-dah, ossia: "Colei
che ha abbandonato il marito".
Lo Yeshua figlio di una donna che "ha
abbandonato il marito", può dunque essere anche
il figlio di Pandera o Panthera, così come un
passo *talmudico sembra confermare: *(N.B. Il
Talmud è considerato il testo sacro
dell'ebraismo, e sta a significare insegnamento,
studio, discussione) - "... Questo figlio di
Stada era il figlio di Pandira. Infatti il
rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito
di Stada, sua madre, ed egli visse durante la
vita di Pophus, il figlio di Jehuda. Ma sua
madre era stata, Maria di Magdala (una
parrucchiera per signore) che, come dice il
Pumbadita, aveva lasciato il marito".
Nel nome di Pandera
o Panthera gli studiosi di matrice cristiana si
sforzano di vedere un significato allegorico,
dato dall'alterazione in senso ingiurioso del
termine greco "parthenos" (cioè vergine), in
modo da relegare il personaggio stesso
nell'ambito delle creazioni favolistiche di
origine parodica. (loro si che se ne intendono
!)
Purtroppo per loro, già nel II secolo e in
ambienti ben diversi da quelli delle scuole
ebraiche che diedero vita alla Mishnah (La
Mishnah o Torà Orale consiste nella grande e
sistematica raccolta di insegnamenti dei Maestri
dell’ebraismo, tramandati dapprima oralmente e
poi messi per iscritto da Rabbi Yehudà Ha-Nasì
alla fine del Secondo secolo), il
filosofo Celso, nel II secolo, nel "Discorso
della Verità", riferì una personale versione sia
dell'origine del discusso patronimico che della
stessa vita del messia cristiano, da lui
ritenuto, come già detto*, un singolo soggetto
realmente esistito.
*N.B. Nel "Discorso
della Verità" Celso, si riferisce al nome Yeshua
non come al reale nome del Messia Giudeo "deidificato"
dai cristiani, ma come ad una scelta tardiva
degli stessi i quali, fino ad allora, sembra
avessero chiamato il loro "Soter" con vari
appellativi (il Signore, Kristos ovvero l'Unto),
senza mai far ricorso ad un vero nome proprio:
"Colui al quale AVETE DATO il nome di Gesù in
realtà era il capo di una banda di briganti...".
Il personaggio che emerge in maniera diffamante,
non ha nulla dell'eroe davidico, diversamente
dal quale è un povero, nato da un adulterio, che
si diede alla magia e ai trucchi per proclamarsi
Dio.
"... T'inventasti la nascita da una vergine: in
realtà tu sei originario di un villaggio della
Giudea e figlio di una donna di quel villaggio,
che viveva in povertà filando a giornata.
Inoltre costei, convinta di adulterio, fu
scacciata dallo sposo, falegname di mestiere.
Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia,
essa ti generò quale figlio furtivo. Spinto
dalla povertà andasti a lavorare a mercede in
Egitto, dove venisti a conoscenza di certe
facoltà per le quali gli Egiziani vanno famosi.
Quindi ritornasti, orgoglioso di quella facoltà
e grazie ad esse ti proclamasti Dio. Tua madre,
dunque, fu scacciata dal falegname, che l'aveva
chiesta in moglie, perchè convita di adulterio e
FU RESA INCINTA DA UN SOLDATO di NOME PANTHERA".
(Prima parte...)
- By Giancarlo Tranfo - La croce di spine. (pag.
205-206)
Giuda
Didimo ovvero… Theudas
L’appellativo Thomas
che significa “gemello”, gli fu dato
probabilmente, per la somiglianza con un
fratello.
In Antichità Giudaiche lo incontriamo come
promotore di un tentativo non riuscito di
insurrezione messianica: era un vizio di
famiglia !
Giuseppe Flavio parlandocene non evidenzia la
discendenza da Giuda il Galileo (o forse lo fece
ma fu censurata…) ma come già visto, dai Vangeli
emerge chiaramente il suo rapporto di
fratellanza carnale con Simone Pietro, Giacomo e
“Gesù”.
“Durante il periodo in cui Fado era procuratore
della Giudea, un certo sobillatore di nome Teuda
persuase la maggior parte della folla a prendere
le proprie sostanze e a seguirlo fino al fiume
Giordano. Affermava di essere un profeta al cui
comando il fiume si sarebbe diviso, aprendo loro
un facile transito. Con questa affermazione
ingannò molti. Fado però non permise loro di
raccogliere il frutto della loro follia e inviò
contro di essi uno squadrone di cavalleria che
piombò inaspettatamente contro di essi
uccidendone molti e facendone altri prigionieri;
lo stesso Teuda fu catturato, gli mozzarono la
testa e la portarono a Gerusalemme". (Idem. XX:
97-99).
Giuda Didimo Tommaso o Teuda è l’apostolo
“dubbioso”, chiamato Teuda da Marco e Matteo,
indicato invece con il nome di Giuda soltanto da
Luca.
Perché questa scelta di Luca ?
L’estensore del “terzo” Vangelo e degli Atti
degli Apostoli, per evitare pericolose
sovrapposizioni tra rivoluzionari messianisti e
santi discepoli, fece sparire Teuda
(sostituendolo con Giuda) da tutti i suoi
scritti, avendolo nominato negli Atti come
ribelle, in particolare nel famoso discorso in
difesa degli Apostoli che avrebbe tenuto
Gamaliele dinnanzi al Sinedrio.
Nel citato discorso ( che posterò in altra
occasione) di Gamaliele, appare evidente un
ulteriore espediente posto in essere
dall’Evangelista impostore per confondere le già
confuse idee del lettore e cosa si inventa
questo falsario furbo come una volpe ?
Egli, il santo Evangelista pensò bene di
cambiare la storia e mise in bocca a Gamaliele
un discorso nel quale si invertono
cronologicamente sia le gesta che la morte di
Giuda il Galileo padre di Giovanni di Gamala il
Nazireo e dei suoi fratelli: Giacomo, Simone
Pietro, Giuda e Giuseppe, “Santi Apostoli” e di
Teuda, e si tace sulla discendenza diretta del
secondo dal primo.
Morto così il figlio prima del padre, il lettore
meno attento grazie a questo maldestro
stratagemma ed errore cronologico di portata
generazionale, è dissuaso e allontanato da
qualsiasi associazione di idee o parallelo tra i
santi Apostoli, assolti grazie a tale
provvidenziale arringa (vedi discorso fasullo di
Gamaliele) e i componenti della nota e terribile
famiglia dalle ambizioni messianiche e regali
che faceva capo a Giuda il Galileo ed i suoi
figli.
Ecco come fece: “…
prima d’ora sorse Teuda, dicendo di essere
qualcuno; presso di lui si raccolsero circa
quattrocento uomini; egli fu ucciso e tutti
quelli che gli avevano dato ascolto, furono
dispersi e ridotti a nulla. DOPO di LUI SORSE
GIUDA il GALILEO, ai giorni del censimento, e si
trascinò dietro della gente; anch’egli perì e
tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono
dispersi” (At., 5:36, 37) - By Giancarlo Tranfo
- La Croce di Spine. (pag. 167-168)
I dodici apostoli, i
fratelli del Messia, ovvero
“… Anche voi, che mi avete seguito, sarete
seduti su dodici troni a giudicare le dodici
tribù d’Israele”
Dodici erano gli anni di malattia della donna
guarita dal flusso emorragico, come dodici erano
le ceste piene portate via dopo il miracolo dei
pani e dei pesci, dodici gli anni della figlia
di Giairo e gli anni di Gesù quando si recò a
Gerusalemme e, soprattutto dodici, come abbiamo
appena letto, le tribù d’Israele.
Ecco perché gli Apostoli, posti a giudici di
ciascuna di esse, non avrebbero potuto essere
otto, quattordici o ventiquattro !
Nessun altro numero
appare nei Vangeli con una tale ricorrenza,
proprio perché ad esso veniva riconosciuto un
valore simbolico talmente sacrale da adattare ad
esso eventi e personaggi.
Tuttavia, si tratta anche per il numero dodici,
di una sacralità mutuata dalle antichissime
tradizioni astronomiche mesopotamiche e
sumero-babilonesi, fondate sulla suddivisione
della volta celeste in dodici case zodiacali.
Per raggiungere questo numero, gli Evangelisti o
chi per loro, ricorsero ad ogni espediente
narrativo: identità replicate mediante doppi e
tripli appellativi, sdoppiamenti occasionali,
paternità e maternità diversificate.
Secondo quando riferito negli "Atti" di Luca, i
seguaci della dottrina di "Gesù", in tre decenni
si erano moltiplicati e diffusi nelle province
mediterranee dell'Impero... grazie alle
dimostrazioni di miracoli straordinari fatti
dagli "Apostoli"dei cui nomi non esiste traccia
in alcun documento storico dell'epoca !
L'unico "attestato" (uno storico non potrà mai
basarsi su un "documento" fideista come il
Vangelo) che avrebbe dovuto comprovarne le
gesta, oltre all'esistenza, è costituito dagli
"Atti degli Apostoli", ma dopo averne
individuato le falsificazioni apportate
dall'evangelista (il blog le dimostrerà di volta
in volta...) per rendere credibili i suoi
"santi" personaggi tale documento, in realtà,
diventa la prova che i "Dodici" sono soltanto un
numero di valore simbolico religioso; furono una
creazione letteraria per far apparire che il
"cristianesimo" diffuso da loro, era presente
sin dal I secolo al fine di dimostrare che Gesù
era venuto sulla Terra e si era sacrificato per
salvare gli uomini dalla morte. Gli Apostoli
degli scritti neotestamentari non sono mai
esistiti ! By Giancarlo Tranfo - “La croce di
spine”. (Pag. 161)
Yeshu l'Egiziano
Ritornando alla provenienza dall'Egitto, come
non rammentare l'episodio narrato da Giuseppe
Flavio in Antichità Giudaiche ?
"... In quel tempo venne dall'Egitto a
Gerusalemme un uomo che diceva di essere un
profeta e suggeriva alle folle del popolino di
seguirlo sulla collina chiamata Monte degli
Ulivi, che è dirimpetto alla città, dalla quale
dista cinque stadi. Costui asseriva che da là
voleva dimostrare come a un suo comando
sarebbero cadute le mura di Gerusalemme e
attraverso di esse avrebbe aperto per loro un
ingresso alla città.
Udita tale cosa, Felice ordinò ai suoi soldati
di prendere le armi e con una notevole forza di
cavalleria e di fanti, uscirono da Gerusalemme e
si lanciarono sull'egiziano e sui suoi seguaci
uccidendone quattrocento e catturando duecento
prigionieri, L'Egiziano fuggì dalla battaglia e
si dileguò".(Ant. Giud. XX: 169-171
Chi può essere quest'uomo con il soprannome di
"Egiziano" che si spaccia per "profeta" e che
ritiene di essere dotato di facoltà
soprannaturali tali da abbattere con un "suo
comando" le mura di Gerusalemme ?
Ora ascoltatemi bene: secondo i Vangeli, Gesù fu
arrestato sul Monte degli Ulivi e nel caso fosse
esistito, al tempo di Felice (52-60 d.C.) si
SAREBBE TROVATO GIA' da una VENTINA d'ANNI su
una NUVOLETTA PERCHE' MORTO DEFUNTO !
Lo stesso si può dire per Giovanni di Gamala, il
Nazireo, il Galileo, Messia Davidico crocifisso
nel 36 era volgare, al quale, come già
riportato nella spiegazione del tema del blog,
si ispira la vicenda storica di "Gesù": egli fu
arrestato, anzi si consegnò, con ogni
probabilità sul Monte degli Ulivi (senza
riuscire dunque a dileguarsi) a seguito di un
vero tentativo e poi riuscito colpo di stato
contro il potere di Roma Imperiale.
L'unico "profeta"
che potè presentarsi sul Monte degli Ulivi
(dileguandosi al momento giusto) che veniva
dall'Egitto dove aveva appreso le arti magiche e
che era ancora vivo negli anni di Felice (52-60
d.C.), fu lo "Yeshu" del quale nel Talmud è
scritto: "... Il figlio di Stada (che significa
donna che lascia il marito) aveva introdotto
dall’Egitto arti magiche". (Beth Jacobh fol 127)
Come prima
anticipato, Celso, nei panni di un immaginario
ebreo, disse dello stesso Yeshu: "... Andasti a
lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a
conoscenza di certe facoltà e grazie ad esse ti
proclamasti Dio".
Tutto in perfetta coerenza con il passo appena
citato di Giuseppe Flavio: "...Venne dall'Egitto
a Gerusalemme un uomo che diceva di essere un
profeta... voleva dimostrare come a un suo
comando sarebbero cadute le mura di
Gerusalemme".
Non deve poi stupire
la scelta del Monte degli Ulivi come teatro di
più rivolte messianiche. Un Messia che con il
proprio seguito si fosse presentato in tale
luogo, avrebbe guadagnato credibilità presso il
popolo circa la propria divina investitura, in
quanto avrebbe dato attuazione alle parole del
profeta Zaccaria:
"... Poi il Signore si farà avanti e combatterà
contro quelle nazioni, come egli combattè tante
volte nel giorno della battaglia. In quel giorno
i suoi piedi si poseranno sul Monte degli Ulivi,
che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il
monte degli Ulivi si spaccherà a metà. da
oriente a occidente, tanto da formare una grande
valle; metà del monte si ritirerà verso
settentrione e l'altra metà verso il meridione".
E mi fermo qui... Alla prossima puntata ! - By
Gianfranco Tranfo - "La Croce di Spine". (pag.
210-211)
Giancarlo Tranfo:
La Croce di Spine (Pag. 207-208-209)
E qui sorge spontanea la domanda: “Cosa fece
Yeshua ben Pandera dai 13 ai 30 anni di vita e
perché nessuno degli Evangelisti ne parla,
tacendo ?”
Esistono dei rotoli
custoditi da monaci buddisti in un monastero ad
Hemis in Tibet scoperti da un certo Nicolas
Notovitch, un avventuriero russo molto audace
che amava viaggiare nei Paesi dell’estremo
Oriente; in quei rotoli il Maestro Yeshu era
conosciuto con il nome di Issa, che è
esattamente lo stesso nome con cui “Yeshu” è
conosciuto oggi nella lingua irlandese moderna.
La lingua irlandese proviene dall'area
Indo-Europea. Il racconto dei rotoli di
Notovitch ci dice che Yeshu aveva appena
celebrato il suo Bar-Mitzvab che era il periodo
in cui le famiglie giudee amavano decidere la
futura sposa per i loro figli, e secondo i
rotoli, Yeshu che aveva compiuto i 13 anni e per
l'epoca già in età per sposarsi, non desiderava
che accadesse in quel momento. Così lasciò
furtivamente la casa dei suoi genitori e si unì
a una carovana di mercanti che stava partendo
per i favolosi paesi dell'est, da cui
provenivano le favolose storie di Maestri che
sapevano compiere fenomeni straordinari e
vivevano per lunghissimi inimmaginabili anni.
Nel suo viaggio di andata si diresse a nord
attraverso l'attuale città di Damasco, in Siria,
poi nell'odierno Iraq, attraverso Bagdad,
(l'allora Opis) e da lì a Egbatana (oggi Hamadan)
e Rhagae (ora Teheran) fino all'antica città di
Bactra (oggi Balkh) che era stata la capitale di
un antico impero. Da Bactra egli andò a sud a
Kabul, in Afghanistan e da lì attraverso il
Passo di Khyber a sud verso Taxila, la Città di
Pietra, capitale del Punjab, dove Tommaso
l'Apostolo 20 anni più tardi avrebbe soggiornato
presso il Re Gundaphores, nell'anno 47, il
periodo in cui anche Apollonio di Tiana era a
quella Corte. Yeshua entrò nella zona di
Rawlpindi e puntò verso l'India. Attraversò il
Paese dei Cinque Fiumi, il Punjap, finchè giunse
nel Paese del Sind, nel sud-est dell'odierno
Pakistan, alla foce del fiume Indo, dove si
stabilì tra la gente conosciuta con il nome di
Ariani. Fu accolto molto calorosamente e dopo
aver passato un periodo lì, divenne assai famoso
tra gli abitanti del luogo, e nonostante essi
chiedessero che rimanesse con loro, non avendo
egli trovato quello che desiderava scoprire,
proseguì, attraversò l'intero paese dell'India,
fino alla città di Juggernat, ora chiamata Puri,
nella provincia di Orissa, dove fu ricevuto dai
Bramini, i sacerdoti bianchi. Lì, i rotoli ci
dicono che imparò a leggere e a comprendere i
Veda, i sacri testi indù, che erano stati
compilati tra il 500 e il 1100 a.C.
Trascorsi 17 lunghi anni della sua vita in quei
luoghi sconosciuti e avendo appreso le “arti
magiche” dai maestri del posto, ritornò in
Palestina dove nessuno più lo riconobbe…
By Micàel Ledwith: Gli anni Occultati.
Tratto da:
http://blog.libero.it/paralotticlu69/view.php
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La storia del Cristianesimo va riscritta
perche' falsa !: Gesù il figlio segreto
del re Erode il grande
È stato spesso enfatizzato dalla religione
cristiana che il regno di Gesù non fosse di
questo mondo. La ricerca storica, tuttavia,
sembra recentemente indirizzata verso una
opinione differente: Gesù sarebbe stato il
legittimo erede al trono di Israele, destinato a
governare la Palestina secondo il volere di suo
padre, Erode il Grande.
“[Carios, inviato dell’imperatore Tiberio] disse
ad Erode (Antipa): Costui è degno di essere
fatto re di tutta la Giudea e di tutte le terre
di Filippo. L’imperatore Tiberio concesse a
Giovanni dei grandi onori e, a proposito di
Gesù, scrisse che lo si facesse re”.
Il libro
ricostruisce minuziosamente tutte le vicende
della dinastia erodiana narrate dallo
storiografo ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nel I
secolo d.C., e le pone a confronto con la storia
di Gesù raccontata dai vangeli canonici e
apocrifi. Quanto ne emerge è una storia di
intrighi, cospirazioni e congiure di palazzo in
un gioco di potere che aveva come scopo il
controllo della terra palestinese.
5 a.C.:
Antipatro e Maria, terza moglie del re arabo
Erode il Grande, cospirano per avvelenarlo.
Antipatro viene processato da Erode e dal
governatore Varo, venendo giustiziato. Di Maria,
madre di un “Erode” senza nome, unico tra tutti
i figli di Erode il Grande, si perdono le tracce
nei libri di Giuseppe Flavio, ma la si ritrova
nei vangeli con Erode che cercava Maria e Gesù.
Gesù era stato nominato successore di Erode il
Grande – e quindi re di Israele – in caso di
morte di Antipatro.
Maria fuggì con Giuseppe in Egitto (quest’ultimo
era il nipote del re Erode). Tra i suoi
familiari si annovera anche la sorella Salomè,
che aiutò Maria nel parto. Giuseppe Flavio è
molto accurato nel raccontare dei personaggi
della famiglia di Erode, eppure non nomina più
Maria, nonostante il figlio fosse successore al
trono e nonostante fosse implicata nella
cospirazione contro suo marito. Erode cercava il
figlio Gesù perché era destinato a diventare il
re d’Israele, e non per ucciderlo. Ma gli
evangelisti, per coprire la sua identità,
inventarono la “strage degli innocenti”. Maria
era la figlia del sacerdote Simone Boeto e tra i
suoi familiari troviamo Joazar, Marta e Lazzaro,
oltre a Gesù.
Quando venne processato Antipatro da Varo, il
sommo sacerdote era Joazar, fratello di Maria,
che ebbe tale titolo solo nel 4 a.C., sostituito
da suo fratello Eleazar nel 3 a.C. Durante il
censimento di Quirino nel 6 d.C., si parla di
Joazar che cercò di mediare con il popolo per
favorire il censimento. Tuttavia ciò non può
essere vero, in quanto all’epoca del sommo
sacerdozio di Joazar il governatore era Varo,
mentre Quirino lo sarà ben dieci anni dopo.
Sono
quindi stati rimodellati gli scritti di Giuseppe
Flavio e i resoconti degli evangelisti per
cercare di depistare dal processo di Antipatro
da parte di Varo, nel quale era coinvolta anche
Maria, che fugge con suo figlio, motivo per il
quale si cercò di spostare la data di nascita di
Gesù al 6 d.C. Nei vangeli più volte Gesù va a
casa di Maria, dove trova sia la sorella Marta
che il fratello Lazzaro, di cui si parla nel
vangelo di Giovanni nella risurrezione.
Per nascondere tutto questo, negli scritti di
Giuseppe Flavio si sdoppierà Maria con Cleopatra
di Gerusalemme, di cui non si sa nulla, in
quanto inventata, e a cui vengono attribuiti
come figli “Erode” senza nome e il tetrarca
Filippo. Erode Gesù è il marito di Erodiade e
sua figlia Salomè andrà in sposa a Filippo.
Cleopa infatti è il diminutivo di Cleopatra, e
Maria, in alcuni vangeli, dichiara di essere
Maria “di Cleopa” da parte paterna. Nei vangeli
di Marco e Matteo, a conferma di ciò, nella
crocifissione, deposizione al sepolcro e
resurrezione di Gesù non viene mai menzionata
Maria madre di Gesù, ma compare sempre Maria di
Cleopa, a dimostrazione del fatto che sono la
stessa persona. Difatti, nel vangelo di Giovanni
Maria madre di Gesù risulta essere sempre
presente in questi episodi.
Nel 34 d.C., dopo la morte del tetrarca Filippo,
Tiberio manda Carios in Palestina per nominare
Gesù suo successore, ma il fratellastro Antipa
si accorda con Erodiade per sposarla e, avuto il
suo consenso, va a Roma da Tiberio per chiedere
anche la tetrarchia di Filippo. Gesù, saputo del
viaggio di Antipa, avvisato da Giovanna, moglie
di Cuza, amministratore delle ricchezze di
Antipa, si accorda con Giovanni Battista, figlio
di Giuda di Gamala, per attaccare Antipa.
Avvisa inoltre la moglie di Antipa che suo
marito sta per ripudiarla per prendere in sposa
Erodiade. Giovanni inizia a criticare Antipa per
aver violato le leggi ebraiche, che non gli
consentivano di sposare la moglie di suo
fratello ancora vivente, e insieme a Gesù
tentano una rivolta insieme al tetrarca.
Nel frattempo il suocero di Antipa, sapendo che
stava ripudiando sua figlia, lo attacca con il
suo esercito e, mentre impervia lo scontro,
Giovanni e Gesù attaccano Antipa, che chiederà
soccorso a Pilato. Pilato li catturerà; mozzerà
la testa a Giovanni, ma salverà Gesù, facendosi
corrompere dal denaro offertigli dalla
ricchissima Marta e da Giuseppe, suo cugino e
padre putativo.
Nel processo Pilato accusa Gesù di essersi
voluto dichiarare “re dei Giudei”, lo appende al
palo, o stauros, e dopo poche ore, quando
Giuseppe gli chiede il corpo di Gesù, acconsente
affinché lo portino via.
Questo darà il via alle sue numerose
apparizioni, che serviranno per la costruzione
del mito della resurrezione di Gesù, che
ritroviamo nel 64 d.C. come sommo sacerdote e
marito di Marta, sua zia, nonché sorella di
Maria; coinvolto inoltre nella diatriba con Anano, che voleva uccidere il fratello di Gesù,
Giacomo il Giusto, figlio di Maria e di
Giuseppe. Riuscirà a salvarlo, per essere poi
ucciso nel 65 d.C. insieme ad Anano per aver
cercato di placare l’inizio della rivolta a
Gerusalemme, che iniziò grazie alle angherie di
Gessio Floro.
Il libro si chiude con sei pagine del vero
discorso di Gesù al popolo prima di essere
ucciso e con un appello a F. Bergoglio (vescovo
di Roma), affinché non ostacoli il corso della
verità, al fine di fermare la crociata dell’ISIS
contro i cristiani che stanno inconsapevolmente
adorando un loro antenato, un re arabo su cui è
stato costruito il “cristo re” redentore.
Seconda parte:
Mariamne, ovvero Maria madre di Erode Gesù: in
ebraico il nome è reso come
מִרְיָם,
(Miriam), nome di tradizione biblica. Poiché
nella società giudea di epoca tardo-asmonea le
due lingue più diffuse erano l’aramaico e il
greco della koine, presso la corte era diffusa
la versione greca di questo nome. Giuseppe
Flavio lo scrive «Μαριάμη» («Mariame»), ma in
alcune edizioni la “m” viene raddoppiata,
diventando così Mariamme. Successivamente la
seconda “m” divenne “n” per dissimilazione,
mutandosi così in “Mariamne”. Maria o Mariamne
II, terza moglie del re Erode il Grande,
apparteneva alla casata dei Boeto: Simone,
figlio di Boeto, a volte chiamato semplicemente
Boeto da Giuseppe Flavio, vero padre di Maria;
Mariamne II Boeto terza moglie del re Erode il
Grande madre di Gesù; Joazar Boeto figlio del
sommo sacerdote due volte, impopolare e un
difensore della legalità del censimento Romano,
come riportato da Giuseppe Flavio; fu sommo
sacerdote il 4 a.C.; Eleazar, figlio di Boeto,
attestato in Giuseppe Flavio e nel testo
Mandaean Sidra d-Yahia; successe a suo fratello
Eleazar e fu sommo sacerdote dal 4 al 3 a.C;
Cantheras Simone, figlio di Boethos;
Elioneus, figlio di Simone Cantheras, chiamato
Elihoeinai ben Haqqayyaph nella Mishnah; Joshua
ben Gamla, o Gesù. Martha Boethos, sorella di
Maria che diventerà sposa di Gesù quando rimase
vedova.
A Gesù fu dato l’epiteto di “Gamala” in quanto
si alleò con i rivoluzionari figli di Giuda di
Gamala, quando attaccò il fratellastro Antipa
che cercò di spodestarlo dalla successione della
tetrarchia del fratello Filippo morto a cui
doveva succedere, accordandosi con la moglie di
Gesù, Erodiade, per unirsi in matrimonio con
lei.
Come potete notare tutti i personaggi della
favola evangelica sono presenti nella casata dei
Boeto: Gesù, sua madre Maria, Marta sorella di
Maria, che Gesù prese poi come sua sposa in
tarda età, e Lazzaro fratello di Marta e Maria.
Eccoli insieme nelle narrazioni dei vangeli:
Era allora malato un certo Lazzaro di Betània,
il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.
Maria era quella che aveva cosparso di olio
profumato il signore e gli aveva asciugato i
piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro
era malato. Le sorelle mandarono dunque a
dirgli: «signore, ecco, il tuo amico è malato”.
Personaggi che ricorrono più volte insieme a
Gesù.
Analizziamo ora il
vero motivo per cui la santa Madonna dovette
fuggire in Egitto con suo cugino Giuseppe con
cui in seguito avrà altri figli:
Aggirandosi per tutta la reggia, le ombre di
Alessandro e Aristobulo indagavano e svelavano i
segreti e trascinavano alla condanna persone
lontanissime dall’esser sospettate. Si trovò che
anche Mariamme, la figlia del sommo sacerdote,
era partecipe della congiura; lo svelarono,
infatti, i suoi fratelli sottoposti alla
tortura. Della colpa materna il re punì anche il
figlio, cancellando dal testamento Erode, suo
figlio, che vi era nominato come successore di
Antipatro1.
Tutti i figli di
Erode il Grande hanno un nome tranne questo
“Erode” in quanto era Gesù, successore al trono
d’Israele in caso di morte di Antipatro che
venne ucciso nel 4 a.C., processato dal
governatore Varo insieme ad Erode il Grande. Tra
i fratelli di Maria sottoposti a tortura vi
erano Lazzaro e Joazar che nel 4 a.C. era sommo
sacerdote e che fu per questo motivo rimosso da
tale titolo. Ma era troppo pericoloso associare
il governatore Varo nel processo con Antipatro e
Maria, che riuscì a fuggire in Egitto con
Giuseppe nel tentativo di uccidere Erode il
Grande, cercando di avvelenarlo. Per cui gli
evangelisti scrissero che la fuga di Maria in
Egitto con Erode che li cercava avvenne sotto il
censimento di Quirino che fu governatore nel 6
d.C. Lo stesso fecero falsificando Antichità
giudaiche di Giuseppe Flavio libro XVIII, 1-3:
Quirino, senatore
Romano passato attraverso tutte le magistrature
fino al consolato, persona estremamente distinta
sotto ogni aspetto, giunse in Siria, inviato da
Cesare affinché fosse il governatore della
nazione e facesse la valutazione delle loro
proprietà. Anche Coponio, di ordine equestre,
visitò , fu inviato con lui per governare su di
essi con piena autorità. Quirino visitò , allora
annessa alla Siria, per compiere una valutazione
delle proprietà dei Giudei e liquidare le
sostanze di Archelao. All’inizio i Giudei,
sentendo parlare del censimento delle proprietà,
lo accolsero come un oltraggio, gradualmente
però acconsentirono, raddolciti dagli argomenti
del sommo sacerdote Joazar, figlio di Boeto, a
non proseguire nella loro opposizione; così
quanti furono da lui convinti dichiararono,
senza difficoltà, i beni di loro proprietà.
Joazar, fratello di
Maria e zio di Gesù, fece da mediatore tra gli
ebrei e i Romani. Ma come, fu sommo sacerdote il
4 a.C., mentre Quirino fu governatore della
Siria tra il 3 e il 6 d.C.? Come è possibile che
questo censimento sia stato riportato da tutti
al 6 d.C. quando, durante il suo svolgimento,
fece da mediatore con il popolo Joazar, con la
qualifica di sommo sacerdote nel 4 a.C.? I sommi
sacerdoti nel 6 d.C. risultano essere Gesù ben
Sie (che tenne la carica dal 3 al 6 d.C.) e
Anano ben Seth (che la tenne dal 6 al 15 d.C.).
Quirino nel 12 a.C. assurse al consolato e,
pochi anni più tardi, venne nominato proconsole
d’Asia, in un periodo compreso tra l’11 ed il 2
a.C. Quindi come fu possibile che Joazar e
Quirino agissero insieme nel 4 a.C.? Il
censimento del 6 d.C. era stato indetto dopo la
morte di Archelao, altro figlio di Erode il
Grande, mentre il censimento che stava avvenendo
nel 4 a.C. era il censimento universale indetto
da Cesare Augusto nell 8 a.C. e che si protraeva
negli anni, come riporta anche l’evangelista
Luca 2:1-6:
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto
ordinò che si facesse il censimento di tutta la
terra. Questo primo censimento fu fatto quando
era governatore della Siria Quirinio. Andavano
tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua
città. Anche Giuseppe, che era della casa e
della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret
e dalla Galilea salì in Giudea alla città di
Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare
insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si
compirono per lei i giorni del parto.
Essi erano appena partiti, quando un angelo del
Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
«Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e
fuggi in Egitto, e resta là finché non ti
avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino
per ucciderlo» (Mt 2:13).
Come poteva
Erode il Grande cercare Gesù durante il
censimento di Quirino, che avvenne nel 6 d.C.,
visto che morì nel 4 a.C.? Gli evangelisti
cercheranno di scambiare il censimento di Cesare
Augusto con quello di Archelao, in quanto, pochi
giorni prima che Erode morisse, egli processò
insieme al governatore Varo suo figlio Antipatro,
resosi reo di una cospirazione nei suoi
confronti, insieme alla cognata Maria che, però,
riuscì a fuggire.
Terza parte:
Dopo essere fuggita in Egitto con
Giuseppe e dopo aver avuto il tetrarca Filippo
ed Erode Gesù con Erode il Grande, Maria ebbe un
altro figlio con Giuseppe: Giacomo detto il
Giusto.
Nella seconda apocalisse di Giacomo, nel brano
dopo l’apparizione dei risorto, ecco cosa scrive
Giacomo il Giusto:
“Una volta, mentre
ero seduto e meditavo, egli (Gesù) aprì la
porta. Colui che avete udito e perseguitato
venne da me. Egli mi disse: “Salve, fratello
mio! Fratello mio, salve”. Allorché alzai il
viso per guardarlo, la madre mi disse:” Non ti
stupire, figlio, che Egli ti abbia detto
“fratello mio!”. Voi foste nutriti tutti e due
con lo stesso latte. “Perciò egli mi chiama:
“madre mia!”. Egli infatti non ci è estraneo.
Egli è nipote di tuo padre. Io non sono […]”
(seconda apocalisse di Giacomo, 50).
Erode il Grande aveva un fratello che si
chiamava Giuseppe che ebbe a sua volta un figlio
a cui diede lo stesso nome: Giuseppe. Il
redattore della seconda apocalisse di Giacomo,
avendo padre e figlio lo stesso nome di
Giuseppe, scambia il padre per il figlio, per
questo dice che Gesù è nipote di Giuseppe e non
cugino.
In frammenti copti, dove ci sono dei discorsi
attribuiti a Cirillo di Gerusalemme, a Demetrio
di Antiochia e a Cirillo di Alessandria,
pubblicati da E. A. Wallis Budge, la Madonna
avrebbe detto a Cirillo di Gerusalemme:
“Io sono stata una bambina promessa da dio e
offerta a lui dai miei genitori prima ancora
ch’io nascessi. I miei genitori erano della
tribù di Giuda e della stirpe di David. Mio
padre si chiamava Gioacchino, cioè Cleofa. Mia
madre si chiamava Anna, ma era detta comunemente
Mariham. Io mi chiamo Maria Maddalena dal nome
del villaggio in cui sono nata, Maddala. Il mio
nome è però Maria di Cleofa. Sono la Maria di
Giacomo figlio di Giuseppe, il falegname”.
Analizziamo ora dei
passi di liturgia copta, che possiede fra il suo
tesoro omiletico una lunga Catechesi, attribuita
a san Cirillo di Gerusalemme (morto nel 386):
Maria risponde a Cirillo e gli narra le sue
origini familiari e territoriali «Ed ecco che la
Vergine, dal canto suo, stendendo la mano verso
di me, mi dice: “Cirillo, se vuoi conoscere la
mia stirpe e la casa dei miei padri, ascolta:
sono stata una bambina, votata a dio. Questa
promessa l’hanno fatta i miei genitori, prima di
darmi alla luce. I genitori che mi misero al
mondo appartengono alla tribù di Giuda e alla
casa di Davide. Gioacchino è mio padre, lo
stesso che Cleopa. Anna è mia madre, che mi
generò ed era chiamata Mariham. Io sono Maria
Maddalena, dal nome del villaggio in cui sono
nata: Magdalia. Il mio nome è Maria di Cleopa.
Io inoltre sono Maria di Giacomo, figlio di
Giuseppe il falegname, a cui mi consegnarono.
Da questi due passi
veniamo a sapere che Maria era la Maddalena,
madre e non moglie di Gesù, e che suo padre era
chiamato anche Cleopa, anche se gli cambiarono
il nome da Simone a Gioacchino per depistare la
sua vera identità. Cleopa, in realtà, non è
neanche un nome. Κλωπᾶς, Clopa e la sua variante
Κλεόπας, Cleopa, vengono comunemente considerati
abbreviazioni del nome greco Κλεόπατρος,
Cleópatros, significante “gloria del padre”.
Cleopatra, il cui nome abbreviato è Cleopa è il
nome di un’altra moglie di Erode il Grande madre
del tetrarca Filippo e di Erode senza nome.
Cleopatra di Gerusalemme di cui non si sa nulla,
in quanto inventata per sdoppiare Mariamme II, o
Maria, che cercò di avvelenare Erode, con
Cleopatra allo scopo di spostare il tetrarca
Filippo come suo figlio per non farlo collegare
con Erode Gesù. Maria e Cleopatra, mogli di
Erode il Grande, ovvero Maria di Cleopa madre di
Gesù, Filippo e Giacomo il Giusto. Il giochetto
funzionò, al punto che anche l’ultimo degli
evangelisti, Giovanni, si sbagliò pensando che
Maria madre di Gesù e Maria di Cleopa fossero
due persone distinte e sorelle, inserendo
entrambe sotto la croce di Gesù durante la
crocifissione. Ma ben sapevano invece i
redattori dei due vangeli più antichi, cioè
Marco e Matteo, che erano la stessa persona,
tanto che menzionano solamente Maria di Cleopa e
non vi è traccia di Maria madre di Gesù nella
crocifissione, deposizione e resurrezione del
Cristo re redentore arabo.
-
vangelo secondo Matteo
-
vangelo secondo Marco
-
vangelo secondo Luca
-
vangelo secondo Giovanni
Tra costoro Maria di
Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e
la madre dei figli di Zebedèo (27,56)
Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di
Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di
Zebedèo (15,40)
Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e
così le donne che lo avevano seguito fin dalla
Galilea, osservando questi avvenimenti.
(23,49)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la
sorella di sua madre Maria di Clèofa e Maria di
Màgdala (19,25)
Crocifissione
Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala
e l’altra Maria (27,61)
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea
seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e
come era stato deposto il corpo di Gesù (23,55)
Deposizione o
Funerale
Passato il sabato, all’alba del primo giorno
della settimana, Maria di Màgdala e l’altra
Maria andarono a visitare il sepolcro (28,1)
E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto
questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano
Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo.
(24,9-10)
Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo (e
le altre tornarono dal sepolcro e annunciarono)
(24,10)
Resurrezione
Oppure vogliamo
ipotizzare che Maria madre di Gesù, oltre che
sotto la croce, non volle andare neanche al
funerale o deposizione al sepolcro di suo figlio
? Quale madre non vi andrebbe ?
Stiamo per dare ulteriore conferma allo
sdoppiamento di Maria madre di Erode senza nome,
in quanto era Gesù ed impossibile da menzionare
con Cleopatra di Gerusalemme, madre del tetrarca
Filippo e di Erode senza nome, collegando
quest’ultimi e facendovi vedere come Gesù era
stato dichiarato da Tiberio successore al trono
di Filippo dopo la sua morte nel 34 d.C. e
sopratutto come Gesù non morì crocifisso ma fu
salvato da Marta, sorella di Maria e da Giuseppe
di Arimatea, compagno di Maria e cugino di Gesù.
Quarta Parte
Il libro XVIII di Antichità giudaiche di G.
Flavio apre così:
Ora fu in questo tempo che morì Filippo,
fratello di Erode, nel ventesimo anno di Tiberio
[…] (Ag XVIII, 106).
Il XX anno di Tiberio corrisponde al 34 d.C.
Quando dice “fratello di Erode” tutti pensano ad
Erode Antipa, ma in realtà il personaggio che G.
Flavio sta menzionando è Erode Gesù. Difatti
Antipa è fratellastro nato da madre diversa.
Guardate la tabella con le mogli di Erode il
Grande e noterete come gli Erode senza nome sono
proprio quelli di Mariamme II e di Cleopatra di
Gerusalemme, ovvero Maria di Cleopa.
- Famiglia di Erode
il Grande
- Moglie
- Figli
- Doride
- Antipatro, morto nel 4 a.C.
- Mariamne I
- Alessandro, morto nel 7 a.C.
- Aristobulo, morto nel 7 a.C.
- Salampsio
- Cipro
- Mariamne II
- Erode
- Malthace
- Archelao, etnarca di Giudea
- Erode Antipa, tetrarca di Galilea
- Olimpia
- Cleopatra di Gerusalemme
- Erode Filippo , tetrarca di Perea
- Erode
- Pallade
- Fasaele
- Fedra
- Rossane
- Elpide
- Salomè
I falsificatori
delle opere di Giuseppe Flavio dovevano tagliare
il nome “Gesù” dalle opere di Giuseppe Flavio
per costruirci sopra il Cristo re redentore.
Ecco come continua il racconto dello scrittore:
Intanto ebbe luogo una lite tra Areta re di
Petra ed Erode. Cercherò di raccontarne
l’origine.
Il tetrarca Erode aveva sposato la figlia di
Areta e già da molto tempo viveva con lei. Nel
viaggio che fece a Roma, albergò presso Erode
suo fratello, nato da una madre diversa, cioè la
figlia di Simone sommo sacerdote. Il tetrarca si
invaghì [accordò era la parola prima della
falsificazione, NdA] di [con, NdA] Erodiade,
moglie di suo fratello, lei era figlia del loro
fratello Aristobulo e sorella di Agrippa il
Grande, e osò parlarle di matrimonio [per unire
le due tetrarchie, NdA]; lei accettò, e
convennero che tornando da Roma sarebbe passata
da lui; tra queste convenzioni, v’era pure
quella che egli licenziasse la figlia di Areta.
Concluso l’accordo, egli navigò verso Roma [per
chiedere il consenso a Tiberio, NdA].
Compiuti gli affari che aveva a Roma, [compiuto
l’accordo con Tiberio NdA], la moglie di lui,
informata minutamente dei patti tra lui ed
Erodiade, senza che lui fosse a conoscenza che a
lei era già noto tutto, chiese di andare a
Macheronte, posto ai confini tra gli stati di
Erode e di Areta, senza svelarne il motivo.
Erode, persuaso che ella nulla sapesse,
acconsentì. Tempo prima lei aveva disposto ogni
cosa e inviato messi al Macheronte, che in quel
tempo era soggetto a suo padre, sicché allestito
tutto l’occorrente per il viaggio di lei dal
governatore, lei era pronta a partire per
l’Arabia e non appena arrivò passò da un
governatore all’altro che provvedevano al
trasporto (Ag XVIII, 109 e segg).
Simone sommo
sacerdote è il padre di Maria, Lazzaro, Marta e
Joazar di cui abbiamo parlato precedentemente.
In questi passaggi sono stati tagliati dei passi
importanti, difatti dal testo di Mara bar
Serapion sappiamo:
“Quale vantaggio trassero gli Ateniesi dall’aver
ucciso Socrate, un fatto che dovettero pagare
con la carestia e con la peste ?
O gli abitanti di Samo per aver bruciato
Pitagora, visto che in un istante tutto il loro
paese fu ingoiato dalla sabbia ? Od i Giudei per
l’esecuzione del loro saggio re, visto che da
quel tempo fu loro sottratto il regno ?”
Quale regno fu
sottratto a Gesù se non la successione del re
Erode il Grande prima e la tetrarchia del
fratello Filippo deceduto ? Scrive ancora
Giuseppe Flavio:
E oltre a queste iscrizioni ve n’era una quarta,
negli stessi caratteri, la quale menzionava Gesù
come re, che non aveva regnato, crocifisso dai
Giudei perché preannunciava la distruzione della
città e la desolazione del tempio (GGR 5.5.2).
Questo frammento
copto è annoverato tra gli apocrifi del nuovo
testamento:
Erode, Anna e Caifa contro Gesù. Nei giorni in
cui Gesù aveva risuscitato Lazzaro, dalla
Galilea era giunta una personalità a trovare
Erode a motivo dell’amministrazione delle terre
di Filippo; quel Filippo che era stato accusato
davanti all’imperatore quasi che le avesse
devastate sotto il pretesto di sua moglie che
gli era stata presa da Erode. Carios dunque
(inviato del) grande imperatore, uditi i
miracoli che faceva Gesù, si premurò di andare
da lui e lo vide. Allora Carios apprese le
notizie su Gesù. Disse ad Erode: “Costui è degno
di essere fatto re di tutta la Giudea e di tutte
le terre di Filippo” (Frammenti di testi copti,
23 in Moraldi L. (a cura di), Apocrifi del
nuovo testamento, unione tipografico-editrice
torinese, Torino 1971, p. 398).
Questa affermazione
di Carios si spiega col fatto che Erode Gesù,
essendo l’unico fratello di Filippo, era il
legittimo successore della sua tetrarchia.
Possiamo inoltre ipotizzare che Tiberio sapesse
che Erode il Grande lo avesse nominato
successore al suo trono e che, a causa di tale
motivo, volesse onorificarlo dandogli la
regalità.
Quando Erode [Antipa
NdA] udì queste cose a proposito di Gesù, e cioè
che egli era degno di essere fatto re, ci rimase
molto male e proferì delle grosse accuse verso
Gesù ed aggiunse: “Non vogliamo che sia re della
Giudea”. Convocò pure tutte le grandi
personalità ebraiche e disse loro che Carios
pensava di fare re Gesù. In quel mentre Erode
ordinò loro, dicendo: “Se vi sarà qualcuno che
acconsente a questo, sarà ucciso di spada e
saranno confiscati tutti i beni della sua casa”.
Anna e Caifa, e personalità ebraiche andarono da
Carios, il grande imperatore Tiberio, e
proferirono parole menzognere e testimonianze
insensate e false contro Gesù, dalla sua nascita
fino ad allora.
Alcuni asserivano che era un mago, altri che era
stato generato da una donna, altri che
infrangeva il sabato, altri che distruggeva la
sinagoga degli ebrei.
Allora egli mandò a chiamare Giuseppe e
Nicodemo; anch’essi facevano parte delle
personalità ebraiche. Ma non furono d’accordo
con le accuse menzognere, e dissero su Gesù
delle parole di benedizione.
Quando Erode seppe quanto era accaduto a
proposito di Giuseppe e Nicodemo, li cacciò in
prigione con l’intenzione di ucciderli perché
non avevano acconsentito a quell’inganno
malvagio: e questo si sarebbe avverato se essi
non avessero avvertito Carios di questa astuzia
di Erode. Egli (Carios) riunì le personalità
ebraiche e davanti a loro giurò dicendo: “Per la
salute dell’imperatore Tiberio, se capiterà
qualcosa di male a Giuseppe e a Nicodemo, la
spada dell’imperatore vi farà perire tutti e
brucerà la vostra città”. Quando accaddero
queste cose, Erode domandò alle personalità
ebraiche una libbra d’oro e riunì una grande
somma che diede a Carios affinché non facesse
pervenire all’imperatore Tiberio la fama di
Gesù.
Carios ricevette il denaro dalla mano di Erode e
non fece pervenire la pratica a Cesare.
Allorché Giuseppe si vide perseguitato dagli
Ebrei, uscì da Gerusalemme e andò ad Arimatea.
Carios poi mandò l’apostolo Giovanni
dall’imperatore e gli narrò ogni cosa a
proposito di Gesù. L’imperatore Tiberio concesse
a Giovanni dei grandi onori e, a proposito di
Gesù, scrisse che lo si facesse re, come è
scritto nei vangeli: “Nostro signore Gesù,
quando seppe che venivano per farlo re, si
allontanò tutto solo in un luogo” […]
Gesù re? A voi nulla può essere impossibile,
neppure il trasferimento delle montagne. Ora
abbiate fede nel padre mio, giacché la
perfezione di tutte le cose è la fede.
Il signore diceva tutte queste cose agli
apostoli sulla montagna per consolarli,
conosceva, infatti, quanto a suo riguardo s’era
diffuso nella Giudea ad opera delle autorità
giunte per prenderlo e farlo re. I messi di
Teofilo giunsero fino a Gesù e l’avvertirono che
era cercato e che si voleva farlo re. Gli
apostoli dissero a Gesù: “Nostro signore, è per
noi un piacere che ti facciano re”.
Ma Gesù rispose: “Non vi ho detto forse molte
volte che il mio regno non è di questo mondo?
Non ponete il piacere del vostro cuore nel regno
di questo mondo, miei fratelli apostoli! Non è
forse perituro? Forse che, membri santi e
fratelli miei, io ho determinato di mangiare con
voi alla tavola del regno di questo mondo ? Il
mio regno dura in eterno in cielo e in terra”.
Queste ed altre cose, Gesù diceva ai suoi
discepoli mentre era nascosto sul monte per il
motivo che volevano farlo re.
Le autorità di Tiberio, e con esse Pilato,
tentarono una seconda volta per fare Gesù re
(Frammenti di testi copti, 24-27 in Moraldi L.
(a cura di), Apocrifi del nuovo testamento,
unione tipografico-editrice torinese, Torino
1971, p. 398 e segg.).
Il brano è di una
importanza cruciale, dal momento che, secondo
alcuni studiosi (cfr. Moraldi L., op. cit., p.
389), esso deriverebbe addirittura dal vangelo
dei Dodici, un vangelo perduto che si crede
essere più antico dei canonici stessi. Nel
prossimo articolo vedremo come Gesù fu salvato
dalla crocifissione dando origine alla favola
della resurrezione.
Traduzione in
Francese delle varie parti:
Jesu’, le fils secret du roi Herode le grand
Il a souvent été souligné par le
christianisme que le royaume de Jésus ne fut pas
de ce monde. La recherche historique cependant,
semble récemment dirigé vers une opinion
différente: Jésus serait l'héritier légitime du
trône d'Israël, de la Palestine, et à se
prononcer selon la volonté de son père, Hérode
le Grand.
"[Carios, envoyé empereur
Tibère] dit à Hérode [Antipas]," Cet homme est
digne d'être fait roi de toute la Judée et
toutes les terres de Philippe ". "L'empereur
Tibère a concédé à
John (? voir plus bas, pour l’explication)
des grands honneurs et,
parlant de Jésus, il a
écrit qu'il devrai ètre fait roi."
Le livre reconstitue en détail tous les
événements de la dynastie Hérodienne raconté par
l'historien Juif Josèphe Flavio, qui vivait dans
le premier siècle de notre ère, et la compare
avec l'histoire de Jésus raccontée par les
évangiles canoniques et apocryphes.
Ce qui émerge est une histoire d'intrigues, les
complots et les conspirations de palais, dans un
jeu de puissance qui avait pour but le contrôle
de la terre palestinienne.
5 av.-J.C.:
Antipater et Maria, la troisième épouse du roi
arabe Hérode le Grand, conspirent pour l'empoisonner.
Antipater est processée par Hérode et le
gouverneur Varus, et fu executé. Marie, la mère
d'un "Hérode" sans nom, seul parmi tous les fils
d'Hérode le Grand, semble perdu dans les livres
de Josèphe, mais il se trouve dans les Évangiles
avec Hérode qui cerchait Marie et Jésus.
Jésus avait été nommé successeur d'Hérode le
Grand - puis roi d'Israël - dans le cas de la
mort d'Antipater. Mare a fui avec Joseph en
Egypte (ce dernier était le petit-fils du roi
Hérode).
Parmi sa famille appartiennent aussi la sœur
Salomé, qui a aidé Marie à l'accouchement.
Josèphe est très précis en racontant les membres
de la famille d'Hérode, et pourtant il fini par
ne plus nommer Maria, en dépit de son fils était
l'héritier du trône, même si elle a été impliqué
dans la conspiration contre son mari. Hérode a
été a la recherche de son fils Jésus, parce qu'il
était destiné à devenir le roi d'Israël, et non
pas pour le tuer. Mais les évangélistes, pour
couvrir son identité, ont inventé le “massacre
des innocents”.
Marie était la fille du prêtre
Simon Boeto et part de sa famille sont Joazar,
Marthe et Lazare, en plus de Jésus. Quand il a
été jugé Antipater de la part de Varo, le grand
prêtre était Joazar, le frère de Maria, qui
avait eu le titre seulement dans le 4
av.-J.C.,
remplacé par son frère Eléazar dans le 3 av.J.C.
Pendand le recensement de Quirinius en 6
apr.-J.C., il
est appelé Joazar qui a essayé de servir de
médiateur avec les gens pour promouvoir le
recensement. Cependant, cela peut ne pas être
vrai, car à l'époque de la haute prêtrise du
gouverneur, il y était Joazar Varo, tandis que
Quirino le sera dix ans plus tard.
Ils ont ensuite remodelé les écrits de Josèphe
et les résocomptes des évangélistes pour tenter
de faire dérailler le processus d'Antipater par
Varo, dans le quel a également été impliqué
Maria, qui fuit avec son enfant, ce qui explique
pourquoi ils ont essayé de déplacer la date de
la naissance de Jésus à 6 apr.- J.C.
Plusieurs fois dans l'Évangiles, Jésus va à la
maison de Marie, où se trouve la sœur Martha,
aussi que son frère Lazare, d’int on parle dans
l'Evangile de Jean dans la résurrection.
Pour masquer tout cela, dans les écrits de
Josèphe, Marie sera doublé avec Cléopâtre de
Jérusalem, dont nous ne savons rien, comme si
elle fu inventé, et qui sont attribués en tant
que fils "Hérode" sans nom et le tétrarque
Philippe.
Hérode Jésus est le mari d'Hérodiade et sa fille
Salomé va se marier avec Philip. Cléopas est en
fait le “court nom” de Cléopâtre, et Maria, dans
certains évangiles, qui prétend être Mary "Cléopas"
par la part de son père.
Dans les Evangiles de Marc et Matthieu, pour
confirmer cela, dans la crucifixion, le dépôt au
tombeau et de la résurrection de Jésus est
jamais mentionné Marie, la mère de Jésus, mais
il semble toujours Marie Cléophas, reflétant le
fait qu'ils sont la même personne.
En fait, dans l'Évangile de
Jean et de Marie la mère de Jésus est toujours
présent dans ces épisodes.
En 34 apr.- J.C., après
la mort du tétrarque Philippe, Tibère envoie
Carios puor nommer son successeur en Palestine
Jesu’, mais son demi-frère Antipas se met
d’accord avec Herodias et accepte de l'épouser,
et ayant eu leu consentement, il se rendit à
Rome par Tibère demander même les tetrarchies de
Filippo.
Jésus savait du voyage Antipas, averti par
Jeanne, femme de Cuza, administrateur des
richesses d'Antipas, c’est d'accordé avec Jean-Baptiste,
le fils de Judas de Gamala, pour attaquer
Antipas. Et alerte l'épouse d'Antipas que
son mari va l'emmener à épouser Hérodiade.
John commence à critiquer Antipas pour violation
des lois juives, qui ne lui permettent d'épouser
la femme de son frère était encore en vie, et
avec Jésus tente une révolte avec le tétrarque.
Pendant ce temps le père d'Antipas, sachant qu'il
répudie sa fille, de l'attaquer avec son armée,
et comme confrontation imperméable, Jean et
Jésus en ont profité pour attaqué Antipas, qui
demandera l'aide à Pilate. Pilate va les
capturer; coupe la tête de Jean, mais Jésus se
sauvera, par la corruption avec l'argent qui lui
est offert par le riche Marta et Joseph, son
cousin et père adoptif.
Dans le processus Pilate accusant Jésus qu'il
voulait se déclarer “roi des Juifs”, il le
bloque sur le poteau ou stauros, et après
quelques heures, quand Joseph demande le corps
de Jésus, accepte de le fair emporter.
Cela va lancer les idee des nombreuses
apparitions, qui serviront à la construction du
mythe de la résurrection de Jésus, nous trouvons
dans 64 apr.-J.C., comme le grand prêtre, le mari de
Marta, sa tante et sa sœur Maria, également
impliqué dans la controverse avec Ananias, qui
voulait tuer le frère de Jésus, Jacques le Juste,
le fils de Marie et de Joseph. Qu’il sauvera’,
et qui sera tué seulement en 65 apr.-J.C., parmis d’Anano,
pour essayer d'apaiser le soulèvement à
Jérusalem, qui avais commencé avec l'oppression
de Gessio Floro.
Le livre se termine par six pages du vrai
discours de Jésus au peuple avant qu'il fut tué,
et un appel à F. Bergoglio (l’évèque de Rome, qu’il n’empèche pas la progression de la vérité,
afin de pouvoir arrêter la croisade de l’ISIS
contre les chrétiens, qui sont inconsciemment
entrain d’adorer un Leur ancêtre, un roi arabe
sur lequel a été construite l’ idee du
rédempteur "Christ Roi".
Deuxiemme partie:
Mariamne, ou Marie la mère de Jésus Hérode: en
hébreu le nom est rendu comme
מִרְיָם,
(Miriam), nom de la tradition biblique. Parce
que dans la société juive vers la fin de
l’époque des Hasmonéens, les deux langues les
plus courantes étaient, l'araméen et le grec
koinè, à la cour avaitéete répandu la version
grecque de ce nom.
Josèphe écrit "Μαριάμη"
("Mariame»), mais dans certaines editions, la
"m" est doublé, ce qui en fait Mariamne. Ensuite,
la deuxième "m" est devenu "n" par
dissimilation, changent donc, en "Mariamne".
Maria ou Mariamne II, la troisième épouse du roi
Hérode le Grand, appartenaient à la famille de
Boeto:
Simon, fils de Boeto, parfois appelé simplement
Boeto par Josèphe Flavio, etais le véritable
père de Maria;
Mariamne II, de Boeto, troisième épouse du roi
Hérode, la mère de Jésus;
Joazar Boeto fils du deux fois grand prêtre,
impopulaire et un défenseur de la légalité du
recensement romain, tel que est rapporté par
Josèphe; Il a était le grand prêtre dans le 4
av-J.C.
Eléazar, fils de Boeto, attesté dans Josèphe
Flavio et dans le texte mandéen Sidra d-Yahia;
Il succède à son frère qui a été grand prêtre
Eléazar le 4-3 av-J.C; Cantheras Simon, fils de
Boethos; Elioneus, fils de Simon Cantheras,
appelé Elihoeinai ben Haqqayyaph dans la Mishnah;
Joshua ben Gamla, ou Jésus.
Boethos Martha, soeur de Marie, qui
deviendra’ l'épouse de Jésus quand elle fu’
veuve.
A Jésus a été donné l'épithète "Gamala”, quando
il fut allié avec les peuples révolutionnaires
de Juda de Gamala, quand il a attaqué le
demi-frère Antipas, qui a essayé de l'évincer de
la succession de la tetrarchia ala mort de son
frère Philip, au quel il devait passer, en
accord avec sa future femme, Hérodiade, avant de
l'épouser.
Comme vous pouvez le voir tous les personnages
de l'histoire de l'Évangile sont présents dans
la famille des Boeto: Jésus, Marie, sa mère, la
sœur de Martha, Marie, qui a ensuite pris Jésus
comme son époux dans sa vieillesse, et Lazare le
frère de Marthe et Marie. Ici,
ils sont ensemble dans les récits des Evangiles:
“Un homme malade, Lazare, de Béthanie, village
de Marie et de Marthe, sa soeur. Marie était
celle qui avait oint le Seigneur de parfum et
lui essuya les pieds avec ses cheveux; son frère
Lazare qui était malade”. Ainsi, les
sœurs qui lui sont adressés, "Seigneur, voici,
votre ami est malade."
Ces Personnages reviennent plusieurs fois avec
Jésus.
Regardons la vraie raison pour laquelle la
“sainte Vierge” (Marie) a dû fuir en Egypte avec
son cousin Joseph avec qui elle aura plus tard
plusieurs enfants.
Errant à travers le palais, les “ombres”
d'Alexandre et Aristobule sont en enquête et
trouvent les secrets et elles ont entraîné a la
condannation des gens bien éloignés d'être
soupçonné.
Ils ont également constaté que Mariamne, la
fille du grand prêtre, avait participé à la
conspiration; ils l’avait révélé, en fait, ses
frères soumis à la torture. De la culpabilité
maternelle le roi puni le propre fils, avec l'effacement
du testament Hérode son fils, qui a avait été
nommé comme successeur de Antipatro1.
Tous les fils d'Hérode le Grand ont un nom, sauf
cette “Hérode” en ce qu'il ed fait était Jésus,
le successeur au trône d'Israël en cas de mort
d'Antipater, qui a été tué dans 4 av-J.C, jugé
par le gouverneur Varo avec Hérode le Grand. Les
frères de Marie, qui ont été tortures, sont
Lazare et Joazar qui, dans 4 av-J.C, étais le
grand prêtre et est pour cette raison qu’il a
été retiré de ce titre. Mais il était trop
dangereux d'associer le gouverneur Varus dans le
processus d'Antipater et Maria, qui a réussi à
fuir en Egypte avec Joseph, pendans une
tentative de tuer Hérode le Grand, en essayant
de l'empoisonner.
Ainsi, les évangélistes ont écrit que la fuite
de Marie en Egypte avec Hérode qui les , a eu
lieu dans le cadre du recensement de Quirinius
qui était gouverneur de 6 apr-J.C. La mème chose
il ont fait, en falsifiant les Antiquités juives
de Josephus, livre XVIII, 1-3:
Quirino, sénateur romain est passé par toutes
les juridictions j’usqu’au consulat, personne
très distinguée dans tous les sens, est arrivé
en Syrie envoyé par César, pour être le
gouverneur de la nation et faire l'évaluation de
leurs propriétés. Même Coponius, de l'ordre
équestre, il a visité, il a été envoyé avec lui
pour régner sur eux en pleine autorité. Quirino
a visité, puis annexé la Syrie, pour procéder à
une évaluation de la propriété de Juifs et de
liquider les substances de Archelaus.
Au début, les Juifs, entendu parler du
recensement des propriétés, l'ont accueilli
comme un outrage, mais peu à peu ont convenu,
adoucies par les arguments du souverain
sacrificateur Joazar, fils de Boeto, de ne pas
continuer dans leur opposition; il y avait été
tellement convaincu qu'il ont déclaré, sans
difficulté, les biens qu'ils possèdaient.
Joazar, le frère de Marie et l'oncle de Jésus, a
agi en tant que médiateur entre les Juifs et les
Romains.
Mais comme cela fut possible ?, visa que le
grand prêtre le 4 av-J.C, l’etais pendant que
Quirinius était gouverneur de Syrie entre 3 et 6
apr.-J.C. ?
Comment est-ce que ce recensement a été signalé
dans les 6 apr._J.C., lorsque, pendant son
cours, servi de médiateur avec le peuple Joazar,
avec le titre de grand prêtre dans 4 av-J.C ?
Les grands prêtres dans 6 apr.-J.C.. sont Jésus
Ben Sie (qui occupait le poste 3-6 apr.J.C.) et
Anano Ben Seth (qui a occupé le poste du 6 au
15 apr.-J.C.).
Quirino dans le 12 av-J.C obtenit le consulat
et, quelques années plus tard, il a été nommé
proconsul d'Asie, dans une période comprise
entre 11 av.-J-C. et le 2 apr.-J.C.
Alors, comment ol a était possible que Joazar et
Quirino agissaient ensemble dans 4 av.-J.C. ?
Le recensement du 6 av.-J.C., a été lancé après
la mort d'Archélaüs, un autre fils d'Hérode le
Grand, alors que le recensement avait eu lieu
dans le 4 av.-J.C. qui avait été le recensement
universel appelée par César Auguste en 8
av.-J.C. et ça a duré des annés, tel que est
rapporté meme par l'évangéliste Luc 2: 1-6:
“En ces jours un décret sortit de César Auguste,
ordonnant un recensement devrait être sur toute
la terre. Ce fut le premier recensement qui eut
lieu pendant que Quirinius était gouverneur de
Syrie. Et tous allaient se faire inscrire,
chacun dans sa ville. Même Joseph, qui était de
la maison et de la lignée de David, de la ville
de Nazareth, en Galilée, parti pour la Judée, à
la ville de David appelée Bethléem, à faire
inscrire avec Marie, son épouse, qui était
enceinte. Maintenant, pendant qu'ils étaient là,
les temps etait venu pour son accouchement.Après
leur départ, un ange du Seigneur apparut en
songe à Joseph et lui dit: "Lève-toi, prends
l'enfant et sa mère et fuis en Égypte, et d'y
reste-la jusqu'à ce que je te le dise: car
Hérode cherchera le petit enfant pour le tuer
“(Mt 02:13).
Comment pourrait-il Hérode le Grand chercher
Jésus lors du recensement de Quirino, qui a eu
lieu dans 6 apr.-J.C., car il mourut en 4
av.-J.C. ?
Les évangélistes vont essayer d'échanger le
recensement de César Auguste à Archélaüs, parce
que, quelques jours avant la mort d'Hérode, il
poursuivi, avec le gouverneur Varus, son fils
Antipater, qui était devenu coupable de
conspiration contre lui, avec belle-sœur Marie
qui, Toutefois, a réussi à s’échapper.
Troisiemme partie:
Après avoir fui en Egypte avec Joseph et avoir
eu le tétrarque Hérode Philippe et Jésus avec
Hérode le Grand, Marie avait eu un autre fils de
Joseph, James a appelé le Juste.
Dans la deuxième Apocalypse de Jacques, dans le
texte, après l'apparition du Ressuscité, voici
ce que écrit Jacques le Juste:
"Une fois, que je me suis assis et médité, il (Jésus)
a ouvert la porte. Celui que vous avez écouté, a
été persécuté est venus chez moi.
Il m'a dit: "Bonjour, mon
frère ! Mon frère, bonjour ". Quand j’ais levé
mon visage pour le regarder, sa mère m'a dit:
"Ne soyez pas surpris, fils, et qu'il vous a dit,"
mon frère ". Vous avez été nourri à la
fois avec le même lait. "pour cela donc, il m’appelle:
« Ma mère! ". Car il n'y est pas étranger. Il
est le petit-fils de votre père. Je ne suis pas
[...] "(deuxième Apocalypse de Jacques, 50).
Hérode le Grand avait un frère dont le nom était
Joseph, qui à son tour avait un fils à qui il a
donné le même nom: Giuseppe. Le rédacteur de la
Seconde Apocalypse de Jacques, père et fils
ayant le même nom Joseph, il échange le père
pour le fils, pour cela il dit que Jésus est le
petit-fils de Joseph et pas son cousin.
Dans des fragments coptes, où il ya les discours
attribués à Cyrille de Jérusalem, et de
Demetrius d'Antioche Cyrille d'Alexandrie,
publié par EA Wallis Budge, la Madonne (Marie)
aurait dit a Cyrille de Jérusalem:
«Je suis un enfant promis par Dieu, et offerte a
lui par mes parents avant que je suis né.
Mes parents étaient de la
tribu de Juda et de la lignée de David. Mon père
été nommé Joachim: Cléophas. Le nom de ma
mère était Anna, mais il a été communément
appelé Mariham. Mon nom est Marie-Madeleine le
nom du village où je suis né, Maddala.
Mon nom est, cependant, Marie
de Cléophas. Je suis Marie de Jacques, fils de
Joseph le charpentier ".
Regardons les étapes de la liturgie copte, qui a
parmi ses homilétique un trésor d’une longue
catéchèse, attribué à saint Cyrille de Jérusalem
(mort en 386):
Maria répond a Cyril et raconte ses origines
familiales et territoriale "Et voila’ la Vierge,
quant à lui, étendant sa main vers moi, me dit:
« Cyril, si vous voulez savoir mon ascendance et
la maison de mes pères, écoute: je suis une
petite fille, consacré à Dieu. Cette promesse
ils ont fait mes parents, avant de donner
naissance à moi. Les parents qui me
mettent au monde appartiennent à la tribu de
Juda de la maison de David. Joachim est mon
père, Cléopas. Anna est ma mère, qui m’a
enjendré et a été appelé Mariham.
Je suis Marie-Madeleine, du nom du village où je
suis né: Magdalia. Mon nom est Marie de Cléophas.
Je suis aussi Marie de
Jacques, fils de Joseph le charpentier, auquel
on m'a remis.
De ces deux passages, nous apprenons que
Marie-Madeleine était la mère et non l'épouse de
Jésus, et que son père a également été appelé
Cléopas, même s’ils ont changé le nom de Simon à
Joachim pour détourner sa véritable identité.
Cléopas, en fait, pas même un nom. Κλωπᾶς,
Cléophas et sa variante Κλεόπας, Cléopas, sont
généralement considérés comme des abréviations
du nom grec Κλεόπατρος, Cleopatros, qui signifie
«la gloire du Père." Cléopâtre, dont le nom
abrégé est Cléopas est le nom d'une autre femme
de la mère de Hérode le Grand et Philippe
tétrarque, et de Hérode anonyme. Cléopâtre de
Jérusalem dont nous ne savons rien, parce
inventé pour masquer Mariamne II, Marie, qui a
tenté d'empoisonner Hérode, avec Cléopâtre, afin
de déplacer le tétrarque Philippe comme son fils
pour ne pas le lier avec Hérode Jésus. Marie et
Cléopâtre , épouses d'Hérode le Grand, ou Marie
de Cléophas la mère de Jésus, Philippe et
Jacques le Juste. L'astuce a fonctionné, de
sorte que même le dernier des évangélistes,
John, il se trompait en pensant que Marie, la
mère de Jésus et de Marie de Cléophas étaient
deux personnes distinctes et sœurs, en plaçant
celles ci à la fois sous la croix de Jésus
pendant la crucifixion.
Mais plutôt les éditeurs des deux plus anciens
Évangiles, Marc et Matthieu, savaient la
diffèrence, quelle étaient la même personne, la
seule mention que Marie de Cléophas, et il n'y a
aucune trace de Marie, la mère de la crucifixion
de Jésus, et dans le recit de la résurrection du
Christ le Roi Rédempteur arabe.
Evangile de Matthieu
Evangile de Marc
Évangile selon saint Luc
Évangile selon Jean
Parmi eux se trouvaient Marie de Magdala, Marie,
mère de Jacques et de Joseph, et la mère des
fils de Zébédée (27,56)
Parmi eux se trouvaient Marie de Magdala, Marie,
mère de Jacques et de Joseph, et la mère des
fils de Zébédée (15,40)
Tous ses amis se tenaient à distance et les
femmes qui l'avaient accompagné depuis la
Galilée ont vu ces événements.
(23,49)
Debout près de la croix de Jésus se tenaient sa
mère et la soeur de sa mère, Marie de Cléophas,
et Marie de Magdala (19:25)
Crucifixion
Ils étaient là, en face de la tombe, Marie de
Magdala et l'autre Marie (27,61)
Les femmes qui étaient venues avec Jésus depuis
la Galilée suivaient Joseph; et ils virent le
tombeau et comment le corps de Jésu a été posée(23,55)
Le dépôt ou
Funérailles
Après le sabbat, à l'aube du premier jour de la
semaine, Marie de Magdala et l'autre Marie
allèrent voir le sépulcre (28,1)
Et en retour au sépulcre, ils ont dit tout cela
aux onze et tous les autres. E c’était Marie de
Magdala, Jeanne, et Marie de James. (24,9 à 10)
Marie de Magdala, Jeanne, et Marie de James (et
les autres revenus de la tombe et annoncèrent)
(24,10)
Résurrection
Ou nous volontà supposer que Marie, la mère de
Jésus, ainsi que sous la croix, il ne serait
même pas aller à l'enterrement ou dépôt à la
tombe de son fils ? Quelle mère ne le voudrait
pas ?
Nous allons donner une nouvelle confirmation de
la scission de Marie, la mère d'Hérode sans nom,
comme ce fut Jésus, et impossible de le
mentionner avec Cléopâtre de Jérusalem, mère du
tétrarque Hérode Philippe et sans nom, en
connectant celui-ci et vous faire voir comment
Jésus a été déclarée par Tiberius successeur au
trône de Philippe après sa mort en 34 après J.C.
et surtout que le crucifié Jésus ne meurt pas,
mais a été sauvé par Marthe, sœur de Marie et de
la part de Joseph d'Arimathie, compagnon de la
cousine de Marie et cousin de Jésus.
Quatriéme partie:
Le XVIII du livre des Antiquités juives de
Flavius Josephus s’ouvre ansi:
Maintenant, il est à cette époque qu'il est mort
Philip, frère d'Hérode, la vingtième année de
Tibère [...] (Ag XVIII, 106).La vingtième année
de Tibère correspond au 34 apr. J.C.
Quand il dit «frère d'Hérode" tout le monde
pense Hérode Antipas, mais en réalité le
personage que G. Flavius cite, est Hérode Jésus.
En fait Antipas est le beau-frère, né de mère
différente. Regardez la table avec les épouses
d'Hérode le Grand et les Hérodes, est il vous
seras évident comment les Herodes sans noms sont
ceux de Mariamne II et Cléopâtre de Jérusalem,
qui est Marie de Cléophas.
Famille d'Hérode le Grand
Femme
Enfants
Doride
Antipater, décédé en 4 apr.J-C.
Mariamne I
Alexander, qui est mort en 7 apr. J.C.
Aristobulo, mort en 7 apr.J.C.
Salampsio
Chypre
Mariamne II
Hérode
Malthace
Archelaus, Judée ethnarque
Hérode Antipas, tétrarque de Galilée
Olympie
Cléopâtre de Jérusalem
Hérode Philippe, tétrarque de Perea
Hérode
Pallas
Phasaël
Fedra
Rossane
Elpide
Salomé
Les contrefacteurs des oeuvres de Josèphe ont dû
couper le nom «Jésus» des œuvres de Josèphe
Flavius, pour pouvor i construire r le Christ
Roi Rédempteur.
Voilà comment l'histoire de l'écrivain continue:
Pendant ce temps, une bagarre a eu lieu entre
Areta roi de Petra et Hérode; Je vais essayer de
raconter l'origine.
Le tétrarque Hérode avait épousé la fille de
Areta et il a longtemps vécu avec elle depuis
temps. Pendant le voyage qu'il fit à Rome, il a
logé auprés d’ Hérode son frère, né d'une mère
différente, qui est la fille de Simon, le grand
prêtre. Le tétrarque tombé en amour [a été
accordé fù la parole avant le faux texte, la
note est de l'auteur] de [avec, note de l'auteur]
Hérodiade, la femme de son frère, elle était la
fille d'Aristobule leur frère et la sœur
d'Agrippa le Grand, et a osé parler du mariage
[pour rejoindre les deux tétrarchie, note de l'auteur];
elle a accepté, et elle a convenu que le retour
de Rome elle serait passé chez lui; parmi ces
conventions, il y avait aussi ce qu'il licencier
la fille d’Areta. Conclu l'accord, il a navigué
vers Rome [pour demander le consentement à
Tibère, note de l'auteur].
Après avoir terminé son entreprise, qu’il avait
à Rome, [ et conclu l’accord avec Tibère], sa
femme, minutieusement informé des accords entre
lui et Hérodiade, sans que lui fu au courant qu'elle
avait déjà tout connu, il a demandé à d’aller à
Machaerus, sur les frontières entre les états d'Hérode
et d’Areta, sans révéler le pourquoi.
Hérode, convaincue qu'elle ne savait rien, il a
accepté. Bien avant, elle avait tout arrangé et
avait envoyé des messagers a Machaerus, qui à
cette époque était sous l’influence de son père,
alors il mis en place tout ce dont elle avait
besoin pour son voyage vers le gouverneur, elle
était prête à partir pour l'Arabie et quand elle
arrivà elle a passé de l'un à l'autre gouverneur
qui ont fourni le transport (Ag XVIII, 109 segg).
Simon, le prêtre est le père de Marie, Lazare,
Marthe et Joazar que nous avons mentionné
précédemment. Dans ces passages, ont été coupés
des étapes-passages importants, en fait, du
texte de la barre Mara bar Sérapion nous savons:
"Quel avantage ont tiré les Athéniens d’avoir
tué Socrate, un fait qu’il ont dù payer par la
famine et par la peste ? Ou les habitants de
Samos pour avoir brulé Pythagore, parce que dans
un moment tout leur pays a été avalé par le
sable ? Ou les Juifs pour l'exécution de leur
roi sage, parce qu'à cette époque le royaume a
été pris par d’autres ? "
Qu'est-ce royaume a été pris a Jésus, si non la
succession au roi Hérode le Grand avant et la
tetrarchie du premier frère de Philip qui etais
mort ? Josèphe Flavius écrit encore:
Et puis il y avait une quatrième inscriptions,
dans les même caractère, qui mentionnent Jésus
comme rois qui n’avais pas régné, crucifié par
les Juifs, car il avait prédit la destruction de
la ville et de la désolation du temple (GGR
5.5.2).
Ce fragment copte est compté parmi les
apocryphes du Nouveau Testament:
Hérode, Anne et Caïphe contre Jésus. Dans les
jours quand Jésus avait ressuscité Lazare, de
Galilée était venu une personnalité a trouver
Hérode à cause de l'administration des terres de
Philippe.; le quel Philippe, qui avait été
accusé devant l'empereur qu'il les avait presque
dévastée sous le prétexte de sa femme qui avait
été prise par Hérode. Carios donc (l’émissaire
du) grand empereur, entendu les miracles que
Jésus avait fait, il a pris soin d'aller à lui
et lui se sont vu. Puis Carios appris des
nouvelles sur Jésus. Et il dit à Hérode : "Il
est digne d'être fait roi de toute la Judée et
toutes les terres de Philippe» (Fragments de
textes coptes, 23 dans Moraldi L. (eds),
apocryphes du Nouveau Testament,
typographique-editrice, deTurin, Turin 1971, p.
398).
Cette déclaration de Carios est expliqué par le
fait que Hérode Jésus, était le seul frère de
Philippe, était le successeur légitime de sa
tétrarchie. On peut aussi supposer que Tibère
savait que Hérode le Grand l’avait nommé comme
successeur de son trône et que pour cette raison,
a voulu honorifier lui donnant la royauté.
Lorsque Hérode [Antipas, note de l’auteur]
entendu ces choses au sujet de Jésus, à savoir
qu'il était digne d'être fait roi, il a eu une
très mauvaise réaction et poussa les principales
accusations contre Jésus et il a ajouté: "Nous
ne voulons pas qu’il soit roi de Judée". Aussi,
il a convoqué toutes les grandes personnalités
juives et leur a dit que Carios pensé pour faire
de Jésus roi
À ce moment Hérode leur commanda, en disant: "Si
il ya quelqu'un qui accepte de ce fait, il sera
tué par l'épée et sera confisqué de toute les
richesse de sa maison ».
Anne et Caïphe, et des personnalités juives
allerent chez Carios, le grand empereur Tibère,
et crièrent des paroles de mensonge et de
témoignages stupide et faux, contre Jésus, de sa
naissance jusqu'à ce moment.
Certains ont prétendu qu'il était un magicien,
d'autres qui avaient été générés par une femme,
l'autre qui avait transgressé le jour du sabbat,
et qu’il voulait détruire la synagogue des Juifs.
Puis il envoya chercher Joseph et Nicodème; qui
faisaient partie des personnalités juives.
Mais ils étaient en désaccord avec les fausses
accusations, et ils dirent des paroles de
bénédiction sur Jésus.
Hérode, ayant appris ce qui était arrivé avec
Joseph et Nicodème, les chassa en prison avec l'intention
de les tuer, parce qu'ils avaient pas accepté la
mauvaise tromperie: et cela se réaliserait si
ils avaient pas avertis de cette ruse Carios, de
cette astuce d'Hérode. Il (Carios) a réuni les
personnalités juives et en face d'eux jura, en
disant: "Pour la santé de l'empereur Tibère, si
quelque chose de mauvais arrive à Joseph et
Nicodème, l'épée de l'empereur vous feras périr
et vous brûleras toutes vos villes." Lorsque ces
choses se sont produites, Hérode a demandé aux
personnalités juives une livre d'or, et il réuni
une somme importante qu’il a donné a Carios pour
qu’il ne fasse savoir la chose a l'empereur
Tibère sur la renommée de Jésus. Carios reçu l'argent
de la main d'Hérode et n'a pas envoyé les
papiers à César.
Quand Joseph se vit persécuté par les Juifs, il
quitta Jérusalem et se rendit à Arimathie.
Carios après a envoyé l'Apôtre Jean chez l'empereur
et lui dit tout sur Jésus.
L'empereur Tibère a concédé à John des grands
honneurs et, parlant de Jésus, a écrit qu'il
devait ètre fait roi, comme il est écrit dans
les Évangiles: «Notre Seigneur Jésus, quand il a
appris qu'ils venait pour le faire roi, il les a
laissé pour aller tout seul dans un lieu» [...]
Jésus roi ? Pour vous, rien ne peut être
impossible, que ce soit pour le transfert des
montagnes. Maintenant, ayant foi en mon père,
car la perfection de toutes choses est la foi.
Le Seigneur a dit toutes ces choses aux apôtres
sur la montagne pour les consoler, il savait, en
effet, que le dire sur lui était bien répandue
en Judée par les autorités qui etaient arrivé
pour le prendre et de le faire roi. Les
messagers de Teofilo venus à Jésus et il’ont
averti qu'il a été cherché et qu’il voulaient le
faire roi. Les apôtres dirent à Jésus: "Seigneur,
nous avons le plaisir qu’il vous font roi." Mais
Jésus répondit: «Je ne vous pas dit de
nombreuses fois, que mon royaume n’est pas de ce
monde ? Ne placez jamais le plaisir de votre
cœur dans le royaume de ce monde, mes frères
apôtres ! Il n’est pas périssable ? Peut-être
que, membres saints et mes frères, j’ais
déterminé de à manger avec vous à la table du
royaume de ce monde ? Mon royaume est éternel
dans les cieux et sur la terre ".
Celle-ci et autres choses, Jésus disait à ses
disciples sur la montagne, alors qu'il était
caché au motif qu'ils voulaient le faire roi.
Les autorités de Tibère, et ils Pilate, ont
tenté une deuxième fois de faire de Jésus le roi
(Fragments de textes coptes, 24-27 dans Moraldi
L. (de la part), Apocryphe du Nouveau Testament,
union-édition typographique de Turin, Torino
1971, p. 398 et suiv.).
L’ecrit est d’une importance et un élément
crucial, car et du moment, selon certains
chercheurs (voir. Moraldi L., op. cit., p. 389),
il découle en fait de l'Evangile des Douze, un
évangile perdu qui est considéré comme le plus
ancien mèmes des evangiles canoniques. Dans le
prochain article, nous verrons comment Jésus a
été sauvé de la crucifixion, donnant lieu à la
fable de la résurrection.
Tratto da:
http://apocalisselaica.net/gesu-il-figlio-segreto-del-re-erode-il-grande/
vedi anche: Fasificazioni
della storia - 2
+
Gesu' il Nazareno NON di Nazareth
+ Cattolicesimo
+
Cristiani-Cattolici e Trinita'
+
Gesu' l'Illuminato
+ Gesu'
e' esistito ?
+ Gesu'
e' morto per noi ?
+
Gesu' = Budda ?
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Ebraismo e sue origini
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Gesu' il Serpente
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Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
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GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE
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Gesu' la Vera Storia
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Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ?
+
Chi e' e cosa e' dio ?
+
Gesu' cristo ritorna ?
Considerazione importante:
Ad un
attento osservatore indipendente, non é
difficile capire che il "male" non é soltanto
nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia,
Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc.,
ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli
stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una
mente/personalita', debole, insicura, cioe'
bambinesca, magari anche fuorviata da altri
“maestri” che però hanno "credi" molto più
radicali ed utilitaristici che sfruttano i
"credenti" (azione normalmente tipica dei preti,
pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.),
il risultato sara' sicuramente impostato nella
direzione della violenza verso chi non la pensa
come loro.
Infatti come disse
Giordano Bruno: ..."le religioni sono
l'OPPIO dei popoli" !
Comunque sia, Tutte
le religioni sono state inventate e
propinate ad
arte alla ignara popolazione, dei vari
prePotenti
della
Terra, che hanno
fino ad oggi
dominato, controllato e gestito gli umani,
come nel corso delle centinaia di migliaia di
anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "Se
parli con Dio, dicono che
stai pregando, ma se dici che
Dio parla
con te, Ti ricoverano in psichiatria"..
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