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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 

Ecco come si falsifica la storia (ed i libri detti "sacri") nel corso dei secoli e dei millenni.
vedi:
Cosa significano le parole VERO e FALSO, Verita' ?   

Per avere più certezze nella ricerca delle o della Verità, quando si studia la “Storia”, che purtroppo è sempre scritta ad uso e consumo dei “vincitori”, occorre avere l’accortezza e soprattutto la Voglia di riCercare e studiare, oltre alle “storie” dei vincitori anche quelle dei “vinti”, ed infine anche quelle di coloro che non hanno avuto nessuna parte nelle vicende narrate, ma che parlano di quei tempi ed avvenimenti.
Un esempio di falsificazione della Storia sulla e nella Bibbia la si ha gia' nei primi versi della Genesi !
La parola AElohim (dei = Elettroni e/o extraterrestri) e' stata falsificata sostituendola con la parola inesistente nella Bibbia = 
Dio” (al singolare), cosi facendo hanno falsificato soprattutto i significati oltre alle parole !
Altre falsificazioni della Bibbia sul tema:
I Manoscritti di Qumran
Il documento di Qumran dell’interessato testo di Deuteronomio 32:8 porta la sigla del Museo e la numerazione tecnica 4QDeut-j:
Il numero 4 indica la numerazione della grotta (delle undici grotte) presso cui fu ritrovato il suddetto manoscritto; la lettera Q indica l’iniziale di Qumràn; l’abbreviazione “Deut.” indica il libro biblico a cui si fa riferimento e la J minuscola indica il “numero” della copia del suddetto rotolo, ovvero che esistono più copie Qumranensi del Deuteronomio – allora la numerazione va per le lettere dell’alfabeto: a, b, c, e cosi via. Ciò significa che la lettera J corrisponde alla copia n°10 del Libro del Deuteronomio perchè decima lettera dell’alfabeto internazionale.

Il contenuto Deuteronomio 32 si trova anche nelle copie di altri rotoli quali: 4QDeut-b; 4QDeut-c; 4QPaleoDeut-r; 4QDeut-j (il nostro in oggetto); 4QDeut-q; 4QDeut-k1; 1QDeut-b. Tali copie sono fondamentali poiché oltre al testo del 4QDeut-j della parte del Deut. 32:8, si può osservare tutto il contesto dell’intero capitolo 32; nel versetto 8 si trova scritto “figli di Elohìm” (cioe’ figli degli dei = extraterrestri), mentre il Testo Masoretico e SP – Torah Samartitana – riportano la dicitura “i figli d’Israele” e la LXX è come in 4QDeut-j
Chissà perché …? ….perche’ volevano occultare la verita’ !

Nel dicembre del 1945, a Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, furono scoperti decine di manoscritti di sconvolgente importanza perché rivelarono un cristianesimo profondamente diverso da quello che conosciamo.
Oggi, a più di sessant’anni di distanza e dopo un lavoro di decifrazione e di studio durato decenni, è possibile avere un’idea più precisa di Gesù il nazareno, che cosa ha detto veramente, chi erano gli apostoli, qual era il ruolo di Maria di Magdala.
Diversamente da quello che si crede la chiesa è un gruppo di uomini che portano avanti, quanto deciso nei secoli da comuni mortali e non da Gesù, ossia le parole di uomini che intesero e diffusero il messaggio di Gesù in funzione dei loro fini e non il suo REALE messaggio.
Questo video introduce la scoperta di fondamentali rivelazioni di un cristianesimo primitivo, rimasto nascosto per duemila anni, dove la conoscenza di Sè, la Gnosi, è il tema centrale ed è la via che conduce all’unità.
Quella conoscenza che la chiesa ha definitivamente sepolto attraverso i due consigli ecumenici svolti nella città di Nicea dove definirono chi aveva ragione e chi era eretico all’interno della stessa chiesa. Uomini che decisero chi fosse Gesù e quale messaggio avesse portato. Uomini che decisero quali testi erano giusti e quali errati. Anche i 4 vangeli canonici del nuovo testamento servono a questo scopo.

Dallo studio di tutte queste “storie” religiose sulle origini del cristianesimo, si evince che vi è una sostanziale differenza, nei primi anni dopo la morte di Gesù il nazareno, fra i giudei, giudeo cristiani ed i successivi cristiani.
I giudei legati a sacerdoti di Gerusalemme, non avevano accettato Gesù, come dicono i cristiani, uno dei figli di “Dio”, in quanto non seguivano più il pensiero Mosaico degli Elohim (dei) e  dell’IO SONO, ERO e SARO’ - YOD HE’ UAU, HE’), alcuni lo riconoscevano come rabbino od un profeta, come gli esseni e/o i samaritani; i loro capi (farisei e sadducei del tempio di Gerusalemme) addirittura lo vedevano come un antagonista (destabilizzatore) che toglieva il loro potere sul popolo.
vedi:
IO SONO
I giudeo cristiani al contrario erano quei giudei che avevano accettato la predicazione di Gesù e quindi lo “vedevano” come il loro più grande esponente del momento, un “messia, unto”, quindi avevano dovuto dividersi dagli altri giudei, perché da questi rifiutati, formando una loro assemblea separata ovvero una nuova “ecclesia”.
I giudeo cristiani erano in quell’occasione un’eresia per i giudei imperanti, come lo furono molto più tardi gli “eretici” per la chiesa cattolica romana.
All’inizio di questa nuova e nascente congregazione, (giudeo cristiani) ogni capo o “vescovo” nominato dai confratelli per carisma od altro, NON aveva potere sugli altri, ma ognuno esercitava il proprio nell’ambito della assemblea di cui era “capo/vescovo”.
Queste prime assemblee continuarono a gestire la loro religiosità anche secondo alcune modalità del “codice Mosaico”, il Pentateuco ed essi lo praticavano a seconda di come questi era compreso ed attuato da ognuno di essi, quindi non uniformemente in modo uguale, come fra gli stessi ebrei vi erano varie modalità di attuazione della legge Mosaica e la “tradizione” variava a seconda delle varie “scuole”, quindi nulla di nuovo sotto il sole.
Vi furono subito anche “diatribe” fra i vari vescovi, che apparentemente furono risolte, (vedi gli Atti degli Apostoli) ma che nel tempo risorsero, scindendo anche la nascente “assemblea” in nuovi movimenti che si auto definirono comunque tutti quanti “discendenti” da Gesù, per poi dimostrare con le loro “nuove” ideologie di essere al di fuori di ciò che Gesù stesso ed i suoi primi seguaci avevano pensato, compiuto (nel senso di mettere in pratica) e quindi divulgato.
Tutti questi primissimi vescovi giudeo cristiani (osservavano il Sabato e le feste ebraiche) alcuni, si radunavano anche nel primo giorno della settimana (domenica). Il fatto che si radunassero anche in mercoledì o domenica NON annullava per nessun motivo la solenne conferma di Gesù in Matteo 5: 17 “non sono venuto per abolire la legge od i profeti ma per metterli in pratica” (cioè per osservarle); egli oltre a tutto osservava il riposo Sabbatico nella lettera e nello spirito Mosaico, che nulla aveva a che vedere con il tipo di osservanza delle “strutture abitudinali” della “tradizione” farisaica.
Gli stessi apostoli hanno osservato il Sabato e le 7 feste annuali con il riposo sabbatico per ognuna di esse, come gli Esseni Dai quali i primi Cristiano discendevano (Gesu era stato un rabbino Esseno).

Che ciò sia vero oltre ad essere confermato dagli Atti degli Apostoli 21: 18-20 (verso che in molte edizioni della Bibbia è stato tolto) è confermato ancor oggi anche dalle varie chiese cristiane che hanno mantenuto comunque (sia pur modificate) nel loro calendario liturgico le “feste” infra annuali (Pasqua, Pentecoste, ecc.) oltre a quella settimanale (Sabato o domenica).
Diversi di loro, i capi/vescovi delle assemblee dei primi cristiani, scrissero ad altri loro pari delle “lettere” e guarda caso fra questi primi scritti non sono citati i “nostri vangeli” ma altri vangeli.
Solo dopo decenni i più “forti” gruppi, dal punto di vista caratteriale, riuscirono ad imporsi meglio degli altri e da questi e da altri nuovi “eretici” nacquero le varie chiese cristiane, cioè le varie ideologie; con più “forte” non diciamo più VERO, in quanto in materia di Verità, la “quantità” o la “forza” non sono prove di certezza di essere nel Giusto.
La “corrente” cristiana più forte del medio Oriente prese “potere”, potere che in seguito fu “preso” dalla nascente chiesa o setta chiamata genericamente “cristiana”, la quale generò in seguito anche quella Ortodossa, la Copta, la Cattolica e tutte le altre sette o chiese; oggi ve ne sono circa 2800.
Quindi queste sette o “chiese” secondarie (cioè non originali) in seguito, definirono come autentici, i libri sacri, solo quelli che erano a loro “confacenti”, anche se già a metà del 1° secolo circa (150 era volgare) si definivano, da parte di alcuni, i 4 vangeli come dotati di “struttura quadriforme”.

Ad onor del vero dobbiamo dire che a noi non interessa assolutamente il fatto che i vangeli siano del tempo o meno di Gesù o se egli sia risorto o meno di Sabato o di domenica, ma ciò che interessa maggiormente è sapere se i “cristiani”, cioè quelli che dicono essere discepoli di Gesù, fanno affermazioni vere oppure essi le spacciano per “parola di Gesù”, falsificando il semplice e chiaro senso delle sue parole riferite dai vangeli, pur di affermare i loro nuovi principi: 2 Tim. 4: 3 “verrà un tempo nel quale gli uomini non sopporteranno più la santa dottrina... e si daranno una folla di “dottori” secondo i loro propri desideri... e si gireranno verso le favole” Tito 1:16 “faranno professione di conoscere dio, ma lo rinnegheranno con le loro opere...”

I Tim. 3: 1- 5 “Questa parola è certa, se qualcuno aspira alla carica di vescovo, egli desidera un’opera eccellente. Occorre dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di UNA SOLA donna (la poligamia esisteva e non era stata condannata da Gesù; il vescovo DEVE essere anche e giustamente sposato, sobrio, moderato, regolato nella sua condotta, ospitale, adatto all’insegnamento. Non dedito al vino, né violento, ma indulgente, pacifico e disinteressato. Occorre che diriga bene la propria casa e che tenga i suoi figli (quindi deve averne) nella sottomissione ed in perfetta onestà; (fai attenzione alle parole seguenti) perché se qualcuno non è in grado di dirigere la propria casa, come potrà avere cura della chiesa di dio ?”.
Questo è quanto dice il testo biblico ! Sembra proprio la “fotografia” con le modalità di comportamento dei vescovi cristiani e cattolici in particolare, “celibi, senza figli e molto parchi” ! Gesù disse: “Non chi dice signore, signore, entrerà nella casa del padre mio, ma solo colui che farà la Sua volontà” !
Timoteo fa un’ottima e giusta  osservazione, come può parlare sensatamente di sesso e famiglia, un certo “clero” che non “dovrebbe fare sesso” e che non ha una famiglia propria ? questi sono i veri “misteri” del regno dello spirito dei cattolici !

Altri esempi delle più macroscopiche falsificazioni nelle traduzioni:
Togliere e sostituire addirittura alcuni dei 10 Comandamenti, togliere il 2° che parla del “non fare immagini, né di servirle” (questo per giustificare le immagini e le statue nelle chiese) e quindi tagliare il 10° in due per far quadrare i conti. Modificare quello che dice “Non Assassinare” in non uccidere, che è tutt’altra cosa.

Oppure cambiare il 4° (riposo del Sabato) e sostituirlo con la domenica; rif. per i Comandamenti: Esodo 20 e malgrado che anche Gesù sia stato favorevole all’osservanza della Legge vedi Mt. 5: 17-18 “Non sono venuto per abolire la Legge od i profeti, ma per mettere in pratica (i suoi dettami). Ve lo dico in verità (cioè solennemente) fin tanto che non passeranno il cielo e la terra,  non sparirà nemmeno uno “iota” (la più piccola lettera dell’alfabeto ebraico) od un sol tratto di lettera, (della stessa legge) che tutto non sia compiuto” (nel senso di mettere in pratica), quindi fargli dire che la legge mosaica è stata da Lui abolita, è un NON senso.  

L’altro comandamento Mosaico mal tradotto è quello che dice, nelle Bibbie di oggi: “Non uccidere”;
il testo originale è molto più preciso e dice: “Non Assassinare”, il che è molto diverso dal non uccidere, ma esso significa anche non divertirsi nell’uccidere e non premeditare l’uccisione; la caccia (quella per divertimento) degli animali oppure la deforestazione, rientrano anche in questo tipo di ottica e di definizione.

Noi uccidiamo anche e per esempio, quando mangiamo per fame un frutto, un’erba, un pesce, un pollo, ecc., se lo facciamo per necessità di nutrimento è uccisione, se invece lo facciamo per libidine, per esempio la caccia o la pesca solo per sport, senza aver bisogno per la propria fame o per premeditazione nel voler “distruggere”, eliminare, togliere di mezzo parte della Natura, questa azione diviene “biocidio” (uccisore di vita), anche se è compiuta su di un animale, vegetale, ecc.; in questo caso dovremo rendere conto, cioè pagare il “dazio” (occhio per occhio, dente per dente; ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria, non nello stesso tempo), per non aver rispettato la Legge del DIRITTO alla Vita di ogni essere creato.

Invece la “necessità del nutrimento”, che è collegata alla legge: “Vai e sopravvivi” è un’altra Legge o funzione della Vita; in questo caso noi uccidiamo un essere per alimentare la nostra vita; la sua energia diviene una donazione per noi; noi spostiamo il suo essere/IO, in un altro spazio/tempo, un’altra dimensione; la nostra azione di uccisione è l’utilizzo di parte della sua energia, non desideriamo che “scompaia”, non desideriamo distruggerlo, questa azione NON è assassinio; ecco perché nell’antichità prima di consumare un pasto, si ringraziava la Natura per la donazione avuta ed immolata sull’altare del pasto per l’uomo; questo ricordava a tutti i partecipanti la sacralità del pasto: donazione di esseri viventi per l’utilità e la sopravvivenza di altri esseri viventi.

Mt. 28: 19-20 “fate di tutte le nazioni dei discepoli... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho prescritto”. Più chiari di così si muore, eppure i cristiani hanno cambiato, falsificato e pervertito anche le parole di Gesù.

Questi sono veri abomini; ricordiamo ciò che sta scritto nella Bibbia, cap. 22 dell’Apocalisse: “Chiunque aggiunge... o toglie qualche cosa”, dio gli toglierà...; ovviamente tutto ciò è valido, se accettiamo il fatto che queste scritture sono SACRE !

In Esodo sta scritto che i Comandamenti sarebbero stati incisi sulla pietra dal DITO di DIO, questo proprio per indicare ed affermare l’immutabilità di questi ORDINI DIVINI per l’uomo (secondo il pensiero Ebraico - Cristiano); poi improvvisamente dopo circa 100 anni e più, dal tempo di Gesù il Nazareno, arrivano certi sedicenti suoi discepoli “cristiani” che si permettono di Togliere, Cambiare, Falsificare e costruire ideologie, sette, chiese, organizzate su false affermazioni !  

Negli Atti degli Apostoli al cap. 18:19-21, in quei versi hanno tolto una frase che avrebbe confermato che Paolo ed i primi cristiani osservavano le 7 feste ebraiche, eliminandole da diverse traduzioni (cattoliche e protestanti).
La frase di cui si parla e' questa: "Ma egli non acconsenti' e prese congedo da essi, dicendo: occorre assolutamente che celebri la festa prossima a Gerusalemme. Tornero' da voi, se dio lo vuole. E parti da Efeso".

Commento (NdR): Certo che se Gesù risorgesse oggi, NON entrerebbe di certo in una chiesa cristiana; povero Gesù, come lo hanno preso in giro, gli hanno fatto dire delle vere e proprie “cazzate” !  

vedi
anche: Falsificazioni storiche + False traduzioni degli scritti detti sacri + Falsificazioni della Bibbia ed altro Vangeli segreti  + Origini ideologie + Origini Cristiane + Storia del Cristianesimo
+ Comandamenti Mosaici Falsificati  FALSIFICAZIONI del Cristianesimo + Rivisitando i Vangeli  +  Vangeli segreti + Discordanze fra i Vangeli + Incoerenze bibliche + Prime 7 parole della Genesi + Islam ed i cristiani + Comandamenti Mosaici Falsificati + Storia della religione cristiana + Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)

video: COMANDO GESUITI 

vedi anche: Definizione dell'ORDINE PIANO (CRIMINALI al lavoro...)

E se anche le narrazioni dei vangeli furono tutte inventate, prendendo spunto da due storie reali palestinesi ? - Documenti storici lo confermano, mentre sul Gesu' dei vangeli non vi e' nessun cenno storico...quindi...come e' molto probabile, fu inventato tutto quanto dai cristiani !

I DUE MESSIA
Giovanni di Gamala e Yeshua ben Panthera
Sempre più "Ricercatori della Verità" si cimentano in ricerche storiche atte a stabilire come andarono veramente le cose duemila anni fa.
E' veramente esistito il "Salvatore del "Mondo" catto-cristiano, Figlio di Dio che nasce da una vergine e che dopo aver predicato in lungo e largo in una Palestina occupata dai romani in pieno fermento rivoluzionario, come se nulla fosse ha praticato miracoli, dato la vista ai ciechi, moltiplicato i pani e i pesci, trasformato l'acqua in vino, fatto resuscitare i morti, camminato sulle acque, morto per redimerci dal peccato e infine resuscitato dopo tre giorni per poi ascendere al cielo fra le braccia del Padre ?
Questo Blog rinnovato in quasi tutte le sue pagine vuole dare risposte soddisfacenti a queste domande che un uomo libero di pensiero e non ancora del tutto catechizzato dovrebbe sempre porsi.
Di che cosa tratterà dunque ? Tratterà di due Messia:
- uno rivoluzionario di nome Giovanni nato a Gamala il Nazireo detto "Gesù-cristo" discendente davidico, zelota, che tentò di rovesciare il potere di Roma insieme ai suoi fratelli Pietro, Giacomo, Giuda e Giuseppe, tutti con gli stessi nomi degli apostoli del "Figlio di Dio", per realizzare il Regno di Israele promesso da Dio.
Fu arrestato dai romani dopo aver conquistato Gerusalemme e condannato per sedizione alla croce dopo essere stato torturato, sulla quale verrà affisso il celebre capo di imputazione "Re dei Giudei", morendo nel 36. Dunque un Messia rivoluzionario della terra e non del cielo, di Israele e non del mondo, della spada e non dell'ulivo. Che nacque da rapporto sessuale e non da "virgo intacta", che visse da rivoluzionario e che fu condannato alla croce senza essersi mai sognato di trasformarsi in un "Salvatore universale" o in "Figlio unigenito di Dio" risorto dalla morte, nè di fondare alcuna Chiesa universale.
La traccia che tale Messia lasciò nella memoria dei suoi contemporanei dovette essere così profonda da indurre, più di un secolo dopo, gli antichi "Padri della Chiesa" attraverso la menzogna, a sfruttarne la vicenda per costruire la favola di Gesù di Nazareth.
- Il secondo Messia in aggiunta al Messia storico" è sacerdotale, un profeta di nome Yeshua ben Panthera o ben Stada che diventerà la seconda fonte del mito di Gesù di Nazareth.
Dall'unione di Gesù (Yeshua) e del Cristo Giovanni di Gamala il Nazireo l'Unto del Signore, nacque il Gesù-cristo, in tutto simile alle antiche divinità dei culti misterici e pagani, anche se a tradirne le origini erano il pensiero e la parola, entrambi espressione di pura spiritualità Essena.
Tutti i post che verranno pubblicati d'ora in avanti nel blog, si rifanno a studi effettuati da eminenti biblisti che verranno nominati di volta in volta con conseguente relativa fonte. L'augurio è che questo lavoro, sicuramente avversato dalla casta di coloro che consapevolmente mentono al mondo da secoli, possa almeno nel suo piccolo, contribuire ad infondere coraggio a chi, pur intellettualmente onesto e preparato, non ha mai osato andare oltre il dubbio, nel timore di giungere a vedere con fin troppa chiarezza i contorni di una favola che oggi a distanza di 1700 anni, ancora in molti continuano a chiamare storia.
Maria Vergine
Uno dei maggiori problemi dottrinali era costituito dalla presenza dei fratelli di “Gesù”. Essi dovevano diventare “cugini”; obbligati dalla “verginità” di Maria e soprattutto impedirne la sovrapposizione e conseguente identificazione con i figli di Giuda il Galileo.
Nel Concilio di Nicea del 325 d.C. fu stabilito dai Venerabilissimi e Santi Vescovi, che il “figlio” era della sostanza ed eterno come il “Padre”, cioè Dio, pertanto da quel momento, ne derivò che Sua Madre Vergine era Madre di Dio. Un bell’incesto cosmico direbbe qualcuno !
I Frammenti di Vangeli ritrovati, datati al periodo pre-conciliare di Nicea e scampati alla distruzione perpetrata successivamente dagli Episcopi falsari, non riportano le molte “Marie” (sei) dei Vangeli canonici, perché non erano state ancora inventate.
Le affermazioni contrarie riferite su documenti manoscritti, le copie dei quali sono state redatte in epoca successiva il 325 d.C., non sono storia, bensì pura dottrina trascritta con lo scopo di far apparire che già da prima esisteva la “Madonna”.
Da allora, “Maria Santissima Vergine Immacolata” si rese obbligatorio “celarla” con alibi maldestri, dietro più Marie, sorelle e cognate con il nome uguale al suo e tutte con figli aventi gli stessi nomi uguali fra loro, uguali a quelli di “alcuni” apostoli e uguali a quelli dei briganti profeti figli di Giuda il Galileo.
Soltanto coloro che credono che gli “asini volano” possono far proprie simili fandonie che offendono l’intelligenza dell’uomo ancora con un minimo di libertà di pensiero ! Giovanni il Nazireo detto "Gesù Cristo" e i suoi fratelli (pag. 71)

Giovanni di Gamala figlio di Giuda il Galileo e Yeshu figlio di Pandera:
due personaggi con carisma divino e dai ruoli diversi, ma che percorrono strade parallele su un comune disegno escatologico e ineluttabile perchè voluto da Dio.
La vittoria finale mancò, la "fine dei tempi" non venne, il sogni si infransero sotto i colpi micidiali delle armate di Tito e più tardi di quelle di Adriano, e sembrò lasciare il passo allo sgomento e alla disperazione.
Molto tempo dopo e lontano da quei luoghi, qualcuno seppe trasformare la sconfitta in vittoria, la desolazione di una fine nella gioia di un principio, il castigo della terra nel premio del cielo, la spada nel ramoscello d'ulivo, il riscatto d'Israele nella salvezza del mondo, la storia nella favola...
La "buona novella" viaggiò per mare e per terra, conquistando popoli e paesi ma il prezzo da pagare fu altissimo: la negazione delle proprie origini e la cancellazione della memoria.
L'orgoglio nazionale, anima del messianismo, divenne vergogna e condanna dello stesso giudaismo disperso in un mondo ostile, lasciato ai margini delle società civili, quasi mai tollerato, ovunque tormentato a causa dell'infame e indelebile marchio del deicidio.
La favola, ormai lontana dalla realtà, si mosse a velocità crescente sulle ali della sublimazione mistica, fagocitando antichi archetipi appartenenti all'universo fideistico pagano e più in particolare, al mondo ellenistico e a quello dei culti misterici.
Di fronte ai pericoli di una tradizione orale, perennemente soggetta ad incontrollabili trasformazioni e ancora insidiata dal ricordo e dalla rivendicazione della memoria storica, si avvertì l'esigenza di immortalare l'immagine definitiva del "Salvatore del Mondo".
L'immagine di Yeshu, il predicatore illuminato che operava prodigi, il cui ricordo regnò nel cuore di più generazioni, iniziò a mescolarsi con quella appena  precedente di Giovanni di Gamala, il messia sconfitto, la cui vicenda aveva infiammato gli animi e alimentato i sogni di un popolo convinto della propria divina investitura.
Più in particolare il "Salvatore" cristiano ereditò dal mago prodigi, esorcismi, guarigioni visti come trucchi, il nome, la disonorevole assenza di legittima paternità, riciclata in prodigiosa maternità virginale e l'imputazione di apostasìa e pubblico plagio.
Dal messia politico, invece, rilevò la legittimazione davidica, i rapporti parentali con l'avanguardia messianista dei fratelli trasformata poi in mite corte di santi apostoli, il titolo di "Cristo", l'ingresso in Gerusalemme e i tragici fatti degli ultimi giorni.
Da entrambe le figure trasse, infine, gli eventi riguardanti i rispettivi processi (mescolati in un improbabile e irrituale giudizio a doppia competenza, con reciproco scarico di responsabilità e verdetto popolare) e la croce (strumento di pubblica ignominiosa esposizione) dopo la morte per il primo e di morte per il secondo.
Ci sarà un sussulto, dopo tante sconfitte e la distruzione del Tempio nel 70 d.C., nel II secolo da parte dell'ultimo guerriero giudaico: Simone bar Kochba, il "figlio della Stella".
Egli rappresentò l'ultima tenue speranza di un messianismo disperato, alla quale poteva seguire soltanto la rassegnazione o come accadde, il ripensamento, la riconversione e la rilettura della storia a costo del rinnegamento delle proprie radici.

Il cristianesimo nascente nel II secolo e non prima come ci è stato fatto credere falsamente, è il prodotto di un incessante divenire nel quale hanno giocato un ruolo essenziale sia le dinamiche inconsce di tipo antropologico che le costruzioni artificiose scientemente condotte dal potere secolare allo scopo di plasmare la coscienza del mondo occidentale asservendone la storia alla propria sete di potere.
In altre parole il cristianesimo, oltre ad essere in parte frutto di "costruzioni a tavolino" indotte da intenti fraudolenti, si giovò anche di un'inconsapevole predisposizione ad assumere contenuti, forme e fisionomia note, grazie allo specifico "bisogno di fede", insito da sempre nell'uomo.
Finisco citando una frase significativa risalente al II secolo, dove un attento e qualificato osservatore seppe individuare il vero criterio ispiratore della trasformazioni avvenute, lasciandoci una testimonianza sulla quale i sostenitori della "verità" dei Vangeli dovrebbero riflettere:
"... E' noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate".

Anni di tensioni, guerre fratricide ed attriti divennero sempre più forti e determinarono, attraverso una lunga serie di azioni e reazioni, la nascita, lo sviluppo e la stabilizzazione di quello che con Ehrman possiamo definire come "cristianesimo vincente", a scapito di un gran numero di altri vangeli poi scomparsi.
Nacquero dunque e si diffusero i primi scritti poi corretti, integrati, aggiustati, distrutti, ripensati e ricostruiti, in un vortice di trasformazioni che uccise la verità con la pretesa di testimoniarla e ostentarla al mondo.
Il cerchio si strinse intorno ai quattro canoni neotestamentari e le "voci diverse" furono assimilate o soppresse affinchè la "verità", come appena scritto, non avesse che un volto solo.
Da Giovanni di Gamala e Yeshu Pandera figlio di un soldato romano, nasce il Cristo cristiano, un assemblamento vincente che dura ormai da 1700 anni !
La trasformazione del titolo messianico di "Unto" (Cristo), appartenuto al messia davidico, in una sorta di identificativo anagrafico simile ad un moderno cognome, ha vissuto nei secoli accanto al nome appartenuto al messia di Aronne (Yeshu).
Quale fu il risultato  ? Da Gesù più Cristo nacque... Gesù Cristo ! - By Giancarlo Tranfo - La Croce di Spine (pag.213-214)

L'Egiziano (seconda Parte)Yeshu
Non è strano dunque che Yeshu, soprannominato "Egiziano" negli anni successivi al fallimento del tentativo di Giovanni di Gamala morto crocifisso per essersi dichiarato "Re dei Giudei", abbia quantomeno tentato di consacrare il proprio ruolo di messia sacerdotale eletto da Dio, presentandosi sul Monte degli Ulivi e promettendo un segno divino. (v. Zaccaria)
Lo sarebbe stato eventualmente per un "Salvatore del Mondo" disarmato e pacifico, che non avendo nulla da suggerire al popolo ebraico se non di "amare i propri nemici", avrebbe rischiato l'attacco della folla furibonda ancor prima di quello dei soldati romani !

Come al solito fa riflettere invece, il silenzio di Giuseppe Flavio sul precedente tentativo di Giovanni di Gamala il Galileo; abbiamo ormai compreso bene l'origine di tale silenzio che in riferimento al personaggio in questione, c'è stato un vero e proprio oscuramento.
Il "Gesù" cristiano nascente non doveva aver nulla a che fare con il vero personaggio storico morto crocifisso nel 36 d.C. per sedizione contro Roma e per essersi dichiarato Re dei Giudei.
Il messia, che in quell'occasione "si dileguò", morì LAPIDATO ANNI DOPO e CIOE' nel  72 era volgare, a LYDDA !
Anche per Yeshu i giorni furono quelli delle feste pasquali, come attestato dal passo del Talmud che in una delle versioni note, reca un chiaro riferimento alla città di Lydda:
"... Alla parasceve essi appesero a Lud (Lydda) Yeshu".
L'imputazione di stregoneria e apostasia è identica a quella contestata al Gesù dei Vangeli.
Per quest'ultimo, tuttavia, vista la commistione voluta nei Vangeli con la vicenda politico insurrezionale del messia davidico, fu necessario ideare un grottesco scarico di responsabilità tra le istituzioni religiose, popolo e organi giurisdizionali romani, allo scopo di raccordare alle meglio l'imputazione stessa di Yeshu (riguardante colpe di natura religiosa) con l'esecuzione di una pena romana prevista per il reato di sovversione armata commessa da Giovanni di Gamala il Galileo.

Per Yeshu a decidere la condanna fu il Sinedrio che nel pieno dei propri poteri, comandò l'esecuzione mediante una pena che gli era dato comminare: la lapidazione.
Il fatto avvenne come scritto sopra, a Lydda nel 72 d.C., vale a dire il primo anno nel quale la Pasqua cadde di SABATO grande (festa ebraica annuale, non il sabato settimanale) , successivamente al trasferimento del Sinedrio in tale città, dopo la disfatta del 70 era volgare.
A tal proposito un antico manoscritto talmudico reca, infatti, una versione del passo in questione nel quale è detto: "... Egli fu appeso alla vigilia del sabato della Pasqua".
Inoltre particolare attenzione merita il rilievo dato dalla giurisdizione ebraica alle prove testimoniali. Infatti nel seguito del passo citato è scritto: "... Chiunque sappia qualcosa a sua discolpa venga e difenda il suo operato".
Poichè nessuna testimonianza fu mai portata in suo favore, egli fu appeso per 40 giorni, dopo essere stato lapidato, alla vigilia della Pasqua". Nella discussione rabbinica che segue alla citazione, entrambe registrate nella Ghemarah, appare un'affermazione enigmatica di forte contenuto indiziario: "... Replicò Ulla: "Pensi egli sia stato uno per il quale ci si sarebbe potuto attendere una discolpa ? Non era egli un sobillatore, riguardo cui la Scrittura dice: Non perdonarlo, non coprire la sua colpa ? Con Gesù comunque fu diverso, perchè stava vicino al regno".

Non essendo chiaro cosa si debba intendere per "regno", verrebbe da pensare che la qualità messianica sacerdotale di Yeshu fosse in qualche modo riconosciuta anche in seno all'antica casta rabbinica ormai di estrazione esclusivamente farisaica e che ciò gli fosse a suo tempo valso quel particolare riguardo costituito dall'attesa di una possibile discolpa su base testimoniale non prevista per analoghi casi.

Altrettanto rilievo veniva dato alle prove accusatorie per le quali era previsto un particolare iter acquisitivo, dettagliatamente previsto in altra parte dal Talmud. Due testimoni venivano fatti entrare nello stesso ambiente dove si trovava l'imputato per ascoltare non visti da questo, la confessione resa ad un terzo.
"... Come può essere fatto tutto ciò senza essere scoperti da lui ? "In questo modo:  poichè il seduttore viene fatto restare nella parte interna della casa, una lampada viene tenuta accesa sopra di lui in modo che i testimoni possono vederlo ed ascoltare la sua voce". (Talmud, Mishnah Sanhedrin)
Il passo prosegue menzionando un famoso precedente nel quale fu attuata tale procedura:
"... Così, ad esempio, essi fecero con il figlio di Stada, a Lydda. Contro di lui due discepoli di uomini istruiti furono messi in un posto nascosto ed egli fu portato così davanti alla corte per essere lapidato".
Non è necessario spiegare chi fosse il "figlio di Stada" che come confermato in questa parte del Talmud, fu condannato e giustiziato a Lydda, mentre, con riferimento all'acquisizione delle prove testimoniali, vale la pena proporre un confronto tra questi e il "Gesù" del "Vangelo di Giuda", emerso dalle sabbie d'Egitto soltanto una trentina d'anni orsono.
"... I sommi sacerdoti mormoravano perchè (lui) era andato nella stanza degli ospiti per la sua preghiera. Ma là alcuni scribi lo stavano guardando con attenzione per arrestarlo durante la preghiera, poichè erano impauriti dalla gente, in quanto era considerato da tutti come un profeta. Si avvicinarono a Giuda e gli dissero: "Che cosa stai facendo qui ? Tu sei un discepolo di "Gesù". Giuda gli rispose quello che desideravano. Ricevette dei denari e lo consegnò a loro".

La Chiesa cristiana si è affrettata a disconoscere e condannare l'antico scritto di origine cainita, proprio perchè balzato agli occhi del mondo con il suo esplosivo potenziale testimoniale, privo di condizionamenti, censure e secolari manomissioni.
 Il messia testimoniato nel Vangelo di Giuda presenta evidenti attinenze più con l'immagine messianica di estrazione sacerdotale che con quella di tipo carismatico e rivoluzionaria del  messia davidico. Tale immagine, che nei racconti neotestamentari si stinge, svanendo dietro alla tumultuosa vicenda dell'arresto, del processo e della condanna del re ribelle, conserva invece in questo scritto una tale similarità di circostanze con quelle riferite nel Talmud, da indurci a pensare che esso, pur parlando di "Gesù", si sia riferito in via esclusiva proprio alla vicenda del messia sacerdotale.
- By Giancarlo Tranfo - la Croce di Spine (pag. 211-212)

Di fronte agli sforzi interpretativi degli esegeti cristiani, sorge spontanea una domanda:
"E'decisamente più credibile l'esistenza reale di un soldato chiamato "Panthera" (o simile), colpevole insieme a Maria di un "peccato di gioventù", piuttosto che una maternità virginale per intervento dello Spirito Santo, di fronte alla quale i diffamatori giudei non avrebbero trovato di meglio che scimmiottare il termine greco di vergine (parthenos) al quale a ben vedere, Panthera nemmeno somiglia poi tanto ?

Oltre tutto il nome Panthera si ritrova in iscrizioni di soldati romani in Palestina. Si tratterebbe di Tiberius Julius Abdèus Panther (Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera), milite dell'esercito romano nel quale, probabilmente, rivesti il grado di centurione, di una coorte militare di guarnigione in Palestina fino al 9 d.C. Successivamente fu trasferito in Germania e mori all'età di 62 anni vicino all'attuale Bingerbrùck dove è stato trovato un monumento funebre in cui appare inciso il suo nome.
D'altra parte se il fatto fosse calunnioso e il nome Panthera inventato, i Padri della Chiesa non avrebbero cercato di ingenerare confusione con il consueto trucco, già collaudato nelle scritture evangeliche, di nominare persone giuste nel posto o nel ruolo sbagliato: il nome di Pandera, evidentemente noto in antichità giudaiche ed effettivamente sospettato di essere il padre di colui che nel frattempo era diventato Gesù, appare nelle sdegnate smentite di Origene.
 Al fine di controbattere la diffamante storia, egli scrisse che Panther era il soprannome di Giacomo nonno di Gesù, cosa successivamente certificata nelle genealogia ricostruita da San Giovanni Damasceno.
La menzione, contro ogni uso dell'epoca, di quattro donne (peraltro di pessima fama) nella genealogia di Gesù riportata da Matteo, potrebbe essere stata ugualmente ispirata dall'intento di allontanare da Maria qualsiasi sospetto screditante, direzionando l'infamia su diversi soggetti già noti per via della stessa.

Le fonti rabbiniche, in sintonia con le asserzioni di Celso, si riferiscono al concepimento di Gesù come al frutto di una relazione adulterina di Miriam (Maria) con Giuseppe Pandera, a seguito della quale la stessa sarebbe stata abbandonata dal promesso sposo di nome Giovanni.
"... Vicino alla sua casa abitavano una vedova e la sua bella e casta figlia, chiamata Miriam. Miriam era promessa a Giovanni, della stirpe reale di David, un uomo istruito nella Legge e timorato di Dio. Alla fine di un Sabbath, Giuseppe Pandera, bello e in apparenza simile a un guerriero, avendo ammirato Miriam con lussuria, bussò alla sua porta e la ingannò, fingendo di essere il suo promesso sposo, Giovanni. Anche così, ella fu stupita da questa cattiva condotta e si sottomise soltanto controvoglia.
Più tardi, quando venne da lei Giovanni, Miriam si lamentò del suo comportamento, così diverso da quello consueto. Fu così che i due si resero conto del misfatto di Giuseppe Pandera e del terribile sbaglio da parte di Miriam. In seguito a ciò, Giovanni andò dal maestro Shimeon ben Shetah e gli raccontò della tragica seduzione. Poichè mancavano i testimoni necessari per la punizione e Miriam aveva concepito un figlio, Giovanni partì per Babilonia.
Miriam partorì un figlio maschio e lo chiamò Giosuè, come suo fratello. Questo nome più tardi fu deformato in Gesù. L'ottavo giorno, (il bambino) fu circonciso. Quando fu abbastanza grande il ragazzo vene portato da Miriam nella scuola, per essere istruito nelle tradizioni dei Giudei".
Similmente, nel "Trattarello Kallah" (1b) viene riferita la confessione di Maria al rabbi Akibah, estortale con la falsa promessa della salvezza nella vita futura:
"... Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò, mio marito mi lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da quel rapporto mio nacque questo figlio".
Con la discendenza del personaggio di Gesù dal soldato romano chiamato Panthera, trova una spiegazione anche l'appellativo altrimenti oscuro di "Cristo il romano" riportato nell'antico libro sacro di Giovanni, custodito dai Mandei". - By Giancarlo Tranfo - La Croce di Spine. (pag. 206-207)

Yeshua ben Stada o ben Pandera
Si può iniziare a mettere ordine nel confuso materiale letterario riportando ad un'unica individualità i riferimenti ai due patronimici (figlio di Pandera o di Stada).
In Stada è possibile infatti, riconoscere una forma contratta di stath-tah-dah, ossia: "Colei che ha abbandonato il marito".
Lo Yeshua figlio di una donna che "ha abbandonato il marito", può dunque essere anche il figlio di Pandera o Panthera, così come un passo *talmudico sembra confermare: *(N.B. Il Talmud è considerato il testo sacro dell'ebraismo, e sta a significare insegnamento, studio, discussione) - "... Questo figlio di Stada era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Pophus, il figlio di Jehuda. Ma sua madre era stata, Maria di Magdala (una parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito".

Nel nome di Pandera o Panthera gli studiosi di matrice cristiana si sforzano di vedere un significato allegorico, dato dall'alterazione in senso ingiurioso del termine greco "parthenos" (cioè vergine), in modo da relegare il personaggio stesso nell'ambito delle creazioni favolistiche di origine parodica. (loro si che se ne intendono !)
Purtroppo per loro, già nel II secolo e in ambienti ben diversi da quelli delle scuole ebraiche che diedero vita alla Mishnah (La Mishnah o Torà Orale consiste nella grande e sistematica raccolta di insegnamenti dei Maestri dell’ebraismo, tramandati dapprima oralmente e poi messi per iscritto da Rabbi Yehudà Ha-Nasì alla fine del Secondo secolo), il filosofo Celso, nel II secolo, nel "Discorso della Verità", riferì una personale versione sia dell'origine del discusso patronimico che della stessa vita del messia cristiano, da lui ritenuto, come già detto*, un singolo soggetto realmente esistito.

*N.B. Nel "Discorso della Verità" Celso, si riferisce al nome Yeshua non come al reale nome del Messia Giudeo "deidificato" dai cristiani, ma come ad una scelta tardiva degli stessi i quali, fino ad allora, sembra avessero chiamato il loro "Soter" con vari appellativi (il Signore, Kristos ovvero l'Unto), senza mai far ricorso ad un vero nome proprio: "Colui al quale AVETE DATO il nome di Gesù in realtà era il capo di una banda di briganti...".
Il personaggio che emerge in maniera diffamante, non ha nulla dell'eroe davidico, diversamente dal quale è un povero, nato da un adulterio, che si diede alla magia e ai trucchi per proclamarsi Dio.
"... T'inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario di un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu scacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio furtivo. Spinto dalla povertà andasti a lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di certe facoltà per le quali gli Egiziani vanno famosi. Quindi ritornasti, orgoglioso di quella facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio. Tua madre, dunque, fu scacciata dal falegname, che l'aveva chiesta in moglie, perchè convita di adulterio e FU RESA INCINTA DA UN SOLDATO di NOME PANTHERA". (Prima parte...)
- By Giancarlo Tranfo - La croce di spine. (pag. 205-206) 

Giuda Didimo ovvero… Theudas
L’appellativo Thomas che significa “gemello”, gli fu dato probabilmente, per la somiglianza con un fratello.
In Antichità Giudaiche lo incontriamo come promotore di un tentativo non riuscito di insurrezione messianica: era un vizio di famiglia !
Giuseppe Flavio parlandocene non evidenzia la discendenza da Giuda il Galileo (o forse lo fece ma fu censurata…) ma come già visto, dai Vangeli emerge chiaramente il suo rapporto di fratellanza carnale con Simone Pietro, Giacomo e “Gesù”.
“Durante il periodo in cui Fado era procuratore della Giudea, un certo sobillatore di nome Teuda persuase la maggior parte della folla a prendere le proprie sostanze e a seguirlo fino al fiume Giordano. Affermava di essere un profeta al cui comando il fiume si sarebbe diviso, aprendo loro un facile transito. Con questa affermazione ingannò molti. Fado però non permise loro di raccogliere il frutto della loro follia e inviò contro di essi uno squadrone di cavalleria che piombò inaspettatamente contro di essi uccidendone molti e facendone altri prigionieri; lo stesso Teuda fu catturato, gli mozzarono la testa e la portarono a Gerusalemme". (Idem. XX: 97-99).

Giuda Didimo Tommaso o Teuda è l’apostolo “dubbioso”, chiamato Teuda da Marco e Matteo, indicato invece con il nome di Giuda soltanto da Luca.
Perché questa scelta di Luca ?
L’estensore del “terzo” Vangelo e degli Atti degli Apostoli, per evitare pericolose sovrapposizioni tra rivoluzionari messianisti e santi discepoli, fece sparire Teuda (sostituendolo con Giuda) da tutti i suoi scritti, avendolo nominato negli Atti come ribelle, in particolare nel famoso discorso in difesa degli Apostoli che avrebbe tenuto Gamaliele dinnanzi al Sinedrio.
Nel citato discorso ( che posterò in altra occasione) di Gamaliele, appare evidente un ulteriore espediente posto in essere dall’Evangelista impostore per confondere le già confuse idee del lettore e cosa si inventa questo falsario furbo come una volpe ?
Egli, il santo Evangelista pensò bene di cambiare la storia e mise in bocca a Gamaliele un discorso nel quale si invertono cronologicamente sia le gesta che la morte di Giuda il Galileo padre di Giovanni di Gamala il Nazireo e dei suoi fratelli: Giacomo, Simone Pietro, Giuda e Giuseppe, “Santi Apostoli” e di Teuda, e si tace sulla discendenza diretta del secondo dal primo.
Morto così il figlio prima del padre, il lettore meno attento grazie a questo maldestro stratagemma ed errore cronologico di portata generazionale, è dissuaso e allontanato da qualsiasi associazione di idee o parallelo tra i santi Apostoli, assolti grazie a tale provvidenziale arringa (vedi discorso fasullo di Gamaliele) e i componenti della nota e terribile famiglia dalle ambizioni messianiche e regali che faceva capo a Giuda il Galileo ed i suoi figli.

Ecco come fece: “… prima d’ora sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso e tutti quelli che gli avevano dato ascolto, furono dispersi e ridotti a nulla. DOPO di LUI SORSE GIUDA il GALILEO, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi” (At., 5:36, 37) - By Giancarlo Tranfo - La Croce di Spine. (pag. 167-168)

I dodici apostolii fratelli del Messiaovvero
“… Anche voi, che mi avete seguito, sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele”
Dodici erano gli anni di malattia della donna guarita dal flusso emorragico, come dodici erano le ceste piene portate via dopo il miracolo dei pani e dei pesci, dodici gli anni della figlia di Giairo e gli anni di Gesù quando si recò a Gerusalemme e, soprattutto dodici, come abbiamo appena letto, le tribù d’Israele.
Ecco perché gli Apostoli, posti a giudici di ciascuna di esse, non avrebbero potuto essere otto, quattordici o ventiquattro !

Nessun altro numero appare nei Vangeli con una tale ricorrenza, proprio perché ad esso veniva riconosciuto un valore simbolico talmente sacrale da adattare ad esso eventi e personaggi.
Tuttavia, si tratta anche per il numero dodici, di una sacralità mutuata dalle antichissime tradizioni astronomiche mesopotamiche e sumero-babilonesi, fondate sulla suddivisione della volta celeste in dodici case zodiacali.
Per raggiungere questo numero, gli Evangelisti o chi per loro, ricorsero ad ogni espediente narrativo: identità replicate mediante doppi e tripli appellativi, sdoppiamenti occasionali, paternità e maternità diversificate.
Secondo quando riferito negli "Atti" di Luca, i seguaci della dottrina di "Gesù", in tre decenni si erano moltiplicati e diffusi nelle province mediterranee dell'Impero... grazie alle dimostrazioni di miracoli straordinari fatti dagli "Apostoli"dei cui nomi non esiste traccia in alcun documento storico dell'epoca !
L'unico "attestato" (uno storico non potrà mai basarsi su un "documento" fideista come il Vangelo) che avrebbe dovuto comprovarne le gesta, oltre all'esistenza, è costituito dagli "Atti degli Apostoli", ma dopo averne individuato le falsificazioni apportate dall'evangelista (il blog le dimostrerà di volta in volta...) per rendere credibili i suoi "santi" personaggi tale documento, in realtà, diventa la prova che i "Dodici" sono soltanto un numero di valore simbolico religioso; furono una creazione letteraria per far apparire che il "cristianesimo" diffuso da loro, era presente sin dal I secolo al fine di dimostrare che Gesù era venuto sulla Terra e si era sacrificato per salvare gli uomini dalla morte. Gli Apostoli degli scritti neotestamentari non sono mai esistiti ! By Giancarlo Tranfo - “La croce di spine”. (Pag. 161)

Yeshu l'Egiziano
Ritornando alla provenienza dall'Egitto, come non rammentare l'episodio narrato da Giuseppe Flavio in Antichità Giudaiche ?
"... In quel tempo venne dall'Egitto a Gerusalemme un uomo che diceva di essere un profeta e suggeriva alle folle del popolino di seguirlo sulla collina chiamata Monte degli Ulivi, che è dirimpetto alla città, dalla quale dista cinque stadi. Costui asseriva che da là voleva dimostrare come a un suo comando sarebbero cadute le mura di Gerusalemme e attraverso di esse avrebbe aperto per loro un ingresso alla città.
Udita tale cosa, Felice ordinò ai suoi soldati di prendere le armi e con una notevole forza di cavalleria e di fanti, uscirono da Gerusalemme e si lanciarono sull'egiziano e sui suoi seguaci uccidendone quattrocento e catturando duecento prigionieri, L'Egiziano fuggì dalla battaglia e si dileguò".(Ant. Giud. XX: 169-171
Chi può essere quest'uomo con il soprannome di "Egiziano" che si spaccia per "profeta" e che ritiene di essere dotato di facoltà soprannaturali tali da abbattere con un "suo comando" le mura di Gerusalemme ?
Ora ascoltatemi bene: secondo i Vangeli, Gesù fu arrestato sul Monte degli Ulivi e nel caso fosse esistito, al tempo di Felice (52-60 d.C.) si SAREBBE TROVATO GIA' da una VENTINA d'ANNI su una NUVOLETTA PERCHE' MORTO DEFUNTO !
Lo stesso si può dire per Giovanni di Gamala, il Nazireo, il Galileo, Messia Davidico crocifisso nel 36 era volgare,  al quale, come già riportato nella spiegazione del tema del blog, si ispira la vicenda storica di "Gesù":  egli fu arrestato, anzi si consegnò, con ogni probabilità sul Monte degli Ulivi (senza riuscire dunque a dileguarsi) a seguito di un vero tentativo e poi riuscito colpo di stato contro il potere di Roma Imperiale.

L'unico "profeta" che potè presentarsi sul Monte degli Ulivi (dileguandosi al momento giusto) che veniva dall'Egitto dove aveva appreso le arti magiche e che era ancora vivo negli anni di Felice (52-60 d.C.), fu lo "Yeshu" del quale nel Talmud è scritto: "... Il figlio di Stada (che significa donna che lascia il marito) aveva introdotto dall’Egitto arti magiche". (Beth Jacobh fol 127)

Come prima anticipato, Celso, nei panni di un immaginario ebreo, disse dello stesso Yeshu: "... Andasti a lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di certe facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio".
Tutto in perfetta coerenza con il passo appena citato di Giuseppe Flavio: "...Venne dall'Egitto a Gerusalemme un uomo che diceva di essere un profeta... voleva dimostrare come a un suo comando sarebbero cadute le mura di Gerusalemme".

Non deve poi stupire la scelta del Monte degli Ulivi come teatro di più rivolte messianiche. Un Messia che con il proprio seguito si fosse presentato in tale luogo, avrebbe guadagnato credibilità presso il popolo circa la propria divina investitura, in quanto avrebbe dato attuazione alle parole del profeta Zaccaria:
"... Poi il Signore si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combattè tante volte nel giorno della battaglia. In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul Monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il monte degli Ulivi si spaccherà a metà. da oriente a occidente, tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà verso settentrione e l'altra metà verso il meridione".
E mi fermo qui... Alla prossima puntata ! - By Gianfranco Tranfo - "La Croce di Spine". (pag. 210-211)

Giancarlo Tranfo: La Croce di Spine (Pag. 207-208-209)
E qui sorge spontanea la domanda: “Cosa fece Yeshua ben Pandera dai 13 ai 30 anni di vita e perché nessuno degli Evangelisti ne parla, tacendo ?”

Esistono dei rotoli custoditi da monaci buddisti in un monastero ad Hemis in Tibet scoperti da un certo  Nicolas Notovitch, un avventuriero russo molto audace che amava viaggiare nei Paesi dell’estremo Oriente; in quei rotoli il Maestro Yeshu era conosciuto con il nome di Issa, che è esattamente lo stesso nome con cui “Yeshu” è conosciuto oggi nella lingua irlandese moderna. La lingua irlandese proviene dall'area Indo-Europea. Il racconto dei rotoli di Notovitch ci dice che Yeshu aveva appena celebrato il suo Bar-Mitzvab che era il periodo in cui le famiglie giudee amavano decidere la futura sposa per i loro figli, e secondo i rotoli, Yeshu che aveva compiuto i 13 anni e per l'epoca già in età per sposarsi, non desiderava che accadesse in quel momento. Così lasciò furtivamente la casa dei suoi genitori e si unì a una carovana di mercanti che stava partendo per i favolosi paesi dell'est, da cui provenivano le favolose storie di Maestri che sapevano compiere fenomeni straordinari e vivevano per lunghissimi inimmaginabili anni. Nel suo viaggio di andata si diresse a nord attraverso l'attuale città di Damasco, in Siria, poi nell'odierno Iraq, attraverso Bagdad, (l'allora Opis) e da lì a Egbatana (oggi Hamadan) e Rhagae (ora Teheran) fino all'antica città di Bactra (oggi Balkh) che era stata la capitale di un antico impero. Da Bactra egli andò a sud a Kabul, in Afghanistan e da lì attraverso il Passo di Khyber a sud verso Taxila, la Città di Pietra, capitale del Punjab, dove Tommaso l'Apostolo 20 anni più tardi avrebbe soggiornato presso il Re Gundaphores, nell'anno 47, il periodo in cui anche Apollonio di Tiana era a quella Corte. Yeshua entrò nella zona di Rawlpindi e puntò verso l'India. Attraversò il Paese dei Cinque Fiumi, il Punjap, finchè giunse nel Paese del Sind, nel sud-est dell'odierno Pakistan, alla foce del fiume Indo, dove si stabilì tra la gente conosciuta con il nome di Ariani. Fu accolto molto calorosamente e dopo aver passato un periodo lì, divenne assai famoso tra gli abitanti del luogo, e nonostante essi chiedessero che rimanesse con loro, non avendo egli trovato quello che desiderava scoprire, proseguì, attraversò l'intero paese dell'India, fino alla città di Juggernat, ora chiamata Puri, nella provincia di Orissa, dove fu ricevuto dai Bramini, i sacerdoti bianchi. Lì, i rotoli ci dicono che imparò a leggere e a comprendere i Veda, i sacri testi indù, che erano stati compilati tra il 500 e il 1100 a.C.
Trascorsi 17 lunghi anni della sua vita in quei luoghi sconosciuti  e avendo appreso le “arti magiche” dai maestri del posto,  ritornò in Palestina dove nessuno più lo riconobbe…
By Micàel  Ledwith:  Gli anni Occultati.
Tratto da: http://blog.libero.it/paralotticlu69/view.php

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La storia del Cristianesimo va riscritta perche' falsa !: Gesù il figlio segreto del re Erode il grande
È stato spesso enfatizzato dalla religione cristiana che il regno di Gesù non fosse di questo mondo. La ricerca storica, tuttavia, sembra recentemente indirizzata verso una opinione differente: Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono di Israele, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.
“[Carios, inviato dell’imperatore Tiberio] disse ad Erode (Antipa): Costui è degno di essere fatto re di tutta la Giudea e di tutte le terre di Filippo. L’imperatore Tiberio concesse a Giovanni dei grandi onori e, a proposito di Gesù, scrisse che lo si facesse re”.

Il libro ricostruisce minuziosamente tutte le vicende della dinastia erodiana narrate dallo storiografo ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nel I secolo d.C., e le pone a confronto con la storia di Gesù raccontata dai vangeli canonici e apocrifi. Quanto ne emerge è una storia di intrighi, cospirazioni e congiure di palazzo in un gioco di potere che aveva come scopo il controllo della terra palestinese.

5 a.C.:
Antipatro e Maria, terza moglie del re arabo Erode il Grande, cospirano per avvelenarlo. Antipatro viene processato da Erode e dal governatore Varo, venendo giustiziato. Di Maria, madre di un “Erode” senza nome, unico tra tutti i figli di Erode il Grande, si perdono le tracce nei libri di Giuseppe Flavio, ma la si ritrova nei vangeli con Erode che cercava Maria e Gesù. Gesù era stato nominato successore di Erode il Grande – e quindi re di Israele – in caso di morte di Antipatro.
Maria fuggì con Giuseppe in Egitto (quest’ultimo era il nipote del re Erode). Tra i suoi familiari si annovera anche la sorella Salomè, che aiutò Maria nel parto. Giuseppe Flavio è molto accurato nel raccontare dei personaggi della famiglia di Erode, eppure non nomina più Maria, nonostante il figlio fosse successore al trono e nonostante fosse implicata nella cospirazione contro suo marito. Erode cercava il figlio Gesù perché era destinato a diventare il re d’Israele, e non per ucciderlo. Ma gli evangelisti, per coprire la sua identità, inventarono la “strage degli innocenti”. Maria era la figlia del sacerdote Simone Boeto e tra i suoi familiari troviamo Joazar, Marta e Lazzaro, oltre a Gesù.
Quando venne processato Antipatro da Varo, il sommo sacerdote era Joazar, fratello di Maria, che ebbe tale titolo solo nel 4 a.C., sostituito da suo fratello Eleazar nel 3 a.C. Durante il censimento di Quirino nel 6 d.C., si parla di Joazar che cercò di mediare con il popolo per favorire il censimento. Tuttavia ciò non può essere vero, in quanto all’epoca del sommo sacerdozio di Joazar il governatore era Varo, mentre Quirino lo sarà ben dieci anni dopo.
Sono quindi stati rimodellati gli scritti di Giuseppe Flavio e i resoconti degli evangelisti per cercare di depistare dal processo di Antipatro da parte di Varo, nel quale era coinvolta anche Maria, che fugge con suo figlio, motivo per il quale si cercò di spostare la data di nascita di Gesù al 6 d.C. Nei vangeli più volte Gesù va a casa di Maria, dove trova sia la sorella Marta che il fratello Lazzaro, di cui si parla nel vangelo di Giovanni nella risurrezione.
Per nascondere tutto questo, negli scritti di Giuseppe Flavio si sdoppierà Maria con Cleopatra di Gerusalemme, di cui non si sa nulla, in quanto inventata, e a cui vengono attribuiti come figli “Erode” senza nome e il tetrarca Filippo. Erode Gesù è il marito di Erodiade e sua figlia Salomè andrà in sposa a Filippo. Cleopa infatti è il diminutivo di Cleopatra, e Maria, in alcuni vangeli, dichiara di essere Maria “di Cleopa” da parte paterna. Nei vangeli di Marco e Matteo, a conferma di ciò, nella crocifissione, deposizione al sepolcro e resurrezione di Gesù non viene mai menzionata Maria madre di Gesù, ma compare sempre Maria di Cleopa, a dimostrazione del fatto che sono la stessa persona. Difatti, nel vangelo di Giovanni Maria madre di Gesù risulta essere sempre presente in questi episodi.
Nel 34 d.C., dopo la morte del tetrarca Filippo, Tiberio manda Carios in Palestina per nominare Gesù suo successore, ma il fratellastro Antipa si accorda con Erodiade per sposarla e, avuto il suo consenso, va a Roma da Tiberio per chiedere anche la tetrarchia di Filippo. Gesù, saputo del viaggio di Antipa, avvisato da Giovanna, moglie di Cuza, amministratore delle ricchezze di Antipa, si accorda con Giovanni Battista, figlio di Giuda di Gamala, per attaccare Antipa.
Avvisa inoltre la moglie di Antipa che suo marito sta per ripudiarla per prendere in sposa Erodiade. Giovanni inizia a criticare Antipa per aver violato le leggi ebraiche, che non gli consentivano di sposare la moglie di suo fratello ancora vivente, e insieme a Gesù tentano una rivolta insieme al tetrarca.
Nel frattempo il suocero di Antipa, sapendo che stava ripudiando sua figlia, lo attacca con il suo esercito e, mentre impervia lo scontro, Giovanni e Gesù attaccano Antipa, che chiederà soccorso a Pilato. Pilato li catturerà; mozzerà la testa a Giovanni, ma salverà Gesù, facendosi corrompere dal denaro offertigli dalla ricchissima Marta e da Giuseppe, suo cugino e padre putativo.
Nel processo Pilato accusa Gesù di essersi voluto dichiarare “re dei Giudei”, lo appende al palo, o stauros, e dopo poche ore, quando Giuseppe gli chiede il corpo di Gesù, acconsente affinché lo portino via.
Questo darà il via alle sue numerose apparizioni, che serviranno per la costruzione del mito della resurrezione di Gesù, che ritroviamo nel 64 d.C. come sommo sacerdote e marito di Marta, sua zia, nonché sorella di Maria; coinvolto inoltre nella diatriba con Anano, che voleva uccidere il fratello di Gesù, Giacomo il Giusto, figlio di Maria e di Giuseppe. Riuscirà a salvarlo, per essere poi ucciso nel 65 d.C. insieme ad Anano per aver cercato di placare l’inizio della rivolta a Gerusalemme, che iniziò grazie alle angherie di Gessio Floro.

Il libro si chiude con sei pagine del vero discorso di Gesù al popolo prima di essere ucciso e con un appello a F. Bergoglio (vescovo di Roma), affinché non ostacoli il corso della verità, al fine di fermare la crociata dell’ISIS contro i cristiani che stanno inconsapevolmente adorando un loro antenato, un re arabo su cui è stato costruito il “cristo re” redentore.

Seconda parte:
Mariamne, ovvero Maria madre di Erode Gesù: in ebraico il nome è reso come
מִרְיָם, (Miriam), nome di tradizione biblica. Poiché nella società giudea di epoca tardo-asmonea le due lingue più diffuse erano l’aramaico e il greco della koine, presso la corte era diffusa la versione greca di questo nome. Giuseppe Flavio lo scrive «Μαριάμη» («Mariame»), ma in alcune edizioni la “m” viene raddoppiata, diventando così Mariamme. Successivamente la seconda “m” divenne “n” per dissimilazione, mutandosi così in “Mariamne”. Maria o Mariamne II, terza moglie del re Erode il Grande, apparteneva alla casata dei Boeto: Simone, figlio di Boeto, a volte chiamato semplicemente Boeto da Giuseppe Flavio, vero padre di Maria; Mariamne II Boeto terza moglie del re Erode il Grande madre di Gesù; Joazar Boeto figlio del sommo sacerdote due volte, impopolare e un difensore della legalità del censimento Romano, come riportato da Giuseppe Flavio; fu sommo sacerdote il 4 a.C.; Eleazar, figlio di Boeto, attestato in Giuseppe Flavio e nel testo Mandaean Sidra d-Yahia; successe a suo fratello Eleazar e fu sommo sacerdote dal 4 al 3 a.C; Cantheras Simone, figlio di Boethos;  Elioneus, figlio di Simone Cantheras, chiamato Elihoeinai ben Haqqayyaph nella Mishnah; Joshua ben Gamla, o Gesù. Martha Boethos, sorella di Maria che diventerà sposa di Gesù quando rimase vedova.
A Gesù fu dato l’epiteto di “Gamala” in quanto si alleò con i rivoluzionari figli di Giuda di Gamala, quando attaccò il fratellastro Antipa che cercò di spodestarlo dalla successione della tetrarchia del fratello Filippo morto a cui doveva succedere, accordandosi con la moglie di Gesù, Erodiade, per unirsi in matrimonio con lei.
Come potete notare tutti i personaggi della favola evangelica sono presenti nella casata dei Boeto: Gesù, sua madre Maria, Marta sorella di Maria, che Gesù prese poi come sua sposa in tarda età, e Lazzaro fratello di Marta e Maria. Eccoli insieme nelle narrazioni dei vangeli:
Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «signore, ecco, il tuo amico è malato”.
Personaggi che ricorrono più volte insieme a Gesù.

Analizziamo ora il vero motivo per cui la santa Madonna dovette fuggire in Egitto con suo cugino Giuseppe con cui in seguito avrà altri figli:
Aggirandosi per tutta la reggia, le ombre di Alessandro e Aristobulo indagavano e svelavano i segreti e trascinavano alla condanna persone lontanissime dall’esser sospettate. Si trovò che anche Mariamme, la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura. Della colpa materna il re punì anche il figlio, cancellando dal testamento Erode, suo figlio, che vi era nominato come successore di Antipatro1.

Tutti i figli di Erode il Grande hanno un nome tranne questo “Erode” in quanto era Gesù, successore al trono d’Israele in caso di morte di Antipatro che venne ucciso nel 4 a.C., processato dal governatore Varo insieme ad Erode il Grande. Tra i fratelli di Maria sottoposti a tortura vi erano Lazzaro e Joazar che nel 4 a.C. era sommo sacerdote e che fu per questo motivo rimosso da tale titolo. Ma era troppo pericoloso associare il governatore Varo nel processo con Antipatro e Maria, che riuscì a fuggire in Egitto con Giuseppe nel tentativo di uccidere Erode il Grande, cercando di avvelenarlo. Per cui gli evangelisti scrissero che la fuga di Maria in Egitto con Erode che li cercava avvenne sotto il censimento di Quirino che fu governatore nel 6 d.C. Lo stesso fecero falsificando Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio libro XVIII, 1-3:

Quirino, senatore Romano passato attraverso tutte le magistrature fino al consolato, persona estremamente distinta sotto ogni aspetto, giunse in Siria, inviato da Cesare affinché fosse il governatore della nazione e facesse la valutazione delle loro proprietà. Anche Coponio, di ordine equestre, visitò , fu inviato con lui per governare su di essi con piena autorità. Quirino visitò , allora annessa alla Siria, per compiere una valutazione delle proprietà dei Giudei e liquidare le sostanze di Archelao. All’inizio i Giudei, sentendo parlare del censimento delle proprietà, lo accolsero come un oltraggio, gradualmente però acconsentirono, raddolciti dagli argomenti del sommo sacerdote Joazar, figlio di Boeto, a non proseguire nella loro opposizione; così quanti furono da lui convinti dichiararono, senza difficoltà, i beni di loro proprietà.

Joazar, fratello di Maria e zio di Gesù, fece da mediatore tra gli ebrei e i Romani. Ma come, fu sommo sacerdote il 4 a.C., mentre Quirino fu governatore della Siria tra il 3 e il 6 d.C.? Come è possibile che questo censimento sia stato riportato da tutti al 6 d.C. quando, durante il suo svolgimento, fece da mediatore con il popolo Joazar, con la qualifica di sommo sacerdote nel 4 a.C.? I sommi sacerdoti nel 6 d.C. risultano essere Gesù ben Sie (che tenne la carica dal 3 al 6 d.C.) e Anano ben Seth (che la tenne dal 6 al 15 d.C.). Quirino nel 12 a.C. assurse al consolato e, pochi anni più tardi, venne nominato proconsole d’Asia, in un periodo compreso tra l’11 ed il 2 a.C. Quindi come fu possibile che Joazar e Quirino agissero insieme nel 4 a.C.? Il censimento del 6 d.C. era stato indetto dopo la morte di Archelao, altro figlio di Erode il Grande, mentre il censimento che stava avvenendo nel 4 a.C. era il censimento universale indetto da Cesare Augusto nell 8 a.C. e che si protraeva negli anni, come riporta anche l’evangelista Luca 2:1-6:
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo» (Mt 2:13).
Come poteva Erode il Grande cercare Gesù durante il censimento di Quirino, che avvenne nel 6 d.C., visto che morì nel 4 a.C.? Gli evangelisti cercheranno di scambiare il censimento di Cesare Augusto con quello di Archelao, in quanto, pochi giorni prima che Erode morisse, egli processò insieme al governatore Varo suo figlio Antipatro, resosi reo di una cospirazione nei suoi confronti, insieme alla cognata Maria che, però, riuscì a fuggire.

Terza parte:
Dopo essere fuggita in Egitto con Giuseppe e dopo aver avuto il tetrarca Filippo ed Erode Gesù con Erode il Grande, Maria ebbe un altro figlio con Giuseppe: Giacomo detto il Giusto.
Nella seconda apocalisse di Giacomo, nel brano dopo l’apparizione dei risorto, ecco cosa scrive Giacomo il Giusto:

“Una volta, mentre ero seduto e meditavo, egli (Gesù) aprì la porta. Colui che avete udito e perseguitato venne da me. Egli mi disse: “Salve, fratello mio! Fratello mio, salve”. Allorché alzai il viso per guardarlo, la madre mi disse:” Non ti stupire, figlio, che Egli ti abbia detto “fratello mio!”. Voi foste nutriti tutti e due con lo stesso latte. “Perciò egli mi chiama: “madre mia!”. Egli infatti non ci è estraneo. Egli è nipote di tuo padre. Io non sono […]” (seconda apocalisse di Giacomo, 50).
Erode il Grande aveva un fratello che si chiamava Giuseppe che ebbe a sua volta un figlio a cui diede lo stesso nome: Giuseppe. Il redattore della seconda apocalisse di Giacomo, avendo padre e figlio lo stesso nome di Giuseppe, scambia il padre per il figlio, per questo dice che Gesù è nipote di Giuseppe e non cugino.
In frammenti copti, dove ci sono dei discorsi attribuiti a Cirillo di Gerusalemme, a Demetrio di Antiochia e a Cirillo di Alessandria, pubblicati da E. A. Wallis Budge, la  Madonna avrebbe detto a Cirillo di Gerusalemme:
“Io sono stata una bambina promessa da dio e offerta a lui dai miei genitori prima ancora ch’io nascessi. I miei genitori erano della tribù di Giuda e della stirpe di David. Mio padre si chiamava Gioacchino, cioè Cleofa. Mia madre si chiamava Anna, ma era detta comunemente Mariham. Io mi chiamo Maria Maddalena dal nome del villaggio in cui sono nata, Maddala. Il mio nome è però Maria di Cleofa. Sono la Maria di Giacomo figlio di Giuseppe, il falegname”.

Analizziamo ora dei passi di liturgia copta, che possiede fra il suo tesoro omiletico una lunga Catechesi, attribuita a san Cirillo di Gerusalemme (morto nel 386):
Maria risponde a Cirillo e gli narra le sue origini familiari e territoriali «Ed ecco che la Vergine, dal canto suo, stendendo la mano verso di me, mi dice: “Cirillo, se vuoi conoscere la mia stirpe e la casa dei miei padri, ascolta: sono stata una bambina, votata a dio. Questa promessa l’hanno fatta i miei genitori, prima di darmi alla luce. I genitori che mi misero al mondo appartengono alla tribù di Giuda e alla casa di Davide. Gioacchino è mio padre, lo stesso che Cleopa. Anna è mia madre, che mi generò ed era chiamata Mariham. Io sono Maria Maddalena, dal nome del villaggio in cui sono nata: Magdalia. Il mio nome è Maria di Cleopa. Io inoltre sono Maria di Giacomo, figlio di Giuseppe il falegname, a cui mi consegnarono.

Da questi due passi veniamo a sapere che Maria era la Maddalena, madre e non moglie di Gesù, e che suo padre era chiamato anche Cleopa, anche se gli cambiarono il nome da Simone a Gioacchino per depistare la sua vera identità. Cleopa, in realtà, non è neanche un nome. Κλωπᾶς, Clopa e la sua variante Κλεόπας, Cleopa, vengono comunemente considerati abbreviazioni del nome greco Κλεόπατρος, Cleópatros, significante “gloria del padre”. Cleopatra, il cui nome abbreviato è Cleopa è il nome di un’altra moglie di Erode il Grande madre del tetrarca Filippo e di Erode senza nome. Cleopatra di Gerusalemme di cui non si sa nulla, in quanto inventata per sdoppiare Mariamme II, o Maria, che cercò di avvelenare Erode, con Cleopatra allo scopo di spostare il tetrarca Filippo come suo figlio per non farlo collegare con Erode Gesù. Maria e Cleopatra, mogli di Erode il Grande, ovvero Maria di Cleopa madre di Gesù, Filippo e Giacomo il Giusto. Il giochetto funzionò, al punto che anche l’ultimo degli evangelisti, Giovanni, si sbagliò pensando che Maria madre di Gesù e Maria di Cleopa fossero due persone distinte e sorelle, inserendo entrambe sotto la croce di Gesù durante la crocifissione. Ma ben sapevano invece i redattori dei due vangeli più antichi, cioè Marco e Matteo, che erano la stessa persona, tanto che menzionano solamente Maria di Cleopa e non vi è traccia di Maria madre di Gesù nella crocifissione, deposizione e resurrezione del Cristo re redentore arabo.

- vangelo secondo Matteo
- vangelo secondo Marco
- vangelo secondo Luca
- vangelo secondo Giovanni
Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo (27,56)
Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo (15,40)
Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti.
(23,49)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella  di sua madre Maria di Clèofa e Maria di Màgdala (19,25)
Crocifissione
Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria (27,61)
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù (23,55)

Deposizione o Funerale
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro (28,1)
E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. (24,9-10)
Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo (e le altre tornarono dal sepolcro e annunciarono) (24,10)
Resurrezione

Oppure vogliamo ipotizzare che Maria madre di Gesù, oltre che sotto la croce, non volle andare neanche al funerale o deposizione al sepolcro di suo figlio ? Quale madre non vi andrebbe ?
Stiamo per dare ulteriore conferma allo sdoppiamento di Maria madre di Erode senza nome, in quanto era Gesù ed impossibile da menzionare con Cleopatra di Gerusalemme, madre del tetrarca Filippo e di Erode senza nome, collegando quest’ultimi e facendovi vedere come Gesù era stato dichiarato da Tiberio successore al trono di Filippo dopo la sua morte nel 34 d.C. e sopratutto come Gesù non morì crocifisso ma fu salvato da Marta, sorella di Maria e da Giuseppe di Arimatea, compagno di Maria e cugino di Gesù.

Quarta Parte
Il libro XVIII di Antichità giudaiche di G. Flavio apre così:
Ora fu in questo tempo che morì Filippo, fratello di Erode, nel ventesimo anno di Tiberio […] (Ag XVIII, 106).
Il XX anno di Tiberio corrisponde al 34 d.C. Quando dice “fratello di Erode” tutti pensano ad Erode Antipa, ma in realtà il personaggio che G. Flavio sta menzionando è Erode Gesù. Difatti Antipa è fratellastro nato da madre diversa. Guardate la tabella con le mogli di Erode il Grande e noterete come gli Erode senza nome sono proprio quelli di Mariamme II e di Cleopatra di Gerusalemme, ovvero Maria di Cleopa.

- Famiglia di Erode il Grande
- Moglie
- Figli
- Doride
- Antipatro, morto nel 4 a.C.
- Mariamne I
- Alessandro, morto nel 7 a.C.
- Aristobulo, morto nel 7 a.C.
- Salampsio
- Cipro
- Mariamne II
- Erode
- Malthace
- Archelao, etnarca di Giudea
- Erode Antipa, tetrarca di Galilea
- Olimpia
- Cleopatra di Gerusalemme
- Erode Filippo , tetrarca di Perea
- Erode
- Pallade
- Fasaele
- Fedra
- Rossane
- Elpide
- Salomè

I falsificatori delle opere di Giuseppe Flavio dovevano tagliare il nome “Gesù” dalle opere di Giuseppe Flavio per costruirci sopra il Cristo re redentore.
Ecco come continua il racconto dello scrittore:
Intanto ebbe luogo una lite tra Areta re di Petra ed Erode. Cercherò di raccontarne l’origine.
Il tetrarca Erode aveva sposato la figlia di Areta e già da molto tempo viveva con lei. Nel viaggio che fece a Roma, albergò presso Erode suo fratello, nato da una madre diversa, cioè la figlia di Simone sommo sacerdote. Il tetrarca si invaghì [accordò era la parola prima della falsificazione, NdA] di [con, NdA] Erodiade, moglie di suo fratello, lei era figlia del loro fratello Aristobulo e sorella di Agrippa il Grande, e osò parlarle di matrimonio [per unire le due tetrarchie, NdA]; lei accettò, e convennero che tornando da Roma sarebbe passata da lui; tra queste convenzioni, v’era pure quella che egli licenziasse la figlia di Areta. Concluso l’accordo, egli navigò verso Roma [per chiedere il consenso a Tiberio, NdA].
Compiuti gli affari che aveva a Roma, [compiuto l’accordo con Tiberio NdA], la moglie di lui, informata minutamente dei patti tra lui ed Erodiade, senza che lui fosse a conoscenza che a lei era già noto tutto, chiese di andare a Macheronte, posto ai confini tra gli stati di Erode e di Areta, senza svelarne il motivo. Erode, persuaso che ella nulla sapesse, acconsentì. Tempo prima lei aveva disposto ogni cosa e inviato messi al Macheronte, che in quel tempo era soggetto a suo padre, sicché allestito tutto l’occorrente per il viaggio di lei dal governatore, lei era pronta a partire per l’Arabia e non appena arrivò passò da un governatore all’altro che provvedevano al trasporto (Ag XVIII, 109 e segg).

Simone sommo sacerdote è il padre di Maria, Lazzaro, Marta e Joazar di cui abbiamo parlato precedentemente. In questi passaggi sono stati tagliati dei passi importanti, difatti dal testo di Mara bar Serapion sappiamo:
“Quale vantaggio trassero gli Ateniesi dall’aver ucciso Socrate, un fatto che dovettero pagare con la carestia e con la peste ?
O gli abitanti di Samo per aver bruciato Pitagora, visto che in un istante tutto il loro paese fu ingoiato dalla sabbia ? Od i Giudei per l’esecuzione del loro saggio re, visto che da quel tempo fu loro sottratto il regno ?”

Quale regno fu sottratto a Gesù se non la successione del re Erode il Grande prima e la tetrarchia del fratello Filippo deceduto ? Scrive ancora Giuseppe Flavio:
E oltre a queste iscrizioni ve n’era una quarta, negli stessi caratteri, la quale menzionava Gesù come re, che non aveva regnato, crocifisso dai Giudei perché preannunciava la distruzione della città e la desolazione del tempio (GGR 5.5.2).

Questo frammento copto è annoverato tra gli apocrifi del nuovo testamento:
Erode, Anna e Caifa contro Gesù. Nei giorni in cui Gesù aveva risuscitato Lazzaro, dalla Galilea era giunta una personalità a trovare Erode a motivo dell’amministrazione delle terre di Filippo; quel Filippo che era stato accusato davanti all’imperatore quasi che le avesse devastate sotto il pretesto di sua moglie che gli era stata presa da Erode. Carios dunque (inviato del) grande imperatore, uditi i miracoli che faceva Gesù, si premurò di andare da lui e lo vide. Allora Carios apprese le notizie su Gesù. Disse ad Erode: “Costui è degno di essere fatto re di tutta la Giudea e di tutte le terre di Filippo” (Frammenti di testi copti, 23 in Moraldi L. (a cura di),  Apocrifi del nuovo testamento, unione tipografico-editrice torinese, Torino 1971, p. 398).

Questa affermazione di Carios si spiega col fatto che Erode Gesù, essendo l’unico fratello di Filippo, era il legittimo successore della sua tetrarchia. Possiamo inoltre ipotizzare che Tiberio sapesse che Erode il Grande lo avesse nominato successore al suo trono e che, a causa di tale motivo, volesse onorificarlo dandogli la regalità.

Quando Erode [Antipa NdA] udì queste cose a proposito di Gesù, e cioè che egli era degno di essere fatto re, ci rimase molto male e proferì delle grosse accuse verso Gesù ed aggiunse: “Non vogliamo che sia re della Giudea”. Convocò pure tutte le grandi personalità ebraiche e disse loro che Carios pensava di fare re Gesù. In quel mentre Erode ordinò loro, dicendo: “Se vi sarà qualcuno che acconsente a questo, sarà ucciso di spada e saranno confiscati tutti i beni della sua casa”.
Anna e Caifa, e personalità ebraiche andarono da Carios, il grande imperatore Tiberio, e proferirono parole menzognere e testimonianze insensate e false contro Gesù, dalla sua nascita fino ad allora.
Alcuni asserivano che era un mago, altri che era stato generato da una donna, altri che infrangeva il sabato, altri che distruggeva la sinagoga degli ebrei.
Allora egli mandò a chiamare Giuseppe e Nicodemo; anch’essi facevano parte delle personalità ebraiche. Ma non furono d’accordo con le accuse menzognere, e dissero su Gesù delle parole di benedizione.
Quando Erode seppe quanto era accaduto a proposito di Giuseppe e Nicodemo, li cacciò in prigione con l’intenzione di ucciderli perché non avevano acconsentito a quell’inganno malvagio: e questo si sarebbe avverato se essi non avessero avvertito Carios di questa astuzia di Erode. Egli (Carios) riunì le personalità ebraiche e davanti a loro giurò dicendo: “Per la salute dell’imperatore Tiberio, se capiterà qualcosa di male a Giuseppe e a Nicodemo, la spada dell’imperatore vi farà perire tutti e brucerà la vostra città”. Quando accaddero queste cose, Erode domandò alle personalità ebraiche una libbra d’oro e riunì una grande somma che diede a Carios affinché non facesse pervenire all’imperatore Tiberio la fama di Gesù.
Carios ricevette il denaro dalla mano di Erode e non fece pervenire la pratica a Cesare.
Allorché Giuseppe si vide perseguitato dagli Ebrei, uscì da Gerusalemme e andò ad Arimatea.
Carios poi mandò l’apostolo Giovanni dall’imperatore e gli narrò ogni cosa a proposito di Gesù. L’imperatore Tiberio concesse a Giovanni dei grandi onori e, a proposito di Gesù, scrisse che lo si facesse re, come è scritto nei vangeli: “Nostro signore Gesù, quando seppe che venivano per farlo re, si allontanò tutto solo in un luogo” […]
Gesù re? A voi nulla può essere impossibile, neppure il trasferimento delle montagne. Ora abbiate fede nel padre mio, giacché la perfezione di tutte le cose è la fede.
 Il signore diceva tutte queste cose agli apostoli sulla montagna per consolarli, conosceva, infatti, quanto a suo riguardo s’era diffuso nella Giudea ad opera delle autorità giunte per prenderlo e farlo re. I messi di Teofilo giunsero fino a Gesù e l’avvertirono che era cercato e che si voleva farlo re. Gli apostoli dissero a Gesù: “Nostro signore, è per noi un piacere che ti facciano re”. 
Ma Gesù rispose: “Non vi ho detto forse molte volte che il mio regno non è di questo mondo? Non ponete il piacere del vostro cuore nel regno di questo mondo, miei fratelli apostoli! Non è forse perituro? Forse che, membri santi e fratelli miei, io ho determinato di mangiare con voi alla tavola del regno di questo mondo ? Il mio regno dura in eterno in cielo e in terra”. Queste ed altre cose, Gesù diceva ai suoi discepoli mentre era nascosto sul monte per il motivo che volevano farlo re.
Le autorità di Tiberio, e con esse Pilato, tentarono una seconda volta per fare Gesù re (Frammenti di testi copti, 24-27 in Moraldi L. (a cura di),  Apocrifi del nuovo testamento, unione tipografico-editrice torinese, Torino 1971, p. 398 e segg.).

Il brano è di una importanza cruciale, dal momento che, secondo alcuni studiosi (cfr. Moraldi L., op. cit., p. 389), esso deriverebbe addirittura dal vangelo dei Dodici, un vangelo perduto che si crede essere più antico dei canonici stessi. Nel prossimo articolo vedremo come Gesù fu salvato dalla crocifissione dando origine alla favola della resurrezione.

Traduzione in Francese delle varie parti:
Jesu’, le fils secret du roi Herode le grand
Il a souvent été souligné par le christianisme que le royaume de Jésus ne fut pas de ce monde. La recherche historique cependant, semble récemment dirigé vers une opinion différente: Jésus serait l'héritier légitime du trône d'Israël, de la Palestine, et à se prononcer selon la volonté de son père, Hérode le Grand.
"[Carios, envoyé empereur Tibère] dit à Hérode [Antipas]," Cet homme est digne d'être fait roi de toute la Judée et toutes les terres de Philippe ". "L'empereur Tibère a concédé à John (? voir plus bas, pour l’explication) des grands honneurs et, parlant de Jésus, il a écrit qu'il devrai ètre fait roi."

Le livre reconstitue en détail tous les événements de la dynastie Hérodienne raconté par l'historien Juif Josèphe Flavio, qui vivait dans le premier siècle de notre ère, et la compare avec l'histoire de Jésus raccontée par  les évangiles canoniques et apocryphes.
Ce qui émerge est une histoire d'intrigues, les complots et les conspirations de palais, dans un jeu de puissance qui avait pour but le contrôle de la terre palestinienne.

5 av.-J.C.:
Antipater et Maria, la troisième épouse du roi arabe Hérode le Grand, conspirent pour l'empoisonner. Antipater est processée par Hérode et le gouverneur Varus, et fu executé. Marie, la mère d'un "Hérode" sans nom, seul parmi tous les fils d'Hérode le Grand, semble perdu dans les livres de Josèphe, mais il se trouve dans les Évangiles avec Hérode qui cerchait Marie et Jésus.  
Jésus avait été nommé successeur d'Hérode le Grand - puis roi d'Israël - dans le cas de la mort d'Antipater. Mare a fui avec Joseph en Egypte (ce dernier était le petit-fils du roi Hérode).
Parmi sa famille appartiennent aussi la sœur Salomé, qui a aidé Marie à l'accouchement. Josèphe est très précis en racontant les membres de la famille d'Hérode, et pourtant il fini par ne plus nommer Maria, en dépit de son fils était l'héritier du trône, même si elle a été impliqué dans la conspiration contre son mari. Hérode a été  a la recherche de son fils Jésus, parce qu'il était destiné à devenir le roi d'Israël, et non pas pour le tuer. Mais les évangélistes, pour couvrir son identité, ont inventé le “massacre des innocents”.

Marie était la fille du prêtre Simon Boeto et part de sa famille sont Joazar, Marthe et Lazare, en plus de Jésus. Quand il a été jugé Antipater de la part de Varo, le grand prêtre était Joazar, le frère de Maria, qui avait eu le titre seulement dans  le 4 av.-J.C., remplacé par son frère Eléazar dans le 3 av.J.C.
Pendand le recensement de Quirinius en 6 apr.-J.C., il est appelé Joazar qui a essayé de servir de médiateur avec les gens pour promouvoir le recensement. Cependant, cela peut ne pas être vrai, car à l'époque de la haute prêtrise du gouverneur, il y était Joazar Varo, tandis que Quirino le sera dix ans plus tard.
Ils ont ensuite remodelé les écrits de Josèphe et les résocomptes des évangélistes pour tenter de faire dérailler le processus d'Antipater par Varo, dans le quel a également été impliqué Maria, qui fuit avec son enfant, ce qui explique pourquoi ils ont essayé de déplacer la date de la naissance de Jésus à 6 apr.- J.C.
Plusieurs fois dans l'Évangiles, Jésus va à la maison de Marie, où se trouve la sœur Martha, aussi que son frère Lazare, d’int on parle dans l'Evangile de Jean dans la résurrection.
Pour masquer tout cela, dans les écrits de Josèphe, Marie sera doublé avec Cléopâtre de Jérusalem, dont nous ne savons rien, comme si elle fu inventé, et qui sont attribués en tant que fils "Hérode" sans nom et le tétrarque Philippe.
Hérode Jésus est le mari d'Hérodiade et sa fille Salomé va se marier avec Philip. Cléopas est en fait le “court nom” de Cléopâtre, et Maria, dans certains évangiles, qui prétend être Mary "Cléopas" par la part de son père.
Dans les Evangiles de Marc et Matthieu, pour confirmer cela, dans la crucifixion, le dépôt au tombeau et de la résurrection de Jésus est jamais mentionné Marie, la mère de Jésus, mais il semble toujours Marie Cléophas, reflétant le fait qu'ils sont la même personne. En fait, dans l'Évangile de Jean et de Marie la mère de Jésus est toujours présent dans ces épisodes.
En 34 apr.- J.C., après la mort du tétrarque Philippe, Tibère envoie Carios puor nommer son successeur en Palestine Jesu’, mais son demi-frère Antipas  se met d’accord avec Herodias et accepte de l'épouser, et ayant eu leu consentement, il se rendit à Rome par Tibère demander même les tetrarchies de Filippo.
Jésus savait du voyage Antipas, averti par Jeanne, femme de Cuza, administrateur des richesses d'Antipas, c’est d'accordé avec Jean-Baptiste, le fils de Judas de Gamala, pour attaquer Antipas.
Et alerte l'épouse d'Antipas que son mari va l'emmener à épouser Hérodiade.
John commence à critiquer Antipas pour violation des lois juives, qui ne lui permettent d'épouser la femme de son frère était encore en vie, et avec Jésus tente une révolte avec le tétrarque.
Pendant ce temps le père d'Antipas, sachant qu'il répudie sa fille, de l'attaquer avec son armée, et comme confrontation imperméable, Jean et Jésus en ont profité pour attaqué Antipas, qui demandera l'aide à Pilate.  Pilate va les capturer; coupe la tête de Jean, mais Jésus se sauvera, par la corruption avec l'argent qui lui est offert par le riche Marta et Joseph, son cousin et père adoptif.
Dans le processus Pilate accusant Jésus qu'il voulait se déclarer “roi des Juifs”, il le bloque sur le poteau ou stauros, et après quelques heures, quand Joseph demande le corps de Jésus, accepte de le fair emporter.
Cela va lancer les idee des nombreuses apparitions, qui serviront à la construction du mythe de la résurrection de Jésus, nous trouvons dans 64 apr.-J.C., comme le grand prêtre, le mari de Marta, sa tante et sa sœur Maria, également impliqué dans la controverse avec Ananias, qui voulait tuer le frère de Jésus, Jacques le Juste, le fils de Marie et de Joseph. Qu’il sauvera’, et qui sera tué seulement en 65 apr.-J.C., parmis d’Anano, pour essayer d'apaiser le soulèvement à Jérusalem, qui avais commencé avec l'oppression de Gessio Floro.
Le livre se termine par six pages du vrai discours de Jésus au peuple avant qu'il fut tué, et un appel à F. Bergoglio (l’évèque de Rome, qu’il n’empèche pas la progression de la vérité, afin de pouvoir arrêter la croisade de l’ISIS contre les chrétiens, qui sont inconsciemment entrain d’adorer un Leur ancêtre, un roi arabe sur lequel a été construite  l’ idee du rédempteur "Christ Roi".

Deuxiemme partie:
Mariamne, ou Marie la mère de Jésus Hérode: en hébreu le nom est rendu comme
מִרְיָם, (Miriam), nom de la tradition biblique. Parce que dans la société juive vers la fin de l’époque des Hasmonéens, les deux langues les plus courantes étaient, l'araméen et le grec koinè, à la cour avaitéete répandu la version grecque de ce nom.
Josèphe écrit "Μαριάμη" ("Mariame»), mais dans certaines editions, la "m" est doublé, ce qui en fait Mariamne. Ensuite, la deuxième "m" est devenu "n" par dissimilation, changent  donc, en "Mariamne".
Maria ou Mariamne II, la troisième épouse du roi Hérode le Grand, appartenaient à la famille de Boeto:
Simon, fils de Boeto, parfois appelé simplement Boeto par Josèphe Flavio, etais le véritable père de Maria;
Mariamne II, de Boeto, troisième épouse du roi Hérode, la mère de Jésus;
Joazar Boeto fils du deux fois grand prêtre, impopulaire et un défenseur de la légalité du recensement romain, tel que est rapporté par Josèphe; Il a était le grand prêtre dans le 4 av-J.C.
Eléazar, fils de Boeto, attesté dans Josèphe Flavio et dans le texte mandéen Sidra d-Yahia; Il succède à son frère qui a été grand prêtre Eléazar le 4-3 av-J.C; Cantheras Simon, fils de Boethos; Elioneus, fils de Simon Cantheras, appelé Elihoeinai ben Haqqayyaph dans la Mishnah; Joshua ben Gamla, ou Jésus.
Boethos Martha, soeur de Marie, qui deviendra’ l'épouse de Jésus quand elle fu’ veuve.
A Jésus  a été donné l'épithète "Gamala”, quando il fut allié avec les peuples révolutionnaires de Juda de Gamala, quand il a attaqué le demi-frère Antipas, qui a essayé de l'évincer de la succession de la tetrarchia  ala mort de son frère Philip, au quel il devait passer, en accord avec sa future femme, Hérodiade, avant de l'épouser.
Comme vous pouvez le voir tous les personnages de l'histoire de l'Évangile sont présents dans la famille des Boeto:  Jésus, Marie, sa mère, la sœur de Martha, Marie, qui a ensuite pris Jésus comme son époux dans sa vieillesse, et Lazare le frère de Marthe et Marie. Ici, ils sont ensemble dans les récits des Evangiles:
“Un homme malade, Lazare, de Béthanie, village de Marie et de Marthe, sa soeur. Marie était celle qui avait oint le Seigneur de parfum et lui essuya les pieds avec ses cheveux; son frère Lazare qui était malade”.
Ainsi, les sœurs qui lui sont adressés, "Seigneur, voici, votre ami est malade."
Ces Personnages reviennent plusieurs fois avec Jésus.
Regardons la vraie raison pour laquelle la “sainte Vierge” (Marie) a dû fuir en Egypte avec son cousin Joseph avec qui elle aura plus tard plusieurs enfants.

Errant à travers le palais, les “ombres” d'Alexandre et Aristobule sont en enquête et trouvent les secrets et elles ont entraîné a la condannation des gens bien éloignés d'être soupçonné.
Ils  ont également constaté que Mariamne, la fille du grand prêtre, avait participé à la conspiration; ils l’avait révélé, en fait, ses frères soumis à la torture. De la culpabilité maternelle le roi puni le propre fils, avec l'effacement du testament Hérode son fils, qui a avait été nommé comme successeur de Antipatro1.
Tous les fils d'Hérode le Grand ont un nom, sauf cette “Hérode” en ce qu'il ed fait était Jésus, le successeur au trône d'Israël en cas de mort d'Antipater, qui a été tué dans 4 av-J.C, jugé par le gouverneur Varo avec Hérode le Grand. Les frères de Marie, qui ont été tortures, sont Lazare et Joazar qui, dans 4 av-J.C,  étais le grand prêtre et est pour cette raison qu’il a été retiré de ce titre. Mais il était trop dangereux d'associer le gouverneur Varus dans le processus d'Antipater et Maria, qui a réussi à fuir en Egypte avec Joseph, pendans une tentative de tuer Hérode le Grand, en essayant de l'empoisonner.
Ainsi, les évangélistes ont écrit que la fuite de Marie en Egypte avec Hérode qui les , a eu lieu dans le cadre du recensement de Quirinius qui était gouverneur de 6 apr-J.C. La mème chose il ont fait, en falsifiant les Antiquités juives de Josephus, livre XVIII, 1-3:
Quirino, sénateur romain est passé par toutes les juridictions j’usqu’au consulat, personne très distinguée dans tous les sens, est arrivé en Syrie envoyé par César, pour être le gouverneur de la nation et faire l'évaluation de leurs propriétés. Même Coponius, de l'ordre équestre, il a visité, il a été envoyé avec lui pour régner sur eux en pleine autorité. Quirino a visité, puis annexé  la Syrie, pour procéder à une évaluation de la propriété de Juifs et de liquider les substances de Archelaus.
Au début, les Juifs, entendu parler du recensement des propriétés, l'ont accueilli comme un outrage, mais peu à peu ont convenu, adoucies par les arguments du souverain sacrificateur Joazar, fils de Boeto, de ne pas continuer dans leur opposition; il y avait été tellement convaincu qu'il ont déclaré, sans difficulté, les biens qu'ils possèdaient.

Joazar, le frère de Marie et l'oncle de Jésus, a agi en tant que médiateur entre les Juifs et les Romains.
Mais comme cela fut possible ?, visa que le grand prêtre le 4 av-J.C, l’etais pendant que Quirinius était gouverneur de Syrie entre 3 et 6 apr.-J.C. ?
Comment est-ce que ce recensement a été signalé dans les 6 apr._J.C.,  lorsque, pendant son cours, servi de médiateur avec le peuple Joazar, avec le titre de grand prêtre dans 4 av-J.C ?
Les grands prêtres dans 6 apr.-J.C.. sont Jésus Ben Sie  (qui occupait le poste 3-6 apr.J.C.) et Anano Ben Seth (qui a occupé le poste du  6 au 15 apr.-J.C.).
Quirino dans le 12 av-J.C  obtenit  le consulat et, quelques années plus tard, il a été nommé proconsul d'Asie, dans une période comprise entre 11 av.-J-C. et le 2 apr.-J.C.
Alors, comment ol a était possible que Joazar et Quirino agissaient ensemble dans 4 av.-J.C. ?
Le recensement du 6 av.-J.C., a été lancé après la mort d'Archélaüs, un autre fils d'Hérode le Grand, alors que le recensement avait eu  lieu dans le 4 av.-J.C. qui avait été le recensement universel appelée par César Auguste en 8 av.-J.C. et ça a duré des annés, tel que est rapporté meme par l'évangéliste Luc 2: 1-6:
“En ces jours un décret sortit de César Auguste, ordonnant un recensement devrait être sur toute la terre. Ce fut le premier recensement qui eut lieu pendant que Quirinius était gouverneur de Syrie. Et tous allaient se faire inscrire, chacun dans sa ville. Même Joseph, qui était de la maison et de la lignée de David, de la ville de Nazareth, en Galilée, parti  pour la Judée, à la ville de David appelée Bethléem, à faire inscrire avec Marie, son épouse, qui était enceinte. Maintenant, pendant qu'ils étaient là, les temps etait venu pour son accouchement.Après leur départ, un ange du Seigneur apparut en songe à Joseph et lui dit: "Lève-toi, prends l'enfant et sa mère et fuis en Égypte, et d'y reste-la jusqu'à ce que je te le dise: car Hérode cherchera le petit enfant pour le tuer “(Mt 02:13).
Comment pourrait-il Hérode le Grand chercher Jésus lors du recensement de Quirino, qui a eu lieu dans 6 apr.-J.C., car il mourut en 4 av.-J.C. ?
Les évangélistes vont essayer d'échanger le recensement de César Auguste à Archélaüs, parce que, quelques jours avant la mort d'Hérode, il poursuivi, avec le gouverneur Varus, son fils Antipater, qui était devenu coupable de conspiration contre lui, avec belle-sœur Marie qui, Toutefois, a réussi à s’échapper.
 

Troisiemme partie:
Après avoir fui en Egypte avec Joseph et avoir eu le tétrarque Hérode Philippe et Jésus avec Hérode le Grand, Marie avait eu un autre fils de Joseph, James a appelé le Juste.
Dans la deuxième Apocalypse de Jacques, dans le texte, après l'apparition du Ressuscité, voici ce que  écrit Jacques le Juste:
"Une fois, que je me suis assis et médité, il (Jésus) a ouvert la porte. Celui que vous avez écouté, a été persécuté est venus chez moi. Il m'a dit: "Bonjour, mon frère ! Mon frère, bonjour ". Quand j’ais  levé  mon visage pour le regarder, sa mère m'a dit: "Ne soyez pas surpris, fils, et qu'il vous a dit," mon frère ". Vous avez été nourri à la fois avec le même lait. "pour cela donc, il m’appelle: « Ma mère! ". Car il n'y est pas étranger. Il est le petit-fils de votre père. Je ne suis pas [...] "(deuxième Apocalypse de Jacques, 50).

Hérode le Grand avait un frère dont le nom était Joseph, qui à son tour avait un fils à qui il a donné le même nom:  Giuseppe. Le rédacteur de la Seconde Apocalypse de Jacques, père et fils ayant le même nom Joseph, il échange le père pour le fils, pour cela il dit que Jésus est le petit-fils de Joseph et pas son cousin.

Dans des fragments coptes, où il ya les discours attribués à Cyrille de Jérusalem, et de Demetrius d'Antioche Cyrille d'Alexandrie, publié par EA Wallis Budge, la Madonne (Marie) aurait dit a Cyrille de Jérusalem:
«Je suis un enfant promis par Dieu, et offerte a lui  par mes parents avant que je suis né. Mes parents étaient de la tribu de Juda et de la lignée de David. Mon père été nommé Joachim: Cléophas. Le nom de ma mère était Anna, mais il a été communément appelé Mariham. Mon nom est Marie-Madeleine le nom du village où je suis né, Maddala. Mon nom est, cependant, Marie de Cléophas. Je suis Marie de Jacques, fils de Joseph le charpentier ".

Regardons les étapes de la liturgie copte, qui a parmi ses homilétique un trésor d’une longue catéchèse, attribué à saint Cyrille de Jérusalem (mort en 386):
Maria répond a Cyril et raconte ses origines familiales et territoriale "Et voila’ la Vierge, quant à lui, étendant sa main vers moi, me dit: « Cyril, si vous voulez savoir mon ascendance et la maison de mes pères, écoute: je suis une petite fille, consacré à Dieu. Cette promesse ils ont fait mes parents, avant de donner naissance à moi.
Les parents qui me mettent au monde appartiennent à la tribu de Juda de la maison de David. Joachim est mon père, Cléopas. Anna est ma mère, qui m’a enjendré et a été appelé Mariham.
Je suis Marie-Madeleine, du nom du village où je suis né: Magdalia. Mon nom est Marie de Cléophas. Je suis aussi Marie de Jacques, fils de Joseph le charpentier, auquel on m'a remis.

De ces deux passages, nous apprenons que Marie-Madeleine était la mère et non l'épouse de Jésus, et que son père a également été appelé Cléopas, même s’ils ont changé le nom de Simon à Joachim pour détourner  sa véritable identité.
Cléopas, en fait, pas même un nom. Κλωπᾶς, Cléophas et sa variante Κλεόπας, Cléopas, sont généralement considérés comme des abréviations du nom grec Κλεόπατρος, Cleopatros, qui signifie «la gloire du Père." Cléopâtre, dont le nom abrégé est Cléopas est le nom d'une autre femme de la mère de Hérode le Grand et Philippe tétrarque, et de Hérode anonyme. Cléopâtre de Jérusalem dont nous ne savons rien, parce inventé pour masquer Mariamne II, Marie, qui a tenté d'empoisonner Hérode, avec Cléopâtre, afin de déplacer le tétrarque Philippe comme son fils pour ne pas le lier avec Hérode Jésus. Marie et Cléopâtre , épouses d'Hérode le Grand, ou Marie de Cléophas la mère de Jésus, Philippe et Jacques le Juste. L'astuce a fonctionné, de sorte que même le dernier des évangélistes, John, il se trompait en pensant que Marie, la mère de Jésus et de Marie de Cléophas étaient deux personnes distinctes et sœurs, en plaçant celles ci à la fois sous la croix de Jésus pendant la crucifixion.
Mais plutôt les éditeurs des deux plus anciens Évangiles, Marc et Matthieu, savaient la diffèrence, quelle étaient la même personne, la seule mention que Marie de Cléophas, et il n'y a aucune trace de Marie, la mère de la crucifixion de Jésus, et dans le recit de la résurrection du Christ le  Roi Rédempteur arabe.
Evangile de Matthieu
Evangile de Marc
Évangile selon saint Luc
Évangile selon Jean
Parmi eux se trouvaient Marie de Magdala, Marie, mère de Jacques et de Joseph, et la mère des fils de Zébédée (27,56)
Parmi eux se trouvaient Marie de Magdala, Marie, mère de Jacques et de Joseph, et la mère des fils de Zébédée (15,40)
Tous ses amis se tenaient à distance et les femmes qui l'avaient accompagné depuis la Galilée ont vu ces événements.
(23,49)
Debout près de la croix de Jésus se tenaient sa mère et la soeur de sa mère, Marie de Cléophas, et Marie de Magdala (19:25)
Crucifixion
Ils étaient là, en face de la tombe, Marie de Magdala et l'autre Marie (27,61)
Les femmes qui étaient venues avec Jésus depuis la Galilée suivaient Joseph; et ils virent le tombeau et comment le corps de Jésu a été posée(23,55)
Le dépôt ou
Funérailles
Après le sabbat, à l'aube du premier jour de la semaine, Marie de Magdala et l'autre Marie allèrent voir le sépulcre (28,1)
Et en retour au sépulcre, ils ont dit tout cela aux onze et tous les autres. E c’était Marie de Magdala, Jeanne, et Marie de James. (24,9 à 10)
Marie de Magdala, Jeanne, et Marie de James (et les autres revenus de la tombe et annoncèrent) (24,10)

Résurrection
Ou nous volontà supposer que Marie, la mère de Jésus, ainsi que sous la croix, il ne serait même pas aller à l'enterrement ou dépôt à la tombe de son fils ? Quelle mère ne le voudrait pas ?
Nous allons donner une nouvelle confirmation de la scission de Marie, la mère d'Hérode sans nom, comme ce fut Jésus, et impossible de le mentionner avec Cléopâtre de Jérusalem, mère du tétrarque Hérode Philippe et sans nom, en connectant celui-ci et vous faire voir comment Jésus a été déclarée par Tiberius successeur au trône de Philippe après sa mort en 34 après J.C. et surtout que le crucifié Jésus ne meurt pas, mais a été sauvé par Marthe, sœur de Marie et de la part de Joseph d'Arimathie, compagnon de la cousine de Marie et cousin de Jésus.

Quatriéme partie:
Le XVIII du livre des Antiquités juives de Flavius Josephus s’ouvre ansi:
Maintenant, il est à cette époque qu'il est mort Philip, frère d'Hérode, la vingtième année de Tibère [...] (Ag XVIII, 106).La vingtième année de Tibère correspond au 34 apr. J.C.
Quand il dit «frère d'Hérode" tout le monde pense Hérode Antipas, mais en réalité le personage que G. Flavius cite, est Hérode Jésus. En fait Antipas est le beau-frère, né de mère différente. Regardez la table avec les épouses d'Hérode le Grand et les Hérodes, est il vous seras évident comment les Herodes sans noms sont ceux de Mariamne II et Cléopâtre de Jérusalem, qui est Marie de Cléophas.
Famille d'Hérode le Grand
Femme
Enfants
Doride
Antipater, décédé en 4 apr.J-C.
Mariamne I
Alexander, qui est mort en 7 apr. J.C.
Aristobulo, mort en 7 apr.J.C.
Salampsio
Chypre
Mariamne II
Hérode
Malthace
Archelaus, Judée ethnarque
Hérode Antipas, tétrarque de Galilée
Olympie
Cléopâtre de Jérusalem
Hérode Philippe, tétrarque de Perea
Hérode
Pallas
Phasaël
Fedra
Rossane
Elpide
Salomé
Les contrefacteurs des oeuvres de Josèphe ont dû couper le nom «Jésus» des œuvres de Josèphe Flavius, pour pouvor i construire r le Christ Roi Rédempteur.
Voilà comment l'histoire de l'écrivain continue:
Pendant ce temps, une bagarre a eu lieu entre Areta roi de Petra et Hérode; Je vais essayer de raconter l'origine.
Le tétrarque Hérode avait épousé la fille de Areta et il a longtemps vécu avec elle depuis temps. Pendant le voyage qu'il fit à Rome, il a logé auprés d’ Hérode son frère, né d'une mère différente, qui est la fille de Simon, le grand prêtre. Le tétrarque tombé en amour [a été accordé fù la parole avant le faux texte, la note est de l'auteur] de [avec, note de l'auteur] Hérodiade, la femme de son frère, elle était la fille d'Aristobule leur frère et la sœur d'Agrippa le Grand, et a osé parler du mariage [pour rejoindre les deux tétrarchie, note de l'auteur]; elle a accepté, et elle a convenu que le retour de Rome elle serait passé chez lui; parmi ces conventions, il y avait aussi ce qu'il licencier la fille d’Areta. Conclu l'accord, il a navigué vers Rome [pour demander le consentement à Tibère, note de l'auteur].
Après avoir terminé son entreprise, qu’il avait à Rome, [ et conclu l’accord avec Tibère], sa femme, minutieusement informé des accords entre lui et Hérodiade, sans que lui fu au courant qu'elle avait déjà tout connu, il a demandé à d’aller à Machaerus, sur les frontières entre les états d'Hérode et d’Areta, sans révéler le pourquoi.
Hérode, convaincue qu'elle ne savait rien, il a accepté. Bien avant, elle avait tout arrangé et avait envoyé des messagers a Machaerus, qui à cette époque était sous l’influence de son père, alors il mis en place tout ce dont elle avait besoin pour son voyage vers le gouverneur, elle était prête à partir pour l'Arabie et quand elle arrivà elle a passé de l'un à l'autre gouverneur qui ont fourni le transport (Ag XVIII, 109 segg).

Simon, le prêtre est le père de Marie, Lazare, Marthe et Joazar que nous avons mentionné précédemment. Dans ces passages, ont été coupés des étapes-passages importants, en fait, du texte de la barre Mara bar Sérapion nous savons:
"Quel avantage ont tiré les Athéniens d’avoir tué Socrate, un fait qu’il ont dù payer par la famine et par la peste ? Ou les habitants de Samos pour avoir brulé Pythagore, parce que dans un moment tout leur pays a été avalé par le sable ? Ou les Juifs pour l'exécution de leur roi sage, parce qu'à cette époque le royaume a été pris par d’autres ? "

Qu'est-ce royaume a été pris a Jésus, si non la succession au roi Hérode le Grand avant et la tetrarchie du premier frère de Philip qui etais mort ? Josèphe Flavius écrit encore:
Et puis il y avait une quatrième inscriptions, dans les même caractère, qui mentionnent Jésus comme rois qui n’avais pas régné, crucifié par les Juifs, car il avait prédit la destruction de la ville et de la désolation du temple (GGR 5.5.2).

Ce fragment copte est compté parmi les apocryphes du Nouveau Testament:
Hérode, Anne et Caïphe contre Jésus. Dans les jours quand Jésus avait ressuscité Lazare, de Galilée était venu une personnalité a trouver Hérode à cause de l'administration des terres de Philippe.; le quel Philippe, qui avait été accusé devant l'empereur qu'il les avait presque dévastée sous le prétexte de sa femme qui avait été prise par Hérode. Carios donc (l’émissaire du) grand empereur, entendu les miracles que Jésus avait fait, il a pris soin d'aller à lui et lui se sont vu. Puis Carios appris des nouvelles sur Jésus. Et il  dit à Hérode : "Il est digne d'être fait roi de toute la Judée et toutes les terres de Philippe» (Fragments de textes coptes, 23 dans Moraldi L. (eds), apocryphes du Nouveau Testament, typographique-editrice, deTurin, Turin 1971, p. 398).

Cette déclaration de Carios est expliqué par le fait que Hérode Jésus, était le seul frère de Philippe, était le successeur légitime de sa tétrarchie. On peut aussi supposer que Tibère savait que Hérode le Grand l’avait nommé comme successeur de son trône et que pour cette raison, a voulu honorifier lui donnant la royauté.

Lorsque Hérode [Antipas, note de l’auteur] entendu ces choses au sujet de Jésus, à savoir qu'il était digne d'être fait roi, il a eu une très mauvaise réaction et poussa les principales accusations contre Jésus et il a ajouté: "Nous ne voulons pas qu’il soit roi de Judée". Aussi, il a convoqué toutes les grandes personnalités juives et leur a dit que Carios pensé pour faire de Jésus roi
À ce moment Hérode leur commanda, en disant: "Si il ya quelqu'un qui accepte de ce fait, il sera tué par l'épée et sera confisqué de toute les richesse de sa maison ».
Anne et Caïphe, et des personnalités juives allerent chez Carios, le grand empereur Tibère, et crièrent des paroles de mensonge et de témoignages stupide et faux, contre Jésus, de sa naissance jusqu'à ce moment.
Certains ont prétendu qu'il était un magicien, d'autres qui avaient été générés par une femme, l'autre qui avait transgressé le jour du sabbat, et qu’il voulait détruire la synagogue des Juifs.
Puis il envoya chercher Joseph et Nicodème; qui faisaient partie des personnalités juives.
Mais ils étaient en désaccord avec les fausses accusations, et ils dirent des paroles de bénédiction sur Jésus.
Hérode, ayant appris ce qui était arrivé avec Joseph et Nicodème, les chassa en prison avec l'intention de les tuer, parce qu'ils avaient pas accepté la mauvaise tromperie: et cela se réaliserait si ils avaient pas avertis de cette ruse Carios, de  cette astuce d'Hérode. Il (Carios) a réuni les personnalités juives et en face d'eux jura, en disant: "Pour la santé de l'empereur Tibère, si quelque chose de mauvais arrive à Joseph et Nicodème, l'épée de l'empereur vous feras périr et vous brûleras toutes vos villes." Lorsque ces choses se sont produites, Hérode a demandé aux personnalités juives une livre d'or, et il réuni une somme importante qu’il a donné a Carios pour qu’il ne fasse savoir la chose a l'empereur Tibère sur la renommée de Jésus. Carios reçu l'argent de la main d'Hérode et n'a pas envoyé les papiers à César.
Quand Joseph se vit persécuté par les Juifs, il quitta Jérusalem et se rendit à Arimathie.
Carios après a envoyé l'Apôtre Jean chez l'empereur et lui dit tout sur Jésus.
L'empereur Tibère a concédé à John des grands honneurs et, parlant de Jésus, a écrit qu'il devait ètre fait roi, comme il est écrit dans les Évangiles: «Notre Seigneur Jésus, quand il a appris qu'ils venait pour le faire roi, il les a laissé pour aller tout seul dans un lieu» [...]
Jésus roi ? Pour vous, rien ne peut être impossible, que ce soit pour le transfert des montagnes. Maintenant, ayant foi en mon père, car la perfection de toutes choses est la foi.
Le Seigneur a dit toutes ces choses aux apôtres sur la montagne pour les consoler, il savait, en effet, que le dire sur lui était bien répandue en Judée par les autorités qui etaient arrivé pour le prendre et de le faire roi. Les messagers de Teofilo venus à Jésus et il’ont averti qu'il a été cherché et qu’il voulaient le faire roi. Les apôtres dirent à Jésus: "Seigneur, nous avons le plaisir qu’il vous font roi." Mais Jésus répondit: «Je ne vous pas dit de nombreuses fois, que mon royaume n’est pas de ce monde ? Ne placez jamais le plaisir de votre cœur dans le royaume de ce monde, mes frères apôtres ! Il n’est pas périssable ? Peut-être que, membres saints et mes frères, j’ais déterminé de à manger avec vous à la table du royaume de ce monde ? Mon royaume est éternel dans les cieux et sur la terre ".
Celle-ci et autres choses, Jésus disait à ses disciples sur la montagne, alors qu'il était caché au motif qu'ils voulaient le faire roi.
Les autorités de Tibère, et ils Pilate, ont tenté une deuxième fois de faire de Jésus le roi (Fragments de textes coptes, 24-27 dans Moraldi L. (de la part), Apocryphe du Nouveau Testament, union-édition typographique de Turin, Torino 1971, p. 398 et suiv.).
L’ecrit est d’une importance et un élément crucial, car et du moment, selon certains chercheurs (voir. Moraldi L., op. cit., p. 389), il découle en fait de l'Evangile des Douze, un évangile perdu qui est considéré comme le plus ancien mèmes des evangiles canoniques. Dans le prochain article, nous verrons comment Jésus a été sauvé de la crucifixion, donnant lieu à la fable de la résurrection.
Tratto da:  http://apocalisselaica.net/gesu-il-figlio-segreto-del-re-erode-il-grande/


vedi anche:
 Fasificazioni della storia - 2
Gesu' il Nazareno NON di NazarethCattolicesimo + Cristiani-Cattolici e Trinita' Gesu' l'Illuminato + Gesu' e' esistito ? + Gesu' e' morto per noi ? + Gesu' = Budda ?   Ebraismo e sue origini + Gesu' il Serpente  +  Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua +  GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE  +  Gesu' la Vera Storia + Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ? + Chi e' e cosa e' dio ? + Gesu' cristo ritorna ?

Considerazione importante:
Ad un attento osservatore indipendente, non é difficile capire che il "male" non é soltanto nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia, Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc., ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una mente/personalita', debole, insicura, cioe' bambinesca, magari anche fuorviata da altri “maestri” che però hanno "credi" molto più radicali ed utilitaristici che sfruttano i "credenti" (azione normalmente tipica dei preti, pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.), il risultato sara' sicuramente impostato nella direzione della violenza verso chi non la pensa come loro.
Infatti come disse Giordano Bruno: ..."le religioni sono l'OPPIO dei popoli" !

Comunque sia, Tutte le religioni sono state inventate e propinate ad arte alla ignara popolazione, dei vari prePotenti della Terra, che hanno fino ad oggi dominato, controllato e gestito gli umani, come nel corso delle centinaia di migliaia di anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "
Se parli con Dio, dicono che stai pregando, ma se dici che Dio parla con te, Ti ricoverano in psichiatria"..