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Due
o tre cose della
Bibbia che non sappiamo:
Noi
genericamente definiamo "Bibbia" quel
librone di oltre mille pagine che troviamo un pò
dappertutto, anche nelle chiese come a casa nostra
(NdR: nazioni occidentali) come nei
motel dei film americani.
Ma quel libro in realtà contiene sia il
"Vecchio" che il "Nuovo"
Testamento, ovvero la Bibbia originale degli ebrei
- detta Tanach, che risale al 600-1200 A.C - più
i Vangeli cristiani "canonici", scritti
invece dopo l'era volgare (180-380).
(NdR:
Gesu’ detto il
Cristo – Cristo
quindi NON era
il suo cognome), bensi’ solo un suo
attributo, “Messia”, in Ebraico antico,
Samaritano = Mashia (unto = illuminato),
che i
cristiani ed i cattolici gli hanno attribuito
in modo falsato
-
il suo nome proprio era in Aramico/Ebraico/fenicio
=
YASHOUE’,
figlio di
Erode il grande e di Maria sua moglie.
- vedi:
Alfabeto
Il "cristianesimo" quindi è, in un
certo senso, una "libera
interpretazione" della Bibbia originale
ebraica, rivista e corretta..., anchetramite l'aggiunta dei Vangeli,
fatta risalire falsamente, alla predicazione di
Gesù
il nazareno.
La
differenza fondamentale fra le due religioni sta
proprio nel fatto che l'ebraismo non riconosce
nella fìgura di Gesù nazareno il titolo di "Messia", mentre il
cristianesimo sì.
In questa sede comunque, per "Bibbia"
intendiamo esclusivamente il testo (Antico
testamento) o Torah,
composto dei 39 singoli libri originali (Genesi,
Esodo,….. Isaia, Ezechiele,...ecc.) del canone
ebraico.
(Lista che, per la precisione, differisce per
alcuni libri da quella adottata dal "Vecchio Testamento"
dei cristiani e dai
cattolici).
"Un'ipotesi
comune tra gli
studiosi testamentari è che la prima
maggiore stesura del
Pentateuco (la serie di cinque libri, che
inizia con
Genesi e termina con il
Deuteronomio) sia stata composta alla fine
del VII o VI secolo
p.e.v. (la fonte
Jahvista), e che questa sia stata
successivamente ampliata da altri autori (la
fonte Sacerdotale) in un'opera molto simile a
quella che abbiamo oggi.[6]
(Nella storia della creazione le due fonti
appaiono in ordine invertito:
Genesi
1:1-2:3 è Sacerdotale e
Genesi
2:4-24 è Jahvista).
Attraverso la narrazione
combinata passa una critica della teologia
mesopotamica della creazione: La Genesi afferma,
con le false traduzioni e le falsificazioni dei
Giudei (dal tempo di Esdra in Babilonia) e
successivamente quelle dei cristiani, il
monoteismo (falsamente) e nega il
politeismo, inserendo temi dalla mitologia
mesopotamica, ma adattandola alla fede in un
unico "Dio"
di
Israele.
Robert Alter ha descritto la narrazione
combinata come "convincente nel suo carattere
archetipico, nel suo adattamento del mito
a fini monoteistici".
vedi la ritraduzione delle:
prime 7 parole della Genesi
Sebbene la tradizione attribuisca
Genesi a
Mosè (vedi
Mosè quale faraone degli Hyckos), la maggioranza degli
studiosi testamentari credono che, insieme
ai successivi quattro libri (che compongono
quella che gli
ebrei chiamano la
Torah e gli studiosi biblici chiamano il
Pentateuco) sia "un'opera composita, il
prodotto di molte mani e periodi."
Un'ipotesi comune tra gli accademici moderni è
che la prima versione importante del Pentateuco
sia stata composta nel tardo VII secolo o VI
secolo
p.e.v. (la fonte
Jahvista), e che ciò fu susseguentemente
espansa con aggiunte di varie narrazioni e leggi
(la fonte Sacerdotale) in un lavoro molto simile
a quello esistente oggi.
Le due fonti appaiono in ordine inverso: Genesi
1:1-2:3 è sacerdotale e Genesi 2:4-24 è Jahvista.
Per quanto riguarda il contesto storico che ha
portato alla creazione della narrazione stessa,
una teoria che ha guadagnato un notevole
interesse, sebbene ancora controversa, è
l'"autorizzazione imperiale
persiana". Questa propone che i
Persiani, dopo la loro conquista di
Babilonia nel 538
p.e.v., accettarono di concedere a
Gerusalemme un ampio grado di autonomia
locale all'interno dell'impero, ma richiesero
alle autorità locali di produrre un singolo
codice legale accettato da tutta la
comunità. I due gruppi di potere che componevano
la comunità - le
famiglie sacerdotali, che controllavano il
Tempio, e le famiglie
latifondiarie che formavano gli "anziani" -
erano in conflitto su molte questioni e
ciascuna parte aveva la propria "storia
delle origini", ma la promessa persiana di un
forte aumento dell'autonomia locale per tutti
fornì un potente incentivo a cooperare nella
produzione di un testo unico.
Tratto da: wikipedia.org
vedi:
Come nacque la bibbia +
Vangeli Segreti + False traduzioni dei
vangeli +
Rivisitando i Vangeli +
Vangelo precedente +
Vangelo aramaico + Vangeli
+ Apocrifi +
Esseni
+
Esseni 2 + Esseni
3 +
Esseni e Vangeli +
Gesu
il nazareno +
Giudeo cristiani +
GNOSI fra i
primi Cristiani
+
Origini
Cristiane
+ Cattolicesimo +
Cose da sapere sulla Bibbia +
Invenzione della bibbia
+
Falsificazioni della Bibbia +
Falsificazioni Storiche
+
Come
leggere la Genesi
vedi anche:
GESU' e' esistito ? pare di no !
+
Cristiani-Cattolici e Trinita'
+
Gesu' l'Illuminato
+ Gesu'
e' esistito ?
+ Gesu'
e' morto per noi ?
+
Gesu' = Budda ?
+
Ebraismo e sue origini
+
Gesu' il Serpente
+
Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
+
GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE
+
Gesu' la Vera Storia
+
Chi e', cosa e', dov'e' il diavolo ?
+
Chi e' e cosa e' dio ?
+
Gesu' cristo ritorna ?
BREVE
STORIA della BIBBIA -
ORIGINE
e CONTENUTO
Va detto innanzitutto che la Bibbia non è affatto
un testo unitario, ma piuttosto un intricato
compendio di tradizione orale, di fonti storiche,
di miti e leggende popolari, sia locali che
importate, di scritti dei vari profeti, di leggi e
regole per l'igiene e la nutrizione, di poesie,
canti e proverbi di ogni tipo. In altre parole,
una summa cumulativa di tutto il sapere
contemporaneo di quella regione, che cominciò a
prendere forma definitiva, e ad essere considerata
"Legge di Dio", soltanto intorno
all'ottavo secolo prima dell'era volgare.
Più avanti
parleremo dell'effettiva stesura dei testi, che
iniziò in quel periodo, per mano di scribi che
non erano in nessun modo gli autori del testo
originale.
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IL
TESTO ORIGINALE
I testi biblici erano scritti - in ebraico
antico ovviamente - su lunghi rotoli di
pelle, o di pergamena. Ben lungi dall'essere
leggibili a prima vista, però, questi
rotoli apparivano al lettore come una
sequenza interminabile di lettere, dalla
prima all'ultima riga. (In realtà, come si
vede dalla foto accanto, ogni tanto ci sono
delle spaziature multiple, che indicano però
delle pause "emotive", e non hanno
nulla a che vedere con la composizione delle
singola parole).
P
r a t i c a m e n t e l a b i b b i a a p p
a r i v a s c r i t t a c o s ì
Non sono indicate le parole vere e proprie,
ma devi trovartele tu, separando i gruppi di
lettere al punto giusto. E siccome in realtà
gli ebrei non scrivevano nemmeno le vocali,
l'equivalente per noi sarebbe stato questo:
P
r t c m n t l b b b p p r v s c r t t c s
Moltiplicate
questo rebus per circa 2 milioni e mezzo di
lettere consecutive, ed avrete davanti la
Bibbia originale.
vedi:
alfabeto
Ebraico antico =fenicio
Lettere, numeri, ed info
sull'Ebraico antico, pre-sinaitico:
http://paperzz.com/doc/354741/hebrew-letters-numbers---bet-hashem-midrash
http://www.revelation2seven.org/WebPages/SideLinks/PhonicianToEnglish.htm
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Questo e' un testo
scritto in Ebraico babilonese e non in ebraico
sinaitico (Fenicio, Aramaico)
INTERPRETABILITA'
Il problema dell'"interpretabilità"
della Bibbia è quindi a strati multipli, poiché
bisogna prima di tutto mettersi d'accordo su
quello che c'è effettivamente scritto sopra.
Soltanto dopo si potrà affrontare un'eventuale
lettura allegorica, o simbolica, del testo, e
casomai, in ultimo, quella ancor più complessa ed
arcana detta esoterica, o "cabalistica".
In un testo cosi lungo si verificano, per pura
legge statistica, migliaia di casi in cui certe
lettere possono essere attribuite sia alla parola
precedente che a quella seguente, dando comunque
un senso compiuto. L'udito, oppure lu dito ? (Per
un sardo, il problema potrebbe anche porsi).
Vi sono poi altrettanti casi in cui la variazione
delle semplici vocali può dare adito a letture
completamente diverse. Una cosa è dire "ti
amo tanto", ben altra è dire "tu mi
tenti", anche se le consonanti - t m t n t -
rimangono le stesse. (Per non parlare poi di
"temo i tonti", o di "Tom è
tinto").
Naturalmente, nel corso del tempo le varie
generazioni di rabbini sono giunte ad un consenso
di massima sul significato di ogni frase, che è
rispecchiato dalla moderna versione ebraica della
Bibbia. Già che c'erano hanno pensato bene di
aggiungere anche le vocali, e di staccare le
parole. Anche l'occhio vuole la sua parte.
AUTENTICITA' ? NO !
Come facciamo noi a sapere che questa versione
"ufficiale" corrisponde davvero
all'antico originale ? In fondo, abbiamo visto
come i Vangeli canonici siano stati martoriati,
nel corso dei primi secoli, da correzioni, tagli e
interpolazioni di ogni genere, volute
dai padri della chiesa per adattare
il credo,
originariamente nato in Palestina, al mondo e alla
mentalità dei gentili.
Per
quel che riguarda la Bibbia, diciamo innanzitutto
che per "originale" si intende, in realtà,
la versione redatta nel 539, prima dell'era
volgare, dal
profeta Ezra (Esdra), sulla via del ritorno da
Babilonia, andando completamente a memoria.
I
"veri" testi antichi, infatti, erano
stati tutti distrutti nel rogo del Primo Tempio,
dai soldati di Nabucodonosor. Fortunatamente sono
stati ritrovati, nell'ultimo dopoguerra, i
cosiddetti Rotoli del Mar Morto, dei libri
sacri che la comunità sacerdotale degli
Esseni
aveva nascosto nelle inaccessibili grotte di
Qumran
(v. foto), e che così sono sfuggiti
anche alla distruzione del Secondo Tempio, ad
opera dei Romani, nel 70 d.C.
Fra questi rotoli si è ritrovato un libro quasi
completo di Isaia (foto sotto), che
antedatava l'esodo di Babilonia, e che risultò
essere identico, lettera per lettera, alla
versione tramandataci a memoria da
Ezra.

Questa
fu messa definitivamente per iscritto nel secondo
secolo dell'era volgare, nella versione cosiddetta "masoretica",
della quale però nessun originale riuscì a
superare intatto le intemperie della storia.
Il più antico testo completo della Bibbia ebraica
disponibile oggi è il Codex Leningradensis, che è
una copia del masoretico che fu redatta
"soltanto" nel 1008 dell'era volgare.
Nonostante questo, grazie ad una seri di
complicatissimi riscontri incrociati fra tutti i
reperti biblici ritrovati finora - dal completo
Isaia di Qumran, al più microscopico frammento di
testo sacro - è stato possibile affermare con
relativa certezza che la Bibbia ebraica
contemporanea, cioè la versione masoretica,
corrisponda fedelmente al testo originale del
tempo dei profeti.
Ma vediamo adesso che cosa dice questo testo
originale, nella sua traduzione letterale.
Il CONFRONTO con L'ORIGINALE
PENTATEUCO
La
tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia,
che noi chiamiamo Pentateuco, e gli ebrei Torah,
siano stati scritti direttamente da Mosè, intorno
al 1200 a.C. Fra questi sicuramente il piu'
importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi,
e gli ebrei chiamano Behreshit
("l'inizio"). In esso si descrivono sia
la cosmogenesi che l'antropogenesi, cioè la
nascita del mondo materiale, e quella dell'Uomo e
delle altre forme viventi.
GENESI
Se ora noi confrontassimo il testo originale del Behreshit con quello della nostra Genesi,
rimarremmo probabilmente di stucco. Che dire, ad
esempio, di fronte alla scoperta che il mondo non
sarebbe stato creato affatto da "Dio"
(singolare maschile), ma da una allegra
combriccola di "Dei" ?
Il termine Elohim
infatti, che nella nostra Genesi è tradotto con
"Dio",
in ebraico è solo plurale, ed è sia maschile che
femminile. (Qualcuno ricorda la frase
"infelice" di Papa Luciani, che prima di
morire volle farci sapere a tutti i costi che
"Dio è uomo, ma anche donna" ?).
Oppure, cosa dire di fronte al fatto che non fu
l'uomo ad essere fatto "a sua immagine e
somiglianza", ma è l'umanità che fu fatta
"ricalcando i loro contorni"? Cioè,
proiettando dei loro "parametri"
astratti, ideali, nel mondo concreto della
materia. Una cosa è lo "stampino" della
ceralacca - che fra l'altro ci ha condannato a
visualizzare l'uomo barbuto che ci perseguita da
millenni col bastone alzato - ben altra è pensare
ad una "cristallizzazione" nel mondo
denso della materia di un progetto ideale, tanto
puro quanto assoluto. Nello stesso modo, in un
certo senso, in cui un regista "sogna"
il proprio film, e poi gli dà una forma concreta
usando attori, pellicola e cineprese.
(Curioso come gli Aborigeni d'Australia, il più
antico popolo vivente sulla terra, chiamino la
nostra dimensione terrena "dreamworld",
il mondo dei sogni).
ELOHIM
o JAVEH (Yahwe) ?
A
chi si ritrovasse ora confuso sul "nome
di Dio" originale, ricordiamo che è la
Bibbia stessa a mescolare le carte, infatti vi
sono due tipi di "creazione", poiché a
volte presenta il "Creatore" come Elohim
(creatori = dei al plurale),
altre volte lo chiama Javeh, o Jehovah (Giavè,
Geova), e più raramente Adonài (Signore,
Padrone).
Elohim però, come detto, è soltanto plurale,
maschile e femminile insieme (significa
letteralmente "coloro che sono in alto",
"i signori di sopra"), mentre sia Javeh
che Adonài sono al singolare maschile (in realtà
Javeh è neutro, ma non pone comunque una
questione di pluralità e quindi indica un
individuo singolo, che alcuni reputano sia essere un extraterrestre).
Ma perché allora, viene da domandarsi,
perche' e' stato introdotta la falsa parola "Dio" nelle Bibbie in commercio, è
per di piu' stato
tradotto al singolare e non con la giusta
traduzione "Dei" ?
Qui non sta certo a noi
rispondere, e possiamo al massimo avanzare
un'ipotesi: già ai tempi dell'ebraismo, una delle
chiavi unificatrici, a livello popolare, fu
proprio l'introduzione del monoteismo, rispetto al
credo mosaico che era politeista, (e quante
volte insiste a ricordarcelo, lo Javeh della
Bibbia, che "non avrai altro Dio
all'infuori di me" ?).
L'Antico testamento al tempo di Esdra, in
babilonia gli scribi ivi portati in cattivita'
impararono e modificarono l'alfabeto fenicio,
aramaico in quello cuneiforme, che corrisponde
al'ebraico che oggi conosciamo; oltre
all'alterazione dell'alfabeto originale, quegli
ebrei cambiarono e falsificarono gli scritti
detti mosaici, la Torah antica, per adattarli
all'idea monoteista....
Un'altra cosa che
contribuì a rinforzare l'impatto della nuova
religione fu l'abolizione dell'idolatria. Fu
quindi chiaro alla classe sacerdotale, già da
allora, che meno "dispersione" simbolica
c'è, nella mente del credente, più facile è per
lui recepire il messaggio complessivo di quella
religione.
Non stupisce quindi che i rabbini non amino troppo
sentirsi chiedere "che cosa significa
esattamente Elohim ?", poichè dovrebbero
introdurre una dimensione spirituale molto più
complessa e delicata di quella del semplice
"Dio" Javeh.
Figuriamoci quindi gli
stessi padri della chiesa cristiana, che già
avevano mille problemi a mettersi d'accordo sui
Vangeli canonici, che voglia avevano di rispettare
anche questa distinzione, quando traducendo (in
greco) tutto con "Dio", almeno quel
problema non si poneva nemmeno.
Accadde così che
a loro volta gli anglosassoni, che tradussero dal
greco - in inglese, con Erasmo da Rotterdam, ed in
tedesco, con Martin Lutero - la loro versione
della Bibbia, si ritrovarono come noi con un
semplice "God" al singolare.
Ma perché esiste, da dove origina, e cosa
significa questo doppio presenza di Elohim e Javeh
nella Bibbia originale ?
Questa è una domanda che
assilla gli studiosi sin dai tempi dell'università
di Tubinga, che agli inizi dell'800 dedicò
un intero ramo dei suoi studi all'esegesi biblica.
Noi qui possiamo soltanto cercare di riassumere la
tesi oggi generalmente più accettata, in cui
tutto il materiale biblico sarebbe stato
unificato, e messo per iscritto, da almeno quattro
mani diverse, che sono riconoscibili dai diversi
stili riscontrabili nell'arco della lettura.
Questi stili però non si presentano in blocchi
distinti e separati, ma si alternano ed
accavallano in continuazione, a volte anche per
pochi paragrafi, creando spesso una notevole
confusione.
"CONTRADDIZIONI" nel TESTO BIBLICO
Si potrebbero peraltro spiegare, in questo
modo, certe contraddizioni plateali nel testo
biblico, che dovrebbero saltare all'occhio anche
del lettore meno attento. Nella Genesi, ad
esempio, la stessa creazione viene
raccontata non una ma due volte, a distanza di
pochissime pagine, e in ordine capovolto una
rispetto all'altra.
Nella prima versione viene creato prima l'Uomo, e
poi tutti gli altri animali. Nella seconda, che
appare a prima vista una semplice ripetizione,
pochi paragrafi più sotto, vengono invece creati
prima gli animali, e poi l'Uomo. Parimenti,
all'inizio Uomo e Donna vengono creati insieme,
poco più avanti l'Uomo precede la Donna, che
viene creata dopo di lui.
In realtà la lista di contraddizioni - che di
certo sono tali, se si legge il testo in maniera
letterale - è abbastanza lunga da impegnare in
discussioni che non terminerebbero mai. A queste
andrebbero poi aggiunte le varie
"imprecisioni scientifiche", come l'età
della Terra fissata in circa seimila anni, oppure
il fatto che la Terra sia "immobile al centro
dell'universo, ben piantata sul suo
piedestallo", che fu argomento del contendere
sin dal tempo di Galileo. Tutto cambia,
ovviamente, se si affronta la Bibbia come un testo
a diversi livelli di lettura, ma questo ci
porterebbe su un territorio che non siamo
assolutamente preparati ad affrontare, e che esula
comunque dal nostro intento.
Diciamo soltanto una cosa sull'apparente
incompatibiltà fra Elohim e monoteismo.
E'
evidente che la "versione originale",
con gli Elohim, ci propone non una molteplicità
dispersiva di divinità, tutte in competizione una
con l'altra, ma piuttosto una precisa gerarchia,
armonica e ordinata, in cui Javeh starebbe molto
più in alto di loro stessi. Nelle religioni
orientali si trova una corrispondenza molto
precisa, ad esempio, nei Cohan del buddhismo
tibetano, che sono detti anche "i creatori
della materia". Essi stessi sottostanno,
gerarchicamente parlando, all'Uno Assoluto,
esattamente come le mille divinità del pantheon
indù rispondono obbedienti all'Ordine Assoluto
del Brahma, o Uno Cosmico Universale.
Nel Corano invece sono gli Arcangeli, ereditati
dalla Bibbia ebraica, ad occuparsi del mondo
materiale, sotto lo sguardo attento di Allah,
(NdR: vedi anche Lotte
Millenarie) e la stessa Bibbia nostrana ci
parla ripetutamente di Angeli e Arcangeli,
confermando quindi l'esistenza di una gerarchia
superiore, funzionale ed omogenea, ma tutt'altro
che dispersiva in senso politeistico.
TANTO RUMORE per NULLA
Un'altra realizzazione, che potrebbe congelare in
un solo istante le più accanite discussioni fra
"evoluzionistì" e "creazionisti"
(fra atei e credenti, alla fin dei conti) è che
in realtà essi si accapigliano per nulla, poiché
la Bibbia è nei fatti, un testo provvisorio, che va
comunque sostituito da un'altro, che ancora non
conosciamo.
Purtroppo noi non la leggiamo quasi mai con
attenzione critica, attivamente, ma ce la beviamo
passivamente, "così com'è", e accade
spesso di non cogliere dettagli importanti come
questo.
Chi non ha mai letto, almeno una volta, la discesa
dal Monte di Mosè, dopo che ha ricevuto da Javeh
le Tavole della Legge ?
Ebbene, quando
Mosè si
accorge che il suo popolo non ha saputo aspettare,
e si è messo ad adorare il vitello d'oro, dalla
rabbia spezza le tavole di una legge che non si
meritano, e le scaglia sotto il monte.
E in seguito darà loro delle leggi molto più
infantili, semplici e grossolane, in attesa che il
suo popolo maturi e sia pronto a ricevere quelle
vere.
Il problema è che Mosè poi è morto, Javeh è
bel pò che non si fa più sentire, e a noi sono
rimaste sul gobbo delle leggi crude, violente ed
obsolete, scritte 3000 anni fa per un branco di
nomadi ignoranti e adulatori. Volendo obbedire
letteralmente alla Bibbia, ad esempio, se per caso
nostro fratello morisse dopo il matrimonio, e noi
invece non fossimo sposati, ci toccherebbe sposare
per forza la cognata rimasta vedova, e fare subito
un figlio con lei - anche se ha i baffi lunghi un
metro. E se non lo facessimo, lei avrà il diritto
di sputarci in faccia, davanti a tutta la famiglia
riunita.
(Chissà perchè certi cristiani si ricordano di
citare la Bibbia solo quando gli serve contro gli
omosessuali, o per giustificare schiavitù e pena
di morte, ma poi si dimenticano completamente di
osservare i mille obblighi come questo ?)
A questo punto sorge però un dubbio: non sarà
che questo Javeh è sparito apposta, perchè si
aspetta magari che ci accorgiamo da soli di tutte
queste incongruenze ridicole ?
Perchè non
smettiamo per un attimo di seguire pedantemente la
Bibbia come "parola di Dio", e proviamo
invece a considerarla, alla pari di molti altri
suoi equivalenti sulla Terra, come un prezioso
documento storico, il cui valore spirituale -
indipendentemente da chi sia stato a scriverla -
va ricercato in profondità, in maniera attiva,
cosciente e selettiva, e non soltanto
"letto" in superficie, in maniera
meccanica e passiva ?
(Fatti non foste… )
By Massimo Mazzucco per
www.luogocomune.net
- con adattamenti del
redattore della pagina
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ORIGINI
della BIBBIA
(Bibbia parola greca che
significa: tà biblia, i libri), raccolta
dei testi sacri delle religioni ebraica e
cristiana. Comprende due grandi parti: il "libro
della sacra alleanza", cui si attiene il giudaismo
e che i cristiani chiamano Antico Testamento, e il
"libro della nuova alleanza", che il cristianesimo
associa al primo come Nuovo Testamento. Le origini
della Bibbia vanno ricondotte alla memoria del
popolo ebraico, sulla sua eccezionale esperienza
di alleanza con il Dio-Jahvé, forse un capo degli
Elohim
descritti nei primi versi della Genesi,
tradizione trasmessa per
generazioni in forma orale, e poi confluita in
raccolte utilizzate dalla comunità (legale,
cultuale, storico) e risistemate in tempi
successivi.
Da qui la presenza nella Bibbia di
stili letterari diversi, doppioni, ripetizioni,
discordanze (tra cui due diversi racconti delle
origini dell'uomo, nel libro della Genesi).
I più antichi testi scritti (ca dal 1000 al 750
a.C.), identificabili in linea generale con il
Pentateuco, si rifanno alle tradizioni elohista e
jahvista (così chiamate perché usano
rispettivamente per designare "Dio" il nome di
Elohim,
rispetto a Jahvé, un capo importante, detto il Signore).
A essi vanno
aggiunti scritti riferibili alla tradizione
sacerdotale (caratterizzata dalla presenza di
molti testi legislativi nel Deuteronomio,
riconducibili ai sacerdoti del tempio di
Gerusalemme) e profetica (ca 750-500 a.C. e
successiva all'esilio
babilonese degli ebrei). Le forme letterarie
di questi testi, e di quelli successivi, sono le
più varie, adattate nel corso del tempo ai
mutamenti delle condizioni politiche e della vita
sociale del popolo ebraico, e alle molteplici
sfaccettature della sua esperienza dell'alleanza
con Dio.
Ai libri storici (intessuti anch'essi di
riferimenti dottrinali, liturgici, parabolici), si
affiancano spezzoni di raccolte legislative,
scritti profetici, sapienziali, apocalittici,
libri poetici. Il giudaismo ha fondato la propria
esperienza comunitaria sulla Bibbia, accrescendo
le sue caratteristiche di "religione del libro".
In quest'ottica la Bibbia è stata nel corso dei
secoli annotata, commentata e chiosata da un
amplissimo corpus dottrinale (Midrashim,
Mishnah,
Talmud).
Le "Sacre scritture" della Bibbia si sono
conservate attraverso la costante ricopiatura
degli originali papiri su rotoli, pergamene e
codici (scoperta importante fu quella dei "Rotoli
del Mar Morto", presso la comunità essena di
Qumràn, nel 1948). I cristiani hanno aggiunto al
libro dell'alleanza gli scritti riguardanti
l'esperienza di
Gesù
detto il
Cristo (i quattro Vangeli) e
degli apostoli: essi costituiscono il corpus
detto del Nuovo Testamento, scritto tra il 51-52 e
l'inizio del sec. II d. C.
Il giudaismo e il
cristianesimo riconoscono ciascuno il carattere di
ispirazione divina diretta, e quindi la normatività per la fede di un diverso elenco
("canone") di libri, che si è precisato nel tempo.
La storia del ruolo della Bibbia nel cristianesimo
è molto particolare, intrecciandosi con la
progressiva restrizione dell'approccio al testo
scritto ai soli dotti (clero).
La centralità da essa assunta nella
Riforma soprattutto attraverso l'opera di
Martin Lutero (con l'affermazione del principio
della fede basata sulla sola scriptura) ha
causato una forte cautela da parte del
cattolicesimo moderno verso la divulgazione
popolare della Bibbia, cautela che solo in tempi
recenti è stata abbandonata dal
concilio Vaticano II. Tra il sec. XIX e il
sec. XX, inoltre, la Bibbia è stata sottoposta a
un accurato esame storico-filologico condotto
secondo i criteri delle moderne scienze storiche,
possibilità che si è affermata non senza
polemiche. (come nel caso del
modernismo).
Tratto in parte da:
sapere.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La DOPPIA
Creazione della GENESI nel Bibbia
Nel libro della Genesi la creazione è raccontata
due volte, la versione politeista e quella
monoteista I significati opposti
1° versione, l'uomo e la donna hanno origine
assieme.
2° versione, prima l'uomo e successivamente la
donna (dall'uomo) dopo aver ricercato invano
tra gli animali...
Le sequenze capovolte
1° versione, vengono creati prima gli animali e
dopo l'uomo.
2° versione, viene creato prima l'uomo e dopo
gli animali.
PRIMA VERSIONE
Gen. Cap. 1: “Ed Eloim disse, La terra produca
germogli, erbe che producono seme e alberi da
frutto, che facciano sulla terra frutto con il
seme”
“Elohim creò i grandi mostri marini e tutti gli
esseri viventi che guizzano e brulicano nelle
acque, secondo la loro specie, e tutti gli
uccelli alati secondo la loro specie”
“Elohim, creò l'uomo a sua immagine; a immagine
di Elohim e lo creò maschio e femmina”
SECONDA VERSIONE
Gen. Cap. 2: “il Signore YHWH plasmò l'uomo con
polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un
alito di vita e l'uomo divenne un essere
vivente”.
“YHWH, fece germogliare dal suolo ogni sorta di
alberi”
“YHWH disse: Non è bene che l'uomo sia solo: gli
voglio fare un aiuto che gli sia simile".
“YHWH plasmò dal suolo ogni sorta di bestie
selvatiche e tutti gli uccelli del cielo”
“... ma l'uomo non trovò [tra gli animali] un
aiuto che gli fosse simile”
“Il Signore YHWH plasmò con la costola, che
aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse
all'uomo”
Nella Seconda Creazione
EVA fu creata dopo gli animali (maschi e
femmine)
ADAM fu creato ad immagine di Elohim.
La prima procreazione fu riservata all'uomo. Il
primo parto è al maschile.
Isha/Eva nasce già adulta perché il maschio non
la può allattare.
Il Nuovo Testamento ha accolto la seconda
edizione-creazione: “Perché prima è stato
formato Adamo e poi Eva” (1Timoteo 2,13)
Secondo alcuni studiosi Genesi 2 è in evidente
contraddizione rispetto a Genesi 1 nella
cronologia degli avvenimenti per i seguenti
motivi:
1 - in Genesi 2 le piante vengono create dopo
dell’uomo mentre in Genesi 1 vengono create il
terzo giorno;
2 - gli animali che in Genesi 2 vengono creati
dopo dell’uomo in Genesi 1 vengono creati il
sesto giorno quindi prima dell’uomo;
3 - in Genesi 1 invece della parola “Dio” viene
usato il vocabolo ebraico “Elohim” (DEI al
plurale)mentre in Genesi 2 viene usato il
vocabolo ebraico “YHWH”.
Infatti:
1 - le piante in eden vengono create dopo
l’uomo;
2 - in Genesi 2 gli animali che furono creati
prima dell’uomo gli vennero semplicemente
portati affinché egli potesse dar loro un nome,
quindi non vennero prima creati e poi portati ma
erano già stati creati precedentemente e in
seguito furono portati: il verbo creare nel
testo originale è coniugato al passato remoto o
trapassato remoto;
3 - il nome di
YHWH significa Colui che era, che è, e che
sarà
Lo stile di
narrazione usato in Genesi 1 e Genesi 2 è lo
stile ebraico del riepilogo: esso nell’insieme è
come quello utilizzato nei vangeli sinottici
(veduta d’insieme) dove alcuni episodi sono
descritti nei particolari da alcuni evangelisti,
ma gli stessi episodi sono narrati solo per
accenni o addirittura non vengono menzionati da
altri evangelisti. Possiamo dunque affermare che
Genesi 2 fa uno zoom sul luogo dove fu posto
l’uomo e la donna (cioé descrive l’eden) mentre
Genesi 1 descrive tutto in termini non
chiaramente cronologici e specificando anche
“quando” e cosa è stato fatto (anche se in
sintesi).
In Genesi 1 abbiamo la rivelazione di Elohim,
infatti questo nome compare ben 35 volte nel
primo capitolo.
Concludiamo dicendo che in Genesi 1 il mondo è
descritto nella sua interezza e l’uomo risulta
essere l’ultimo atto creativo, mentre in Genesi
2 l’uomo è posto al centro della narrazione e
tutto è messo in relazione speciale con lui.
Inoltre
Genesi 1 ci rivela la natura degli Elohim, sappiamo infatti
che:
1. Essi non sono creature terrestri, ma un
altro tipo di creature (extraterrestri) e sono
quindi distinti da quello che è stato da loro
creato;
2. Queste creature hanno una mente, parlano,
hanno una volontà, godono di quello che fanno,
insomma hanno quella che noi definiamo
“personalità”;
3. Essi sono sovrani: cioé danno degli ordini;
4. Essi sono creativi: ad esempio in natura è
impossibile trovare un fiocco di neve uguale
all’altro;
5. Essi si gratificano: infatti dicono che ogni
cosa che fa è buona e si compiacciono in ciò che
è buono, infatti molte volte compare la parola
“buono”nel primo capitolo della creazione
descritta dalla Genesi;
7. Essi sono creature che vogliono riprodurre
altre creature
8. Essi sono Dei creatori:
La parola ebraica
utilizzata “bara” significa creare
La creazione dell’uomo Genesi 2:7
In Genesi 2 la creazione dell’uomo è descritta
nei particolari, quegli Elohim che sovranamente
avevano creato il mondo erano vicini all’uomo,
che lo crearono toccandolo, plasmandolo con una
vicinanza ed intimità straordinaria.
E
Yahve' pianto' il
giardino in eden e vi posero l’uomo (Genesi
2:8-9), le piante e le erbe avrebbero dovuto
abbellire il giardino ed avere utilità per
l’uomo (Genesi 2:5-6).
E
Yahve' fece un giardino particolarmente bello:
gli alberi erano piacevoli a vedersi e buoni per
nutrirsi, c’erano anche due alberi diversi da
tutti gli altri l’albero
della Vita e l’albero della Conoscenza del
bene e del male, e dei fiumi attraversavano il
giardino di eden (un fiume usciva dall’eden
Genesi 2:11-14)
(Per quanto riguarda i nomi dei luoghi
geografici non abbiamo idea di come fosse la
configurazione della terra o dei fiumi prima del
diluvio, perché il mondo si è completamente
distrutto.
Le aree territoriali ed i fiumi chiamati prima
del diluvio non corrispondono a quelli
conosciuti oggi, sebbene dei fiumi sono
conosciuti tutt’oggi come Tigri e Eufrate)
Yahve'
prese l’uomo e lo mise nel giardino
perché lo lavorasse e lo custodisse (Genesi
2:15)
Le regole del
giardino Genesi 2:17
Genesi 2 ci dice che
Yahve' creò l’uomo con la libertà e la
responsabilità di un essere capace di rispettare
il suo Creatore. Il giardino fu adornato e
arricchito con alberi piacevoli alla vista e che
producevano frutti gustosi e buoni da mangiare,
più due altri alberi particolari:
1. L’albero
della vita in mezzo al giardino
2. L’albero della conoscenza del bene e del
male, così chiamato poiché aveva una capacità
particolare, infatti tramite esso l’uomo poteva
conoscere ciò che è bene e ciò che è male.
Con questi due alberi
Yahve' ha messo davanti ad Adamo la scelta tra
il bene ed il male, tra la benedizione e la
maledizione. L’uomo era padrone di tutto il
giardino, una sola cosa gli era vietata:
l’albero della Conoscenza del bene e del male :
“...ma del frutto dell’albero della conoscenza
del bene e del male non ne mangiare: perchè, nel
giorno che tu ne mangerai, per certo
morrai” Genesi 2:17.
L’uomo e gli animali
(Gen. 2:18-20)
Lo scopo di Genesi 2:18-25 non è quello di fare
un altro resoconto della creazione ma quello di
indicare che non c’era nessuna parentela fra
Adamo e gli animali.
La vita dell’uomo
nel giardino durante le prime ore della sua vita
senza la donna.
Gli animali dei campi, il bestiame e gli uccelli
(probabilmente quelli più vicini all’uomo) gli
furono portati nel giardino affinché egli desse
loro un nome. Dare loro un nome, nella
terminologia biblica, significa riconoscerne la
natura specifica degli animali ed esercitare su
essi un’autorità e un dominio (anche questo
descritto in Genesi 1), ma per l’uomo non si
trovò tra di essi un aiuto adatto a lui.
Genesi 2 descrive la
creazione particolare della donna (versetto 21 e
22); Genesi 1 ci dice che gli Elohim li fecero
maschio e femmina, creati ad immagine di Elohim
mentre Genesi 2 entra nel particolare dicendoci
anche da dove ha tratto la donna: … e fece in
modo che un profondo sonno cadesse su Adamo e
trasse Eva dalla costola proprio vicino al
cuore perché quello era il suo posto nella vita
dell’uomo.
Il testo di Genesi 2 assegna dei nomi sia
all’uomo che alla donna
Adamo è chiamato con
questo nome già dal versetto 7.
I nomi ebraici vengono dati con un valore
diverso rispetto a come li diamo noi, essi sono
descrittivi di ciò che la persona è: infatti
Adamo (“Adam”) significa “colui che viene dalla
terra”.
Lo stesso vale per Eva, subito dopo la sua
creazione, Adamo da il nome di “isha”femminile
di “ish”(uomo) “perché è stata tratta
dall’uomo”.
Successivamente in Genesi 3:20 Adamo chiama sua
moglie Eva perché “è stata la madre di tutti i
viventi.”
"Dio" sei
un pasticcione ! Ma cosa fai ? Sbagli ad
indicare gli alberi da te "creati" ?
Genesi 2: 9:
[9] “Ora il signore Dio aveva piantato fin da
principio un giardino di delizie, dove pose
l’uomo che aveva formato. Ed il Signore Dio fece
germogliare dal suolo ogni sorta di alberi belli
a vedersi, dai frutti soavi al gusto, e l’albero
della Vita, nel mezzo del paradiso], e l’albero
della Conoscenza del Bene e del Male.”[/i
Genesi 2: 15 – 17:
[15] “Il signore Dio prese dunque l’uomo e lo
pose nel paradiso di delizie, affinché lo
coltivasse e lo custodisse.
[16] E gli die’ questo comandamento: « Mangia
pure di ogni albero del paradiso,
[17] ma dell’albero della Conoscenza del Bene e
del Male non ne mangerai, perché nel giorno in
cui ne mangerai, tu morrai ».”
Dunque, dopo aver creato il mondo in sette
giorni, Dio, in veste di botanico, si mette a
coltivare il giardino dell’Eden. Nella Genesi
capitolo 2 versetto 8 e 9 leggiamo che insieme
agli alberi del giardino Dio ne fa spuntare due
in particolare: l’albero della Vita, situato
[u]nel mezzo del paradiso[/u], che dona la vita
eterna, e l’albero della Conoscenza del Bene e
del Male, la quale collocazione non viene
specificata (anche se la tradizione lo colloca
“ai lati” del giardino), che dona la conoscenza
di tutto ciò che è bene e di tutto ciò che è
male. Inoltre leggiamo che nei versetti 15, 16 e
17 Dio dà all’uomo il comandamento di non
mangiare dal secondo albero, quello della
Conoscenza del Bene e del Male, mentre non vieta
di mangiare dal primo albero, quello della Vita,
situato in mezzo al giardino.
Ma al capitolo terzo…
Genesi 3: 1 – 24:
[1] “Ora il serpente era il più astuto di tutti
gli animali della Terra che il Signore Dio aveva
fatti. Ed esso disse alla donna: « È vero che
Dio vi ha comandato di non mangiare del frutto
di tutte le piante del Paradiso? ».
[2] E la donna rispose: « Del frutto delle
piante che sono nel paradiso ne mangiamo;
[3] ma del frutto dell’albero che è nel mezzo
del paradiso Dio ci ordinò di non mangiarne, e
di non toccarlo, ché forse non s’abbia a morire
».
Abbiamo constatato che nel versetto nono del
capitolo secondo della Genesi, tra gli alberi
che il “Signore Dio” ha coltivato nel suo
giardino personale, c’era, oltre all’albero
della Conoscenza del Bene e del Male, che Dio
vietò di mangiare, anche l’albero della Vita,
situato nel mezzo del paradiso. Il capitolo
terzo invece riprende la sua assurda favoletta
con il serpente che pone alla donna una domanda
palesemente falsa: « È vero che Dio vi ha
comandato di non mangiare del frutto di tutte le
piante del Paradiso? » Ed è da ora che iniziano
i problemi. Infatti inizialmente la donna
risponde correttamente alla domanda del serpente
(E la donna rispose: « Del frutto delle piante
che sono nel paradiso ne mangiamo;) ma poi Eva
si sbaglia, scambiando l’albero della Conoscenza
per l’albero della Vita! (ma del frutto
dell’albero che è nel mezzo del paradiso Dio ci
ordinò di non mangiarne, e di non toccarlo, ché
forse non s’abbia a morire »). Infatti l’albero
che è [u]nel mezzo del paradiso[/u], da dove
mangiano Adamo ed Eva, non è l’albero della
Conoscenza del Bene e del Male, ma l’albero
della Vita !
Se non si è convinti si riveda Genesi 2: 9 e
Genesi 3: 3 e si noterà che l’albero che è “nel
mezzo del giardino” è proprio quello della Vita
!
Tutto questo inoltre ci viene confermato sia
dalla Vulgata latina di San Girolamo – del V
secolo d.C. -, che ci informa precisamente
sull’ubicazione dell’albero della Vita, “quod
est in medio paradisi” (Genesi 2:9; Genesi 3:3 –
trad. “il quale è nel mezzo del paradiso”); sia
dal testo greco della Septuaginta – del II
secolo a.C. –, il quale afferma in Gen. 2:9 che
“τὸ ξύλον τῆς ζωῆς εστίν ἐν μέσῳ τοῦ παραδείσο”,
ovvero che “l’albero della Vita si trova nel
mezzo del paradiso”, e che ribadisce in Gen. 3:3
che Eva mangia dall’albero “ὅ ἐστιν ἐν μέσῳ τοῦ
παραδείσου”, ovvero “che è nel mezzo del
paradiso”; sia, infine, dal testo ebraico,
secondo il quale sia l’albero della Vita che
quello da cui mangiò Eva si troverebbero
entrambi proprio “ןגה
ךותבּ”,
ovvero nel “nel mezzo dell’Eden”.
By
Danilo Parisi
Le date contraddittorie sul Diluvio Universale
…nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel
secondo mese, il diciassette del mese, proprio
in quello stesso giorno, e ruppero tutte le
sorgenti del grande abisso e le cateratte del
cielo si aprirono. Genesi 7,11 L'anno
seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il
primo giorno del mese, le acque si erano
prosciugate sulla terra; Genesi 8,13 Cadde la
pioggia sulla terra per quaranta giorni e
quaranta notti. Genesi 7,12 Le acque
restarono alte sopra la terra centocinquanta
giorni. Genesi 7,24
Commento NdR: per una migliore
comprensione del testo, vedi,
le
prime 7 parole della Genesi -1 +
le
prime 7 parole della genesi - 2 +
Adamo
ed Eva furono i primi uomini della storia ?
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Les
origines de la Bible
(le origini
della Bibbia) -
03/09/05 (Francais)
Quelques
familles errantes – pauvres, misérables,
sans éducation, arts, ou connaissances ;
descendants de ceux qui furent mis en
esclavage depuis quatre cent ans ; aussi
ignorants que les habitants de l'Afrique
centrale, ont juste échappé à leurs
maîtres dans le désert du Sinaï.
Leur chef était Moïse, un homme qui
avait été élevé dans la famille du
pharaon et enseigné des lois et de la
mythologie de l'Egypte. Dans le but de
contrôler ceux qui l'avaient suivi, il a
prétendu qu'il était instruit et assisté
par Jéhovah, le Dieu de ces nomades.
Tout ce qui arrivait était attribué à la
volonté de ce Dieu. Moïse a déclaré qu'il
avait rencontré ce Dieu face à face ;
qu'au sommet de mont Sinaï des mains de
ce Dieu il avait reçu les tablettes de
pierre sur lesquelles, par le doigt de
ce Dieu, les Dix Commandements avaient
été écrits, et que, en plus de ça,
Jéhovah avait fait savoir quels
sacrifices et cérémonies lui étaient
agréables et les lois selon lesquelles
le peuple devrait être gouverné.
De cette manière la religion Juive et le
Code Mosaïque furent établis.
'Il est maintenant proclamé que cette
religion et ces lois furent et sont
révélées et établies pour toute l'humanité.
'A cette époque ces nomades n'avaient
pas de rapports avec les autres nations,
ils n'avaient pas de langage écrit, il
ne pouvaient ni lire ni écrire. Ils n'avaient
pas de moyen par lequel ils pouvaient
faire connaître cette révélation aux
autres nations, aussi est-elle restée
enfouie dans le jargon de quelques
tribus ignorantes, pauvres et inconnues
pendant plus de deux milliers d'années.
Bien des siècles après que Moïse, le
chef, soit mort – bien des siècles après
que tous ceux qui l'avaient suivis
soient passés – le Pentateuque fut écrit,
le travail de plusieurs écrivains, et
pour lui donner force et autorité il fut
proclamé que Moïse en était l'auteur.
Nous savons maintenant que le
Pentateuque n'a pas été écrit par Moïse.
Des villes sont mentionnées qui n'existaient
pas quand Moïse vivait.
La monnaie, qui n'a pas été frappée
plusieurs siècles après sa mort est
mentionnée.
Aussi, beaucoup ce ses lois n'étaient
pas applicables aux nomades du désert –
lois sur l'agriculture, sur le sacrifice
des boeufs, des moutons et des colombes,
sur le port des vêtements, sur les
ornements d'or et d'argent, sur la
culture des terres, sur la moisson, sur
le battage du grain, sur les maisons et
les temples, les cités et les refuges,
et sur beaucoup d'autres sujets sans
applications possibles pour quelques
nomades affamés des sables et des
rochers.
Maintenant il n'est pas seulement admis
par les théologiens intelligents et
honnêtes que Moïse n'est pas l'auteur du
Pentateuque, mais ils admettent tous que
personne ne sait qui étaient les auteurs,
ou qui a écrit l'un de ses livres ou un
chapitre ou une ligne. Nous savons que
ces livres n'ont pas été écrit dans la
même génération ; qu'ils n'ont pas été
écrit par une seule personne ; qu'ils
sont remplis d'erreurs et de
contradictions. Il est aussi admis que
Josué n'a pas écrit le livre qui porte
son nom, parce qu'il se réfère à des
événements qui sont arrivés longtemps
après sa mort.
Personne ne connaît, ou ne prétend
connaître, l'auteurs des Juges ; tout ce
que nous savons est qu'ils furent écrit
plusieurs siècles après que les Juges
aient cessé d'exister. Personne ne
connaît l'auteur de Ruth, ni du premier
et du deuxième Samuel ; tout ce que nous
savons est que Samuel n'a pas écrit les
livres qui portent son nom. Dans le
25ème chapitre du premier Samuel il y a
un récit de l'élévation de Samuel par la
Sorcière d'En-Dor.
Personne ne connaît l'auteur du premier
et deuxième Rois, ni du premier et
deuxième Chroniques, tout ce que nous
savons est que ces livres n'ont pas de
valeurs. Nous savons que les Psaumes n'ont
pas été écrit par David. Dans les
Psaumes on parle de la captivité, et
elle a eu lieu environ cinq cent ans
après que David ait rejoint ses ancêtres.
Nous savons que Salomon n'a pas écrit
les Proverbes ou le Cantique des
Cantiques ; qu'Esaïe n'est pas l'auteur
du livre qui porte son nom, que personne
ne connaît les auteurs de Job, de l'Ecclésiaste,
ou d'Esther, ou de n'importe quel livre
de l'Ancien Testament à l'exception d'Esdras.
Nous savons que Dieu n'est pas mentionné
et qu'on ne s'y réfère d'aucune façon
dans le livre d'Esther.
Nous savons, aussi, que ce livre est
cruel, absurde et impossible.
Dieu n'est pas mentionné dans le
Cantique des Cantiques, le meilleur
livre de l'Ancien Testament. Et nous
savons que l'Ecclésiaste a été écrit par
un incroyant. Nous savons, aussi, que
les Juifs eux-mêmes n'ont pas décidé
quels livres étaient inspirés – étaient
authentiques – avant le deuxième siècle
après Christ.
Nous savons que l'idée d'inspiration fut
longue à se former, et que l'inspiration
a été déterminée par ceux qui avaient
certaines fins à accomplir.
Extrait de "Au sujet de la "Sainte"
Bible" - Par Robert G. Ingersoll
Tratto da:
Traduction du texte en anglais par
Thierry Scandella :
http://www.infidels.org/library/historical/ro
Mauro Biglino: “La
Bibbia non è un libro
sacro”
Gli Dèi citati dalla
Bibbia, giunsero dallo
spazio ?
La SCHIAVITU' nella
Bibbia
Esodo. 21:20
Quando un uomo colpisce
con il bastone il suo
schiavo o la sua schiava
e gli muore sotto le sue
mani, si deve fare
vendetta.
Ma se sopravvive un
giorno o due, non sarà
vendicato, perché è
acquisto del suo denaro.
Quando alcuni uomini
rissano e urtano una
donna incinta, così da
farla abortire, se non
vi è altra disgrazia, si
esigerà un'ammenda,
secondo quanto imporrà
il marito della donna, e
il colpevole pagherà
attraverso un arbitrato.
Ma se segue una
disgrazia, allora
pagherai vita per vita:
occhio per occhio, dente
per dente, mano per
mano, piede per piede,
bruciatura per
bruciatura, ferita per
ferita, livido per
livido.
Quando un uomo colpisce
l'occhio del suo schiavo
o della sua schiava e lo
acceca, gli darà la
libertà in compenso
dell'occhio. Se fa
cadere il dente del suo
schiavo o della sua
schiava, gli darà la
libertà in compenso del
dente.
Esodo 21:7
Quando un uomo venderà
la figlia come schiava,
essa non se ne andrà
come se ne vanno gli
schiavi. Se essa non
piace al padrone, che
così non se la prende
come concubina, la farà
riscattare. Comunque
egli non può venderla a
gente straniera,
Tratto da: utopia.it
Utero in "affitto"
nella Bibbia:
 |
GIUDA
Di sicuro
nell’immaginario
collettivo cristiano,
questi è il nome più
infame ed impopolare al
mondo !!
Eppure qualcosa non
quadra !
Secondo la “teoria
cristiana ufficiale”,
largamente condivisa da
cattolici, protestanti e
diversamente cristiani…
L’uccisione in croce, è
quel passo essenziale
per far si che la
salvezza delle anime,
da quel preciso momento
in poi, potessero essere
“gradite” al divino !
Cioè, attraverso quel
sacrificio precisamente
detto propiziatorio, la
divinità fu placata
dell’ira che gravava
sulle popolazioni umane
che propriamente erano
dette peccatrici !
Ovvero separate dal
divino….
Attraverso Gesù, l’essere
umano che ivi crede nel
di suo sacrificio,
può ricongiungersi al
divino ! Quindi,
secondo la teologia
cristiana, quel martirio
è più di necessario….
Il sacrificio dell’uomo
Gesù è in assoluto
essenziale per
l’espiazione non di
tutti gli uomini, ma di
coloro che credono in
lui come propiziazione
ed assoluzione della
separazione tra il
divino e gli esseri
umani ….
Assodata l’assoluta
necessità che ha per il
credente il sopracitato
sacrificio
propiziatorio; non
si riesce a comprendere
il motivo per cui Giuda
che è stato il mezzo con
cui tale sacrificio
sarebbe stato compiuto,
venga dalla cristianità
tutta disprezzato !
Attribuzioni
dispregiative come:
infame, traditore, porco
e altre cose simili,
vengono conferite al
povero Giuda per il dato
di fatto di aver
compiuta la “volontà
divina” secondo la
dottrina cristiana !
Bel contraddittorio
questo …
Pietro di cui sappiamo
che Gesu’ stesso lo
definì “satan” cioè
contrario avverso a Lui.
Per il fatto che voleva
impedire la di sua
crocifissione, come si
può evincere dal
racconto evangelico:
Da allora Gesù cominciò
a spiegare ai suoi
discepoli che doveva
andare a Gerusalemme e
soffrire molte cose da
parte degli anziani, dei
capi dei sacerdoti,
degli scribi, ed essere
ucciso, e risuscitare il
terzo giorno. Pietro,
trattolo da parte,
cominciò a
rimproverarlo, dicendo:
"Dio non voglia,
Signore ! Questo non ti
avverrà mai". Ma Gesù,
voltatosi, disse a
Pietro: "Vattene via da
me, Satana ! Tu mi sei
di scandalo. Tu non hai
il senso delle cose di
Dio, ma delle cose degli
uomini". (Mat
16:21-23)
Dicevamo … Pietro, quel
Pietro che si opponeva
alla esplicita volontà
divina come si evince
dal racconto. Non solo è
tenuto in alta
considerazione tra i
credenti cristiani di
ogni risma ! Addirittura
per la dottrina
cattolica egli è il
primo “papa” il capo
degli apostoli, il
custode della sana
dottrina…..
Giuda… Colui che non si
oppose alla volontà
divina ma anzi diede
l’impulso a far si che
tale propiziazione fosse
messa in atto….. Viene
tenuto in bassa
considerazione ed è
continuo oggetto di
scherno nella
collettività cristiana !
Giuda dovrebbe essere
considerato l’eroe per i
cristiani tutti ! Colui
che al contrario di
Pietro non si oppose
alla "volontà divina" …
Se si dovesse ritenere
il sacrificio di Gesu’
la propiziazione
perfetta e gradita alla
divinità, allora si
dovrebbe necessariamente
riconsiderare la figura
di Giuda !
By Tony Frenda -
https://www.facebook.com/antonino.frenda.31
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Analisi parallela delle
varie traduzioni della
Bibbia:
Il versetto che segue,
tratto dall'Antico
Testamento, è uno dei
più interessanti della
prima parte della
Bibbia, poiché ci fa
capire chi era veramente
Elyon, la sua vera
identità ed il suo vero
ruolo.
Genesi 14,19 - Antico
Testamento
a) traduzione della
Chiesa cattolica (Bibbia
che abbiamo in casa)
"Sia benedetto Abram dal
Dio altissimo, creatore
del cielo e della terra"
b) traduzione della San
Paolo (Bibbia tradotta
alla lettera)
"Benedetto Abram da El
Elyon, possedente cieli
e terra"
c) traduzione della
"cosa":
“Benedetto sia Abramo
dall’Iddio Altissimo,
che ha fatto* il cielo e
la terra"
p.s. nella nota,
relativa al verbo
"fare", scrivono:
“Che ha fatto”: LXXVg,
“che ha creato”; ma nel
v. 22 la Vg legge:
“Possessore”."
Notiamo alcune cose:
- nella traduzione
letterale il termine "Dio"...
non c'è.
- nella traduzione
letterale il termine
"creatore" scompare e
c'è il termine
"possidente"... cambia
molto vero... !
- nella traduzione fatta
dalla "cosa"
la nota è molto
interessante...
Inoltre:
La traduzione fatta
dalla Editrice San
Paolo, praticamente
l'unica traduzione
letterale al mondo
dell'Antico Testamento,
NON presenta il termine
"Dio".
Se uno legge la
traduzione letterale
della San Paolo... il
termine "Dio" non lo
trova mai...
Come la mettiamo ?
By Marco Scarponi -
https://www.facebook.com/marco.scarponi.90
Il Buon Jhave'
dell'antico testamento:
 |
 |
Tratto dal libro
l'ultimo faraone-Erode
Gesù.
Guardate come
l'evangelista Luca cerca
di allontanare la Maria
di G. Flavio che tenta
di avvelenare suo marito
Erode dalla Maria dei
vangeli combinando un
bel pasticcio, facendo
si che Erode il grande
sia ancora in vita nel 6
d.C. quando invece muore
ben 10 anni prima.
Al tempo di Erode, re
della Giudea, c'era un
sacerdote chiamato
Zaccaria, della classe
di Abìa, e aveva in
moglie una discendente
di Aronne chiamata
Elisabetta.
In quei giorni un
decreto di Cesare
Augusto ordinò che si
facesse il censimento di
tutta la terra.
Questo primo censimento
fu fatto quando era
governatore della Siria,
Quirinio. Andavano tutti
a farsi registrare,
ciascuno nella sua
città. Anche Giuseppe,
che era della casa e
della famiglia di
Davide, dalla città di
Nazaret e dalla Galilea
salì in Giudea alla
città di Davide,
chiamata Betlemme, per
farsi registrare insieme
con Maria sua sposa, che
era incinta. (Vangelo di
Luca)
“In quei giorni”, cioè
nei giorni in cui Erode
il Grande era ancora
vivo. Ma come poteva
essere ancora in vita,
se il censimento di
Quirino si tenne nel 6
d.C., dal momento che il
re morì nel 4 a.C.? Il
motivo per cui Luca
cerca di spostare avanti
di 10 anni il censimento
di Cesare con quello di
Archelao lo spieghiamo
nel libro, ma quello che
mi chiedo è: come mai
storici ed esegeti non
si sono accorti di
questa palese
incongruenza ?
https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330?fref=nf
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La Bibbia, come tutti
sappiamo, è il testo
sacro della religione
ebraica e di quella
cristiana. Anch’essa
nasconde curiosità e
informazioni a riguardo,
ed in questo caso, vi
sveleremo 10
informazioni/curiosità
utili.
1. Da nessuna parte sta
scritto che
Adamo ed Eva
mangiarono una mela.
Leggendo il terzo
capitolo di Genesi (si
tratta del primo libro
della Bibbia) si parla
solo ed esclusivamente
di un
albero e di un frutto.
2.
Gesù aveva dei fratelli.
Ma non è una rivelazione
da documentario
pro-ateismo, ma è
scritto chiaramente nei
vangeli (nel Vangelo di
Giovanni si parla
apertamente dei fratelli
di Gesù ben 7 volte).
Fu il concilio di
Costantinopoli del 553
d.C a istituire il dogma
della verginità perpetua
di Maria, mai
giustificata apertamente
dai Vangeli.
Considerando che ai
tempi non avere figli o
averne uno solo era
considerata quasi una
maledizione.
3. Non esistono i 7
peccati capitali:
Invidia, Ira, Accidia,
Lussuria, Gola, Superbia
e Avarizia furono
introdotti dopo secoli
alla morte di Gesù da
alcuni monaci tra cui
Giovanni Climaco ed
Evagrio Pontico.
La Bibbia non ne parla,
ma Gesù specifica che i
due comandamenti più
importanti sono “Ama il
Signore Dio tuo con
tutto il corpo, l’anima
e la mente” e “Ama il
prossimo tuo come te
stesso”. Difatti,
rispettando entrambi,
vengono rispettati tutti
gli altri 8 di
conseguenza. Solamente
Paolo nelle sue lettere
aggiunge i detti “frutti
dello Spirito” e i
“frutti della carne” che
rappresentano l’uomo nel
suo essere carnale e
spirituale.
4. I magi non erano tre.
Nel Vangelo di Matteo
sta scritto “alcuni
magi”, “dei magi”, “i
magi”.
Gesù ricevette tre doni,
cioè oro incenso e
mirra, ma da nessuna
parte sta scritto che i
magi erano 3.
5. Il purgatorio non
esiste. Nella Bibbia non
c’è alcun versetto che
vi faccia riferimento.
La dottrina cattolica
del Purgatorio venne
definita la prima volta
nel 1274 durante il
concilio di Lione. E non
troveremo nella Bibbia
alcun riferimento al
“limbo” famoso posto
incluso dal
cattolicesimo dove
finivano i bambini non
battezzati morti.
6. Nessun bambino viene
battezzato ma solo
adulti. Gesù stesso si
battezzò a 30 anni. Nel
Vangelo di Marco sta
scritto chiaramente “Chi
avrà creduto e sarà
stato battezzato sarà
salvato.” Quindi bisogna
prima credere.
7. Nella tradizione
ebraica, spezzare il
pane a tavola e bere il
vino annunciava una
partenza e auspicava
oppure prevedeva un
ritorno. Gesù spezzò il
pane proprio per
sottolineare il fatto
che sarebbe morto e
risorto, associando
simbolicamente il pane e
il vino al suo
sacrificio di corpo e
sangue. La
“transustanziazione”,
cioè la vera e propria
trasformazione del pane
e del vino in corpo e
sangue di Gesù, fu
introdotta dalla chiesa
cattolica tra il 1200 e
il 1500.
8.
Gesù non è nato il 25
dicembre. Da nessuna
parte nei vangeli sta
scritta una data
precisa, ma abbiamo dei
riferimenti che non
confermano il 25
dicembre. Nei vangeli
troviamo infatti che
nella notte della
nascita c’erano i
pastori che pascolavano
le pecore e in inverno
questo nel deserto è
impossibile.
9. Età degli apostoli:
nei film o negli
sceneggiati sono sempre
rappresentati come degli
affascinanti 30/40enni.
In realtà potevano
essere poco più che
adolescenti. Quando gli
apostoli andarono a
Capernaum (Vangelo di
Matteo capitolo 17) le
guardie chiesero loro di
pagare il tributo.
Pagarono solo Pietro e
Gesù. Ciò significa che
gli altri apostoli ne
erano esenti, come ogni
giovane dell’epoca.
10. Non vi è
intermediario tra "Dio"
e gli uomini se non Gesù
ed è scritto a chiare
lettere nel Nuovo
Testamento, che e' una
invenzione quasi totale
dei
romani-cristiani.....,
perché fra noi e l'INFINITO
(che alcuni chiamano
impropriamente "Dio"),
che e' presente in ogni
essere o cosa
manifestato/a,
NON esiste NESSUN
mediatore, il
contatto e la
comunicazione e' SOLO
diretto, ma solo se uno
e' consapevole di cio !
Considerazione importante:
Ad un
attento osservatore indipendente, non é
difficile capire che il "male" non é soltanto
nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia,
Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc.,
ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli
stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una
mente/personalita', debole, insicura, cioe'
bambinesca, magari anche fuorviata da altri
“maestri” che però hanno "credi" molto più
radicali ed utilitaristici che sfruttano i
"credenti" (azione normalmente tipica dei preti,
pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.),
il risultato sara' sicuramente impostato nella
direzione della violenza verso chi non la pensa
come loro.
Infatti come disse
Giordano Bruno: ..."le religioni sono
l'OPPIO dei popoli" !
Comunque sia, Tutte
le religioni sono state inventate e
propinate ad
arte alla ignara popolazione, dei vari
prePotenti
della
Terra, che hanno
fino ad oggi
dominato, controllato e gestito gli umani,
come nel corso delle centinaia di migliaia di
anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "Se
parli con Dio, dicono che
stai pregando, ma se dici che
Dio parla
con te, Ti ricoverano in psichiatria"..
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