|
NUTRIGEA s.a. - 47691 Repubblica di San
Marino - v. G. Maioli 3, Dogana
Tel. 0549.941.067 - Fax 0549.
Phycozym (supplementazione)
Stato
antiossidante e perossidazione lipidica in
soggetti sani in risposta alla supplementazione
con “Phycozym”: studio preliminare.
1Serena
Benedetti, 2Stefano Scoglio, 3Franco Capuani,
Sonia Francogli,
2
Silvia Pagliarani,
1Franco Canestrari - Istituto di Chimica
Biologica “G.Fornaini”, Università degli Studi
di Urbino “Carlo Bo”
3 Centro Ricerche
in Bioclimatologia Medica – Biotecnologie e
Medicine Naturali – Università degli Studi di
Milano
INTRODUZIONE
Durante il
normale ciclo vitale cellulare si generano
radicali liberi, quelle specie chimiche capaci
di una esistenza indipendente, in cui un
elettrone non appaiato occupa un orbitale
atomico o molecolare esterno, e si trova quindi
ad un livello energetico elevato che può
risultare, in particolari condizioni, di elevata
reattività ed instabilità. I radicali liberi
rimangono nei limiti fisiologici finché non si
innesca uno “stress ossidativo” dovuto allo
sbilanciamento tra il pool di sostanze ossidanti
e le difese antiossidanti.
Tra queste ultime
ricordiamo sia le difese primarie quali gli
enzimi superossido dismutasi (SOD), glutatione
perossidasi (GSH-Px) e catalasi e le proteine
transferrina, ferritina e ceruloplasmina (che
sequestrano il ferro ed il rame in quanto
attivatori delle reazioni radicaliche), che
secondarie quali tutte quelle molecole (tra cui
le vitamine antiossidanti) che sono in grado di
arrestare le reazioni già innescate dai
radicali. Lo stress ossidativo rappresenta
quindi un danno per la cellula ed ha un ruolo
importante nella genesi di molte malattie, da
quelle cardiovascolari ai tumori e alle malattie
degenerative (1, 2).
Gli studi
scientifici degli ultimi anni, partendo dal
presupposto che il mantenimento di adeguati
livelli ematici di antiossidanti sia alla base
della prevenzione dagli effetti nocivi dei
radicali liberi, hanno messo in evidenzia da un
lato il fatto che gli antiossidanti siano in
grado di interagire con azione sinergica ed
efficacia decisamente maggiore a quella
dimostrata dal singolo antiossidante che invece,
sbilanciando il sistema redox, potrebbe produrre
ulteriori danni (3), e dall’altro l’importanza
della biodisponibilità da fonti naturali.
La nostra
attenzione sulla biodisponibilità da fonti
naturali ci ha portato ad intraprendere gli
studi in oggetto su soggetti volontari sani
supplementati con “Phycozym” sfruttando in tal
modo le potenzialità intrinseche dell’alga
verde-azzurra Aphanizomenon Flos Aquae
arricchita in ficocianine (“Phycoplus”),
unitamente all’effetto dei probiotici presenti
quali l’Acidodophilus DDS-1 che oltre a
possedere requisiti superiori ad altri ceppi
batterici per efficacia e resistenza
nell’ambiente intestinale (4) - come dimostrano
i risultati degli studi pubblicati dal Journal
of American Nutraceutical Association - ha messo
in evidenza anche una attività antitumorale da
esperimenti su animali (5). Anche recentemente
studi di cancerogenesi nei ratti alimentati con
diete arricchite di prebiotici come l’inulina
arricchita con oligofruttosio in combinazione
con probiotici come il Lattobacillus Rhamnosus
ed il Bifidobacterium Lactis confermano questo
effetto protettivo verso il cancro del colon
(6).
Non meno
importante è la presenza dei prebiotici come le
maltodestrine fermentate (“Protexil”), che
offrono il nutrimento per batteri amici come l’Acidophilus
e il Bifidus, ed agiscono favorevolmente sui
processi digestivi riducendo, grazie alla
presenza di enzimi digestivi, il carico proprio
dell’intestino in particolare del pancreas e
disimpegnando i leucociti intestinali dai
processi digestivi, quella che circa un secolo
fa Virchow definiva la “leucocitosi digestiva”.
In tal modo consentono al sistema immunitario di
focalizzare la propria azione sulla prevenzione
dell’insorgenza delle malattie piuttosto che
sulla digestione.
Le
alghe verdi-azzurre hanno la specificità di
possedere oltre che il fotosistema I presente
anche nei vegetali un fotosistema II esclusivo
di questo tipo di cianobatteri, composto dalle
ficocianine (proteine solubili in acqua)
organizzate in complessi sopramolecolari
chiamati ficobilisomi (7, 8). Le ficocianine,
che rappresentano il maggior costituente,
vengono anche dette ficobiliproteine per alcune
analogie strutturali e funzionali del loro
pigmento cromoforo a catena tetrapirrololica: la
ficocianobilina è infatti simile per struttura
chimica alla bilirubina e come quest’ultima
possiede la proprietà di “scavenger” delle
specie reattive dell’ossigeno in vivo (9, 10).
Le ficocianine già estratte da varie
cianobatteri ed adoperate nelle tecniche
immunologiche di marcatura fluorescente per le
indagini cellulari (11) attualmente sono oggetto
di studio per le caratteristiche capacità
antiossidanti come evidenziato da esperimenti in
vitro (12).
Il
mantenimento dell’omeostasi degli antiossidanti
ematici è fondamentale per il ruolo che queste
sostanze chemioprotettive svolgono nei
meccanismi cellulari deputati a controllare lo
stress ossidativo visto il coinvolgimento dei
radicali liberi nella eziopatogenesi di molte
malattie, da quelle infiammatorie croniche a
quelle degenerative, compresa la patologia
neoplastica.
Partendo quindi dal presupposto che il cibo è da
considerarsi il primo farmaco solo nel caso che
sia in grado di apportare tutti i macronutrienti
ed i micronutrienti dei quali l’organismo ha
bisogno per gli scopi essenziali alla vita, è
oggi sempre più frequente il riscontro di
carenze di tali elementi dovute a una varietà di
cause che per necessità limitiamo ad una
alimentazione non equilibrata, agli stimoli
nocivi da parte dell’ambiente e ai processi
industriali che manipolando gli alimenti possono
ridurre la presenza degli elementi essenziali.
Ecco quindi l’importanza di integrare le carenze
presunte e/o accertate con l’assunzione di
integratori vitaminici e antiossidanti, di acidi
grassi essenziali e di aminoacidi da fonti
naturali come le alghe verdi-azzurre che
possiedono una densità nutrizionale notevole per
quanto concerne i macro e micronutrienti.
Abbiamo studiato l’efficacia dell’integrazione
con il Phycozym con la composizione sopracitata,
in volontari sani, in assenza di patologie
accertate clinicamente, richiedendo agli
interessati di sottoporsi ad un prelievo ematico
per l’acquisizione dei più comuni parametri di
laboratorio utilizzati nell’accertamento della
funzionalità di apparati e sistemi sia prima che
dopo supplementazione; lo stato delle difese
immunitarie è stato valutato con l’immunofenotipizzazione
linfocitaria che quantificando le
sottopopolazioni linfocitarie offre una
possibilità di indagare questo complesso
apparato. In aggiunta a tali determinazioni
abbiamo svolto indagini di biochimica clinica
speciale miranti alla valutazione dei livelli
plasmatici di antiossidanti e della
malonildialdeide (MDA) quale indice della
lipoperossidazione.
L’importanza di tale studio, visto anche le
scarse informazioni disponibili in letteratura
sull’uomo, è sia quello di verificare gli
effetti nutrizionali su una popolazione sana che
la possibilità, utilizzando tali informazioni,
di estendere le indagini a pazienti affetti da
patologie su base infiammatoria o che
riconoscono nell’infiammazione cronica una
possibile componente eziopatogenetica quali il
cancro, spostando quindi l’attenzione su quanto
sopra detto del cibo come farmaco entrando
quindi nell’ottica della nutriterapia.
Sono infatti
ormai segnalati in letteratura con studi in
vitro o su animali da esperimento gli effetti
protettivi delle ficocianine dal danno
ossidativo (9, 10, 12), quelli antinfiammatori
per inibizione selettiva della COX–2 (13),
antibatterici ed antivirali, oltre a quelli
anticancerogeni ed antimutageni (14). Accanto a
queste evidenze, in considerazione dell’alto
contenuto in carotenoidi delle alghe sono
ipotizzabili quelli protettivi sulla cute come
fotoprotettori per via sistemica come già in
passato evidenziato(15), e sull’occhio sia a
carico della retina che nella protezione dagli
effetti negativi età-correlati sulla
degenerazione maculare(16), e per la presenza di
vitamine del gruppo B, folati e della B12
peculiarmente presenti e facilmente disponibili
nelle alghe ed in parte prodotte dai probiotici
facenti parte della composizione del Phycozym,
si può pensare alla prevenzione della malattie
cardiovascolari.
Tali meccanismi
protettivi possono essere riconducibili sia
all’azione antiaterogenica per la presenza di
acidi grassi essenziali polinsaturi omega 3 nel
controllo dell’omeostasi lipidica come già
descritto (17) che alla modulazione della
sintesi dell’omocisteina, analita frequentemente
riscontrato elevato in soggetti cardiopatici
(18) alla cui produzione concorrono vie
metaboliche strettamente dipendenti dai livelli
di vitamine del gruppo B e B12 in particolare.
Ed infine non
meno rilevanti grazie al contenuto di acidi
grassi essenziali sono gli effetti modulanti
positivi sui cosiddetti eicosanoidi “buoni”,
questi superormoni che controllano le risposte
ormonali e vengono dagli stessi ormoni
controllati da tempo noti ( 19 ) ma ancora
troppo poco studiati vista la rapida scomparsa
dopo aver espletato l’effetto biologico che è
molto rapido considerato che si parla di pochi
secondi.
SOGGETTI e METODI
Sono
stati reclutati per questo studio pilota 8
soggetti sani, 4 maschi e 4 femmine, di età
compresa tra 23 e 63 anni, nella cui storia
clinica e all’anmnesi non vi erano fatti clinici
significativi per patologie gastrointestinali,
diabete mellito o altre serie patologie. Tutti i
soggetti non seguivano regimi alimentari
particolari con restrizioni dietetiche e/o
caloriche, non erano vegetariani o altro e
durante la supplementazione non veniva suggerita
nessuna restrizione alimentare o modifica negli
stili di vita.
Dall’esame obiettivo al quale sono stati
sottoposti prima di procedere alla
sperimentazione, previo consenso, e dalla
raccolta dei dati anamnestici non sono emerse
positività cliniche se non dei disturbi
frequentemente presenti in buona parte della
popolazione, su verosimile base neurovegetativa,
quali sporadici episodi dispeptici, vaghi
problemi dell’alvo, cefalea, sensazione di
pesantezza post-prandiale, saltuari fenomeni
algici a carico delle articolazioni non
acconmpagnati da pregressa positività
strumentale, episodi di sindrome premestruale.
Per
il test è stato utilizzato il “Phycozym”
composto di microalghe Klamat, “Phycoplus”
(concentrato di ficocianine), “Protexil” (maltodestrine
fermentate) e L.Acidophilus DDS-1 nelle
proporzioni rispettive di mg 200-100-100-100 a
costituire il contenuto di ogni capsula da 500
mg; per l’integrazione, che ha avuto inizio il
giorno 0, i soggetti hanno assunto 9 capsule al
giorno ripartite nei tre pasti principali.
I
prelievi di sangue in vacutainer eparinizzati,
venivano fatti al tempo 0, a 1 mese e a 3 mesi
di supplementazione e suddivisi in due aliquote:
una aliquota era analizzata presso il
Laboratorio Analisi dell’Ospedale di Urbino per
i più comuni analiti: esame emocromocitometrico
con sistema automatico e principio COULTER (impedenziometrico),
assetto proteico e lipidico con sistema
automatico e principio della chimica allo stato
secco (Dry Chemistry), test enzimatici di
funzionalità epatica, cardiaca, renale, profilo
tiroideo mediante apparecchi automatizzati con
principi immunonefelometrici e
cheminuliminescenti ed avvalendosi del
citofluorimetro per l’immunofenotipizzazione
linfocitaria.
Una aliquota è stata utilizzata per
valutare i livelli della lipoperossidazione
tramite dosaggio della malonildialdeide (MDA) e
quello degli antiossidanti presi in
considerazione: GSH (glutatione ridotto),
vitamina E (-tocoferolo) e vitamina A (retinolo).
I campioni di sangue sono stati processati
mediante centrifugazione a 3000 r.p.m. per 10
minuti a +4°C ed il plasma ottenuto è stato
stoccato a -20°C
per le sopradescritte analisi.
Dosaggio della
MDA
La MDA plasmatica
è stata misurata spettrofotometricamente a 535
nm in accordo con la metodica del TBARS
(dall’inglese “thiobarbituric acid-reactive
substances”) (20).
Dosaggio del GSH
Il dosaggio si
basa sulla riduzione da parte del GSH del
disulfide DTNB (acido 5,5’-ditiobis
2-nitrobenzoico) (21). Nella forma ridotta il
DTNB (c.e.m. 13600 M-1 cm-1) sviluppa un forte
colore giallo che viene misurato a 412 nm.
Dosaggio di
retinolo e -tocoferolo
I
livelli plasmatici di vitamina E (a-tocoferolo)
e vitamina A (retinolo) sono stati determinati
tramite HPLC (JASCO CORPORATION, Tokyo, Japan)
(22) utilizzando una colonna ALLTIMA C18 (5
mm,
250 mm x 4.6 mm i.d.; Alltech, Italia) preceduta
da un precolonna ALLTECH (7,5 x 4.6 mm i.d). I
profili cromatografici sono stati analizzati con
l’impiego del software Borwin 1,5 (JASCO
CORPORATION, Tokyo, Japan).
Al termine della
sperimentazione i soggetti venivano
ricontrollati clinicamente avvalendosi di un
esame obiettivo che è risultato negativo.
RISULTATI
Non si sono
riscontrate differenze significative a carico
dei comuni parametri laboratoristici esaminati
prima e dopo la supplementazione eccetto che
valori lievemente modificati rispetto a quelli
di riferimento in quattro dei soggetti come
riportato in Tabella 1.
E’ interessante
l’osservazione che dopo l’integrazione, gli
analiti riportati sono tutti rientrati nel range
di normalità ad evidenziare da un lato l’assenza
di effetti collaterali dall’altro l’efficacia di
modulazione che questo tipo di integrazione
riesce a portare su sistemi ed apparati diversi
ripristinando un controllo omeostatico come ad
esempio a carico dei lipidi, con un aumento
delle HDL del 13% e una diminuzione dei
trigliceridi pari al 14% (dati non mostrati).
I livelli di
riferimento iniziali di MDA come indice della
lipoperossidazione pari a 14.35+/-1.15 mol/ml
sono diminuiti del 35.5% fino a 9.25+/-2.66 dopo
1 mese di supplementazione come riportato in Fig.1, mentre aumentano i livelli plasmatici degli
antiossidanti glutatione ridotto (+16.8%, Fig.2) e retinolo (+60%, Fig.3). I valori di -tocoferolo
non subiscono variazioni significative (da
35.7±5.2 mol/l a 35.9±7.5 mol/l al termine
dello studio).
Infine, i
risultati dell’analisi immunofenotipica, non
mostrati, evidenziano un controllo
dell’integrazione sul sistema immunologico con
la normalizzazione del rapporto CD4/CD8 in un
caso e sul ripristino del range di riferimento
del numero di linfociti CD 16 (NK) in un altro
caso.
DISCUSSIONE
e
CONCLUSIONI
Il primo
significativo risultato che questo studio ha
evidenziato è l’efficacia di modulazione che
Phycozym sembra in grado di apportare tenuto
conto che nessun parametro alimentare o stile di
vita è stato fatto variare.
Esaminando più
dettagliatamente i risultati si può ipotizzare
che l’effetto epatoprotettivo già riscontrato
sperimentalmente su animali da laboratorio,
ratti precedentemente intossicati con R-(+)
pulegone e quindi supplementati con
C-ficocianina isolata da Spirulina platensis
(23), siano presenti anche in vivo come dimostra
il ritorno nel range di riferimento del valore
di SGPT (glutammico-piruvico transaminasi),
enzima epatico ritenuto ottimo biomarcatore di
epatotossicità. Si può ritenere che la
ficocianina presente sia in grado di esercitare
un controllo positivo come scavenger radicalico
assumendo essa stessa un ruolo di antiossidante
sinergicamente alle altre vitamine antiossidanti
presenti nelle alghe verdi-azzurre.
Il ritorno alla
normalità dei valori plasmatici di Vitamina B12
conferma da un lato la biodisponibilità ed il
più fisiologico rilascio della stessa dalla
fonte algale; infatti, le alghe Klamath si sono
dimostrate molto ricche di questo principio
nutrizionale così importante per svariate
reazioni biochimiche in grado di controllare a
loro volta processi fondamentali come la stessa
emopoiesi. La conferma arriva dal ripristino dei
valori ematici quali il numero dei globuli rossi
e l’ematocrito come riportato sempre in Tabella
1 nel soggetto esaminato. E’ ipotizzabile che
gli stessi effetti ipocolesterolemici siano da
attribuire sia alla composizione di acidi grassi
essenziali polinsaturi (PUFA) che entrano nel
metabolismo degli eicosanoidi spostando
l’equilibrio verso quelli benefici, che alla
stessa vitamina B12 in quanto coenzima di tappe
fondamentali del metabolismo dei grassi (24) in
sincronia con il controllo della formazione di
lipoproteine ossidate modulando lo “stress
ossidativo” con le sostanze antiossidanti.
La vitamina B12
attraverso il metabolismo dell’omocisteina può
prevenire il suo accumulo e quindi avere effetti
protettivi per le cardiopatie, inoltre
attraverso la trasformazione dell’omocisteina in
metionina, interviene anche nella trasformazione
dei folati esercitando quindi un ruolo
fondamentale nel ciclo cellulare con possibili
effetti anticancerogeni. Stretto legame si
innesca tra la carenza di B12, che può creare in
circolo l’omocisteina nitrosilata che facilita
la produzione di radicali liberi, ed i livelli
di antiossidanti quali in particolare la
vitamina A; ecco quindi anche l’importanza del
riscontro dopo supplementazione con Phycozym di
incrementi plasmatici di retinolo come si
evidenzia nella figura 3.
Per
quanto riguarda gli effetti sulla funzionalità
del sistema immunitario oltre a quelli già
riportati in letteratura sulla ricircolazione
delle cellule immunitarie fra i vari distretti
anatomici dovuti all’alga verde azzurra
Aphanizomenon Flos Acquae (25), si aggiungono
quelli esercitati direttamente dai probiotici e
dai prebiotici percentualmente presenti nel
Phycozym che ristabilendo l’eubiosi intestinale
possono agire positivamente sulle “cellule M”
facenti parte degli aggregati linfoidi del
tessuto linfoide intestino-associato (GALT),
primo apparato immunitario di difesa verso
agenti esterni e microrganismi. Le cellule M
giocano un ruolo fondamentale nella produzione
di IgA intestinali che rivestono i batteri della
normale flora intestinale proteggendola.
Sono
sempre più disponibili informazioni
sull’anatomia del sistema immunitario ma poco è
noto sugli effetti di un sistema troppo attivato
o poco attivato anche alla luce dell’insorgenza
di patologie come quelle autoimmuni. In tale
direzione si sta facendo sempre più strada anche
il concetto del “mimetismo molecolare” inteso
come similitudine molecolare tra antigeni
batterici o virali e le proteine di alcuni
distretti corporei tale da confondere la
risposta immunitaria che finisce con l’aggredire
il “self”. Per tale ragione si può cogliere con
molto ottimismo l’idea che si possa modulare il
sistema immunitario agendo con sostanze
naturalmente presenti in questi sistemi
cellulari senza rafforzarlo o deprimerlo
farmacologicamente.
La
conferma delle capacità antiossidanti del
complesso adoperato per l’indagine (Phycozym) è
ulteriormente rafforzata sia dalla riduzione
della lipoperossidazione evidenziata con il
decremento dei livelli plasmatici di MDA e con
l’incrementato livello di glutatione ridotto
come rilevabile nelle fig. 1 e 2; dati
confortanti in tale senso vengono anche dai
primi risultati di indagini ancora in corso
sulle capacità antiossidanti proprie delle
ficocianine ancora non pubblicate.
In
conclusione, da questa indagine pilota emergono
dati interessanti sul fatto che la presenza sia
degli elementi nutrizionali presenti nelle alghe
verdi-azzurre Klamath che delle ficocianine nel
Phycoplus unitamente agli effetti benefici già
noti che esercitano i probiotici e i prebiotici
permettono di ipotizzare una vasta gamma di
azioni che possono abbracciare sia il campo
nutrizionale che quello terapeutico al quale
saranno indirizzati gli sforzi futuri.
L’approccio attuale dello studio pur in presenza
di un numero limitato di casi, ci è sembrato
metodologicamente corretto anche dal punto di
vista etico, poiché ci ha permesso di escludere
qualsiasi effetto collaterale possibilmente
attribuibile alla integrazione, sempre più
convinti che l’organismo umano sia in grado di
prelevare da tali fonti tutti gli elementi che
gli necessitano per mantenere l’omeostasi
generale e quindi per mantenersi in buona
salute.
BIBIOGRAFIA
Sies H: Oxidative
Stress.Oxidant and Antioxidants – London,
Academic Press 1991
Galli F,
Canestrari F, Bellomo G: Pathophysiology of
Oxidative Stress and Its Implication in Uremia
and Dialysis – Contrb.Nephrol, Basel, Karger ,
Vol 127,1-31 ,1999
Gey KF – Nutr
Biochem –6: 206-236 ( 1995 )
Lee H:
Anticarcinogenic effects of L acidophilus an
N-nitroso-bis(2-oxopropyl ) amine induced colon
tumor in rats- Appl.Nutr,48:59-66,1996
Murthy M:
Delineation of Beneficial Characteristics of
Effective Probiotics – JANA ,Vol 3,38-43,2000
Femia AP, Luceri
C, Dolara P, Giannini A, Biggeri A, Salvadori M,
Clune Y, Collins KJ. Paglierani M, Caderni G:
Antitumorigenic activity of the prebiotic inulin
enriched with oligofructose in combination with
the probiotics Lactobacillus rhamnosus and
Bifidobacterium lactis on azoxymathane-induced
colon carcinogenesis in rats. Carcinogenesis, 23
( 11 ) ,1953-60, 2002.
Zolla L,
Bianchetti M. High-performance liquid
chromatography coupled on-line with electrospray
ionization mass spectrometry for the
simultaneous separation and identification of
the Synechocystis PCC 6803 phycobilisome
proteins. J Chromatogr A 2001 Apr
6;912(2):269-79
Viskari PJ,
Colyer CL. Separation and quantitation of
phycobiliproteins using phytic acid in capillary
electrophoresis with laser-induced fluorescence
detection. J Chromatogr A 2002 Oct
4;972(2):269-76
Bhat VB,
Madyastha KM. C-phycocyanin: a potent peroxyl
radical scavenger in vivo and in vitro. Biochem
Biophys Res Commun. 2000 Aug 18;275(1):20-5.
Romay C, Armesto
J, Remirez D, Gonzalez R, Ledon N, Garcia I.
Antioxidant and anti-inflammatory properties of
C-phycocyanin from blue-green algae. Inflamm
Res. 1998 Jan;47(1):36-41.
Stryer L and
Glazer AN: Fluorescent cojugate for analysis of
molecule and cells – United States Patent ,4,
859, 582, 1989
Romay C, Gonzalez
R. Phycocyanin is an antioxidant protector of
human erythrocytes against lysis by peroxyl
radicals. J Pharm Pharmacol. 2000 Apr;52(4):367-8.
Reddy CM, Bhat
VB, Kiranmai G, Reddy MN, Reddanna P, Madyastha
KM. Selective inhibition of cyclooxygenase-2 by
C-phycocyanin, a biliprotein from Spirulina
platensis. Biochem Biophys Res Commun. 2000 Nov
2;277(3):599-603.
Bhat VB,
Madyastha KM. Scavenging of peroxynitrite by
phycocyanin and phycocyanobilin from Spirulina
platensis: protection against oxidative damage
to DNA. Biochem Biophys Res Commun. 2001 Jul
13;285(2):262-6.
Mathews-Roth M.M
A clinical trial of the effects of oral
beta-carotene on the responses of human skin to
solar radiation. J.Invest.Dermat.1972 ,
59,349-353.
Schalch W
Carotenoids in the retina. Free radicals and
aging, 1992 Ed I Emerit and B. Chance Birkhauser
Vertag, Basel Swizerland
Simopoulos AP
Omega 3 fatty acids in helathy and disease and
in growth and development, 1991, Am.J.Clin.Nutr.54,438-463.
Arnesen E serum
total homoysteine concentratios and coronary
heart disease.1995, Int.J.epidemiol,24:704-709.
Bell R.M, Exton
JH and Prescott SM Lipid Second Messengers, 1996
Hanbook of Lipid Research, Vol8, Plenum
Press,New York.
J.A.Buege,
S.D.Aust, Microsomial lipid peroxidation,
Methods Enzymol., 1978; LII: 302-310
E.Beutler, Red
cell metabolism. A manual of Biochemical methods,
Grune and Straton, New York, 1975, 131-134
G.W.Burton,
A.Webb, K.U.Ingold, A mild, rapid and efficient
method of lipid extraction for use in
determining vitamin E/lipids ratios, Lipids,
1985; 20: 29-39
Vadiraja BB,
Gaikwad NW, Madyastha KM. Hepatoprotective
effect of C-phycocyanin: protection for carbon
tetrachloride and R-(+)-pulegone-mediated
hepatotoxicty in rats. Biochem Biophys Res
Commun. 1998 Aug 19;249(2):428-31
Nishimura JS
Succinyl –CoA syntetase structure-function,
relationships and other considerations.1986
Adv.Enzymol.Relat.Areas.Mol.Biol.58,141-172.
Gitte SJ
Consumptio of Aphanizomenon flos-acqae has rapid
effects on the circulation and function of
immune cells in humans-2000, JANA Vol 2.3:50-57
TABELLE e FIGURE
|
Tabella
1: Miglioramento di alcuni parametri
ematochimici durante la supplementazione
di Phycozym. |
|
|
PARAMETRI |
BASALE |
1 MESE
PHYCOZYM |
3 MESI
PHYCOZYM |
VALORI DI
RIFERIMENTO |
|
1 |
GPT |
73 |
59 |
55 |
7-56 U/L |
|
2 |
Linfociti |
53.8 |
40.7 |
35.9 |
20-45 % |
|
3 |
Vitamina
B12 |
188.0 |
194.0 |
214.0 |
200-950
pg/ml |
|
4 |
Globuli
rossi |
4,35 |
4,74 |
4.77 |
4.5-5.8
milioni x mmc |
|
5 |
Ematocrito |
36,4 |
41,8 |
41.5 |
38-52 % |

Figura 1:
Diminuzione dei livelli di MDA plasmatica (-35.5%)
dopo 1 mese di supplementazione di Phycozym.

Figura 2: Aumento
dei livelli di GSH plasmatico (+16.8%) dopo 1
mese di supplementazione con Phycozym.
Figura
3: Aumento dei livelli plasmatici di retinolo
(+60%) durante la supplementazione di Phycozym.
Tratto da:
NUTRIGEA
s.a.
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|