IL
PROBLEMA
La
presenza di un potenziale elettrochimico,
legato agli ossidi dei metalli esistenti
in tutte le leghe metalliche, è
responsabile del rilascio di ioni (i
cosiddetti radicali liberi); questi sono
causa di varie patologie e reazioni da
parte dell’organismo. Nei casi più
gravi si ha l'insorgere di leucemie,
sclerosi multiple, lesioni tumorali,
infiammazioni generali e locali,
distruzione della mielasi (primo processo
digestivo in cavità orale), degenerazione
cellulare etc.
Il
problema, ad esempio, delle allergie,
in particolare quelle ai metalli, in
questi anni ha assunto una sempre maggiore
gravità. Spesso ci si chiede come mai si
è allergici e perché le difese del
nostro organismo sono indebolite di fronte
alle aggressioni esterne, ma non si trova
una risposta. La risposta potrebbe
risiedere proprio nella tossicità dei
metalli.
L'accumularsi
dei reclami presentati dalle varie
associazioni a difesa del Consumatore e
dagli stessi privati cittadini nei
confronti dei settori Orafo, Odontoiatrico
(protesico, ortodontico, implantologico)
Cardiologico, Ortopedico, etc.
responsabili di una serie di
manifestazioni allergeniche e di
intolleranze può già costituire di per sé
una chiara spiegazione.
Le
leghe metalliche usate per la costruzione
delle protesi dentarie mobili, ma
soprattutto fisse, sono state concepite
allo scopo di non nuocere all'organismo,
ma purtroppo pur essendo vicine a questo
traguardo, non lo hanno ancora raggiunto,
spesso per esigenze dettate dall'uso cui
sono destinate. Insieme all'Oro, base di
queste leghe, sono associati altri
componenti metallici come il Palladio,
l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento ed
anche il Rame, che durante i processi di
fusione della lega e di preparazione del
manufatto protesico, sviluppano sia in
superficie che in profondità OSSIDI
che a contatto con la saliva e i tessuti
parodontali (quelli che circondano i
denti) rilasciano IONI metallici
che possono esplicare azione tossica sia
localmente che in tutto l'organismo.
Si
possono facilmente ascrivere all'azione
tossica locale fenomeni come:
-
sanguinamento
delle gengive
- tatuaggi
gengivali
-
afte
-
stomatiti
-
arrossamento
della lingua
-
alterazioni
del gusto
-
iperplasie
gengivali associate a
- parodontiti
croniche
-
riassorbimento
osseo
-
eccessiva
produzione di placca (dovuta a ben 41 tipi
di batteri persi alcuni dei quali sono
ritenuti responsabil di malattie cardiache
e sono stati isolati talvolta anche in
sede di infarto miocardico)
Gli
effetti sistemici invece possono
manifestarsi in varie parti del corpo con
-
allergie
-
eczemi
- disturbi
oftalmici
-
disturbi
neurologici
-
patologie
gastroenteriche
-
riniti
-
faringiti
-
acufeni
e
via dicendo, soprattutto a contatto con
oggetti di provenienza dall'industria
orafa, come anelli, orecchini, collane,
monili per il
Piercing, adesso così di
moda.
Che
cosa è che rende instabile una lega
preziosa a base aurea e non, o a base di
titanio o altri componenti non preziosi ?
Qual è la causa che induce il
rilascio degli ioni metallici
nell'organismo ?
Il
potenziale elettrochimico è una carica
elettrica presente in tutti gli elementi
metallici e non.
Nel
cristallo di un elemento metallico è
presente un insieme di ioni a carica
positiva disposti secondo un regolare
reticolo e circondati da un certo numero
di elettroni liberi a carica negativa che
si muovono in tutto il reticolo
cristallino.
Durante
la lavorazione, nel passaggio di stato,
cioè durante la fusione necessaria per
ottenere l'oggetto desiderato,
premodellato in cera, la lega subisce
alterazioni del reticolo cristallino
rilasciando elettroni liberi. Per questo
motivo la lega si trova in uno stato di
"agitazione" magnetica, cioè
presenta un potenziale elettrochimico di
una certa intensità che conferisce alla
lega stessa un alto grado di instabilità,
favorendo la formazione di ossidi.
Ricerche
universitarie hanno dimostrato, mediante
misurazioni del potenziale elettrochimico,
che il flusso di ioni che si genera tra
metallo e tessuto organico, produce una
differenza di potenziale, la cui minima
presenza può considerarsi patologica.
La
formazione di ossidi metallici delle leghe
è responsabile della reazione di
ionizzazione dei metalli verso i tessuti.
Per
le protesi, gli interessi commerciali
impongono sul mercato mondiale l'uso delle
leghe al titanio perché,
oltre ai costi molto bassi del metallo, c'è
la necessità di rinnovo di tutto il parco
attrezzature per la nuova tecnologia, in
ogni caso la salute pubblica non è di
interesse primario. Il titanio dunque è
il materiale oggi comunemente usato e si
presenta sotto forma di leghe con altri
metalli che presentano anch'esse un alto
potenziale elettrochimico i cui valori
sono scarsamente controllabili, persino in
ambiente ad alto livello di tecnologia.
Utilizzato oltre che per le protesi, anche
per altri oggetti come gioielli, il
titanio, nonostante il pregio di avere
costi bassi, forma delle leghe di bassa
qualità, altamente ossidanti e non
garantisce quindi la perfetta
biocompatibilità.
Il
materiale proposto di recente in
alternativa al titanio è lo zirconio,
o meglio gli ossidi di zirconio (o
zirconia), che però è un materiale
altamente radioattivo (è molto utilizzato
in ricerche ed applicazioni nel settore
nucleare e militare) e che, in presenza di
elementi metallici, ha un'alta capacità
di attivare processi elettrogalvanici,
oltre a creare altre situazioni
degenerative patologiche.
Proprio per le particolari caratteristiche
gli ossidi di Zirconio hanno un'alta
capacità di sintesi, un contenuto
elettrodinamico molto attivo per cui, in
presenza elettrolitica organica, oltre a
variarne le proprie caratteristiche,
possono generare una dissociazione dei
propri elementi impuri sotto forma di sali
ionici (definiti radicali liberi), possono
causare alterazioni biogenetiche, reazioni
autoimmuni, etc.
La potenzialità elettrodinamica degli
ossidi di zirconio in vicinanza di altri
oggetti o dispositivi protesici metallici
(otturazioni e protesi ) può attivare l'elettrodinamicità
di quest'ultimi con la conseguente
dissociazione ionica.
La
maggior parte di queste leghe, provengono
da paesi che forniscono metallo con
caratteristiche radioattive e non si può
garantire che esso non venga immesso sul
mercato attraverso canali paralleli.
La
legge italiana, a tutela e a difesa dalla
salute dei cittadini, ha recepito, con il
Decreto Legislativo 24 febbraio 1997, n 46
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
marzo 1997, n. 54, Supplemento Ordinario)
la normativa europea recando norme per la
"Attuazione della Direttiva 93/42,
concernente i Dispositivi Medici".
L'Allegato 1 - II. Requisiti relativi alla
progettazione e alla costruzione
7. Caratteristiche chimiche, fisiche e
biologiche
7.1 I dispositivi devono essere progettati
e fabbricati in modo tale da garantire le
caratteristiche e le prestazioni previste
alla parte I.
|