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GUIDA
alla SALUTE NATURALE
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Manuale di MEDICINE
ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI - Manual of
ALTERNATIVE
MEDICINES
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OSSIDO di ZIRCONIO
TITANIO - scheda di Sicurezza
Ricordiamo anche che
ogni
protesi introdotta in bocca che
contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
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Ossido di
Zirconio
Nella sua forma pura, questo metallo è
leggermente argenteo in apparenza, ed è molto
malleabile e duttile.
E 'anche molto resistente alla
corrosione , che lo rende estremamente
popolare come leghe metalliche.
Quando una lega deve essere resistente alla
corrosione, aggiungendo al mix di zirconio, essa
può aumentare la sua durata.
Questo elemento appartiene ai metalli di
transizione, un gruppo di metalli vicini sulla
tavola periodica degli elementi, che comprende
anche
palladio, argento,
cobalto,
rame,
zinco e nichel, tra molti altri.
Anche se lo zirconio può essere trovato solo in
forma combinata in natura, è molto abbondante
sulla Terra.
Si tratta di un elemento comune, con un numero
presente naturalmente di
isotopi, che può essere utilizzato per una
varietà di modi.
Questo elemento è stato identificato alla fine
del 1700, anche se ci sono voluti molti anni
prima di poterlo isolare con successo, per
dimostrare che si trattava di un distinto
elemento chimico.
Una cautela con zirconio è che, quando il
metallo è finemente suddiviso, può essere
soggetto a combustione spontanea, soprattutto
nelle calde temperature.
Cura deve essere presa quando si lavora con il
metallo in alcune manipolazioni, soprattutto se
viene macinato o polverizzato.
Gli usi umani al di là di leghe di zirconio, si
deve includere l'industria della ceramica, che
utilizza diversi composti di zirconio in
ceramica e smalti.
Il metallo è usato anche in gioielleria, lo
zirconio nero, è una scelta popolare per gli
anelli, perché è durevole e resistente alla
corrosione dell’acidita’ della pelle.
Mentre lo zirconio non è tossico, può causare
irritazione a contatto con pelle ed occhi. In
caso di esposizione, il soggetto dovrebbe
lavarsi le zone interessate, e può essere una
buona idea di andare da un medico oculista se lo
zirconio è entrato negli occhi.
Questo elemento può anche causare la formazione
di granulomi nei polmoni, se viene inalato.
Questi gruppi di cellule si formano quando il
sistema immunitario del corpo reagisce a
particelle estranee. Questo elemento non sembra
essere biologicamente necessario, anche se
tracce si trovano in molti organismi, comprese
le persone.
vedi:
Materiali Dentari e denti tossici + Elettrogalvanismo dei materiali dentari
+ Impianti dentari +
Ricerca del CNR
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MATERIALI TOSSICI - MATERIALI CHE HANNO UN’ALTA TOSSICITA’= “NANOPARTICELLE, ZIRCONIA”
Materiali che hanno tantissime applicazioni e che comunque rimangono pericolosi.
Questi finiscono nel nostro sistema fisiologico non solo attraverso la normale respirazione, passano qualsiasi via di comunicazione come anche attraverso: la pelle, la saliva etc.
E’ la grande preoccupazione attuale e futura, tant’è che non esistono i presupposti risolutivi per eventuali nanopatologie.
http://www.ceramicstoday.com/articles/toxic_materials.htm
Dal sito: Ceramic Toxic Materials
Traduzione da Inglese verso Italiano
Ceramica materiali tossici
L'uso di questa pagina e le pagine Glaze sono soggetti ai Termini di Utilizzo.
A causa della necessità di una lista completa di tossici materiali ceramici in Rete, ho messo insieme le informazioni su questo argomento. Qui di seguito troverete un elenco di 35 comuni e non gli ingredienti tanto comuni in ceramica - le cose che abbiamo a che fare con su base giornaliera. Mentre la maggior parte di questa conoscenza è liberamente disponibile, la mia esperienza in varie scuole d'arte mi ha detto che la tossicità dei materiali ceramici non si sottolinea abbastanza.
Anche le cifre ben noto nel mondo della ceramica sono stati conosciuti per ignorare le regole di buon senso. Un episodio ben noto tragico fu Hans Copers morte per avvelenamento da manganese. Le istanze di emphesemia a causa di inalazione di polveri tra ceramisti è troppo alto - una malattia che è abbastanza facilmente evitata. Spero che questa lista sarà contribuire alla conoscenza disponibile sul tossine ceramica in rete.
Molte sostanze sono un problema per il vasaio durante la produzione, ad esempio, per contatto ed inalazione, altri nel prodotto finito. Un designa una sostanza che può essere pericolosa per la salute, sia attraverso l'inalazione o assimilazione attraverso la pelle. Alcune sostanze non deve essere utilizzato per la tavola, di solito a causa di lisciviazione.
Mentre il substaces elencati possono essere pericolosi, ciò non significa che non possono essere utilizzate a tutti - piuttosto che deve essere usata cautela ! Si noti che alcuni ingredienti elencati non può essere designato come tossico, ma può essere comunque pericolosi. Per dare un contributo a questo database, potete inviare una e.mail.
Un elenco completo di scheda di sicurezza (Material Safety Data Sheets) è disponibile qui:
http://avogadro.chem.iastate.edu/MSDS/.
Misure di sicurezza:
* Conoscere le materie avete a che fare con
* Indossare una maschera bene la polvere durante la manipolazione di materiali secchi
* Indossare guanti quando si toccano materiale crudo, asciutto o bagnato
* Evitare l'uso di materie prime particolarmente tossici, come piombo bianco. Usa invece fritte.
* Lavare le mani con cura dopo il contatto con materiali
* Indossare indumenti protettivi e lavarsi frequentemente
* Indossare una maschera antigas quando la riduzione o sale o soda fuoco banchi di lavoro di lavaggio * straccio bagnato e pavimenti studio
* Se smalti a spruzzo, indossare una maschera e utilizzare una cabina di verniciatura
* Mai mangiare o bere studio vicino o area di lavoro
Traduzione da Inglese verso Italiano
Ceramica materiali tossici
Elenco
- L'allumina è una polvere fastidio ai polmoni
- L'amianto provoca particolarmente brutto, fibrosi incurabile se inalato. Per saperne di più.
- Carbonato di bario
è una forma pericolosa di bario, come si forma solubile del cloruro nello stomaco e si accumula. Essa colpisce i muscoli, in particolare il cuore, aumentando la sua eccitabilità, con conseguente pressione alta e un'emorragia interna. Will penetrare nella pelle. Non consigliato per articoli alimentari, in quanto può percolare.
Vedi Feature articolo per ulteriori informazioni.
Borace esposizione cronica può causare asma, diarrea e malattie della pelle
- Cadmio
Usato come pigmento in smalti. Può causare malattie respiratorie, l'osteoporosi, il cancro ed altri problemi.
- Biossido di carbonio
Se il livello di ossigeno scende, l'udito diminuisce, il polso e la pressione arteriosa aumento. forme di anidride carbonica durante i processi di cottura di combustione.
- Monossido di carbonio combina nel corpo con l'emoglobina nel sangue e riduce la disponibilità di ossigeno al corpo. I sintomi come mal di testa, vertigini e senso di affaticamento apparire in persone sane in cui il 10% della loro emoglobina si combina con il monossido di carbonio. Può portare molto rapidamente alla sonnolenza, poi la morte. Forme durante licenziamenti riduzione pesante.
Per saperne di più.
- Cromati e acido cromico possono essere cancerogene. Anche entrare nel corpo attraverso la pelle.
- Cobalto ossido, carbonato può causare danni al fegato e dermatiti. Entrerà nel corpo attraverso la pelle.
- Rame sali sono irritanti per la pelle, occhi e mucose. L'inalazione di polveri di rame e dei risultati fumi irritazione delle vie respiratorie.
- Polveri in tutte le forme in studio dovrebbero essere evitati. Si accumulano nel corso degli anni e causare emphesemia - non una malattia bello avere. Faccia attenzione con silice.
- Solfito ferroso può essere fatale e deve essere evitato.
Coperta della fibra soprattutto nello stato licenziato può gettare invisibili fibre galleggianti che hanno effetti simili all'amianto.
- Gas da forni sale e forni riduzione, può causare problemi respiratori o addirittura acido corrosione del tessuto polmonare.
- Gomma arabica possono causare asma e infiammazioni degli occhi.
- Ferro cromato può portare a polmonite acuta e polmone provocano il cancro.
- La polvere di ossido di ferro è tossico per i bambini e possono causare "pigmentazione di ferro" dei polmoni, ma apparentemente benigno contenzioso.
- Caolino simile a silice.
- Piombo è un veleno cumulativo. Può essere conservato nella struttura ossea per anni prima di una dose mortale è accumulato. Attenzione alle disci-piombo prime, come il bianco o Yello piombo, che sono estremamente tossici. fritte piombo Usa invece. Non utilizzare per stoviglie.
- Gas di petrolio liquefatto può causare mal di testa, intorpidimento, brividi e vomito, ma è un rischio maggiore, in quanto esplosivo di inalazione.
- Ossido di Magnesio è considerato inoxious, ma le regole generali per le polveri sono ancora validi.
- Il manganese può causare danni al cervello e infine la morte. Will penetrare la pelle.
- Mica, moscovita, vermiculite, Lipidolite può contenere tracce di amianto. L'inalazione di polveri porterà a irritazione ai polmoni e la tosse, forse il cancro, pneumoconiosi, dispnea.
- Ossido di nichel può causare il cancro. Può provocare irritazione della pelle ('prurito nickel'). Will penetrare la pelle.
- Platinum possono causare asma.
- Dicromato di potassio / bicromato
è molto velenosa. Può causare insufficienza renale ed è cancerogeno. Evitate il contatto! Non consigliato per la tavola!
- Selenio colpisce il fegato.
- La silice è sempre presente nei materiali argillosi. inalazione ripetuta provoca silicosi potenzialmente fatale, o 'asma vasai', una forma di emphesemia. La molecola (soprattutto quando sparò) ha un 'gancio' che si attacca alla parete del polmone e si accumula e irrita.
- Sulpher biossido è un forte irritante polmonare e possono formare quando sali metallici di cottura solubili.
- Talco simile alla silice
- Tin Oxide può portare a 'stannosis', presumibilmente una condizione benigna. Per saperne di più.
- Biossido di titanio provoca irritazione polmonare in operai cronicamente esposti. Per saperne di più.
- Composti di uranio causare danni renali, per non parlare della radioattività.
- Pentossido di vanadio può causare anemia; un irritante delle vie respiratorie.
Per saperne di più anche qui.
- Ossido di Zinco principalmente una polvere fastidiosa, ma l'esposizione a elevate concentrazioni può provocare effetti sul sistema respiratorio.
- zirconio contatto della pelle con i composti di zirconio o di zirconio ha causato granulomi pelle in forma di striature lineari di piccole papule, causa anche granulomi polmonari dopo un'esposizione prolungata.
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Odontoiatria:
Oggi, lo zirconio/a sostituisce la struttura portante di una protesi dentale, di solito le strutture vengono realizzate od in lega nobile, preziosa (questa e' la soluzione migliore, protesi che debbono essere inattivate successivamente), in cromo-cobalto od in lega al titanio, rivestite poi dalla ceramica; questa ha la possibilità di ripristinare nella forma e nei colori, la naturalezza dei denti naturali.
Nelle ultime ceramiche certamente ritroviamo piccole percentuali di elementi radioattivi come lo zirconio, ma la loro rilevanza in percentuale è insignificante, è talmente bassa che non può essere calcolata.
Ecco cosa afferma
l'associazione degli odontotecnici italiani:
"Lo
zirconio è l'elemento chimico di numero atomico
40. Il suo simbolo è Zr. È un metallo di
transizione bianco-grigio, duro, il cui aspetto
ricorda quello del titanio.
I tessuti umani tollerano facilmente questo
metallo, che quindi è adatto per giunti e
protesi artificiali impiantabili, nonche nella
realizzazione di strutture per protesi dentarie.
(da Wikimedia)
In campo dentale ne viene utilizzato l'ossido
quindi ossido di zirconio (parlare di ossido di
Zirconio o Zirconia è la stessa cosa). Molto
apprezzato per le proprietà meccaniche ed il
colore bianco che in sostituzione del colore
grigio dei metalli offre la possibilità di
realizzare protesi altamente estetiche".
Tratto da:
http://www.odontotecnici.net/dossier/Zirconio.htm
Ecco cosa afferma un fabbricante:
"La solubilità di
Cercon base e, conseguentemente, il rilascio
di ioni nel corpo umano è estremamente basso.
Essa raggiunge, in test condotti con differenti
acidi e con idrossido di sodio, un massimo di 10
ug/cm3 in un periodo di 320 giorni.
51% NaOH 320 giorni 36% HCI 320 giorni 92% H2
SO4 320 giorni
10 ug/cm3 10 ug/cm3 3 ug/cm3
In comparazione gli
standard DIN EN ISO 9693 (12/2000) Restauri
Denta// con Sistemi di Metallo Ceramica
permettono una solubilità massima della ceramica
dentale pari a 10 ug/cm3 in un periodo di 16
ore.
Questo significa un valore pari a 48000 ug/cm3
in un periodo di 320 giorni, paragonato ai 10
ug/cm3 rilasciati da Cercon base."
"L'ossido di
zirconio non possiede una radioattività propria,
ma può contenere tracce di
ossido di
uranio ed
ossido
di
torio.
Il livello di radioattività di ogni lotto di
ossido di zirconio utilizzato per la
fabbricazione di Cercon base è controllato da un
laboratorio indipendente: il valore massimo
tollerato è di 0,03 Bq/g (bequerel/grammo) per
Th-232 e U-238. La saliva umana possiede una
radioattività pari a 0,025 Bq/g.
Pertanto Cercon base non provoca un aumento di
radioattività nel corpo umano."
Commento
NdR: facciamo notare che:
1 - “il rilascio di ioni nel corpo umano è
estremamente basso”, cio’ significa che
comunque vi e’ emissione di ioni nell’organismo
e NESSUNO puo’ affermare che siano
innocui e non interferiscano con i processi
biochimici del corpo ! Inoltre si conferma che
anche gli altri prodotti rilasciano ioni
e quindi NON sono innocui.
2 - “L'ossido di
zirconio non possiede una radioattività propria,
ma può contenere tracce di ossido di uranio ed
ossido di torio……” - questa e’ la conferma
che vi sono tracce di ossido di uranio e torio.
Ma se gia’ l’organismo ha una sua radioattivita’
di base, qualsiasi altra radioattivita’ puo’
interferire con i processi biologici
dell’organismo. NESSUNO puo' affermare il
contrario !...."il valore massimo
tollerato..."
3 - E poi cosa grave
che e’ il produttore
stesso che afferma che il Suo
prodotto e’
innocuo ? - ma vi rendete conto
di quanto sia grave questa cosa ?? e’
come chiedere all’oste se il suo vino e’
buono o meno…
Dove sono gli studi che
dimostrano la sua innocuita'
nel corso degli anni ??
4 - Nella lega
Zirconio/a c'è anche l'Yttrio (Ittrio),
è molto importante perchè, per prima cosa è
oltre che radioattivo, secondo viene inserito
nella lega per il semplice motivo che, la lega
allo zirconio per problemi idrotermici nel tempo
perde la sua capacità di sintesi quindi
dissocia, la presenza dell'Ittrio ne arricchisce
le caratteristiche di sinterizzazione, ma
comunque nel tempo va incontro a
trasmigrazione ionica.....
5 - Per quanto concerne le leghe metalliche esse
hanno una lunga storia e di contraddizioni (vedi
ricerche sulla tossicità ecc.) chi la racconta
in un modo e chi in altro, questo nell'arco di 5
secoli, per quanto concerne la zirconia al
momento di documentazione positiva (di
innocuita') non esiste, mentre contro (negativa)
gia' esiste, vedere in Google "zirconia
problems"; per quanto riguardo gli
insuccessi con le teste femorali, la dott.essa
Gatti dell'Università di Modena, ha identificato
tracce di
allumina in una
lesione orale e tracce di
zirconio/a in una lesione all'intestino !
6 - Ricordiamo anche
che
ogni
protesi introdotta in bocca e/o nel
copro, che contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
Links utili:
Ricerca principale:
http://www.google.com/search?client=firefox-a&rls=org.mozilla:it:official&channel=s&hl=it&q=zirconia+problems&lr=&btnG=Cerca+con+Google
http://www.fda.gov/bbs/topics/ANSWERS/2001/ANS01102.html&sa=X&oi=translate&resnum=3&ct=result&prev=/search%3Fq%3Dzirconia%2Bproblems%26hl%3Dit%26lr%3D%26client%3Dfirefox-a%26channel%3Ds%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26hs%3DuN5%26sa%3DG
Importante:
http://www.tga.gov.au/docs/html/qa_prosth.htm
http://www.fda.gov/bbs/topics/ANSWERS/2001/ANS01102.html
http://www.ingentaconnect.com/content/els/09254005/1996/00000031/00000003/art80058
http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TX0-4625MGW-H&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F2002&_rdoc=1&_fmt=&_orig=search&_sort=d&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5
=6be31bc33287a5a69c4bee73196a0883
Zirconia arrichita con Ittrio:
http://adsabs.harvard.edu/abs/2002AGUSM.V21B..12M
IMPORTANTE:
in Germania, due aziende abbastanza grosse hanno
ritirato lo zirconio (lega agli ossidi di
zirconio/a, truffaldinamente pubblicizzata metal
free) dal mercato, il motivo ? perche' e'
TOSSICO !
Questo provocherà un effetto domino e danni....molti
odontotecnici e medici sono ricorsi ai legali
per capire come pararsi, come salvarsi dalle
future cause ..
Abbiamo letto che su una rivista del settore
edile, si utilizza lo zirconio, che è altamente
tossico,
peggio dell'amianto.
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ZIRCONIA
"Ho iniziato la rimozione delle amalgami con
mercurio sostituendole con le nuove otturazioni
in resina, convinto dei che possono provocare
molti danni al mio organismo (ho parecchie
otturazioni). Mi sono affidato ad un medico
dentista che adotta le precauzioni necessarie
per l'asportazione delle amalgami in maniera
corretta.
Mi sono trovato durante questo cammino a dover
inserire un ponte, il medico mi ha consigliato
di installare un ponte in zirconio, dicendomi
che il miglior materiale metal-free in commercio.
Leggendo in questi giorni degli articoli
anche su internet, sono particolarmente
preoccupato".
Alcuni articoli sono firmati a nome
dell'odontoiatra Rosario Muto, in cui accusa che
l'utilizzo dello zirconio (zirconia)
è sbagliato,
perchè :
1) materiale
radioattivo
2) materiale scarto di centrali nucleari,
ecc.
TROVATA SOLUZIONE NON
TOSSICA per ELIMINAZIONE
dei fenomeni di
elettrolisi delle
Protesi Dentarie
Secondo alcuni odontoiatri, bisogna contrastare
la diffusione delle leghe agli ossidi di
Zirconia, sono tossiche e radioattive, le
aziende le stanno pubblicizzando per ceramiche
integrali, altro che non è una lega metallica a
base di: zirconio, yttrio, ossigeno, titanio e
alluminio.
Le leghe agli
ossidi di zirconia, di zirconio, sono
strutture composte da più elementi e ricavati da
processi chimici, proprio per la loro
provenienza e per ...
In
google
e
digitare:
zirconia
problems,
c'è
un
allarme
generale,
dagli
anni
80 a
oggi,
sono
saltate
tutte
le
teste
femorali
in
lega
agli
ossidi
di
zirconia,
la
federconsumatori
se
ne
sta
occupando,
come
anche
la
comunità
EU
ma,
con
quali
risultati
?
By
rosario.muto@tiscali.it
Commento
NdR:
pero'
vi
sono
altri
studiosi
che
non
sono
completamente
d'accordo
con
queste
affermazioni,
in
quanto
certi
processi
tecnologici
di
preparazione
e di
lavorazione
non
permettono
alla
lega
di
Zirconia
di
essere
tossica
ne'
radioattiva
(controllata
con
contatore
geiger)...
siccome
i
processi
sono
molto
piu'
complessi
e'
molto
meglio
evitare
di
immettersela
in
bocca,
e
cio'
per
sicurezza.
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Vitrification
Vitrification has a long track record as a
process for immobilizing nuclear waste and is
being used at national facilities such as the
Savannah River Site and West Valley
Demonstration Project. At the Idaho National
Engineering and Environmental Laboratory (INEEL),
research on waste vitrification has been
conducted since the 1960s. The method consists
of mixing the high-level waste (HLW) with glass
powders (''frit"), melting the mixture at high
temperature (e.g., 1150 °C)1
in a joule-heated melter lined with ceramic
brick,2
and pouring the melt into waste containers.
After cooling, the resulting nuclear waste glass
products are generally homogeneous,
noncrystalline materials with high chemical
durability. They are essentially free from an
undissolved crystalline phase but can contain
some precipitated crystalline phases and
separated amorphous phases as minor phases to
the extent that their overall chemical
durability is not affected adversely.
This chapter begins
by evaluating the vitrification plans for the
INEEL HLW and associated developmental studies
that were contained in presentations to the
committee and in various technical reports cited
below.
The nonseparation option avoids chemical
separation steps by vitrifying the solid calcine
directly. The separation option vitrifies the
high-activity waste streams resulting from
calcine dissolution (including undissolved
solids; see
Chapter 2) followed by chemical separations
processing (see
Chapter 3). These two options, and the
status of developmental testing conducted to
support them, are discussed below in greater
detail. Both of these options use continuous,
joule-heated melters and borosilicate-based
glass compositions.
The chapter ends
with a discussion of potential problems for
these vitrification approaches, and mentions
possible solutions.
A fuller treatment of technological alternatives
is deferred to
Chapter 7, following discussion in Chapters
6-7
of other immobilization approaches. That
discussion does not summarize all emerging and
viable vitrification techniques such as plasma
furnaces or induction-heated cold crucible
melters that can be considered for highly
refractory materials, but focuses on some
developments that in the committee's view were
worthy of further consideration for application
on INEEL HLW.
Tratto da:
http://books.nap.edu
Un paziente ci
scrive in questi termini:
"I sintomi sono
questi: mi sveglio di notte ogni 2 ore e
sento un aumento dei battiti cardiaci.
Di giorno invece
mi sento tutto sommato abbastanza bene.
Ovviamente la
cosa non puo' andare avanti per sempre cosi'.
Il problema e' che pero' se vado da un altro
dentista e mi spacca veramente la capsula,
poi per rifarla devo pagarla a prezzo pieno
(e' una capsula grande che prende 2 denti,
quindi ha il prezzo di 2 capsule).
Da lui invece spero che all'eventuale cambio
capsula, non mi faccia pagare il prezzo
pieno.
Ho letto pero' qualcosa sulla neuralterapia
dove si parla delle correnti galvaniche
e dei denti devitalizzati in genere e si
dice che si possono avere problemi di vario
genere a prescindere dal materiale che si
usa per la capsula."
Un'altro paziente scrive: Gent.mo.......(omissis),
Le scrivo per una consulenza in merito alla
possibilità di effettuare il procedimento da
Lei consigliato
per limitare gli effetti nocivi di
ossidazione di un incapsulamento in
zirconio, ormai terminato ed applicato
da oltre 3 mesi.
Da quando ho effettuato l'incapsulamento con
lega in zirconio (4 incisivi superiori)
accuso infatti mal di testa, ho un mal di
gola cronico con tanto di linfonodi
ingrossati ... senza essere tragici non mi
sento troppo bene.
Vorrei sapere a chi mi posso rivolgere a
Milano per poter sostituire il lavoro
fattomi fare ( di un estetica impeccabile )
ma con evidenti controindicazioni in salute
con un altro altrettanto soddisfacente ma
sottoposto al procedimento TTSVGEL.
Il mio dentista infatti non è disposto
ad accettare la versione di intossicazione
da zirconio, continuando a sostenere la sua
assoluta atossicità.
Visto le spese appena sostenute per il
precedente lavoro sono inoltre costretta a
chiedere un eventuale preventivo o costo
indicativo.
Ringraziando per l'assistenza offerta
rimango in attesa di suo cortese riscontro
Un medico, professore in chirurgia:
Buongiorno,
sono il prof. Di Paola primario chirurgo
dell'ospedale di Bracciano, Roma. Un
nostro paziente, dopo aver posizionato
una protesi al zirconio lamenta
fastidiosissimi sapori
metallico-dolciasatri, in bocca specie
al mattino. E' duratura la
sintomatologia o potrebbe regredire ? Si
può far qualcosa per ridurla ?
grazie.
Prof Di Paola
Un dentista:
Sono un dentista, in questi ultimi tempi sto
utilizzando sempre piu' zirconio per weener.
Ho pero' un grosso problema con una paziente
dopo che è stata effettuata una arcata sup.
in zirconio: arrossamento della
gengiva, la paziente lamenta sensibilita'
ossea zona anteriore, l'assurdo che ha pure
un ponte inf. da 47 a 45 sempre in zirconio.
la differenza l'arcat sup. e' stata eseguita
in zirconio bianco e poi successivamente
opacizzata, ora mi ritrovo nella situazione
di dover smontare tutto, inserire un
provvisorio in resina e attendere la
guarigione dei tessuti molli;
successivamente dovro' rifare l'arcata.
Tu cosa mi consigli oro-ceramica ?
Altra domanda esistono dei test per
verificare se il paziente è allergico allo
zirconio ? oppure conviene ritornare
all'utilizzo di oro-ceramica per tutti ?
aspetto una risposta.
Grazie.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SCHEDA dello Zirconio -
Carlo Erba
Scheda di sicurezza ai sensi della
Dir.2001/58/CE recepita dal D.M. 7/9/2002
Stampato il: 30.04.2003 Vers. N° 1 Data di
aggiornamento: 30.04.2003
# * 1 Identificazione della
sostanza/preparato e della società/impresa
* Dati del prodotto
* Formula molecolare: ZrO(NO3)2
* Denominazione commerciale: Zirconile
nitrato
* SDS N°: CH1160
* Utilizzazione della Sostanza / del
Preparato Reagente per Laboratorio
* Produttore/fornitore: Carlo Erba Reagenti,
Strada Rivoltana Km 6/7 - 20090 Rodano
* Informazioni fornite da: Q.A / Normative
# * 2 Composizione/informazione sugli
ingredienti
* Caratteristiche chimiche:
Numero CAS
14985-18-3 zirconio nitrato ossido
* Numero/i di identificazione
* Numero EINECS: 237-529-3
* Numero CEE: 056-002-00-7
# * 3 Identificazione dei pericoli
* Classificazione di pericolosità:
Xi Irritante
O Comburente
* Indicazioni di pericolosità specifiche per
l'uomo e l'ambiente:
R 8 Può provocare l'accensione di materie
combustibili.
R 36/37/38 Irritante per gli occhi, le vie
respiratorie e la pelle.
# * 4 Interventi di primo soccorso
* Inalazione:
Se il soggetto è svenuto provvedere a
tenerlo durante il trasporto in posizione
stabile su un fianco.
* Contatto con la pelle:
Lavare immediatamente con acqua e sapone
sciacquando accuratamente.
* Contatto con gli occhi:
Lavare con acqua corrente per diversi minuti
tenendo le palpebre ben aperte Se persiste
il dolore consultare il medico.
* Ingestione: Non provocare il vomito,
chiamare subito il medico.
# * 5 Misure antincendio
* Mezzi di estinzione idonei:
CO2, polvere o acqua nebulizzata. Estinguere
gli incendi di grosse dimensioni con acqua
nebulizzata o con schiuma resistente
all'alcool.
* Rischi specifici dovuti alla sostanza, ai
suoi prodotti della
combustione o ai gas liberati:
Favorisce la combustione.
Fumi contenenti ossidi metallici.
Ossidi d'azoto (NO + NO2)
* Mezzi protettivi specifici: Non inalare i
fumi.
# 6 Provvedimenti in caso di dispersione
accidentale
* Misure cautelari rivolte alle persone:
In caso di vapori/polvere/aerosol adottare
protezioni respiratorie.
* Misure di protezione ambientale:
Non sono richiesti provvedimenti
particolari.
* Metodi di pulitura/assorbimento:
Raccogliere con mezzi meccanici.
Provvedere ad una sufficiente areazione.
Per polveri fini usare un aspirapolvere.
# * 7 Manipolazione ed immagazzinamento
* Manipolazione:
* Indicazioni per una manipolazione sicura:
In caso di formazione di polvere procedere
all'aspirazione.
* Indicazioni per prevenire incendi ed
esplosioni:
Esplosivo in miscele con sostanze organiche.
* Stoccaggio:
* Requisiti dei magazzini e dei recipienti:
Non sono richiesti requisiti particolari.
* Indicazioni sullo stoccaggio misto:
Non conservare a contatto con sostanze
infiammabili.
* Ulteriori indicazioni relative alle
condizioni di immagazzinamento:
Mantenere i recipienti ermeticamente chiusi.
# * 8 Protezione personale / controllo
dell'esposizione
* Ulteriori indicazioni sulla struttura di
impianti tecnici:
Nessun dato ulteriore, vedere punto 7.
* Componenti i cui valori limite devono
essere tenuti sotto controllo
negli ambienti di lavoro:
Zirconile nitrato
TLV: Valore a breve termine: 10 mg/m3
Valore a lungo termine: 5 mg/m3 (Zr)
* Ulteriori indicazioni:
Le liste valide alla data di compilazione
sono state usate come base.
* Mezzi protettivi individuali: -
* Norme generali protettive e di igiene del
lavoro:
Tenere lontano da cibo, bevande e foraggi.
Togliere immediatamente gli abiti
contaminati.
Lavarsi le mani prima dell'intervallo o a
lavoro terminato.
Evitare il contatto con gli occhi e la
pelle.
* Maschera protettiva:
Nelle esposizioni brevi e minime utilizzare
la maschera; nelle esposizioni più intense e
durature indossare l'autorespiratore.
Filtro P2, in caso di lavorazioni che
producono polvere.
* Guanti protettivi: Guanti protettivi
* Materiale dei guanti Guanti leggeri
monouso in PVC o PE
* Tempo di permeazione del materiale dei
guanti
Richiedere dal fornitore dei guanti il tempo
di passaggio preciso il quale deve essere
rispettato.
* Occhiali protettivi: Occhiali protettivi a
tenuta
# * 9 Proprietà fisiche e chimiche
* Peso molecolare: 231,23 (anidro)
* Forma: Cristallino
* Colore: Bianco
* Odore: Inodore
* Valore/Ambito Unità Metodo
* Cambiamento di stato
* Temperatura di fusione/ambito di fusione:
Non definito.
* Temperatura di ebollizione/ambito di
ebollizione:
Non definito.
* Punto di infiammabilità: Non applicabile.
* Infiammabilità (solido, gassoso):
Può provocare l'accensione di materie
combustibili.
* Pericolo di esplosione:
Esplosivo in miscela con materie
combustibili.
* Densità: Non definito.
* Solubilità in/Miscibilità con
* acqua: Facilmente solubile.
* solventi organici: Insolubile
# *10 Stabilità e reattività
* Decomposizione termica/ condizioni da
evitare:
Il prodotto non si decompone se utilizzato
secondo le norme.
* Reazioni pericolose
Reazioni con perossidi e altri formatori di
radicali.
Decomposizione di acqua ossigenata.
Può reagire pericolosamente con sostanze
riducenti o infiammabili in massa.
* Prodotti di decomposizione pericolosi:
Non sono noti prodotti di decomposizione più
pericolosi del prodotto stesso.
# 11 Informazioni tossicologiche
* Tossicità acuta:
Valori LD/LC50 rilevanti per la
classificazione:
Orale: LD50: 2500 mg/kg (ratto)
* Irritabilità primaria:
* sulla pelle: Irrita la pelle e le mucose.
* sugli occhi: Classificato irritante.
* Sensibilizzazione: Non si conoscono
effetti sensibilizzanti.
* Ulteriori dati (relativi alla tossicità
sperimentale):
Non disponibili altri dati rilevanti.
# *12 Informazioni ecologiche
* Dati sulla eliminazione (persistenza e
biodegradabilità)
* Ulteriori indicazioni: Dati non reperiti.
* Effetti tossici per l'ambiente:
Tossicità acquatica:
prevedibilmente non rilevante.
* Ulteriori indicazioni:
Non si conoscono dati di pericolosità per le
acque (Classificazione tedesca - WGK).
# 13 Osservazioni sullo smaltimento
* Prodotto:
* Consigli:
Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti
domestici Non immettere nelle fognature.
Riciclare se possibile altrimenti rivolgersi
ad azienda autorizzata per smaltimento
rifiuti industriali.
* Imballaggi non puliti:
* Consigli:
Smaltimento in conformità con le
disposizioni amministrative.
Lavare con acqua da inviare a depurazione e
smaltimento.
# *14 Informazioni sul trasporto
* Trasporto stradale/ferroviario ADR/RID
(oltre confine):
* Classe ADR/RID-GGVS/E: 5.1 Materie
comburenti
* Numero Kemler: 50
* Numero ONU: 1477
* Gruppo di imballaggio: II
* Descrizione della merce:
1477 NITRATI, INORGANICI, N.A.S. (zirconio
nitrato ossido)
* Trasporto marittimo IMDG:
* Classe IMDG: 5.1
* Numero ONU: 1477
* Label 5.1
* Gruppo di imballaggio: II
* Numero EMS: F-A,S-Q
* Denominazione tecnica esatta:
NITRATES, INORGANIC, N.O.S.
* Trasporto aereo ICAO-TI e IATA-DGR:
* Classe ICAO/IATA: 5.1
* Numero ONU/ID: 1477
* Label 5.1
* Gruppo di imballaggio: II
* Denominazione tecnica esatta:
NITRATES, INORGANIC, N.O.S.
# *15 Informazioni sulla normativa
* Classificazione secondo le direttive CE:
Il prodotto è classificato e codificato
conformemente alle direttive CE / norme sui
prodotti pericolosi / dir. 67/548 28°
adeguamento e direttive 1999/45/CE e
2001/60/CE preparati pericolosi.
* Sigla ed etichettatura di pericolosità del
prodotto:
Xi Irritante O Comburente
* Natura dei rischi specifici (frasi R):
8 Può provocare l'accensione di materie
combustibili.
36/37/38 Irritante per gli occhi, le vie
respiratorie e la pelle.
* Consigli di prudenza (frasi S):
17 Tenere lontano da sostanze combustibili.
# 16 Altre informazioni
I dati sono riportati sulla base delle
nostre conoscenze attuali, non rappresentano
tuttavia alcuna garanzia delle
caratteristiche del prodotto e non motivano
alcun rapporto giuridico contrattuale.
* Scheda rilasciata da: Q.A / Normative
* Interlocutore: Telefono di emergenza: 0039
2 953251
* Riferimenti bibliografici
ECDIN (Environmental Chem. Data and
Information Network)
IUCLID (International Uniform Chemical
Information Database)
NIOSH - Registry of Toxic Effects of
Chemical Substances
Roth - Wassergefährdende Stoffe
Verschueren - Handbook of Environmental Data
on Organic Chemicals
ChemDAT - Safety Data Sheets from E.Merck on
CD-ROM
Merian - Metals and their compounds in the
environment
* * Dati modificati rispetto alla versione
precedente
Alla fine della scheda compare questa
scritta....:
"I dati sono riportati sulla base delle
nostre conoscenze attuali, non rappresentano
tuttavia alcuna garanzia delle
caratteristiche del prodotto e non motivano
alcun rapporto giuridico contrattuale".
Commento NdR:
Questo significa che i produttori si
mantengono nel vago, perche' sono
nella più totale ignoranza e quindi
vogliono pararsi....il di dietro....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
A proposito dello zirconio e
i suoi composti:
MINISTERO DELLA SANITA' - DECRETO 17 agosto
2000
Aggiornamento degli elenchi allegati alla
legge 11 ottobre 1986, n. 713, sulla
produzione e la vendita dei cosmetici, in
attuazione delle direttive della Commissione
dell'Unione europea 2000/6/CE e 2000/11/CE.
IL MINISTRO DELLA SANITA' DI CONCERTO CON
IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E
DELL'ARTIGIANATO
VISTA la legge 11 ottobre 1986, n. 713,
modificata con decreto legislativo 10
settembre 1991, n.300 e con decreto
legislativo 24 aprile 1997, n. 126, recante
norme per l'attuazione delle direttive della
Comunita' economica europea sulla produzione
e la vendita dei cosmetici;
VISTO, in particolare, l'articolo 2, comma
6, della predetta legge, il quale stabilisce
che gli elenchi e le prescrizioni di cui
agli allegati della stessa sono aggiornati,
tenuto conto anche delle direttive
dell'Unione Europea, con decreto del
Ministro della sanita', di concerto con il
Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato;
VISTI i decreti ministeriali 24 gennaio
1987, n.91, 24 novembre 1987, n. 530, 28
dicembre 1988, 15 gennaio 1990, 3 settembre
1990, 25 settembre 1991, 30 dicembre 1992,
16 luglio 1993, 29 ottobre 1993, 2 agosto
1995, 2 settembre 1996, 24 luglio 1997, 22
gennaio 1999 e 11 giugno 1999 pubblicati
rispettivamente nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo
1987, nel supplemento ordinario n. 3 alla
Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre
1987, nella Gazzetta Ufficiale - serie
generale - n. 48 del 27 febbraio 1989, nella
Gazzetta Ufficiale - serie generale. n. 58
del 10 marzo 1990, nella Gazzetta Ufficiale
- serie generale, n. 255 del 31 ottobre
1990, nello Gazzetta Ufficiale - serie
generale n. 299 del 21dicembre 1991, nella
Gazzetta Ufficiale - serie generale, n. 28
del 4 febbraio 1993, nella Gazzetta
Ufficiale serie generale - n. 177 del 30
luglio 1993, nella Gazzetta Ufficiale -
serie generale - n. 37 del 15 febbraio 1994,
nella Gazzetta Ufficiale, serie generale -
n.301 del 28 dicembre 1995, nella Gazzetta
Ufficiale - serie generale - n. 213 dell'11
settembre 1996, nella Gazzetta Ufficiale -
serie generale - n. 233 del 6 ottobre 1997,
nella Gazzetta Ufficiale – serie generale -
n. 78 del 3 aprile 1999 e nella Gazzetta
Ufficiale - serie
generale - n. 151 del 30 giugno 1999, con i
quali si e' provveduto ad aggiornare gli
elenchi allegati alla legge n. 713/1986,
anche in attuazione delle direttive della
Commissione delle Comunita' europee numeri
85/391/CEE, 86/179/CEE, 86/199/CEE,
87/137/CEE, 88/233/CEE, 89/174/CEE,
90/121/CEE, 91/184/CEE, 92/8/CEE, 92/86/CEE,
93/47/CEE, 94/32/CE, 95/34/CE, 96/41/CE,
97/1/CE, 97/45/CE, 98/16/CE e 98/62/CE:
VISTO il decreto ministeriale 8 maggio 1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie
generale n. 114 del 17 maggio 1996:
RITENUTA la necessita' di Modificare
ulteriormente gli allegati della legge
citata in attuazione delle direttive
2000/6/CE e 2000/11/CE, adottate dallo
Commissione delle Comunita' europee
rispettivamente in data 29 febbraio 2000 e
10 marzo 2000.
VISTO il parere espresso dall'Istituto
Superiore di Sanita' con la note prot
n.021747/TOC12-CHF datato 25 maggio 2000
DECRETA
Art. 1.
1. Agli allegati, della legge 11 ottobre
1986, n. 713, modificata dal decreto
legislativo 10 settembre 1991, n. 300, e dal
decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 126,
sono apportate le modifiche previste dagli
articoli seguenti.
Art. 2.
1. Nell'allegato II, contenente l'elenco
delle sostanze che non possono entrare nella
composizione dei prodotti cosmetici, da
ultimo modificato con decreto ministeriale
11 giugno 1999, sono soppressi i seguenti
numeri d'ordine:
362. 3'-etil-5',6',7',8'-tetramentil-2'-
acetonoftalene (acetil-etil-tetrametil-tetralina)
(AETT);
365. Acido aristolochico e suoi sali;
366. Zirconio e suoi composti, esclusi i
complessi che figurano con il numero
d'ordine 52 nell'allegato III, prima parte,
le lacche, i pigmenti o i sali di zirconio
dei coloranti che figurano, con il
riferimento (3) nell'allegato III, parte
seconda e nell'allegato IV, parte seconda;
376. Minoxidil, suoi sali e derivati.
377. 2,3,7,8-Tetraclorodibenzo-p-diossina;
382. 3,4',5-Tribromosalicilanilide (tribromsalan);
383. Fitolacca Species e loro preparati;
389. 11-alfa-idrossipregn-4-ene-3,20-dione e
tutti i suoi esteri;
390. Colorante C I 42 640;
394. Antiandrogeni a struttura steroidea;
395. Acetonitrile;
396. Tetraidrozolina e suoi sali;
2. Nello stesso allegato II sono aggiunti i
seguenti numeri d'ordine:
362.
3'-etil-5',6',7',8'-tetraidro-5',6',8',8'-tetrametil-2'-acetonaf
talene (acetil-etil-tetrametil-tetralina) (AETT);
1-[2-(3-etil-5,6,7,8-tetraidro-5,5,8,8-tetrametil)naftalenil]eta
none;
1,1,4,4-tetrametil-6-etil-7-acetil-1,2,3,4-tetraidronaftalene;
[88-29-9];
365. Acido aristolochico e suoi sali; acido
8-metossi-6-nitrofenantro[3,4-d]-1,3-diossolo-5-carbossilico[313
-67-7]; Aristolochia Spp. e suoi preparati;
366. Zirconio e suoi derivati, ad eccezione
delle sostanze che fanno capo al numero
d'ordine 52 dell'allegato III, parte prima e
di lacche, pigmenti o sali di zirconio dei
coloranti che figurano nell'allegato IV,
parte prima, con il riferimento "3";
[7440-67-7];
376.
6-(1-piperidinil)-2,4-pirimidindiammina-3-ossido
(Minoxidil) e suoi sali; [38304-91-5];
377. 2,3,8-Tetraclorodibenzo-p-diossina;
2,3,7,8-tetraclorodibenzo[b,e][1,4]
diossina: [1746-01-61];
382. 3,4'5-Tribromosalicilanilide;
3,5-dibromo-N-(4-bromofenil)-2-idrossibenzammide;
[87-10-5];
383. Fitolacca (Phytolacca Spp.) e suoi
preparati;
389. 11-alfa-idrossipregn-4-ene-3,20-dione-
e suoi esteri; [80-75-1;
390. Colorante C1.42 640: sale sodico di
N-[4-[[(dimetilammino)fenil][4-[etil(3-sulfofenil)metil]ammino]fenil]metilen]-2,5-cicloesadien-1-iliden]-N-etil-3-sulfobenzenmet
anamminio idrossido, sale interno;
[1694-09-3];
394. Antiandrogeni a struttura steroidea;
395. Acetonitrile, [75-05-8];
396. Tetroidrozolina e suoi sali;
4,5-diidro-2-(1,2,3,4-tetraidro-1-natftalenil)-1H-imidazolo;
Tetrizolina (DC It); [84-22-0];
3. Nello stesso allegato II il primo
trattino del paragrafo b) del numero
d'ordine 422 e' sostituito dal seguente:
"Transesterificazione o idrolisi ad un
minimo di 200o C e sotto pressione
corrispondente adeguata, per 20 minuti
(glicerolo, acidi grassi ed esteri degli
acidi grassi)";
Art. 3
1. Nell'allegato III, parte prima, da ultimo
modificato con decreto ministeriale 11
giugno 1999, il numero d'ordine 1 e'
modificato come indicato nella seguente
tabella:
Art. 4
1. Nell'allegato V, sezione prima, parte
prima, da ultimo modificato con decreto
ministeriale 11 giugno 1999, si aggiungono i
seguenti numeri d'ordine:
Art. 5.
I prodotti cosmetici non conformi alle
disposizioni previste dal presente decreto
non possono essere messi in commercio da
produttori e importatori a decorrere dalla
data di entrata in vigore del
presente decreto e non possono essere
venduti ne' ceduti al consumatore finale a
decorrere dal 1 gennaio 2001.
Il presente decreto sara' trasmesso alla
Corte dei conti per la registrazione e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 17 agosto 2000
Il Ministro della sanità: Veronesi
Il Ministro dell'industria
del commercio e dell'artigianato: Letta
Registrato alla Corte dei conti il 2 ottobre
2000
Registro n. 2 Sanità, foglio n. 158
Vedi ISS Ist. Sup. di Sanita':
Determinazione di elementi inorganici di
interesse tossicologico in matrici
ambientali, biologiche e alimentari
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Salute e Medicina :Odontoiatria -
Risponde il Dott. Maurizio Turchetta
Topic: La ceramica è tossica ? - Autore
Messaggio moby.ts - Newbie - Postato: 28
Settembre 2009
Gentile
dott. Turchetta, recentemente un
dentista mi ha posizionato un ponte di
titanio rivestito di ceramica (credo
zirconia). Poichè il ponte risultava
alto,il dentista ha limato parecchio la
ceramica, questo con il ponte già
cementato. Naturalmente io sputavo fuori
e sciacquavo la bocca,ma sicuramente un
bel pò di questa ceramica è finita nel
mio organismo.
Dal giorno successivo avverto strani
sbandamenti e problemi di equilibrio. E'
passata una settimana e questi disturbi
sono ancora presenti. La causa di questi
disturbi potrebbe dipendere dalla
ceramica che è stata da me assorbita ?
Se si,cosa devo fare ?
La ringrazio molto per la Sua cortese
risposta.
Franco.
Messaggio
Postato: 23 Ottobre 2009 alle 16:17
Al gentile dott. Turchetta, (che però
non risponde) con le righe che seguono
intendo solo informare e raccontare il
seguito di quanto scritto in precedenza.
A distanza di 10 giorni dal
posizionamento del ponte, gli
sbandamenti con perdite di equilibrio
sono spariti. E' sparita anche un pò di
polvere di Zirconia che si era attaccata
in gola (e che dovevo continuamente
grattare come si fa col catarro).
Desidero precisare che nella mia vita
non ho mai avuto sbandamenti ! ! Poichè
gli sbandamenti e la polvere sono
arrivati e spariti assieme,attribuisco
il disturbo da me sofferto alla polvere
di Zirconia che il mio organismo ha
assorbito.
La Zirconia è davvero innocua ? ? ?
Grazie per l'attenzione.
Dott.Turchetta a Newbie - Messaggio: 20
- Postato: 17 Novembre 2009
Buongiorno, mi scuso per la risposta
data in ritardo. Sulla tossicità dello
zirconia si discute da tempo, con
opinioni discordi. Può farsela anche lei
un'idea leggendo quello che le riporto
nelle righe sottostanti.
Lo zirconio/a sostituisce la struttura
portante di una protesi dentale, di
solito le strutture vengono realizzate
od in lega nobile, preziosa, in
cromo-cobalto od in lega al titanio,
rivestite poi dalla ceramica; questa ha
la possibilità di ripristinare nella
forma e nei colori, la naturalezza dei
denti naturali.
Nelle ultime ceramiche certamente
ritroviamo piccole percentuali di
elementi radioattivi come lo zirconio,
ma la loro rilevanza in percentuale è
insignificante, è talmente bassa che non
può essere calcolata.
Ecco cosa afferma l'associazione degli
odontotecnici italiani: "Lo zirconio è
l'elemento chimico di numero atomico 40.
Il suo simbolo è Zr. È un metallo di
transizione bianco-grigio, duro, il cui
aspetto ricorda quello del titanio.
I tessuti umani tollerano facilmente
questo metallo, che quindi è adatto per
giunti e protesi artificiali
impiantabili, nonche' nella
realizzazione di strutture per protesi
dentarie.
In campo dentale ne viene utilizzato
l'ossido quindi ossido di zirconio
(parlare di ossido di Zirconio o
Zirconia è la stessa cosa). Molto
apprezzato per le proprietà meccaniche
ed il colore bianco che in sostituzione
del colore grigio dei metalli offre la
possibilità di realizzare protesi
altamente estetiche".
Ecco cosa afferma un fabbricante: "La
solubilità di Cercon base e,
conseguentemente, il rilascio di ioni
nel corpo umano è estremamente basso.
Essa raggiunge, in test condotti con
differenti acidi e con idrossido di
sodio, un massimo di 10 ug/cm3 in un
periodo di 320 giorni.
51% NaOH 320 giorni 36% HCI 320 giorni
92% H2 SO4 320 giorni
10 ug/cm3 10 ug/cm3 3 ug/cm3
In
comparazione gli standard DIN EN ISO
9693 (12/2000) Restauri Denta// con
Sistemi di Metallo Ceramica permettono
una solubilità massima della ceramica
dentale pari a 10 ug/cm3 in un periodo
di 16 ore.
Questo significa un valore pari a 48000
ug/cm3 in un periodo di 320 giorni,
paragonato ai 10 ug/cm3 rilasciati da
Cercon base."
"L'ossido di zirconio non possiede una
radioattività propria, ma può contenere
tracce di ossido di uranio ed ossido di
torio.
Il livello di radioattività di ogni
lotto di ossido di zirconio utilizzato
per la fabbricazione di Cercon base è
controllato da un laboratorio
indipendente: il valore massimo
tollerato è di 0,03 Bq/g (bequerel/grammo)
per Th-232 e U-238. La saliva umana
possiede una radioattività pari a 0,025
Bq/g.
Pertanto Cercon base non provoca un
aumento di radioattività nel corpo
umano."
Commento NdR:
facciamo notare che:
1 - “il rilascio di ioni nel corpo umano
è estremamente basso”, cio’ significa
che comunque vi e’ emissione di ioni
nell’organismo e NESSUNO puo’ affermare
che siano innocui e non interferiscano
con i processi biochimici del corpo !
Inoltre si conferma che anche gli altri
prodotti rilasciano ioni e quindi NON
sono innocui.
2 - “L'ossido di zirconio non possiede
una radioattività propria, ma può
contenere tracce di ossido di uranio ed
ossido di torio……” - questa e’ la
conferma che vi sono tracce di ossido di
uranio e torio.
Ma se gia’ l’organismo ha una sua
radioattivita’ di base, qualsiasi altra
radioattivita’ puo’ interferire con i
processi biologici dell’organismo.
NESSUNO puo' affermare il contrario
!...."il valore massimo tollerato..."
3 - E poi cosa grave che e’ il
produttore stesso che afferma che il Suo
prodotto e’ innocuo ? - ma vi rendete
conto di quanto sia grave questa cosa ??
e’ come chiedere all’oste se il suo vino
e’ buono o meno…
Dove sono
gli studi che dimostrano la sua
innocuita' nel corso degli anni ??
4 - Nella lega Zirconio/a c'è anche l'Yttrio
(Ittrio), è molto importante perchè, per
prima cosa è oltre che radioattivo,
secondo viene inserito nella lega per il
semplice motivo che, la lega allo
zirconio per problemi idrotermici nel
tempo perde la sua capacità di sintesi
quindi dissocia, la presenza
dell'Ittrio ne arricchisce le
caratteristiche di sinterizzazione, ma
comunque nel tempo va incontro a
trasmigrazione ionica.....
5 - Per quanto concerne le leghe
metalliche esse hanno una lunga storia e
di contraddizioni (vedi ricerche sulla
tossicità ecc.) chi la racconta in un
modo e chi in altro, questo nell'arco di
5 secoli, per quanto concerne la
zirconia al momento di documentazione
positiva (di innocuita') non esiste,
mentre contro (negativa) gia'
esiste,
vedere in Google "zirconia problems";
per quanto riguardo gli insuccessi con
le teste femorali, la dott.essa
Gatti dell'Università di Modena, ha
identificato tracce di allumina in
una lesione orale e tracce di zirconio/a
in una lesione all'intestino
!
6 - Ricordiamo anche che ogni protesi
introdotta in bocca e/o nel corpo, che
contenga leghe metalliche basate su
legami ossigeno, sono pericolose in
quanto l'ossigeno (potente ossidante)
permette ai metalli della lega il
rilascio di ioni che sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Documento molto interessante a
proposito della
zirconia che e’ più
tossica
dell'amianto
usato in campo edile.
Molte
volte la "tecnologia detta
impropriamente scientifica" pensa di
aver trovato soluzioni a problemi
sociali mentre
ne aggiunge degli altri
ancor più gravi
senza pensare l'impatto ancor più
pesante che il ritrovato puo' avere.
Inoltre gli "enti che dovrebbero essere
preposti al controllo essendo
"legati"...al mondo industriale, si
fidano di cio' che dichiarano i
produttori del materiale stesso, NON
effettuano nessun controllo (es.
vedi:
Ministero informato sui danni dei
vaccini +
e quelli
delle amalgami) permettendone la
commercializzazione e l'utilizzo su
uomini ed animali, con le conseguenze
del caso =
danni alla salute !
Ormai con la zirconia ci vogliono fare
di tutto, tutto fa pensare a come
smaltire scorie dalle centrali nucleari.
leggete con attenzione il documento che
e’, è stato redatto dalla
ISPESL, organo istituzionale che si
occupa delle malattie professionali,
questa te la dice lunga............
Il Gruppo
Interregionale Fibre (GIF) (FCR)
Le fibre ceramiche refrattarie (FCR)
sono un particolare tipo di fibre
artificiali vetrose, prodotte a partire
da una miscela di allumina, silice ed
altri ossidi o caolini, utilizzate da
molti decenni, spesso in alternativa
all'amianto, soprattutto come materiale
isolante per il contenimento termico.
Secondo la
Direttiva Europea 97/69/CE, recepita in
Italia con il Decreto del Ministero
della Sanità del 1 settembre 1998, le
FCR sono definite come “Fibre
artificiali vetrose (di silicati) che
presentano un'orientazione e un tenore
di ossidi alcalini e alcalino-terrosi
(Na2O + K2O + CaO + Mg + BaO) pari o
inferiore al 18 % in peso”.
Le FCR, più
precisamente, sono fibre di silicato
d'alluminio, appartenenti alle fibre
inorganiche sintetiche, impiegabili per
applicazioni sino a circa 1000 ° C,
commercializzate a partire dagli anni
'50. Vengono prodotte a partire da una
miscela di silico-allumina (in Europa) o
di caolinite (in America e Asia); sono
quindi composte essenzialmente da
silicio (47-54 %) ed alluminio (35-51
%), ma sono possibili aggiunte di ossidi
di zirconio (fino al 17 %), di boro o di
titanio, per alcune funzioni
particolari. I costituendi sono fusi tra
loro a temperature comprese tra 1500 e
2100 °C e la massa vetrosa ottenuta è
trasformata in fibre tramite processi
rotativi o di soffiatura ed il prodotto
finale, di colore bianco e di aspetto
“cotonoso”, molto simile ad una lana
minerale in fiocco, viene poi lavorato
per ottenere uno degli innumerevoli
articoli che si possono confezionare con
tali fibre (in assoluta analogia a
quanto è possibile con le fibre di
amianto): materassini, moduli, feltri,
carta, pannelli, pezzi preformati,
tessuti, corde, guarnizioni, mattoni.
Le
caratteristiche chimico-fisiche
principali delle FCR, diametro medio
compreso tra 1 e 3º , resistenza a
temperature superiore all'amianto sino a
1200 °C (possono diventare oltre 1400 °C
con il contributo dello zirconio), una
buona resistenza chimica, agli sbalzi
termici e alle sollecitazioni
meccaniche, rendono conto della
diffusione e dei suoi molteplici
impieghi industriali, e non solo (molti
elettrodomestici, stufe ed accessori
domestici contengono parti realizzate
con FCR).
Gli usi
principali sono comunque legati alle
alte temperature ed agli usi industriali
per l'isolamento termico dei forni,
nelle fornaci, nelle fonderie e nel
settore petrolchimico, ma le FCR trovano
impiego anche nella produzione di
automobili, aerei e nella protezione
antincendio.
La
produzione annuale di FCR nell'Europa
dei 15, supera le 50.000 tonnellate e
sin dagli anni '70 ha superato quella
dell'amianto, sotto la spinta della
necessità di accrescere il risparmio
energetico a seguito della crisi
petrolifera di quegli anni; secondo lo
studio europeo CAREX , il numero dei
lavoratori potenzialmente esposti a FCR
in questi paesi, arriva ad essere
stimata in oltre 60.000 unità , ma
quello reale potrebbe essere di molto
superiore, poiché la stima tiene conto
soprattutto degli addetti alla
produzione (i principali produttori
europei sono la Unifrax, la Thermal
Ceramics e la Rath) , ma non degli
utilizzatori.
Le
dimensioni delle fibre, la composizione
chimica, le proprietà di superficie
delle fibre e la loro capacità di
persistere nei tessuti polmonari giocano
un ruolo decisivo nel determinare la
tossicità delle FCR . Si ricorda che
nell'uomo solo le fibre con diametro
inferiore a 3 º possono penetrare negli
alveoli del polmone e che praticamente
tutte le FCR, se inalate, lo possono
fare.
Se si
escludono le dermatosi irritative, le
patologie provocate dalle FCR sono
appunto a carico dell'apparato
respiratorio, come le placche pleuriche
e le alterazioni della funzionalità
respiratoria, ma l'effetto più grave
correlato alla inalazione è risultato un
eccesso di rischio per mesotelioma
pleurico e per tumori al polmone,
dimostrato per gli animali, ed ancora
sotto osservazione in studi
epidemiologici per l'uomo.
Con la
Direttiva Europea 97/69/CE del 5
dicembre 1997 i materiali o preparati
che contengano le FCR in concentrazione
superiore allo 0.1 %, con diametro medio
(geometrico, pesato per la lunghezza,
meno due errori standard) inferiore a 6
º sono stati comunque classificati come
sostanze chimiche pericolose, inseriti
nella classe dei cancerogeni di
categoria 2, etichettati come Tossico
(T) ed accompagnati con le frasi di
rischio R 49 ed R 38, con le frasi di
sicurezza S 53 e S 45.
Nella
normativa italiana non sono presenti
valori limite o indicazioni tecniche
sulla valutazione della esposizione,
come ad esempio in diversi paesi europei
(Francia: 0,6 fibre/cm3), ma esiste una
indicazione relativa al TLV-TWA
dell'ACGIH (0,2 fibre/cm3) contenuta in
una Circolare del Ministero della Sanità
(n.° 4/2000).
La necessità
di affrontare in termini omogenei e
coordinati la tematica di come valutare
l'esposizione a FCR e di come limitarla,
ha stimolato la costituzione di un
coordinamento tecnico degli Operatori
della Prevenzione che in Italia hanno
affrontato il problema dell'utilizzo
sicuro delle fibre artificiali vetrose,
con particolare riferimento all'uso per
alte temperature in alcuni settori
produttivi (ceramica, metalmeccanica,
produzione di energia). L'obiettivo è
quello di raccogliere gli elementi utili
da ogni esperienza realizzata anche
presso altri enti o strutture di
prevenzione per:
- documentare i livelli di esposizione
ambientale presenti in diverse
lavorazioni dei vari comparti indagati,
le soluzioni di bonifica proposte o
attuate, gli eventuali risultati
ottenuti;
- definire comuni linee guida di
prevenzione per affrontare in modo
corretto e adeguato il problema nelle
aziende dei comparti interessati.
Questo ha
portato alla costituzione di un gruppo
di lavoro tecnico, denominato Gruppo
Interregionale Fibre (GIF), costituito
appunto da Operatori di diversi servizi
di prevenzione ambientale (Arpa Emilia
Romagna e Toscana) e dei luoghi di
lavoro (ASL Reggio Emilia, Piacenza,
Modena, Viterbo, Perugia) nonché di
Tecnici degli istituti centrali
(Istituto Superiore di Sanità, Istituto
Superiore per la Prevenzione e Sicurezza
del Lavoro, Consulenza Tecnica per
l'Accertamento dei Rischi dell'Inail)
che si è attualmente attivato
attualmente per:
- implementare una banca dati (schede
tecniche, analisi, schede di sicurezza,
documentazione) sui materiali
“alternativi” all'amianto, con l'intento
di produrre anche reports periodici;
- realizzare un repertorio esposizione
delle attività a rischio di esposizione
a FCR nei principali settori produttivi
italiani studiati;
- mettere a punto delle linee guida di
prevenzione per gli esposti a FCR, come
norme di buona tecnica per limitare la
esposizione negli utilizzatori;
- definire e condividere linee guida di
applicazione normativa, analizzando
leggi, normative, direttive e
orientamenti italiani ed europei;
- definire e condividere le metodiche di
campionamento, analisi e misura delle
concentrazioni e della tipologia delle
fibre artificiali (diametro pesato per
la lunghezza e composizione chimica),
nonché descrivere le metodiche
attualmente più diffuse e confrontarne
interlaboratoriamente i risultati;
effettuare inoltre una ricognizione e
degli approfondimenti sui metodi
analitici più adeguati e praticabili in
assenza di metodiche ufficiali di
riferimento
Nell'ambito di tale attività è stato
recentemente messo a punto un documento
(“Prime indicazione di prevenzione del
rischio da esposizione a fibre ceramiche
refrattarie”) che si propone quale
riferimento tecnico-sanitario agli
addetti ai lavori per affrontare la
problematica dell'uso sicuro delle FCR
nei luoghi di lavoro, in mancanza di
riferimenti normativi specifici.
Il
documento elaborato nell'ambito delle
attività del GIF, che di seguito viene
riportato, è all'esame del Coordinamento
Tecnico delle Regioni per la Prevenzione
per una sua approvazione, contiene
indicazioni su come limitare il
potenziali rischio di esposizione
associato all'uso di fibre ceramiche
refrattarie e sulle precauzioni da
prendere quando si lavori con materiali
che le contengano, con l'esclusione
delle fasi di produzione.
PRIME
INDICAZIONI DI PREVENZIONE DEL RISCHIO
DA ESPOSIZIONE A FIBRE CERAMICHE
REFRATTARIE
Questo documento contiene indicazioni
sul potenziale rischio di esposizione
associato all'uso di FIBRE CERAMICHE
REFRATTARIE e sulle precauzioni da
prendere quando si lavori con materiali
che le contengono, con l'esclusione
delle fasi produttive.
Le Fibre
Ceramiche Refrattarie (FCR)
Le FCR sono
fibre artificiali vetrose, rappresentate
chimicamente da allumino-silicati e sono
usate per la coibentazione termica di
impianti e macchinari, in particolare in
forni e fornaci. Possono causare
irritazione della pelle, degli occhi e
delle prime vie respiratorie, sono
sufficientemente sottili da essere
“respirabili” e quindi depositarsi nei
polmoni (IARC, Vol.68, 1997).
I principali
rischi per la salute derivano dai loro
potenziali effetti a lungo termine (IARC,
Vol.81, 2002): risultati sperimentali
hanno dimostrato in animali da
esperimento, per esposizioni
sufficientemente intense e prolungate,
che le FCR possono indurre fibrosi
polmonare, tumori del polmone ed anche
mesoteliomi (un raro tumore della pleura
associato usualmente con l'esposizione
ad amianto).
A livello
comunitario (Direttiva 97/69/CE) le FCR
che presentano un diametro medio pesato
per la lunghezza inferiore a 6 ºm sono
state classificate in categoria 2
(sostanza con probabili effetti
cancerogeni per l'uomo) dal 1998
(1). La maggior parte dei prodotti
contenenti FCR messi in commercio
ricadono in questa classificazione e
devono riportare in etichetta il simbolo
del teschio con tibie incrociate con la
dicitura “TOSSICO” e le frasi di rischio
“R 49 - Cancerogeno per inalazione” e
“R38 - Irritante per la pelle”.
Ciò non
significa che sia vietato l'uso di FCR,
ma che, quale sostanza con possibili
effetti cancerogeni, necessita di
stringenti misure di controllo. Le
normative vigenti in materia di
protezione della salute dei lavoratori
(a partire dal Titolo VII del D.Lgs
626/1994 e successive integrazioni e
modifiche) prevedono infatti che sia
effettuata una valutazione dei rischi
per l'uso di sostanze tossiche e che
appropriate misure di prevenzione siano
messe in atto durante l'utilizzo. Per
prima cosa le norme prevedono che sia
valutata la possibilità di sostituire la
sostanza in questione con una meno
tossica
( 2).
Se la
sostituzione non risultasse praticabile,
la esposizione dovrebbe essere
controllata e mantenuta al più basso
livello tecnicamente possibile. I valori
limite
( 3) attualmente suggeriti dall'ACGIH
risultano essere pari a 0,2 fibre/cc,
come media ponderata del turno di lavoro
(TLV-TWA), mentre l'OSHA suggerisce 0,1
fibre/cc (PEL -TWA).
Dovranno
quindi essere effettuati campionamenti
ambientali
(4 ) per verificare i livelli di
esposizione dei lavoratori nelle normali
condizioni operative nonché l'efficacia
delle misure di sicurezza adottate
(D.Lgs 626/1994, artt.64 e
72-quinquies).
Va
inoltre sottolineato che dopo diversi
cicli ad alta temperatura (maggiore di
1000° C e per lungo tempo) le FCR poste,
ad esempio, a rivestimento della
superficie interna di una fornace,
possono fondere e cristallizzarsi,
trasformandosi in silice cristallina e/o
cristobalite, (altre sostanze
cancerogene per via inalatoria secondo
lo IARC, Vol.68, 1997; ACGIH: TLV-TWA=
0,05 mg/m3), con la conseguenza che i
lavoratori impegnati nella manutenzione
o nello smantellamento di forni, possono
essere esposti anche a queste due
sostanze.
PRECAUZIONI
NELL'USO DELLE FCR
L'esposizione
a fibre dovrebbe essere sempre evitata e
comunque prevenuta, limitandone il più
possibile il loro impiego e
controllandone i livelli di rilascio in
ambiente. Prima di procedere alle
lavorazioni con FCR, nei casi di posa,
manutenzione e rimozione, è necessario
eseguire la valutazione preventiva del
rischio ed individuare le specifiche
misure di prevenzione e protezione
(previste dagli articoli 68, 72-quater,
comma 6, D.Lgs 626/1994) nonché, nel
caso di applicazione del D.Lgs 494/1996
per i cantieri temporanei e mobili,
provvedere alla redazione del Piano
Operativo di Sicurezza (POS ).
Qualora
l'esposizione non possa essere evitata,
vanno adottate opportune modalità
operative, tecniche ed organizzative per
ridurre i livelli di esposizione ed il
numero dei potenziali esposti. A tale
proposito si potranno prendere le
seguenti precauzioni:
Limitazione di
impiego
Va sempre
presa in considerazione, attraverso
adeguate scelte progettuali nella
costruzione degli impianti (ad esempio,
forni e fornaci), si deve puntare a
evitarne o limitarne l'impiego, tramite
una maggiore utilizzazione di materiali
refrattari non fibrosi oppure prevedendo
nell'uso un confinamento strutturale che
ne impedisca il rilascio anche durante
fasi di usuale manutenzione.
Controllo
della polverosità
La dispersione
di polveri e fibre può essere
minimizzata tramite:
- preparazione del luogo di lavoro con
l'allontanamento delle confezioni, dei
contenitori e delle attrezzature mobili,
o, nell'impossibilità, alla loro
copertura;
- il confinamento statico delle fasi
polverose
( 5);
- l'impiego di utensili muniti di
aspirazione e/o sistemi di aspirazione
mobili per ottenere una aspirazione
localizzata (con filtri assoluti o
HEPA);
- la conservazione del materiale negli
imballaggi e con stoccaggio in luogo
idoneo (al chiuso) se non immediatamente
necessario;
- l'acquisto di materiali presagomati e
rivestititi, ad esempio di polietilene,
diminuendo in tal modo lo “spolverio”
dovuto al taglio e alla manipolazione
che caratterizzano le operazioni di
istallazione;
- la delimitazione dell'area di
“cantiere” per una superficie che
comprenda la zona di possibile
contaminazione da fibre e/o materiali di
risulta, delimitando l'accesso e
segnalando il pericolo con una chiara ed
evidente cartellonistica di pericolo;
- l'adozione di lavorazioni ad umido,
quando è possibile, soprattutto nelle
operazioni di rimozione (dati ambientali
dimostrano una diminuzione di un fattore
10 nella quantità di fibre diffuse);
- l'uso comunque di tecniche di
rimozione e di installazione meno
dispersive possibili (limitare l'uso di
attrezzi ad alta velocità, non gettare
dall'alto delle strutture i materiali di
risulta, evitare l'uso di aria compressa
senza adeguati apparati di contenimento,
convogliamento ed aspirazione);
- la pulizia con mezzi aspiranti delle
attrezzature utilizzate ed i pavimenti
delle zone interessate e non separate al
termine di ogni giornata di lavoro.
Dispositivi personali di protezione
delle vie respiratorie
Anche se
l'esposizione a FCR viene ridotta al più
basso livello tecnicamente possibile,
sarà necessario prevedere l'utilizzo di
DPI respiratori in ogni occasione in cui
ci si aspetti una possibile dispersione
di fibre, come durante operazioni di
manutenzione, rimozione, o altri
interventi su materiali che le
contengano, con particolare riferimento
a quelli friabili. I DPI devono essere
marcati CE ed avere i requisiti
essenziali di sicurezza conformi al
D.Lgs 475/1992, secondo gli standard
tecnici delle norme EN. La scelta dovrà
essere fatta seguendo i criteri sanciti
dal D.Lgs 626/1994, Titolo IV, tenendo
conto delle indicazioni tecniche
stabilite dalla specifica guida (D.M.
2.05.2002), nonché in funzione dei
livelli espositivi previsti e delle
particolari condizioni di lavoro.
In ragione
della pericolosità delle FCR, la classe
di filtrazione sarà sempre quella
identificata come P3; in tal senso le
tipologie da prendere in considerazione,
sono:
facciali
filtranti “usa e getta” contro le
polveri nocive. Quelli marcati FFP3
hanno un FPO (fattore di protezione
operativo) pari a 30, utili per
concentrazioni pari a 30 volte il valore
limite ambientale. Si sottolinea che il
ricorso ai DPI rappresenta una misura di
protezione ultima ed estrema, dopo che
si è ridotta, con tutti i mezzi
possibili, la dispersione in aria delle
fibre. I facciali filtranti dovrebbero
essere sempre gettati a fine turno.
Semimaschera
con filtri sostituibili. Questi DPI
devono utilizzare filtri P3, ottenendo
un fattore di protezione di 30.
Prefiltri e cartucce devono essere
sostituiti regolarmente, secondo le
indicazioni del produttore.
Respiratori
assistiti, inclusi quelli completi di
casco e maschera facciale completa.
Questi DPI (THP3 e TMP3 rispettivamente)
hanno una più alto fattore protettivo e
risultano indispensabili per situazioni
espositive estreme, come ad esempio,
demolizioni o manutenzioni
straordinarie.
Si
sottolinea la necessità di scegliere il
sistema protettivo più adeguato al tipo
di lavorazione in atto e che il sistema
sia mantenuto in perfetta efficienza,
secondo le indicazioni del costruttore,
fornendo inoltre una formazione adeguata
agli utilizzatori
( 6).
L'utilizzazione
di questa tipologia di DPI deve essere
riservata solo ai casi nei quali le
condizioni di lavoro prefigurino alte
esposizioni che non possono essere
ridotte con altri mezzi.
Le
indicazioni generali per scegliere
adeguatamente i DPI per la protezione
respiratoria da FCR possono essere le
seguenti :
- per concentrazioni basse (fino a 6
ff/cc): maschera facciale FFP3 o
semi-maschera con filtro P3;
- per concentrazioni medie (fino a 18
ff/cc) e fino ad 1 ora di lavoro:
maschera completa con filtro P3;
- per concentrazioni medie (fino a 18
ff/cc) e per tempi maggiori di 1 ora di
lavoro: elmo o cappuccio a ventilazione
assistita (THP3);
- per concentrazioni elevate (oltre 30
ff/cc) e per tempi maggiori di 1 ora:
maschera completa a ventilazione
assistita (TMP3).
Indumenti protettivi
( 7 )
Per la
manipolazione di materiali contenenti
FCR è necessario indossare indumenti
protettivi e per operazioni polverose è
indicata una tuta integrale con
cappuccio, del tipo “usa e getta” che
non trattenga le polveri (tipo tyvek),
da eliminare a fine turno, togliendola
con cautela, avvolgendola esponendone
l'interno, dall'alto verso il basso.
L'uso di guanti è necessario per
prevenire irritazione della pelle.
Prescrizioni
igieniche
Durante
l'attività lavorativa è fatto divieto di
bere, mangiare (comprese caramelle e/o
gomme da masticare), fumare e, comunque,
togliersi i DPI indossati nell'area di
cantiere.
Va approntata
una area “pulita”, nelle vicinanze del
cantiere per consentire di bere e/o
mangiare, dopo essersi spogliati, e dove
sia possibile lavarsi; deve essere
assicurata la presenza di servizi
igienici dotati di doccia con acqua
corrente calda e fredda. Gli indumenti
civili devono essere conservati
separatamente dagli abiti da lavoro; la
pulizia di quest'ultimi, quando
imbrattati dalle FCR, è a carico del
datore di lavoro.
Stoccaggio
provvisorio e rimozione dei rifiuti (CER
17 06 03*)
Onde evitare
contaminazioni dell'ambiente di lavoro,
va prevista la rimozione frequente dei
rifiuti e degli scarti di lavorazione
nel cantiere di FCR. Non deve essere
usata aria compressa, non devono essere
utilizzati sistemi di rimozione a secco
ma, dove è possibile, il materiale
fibroso deve essere trattato con
prodotti impregnanti e/o incapsulanti,
erogati con spruzzatori che non
impiegano aria per la nebulizzazione
(air-less). Ogni materiale residuo da
eliminare deve essere aspirato con
sistemi dotati di filtri ad alta
efficienza (tipo HEPA). I materiali
contenenti FCR da eliminare devono
essere posti con cura in contenitori a
tenuta (plastica bag) per evitare per
quanto possibile lo spolveramento;
devono quindi essere reimbustati ed
etichettati per l'avvio in discarica.
(8 )
Il deposito temporaneo dei rifiuti deve
essere chiaramente segnalato al fine di
evitare manipolazioni improprie.
Informazione,
formazione e addestramento
Tutti i
lavoratori devono ricevere una specifica
informazione e formazione sui rischi per
la salute da FCR e per l'impiego dei DPI.
I lavoratori devono essere sottoposti ad
un adeguato addestramento per l'uso dei
DPI di 3° categoria, svolto da persona
qualificata.
Segnaletica di
sicurezza
Sulle
installazioni soggette a frequenti
interventi, manutentivi od altro, allo
scopo di evitare che le stesse possano
essere oggetto di interventi inadeguati
da parte di addetti, interni o terzi,
vanno previsti e installati cartelli
segnaletici contenenti le avvertenze
specifiche.
Sorveglianza
sanitaria, idoneità specifica e Registro
degli Esposti
Le conoscenze
sugli effetti sanitari delle FCR
(cancerogenicità documentata a livello
sperimentale; induzione di alterazioni
pleuriche, in particolare placche
pleuriche e polmonari; disturbi e
alterazioni della funzionalità
respiratoria; effetti irritativi a
carico delle mucose esposte e della
cute), nonché l'attuale classificazione
tossicologica delle FCR, segnalano la
necessità di attivare una sorveglianza
preventiva e periodica dei lavoratori
esposti.
La
sorveglianza sanitaria proposta per gli
esposti a FCR viene comunque
parzialmente mutuata da quella prevista
per esposizione a lane minerali (MMMF) e
per esposizione ad amianto.
Il medico
competente incaricato della sorveglianza
sanitaria provvederà all'esecuzione di
una visita preventiva (prima
dell'affidamento di mansioni comportanti
l'esposizione a FCR), integrata da un
esame radiologico del torace (se non già
eseguito di recente) condotto in modo
idoneo a mettere in evidenza eventuali
condizioni di fibrosi polmonari e di
preesistenti placche pleuriche e da
prove di funzionalità respiratoria,
complete di esame del Volume Residuo e
di Test di Diffusione del CO.
Periodicamente,
condurrà una visita di controllo
all'anno, salvo disturbi che richiedano
una visita immediata; un esame
radiologico, in accordo con quanto
previsto dal D.Lgs 187/2000, andrà
previsto soltanto se ritenuto
effettivamente utile a definire lo stato
di salute del lavoratore, tenuto conto
degli esiti degli altri e precedenti
accertamenti, degli anni e dei livelli
di esposizione sperimentati dal
lavoratore, nonché delle dotazioni di
sicurezza collettive e individuali messe
a disposizione.
Sulla cartella
sanitaria e di rischio di ogni
lavoratore va riportata la storia
lavorativa in cui le attuali e pregresse
lavorazioni a rischio saranno
dettagliatamente descritte.
Il medico
competente cura inoltre la tenuta del
registro degli esposti a cancerogeni per
conto del datore di lavoro (titolo VII
D.Lgs 626/1994 e D.Lgs 66/2000).
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