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4. Monografie -
vedi:
Materiali Dentari e denti tossici
AMALGAMA E DISTURBI
DELL’UMORE
Da
quasi due secoli, il mercurio, l'elemento chimico più tossico tra quelli non
radioattivi, viene impiegato per le otturazioni dentali. Le otturazioni in
amalgama, note come piombature dentali, contengono il 50% di mercurio e il
dentista è tenuto per legge a trattare amalgami di scarto come rifiuti solidi
pericolosi.
Il
mercurio esce dall'otturazione per vaporizzazione, per diffusione alla radice
del dente e per corrosione. Dopo 10 anni, nell'otturazione di amalgama, rimane
solo il 50% del mercurio iniziale, dopo 20 anni ne rimane solo il 20%. In
pratica, milionesimi di grammi di mercurio lasciano ogni giorno (e ogni notte)
l'otturazione nella vostra bocca, si accumulano nei tessuti e sovraccaricano gli
organi proposti all'escrezione, cronicamente, senza sosta negli anni.
Nella
comunità scientifica ci sono due schieramenti relativi all'amalgama. Entrambi,
sia gli oppositori che i sostenitori, concordano sui seguenti punti:
1. Il mercurio è un veleno
2.
Il mercurio è rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama
3.
La quantità di mercurio rilasciato è solo molto piccola
Ora
viene la controversia: la quantità di mercurio rilasciata dall'amalgama è così
piccola che non può essere clinicamente significativa oppure è sufficiente in
alcuni casi a produrre sintomi?
L'assunzione che qualcosa o è
significativo clinicamente per tutti o non è significativo clinicamente per
nessuno non corrisponde alla realtà. Già nel 1898 il dr Tuthill, che segnalò 6
casi di disturbi dell'umore risolti mediante la
rimozione di tutte gli amalgami
dentali, spiegava:
"Nonostante molte persone
con queste otturazioni di mercurio sembrano esser esenti, altre soffrono da
effetti sottili, subclinici del mercurio. Ciò è dimostrato chiaramente dai
casi guariti che vi ho mostrato qui.
Fino a quando il sistema si mantiene in uno
stato vigoroso molti non sentono effetti negativi, ma altrimenti, in un numero
limitato di casi, l'effetto tossico del mercurio diventa dominante, in individui
suscettibili ad esso, e sopraffa il sistema nervoso, generando in molti casi la
caterva di sintomi psicologici che ho menzionato.
Sebbene il numero di casi sembra
essere relativamente basso, questi meritano una considerazione
attenta come verrebbe data all'argomento se la nevrosi mercuriale fosse
più comune.
Non ho dubbi, da quanto ho visto, che i nostri manicomi siano pieni
di individui che hanno sviluppato il loro stato mentale a seguito di otturazioni
di amalgama, che producono eccitazione o pigrizia del cervello, stati emotivi
alterati e relega alla disperazione quella che avrebbe potuto essere una limpida
e brillante carriera".
Dovendo riportare uno di tali
casi, per darvi un'idea panoramica dell'argomento, vediamo un caso clinico
presentato dal dr Huggins ("Il
mercurio: un fattore nei disturbi mentali?", 1982).
Si tratta di una
17enne che aveva abbandonato la frequenza a scuola, era diventata introversa, e
aveva perso interesse nelle cose e nella vita. Nessuno degli oltre 40
specialisti che aveva visto era riuscito a migliorare la situazione o spiegarla.
Aveva un blocco motorio nella gestualità e azione. Indagando la storia dentale,
Huggins aveva scoperto che i sintomi erano comparsi subito dopo l'inserzione di
un gran numero di otturazioni dentali. Quando dopo la rimozione e
disintossicazione la ragazza riprende la scuola e soprattutto si laurea, Huggins
commenta: "Potrebbe essere che questo caso non è unico?".
Il monito che Huggins lancia è
dunque questo: "Poiché è comune indirizzare allo psicologo casi clinici
come quello esaminato ora (con problemi multipli senza apparente riscontro nelle
analisi o diagnosi), è particolarmente importante che i professionisti di
queste aree siano a conoscenza della possibilità di intossicazione da mercurio
come eventuale denominatore comune di tali casi".
Lo stesso monito fu ribadito da
Siblerud nel 1989: "Gli psicoterapeuti dovrebbero considerare la tossicità
da mercurio come possibile causa nel trattamento di disturbi psicologici, da
quelli più leggeri con disturbi dell'umore a casi di schizofrenia, paranoia ed
altri". Nella sua pubblicazione, "La correlazione tra mercurio da
amalgama dentale e salute mentale", egli spiega come vapori di mercurio
vengano continuamente rilasciati dalle otturazioni dentali di amalgama e come
l'intossicazione da mercurio manifesti un'enormità di manifestazioni psichiche.
Poiché il mercurio dalle
otturazioni in bocca passa direttamente nel sistema limbico del cervello
attraverso i lobi olfattivi, sia gli effetti cronici durante l'esposizione, sia
la rapida diminuzione di alcuni sintomi a seguito della rimozione di amalgami sono molto plausibili e giustificabili (Stortebecker 1985).
Indovina indovinello, quanto
mercurio da otturazioni dentali c'è nel cervello
?
Nel 1990 alcuni scienziati
canadesi inserirono otturazioni dentali di amalgama in animali di laboratorio.
Che cosa stavano cercando di ottenere ?
FIG 1 autometallografia
pecora
Inserendo otturazioni dentali
nella bocca di pecore è stato possibile vedere la distribuzione dei metalli nei
tessuti dopo 29 giorni dall'inserzione, sia attraverso autometallografia degli
isotopi marcati, sia attraverso valutazione istologica (vedere Fig. 1).
Più recentemente, l'Istituto
della Sanità canadese ha valutato il rilascio di mercurio da amalgama e lo ha
confrontato con i limiti massimi tollerabili. Risultato: un adulto sano non
dovrebbe avere più di 4 otturazioni dentali di amalgama. Secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanità (1991) l'amalgama dentale è la maggiore
fonte di esposizione al mercurio, e tutte le altre fonti di esposizione al
mercurio, messe insieme, non superavano, in individui non esposti
professionalmente, il 20% di quella da amalgama.
Dunque il rilascio di mercurio
da amalgama non è insignificante!? Dopo 10 anni il 50% del mercurio iniziale
non è più presente nell'amalgama. L'assorbimento dei vapori di mercurio
rilasciati avviene, oltre che per via ematica, direttamente attraverso il nervo
olfattivo e il sistema craniosacrale. I ricercatori svedesi Nylander e Eggleston, mediante studi con autopsie, hanno evidenziato che il mercurio nel
cervello aumenta notevolmente nei portatori di amalgama rispetto ai non
portatori, e in particolarmente aumenta proporzionatamente al numero di
otturazioni dentali in amalgama.
Sintomi
mentali del "mercurialismo"
A
partire dagli inizi degli anni '80, la "diagnostica
dell'intossicazione da amalgama" e la "terapia
dell'intossicazione da amalgama" sono diventati permanenti elementi
costitutivi dei seminari di perfezionamento odontoiatrico presso gli Ordini
Odontoiatrici tedeschi. In Italia, comunque il problema è rimasto sconosciuto
al grande pubblico e persino ai medici generici.
La tossicità del mercurio è
stata nota per secoli e ne parlarono scritti di Ippocrate, Plinio, Dioscoride e
Galeno. Jean Fernel, noto come il "moderno Galeno", ha fornito nel
1557 il primo caso di avvelenamento da mercurio in lavoratori esposti: "Si
può giungere fino a veri e propri attacchi di collera. Se qualcuno
semplicemente lo osserva mentre lavora il mercurio, il lavoratore ammalato può
cadere in una insicurezza impotente e già un banale rimprovero può suscitare
in lui uno stato di sfrenata agitazione. Menomazione della capacità
all'attenzione, vuoti di memoria, una sensazione di insufficienza intellettuale
con asocievolezza completano il quadro".
Tali sintomi mentali
dell'intossicazione da mercurio sono stati descritti dettagliatamente da
Triebnig (1982) in lavoratori dell'industria dei termometri, e in altre
categorie esposte, nel passato, al mercurio in ambiente di lavoro: lavoratori
dell'industria degli specchi, (Kussmaul, 1861), soffiatori di vetro (Fawer 1983)
e dentisti (Foo 1993). Quando l'esposizione veniva a cessare, i loro punteggi
dei test ritornavano alla normalità entro 20 mesi (Evans, 1975).
Nel
XIX secolo i lavoratori dell'industria dei cappelli esposti professionalmente al
nitrato di mercurio, divennero noti come "cappellai pazzi", a causa di
problemi emotivi che sviluppavano, con improvvisa rabbia, pigrizia, depressione,
timidezza, insonnia, idee fisse, mania (Gowdy, 1978).
Mayhazati
riportò la valutazione psicologica di 6.530 pazienti in Iraq ricoverati a
seguito dell'esposizione ad un incidente con il mercurio. Più del 50% di essi
manifestò disturbi psicologici: c'era depressione, mancanza di interesse, etc.
(Mayhazati, 1978)
Numerosissimi
sono i rapporti di dentisti con manifestazioni nervose di mercurialismo. Smith
descrive 3 casi di dentisti esposti nel loro studio odontoiatrico al mercurio e
che avevano sviluppato sintomi di irritabilità, grande eccitabilità, paura,
agitazione, melanconia, depressione, timidezza, stanchezza fisica e mentale,
indecisione, disperazione. Questi sintomi scomparivano quando i loro livelli di
mercurio nel corpo furono ridotti mediante terapia (Smith, 1978). Topi esposti a
vapori di mercurio sono stati trovati aumentare il loro spontaneo comportamento
aggressivo. Livelli di mercurio di 0.002 mg Hg/m3
erano sufficienti per indurre alterazioni nel comportamento.
Tra l'altro noi sappiamo che la caratteristica sinistra del mercurio (che fu
usato, si dice, per avvelenare Cesare Borgia) è che si tratta di un veleno
molto lento, che le vittime si sentono solo un po' giù di corda, che hanno
sintomi che sembrano essere leggeri, facenti parte della condizione umana.
"Alterazioni
dell'umore e amalgama dentale" nella letteratura medica
Il
prof. Patrick Stortebecker, della Stortebecker Foundation, nel suo libro
"Tossicità del mercurio da amalgama dentale, un pericolo per il cervello
umano" (1985), ci dà una
panoramica descrizione di questi casi:
"Il
sintomo preminente di intossicazione cronica a basse dosi di vapori di mercurio
è una totale mancanza di ogni iniziativa a livello mentale (cui segue una
stanchezza fisica). Mentalmente il paziente è incapace di iniziare qualsiasi
tipo di nuovo evento, insieme con la sua incapacità a finire i precedenti
progetti. Inoltre c'è una ingiustificata mancanza di sicurezza in sé stessi,
manifestata nel comportamento come irrazionale timidezza, ansia, oltre ad una
patologica tendenza all'auto-distruzione, che può portare a grave depressione.
C'è una notevole perdita di memoria, specialmente a brevissimo termine. Un
altro sintomo è la psicoastenia, con una incapacità nel risolvere dubbi o
incertezze o incapacità di resistere a ossessioni, idee fisse, o fobie, anche
quando uno sa che sono irrazionali. Molto caratteristico l'instabilità
dell'umore, la lunaticità, con collera, che può essere rivelata da improvvisi
scoppi di rabbia".
La
ricerca ha mostrato che il mercurio interferisce proprio con quei
neurotrasmettitori il cui malfunzionamento causa depressione bipolare e
irritabilità (Oudar 1989, Rajanna 1985, Cooper 1983).
Se è vero che la tossicità dal
mercurio dell'otturazione di amalgama causa sintomi da stress psicologico, la
rimozione dell'amalgama dovrebbe alleviare i sintomi. Ebbene proprio questi sono
i risultati di uno studio pubblicato sull' American Journal of Psychotherapy
nell'ottobre 1989: nei 78 pazienti che hanno rimosso l'amalgama, l'82% dei loro
disturbi psicologici o miglioravano o scomparivano entro 10 mesi dalla rimozione
dell'amalgama. I 78 pazienti avevano riportato un totale di 409 sintomi
psicologici prima della rimozione. Entro 10 mesi dalla rimozione riportarono che
275 dei sintomi (67%) erano
migliorati, 62 (15%) erano scomparsi, 61 (15%) non erano cambiati e 10 (3%)
erano peggiorati.
Tra
i molti studi di rimozione terapeutica dell'amalgama riportiamo il sommario di
uno studio pubblicato da Siblerud nel 1998:
"Il
gruppo di rimozione dell'amalgama mostrò da 6 a 8 mesi dopo la rimozione, un
miglioramento statisticamente significativo in 47 delle scale di valutazione, e
ciò è stato fatto rispetto ad un controllo di pazienti con copertura
fittizia/placebo (una diminuzione dei sintomi del 42% rispetto ad un aumento del
7% nel gruppo di controllo. Numerosi dei pazienti nel gruppo dell'amalgama poté
interrompere il trattamento con litio, sotto indicazione del loro psichiatra, e
non ebbero problemi in seguito a ciò. La nostra precedente ricerca aveva
confrontato individui con amalgama e individui senza e aveva dimostrato in base
a valutazioni psicometriche che individui con amalgama possedevano sintomi
emotivi e mentali significativamente maggiore, tra i quali rabbia improvvisa,
depressione, irritabilità, ossessione/ idee fisse, ansia, ostilità, psicosi,
sonno disturbato, problemi a prendere decisioni, incapacità a concentrarsi,
euforia ed altri. Da questo studio risulta che il mercurio rilasciato dalle
otturazioni dentali di amalgama può essere un fattore nella depressione
bipolare".
Il monito di Huggins, che è lo
stesso di Siblerud, fu riportato a più riprese, nel corso di tutto l'ultimo
secolo, da altri dottori, tra cui il prof. Berglund, che scrisse il libro:
"150 ANNI DI AMALGAMA DENTALE,
intossicazioni da amalgama nella letteratura medica", BioProbe Ed.,
1995)
Questo stesso monito
essenzialmente è il motivo centrale del mio intervento qui oggi. Tra le tante
citazioni della rassegna del prof. Berglund, ricordiamo nel 1930 il dr Masche,
che descrisse l'eliminazione delle otturazioni di amalgama come un
"prezioso mezzo terapeutico" ed espresse la speranza che "i
medici e i dentisti acquisiscano come un bene comune il riconoscimento che gli
avvelenamenti da mercurio possono essere provocati da otturazioni d'amalgama e
che i medici focalizzino la loro attenzione soprattutto sulle otturazioni
d'amalgama talora i pazienti si lamentino di disturbi che assomigliano ai
sintomi di avvelenamento da mercurio".
Esattamente
100 anni prima dello studio con controllo di Siblerud (1998), Tuthill (1898)
aveva pubblicato:
"Nevrosi mercuriale a causa di otturazioni di
amalgama" (The Brooklyn Medical Journal, December 1898, vol XII, n.12), di
cui rileggiamo un caso di guarigione:
Giovane
donna, K., visitata per la prima volta il 1 dicembre 1887; soffriva di
estremo nervosismo, da 3 anni ormai. Era agitata, irritabile, non riusciva
fare niente, non dormiva bene, etc. Avendo esaminato a fondo il suo caso
ed avendo accertato che tutte le sue funzioni erano normali, esaminai i
suoi denti e trovai 16 otturazioni di amalgama, molte delle quali in denti
che contenevano otturazioni di oro. Ritenendo che ciò fosse una causa
della neurosi mercuriale, dissi a lei e a sua madre che il suo caso mi
faceva venire in mente ciò che avevo letto relativamente
all'avvelenamento mercuriale pochi giorni prima sulla enciclopedia
"Ziemssen's Cyclopedia":
"Essenzialmente la
condizione è caratterizzata da grande eccitabilità mentale del paziente
ad impressioni esterne. Qualsiasi evento inaspettato o imbarazzante lo
mette in agitazione al massimo livello. Il paziente adulto cresce pallido
e farfuglia nel rispondere anche alle domande più semplici. Effettuare
ciò che gli viene richiesto di fare richiede uno sforzo sovrumano o è
addirittura impossibile se egli si accorge o pensa di
essere osservato. C'è anche grande premura ed una sensazione di
ansia senza giustificazione alcuna. C'è insonnia o sonno che è agitato,
frequentemente interrotto e disturbato da sogni spaventosi, mal di testa e
palpitazioni".
Dopo
aver sentito ciò, la paziente commentò che era una descrizione perfetta
del suo caso in ogni dettaglio.
A seguito del mio consiglio le otturazioni
di mercurio furono rimosse e la giovane donna è migliorata molto
rapidamente fino ad oggi, ed infatti tutte le sue manifestazioni nervose
sono scomparse, anche secondo quanto conferma la madre, da quando ha
rimosso l'amalgama
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