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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 

 


DANNI delle Leghe METALLICHE in Bocca - 3
ELIMINAZIONE
effetti bioelettrici delle AMALGAMI  e Protesi DENTALI
PROTESI SALUBRI
 

DANNI da METALLI in Bocca
vedi:
Materiali Dentari e denti tossici + Metallici tossici nell'organismo - 1 +  Metalli tossici - 3 + Metalli Tossici dai vaccini
MINERALOGRAMMA = test per conoscere il livello ed il tipo di intossicazioni da minerali e metalli tossici

Un nuovo clamoroso caso di danni da elettrogalvanismo denunciato da una donna siciliana.
Un'ulteriore dimostrazione di come attualmente si sottovalutino i potenziali danni che i materiali utilizzati in odontoiatria possono provocare alla salute e dell'atteggiamento omertoso che in alcuni casi i medici tengono, almeno nei casi che qui andremo a denunciare. È il secondo caso che ci capita di trattare relativamente ai danni che i materiali utilizzati in odontoiatria sono in grado di provocare e le circostanze in cui si è verificato sono una lampante dimostrazione di come si tratti di un argomento molto scottante e che pur coinvolgendo la salute dei cittadini viene ad essere messo sotto silenzio. In entrambi i casi, portati alla luce anche da Italiasalute.it, ad essere danneggiate sono state due donne che lavorano nel settore sanitario.
Nel caso più recente, la donna danneggiata è niente meno che laureata in medicina, pediatra, per cui le sue accuse, nei confronti di un collega pari grado, peraltro generico, hanno un valore e una credibilità difficili da mettere in discussione.

Tra i pochi a proporre una soluzione al problema della biocompatibilità delle leghe metalliche utilizzate in odontoiatria c'è guarda caso una persona che, pur priva di una laurea essendo un odontotecnico, è giunta a realizzare una soluzione, oggetto di brevetto internazionale, frutto dell'esperienza e della ricerca realizzate sul campo, la cui efficacia è stata provata da uno studio condotto presso l'Università La Sapienza di Roma. Si tratta dell'odontotecnico Rosario Muto, ed è proprio a lui che la donna siciliana si è rivolta con una lettera dopo aver trovato delle informazioni su internet, grazie allo spazio che è riuscito a ricavare su Italiasalute.it ed altri siti web sensibili al tema.
Muto, che continua ogni giorno a ricevere telefonate, lettere, e documenti di pazienti, ma anche di qualche operatore del settore interessato a saperne di più, tiene a sottolineare che se nel caso della signora siciliana la reazione dell'organismo ai metalli si è manifestata con delle reazioni evidenti sul corpo, non è detto che in tutti coloro che hanno in bocca materiali in grado di scatenare un processo di ionizzazione non subiranno dei danni nel lungo termine meno visibili ma non meno pericolosi e che nessun medico saprà o vorrà ricondurre al lavoro svolto dal dentista. Muto arriva a ipotizzare che malesseri sempre più diffusi come allergie, vari tipi di deficit immunitario, fino ad arrivare a tumori e malattie autoimmuni siano da addebitare ai materiali tossici con cui quotidianamente veniamo inconsapevolmente in contatto, e tra questi anche quelli con i quali facciamo conoscenza una volta alzatici dalla poltrona del dentista.
La pediatra siciliana, di cui omettiamo ovviamente le generalità, dopo aver scritto a Muto la lettera che riportiamo sotto chiamandolo dottore, non sappiamo se per errore o per il rispetto che un medico ha verso una persona che per una volta si permette di dare dei consigli a lei, lo ha chiamato al telefono ringraziandolo per averle aperto gli occhi su di un problema di cui lei stessa non era a conoscenza. Non sappiamo se il medico cui la pediatra si è rivolta abbia agito in buona fede, non conoscendo cioè i danni cui la donna e le altre persone possono andare incontro, oppure si sia accodato a quello che è probabilmente l'atteggiamento generale in odontoiatria: sorvolare il problema in generale, e gestendo i casi più gravi come questo con un atteggiamento che da una parte tende a non riconoscere le proprie responsabilità, magari attribuendo quasi la colpa alla reattività del paziente, e dall'altra tende a non mettere in atto metodi preventivi volti se non altro a individuare i pazienti più a rischio.

Ecco la lettera della pediatra siciliana:  "Gentile Muto, ho letto con interesse qualche suo lavoro circa le allergie ai metalli e ciò mi ha indotto a sottoporle il mio problema. Da molti anni ero portatrice di uno scheletrato in metallo con denti in resina. Circa 4 anni fa ebbi delle reazioni locali al petto nel punto dove portavo una medaglia in lega. Tolsi tale medaglia e la reazione locale scomparve ma ne iniziò una fastidiosissima alle braccia, gambe, testa, collo, ascelle, e anche in parte al volto. Nel maggio 2003 sospettando che fosse dovuta ai metalli contenuti nello scheletrato applico dei patch per la serie odontoiatrica e finalmente viene trovata una positività al nichel dopo 72 ore di applicazione dei patch, una lievissima e impercettibile reazione al palladio e una lieve pieghettatura della cute all'argento ma le ultime due reazioni erano minime tali da essere considerate negative. Nonostante abbia eseguito terapia con cortisonici sia locali che per via sistemica e antistaminici con scarsi benefici, le mie lesioni scomparvero del tutto solo dopo rimozione dello scheletrato. Lo comunico al mio dentista di fiducia e decidiamo di fare ben 9 impianti e lui mi dà sia la lega in oro giallo che avrebbe usato sia la polvere di ceramica da saggiare insieme all'allergologo. Tutte le prove sono assolutamente negative e diamo il via al lavoro.
Al momento di mettere la parte metallica vedo che il colore non è giallo come i lingottini che mi aveva fatto testare ma color argento e alle mie ripetute richieste di spiegazioni lui risponde che non aveva usato nessun elemento di quelli che io avevo detto di non usare e la sua infermiera mi dice che l'oro giallo in fusione diventa bianco. 
Da novembre 2003 al luglio 2004 ho solo una lievissima reazione nelle pieghe dei gomiti e pochissimo alla nuca ma io lo attribuisco al fatto che all'IDI di Roma mi rimisero a dieta libera e non priva di nichel quindi io assumevo regolarmente cibi contenenti tale metallo e avevo ripreso a cucinare in pentole di acciaio inox.
A luglio 2004 smetto di fumare e contemporaneamente di assumere singulair (molecola attiva montelukast, un antileucotriene) che prendevo per la mia asma, sarà stata sicuramente una coincidenza ma comincio lentamente a riempirmi di lesioni in tutto il corpo, soprattutto addome, in pratica dalle ascelle alle cosce. 
Chiedo con gentilezza al mio dentista di ridarmi la composizione del materiale usato per gli impianti ma senza nessuna risposta e con il risultato che lui ha incominciato a negarsi al telefono e la sua infermiera dopo mie ripetute sollecitazioni si è spazientita.
A tutt'oggi io non conosco la composizione di quanto è stato posizionato nella mia bocca e per attenuare il fastidiosissimo bruciore delle mie lesioni sono stata costretta ad assumere ciclosporina anche questa con scarso beneficio. Le mie crisi sono caratterizzate da prurito, bruciore e sono precedute da brividi e si accentuano quando ho anche una lievissima sudorazione o bevo un po' di alcolici (sia vino che birra che liquori), non risentono della terapia cortisonica e ho un po' di sollievo solo a dosaggio doppio di antistaminici e solo dopo alcuni giorni di assunzione e smessi i quali riprendo con i fastidi come e più di prima.
Le chiedo:
 Se la mia allergia può ancora una volta dipendere da metalli che ho in bocca, considerato che a volte avverto uno strano sapore di "ferro".
Come posso fare a verificare ciò visto che il mio dentista a tutt'oggi dopo quasi 2 anni non mi ha consegnato nulla a proposito né della composizione del materiale né del tipo di impianti usati.
Come posso rimuoverli poiché un altro dentista contattato mi ha detto che non può farlo visto che non conosce il tipo di viti e quindi non sa che cacciavite usare.
Come posso fare a rintracciare almeno l'odontotecnico di cui conosco solo il nome ed è di Messina perchè almeno lui mi dica cosa ha messo nei miei denti.
Le allego inoltre una foto di un particolare delle mie lesioni che come le lascio immaginare sono altamente fastidiose.
Certa di un sua risposta le invio i miei più cordiali saluti."

(firma omissis)


Nel primo caso in ordine di tempo si trattava di una donna della Brianza, la signora Cecchetto che continua a chiamare la nostra redazione chiedendo aiuto. Si tratta di un'infermiera, e ciò non costituiva forse un caso fortuito in quanto i malesseri della donna erano da addebitare con tutta probabilità anche alle vaccinazioni subite per motivi professionali, oltre che agli amalgami dentali che le erano stati impiantati. La donna è in condizioni psicofisiche tali da non essere in grado di spedirci la documentazione necessaria per raccontarlo. La difficoltà è anche legata al fatto che la documentazione, come lei denuncia, le è stata addirittura sottratta, con un contorno di denunce e minacce contro cui nulla hanno potuto né i carabinieri né gli avvocati. Dopo un anno senza lavoro e i risparmi spesi inutilmente per fare giustizia, la donna, che ci ha permesso di fornire le sue generalità, è tornata a lavoro ma è stata collocata in un ambiente, la sala di sterilizzazione, non adatta alle sue condizioni per la presenza di sostanze che provocano in lei reazioni. Secondo quanto siamo a fatica riusciti ad apprendere dalla signora, anche i familiari si sono rivolti alla struttura sanitaria presso la quale ha ripreso servizio per chiedere condizioni di lavoro più adatte alla situazione altrimenti meritevole dello status di invalidità per cause di servizio e per protestare per il trattamento subito. In risposta alle lamentele di una famiglia colpita anche da un lutto impiegati della struttura sanitaria avrebbero risposto che l'atteggiamento nei confronti della signora è giustificato dalle denunce che lei ha affidato ai tribunali.
Nelle poche confuse righe che è riuscita a farci avere l'anno scorso in un momento migliore, la signora brianzola ha avuto la forza di affermare: "attraverso la bocca con la loro professione, hanno distrutto la mia vita. Sembrano degli intoccabili, ma anche loro sono perseguibili".
L'infermiera afferma di essersi sentita come "una cavia" nelle mani del dentista. Ecco altri stralci delle sue dichiarazioni: "Perni rimossi senza protezione", "polvere ovunque", "le gengive ormai assumono un colore grigio. "la salivazione è orribile, in più scarico materiale verdastro...". Lui si arrabbia, è nervosissimo, le sue mani di fronte alle mie domande tremano, vibrano. Non è la prima volta che noto tale comportamento...". "Parlo di protocolli di rimozione etc. e lui mi dice: Sei pazza, stai zitta ! Te e tutti quelli che sostengono questo...". Su di me lo sentivo dire, rovinare una persona sana è un delitto... una già rovinata; qui si fermava ( immagini io come potevo sentirmi in quei momenti con frasi del genere) ... giuro... mai sentito un professionista affermare questo."
Come si può notare, in entrambi i casi c'è uno sconcertante atteggiamento di medici e strutture sanitarie che arriva ad occultare la documentazione e a farsi negare.
Tratto da: http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=6845
By Vito Palombo

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06/05/2010 
Attenti al Low-Cost, lo sai cosa ti metti in bocca ? La tracciabilità della protesi dentale.
Video documento Lo scandalo francese delle protesi cinesi, con contenuti di piombo 11 volte superiori di quanto previsto dalla comunità europea per i giocattoli, è rimasto in gran parte inascoltato in Italia.
Nel frattempo l’incremento nel territorio nazionale di strutture dentistiche low-cost e in franchising ha incentivato l’importazione di protesi dentarie dai paesi emergenti.
Ecco il motivo per ricominciare a parlare di tracciabilità della protesi un problema per i consumatori e per gli addetti ai lavori quando in mancanza di regole e della necessaria  trasparenza si rischia di favorire speculazioni senza limiti ai danni di tutta la filiera (pazienti, medici, odontotecnici).
I destinatari del video sono pazienti, odontotecnici e medici che vogliono sostenere la causa della protesi di qualità, perchè la qualità non ha nulla da temere nella trasparenza e nella tracciabilità.
Se vuoi aiutare a sensibilizzare su questo problema vedi e diffondi:
http://www.youtube.com/watch?v=TviC5_VbEr0
 

 


http://www.odontotecnici.net/news/2010/037articolo2010.htm


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Mi chiamo Adriana Battist e sono ammalata da piu' di venti anni
Ebbi la prima diagnosi di CFS "Sindrome Fatica Cronica" soltanto nel 1999 e nel 2002 è stata accertata allergia al mercurio odontoiatrico.
Allo scopo di aiutare i ricercatori, i medici di base e le istituzioni, nell'interesse di tutti gli ammalati che attendono lumi per ottenere cure adeguate e riconoscimenti di stati invalidanti, metto a disposizione la parte descrittiva della mia sofferenza, che, come si vedrà, si svolse parallelamente in percorso da identificare.
Per me sono trascorsi troppi anni e le conseguenze sono ora IRREVERSIBILI. 
Tuttavia ritengo doveroso sapere esattamente chi e che cosa abbia cancellato 20 anni della mia vita. Come si può leggere sul libro "Per errore sono rimasta viva ?" è ipotizzabile che io abbia descritto la sofferenza causata da 21 denti devitalizzati (allergia al mercurio) e protesi fisse che asfissiarono il cervello.
In molti siti web si parla del famigerato mercurio e si allertano gli odontoiatri riguardo la sua pericolosita' al contatto amalgama (sulle scatole è presente in bella vista un teschio). Loro si schermano e noi lo ingoiamo.

Un dossier di 100 pagine della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiara che le vittime a causa amalgama sono in quantità notevole.
E' recente la notizia che in U.S.A., alcuni medici odontoiatrici hanno finalmente vinto la causa e possono liberamente parlare del mercurio. Prima venivano loro chiusi gli studi.
L'Unione Europea al riguardo del mercurio risponde:" Rivolgiti allo Stato Sovrano...". Tuttavia è legge fatta; entro il 2011 verranno eliminati i termometri causa danno mercurio. La Norvegia che a suo tempo rispose copiosamente alle mia domande, ha bonificato tante persone con amalgami mercurio. Ora essa stessa è divenuta "Europa tace"!
Sono presenti su un altro sito Internet le interpretazioni di un medico che, ospite della trasmissione Report su Rai3 (vedi sito amalgama), sostiene:"...in fondo in Italia sono solo 300.000...". 
Per quanto divulgare queste notizie sia praticamente impossibile, dal 2004 mi sono impegnata nella diffusione a TV nazionali e private, giornali, medici, assessorato sanita', assessorato della cultura di Torino e ai Diritti ammalati e consumatori in UE di Brussel un CD che testimonia il mio calvario, sia esso CFS o MERCURIO. Ora il video è direttamente scaricabile dal mio sito nella pagina "Il mio video", e voglia essere promemoria ed invito ai sofferenti afflitti da malattie sconosciute, a volte purtroppo convertite facilmente in stati depressivi.
Questo sito non ha lo scopo di proporre cure o di dare indicazioni mediche, ma può soltanto dare sostegno morale a chi vorrà scrivermi. So bene quanto sia difficile trovare conforto a tale tipo di sofferenza.
Personalmente mi chiedo se il mio caso non rivesta un GRAVE ATTENTATO alla vita e successivo mancato soccorso. 
Pongo alle persone interessate ed ai responsabili della Sanità questo quesito:
QUALE NESSO VI E' TRA LA SINDROME CFS E LA ALLERGIA (CON CONSEGUENTE TOSSICITA') AL MERCURIO ODONTOIATRICO ?
Attendo risposte da ricercatori, medici da base, odontoiatri normali e bio (secondo le recenti disposizioni sul diritto alla privacy).
Attendo testimonianze dagli ammalati di CFS e vittime amalgama, con allegate anamnesi cliniche a conferma diagnosi CFS e quant'altro inerente alle vittime mercurio odontoiatrico (secondo le recenti disposizioni sul diritto alla privacy). 
Raggiunto un corposo fascicolo, sarà mio impegno portare tali documentazioni a tutti i livelli istituzionali italiani e europei.
Del resto queste battaglie sono diffuse in tutto il mondo, e anche da noi che, purtroppo, siamo un poco sparpagliati e mancanti di informazioni giuste.
In Germania esiste già un associazione vittime amalgami; in U.S.A. una petizione CFS online lamenta tutte le problematiche che abbiamo in Italia.
Sul web sono numerosi i siti relativi a queste patologie, le cui informazioni vanno diffuse, studiate ed allarmate giustamente per evitare che, almeno i figli che verranno, non abbiano a vivere simili desolanti sofferenze.
Se desiderate mettervi in contatto con me: e-mail: hevite@tiscali.it
Fonte: www.tusei-adrianabattist.org

Ricordiamo anche che ogni protesi introdotta in bocca e/o nel corpo, che contenga leghe metalliche basate su legami ossigeno, sono pericolose in quanto l'ossigeno (potente ossidante) permette ai metalli della lega il rilascio di ioni che sicuramente interferiscono con le reazioni biochimiche dell'organismo ! - vedi: Materiali Dentari

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Avvelenamento coatto da metalli pesanti - 9 Dic. 2008
I metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi tra le sostanze inquinanti. Infatti, penetrano lentamente e in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, bloccando l'attività di numerosi complessi enzimatici e dando luogo a gravissime patologie croniche. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza del metallo.
Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale. Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione piuttosto elevate immagazzinandoli per anni. Oggi l'inquinamento da metalli pesanti può contare su un nuovo grande alleato forgiato dal "prezioso" impegno di ricercatori senza scrupoli: scie chimiche (o chemtrails).
La costante irrorazione da parte di aerei privi di segni distintivi di liquami prevalentemente a base di quarzo, bario e alluminio, sta contribuendo alla diffusione coatta di questi composti nell'ambiente.

L'avvelenamento da metalli pesanti fa probabilmente parte di un progetto occulto per la manipolazione ambientale -e non solo- da tempo perpetrato ai danni dell'intera popolazione mondiale. A dimostrazione di questo si rammenta la propaganda menzognera a favore del piombo condotta all'inizio del secolo scorso. Tale campagna, che venne curata dalla General Motors nel 1922 e avallata dai governi occidentali, asseriva che l'addizione di piombo al normale carburante dei veicoli avrebbe aumentato il potere detonante e quindi la potenza prodotta dai motori, ovviamente senza rischi per l'uomo. Si precisa che già allora si conoscevano gli effetti nocivi del piombo e nessun ministero della salute di nessuna nazione si oppose a questa pratica criminale. Solo in tempi recenti si è deciso di fare marcia indietro, quando mezzo secolo di dati epidemiologici ha confermato con tragica evidenza ciò che si sapeva già. Infatti sappiamo che nel 1930 si abolirono le tubature in piombo per evitare che l’acqua corrente ne fosse contaminata, a conferma che proprio in quegli anni si sapeva quanto fosse pericoloso per l’organismo.
La benzina al piombo fu gradualmente eliminata verso la fine degli anni ‘80, ma durante quei 60 anni, si stima che solo negli Usa 30 milioni di tonnellate di piombo sotto forma di vapori furono riversate nell’aria dai gas di scarico dei veicoli a motore.

La General Motors (e le altre aziende costruttrici di automobili) avrebbero venduto realmente meno se le loro vetture fossero state meno potenti? Pensate poi ai soldi spesi per la campagna di stampa volta a far credere che il piombo fosse innocuo! Se il loro scopo fosse stato quello di vendere più auto avrebbero potuto usare quei soldi per reclamizzarle, oppure in alternativa (detraendo i costi delle spese per la pubblicità al piombo) avrebbero potuto scontarle e venderne di più.
Eppure hanno investito soldi in una campagna pubblicitaria per offrire al mondo questo nuovo elemento di progresso: il piombo nell’aria! L’avvelenamento da piombo non è nemmeno terminato, dal momento che lo troviamo in altri prodotti di uso comune come alcuni cosmetici.

Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità è assodata da tempo immemore, eppure negli anni ‘40 del secolo scorso si inizia ad utilizzarlo come “conservante” dei vaccini, compresi quelli somministrati obbligatoriamente ai neonati. Da allora si iniziano a registrare sindromi autistiche che prima erano sconosciute e tutta una serie di altri disastrosi effetti collaterali: molti di essi sono imputabili al mercurio di cui è noto l’effetto neurotossico e deleterio per il sistema immunitario.
Molto più antica è invece l'origine delle amalgami per le comuni otturazioni dentali, composte da vari metalli tra i quali appunto il mercurio. Ancora una volta per più di mezzo secolo l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un freno ad esso solo quando la mole di dati sugli effetti negativi ha confermato che il mercurio è altamente nocivo per l'essere umano.

E' importante notare che non c’era nessuna ragione per utilizzare il mercurio nei
vaccini o nelle amalgami (adesso in molte nazioni sono al bando) così come non c’era nessuna ragione per usare il piombo nella benzina: oggi le macchine funzionano tutte egregiamente senza piombo. Inoltre, le continue interrogazioni parlamentari relative a tale deplorevole condotta non hanno ancora ricevuto risposte soddisfacenti da parte di nessun governo. Quindi l’unica alternativa per comprendere l’assurdità di quanto è stato fatto e di quanto si sta facendo è quella di ipotizzare l’avvelenamento intenzionale della popolazione da parte di istituzioni che invece dovrebbero fare l'interesse delle persone. Lo scopo di tutto questo potrebbe essere quello di mantenerci deboli, timorosi, insicuri e dipendenti da un sistema (anche farmaceutico) che ha sempre deliberatamente fuorviato il cittadino per acquisire potere economico e controllo sulle masse.

I principali metalli tossici
La quantità di piombo contenuto nel nostro corpo è 500 volte superiore rispetto a quella presente 100 anni fa. Il piombo interagisce con il glutatione, la glutatione perossidasi e con il selenio bloccando quindi uno dei meccanismi chiave della nostra difesa antiossidante.
Viene ingerito con l’acqua potabile (contaminata dalle condutture in piombo), i cibi in scatola, le tinture, i gas e l' inquinamento atmosferico.I sintomi da intossicazione da piombo comprendono: cefalea, depressione, insonnia, affaticabilità, irritabilità, ansia, debolezza, algie muscolari, mancanza di appetito, calo ponderale, ipertensione, ridotta funzionalità renale e surrenalica, infertilità nell’uomo e aborti spontanei nella donna, gotta saturnina, anemia da deficienza di ferro, pigmentazione blu nerastra alla base delle gengive.
Sorgenti di piombo sono: atmosfera, gas di scarico delle auto, fonderie, acqua potabile, verdura coltivata in prossimità di vie trafficate e/o in terreni contaminati, frutta e succhi in barattolo, latte proveniente da animali allevati in pascoli contaminati, carni (soprattutto fegato di animali contaminati), dentifrici, batterie di auto, quotidiani, tabacco e cenere di sigaretta, tinture per capelli.

Il mercurio è un veleno mortale per tutti gli esseri viventi. Il pesce, per sua natura, lo accumula in grande quantità. La sintomatologia da avvelenamento da mercurio comprende: insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansia, depressione, perdita di peso e di appetito, tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra ed ai piedi, debolezza muscolare, amaurosi, sordità, disturbi della parola e coordinazione, ridotta funzionalità renale. Il mercurio è presente in svariate sostanze quali: amalgami dentarie, termometri e barometri, cereali trattati con funghicidi, pesci e mammiferi marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori di istologia, talco, cosmetici, coloranti, diuretici, supposte antiemorroidi, detergenti per pavimenti, filtri dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno, lassativi, adesivi, pomate antipsoriasi e tatuaggi.

L’alluminio è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano. E’ stata dimostrata la costante associazione di accumuli di alluminio in patologie caratterizzate da disturbi mentali quali: Alzheimer, Parkinson e Down. L’accumulo nell’uomo avviene con grande lentezza probabilmente in misura di pochi nanogrammi al di, per cui all’età di 60 anni la quantità di alluminio può raggiungere quantità significative. I disturbi comprendono: pneumoconiosi, sequestro di fosfati dal tratto gastrointestinale con osteoporosi e rachitismo, reazioni cutanee, nefrite, epatopatie, coliti, iperreattività nei bambini, Alzheimer. Prodotti che contengono alluminio sono: contenitori per la cottura di alimenti, antiacidi, deodoranti, materiali di costruzione, utensili, cavi e materiali da isolamento, materiale da imballaggio, lattine per bibite, acqua potabile, birra, cibi in scatola, spray nasali, dentifrici, ceramica, amalgami dentarie, filtri per sigarette, tabacco, gas auto, pesticidi, addittivi, sale da tavola e condimenti, formaggi, medicamenti contenenti caolino, suture, nicotinato di alluminio.

Ogni sigaretta comporta l’assunzione di 1,4 mcg di cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta i depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e sottraendo capacità antiossidante a tutto l’organismo.
Il cadmio può aumentare lo spessore della membrana basale dei piccoli vasi e dei capillari riducendo la circolazione. Nelle donne viene interessata anche la circolazione uterina con conseguente possibile prematurità o deformità del feto. La sintomatologia comprende: affaticabilità, ipertensione, anemia ferro-priva, enfisema polmonare, osteoporosi in donne del 3° mondo con gravi deficit alimentari, epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei denti, coliche renali, ipercalciuria, sindrome del lattaio (linee di pseudofrattura alla scapola, femore ed ileo), ipofosfatemia, artrite reumatoide, ridotta produzione di Vit D, insufficenza polmonare, proteinuria, aminoaciduria, cancro prostatico.
Il cadmio è presente in: acqua potabile, farina di grano raffinata, cibi processati, ostriche, rene, fegato, riso, fumo di sigaretta, tabacco, fertilizzanti, protesi dentarie, ceramiche, coloranti, materiale elettrico, sostanze antiruggine, polivinile, funghicidi, pesticidi, raffinerie, prodotti di scarto delle gomme, combusti di olio.

Le terapie efficaci
In caso di accertata contaminazione (esame del sangue, urine, capello), oltre ad una dieta variata e alcalinizzante a base di fibre, aminoacidi solforati e antiossidanti, è indicata una terapia chelante.
In Italia si applicano al paziente intossicato costosi trattamenti regolati da protocolli gestiti interamente da strutture ospedaliere, mentre all'estero è più facile reperire integratori specifici di origine naturale e godere di una migliore profilassi ambientale. Un trattamento ben eseguito riesce, in tempi accettabili, ad eliminare dall'organismo la maggior parte dei metalli tossici. La terapia chelante utilizza varie sostanze chimiche, come EDTA che, veicolate dal sangue, staccano e sciolgono i depositi delle sostanze tossiche accumulate in tutto il corpo per alimentazione, inquinamento e comportamenti errati.
Questa terapia si effettua per fusione venosa lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della funzionalità renale. Il miglioramento dei disturbi si concreta durante il ciclo di cura 20-30 perfusioni ed è massimo dopo 3-6 mesi dalla fine della cura. Il risultato è migliore nei diabetici e quando il malato ottimizza il proprio stile di vita eliminando gli ormai noti fattori di rischio.
La terapia chelante consiste in un ciclo da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente. Ciascuna fleboclisi ha una durata media di tre ore e si effettua ambulatoriamente.
Il primo ciclo di terapia può essere seguito successivamente da cicli di mantenimento.
Sostanze come EDTA possono produrre effetti collaterali e, se assunte per via esclusivamente orale, vengono assorbite solo parzialmente prolungando così sensibilmente il periodo di cura.

Altre sostanze chelanti impiegate oltre a EDTA sono:
Dimercaptopropanolo (dimercaprolo), indicato come agente chelante per l’avvelenamento da arsenico, oro, mercurio e piombo
Penicillamina, nelle intossicazioni da metalli pesanti
Deferoxamina mesilato (deferoxamina), trattamento indicato nell’avvelenamento acuto da ferro
Acido dimercaptosuccinico (DMSA), indicato nelle intossicazioni da piombo
Trientina, chela il rame ed il ferro e ne riduce l’assorbimento a livello intestinale.
Lo spettro delle malattie dovute all'accumulo di metalli pesanti nel corpo è molto ampio ed è facile intuire quanto sia importante documentarsi e prevenire il più possibile i danni da avvelenamento da queste sostanze. Oggi la contaminazione ambientale da metalli pesanti ha ormai raggiunto livelli critici e non risparmierà certamente anche chi detiene la responsabilità di questo crimine contro l'umanità. Plausibilmente, chi conosce da tempo il problema e ha soldi per farlo, può ricorrere a tutte le terapie preventive e disintossicanti che vuole.
Per quanto riguarda gli altri, informati o meno dei pericoli che corrono, il motto è sempre lo stesso: che si ammalino pure !

Fonti:
http://www.anagen.net/chelante.htm
http://scienzamarcia.altervista.org/dossier2.html
http://www.chelationtherapyonline.com/
http://www.healingdaily.com/oral-chelation.htm
http://www.mercurypoisoned.com/index.html
http://coscienzaevoluta.blogspot.com/
Protocollo per la rimozione sicura delle amalgami: www.bioral.it/rimozione.pdf (pdf)


Esempi:
Maschio, 30 anni, 5 amalgami in bocca: vertigini, attacchi di panico, depressione, problemi gastroenterici, mal di gola frequenti, sintomi scomparsi dopo 1 mese dall’eliminazione della lega di amalgama.

Femmina, 42 anni, con amalgami ed oro in bocca: cervicale, vertigini, tensioni alle spalle, dolori all’anca, problemi gastroenterici, sintomi scomparsi dopo 45 giorni.

Femmina 32 anni, 8 otturazioni in amalgama, problemi di concentrazione, attacchi epilettici, problemi gastrointestinali, difficolta’ di messa a fuoco oculare, mal di testa, vertigini anche in posizione  orizzontale,  dislessia; sintomi scomparsi in 15 giorni dalla rimozione delle otturazioni in amalgama.

Femmina 38 anni, oro ed amalgami in bocca; problemi di concentrazione, candidosi, vertigini, stanchezza giornaliera, problemi gastrointestinali, sintomi scomparsi dopo 20 giorni dalla rimozione.

Amelogenesi Imperfetta

L'amelogenesi imperfetta (AI) è una malattia dello sviluppo che colpisce sia la struttura che l'aspetto dello smalto di tutti o quasi tutti i denti e che si può associare ad altre alterazioni biochimiche o morfologiche in altre parti del corpo. La prevalenza varia tra 1:700 e 1:14.000, a seconda delle popolazioni. Lo smalto può essere ipoplasico e/o ipomineralizzato e i denti colpiti sono sensibili e possono scolorirsi o persino frantumarsi.
L'AI è una patologia isolata o può associarsi ad altre anomalie di tipo sindromico. Può essere sporadica o trasmessa con modalità autosomica dominante, autosomica recessiva o legata al sesso. Nelle famiglie affette dalla forma legata all'X, è stato dimostrato che la malattia origina da una mutazione nel gene dell'amelogenina, AMELX. Il gene dell'enamelina, ENAM, è implicato nella patogenesi delle forme dominanti. L'AI autosomica recessiva è stata osservata in famiglie consanguinee.
La diagnosi si basa sui precedenti familiari, sulla ricostruzione dell'albero genealogico e su indagini cliniche mirate. Al momento la diagnosi genetica è utile solo come strumento di ricerca. La malattia comporta problemi sociali e funzionali e provoca disagio. Può essere trattata con un efficace intervento precoce, preventivo o restaurativo, e un regolare trattamento durante l'infanzia o l'età adulta.
Durante la prima infanzia, la dentizione primaria può essere protetta con strisce metalliche preformate posizionate sui denti posteriori. Il trattamento a lungo termine si basa sull'uso delle strisce metalliche e, più recentemente, di restauri adesivi in plastica. *Autori: Dott. P. J. M. Crawford, Dott. M. Alfred, Dott. A. Bloch-Zupan (Aprile 2007)*. Tratto da Amelogenesis imperfecta. Orphanet J Rare Dis. 2007;2:17.

Commento NdR: anche questa malattia puo' essere generata dai Vaccini, anche e soprattutto nei bambini per il fatto che essi modificando enzimi, flora batterica intestinale e pH digestivo instaurano processi di malnutrizione e quindi anche i denti ne soffrono, per mancanza di sostanze utili !

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Gli esempi di intossicazioni da mercurio abbondano nella letteratura, tali l'esempio di MINAMATA in Giappone, El ORNITO in Venezuela ed altri esempi esistono in Iran ed IraQ...
In questi casi riconosciuti, i tassi di mercurio sono elevati e provocano allora un attacco mercuriale macroscopico, con incidenti mortali.
La facoltà riconosce anche gli attacchi cosiddetti allergici, la parola intolleranza sarebbe più giustificata... (dal 2 al 3% della popolazione).
Tuttavia, un attacco più subdolo, più insidioso, si sviluppa quando le persone inghiottono, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, delle infime quantità di mercurio, trasformate allora in sali metallici, sotto l'influenza della corrente prodotta da una pila elettrica, che si ritrova in bocca...
Come questo fenomeno tutto sommato molto conosciuto può prodursi ?
Immergete in una soluzione di acqua salata una lama di rame ed una lama di ferro. Vedrete apparire allora addirittura una corrente elettrica di parecchie decine centinaia di millivolt.
Prendiamo un altro esempio: immergete in una soluzione di acqua salata (saliva) un’amalgama contenente dell’argento, del rame, dello zinco, dello stagno e del mercurio, ed una corona contenente dell'oro, dell’argento, del platino, del palladio, del tantalio, dell'iridio, dell'indio.... otterrete lo stesso effetto fisico: una pila di Daniel.
Ma l'avventura non ci si ferma lì.
In effetti, sotto l'influenza di questa corrente galvanica (perfettamente misurabile nella vostra bocca) i materiali che compongono le diverse ricostituzioni (amalgame, corone, apparecchi di protesi, ganci, viti intra canalari...) si degradano lentamente, rilasciando in loco delle micro particelle, gli ioni.
Questi ioni, reputati instabili, vanno di nuovo a combinarsi con altre particelle instabili, per esempio il cloro della saliva (cloruro di sodio) formando così dei composti chiamati sali metallici che per alcune persone possono rivelarsi tossici, a piccole dosi, ingerite per molti anni, giorno dopo giorno: sali di stagno, sali di mercurio per esempio.
Questa teoria, chiamata la teoria dell'elettrogalvanismo orale [1], è ben conosciuta dai professionisti fabbricanti delle leghe utilizzate in odontoiatria, questi stessi professionisti tirano il campanello d’allarme da numerosi anni.
L'Europa cambia le disposizioni in materia di tossicologia delle sostanze, è in questa ottica che la ditta DEGUSSA in Germania ha arrestato la fabbricazione dell'amalgama, che la ditta Antogyr in Francia ha bloccato la fabbricazione di viti intra canalari in ottone.
Si può allora parlare di coincidenze ?
Il problema dell'intossicazione da amalgama rappresenta solamente la parte emersa dell'iceberg.
Certo occorre soprattutto non spaventare le popolazioni, ma il ragionamento scientifico cede il posto al ragionamento economico, poiché tra di noi, se l'amalgama fosse riconosciuta tossica in modo ufficiale, immaginate solamente il moto di protesta provocato da questo annuncio e le file di attesa presso i dentisti.
E inoltre chi pagherebbe? ? ?
I giornalisti malinformati che scrivono degli articoli privi di imparzialità come quello che parlava della voce della tossicità degli amalgami, sono altrettanto pericolosi quanto quelli stessi che pubblicano degli scritti smaccati contro l'utilizzazione delle amalgame.
È importante in ogni cosa apportare un ragionamento scientifico e di buonsenso, due situazioni che mancano crudelmente alla medicina attuale...
[1] - In “L’elettrogalvanismo orale”. By Dottor Samuel DEBARD Edizioni DHTM. 1328 Mont la Ville (F).
Tratto da: www.samdebard.com

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