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DANNI da METALLI in Bocca
vedi:
Materiali Dentari e denti tossici
+
Metallici
tossici nell'organismo - 1 +
Metalli tossici - 3 +
Metalli
Tossici nei vaccini
MINERALOGRAMMA
= test per conoscere il livello ed il tipo di
intossicazioni da minerali e metalli tossici
Premessa:
Mi sembra giusto far presente che
da un bel po di anni, da quando è entrata in
vigore la famosa direttiva europea la discussa
93/42, qualsiasi prodotto alimentare, qualsiasi
materiale o qualsiasi dispositivo che viene
introdotto nel corpo umano deve essere
sottoposto a una serie di controlli e poi di
certificazione secondo le linee guida di detta
norma a tutela della incolumità del Paziente
Consumatore Cittadino europeo.
Al di la del fatto che anche in questo frangente
esiste una
forma di ipocrisia e disinformazione ma
soprattutto di collusione tra il committente e
chi di rappresentanza dei controlli e
marchiature varie, per cui voglio chiarire che i
materiali secondo cui sicuri nel momento delle
certificazione con il marchio CEE, questo dopo
il processo di lavorazione artigianale
professionale di costruzione e confezionatura
non risponde più ai requisiti di certificazione
iniziale in quanto il processo di lavorazione
successivo altera ogni forma di formazione
fisico-chimica e per cui per tutta una serie di
cose diventa tossico.
Quindi non ci
facciamo seghe mentali, sul mercato al 99% per
non dire la totalità dei prodotti comunque i
materiali son tossici e radioattivi di cui non
biocompatibili.
Invece per quel
che riguarda l'uso delle leghe nobili per la
costruzione dei manufatti protesici, secondo i
miei studi, le mie ricerche e dimostrazioni
scientifiche, posso affermare che tutti i
dispositivi trattati con il protocollo di
bioinertizzazione sono una opportunità unica,
del resto in tutti gli ambiti ove è previsto
l'uso di metalli di cui la sicurezza e
prevenzione alla salute è cosa prioritaria e
importante.
Sento
continuamente ripetere sempre le stesse
affermazioni e domande di cui ho appena esposto
per cui tenete presente quello che ho scritto.
Poi se volete più informazioni e
capire di più l'argomento acquistate il libro
"Malati di Metalli".
By Rosario Muto - odontotecnico, perito del
tribunale di Prato (I)
Dimostrazioni:
Un nuovo clamoroso caso di danni da elettrogalvanismo denunciato da una donna siciliana.
Un'ulteriore
dimostrazione di come attualmente si sottovalutino i potenziali danni che
i materiali utilizzati in odontoiatria possono provocare alla salute e
dell'atteggiamento omertoso che in alcuni casi i medici tengono, almeno
nei casi che qui andremo a denunciare. È il secondo caso che ci capita di
trattare relativamente ai danni che i materiali utilizzati in odontoiatria
sono in grado di provocare e le circostanze in cui si è verificato sono
una lampante dimostrazione di come si tratti di un argomento molto
scottante e che pur coinvolgendo la salute dei cittadini viene ad essere
messo sotto silenzio. In entrambi i casi, portati alla luce anche da Italiasalute.it, ad essere danneggiate sono state due donne che lavorano nel settore sanitario.
Nel caso più recente, la donna danneggiata è niente meno che laureata in
medicina, pediatra, per cui le sue accuse, nei confronti di un collega
pari grado, peraltro generico, hanno un valore e una credibilità
difficili da mettere in discussione.
Tra
i pochi a proporre una soluzione al problema della biocompatibilità delle
leghe metalliche utilizzate in odontoiatria c'è guarda caso una persona
che, pur priva di una laurea essendo un odontotecnico, è giunta a
realizzare una soluzione, oggetto di brevetto internazionale, frutto
dell'esperienza e della ricerca realizzate sul campo, la cui efficacia è
stata provata da uno studio condotto presso l'Università La Sapienza di
Roma. Si tratta dell'odontotecnico Rosario Muto, ed è proprio a lui che
la donna siciliana si è rivolta con una lettera dopo aver trovato delle
informazioni su internet, grazie allo spazio che è riuscito a ricavare su
Italiasalute.it ed altri siti web sensibili al tema.
Muto, che continua ogni giorno a ricevere telefonate, lettere, e documenti
di pazienti, ma anche di qualche operatore del settore interessato a
saperne di più, tiene a sottolineare che se nel caso della signora
siciliana la reazione dell'organismo ai metalli si è manifestata con
delle reazioni evidenti sul corpo, non è detto che in tutti coloro che
hanno in bocca materiali in grado di scatenare un processo di ionizzazione
non subiranno dei danni nel lungo termine meno visibili ma non meno
pericolosi e che nessun medico saprà o vorrà ricondurre al lavoro svolto
dal dentista. Muto arriva a ipotizzare che malesseri sempre più diffusi
come allergie, vari tipi di deficit immunitario, fino ad arrivare a tumori
e malattie autoimmuni siano da addebitare ai materiali tossici con cui
quotidianamente veniamo inconsapevolmente in contatto, e tra questi anche
quelli con i quali facciamo conoscenza una volta alzatici dalla poltrona
del dentista.
La pediatra siciliana, di cui omettiamo ovviamente le generalità, dopo
aver scritto a Muto la lettera che riportiamo sotto chiamandolo dottore,
non sappiamo se per errore o per il rispetto che un medico ha verso una
persona che per una volta si permette di dare dei consigli a lei, lo ha
chiamato al telefono ringraziandolo per averle aperto gli occhi su di un
problema di cui lei stessa non era a conoscenza. Non sappiamo se il medico
cui la pediatra si è rivolta abbia agito in buona fede, non conoscendo
cioè i danni cui la donna e le altre persone possono andare incontro,
oppure si sia accodato a quello che è probabilmente l'atteggiamento
generale in odontoiatria: sorvolare il problema in generale, e gestendo i
casi più gravi come questo con un atteggiamento che da una parte tende a
non riconoscere le proprie responsabilità, magari attribuendo quasi la
colpa alla reattività del paziente, e dall'altra tende a non mettere in
atto metodi preventivi volti se non altro a individuare i pazienti più a
rischio.
Ecco la lettera della pediatra siciliana: "Gentile Muto, ho letto con interesse qualche suo lavoro
circa le allergie ai metalli e ciò mi ha indotto a sottoporle il mio
problema. Da molti anni ero portatrice di uno scheletrato in metallo con
denti in resina. Circa 4 anni fa ebbi delle reazioni locali al petto nel
punto dove portavo una medaglia in lega. Tolsi tale medaglia e la reazione
locale scomparve ma ne iniziò una fastidiosissima alle braccia, gambe,
testa, collo, ascelle, e anche in parte al volto. Nel maggio 2003
sospettando che fosse dovuta ai metalli contenuti nello scheletrato
applico dei patch per la serie odontoiatrica e finalmente viene trovata
una positività al nichel dopo 72 ore di applicazione dei patch, una
lievissima e impercettibile reazione al palladio e una lieve pieghettatura
della cute all'argento ma le ultime due reazioni erano minime tali da
essere considerate negative. Nonostante abbia eseguito terapia con
cortisonici sia locali che per via sistemica e antistaminici con scarsi
benefici, le mie lesioni scomparvero del tutto solo dopo rimozione dello
scheletrato. Lo comunico al mio dentista di fiducia e decidiamo di fare
ben 9 impianti e lui mi dà sia la lega in oro giallo che avrebbe usato
sia la polvere di ceramica da saggiare insieme all'allergologo. Tutte le
prove sono assolutamente negative e diamo il via al lavoro.
Al momento di mettere la parte metallica vedo che il colore non è giallo
come i lingottini che mi aveva fatto testare ma color argento e alle mie
ripetute richieste di spiegazioni lui risponde che non aveva usato nessun
elemento di quelli che io avevo detto di non usare e la sua infermiera mi
dice che l'oro giallo in fusione diventa bianco.
Da novembre 2003 al
luglio 2004 ho solo una lievissima reazione nelle pieghe dei gomiti e
pochissimo alla nuca ma io lo attribuisco al fatto che all'IDI di Roma mi
rimisero a dieta libera e non priva di nichel quindi io assumevo
regolarmente cibi contenenti tale metallo e avevo ripreso a cucinare in
pentole di acciaio inox.
A luglio 2004 smetto di fumare e contemporaneamente di assumere singulair
(molecola attiva montelukast, un antileucotriene) che prendevo per la
mia asma, sarà stata sicuramente una coincidenza ma comincio lentamente a
riempirmi di lesioni in tutto il corpo, soprattutto addome, in pratica
dalle ascelle alle cosce.
Chiedo con gentilezza al mio dentista di ridarmi
la composizione del materiale usato per gli impianti ma senza nessuna
risposta e con il risultato che lui ha incominciato a negarsi al telefono
e la sua infermiera dopo mie ripetute sollecitazioni si è spazientita.
A tutt'oggi io non conosco la composizione di quanto è stato posizionato
nella mia bocca e per attenuare il fastidiosissimo bruciore delle mie
lesioni sono stata costretta ad assumere ciclosporina anche questa con
scarso beneficio. Le mie crisi sono caratterizzate da prurito, bruciore e
sono precedute da brividi e si accentuano quando ho anche una lievissima
sudorazione o bevo un po' di alcolici (sia vino che birra che liquori),
non risentono della terapia cortisonica e ho un po' di sollievo solo a
dosaggio doppio di antistaminici e solo dopo alcuni giorni di assunzione e
smessi i quali riprendo con i fastidi come e più di prima.
Le chiedo:
Se la mia allergia può
ancora una volta dipendere da metalli che ho in bocca, considerato che a
volte avverto uno strano sapore di "ferro".
Come posso fare a verificare ciò visto che il mio dentista a tutt'oggi
dopo quasi 2 anni non mi ha consegnato nulla a proposito né della
composizione del materiale né del tipo di impianti usati.
Come posso rimuoverli poiché un altro dentista contattato mi ha detto che
non può farlo visto che non conosce il tipo di viti e quindi non sa che
cacciavite usare.
Come posso fare a rintracciare almeno l'odontotecnico di cui conosco solo
il nome ed è di Messina perchè almeno lui mi dica cosa ha messo nei miei
denti.
Le allego inoltre una foto di un particolare delle mie lesioni che come le
lascio immaginare sono altamente fastidiose.
Certa di un sua risposta le invio i miei più cordiali saluti."
(firma
omissis)
Nel primo caso in ordine di tempo si trattava di una donna della Brianza,
la signora Cecchetto che continua a chiamare la nostra redazione chiedendo
aiuto. Si tratta di un'infermiera, e ciò non costituiva forse un caso
fortuito in quanto i malesseri della donna erano da addebitare con tutta
probabilità anche alle vaccinazioni subite per motivi professionali,
oltre che agli amalgami dentali che le erano stati impiantati. La donna è
in condizioni psicofisiche tali da non essere in grado di spedirci la
documentazione necessaria per raccontarlo. La difficoltà è anche legata
al fatto che la documentazione, come lei denuncia, le è stata addirittura
sottratta, con un contorno di denunce e minacce contro cui nulla hanno
potuto né i carabinieri né gli avvocati. Dopo un anno senza lavoro e i
risparmi spesi inutilmente per fare giustizia, la donna, che ci ha
permesso di fornire le sue generalità, è tornata a lavoro ma è stata
collocata in un ambiente, la sala di sterilizzazione, non adatta alle sue
condizioni per la presenza di sostanze che provocano in lei reazioni.
Secondo quanto siamo a fatica riusciti ad apprendere dalla signora, anche
i familiari si sono rivolti alla struttura sanitaria presso la quale ha
ripreso servizio per chiedere condizioni di lavoro più adatte alla
situazione altrimenti meritevole dello status di invalidità per cause di
servizio e per protestare per il trattamento subito. In risposta alle
lamentele di una famiglia colpita anche da un lutto impiegati della
struttura sanitaria avrebbero risposto che l'atteggiamento nei confronti
della signora è giustificato dalle denunce che lei ha affidato ai
tribunali.
Nelle poche confuse righe che è riuscita a farci avere l'anno scorso in
un momento migliore, la signora brianzola ha avuto la forza di affermare:
"attraverso la bocca con la loro professione, hanno distrutto la mia
vita. Sembrano degli intoccabili, ma anche loro sono perseguibili".
L'infermiera afferma di essersi sentita come "una cavia" nelle
mani del dentista. Ecco altri stralci delle sue dichiarazioni:
"Perni
rimossi senza protezione", "polvere ovunque", "le
gengive ormai assumono un colore grigio. "la salivazione è orribile,
in più scarico materiale verdastro...". Lui si arrabbia, è
nervosissimo, le sue mani di fronte alle mie domande tremano, vibrano.
Non
è la prima volta che noto tale comportamento...".
"Parlo di
protocolli di rimozione etc. e lui mi dice: Sei pazza, stai zitta ! Te e
tutti quelli che sostengono questo...". Su di me lo sentivo dire,
rovinare una persona sana è un delitto... una già rovinata; qui si
fermava (immagini io come potevo sentirmi in quei momenti con frasi del
genere) ... giuro... mai sentito un professionista affermare questo."
Come si può notare, in entrambi i casi c'è uno sconcertante
atteggiamento di medici e strutture sanitarie che arriva ad
occultare la
documentazione e a farsi negare.
Tratto da:
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=6845
By Vito Palombo
IMPORTANTE:
DENTI DEVITALIZZATI e CANCRO
Collegamento scioccante: il 97%
di tutti i
pazienti oncologici
terminali, aveva fatto
in precedenza una procedura
dentale (denti devitalizzati)
vedere su:
http://humansarefree.com/2014/02/shocking-connection-97-of-all-terminal.html?m=0#sthash.YzBWXGrm.dpuf
Il
Titanio, il Cromo Cobalto e la Zirconia sono
tossici per la salute.......un report
mondiale
http://www.mediavida.com/foro/off-topic/titanio-peligro-para-la-salud-533911/2
vedi Video sulla tossicita' del
Mercurio
Video, parla una biologa:
Attenti al Low-Cost, lo sai cosa ti metti in
bocca ? La tracciabilità della protesi
dentale -
06/05/2010
Video documento Lo scandalo francese delle
protesi cinesi, con contenuti di piombo 11 volte
superiori di quanto previsto dalla comunità
europea per i giocattoli, è rimasto in gran
parte inascoltato in Italia.
Nel frattempo l’incremento nel territorio
nazionale di strutture dentistiche low-cost e in
franchising ha incentivato l’importazione di
protesi dentarie dai paesi emergenti.
Ecco il motivo per ricominciare a parlare di
tracciabilità della protesi un problema per i
consumatori e per gli addetti ai lavori quando
in mancanza di regole e della necessaria
trasparenza si rischia di favorire speculazioni
senza limiti ai danni di tutta la filiera
(pazienti, medici,
odontotecnici).
I destinatari del video sono pazienti,
odontotecnici e medici che vogliono sostenere la
causa della protesi di qualità, perchè la
qualità non ha nulla da temere nella trasparenza
e nella tracciabilità.
Se vuoi aiutare a sensibilizzare su questo
problema vedi e diffondi:
http://www.youtube.com/watch?v=TviC5_VbEr0
http://www.odontotecnici.net/news/2010/037articolo2010.htm
Mi chiamo Adriana Battisti e sono ammalata da
piu' di venti anni.
Ebbi la prima diagnosi di CFS "Sindrome
Fatica Cronica" soltanto nel 1999 e nel 2002
è stata accertata allergia al mercurio
odontoiatrico.
Allo scopo di aiutare i ricercatori, i medici di
base e le istituzioni, nell'interesse di tutti gli
ammalati che attendono lumi per ottenere cure
adeguate e riconoscimenti di stati invalidanti,
metto a disposizione la parte descrittiva della
mia sofferenza, che, come si vedrà, si svolse
parallelamente in percorso da identificare.
Per me sono trascorsi troppi anni e le conseguenze
sono ora IRREVERSIBILI.
Tuttavia ritengo doveroso sapere esattamente chi e
che cosa abbia cancellato 20 anni della mia vita.
Come si può leggere sul libro "Per errore
sono rimasta viva ?" è ipotizzabile che io
abbia descritto la sofferenza causata da 21 denti
devitalizzati (allergia al mercurio) e protesi
fisse che asfissiarono il cervello.
In molti siti web si parla del famigerato mercurio
e si allertano gli odontoiatri riguardo la sua
pericolosita' al contatto amalgama (sulle scatole
è presente in bella vista un teschio). Loro si
schermano e noi lo ingoiamo.
Un dossier di 100 pagine della Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS)
dichiara che le vittime a causa amalgama sono in
quantità notevole.
E' recente la notizia che in U.S.A., alcuni medici
odontoiatrici hanno finalmente vinto la causa e
possono liberamente parlare del mercurio. Prima
venivano loro chiusi gli studi.
L'Unione Europea al riguardo del mercurio
risponde:" Rivolgiti allo Stato
Sovrano...". Tuttavia è legge fatta; entro
il 2011 verranno eliminati i termometri causa
danno mercurio. La Norvegia che a suo tempo
rispose copiosamente alle mia domande, ha
bonificato tante persone con amalgami mercurio.
Ora essa stessa è divenuta "Europa
tace"!
Sono presenti su un altro sito Internet le
interpretazioni di un medico che, ospite della
trasmissione Report su Rai3 (vedi sito
amalgama), sostiene:"...in fondo in Italia
sono solo 300.000...".
Per quanto divulgare queste notizie sia
praticamente impossibile, dal 2004 mi sono
impegnata nella diffusione a TV nazionali e
private, giornali, medici, assessorato sanita',
assessorato della cultura di Torino e ai Diritti
ammalati e consumatori in UE di Brussel un CD che
testimonia il mio calvario, sia esso CFS o
MERCURIO. Ora il video è direttamente scaricabile
dal mio sito nella pagina "Il mio
video", e voglia essere promemoria ed invito
ai sofferenti afflitti da malattie sconosciute, a
volte purtroppo convertite facilmente in stati
depressivi.
Questo sito non ha lo scopo di proporre cure o di
dare indicazioni mediche, ma può soltanto dare
sostegno morale a chi vorrà scrivermi. So bene
quanto sia difficile trovare conforto a tale tipo
di sofferenza.
Personalmente mi chiedo se il mio caso non rivesta
un GRAVE ATTENTATO alla vita e successivo mancato
soccorso.
Pongo alle persone interessate ed ai responsabili
della Sanità questo quesito:
QUALE NESSO VI E' TRA LA SINDROME CFS E LA
ALLERGIA (CON CONSEGUENTE TOSSICITA') AL MERCURIO
ODONTOIATRICO ?
Attendo risposte da ricercatori, medici da base,
odontoiatri normali e bio (secondo le recenti
disposizioni sul diritto alla privacy).
Attendo testimonianze dagli ammalati di CFS e
vittime amalgama, con allegate anamnesi cliniche a
conferma diagnosi CFS e quant'altro inerente alle
vittime mercurio odontoiatrico (secondo le recenti
disposizioni sul diritto alla privacy).
Raggiunto un corposo fascicolo, sarà mio impegno
portare tali documentazioni a tutti i livelli
istituzionali italiani e europei.
Del resto queste battaglie sono diffuse in tutto
il mondo, e anche da noi che, purtroppo, siamo un
poco sparpagliati e mancanti di informazioni
giuste.
In Germania esiste già un associazione vittime
amalgami; in U.S.A. una petizione CFS online
lamenta tutte le problematiche che abbiamo in
Italia.
Sul web sono numerosi i siti relativi a queste
patologie, le cui informazioni vanno diffuse,
studiate ed allarmate giustamente per evitare che,
almeno i figli che verranno, non abbiano a vivere
simili desolanti sofferenze.
Se desiderate mettervi in contatto con me: e-mail:
hevite@tiscali.it
Fonte:
www.tusei-adrianabattist.org
Ricordiamo anche che
ogni
protesi introdotta in bocca
e/o nel corpo, che
contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
- vedi:
Materiali Dentari
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Malati di
Metalli, intervista su TVr 7 Gold
- 10/12/2015
Rosario Muto, titolare del
brevetto TTSVGEL e l'Avv. Saverio Crea, avvocato
della salute e blogger giuridico, ospiti di TVR
TELEITALIA 7 GOLD - emittente televisiva
regionale Toscana, e della trasmissione Linea
Diretta condotta da Claudia Guasti.
Si parla del tema dei danni alla salute
provocati dall'elettrogalvanismo ed alla
dissociazione ionica legati a protesi ed altri
dispositivi odontoiatrici e di cosa i pazienti
possono fare sia sul fronte legale che con la
prevenzione grazie a materiali biocompatibili.
In collegamento telefonico, le testimonianze dei
telespettatori affetti da tali disturbi.
Avv. Saverio Crea e il C.T.U Odontotecnico
Rosario Muto
L'era del post industrialismo e l'incidenza
esplosiva delle malattie autoimmuni dovute
all'inquinamento da metalli pesanti e sostanze
radioattive nonché la persistenza egoistica
lobbistica di un sistema sanitario obsoleto e
non ai passi con i tempi per motivi di grande
profitto, demagogica ed elusiva delle proprie
leggi comunitarie conferite a tutela della
salute del proprio cittadino.
Avvelenamento coatto da metalli
pesanti
- 9 Dic. 2008
I metalli pesanti sono i composti
più pericolosi e dannosi tra le sostanze
inquinanti. Infatti, penetrano lentamente e in
maniera insidiosa nel nostro organismo
attraverso cibi, bevande, aria atmosferica,
bloccando l'attività di numerosi complessi
enzimatici e dando luogo a gravissime patologie
croniche. L’assorbimento dei metalli pesanti a
livello gastrointestinale varia a seconda delle
condizioni dell’ospite, della composizione
(inorganica od organica) e dello stato di
valenza del metallo.
Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei
metalli. Le principali vie di escrezione dei
metalli sono quella renale e quella
gastrointestinale. Alcuni organi (ossa, fegato e
rene) sequestrano determinati metalli in
concentrazione piuttosto elevate
immagazzinandoli per anni. Oggi l'inquinamento
da metalli pesanti può contare su un nuovo
grande alleato forgiato dal "prezioso" impegno
di ricercatori senza scrupoli:
scie chimiche (o chemtrails).
La costante irrorazione da parte di aerei privi
di segni distintivi di liquami prevalentemente a
base di quarzo, bario e alluminio, sta
contribuendo alla diffusione coatta di questi
composti nell'ambiente.
L'avvelenamento da metalli pesanti fa
probabilmente parte di un progetto occulto per
la manipolazione ambientale -e non solo- da
tempo perpetrato ai danni dell'intera
popolazione mondiale. A dimostrazione di questo
si rammenta la propaganda menzognera a favore
del piombo condotta all'inizio del secolo
scorso. Tale campagna, che venne curata dalla
General Motors nel 1922 e avallata dai governi
occidentali, asseriva che l'addizione di piombo
al normale carburante dei veicoli avrebbe
aumentato il potere detonante e quindi la
potenza prodotta dai motori, ovviamente senza
rischi per l'uomo. Si precisa che già allora si
conoscevano gli effetti nocivi del piombo e
nessun ministero della salute di nessuna nazione
si oppose a questa pratica criminale. Solo in
tempi recenti si è deciso di fare marcia
indietro, quando mezzo secolo di dati
epidemiologici ha confermato con tragica
evidenza ciò che si sapeva già. Infatti sappiamo
che nel 1930 si abolirono le
tubature in piombo per evitare che l’acqua
corrente ne fosse contaminata, a conferma che
proprio in quegli anni si sapeva quanto fosse
pericoloso per l’organismo.
La benzina al piombo fu gradualmente eliminata
verso la fine degli anni ‘80, ma durante quei 60
anni, si stima che solo negli Usa 30 milioni di
tonnellate di piombo sotto forma di vapori
furono riversate nell’aria dai gas di scarico
dei veicoli a motore.
La General Motors (e le altre aziende
costruttrici di automobili) avrebbero venduto
realmente meno se le loro vetture fossero state
meno potenti? Pensate poi ai soldi spesi per la
campagna di stampa volta a far credere che il
piombo fosse innocuo! Se il loro scopo fosse
stato quello di vendere più auto avrebbero
potuto usare quei soldi per reclamizzarle,
oppure in alternativa (detraendo i costi delle
spese per la pubblicità al piombo) avrebbero
potuto scontarle e venderne di più.
Eppure hanno investito soldi in una campagna
pubblicitaria per offrire al mondo questo nuovo
elemento di progresso: il piombo nell’aria!
L’avvelenamento da piombo non è nemmeno
terminato, dal momento che lo troviamo in altri
prodotti di uso comune come
alcuni cosmetici.
Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità
è assodata da tempo immemore, eppure negli anni
‘40 del secolo scorso si inizia ad utilizzarlo
come “conservante” dei vaccini, compresi quelli
somministrati obbligatoriamente ai neonati. Da
allora si iniziano a registrare sindromi
autistiche che prima erano sconosciute e tutta
una serie di altri disastrosi effetti
collaterali: molti di essi sono imputabili al
mercurio di cui è noto l’effetto neurotossico e
deleterio per il sistema immunitario.
Molto più antica è invece l'origine delle
amalgami per le
comuni otturazioni dentali, composte da vari
metalli tra i quali appunto il mercurio. Ancora
una volta per più di mezzo secolo
l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un
freno ad esso solo quando la mole di dati sugli
effetti negativi ha confermato che il mercurio è
altamente nocivo per l'essere umano.
E' importante notare che non c’era nessuna
ragione per utilizzare il
mercurio
nei
vaccini
o nelle amalgami
(adesso in molte nazioni sono al bando) così
come non c’era nessuna ragione per usare il
piombo nella benzina: oggi le macchine
funzionano tutte egregiamente senza piombo.
Inoltre, le continue interrogazioni parlamentari
relative a tale deplorevole condotta non hanno
ancora ricevuto risposte soddisfacenti da parte
di nessun governo. Quindi l’unica alternativa
per comprendere l’assurdità di quanto è stato
fatto e di quanto si sta facendo è quella di
ipotizzare l’avvelenamento intenzionale della
popolazione da parte di istituzioni che invece
dovrebbero fare l'interesse delle persone. Lo
scopo di tutto questo potrebbe essere quello di
mantenerci deboli, timorosi, insicuri e
dipendenti da un sistema (anche farmaceutico)
che ha sempre deliberatamente fuorviato il
cittadino per acquisire potere economico e
controllo sulle masse.
I principali metalli tossici
La quantità di
piombo contenuto nel nostro corpo è 500
volte superiore rispetto a quella presente 100
anni fa. Il piombo interagisce con il glutatione,
la glutatione perossidasi e con il selenio
bloccando quindi uno dei meccanismi chiave della
nostra difesa antiossidante.
Viene ingerito con l’acqua potabile (contaminata
dalle condutture in piombo), i cibi in scatola,
le tinture, i gas e l' inquinamento
atmosferico.I sintomi da
intossicazione da piombo comprendono:
cefalea, depressione, insonnia, affaticabilità,
irritabilità, ansia, debolezza, algie muscolari,
mancanza di appetito, calo ponderale,
ipertensione, ridotta funzionalità renale e
surrenalica, infertilità nell’uomo e aborti
spontanei nella donna, gotta saturnina, anemia
da deficienza di ferro, pigmentazione blu
nerastra alla base delle gengive.
Sorgenti di piombo sono: atmosfera, gas di
scarico delle auto, fonderie, acqua potabile,
verdura coltivata in prossimità di vie
trafficate e/o in terreni contaminati, frutta e
succhi in barattolo, latte proveniente da
animali allevati in pascoli contaminati, carni
(soprattutto fegato di animali contaminati),
dentifrici, batterie di auto, quotidiani,
tabacco e cenere di sigaretta, tinture per
capelli.
Il
mercurio è un veleno mortale per tutti gli
esseri viventi. Il pesce, per sua natura, lo
accumula in grande quantità. La sintomatologia
da avvelenamento da mercurio comprende:
insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansia,
depressione, perdita di peso e di appetito,
tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra
ed ai piedi, debolezza muscolare, amaurosi,
sordità, disturbi della parola e coordinazione,
ridotta funzionalità renale. Il mercurio è
presente in svariate sostanze quali: amalgami
dentarie, termometri e barometri, cereali
trattati con funghicidi, pesci e mammiferi
marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori
di istologia, talco, cosmetici, coloranti,
diuretici, supposte antiemorroidi, detergenti
per pavimenti, filtri dei condizionatori d’aria,
conservanti per il legno, lassativi, adesivi,
pomate antipsoriasi e tatuaggi.
L’alluminio
è il minerale più diffuso sulla superficie
terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile
per il corpo umano. E’ stata dimostrata la
costante associazione di accumuli di alluminio
in patologie caratterizzate da disturbi mentali
quali: Alzheimer, Parkinson e Down. L’accumulo
nell’uomo avviene con grande lentezza
probabilmente in misura di pochi nanogrammi al
di, per cui all’età di 60 anni la quantità di
alluminio può raggiungere quantità
significative. I disturbi comprendono:
pneumoconiosi, sequestro di fosfati dal tratto
gastrointestinale con osteoporosi e rachitismo,
reazioni cutanee, nefrite, epatopatie, coliti,
iperreattività nei bambini, Alzheimer. Prodotti
che contengono alluminio sono: contenitori per
la cottura di alimenti, antiacidi, deodoranti,
materiali di costruzione, utensili, cavi e
materiali da isolamento, materiale da
imballaggio, lattine per bibite, acqua potabile,
birra, cibi in scatola, spray nasali,
dentifrici, ceramica, amalgami dentarie, filtri
per sigarette, tabacco, gas auto, pesticidi,
addittivi, sale da tavola e condimenti,
formaggi, medicamenti contenenti caolino,
suture, nicotinato di alluminio.
Ogni sigaretta
comporta l’assunzione di 1,4 mcg di
cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta
i depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e
sottraendo capacità antiossidante a tutto
l’organismo.
Il cadmio può aumentare lo spessore della
membrana basale dei piccoli vasi e dei capillari
riducendo la circolazione. Nelle donne viene
interessata anche la circolazione uterina con
conseguente possibile prematurità o deformità
del feto. La sintomatologia comprende:
affaticabilità, ipertensione, anemia
ferro-priva, enfisema polmonare, osteoporosi in
donne del 3° mondo con gravi deficit alimentari,
epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei
denti, coliche renali, ipercalciuria, sindrome
del lattaio (linee di pseudofrattura alla
scapola, femore ed ileo), ipofosfatemia, artrite
reumatoide, ridotta produzione di Vit D,
insufficenza polmonare, proteinuria,
aminoaciduria, cancro prostatico.
Il cadmio è presente in: acqua potabile, farina
di grano raffinata, cibi processati, ostriche,
rene, fegato, riso, fumo di sigaretta, tabacco,
fertilizzanti, protesi dentarie, ceramiche,
coloranti, materiale elettrico, sostanze
antiruggine, polivinile, funghicidi, pesticidi,
raffinerie, prodotti di scarto delle gomme,
combusti di olio.
Le terapie efficaci
In caso di accertata contaminazione (esame del
sangue, urine, capello), oltre ad una dieta
variata e alcalinizzante a base di fibre,
aminoacidi solforati e antiossidanti, è indicata
una terapia chelante.
In Italia si applicano al paziente intossicato
costosi trattamenti regolati da protocolli
gestiti interamente da strutture ospedaliere,
mentre all'estero è più facile reperire
integratori specifici di origine naturale e
godere di una migliore profilassi ambientale. Un
trattamento ben eseguito riesce, in tempi
accettabili, ad eliminare dall'organismo la
maggior parte dei metalli tossici. La terapia
chelante utilizza varie sostanze chimiche, come
EDTA che, veicolate dal sangue, staccano e
sciolgono i depositi delle sostanze tossiche
accumulate in tutto il corpo per alimentazione,
inquinamento e comportamenti errati.
Questa terapia si effettua per fusione venosa
lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi
variabili in rapporto alle caratteristiche della
malattia e della funzionalità renale. Il
miglioramento dei disturbi si concreta durante
il ciclo di cura 20-30 perfusioni ed è massimo
dopo 3-6 mesi dalla fine della cura. Il
risultato è migliore nei diabetici e quando il
malato ottimizza il proprio stile di vita
eliminando gli ormai noti fattori di rischio.
La terapia chelante consiste in un ciclo da
venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni
alterni o meno frequentemente. Ciascuna
fleboclisi ha una durata media di tre ore e si
effettua ambulatoriamente.
Il primo ciclo di terapia può essere seguito
successivamente da cicli di mantenimento.
Sostanze come EDTA possono produrre effetti
collaterali e, se assunte per via esclusivamente
orale, vengono assorbite solo parzialmente
prolungando così sensibilmente il periodo di
cura.
Altre sostanze chelanti impiegate oltre a EDTA
sono:
Dimercaptopropanolo (dimercaprolo), indicato
come agente chelante per l’avvelenamento da
arsenico, oro, mercurio e piombo
Penicillamina, nelle intossicazioni da metalli
pesanti
Deferoxamina mesilato (deferoxamina),
trattamento indicato nell’avvelenamento acuto da
ferro
Acido dimercaptosuccinico (DMSA), indicato nelle
intossicazioni da piombo
Trientina, chela il rame ed il ferro e ne riduce
l’assorbimento a livello intestinale.
Lo spettro delle malattie dovute all'accumulo di
metalli pesanti nel corpo è molto ampio ed è
facile intuire quanto sia importante
documentarsi e prevenire il più possibile i
danni da avvelenamento da queste sostanze. Oggi
la contaminazione ambientale da metalli pesanti
ha ormai raggiunto livelli critici e non
risparmierà certamente anche chi detiene la
responsabilità di questo crimine contro
l'umanità. Plausibilmente, chi conosce da tempo
il problema e ha soldi per farlo, può ricorrere
a tutte le terapie preventive e disintossicanti
che vuole.
Per quanto riguarda gli altri, informati o meno
dei pericoli che corrono, il motto è sempre lo
stesso: che si ammalino pure !
Fonti:
http://www.anagen.net/chelante.htm
http://scienzamarcia.altervista.org/dossier2.html
http://www.chelationtherapyonline.com/
http://www.healingdaily.com/oral-chelation.htm
http://www.mercurypoisoned.com/index.html
http://coscienzaevoluta.blogspot.com/
Protocollo per la
rimozione sicura delle amalgami:
www.bioral.it/rimozione.pdf (pdf)
Esempi:
Maschio, 30 anni, 5
amalgami in bocca: vertigini, attacchi di
panico, depressione, problemi gastroenterici,
mal di gola frequenti, sintomi scomparsi dopo 1
mese dall’eliminazione della lega di amalgama.
Femmina, 42 anni, con amalgami ed oro in bocca:
cervicale, vertigini, tensioni alle spalle,
dolori all’anca, problemi gastroenterici,
sintomi scomparsi dopo 45 giorni.
Femmina 32 anni, 8
otturazioni in amalgama, problemi di
concentrazione, attacchi epilettici, problemi
gastrointestinali, difficolta’ di messa a fuoco
oculare, mal di testa, vertigini anche in
posizione orizzontale, dislessia; sintomi
scomparsi in 15 giorni dalla rimozione delle
otturazioni in amalgama.
Femmina 38 anni, oro ed amalgami in bocca;
problemi di concentrazione, candidosi,
vertigini, stanchezza giornaliera, problemi
gastrointestinali, sintomi scomparsi dopo 20
giorni dalla rimozione.
Amelogenesi Imperfetta
L'amelogenesi
imperfetta (AI) è una malattia dello sviluppo
che colpisce sia la struttura che l'aspetto
dello smalto di tutti o quasi tutti i denti e
che si può associare ad altre alterazioni
biochimiche o morfologiche in altre parti del
corpo. La prevalenza varia tra 1:700 e 1:14.000,
a seconda delle popolazioni. Lo smalto può
essere ipoplasico e/o ipomineralizzato e i denti
colpiti sono sensibili e possono scolorirsi o
persino frantumarsi.
L'AI è una patologia isolata o può associarsi ad
altre anomalie di tipo sindromico. Può essere
sporadica o trasmessa con modalità autosomica
dominante, autosomica recessiva o legata al
sesso. Nelle famiglie affette dalla forma legata
all'X, è stato dimostrato che la malattia
origina da una mutazione nel gene dell'amelogenina,
AMELX. Il gene dell'enamelina, ENAM, è implicato
nella patogenesi delle forme dominanti. L'AI
autosomica recessiva è stata osservata in
famiglie consanguinee.
La diagnosi si basa sui precedenti familiari,
sulla ricostruzione dell'albero genealogico e su
indagini cliniche mirate. Al momento la diagnosi
genetica è utile solo come strumento di ricerca.
La malattia comporta problemi sociali e
funzionali e provoca disagio. Può essere
trattata con un efficace intervento precoce,
preventivo o restaurativo, e un regolare
trattamento durante l'infanzia o l'età adulta.
Durante la prima infanzia, la dentizione
primaria può essere protetta con strisce
metalliche preformate posizionate sui denti
posteriori. Il trattamento a lungo termine si
basa sull'uso delle strisce metalliche e, più
recentemente, di restauri adesivi in plastica.
*Autori: Dott. P. J. M. Crawford, Dott. M.
Alfred, Dott. A. Bloch-Zupan (Aprile 2007)*.
Tratto da Amelogenesis imperfecta. Orphanet J
Rare Dis. 2007;2:17.
Commento NdR: anche questa malattia puo'
essere generata dai
Vaccini,
anche e soprattutto nei bambini per il fatto che
essi modificando
enzimi,
flora batterica intestinale e
pH
digestivo instaurano processi di
malnutrizione e quindi anche i denti ne
soffrono, per mancanza di sostanze utili !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Gli esempi di
intossicazioni da mercurio abbondano nella
letteratura, tali l'esempio di MINAMATA
in Giappone, El ORNITO in Venezuela ed altri
esempi esistono in Iran ed IraQ...
In questi casi riconosciuti, i tassi di mercurio
sono elevati e provocano allora un attacco
mercuriale macroscopico, con incidenti mortali.
La facoltà riconosce anche gli attacchi
cosiddetti allergici, la parola intolleranza
sarebbe più giustificata... (dal 2 al 3% della
popolazione).
Tuttavia, un attacco più subdolo, più insidioso,
si sviluppa quando le persone inghiottono, 24
ore su 24, 365 giorni all’anno, delle infime
quantità di mercurio, trasformate allora in sali
metallici, sotto l'influenza della corrente
prodotta da una pila elettrica, che si ritrova
in bocca...
Come questo fenomeno tutto sommato molto
conosciuto può prodursi ?
Immergete in una soluzione di acqua salata una
lama di rame ed una lama di ferro. Vedrete
apparire allora addirittura una corrente
elettrica di parecchie decine centinaia di
millivolt.
Prendiamo un altro esempio: immergete in una
soluzione di acqua salata (saliva) un’amalgama
contenente dell’argento, del rame, dello zinco,
dello stagno e del mercurio, ed una corona
contenente dell'oro, dell’argento, del platino,
del palladio, del tantalio, dell'iridio,
dell'indio.... otterrete lo stesso effetto
fisico: una pila di Daniel.
Ma l'avventura non ci si ferma lì.
In effetti, sotto l'influenza di questa corrente
galvanica (perfettamente misurabile nella vostra
bocca) i materiali che compongono le diverse
ricostituzioni (amalgame, corone, apparecchi di
protesi, ganci, viti intra canalari...) si
degradano lentamente, rilasciando in loco delle
micro particelle, gli ioni.
Questi ioni, reputati instabili, vanno di nuovo
a combinarsi con altre particelle instabili, per
esempio il cloro della saliva (cloruro di sodio)
formando così dei composti chiamati sali
metallici che per alcune persone possono
rivelarsi tossici, a piccole dosi, ingerite per
molti anni, giorno dopo giorno: sali di stagno,
sali di mercurio per esempio.
Questa teoria, chiamata la teoria dell'elettrogalvanismo
orale [1], è ben conosciuta dai professionisti
fabbricanti delle leghe utilizzate in
odontoiatria, questi stessi professionisti
tirano il campanello d’allarme da numerosi anni.
L'Europa cambia le disposizioni in materia di
tossicologia delle sostanze, è in questa ottica
che la ditta DEGUSSA in Germania ha arrestato la
fabbricazione dell'amalgama, che la ditta
Antogyr in Francia ha bloccato la fabbricazione
di viti intra canalari in ottone.
Si può allora parlare di coincidenze ?
Il problema dell'intossicazione da amalgama
rappresenta solamente la parte emersa
dell'iceberg.
Certo occorre soprattutto non spaventare le
popolazioni, ma il ragionamento scientifico cede
il posto al ragionamento economico, poiché tra
di noi, se l'amalgama fosse riconosciuta tossica
in modo ufficiale, immaginate solamente il moto
di protesta provocato da questo annuncio e le
file di attesa presso i dentisti.
E inoltre chi pagherebbe? ? ?
I giornalisti malinformati che scrivono degli
articoli privi di imparzialità come quello che
parlava della voce della tossicità degli
amalgami, sono altrettanto pericolosi quanto
quelli stessi che pubblicano degli scritti
smaccati contro l'utilizzazione delle amalgame.
È importante in ogni cosa apportare un
ragionamento scientifico e di buonsenso, due
situazioni che mancano crudelmente alla medicina
attuale...
[1] - In “L’elettrogalvanismo orale”. By Dottor
Samuel DEBARD Edizioni DHTM. 1328 Mont la Ville
(F).
Tratto da:
www.samdebard.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il Coltan (Columbite+Tantalite)
è un composto di due minerali, da cui si
estraggono l’ossido di niobio e
il tantalio (due
metalli di transizione).
A rendere prezioso e ricercato questa miscela è
la sua rarità, diffatti in natura difficilmente
è possibile trovare queste sostanze allo stato
puro (specialmente il tantalio,con indice di
rarità 18 volte superiore rispetto al niobio).
Per le loro innumerevoli applicazioni pratiche
sono diventati più preziosi dell’oro e dei
diamanti. Niobio e tantalio sono estremamente
tossici, contengono percentuali di uranio ed
esistono prove concrete che siano radioattivi e
cancerogeni.
I giacimenti di Coltan si trovano soprattutto in
Africa (l’80% in Congo, ma sono presente anche
in Mozambico, Nigeria, Rwanda ed Etiopia), in
Brasile e in Australia.
Il Coltan è una sabbia nera e luccicante. E’ un
materiale duro, denso e resistentissimo
(l’ossido di tantalio aumenta la rifrangenza del
vetro e usato nei circuiti elettrici permette di
risparmiare energia e quindi allungare la durata
di batterie per cellulari e PC) al calore e alla
corrosione.
Per queste sue peculiare caratteristiche, viene
utilizzato per componenti elettronici, per le
lenti fotografiche, negli apparecchi per la
visione notturna e per la produzione di
automobili, equipaggiamenti chimici, reattori
nucleari, aerei e missili.
Nonostante la pericolosità, ha trovato
applicazione nella medicina, in particolar
modo nell’odontoiatria e nella chirurgia !
Follia TOTALE, per il denaro cosa non si
fa....?!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L’inquinamento esogeno ed endogeno riveste
sempre più una rivelante importanza per la
nostra salute e molte patologie sono
innescate o favorite da costituenti chimici e da
sostanze tossiche con cui veniamo più o meno
consciamente a contatto.
Senza troppo
dilungarsi, non essendo questa la sede, desidero
ricordare quanti anticrittogamici e quante
sostanze siano presenti ormai nelle “chiare,
fresche e dolci acque” che beviamo e con cui si
cucina il cibo che mangeremo… per tacere di
alcune acque dette “minerali” ed acquistate a
caro prezzo che avrebbero bisogno di una
energica filtrata per ridurre i loro carichi
tossici; il modo stesso di conservazione degli
alimenti- vaschette usa e getta di Al, cucinare
in vecchie pentole di Al, usare posate nella cui
lega siano presenti Cr e Ni può accrescere il
carico tossico già rilevante cui l’organismo è
già sottoposto.
Il medico dentista
ha la responsabilità morale di verificare cosa
usa e cosa mette nella bocca dei suoi fiduciosi
pazienti, perché il potenziale elettrochimico
dei metalli- o carica elettrica- è presente in
tutti gli elementi metallici: i cosiddetti metal
free (lega ossidi metallici di zirconia con
carica elettrica ben 5 volte superiore alle
comuni leghe metalliche), leghe al titanio,
leghe al cromo-cobalto, leghe preziose, e non.
Le leghe a base
preziosa che vengono usate in odontoiatria,
anche se controllate per purezza e
tollerabilità, in seguito a lavorazione non
corretta e soprattutto se si tratta di leghe
dette “vili”, possono innescare ossidazione con
produzione più o meno marcata di ioni e dare
l’avvio a patologie orali o a sintomatologie-
all’inizio dette funzionali- ed in seguito
tramutarsi in vere e proprie patologie
degenerative o addirittura concorrere a deficit
od alterazioni immunitarie. Come si vedrà in
seguito la lega odontoiatrica a causa della
saliva, la presenza di altri inquinanti
ambientali e non, una alimentazione non
perfettamente adatta, una lavorazione male
eseguita in laboratorio anche con riutilizzo
massivo di vecchia lega anche se di ottima
qualità- per questi ed altri motivi si modifica
e da reticolo cristallino regolare si passa ad
una forma instabile con elettroni liberi ed
elevato potenziale elettrochimico e formazione
di ossidi che diffonderanno continuamente
nell’organismo sotto forma di sali, interessando
oltremodo il sistema linfatico difensivo e
sovraccaricandolo in modo quasi sempre
eccessivo.
La lega, come
avverte il nome, è un insieme di metalli ed il
loro insieme, se il reticolo non rimane ben
chiuso diffonde con ioni e quindi con
l’ossidazione.
Utilizzate per la
costruzione delle protesi dentarie mobili ma,
soprattutto, fisse, sono state concepite allo
scopo di non nuocere all'organismo, ma purtroppo
pur essendo vicine a questo traguardo, non lo
hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze
dettate dall'uso cui sono destinate. Insieme
all'Oro, base di queste leghe, sono associati
altri componenti metallici come il Palladio,
l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento lo Zinco
ed anche il Rame, che durante i processi di
fusione della lega e di preparazione del
manufatto protesico, sviluppano sia in
superficie che in profondità OSSIDI.
Si possono facilmente ascrivere all'azione
tossica locale fenomeni come: sanguinamento
delle gengive, tatuaggi gengivali, afte,
stomatiti, arrossamento della lingua,
alterazioni del gusto, iperplasie gengivali
associate a parodontiti croniche responsabili di
riassorbimento osseo ed eccessiva produzione di
placca, dovuta a numerosi tipi di batteri
differenti, alcuni dei quali sono ritenuti
responsabili di malattie cardiache e sono stati
isolati talvolta anche in sede di infarto
miocardico.
Gli effetti sistemici invece possono
manifestarsi in varie parti del corpo con
allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi
neurologici, patologie gastroenteriche, riniti,
faringiti, acufeni e via dicendo sopratutto a
contatto con oggetti di provenienza
dall'industria orafa, come anelli, orecchini,
collane, piercing.
Il potenziale elettrochimico è una carica
elettrica presente in tutti gli elementi
metallici e non, le leghe a base aurea sono le
uniche che attraverso un preciso trattamento
termico di inertizzazione cinetica sotto strato
vetroso, possono essere stabilizzate e rese
innocue, citocompatibili semplicemente
modificando il potenziale elettrochimico
dinamico in forma statica bloccando di
conseguenza la formazione degli ossidi e del
loro rilascio.
Comunque gli effetti locali e generali
nell’organismo corrispondono all’azione dei
metalli liberati, si tratta di un campo molto
vasto, ancora oggetto di ricerche.
Una volta entrati nell’organismo, questi ioni si
diffondono più o meno rapidamente, possono anche
essere trasportati e successivamente espulsi in
parte o completamente oppure possono accumularsi
selettivamente a livello di certi tessuti.
Ecco di seguito alcuni sintomi provocati dalle
correnti indotte, ed alcuni effetti determinati
dai metalli nelle persone “sensibili”:
I sintomi e le
conseguenze della corrosione
elettrochimica nella cavità orale sono:
1) Gli ioni metallici liberati nella cavità
orale si diffondono
- nei tessuti
duri:
Denti
Ossa
- nei tessuti
molli e nei liquidi
Saliva -> tubo
digerente
Sangue -> diffusione
nell’organismo, accumulo e/o escrezione.
Gli effetti locali o
generali nell’organismo corrispondono all’azione
dei metalli liberati, si tratta di un campo
molto vasto, comunque, i sintomi si riferiscono
alle correnti indotte sia a livello locale che
generale.
2) Effetti locali
determinati dalle correnti e dalla diffusione di
ioni metallici: sensazione di bruciore ,
discronia dentale, dolore galvanico, pulpite
dentale “shok elettrico pulpare”, modificazione
del pH, alterazione della mielasi (digestione
primaria), aumento della temperatura corporea e
irritazione cronica dei tessuti, acufeni ed
emicranie, cariogenesi, sapore metallico (
rilevato al mattino durante il risveglio, e
fastidiose sensazioni lungo l’arco della
giornata, alitosi, xarostomia, maggiore o minore
salivazione, maggiore formazione di placca,
glossite, eritema allergica, stomatite da
contatto, erosione, ulcerazione della lingua e
della mucosa orale, dolori nevralgici lungo le
branche del trigemino, lichen piano,
leucoplasia, chelite, boccarola, fratture
radicolari, tatuaggi gengivali, retrazione
gengivali, patologie paradontali, corrosione
degli impianti dentari, perimplantite,
iperplasie poliformi, neoplasie maligne o
benigne.
3) Effetti generali
degli ioni metallici nell’organismo attraverso
la saliva, intestino, sangue, pelle: allergie,
riniti faringiti, eczema alle mani, eczema
generalizzato, dermatite eczematosa, oftalmico,
otorinolaringologico, gastroenterologico,
neurologico, sulle costanti biologiche del
sangue.
Inevitabilmente in una lega con caratteristiche
del genere riscontriamo un potenziale
elettrochimico che, non solo è responsabile di
situazioni quali bimetallismo e
elettro-galvanismo con conseguente ionizzazione
di elementi ossidati verso vari tessuti, ma è
causa anche di disgregazione dei cementi
dentali dando luogo successivamente ad
infiltrazioni salivari, trasudazione dei liquidi
nella lega danneggiando il dispositivo stesso e
causare anche tutta una altra serie di reazioni
in quanto l’effetto produce anche il
trattenimento di focolai batterici.
By Rosario Muto, C.T.U. del Trib. di Prato,
riconosciuto dal Ministero di Grazia e
Giustizia - Esperto Consulente abilitato nella
conoscenza e uso di materiali Bio-Compatibili
Odontoprotesici.
vedi Protocollo
della Salute - Come eliminare le Amalgami
dentali
Commento NdR: Ricordiamo anche che ogni protesi introdotta
in bocca e/o nel corpo, che contenga leghe
metalliche basate su legami ossigeno, sono
pericolose in quanto l'ossigeno (potente
ossidante) permette ai metalli della lega il
rilascio di ioni che sicuramente
interferiscono con le reazioni biochimiche
dell'organismo !
Nel corso degli anni, circa 5 secoli, si è
sempre sostenuto ed evidenziato scientificamente
che oltre all'elettrogalvanismo il problema
reale tossico che stravolge patologicamente
l'essere umano e ambientale sono i metalli,
metalli che si rilasciano sotto forma ionica,
come possiamo dire che la zirconia non ha
effetti dannosi quando questa è costruita
proprio in base a elementi ossidi metallici di
cui alcuni radioattivi, i quali sensibili agli
acidi ed agli alcalini, quindi anch'essi hanno
lo stesso comportamento di rilascio ionico e
siccome si intrappolano nei tessuti, possono
attivare processi precancerosi fino poi a vere
situazioni lesive, mortali.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mental Health Problems Linked to Toxic
Exposures
Increasing evidence in the medical and
scientific literature suggests that chemical
exposure and resultant toxicant bioaccumulation
are correlated with pathophysiology in
neurological development and brain function.
Health professionals and other officials should
consider toxicant exposure and adverse chemical
accumulation as a potential determinant when
individuals present with inexplicable mental
health problems or disordered behavior.
http://www.americanchronicle.com/articles/view/96400
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Caso di
intossicazione da leghe metalliche attraverso la
pelle
Se parlassimo di danni biologici attraverso la
mucosa orale e la diffusione di ioni nei liquidi
organici ?
Osserva
Il sig. Bocedi Mario propone ricorso per
cassazione avverso la sentenza del 2 luglio 1999
con la quale la Corte di appello di Bologna
confermava la sentenza del Pretore di Ravenna,
Sez. distaccata di Lugo, lo condannava alla pena
di lire 900.000 di multa per il reato di lesioni
colpose gravi in danno della lavoratrice Savioli
Viviana - lesioni cutanee consistite in
dermatite eczematosa alla mano destra, ai polsi
bilateralmente e alle pieghe dei gomiti guarite
oltre i gg 40 -, fatto commesso in Massalombarda
dal giugno 1991 al dicembre 1992.
Si addebitava al Bocedi, quale datore di lavoro,
di aver cagionato le surriferite lesioni alla
Savioli per colpa (negligenza, imprudenza ed
imperizia) nonchè per inosservanza degli artt.
4, lett. b), e 33, D.P.R. n. 303/1956, e cioè
per non avere fornito alla menzionata dipendente
addetta alla macchina uncinatrice e sagomatrice
nel reparto lavorazione ferro, le prescritte
informazioni su rischi e modi per prevenire i
danni da malattie professionali, per non averla
sottoposta agli accertamenti sanitari periodici
previsti dalla Tabella 10 allegata al D.P.R.
citato e comunque per non averla esonerata da
attività comportanti contatto con leghe
metalliche e cemento.
CORTE di
CASSAZIONE Sez. pen. - Sentenza 22 settembre
2000, n. 9948
Pres. Losapio - Est. De Grazia (ric. Bocedi)
Osserva
Bocedi Mario propone ricorso per cassazione
avverso la sentenza del 2 luglio 1999 con la
quale la Corte di appello di Bologna confermava
la sentenza del Pretore di Ravenna, Sez.
distaccata di Lugo, lo condannava alla pena di
lire 900.000 di multa per il reato di lesioni
colpose gravi in danno della lavoratrice Savioli
Viviana - lesioni cutanee consistite in
dermatite eczematosa alla mano destra, ai polsi
bilateralmente e alle pieghe dei gomiti guarite
oltre i gg 40 -, fatto commesso in Massalombarda
dal giugno 1991 al dicembre 1992.
Si addebitava al Bocedi, quale datore di lavoro,
di aver cagionato le surriferite lesioni alla
Savioli per colpa (negligenza, imprudenza ed
imperizia) nonchè per inosservanza degli artt.
4, lett. b), e 33, D.P.R. n. 303/1956, e cioè
per non avere fornito alla menzionata dipendente
addetta alla macchina uncinatrice e sagomatrice
nel reparto lavorazione ferro, le prescritte
informazioni su rischi e modi per prevenire i
danni da malattie professionali, per non averla
sottoposta agli accertamenti sanitari periodici
previsti dalla Tabella 10 allegata al D.P.R.
citato e comunque per non averla esonerata da
attività comportanti contatto con leghe
metalliche e cemento.
Deduce inosservanza della legge processuale
penale e mancanza e manifesta illogicità della
motivazione. Lamenta a tale riguardo la
posizione assunta nel giudizio di primo grado
dal funzionario di medicina preventiva dr.
Broccoli che, avendo svolto indagini per conto
del P.M., viene citato e assunto dapprima come
teste e di poi trasformatosi da teste in
consulente in quanto il Pretore dispone -
udienza del 16 luglio 1996 - l'acquisizione al
fascicolo del dibattimento la relazione da
questi redatta e attinente alla comparsa della
malattia professionale, all'anamnesi lavorativa
e di rischio, agli accertamenti sanitari,
all'analisi su materiali, con le relative
conclusioni.
Il ricorrente evidenzia la inutilizzabilità di
detta relazione, acquisita in violazione
dell'art. 431 cod. proc. pen. e posta a
fondamento del giudizio di colpevolezza,
costituente oggetto di specifica doglianza in
sede di appello e non assolutamente affrontata
in sede di motivazione.
Lamenta di poi che il giudice di primo grado, se
pure alla udienza del 4 luglio 1996 su istanza
della difesa aveva ammesso perizia tecnica sulla
parte offesa, alla udienza del 19 novembre 1996,
esaurita l'assunzione delle testimonianze (fra
queste quella del dr. Broccoli), aveva respinto
la richiesta di perizia e nulla il giudice di
appello aveva in sentenza detto circa la
specifica domanda formulata nella impugnazione e
diretta ad ottenere la rinnovazione ex art. 603
cod. proc. pen. dell'istruzione dibattimentale
attraverso l'espletamento di una perizia sulla
parte offesa.
Lamenta, infine, che il giudice di appello non
aveva sottoposto ad alcuna valutazione documenti
prodotti dalla difesa (denuncia ed esito della
procedura per il riconoscimento della malattia
professionale dell'INAIL, relazioni tecniche di
analisi del dr. Cremante ed analisi
dell'Istituto Giordano sul cemento) ed aventi
rilevanza decisiva circa il ritenuto rapporto in
sentenza e contestato dalla difesa tra attività
lavorativa svolta dalla Savioli e stato
patologico denunciato, evidenziando a tale
riguardo che l'INAIL, con lettera del 12
dicembre 1991, nel respingere la richiesta di
riconoscimento della denunciata malattia, aveva
comunicato al datore di lavoro che "gli
accertamenti effettuati non avevano messo in
evidenza a quella data alcuno stato morboso e
che l'indagine effettuata dal dr. Cremante sul
tondino di acciaio utilizzato dalla ditta aveva
escluso la presenza nel campione di prodotti
quali cobalto, nickel solfato, palladio cloruro,
cromotricloruro, ritenuti invece nella diagnosi
della dott.ssa Geminiani all'origine dello
"eczema da contatto" contratto dalla lavoratrice
- v. relazione del 6 luglio 1991".
Deduce il ricorrente infine che egli aveva solo
poteri sulla gestione economica e commerciale
della società e non aveva potere in materia di
prevenzione infortuni, questo essendo stato
conferito con lettera del 25 luglio 1969 e con
riferimento all'impianto di Massalombarda al
geom. Paolo Zanella che ne era stato nominato
responsabile, tant'è che la denuncia per la
malattia professionale all'INAIL non era stata
da lui firmata, la proposta e i contatti con
l'operaia per il cambio del posto di lavoro con
turnazione nell'aprile 1991 era stata
pacificamente del geom. Zanella e non era stata
sua la decisione - a fine dicembre 1992 - del
cambio di mansioni con destinazione della
Savioli al reparto scarico cotto.
Ha rilievo la censura in relazione alla
prospettata carenza e comunque non adeguata
motivazione circa la non effettuata perizia
tecnica sulla parte offesa, richiesta in sede di
merito, ammessa dal Pretore e di poi revocata e,
infine, riproposta con i motivi di appello ex
art. 603 cod. proc. pen.
Sul punto menzionato, invero, il giudice di
appello, investito della questione, se pure ha
ritenuto non utilizzabili le conclusioni
tecniche del dr. Broccoli, consulente del P.M.
non ritualmente nominato e sentito come teste
con acquisizione agli atti del dibattimento
della sua relazione tecnica, pure in relazione
al rapporto causale, per altro contestato, tra
attività lavorativa svolta dalla dipendente e
insorgere della dermatite eczematosa, non ha
ritenuto di effettuare un accertamento che
sarebbe stato opportuno e doveroso, non valendo
a giustificare il diniego di effettuarlo in sede
di appello le argomentazioni contenute nella
sentenza impugnata e prospettate già dal
Pretore, quale il fatto che la dipendente
assunta e impiegata come ferraiola a contatto di
leghe metalliche e cemento, prima di allora
avesse sofferto di tale malattia e non essendo
sufficiente l'attestato della dott.ssa Geminiani
sulla ipotesi di diagnosi prospettata e che
andava, in sede di giudizio, verificata.
Tanto più che, sulla base di quanto asserito dal
ricorrente, dalla documentazione da lui prodotta
ed acquisita in atti, era contestata, a seguito
di analisi effettuate per suo incarico, la
presenza nell'ambiente di lavoro di quegli
elementi indicati o elencati dalla dott.ssa
Geminiani all'origine della dermatite.
In relazione alla prodotta documentazione che
pur contiene apprezzamenti rilevanti perchè
incidenti sul rapporto tra esposizione a metalli
e cemento e sorgere della malattia, alcuna
valutazione è contenuta nella sentenza impugnata
sicchè anche per detta ulteriore ragione non
certamente adeguatamente motivata è da ritenere
il giudizio che quel rapporto causale ha
ritenuto sussistente e ha fatto a meno
dell'accertamento peritale, ammesso in primo
grado e di poi non espletato.
La riconosciuta fondatezza della censura sul
punto comporta l'annullamento della sentenza con
rinvio alla Corte di appello di Bologna, altra
Sezione, per nuovo esame.
Non ritiene questa Corte, quanto all'altra
censura prospettata circa la non competenza del
ricorrente in materia di prevenzione
antinfortunistica per asserita delega conferita
nel settore per lo stabilimento di Massalombarda
al geom. Paolo Zanella, che l'assunto difensivo
abbia concreto fondamento e ciò alla stregua
delle argomentazioni contenute nella sentenza
impugnata.
Invero, il Bocedi non ha potuto negare di essere
il legale rappresentante della RDB e l'asserita
diversificazione dei compiti all'interno
dell'azienda con più stabilimenti potrebbe
allargare la sfera dei soggetti penalmente
responsabili e non già escludere quella del
referente sul piano giuridico della società.
Tanto più, come osservato in sentenza, la
sovrapposizione di altre competenze facenti capo
a terzi soggetti e con finalità di sgravio
totale dei poteri-doveri in materia
antinfortunistica, non risulta contrariamente a
quanto dedotto dal ricorrente confortata da
elementi documentali.
Per questi motivi
La Corte di cassazione annulla la sentenza
impugnata e rinvia per nuovo esame alla Corte di
appello di Bologna, altra Sezione, per nuovo
esame.
Tratto da:
http://88.149.206.6/web_v3/areesito.nsf/dcb3587bc422dbf2c1257132004a0b80/4a1352141b56883ac12571b80048e7ab?OpenDocument
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