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La
medicina ufficiale preferisce sempre dei reperti “cartesiani e galileiani” con cui poter fare diagnosi ed è poco orientata a guardare
l’inizio delle malattie croniche, vero flagello della nostra era in cui,
ahinoi, aumentano smisuratamente anche le patologie autoimmuni. Le
malattie croniche avendo una lunga latenza di innesco ed anche di
sintomatologia manifesta, non vengono evidenziate sul nascere; eppure il
modo in cui viviamo, mangiamo, la socialità superficiale ed affrettata,
l’intossicazione cronica del tessuto interstiziale e l’acidosi latente
sempre presente, i mezzi ed i materiali “antiage” che innestiamo nel
nostro corpo, dovrebbero farci capire l’elevato rischio cui ci
sottoponiamo. Spesso questa tipologia di pazienti
viene addirittura trattata in modo “psichico” data la varietà, la
variabilità dei sintomi e la mancanza, spesso, di riscontri
“oggettivi” della medicina allopatica tradizionale.
Compito
del medico è indagare queste “alterazioni sine materia o
funzionali” ed ancor più è compito, a mio avviso, del medico dentista.
L’inquinamento
esogeno ed endogeno riveste sempre più una rivelante importanza per la
nostra salute e molte patologie sono innescate o favorite da costituenti
chimici e da sostanze tossiche con cui veniamo più o meno consciamente a
contatto.
Senza
troppo dilungarsi, non essendo questa la sede, desidero ricordare quanti
anticrittogamici e quante sostanze siano presenti ormai nelle “chiare,
fresche e dolci acque” che beviamo e con cui si cucina il cibo che
mangeremo… per tacere di alcune acque dette “minerali” ed acquistate
a caro prezzo che avrebbero bisogno di una energica filtrata per ridurre i
loro carichi tossici; il modo stesso di conservazione degli alimenti-
vaschette usa e getta di Al, cucinare in vecchie pentole di Al, usare
posate nella cui lega siano presenti Cr e Ni può accrescere il carico
tossico già rilevante cui l’organismo è già sottoposto.
Il
medico dentista ha la responsabilità morale di verificare cosa usa e cosa
mette nella bocca dei suoi fiduciosi pazienti, perché il potenziale
elettrochimico dei metalli- o carica elettrica- è presente in tutti gli
elementi metallici: i cosiddetti metal free (lega ossidi metallici di
zirconia con carica elettrica ben 5 volte superiore alle comuni leghe
metalliche), leghe al titanio, leghe al cromo-cobalto, leghe preziose,
e non.
Le
leghe a base preziosa che vengono usate in odontoiatria, anche se
controllate per purezza e tollerabilità, in seguito a lavorazione non
corretta e soprattutto se si tratta di leghe dette “vili”, possono
innescare ossidazione con produzione più o meno marcata di ioni e dare
l’avvio a patologie orali o a sintomatologie- all’inizio dette
funzionali- ed in seguito tramutarsi in vere e proprie patologie
degenerative o addirittura concorrere a deficit od alterazioni
immunitarie. Come si vedrà in seguito la lega odontoiatrica a causa
della saliva, la presenza di altri inquinanti ambientali e non, una
alimentazione non perfettamente adatta, una lavorazione male eseguita in
laboratorio anche con riutilizzo massivo di vecchia lega anche se di
ottima qualità- per questi ed altri motivi si modifica e da reticolo
cristallino regolare si passa ad una forma instabile con elettroni liberi
ed elevato potenziale elettrochimico e formazione di ossidi che
diffonderanno continuamente nell’organismo sotto forma di sali,
interessando oltremodo il sistema linfatico difensivo e sovraccaricandolo
in modo quasi sempre eccessivo.
La
lega, come avverte il nome, è un insieme di metalli ed il loro insieme,
se il reticolo non rimane ben chiuso diffonde con ioni e quindi con
l’ossidazione.
Utilizzate
per la costruzione delle protesi dentarie mobili ma, soprattutto, fisse,
sono state concepite allo scopo di non nuocere all'organismo, ma purtroppo
pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto,
spesso per esigenze dettate dall'uso cui sono destinate. Insieme all'Oro,
base di queste leghe, sono associati altri componenti metallici come il
Palladio, l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento lo Zinco ed anche il
Rame, che durante i processi di fusione della lega e di preparazione del
manufatto protesico, sviluppano sia in superficie che in profondità
OSSIDI.
Si
possono facilmente ascrivere all'azione tossica locale fenomeni come:
sanguinamento delle gengive, tatuaggi gengivali, afte, stomatiti,
arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali
associate a parodontiti croniche responsabili di riassorbimento osseo ed
eccessiva produzione di placca, dovuta a numerosi tipi di batteri
differenti, alcuni dei quali sono ritenuti responsabili di malattie
cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto
miocardico.
Gli
effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con
allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie
gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni e via dicendo sopratutto a
contatto con oggetti di provenienza dall'industria orafa, come anelli,
orecchini, collane, piercing.
Il
potenziale elettrochimico è una carica elettrica presente in tutti gli
elementi metallici e non, le leghe a base aurea sono le uniche che
attraverso un preciso trattamento termico di inertizzazione cinetica sotto
strato vetroso, possono essere stabilizzate
e rese innocue, citocompatibili semplicemente modificando
il potenziale elettrochimico dinamico in forma statica bloccando di
conseguenza la formazione degli ossidi e del loro rilascio.
Comunque
gli effetti locali e generali nell’organismo corrispondono all’azione
dei metalli liberati, si tratta di un campo molto vasto, ancora oggetto di
ricerche.
Una
volta entrati nell’ organismo, questi ioni si diffondono più o meno
rapidamente, possono anche essere trasportati e successivamente espulsi in
parte o completamente oppure possono accumularsi selettivamente a livello
di certi tessuti.
Ecco
di seguito alcuni sintomi provocati dalle correnti indotte, ed alcuni
effetti determinati dai metalli nelle persone “sensibili”:
I
sintomi e le conseguenze della corrosione elettrochimica
nella cavità orale sono:
1) Gli ioni metallici liberati nella cavità orale si diffondono
-
nei tessuti duri:
-
nei tessuti molli e nei liquidi
Gli
effetti locali o generali nell’organismo corrispondono all’azione dei
metalli liberati, si tratta di un campo molto vasto, comunque, i sintomi
si riferiscono alle correnti indotte sia a livello locale che generale.
2)
Effetti locali determinati dalle correnti e dalla diffusione di ioni
metallici: sensazione di bruciore , discronia dentale, dolore
galvanico, pulpite dentale “shok elettrico pulpare”, modificazione del
pH, alterazione della mielasi (digestione primaria), aumento della
temperatura corporea e irritazione cronica dei tessuti, acufeni ed
emicranie, cariogenesi, sapore
metallico ( rilevato al mattino durante il risveglio, e fastidiose
sensazioni lungo l’arco della giornata, alitosi, xarostomia, maggiore o
minore salivazione, maggiore formazione di placca, glossite, eritema
allergica, stomatite da contatto, erosione, ulcerazione della lingua e
della mucosa orale, dolori nevralgici lungo le branche del trigemino,
lichen piano, leucoplasia, chelite, boccarola, fratture radicolari,
tatuaggi gengivali, retrazione gengivali, patologie paradontali,
corrosione degli impianti dentari, perimplantite, iperplasie poliformi,
neoplasie maligne o benigne.
3)
Effetti generali degli ioni metallici nell’organismo attraverso la
saliva, intestino, sangue, pelle: allergie, riniti faringiti, eczema alle
mani, eczema generalizzato, dermatite eczematosa, oftalmico,
otorinolaringologico, gastroenterologico, neurologico, sulle costanti
biologiche del sangue.
Inevitabilmente
in una lega con caratteristiche del genere riscontriamo un potenziale
elettrochimico che, non solo è responsabile di situazioni quali
bimetallismo e elettro-galvanismo con conseguente
ionizzazione di elementi ossidati verso vari tessuti, ma è causa
anche di disgregazione dei
cementi dentali dando luogo successivamente ad infiltrazioni salivari,
trasudazione dei liquidi nella lega danneggiando il dispositivo stesso e
causare anche tutta una altra
serie di reazioni in quanto l’effetto
produce anche il trattenimento di focolai
batterici.
vedi
Protocollo
della Salute - Come eliminare le
Amalgami
dentali
Ricordiamo anche che
ogni
protesi introdotta in bocca
e/o nel corpo, che
contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
Commento
NdR:
Nel corso degli anni, circa 5 secoli, si
è sempre sostenuto ed evidenziato
scientificamente che oltre all'elettrogalvanismo
il problema reale tossico che stravolge
patologicamente l'essere umano e
ambientale sono i metalli, metalli che
si rilasciano sotto forma ionica, come
possiamo dire che la zirconia non ha
effetti dannosi quando questa è
costruita proprio in base a elementi
ossidi metallici di cui alcuni
radioattivi, i quali sensibili agli
acidi ed agli alcalini, quindi
anch'essi hanno lo stesso comportamento
di rilascio ionico e siccome si
intrappolano nei tessuti, possono
attivare processi precancerosi fino poi
a vere situazioni lesive, mortali.
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