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Possiamo
allora concludere che in questo caso di elettrolisi si è verificata la
separazione degli elementi che formano la sostanza disciolta nell'acqua.
Si nota anche che
i prodotti della decomposizione si rendono visibili esclusivamente sulla
superficie degli elettrodi e mai nella massa del liquido.
Si può così vedere che il gas che si è
sviluppato all'anodo è il cloro,
e quello che si è sviluppato al catodo è
l'idrogeno.
Voltametro
di Hoffmann
+ -
Se
sciogliamo nell'acqua distillata contenuta nel voltametro dell'acido
cloridrico, al passaggio della corrente si nota che, sulla superficie dei
due elettrodi si sviluppano bollicine di gas tanto più copiose quanto più
è intensa la corrente.
Con il voltametro in figura i gas prodotti
vengono raccolti per esser esaminati chimicamente.
Si può osservare che il gas che si è
sviluppato all'anodo è l'ossigeno e il gas che si è sviluppato al catodo
è l'idrogeno.
Il
volume dell'idrogeno risulta doppio di quello dell'ossigeno.
Voltametro
di Hoffmann + -
+
Se
sciogliamo nell'acqua contenuta in un voltametro del solfato di sodio al
passaggio della corrente si nota che, sulla superficie dei due elettrodi
si sviluppano bollicine di gas tanto più abbondanti quanto più intensa
è la corrente, regolabile tramite un reostato.
L'elettrolisi richiede
il passaggio di corrente elettrica attraverso l'acqua. La corrente entra
nella cella elettrolitica tramite il catodo, un elettrodo caricato
negativamente, attraversa l'acqua e va via attraverso l'anodo, un
elettrodo caricato positivamente. L'idrogeno e l'ossigeno così separati
confluiscono rispettivamente verso il catodo e verso l'anodo.
Quindi
cio’ significa che l'idrogeno può essere ottenuto tramite l’elettrolisi dell'acqua.
Questo processo fu applicato per la prima volta da Sir William Grove,
nell’anno 1839.
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Galvanostegia
La
galvanostegia è una tecnica, usata per di più in
ambito industriale, che permette di ricoprire un
metallo non prezioso con uno prezioso o più
nobile (o
passivabile) sfruttando la deposizione
elettrolitica. Questo processo viene
solitamente sfruttato per proteggere strutture
metalliche dalla
corrosione, ma può anche avere scopo
decorativo.
Esecuzione pratica - La galvanostegia viene
normalmente effettuata nel modo seguente.
In una vasca, che costituisce il cosiddetto
bagno galvanico, contenente una
soluzione acquosa del
sale del metallo da depositare, sono immersi
due
elettrodi: il
catodo è costituito dall'oggetto da
ricoprire, mentre l'anodo
può essere costituito dal metallo che deve
essere depositato, da un altro metallo inerte o
da
grafite. A questi due elettrodi viene
imposta una
differenza di potenziale mediante un
generatore di corrente. In tali condizioni i
cationi del metallo da depositare si
muoveranno verso il catodo (caricato
negativamente), mentre gli
anioni si muoveranno verso l'anodo (caricato
positivamente).
Ai due elettrodi si
hanno i seguenti fenomeni:
- acquisto di elettroni al catodo (riduzione);
- produzione di elettroni all'anodo (ossidazione).
Sul catodo si
depositano quindi i cationi, che acquistano
elettroni all'anodo e si trasformano in atomi
metallici. In tal modo il catodo viene
lentamente ricoperto da un sottile strato
metallico mentre l'anodo, quando non è
sacrificale, viene lentamente consumato
rilasciando ioni in soluzione. In relazione allo
strato metallico che si intende depositare, che
solitamente è di decine di
micron o meno, per un determinato valore di
densità di corrente (espressa in
A/dm2)
alla quale lavora il bagno e conoscendo la
velocità di deposizione, basta impostare il
tempo necessario per formare un deposito
dello spessore desiderato. Alcuni bagni, come
quelli utilizzati per il deposito di metalli
nobili quali l'argento
o l'oro,
utilizzano anche una soluzione di ioni
cianuro e per tale motivo sono detti "bagni
al cianuro". Questo tipo di bagni richiede, per
legge, operatori abilitati all'utilizzo del
cianuro, abilitazione riconosciuta tramite
concessione di un patentino rinnovabile.
Rodio,
nichel,
rame,
cromo e
zinco sono altri metalli che vengono
comunemente utilizzati in galvanostegia.
Galvanoplastica
+
Cella di Hull
Tratto da: it.wikipedia.org
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Cataforesi
La
verniciatura in cataforesi è un trattamento
superficiale di verniciatura in grado di
conferire a elementi in
ferro,
acciaio e altre
leghe (conduttori di corrente) una notevole
resistenza alla
corrosione; è caratterizzata dal deposito
uniforme di una
resina epossidica o
acrilica sulla superficie dell'elemento,
assicurando per lungo tempo una straordinaria
protezione nei confronti degli agenti chimici e
di altri tipi di attacchi, permettendo inoltre
una migliore adesione delle vernici di finitura.
La resina acrilica si differenzia dalla
epossidica perché può rimanere a contatto
diretto con gli agenti atmosferici mantenendo le
caratteristiche tecniche. Con questo trattamento
si assicura una maggiore protezione dalla
ruggine.
Questa tecnologia è
molto diffusa nel settore dell'industria
automobilistica.
Per inciso si ricorda il procedimento di
anaforesi, concettualmente uguale, nel quale
le polarità sono però invertite; questa
tecnologia è oggi in disuso e superata dalla
cataforesi.
Procedimento pratico
Il procedimento consiste nell’immersione dei
pezzi, collegati al polo negativo di un
generatore elettrico, in una vasca ove sono
immersi anche alcuni
elettrodi collegati al polo positivo. Il
campo elettrico ed i fenomeni elettrochimici che
si sviluppano determinano la deposizione sul
pezzo e la solidificazione della
vernice, che viene poi polimerizzata in
forno. Il prodotto è composto da resina,
pigmenti, cariche e solventi, il tutto è sciolto
in
acqua. Le resine sono di composizione tale
da essere solubili in acqua in ambiente
debolmente acido, dove formano una sospensione
di particelle microscopiche (micelle)
abbastanza stabile.
I
solventi sono di due tipi: solventi polari,
solubili in acqua, e solventi non solubili, che
si inglobano nella micelle di resina influendo
sullo spessore del film applicato. Pigmenti e
cariche, generalmente inorganici, determinano il
colore, l'aspetto e la resistenza alla
corrosione del prodotto. Durante la preparazione
della vernice vengono inglobati nelle micelle di
resina.
Le particelle di
vernice, cariche positivamente, migrano verso il
catodo (polo negativo)
Le molecole d'acqua (H2O) si separano in
ioni H+ e OH- per effetto del campo
elettrico; nella zona del
catodo gli ioni H+ si
riducono acquistando elettroni, qui in
eccesso, e si liberano come
idrogeno gassoso; a causa di ciò si forma
localmente un ambiente fortemente alcalino
(basico)
In tale ambiente la vernice coagula,
depositandosi sul catodo stesso, che è il pezzo
da verniciare. Lo strato che si ottiene è già
semisolido e relativamente difficile da
asportare
Nella coagulazione della resina si liberano ioni
di acidi organici (acetato
o
formiato, a seconda della composizione della
resina) caricati negativamente
Tali ioni sono trasportati dal campo elettrico
verso gli
anodi (poli positivi); questi sono piastre
immerse in vaschette contenenti acqua
demineralizzata, separate dal bagno da una
membrana semipermeabile che solo l'acqua e gli
ioni idrogeno riescono ad attraversare
In prossimità degli anodi gli atomi di
ossigeno derivati dalla separazione delle
molecole d'acqua cedono il loro elettrone
liberandosi come
gas; si crea dunque un locale eccesso di
ioni idrogeno
Tali ioni reagiscono con gli ioni acidi,
formando acido (acetico o formico), si ha quindi
una
soluzione via via più concentrata in acido,
che viene periodicamente scaricata parzialmente
e sostituita con acqua demineralizzata
La verniciatura
avviene dapprima solo sulle superfici esterne
del pezzo, ma una volta che queste sono
rivestite diventano isolanti, cosicché si
verniciano anche le altre; si può in tal modo
ottenere, con tempi sufficientemente lunghi, la
verniciatura completa del pezzo. Vi sono però
dei casi particolari, come lunghe strutture
tubolari in cui la penetrazione non può essere
completa anche per non prolungare eccessivamente
il tempo di trattamento.
All'uscita della vasca il pezzo viene lavato
dapprima con la parte liquida del bagno (ultrafiltrato),
estratta con un'apposita apparecchiatura, che
ricade poi nella vasca per minimizzare le
perdite di vernice, successivamente si lava con
acqua demineralizzata.
Poiché il film è già solido si possono
effettuare lavaggi molto efficaci, eliminando
colature e depositi che altererebbero l'aspetto
del pezzo. L'essiccazione avviene ad alta
temperatura, da 150°C a 180°C a seconda del tipo
di vernice.
Tratto da: it.wikipedia.org
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Le “sane proprieta'"
dei metalli tossici, contenuti nei Vaccini e nelle
Amalgami, sono oltre
alle note intossicazioni di particolari parti dell’organismo e’ anche
quella di creare e mantenere disbiosi intestinali in modo cronico, piu' o meno intenso a seconda dei soggetti.
vedi
Protocollo
della Salute +
Materiali Dentari e denti tossici
Il Titanio, il
Cromo Cobalto e la Zirconia sono tossici per la
salute.......un report mondiale
http://www.mediavida.com/foro/off-topic/titanio-peligro-para-la-salud-533911/2
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