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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 

 

2.          ABSTRACT in ordine alfabetico  -  vedi: Materiali Dentari e denti tossici

**Stejskal V, Forsbeck M, Cederbrant KE, Asteman O, "Linfociti specifici del mercurio: una indicazione di allergia umana al mercurio", J. of Clin Immun, Vol. 16, No.1, 1996, pp. 31-40
ABSTRACT
In questo studio, 18 pazienti con lichen planus orale (OLP), vicino a restauri dentali, sono stati testati in vitro con un test ottimizzato di trasformazione dei linfociti con variante MELISA (memory lymphocyte immunostimulation assay) e con un patch test. Venti soggetti con restauri in amalgama ma senza sintomi alla bocca e 12 soggetti senza alcuna amalgama in bocca sono stati presi come gruppo di controllo. I risultati mostravano che i pazienti con OLP hanno una reattività significativamente più alta dei linfociti al mercurio inorganico, prodotto dalla corrosione dell'amalgama, paragonato al gruppo di controllo. La rimozione dei restauri in amalgama comportò la sparizione delle alterazioni della mucosa orale, indicando così una relazione causale. Inoltre, risposte positive al test del fenilmercurio, un agente battericida usato nelle devitalizzazioni e nei preparati farmaceutici, sono stati notati nel gruppo con lichen orale ma non in quello di controllo. Perciò un'esposizione cronica di basso livello al mercurio può indurre ad uno stato di sensibilizzazione sistemica come verificato dal test di reattività dei linfociti specifici al mercurio in vitro.

**Stejskal J, Stejskal V, "Il ruolo dei metalli nelle malattie autoimmuni e il legame con la neuroendocrinologia", Neuroendocrinology Letters, 20:345-358, 1999
Abstract (Health University of Linköping, Danderyd's Hospital and Karolinska Institute, Stockholm, Sweden)
La letteratura attuale indica un rischio all'induzione di malattie autoimmunitarie a causa dei metalli (in particolare sclerosi multipla, artrite reumatoide, sclerosi laterale amiotrofica). I fattori principali che sono decisivi per le malattie indotte dai metalli sono l'esposizione e la predisposizione genetica che determina la capacità individuale di disintossicazione e la sensibilità ai metalli. Questa relazione illustra il possibile meccanismo che può giocare un ruolo nelle malattie autoimmunitarie indotte dai metalli con un'enfasi particolare riguardo la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide e la sclerosi laterale amiotrofica. Mettiamo in discussione anche il ruolo dei cambiamenti dovuti all'infiammazione a livello dell'asse ipotalamo-ghiandola pituitaria-adrenalina come possibile spiegazione della stanchezza, della depressione e di altri sintomi psicosomatici osservati in queste malattie. 
L'incremento delle conoscenze riguardo la sensibilità individuale basata sul genotipo e sulla variabilità del fenotipo insieme all'uso dei biomarkers per la diagnosi della suscettibilità individuale sembra essere la chiave per la spiegazione di come funzionano questi meccanismi. Poiché la sensibilizzazione dovuta ai metalli potrebbe essere causata dall'esposizione a basse dosi, l'approccio tossicologico tradizionale che paragona la concentrazione di metalli nelle autopsie del cervello, nelle biopsie degli organi, del corpo e dei fluidi corporei e i gruppi di controllo potrebbe non dare risposte riguardo le patologie connesse ai metalli. Per approfondire questo tema, bisognerebbe preferire studi longitudinali relativi alla sensibilizzazione individuale ai metalli agli studi tradizionali con i casi di controllo.

**Stejskal V, Hudecek R, Mayer W, "Linfociti specifici dei metalli: fattori di rischio nella sindrome da stanchezza cronica (CFS) e altre malattie correlate", Neuroendocrinology Letters, 20: 289-298, 1999 
ABSTRACT (Danderyd Hospital and Karolinska Institute, Stockholm, Univ Hospital,Uppsala, Mediziniche-Immunologische Labor, Munich)
L'obiettivo di questo studio era determinare la frequenza della sensibilizzazione ai metalli dentali e ambientali in pazienti con fatica cronica (come la sindrome CFS). METODI. Un test ottimizzato della trasformazione dei linfociti con variante MELISA è stato messo provato su 3162 pazienti con sintomi locali e sistemici attribuiti a restauri dentali. L'impatto sulla salute della rimozione del metallo nei denti e la reattività dei linfociti è stato studiato in 105 pazienti con la sindrome da stanchezza cronica. Seguendo il parere dei dentisti, i pazienti si sono sottoposti alla sostituzione dei metalli nei denti con alternative prive di metalli. Lo stato di salute è stato seguito con interviste ai pazienti e con nuovi test del tipo MELISA®. RISULTATI: Un numero significativo di pazienti avevano linfociti specifici dei metalli nel sangue. Il nickel era il più diffuso elemento che creava sensibilizzazione, seguito dal mercurio, dal cadmio, dall'oro e dal palladio. Di 86 pazienti che si sono sottoposti alla sostituzione del materiale dentale, il 78% ha riportato miglioramenti a lungo termine, il 20% ha avuto una situazione di salute immutata e il restante 2% ha avuto un peggioramento dei sintomi. Una significativa riduzione nella reattività dei linfociti ai metalli dentali è stata osservata nei test successivi, mentre la reattività al nichel era solo marginalmente influenzata. CONCLUSIONI: Ipersensibilità ai metalli dentali e al nichel è frequente nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica (CFS). Infiammazione indotta da metalli può essere presente nella cavità orale o/e in qualsiasi altro posto dove è stato depositato il metallo. Il metallo e l'infiammazione cronica possono avere effetti sul sistema dell'asse ipotalamo-pituitario-adrenalinico e dare l'avvio a una miriade di sintomi non specifici che caratterizzano la sindrome da stanchezza cronica CFS, la sensibilità chimica multipla (MCS) e altre malattie correlate. La rimozione dei restauri metallici ha abbassato la sensibilizzazione dei linfociti e ha migliorato la salute dei pazienti.

** Summers AO, Wireman J, Vimy MJ, Lorscheider FL, Marshall B, Billard L, "Il mercurio rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama provoca un aumento della flora batterica intestinale e orale di primati resistente a mercurio e antibiotici", Antimicrob Agents Chemother, aprile 1993; 37(4):825-34   (AQ17)
ABSTRACT (Department of Microbiology, University of Georgia, Athens, USA)
In una valutazione su 640 pazienti, uomini e donne, un sottogruppo di 356 individui senza recente esposizione ad antibiotici mostrarono che quelli con un'alta prevalenza di resistenza a Hg nella propria flora intestinale avevano anche una resistenza a due o più antibiotici. Questa osservazione ci ha portato a considerare la possibilità che il mercurio rilasciato da otturazioni dentali di amalgama possa essere un elemento selettivo sia per la resistenza al mercurio che ad antibiotici nelle flore intestinali e orali di primati. Resistenze al mercurio e a diversi antibiotici furono esaminate nelle flore intestinali e orali di 6 scimmie adulte prima dell'installazione di otturazioni di amalgama, durante il periodo in cui esse erano in bocca, e dopo la sostituzione delle otturazioni di amalgama con otturazioni in vetroionomero.(in 4 delle scimmie). Le scimmie furono alimentate con cibo esente da antibiotici, e furono monitorate le concentrazioni di mercurio fecale. Ci fu un aumento statisticamente significativo nell'incidenza di batteri mercurio-resistenti nelle 5 settimane dopo l'installazione delle otturazioni di amalgama e nelle 5 settimane subito dopo la sostituzione con otturazioni in vetroresina. Questi picchi nell'incidenza di batteri mercurio-resistenti si correlava con i picchi di eliminazione di mercurio (fino a 1 milliMole nelle feci) immediatamente dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama. I 3 campioni di specie batteriche selezionate (streptococci orali, membri della famiglia delle Enterobacteriaceae, e enterococci) erano anche resistenti ad uno o più antibiotici, tra cui ampicillina, tetraciclina, streptomicina, kanamicina e cloramfenicolo. Anche se sono stati già descritti batteri mercurio- e antibiotico- resistenti tra gli stafilococci, enterococci, e membri della famiglia delle Enterobacteriaceae, questa è al prima volta che viene riportata mercurio- resistenza negli streptococci orali. Molti dei ceppi delle enterobatteri furono capaci di trasferire entrambe la mercurio- e antibiotico- resistenza in vitro ad altre forme batteriche, suggerendo che le locazioni genetiche di queste resistenze sono collegate. I nostri risultati indicano che il mercurio rilasciato dalle otturazioni di amalgama può causare un arricchimento in plasmidi con mercurio- resistenza della normale flora batterica dei primati. Molti di questi plasmidi inoltre portano una antibiotico resistenza, cioè l'esposizione al mercurio da amalgama dentale comporta un aumento dell'incidenza di resistenza ad antibiotici dei plasmidi nelle normali flore di individui non esposti ad antibiotici.

**Svare CW, Peterson LC, Reinhardt JW, Boyer DB, Frank CW, Gay DD, Cox RD, "L'effetto delle amalgami dentali sui livelli di mercurio nell'aria espirata", J Dent Res 60: 1668-1671 (1981)         (F3)
ABSTRACT
L'aria espirata di un gruppo di 48 persone, 40 con amalgama e 8 senza, fu analizzata per il suo contenuto di mercurio prima e dopo la masticazione. I campioni di aria espirata sono stati raccolti in buste di polietilene, ed una nota quantità di ciascuno è stato iniettato in un rilevatore di mercurio per la misura. I risultati mostrano che gli individui esaminati con amalgama dentale avevano nell'aria espirata livelli pre-masticazione più elevati di quelli di soggetti senza amalgama. Dopo la masticazione, quei livelli aumentavano in media 15.6 volte nei portatori di amalgama e rimanevano immutati nei non portatori. Ne abbiamo concluso che gli amalgami dentali possono aumentare il livello di mercurio nell'aria espirata.

**Takahashi Y, Hasegawa J, Kameyama Y, "Dissoluzione di mercurio metallico in saliva artificiale ed in 11 altre soluzioni", Dent Mater, luglio 1989; 5(4):256-9
ABSTRACT
La dissoluzione di mercurio metallico immerso in varie soluzioni per 1, 3, 7 e 14 giorni è stata esaminata per mezzo di uno spettrofotometro di assorbimento atomico a freddo. Le soluzioni usate in questo studio erano la saliva artificiale, o soluzioni dei singoli componenti della saliva artificiale (sali inorganici, aminoacidi, vitamine, altri composti organici), oltre che soluzione di NaCl al 0.9%, soluzione di Ringer ed acqua distillata. 
La saliva artificiale mostrava un livello di dissoluzione di mercurio 7 volte superiore a quello della soluzione salina o di Ringer. Una gran parte della dissoluzione, simile a quella in saliva artificiale, fu trovata nella soluzione di altri composti organici (contenente glutatione) ed in una soluzione contenente solo glutatione. La dissoluzione di mercurio nella soluzione di vitamine era bassa. La dissoluzione nella soluzione di sali inorganici e quella di aminoacidi era comparabile. Il glutatione giocava un ruolo importante nella dissoluzione del mercurio.

**Taskineen H, Riihimaki V, "Un possibile caso di tossicità da mercurio a seguito di lucidatura di vecchie otturazioni di amalgama", Scand. J. Work Environm Health 1989; 15: 302-304    (AC52)
ABSTRACT
Una paziente 60enne fu trattata da un dentista in 12 visite per un periodo totale di 2 mesi e mezzo. 
Per migliorare l'occlusione, circa 1 mm fu rimosso dalla superficie di tutte le 11 otturazioni dentali di amalgama, mentre altre 3 otturazioni furono sostituite con nuove. Una settimana dopo l'inizio del trattamento la paziente sviluppò sintomi di stomatite. Le sue labbra e membrane mucose della cavità orale bruciavano, la sua lingua si sentiva gonfia, e la salivazione era fortemente aumentata. Nella settimana successiva la sua gola divenne dolorante e non migliorò con il trattamento con penicillina. Ella sentiva un sapore strano, come di lardo rancido, nella bocca ed il senso di odorato si indebolì. Ebbe in seguito anche vertigini e mal di testa al mattino. Due mesi dopo l'inizio del trattamento ebbe acuti dolori al torace ed una febbricola (37.7°C) per 3 settimane. Le sue condizioni generali peggiorarono, non si sentiva bene e perse 9 kg in pochi mesi. Divenne anche ansiosa e depressa. Un anno dopo il trattamento l'esame neurologico mostrò che i suoi  riflessi del tendine erano deboli. Dolore e sensibilità al tatto attenuata alle dita quarta e quinta e sul dorso della mano sinistra e nel terzo, quarto e quinto dito del piede. 
Anche la forza di presa (impugnatura) della mano sinistra era diminuita. Tre mesi dopo il trattamento dentale la paziente aveva ancora una concentrazione inspiegabilmente elevata di mercurio nelle urine. Il livello di mercurio urinario diminuì nel periodo di osservazione con un tempo di dimezzamento di circa 2 mesi. I primi effetti dell'esposizione a lungo termine a vapori di mercurio sono non specifici. Un complesso di sintomi comprendente affaticamento, debolezza generale, anoressia, diarrea e perdita di peso è chiamato sindrome astenica vegetativa, o "micromercurialismo". Quando la concentrazione di mercurio nelle urine raggiunge 50- 100 mcg/l si prevede che appaiono i primi sintomi soggettivi, alterazioni delle prestazioni nei test comportamentali e un aumento della frequenza di tremore spontaneo. Livelli superiori di mercurio causano alterazioni del comportamento e manifestazioni psicologiche quali irritabilità, disturbi della memoria, insonnia, eccessiva timidezza, depressione e, in casi estremi, persino delirio ed allucinazioni. Questa sindrome è chiamata eretismo mercuriale. Tipici sintomi neurologici della tossicità del mercurio sono tremori intenzionali delle mani e tic muscolari di palpebre e labbra. Livelli molto alti di concentrazioni di mercurio hanno causato "polmonite da tossine".
Nei test comportamentali la paziente mostrava deterioramento di alcune qualità della prestazione motoria somiglianti a alterazioni riscontrate tra lavoratori esposti al mercurio. I suoi sintomi sembravano più severi di quello che ci si potesse aspettare dai livelli urinari di mercurio misurati. Il trattamento dentale nel suo caso costituì una sequenza di ripetute esposizioni acute che possono aver esaltato gli effetti locali e la distribuzione del mercurio nel cervello. Sintomi multipli, non specifici, con minimi segnali obiettivi possono causare grande difficoltà in questo tipo di diagnosi e perciò una verifica obiettiva di esposizioni potenzialmente pericolose è un importante criterio.

**Tibbling L, Thuomas K-Å, Lenkei R, Stejskal V, "Cambiamenti immunologici  e cerebrali (MRI) in pazienti con sospetta intossicazione da metalli", Int J Occup Med Toxicol 1995; 4:285-294
ABSTRACT
Trentaquattro pazienti con la sindrome da stanchezza cronica (CNS) e altri sintomi sistemici che suggerivano una possibile intossicazione dall'amalgama dentale sono stati esaminati con la risonanza magnetica (MRI) del cervello (n=32) e con il Test di trasformazione dei linfociti con variante MELISA (Memory Lymphocyte Immuno Stimulation Assay, MELISA), (n=17). Il fenotipo dei linfociti è stato analizzato con il flusso di citometria in 22 dei pazienti. 120 persone della stessa età senza alcun sintomo di CNS sono stati presi come gruppo di controllo per lo studio del MRI. 77 soggetti in salute con restauri in amalgama sono stati presi per il test MELISA, e 75 soggetti in salute sono stati scelti per la determinazione del fenotipo dei linfociti. Tracce di patologia da MRI sono state trovate nel 81% dei pazienti, la maggior parte dei quali con sintomi di degenerazione nei gangli basali, ma nessuno nel gruppo di controllo. La determinazione del fenotipo dei linfociti era patologica nel 58% dei casi. 
Il test MELISA ha mostrato tracce di patologia nell'88% dei casi, dei quali il 60% aveva reazioni immunitarie al cloruro di mercurio. Il 62% dei pazienti aveva qualche forma di malattia atopica. Il 35% soffriva di ipotiroidite trattata con levaxin. Un alto tasso di malattie immunitarie e oggettivi segni di reazioni immunitarie con cambiamenti del MRI nel cervello suggeriva che il sistema immunitario potrebbe giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo  delle lesioni.

**Toomväli C, "Studi di emissione di vapori di mercurio da diverse otturazioni dentali di amalgama soggette a carico meccanico in aria, azoto e argon", LiU-IFM-Kemi-Ex 150, 1988
ABSTRACT (Department of Chemistry, Linköping University, Sweden)
È stato studiato il rilascio di vapori di mercurio da amalgami dentale. Lo scopo è stato di esaminare se ci fosse un fragile passivante strato di ossido nell'aria sulla superficie delle amalgami. Per determinare ciò, gli amalgami sono state esposte ad un certo carico I vapori di mercurio rilasciati sono stati rilevati in diversi gas quale l'aria, l'argon e l'azoto. Diversi parametri quali tempo e temperatura sono stati variati. Un altro obiettivo è stato determinare se ci fossero delle differenze tra i 5 tipi di amalgami valutate. I risultati indicano che uno strato fragile, passivizzante è creato nell'aria e che l'ossigeno è assorbito sulla superficie. Lo studio mostra anche una differenza nel rilascio di mercurio tra diverse amalgami. Le amalgami non-gamma-2 con elevato contenuto di rame hanno un rilascio maggiore di vapori di mercurio rispetto a amalgami convenzionali.

** Trepka MJ, Henrich J, Krause C, Schulz C, Wjst M, Popescu M, Wichmann HE, "Fattori che influenzano l'accumulo corporeo di mercurio tra bambini della Germania orientale", Archives of Environmental Health; 52 (2) p134-138, marzo-aprile 1997          (BR36)
ABSTRACT (GSF-Forschungszentrum fur Umwelt und Gesundheit, Oberscheissheim, Germany)
Abbiamo confrontato concentrazioni di mercurio nel sangue e nelle urine in bambini che vivono nelle aree seriamente inquinate di Bitterfield e Hettstedt, centri industriali e minerari, e bambini del gruppo di controllo che vivevano in aree non inquinate. L'età dei bambini andava dai 5 ai 14 anni. I livelli di mercurio nel sangue e nelle urine non risultarono più elevati per i bambini nelle aree altamente inquinate rispetto ai bambini delle aree di controllo. Il contributo più significativo che influenzava i livelli di mercurio urinario fu il numero di otturazioni dentali di amalgama.

**Tuthill JY, "Nevrosi mercuriale a seguito di otturazioni di amalgama", The Brooklyn Medical Journal, dic. 1898, v.12, n.12, p725-742             (AK22)
ABSTRACT
Mentre gli effetti velenosi del mercurio sono stati riconosciuti da molto, tanto che non ho bisogno di spendere del tempo nel presentarlo, con l'utilizzo dell'amalgama come otturazioni dentali c'è una possibilità di intossicazione mercuriale, che colpisce gravemente i centri nervosi, debilita la locomozione con pesantezza degli arti e rigidità dei legamenti, dà luogo a ostinate malattie della pelle, e rende la vittima una rovina mentale. 
Alcuni dei casi che ho incontrato nella mia pratica clinica saranno presentati. La visita non rivela niente che possa assistere il dottore nel fare la diagnosi del caso. C'è comunque depressione nervosa, irritabilità, irragionevolezza e inabilità a superare o rigettare sensazioni di oppressione che calano sul paziente e lo immobilizzano nella disperazione fino a quando ogni sua ambizione è perduta, ed egli scivola via per mancanza di potere nel concentrare le sue azioni e stabilire se stesso come una forza nel mondo. Ci sono dolori intermittenti, acuti, qui e là dalla testa ai piedi, che colpiscono a volte una parte e poi un altra, insensibilità delle mani, piedi o mandibola, pesantezza delle gambe, braccia, o testa, con una sensazione come se uno stesse per cadere o perdere conoscenza. C'è una eccitabilità mentale nonché depressione mentale; eventi imbarazzanti causano il più alto livello di eccitazione, conversazioni ordinarie a volte causano completa confusione, mal di testa, intensa apprensione e ansia irragionevole.

**Utt HD, "Mercurio nel respiro", Journal of the Californian Dental Association, 12(2):41-45, 1984
ABSTRACT
Per mezzo di un analizzatore di vapori di mercurio Jerome sono stati analizzati in un campione a caso di 50 persone le concentrazioni di mercurio nell'aria respirata della bocca. I livelli di vapori di mercurio in portatori di amalgama prima della masticazione erano di 3 microgrammi per 1.0 m3 di aria. Dopo la masticazione di gomma per 5 minuti il mercurio salì ad una media di 150 microgrammi di mercurio per 1.0 m3 di aria, il massimo valore ottenuto fu di 400 mcg/m3. Questi valori post-masticazione si normalizzano solo dopo un plateau di almeno un'ora.

**Vahter M, Akesson A, Lind B, Bjors U, Schutz A, Berglund M, "Studio longitudinale del metilmercurio e mercurio inorganico nel sangue e urine di donne incinte e durante l'allattamento, nonché nel sangue del cordone ombelicale", Environ Res, ott. 2000; 84(2):186-94
ABSTRACT (Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet, Stockholm)
Abbiamo indagato l'esposizione a metilmercurio (MeHg) e vapori di mercurio (Hg0) in donne incinte ed i loro neonati a Stoccolma. Le donne sono state seguite per 15 mesi dopo il parto. Sono stati determinati MeHg, Hg inorganico (I-Hg), e Hg totale (T-Hg) nel sangue materno e ombelicale mediante spettrometria di fluorescenza atomica a freddo. È stato determinato T-Hg nelle urine mediante spettrometria di massa. Circa il 72% del mercurio nel sangue (n = 148) nella prima parte della gravidanza era MeHg (0.94 microg/L in media). MeHg nel sangue diminuiva durante la gravidanza, in parte a eseguito di una minore assunzione di pesce, secondo le raccomandazioni per le donne incinte. MeHg medio ombelicale (1.4 microg/L) era almeno il doppio del livello nel sangue materno nella seconda metà del periodo di gravidanza ed era probabilmente influenzato dall'esposizione materna a MeHg prima o durante il primo periodo di gravidanza. I-Hg medio nel sangue (0.37 microg/L) e nelle urine (1.6 microg/L) nella prima parte della gravidanza erano altamente correlati, ed entrambi erano associati con il numero di otturazioni di amalgama. Le concentrazioni diminuivano durante l'allattamento, probabilmente a seguito dell'escrezione di mercurio nel latte materno. Il I-Hg ombelicale era correlato con quello nel sangue materno.

**Vimy MJ, Lorscheider FL, "Mercurio intraorale rilasciato da amalgama dentale", J Dent Res 64 1985 1069-71               (EE1a)
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Canada)
L'aria intraorale è stata analizzata per determinare la concentrazione di vapori di mercurio in 46 individui, 35 dei quali avevano otturazioni dentali di amalgama. Le misure sono state effettuate con un rilevatore di Hg Jerome sia prima che dopo 10 minuti di masticazione. Gli individui con amalgami dentali avevano livelli di vapori di mercurio non stimolati 9 volte maggiori dei livelli di base negli individui di controllo senza amalgami. 
La stimolazione della masticazione in individui con amalgama aumentava la loro concentrazione 6 volte rispetto ai valori non stimolati, cioè un totale di 54 volte superiore ai livelli osservati in individui di controllo. Le concentrazioni di Hg misurate nell'aria intraorale erano superiori a quelli nell'aria espirata. C'erano significative correlazioni tra vapori di Hg rilasciati nell'aria intra-orale dopo la masticazione e il numero e tipo di amalgami dentali. Se ne conclude che l'aria intra-orale è un valido indicatore fisiologico del Hg rilasciato dall'amalgama dentale che può rivelare una importante fonte di esposizione cronica a Hg.                                          

**Vimy M, Lorscheider FL, "Misurazioni in serie di mercurio nell'aria intraorale: stima della dose giornaliera da amalgama dentale", Journal of Dental Research, agosto 1985, vol. 64, n.8, p. 1072-75     (EE1b)
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Canada)
In 35 individui con otturazioni dentali di amalgama sono state effettuate misure in serie delle concentrazioni di Hg nell'aria intraorale durante e dopo la masticazione. Portatori di amalgama avevano valori di mercurio (Hg) nell'aria espirata di 4.9 mcg/m3 mentre nel gruppo di controllo di non portatori d'amalgama il valore medio era di 0.54 mcg/m3. Dopo un periodo di 10 minuti di masticazione la contaminazione da Hg aumentava nei portatori d'amalgama a 29.1 mcg/m3 ed era quindi 54 volte superiore al valore di partenza riscontrato nei non portatori di amalgama; questi ultimi non subivano alcuna alterazione significativa dei livelli di Hg in seguito alla masticazione. Le concentrazioni di Hg rimanevano elevate durante 30 minuti di continua masticazione e decrescevano lentamente in un periodo di 90 minuti da quando si era smesso di masticare. In persone con più di 12 otturazioni, in seguito ad un fase di 30 minuti di masticazione, il contenuto di Hg nell'aria intraorale era salito fino a 45 mcg/m3. 
Dopo un'ora dalla fine della masticazione, il contenuto di Hg era ancora di 19.5 mcg/m3. Fu stimato che individui con 12 o più otturazioni di amalgama ricevessero una dose di Hg giornaliero di 29 microgrammi, mentre in individui con 4 o meno otturazioni di amalgama, la dose era di 8 microgrammi. Queste dosi di Hg da amalgama dentale erano fino a 18 volte il limite giornaliero tollerabile stabilito da alcune nazioni per esposizioni ambientale totale di mercurio. 

**Vimy MJ, Luft AJ, Lorscheider FL, "Valutazione del carico corporeo di mercurio da amalgama dentale: simulazione al computer di un modello metabolico a scomparti", J Dent Res, dic. 1986; 65(12):1415-9
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Canada)
Dalla stima della velocità di rilascio di vapori di mercurio da amalgama dentale abbiamo potuto valutare il potenziale carico corporeo di Hg usando un modello a 4 scomparti per la distribuzione di mercurio inorganico. 
Un  programma informatico, compatibile con la maggior parte dei personal computer, ha simulato la distribuzione cumulativa e incrementale in ogni scomparto e l'accumulo totale nel corpo a partire da 1 giorno fino a 10.000 giorni per diverse dosaggi giornalieri di Hg. Per una data dose di Hg di 30 microgrammi/ giorno, gli scomparti metabolici R1-R3 erano vicini all'equilibrio ai giorni 5, 100 e 300, mentre al giorno 10.000 R4 uguagliava quasi il totale carico corporeo e non aveva ancora raggiunto l'equilibrio. I valori proiettati ottenuti con il modello al computer erano consistenti con i risultati ottenuti con un altro metodo usando standard equazioni dei tessuti, che usavano i tempi di dimezzamento nei tessuti determinate sperimentalmente per il sangue e i tessuti nervosi. 
Il modello prediceva l'esposizione continua ai vapori di Hg elementare, a dosi di 30 microgrammi/ giorno per 10 anni, risulterebbero in una carico totale di Hg nel corpo di 5.9 mg, dei quali 4.8 mg potrebbero essere contenuti in R4. Assumendo che Hg in R4 mostrasse una distribuzione uniforme in tutto il corpo, allora la concentrazione nel cervello sarebbe di 68 ng/g.  Invece, se Hg in R4 riflettesse una situazione di accumulo preferenziale al ungo termine nel cervello e in altri tessuti neurali, allora potrebbero essere raggiunte concentrazioni fino a 4.0 microgrammi/ g. Comunque le predizioni di concentrazioni di Hg nel sangue e nelle urine erano ben entro i valori determinati sperimentalmente, ed erano improbabili essere di una qualche utilità nel valutare gli effetti di esposizioni croniche a basse dosi di Hg.

** Vimy MJ, Takahashi Y, Lorscheider FL, "Distribuzione madre-feto del mercurio (203Hg) rilasciato da otturazioni dentali di amalgama", Am J Physiol 258:R939-R945 (1990)      (AC43)
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Canada)
Negli esseri umani il continuo rilascio di vapori di Hg da otturazioni dentali di amalgama è notevolmente aumentato dopo la masticazione. Questo studio evidenzia una distribuzione dipendente dal tempo per Hg da amalgama nei tessuti corporei di pecore adulte e i loro feti. A 5 pecore gravide furono inserite nei denti 12 otturazioni dentali di amalgama contenenti (203) Hg radioattivo. Campioni di sangue, fluido amniotico, feci, e urine sono stati raccolte ad intervalli di 1- 3-giorni per 16 giorni. Dai giorni 16 fino a 140 dopo l'inserimento di amalgama (16-41 giorni per i feti), i campioni di tessuti erano analizzati per radioattività e venivano calcolate concentrazioni totali di mercurio. I risultati dimostrano che Hg da amalgama dentale apparirà nel sangue materno e fetale e nel fluido amniotico entro 2 giorni dopo l'inserimento di otturazioni dentali di amalgama. L'escrezione di parte di questo mercurio inizierà anche entro 2 giorni. Tutti i tessuti esaminati mostravano accumuli di Hg. Le concentrazioni più alte di Hg da amalgama nell'adulto avvenivano nei reni e fegato, mentre nel feto le concentrazioni di Hg da amalgama apparivano nel fegato e nella ghiandola pituitaria. La placenta progressivamente concentrava Hg con l'avanzare della gravidanza, e la concentrazione di Hg da amalgama nel latte materno fornisce una potenziale fonte di esposizione a Hg del neonato. Conclusioni: l'accumulo di Hg da amalgama nei tessuti materni e fetali ha una progressione costante con l'avanzare della gravidanza. L'uso di amalgama dentale per otturazioni dentali in donne incinte e bambini dovrebbe essere riconsiderato.

articoli correlati: esposizione prenatale al mercurio

**Grandjean P, Weihe P, White RF, Debes F, Araki S, Yokoyama I, Murata K, Sorensen N, Dahl R, Jorgensen PJ, "Difetti di apprendimento in bambini di 7 anni con esposizione prenatale al metilmercurio", Neurotoxicol Teratol, 19(6):417-428, 1997
ABSTRACT
917 bambini, intorno all'età di 7 anni, (le cui madri avevano mangiato pesce contaminato da mercurio durante la gravidanza) sono stati sottoposti ad approfondita analisi comportamentale. I test neuropsicologici includevano: agilità in esercizi delle dita; coordinazione mano-occhio; tempo di reazione in un test di prestazione continua; test di intelligenza di Wechsler, analogie, capacità visiva di riarrangiare blocchi; test visuale-motorio di Gestalt; test dei nomi di Boston; test di apprendimento verbale californiano. L'esame clinico e neuropsicologico non ha rivelato alcuna evidente anomalia determinata dal mercurio. Sono risultate più marcate, però, disfunzioni neuropsicologiche relazionabili al mercurio nel campo del linguaggio, concentrazione e memoria, ed in misura minore nelle funzioni visivo- spaziali e motorie. Anche dopo aver escluso dall'analisi le madri con un livello di mercurio nei capelli superiore a 10 microgrammi, questo risultato veniva confermato. Gli effetti sulle funzioni del cervello associate con esposizione prenatale a metilmercurio perciò appaiono notevoli, e le prime disfunzioni sono rilevabili a livelli di esposizione attualmente considerati essere accettabili per la salute.
COMMENTO: La pubblicazione di questo noto studio delle Isole Faroe dovrebbe avere un impatto drammatico sulla valutazione dell'esposizione al mercurio dei nascituri. Ovviamente, l'effetto avverso non è rilevabile o manifesto alla nascita, ma viene dimostrato un impatto drammatico sulla qualità della vita degli individui colpiti. Dovremmo tenere a mente che il metilmercurio ed i vapori di mercurio sono le due forme di mercurio che facilmente penetrano le membrane cellulari e si accumulano nei tessuti dei nascituri. Il metilmercurio è derivato principalmente dal consumo di pesce  e cibo di mare, mentre il principale contributo dell'esposizione dell'uomo a vapori di mercurio viene dalle otturazioni dentali di amalgama.

**Newland MC; Warfinge K, Berlin M, "Conseguenze comportamentali dell'esposizione in-utero a vapori di mercurio", Toxicol Appl Pharmacol, 139(2):374-386, agosto 1996
ABSTRACT
L'esposizione in-utero a vapori di mercurio porta all'accumulo di mercurio nel cerebrum, ippocampo ed altre zone del sistema nervoso adibite alla funzione motoria e di apprendimento, ma poco è noto circa le conseguenze funzionali dell'esposizione prenatale. La prole di scimmie gravide esposte a 0.5 o 1.0 mg/m3 di vapori di mercurio durante gli ultimi 2/3 o più di gestazione sono stati studiati. Scimmie non esposte nate circa allo stesso tempo sono servite come gruppi di controllo. L'esposizione di una scimmia iniziò durante la terza settimana di gestazione (prima delle altre) e il comportamento di questa scimmia era così stravagante che non è stato possibile effettuare alcune prove.  Effetti a lungo termine dell'esposizione prenatale includevano instabilità nel test della leva, diminuzione delle prestazioni  in prestazioni continue, nonché anomalie durante gli esercizi. 
Le dosi considerate sono simili a quelle riportate in condizioni di esposizione professionale quando non sono rispettate strettamente le norme di igiene.

**Roeleveld N, Zielhuis GA, Gacreels F, "Bambini con ritardo mentale e professione dei genitori", Br J. Ind Med., 50(10): 945-954, ott. 1993
ABSTRACT
Sono stati intervistati i genitori di 306 bambini ritardati mentali e di 322 bambini del gruppo di controllo circa le loro attività professionali nel periodo di gravidanza. I dettagli della loro storia professionale sono stati registrati e confrontati con l'esposizione generata da due diverse matrici di esposizione professionale. Il risultato di tali interviste è stato che le percentuali d'incidenza relativa (PIR) significativamente elevate sono state trovate per l'esposizione delle madri durante la gravidanza a radiazioni (PIR=9.3), mercurio (PIR=8.7), solventi organici (PIR=1.7), cosmetici e colori per capelli (PIR=3.7), pitture (PIR=2.7), esaclorofene/ fenilfenolo (PIR=3.1), antibiotici (PIR=2.9) ed esposizione a macchine fotocopiatrici (PIR=3.0).

**Soedestrom S, Fredriksson A, Dencker L, Ebendal T, "L'effetto di vapore di mercurio sui neuroni colinergici nel cervello fetale: studi sul fattore di crescita nervoso ed i suoi ricettori", Brain Res Dev Brain Res., 85(1):96-108, marzo 1995
ABSTRACT
Gli effetti dei vapori di mercurio sulla produzione del fattore di crescita nervoso (FCN) durante lo sviluppo sono stati esaminati. Topi in gravidanza sono stati esposti a due diverse concentr4azioni di vapori di mercurio durante o i giorni embrionici 6-11 o 13-18. La concentrazione post-natale nel cervello andava da 1 ng/g di tessuto (gruppo dei giorni 6-11) a 11 ng/g (13-18). La concentrazione del FCN nel cervello basale frontale è risultata al 21esimo giorno essere diminuita del 50% rispetto a quella dei gruppo di controllo. Questi risultati suggeriscono che esposizione prenatale a bassi livelli di vapori di mercurio può alterare i livelli di FCN ed i suoi ricettori, indicazione questa di danno neuronale e disturbata regolazione trofica durante lo sviluppo.

** Vimy MJ, Hooper DE, King WW, Lorscheider FL, "Il mercurio dalle otturazioni dentali materne in pecore e latte materno umano. Una fonte di esposizione neonatale", Biol Trace Elem Res, feb 1997; 56(2):143-52              (BR54)
ABSTRACT (Department of Medicine, Faculty of Medicine, University of Calgary, Alberta, Canada)
L'assimilazione neonatale di mercurio (Hg) dal latte è stata esaminata in un modello di pecore incinte, sulle quali furono inserite otturazioni dentali di amalgama con mercurio marcato radioattivamente (Hg203). In uno studio parallelo, è stata anche esaminata la correlazione tra storia dentale e concentrazioni di Hg nel latte materno in 33 donne incinte. I risultati dagli studi animali mostrano che, durante la gravidanza, un primario sito fetale di accumulo di Hg da amalgama è il fegato e, dopo il parto, i reni dell'agnello, che riceve ulteriore Hg da amalgama dal latte materno. In donne durante l'allattamento l'escrezione di Hg nel latte materno e urine si correlava con il numero delle otturazioni dentali e i livelli di vapori di mercurio nell'aria intraorale. Se ne conclude che Hg viene trasferito al feto dalle otturazioni dentali materne attraverso la placenta, o attraverso la ghiandola mammaria nel latte ingerito dal neonato, ed infine nei suoi tessuti corporei. Vengono confrontati tali livelli con il livello minimo di rischio stabilito negli USA per esposizione adulta al mercurio. Questi risultati suggeriscono che l'inserimento o la rimozione delle otturazioni dentali di amalgama donne incinte o durante l'allattamento sottoporrà il feto e il neonato a rischi evitabili di esposizione al mercurio.

**Weiner J, Nylander, "Correlazione tra concentrazioni di mercurio negli organi umani e alcune variabili predittive", The Science of the Total Environment, 138(1-3) pp101-115, sett. 1993
ABSTRACT (National Board of Occupational Safety and Health, Solna, Sweden)
Campioni da diversi tessuti sono stati raccolti da autopsie di individui della comune popolazione dell'area di Stoccolma, in Svezia. I campioni sono stati analizzati relativamente al loro contenuto di mercurio totale usando la tecnica di attivazione neutronica radiochimica. Le concentrazioni medie di mercurio nella corteccia occipitale, muscoli addominali, ghiandola pituaria e corteccia renale sono risultate rispettivamente: 10.6 (2.4 - 28.7), 3.3 (0.9 - 5.4), 25.0 (6.3 - 77) e 229 (21.1 - 810) mcg/kg peso secco. I risultati hanno evidenziato un effetto del numero di otturazioni dentali di amalgama sulle concentrazioni di mercurio nella corteccia del lobo occipitale, muscoli addominali e ghiandola pituaria, ma non nella corteccia renale. Nella corteccia del lobo occipitale e nei muscoli addominali le concentrazioni di mercurio aumentavano con l'età. Nella corteccia renale le concentrazioni di mercurio diminuivano con l'età. Non è chiara la spiegazione di questo, ma potrebbe indicare una capacità di escrezione urinaria che si riduce con l'età. Abuso cronico di alcool fu associato con minori concentrazioni di mercurio nella corteccia occipitale.

** Weiner JA, "Una stima dell'assimilazione di mercurio da otturazioni di amalgama basata sull'escrezione urinaria di mercurio in individui svedesi", Sci Total Environ, giugno 1995, 168 (3):255-65   (BK18)
ABSTRACT (National Board of Occupational Safety and Health, Solna, Sweden)
Il mercurio è rilasciato da otturazioni di amalgama in diverse forme, cioè vapori elementari, ioni e in particelle sottili. Nonostante molte indagini c'è ancora una notevole incertezza riguardo l'assorbimento di tale mercurio. 
Le stime più recenti hanno valutato l'assorbimento polmonare di vapori di mercurio basandosi su misurazioni delle concentrazioni intraorali o nell'aria espirata. La possibilità di valutare l'assorbimento basandosi sui livelli di mercurio in un mezzo biologico che funzioni da indice ha ricevuto relativamente poca attenzione. Scopo di questo lavoro è di valutare l'assorbimento di mercurio da amalgama dentale basandosi sulle concentrazioni urinarie di mercurio. Abbiamo ricavato una stima media dell'assorbimento di mercurio da otturazioni di amalgama in individui svedesi, che è di 4-19 microgrammi/ giorno. Questo intervallo è stato ottenuto dopo una dettagliata stima delle incertezze nei dati usati e in base alle diverse assunzioni fatte.

**Weiner JA, Nylander M, "Aspetti dei rischi per la salute da parte del mercurio delle amalgami dentali", "Toxicology of metals", Lewis Publishers, 1994          (LO9)
SOMMARIO
Il mercurio è continuamente rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama. Oltre a questo continuo rilascio ci può essere una larga esposizione addizionale a seguito di trattamenti dentali che coinvolgano trapanatura di vecchie otturazioni di amalgama. Hg rilasciato da otturazioni di amalgama è assimilato nella forma di vapori nei polmoni e molto probabilmente anche nel tratto gastrointestinale. È distribuito a vari tessuti, tra cui il cervello e i reni. 
La distribuzione precisa ai diversi possibili tessuti target non è ancora ben nota però. C'è un gran numero di persone che sostengono di avere avuto problemi alla salute a causa delle loro otturazioni di amalgama. 
Purtroppo c'è stato un impegno limitato nel valutare tali casi a fondo. In assenza di studi approfonditi sui casi clinici, non si può certo affermare che il problema non sussista. Il confronto dei dati sul rilascio e assorbimento di Hg da otturazioni di amalgama con i dati disponibili da studi su animali ed esseri umani sulla tossicità di mercurio inorganico indica che il livello di esposizione a Hg da otturazioni di amalgama dovrebbe essere considerato seriamente. 
Una particolare attenzione dovrebbe essere data ai potenziali rischi di effetti sul feto. C'è poco dubbio sul fatto che siano più che motivate le raccomandazioni lanciate nel 1987 perché le donne incinte evitino trattamenti dentali che coinvolgano amalgama. Ne segue che la pratica dell'uso di amalgama come materiali per otturazioni dentali non può essere difesa sulla base della nozione che siano innocue, perché non c'è base per una tale affermazione, ma potrebbe eventualmente essere dibattuto, come succede per molti farmaci, che i benefici sono superiori agli svantaggi. Comunque, dati attualmente disponibili potrebbero non essere sufficienti per trarre delle conclusioni. 
Secondo noi, i pericoli potenziali delle otturazioni di mercurio siano stati grossolanamente trascurati. 
Un esempio di ciò è l'uso di amalgama di rame nell'odontoiatria pediatrica. Questo materiale odontoiatrico deve essere considerato un rischio per  la salute a causa del rilascio di metalli tossici superiore alle altre amalgami. Invece questo rilascio (invece di essere considerato un potenziale pericolo) era in passato considerato un vantaggio dal punto di vista del trattamento odontologico, poiché inibiva la crescita batterica e c'era quindi un rischio ridotto di carie secondarie. È sconcertante che un'ampia parte della popolazione nelle nazioni sviluppate sia esposta a sostanze tossiche da una categoria di prodotti che non sono stati per niente valutati dal punto di vista tossicologico. Sembra che lo stato legale per molti materiali usati in odontoiatria non richieda neanche una documentazione minima del contenuto e qualità dei componenti del prodotto usato. 
La differenza con i requisiti imposti sui farmaci è molto più che sorprendente; eppure molti materiali restorativi dentali hanno una diffusione nell'uso molto maggiore dei più comunemente usati farmaci.

** Willershausen-Zonnchen B, Simmermann M, Defregger A, Schramel P, Hamm G, "Il mercurio nella mucosa orale di pazienti con otturazioni di amalgama", Dtsch Med Wochenscher, 117 (46):1743-7, 13 nov. 1992             (AP34)
ABSTRACT (Poliklinik fur Zahnerhaltung und Parodontologie, Universitat Munchen)
Le concentrazioni di mercurio sono state misurate in campioni di mucosa orale presi durante chirurgia orale da 90 pazienti (53 uomini, 37 donne, età media 42 anni; 30 dei pazienti non avevano otturazioni di amalgama). 
Tredici pazienti con nessuna otturazione di alcun metallo avevano concentrazioni di mercurio di 118 ng / g di tessuto, e 17 pazienti con otturazioni di metalli preziosi che non fossero di amalgama avevano una concentrazione media di mercurio di 144 ng / g di tessuto. 17 pazienti con 1-3 otturazioni di amalgama avevano in media 1975 ng / g di tessuto e 26 pazienti con 3-6 otturazioni di amalgama avevano concentrazioni media di 1158 ng / g di tessuto. 17 pazienti con più di sei otturazioni di amalgama avevano concentrazioni medie di mercurio di 2302 ng / g di tessuto. Nonostante tali notevoli accumuli di mercurio nei tessuti orali, non c'era nessuna manifestazione clinica che facesse risalire a tale problema.

** Zamm AV, "Il mercurio dentale: un fattore che aggrava ed induce l'intolleranza chimica", J Orthomol Med 6 1991 67-77          (AC46b)
ABSTRACT
Individui che sono ipersensibili xenobioticamente a sostanze chimiche fanno parte di un sistema vivente "indicatore" che ci dà l'opportunità di identificare individui ipersensibili al mercurio. C'è uno spettro di intolleranze xenobiotiche nella popolazione generale che è una funzione, tra le altre cose, dello spettro di efficenza del sistema citocromo P-450, che esiste nella popolazione a seguito di uno spettro di polimorfismo genetico. Il mercurio dentale disattiva i gruppi tio, la cui funzione è la protezione del sistema citocromo P-450. Questa disattivazione e la conseguente perdita di protezione induce intolleranza xenobiotica in individui che sono già compromessi a causa di polimorfismo genetico e che sono più suscettibili da questo punto di vista. Questi individui compromessi esibiranno una varietà di sintomi eterogenei diagnosticamente difficili da interpretare. Il seguente è un piccolo campione di sintomi comuni che l'autore ha osservato che miglioravano quando le otturazioni dentali di mercurio venivano rimosse: affaticamento, mal di testa, disfunzioni del sistema nervoso centrale, sensazione di freddo ingiustificata, intolleranza allo zucchero, disturbi gastrointestinali, mialgia, artralgia, rinite, dermatite, asma e disfunzioni genitourinarie. Questi sintomi di intolleranza chimica spesso si sviluppano dopo che il mercurio dentale è stato inserito e scompaiono gradualmente dopo la rimozione delle otturazioni. Il periodo di tempo tra l'inserimento di amalgama e la comparsa dei sintomi e quello tra la rimozione e la remissione dei sintomi varia da individuo a individuo a seguito di  polimorfismo genetico.

**Zamm AV, "Terapia per la Candida Albicans: quando si può mettere la parola fine? Rimozione del mercurio dentale: un efficace elemento", J Orthomol Med 1 1986 260            (EE53)
ABSTRACT
La rimozione di otturazioni dentali di amalgama può dare grande sollievo a pazienti che soffrono di sindrome di sensibilizzazione a lievito apportando loro una migliore tolleranza a sostanze inalate, ingerite e accumuli tossici endogeni. Inoltre, la terapia con nistatina ed altre medicazioni anticandida possono essere ridotte e persino eliminate, in alcuni casi, a seguito della rimozione del mercurio dentale.

** Zamm AF, "La rimozione del mercurio dentale: spesso un efficace trattamento per il paziente ipersensibile", J Orthomolecular Med 5(53):138-142 (1990)          (AC46)
ABSTRACT
Questo studio comprende 22 pazienti che avevano sensibilità multiple gravi, in quanto erano estremamente intolleranti a particelle e vapori inalati, cibi e sostanze chimiche ingerite, e lievito endogeno quale proliferazione di Candida albicans. La rimozione delle otturazioni dentali di amalgama risultò essere il metodo singolo più efficace per migliorare la salute di questi pazienti dopo che altri metodi erano stati avviati, cioè escludere cibo cui c'era intolleranza, migliorare la qualità del cibo, terapia di iposensibilizzazione.

** Zamm AV, "Tossicità da mercurio non riconosciuta (letter, comment)", Ann Allergy 66 1991 354; Comment on: Katsunuma T et al "Exercise- induced anaphylaxis: improvement after removal of amalgam in dental caries", Ann Allergy 64 1990 472-5 (BC35)
“Quando le allergie sono il risultato di due carichi fisiologici per ottenere la guarigione bisogna rimuovere uno di questi due allergeni, in particolare quello innescante endogeno. È la mia esperienza clinica che la rimozione di amalgama dentale è la misura terapeutica singola nel trattare pazienti con croniche condizioni allergiche recalcitranti che non avevano ottenuto altrimenti risultati con una varietà di altri metodi. Indizi di casi di intossicazione da mercurio in questo studio includono la comparsa dei sintomi dopo l‘inserimento di amalgama dentale nei denti dei bambini seguita da un miglioramento dopo la rimozione dell’amalgama. In alcuni casi per avere miglioramenti marcati ci possono volere mesi o più, a secondo del carico totale di mercurio al quale il paziente è stato soggetto. Questa è una funzione del numero di otturazioni, la loro estensione totale, la duirata di tempo che sono stati nei denti e la presenza di due o più metalli in presenza di acidità nel cavo orale, cosa che produce un effetto batteria”.

**Zander, D; Ewers U, Freier I, Brockhaus A, "Studi sulla esposizione umana al mercurio. 3: mobilizzazione con DMPS di mercurio in individui con e senza otturazioni di amalgama", Zentrablatt Fur Hygiene und Umweltmedizin, 192:5, feb 1992, p447-54
 ABSTRACT (Medizinischen Institut fur Umwelthygiene, Heinrich-Heine-Universitat Dusseldorf)
È stata determinata l'escrezione urinaria di mercurio (nelle  24 ore) in 29 individui prima e dopo la somministrazione di DMPS (2.3-dimercapto-1-propane sulfonic acid, 300 mg per os). Un aumento di 6-7 volte di escrezione di mercurio è stato notato dopo la somministrazione di DMPS. Individui con otturazioni di amalgama espellevano significativamente più mercurio sia prima che dopo la somministrazione di DMPS rispetto ad individui senza otturazioni di amalgama. L'escrezione urinaria di mercurio si correlava significativamente al numero di otturazioni di amalgama. Circa il 50% del mercurio urinario può essere spiegato dall'entità delle otturazioni di amalgama. 
I risultati mostrano che, per i portatori di amalgama, il rilascio di mercurio da otturazioni di amalgama rappresentano la principale fonte di esposizione al mercurio.

** Ziff MF, "Effetti secondari documentati dell'amalgama dentale", Adv Dent Res, sett. 1992, v.6, 131-4                   (AX2)
ABSTRACT
Poiché tutti i materiali per otturazioni dentali sono sostanze estranee, il loro potenziale nel produrre effetti avversi per la salute è determinato dalla loro relativa tossicità e biodisponibilità, nonché dalla suscettibilità individuale. Effetti avversi per la salute alle otturazioni dentali possono essere locali nel cavo orale o sistemici, a secondo della capacità dei componenti rilasciati di entrare nell'organismo e, in questo caso, della loro percentuale di assorbimento. La comunità medico- scientifica concorda ora sul fatto che pazienti con otturazioni dentali di amalgama sono esposti cronicamente al mercurio, che l'assorbimento medio giornaliero di mercurio da otturazione di amalgama è tra i 3 e i 17 microgrammi al giorno, e che l'assorbimento di mercurio da amalgama è in media 1.25- 6.5 volte quella da fonti alimentari (Organizzazione mondiale della Sanità, 1991).
Le implicazioni per la salute di questa esposizione cronica al mercurio sta ora venendo indagata da numerosi gruppi di ricercatori medici.    

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