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ABSTRACT
in ordine alfabetico - vedi:
Materiali Dentari e denti tossici
A
Abraham
JE, Svare CW, Frank CW, “L’effetto delle
sostituzioni dell’amalgama dentale sui livelli di mercurio nel
sangue”, J. Dent Res 63(1): 71-73 (1984)
ABSTRACT
Sono
stati misurati i livelli di
mercurio
nel sangue e nell’area intraorale,
prima e dopo aver masticato della gomma, in 47 persone con otturazioni
dentali di amalgama e in 14 persone senza. Sono stati sottoposti ad
entrambi i gruppi questionari per circoscrivere eventuali fonti esterne di
esposizione al mercurio. Le differenze dei livelli di mercurio nell’area
intraorale prima e dopo aver masticato erano statisticamente rilevanti nel
gruppo con gli amalgami, ma non nel gruppo senza amalgami.
L’analisi dei
dati dei questionari indicava che si era verificata nei due gruppi
un’esposizione esterna minima o nulla.
Le concentrazioni di mercurio nel sangue erano direttamente
proporzionali con il numero e la superficie delle sostituzioni delle
amalgami ed erano significativamente più basse nel gruppo senza amalgami
dentali.
*
Aposhian HV, Bruce DC, Alter W, Dart RC, Hurlbut KM, Aposhian MM, “Il
mercurio nelle urine dopo la somministrazione di DMPS: correlazione con la
quantità di amalgami nei denti”, FASEB Journal; 6 (7) p2472-2476 aprile
1992 (AL28)
ABSTRACT
(Università di Arizona, Dipartimento di biologia molecolare e cellulare,
Tucson)
C’è una considerevole controversia riguardo al
fatto che gli amalgami dentali
possano avere degli effetti sistematici sugli esseri umani a causa del
loro rilascio di mercurio. La maggior parte di queste amalgami contiene
fino al 50% di mercurio metallico. Per determinare l’effetto dannoso
delle amalgami dentali sul corpo umano abbiamo dato a dei volontari con e
senza amalgami sale sodico dell'acido 2,3- dimercaptopropane-1-sulfonic (DMPS),
un agente chelante usato per molti anni senza precauzioni in Unione
Sovietica e nella Germania Occidentale. I diametri delle amalgami di
questi soggetti sono stati misurati per ottenere una scala. La
somministrazione di 300 mg di DMPS per via orale aumentava l’escrezione
di mercurio dalle urine del gruppo degli individui con amalgami da 0,70 a
17,2 microgrammi e quella del gruppo senza amalgami da 0,27 a 5,1
microgrammi nell’arco di 9 ore. I due terzi di mercurio contenuto nelle
urine degli individui con amalgami risulta essere derivato dai vapori di
mercurio rilasciati dalle amalgami stesse.
Le analisi della regressione lineare indicano una correlazione altamente significativa tra il mercurio rilasciato
nelle urine 2 ore dopo la somministrazione di DMPS e la scala delle
misurazioni delle amalgami. Il DMPS può essere usato per aumentare
l’escrezione urinaria di mercurio e per convalidare così questo metodo
di misurazioni dei danni da esposizione di mercurio, soprattutto in caso
di micromercurismo.
Aposhian
HV, “Mobilitazione di mercurio e arsenico nell’uomo con DMPS
sodico”, Environ Healt Perspect., 106(S4): 1017-25, agosto 1998
ABSTRACT
(Università di Arizona, Dpt. di Biologia Molecolare e Cellulare, Tucson)
Il
sodio 2,3-dimercapto-1-propane sulfonato (DMPS, Dimaval) è un agente
chelante idrosolubile che può essere somministrato per via orale o
sistemicamente ed è stato usato per curare l’intossicazione da metalli
fin dagli anni 60, nell’ex Unione Sovietica e dal 1978 in Germania. Per
determinare più approssimativamente i danni da Hg e da As
sull’organismo umano sono stati sviluppati test in cui si facevano
interagire DMPS e Hg e poi DMPS e As. I test includono la raccolta di
urine durante la notte, somministrando 300 mg di DMPS e raccogliendo la
urine in un lasso di tempo da 0 a 6 ore dal momento della
somministrazione, per poi determinare il mercurio nelle urine prima e dopo
la somministrazione di DMPS. Questi test di reazione, applicati a studenti
universitari volontari con e senza sostituzione delle amalgami, indicano
che i 2/3 dell’Hg contenuto nelle urine dopo la somministrazione di DMPS
erano originati dalle loro amalgami. Inoltre c’era una correlazione
direttamente proporzionale tra la quantità di amalgama (la misura
della superficie delle amalgami) e l’Hg presente nelle urine dopo il
test di reazione. Quando il test di reazione tra DMPS e Hg è stato usato
per studiare il personale dentistico esposto per lavoro al mercurio,
l’escrezione di mercurio nelle urine era 88, 49 e 35 volte maggiore dopo
la somministrazione di DMPS rispettivamente in 10 tecnici dentisti, 5
odontoiatri e 13 impiegati tra il personale non qualificato. Il DMPS è
stato anche usato per determinare i danni nell’organismo di persone che
avevano bevuto acqua contenente 600 mcg di As/litro.
*
Aronsson AM, Lind B, Nylander M, Nordberg M, "Amalgama dentale e
mercurio", Biol Metals 2:25-30 (1989) (AE41)
ABSTRACT
(Department of Environmental Hygiene, Karolinska Institute, Stockholm,
Sweden)
Sono
state misurate le concentrazioni di mercurio nell'aria intraorale e nelle
urine.
La concentrazione intraorale basale di mercurio era compresa, per le 27
donne esaminate, tra 0.6 e 10.4 ug/m3 (valore medio 4.3 ug/m3). Questo
corrisponde al rilascio di 0,02-0.38 ng/s (valore medio 0.16 ng/s). Nelle
urine la concentrazione di mercurio andava da 0.8 a 6.9 mcg/g di
creatinina (valore medio 1.9 mcg/g di creatinina). Entrambi i dati su
vapori intraorali e urine si correlavano significativamente con il numero
totale di aree dentali con amalgami. I valori di proteine nel sangue
indicavano l'assenza di danno renale.
Le concentrazioni massime di vapori di mercurio nell'aria intraorale per
le 27 donne dopo aver masticato per 5 minuti andava da 2 a 60 ug Hg/m3 (valore
medio 19 mcg Hg/m3). Questo corrisponde a 0.07-2.20 ng Hg/s e ad un valore
medio di 0.70 ng Hg/s.
*
Arvidson B; Arvidsson J; Johansson K, “Mercurio che si deposita nei
neuroni dei gangli trigeminali dopo l’immissione di amalgama nei denti
dei topi”, Biometals; 7(3) p261-263, 1994 (BD24)
ABSTRACT
Un’otturazione
di mercurio è stata inserita nel primo molare superiore di 12 topi che
sono stati uccisi dopo 9 mesi. Sezioni di tessuto da gangli trigeminali e
dal tronco cerebrale sono stati successivamente esaminati con una tecnica
istochimica molto sensibile per rilevare l’accumulo di mercurio.
All’interno dei gangli trigeminali, sono stati ritrovati depositi di
mercurio nelle cellule nervose in 7 topi su 12, mentre non è stato
trovato mercurio nelle sezioni del tronco cerebrale.
È stato discusso il meccanismo responsabile dell’accumulo di mercurio
nei gangli trigeminali.
B
Barregard
L, Sallsten G, Blohm, Haglind P, "Cadmio, mercurio e piombo nella
corteccia renale della popolazione svedese", Environ Health Perspect,
nov. 1999; 107(11):867-871
ABSTRACT
Cadmio,
mercurio e concentrazioni di piombo sono stati individuati nelle biopsie
di cortecce renali congelate prese da 36 donatori svedesi (18 uomini, 18
donne) con reni sani, dai 30 ai 71 anni di età (in media 53 anni). E’
stato possibile ottenere da 27 di questi donatori informazioni
sull’occupazione, uso di sigarette, presenza di amalgami dentali e
consumo di pesce. I campioni (in media 0,74 mg di peso a secco) sono stati
analizzati usando una spettrometria di massa di plasma induttivamente
accoppiato, e i risultati sono stati convertiti nelle rispettive
concentrazioni di peso in condizioni di umidità. La media del Cd nei reni
era di 17 mcg/g ( intervallo di confidenza del 95%, 14-23 mcg/g) con
risultati simili sia negli uomini che nelle donne. In 10 accaniti
fumatori, la media del Cd nei reni era di 24 mcg/g, e in 12 che non
avevano mai fumato era di 17 mcg/g. La media di Hg nei reni era di 0,29
mcg/g, con livelli più alti nelle donne (con la media di 0,54 mcg/g)
rispetto agli uomini (in media 0,16 mcg/g). Individui con amalgami
dentali avevano un valore di Hg nei reni più alto (in media 0,47 mcg/g,
n=20) rispetto a quelli senza amalgami (in media 0,15 mcg/g, n=6). Quasi
metà dei campioni avevano il Pb nel fegato al di sotto dei limiti
percepibili. La media di Pb nei reni è stata stimata 0,14 mcg/g. Questo
è il primo studio sui metalli pesanti sulla corteccia renale di soggetti
in vita e sani, e i risultati sono relativamente simili a quelli dei pochi
studi precedenti sulle autopsie, sottolineando che i risultati delle
autopsie non sono seriamente in relazione con la concentrazione di metalli
nei reni della popolazione. Le concentrazioni di Cd in quelli che non
avevano mai fumato erano relativamente alte, indicando una considerevole
assunzione di Cd dalle abitudini alimentari svedesi. L’effetto delle
amalgami dentali sul Hg nei reni era come previsto, invece non è chiara
la ragione della differenza nei livelli di Pb tra uomini e donne.
*
Barregård L, Sällsten G, Järvholm B, "Individui con elevata
esposizione al mercurio delle proprie otturazioni di amalgama", Occup
Environ Med 52 (2) :124-128 (1995) (BB12)
ABSTRACT
(Department of Occupational Medicine, Sahlgrenska University Hospital,
Goteborg, Sweden):
Sono
descritti 3 casi clinici. Questi sono confrontati con la distribuzione di
escrezione urinaria di mercurio (Hg) della popolazione determinata in
altri studi. Risultati: nei 3 casi esaminati c'era una eliminazione di
23-60 mcg di Hg/giorno (25-54 mcg/g creatinina), corrispondente ad
un'assimilazione giornaliera di 100 mcg di Hg. I livelli di Hg nel sangue
era di 12-23 mcg/l, valore che è 5-10 volte superiore alla media della
popolazione svedese. Non furono identificate altre fonti di esposizione e
la rimozione delle otturazioni di amalgama portò alla normalizzazione
delle concentrazioni di Hg. La masticazione di gomma e il bruxismo erano
probabilmente le ragioni per la maggiore esposizione a Hg. Conclusioni:
sebbene in media l'assorbimento di mercurio da otturazioni dentali di
amalgama è basso, ci sono notevoli differenze tra persone e persone;
alcuni individui hanno un elevato assorbimento di mercurio dalle proprie
otturazioni di amalgama.
*
Begerow J, Zander D, Freier I, Dunemann L, "Espulsione a lungo
termine del mercurio nelle urine dopo la rimozione delle otturazioni di
mercurio", Int Arch Occup Health 66:209-212 (1994)
(AY49)
ABSTRACT
(Medizinisches Institut fur Umwelthygiene, Dusseldorf, Germany)
L'escrezione
urinaria di mercurio è stata determinata in 17 pazienti (età: 28-55)
prima e dopo la rimozione di tutte le otturazioni di amalgama (da 4 a 24).
Prima della rimozione, l'escrezione di
mercurio nelle urine si correlava con il numero di otturazioni di
amalgama. Nella fase immediatamente post-rimozione (fino a sei giorni dopo
la rimozione) è stato osservato un aumento medio del 30%. Entro 12 mesi
l'escrezione di mercurio si era ridotta di 5 volte,
da 1.44 mcg/g (range: 0.57-4.38 mcg/g) a 0.36 mcg/g (range: 0.13-0.88 mcg/g).
Dopo la fine dell'esposizione alle amalgami dentali l'emivita urinaria è
stata di 95 giorni. 12 mesi dopo la rimozione di amalgama tutti i
partecipanti mostrarono valori decisamente diminuiti di mercurio urinario,
valori che erano diventati simili a quelli di individui che non avevano
mai avuto otturazioni di amalgama. Questi risultati mostrano che il
rilascio di mercurio dalle amalgami dentali contribuisce grandemente
all'esposizione al mercurio in persone non esposte professionalmente.
L'esposizione da otturazioni di mercurio infatti è maggiore
dell'esposizione da altre fonti quali il cibo, l'aria e liquidi da bere.
Berglund
F, "150 anni di amalgama dentale. Rapporti di casi nell’arco di 150
anni sugli effetti sfavorevoli dell’amalgama.
Relazione
sull'avvelenamento da mercurio", Bio-Probe, Inc. Orlando, Florida
1995. (ISBN 0-9410011-14-3)
ABSTRACT
L’amalgama
dentale consiste in un miscuglio di mercurio metallico con una lega in
polvere di argento, stagno, rame e zinco. L’amalgama libera
continuamente mercurio. Sono stati analizzati rapporti su 245 pazienti con
amalgami che sono stati pubblicati su giornali scientifici nell’arco di
150 anni, dal 1844 al 1933. È stata documentata l’esposizione su
riparazioni dentali con amalgama e varie leghe metalliche. Sono stati
analizzati sintomi, test immunologici, trattamenti dentali e conseguenze.
Una tavola riassuntiva paragona i sintomi con quelli del caso riportato da
Kussmanl tra lavoratori di specchi del 1861.
RISULTATI. Quasi tutti i
sintomi in pazienti con amalgama furono già denunciati nel XIX sec. E la
maggior parte concordano con quelli per avvelenamento cronico da mercurio.
Test epicutanei sulla pelle in pazienti con sintomi sulla pelle sono
risultati positivi al mercurio o, in alcuni casi, all’argento o al rame.
La rimozione dell’amalgama è stata la misura comune che ha portato a un
miglioramento o alla cura.
CONCLUSIONI.
Tre meccanismi patogeni prevalgono:
1) una tossicità da mercurio legata alla dose;
2)
l’immunologico (immunosoppressione, autoimmunità, 1-4 tipi di
ipersensitività);
3)
l’elettrogalvanico, tra gli altri per leucoplachie e lichene orale. La
guarigione dopo la rimozione dell’amalgama è spesso incompleta.
Questo
avviene anche in caso di avvelenamento da mercurio sul lavoro. L’uso
dell’amalgama per restauri dentali provoca un inaccettabile rischio di
malattia cronica e sofferenza.
Berglund
F, Elinder G, "Trombocitopenia in due bambini dopo l’inserimento di
amalgami nei denti da latte", Sammanfattningar, Svenska
Läkarsällskapets,
Riksstämma 27-29 nov 1991
“Una
bambina di 9 anni in Oskarshamn si ammalò dopo 2 mesi dall’inserimento
di un’amalgama in un dente da latte, con petecchie sulle gambe e gengive
sanguinanti. I trombociti inizialmente 15x19(9)/l rapidamente scesero a
2,1x10(9)/l. La microspia del midollo osseo mostrava megacariociti piccoli
e immaturi. 60mg di prednisolone fu somministrato per quattro giorni, poi
20mg al giorno e interrotto dopo tre settimane. I trombociti allora
aumentarono nell’arco di tre mesi da 43 fino a circa 200x10(9)/l.
Durante questo tempo la bambina aveva perso i suoi denti da latte con
l’amalgama. La madre aveva 16 amalgami di varia grandezza e 4 capsule
d’oro. Soffriva di dolori alle articolazioni, stanchezza freddo e avevo
allattato la bambina per 7 mesi.
A un bambino nato nel 1979 venne inserita un’amalgama in un dente da
latte nel1982, a dicembre dell’83 si fece dei lividi e i trombociti
erano 23x10(9)/l. Chiaramente positivo il test di Coombs. Inizialmente
trattato con cortisone e Imurel.
Dopo un paio di mesi solo Imurel fino al
1991. Il dente cadde a gennaio ’91 e fu analizzato.
Il ragazzo ora sta bene. La madre ha amalgami in tutti i molari e
premolari, con sapore metallico dal 1986 circa. Ha allattato il figlio per
due mesi. Topi esposti a mercurio gassoso accumulano mercurio anche nel
midollo osseo. La storia dentale, sia della madre che del figlio, dovrebbe
essere parte di una valutazione dell’anamnesi.
Articolo
correlato: mercurio e trombocitopenìa
Fuortes
LJ, Weismann DN, Peters C, "Trombocitopenia autoimmune ed
avvelenamento da mercurio elementare", J Toxicol Clin Toxicol
33(5):449-455 (1995)
ABSTRACT
Tre
casi di grave tossicità al mercurio verificatisi all'interno di una
famiglia. Due casi di trombocitopenìa si sono verificati in questa
famiglia e rappresentano il secondo importante resoconto di
un'associazione tra tossicità da mercurio e trombocitopenìa. Tre dei
bambini si sono presentati con una combinazione di manifestazioni
dermatologiche e neurologiche che richiamano l'acrodinia o "malattia
rosa". Ciascuno dei 4 bambini in questa famiglia era stato curato con
acido dimercaptosuccinico. Sono stati descritti i rischi nell'usare
l'aspirapolvere nei casi di perdite di mercurio e le appropriate procedure
di pulizia.
Berglund A, Molin M, "Livelli di mercurio nel
plasma e nelle urine dopo la rimozione di tutte
gli amalgami: gli effetti dell’uso della diga di
gomma", Dent Mater, sett. 1997; 13(5):297-304
ABSTRACT
(Dpt. Dental Materials Science, Umea University, Sweden)
Scopo del presente studio è stato di determinare
se la rimozione di tutti i restauri di amalgama
può significativamente influenzare i livelli di
mercurio nel plasma e nelle urine e se l’uso di
diga di gomma può ridurre l’esposizione del
paziente al mercurio durante la rimozione
dell’amalgama. Tutti i restauri di amalgama sono
stati rimossi da 18 soggetti durante un singolo
trattamento in cui è stata usata la diga di
gomma, e da 10 soggetti in cui non è stata
usata. Tutte gli amalgami sono state rimosse
dallo stesso dentista usando un taglio
velocissimo, acqua refrigerante ed evacuazione
ad alto volume. I livelli di mercurio nel plasma
e nelle urine sono stati entrambi analizzati
prima e durante i successivi 20 mesi dopo la
rimozione delle amalgami. Allo scopo di
determinare se la rimozione di tutte gli amalgami può causare una larga
esposizione sufficiente per una crescita considerevole dei livelli di
mercurio e di determinare se la rimozione se la rimozione può portare ad
una considerevole diminuzione dei livelli di mercurio trovati durante il
periodo fissato, è stato usato il t-test accoppiato degli Studenti. Per
ogni individuo i livelli di prima della rimozione sono stati paragonati
con entrambi i livelli trovati nel plasma e nelle urine, ed anche con i
livelli trovati dopo la rimozione. Per di più, allo scopo di esaminare se
l’uso di protezioni di gomma ha degli effetti sui livelli di mercurio
trovati dopo la rimozione, i cambiamenti dei livelli di mercurio trovati
sono stati confrontati tra i gruppi usando il Wilcoxon-Mann-Whitney test.
RISULTATI: Dopo la rimozione di tutte gli
amalgami solo il gruppo senza protezioni con
diga di gomma ha mostrato una considerevole
crescita nei livelli di mercurio trovati nel
plasma e urine. Ma, un anno dopo, i livelli di
mercurio nel plasma e nelle urine sono scesi
molto al di sotto dei livelli di prima della
rimozione per entrambi i gruppi. Quando i
cambiamenti dei livelli di mercurio trovati sono
stati confrontati tra i gruppi, il gruppo senza
protezioni di gomma ha mostrato una crescita
molto più alta di mercurio nel plasma rispetto
al gruppo con la protezione il giorno dopo la
rimozione. Rispetto ai livelli di mercurio di
prima della rimozione nel plasma e nelle urine,
i livelli trovati dopo la rimozione di tutte gli amalgami sono stati in media 52+/-23% (variazione 4-89%), più
bassi nel plasma e 76+/-21% (variazione 20-94%) più bassi nelle urine.
Lo studio ha mostrato che l’amalgama dentale ha
avuto un impatto statisticamente considerevole
sui livelli di mercurio trovati nel plasma e
nelle urine nei pazienti esaminati, e che l’uso
di una protezione di gomma durante la rimozione
di tutte gli amalgami ha prodotto un
considerevole picco di mercurio nel plasma dopo la rimozione.
*
Bjorkman L; Lind B, "Fattori che influenzano il tasso di evaporazione
di mercurio da amalgami dentali", Scandinavian Journal of Dental
Research; 100 (6) 354-360 1992 (BB18)
ABSTRACT
(Department of Environmental Hygiene, Karolinska Institutet,
Stockholm, Sweden)
Questi
fattori sono stati studiati in 11 volontari. L’aria è stata tratta
dalla cavità orale per un minuto e continuamente analizzata con un
rilevatore di mercurio. In 6 volontari il tasso di evaporazione medio è
stato 0,1mg Hg/s, variazione 0,09-1,3mg Hg/s. Dopo cinque minuti di
masticazione di gomma il più alto tasso di evaporazione è stato 2,7mg
Hg/s. Masticare cera di paraffina ha provocato solo un piccolo aumento del
tasso di evaporazione. Il campionamento con diverse imboccature e a bocca
chiusa è stato messo a confronto con il campionamento a bocca aperta con
un sottile tubo di plastica. Si è scoperto che il secondo metodo potrebbe
dare origine a valori più bassi per alcuni volontari dovuti alla
contemporanea respirazione attraverso la bocca. Dopo aver inserito nella
bocca particolari coperture di plastica sui denti, l’evaporazione
intraorale di mercurio è scesa immediatamente dell’89-100% dei livelli
precedenti.
Questa tecnica potrebbe essere usata per scoprire l’evaporazione di
mercurio dalle singole amalgami o per ridurre la concentrazione di vapore
di mercurio intraorale. Sciacquare la bocca con acqua riscaldata per un
minuto ha aumentato il basso tasso di evaporazione di un fattore di 1.7
quando la temperatura dell’acqua è aumentata da 35°C a 45°C.
**
Björkman L, Sandborgh-Englund G, Ekstrand J, "Mercurio nella saliva
e nelle feci dopo la rimozione dell’amalgama", Toxicol Appl
Pharmacol 144 1997 156-162 (BR39)
ABSTRACT
(Department of Basic Oral Sciences, Karolinska Institutet, Stockholm,
Sweden)
Le conseguenze tossicologiche dell’esposizione
al mercurio da amalgami dentali è una questione
di dibattito in molti paesi. Lo scopo di questo
studio è stato di ottenere dati sulle
concentrazioni di Hg nella saliva e nelle feci
prima e dopo la rimozione di amalgami dentali.
Sono state determinate anche le concentrazioni
di Hg nelle urine, sangue e plasma. A dieci
soggetti sono state rimosse tutte gli amalgami in una sola sessione
dentale. Prima della rimozione, la concentrazione media di Hg nelle feci
era di dieci volte più alta che in campioni di un gruppo di riferimento
di 10 individui senza amalgami (2.7 contro gli 0.23 micromol Hg/kg di peso
a secco, p<0,001).
Un
aumento considerevole della concentrazione di Hg nelle feci due giorni
dopo la rimozione dell’amalgama (in media 280 mumol Hg/kg di peso
asciutto) fu seguito da una significativa diminuzione.
60
giorni dopo la rimozione la concentrazione media di Hg era ancora un po’
più alta che negli individui del gruppo di riferimento. Nel plasma, la
concentrazione media di Hg era di 4nmol/litro. Due giorni dopo la
rimozione la concentrazione media di Hg nel plasma è aumentata a
5nmol/litro e diminuita successivamente a 1,3nmol/litro dal sessantesimo
giorno. Nella saliva c’era una diminuzione esponenziale nella
concentrazione dell’Hg durante le prime due settimane dopo la rimozione
dell’amalgama (t 1/2 = 1,8 giorni). Se ne conclude che le otturazioni
d’amalgami sono una fonte significativa di Hg nella saliva e nelle feci.
I livelli di Hg in tutti i casi decrescono considerevolmente dopo la
rimozione dell’amalgama. L’assorbimento di mercurio dell’amalgama
nel tratto GI in concomitanza con la rimozione dell’otturazione di
amalgama sembra essere basso.
**
Blumer W, "Tossicità del mercurio e otturazione dentale
d’amalgama", Journal of Advancement in Medicine, v.11, n.3, Fall
1998, p.219 (CB52)
ABSTRACT
Precedenti
rapporti hanno rivelato che il mercurio da otturazione dentale
d’amalgama si deposita nei tessuti, principalmente nel cervello, nel
fegato e nei reni. A basse dosi, per un lungo periodo di tempo, il
mercurio produce sintomi non-specifici nel sistema nervoso centrale, che
includono irritabilità, insonnia, ansia, emicrania, fatica, depressione,
tremore e vertigini. Ai pazienti affetti da sintomi cronici del sistema
nervoso furono somministrati 100mg/settimana di DMPS, combinati con
100mcg/giorno di selenio. Fu misurata la concentrazione di mercurio
urinario, che fu inizialmente alta ma decrebbe con il tempo e migliorò i
sintomi nei pazienti. I nostri risultati sono che l’avvelenamento da
mercurio indotto dall’amalgama è una causa frequente di sintomi del
sistema nervoso centrale e che questa causa può essere rivelata dal test
di confronto del DMPS.
*
Boyd ND, Benediktsson H, Vimy MJ, Hooper DE, Lorscheider FL, "Il
mercurio da otturazioni dentali d’argento danneggia la funzione renale
di pecore", Am J Physiol 261 1991 R1010-1014 (AK30)
ABSTRACT
Nella
popolazione vapori di Hg sono rilasciati dalle otturazioni di amalgama
d’argento che contengono il 50% in peso di Hg. Studi precedenti mostrano
che quando 12 di queste otturazioni sono impiantate in denti di pecora, i
reni degli animali tendono a concentrare Hg da amalgama a livelli che
variano da 5 a 10mcg Hg/g di tessuto renale 4-20 settimane dopo
l’inserimento. In questo studio le otturazioni occlusali (12, in totale
5100mg) furono impiantate in ognuna delle sei pecore femmine adulte sotto
anestesia generale, usando procedure dentali standard. Otturazioni dentali
di vetroionomero (12) furono inserite in due pecore di controllo. Diversi
giorni prima dell’operazione dentale, 30 e 60 giorni dopo l’impianto
dell’otturazione, fu valutata la funzionalità renale in base al test di
normalizzazione dell’inulina del plasma e in base agli elettroliti
dell’urina e del plasma, oltre che all’urea e le proteine. Un tasso
ordinario della normalizzazione dell’inulina del sangue di 69.5+/-7.2
ml/min prima dell’impianto dell’amalgama fu ridotto a 32.3+/-8.1
ml/min
in 30 giorni e rimase basso a 27.9+/-8.7 ml/min dopo 60 giorni. La
normalizzazione dell’inulina non cambiava nei controlli. Dopo
l’inserimento dell’amalgama la concentrazione delle albumine
dell’urina diminuì da 93.0+/-20.5 a 30.1+7-25.3 mg/l e le
concentrazioni di Na+ dell’urina aumentò costantemente da 24.8+/-7.7 a
82.2+/-20.3 mmoli/L in 60 giorni. Le concentrazioni di K+, urea,
gamma-glutamil transpeptidasi, fosfatasi alcalina, e delle proteine totali
nell’urina non cambiò in modo significativo tra 0 e 60 giorni. I
livelli di Na+, K+, urea e albumina del plasma rimasero inalterati tra 0 e
60 giorni dopo l’impianto dell’amalgama. L’istologia renale rimase
normale negli animali trattati con amalgami. Si è concluso che i livelli
di Hg d’amalgama nel rene sono sufficienti a ridurre significativamente
il tasso della normalizzazione dell’inulina per mezzo di meccanismi non
definiti e che le configurazioni dell’elettrolita nell’urina sono
collegati all’indebolito riassorbimento tubulare dei reni.
Boyer
DB, "Vaporizzazione del mercurio da amalgama dentale corrosa",
Dent Mater 4:89-93 (1988)
ABSTRACT
Lo
scopo di questo studio era di determinare l’effetto in vitro della
corrosione e dell’invecchiamento sull’emissione di vapore di mercurio
di amalgama dentale. Elettrodi d’amalgama furono preparati a partire da
leghe convenzionali e rame puro mescolati e furono invecchiati per una
settimana a 22°C o a 60°C per accelerare l’invecchiamento.
L’emissione di vapori di mercurio fu misurata con un dispositivo di
controllo del mercurio, LCD, dopo l’abrasione. I campioni furono corrosi
da una polarizzazione anodica con una soluzione di Ringer e l’emissione
di mercurio fu rimisurato. L’emissione di vapore di mercurio diminuì in
modo esponenziale dopo l’abrasione delle amalgami seguendo lo stesso
tasso dell’ossidazione dei metalli a bassa temperatura. Ci fu
successivamente un marcato aumento nelle quantità di mercurio emesso dai
campioni corrosi quando furono abrasi. L’invecchiamento accelerato delle
amalgami a 60°C ebbe come conseguenza una più grande resistenza alla
corrosione e minore emissione di mercurio dei campioni corrosi.
L’amalgama convenzionale emise meno vapore di mercurio rispetto
all’amalgama di rame puro senza considerare se i campioni erano corrosi
sperimentalmente o non corrosi. Un campione di amalgama convenzionale
corrosa clinicamente, produsse una quantità di emissione più grande di
vapore di mercurio.
Brune
D, "Corrosione di amalgami", Scand J Dent Res, dic. 1981;
89(6):506-14
ABSTRACT
È
stato misurato il rilascio di rame, mercurio, argento, stagno o zinco
delle amalgami convenzionali, a fase dispersa e sferiche contenenti rame
puro immerse in una soluzione di saliva artificiale per un periodo fino a
30 giorni è stato misurato usando tecniche a tracciante nucleare. Durante
la corrosione iniziale, cioè entro poche ore, si trovò che erano
presenti quantità notevoli di mercurio nel materiale particolato nei tre
tipi di amalgami. Il rilascio di materiale particolato era marcato per
quanto riguarda il tipo di amalgama a fase dispersa. Dopo circa 30 giorni,
si scoprì che le corrosioni elettrochimiche erano il processo
predominante nel rilascio dei vari prodotti di corrosione. Fu dimostrato
che lo zinco era il maggior prodotto di corrosione rilasciato nelle
soluzioni di saliva artificiale da parte sia delle amalgami convenzionali
che da quelle a fase dispersa. A causa dei bassi livelli radioattivi
l’argento e lo stagno non potettero essere analizzati quantitativamente.
Tuttavia, i limiti superiori dell’argento e dello stagno nelle soluzioni
di saliva artificiale riferiti a periodi di esposizione fino a 30 giorni
furono stimati a 0.1 microgrammi e a 25 microgrammi rispettivamente. È
stato valutato lo stato chimico dei vari prodotti di corrosione. La
deposizione di CuCl2 x3Cu (OH)2 sulle superfici delle amalgami ad alto
tenore di rame fu osservata conformemente all’analisi di diffrazione dei
raggi X.
*
Brune D, "Esposizione a mercurio e argento durante la rimozione di
restauri in amalgama", Scand J Dent Res 88 1980 460 (F6)
ABSTRACT
Le
condizioni igieniche del mercurio negli studi dentistici sono state
precedentemente studiate dimostrando che un trattamento e uno smaltimento
adeguati del mercurio e dell’amalgama sono necessari ad assicurare delle
buone condizioni di lavoro. Tuttavia il valore limite soglia per il vapore
di mercurio può essere superato nei laboratori dentistici durante la
frantumazione dei modelli d’amalgama. Nelle cliniche dentistiche vi è
un rischio potenziale di inalazione di vapore di mercurio e polvere di
amalgama durante la rimozione di vecchie otturazioni d’amalgama. Il
presente studio contiene sia la misurazione del mercurio e dell’argento
in particelle raccolte nella posizione di respiro dei dentisti sia i
livelli di vapore di mercurio associati alla rimozione di vecchie
otturazioni.
Bruno
E, Ronchi F, Cavallè E, "Valutazioni biologiche e cliniche sul
rilascio di mercurio da otturazioni di amalgama", Dental Cadmos,
n.19, dicembre 1998, p.17
ABSTRACT:
Il
rilascio di mercurio da parte delle otturazioni in amalgama è oggi un
fatto acquisito e ben documentato, così come ne è dettagliatamente
conosciuto il destino biologico all'interno dell'organismo. Le conseguenze
dell'intossicazione cronica che ne deriva sono tuttora poco comprese e
studiate e necessitano di essere approfondite attraverso studi
sperimentali ed epidemiologici affidati ai diversi settori della medicina.
Ulteriori dati sono necessari rapidamente circa la soggettività genetica
della risposta immune e allergica al mercurio, al fine di poter
identificare quei soggetti che, in modo maggiore degli altri, risentono
dell'impiego di amalgama quale materiale da otturazione. Alla luce dei
dati scientifici oggi disponibili, occorrerebbe iniziare a considerare
l'amalgama al pari di un farmaco e quindi dotato, in quanto tale, di
specifiche indicazioni, di controindicazioni e, inevitabilmente, di
effetti collaterali.
*
Bumgardner JD, Johansson BI, "Corrosione galvanica ed effetti
citotossici dell’amalgama e delle leghe di gallio accoppiate al
titanio", Eur. J. Oral Sci. (1996), 104, 300-308 (BJ21)
ABSTRACT
Scopo
di questo studio era di esaminare e confrontare la corrosione galvanica di
un’amalgama convenzionale, quella di una di rame puro dispersa, quella
di una sferica di rame puro arricchita al palladio e di una lega di gallio
accoppiata con titanio in soluzione salina e in coltura cellulare, e di
valutare gli effetti delle coppie sulle cellule in coltura. Effetti
citotossici significativi furono osservati quando il tipo di amalgama di
rame puro dispersa e la lega di gallio furono accoppiate al titanio. Anche
se le correnti di corrosione misurate per queste coppie sono minori di
quelle delle leghe d’oro accoppiate all’amalgama, questi risultati ci
suggeriscono che è il potenziale (generato) dai prodotti rilasciati dalla
corrosione galvanica a diventare citotossico. Questi dati giustificano
ulteriori indagini sugli effetti dell’accoppiamento di amalgama e leghe
di gallio con il titanio nell’ambiente orale.
C
**
Caulk/Dentsply, produttore di amalgama, Scheda di sicurezza
dell'amalgama, 19 gennaio 1988 (Material safety data sheet:
Mercury) (AQ15)
"Inalazioni
croniche di vapori di mercurio prolungate nel tempo possono causare
mercurialismo che è caratterizzato da leggeri tremori ed eretismo. I
tremori possono coinvolgere le mani prima, ma possono anche arrivare ad
interessare la faccia, le braccia e le gambe. L'eretismo si manifesta con
arrossamenti, timidezza, depressione o sconforto, contrarietà alle
critiche, irritabilità o eccitabilità, mal di testa, ed in gravi casi
possono verificarsi allucinazioni, perdita di memoria, e deterioramento
mentale. Concentrazioni di 0.03 mg/m3 hanno portato a disturbi
psichiatrici. Danni renali possono essere indicati da proteinuria,
albuminuria, enzimuria e anuria. Altri sintomi possono includere
salivazione, gengivite, stomatite, allentamento del dente, linee blu delle
gengive, diarrea, polmonite cronica e leggera anemia".
*
Chien YC, Feldman C, Zohn HK, Weisel CP, "Livelli di mercurio
urinario prima e dopo restauri in amalgama", The Science of the Total
Environment, 188 (1996) 39-47
ABSTRACT
Il
livello di mercurio urinario e i tassi di escrezione furono misurati per
determinare l’effetto dei restauri dentali d’amalgama sul carico di
mercurio del corpo. Non fu trovato alcun consistente aumento nelle
concentrazioni di mercurio urinario tra i soggetti che avevano un singolo
restauro, ma un trend in continua crescita statisticamente significativo,
che era del 33% al di sopra dei livelli di fondo, fu scoperto tra i 9 e i
12 giorni dopo il restauro, nel caso di quattro restauri in un solo
giorno. Le correnti scoperte suggerirono che anche se i restauri
d’amalgama possono causare un incremento nel carico di mercurio del
corpo, l’innalzamento al di sopra dei livelli di fondo è piccolo e
perciò il rischio associato all’uso di questi materiali è considerato
minimo dalla popolazione generale.
Cooley
R, "Vapori di mercurio emessi durante la trapanazione di amalgami con
turbina ad elevato numero di giri", J. Indiana Dental Assoc., vol.57,
n.2, marzo 1978, p28-31 (FF18)
ABSTRACT
Ci
si è riferiti alla contaminazione da mercurio come al pericolo silenzioso
perché il problema non è stato pienamente valutato dal personale
dentistico e l’assorbimento e l’accumulazione di mercurio avvengono
senza avvertimento e può continuare per lungo tempo se non è eseguita
regolarmente qualche forma di monitoraggio. Questo studio dimostra che la
rimozione di vecchi restauri d’amalgama con strumenti ultraveloci ha la
capacità di incrementare la contaminazione da mercurio di una stanza di
trattamento dentistica. Questo incremento del vapore di mercurio può
essere contenuto con l’uso di evacuazione centrale sotto vuoto o con
l’uso di spruzzo d’acqua in congiunzione con l’aspirazione centrale
sotto vuoto.
Cooley
RL, Stilley JS, Lubow RM, "Vapori di mercurio prodotti durante la
sterilizzazione di strumenti contaminati dall’amalgama", The
Journal of Prosthetic Dentistry, marzo 1985, v.53, n3, p304- 308
(AD81)
ABSTRACT
Scopo
di questo studio è stato di individuare e misurare il vapore di mercurio
prodotto, sia dagli strumenti contaminati da amalgama posti in uno
sterilizzatore chimico a vapore che usava sia il calore che prodotti
chimici, sia dalle particelle d’amalgama introdotte accidentalmente
nello sterilizzatore. Strumenti venuti da poco in contatto con amalgama
produrranno vapore di mercurio quando sono messi in rotazione in un
Chemicalve. Si trovò che questi sterilizzatori continuavano ad emettere
vapori di mercurio dopo che gli strumenti contaminati furono rimossi. I
livelli residuali si avvicinarono e sorpassarono il TLV di 0.05mg Hg/m3.
Cooley
RL, Barkmeier EW, "Prevenzione della contaminazione di vapori di
mercurio rilasciati dall’amalgama", Quintessence Int. 5:71, 1979
"Il
modo migliore possibile per controllare il rilascio di vapori di mercurio
da rimasugli di amalgama è la conservazione infissatore per raggi X o in
soluzione di HgX (Acton)"
"Studio
della Coors A. Foundation sull’amalgama", The International DAMS
Newsletter, p17, vol VII, Issue 1&2, Primavera 1997
ABSTRACT
Parametri
misurabili del corpo furono seguiti prima e dopo la rimozione
dell’amalgama.
La selezione dei partecipanti si basava su maschi e
femmine aventi da 3 a 10 amalgami che sembravano
apparentemente sani. Furono rifiutati se avevano
trattamenti canalari, corone d’oro o di nichel,
ponti mobili, apparecchi ortodontici, o ogni
altro materiale immunointerferente nelle loro
bocche. L’amalgama rimossa mostrava: 1) una
riduzione nell’incremento compensativo dovuto
alla contaminazione dell’emoglobina all’interno
dei globuli rossi; 2) un aumento o una
diminuzione della saturazione di ossigeno nei
globuli rossi a seconda che gli amalgami fossero installate o rimosse; 3) diminuzione
nell’eliminazione urinaria di porfirine, in alcuni casi addirittura fino
al livello 0 (questo suggerisce un legame tra inspiegabile affaticamento
cronico, la porfiria e la presenza di amalgami); 4) nei casi in cui erano
presenti in valori elevati, i globuli bianchi rispondevano prontamente
alla rimozione delle amalgami, mentre nei casi di valori bassi, i globuli
bianchi tardavano a tornare a valori ottimali; 5) la chinasi del
colesterolo e della creatina entrambi composti chimici monitorati per
certe condizioni del cuore, ebbe una notevole risposta alla rimozione
delle amalgami.
*
Cutright DE, Miller RA, Battistone GC, Millikan LJ, "Livelli
sistemici di mercurio causati dall’inalazione di vapore durante la
trapanazione di amalgama ad alta velocità", J Oral Med 28(4):100-104
(1973) (G35)
ABSTRACT
Questo
esperimento ha mostrato i seguenti fatti circa l’esposizione di ratti ad
una polvere di amalgama prodotta da un lavoro ad alta velocità: 1. La
polvere è quasi immediatamente assorbita nel flusso sanguigno come
mostrato da aumenti immediati rivelati misurando il contenuto di mercurio
nel sangue. 2. Il cuore riceve livelli estremamente alti di mercurio nel
giro di pochi minuti dopo l’esposizione, 81 volte più alto del livello
di controllo. 3. Il cervello ed il fegato raggiungono i loro massimi
livelli di mercurio 16 ore dopo l’esposizione. Entrambi questi livelli
sono approssimativamente 7 volte più alti del controllo. 4. Il cuore, il
fegato, il cervello ed il rene concentrano mercurio dal sangue. 5. I
livelli di mercurio dei polmoni e del cuore decrescono rapidamente fino a
32 ore e poi più lentamente per tutta la durata dell’esperimento. 6. I
livelli di mercurio del cervello e del fegato decrescono rapidamente dal
loro massimo tra le 16 e le 32 ore e poi lentamente nelle 72 ore di durata
dell’esperimento. 7. Il livello di mercurio del rene cresce lentamente
per tutte la durata dell’esperimento e contiene un livello molto alto di
22.9 microgrammi a 72 ore. 8. Nessuno dei tessuti analizzati era ritornato
a livelli di controllo entro la fine delle 72 ore. Gli autori allo stato
attuale non possono stabilire quanto è assorbito da un paziente al
variare delle condizioni o asserire positivamente che questo studio sui
ratti comparabile agli umani. Tuttavia, gli autori vogliono porre in
rilievo i possibili pericoli dell’esposizione al mercurio, anche in
minuscole quantità, che potrebbe capitare nella pratica dentale.
D
Danscher
G, Hørsted-Bindeslev P, Rungby J, "Tracce di mercurio in organi di
primati con otturazioni di amalgama", Exp Mol Pathol 52:291-299
(1990)
ABSTRACT
Allo
scopo di trovare possibili accumuli di mercurio, tre cercopitechi
(scimmie) ricevettero otturazioni d’amalgama, altri tre ricevettero
impianti dell’osso mascellare in amalgama, e altre tre scimmie non
trattate servirono come controllo. Un anno più tardi tutti gli animali
furono sacrificati. Sezioni di tessuto di diversi organi furono sottoposti
ad amplificazione d’argento per autometallografia e analizzati con
microscopia luminosa ed elettronica. Fu trovato che le otturazioni in
amalgama (totale, 0.7-1.2g) causavano deposizione di mercurio nei seguenti
tessuti: gangli spinali, pituitario anteriore, midollo adrenale, fegato,
reni, polmoni, ghiandole linfatiche intestinali. Nelle scimmie con gli
impianti mascellari in amalgami d’argento (totale, 0.1-0.3g) il mercurio
fu trovato negli stessi organi ad eccezione del fegato, polmoni, e
ghiandole linfatiche e intestinali. Gli organi dei tre animali di
controllo privi di precipitati. Questi risultati sostengono fortemente ciò
che è stato suggerito precedentemente, che otturazioni dentali nei
primati causano assorbimento di mercurio rilasciato da otturazioni in
amalgama attraverso i polmoni e il tratto intestinale, e che a seconda
dell’esposizione è distribuita a più organi ed eventualmente sarà
trovato nel sistema nervoso centrale.
Danscher
G, Stoltenberg M, Juhl S, "Come rilevare oro, argento e mercurio nel
cervello umano e altri tessuti tramite l’amplificazione
autometallografica d’argento", Neuropathology & Applied
Neurobiology. 20(5):454-467, ott. 1994
ABSTRACT
Oro,
argento, mercurio e zinco si legano chimicamente agli ioni solfuro e
seleniuro e creano reticoli cristallini che possono essere rivelati in
sezioni istologiche tramite una tecnica di amplificazione dell’argento
chiamata metallografia (AMG). La tecnica ingrandisce specificatamente tali
cristalli catalitici di grandezza nanometrica. Per ogni metallo, è stato
elaborato un protocollo dettagliato. Se molte molecole di metalli di AMG
diverse, sono presenti nello stesso tessuto, è possibile distinguerle le
une dalle altre. La tecnica AMG si basa sulla capacità dei piccoli
reticoli cristallini delle molecole dei metalli e del metallo sopra
menzionati da dare origine all’amplificazione AMG dell’argento. Gli
elettroni rilasciati dall’aderenza delle molecole di idrochinone
riducono gli ioni argento che sono connessi integralmente col reticolo
cristallino. In questo modo particelle che consistono solo di alcuni atomi
di, ad esempio oro, o molecole di seleniuro di mercurio (Figura 1),
possono essere argento-amplificate fino a una grandezza che può essere
rilevata al microscopio elettronico, o anche oltre fino alle dimensioni
che possono essere osservate al microscopio ottico. Così la tecnica AMG
offre la possibilità di visualizzare oro, per esempio nel sistema nervoso
di pazienti reumatici che sono stati trattati con aurotiomalato. Il
mercurio può essere visualizzato similmente nei tessuti di individui che
sono stati esposti al mercurio per lo smescolamento dalle otturazioni
dentali in amalgama, per il mangiare pesce, o per l’esposizione
professionale, e l’argento nel sistema nervoso centrale (CNS) o
periferico (PMS) e in altri tessuti di individui esposti all’argento in
una forma o in un’altra. In futuro, la possibilità di descrivere lo
zinco vescicolare, una particolare raccolta di zinco endogeno che si trova
nelle terminazioni dei neuroni a zinco-arricchiti (neuroni ZEN), potrebbe
dimostrarsi prezioso per l’interpretazione patologica di malattie come
il morbo di Alzheimer. Lo zinco vescicolare, presente in alcune delle
vescicole sinoptiche delle terminazioni dei neuroni ZEN, è dimostrato in
modo più imponente in strutture telencefaliche. Sta diventando sempre più
certo che lo zinco vescicolare è in relazione con l’attività simpatica
influenzando o modulando le sinapsi. I neuroni ZEN sono probabilmente una
sottopopolazione di neuroni glutaminergici. Perciò occorre urgentemente
una tecnica per la descrizione post-mortem dello zinco vescicolare nelle
terminazioni dei neuroni ZEN in cervelli umani.
Derand
T, "Vapori di mercurio da amalgama dentale, uno studio in
vitro", Swed Dent J 1989; 13(5):169-75
ABSTRACT
(Department of Dental Materials and Technology, University of Lund,
Malmo, Sweden)
Lo
scopo di questa indagine era quello di esaminare in vitro il tasso di
vapore di mercurio da parti di tipi diversi di amalgami dentali. Le
superfici di amalgama di tre diversi stati furono usate, levigate,
ossidate e corrose. Furono esaminati anche l’influenza della
temperatura, dello spazzolamento e dell’acqua sui campioni. I risultati
mostrarono una grande differenza tra gli
amalgami levigate conservate all’aria e gli amalgami corrose da saliva artificiale. I singoli tipi di
composizione rilasciarono più mercurio di quelle tradizionali e di quelle
disperse. Una temperatura più alta fece salire i tassi di vapori emessi
mentre l’acqua li fece abbassare. Quando le superfici delle amalgami
furono spazzolate con una pasta dentifricia, ci fu un incremento
istantaneo di mercurio.
Drasch
G, Schupp I, Hofl H, Reinke R, Roider G, "Accumuli di mercurio nei
tessuti umani di feti e neonati", Eur J. Pediatrics, 153 (8):
607-610, agosto 1994 (AY24)
ABSTRACT
(Institut fur Rechtsmedizin, Munchen, Germany)
Sono
state determinate le concentrazioni di mercurio totale nel fegato (Hg-F),
nella corteccia renale (Hg-R) e nella corteccia cerebrale (Hg-C) di 108
bambini (tra 1 giorno di vita e 5 anni) nonché Hg-R e Hg-F di 46 feti.
Per quel che era possibile è stata registrata la storia dentale delle
madri. I risultati sono stati confrontati con le concentrazioni di
mercurio nei tessuti di adulti della stessa area geografica. Hg-R (n=38) e
Hg-F (n=40) dei feti, Hg-R (n=35) e Hg-C (n=35) dei bambini (11-50
settimane di vita) si correlano significativamente con il numero di
otturazioni dentali di amalgama della madre. È stata discussa la
rilevanza tossicologica dell' Hg-R così inaspettatamente elevato nei
bambini delle madri con il maggior numero di amalgami.
Conclusioni:
le future discussioni sui pro e i
contro dell'amalgama dentale non dovrebbero essere limitate agli effetti
delle otturazioni portate da adulti o bambini, ma dovrebbero anche
includere l'esposizione fetale. L'applicazione illimitata di otturazioni
dentali su donne prima o dopo l'età fertile dovrebbe essere
riconsiderata.
Drasch
G, Gath HJ, Heissler E, Schupp I, Roider G, "Concentrazioni di
argento in tessuti umani, correlazione con le otturazioni di amalgama ed
altri fattori", J. Trace Elements in Medicine and Biology 9(2):82-87
(1995)
ABSTRACT
(Institut fur Rechtsmedizin der Ludwig-Maximilians-Universitat
Munchen, Germany)
Campioni
di tessuti umani da 173 persone decedute sono stati analizzati per la
presenza di argento (Ag) con GF-AAS (spettroscopia di Assorbimento Atomico
con fornetto di grafite) ed i risultati sono stati confrontati con il
numero di otturazioni di amalgama e con la concentrazione di mercurio (Hg)
negli stessi tessuti che erano stati analizzati in un precedente studio.
È stato trovato che le concentrazioni medie di Ag nel fegato e nel
cervello di donne adulte sono approssimativamente il doppio di quelle
negli uomini. Per escludere l'influenza di altri cofattori, quali l'età,
etc., l'influenza delle amalgami dentali e la correlazione con Ag e Hg
sono state valutate solo in un sotto-gruppo di 93 maschi, età:11-50 anni.
In
questo sotto-gruppo sono state
trovate correlazioni statisticamente significative tra il numero di denti
con otturazioni di amalgama e le concentrazioni di Ag nella corteccia
cerebrale e nel fegato. Non è stata riscontrata tale correlazione per
i reni. Le concentrazioni di Ag (mcg/kg di tessuto) degli individui con un
numero di amalgami tra 0-2 e di quelli con più di 9 amalgami sono stati
confrontati: rispettivamente 1.59 e 5.41 nella materia grigia del
cervello, 1.42 e 4.25 nella materia grigia del cervello, 1.53 e 4.89 nel
nucleo lentiforme, 1.95 e 5.02 nel cervelletto, 3.40 e 8.15 nel fegato e
0.42 e 0.44 nella corteccia renale. Questi risultati dimostrano che le
otturazioni di amalgama rilasciano anche Ag. Considerando la diversa
tossico-cinetica di Ag e Hg si può concludere che Ag è un affidabile
"marker" e per confermare il fatto che le elevate concentrazioni
di Hg inorganico trovato nei tessuti in individui con otturazioni di
amalgama derivino principalmente da queste otturazioni e non da altre
fonti possibili in teoria.
Drasch
G, Aigner S, Roider G, Staiger F, Lipowsky G, "Mercurio nel colostro
umano e nel primo latte del seno. La sua dipendenza dall’amalgama
dentale e da altri fattori", J Trace Elem Med Biol, marzo 1998;
12(1):23-7
ABSTRACT
(Institute of Forensic Medicine, Munich, Germany)
La
concentrazione di mercurio in 70 campioni di latte del seno (Hg-M) di 46
madri, raccolto entro i primi sette giorni dopo il parto, fu determinata
tramite spettrometria di assorbimento atomico di vapore freddo. Per
confronto furono investigati, nove campioni di latte artificiale
(ricostruito con acqua priva di Hg). L’Hg-M nei campioni di latte umano
variava da <0.2 a 6.86 microgrammi/L (in media 0.37), dal campione di
latte artificiale da 0.4 a 2.5 microgrammi/L (in media 0.76). L’Hg-M nel
campione di latte del seno è correlato direttamente con il numero di
denti materni con amalgama dentale. La media di Hg-M nelle madri prive di
amalgami era <0.2 microgrammi/L, mentre il latte di madri con 1-4
otturazioni d’amalgama conteneva 0.57 microgrammi/L, nelle madri
con 5-7 otturazioni conteneva 0.50 microgrammi/L e con più di 7
otturazioni, 2.11 microgrammi/L. L’Hg-M era negativamente correlato al
giorno dopo il parto. La frequenza di consumo di pesce tende ad
influenzare positivamente l’Hg-M, mentre l’età della madre non mostra
nessuna correlazione significativa. Nei primi 2 o 3 giorni dopo il parto
furono trovato alcuni campioni di colostro con Hg-M più alto di quello
del latte di formula. Più tardi, la concentrazione di Hg nel latte del
seno era uguale o anche più basso di quello nel latte artificiale. Il
carico più alto di Hg dei tessuti dei neonati di madri con amalgami
dentali, come riportato precedentemente, deve essere spiegato (1) da un
trasferimento prenatale di Hg dalle otturazioni della madre attraverso la
placenta fino al feto, seguito da una redistribuzione di questo Hg nel
corpo del neonato, e (2) un carico supplementare via latte del seno.
Tuttavia, il paragone di Hg-M nel latte materno e artificiale, il carico
relativamente moderato di Hg in entrambi i tipi di latte, e gli evidenti
molteplici vantaggi dell’allattamento al seno parlano contro qualsiasi
limitazione di allattamento, anche per madri con un gran numero di
otturazioni d’amalgama.
Articoli
correlati: il mercurio materno e l’esposizione fetale
*
Yang J, Wang Y, "Trasferimento materno-fetale di mercurio metallico
via placenta e via latte", Annals of Clinical and Laboratory Science,
v.27, n2, p.135-141 (BO24)
ABSTRACT
Per
chiarire la situazione del momento trans-placentale e dello screening nel
latte di mercurio metallico nell’essere umano, il contenuto di mercurio
fu individuato nel sangue materno, nel sangue del cordone ombelicale, nel
latte e nei tessuti placentali. In 18 donne partorienti, 9 erano state
esposte professionalmente al mercurio metallico mentre le altre 9 no. Il
mercurio fu individuato tramite spettrometria d’assorbimento atomico a
freddo. I risultati mostrarono che le concentrazioni di mercurio nel
sangue del cordone ombelicale e dei tessuti placentali erano più alte di
quelle del sangue materno. Il rapporto tra il mercurio inorganico e quello
totale del latte era significativamente più alto di quello del sangue
materno. Quindi questo studio concluse che il mercurio metallico può
essere trasferito al feto via placenta e ad un neonato via il latte
materno.
*
Koos BJ, Longo LD, "Tossicità del mercurio nella donna incinta, nel
feto e nei bambini appena nati", Am. J. Obstret Gynecol. 126, 1976 p.390-408
(D7)
ABSTRACT
Questo
studio esamina i casi riportati di avvelenamento da mercurio in gravidanza
e dati basati su fonti di concentrazione, assorbimento materno e
distribuzione. Esso analizza le attuali conoscenze del trasferimento
placentale di vari composti del mercurio, dell’assorbimento e della
distribuzione fetale, identifica gli effetti tossici embriopatici e fetali
del mercurio in generale mettendo in evidenza allo stesso tempo la
maggiore tossicità dei composti del metilmercurio.
Le indicazioni proposte per l’esposizione al vapore di mercurio
elementare sono di 0.010 mg/metro cubo. Infine sono necessari studi
supplementari per meglio valutare il rischio fetale da variazioni dei
livelli di mercurio nel sangue materno allo scopo di determinare più
esattamente i limiti di sicurezza dell’esposizione al mercurio per le
donne in periodo di gravidanza.
E
*
Edlund C, Bjorkman L, Ekstrand J, Sandborgh-Englund G, Nord CE,
"Resistenza della normale microflora umana a mercurio e antibatterici
dopo l'esposizione al mercurio delle otturazioni di amalgama",
Clinical Infectious Diseases; 22 (6) p944-950. giugno 1996
(BJ11)
ABSTRACT
(Department of Microbiology, Karolinska Institute, Stockholm, Sweden)
Le
concentrazioni di mercurio nella saliva e nelle feci d e il modello di
resistenza della microflora intestinale furono studiati su 20 individui. A
10 pazienti, con un punteggio medio delle superfici di amalgama di 19
(ogni amalgama da 1 a 3 punti) vennero rimosse tutte le otturazioni di
amalgama in una seduta. 10 individui senza otturazioni di amalgama
servirono da gruppo di controllo.
Furono raccolto campioni di saliva e feci prima della rimozione e 2, 7,
14, e 650 giorni dopo.
I livelli di mercurio nella saliva e nelle feci erano in stretta relazione
con il punteggio di amalgama. Non furono individuate differenze tra i
due gruppi a proposito del modello di resistenza della microflora orale.
Nel gruppo con l'amalgama ci fu un aumento nel numero relativo di
microrganismi intestinali resistenti al mercurio, nei giorni 7 e 1\4 (ampicillin,
cefoxitin, erythromycin e clindamycin). Ciò non era significativo per la
statistica alla luce delle normali fluttuazioni del gruppo di controllo. Fu osservata una significativa correlazione tra la prevalenza di
resistenza al mercurio e la resistenza antibatterica multipla ai ceppi
batterici intestinali.
Eggleston
DW, Nylander M, "Correlazione dell'amalgama dentale con il mercurio
nei tessuti cerebrali", J Prosthet Dent, dic. 1987; 58(6):704-7
ABSTRACT
(Department of Restorative Dentistry, University of Southern California,
Los Angeles)
I
risultati di questo studio dimostrano una positiva correlazione tra il
numero di superfici occluse da amalgama dentale e livelli di mercurio nel
cervello. Questa è una riprova indiretta che suggerisce che il
mercurio delle otturazioni dentali in amalgama può contribuire alla
concentrazione di mercurio nel cervello. I livelli tossici di mercurio nei
tessuti umani non sono stati sufficientemente studiati e la quantità di
mercurio nel tessuto cerebrale umano derivante da amalgama dentale può
essere clinicamente significativo, ma può anche non esserlo. Tuttavia,
l'esposizione dell'amalgama dentale dovrebbe essere tenuta in
considerazione nel controllare le fonti di accumuli di mercurio nel
tessuto cerebrale umano.
*
Eggleston DW, "Effetto dell'amalgama dentale e leghe in nichel sui
linfociti T: relazione preliminare", The Journal of Prosthetic
Dentistry, maggio 1984, v.51, n.5, p617- 623 (P1)
ABSTRACT
L'amalgama
dentale e le leghe in nichel sono state considerate relativamente sicure
sulla base della ricerca e dell'osservazione clinica di molti anni.
Tuttavia, ogni materiale chimico o dentistico inutilizzato deve essere
soggetto alle nuove diagnostiche immunologiche che diventano disponibili.
Diagnosticare i fattori eziologici di una malattia autoimmune è
ostacolato dalla risposta in ritardo del sistema immunitario, l'insorgere
graduale dei sintomi e la presenza di sintomi distanti dall'ubicazione
della sensibilizzazione. Molti resoconti di reazione allergica
all'amalgama dentale descrivono una mancanza di manifestazione orale. Dati
preliminari da questi studi suggeriscono che l'amalgama dentale e le leghe
di nichel possono incidere sulla quantità di linfociti T. I linfociti T
umani riescono a riconoscere antigeni specifici, diminuire l'efficienza, e
regolare il tipo e l'intensità di praticamente tutte le risposte
immunitarie cellulari e umorali. La normale funzione immunitaria dipende
da un'appropriata quantità, qualità e proporzione di linfociti T-helper
e sottoclassi di soppressori. Un'ulteriore ricerca può determinare la
frequenza e l'ampiezza della riduzione dei linfociti T e l'alterazione
tramite i materiali dentali.
Enestrom
S, Hultman P, "L'amalgama incide sul sistema immunitario? Una
questione controversa", Int Arch Allergy Immunol 106:180-203 (1995)
ABSTRACT
Sebbene
in uso da oltre 150 anni, l'amalgama dentale è stata messa in dubbio più
o meno vigorosamente come materiale dentale di restauro a causa dei rischi
per la salute. Gli esseri umani sono esposti al mercurio e ad altri
metalli dell'amalgama (Ag, Sn, Cu, Zn) attraverso i vapori, i prodotti di
corrosione deglutiti con la saliva e l'assorbimento diretto nel sangue
dalla cavità orale. Le otturazioni di amalgama sono la più importante
fonte di esposizione al mercurio nella popolazione generale. Reazioni
locali e, in alcuni casi, reazioni di ipersensibilità sistemica ai
metalli negli esseri umani sono collegati a certi genotipi MHC, e incidono
solo su di un piccolo numero di individui esposti. È molto difficile
trovare questi individui in una popolazione mista, di individui
predisposti e resistenti, incluse persone con sospetti sintomi dovuti alle
otturazioni di amalgama, dove molti probabilmente soffrono di condizioni
con un background immunologico non rilevati, come la sensibilità multipla
a sostanze chimiche (sindrome MCS). Dovrebbero essere compiuti studi
intensificati per identificare questi genotipi MHC predisposti,
avvantaggiandosi dei casi riportati di persone esposte a più metalli
pesanti con reazioni autoimmuni sistemiche. Saranno necessari anche studi
ulteriori per accertare se l'esposizione combinata ai metalli
nell'amalgama possono abbassare la soglia delle reazioni immunologiche
contrarie, dato che studi recenti hanno dimostrato che i metalli in lega,
soprattutto l'argento, possono indurre l'autoimmunità in topi
geneticamente predisposti.
Engel
P, “Osservazioni sulla salute prima e dopo la rimozione di amalgama”,
Schweiz Monatschr Zuhbmed, vol 108:8, 1998
ABSTRACT
Sono
riportati i risultati del rimpiazzo di amalgama in 75 pazienti. I pazienti
soffrivano di molti sintomi diversi, come emicrania (36), mal di testa
(32), problemi gastrointestinali (27), tensione al collo (25), parestesia
(19), vertigini (18), allergie (13), disturbi visivi (13), dolori alla
schiena (12), problemi psicologici (12), dolori alle giunture (1), dolori
a braccio/ spalla (10). L'amalgama fu rimpiazzata da compositi. Durante la
rimozione, fu utilizzato diga di gomma con Oraseal e il sistema di
pulizia. Di norma, venivano rimosse 2 otturazioni per seduta, una volta la
mese. Dopo la rimozione delle amalgami (1991-1996), il 68% dei pazienti
riportarono che la loro salute era molto migliorata, il 12% che era
migliorata, il 9% che era in qualche modo migliorata. Il 7% non avvertì
alcun miglioramento e le condizioni di un paziente peggiorarono (un
paziente affetto da SM).
Engin-Deniz
B, Nell A, Perger M, Sperr W, "La concentrazione di mercurio nella
saliva di bambini di 10 anni in correlazione con numero ed estensione di
amalgami”, Zeitschrift fur stomatologie, 89, 471-479, 1992
ABSTRACT
È
stata esaminata la saliva di 32 bambini con amalgami dentali e di bambini
senza (età=10 anni). Nella saliva dei portatori di amalgama i valori di
partenza dell'accumulo di mercurio erano fino a 6 mcg/l (nei non portatori
il valore massimo era di 0.08 mcg/l). Dopo una fase di masticazione di 10
minuti si registrava nella saliva un aumento dell'aggravio da Hg che
superava più di 250 volte il valore di partenza. Nei bambini senza
amalgama, tutti i valori di mercurio, anche dopo la masticazione di gomma,
rimanevano al di sotto dello 0.1 mcg/l.
**
Engqvist A, Colmsjö A, Skare I, "Analisi del mercurio espulso nelle
feci da individui con otturazioni di amalgama", Arch Envir Hlth 53
1998 205-213(CA12)
ABSTRACT
(Department of Toxicology and Chemistry, National Institute for Working
Life, Solna, Sweden)
Sono
stati stabiliti dei metodi per l'analisi del mercurio totale, del mercurio
ossidato e del mercurio legato a gruppi sulfidrici, dei vapori di
mercurio, del mercurio da particelle di amalgama nei campioni di feci. La
ricerca ha mostrato che l'80% del mercurio da particelle di amalgama o del
mercurio legato a gruppi sulfidrici era espulso, ma dei vapori di mercurio
solo il 40% veniva escreto. Le analisi del mercurio escreto da 6 individui
con un moderato carico di otturazioni di amalgama mostrarono che la
maggior parte del mercurio derivante dalle otturazioni consisteva di
mercurio ossidato, che era probabilmente legato a composti sulfidrici. La
proporzione di particelle di amalgama nei campioni di feci di questi
individui era bassa e non superava il 26% della somma totale di mercurio
espulso.
Enwonwu
CO, "Potenziali pericoli per la salute dell'uso di mercurio in
odontoiatria: rassegna critica della letteratura", Environ Res, febr
1987; 42(1):257-74
ABSTRACT
Questa
relazione esamina le recenti pubblicazioni sui pericoli per la salute
associati all'uso di mercurio in odontoiatria, con enfasi sul rilascio di
vapori di mercurio da otturazioni dentali di amalgama. Se da una parte ci
sono riscontri solidi e consistenti che indicano il rilascio di vapori di
mercurio dalle otturazioni durante la masticazione, lo spazzolamento dei
denti, ed altre attività orali, non è stata raccolta ancora una
dimostrazione di una connessione causale relativamente a questa specifica
fonte di metalli pesanti con problemi importanti della salute umana.
Numerosi vuoti nelle nostre conoscenze del metabolismo dei vapori di
mercurio non ci consentono di predire con esattezza l'influenza per la
salute di esposizione cronica a questa fonte di mercurio, ed alcune fonti
rilevanti di ricerca sono state raccomandate.
F
Ferracane
JL, Adey JD, Nakajima H, Okabe T, "Vaporizzazione di mercurio da
amalgami con varie composizioni di lega", J Dent Res, luglio 1995,
74:7 1414-7
ABSTRACT
Il fatto che il mercurio è rilasciato dalle
otturazioni dentali di amalgama a seguito di
abrasione crea una continua controversia
sull'uso di questo materiale. I ricercatori
hanno mostrato che la quantità e la velocità di
rilascio del mercurio varia nei diversi tipi di
amalgama. Scopo di questo studio è stato
determinare come la composizione della lega
influenza la vaporizzazione del mercurio da
amalgami sperimentali con la stessa misura
sferica delle particelle e la stessa percentuale
di mercurio. Un'ipotesi da testare era che il
rilascio di mercurio dipende dalla
concentrazione di stagno nella fase matrice Ag/Hg
dell'amalgama. 7 leghe di amalgama sferica (di
cui 5 ad elevato contenuto di rame) furono
create da un produttore (Tokuriki Honten,
Giappone). Le condizioni di triturazione furono
corrette così che tutte gli amalgami preparate avessero la stessa percentuale residua di Hg
(47.3%). I cilindri di amalgama (del tipo ADA) furono invecchiati per 14
giorni a 37°C, quindi leggermente abrasi su £600 silicon carbide (con
acqua), quindi essiccati ed inseriti in una provetta attraverso la quale
era soffiata aria ad un flusso di 750 mL/ min. La vaporizzazione del
mercurio fu monitorata con una analizzatore Jerome 411 (a foglio aureo)
per 30 minuti. Il rilascio totale di Hg fu determinato per integrazione.
Abbiamo analizzato campioni lucidati attraverso microscopia elettronica
per determinare la composizione, la frazione in volume della matrice Ag/Hg
(fase gamma 1), e la quantità di stagno nella fase gamma 1. I risultati
mostrarono un netta correlazione negativa (r2 = 0.941) tra il log di
mercurio totale rilasciato e la quantità di stagno nella fase gamma 1.
Fredin
B, "Studi sul rilascio di mercurio dalle otturazioni dentali di
amalgama", Swed J Biol Med, n.3, 1988 pp 8-15
ABSTRACT
Diversi
aspetti del rilascio di Hg dalle otturazioni dentali di amalgama sono
stati esaminati sia in vivo che in vitro. Goccioline di Hg (diametro 1-2
um) sulla superficie delle amalgami sono state osservate con microscopia
luminosa. I vapori di Hg sono stati misurati nell'aria espirata 5 minuti
prima e dopo la masticazione di gomma in 3 gruppi di individui con un
numero variabile di amalgami dentali (gruppo 1: avevano sintomi simili
all'esposizione cronica a basse dosi di Hg, N=22; gruppo 2: non avevano
sintomi evidenti e avevano aspetto sano, N=20; gruppo 3: non avevano
otturazioni di amalgama; N=10). I gruppi 1 e 2 mostravano entrambi un
aumento significativo di 3 volte dei valori di Hg dopo la masticazione,
mentre il livello di Hg nel gruppo di non portatori rimaneva invariato.
Sciacquare la bocca con acqua calda (55°C) nel gruppo 2 determinava un
ulteriore aumento dei livelli di vapori di mercurio (da 4 mcg/m3 a 45 mcg/m3).
I campioni di saliva (1 ml) dei 17 individui nel gruppo 2, raccolti prima
e dopo la masticazione mostravano un aumento significativo di 8 volte nei
livelli di Hg dopo la masticazione. In un quarto gruppo fu studiato
l'assorbimento di Hg da parte della mucosa orale, gruppo 4 costituito da
10 individui. Un assorbimento notevolmente elevato fu riscontrato dopo 3
minuti. Ne deduciamo che gli
amalgami dentali dovrebbero essere considerate una lega instabile che
costituisce una fonte di esposizione a lungo termine di Hg e non è un
materiale adatto dal punto di vista tossicologico ad essere usato per
otturazioni dentali.
Fredin
B, "Distribuzione di mercurio in diversi tessuti di maialini di
Guinea dopo l'inserimento di otturazioni dentali di amalgama", Sci
Total Environ, 66:263-268, 1987
ABSTRACT
Su
sei maialini di Guinea sono state inserite otturazioni dentali di
amalgama, cinque animali sono stati usati come gruppo di controllo. Due
degli animali da laboratorio sono stati sacrificati 1 giorno dopo, due il
giorno 3, uno il giorno 5 ed uno il giorno 10. Il contenuto di mercurio
nel cervello, cuore, fegato, reni, sangue, urine e feci è stato
determinato con spettroscopia di assorbimento atomico. Il contenuto di
mercurio in tutti i tessuti degli animali trattati erano
significativamente maggiori di quelli degli animali di controllo. Il cuore
assorbiva più mercurio, più velocemente del tessuto del cervello. Al
giorno 1, i livelli di mercurio nel cuore erano in media 10 volte maggiori
di quelli nel cervello; al giorno 3, i livelli di mercurio erano da 3.5 a
10 volte maggiori dei livelli nel cervello; al giorno 5, il livello di
mercurio nel cuore era quasi il doppio di quello nel cervello; e al giorno
10, la quantità di mercurio nel cuore era in media quasi il 50% in più
di quello nel cervello.
G
Galic
N, Prpic-Mehicic G, Prester L, Blanusa M, Krnic Z, Ferencic Z,
"L’esposizione al mercurio d’amalgama dentale nei topi",
Biometals, sett. 1999;
12(3):227-31
ABSTRACT
(Department of Dental Pathology, School of Dentistry, Zagreb, Croatia)
Scopo
di questo studio è stato quello di misurare la distribuzione di mercurio,
per un periodo di 2 mesi, in tessuti di topi esposti ad amalgama. È stata
anche valutata una possibile interazione del mercurio con rame e zinco
negli organi. I topi o furono esposti al mercurio di 4 amalgami dentali o
alimentati con una dieta contenente amalgama polverizzata per un periodo
di due mesi. Il mercurio venne misurato in reni, fegato e cervello, il
rame in reni e cervello, lo zinco in reni. I risultati mostrarono
concentrazioni significativamente più alte di mercurio nei reni e nei
cervelli di topi in entrambi i gruppi esposti, rispetto a topi di
controllo. Dopo ancora due mesi di esposizione al mercurio, la
concentrazione di mercurio nel cervello di topi con otturazioni in
amalgama era otto volte più alta che nel controllo e due volte più alta
che nei topi esposti alla dieta integrata con amalgama. La più alta
concentrazione di mercurio nel secondo gruppo fu trovata nei reni ed era
cinque volte più alta che nel gruppo di controllo. Non trovammo
differenze significative tra i livelli di mercurio nel fegato dei topi
esposti e di quelli di controllo. L’esposizione a mercurio proveniente
da amalgami dentali non alterava le concentrazioni di rame e zinco nei
tessuti. Analisi istopatologiche di tessuti di topi non mostrarono nessun
cambiamento patologico. Questi risultati supportano il trasporto
naso-cervello, precedentemente proposto, per il mercurio rilasciato da
otturazioni dentali di amalgama.
*
Gay DD, Cox RD, Rheinhardt JW, "La masticazione rilascia mercurio
dalle otturazioni", Lancet, 5 maggio 1979, I: 985 (F4)
ABSTRACT
Abbiamo
esaminato l'esposizione di pazienti odontoiatrici al mercurio elementare
proveniente dalle otturazioni dentali. I livelli di mercurio
pre-masticazione in bocca sono risultati essere 2.8 microgrammi per 1.0 m3
di aria. Questi risultati sono causati sia da otturazioni di amalgama di
una settimana che da otturazioni di amalgama di 2 anni. Dopo la
masticazione di gomma fu osservato un notevole aumento di mercurio, fino a
50 microgrammi di mercurio per 1.0 m3 di aria.
**
Gebel T, Dunkelberg H, "Influenza della masticazione di gomma e delle
otturazioni di amalgama in contatto dentale con altri metalli di diverso
tipo metallico sul contenuto di mercurio urinario", Zbl Hyg 199:69-75
(1996) (BS32)
ABSTRACT
Alcuni
autori hanno già dimostrato che il contatto di otturazioni di amalgama
con otturazioni di metallo di diverso tipo possono aumentare per
elettrogalvanismo la corrosione di amalgama in vitro, portando così ad un
elevato rilascio di mercurio. Uno degli scopi di questo studio è stato di
valutare possibili influenze di questi contatti in vivo sul contenuto
urinario di mercurio in volontari umani. Né la vicinanza, né il contatto
tra metalli ebbe comunque alcuna influenza sui livelli di escrezione
urinaria di mercurio rispetto a quelli di un gruppo di riferimento con un
simile stato di amalgama. Inoltre è stata presa in considerazione
l'influenza della masticazione di gomma sui livelli urinari di mercurio.
È stato dimostrato che, a parità di numero e tipo di otturazioni in
amalgama, l'uso di gomma da masticare portava a concentrazioni medie di
mercurio significativamente più elevate (masticatori di gomme: 1.36 mcg
Hg/24 ore - non-masticatori 0.70 ug Hg/24 ore). Perciò, masticare gomme
deve essere considerato un importante parametro che influenza i livelli
urinari di mercurio di persone con otturazioni di amalgama.
**
Gelbier S, Ingram J, "Possibili effetti tossici sul feto del vapore
di mercurio: rapporto di un caso", Public Health (1989), 103, 35-40
(AX38)
Lo
studio di Brown con dischi di monitoraggio del mercurio passivo di 704
studi odontoiatrici in diverse parti del Regno Unito dimostrò che durante
un periodo di una settimana circa il 10% di questi presentavano
concentrazioni di vapori di mercurio che eccedevano il TLV di 0.05mg/m3.
Una donna medico dentista che lavorava in uno di questui studi
odontoiatrici, lavorò fino alla 35° settimana di gravidanza. Diede alla
luce, a 42 settimane, un bambino prematuro con un grave danno cerebrale.
È stata discussa la possibilità che lo sviluppo di questo bambino
potesse essere stato danneggiato dal mercurio e sono stati riesaminati gli
scritti relativi alla teratogenità del mercurio. Non è intenzione
dell’autore arrivare a delle specifiche conclusioni a seguito
dell’analisi di un singolo caso. Quanto scritto è presentato per
riportare all’attenzione della professione odontoiatrica un possibile
caso di tossicità fetale e per riesaminare la evidenze della potenziale
tossicità dei vapori di mercurio verso il feto, documentate da altri
autori. L’attenzione è attirata sulla necessità di un ulteriore
ricerca degli effetti sulla salute e sulla gravidanza del vapore di
mercurio nelle chirurgie dentali. Il mercurio è un noto agente teratogeno.
La tossicità fetale dell’alchilmercurio è stata ben documentata, in
modo particolare riguardo l’epidemia Minomata. Un caso di danno
cerebrale congenito dopo l’esposizione ad esalazione di mercurio è
stato riportato da Carmona nel 1982. Dati relativi agli animali mostrano
che il mercurio elementare disciolto nel sangue attraversa rapidamente la
placenta. Recenti studi giapponesi hanno registrato elevati accumuli di
mercurio nella placenta di porcelline nane incinte esposte a vapori
di mercurio. L’osservazione dell’utero nell’esposizione al mercurio
indica che il feto umano è più sensibile dell’umano adulto. Sebbene
non siano conosciuti tutti gli effetti del mercurio inorganico e dei
vapori di mercurio sul sistema nervoso è risaputo che queste sostanze
possono impedire la normale crescita e sviluppo del feto e causare
successivi modelli di comportamento anormali negli esperimenti sugli
animali. Koos e Longi raccomandano che donne in età da gravidanza non
dovrebbero essere esposte a vapori di mercurio in concentrazioni superiori
a 0.01mg/m3.
Nixon e associati riferiscono che le dentiste hanno un tasso di aborto
spontaneo più elevato rispetto ad un gruppo di controllo di donne medico.
In un documento presentato in una Conferenza Internazionale sui rischi del
mercurio nella Pratica Dentistica (Gordon, 1981) e basato sui rapporti
delle ostetriche, si dice: “la frequenza degli aborti tardivi e dei
parti prematuri nelle dentiste che lavorano è inquietante e richiede una
spiegazione”. Kunz suggerisce che la precedente nascita di bambini morti
mostrava una correlazione direttamente proporzionale con i livelli di
mercurio nel sangue sia nella madre che nel figlio. Epidemie da
avvelenamento di mercurio negli ultimi anni sono state associate con danni
cerebrali nei neonati nonostante la poca o nessuna evidenza di tossicità
nella madre. Macdonald suggerisce che poiché è più probabile che
il danno al feto si verifichi nel periodo che va dalle prime otto
alle dieci settimane, si dovrebbero concentrare gli sforzi
nell’eliminazione di ogni esposizione prima del concepimento.
Articoli
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mercurio
Soederstroem
S, Fredriksson A, Dencker L, Ebendal T, "Gli effetti del vapore di
mercurio sui neuroni colinergici nel cervello fetale: studi
sull’espressione del fattore di crescita nervoso e dei suoi recettori di
affinità alta e bassa", Ricerche sullo sviluppo mentale, 85(1):
96-108 (1995)
ABSTRACT
Gli
effetti dei vapori di mercurio sulla produzione del fattore di crescita
nervosa durante lo sviluppo sono stati esaminati. Topi in gravidanza sono
stati esposti a due differenti concentrazioni di vapori di mercurio
durante i giorni embrionali E6-E11(primo periodo) o E13-E18 (periodo
tardivo) in fase di gravidanza, aumentando la concentrazione post-natale
di mercurio nel cervello, da 1 ng/g di tessuto a 4 ng/g di tessuto (gruppo
a bassa dose) o 11 ng/g (gruppo ad alta dose). L’effetto di questa
esposizione nella prole sono stati determinati considerando la
concentrazione di NGF nel 21° e 60° giorno dopo la nascita e
confrontando questi livelli a controlli fatti a parità di età con madri
non trattate. Sono stati anche rilevati cambiamenti nell’espressione
dell’mRNA che codifica NGF, nei recettori di affinità alta e bassa per
l’NGF (p75 e p 140 trk, rispettivamente) e nella colina
acetiltransferasi (ChAT). Quando i ratti furono esposti ad alti livelli di
vapori di mercurio nei primi stadi dello sviluppo embrionale, ci fu un
significativo (62%) aumento nei livelli a P21 di NGF nell’ippocampo,
accompagnato da una diminuzione del 50% di NGF nel proencefalo basale.
L’espressione dell’NGF mRNA è stata trovata inalterata nel giro
cerebrale dentato. L’espressione del p75 mRNA era significativamente
diminuita al 39% de livelli di controllo nell’area diagonale di Broca
(DB) e al 50% nel nucleo settale madiale (MS), mentre non erano
distinguibili alterazioni nel livello di trk mRNA nel proencefalo basale.
La ChAT mRNA era leggermente diminuita nel DB e nell’MS, e notevolmente
nello striato. Questi risultati suggeriscono che bassi livelli prenatali
di esposizione a vapore di mercurio possono alterare i livelli di NGF e i
suoi recettori, indicando danni neuronali e regolazioni trofiche
distribuite durante la crescita.
Warfvinge
K; Hun J; Logdberg B, "Distribuzione del mercurio nelle aree
corticali e nei sistemi di fibre del cervello neonatale e adulto di madre
dopo l’esposizione a vapore di mercurio di scimmie scoiattolo
incinte", Environ Res. 67(2):196-208, nov. 1994
ABSTRACT
Scimmie
incinte furono esposte 5 giorni a settimana a vapore di mercurio ad una
concentrazione di 0.5 mg Hg/m3 di aria per 7 ore al giorno, o di 1 mg
Hg/m3 di aria per 4 o 7 ore al giorno. L’assorbimento totale di mercurio
calcolato variava tra 0.8 e 5.4 mg (variazione dell’assorbimento
giornaliero 0.04-0.07 mg). La concentrazione di mercurio nel lobo
occipitale cerebrale della prole variava tra 0.20 e 0.70 microgrammi/g di
tessuto, e nelle madri tra 0.8 e 2.58 microgrammi/g di tessuto. La
mappatura della distribuzione del mercurio negli strati neocorticali dei
cervelli materni mostrò che le cellule piramidali contenevano più
mercurio visibile degli altri neuroni. In aggiunta, la mappatura rivelò
che più in profondità erano situate le cellule piramidali che
contenevano più mercurio. Nei cervelli della prole, non fu trovata nessun
tipo di distribuzione laminare. Nell’area dell’ippocampo, di nuovo le
cellule piramidali contenevano più mercurio degli altri neuroni. Per
contrasto, lo strato granuloso della circomvoluzione cerebrale dentata era
sempre priva di mercurio visibile. Il claustro e il complesso
amigdaloide contenevano sempre mercurio. Nei sistemi fibrosi i cervelli
della prole contenevano più mercurio dei cervelli dell’adulto. Il
mercurio fu trovato sia nelle cellule gliali e nei neuroni sia nelle aree
corticali e nei sistemi di fibrosi.
Yoshida
M, Yamamura Y, Satoh H, "Distribuzione di mercurio nella prole di
maialini di Guinea dopo esposizione in utero a vapori di mercurio durante
gli ultimi stadi di gravidanza", Arch Toxicol 58(4):225-228, 1986
La
distribuzione negli organi del mercurio dopo esposizione in utero è stata
esaminata in neonati di maialini di Guinea. Le madri dei maialini di
Guinea sono state esposte durante la parte finale della gestazione a 0.2
-0.3 mg/m3 di vapore di mercurio, 2 ore al giorno fino al parto. Le
concentrazioni di mercurio nel cervello, polmoni, cuore, reni, sangue dei
neonati erano minori di quelle negli organi e nei tessuti materni. Invece,
il fegato dei neonati mostrava una concentrazione di mercurio doppia
rispetto a quella nel fegato della madre. Il rapporto tra la
concentrazione di mercurio e gli eritrociti nel sangue della prole è
risultata alquanto diversa da quella delle madri, cioè 0.2-0.4 per la
prole e 1.3-3.0 per le madri. Questi risultati suggeriscono che il
metabolismo dei vapori di mercurio è alquanto diverso nei feti rispetto
alle madri. Ciò può essere dovuto a una circolazione sanguigna diversa,
poiché il vapore di mercurio che si trasferiva attraverso la barriera
placentare sembrerebbe ossidarsi rapidamente nella forma ionica nel fegato
fetale e accumularsi in tale organo.
Gerhard
I, Waldbrenner P, Thuro H, Runnebaum B, "Diagnosi di accumulo di
metalli pesanti attraverso test con DMPS orale e test di
masticazione", Klinisches Labor 38:404-411 (1992)
ABSTRACT
Nel
corso di una conferenza su ormoni e sterilità, furono effettuate analisi
di metalli pesanti nelle urine su 490 donne prima e dopo l'assunzione
orale di DMPS (Dimaval) insieme con il solito esame diagnostico
endocrinologico. Tutte le pazienti mostrarono un aumento di escrezione di
mercurio, piombo, cadmio, rame e arsenico due ore dopo l'assunzione orale
di DMPS. È stata effettuata anche una misurazione dei valori di mercurio
nelle saliva di portatori di amalgama e di gruppi di controllo senza
amalgama. Nelle persone con 11 otturazioni d'amalgama, il contenuto di
mercurio era in media di 101 mcg/L. Dopo un periodo di masticazione di 10
minuti tale valore aumentava (valore massimo rilevato: 800 mcg/L).
L'aumento di escrezione dei metalli post-DMPS prova che tali metalli sono
accumulati nell'organismo e che possono essere mobilizzati da DMPS. Le
correlazioni tra accumuli di metalli pesanti, disfunzioni ormonali ed
aborti indicano la rilevanza clinica del test con DMPS.
Le
concentrazioni di mercurio, piombo, rame, cadmio e arsenico nelle urine
furono determinate tramite la spettroscopia e assorbimento atomico (AAS),
e corrette con riferimento alla normalizzazione della creatinina. Furono
determinate anche le concentrazioni urinarie di zinco e selenio. Se era
confermata un’esposizione al mercurio e se allo stesso tempo i denti
avevano otturazioni di amalgama, dopo un po’ di tempo veniva eseguito il
test della masticazione di gomma. Nei campioni di saliva furono
determinate le concentrazioni di mercurio, argento, stagno e rame. In
tutte le donne, un’escrezione aumentata dei metalli pesanti potrebbe
essere ottenuta con il DMPS. In termini di quantità, le più alte
concentrazioni stimate furono quelle del mercurio e del rame; essendo
quella del mercurio al più grande quantità media. Oltre il 90% di tutte
le concentrazioni basali del mercurio giacciono sotto i 5 mcg/g di
creatinina; che è sotto il limite soglia dell’esposizione al mercurio.
Dopo la somministrazione del DMPS, tuttavia, il 25% delle donne espulse
oltre 100 mcg/g di creatinina. Non ci fu nessun caso di gravidanza
spontanea con un’escrezione di mercurio di oltre 500 mcg/g di creatinina,
ed eccezionalmente delle buone ovulazioni poterono essere ottenute solo
con le più diversificate terapie ormonali. Quattro donne iperandrogene in
particolare mostrarono valori significativamente elevati di mercurio, che
fecero anche andare sottopeso le donne. A causa dei frequenti innalzamenti
del mercurio nelle urine dei pazienti, fu investigata una relazione con il
rilascio di mercurio delle otturazioni dentali d’amalgama. Nel test del
chewing-gum, il rilascio di mercurio nella saliva aumentò in modo
significativo con l’aumentare del numero di otturazioni d’amalgama.
Concentrazioni molto alte di mercurio furono trovate in donne con 10 o più
otturazioni d’amalgama. La massima escrezione di mercurio nelle urine
aumentò quando il numero delle otturazioni d’amalgama crebbe. Le
concentrazioni salivari di mercurio crebbero con il crescente numero di
otturazioni d’amalgama sia prima che dopo aver masticato gomma.
L’escrezione urinaria di mercurio dopo la somministrazione di DMPS
aumentò in modo significativo con l’aumentare del numero di otturazioni
in amalgama. Le donne con l’escrezione di mercurio più alta nelle urine
mostrarono valori di mercurio nella saliva quasi 5 volte più alti dopo
aver masticato gomma. Per l’intera popolazione studiata, non potemmo
fare a meno di dimostrare che esposizioni a metallo pesante erano presenti
in circa la metà dei pazienti con sterilità e disordini ormonali. Solo
in pochi casi poté essere provata una precisa fonte tossica all’esterno
del corpo. Un’esposizione professionale al mercurio poté essere
determinata in solo 5 donne (pratica dentale, manifattura di termometri).
Non furono usati unguenti o medicazioni contenenti mercurio. Il consumo di
pesce nei soggetti fu minimo e non poté essere messo in relazione alle
concentrazioni di mercurio. Sta
diventando sempre più evidente che l’esposizione corporea a metalli
pesanti gioca un ruolo importante nei disordini della fertilità. Come
abbiamo dimostrato, l’esposizione individuale può essere provata
tramite somministrazione orale di DMPS nella forma di un test immediato.
Gjerdet
NR, Berge M, "Liberazione di rame, zinco e cadmio da differenti
amalgami", Acta Odontol Scand., agosto 1983; 41(4): 217-20ISSN:
0001-6357
ABSTRACT
È
stato registrato il rilascio di rame, zinco e cadmio da sei differenti
amalgami in soluzione allo 0.9% di NaCl durante un periodo di 4 settimane.
I prodotti mostravano un comportamento di corrosione molto differente. Un
amalgama del tipo a dispersione rilasciò le più piccole quantità di
rame ma le più alte quantità di zinco. Un prodotto contenente indio ebbe
un alto tasso di dissoluzione del rame. Cadmio fu liberato in larga misura
da un’amalgama al rame. Il tasso di corrosione variò molto per i
differenti prodotti durante il tempo dell’esperimento. La liberazione di
rame e zinco fu inversamente correlata.
Godfrey
M, Campbell NJ, "Conferma della tossicità e della ritenzione di
mercurio usando il sale sodico dell’acido 2,3-
dimercapto-1-propane-sulfonico (DMPS)", Adv Med 7 1994 19 (BB47)
ABSTRACT
La
ritenzione cronica di mercurio fu confermata in pazienti con storie,
sintomi e segni di tossicità cronica da mercurio, utilizzando come
stimolo il sale sodico dell’acido 2,3- dimercapto-1-propane-sulfonico (DMPS)
endovenoso. Ottanta pazienti sintomatici con restauri d’amalgama di
mercurio, dieci persone tra il personale dentistico, e dieci pazienti
diagnosticati come sofferenti di tossicità da amalgama, che erano stati
trattati con la rimozione delle amalgami, una terapia chelante e di
integrazione di minerali, furono comparati con dieci pazienti asintomatici
di controllo che non avevano mai avuto restauri d’amalgama. Il valore
medio del mercurio nell’urina, dopo le iniezioni di DMPS, fu
estremamente significativo nei pazienti sintomatici, aumentando da 5.4
microgrammi per litro (ug/L) a 314.3 ug/L (p<0.001). Esso fu
estremamente significativo anche nel personale dentistico, aumentando da
10.2 a 330.0 ug/L (p<0.001). Ci fu una importante differenza nei
pazienti trattati, in cui le concentrazioni di mercurio post-DMPS fu
minore che nei pazienti di controllo. Esse aumentarono da 1.4 a 10.7 ug/L
(p<0.007) mentre, nei pazienti di controllo essa incrementò da 1.8 a
39.1 Ug/L. La concentrazione di mercurio post-DMPS diminuì in seguito
alla rimozione dell’amalgama ma rimase elevata nei soggetti che
conservarono le loro amalgami. La diminuzione dei sintomi e dei segni
clinici da 1 a 4 anni dopo il trattamento fu confermata per mezzo di una
valutazione continuativa. A causa della natura insidiosa della tossicità
cronica di mercurio e delle variegate manifestazioni cliniche, spesso non
si arriva a formulare la diagnosi opportuna in tali casi.
Le tecniche diagnostiche standard sono imprecise, ci sono significativi
rischi con trattamenti non appropriati.
*
Godfrey ME, "Malattia cronica correlata all’amalgama dentale:
rapporto di due casi", J Adv Med 3 1990 247 (AP16)
ABSTRACT
Sono
presentati due studi del caso che implicano una sintomatologia multipla.
Si propone una relazione causale con l’amalgama dentale, in vista della
diminuzione dei sintomi a seguito della rimozione della causa.
*
Godfrey ME, "Candida, disbiosi e amalgama", Journal of
Advancemnt in Medicine, v.9, n.2, p115- 120, Summer 1996 (BJ36)
“L’amalgama
è stata confermata come le più importante fonte di mercurio sia nel
personale dentistico sia nella popolazione comune. E’ stato dimostrato
che provoca una alterazione disbiotica della flora intestinale e che i
fagociti delle persone esposte al mercurio non sono in grado di uccidere
la candida. Questo fatto fa sorgere un problema per quanto riguarda il
buonsenso clinico dei trattamenti ripetitivi anti-candida senza la
rimozione delle amalgami dei pazienti. Una valutazione multicentrica
superiore coinvolgente 640 soggetti umani ha confermato che c’era una
mutazione del 70% nei batteri intestinali, che porta ad una resistenza
agli antibiotici successiva all’esposizione al mercurio proveniente
dalle otturazioni d’amalgama.
C’è anche una possibilità per la candida e gli altri potenziali
microbi patogeni, di diventare resistenti al mercurio e di prosperare
quando gli organismi commensali vengono sostituiti da organismi resistenti
agli antibiotici.”
Goldwater
LJ, "Tossicologia del mercurio inorganico", Ann NY Acad Sci
65:498-506 (1957)
ABSTRACT
Gli
effetti pericolosi dei vapori di mercurio vengono discussi a lungo in un
lavoro di Ulrich Ellenbog stampata in Germania nel 1524, e una descrizione
clinica dettagliata dell’avvelenamento professionale da mercurio fu
pubblicata da Jean Fernel in Francia nel 1557. Nell’industria
moderna, l’avvelenamento da mercurio è stato comunemente associato alla
lavorazione dei cappelli di feltro di pelliccia. Fino a quando non fu
trovato un sostituto soddisfacente, il nitrato di mercurio era essenziale
nel processo di feltratura. Si crede che l’espressione “matto come un
cappellaio” abbia avuto origine come risultato di una delle
manifestazioni tossiche dell’avvelenamento da mercurio. Il mercurio è
unico tra i metalli pesanti in quanto ha una notevole volatilità a
temperatura ambiente. Il mercurio spanso tende a dividersi in innumerevoli
piccoli globuli.
Questa suddivisione aumenta l’area superficiale e di conseguenza aumenta
il tasso di evaporazione.
La più importante via di assorbimento per tutti gli avvelenamenti
professionali è attraverso il tratto respiratorio. Il mercurio può anche
guadagnare l’accesso all’organismo vivente attraverso la pelle
intatta, una caratteristica che forma la base per il trattamento della
sifilide con le “applicazioni di mercurio”. L’ingresso attraverso il
canale gastrointestinale è di minore importanza nel mercurialismo
professionale, ma ovviamente può essere di minore importanza se un cibo o
una bevanda sia contaminata accidentalmente con qualche forma di mercurio.
L’avvelenamento da mercurio può essere acuto, subacuto o cronico.
I sintomi dell’avvelenamento da mercurio organico possono essere
differenti da quelli prodotti dal mercurio inorganico. L’avvelenamento
cronico avviene in seguito all’esposizione ad eccessive concentrazioni
di vapore di mercurio, o polvere di sali di mercurio, per periodi di
settimane, mesi o anni. Le più frequenti ramificazioni sono gengiviti e
stomatiti, tremori, e cambio di personalità conosciuto come eretismo.
Questa condizione è caratterizzata da irritabilità, esplosioni di
collera, ed eccitabilità, a volte alternati a depressione. Ci sono
numerosi altri segni e sintomi, che includono salivazione, perdita di
appetito, perdita di peso, debolezza, e disturbi delle funzioni urinarie e
gastrointestinali. I livelli di mercurio urinario possono dare alcune
indicazioni del grado di esposizione; essi sono di valore limitato nella
diagnosi di avvelenamento, dato che livelli alti possono essere trovati in
soggetti umani che sono sintomatici, e livelli bassi in quelli che
mostrano segni evidenti di mercurialismo. E’ stato suggerito che, in
alcuni casi, l’incapacità di espellere il mercurio è un fattore nello
sviluppo dell’avvelenamento.
H
*
Hahn LJ, Kloiber R, Vimy MJ, Takahashi Y, Lorscheider FL,
"Otturazioni dentali di argento: una fonte di esposizione rivelate
con autometallografia dell'intero corpo di una pecora e analisi dei
tessuti", FASEB J. 3:2641-6, dic. 1989 (AC42)
ABSTRACT
Le
pecore sono state utilizzate in questo studio per investigare il rilascio
e la distribuzione del mercurio da otturazioni dentali di amalgama perché
esibisce meccanismi di masticazione molare simile a quelli trovati negli
umani. Dodici denti molari sono stati riempiti con amalgama dentale
contenente mercurio marcato radioattivamente e lasciato nel dente per 29
giorni. Ogni otturazione conteneva approssimativamente 425 milligrammi di
mercurio, circa il 50% della quantità dell'otturazione media in adulto
umano. Le otturazioni sono state scolpite in modo accentuatamente concavo
per prevenire eccessiva corrosione. L'uso di mercurio marcato
radioattivamente assicurava specificità; il mercurio trovato negli
animali non avrebbe potuto essere confuso con mercurio proveniente da
qualsiasi altra fonte. Misure post-masticazione sono state prese
periodicamente. Queste misure rispecchiavano molto le misure prese da
portatori umani in lavori scientifici precedentemente pubblicati. Il
destino del mercurio dentale è stato determinato per autometallografia
dell'intero corpo e per misura dell'isotopo radioattivo negli specifici
tessuti. I risultati dello studio chiaramente dimostrano che sostanziali
quantità di Hg dall'amalgama appariranno in diversi tessuti corporei, già
29 giorni dopo l'inserimento di otturazioni di amalgama nel dente.
*
Hahn LJ, Kloiber R, Leininger RW, Vimy MJ, Lorscheider FL, "Autometallografia
della distribuzione del mercurio rilasciato dalle otturazioni dentali nei
tessuti di scimmia", FASEB J., nov. 1990; 4(14):3256-60 (AC42b)
ABSTRACT
(Department of Radiology, University of Calgary, Faculty of Medicine,
Canada)
Il destino del mercurio (Hg) rilasciato dalle
otturazioni dentali di amalgama nell'aria della
bocca umana è incerto. Uno studio precedente su
pecore ha rivelato le vie di assorbimento e
distribuzione del Hg da amalgama nei tessuti
corporei. La presente indagine dimostra che la
distribuzione corporea di Hg da amalgama in una
scimmia la cui dentizione, cibo e regime
alimentare e modalità di masticazione sono molto
vicini a quelli degli esseri umani. Quando le
otturazioni di amalgama, che normalmente
contengono il 50% di Hg sono create con 203Hg
marcato radioattivamente, e inserite nei denti
delle scimmie. L'isotopo inizia ad apparire in
elevate concentrazioni nei diversi organi e
tessuti entro 4 settimane. L'autometallografia
dell'intero organismo della scimmia ha rivelato
che i livelli più elevati di Hg erano
localizzati nei reni, tratto gastrointestinale e
mandibola. L'attuale convincimento di parte
della professione odontoiatria che gli
amalgami d'argento siano un materiale per otturazioni dentali stabile non
è supportata da questi riscontri.
articoli
correlati: studi di distribuzione di mercurio inalato
Khayat
A, Dencker L, "Distribuzione negli organi del mercurio metallico
inalato in topi e scimmie" Acta Pharmacol et Toxicol, 55:145-152,
1984
ABSTRACT:
Topi e scimmie sono stati esposti all'inalazione di vapori di mercurio
203, marcato radioattivamente. La distribuzione negli organi e nei tessuti
è stata determinata attraverso autometallografia dell'intero corpo,
microautoradiografia e conteggio scintillografico. La distribuzione del
vapore di mercurio si conformava ampiamente a precedenti determinazioni su
topi. Elevati accumuli di mercurio sono stati trovati nei polmoni, cuore e
cervello. Altri siti di notevole accumulo sono stati riscontrati nelle
ghiandole endocrine quali la corteccia adrenale, la tiroide, la retina,
corpora lutea delle ovaie e specifiche aree del fegato.
Dopo solo un'ora di esposizione al vapore di mercurio, i livelli di
mercurio nel cuore erano 3-4 volte maggiori rispetto a quelli trovati nel
cervello. Conclusioni: dopo esposizione a vapori di mercurio, i polmoni,
il cuore ed il cervello sono gli organi target nella maggior parte delle
specie, anche negli umani. Considerando le ricerche pubblicate su un gran
numero di elementi chimici e composti, il vapore di mercurio è il primo
ad esibire una modalità di distribuzione caratterizzata da una rapida
diffusione dai capillari sanguigni nelle cellule, dove è immediatamente
intrappolato per ossidazione.
Hakansson
B, Yontchev E, Vannerberg N-G, Hedegard B, "Un esame dello stato di
corrosione della superficie di costruzioni e otturazioni dentali. I.
Un’indagine di laboratorio sul comportamento della corrosione di leghe
dentali in saliva naturale e in soluzioni saline", J Oral Rehabil
13:235-246 (1986)
ABSTRACT
Sono
state compiute misurazioni elettrochimiche su leghe d’amalgama e d’oro
in saliva naturale e in soluzioni saline. I risultati mostrano forti
effetti inibitori di alcuni componenti nella saliva naturale sul
comportamento di corrosione della superficie di amalgami. Per quanto
riguarda le leghe d’oro, l’ossigeno di riduzione catodico era
notevolmente più basso nella saliva naturale che nelle soluzioni saline.
Per quanto riguarda le combinazioni galvaniche dell’oro e delle amalgami
nella saliva naturale, ci si possono aspettare correnti sostanzialmente più
basse di quelle calcolate tramite i dati termodinamici.
Haikel
Y, Gasser P, Salek P, Voegel JC, "Esposizione al vapore di mercurio
durante l’inserimento, la rimozione, e la lucidatura di restauri
d’amalgama", J Biomed Mater Res, nov. 1990; 24(11):1551-8
ABSTRACT
(INSERM U157, Universite Louis Pasteur, Faculté de Chirurgie Dentaire,
Strasbourg, France)
Il
livello dei vapori di mercurio nella cavità orale fu determinato
analizzando 242 campioni di aria intraorale prima e dopo la rimozione,
l’inserimento e la lucidatura dell’amalgama dentale. Le analisi furono
effettuate usando spettrometria ad assorbimento atomico in vapori freddi
con il limite di rivelazione di 6 microgrammi/m3. Un punteggio da 1
a 3 fu assegnato ad ogni restauro per correggere le differenze di
grandezza dell’amalgama. Il presente studio mostrò che il vapore fu
rilasciato durante ogni procedura: rimozione, inserimento e lucidatura
dell’amalgama. I livelli medi erano tra 85 e 326 microgrammi/m3.
Tuttavia, in bocche senza ancora nessuna otturazione d’amalgama, non
erano stati individuati vapori di mercurio nella cavità orale. Questa
indagine ha anche dimostrato una significativa correlazione diretta tra
concentrazioni di vapore di Hg nell’aria intraorale e la grandezza dei
restauri d’amalgama durante ogni procedura: rimozione, inserimento e
lucidatura. Un’analisi statistica non mostrò nessuna differenza
significativa nei livelli di vapori di mercurio nella cavità orale sia
che si usasse un refrigerante d’acqua durante la levigatura
dell’amalgama sia che non si usasse.
Hall
G, Winkvist L, "Protezione e rimozione di metalli riuscite bene con
il V-Tox", Heavy Metal Bull, vol 3, issue 1, p6-8, aprile 1996
ABSTRACT
A
pazienti con una riconosciuta sensibilità ai vari metalli usati in
odontoiatria, in questo caso mercurio e palladio, furono rimossi i
restauri metallici, nello stesso momento in cui ricevettero infusioni di
ascorbato di sodio iperosmolare. Nella maggior parte dei pazienti la
rimozione dei metalli si risolse in una rapida riduzione dei loro vari
sintomi.
*
Hanson M, Pleva J, "Il problema dell'amalgama dentale: una
rassegna", Experientia 47 1991 9-22 (AG81)
ABSTRACT
Usando
un approccio interdisciplinare vengono esaminati la posizione corrente
riguardo alla controversia sull'amalgama dentale e il potenziale impatto
del mercurio da amalgama sulla salute umana. Sono inclusi aspetti della
scienza dei materiali, della corrosione, dell'esposizione a mercurio,
della tossicologia, della neurologia e dell'immunologia. Sono presentati
nuovi dati sull'esposizione in vivo da mercurio da otturazioni di amalgama
corrose. L'esposizione può raggiungere valori considerevolmente superiori
alla soglia dei limiti dei valori noti. Inoltre sono presentate le
misurazioni dell'assorbimento di mercurio dall'aria intraorale. Si
enfatizza la vitale importanza di evitare l'accoppiamento galvanico
oro-amalgama. È stata inclusa la sintomatologia di un paziente disabile
che è stato ricoverato dopo la rimozione di un'amalgama. Si conclude che
la discussione sul problema dell'amalgama dentale ha sofferto dell'assenza
di un approccio interdisciplinare. Sarebbe saggio imparare dalla lezione
di acrodinia e considerare il mercurio da amalgama tra gli altri possibili
fattori nelle malattie neurologiche di eziologia incerta.
Hellwig
E, Stachniss V, Duschner H, Klimek J, Herzogenrath B, "Rilascio del
mercurio di otturazioni d’amalgama d’argento in vitro", Dtsch
Zahnarztl Z, gen. 1990; 45(1):17-9
ABSTRACT
(Med. Zentrums fur Zahn-, Mund und Kieferheilkunde der
Philipps-Universitat Marburg)
Il
rilascio in vitro di mercurio da otturazioni d’amalgama d’argento fu
analizzato tramite ICP (spettroscopia ad emissione atomica di plasma
accoppiato induttivamente). Entro 14 giorni 63.2 microgrammi di Hg e 41.5
microgrammi di Hg rispettivamente, furono rilasciati da otturazioni
d’amalgama finite e non finite (n=5). Le quantità di mercurio trovate
in questo studio furono molte volte più alte se confrontate ai risultati
derivanti da altri studi in vitro.
rmann
M, Schweinsberg F, "Biomonitoraggio per la valutazione di un carico
di mercurio derivante da otturazioni d’amalgama. Determinazione del
mercurio nell’urina prima e dopo delle dosi orali di acido
2,3-dimercapto-1-propanosolfonico (DMPS) e nei capelli", Zentralbl
Hyg Umweltmed 194(3):271-291 (1993)
ABSTRACT
La
correlazione statisticamente rilevante tra le concentrazioni urinarie di
mercurio di 67 volontari maschi con un’età da 16 a 72 anni (media: 1.20
microgrammi/l, variazione 0.1-5.0; 1.57 microgrammi/24 h, variazione
0.1-7.8) e il loro indice di otturazione d’amalgama (r= 0.653; p<or=
0.0001) indica che le otturazioni
d’amalgama caricano l’organismo di mercurio. La somministrazione
orale di 300 mg di DMPS (Dimaval) fece aumentare l’eliminazione del
mercurio nelle urine di un fattore di 9.2. Per la valutazione
tossicologica dell’escrezione di mercurio nell’urina proponiamo di
impiegare 1/20 del livello del BAT per il mercurio inorganico (200
microgrammi/l). Questo approccio è frequentemente usato nella regolazione
dei livelli di MIK basati sui livelli di MAK. Ci riferiamo allo standard
risultante come al livello BUT (Biologischer Umweltstofftoleranzwert). Il
livello BUT per il mercurio inorganico nelle urine è perciò di 10
microgrammi/l. La media determinata nel gruppo sotto indagine fu circa 10
volte più bassa del valore soglia proposto. Quindi le presenti scoperte
non suggeriscono un rischio per la salute dovuto a mercurio nei volontari
qui esaminati. Le analisi dei capelli degli stessi volontari non erano in
correlazione con il carico di mercurio inorganico proveniente da
otturazioni d’amalgama. Tuttavia, fu trovata una debole correlazione tra
i livelli di mercurio dei capelli e il consumo di pesce. Poiché il pesce
è principalmente una fonte di mercurio organico, le analisi dei capelli
possono essere utili per il monitoraggio biologico di questa forma di
mercurio.
Holland
RI, "Rilascio di vapori di mercurio provenienti da amalgama durante
la corrosione in vitro", Dent Mater., marzo 1993; 9(2):99-103
ABSTRACT
(NIOM, Scandinavian Institute of Dental Materials, Haslum, Norway)
Il rilascio di vapore di mercurio fu determinato
da undici differenti amalgami esposte a
corrosione indotta esternamente tramite contatto
galvanico con una lega dentale d’oro,
l’elettrolita era una soluzione di saliva
artificiale a 37 gradi C. Il tasso di corrosione
delle amalgami poteva essere diviso in due
gruppi corrispondenti al raggruppamento in
materiali convenzionali e di rame puro. Il tasso
di rilascio di mercurio dimunuì durante il
periodo di 24 h del test per tutte gli amalgami eccetto
uno contenente indio. Non ci fu, nei diversi raggruppamenti, una
differenza significativa nel rilascio totale di mercurio tra amalgami
convenzionali e quelle in rame puro. La stessa cosa riguardò i singoli
prodotti, eccetto quello contenente indio, il quale rilasciò
significativamente più vapori di mercurio dei due prodotti con il
rilascio più basso.
Horsted-bindslev
P, Danscher GH, Hansen JC, "Assorbimento dentinale e polpale di
mercurio da otturazioni d’amalgama rivestite e non rivestite in
maialini", Eur. J. Oral Sci 1997, 105: 338-343 (BX17)
ABSTRACT
Lo
scopo della presente indagine era di esaminare la dentina e la polpa in
denti restaurati in amalgama in maialini considerando la presenza di
mercurio, e di valutare se il rivestimento delle cavità restaurate con
cemento vetroionomero modificato in resina aveva qualche effetto sulla
penetrazione del mercurio. Cavità di classe I e V furono scavate in 49
denti posteriori e canini di quattro piccoli maiali. 35 cavità furono
restaurate con amalgama e 14 con materiale composito. 26 delle cavità con
amalgami furono rivestite con un cemento ionomero di vetro modificato a
resina. Dopo periodi di osservazione di 17-28 mesi, i maialini furono
uccisi e le mascelle furono sezionate. Dopo la decalcificazione, i denti
furono trattati per essere esaminati al microscopio ottico o elettronico.
Il mercurio fu visualizzato tramite autometallografia.
Il
mercurio fu rilevato in tutti i denti con amalgama, mentre i denti con i
compositi erano privi di mercurio. Il mercurio poteva essere tracciato nei
processi degli odontoblasti, nel corpo degli odontoblasti, e in rare
occasioni nel tessuto nervoso della polpa delle otturazioni d’amalgama
rivestite o non rivestite. Lo studio presente perciò dimostra il
trasporto di mercurio attraverso i tubuli dentinali fino alla polpa, e che
il rivestimento delle cavità con un cemento vetroionomero modificato in
resina non previene la penetrazione di mercurio.
Huggins
HA, Levy TE, "Modificazioni della proteina fluida cerebrospinale
nella sclerosi multipla dopo la rimozione d’amalgama dentale",
Altern Med Rev, agosto 1998; 3(4):295-300
ABSTRACT
(Center for Progressive Medicine, Puerto Vallarta, Mexico)
Huggins
HA, Levy TE, "Cambiamenti delle proteine nel fluido cerebrospinale in
casi di sclerosi multipla dopo rimozione da amalgama dentale",
Alternative Medicine Review, vol. 3, N.4, pp295-300, agosto 1998
ABSTRACT
Una
correlazione tra sclerosi multipla (SM) e otturazioni dentali di amalgama
è stata suggerita da alcuni autori, ma non è stata ancora provata.
Questo studio documenta cambiamenti biochimici oggettivi a seguito della
rimozione di queste otturazioni insieme ad altri materiali dentali,
utilizzando un nuovo modello multidisciplinare di terapia. I drammatici
cambiamenti nel photolabeling (marcatura fotografica) delle proteine del
fluido cerebrospinale (FCS) a seguito di questi interventi dentistici
suggerisce che il photolabeling di FCS può servire quale un oggettivo
biomarker per monitorare casi di SM. La netta transizione che avviene dopo
la rimozione dovrebbe incoraggiare a fare più ricerca per meglio definire
questa possibile correlazione tra mercurio dentale e SM. Conclusioni:
Questo studio preliminare dimostra che il presente protocollo di rimozione
di amalgami dentali insieme con altri aspetti del nostro protocollo di
trattamento clinico ha portato ad un rapido e consistente cambiamento
delle caratteristiche photolabeling delle proteine FCS nei pazienti SM.
Comunque, non può essere raggiunta una conclusione diretta e
incontestabile riguardo l'eziologia della sclerosi multipla solamente in
base a questi risultati. È stato documentato che il mercurio si accumula
proprio in quelle aree del sistema nervoso dalle quali si originano i più
drammatici sintomi clinici di sclerosi multipla. In particolare, nei
neuroni motori si accumula più Hg che non nei neuroni sensori, ed i
neuroni motori predominano sui motori sensori nei sintomi di SM. Sebbene
c'è bisogno di fare più ricerca in questo campo, questi risultati
suggeriscono che l'esposizione al mercurio dentale da amalgami, nonché da
qualsiasi altra fonte di esposizione cronica a basse dosi di mercurio,
debba essere presa in considerazione quale possibile fattore nella
eziologia della SM in questi pazienti.
**
Hultman P; Lindh U; Horstedbindslev P, "Attivazione del sistema
immunitario e dei depositi del complesso immunitario sistemico in topi
Brown Norway con restauri dentali d’amalgama", Journal of Dental
Research; 77 (6) p1415-1425, giugno 1998 (CA19)
ABSTRACT
I
restauri dentali in amalgama sono una significativa fonte di esposizione
al mercurio nella popolazione umana, ma la loro potenzialità nel causare
effetti nell’organismo è assai discussa. Abbiamo esaminato gli effetti
sul sistema immunitario praticando a topi Brown Norway (BN) geneticamente
sensibili al mercurio e a topi Lewis (LE) resistenti al mercurio restauri
d’amalgama d’argento in 4 molari della mascella superiore, causando un
carico al corpo simile a quello descritto nei portatori umani di amalgama.
I topi BN con restauri d’amalgama, confrontati con i topi di controllo a
cui erano stati praticati restauri compositi di resina svilupparono una
rapida attivazione del sistema immunitario con un aumento massimo di 12
volte della concentrazione IgE del plasma dopo 3 settimane. I topi LE che
avevano ricevuto restauri d’amalgama non mostrarono aumenti
significativi dell’IgE del plasma. Dopo 12 settimane i topi BN con
restauri d’amalgama mostrarono in modo significativo titoli accresciuti
dei depositi del complesso immunitario nei glomeruli renali e nelle pareti
dei vasi sanguigni degli organi interni.
Questi topi mostrarono anche un significativo aumento da 6 a 130 volte
nella concentrazione di mercurio nel tessuto nell’ordine di
concentrazione rene > milza > lobo cerebro occipitale >
cervelletto > fegato > timo e la concentrazione d’argento nel
tessuto era aumentata da 3 a 11 volte.
I
topi BN in cui era stata impiantata l’amalgama mostrarono un
significativo aumento nella concentrazione di rame nei reni e nella milza
e nella concentrazione di selenio nei reni. Le conclusioni sono che le
otturazioni dentali di amalgama rilasciano sostanziali quantità dei loro
elementi, che si accumulano negli organi e che, nei topi sensibili
geneticamente, danno origine all’attivazione del sistema immunitario e
dei depositi IC sistemici.
*
Hultman P, Johansson U, Turley SJ, Lindh U, Enestrom S, Pollard KM,
"Effetti immunologici avversi e autoimmunità indotti da amalgama e
leghe dentali nei topi", FASEB Journal; 8 (14) p1183-1190, nov.
1994
(AZ43)
ABSTRACT
Le
otturazioni d’amalgama sono la più importante fonte di esposizione al
mercurio nella popolazione comune, ma la loro potenzialità nel causare
conseguenze sulla salute dell’organismo è molto dibattuta. In questo
studio le aberrazioni immunitarie indotte nei topi geneticamente sensibili
al mercurio nati dall’unione di animali consanguinei sono state usate
per provare se l’amalgama dentale possa interferire con il sistema
immunitario e causare autoimmunità. Ai topi femmina SJL/N furono fissati
nella cavità peritoneale 8- 100 mg di amalgama d’argento o lega
d’argento per 10 settimane o 6 mesi. Iperimmunoglobulinemia cronica,
autoanticorpi delle IgG del siero che bersagliavano la fibrillarina della
proteina del nucleolo e i depositi del complesso immunitario sistemico si
svilupparono in maniera tempo- e dose- dipendenti dopo l’impianto di
amalgama o lega. Gli splenociti dei topi impiantati con amalgama o lega
mostrarono un’aumentata espressione di molecole di classe II. La capacità
funzionale delle cellule spleniche T e B fu simulata in maniera
dose-dipendente: 10 settimane di dose bassa e sei mesi di dose alta di
impianto d’amalgama aumentarono fortemente la proliferazione di cellule
T e B mitogeno-indotte, mentre 10 settimane di impianto a dose alta fece
diminuire la proliferazione. Non solo il mercurio ma anche l’argento si
accumulò nella milza e nei reni dopo l’impianto d’amalgama. In
conclusione, l’impianto d’amalgama dentale in ambiente fisiologico
corporeo causa stimolazioni croniche del sistema immunitario con induzione
di autoimmunità dell’organismo in topi geneticamente sensibili. Anche
l’impianto di lega d’argento non contenente mercurio indusse
autoimmunità, suggerendo che altri elementi, specialmente l’argento,
hanno la potenzialità di indurre autoimmunità in vertebrati
geneticamente suscettibili. L’accumulo
di metalli pesanti, da amalgama dentale o altre fonti, può abbassare la
soglia di un singolo metallo e provocare aberrazioni immunologiche. Ne
deduciamo che, in appropriate condizioni di suscettibilità genetica e
adeguato carico corporeo, l’esposizione a metalli pesanti causata da
amalgama dentale può contribuire ad aberrazioni immunologiche, che
potrebbero condurre ad evidente autoimmunità.
I
*
Ingalls TH, "Epidemiologia, eziologia, e prevenzione della sclerosi
multipla. Ipotesi e realtà”, Am J Forensic Med Pathol, marzo 1983;
4(1):55-61
ABSTRACT
La
lenta, profonda infiltrazione di mercurio ionico dal canale della radice
oppure otturazioni d’amalgama di Classe V inserite molti anni prima,
ricorrenti carie e corrosione attorno i bordi delle otturazioni, e
l’effetto ossidante della purulenta potrebbero condurre alla sclerosi
multipla (SM) nella mezza età. Studi epidemiologici della SM rivelano
uniformemente una incidenza maggiore di tale malattia neurologica al nord,
perché deduttivamente potrebbero esserci meno carie e quindi meno
otturazioni fatte a sud. Dati clinici ed epidemiologici suggeriscono anche
che un secondo metallo pesante, il piombo, potrebbe funzionare quasi
scambievolmente con il mercurio. Forse, casi di SM unilaterale derivano da
otturazioni in amalgama di mercurio in denti ipsolaterali, mentre la
malattia generalizzata potrebbe risultare dall’ingestione o inalazione
di mercurio volatile o gas di scarico di additivi al piombo della benzina.
La sfida della medicina legale e preventiva è di identificare,
monitorare e risolvere le questioni inerenti i rischi dei metalli pesanti
nascosti in una società ad alta tecnologia, in special modo quelli
riguardanti piombo e mercurio. Si dovrebbero effettuare ulteriori studi
clinico-epidemiologici e di scienza di base riguardo le analisi di metalli
pesanti nel sangue, tessuti del sistema nervoso centrale, etc.
Ingalls
TH, "Raggruppamento endemico della sclerosi multipla nel tempo e
nello spazio, 1983- 1984. conferma di un’ipotesi”, Am J Forensic
Med Pathol., marzo 1986; 7(1): 3-8
ABSTRACT
In
diverse occasioni negli ultimi 50 anni sono stati osservati casi di
aumentata incidenza di sclerosi multipla relativamente alal ripartizione
spazio-temporale. Sono qui riesaminati gruppi selezionati in relazione a
fonti sospette di avvelenamento da metalli pesanti (mercurio, piombo),
come sfondo per le analisi dello scoppio del 1983/85 di 30-40 casi di
sclerosi multipla a Key West in Florida. È presentata la prova che il
raggruppamento tempo-spazio era il risultato di un inquinamento ambientale
proveniente da una vicina discarica di detriti rocciosi. Il probabile
meccanismo viene discusso.
Ionescu
G, "Leghe dentali: analisi elettrochimiche e biologiche: rassegna”,
Forsch Komplementärmed 1996, 3:72-77
ABSTRACT
Si
possono considerare molteplici fattori riguardo i potenziali rischi per la
salute delle differenti leghe dentali e amalgami. Corrosione,
trasformazione di fase e abrasione delle leghe impiantate come anche
temperatura, valore del pH, placca microbica o composizione di saliva e
cibo sono di solito responsabili del rilascio dei singoli componenti delle
leghe dentali in sito. I processi che conducono ad effetti secondari
locali o distali da metallo pesante nel corpo possono essere evitati con
una corrosione appropriata, con prove di mobilitazione e biocompatibilità
che includono pelle, sensibilizzazione linfatica e/o indagini citotossiche
in vista della scelta appropriata del materiale.
**
Isacsson G, Barregard L, Selden A, Bodin L, "L’impatto del bruxismo
notturno sul carico di mercurio proveniente da amalgami dentali”,
Eur J Oral Sci, giugno 1997; 105(3):251-7
(BT9)
ABSTRACT
(Orofacial Pain Clinic, Orebro County Council, Sweden) goran.isacsson@pain.se.astra.com
Il
mercurio (Hg) rilasciato dalle otturazioni dentali in amalgama aumenta
mediante stimolazione meccanica. Lo scopo di questo studio era di indagare
il possibile impatto del bruxismo notturno sull’esposizione al mercurio
causata dalle amalgami dentali e di valutare l’effetto dell’uso di
un’otturazione. 88 pazienti donne provenienti da una clinica del dolore
orofacciale con una dentizione mascellare e mandibolare completa, una
normale occlusione verticale frontale con guida a cuspide, e almeno
quattro otturazioni occlusive in amalgama in contatto con gli antagonisti
in posizione intercuspidale, furono esaminate con il Bruxcore (dispositivo
per il monitoraggio del bruxismo) per misurare il livello di bruxismo
notturno. Basandosi sul grado di abrasione registrato, i soggetti furono
divisi in un gruppo definito come bruxisti (n= 29), in un altro gruppo
definito come non-bruxisti (n=32), che servivano come controlli.
L’esposizione al mercurio fu accertata dalla concentrazione di mercurio
nel plasma e nelle urine, corretta per il contenuto di creatinina. In un
modello regressivo con il bruxismo come unica variabile esplicativa, non
fu trovato nessun effetto significativo del bruxismo, ma quando il numero
delle otturazioni d’amalgama, l’uso di chewing-gum e altre variabili
di base furono tenute in conto, ci fu un impatto limitato del bruxismo sul
mercurio nel plasma. L’uso notturno di un apparecchio occlusivo non
cambiò comunque in modo significativo i livelli di Hg. Questo
studio indica che il logorio meccanico delle amalgami dovuto al bruxismo
notturno può aumentare il carico di mercurio, ma l’importanza di questo
effetto sembra essere minore di quello derivante dall’uso di
chewing-gum.
J
*
Johansson BI, Bergman B, "Corrosione di amalgama e titanio in
contatto", J Dent Res 74:554 IADR Abstract 1232 (1995)
ABSTRACT
È
stata studiata la corrosione di amalgama convenzionale e di amalgama ricca
in rame combinata a titanio fuso e torniato. Inoltre, è stato indagato
l'effetto della levigazione con o senza irrigazione d'acqua dei campioni
di titanio e dell'aggiunta di ioni fluoruri alla soluzione elettrolitica
salina. Sono stati usati metodi elettrochimici standard per registrare i
potenziali e le cariche trasferite tra l'amalgama e il titanio con cui era
a contatto. L'amalgama ricca di rame, a contatto con titanio, si corrodeva
meno della amalgama tradizionale. Non sono state rilevate differenze tra
titanio fuso o torniato. La procedura di levigazione ha influenzato il
comportamento elettrochimico del titanio. L'aumentare la concentrazione di
fluoruro da 0 a 0.05 mol/L nella soluzione salina aumentava l'attività di
corrosione del titanio in contatto con amalgama ricca di rame e la
corrosione dell'amalgama in contatto con titanio. L'aggiunta di ioni
fluoruri alla soluzione salina aumentava la corrosione del titanio o
dell'amalgama quando era posta in contatto. Le procedure di levigazione
del titanio influenzavano la sua attività elettrochimica.
**
Johansson BI, Lagerlof F, "Correnti integrate tra amalgama e lega
aurea in soluzioni saline e saliva naturale con diverse concentrazioni di
cloruro", Scand. J. Dent Res. (1992), 100: 240-3
ABSTRACT
L'effetto
di diverse concentrazioni di cloruro di sodio sulle correnti integrate
(trasferimento di carica) tra amalgama dentale e lega aurea è stato
studiato in una cella bimetallica contenente saliva o soluzione salina. Le
correnti integrate erano influenzate solo in modo marginale dall'aumento
delle concentrazioni di cloruro relativamente all'amalgama ricca in rame,
sia nella saliva che nella soluzione salina. Le correnti integrate,
nell'esperimento che coinvolgeva l'amalgama convenzionale erano molte
volte superiori di quelle di amalgama ricca di rame. Nelle soluzioni
saline un massimo di trasferimento di carica fu trovato a 0.2 M di
cloruro. Nella saliva un aumento del trasferimento di carica fu trovato
con l'aumentare del contenuto di cloruro.
**
Johansson E, Liliefors T, "Metalli pesanti negli apici delle radici
di denti con otturazioni di amalgama", Department of Radiation
Sciences, Division of Physical Biology, Box 535, 751 21 Uppsala, Sweden
(AL2)
ABSTRACT
I
metalli pesanti possono essere trasportati al dente umano da numerose
fonti quali cibo, farmaci o amalgama dentale. Osservazioni precedenti
degli autori sul mercurio in eritrociti e granulociti neutrofili hanno
indicato il suo possibile rilascio dall'amalgama, ma con la tecnica usata
(m-PIXE) non era stato possibile stabilire se la fonte del mercurio fosse
l'amalgama o il cibo. In questo studio sono stati usati strumenti
analitici sensibili quali ICP-MS con capacità multi-elementare. Negli apici delle radici di denti otturati con amalgama furono rilevate
concentrazioni di Hg fino a 41.5 mcg /g. La concentrazione di Hg
risulta inferiore a 1 mcg/g negli apici delle radici di denti non
otturati. I risultati indicano che metalli sono rilasciati dall'amalgama,
ma al momento informazioni relative alle implicazioni cliniche di ciò non
può essere dedotta. Può essere importante essere consapevoli che non
solo Hg ma anche Ag e Cd possono essere rilasciati ed i loro effetti
dannosi possono dar luogo ad ulteriore tossicità e sintomi imprevisti.
Jokstad
A, Thoiassen Y, Bye E, Clenchaas J, Aaseth, "Amalgama dentale e
mercurio", J. Pharmacology & Toxicology, 70 (4) 308-313 1992
ABSTRACT
Le
concentrazioni di mercurio nel sangue (HgB) e nelle urine (HgU) e
nell'aria espirata (HgA) sono state misurate in 147 individui di una
popolazione urbana norvegese usando spettroscopia di assorbimento atomico.
Lo studio intendeva valutare l'esposizione al mercurio delle otturazioni
dentali, correlando i dati alla presenza di mercurio. I valori medi sono
stati: HgB 24.8 nmol/l, HgU 17.5 nmol/l e HgA 0.8 mu g/m3. HgU si
correlava bene con HgA, e sia HgU
che HgA si correlavano con il numero di otturazioni di amalgama e le
superfici delle amalgami.
K
Kidd
RF, "Risultati della rimozione di amalgama dentale e
disintossicazione con DMPS e terapia neurale", Altern Ther Health Med,
luglio 2000; 6(4):49-55
BSTRACT
Sono
stati esaminati 60 pazienti consecutivi che erano stati sottoposti a
sostituzione delle otturazioni dentali di amalgama e ad un protocollo di
supporto nutrizionale e disintossicazione da metalli pesanti usando DMPS e
terapia neurale. Le ragioni per sottoporsi alla terapia risultarono essere
numerose, dal desiderio del paziente di evitare potenziali problemi di
salute nel futuro, al tentativo di trattare gravi malattie in corso.
Sebbene prima del trattamento furono effettuate diagnosi mediche quando
possibile, sono state considerate in questa trattazione solo le
valutazioni dei pazienti sui loro sintomi più fastidiosi e la loro
valutazione della risposta ottenuta dal trattamento. I disturbi più
comuni erano problemi di memoria e/ o concentrazione; dolori muscolari o
ai legamenti; ansia e insonnia; disturbi allo stomaco, intestino o
cistifellea; depressione; ipersensibilità al cibo o chimiche;
insensibilità e pizzichio; problemi agli occhi: questi i sintomi in
ordine decrescente di frequenza. I sintomi più fastidiosi erano mal di
testa e di schiena, affaticamento, e problemi di memoria e di
concentrazione. Mal di testa e di schiena risposero di più al
trattamento, ma tutti i sintomi comunque mostrarono un miglioramento in
media. Il 78% riportò di essere soddisfatti o molto soddisfatti con i
risultati del trattamento, il 9.5% riportò di essere insoddisfatti.
Kindl
A, Zinecker S, “Amalgama: vapori di mercurio fino al cervello”, der
Kassenarzt 4, 23, 1992
"I
livelli di mercurio nella saliva di portatori di amalgama erano tra i 52 -
138 mcg/l. Dopo la masticazione, la concentrazione di mercurio nella
saliva aumenta in media a 240 mcg/l".
Kingman
A, Albertini T, Brown LJ, "Concentrazioni di mercurio nelle urine e
sangue correlato con esposizione ad amalgama in un campione di popolazione
militare USA", J Dent Res 1998 Mar; 77(3):461-71
ABSTRACT
(Oral Health Promotion, National Institute of Dental Research, Bethesda,
USA)
Minuscole
quantità di vapori di mercurio sono rilasciate dall'amalgama dentale.
Poiché è noto che i vapori di mercurio sono associati a reazioni avverse
per la salute di persone esposte professionalmente, vengono sollevati
dubbi relativi ai margini di sicurezza per esposizioni a vapori di
mercurio nella popolazione. Il campione indagato era una popolazione
militare adulta di 1127 uomini sani. La loro età media era di 52.8 anni,
e la loro età variava da 40 a 78 anni. Le concentrazioni urinarie medie
di mercurio organico e inorganico erano di 3.09 e 2.88 microg/L. Le
concentrazioni medie di mercurio totale e inorganico nel sangue erano di
2.55 microg/L e 0.54 microg/L. Notevoli correlazioni furono rilevate tra
l'esposizione ad amalgama e le concentrazioni di mercurio totale (r =
0.34, p < 0.001) e inorganico (r = 0.34, p < 0.001). Correlazioni
ancora più forti furono trovate per i valori di mercurio espressa in
funzione della creatinina (r = 0.43, p < 0.001).
Klock
B, Blomgren J, Ripa U, Andrup B, "Effekt av amalgamavlägsnande på
patienter som misstänker att de lider eller har lidit av amalgamförgiftning",
Tandläkartidn 81(23):1297-1302 (1989)
ABSTRACT
Under
nära tio år har begreppet "oral galvanism" debaterats i
Sverige. Diskussionen har på senare tid koncentrerats till amalgamits
kvicksilveravgivande och huruvida det kan vara hälsovådligt för
speciellt känsliga individer. I föreliggande studie har 248 patienter,
som undersökts eller behandlats av hänvisningstandläkare, tillfrågats
om hälsoläget 6-36 månader efter undersökningstillfället. De har också
fått redogöra för vilken behandling de fått för sina problem. Resultaten visar att den vanligaste vårdformen är totalt amalagamavlägsnande.
Effekten av denna terapi var förbluffande god oavsett symtombild. Författarna
spekulerar över om det rör sig om hävd verklig kvicksilverförgiftning
eller om en placeboeffekt. Docent Björn Klock är hänvisningstandläkare,
Johan Blomgren är sjukhustandläkare, tandläkare Ulf Ripa är klinikchef,
Bengt Andrup är övertandläkare i protetik ochklinikchef, samtliga vid
folktandvården i Bohuslandstinget.
Knappwost
A, Gura E, Fuhrmann D, Enginalev A, “Rilascio di vapori di mercurio da
amalgama nella cavità orale”, Zahnarztl Welt/Reform 1985, 94: 131-138
ABSTRACT
Una
otturazione di amalgama di 1 anno con superficie di 0.5 cm2 rilasciava 3.3
microgrammi di mercurio per 1.0 m3 aria, cioè una quantità di 40
microgrammi di mercurio in un volume giornaliero di 12 m3. Ciò
corrisponde ad una perdita giornaliera di 80 microgrammi di mercurio per
1.0 cm2 di superficie di amalgama dentale. Fu riscontrato che il rilascio
di mercurio è 10 volte superiore quando l'amalgama è in contatto con
oro.
Kohdera
P, Osaka University, "Verbali" dell' International Congress of
Allergology and Clinical Immunology, EAACI, Stockholm, June 1994 &
Heavy Metal Bulletin, vol.1, issue 2, October 1994
ABSTRACT
Il
test LST degli antigeni specifici è stato effettuato su pazienti con
eczema atopico, usando cellule T del sangue periferico. L'87% mostrò una
reazione LST positiva a Hg, l'87% al Ni, il 38% a Au e il 40% al Pd.
Abbiamo rimosso i metalli odontoiatrici positivi all'LST dalla cavità
orale dei pazienti. Il miglioramento dei sintomi fu ottenuto nell' 82%
(160/196) dei pazienti entro 1- 10 mesi.
Kozono
Y, Moore BK, Philips RW, Swartz ML, "Dissoluzione di amalgama in
soluzione salina", J Biomed Materials Res 16:767-774 (1982)
ABSTRACT
Questo
esperimento è stato ideato per indagare la corrosione in vitro di alcune
amalgami dentali moderne in soluzione salina per un periodo di 6 mesi
misurando l'evolversi dei prodotti di corrosione solubili. In base al
cambiamento della conduttività elettrica della soluzione, la velocità di
dissoluzione sembrò diminuire gradualmente nei primi tre o quattro mesi.
Quindi fu osservato un rapido aumento, che indicava un riattivato processo
di corrosione. Più ampie dissoluzioni di rame e mercurio furono osservate
in questi stadi avanzati, specialmente per le leghe ricche di rame. Zinco
e indio, se presenti, erano preferenzialmente rilasciati agli stadi
iniziali. Argento e stagno non sono stati rilevati. Esistono prove che la
corrosione di stagno porta a depositi insolubili di prodotti di
corrosione.
*
Kraub P, Maier KH, Roller HD, Weiss HD, Deyhle M, "Epidemiologia del
contenuto di mercurio nella saliva", Heavy Metal Bull, vol.3, n.1,
aprile '96, University of Tubingen, Institut fur Organische Chemie, 1994
(LO3)
ABSTRACT
(Studio Univ. Tubingen, parte I):
20.000
individui sono stati registrati in uno studio epidemiologico per
determinare la concentrazione del mercurio totale nella saliva. Una
relazione statistica è stata trovata tra la concentrazione di mercurio
nella saliva pre-masticazione, tra la saliva dopo la masticazione ed il
numero di otturazioni di amalgama. Il numero medio di otturazioni di
amalgama era 9 e la concentrazione media di mercurio 11.6 mcg/l nella
saliva pre-masticazione e 29.3 mcg/l nella saliva dopo la masticazione,
che è considerevolmente maggiore di quella riportata nelle precedenti
pubblicazioni. L'estrapolazione dell'assunzione di mercurio totale per
settimana ha mostrato che il valore settimanalmente tollerabile suggerito
dall'OMS è superato in almeno il 30% degli individui.
*
Kraub P, Deyhle M, Maier KH, Roller HD, "Tubingen study, part II",
Heavy Metal Bull, vol.3, issue 1, April 1996 (LO4)
ABSTRACT
(Studio Univ. Tubingen, parte II):
È
stata esaminata la correlazione tra i livelli di mercurio nella saliva e
uno specifico spettro di sintomi. Sono stati considerati solo sintomi che
sono caratteristici dell'esposizione cronica sub-acuta da mercurio. È
stata trovata una significativa correlazione tra la concentrazione
misurata di mercurio ed i seguenti sintomi : 1. relativi alla cavità
orale: gengiva sanguinante, gusto metallico, lingua che brucia. 2.
relativi al sistema nervoso centrale: problemi di concentrazione, problemi
di memoria, disturbi del sonno, mancanza di iniziativa, nervosismo.
L
*
Langworth S, Elinder C, Akesson A, "Esposizione a mercurio da
otturazioni dentali: 1- Concentrazioni di mercurio nel sangue e
urine", Swed Dent J., 12, 69-70 (1988)
(CD11)
ABSTRACT
Recenti
studi mostrano che vapori di mercurio sono rilasciati da otturazioni
dentali di amalgama, specialmente durante la masticazione. Inoltre le
concentrazioni post-morte del mercurio nel cervello e reni umani sono
state correlate al numero di otturazioni di amalgama. Comunque, ci risulta
che ci siano solo pochi studi sulla possibile relazione tra il numero di
otturazioni dentali di amalgama e le concentrazioni di mercurio in
indicatori biologici facilmente accessibili dell'esposizione al mercurio
quali sangue e urine. Abbiamo esaminato 76 lavoratori industriali non
esposti e 89 lavoratori da fabbrica di cloroalcali, esposti al mercurio
inorganico. Il numero di superfici di amalgama per ciascuna persona fu
registrato da un dentista. I campioni di sangue e di urine sono stati
analizzati relativamente al mercurio usando uno spettrofotometro di
assorbimento atomico. La concentrazione media di mercurio nel sangue e
urine era da 4 a 10 volte superiore nel gruppo esposto professionalmente
rispetto al gruppo di controllo. Nel gruppo di controllo c'era una
relazione significativa tra la concentrazione urinaria di mercurio ed il
numero di estensioni di amalgama. Questa significativa relazione supporta
i precedenti risultati ed indica che una parte del mercurio rilasciato
dall'amalgama dentale è successivamente assorbita.
*
Langworth S, Strömberg R, "Un caso di elevata esposizione al
mercurio da amalgama dentale", European Journal of Oral Sciences,
giugno 1996; 104(3):320-321 (BJ23)
ABSTRACT
Questa
relazione descrive un paziente che soffriva di numerosi disturbi, da lui
stesso attribuiti alle otturazioni in amalgama. L'analisi del mercurio nel
plasma e nelle urine mostrava concentrazioni inaspettatamente elevate,
63 e 223 nmol/l, rispettivamente. A seguito della rimozione delle
otturazioni in amalgama, l'escrezione urinaria del mercurio si normalizzò
gradualmente, ed i suoi sintomi diminuirono. La guarigione durò a lungo
termine, cosa che sarebbe stata improbabile se fosse stato un effetto
placebo.
**
Liang L, Brooks RJ, "Reazioni al mercurio nella bocca umana con
amalgama dentale", Water, Air and Soil Pollution, 80: 103-107, 1995
ABSTRACT
Le
otturazioni in amalgama nella cavità orale sono soggette ad un complesso
ambiente chimico/ biologico: aria, ossidanti, riducenti, acidità,
alcalinità, reazioni a enzimi e batteri avvengono nelle quali Hg è
rilasciato dall'amalgama. Le domande chiave relative alla valutazione del
rischio di Hg da amalgama sono quali specie sono formate da Hg0 nella
cavità orale e in che quantità. Sono stati analizzati i campioni di
saliva da individui con otturazioni di amalgama e soggetti di controllo
senza amalgama. Hg2+ e MeHg furono trovati in tutti i campioni sistemici,
sia da pazienti con amalgama che controlli, mentre Hg0 fu trovato solo in
campioni da soggetti con amalgama. Nel gruppo con amalgama le
concentrazioni di Hg2+ trovate prima la pulizia della bocca erano da 10 a
40 volte più elevate di quelle trovate dopo la pulizia, cosa che
suggerisce che ha luogo la reazione di ossidazione di Hg0 a Hg2+. Per MeHg,
un andamento simile ma meno pronunciato fu riscontrato, cosa che supporta
l'ipotesi della metilazione nella bocca.
*
Lichtenberg H, "Eliminazione dei sintomi con la rimozione
dell'amalgama dentale da pazienti avvelenati dal mercurio, studio con
controllo", J Orthomol Med 8 1993, 145-148 (AS66)
ABSTRACT
120
pazienti che soffrivano di numerosi sintomi che sono classicamente
associati con l'intossicazione cronica da mercurio fecero rimuovere tutte
le loro otturazioni in amalgama sostituendole con plastica. Tutti i
pazienti completarono un questionario relativamente alla progressione dei
sintomi un anno dopo il completamento della rimozione di amalgama. I
risultati suggeriscono una correlazione tra numerosi disturbi alla salute
e le otturazioni di mercurio in amalgama. La rimozione delle otturazioni
in amalgama portava ad un significativo miglioramento di questi sintomi.
Questi stessi sintomi, che sono migliorati o eliminati nei pazienti che
rimuovono l'amalgama, sono presenti ma non diagnosticati nella
popolazione.
*
Lichtenberg H, "Vapore di mercurio nella cavità orale in relazione
al numero di estensioni di amalgama ed i classici sintomi di
intossicazione cronica da mercurio", J Orthomol Med (1996), v11, n.2,
87-94 (BJ46)
ABSTRACT
Questo
studio mostra che individui con otturazioni dentali di amalgama che
mostrano sintomi tipici dell'avvelenamento cronico al mercurio, tutti
hanno concentrazioni di vapori di mercurio nella loro cavità orale molto
più elevate dei livelli accettabili ed in media più elevati dei massimi
livelli permessi in ambiente di lavoro. I risultati indicano che quei
pazienti con solo otturazioni in amalgama, con elevate concentrazioni di
vapori di mercurio nella cavità orale e che hanno anche numerose
estensioni di amalgama, mostrano in media più sintomi di quelli con
concentrazioni di vapori di mercurio minori e con minor numero di
estensioni di amalgama. I risultati indicano che la presenza dei sintomi
non è solamente dipendente dalla entità della dose di mercurio.
Lichtenberg
H, "Sintomi prima e dopo la corretta rimozione di amalgama in
relazione alla reazione della globulina del sangue ai metalli",
Journal of Orthomolecular Medicine Vol 11 No.4. pp. 195-203 1996
ABSTRACT
I
risultati di questo studio indicano che la corretta rimozione di amalgama
e, in alcuni casi la rimozione di tutti gli altri metalli, e la
sostituzione con compositi biocompatibili, può eliminare o ridurre l'80%
dei sintomi classici di avvelenamento cronico da mercurio. Questi
risultati mostrano inoltre che l'entità della reazione individuale della
globulina del sangue a numerosi metalli usati in odontoiatria,
specialmente i cinque metalli presenti nell'amalgama, ha importanti
implicazioni per la guarigione.
**
Liebert CA; Wireman J; Smith T; Summers AO, "L'impatto del mercurio
rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama sulle resistenze agli
antibiotici nelle flore batteriche e orali di primati", Met Ions Biol
Syst 1997; 34:441-60 (CD47)
ABSTRACT
Nostri
recenti studi di laboratorio hanno mostrato che l'inserimento di
otturazioni di amalgama in scimmie porta alla rapida proliferazione di
batteri intestinali e orali resistenti a mercurio e antibiotici.
Recentemente abbiamo stabilito che la base molecolare di questo fenomeno
nei batteri gram-negativi è una vicinanza a livello di geni della
locazione della resistenza a Hg e di quella agli antibiotici nei plasmidi
e negli elementi commutabili. Ora che sono disponibili studi che mostrano
grandi quantità di mercurio derivate da amalgama nelle feci, il fatto che
batteri mercurio resistenti vengano rilevati nella flora intestinale umana
non è un fatto più sorprendente degli avvelenamenti nelle miniere di
mercurio. La possibilità che l'aumento in resistenza batterica provocata
da amalgama possa verificarsi negli esseri umani è suggerita da dati
epidemiologici che mostrano una forte correlazione tra resistenza a Hg e
resistenza multipla ad antibiotici nella flora fecale umana, persino in
coloro che non hanno recentemente usato antibiotici. Tale arricchimento di
resistenza antibiotica nella normale flora in risposta a pressione
selettiva del mercurio rilasciato dall'amalgama dentale costituisce una
novità ed un fattore di rischio precedentemente ignoto in vista del
diffuso utilizzo delle otturazioni dentali di amalgama.
Lindqvist
B, Mörnstad H, "Effetti della rimozione di otturazioni di amalgama
da pazienti con malattie relative al sistema immunitario", Medical
Science Research, maggio 1996; 24(5):355-356 (BH34)
ABSTRACT
53
pazienti con disturbi che essi attribuivano alle otturazioni di amalgama e
con test patologici che indicavano anomalie del sistema immunitario, sono
stati seguiti per un periodo di 1- 3 anni dopo la rimozione di tutte, o di
parte, o di nessuna, delle loro otturazioni di amalgama.
Nel gruppo di 34 individui che ebbero tutte le loro otturazioni di
amalgama rimosse, ci fu una significativa diminuzione dei livelli di
anticorpi, ma solo due ebbero questi valori completamente sani dopo 1-3
anni. Un significativo miglioramento nei sintomi soggettivi avvenne in 20
(il 59%) dei casi. Nel gruppo di pazienti che avevano ancora le
otturazioni di amalgama, non ci furono significativi cambiamenti dei
livelli di anticorpi. Sembra perciò che il rilascio di mercurio dalle
otturazioni di amalgama possa iniziare o supportare un disturbo
immunologico in atto.
Comunque, questo gruppo di studio era alquanto eterogeneo, ed aveva
ricevuto vari trattamenti farmacologici.
Ulteriori studi sono quindi necessari per confermare o refutare, i
risultati.
Lindvall
A, Lindh U, Danersund A, "Profilo dei metalli per 25 pazienti con
malattie a lungo termine". presentato a: Eurotox 93 Congress
& Lindh, U. Nucl Instr and Meth B30:404. (1988)
& Hallgren, R; Feltelius, N; Lindh, U.J. Rheumatol. 15:308
(1988)
ABSTRACT
Scopo
di questo studio è stato di valutare se la rimozione di amalgama dentale
con supporto medico migliora lo stato di salute di pazienti con malattia a
lungo termine. Nello studio sono stati inclusi 25 pazienti con tutti i
tipi di diagnosi ricevute dai loro dottori. Metodi: fu usata microscopia
nucleare per analizzare cellule del sangue isolate 3 settimane dopo che la
terapia con vitamine si era conclusa. Risultati e discussione: l'anamnesi
rivelò che 16 su 25 avevano avuto allergie da contatto da metalli e/ o
intolleranza a cosmetici. I criteri per diagnosticare sindrome di
stanchezza cronica erano riscontrati in 12 su 25. Notevoli deviazioni dai
nomali valori sono state notate per il magnesio, calcio e zinco, con
elevate concentrazioni di calcio e deficienze di zinco. Il magnesio negli
eritrociti era spesso ridotto, in contrasto con il magnesio nei
granulociti che era spesso elevato. Inoltre, il manganese nei granulociti
era sempre elevato. In entrambi i tipi di cellule c'erano cospicue
concentrazioni di stronzio, un elemento mai trovato nel gruppo di
controllo. Abbiamo inoltre esaminato il mercurio cellulare. Livelli che
superavano il limite di rilevazione (0.5 mcg/g a secco) furono trovati in
14 pazienti su 25, nel 5-16% degli eritrociti esaminati. Per il gruppo di
granulociti studiati, 20 pazienti su 25 mostrarono livelli di mercurio
rilevabili nel 10-30% delle cellule. Conclusioni: tutti i pazienti hanno
un profilo elementare che suggerisce che il carico di metalli pesanti può
influenzare il loro stato di salute. I profili elementari nel gruppo di
pazienti mostra somiglianze con quelli nelle patologie infiammatorie del
tessuto connettivo.
*
Lorscheider FL, Vimy MJ, "Esposizione a mercurio da otturazioni
dentali di amalgama", The Lancet, 337 1991 1103 (AJ1)
ABSTRACT
Non
è l'eliminazione di Hg elementare dal corpo che spiega la sua breve
emivita nel sangue, ma l'assorbimento del mercurio elementare dal sangue
ad altri tessuti. Questo è confermato dai nostri risultati su animali che
i livelli di mercurio nel sangue rimane bassi, alla stesso tempo o livelli
di Hg dei tessuti diventano molto elevati. Questo suggerisce che Hg nel
sangue è un indice diagnostico inadeguato per l'esposizione cronica a
basse dosi di vapori di mercurio da amalgami dentali.
*
Lorscheider FL, Vimy MJ, Summers AO, Zwiers H, "La controversia delle
amalgami dentali di mercurio: mercurio inorganico e CNS; connessione
genetica del mercurio e resistenza antibiotica nei batteri
intestinali", Toxicology, 31 marzo 1995; 97(1-3):19-22 (BD54)
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Alberta, Canada)
È
stato dimostrato che l'esposizione a vapori di mercurio (Hg) da amalgami
dentali ecceda la somma delle esposizioni da tutte le altre fonti di
esposizione. Perciò sono stati recentemente esaminati gli effetti
dell'esposizione di Hg inorganico sulla funzione cellulare nel cervello e
nei batteri intestinali. Nei topi abbiamo dimostrato che la
ADP-ribosilazione della tubulina e della proteina actinica del cervello è
marcatamente inibita, e che Hg ionico può alterare una reazione
neurochimica coinvolta con il mantenere la struttura della membrana
neuronale. Nelle scimmie noi mostriamo che Hg, specificatamente quello da
amalgama, arricchirà la flora intestinale con specie batteriche Hg-
resistenti che a loro volta divengono anche resistenti agli antibiotici.
*
Lorscheider FL, Vimy MJ, Summers AO, "Esposizione a mercurio da
otturazioni dentali di amalgama: nuovi riscontri mettono in discussione un
tradizionale paradigma odontoiatrico", FASEB J., apr. 1995;
9(7):504-8 (BE1)
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Canada)
Per
più di 160 anni l'odontoiatria ha usato le otturazioni dentali di
amalgama che contengono circa il 50% di mercurio, come il materiale di
scelta per otturazioni dentali di amalgama. Durante l'ultima decade la
ricerca medica ha dimostrato che questo Hg è continuamente rilasciato
come vapore nell'aria nella bocca; quindi è inalato, assorbito nei
tessuti corporei, ossidato a Hg ionico e finalmente legato in modo
covalente alle proteine cellulari. Esperimenti con animali ed esseri umani
dimostrano che l'assorbimento, la distribuzione nei tessuti, e
l'escrezione di Hg da amalgama è significativa, e che l'amalgama dentale
è la maggiore fonte di accumulo di Hg per gli esseri umani. Recenti
studi sugli effetti patofisiologici del Hg da amalgama ha focalizzato sul
sistema immunitario sul sistema renale, sui batteri orali e intestinali,
sistema riproduttivo e sistema nervoso centrale. I risultati degli studi
non supportano la nozione di innocuità dell'amalgama.
Lussi
A, "Rilascio di mercurio dall'amalgama nella saliva: uno studio
in-vitro", Schweiz Monatsschr Zahnmed, 103(6): 722-726, 1993
ABSTRACT
(Klinik fur Zahnerhaltung, Praventiv- und Kinderzahnmedizin, Universitat
Bern)
Scopo
di questo studio è stato di indagare il rilascio di mercurio nel fluido
salivare e di verificare se questo rilascio è correlato con velocità di
flusso, capacità tampone o pH del fluido salivare. Il fluido salivare è
stato raccolto da 18 persone (11 con otturazioni di amalgama, 7 senza) e
le superfici delle otturazioni sono state misurate. Il mercurio perso
nella saliva non stimolata era di 11.6 ng/min per i portatori di amalgama
e 2.1 ng/min per coloro senza.
Lussi
A, Schoenberg V, "Rilascio di mercurio da diverse amalgami in
vitro", Schweiz Monatsschr Zahnmed 1991; 101(11):1405-8
ABSTRACT
(Klinik fur Zahnerhaltung, Praventiv- und Kinderzahnmedizin, Universitat
Bern)
È
stato valutato il rilascio da 8 diverse amalgami di mercurio in acqua,
nella fase iniziale e dopo 2 anni. La metodologia di misura è stata
adattata in modo da garantire il minimo di perdite di mercurio per
evaporazione e assorbimento. La perdita di mercurio nelle prime 24 ore
andava da 17.4 microgrammi/ cm2 a 34.5 microgrammi/ cm2.
**
Lutz E, Lind B, Herin P, Krakau I, Bui TH, Vahter M, "Concentrazioni
di mercurio, cadmio e piombo nel cervello e nei reni di feti e
neonati", J. Trace elem. Med. Biol., 10(2): 61-67, giugno 1996
(BX53)
ABSTRACT
(Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet, Stockholm,
Sweden)
Sono
state analizzate le concentrazioni di mercurio (Hg), cadmio (Cd) e piombo
(Pb) nel cervello e reni durante lo sviluppo fetale (aborti nel secondo
trimestre di gestazione, n=20) e post-natale (neonati deceduti prima di
raggiungere i 3 mesi di età, n=15). Sono state raccolte informazioni su
possibili fonti di esposizione delle madri dei feti, ma non dei neonati.
La concentrazione media di Hg trovata nel cervello è stata di 4
microgrammi/ kg (range= 2-23) sia nei feti che nei neonati. Le
concentrazioni di Hg nei reni erano significativamente più elevate che
nel cervello, in media 6 microgrammi/kg (5-34) nei feti e 10
microgrammi/kg (7-37) nei neonati. È
stata riscontrata una tendenza ad una maggiore concentrazione di Hg nei
reni fetali con l'aumentare del numero di amalgami delle madri. I
valori di Cd non hanno mai superato 1 mcg/kg, nel cervello e 2 mcg/kg nei
reni. I valori di piombo sono risultati minori di 10 mcg/kg.
Lygre
GB, Gronningsaeter AG, Gjerdet NR, "Mercurio ed otturazioni dentali
di amalgama", Tidsskr Nor Laegeforen, 30 aprile 1998;
118(11):1698-701
ABSTRACT
(Det odontologiske fakultet, Bergen University)
Durante
il 1993-95, 169 pazienti in tutto (112 donne, 57 uomini) con un
ampio range di disturbi correlati con passate o presenti otturazioni di
amalgama sono stati visitati dal "Dental Biomaterials Adverse
Reaction Unit" in Norvegia. La maggior parte dei pazienti avevano
otturazioni di amalgama; 19 avevano rimosso tutte le otturazioni e 14 non
avevano ancora completato tale procedura. Dolori a muscoli e legamenti,
mal di testa, vertigini ed estrema stanchezza fisica erano i sintomi più
comuni. Patologia intra-orale fu riscontrata nel 48%. C'era una
correlazione tra la presenza di amalgama ("punteggio di
amalgama") e mercurio urinario. I pazienti senza otturazioni in
amalgama avevano valori significativamente minori (in media 1.6
microgrammi di mercurio/ g creatinina) di quelli senza otturazioni di
amalgama (in media, con l'amalgama: 3.5 microgrammi/ g; con parziale
rimozione di amalgama: 2.7 microgrammi/ g).
M
*
Malmstrom C, "Mercurio derivato da amalgama nelle feci", Journal
of Trace Elements in Experimental Medicine, 5, abstract 122, 1999
(AP1)
ABSTRACT
L'inserzione
della prima, esigua otturazione di amalgama in una 11enne è stata seguita
da analisi delle feci. L'espulsione di mercurio nelle feci aumentò da 23
mcg/kg a 3.200 mcg/kg al terzo giorno dopo il trattamento ed è rimasta
per un mese su valori maggiorati, ossia superiori a 100 mcg/kg.
Malt
UF, Nerdrum P, Oppedal B, Gundersen R, Holte M, "Problemi fisici e
mentali attribuiti alle otturazioni dentali di amalgama: uno studio
descrittivo di pazienti autocandidatosi rispetto a 272 controlli",
Psychosomatic Medicine, 59, 32-41, 1997
ABSTRACT
Le
sintomatologie fisiche e mentali di 99 pazienti che lamentavano multipli
problemi somatici e mentali attribuiti da loro alle otturazioni dentali di
amalgama sono stati confrontati con quelli di pazienti con note patologie
croniche. Un elevato carico di sintomi si riscontrava nel gruppo di
pazienti che attribuivano i loro problemi somatici e mentali all'amalgama
dentale. Le otturazioni metalliche dei pazienti nel gruppo amalgama furono
sostituite e i pazienti furono seguiti per 2 anni dopo tale rimozione. La
maggior parte dei pazienti nel gruppo amalgama migliorarono la loro
condizione a seguito della rimozione.
Marek
M, "Dissoluzione di mercurio da amalgama dentale a diversi valori di
pH", J Dent Res, giugno 1997; 76(6):1308-15
ABSTRACT
(School of Materials Science and Engineering, Georgia Institute of
Technology, Atlanta, USA)
È
stato mostrato che la dissoluzione di mercurio da amalgama dentale viene
rallentata dalla formazione di un film di ossido di stagno sulla
superficie della fase gamma-1 ricca di mercurio (Marek, 1990b). Poiché
gli ossidi di stagno si dissolvono a bassi valori di pH (Deltombe et al.,
1974), condizioni acide nella cavità orale possono causare un aumento nel
rilascio di mercurio. Scopo di questo studio è stato di determinare
l'effetto dell'acidità nell'intervallo di pH tra 1 e 8 sulla velocità di
dissoluzione di mercurio in saliva sintetica da fasi gamma-1 con o senza
stagno e da due amalgami dentali commerciali. L'ipotesi valutata è stata
che il pH influenzi la dissoluzione di mercurio solo quando un film
protettivo di ossido si dissolve in un ambiente acido. Dopo l'esposizione
dei campioni per 2 o 24 ore in bottiglie di vetro sigillate, le soluzioni
sono state analizzate con spettrofotometria di assorbimento atomico per
mercurio e argento. I risultati hanno dimostrato una dissoluzione di
mercurio non dipendente dal pH nel range di pH tra 3 e 8, e una
dissoluzione molto più veloce a pH 1. Per ognuno dei valori di pH veniva
dissolto più mercurio dalla fase senza stagno che dalla fase con stagno.
I risultati erano influenzati dalla durata di esposizione. La non
dipendenza dal pH in un ampio range di valori di pH è stata attribuita ai
meccanismi atomici di dissoluzione del mercurio. La bassa velocità di
dissoluzione del mercurio da campioni contenenti stagno è stata spiegata
dalla formazione di una barriera di film di ossido di stagno, che si
dissolveva solo ai pH più bassi. Si ritiene che la dissoluzione
dell'argento a bassi valori di pH abbia accelerato la dissoluzione del
mercurio dalla fase gamma-1 senza stagno.
Marek
M, "Il rilascio di mercurio da amalgama dentale: il meccanismo e sua
valutazione in vitro", J Dent Res, maggio 1990; 69(5):1167-74
ABSTRACT
(School of Materials Engineering, Georgia Institute of Technology,
Atlanta)
Sono
state studiate in vitro la dissoluzione di mercurio dalla fase Ag-Hg
dell'amalgama dentale in acqua distillata e saliva sintetica, e
l'evaporazione del mercurio dalle soluzioni. Gli obiettivi principali
dello studio erano di valutare i fattori che influenzano i risultati dei
test di rilascio di mercurio, e di considerare i possibili meccanismi del
rilascio in vivo. I campioni furono esposti ai liquidi in bottiglie aperte
e chiuse, e furono determinati i cambiamenti di concentrazione di mercurio
usando spettrofotometria di assorbimento atomico a freddo. I dati
riportati in grafico "Concentrazione vs. tempo" mostrarono che
la velocità di dissoluzione diminuiva con il tempo. I test che
coinvolgevano sequenze di esposizioni brevi e lunghe con cambi della
soluzione mostrarono in media una dissoluzione a breve termine più
elevata nella nuova soluzione rispetto alla soluzione vecchia. Le
differenze furono attribuite ad un effetto asfissiante della
concentrazione del mercurio elementare sulla dissoluzione. Si ritiene che
il mercurio è dissolto principalmente nella forma elementare e che un
continuo aumento di concentrazione era reso possibile dalla ossidazione
nella soluzione. In celle aperte, parte del mercurio fu perso per
evaporazione. L'analisi mostrò che i risultati della dissoluzione di
mercurio dipende da numerose variabili, quali tempo, volume di soluzione,
condizione di ossidazione e di evaporazione, etc. Sono stati considerati i
vari meccanismi di vaporizzazione e dissoluzione del rilascio di mercurio
in vivo. Ne abbiamo concluso che il modello dissoluzione/ evaporazione
contemporanea descriveva al meglio il rilascio di mercurio dalle
otturazioni di amalgama dentale.
Marek
M, "Dissoluzione di vapore di mercurio in ambiente orale
simulato", Dent Mater, sett. 1997;
13(5):312-5
ABSTRACT
(Georgia Institute of Technology, Atlanta, miroslav.marek@mse.gatech.edu)
Scopo
di questo studio è stato di determinare gli effetti delle variabili sulla
dissoluzione di mercurio atomico in simulazione di fluidi orali. Questo
studio si basava sull'ipotesi che la velocità di dissoluzione di vapori
di mercurio nella saliva sintetica è condizionata dal potere di
ossidazione e dal grado di mescolamento della soluzione. METODO: La
soluzione riferimento era saliva sintetica e il potere di ossidazione era
aumentato con perossido di idrogeno o diminuita con acido ascorbico.
Soluzioni test sono state esposte a vapori di mercurio in un contenitore
sigillato, e la concentrazione di mercurio dissolto fu determinata dopo
esposizioni che andavano da 2 a 48 ore. I risultati sono stati analizzati
con test multipli di confronti ANOVA e Tukey (p < 0.05). L'effetto del
mescolare è stato esaminato per un periodo di esposizione di 24 ore.
L'analisi del mercurio è stata effettuata con spettrofotometro di
assorbimento atomico a freddo. RISULTATI: Il mercurio si è dissolto molto
più velocemente nella soluzione ad elevato potenziale ossidante
contenente perossido di idrogeno che nelle altre due soluzioni, che
dissolvevano il mercurio alla stessa velocità. Nelle soluzioni meno
ossidanti, la concentrazione di mercurio dissolto raggiungeva un valore
quasi costante. Tenere la soluzione sotto l'azione di un mescolatore
aumentava la velocità di dissoluzione del mercurio per la soluzione
altamente ossidante ma non aveva effetto sulle soluzioni meno ossidanti.
CONCLUSIONI: I risultati mostrano l'importanza della trasformazione di
mercurio dalla forma elementare a quella di ione. Quando il mercurio
elementare dissolto non viene ossidato, può evaporare ed essere inalato,
ma la velocità di dissoluzione è bassa. Sotto condizioni più fortemente
ossidanti, il mercurio si dissolve più velocemente, ma non genera vapori.
La diffusione nel liquido influenza la velocità di dissoluzione solo in
condizioni altamente ossidanti.
Mayer
R, Dobler J, Gehlen S, Gradl M, "Indagine sul rilascio di mercurio da
otturazioni di amalgama mediante il test della gomma da masticare",
Die Quintessez, 245:1143-1152, 1994
ABSTRACT
Misure
di mercurio (Hg) nella saliva di portatori d'amalgama con più di 12
otturazioni dimostrano un aggravio permanente da Hg di 32.7 mcg/L. Dopo 5
minuti di masticazione di gomma la concentrazione di Hg nella saliva dei
portatori di amalgama aumenta di 2-10 volte. La saliva dei non portatori
di amalgama non aveva né prima, né dopo la fase di masticazione, valori
di Hg rilevabili.
Mjør
IA, Eriksen HM, Haugen E, Skogedal O, "Valutazione biologica di
amalgami contenenti rame", Int Dent J 1977 Dec 27:4 333-40
ABSTRACT
Allo
scopo di ridurre deformazione ed evitare fratture marginali nelle
otturazioni di amalgama, sono state introdotte nuove leghe contenenti più
alte proporzioni di rame. Le otturazioni di questo materiale sono state
inserite in cavità preparate nei denti da latte di scimmie o messe in
tubi di polietilene ed inserite sottocutaneamente nei topi. Leghe
convenzionali di argento- stagno e cemento eugenolo con ossido di zinco
sono stati usati come materiali di riferimento. Nonostante le limitazioni
dovute ai diversi gradi di profondità delle cavità e il basso numero di
animali coinvolti le nostre conclusioni sono che le leghe ad elevato
contenuto di rame causavano un danno alla polpa più severo degli altri
materiali studiati. Negli studi animali, molti dei campioni con elevato
rame si erano sfaldati prima della fine del periodo sperimentale. Se ne
conclude che in cavità profonde questi materiali richiedono però l'uso
di una base non tossica o materiale di rivestimento e poiché questi sono
comunemente usati nei denti di bambini, l'inserimento di ricoprimenti e
l'isolamento delle cavità pone dei problemi.
Mjør
IA, "Valutazione biologica del materiali restorativi dentali.
Intercorrelazione tra proprietà biologiche e tecnologiche", Oper
Dent 3:9-13 (1978)
ABSTRACT
La
valutazione della risposta biologica dei tessuti viventi ai materiali da
otturazioni è un importante test per i materiali dentali. Questi possono
essere testati istologicamente relativamente a reazioni alla polpa e per
tecniche di cultura cellulare o impianto subcutaneo. Da tali test è stato
mostrato che l'amalgama di rame è gravemente irritante, l'amalgama Ag/Sn
è quasi non irritante, e l'amalgama Ag/Sn/Cu è solo leggermente
irritante. I test biologici dovrebbero essere inclusi nelle specifiche dei
materiali dentali. Non ci sono
specifiche relativamente a valutazioni biologiche di alcun materiale
dentale da parte della A.D.A. Amalgami non-gamma-2 furono introdotte sul
mercato prima che qualsiasi studio del loro effetto sulla polpa fosse
stato pubblicato. Con i dati disponibili sull'amalgama di rame e sulla
tossicità del rame ciò è sorprendente, ma alquanto rappresentativo
della situazione di fatto relativa alla valutazione biologica di materiali
da otturazioni.
Molin
M, Berglund JR, Mackert Jr, "Cinetica del mercurio nel sangue e
nell'urina dopo la rimozione di amalgama", J Dent Res 74:420 IADR
Abstract 159 (1995)
ABSTRACT
Sebbene
una serie di studi non sono stati capaci di dimostrare con certezza una
correlazione tra sintomi soggettivi e carico di amalgama, ci sono ancora
speculazioni sul fatto che pazienti con sintomi soggettivi correlabili
all'amalgama dentale possano o meno avere un miglioramento a seguito
dell'eliminazione di mercurio. Scopo di questo studio è stato di
esaminare il tempo di dimezzamento del mercurio nel plasma, eritrociti ed
urine nel corso di un lungo periodo di tempo dopo la rimozione di amalgama
in un gruppo di 10 pazienti con sintomi soggettivi correlabili alle
otturazioni di amalgama ed un gruppo di 8 individui sani. I campioni di
sangue e urine sono stati raccolti in due occasioni prima della rimozione
di amalgama, quindi il sangue è stato raccolto in 32 occasioni e l'urina
in 43 occasioni nel corso dell'anno successivo. Il contenuto di mercurio
è stato analizzato con la tecnica CVAAS. Sei giorni dopo la rimozione, la
concentrazione media nel sangue era diminuita significativamente. Il
livello medio di Ery-Hg diminuiva significativamente dopo 11 giorni
(p<0.05), un livello che rimaneva stabile per il resto dell'anno. Il
livello medio di U-Hg era significativamente diminuito un mese dopo la
rimozione e dopo 6 mesi il livello medio fu ridotto dell' 80% in confronto
al livello iniziale in entrambi i gruppi.
Motorkina
AV, Barer GM, Volozhin AI, "Modalità di rilascio di mercurio dalle
otturazioni di amalgama nella cavità orale", Stomatologiia (Mosk)
1997;76(4):9-11
ABSTRACT
Sono
stati esaminati 75 individui di età tra 20 e 57 anni con un numero di
otturazioni di amalgama di argento tra 1 e 15. Il livello di vapori di
mercurio nella cavità orale è stato valutato usando uno strumento AGP-01
e metodo sviluppato dagli autori. L'emissione di vapore e di mercurio
nella cavità orale aumentava con il numero di otturazioni di amalgama. La
concentrazione di mercurio nella cavità orale dipende ampiamente dal
numero di otturazioni di amalgama e in misura minore dalla durata del loro
servizio in bocca.
*
Müller RK, Drasch G, Grasemann F, Adang M, Roider G, Wowra D,
"Confronto della concentrazione dei metalli pesanti cadmio, piombo e
mercurio tra la popolazione di Leipzig e quella di Monaco: uno studio su
campioni di organi umani", Gesundheitswesen 56(5):263-267 (1994)
(BA5)
ABSTRACT
Nella
ex- GDR era quasi impossibile compiere studi sull'inquinamento ambientale.
Quindi, poco tempo dopo l'apertura della frontiera interna tedesca, gli
autori avviarono un'indagine sulla concentrazione di metalli pesanti negli
abitanti del distretto di Leipzig (Sassonia). Nel 1990/91, furono
analizzati, in questa regione, i tessuti di 57 persone decedute. Le
concentrazioni di cadmio furono determinate in campioni del fegato e della
corteccia renale, quelle di piombo in campioni dell'osso pelvico e della
parte corticale del femore. Dopo il pre- trattamento del campione, le
concentrazioni di metallo pesante furono effettuate mediante GF-AAS o CV-
AAS. I risultati furono confrontati con gli studi condotti recentemente da
autori nella regione di Monaco e con valori dalla letteratura.. Fu
scoperto che la concentrazione di piombo belle ossa era 10 volte superiore
a Leipzig rispetto a Monaco.
L'amalgama dentale era il fattore principale dell'accumulo di mercurio
inorganico, e le concentrazioni di mercurio nel fegato e nella
corteccia renale erano lo stesso ordine di grandezza in entrambe le
regioni. Al contrario, a Leipzig furono trovate concentrazioni di mercurio
nel cervello significativamente più alte che a Monaco. Vengono discussi
possibili effetti negativi per la salute a seguito dell'elevata
concentrazione di piombo e mercurio nell'area di Leipzig.
N
Nadarajah
V, Neiders ME, Aguirre A, Cohen RE, "Risposte infiammatorie cellulari
locali verso mercurio dentale impiantato subcutaneamente", J Toxicol
& Environ Health 49(2):113-125 (1996)
ABSTRACT
Precedenti
studi hanno dimostrato accumulo e tossicità del mercurio in tessuti orali
a seguito di esposizione a vapori di mercurio da otturazioni dentali di
amalgama. In questo studio, risposte infiammatorie al mercurio
somministrato subcutaneamente sono state valutate istopatologicamente ed
immunocitochimicamente in un modello sperimentale con topi. 6 sottoclassi
di anticorpi monoclonali specifici rappresentativi di monociti,
macrofagi, linfociti T e B, e dei MHC, complesso di istocompatibilità
maggiore, di classe 2, sono stati usati per quantificare alterazioni nelle
varie sottoclassi cellulari ad intervalli di tempo da 2 giorni a 8
settimane. I risultati hanno rivelato una infiltrazione cellulare
infiammatoria acuta ai giorni 2 e 3, seguita da infiammazione cronica che
persisteva dopo 8 settimane. I livelli di monociti, sottoclassi di
macrofagi residenti e cellule mononucleari con antigeni di espressione
erano significativamente diversi dai tessuti di controllo alle settimane 1
e 2. I livelli di macrofagi residenti rimasero significativamente più
elevati persino alla settimana 8. Questi dati mostrano che accumulo in situ di mercurio può portare ad
alterate espressioni del complemento MHC class II, con persistente cronica
infiammazione e variazioni delle sottopopolazioni di cellule mononucleari.
*
Nimmo A, Werley MS, Martin JS, Tansy MF, "Inalazione di particolato
durante la rimozione di otturazioni di amalgama", J Prosthet Dent 63
(1990) pp228-33 (AR58)
ABSTRACT
Un
aerosol che contiene particelle di amalgama è creato quando un trapano ad
alta velocità è usato per rimuovere una otturazione dentale di amalgama.
Queste particelle, che sono più piccole di 10 µm, sono considerate
essere perfettamente respirabili. Questo significa che una considerevole
percentuale di particelle ha il potenziale di viaggiare fino agli alveoli
terminali, dove questi possono accumularsi.
Esposizione
a lungo termine a particelle perfettamente respirabili può compromettere
la funzione respiratoria di una persona. Le otturazioni di amalgama sono
state inserite nel dente di un manichino costruito per simulare la testa e
il tratto respiratorio di un paziente. Le otturazioni di amalgama sono
state rimosse in diverse condizioni sperimentali: senza irrigazione, con
irrigazione, con forte aspirazione sotto vuoto, e con irrigazione e sotto
forte aspirazione e diga di gomma. L'esposizione alle particelle è stata
valutata nel simulacro del tratto respiratorio del paziente e del dentista
che sono stati attrezzati con campionatore di particelle ambientali.
L'uso di irrigazione ed aspirazione ad alta velocità significativamente
ridusse l'esposizione del paziente alle particelle. L'uso di diga di
gomma, insieme a irrigazione ed aspirazione ad alta velocità, fu
responsabile per un’ulteriore significativa riduzione dell'esposizione
alle particelle.
*
Nylander M, Friberg L, Lind B, "Concentrazioni di mercurio in
cervelli umani e reni in relazione all'esposizione da otturazioni dentali
di amalgama", Swed Dent J, 11:179-187, 1987
(KK10)
ABSTRACT
Campioni
del sistema nervoso centrale e della corteccia renale sono stati raccolti
da autopsie ed analizzati per misurare il contenuto di mercurio totale
usando tecniche di attivazione neutronica. I
risultati dei 34 individui hanno mostrato una regressione statisticamente
rilevante tra il numero di amalgami dentali e la concentrazione di
mercurio nella corteccia del lobo occipitale (media 10.9 ng Hg/g).
L'equazione della regressione, y=7.2 + 0.24x, ha un intervallo di
confidenza del 95%. In 9 casi con sospetto abuso di alcol, i livelli di
mercurio nel lobo occipitale sono stati, nella maggior parte dei casi,
leggermente più bassi di quelli previsti dall'equazione. Tale
osservazione può essere spiegata da una inibizione dell'ossidazione dei
vapori di mercurio in presenza di alcol. La regressione tra amalgami e
livelli di mercurio è rimasta anche dopo aver escluso questi casi. La
corteccia renale di 7 portatori di amalgama aveva in media un livello di
mercurio significativamente più elevato di quello dei non-portatori (433
contro 49 5 ng Hg/g,). In 6 casi è stata effettuata l'analisi sia di
mercurio inorganico che totale. È stata trovata un'alta percentuale di
mercurio inorganico (media 77%, deviazione standard 17%). Conclusioni:
la causa della correlazione tra numero di amalgami ed accumulo di mercurio
nei tessuti è il rilascio di vapori di mercurio dalle otturazioni dentali
di amalgama.
*
Nylander M, "Il mercurio nelle ghiandole pituitarie dei
dentisti", The Lancet, 22 feb. 1986 442 (N43)
ABSTRACT
Il
contenuto di Hg nel lobo occipitale è stato analizzato in 7 studi di
autopsie. I dentisti avevano quantità di mercurio nelle ghiandole
pituitarie sorprendentemente grandi rispetto ai livelli nei lobi
occipitali. Una possibile spiegazione per la differenza tra contenuto di
Hg della ghiandola pituitaria ed il lobo occipitale nei dentisti è il
diverso grado di penetrazione dalle arterie. Inoltre, Hg da vapori di
amalgama dentale potrebbe essere stato assorbito dalla mucosa nasale e
direttamente trasportato alla cavità craniale e pituitaria.
Articoli
correlati: accesso diretto di mercurio al cervello
Tjalve
H, Henriksson J, "Assunzione di metalli nel cervello per via
olfattiva", Neurotoxicology, aprile-giugno 1999; 20(2-3):181-95
ABSTRACT
(Dpt. of Pharmacology and Toxicology, Uppsala University, Sweden.
Hans.Tjalve@farmtox.slu.se)
Nell'epitelio
olfattivo i dentriti dei neuroni primari olfattori sono in contatto con il
lumen nasale, e via gli assoni questi neuroni sono anche collegati ai
bulbi olfattivi del cervello. Sostanze che vengono in contatto con
l'epitelio olfattivo possono essere assorbite dai neuroni olfattivo e
trasportate ai bulbi olfattivo e persino oltre in altre aree del cervello.
Oggetto di questo studio è il meccanismo di assimilazione e trasporto dei
metalli nel sistema olfattivo. I metalli considerati sono principalmente
manganese, cadmio, nickel e mercurio. Cadmio e mercurio sono trasportati
insieme ai neuroni olfattivo primari alle loro terminazioni nei bulbi
olfattivi, ma questi metalli non sembra siano capaci di continuare insieme
ai neuroni olfattivi secondari. Inalazione da esposizione professionale di
nichel o cadmio può essere tossica al senso olfattivo. Non è ancora noto
però se il mercurio è tossico al sistema olfattivo nei mammiferi, anche
se è noto che questo metallo altera l'olfatto e i comportamenti derivanti
dall'olfatto nei pesci.
O
Olsson
S, Berglund A, Bergman M, "Rilascio di elementi a causa di corrosione
elettrochimica di amalgama dentale", J Dent Res 73(1):33-43 (1994)
ABSTRACT
La
modalità di corrosione dell'amalgama dentale in mezzi acquosi è stata
interpretata teoricamente per mezzo di diagrammi log(ai/a(ref))-pe, per i
quali sono stati date le definizioni sulle quali i diagrammi sono basati.
Tutti i composti minimamente solubili che ci si aspettava si formassero
nelle reazioni con il solvente sono stati elencati. Di tutti i prodotti di
corrosione che la letteratura attuale riporta che si formino fu
riscontrata la formazione e le condizioni per cui si formano sono state
stabilite. Emerse che era necessario escludere altri composti leggermente
solubili che teoricamente potevano formarsi. Due composti, CuSCN e AgSCN,
che non sono stati riportati precedentemente furono trovati essere
possibili prodotti di corrosione.
Omura
Y, Beckman SL, "Ruolo del mercurio in infezioni resistenti ed
efficace trattamento di infezioni virali delle famiglie di chlamydia
trachomatis ed herpes per mezzo della rimozione localizzata di depositi di
Hg con chinese parsley", Acupunct Electrother Res, 20(3-4):195-229,
1995
"Gli
antibiotici usati per trattare varie infezioni spesso erano inefficaci in
presenza di depositi anomali localizzati di metalli pesanti quali Hg e Pb,
che furono spesso osservati coesistere con Chlamydia trachomatis, Herpes
simplex tipi I e II, Cytomegalovirus (CMV) ed altri microorganismi".
Ørstavik
D, "Proprietà antibatteriche e rilascio di elementi da alcune
amalgami dentali", Acta Odontol Scand, 43: 231-239 (1985)
ABSTRACT
Nove amalgami dentali commerciali sono state
valutate per le proprietà antibatteriche in
vitro. Sono stati usati un test battericida su
batteri della saliva, un test di inibizione di
crescita dello Streptococcus mutans OMZ 176, e
un test battericida a tempo su Strep. mutans.
Tutte gli amalgami
mostrarono una certa capacità antibatterica. Dispersalloy e Revalloy
risultarono fortemente antibatteriche in tutti i test; ANA 2000 e Sybraloy
uccideva Strep. mutans ma erano meno potenti nel test sulla saliva e negli
esperimenti di inibizione di crescita. Le amalgami di rame, Neo-Silbrin e
Cupromuc, erano le più attive nei test della saliva ma meno attive negli
studi di inibizione di crescita. Spheraloy, Indiloy e Amalcap mostrarono
attività intermedia nei test battericidi della saliva ma erano
relativamente deboli negli studi di inibizione di crescita. L'analisi di
Hg, Ag e Cu in soluzione, negli studi di inibizione di crescita, hanno
mostrato il rilascio di Hg da amalgami di rame e, particolarmente, da
Revalloy; Indiloy rilasciava Ag, mentre Neo-Silbrin, Cupromuc, Sybraloy e
ANA 2000 rilasciavano più Cu delle altre marche.
Örtendahl
TW, Högstedt P, Odelius H, Norén JG, "Effetti di campi magnetici da
materiale elettrico di sommozzatori sulla corrosione in vitro di amalgama
dentale", Undersea Biomed Res 1988 Nov 15:6 443-55
ABSTRACT
Gusto
metallico è stato riportato da sommozzatori che lavoravano con
equipaggiamento elettrico per tagliare e saldare. Un modello in vitro è
stato creato per stimolare la situazione intraorale dei subacquei
relativamente ai campi magnetici. Analisi potenziostatiche sono state
effettuate su campioni di amalgama esposti a campi magnetici AC e DC. La
variazioni morfologiche sono state valutate usando microscopia ottica con
interferenza differenziale microscopia SEM. Le variazioni chimiche sulla
superficie dei campioni di amalgama sono state analizzate con
spettrometria di massa di ione secondario. I risultati dimostrano che
amalgama dentale esposta ad uno specifico campo magnetico AC fu soggetta a
cambiamenti morfologici e chimici negli strati di superficie.
Ortendahl
TW, Hogstedt P, Holland RP, "Rilascio di vapori di mercurio da
amalgama dentale in vitro causato da campi magnetici generati da CRT e
procedure di taglio elettrico", Swed Dent J., 1991 p 31 Abstract 22
ABSTRACT
Persone
che lavorano di fronte a tubi di raggi catodici (CRT) e che riportano
esserne negativamente influenzati, a volte si lamentano di sintomi
correlabili con il galvanismo orale. Un altro gruppo di lavoratori,
esposti professionalmente a campi magnetici sono i sommozzatori, che usano
apparecchi per tagliare e saldare elettricamente sott'acqua. È stato
riportato (Ortendahl et. al. J. Undersea Biomed Res 1988;15:443-456) che
la densità di flusso del campo magnetico intraorale, data una certa
corrente e con una specifica distanza tra la cavità orale e la corda
elettrica, era di 1.12 mT con uno specifico spettro di frequenza.
Esposizione a campioni di amalgama a campi magnetici con 1.15 mT (50 Hz)
causavano variazioni morfologiche e chimiche sulla superficie delle
amalgami dentali. Perciò, lo scopo dello studio era di analizzare se
lavorare davanti ad uno schermo CRT avesse un qualche effetto sul rilascio
di vapori di mercurio da amalgama dentale. Un altro obiettivo era anche
valutare se un campo magnetico con uno spettro complesso di frequenze e
una densità di flusso di 1.15 mT influenzasse il rilascio di vapore di
mercurio. Il rilascio di vapori di mercurio (Hg0) è stato registrato
continuamente e determinato con un apparecchio analizzatore di vapori di
mercurio a base di lamina aurea (Jerome 411). Come controllo sono stati
utilizzati campioni di amalgama non esposti a campi magnetici ma immersi
in saliva artificiale ed un gruppo di controllo che non erano esposti né
a campi magnetici, né saliva artificiale. Risultati e conclusioni: 2 dei
5 monitor CRT aumentavano significativamente i vapori di mercurio
rilasciati da tutti i tre tipi di amalgama. Di questi due monitor uno era
schermato e uno no.
Oskarsson
A, Palminger Hallen I, Sundberg J, "Esposizione ad elementi tossici
attraverso latte materno", Analyst 120(3):765-770 (1995)
ABSTRACT
Il
latte materno è un nutriente ideale per il neonato, ma sfortunatamente è
anche una strada di secrezione di certe sostanze tossiche. Molta poca
attenzione è stata data al latte materno come fonte di esposizione ad
elementi tossici. L'escrezione dose-dipendente nel latte materno e
l'assorbimento nel neonato di mercurio inorganico, metilmercurio e piombo
sono stati studiati in un modello sperimentale per topi. Il trasporto di
mercurio dal plasma al latte è stato trovato essere più elevato nelle
genitrici esposte a mercurio inorganico che non a metilmercurio.
Dall'altra parte, l'assorbimento di mercurio dal latte era più elevato
nella prole di madri esposte a metilmercurio che a mercurio elementare.
Esposizione postnatale a metilmercurio portava a maggiori e alterate
proporzioni di sottopopolazioni timocitarie nella prole di topi ed anche
influenzava il livello di noradrenalina e fattore di crescita nervosa nei
cervelli in crescita dei topi. Il mercurio nel sangue e latte materno
nelle donne che allattavano in Svezia è stato studiato in relazione
all'esposizione al mercurio da pesce e amalgama. Sono stati trovati bassi
livelli; i livelli medi erano 0.6 ng/ g nel latte e 2.3 ng/ g nel sangue.
C'era una correlazione statisticamente significativa tra i livelli di
mercurio nel sangue e latte, e in particolare i livelli nel latte erano
circa il 30% di quelli nel sangue. Esposizione a mercurio inorganico da
amalgama si rifletteva nei livelli di mercurio nel sangue e nel latte.
Recenti esposizioni al metilmercurio da consumo di pesce si rifletteva in
livelli di mercurio nel sangue ma non nel latte.
*
Oskarsson A, Schultz A, Skerfving S, Hallen IP, Ohlin B, Lagerkvist
BJ, "Mercurio totale ed inorganico nel latte umano in relazione al
consumo di pesce e al numero di amalgami nelle donne durante
l'allattamento", Arch Environ Health 51(3):234-241 (1996)
(BK10)
ABSTRACT
Sono
state determinate le concentrazioni di mercurio totale nel latte materno,
sangue e capelli di donne sei settimane dopo il parto. Nel latte, in media
il 51% del mercurio totale era nella forma di mercurio inorganico, mentre
nel sangue in media solo il 26% era presente nella forma inorganica. I
livelli di mercurio totale ed inorganico nel sangue e nel latte si
correlavano con il numero di otturazioni di amalgama. Una significativa
correlazione è stata trovata tra i livelli di mercurio totale nel sangue
e nel latte materno (r = .66, p = .0001), i livelli nel sangue erano in
media il 27% di quelli nel sangue. È stata trovata una correlazione tra
il mercurio inorganico nel sangue e nel latte: il livello medio di
mercurio inorganico nel latte era il 55% di quello nel sangue. I risultati
indicano che c'era un efficiente trasferimento del mercurio inorganico dal
sangue al latte e che, in tale popolazione, il mercurio delle otturazioni
di amalgama era la principale fonte di mercurio nel latte. È stato
calcolato che l'esposizione dei bambini al mercurio dal latte materno
raggiungesse i 0.3 mcg/kg al giorno, di cui circa la metà era mercurio
inorganico. Questa esposizione, però, corrisponde a circa metà della
dose tollerabile giornaliera raccomandata dalla Organizzazione Mondiale
della Sanità per gli adulti. La nostra conclusione è quindi che
bisognerebbe cercare di minimizzare tale carico di mercurio in donne
fertili.
P
*
Patterson JE, Weissberg BG, Dennison PJ, "Il mercurio nel respiro
umano da otturazioni di amalgama", Bull Environ Contam Toxicol 1985,
34: 459-468 (EE30)
ABSTRACT
Per
una persona che respira giornalmente 20 m3 di aria, l'assorbimento
giornaliero di vapori di mercurio da otturazioni di amalgama supererebbe i
27 microgrammi; in effetti la maggior parte dei 172 portatori di amalgama
analizzati superavano questi valori. I nostri risultati dimostrano che alcune persone con la più elevata
esposizione a vapori di mercurio da amalgami dentali superavano i limiti
raccomandati dall'OMS per esposizioni professionali (25 mcg /m3) e che i
vapori di mercurio liberati dalle otturazioni di amalgama rappresentano un
significativo ed indesiderabile contributo al carico umano di mercurio.
Pendergrass
AC, Haley BE, Vimy MJ, Winfield SA, Lorscheider FL, "L'inalazione di
vapori di mercurio inibisce il legame di GTP a tubulina nel cervello di
topo: parallello con una lesione molecolare nel cervello dei pazienti con
Alzheimer", Neurotoxicology. 1997;
18(2):315-324 (ISSN 0161-813X ) & FASEB J. 9(4): A-3845
ABSTRACT
Il
metilmercurio interagisce con la tubulina causando distruzione delle unità
dei microtubuli che serve per mantenere la struttura nervosa. Numerosi
rapporti inoltre stabiliscono che il vapore di mercurio (Hg0) è
continuamente rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama d'argento
nell'aria intraorale. In questo studio i topi sono stati esposti a Hg0 4
ore al giorno per 0, 2, 7, 14 e 28 giorni ad un flusso di 250 mcg Hg/m3,
concentrazione questa presente nell'aria orale di alcuni individui con un
elevato numero di otturazioni di amalgama. Le concentrazioni medie di Hg
nel cervello di topo aumentarono significativamente (40-100 volte) e
proporzionatamente alla durata dell'esposizione a Hg0. Entro il 14°
giorno dell'esposizione al Hg0, la fotoaffinità marcante la subunità b
del dimero della tubulina con [a32P]8N3GTP nel cervello diminuiva del 75%,
come riscontrato da analisi di autoradiogrammi SDS-PAGE. Le lesioni
neurochimiche identiche di simile entità sono evidenti nei cervelli
Alzheimer rispetto a quelli di controlli della stessa età. Poiché la
velocità di polimerizzazione della tubolina dipende da legame che i
dimeri di tubulina hanno con GTP, ne concludiamo che inalazione
cronica di basse dosi di Hg0 possono inibire la polimerizzazione della
tubolina, essenziale per la formazione dei microtubuli.
Peschanskaya
IV, Golovko LA, Suprunovich VI, "Diversi complessi metallo-tioli e
tioli-tioli con 8-mercaptoquilonine", Zh Anal Khim, 47 (4) 587-597,
1992
ABSTRACT
Una
donna di 28 anni fu colpita da alopecia 2 mesi dopo l'inserimento di 3
nuove otturazioni di amalgama su vecchie. Test allergico al mercurio
positivo. Dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama e terapia di
chelazione con DMPS i capelli ricominciarono a crescere.
Articoli
correlati: alopecia e amalgama
*
Klobusch J, Rabe T, Gerhard I, Runnebaum B, "Alopecia e inquinamento
ambientale", Klinisches Labor, 1992, 38:469-476
(AQ20)
ABSTRACT
132
donne con differenti forme di alopecia (androgenetica, diffusa, areata) e
diversi gradi di severità di alopecia sono state sottoposte a test con
DMPS (per la determinazione di metalli pesanti nell'organismo), ad analisi
del sangue per determinare presenza di pesticidi (pentaclorofenolo,
lindane). Il 51% delle pazienti esaminate risultarono positive ad almeno
un metallo pesante. Il livello di mercurio era elevato almeno nel 49%,
arsenico nel 9%, cadmio nel 2% e piombo nell'1%. L'escrezione di mercurio
era correlata al numero di otturazioni dentali di amalgama. La percentuale
di successo terapeutico a seguito di rimozione di amalgama fu del 68%,
mentre la terapia non aveva avuto successo prima di allora. Elevate
concentrazioni di pesticidi furono riscontrate nel 26% dei pazienti
esaminati.
Friese
KH, "Veleno in bocca", Natura Med, 1992, 7 (4) 295-306
ABSTRACT
Una
donna di 22 anni soffriva di alopecia, emicrania e raffreddori. Il test
con DMPS mostrò un carico di mercurio di 496 mcg/g creatinina. Durante la
rimozione di amalgama ci fu un peggioramento della alopecia. Il livello di
mercurio scese a 42 mcg/g creatinina dopo terapia con DMPS. L'alopecia, i
raffreddori e l'emicrania scomparvero. Non ci sono state ricadute finora.
*
Pleva J, "Corrosione e rilascio di mercurio dalle amalgami
dentali", J Orthomol Med, 1989, 4(3) 141- 158 (TT31)
ABSTRACT
Il
tipo comune di amalgama è una lega contenente tipicamente in peso
percentuale mercurio=50, argento=35, stagno=10, più rame e possibilmente
zinco. Tipi di degradazione d'amalgama riportate sono corrosione della
fessura, corrosione selettiva, corrosione galvanica di contatto con leghe
diverse, e usura meccanica. Esperimenti di laboratorio descritti nella
letteratura odontoiatrica dimenticano spesso un importante numero di
fattori che influenzeranno la corrosione delle otturazioni dentarie.
Questi sono, ad esempio, usura, variazioni di pressione dal contatto
nell'addentare qualcosa, aumento di temperatura, esposizione ad acido e
sale, e contatti galvanici con metalli diversi. Lo scopo del presente
lavoro era di condurre delle indagini su un numero di otturazioni
all'amalgama rimaste in bocca per diversi anni. Sono state date delle
stime sui quantitativi di mercurio corrispondenti all'intensità stimata
di un attacco di corrosione. I quantitativi di mercurio sono comparati ai
limiti raccomandati di massima esposizione giornaliera nel cibo e
nell'aria. Metodo sperimentale: Parti di 22 otturazioni all'amalgama di 15
persone sono state raccolte ed esaminate. I donatori sono stati
selezionati da un gruppo di 250 persone, tutte portatrici di grossi
quantitativi di amalgama. Le informazioni di base e la storia sulla loro
salute sono state ottenute attraverso un questionario. Il gruppo di
controllo consisteva in 10 persone dai 30 ai 60 anni, che non avevano mai
avuto alcuna ricostruzione all'amalgama. Nessuno del gruppo di controllo
aveva sperimentato più di 3 dei 30 sintomi specifici sul questionario
sulla salute.
Una valutazione statistica sul materiale del paziente sarebbe stato
soggetto di un saggio seguente. Le otturazioni di amalgama rimosse sono
state esaminate per attacchi da corrosione sia attraverso microscopio
ottico sia attraverso un microscopio a scansione elettronica (SEM) tipo
JEOL JSM 840, attrezzato di sistemi EDAX o LINK per l'analisi della
dispersione energetica dei raggi X (nuovo EDX). Sono stati esaminati sia
la morfologia dell'attacco che le composizioni chimiche delle otturazioni
d'amalgama a diversi livelli. Risultati: tutte le otturazioni d'amalgama
ottenute hanno dimostrato l'annerimento della superficie delle crepe
adiacenti la cavità del dente e talvolta anche delle superfici esterne.
Le superfici grigio-nere erano state corrose da attacchi generali e in
alcuni punti sono state osservate delle rotture. L'analisi della
Dispersione dell'Energia dei raggi X dei prodotti di corrosione hanno
mostrato una considerevole diminuzione di contenuto sia di mercurio sia di
argento, in qualche punto fino alla totale scomparsa. Tipi, gradi e
profondità di corrosione sono descritti dettagliatamente. Sono state
misurate anche le potenzialità di corrosione delle otturazioni di
amalgama in pazienti che presentavano anche riparazioni in oro.
Discussione: il destino del mercurio sotto varie condizioni ed influenze
viene descritto molto dettagliatamente. Questo include perdita di mercurio
dalla amalgama fase gamma-2 e dalla non-gamma-2, evaporazione del mercurio
dalle otturazioni, separazione di mercurio, e l'influenza degli
accoppiamenti galvanici. Conclusioni: Sulla base della profondità della
corrosione, il tipico rilascio stimato da 1 cm2 di superficie di amalgama
è di 10-20 µg di mercurio al giorno. Il contatto con una riparazione
d'oro causa un rilascio di ulteriori 250 µg di mercurio al giorno. Se
viene considerata la masticazione, il rilascio di mercurio, calcolato in
base alla legge di Faraday, dalle correnti di corrosione può raggiungere
alcune centinaia di microgrammi per 1 cm2 al giorno. Confrontando con i noti valori di tossicità, il mercurio delle
otturazioni all'amalgama presenta un sostanziale contributo al carico di
mercurio nel corpo. La rimozione dell'amalgama si conclude con il
sollievo dai sintomi che accadono notoriamente per esposizione cronica ad
amalgama.
*
Pleva J, "Intossicazioni da mercurio delle otturazioni di
amalgama", J Orthomol Psychiat 12:3 1983 184
(AC70a)
ABSTRACT
Questa
relazione è una valutazione critica dell'uso di amalgama dentale con una
considerazione speciale per la possibilità di intossicazione cronica da
mercurio. Le analisi della Dispersione dell'Energia dei Raggi X di
otturazioni all'amalgama di argento conservate, hanno dimostrato che esse
erano malamente corrose. Dacché il contenuto delle vecchie otturazione di
amalgama era in ogni caso minore delle nuove e poteva avvicinarsi allo
zero in qualche punto, la corrosione deve aver causato la dissoluzione e
l'evaporazione del mercurio e non l'arricchimento nelle otturazioni come
talvolta è stato asserito. Basata sulla conoscenza della struttura e
sulle proprietà corrosive dell'amalgama, la ricerca di un'amalgama
stabile deve essere considerata non realistica. Anche una corrosione
veramente limitata dovrebbe essere inaccettabile quando il metallo
rilasciato è altamente tossico. L'accoppiamento galvanico di oro ed
amalgama dà una garanzia da intossicazione da mercurio in un tempo
relativamente breve. Come primo passo l'uso dell'oro o di altri metalli assieme all'amalgama
dovrebbe essere immediatamente fermato ed i contatti esistenti, inclusi
quelli temporanei, dovrebbero essere eliminati.
*
Pleva J, "Mercurio ed amalgami dentali: esposizioni ed effetti",
Int J. Risk & Safety in Medicine 3 1992 1-22
(AK74a,b)
ABSTRACT
Vengono
esaminati e discussi i rischi di esposizione da mercurio derivante
dall'uso di otturazioni all'amalgama. Sulla base sia delle conoscenze
acquisite in varie discipline scientifiche, sia di dieci anni di
esperienza in questo campo, si conclude che il mercurio delle amalgami può
contribuire molto significativamente ad un numero di moderni problemi di
salute e a peggiorare la qualità della vita di un larga parte della
popolazione in molti paesi. L'opinione erronea che si possa sorvolare
sull'esposizione da amalgama e la mancanza di cooperazione tra la
professione dentistica, medica ed altre, sono due fattori importanti
all'interno della questione. Ci sono prove sia biologiche sia
metallurgiche che i tipici livelli da esposizione al mercurio prodotti
dalle otturazioni all'amalgama sono di 5-10 volte superiori a quelli che
vengono considerati limiti sicuri per esposizione al mercurio da altre
fonti. Non c'è dubbio che il mercurio dentale dovrebbe essere preso in
considerazione come possibile fattore eziologico quando si esaminano
malattie neurologiche, immunologiche ed endocrinologiche di eziologia
sconosciuta. Sono discusse le misure di protezione durante la rimozione di
amalgami e le prospettive per materiali dentali alternativi.
Pleva
J, "Mercurio dentale: un pericolo per la salute pubblica", Rev
Environ Health 10(1):1-27 (1994)
ABSTRACT
Lo
scopo di questa recensione è di focalizzare l'attenzione sui rischi sulla
salute dell'uso globale incontrollato di otturazioni all'amalgama
impiantate che rilasciano mercurio. Nonostante l'uso pandemico di
amalgama, molti dentisti e dottori sono ancora ignoranti sui livelli di
esposizione al mercurio e le sue implicazioni sulla salute. Questa analisi
discute sui seguenti aspetti cronicamente negletti nella pratica clinica:
l'uso della scienza dei materiali nel calcolare i livelli di esposizione
al mercurio che possono superare i Valori Massimi Tollerabili da un
determinato ordine di grandezza; la dissoluzione microbica e la
metilazione del mercurio dall'amalgama da parte dei batteri orali ed
intestinali; problemi diagnostici ed effetti dell'esposizione cronica al
mercurio con enfasi sui sintomi e disordini intestinali, cardiovascolari,
mentali e neurologici; il valore della diagnosi delle feci - anziché
dell'esame delle urine - come principale indicatore di esposizione a
mercurio; mancanza di gruppi di controllo non esposti al mercurio (privi
di amalgama) per studi epidemiologici riguardanti i problemi di salute; il
contributo del mercurio dentale all'inquinamento ambientale. In
conclusione, la mancanza di una ricerca interdisciplinare e di un
approccio critico per stabilire i protocolli clinici appaiono come la
ragione del fallimento della professione dentistica di proteggere il
paziente dall'esposizione a mercurio mentre si salva un dente.
Psarras
V, Derand T, Nilner K, "Effetti del selenio sui vapori di mercurio
rilasciati da amalgami dentali: uno studio in vitro", Swed Dent J
18(1-2):15-23 (1994)
ABSTRACT
In
questo studio in vitro sono state utilizzate delle superfici corrose
dall'umidità oppure ossidate provenienti da diversi tipi di amalgami
dentali. Sono stati esaminati i vapori di mercurio rilasciati prima e dopo
una spazzolatura standardizzata con una pasta dentifricia convenzionale (ACTA)
ed una sperimentale contenente selenio. I
risultati hanno dimostrato differenze tra le
superfici corrose dall'umidità e quelle ossidate
dall'aria. Durante l'esperimento gli amalgami non-gamma-2, ad alta
concentrazione di rame, hanno rilasciato più vapori di mercurio di quelle
convenzionali. Quando le superfici dell'amalgama sono state spazzolate con
pasta dentifricia convenzionale si è potuto notare un aumento di vapori
rilasciati. L'uso di un dentifricio contenente selenio si è concluso in
tutti i casi in quantitativi significativamente più bassi di vapori di
mercurio.
R
*
Redhe O, Pleva J, "Guarigione da sclerosi laterale amiotrofica e da
allergia dopo rimozione di otturazioni dentali all'amalgama", Int J
of Risk Safety in Medicine 4 1994 229-236 (AU38)
"Cinque
mesi dopo il completamento della rimozione dell'amalgama (29 agosto 1984)
la paziente fu chiamata per una settimana di accertamenti nella stessa
clinica universitaria in cui era stata diagnosticata la sclerosi laterale
amiotrofica (SLA). Lei si sentiva straordinariamente bene ed il suo stato
di salute era inoltre confermato dalle parole nella sua testimonianza:
"Lo status neurologico è completamente privo di commenti. Da questo
momento la paziente non mostra nessuna malattia dei nervi motori del tipo
SLA. Ella è stata informata che per ciò che riguarda l'aspetto
neurologico è in piena forma". Finora (inizio 1993) sono passati
nove anni dacché sono state rimosse le otturazioni e la paziente continua
a godere di un'ottima salute".
articoli
correlati: mercurio e SLA
Adams
CR, Ziegler DK, Lin JT, "L'intossicazione da mercurio simula la
condizione di sclerosi laterale amiotrofica", JAMA, agosto 1983, 5;
250(5):642-3
ABSTRACT
Un
uomo di 54 anni ebbe una sindrome simile alla sclerosi laterale
amiotrofica dopo una breve ma intensa esposizione al mercurio elementare.
La sindrome regredì quando i suoi livelli urinari di mercurio si
normalizzarono. La tossicità da mercurio deve essere considerata non solo
in individui con recenti disfunzioni delle cellule “anterior horn”, ma
anche con altre neuropatie periferiche inspiegabili, tremori, atassia, e
l'intera gamma di sintomi psichiatrici incluse confusione e depressione.
Arvidson
B, "Il mercurio inorganico è trasportato dai nervi muscolari
terminali ai neuroni motori spinali e del tronco encefalico", Muscle
Nerve, ott. 1992; 15(10):1089-94
ABSTRACT
È
stata studiata la distribuzione di mercurio all'interno del tronco
encefalico e midollo spinale di topi usando la tecnica autometallografica
dopo somministrazione intramusculare di una singola dose di cloruro
di mercurio (HgCl2). I depositi di mercurio erano localizzati ai neuroni
motori del midollo osseo e ad i nuclei motori del tronco encefalico; cioè
i neuroni con le loro estensioni periferiche fuori la barriera sanguigna
del cervello. La recisione unilaterale del nervo ipoglossale prima
dell'iniezione di HgCl2 prevenne l'accumulo di depositi di mercurio nei
nuclei ipsilaterali ipoglossali. L'accumulo selettivo di mercurio nei
motoneuroni spinali e del tronco encefalico è quasi sicuramente dovuta ad
una perdita di complessi metallo-proteina dai capillari dei muscoli nelle
giunzioni mioneurali, seguito da assimilazione nei terminali nervosi e
trasporto retrogrado del cilindrasse. La possibile correlazione tra questo
processo e lo sviluppo di degenerazione neuronale motoria nella SLA è
discussa.
Barber
TE, "Intossicazione da mercurio inorganico somigliante a sclerosi
laterale amiotrofica", J Occup Med, ott. 1978; 20(10):667-9
ABSTRACT
Due
operai di un impianto che produce ossido di mercurio svilupparono
cambiamenti neurologici non registrati precedentemente per esposizione a
mercurio inorganico o per vapori di mercurio semplice. I sintomi, i
riscontri fisici e gli studi di laboratorio assomigliano a quelli della
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e intossicazione organica da mercurio.
19 operai hanno sviluppato precipitosamente segni e sintomi che possono
essere considerati il primo inizio di un complesso di sintomi di
intossicazione di mercurio che potrebbe probabilmente progredire in una
sindrome simile al SLA se il progresso non è interrotto dalla rimozione
degli individui dall'esposizione al mercurio. Tutti i sintomi, i segni e
le scoperte di laboratorio tornarono completamente normali dopo circa tre
mesi in condizioni lavorative prive di mercurio.
Brown
IA, "Mercurialismo cronico: una causa della sindrome clinica di
sclerosi laterale amiotrofica", Arch Neurol Psychiat (Chicago) 1954,
72: 674-681
ABSTRACT
Viene
descritto il caso clinico di un contadino di 39 anni con una storia
clinica di un progressivo indebolimento degli arti per un periodo di 6
mesi, insieme con una marcata atrofia dei muscoli delle mani, braccia,
petto, addome e fascia pelvica. L'esame neurologico, 6 mesi dall'inizio
della patologia rivelò una grave perdita di muscolatura corporea, più
marcata nelle estremità, con contrazione fascicolare presente
dappertutto. Il coinvolgimento della innervazione craniale inferiore era
evidenziata da una disfonia e disfagia; l'innervazione craniale superiore
non mostrava anomalie. I riflessi muscolari erano aumentati nelle gambe,
non c'erano anomalie sensorie. Le condizioni del paziente peggiorarono nei
mesi successivi, e la morte sopraggiunse 15 mesi dopo la comparsa della
malattia, a causa della progressiva paralisi bulbare.
L'autopsia
rivelò che la corteccia del cervello aveva solo un limitato livello di
atrofia generalizzata, mentre le alterazioni più consistenti furono
riscontrate nel midollo spinale, con demielinizzazione diffusa e riduzione
delle cellule "anterior horn". Il paziente negli ultimi 7 anni
aveva trattato la semenza di avena con un composto fungicida in polvere
contenente mercurio. Sfortunatamente il contadino non si era curato delle
precauzioni d'uso allegate al fungicida e non aveva mai usato la maschera
al viso quando trattava la semenza con la polvere fungicida. L'ultima
volta che aveva effettuato tale operazione era stato un mese prima della
comparsa della malattia. L'escrezione urinaria di mercurio fu trovata
essere elevata ed aumentò notevolmente dopo terapia con chelante del
mercurio (dimercaprol); ma non fu notato alcun miglioramento clinico ed
anzi la morte sopravvenne.
Kantarjian
A, "Una sindrome clinicamente somigliante alla SLA conseguente a
mercurialismo cronico", Neurology 11:639-644 (1961)
ABSTRACT
In
questo studio sono riportati 11 casi di mercurialismo cronico con un
quadro neurologico simile alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Tutti questi
pazienti hanno consumato pane preparato con grano trattato con un
fungicida chiamato Granosan M (Dupont). L'ingrediente attivo è 7.7% di
etilmercurio p-toluene sulfoanilide. Il periodo di uso è stato dai 2 ai 3
mesi circa. L'esame fisico era essenzialmente normale, eccetto per la
presenza di infiammazione gengivale e la linea blu ai margini della
gengiva in 7 pazienti ed un'eruzione cutanea eritematosa in 2. L'esame
neurologico ha rivelato la debolezza motoria alle estremità e il
deterioramento della muscolatura degli arti e del tronco con estese
fascicolazioni nelle aree atrofiche in tutti i pazienti. Nel gruppo, 6
pazienti avevano iperriflessia, 4 presentavano chiari segni del morbo di
Babinski e 2 casi erano equivoci. I restanti 5 pazienti non presentavano
segni patologici piramidali. L'eziologia di base era mercurialismo cronico
in tutti i pazienti. Questo è stato confermato dalla presenza di mercurio
in campioni di capelli e di unghie. Per la presenza di segni patologici
piramidali, 6 casi di questo gruppo sarebbero stati diagnosticati come
Sclerosi Laterale Amiotrofica. Gli altri 5 sarebbero stati etichettati
come atrofia muscolare progressiva a causa delle lesioni limitate ai
neuroni motori inferiori. Potremmo concludere: 1. Finché il medesimo
fattore causale era operativo in tutti questi casi, sembrerebbe che la
Sclerosi Laterale Amiotrofica e l'atrofia muscolare progressiva siano
probabilmente nosologicamente identiche. 2. La SAL non dovrebbe essere
considerata una vera e propria malattia ma piuttosto una sindrome di
eziologia variabile. 3. Nella SLA il mercurialismo cronico è un possibile
fattore eziologico.
Mano
Y, Takayanagi T, Ishitani A, Hirota T, "Il mercurio nei capelli di
pazienti con SLA", Rinsho Shinkeigaku, luglio 1989; 29(7):844-8
ABSTRACT
Al
centro della penisola di Kii, c'è stata fino ad appena 10 anni fa un
delle più grandi miniere di mercurio in Giappone. Il contenuto di
mercurio nell'acqua e nei pesci risultano maggiori in questo distretto.
Perciò abbiamo studiato il mercurio nei capelli di pazienti ed individui
di controllo. Questo studio si occupa di 23 casi di SLA inclusi 15 casi a
Nara e Mie ed 8 casi in altre provincie al di fuori della penisola Kii, 14
casi con atassia, 11 casi con altre malattie degenerative quali il morbo
di Parkinson e quello di Alzheimer, 25 casi di malattia cerebrovascolare.
Il gruppo di controllo era costituito da 26 individui sani. La
concentrazione di mercurio nei campioni di capelli dei pazienti con SLA
risultò essere 2.81 ppm in tutti i casi di SLA, 3.62 ppm nei casi ALS a
Nara e Mie e 1.39 ppm fuori dalla penisola di Kii, 2.34 ppm nei pazienti
con atassia, 1.83 ppm in altre malattie degenerative, 1.66 ppm nei casi di
malattia cerebrovascolare e 1.44 ppm in individui sani di controllo. La
differenza tra i casi di SLA a Nara e Mie e quelli del gruppo di controllo
è statisticamente significativa (p < 0.05) .
Pamphlett
R, Waley P, "Assorbimento in neuroni motori di basse dosi di mercurio
inorganico", J. Neurological Sciences 135: 63-67 (1996)
"Dosi
basse di mercurio inorganico sono quindi selettivamente assorbite e
trattenute dai neuroni motori, rendendo questa neurotossina un buon
candidato come causa di una sporadica malattia dei neuroni motori."
Schionning
JD, Danscher G, "Mercurio autometallografico in correlazione ai
cambiamenti degenerativi alla radice del ganglio dorsale dei ratti
intossicati da mercurio organico", APMIS, marzo 1999; 107(3):303-10
ABSTRACT
(Dipartimento di Neurobiologia, Istituto di Anatomia, Università di
Aarhus, Denmark)
L'intossicazione
di mercurio organico nei ratti produce cambiamenti degenerativi alla
radice del ganglio dorsale ed alla radice dei nervi dorsali. In uno studio
precedente sui ratti trattati con mercurio organico (2mg/kg) per 19
giorni, si sono osservate significative perdite di cellule del ganglio
(specialmente cellule A) e assoni mielinati e c'erano prove di
proliferazione di cellule gliali e della formazione di Corpi Nageotte.
Nello studio presente, la tecnica di innalzamento autometallografico
dell'argento, per tracciare il limite di mercurio inorganico al sulfide o
selenite (AMG-Hg), è stata applicata su sezioni di tessuto della radice
del ganglio dorsale e delle radici dei nervi dorsali degli stessi ratti
usati nel primo studio. Cellule satellite e macrofagi che circondavano le
cellule dei gangli e che avevano formato i corpi Nageotte sono stati
pesantemente etichettati dai depositi grossolani di AMG-Hg, mentre la
classificazione delle cellule dei gangli è stata meno pronunciata. Le
cellule A sono state costantemente etichettate, mentre le cellule B sono
state classificate solo occasionalmente. Nelle radici dei nervi dorsali
potevano essere notati nei macrofagi solo pochi depositi di AMG-Hg. Nel
livello ultrastrutturale, AMG-Hg è primariamente localizzato in cellule
gliali e che il modello di deposito AMG-Hg è lo stesso dei cambiamenti
morfologici osservati nei ratti intossicati con mercurio organico.
Su
M, Wakabayashi K, Kakita A, Ikuta F, Takahashi H, "Coinvolgimento
selettivo dei grandi neuroni motori nel midollo osseo di topi trattati con
metilmercurio", J Neurol Sci 1998; 156(1):12-7
ABSTRACT
Il
mercurio è sospettato essere un possibile fattore epidemiologico per la
patogenesi di malattie neuronali motorie, poiché è stato riportato che
il mercurio metallico, inorganico o organico causa una sindrome
clinicamente simile alla sclerosi laterale amiotrofica. Abbiamo
somministrato 10 mg/kg/giorno di cloruro di metilmercurio a topi adulti
per 10 giorni consecutivi. Gli arti posteriori sono diventati flaccidi e
atrofici, e 14 dei 34 topi sono morti entro il 18esimo giorno dopo
l'inizio del trattamento con metilmercurio. L'esame alla microscopia
luminosa dei larghi neuroni motori nel “anterior horn” spinale ha
rivelato vacuolazione citoplasmica e perdita di tessuti nervosi al 14esimo
giorno, la neuronofagia apparve al 16esimo giorno. Il 18esimo giorno, la
perdita dei larghi neuroni motori era quasi completa. L'autometallografia
con argento acetato dimostrò l'accumulo selettivo del mercurio nei larghi
neuroni motori. Questi risultati suggeriscono che sebbene è richiesta
un'elevata dose, il mercurio organico può sicuramente causare la perdita
dei larghi neuroni motori spinali in topi.
Vanacore
N, Corsi L, Fabrizio E, Bonifati V, Meco G, (Dipartimento di Scienze
Neurologiche, Universita La Sapienza, Roma), "Relazione tra
esposizione a tossine ambientali e malattie dei neuroni motori: un caso
clinico", Med Lav., nov.-dic. 1995; 86(6):522-33
ABSTRACT
È
riportato un caso di sclerosi laterale amiotrofica a seguito di
esposizione professionale a solventi e metalli. È discussa la teoria di
eziologia di malattie motorie-neuronali da tossine ambientali, includendo
aspetti epidemiologici, clinici, sperimentali e relativi alla
suscettibilità individuale. Una valutazione totale di dati umani ed
animali è stata effettuata usando un approccio metodologico sviluppato
dall' Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro e da un gruppo di
esperti scandinavi. Le nostre conclusioni sono che c'è probabilmente un
legame tra esposizione a metalli / solventi e disturbi neuro-motori.
Reinhardt
JW, "Accertamento del rischio di esposizione a mercurio da amalgami
dentali", J. Public Health Dent 1988; 48(3):172-177
ABSTRACT
(Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
Molta
attenzione è stata focalizzata sul problema dell'esposizione al mercurio
da otturazioni all'amalgama e sulla potenzialità di effetti negativi
sulla salute. Questa controversia è cresciuta oltre i confini della
professione dentistica in sé ed è divenuta un sentito problema di salute
pubblica. Nella speranza di preservare la buona salute, molti pazienti dei
dentisti, con malattie croniche sistemiche stanno considerando la
sostituzione delle loro amalgami. I dentisti sono stati sempre più
sfidati a dimostrare la sicurezza dell'amalgama. Recentemente sono stati
stabiliti metodi sistematici per valutare la quantità dei rischi
ambientali. Questo studio raccoglie le metodologie quantitative
dell'accertamento dei rischi e della conoscenza dell'esposizione al
mercurio dall'amalgama per valutare la sicurezza dell'amalgama dentale
sulle otturazioni. L'analisi conclude che il margine di sicurezza per la
tossicità del mercurio sugli esseri umani dovuto ad amalgama dentale
fallisce approssimativamente da 8 a 30 volte. Ci sono molte incertezze
coinvolte in questa valutazione, ed ulteriori studi garantiranno maggiore
precisione.
*
Reinhardt JW, "La vaporizzazione del mercurio durante la rimozione
dell'amalgama", J Prosth Dent 50 1983 62 (FF10)
ABSTRACT
(Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
L'esposizione al vapore di mercurio nello studio
dentistico interessa la salute dei dentisti e
degli assistenti ed i rischi di sovraesposizione
cronica a mercurio sono numerosi. I sintomi di
solito interessano il sistema nervoso centrale,
sebbene si sa che anche i reni ne sono affetti.
Ciò che può aumentare il livello di vapore di
mercurio nell'ambiente dello studio dentistico è
la velocità elevata dei trapani con cui si
rimuovono gli
amalgami. Le inalazioni dei vapori così prodotti si è dimostrata essere
la causa dell'elevata concentrazione di mercurio nei vari organi degli
animali di laboratorio; è stato anche dimostrato che un paziente può
evidenziare un aumento misurabile dei livelli di mercurio evaporato dalla
rimozione delle otturazioni di amalgama. Questo studio determina la
quantità di vapore di mercurio presente nell'aria a varie distanze dal
posto in cui si trova la rimozione dell'amalgama e determina gli effetti
della rimozione sia secca che umida del vapore di mercurio rilasciato.
*
Reinhardt JW, "Effetti collaterali: il contributo del mercurio da
amalgama al carico del corpo", Adv Dent Res, sett. 1992, 6 110-113
(AX1)
ABSTRACT
(Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
Il
proposito di questo opuscolo è di presentare gli studi che mettono in
relazione i livelli di mercurio nei tessuti umani con la presenza di
otturazioni all'amalgama, dando speciale attenzione a studi su autopsie.
Finora sono stati pubblicati pochi studi che esaminassero la relazione tra
amalgami dentali ed il livello di mercurio nei tessuti. Tecniche di
analisi dei tessuti migliori e altamente sensibili hanno reso possibile la
misurazione di elementi nella concentrazione di parti per miliardo. Il
fatto che il mercurio può essere assorbito e può raggiungere livelli di
tossicità nei tessuti umani rende ogni tipo di esposizione a tale
elemento di interesse scientifico. Le otturazioni all'amalgama sono state
a lungo considerate di poca importanza per quanto riguarda i livelli di
mercurio sopportabili dal corpo, poiché la forma elementare di mercurio
è consumato rapidamente nella reazione di posizionamento
dell'otturazione. Studi che dimostrano evidente rilascio di vapore di
mercurio elementare dalle amalgami dentali hanno aumentato l'interesse
riguardo la sicurezza dell'amalgama. L'assorbimento di vapori di mercurio
avviene attraverso i polmoni poiché circa l'80% del vapore inalato viene
assorbito dai polmoni ed entra rapidamente nel flusso sanguigno. Seguendo
la distribuzione della circolazione sanguigna, il mercurio può entrare e
rimanere in certi tessuti per periodi più lunghi, finché la vita media
della secrezione è prolungata. L'obiettivo primario sono due organi
importanti: il sistema nervoso centrale ed i reni.
*
Richards JM, Warren PJ, "Rilascio di vapori di mercurio durante la
rimozione di vecchie otturazioni all'amalgama", Br Dent J 159 1985
231 (FF6)
ABSTRACT
I
rischi associati all'uso di mercurio nella preparazione di otturazioni
all'amalgama nella chirurgia dentale sono stati largamente documentati. Si
è sempre asserito che il rilascio di mercurio dalla superficie di vecchie
otturazioni all'amalgama in bocca era trascurabile, poiché la pressione
del vapore di mercurio dalla superficie solida di amalgama fissata era
insignificante. La rimozione di vecchie amalgami durante la preparazione
della cavità era ritenuta priva di rischi riguardo all'esposizione al
mercurio perché non produceva un quantitativo largamente significativo di
vapori di mercurio che potevano essere inalati dall'operatore. Nixon ed
altri hanno misurato questo in un vasto numero di interventi ed hanno
trovato concentrazioni di mercurio negli organi respiratori dei loro
dentisti sulla soglia o ai limiti dei valori consentiti (TLV); TLV = 0.05
mg/m3 aria. Queste osservazioni non pubblicate indicano che durante lo
scavo di cavità in denti preventivamente otturati con amalgama vengono
rilasciati elevate quantità di vapori di mercurio. Questo articolo
descrive alcuni esperimenti realizzati per chiarire la posizione e, se
possibile, misurare e qualificare qualsiasi esposizione ai vapori di
mercurio durante la preparazione ed il restauro di carie.
**
Richardson GM, "Un accertamento di esposizione negli adulti e rischi
da componenti e da prodotti di materiali dentali costituiti da resine
composite", Hum and Ecological Risk Assessment, 1997, 3, 683-697
(BT38)
ABSTRACT
Sono
state espresse perplessità riguardanti i rischi dovuti ad esposizioni
chimiche ai materiali di restauro dentale. I materiali dentali in Canada
sono esonerati dalle clausole di esami pre-vendita per i materiali
medicali e, per questo, vi è una lacuna di informazioni riguardo ai
rischi di potenziale esposizione chimica derivante da tali materiali. È
stato intrapreso uno studio per provare l'esposizione chimica e informare
riguardo ai rischi derivanti dai componenti e dai prodotti di
decomposizione di quella classe di materiali noti come resine composite.
È
stato fatto un accertamento probabilistico su esposizione di adulti a 2
principali componenti di resine composite - silice,
bifenolo-A-glicidilmetacrilato (BIS-GMA) - formaldeide ed acido
metacrilico. Presumendo che la popolazione adulta canadese con otturazioni
abbia solo materiali con resine composite, i risultati hanno indicato che
le esposizioni medie alla formaldeide ed all'acido metacrilico era di
10.000 ed 1.600.000 volte inferiore rispettivamente alle dosi di
riferimento relative. I casi peggiori di esposizione erano inoltre ben al
di sotto dei livelli di riferimento applicativi. I rischi posti
dall'esposizione a BIS-GMA e silice non possono essere accertati a causa
della mancanza di dati pubblicati riguardo alle dosi ingerite di
riferimento per queste sostanze. L'assenza di un database riguardante i
rischi delle resine composite è stato argomento di discussione,
particolarmente in riferimento al potenziale estrogenico recentemente
rilevato di altri prodotti di degradazione di BIS-GMA.
**
Richardson GM, Allan M, "Una valutazione dell'esposizione al mercurio
e dei rischi derivanti dall'amalgama dentale - Monte Carlo", Human
and Ecological Risk Assessment (1996), vol2, n.4, pp709-761 (BT39)
ABSTRACT
L'amalgama
dentale è costituita approssimativamente del 50% in peso di mercurio e le
persone che portano otturazioni all'amalgama sono esposte a quest'elemento
principalmente sotto forma di vapori di Hg. Per i canadesi con denti
otturati all'amalgama, si è stimato che, in base a due modelli
indipendenti, l'esposizione a mercurio da amalgama si aggira di media: da
0.045 a 0.082 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra i bambini (dai 3 ai
4 anni); da 0.044 a 0.069 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra i
fanciulli (dai 5 ai 11 anni); da 0.034 a 0.044 mcg Hg/kg di peso corporeo
al giorno fra gli adolescenti (dai 12 ai 19 anni); da 0.050 a 0.055 mcg
Hg/kg di peso corporeo al giorno fra gli adulti (dai 20 ai 59 anni); da
0.031 a 0.041 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra gli anziani (oltre
i 60 anni). L'amalgama è stata ritenuta responsabile del 50% in media del
contributo totale di esposizione a Hg fra tutte le fonti (amalgama, aria,
acqua, cibo, suolo) fra gli adulti e dal 32% al 42% per gli altri gruppi.
Numerosi
studi hanno dimostrato in modo consistente gli effetti sul SNC (Sistema
Nervoso Centrale) in persone esposte ai vapori di Hg per motivi di lavoro.
La maggior parte di studi simili hanno fallito nello stabilire dei limiti
per gli effetti misurabili sul SNC. Una soglia giornaliera tollerabile (SGT)
di 0.014 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno (come dose assorbita) era
stata proposta come limite di inalazioni di vapori di mercurio, la forma
principale cui sono esposti i portatori di otturazioni all'amalgama.
Questa SGT era basata su una considerazione riguardante casi subclinici
(cioè non risultanti in chiari sintomi o cure mediche) sugli effetti sul
SNC di uomini esposti per motivi di lavoro, che si esprimevano in lievi
tremori dell'avambraccio, che potrebbero inoltre proteggere contro
menomazioni del sistema cognitivo. In
base al modello di esposizione comunque conservativo dei due modelli
indipendenti sviluppati, è stata stabilita una media di otturazioni
all'amalgama tale da non superare la soglia giornaliera tollerabile: 1
otturazione per i bambini, 1 per i fanciulli, 3 per gli adolescenti e 4
per gli adulti ed anziani.
S
Sallsten
G, Thoren J, Barregard L, Schutz A, Skarping G, "Utilizzo a lungo
termine di gomma da masticare alla nicotina ed esposizione al mercurio
tramite otturazioni dentali con amalgama". J
Dent Res, gen. 1996; 75(1):594-8
ABSTRACT
(Department of Occupational Medicine, Sahlgrenska University Hospital,
Goteborg, Sweden)
In
studi sperimentali, l'uso della gomma da masticare si è dimostrato un
fattore di incremento del tasso di rilascio di vapore di mercurio dalle
otturazioni dentali di amalgama. Lo scopo di questo studio era di vagliare
l'influenza della masticazione a lungo termine sui livelli di mercurio nel
plasma e nelle urine. I valori di mercurio nel plasma (P-Hg), nelle urine
(U-Hg), e di creatinina urinaria sono stati esaminati in 18 soggetti che
facevano uso regolare di gomma da masticare alla nicotina ed in 19
soggetti di riferimento. Nei due gruppi età e numero di superfici di
amalgama erano simili. La concentrazione di mercurio totale nel plasma e
nelle urine venne determinata utilizzando la spettrometria di assorbimento
atomico a vapori freddi. La creatinina nelle urine venne determinata
tramite spettrometria cromatografica gas-massa. I masticatori hanno usato
10 (nella media) gomme al giorno nei 27 (nella media) mesi precedenti. I
livelli di P-Hg e U-Hg furono decisamente più elevati nei masticatori (27
nmol/L and 6.5 nmol/mmol di creatinina) che nel gruppo di riferimento (4.9
nmol/L and 1.2 nmol/mmol di creatinina). In entrambi I gruppi sono state
riscontrate importanti correlazioni tra P-Hg o U-Hg ed il tempo di
masticazione al giorno o i livelli di creatinina nelle urine. La
creatinina nelle urine aumentò con il numero di pezzi di gomme
utilizzati. L'impatto dell'eccessiva masticazione sui livelli di mercurio
fu considerevole.
*
Sandborgh-Englund G, Elinder CG, Langworth S, Schutz A, Ekstrand J,
"Mercurio nei fluidi biologici dopo la rimozione di amalgama". J
Dent Res, aprile 1998; 77(4):615-24
ABSTRACT
(Department of Basic Oral Sciences, Karolinska Institutet, Huddinge,
Sweden)
L'amalgama
dentale è la maggiore fonte di esposizione al mercurio inorganico (Hg)
nella gente comune. L'obiettivo dello studio presente era di ottenere dei
dati nei cambiamenti dei livelli di Hg nel sangue, plasma ed urine, in
seguito alla rimozione di otturazioni con amalgama durante un intervento
dal dentista su 12 persone sane. Il numero medio di superfici di amalgama
è stato 18 (valori da 13 a 34). Dopo la rimozione delle amalgami furono
eseguite frequenti analisi del sangue ed il campionamento giornaliero
delle urine per 115 giorni. In 8 soggetti tale periodo di tempo venne
esteso a 3 anni. Nelle prime 48 ore dopo la rimozione venne osservato un
aumento transitorio della concentrazione di Hg nel sangue e nel plasma.
Nel plasma vi fu un aumento della concentrazione di picco del 32% (1.3
nmol/L; valori da 0.1 a 4.2). Nessun aumento venne rilevato per i livelli
di Hg nelle urine. Nella media fu osservata una diminuzione esponenziale
di Hg. 60 giorni dopo la rimozione i livelli di Hg nel sangue, plasma ed
urine erano scesi di circa il 60%. In 7 soggetti, seguiti per 3 anni, fu
calcolato il periodo medio di dimezzamento di Hg nel plasma e nelle urine.
Nel plasma fu applicato un modello biesponenziale, ed il periodo di
dimezzamento fu stimato essere di 88 giorni (valori da 21 a 121). La
cinetica dell'Hg nelle urine (nmol/24 ore) seguì un modello
monoesponenziale con un periodo di dimezzamento 46 giorni (valori da 35 a
67). In conclusione il processo di rimozione delle otturazioni di amalgama
può avere una ripercussione considerevole sui livelli di Hg nei fluidi
biologici. Dopo la rimozione
avviene una notevole diminuzione della quantità di Hg nel sangue, plasma
ed urine che lentamente si stabilisce sui livelli di soggetti senza alcuna
storia di otturazioni con amalgama.
Sarkar
NK, Greener EH, "Proprietà elettrochimiche di rame ed oro contenuti
nelle amalgami dentali", J Oral Rehabil., aprile 1975; 2(2):
157-64
ABSTRACT
L'unione
in lega o la miscelazione di una lega di amalgama dentale con un elemento
o lega che hanno una grande affinità con stagno offre un mezzo per
eliminare la corrosione cui è incline la fase gamma-2. Di conseguenza, il
comportamento della corrosione di amalgami non convenzionali contenenti Cu
ed Au viene investigato tramite studi sulla polarizzazione anodica in
soluzione di Ringer. Le amalgami contenenti Cu sono state prodotte
miscelando Cu-Hg (amalgama di rame) con amalgama convenzionale nelle
porzioni di 0-5:1 e1:1. un 10 w/o in Ag3Sn venne usato come lega
d'amalgama d'oro. Il profilo di polarizzazione anodica del 0-5:1 Cu
miscelato risultò essere simile nella forma alla miscela di amalgama
convenzionale sebbene la densità di corrente sia stata minore. Dopo 1
mese di invecchiamento il picco di meno 250mV associato alla gamma-2
scomparve e la densità di corrente diminuì di un fattore 10. Dopo 2 mesi
la corrente diminuì di un fattore 100. La popolazione anodica della
miscela di amalgama di Cu 1:1 non mostrò il picco di meno 250mV (gamma-2)
dopo 1 settimana e la densità di corrente fu 10-3 volte quella
dell'amalgama convenzionale. Il comportamento di queste amalgami
interessanti è stato relazionato sulla base della facilità con cui si
formano intermetalli Cu-Sn dove Cu/Sn=3. Il profilo di polarizzazione
anodica di 10 w/o dell'amalgama contenente Au è quello dell'amalgama
convenzionale e non cambia drasticamente dopo 6 mesi. Sebbene l'Au possa
ridurre o eliminare la fase gamma-2, il risultante AuSn4 corrode
apparentemente in un modo analogo. Tuttavia, dal momento che la
distribuzione di AuSn4 potrebbe essere diversa da gamma-2, cioè non
continuo, l'effetto della corrosione sulle sue proprietà meccaniche
potrebbe essere diverso.
Schiele
R, "Studi sul contenuto di mercurio nel cervello e nei reni in
relazione al numero e alla condizione delle otturazioni di amalgama",
Institute of Occupational and Social Medicine, University of
Erlangen-Nurnberg, Symposium, 12 Marzo 1984, Colonia, Germany, "Punti
di vista della medicina e dell'odontoiatria"
ABSTRACT
Studi
di autopsie del cervello e dei reni sono stati effettuati su 44 persone
che sono morte in incidenti. 25 vittime erano uomini, 19 erano donne, con
un'età compresa tra i 16 e i 57 anni. In tutto c'erano meno di 10 denti
che mancavano ed il numero di otturazioni di amalgama per individuo andava
da 3 a 31. L'analisi statistica ha dimostrato una limpida correlazione tra
il numero e l'entità delle superfici di amalgama dentale ed il contenuto
di mercurio nel cervello e nei reni dei portatori di amalgama.
**
Shinwari N, Al-Saleh I, "Livelli di mercurio nelle urine in soggetti
di sesso femminile: influenza di creme in grado di schiarire la pelle ed
otturazioni dentali di amalgama", BioMetals (1997), 10, 315-323
(BT50)
ABSTRACT
È
stata valutata l'influenza dell'applicazione di creme in grado di
schiarire la pelle e di otturazioni dentali di amalgama sul livello di
mercurio nelle urine di 225 donne (età 17-58) di Riyadh, capitale
dell'Arabia Saudita. Non è stata osservata nessuna differenza
significativa nei livelli di mercurio comparato all'uso di creme. D'altro
canto i risultati dimostrano come il livello di Hg nelle urine sia
dipendente dall'uso e numero di otturazioni dentali di amalgama. In
nessuna donna sono stati identificati sintomi o segni indicanti
un'intossicazione da mercurio. Le analisi delle urine di creatinina, urea,
acido urico, fosforo, magnesio, glucosio e calcio dimostrano una netta
correlazione con il mercurio. Ciò
dimostra che l'esposizione cronica al mercurio può essere associata al
deterioramento delle funzioni renali.
Schneider
V, “Analisi dei vapori di mercurio da amalgama dentale con spettroscopia
di assorbimento atomico a freddo”, Dissertation, Frankfurt a.M. 1976
ABSTRACT:
Su
23 individui l'applicazione di un'otturazione di amalgama è seguita da
una serie di analisi di mercurio nelle urine. È stato accertato un
incremento del contenuto di mercurio nell'urina mediamente sette volte
superiore ai valori di partenza. Il valore massimo (31.8 mcg/l) superava
39 volte il valore di partenza (0.8 mcg Hg /l urina).
Schoonover
IC, Souder W, "Corrosione delle leghe dentali", Journal of Amer.
Dental Assoc., v.28, agosto 1941. p.1278-1290 (E5)
ABSTRACT
Sebbene
vari metalli usati in odontoiatria abbiano ricevuto attenzione quando
usati singolarmente, non è difficile trovare contemporaneamente due o più
metalli diversi posti nella cavità orale, a contatto o divisi uno
dall'altro. Tali pratiche potranno certamente condurre alla formazione di
correnti galvaniche, come verrà dimostrato nel presente studio. Per di più,
ci sono delle condizioni prodotte da otturazioni mono componente metallico
che meritano maggiori attenzione e per le quali si possono ben definire
delle teorie. Vi è la necessità di esaminare la superficie e la base
delle amalgami per osservare la corrosione, derivante probabilmente da
azione galvanica.
Tali amalgami non devono essere poste a contatto con altri metalli o in
bocche contenenti altre otturazioni metalliche. È senza dubbio possibile
che molti casi di irritazione dovuti ad otturazioni metalliche siano il
risultato dei tipi di corrosione descritti sopra.
**
Schulte A, Stoll R, Wittich M, Pieper K, Stachniss V, "Concentrazioni
di mercurio nelle urine di bambini con e senza otturazioni di
amalgama", Schweiz Monatsschr Zahnmed, 1994; 104(11): 1336-40
& J Dent Res 73(4):980 A-334 (CE28)
ABSTRACT
Studi
su adulti hanno documentato che la maggior parte delle concentrazioni
urinarie in persone non esposte professionalmente è determinata dal
numero e le superfici delle loro otturazioni di amalgama. Sono disponibili
pochissime informazioni relative all'esposizione al mercurio dei bambini.
In questo studio è stata determinata la concentrazione di mercurio nelle
urine di bambini dai 3 ai 15 anni, con e senza otturazioni di mercurio. La
concentrazione media di mercurio nelle urine dei bambini senza amalgami
(n=93) era di 0.17 mcg/L, e per i bambini (n=86) con otturazioni di
amalgama era di 0.70 mcg/L. La differenza tra i due gruppi è risultata
significativa. Inoltre, è stata
trovata una netta correlazione tra il punteggio di amalgama (ad ogni
superficie di amalgama erano stati dati da 1 a 3 punti a seconda della sua
estensione) e la concentrazione di mercurio nelle urine.
Schuurs
AH, Davidson CL, "Fonti di mercurio" Rev Belge Med Dent
48(4):8-16 (1993)
ABSTRACT
Il mercurio ed i suoi composti derivanti da
molte fonti, tra le quali l'amalgama dentale,
sono presenti ovunque, di solito in basse
concentrazioni. Il mercurio viene assorbito
tramite inalazione, ingestione e contatto con la
pelle dall'aria, dal cibo e dall'acqua. Una
vasta porzione della popolazione lo assorbe pure
dai vapori e dalle particelle provenienti dalle
riparazioni con amalgama. Il mercurio può
provocare allergie e causare reazioni tossiche.
Presumibilmente grazie ai mass media ed istigati
dagli agopuntori, un numero sconosciuto di
pazienti attribuisce una vasta casistica di
malattie alle riparazioni effettuate con
amalgama. Molte malattie comunque non presentano
i sintomi di avvelenamento da mercurio. Se gli amalgami davvero sono alla radice di tali
malattie, questo materiale deve essere bandito. In più, per la
popolazione dei Paesi Bassi viene stimato che 70-120 milioni di
otturazioni all'amalgama dovrebbero essere sostituite da un altro
materiale. La questione dunque è quale materiale debba essere usato per
realizzare questo compito immane ed oneroso.
*
Siblerud RL, "Effetti sulla salute della rimozione dell'amalgama
dentale", J Orthomol Med 5 1990 95-106
(AC50)
ABSTRACT
Il
mercurio si accumula nei tessuti dopo il rilascio dalle otturazioni di
amalgama. Il mercurio è uno dei più tossici elementi che esistono e
molti tipi di problemi di salute sono correlati con l’intossicazione da
mercurio. Ha una forte affinità per i gruppi sulfidrilici incidendo così
sull’attività biologica di molte proteine e enzimi. Molti aspetti della
fisiologia e della salute possono essere affetti dal mercurio, tra cui il
sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale i cromosomi,
ormoni e sistema nervoso (con sintomi sensoriali, motori o emozionali). Se
il mercurio dall’amalgama dentale causa problemi di salute, questi
potrebbero scomparire dopo la rimozione di amalgama. In questo studio è
presentata conferma che la salute migliora dopo al rimozione di amalgama.
Siblerud
RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute", Toxic
Substances Journal 10:425-444 (1990b)
ABSTRACT
Le
scoperte qui presentate mostrano come l'avvelenamento dal mercurio
presente nell'amalgama dentale possa avere un ruolo nell'eziologia di
molti disturbi di salute. È stata svolta una comparazione di 125 sintomi
tra un gruppo di soggetti con amalgama ed uno di controllo senza amalgama.
I 47 soggetti portatori di amalgama hanno riportato un totale di 45%
(P=0.0001) di sintomi in più per soggetto rispetto al gruppo di controllo
formato da 48 persone senza amalgama con un simile profilo di età e
sesso. Tali sintomi furono: minore felicità, minore serenità, scarsa
abilità di lettura, alito cattivo, tremori, raffreddori ed infezioni alle
vie respiratorie, dolori al petto o al cuore, bruciore di stomaco, dolori
mestruali, collera improvvisa, depressione, irritabilità, spossatezza,
stanchezza mattutina, rinite allergica, vista notturna ridotta e
disturbata, sapore metallico in bocca. La maggior parte di questi sintomi
può essere spiegata come tossicità da mercurio. Viene quindi dimostrato
come l'avvelenamento da mercurio inorganico incide sulla salute.
*
Siblerud RL, Kienholz E, "Dimostrazione che il mercurio da
otturazioni dentali d'argento può essere un fattore eziologico nella
sclerosi multipla", Sci Total Environm 142 1994 191-205
(AU37)
ABSTRACT
(Rocky Mountain Research Institute, Inc., Fort Collins, CO 80524)
Questo studio investiga l'ipotesi che il
mercurio da otturazioni dentali d'argento
(amalgama) possa essere posto in relazione con
la sclerosi multipla (SM). Vengono confrontate
le analisi del sangue in soggetti affetti da SM
cui sono state rimosse gli amalgami e in soggetti SM con
amalgami. Questi ultimi hanno presentato valori significativamente più
bassi dei globuli rossi, emoglobina ed ematocrito rispetto ai soggetti cui
l'amalgama è stata tolta. I livelli di tiroxina nel gruppo SM con
amalgama erano pure significativamente più bassi così come i livelli di
linfociti-T totali e T-8 (CD8) suppressor. Il gruppo SM con amalgama ha
elevati valori di urea nel sangue e bassi di IgC nel siero. La quantità
di mercurio nei capelli era più elevato nei soggetti SM rispetto al
gruppo di controllo non SM. Un questionario sullo stato di salute dimostra
che i soggetti SM con amalgama hanno avuto un significativo aggravamento
negli ultimi 12 mesi se comparati con i volontari SM cui è stata rimossa
l'amalgama. Lo studio prende in considerazione pure le correlazioni
epidemiologiche tra carie dentali ed SM; così come il mercurio possa
essere una causa dei cambiamenti patologici e psicologici riportati nella
sclerosi multipla.
Articoli
correlati: mercurio
e SM
Mauch
E, "Umweltgifte und multiple sklerose", Der Allgremeinarzt,
1996, 20:2216-2220
ABSTRACT:
Un gruppo di 67 pazienti con SM sono stati analizzati relativamente alla
presenza di metalli in traccia nel sangue e confrontati con un
gruppo di controllo di 62 individui sani. I livelli medi di mercurio nel
sangue dei pazienti con SM era 3 volte maggiore rispetto a quello del
gruppo di controllo.
*
Siblerud RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale ed il
sistema cardiovascolare", Sci Total Envir 99 1990 23-35(AH23)
ABSTRACT
Le
scoperte qui presentate rivelano che l'avvelenamento da mercurio
proveniente da amalgama dentale può avere un ruolo nell'eziologia di
disturbi cardiovascolari. Comparazioni tra soggetti con e senza amalgama
dimostrano che i portatori di amalgama hanno pressione sanguigna
significativamente più alta, frequenza cardiaca più bassa, emoglobina più
bassa, e ematocrito più basso. Emoglobina, ematocrito e globuli rossi
sono significativamente più bassi quando correlati all'aumentare della
concentrazione del mercurio nelle urine. I soggetti con amalgama hanno una
maggiore incidenza di dolori al petto, tachicardia, anemia, spossatezza,
si stancano facilmente, sono stanchi la mattina. I dati indicano che
l'avvelenamento da mercurio inorganico derivante da amalgama dentale
affligge il sistema cardiovascolare.
Articoli
correlati: mercurio e sintomi
cardiovascolari
Dahhan
SS, Orfaly H, "Alterazioni elettrocardiografiche nell'intossicazione
da mercurio", American J. of Cardiology, 14: 178-183, agosto 1964
ABSTRACT
L'esame
elettrocardiografico di 42 vittime dell'intossicazione da etilmercurio
nell'episodio in Iraq del 1960: 24 donne, 18 uomini; 28 erano di età
inferiore ai 20 anni. Le alterazioni ECG risultarono leggere in 5 casi;
moderate in 10 casi; severe in 21 casi; molto severe in 6 casi. Il
risultato maggiore fu il riscontro di una depressione del segmento S-T con
o senza alterazioni dell'onda T, seguito da allungamento dell'intervallo
Q-T. Furono anche trovati arritmie, battiti centricolari ectopici e
tachicardia ventricolare parossismale. Questi furono attribuiti al danno
del mercurio al nodo sinoauricolare, al sistema di conduzione elettrica
del sangue e ad ischemia miocardica.
De
Bruin A, "Tossicologia biochimica di agenti ambientali",
pp575-576, 702-703, Elsevier 1976
ABSTRACT
Dopo
esposizione per inalazione al mercurio, animali da laboratorio mostrano
elevati livelli di colesterolo nel plasma dei capillari dell'aorta.
Nell'intossicazione con vapori di mercurio si riscontra una modalità di
deviazione nell'attività enzimatica del muscolo del cuore essenzialmente
identica a quella osservata in altri organi. Nei conigli c'è una
diminuzione netta nell'intensità delle reazioni per gli enzimi della
respirazione e di ATPase nel muscolo cardiaco. Esterasi non specifiche di
solito mostrano un aumento durante mercurialismo su animali di
laboratorio. Si può ipotizzare perciò che la respirazione miocardica e
la fosforilazione ossidativa siano gravemente danneggiate
nell'intossicazione cronica da mercurio; basandosi sul corollario che c'è
una riduzione del rifornimento di energia per la contrazione del muscolo
del cuore. Conigli intossicati da mercurio mostrano anomalie evidenti
nell'andamento ECG, apparentemente mediato dall'abolizione di ATPase nelle
membrane miocardiche, cosa che deteriora il trasporto cationico nella
membrana dal sangue al sarcoplasma.
Kussmaul
A, "Untersuchungen ueber den constituionellen mercurialismus und sein
Verhaeltniss zur constitutionellen Syphilis", Wuerzburg, 1861
Nell'intossicazione
da mercurio sarà colpita l'attività dei muscoli involontari. Insieme con
una debolezza dei muscoli involontari, ci sarà in generale sempre un
disturbo al cuore. Molti osservatori hanno notato che il polso sarà più
lento. Il cambiamento più comune è la grande labilità. La velocità a
riposo è di 60-70 battiti / minuto, ma alla minima agitazione la velocità
salirà rapidamente a 80-100. A volte c'è una netta tachicardia. Spesso
il polso è debole ma tremore muscolare e sapsmi inficiano o rendono
impossibile fare una determinazione. Può avvenire a volte perdita di
coscienza che in alcuni casi è la conseguenza di attività cardiaca
profondamente danneggiata.
Orlowski
JP, Mercer RD, "Livelli di mercurio nelle urine nel morbo di
Kawasaki", Pediatrics, 66(4):633-636, Oct 1980
ABSTRACT:
Sono stati esaminati i livelli di mercurio nelle urine di sei pazienti
diagnosticati con il morbo di Kawasaki (MK). Il gruppo di controllo era
costituito da sei individui di età, sesso e locazione geografica
corrispondente. La comparsa della sindrome dei linfonodi mucocutanei
(Morbo di Kawasaki) è stata relazionata con condizioni ambientali di
inquinamento da mercurio. I sintomi clinici del morbo di Kawasaki sono
nettamente simili a quelli di Acrodinia, una sindrome notoriamente dovuta
al mercurio. I sei pazienti avevano livelli di mercurio urinario
considerevolmente elevati rispetto a quelli del gruppo di controllo. Ad un
paziente è stata somministrata penicillamina per chelare il mercurio dal
corpo; i suoi livelli di mercurio urinario sono aumentati ed il paziente
è guarito. Le anomalie patologiche dei pazienti includevano: infarto
miocardico, elettrocardiogrammi anormali, blocco A-V, contrazione
ventricolare prematura, miocardite e aneurismi delle arterie coronarie.
Ottingen
W von, "Intossicazioni: Una guida alla diagnosi e trattamento
clinico", 2nd Ed. Saunders
Co, London 1958
Nell'intossicazione
da mercurio possono essere osservati disturbi vascolari e cardiaci
caratterizzati da endoarterite nei capillari più piccoli.
Rieselman
SD, "Einfluss der quecksilberintoxikationauf die inneren organe",
Arch Gewerbepathol, 1:496, 1930
Una
delle più importanti e più temute conseguenze dell'intossicazione acuta
da mercurio è, come ben noto, un effetto paralizzante sul cuore e sulla
circolazione, seguita da riduzione della pressione sanguigna e morte.
L'incidenza piuttosto comune di tali alterazioni in lavoratori vittime di
intossicazioni acute è stata confermata da numerosi dati anamnesici e
dalle nostre analisi sul sistema vascolare.
Abbiamo
trovato che nel 48% dei lavoratori c'era una condizione di insufficienza
dei capillari coronari. La condizione del muscolo del cuore è stato
clinicamente esaminato e abbiamo potuto dividere i lavoratori in due
gruppi; il primo con danni al muscolo (cardiomiopatia) ed il secondo con
alterazioni della regolazione nervosa (cardioneuropatia). L'analisi
elettrocardiografica di alcuni lavoratori ha confermato la diagnosi di
insufficienza muscolare cardiaca.
L'esposizione
al mercurio porta ad una riduzione di pressione del polso, indicando che
il cuore lavora con efficienza limitata e che lo svuotamento nel sistema
arteriale è incompleto durante la fase sistolica. Questo, a sua volta,
indica una bassa permeabilità delle arterie capillari.
Sorensen
N, Murata K, Budtz-Jorgensen E, Weihe P, Grandjean P, "Esposizione
prenatale a metilmercurio quale fattore di rischio cardiovasculare all'età
di 7 anni", Epidemiology, liglio 1999;10(4):370-5
1.000
bambini nati nello stesso periodo nelle Isole Faroe sono stati esaminati
relativamente all'esposizione prenatale al metilmercurio e, all'età di 7
anni, sono state misurate pressione sanguigna, battito cardiaco e range di
variabilità del battito cardiaco. I valori di pressione sanguigna
diastolica e sistolica aumentavano di 13.9 mmHg e 14.6 mmHg in
corrispondenza di aumento dei valori di esposizione fetale (misurati sette
anni prima) di 1 e 10 mcg/l nel sangue del cordone ombelicale. Il peso
alla nascita agiva da modificatore, essendo l'effetto del mercurio più
forte con il diminuire del peso corporeo. Nei ragazzi, la variabilità
del battito cardiaco diminuiva aumentando l'esposizione al mercurio, in
particolare livelli maggiorati di 1 e 10 mcg/l di sangue del cordone
ombelicale, la variabilità andava da 68% al 95%. Questi risultati
suggeriscono che l'esposizione prenatale al metilmercurio può danneggiare
lo sviluppo dell'omeostasi cardiovasculare. La pressione sanguigna
nell'infanzia è un importante strumento diagnostico del rischio di
ipertensione in seguito nella vita, e l'esposizione al mercurio è un
importante potenziale fattori di rischio.
Trakhtenberg
IM, "Effetti cronici del mercurio sugli organismi", Chap
VI:109-134, DHEW Publ. No (NIH) 74-473, 1974
Un
certo numero di indagini su umani esposti cronicamente a basse
concentrazioni di vapore di mercurio ha rivelato alcuni effetti
cardiovascolari: tachicardia, polso instabile, fluttuazioni
cardiovasculari, diminuzione di tono dei capillari sanguigni, aumenti e
diminuzioni di pressione sanguigna, insufficienza cardiovascolare, dolore
in prossimità del cuore.
Wobetamann
W, Kohl M, Gruning G Bucsky P, "Intossicazione da mercurio con
manifesta ipertensione e tachicardia", Arch Dis Child, giugno 1999;
80(6):556-557
ABSTRACT
(Reparto di Pediatria, Università Medica di Lubecca, 23538 Lubecca,
Germania)
Una
bambina 11 anni è presentata con ipertensione e tachicardia. Eccessiva
escrezione urinaria di catecholamine si suggerisce feocromocitoma ma studi
visivi non dimostrano la presenza di un tumore. Altri sintomi includono
insonnia e perdita di peso, ed un aumento della concentrazione di mercurio
nel sangue e nelle urine. L'intossicazione da mercurio è da prendere in
considerazione nella diagnosi differenziale dell'ipertensione con
tachicardia anche in pazienti che non presentino le lesioni della pelle
tipiche di intossicazione da mercurio e senza una storia con esposizioni
evidenti.
Wronsli
R, Hartmann F, "Uber eien besondere verlaufsform der panarteritis
nodosa bei chronisch-scleichender quecksilbervergiftung", Dtsch Med
Wschr, 102:233, 1977
Una
donna di 50 anni che per più di 10 anni aveva lavorato come assistente in
una clinica odontoiatrica aveva sviluppato intossicazione cronica al
mercurio. I sintomi più marcati erano alterazioni psichiche e
neurologiche, eretismo, tremore e psellisimus mercurialis. Successivi
sviluppi hanno mostrato disturbi della circolazione arteriale, dolori
addominali e polineuropatia. Queste manifestazioni cliniche erano
indicazione di panarteritis nodosa. Una biopsia ha fornito la conferma di
questa diagnosi. La panarteritis nodosa può essere considerata uno
speciale sviluppo dell'intossicazione cronica al mercurio.
**
Siblerud L, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute
della cavità orale", PhD dissertation, Dep,o f Physiology at
Colorado State University, 1988 (AH26)
ABSTRACT
La comparazione tra soggetti con e senza
amalgama ha dimostrato differenze significative
nelle malattie della bocca. Il gruppo a cui sono
state rimosse gli amalgami hanno denunciato un totale di 125 sintomi di affezioni
alla cavità orale prima della rimozione. Nel successivo periodo di 10
mesi il 32% dei sintomi sono scomparsi ed il 54% hanno subito un
miglioramento. Il sapore metallico migliorò o fu eliminato in 30 su 32
casi. Il sintomo di bruciore nella bocca fu eliminato in 4 casi su 10 ed
migliorò in altri 6. L'aumento della salivazione, che è un sintomo
comune dato dalla tossicità del mercurio, migliorò in 6 degli 8
soggetti. Malattie periodontali migliorarono o scomparvero in 6 casi su 7.
Malattie gengivali migliorarono in 4 volontari. Alito cattivo scomparve in
6 su 18 e migliorò in altri 8 casi. Dei 23 soggetti con gengive
sanguinanti, 19 di essi migliorarono o guarirono completamente.
CONCLUSIONI:
Molti sintomi comuni di
avvelenamento da mercurio inorganico sono relazionati a malattie della
cavità orale. I dati presentati fanno supporre che il rilascio di
vapori di mercurio da parte delle amalgami dentali può causare tossicità
da mercurio e produrre danni alla salute orale. Il mercurio dentale può
essere un pericolo significativo per la salute. I dentisti dovrebbero
considerare la tossicità del mercurio come possibile causa nel
trattamento di alitosi, denti fragili, aumento della salivazione, gengive
sanguinanti, bruciori alla bocca e malattie periodontali.
*
Simonsen RJ, "Editoriale: Basta con l'amalgama, finalmente!",
Quintessence International, Vol. 26, n.3 / 1995 p.157 (BE51)
"Arriva
il momento in cui le tecniche cliniche di routine devono essere cambiate
grazie a nuove tecnologie, ricerche cliniche, nuovi materiali, progressi
di tecniche e procedure. Non riuscire a progredire a causa della pigrizia
o resistere basandosi sulle abitudini e tradizioni, o semplicemente aver
paura del cambiamento, è contrario alla responsabilità professionale
verso il pubblico. La necessità di un tale cambiamento è attuale per la
procedura operativa clinica standard del trattamento delle otturazioni
dentali e l'uso di amalgama. È giunto il tempo di dichiarare che
l'amalgama non venga più ad essere utilizzata come materiale di
ricostruzione. Perché? Perché esistono alternative migliori. I passi da
gigante fatti da diversi produttori nello sviluppo di eccellenti resine
composite hanno dato all'odontoiatria migliori alternative alla amalgama,
per la cura delle carie. La ragione più importante è, per me, la capacità
di eseguire riparazioni di cavità molto più conservative con i migliori
materiali alternativi".
Skare
I, Engqvist A, "Otturazioni in amalgama: una importante fonte per
l'esposizione umana a mercurio ed argento", Läkartidningen 89 no 15
1992 1299-1301 (AL23)
ABSTRACT
(Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)
Per
dieci individui sani, non esposti al mercurio a causa del loro lavoro, il
numero delle superfici di amalgama da otturazione fu posto in relazione
alla espulsione giornaliera di mercurio totale ed argento attraverso urina
e feci. Le loro escrezioni fecali di mercurio ed argento variarono tra 1 -
190 mcg Hg/24 h e 4 - 97 mcg Ag/24h, rispettivamente. Il mercurio escreto
tramite feci ammontò a venti volte l'escrezione urinaria corrispondente.
L'individuo che portava la quantità maggiore di mercurio ebbe una
escrezione fecale di mercurio totale che era cento volte maggiore il
valore medio di Hg-totale nella dieta normale svedese (2 mcg Hg/24h).
Utilizzando i nostri dati, una persona con una quantità media di amalgama
dovrebbe dimostrare una escrezione fecale di Hg-totale di 60 mcg Hg/24h,
eccedendo così il valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg
Hg/ giorno).
*
Skare I, Engqvist A, "Esposizione umana al mercurio e all'argento
rilasciato dalle otturazioni dentali di mercurio", Archives of
Environmental Health, 49(5), 384-394, 1994
(AZ15)
ABSTRACT
(National Institute of Occupational Health Stockholm, Sweden)
In
35 individui sani, il numero di superfici di amalgama è stato confrontato
con la velocità di emissione del mercurio nella cavità orale e con
l'escrezione di mercurio nelle urine. Le emissioni orali raggiungevano i
125 mcg Hg/ 24 ore, mentre le escrezioni urinarie andavano da 0.4 a 19 mcg
Hg/24 ore. In 10 casi sono state anche misurate le escrezioni urinarie e
fecali di mercurio ed argento. Le escrezioni fecali andavano da 1 a 190
mcg Hg/24 ore e da 4 a 97 mcg Ag/24ore. Tranne che per i livelli di
argento nelle urine, è stata stabilita una netta correlazione tra tutti i
valori misurati ed il numero di otturazioni di amalgama. Il peggiore caso
mostrava una escrezione fecale di mercurio che era 100 volte maggiore
della dose giornaliera di mercurio in media assimilata dalla popolazione
svedese. Relativamente ad un individuo di mezza età svedese, la stima
dell'assorbimento sistemico medio di mercurio dall'amalgama è risultata
essere 12 microg Hg/24 ore.
*
Skare I, "Equilibrio di massa ed assunzione sistematica di mercurio
rilasciato da otturazioni dentali all'amalgama", Water Air Soil
Pollution, 80(1-4):59-67 (1995) (BF41)
ABSTRACT
(Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)
Il
rilascio di mercurio (Hg) da otturazioni dentali all'amalgama è stato
verificato da molti autori. In questo studio è stato osservato il tasso
di emissione di vapori di Hg0 nella cavità orale (O-Hg) ed il tasso di Hg
secreto per via urinaria (U-Hg) di 34 individui sani. In dieci casi furono
esaminate anche le escrezioni urinarie di argento (U-Ag) e le escrezioni
di feci di Hg ed Ag (F-Hg, F-Ag). Tutte le variabili, eccetto U-Ag
risultarono significativamente relazionate alla quantità di amalgama.
Secondo questo studio, un individuo con una quantità di amalgama media
(cioè punteggio di amalgama = 30), dovrebbe presentare i tassi di
emissione seguenti: O-Hg=22, U-Hg=3, F-Hg=60 e F-Ag=27 µg/d (d=24 ore),
riferiti ad una massa lorda di Hg di ca. 60 µg/d. L'assunzione
sistematica corrispondente di Hg fu stimata essere di 12 µg/d basandosi
su dati esterni che mettono in relazione le emissioni ad Hg0-vapore con le
escrezioni urinarie di Hg. Il caso peggiore presentò una massa lorda di
200 µg Hg/d con un'assunzione sistematica di 70 µg Hg/d. Questi valori
furono comparati all'apporto medio di Hg-totale nella dieta svedese (2 µg/d)
ed al valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg Hg/d).
Riferendosi alla intera popolazione svedese (8 milioni), il dato
suggerisce un'emissione fecale ed urinaria nell'ambiente di 100 kg Hg
all'anno che si origina dalla quantità di mercurio apportata da
otturazioni all'amalgama della popolazione, 90.000 kg di Hg ogni anno.
Snapp
KR, Boyer DB Peterson LC, Svare CW, "Il contributo dell'amalgama
dentale al tasso di mercurio nel sangue ", J Dent Res, maggio 1989;
68(5):780-5
ABSTRACT
(Odontoiatria, Università dell'Iowa)
Abbiamo determinato l'esposizione a mercurio da
amalgama dentale dalla comparazione dei livelli
di mercurio nel sangue prima e dopo la rimozione
di tutte gli amalgami a dieci soggetti. Le
concentrazioni di mercurio nel sangue furono
misurate settimanalmente, da 4 a 18 settimane
(media = 6.6 settimane) prima della rimozione.
Tutte gli amalgami furono rimosse in
un'unica seduta. I soggetti avevano una media di 14 superfici di amalgama,
sette delle quali erano di occlusione. La rimozione fu seguita da
campionamenti sanguigni settimanali, da 5 a 18 settimane (media = 7.6
settimane). La concentrazione media di mercurio nel sangue dei dieci
soggetti prima della rimozione era 2.18 (SD = 0.90) ng Hg/mL. I livelli di
mercurio furono riferiti al numero di superfici di amalgama. Il
coefficiente lineare di correlazione era 0.724 riferito al numero di
superfici di occlusione, e 0.433 riferito al numero totale di superfici.
Dopo la rimozione, nove dei dieci soggetti esibirono un calo
statisticamente significativo del mercurio nel sangue, il 95% del livello
iniziale. Il calo medio fu di 1.13 (SD = 0.60) il ng Hg/mL. Il tempo per
l'eliminazione di mercurio dal sangue dopo la rimozione di amalgama era
30.2 (SD = 5.8) giorni. La rimozione delle amalgami portò ad
un'esposizione supplementare di 1.46 (SD = 1.17) ng Hg/mL che scomparve
rapidamente dal sangue in un tempo di 2.9 giorni. L'apporto quotidiano di
mercurio proveniente da amalgama nei soggetti fu stimato essere di almeno
1.3 microgrammi.
Soh
G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Effetto termico sulla dissoluzione del
mercurio da due amalgami dentali", J Oral Rehabil; marzo 1991;
18(2):179-83
ABSTRACT
(Department of Operative Dentistry, National University of Singapore)
Vari
fattori agiscono sul rilascio del mercurio dalle amalgami dentali. In
questo studio abbiamo esaminato gli effetti della temperatura sul rilascio
del mercurio dalle amalgami dentali, considerando un’amalgama mista ad
alto rame (Contour) e una nuova amalgama esente da rame e stagno (Composil).
Dieci campioni di forma cilindrica di ognuno dei due tipi di amalgama sono
stati utilizzati, e sono stati divisi in due gruppi identici. I cinque
campioni di ogni gruppo sono stati ognuno incubati in 10 ml di acqua
distillata rispettivamente a 37 e a 60 ° C, con un cambio di acqua ogni
24 ore per un periodo di 8 giorni. La quantità di mercurio rilasciata da
ogni campione di amalgama durante ogni periodo di incubazione è stata
espressa in microgrammi cm2/ 24 ore. La quantità di mercurio rilasciata
è stata stimata con spettrometria atomica a vapore freddo. I risultati
dimostrano che i campioni incubati a 60 °C hanno rilasciato un maggiore
quantitativo di mercurio rispetto a quelli incubati a 37 °C per entrambi
i tipi di amalgama. Il rilascio di mercurio da Composil è stato
significativamente maggiore di quello da Contour (P minore o uguale a
0.0001) per entrambe le temperature studiate. L’aumento della
temperatura di incubazione ha causato un incremento non lineare del
mercurio rilasciato dal Composil rispetto al Contour.
Soh
G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Influenza della concentrazione di ione
idrogeno (pH) sulla dissoluzione di mercurio da amalgama dentale",
Quintessence Int, marzo 1991; 22(3):225-8
ABSTRACT
(National University of Singapore)
Sono
stati individuati i potenziali rischi del rilascio di mercurio
dall’amalgama dentale. Questo studio ha esaminato l’effetto della
concentrazione di ione idrogeno sul rilascio del mercurio dalle amalgami
dentali, considerando: un’amalgama mista ad alto rame e una nuova
amalgama esente da rame e stagno. Campioni di ogni tipo di amalgama sono
stati incubati in acido citrico con pH 2.5 o pH 7.0. I risultati mostrano
che, per entrambi i tipi di amalgami, i campioni incubati a pH 2.5 hanno
rilasciato una quantità di mercurio statisticamente maggiore rispetto a
quelli a pH 7.0. Il rilascio di mercurio dalla amalgama senza rame né
stagno è stato inoltre statisticamente maggiore (P < .0001) rispetto a
quello dell’amalgama ad alto rame, relativamente ad entrambi i livelli
di acidità.
Soleo
L, Elia G, Apostoli P, Vimercati L, Pesola G, Gagliardi T, Schiavulli N,
Drago I, Lasorsa G, Russo A, "L'influenza delle otturazioni di
mercurio sulle escrezioni urinarie di mercurio in individui della
Puglia", Dipartimento di Medicina Interna e del Lavoro, Università
di Bari, G Ital Med Lav Ergon, apr-giugno 1998; 20(2):75-81
ABSTRACT
(Dipartimento di Medicina Interna e del Lavoro, Universita di Bari)
Lo
scopo di questo studio è stato di valutare l'effetto delle amalgami
dentali e della alimentazione sull'escrezione di mercurio urinario (U-Hg).
Sono stati presi in considerazione 98 individui (50 uomini e 48 donne) non
esposti al mercurio inorganico, né per ragioni professionali né
ambientali, con residenza nelle provincie costiere ed interne della
Puglia. A tutti gli individui è stato sottoposto un questionario per
raccogliere informazioni relative allo stile di vita, storia medica e
attività professionale. La valutazione delle otturazioni di amalgama
riguardava il loro numero ed aree superficiali. Il mercurio nelle urine è
stato misurato con la tecnica di assorbimento atomico. La media aritmetica
di U-Hg è risultata 1.03 microgrammi/ g creatinina (range 0.30-3.25).
Analisi con multipla regressione lineare ha mostrato che, delle numerose
variabili indipendenti testate (amalgami dentali, età, indice di peso
corporeo, consumo di tonno, pesce persico, pescespada, etc.), solo il
numero di otturazioni di amalgama (T=5.25; p=0.025) era correlato
significativamente all'escrezione di mercurio nelle urine. In conclusione,
i risultati di questo studio confermano il ruolo primario delle
otturazioni di mercurio nell'influenzare l'escrezione urinaria di mercurio
in quegli individui che non sono professionalmente esposti al mercurio
inorganico. I risultanti livelli di mercurio sono senza dubbio
rappresentativi quali valori di riferimento della popolazione della
Puglia.
Soremark
R, Wing K, Olsson K & Goldin J, "Penetrazione di ioni metallici
dalle otturazioni ai denti", J Pros Dent 20(6):531-539 (1968)
ABSTRACT
Il
flusso di ioni metallici dalle otturazioni metalliche e la loro
penetrazione dentro i tessuti dentali è stato studiato con l’uso di
attivazione termale neutronica, seguita da analisi spettrometrica a raggi
gamma, microanalisi a emissione laser spectroscopica e studi
auto-radiografici. I risultati mostrano significanti emissioni di ioni
metallici sia nello smalto che nella dentina dall’amalgama,
cromo-cobalto, e otturazioni in oro recenti, nei o sui denti. Le maggiori
concentrazioni sono state individuate nelle regioni vicine alle
otturazioni specialmente dentro i canali dentali aperti durante la
preparazione della cavità. È stato trovato che l’uso di rivestimenti
di cavità previene la migrazione di prodotti corrosivi dalle otturazioni
nei denti.
Stadtler
P, "Amalgama dentale: 2- Esposizione al mercurio", Int J Clin
Pharmacol Ther Toxicol 1991 Apr; 29(4):164-7
ABSTRACT
(Graz University- Klinik fur Zahn-, Mund-und Kieferheilkunde)
La
concentrazione di mercurio nella cavità orale così come la
concentrazione nell’aria espirata e nella saliva di pazienti con
amalgami è maggiore di quella di pazienti senza amalgami. Persone con
otturazioni dentali non mostrano una maggiore concentrazione di mercurio
nell’urina rispetto a persone senza amalgami. Tuttavia l’urina di
persone esposte a mercurio per cause di lavoro contiene una maggior
quantità di mercurio rispetto a quella di persone non esposte al mercurio
sul lavoro.
Sterzl1
I, Procházková J, Hrdá P, Bártová J, Matucha P, Stejskal V,
"Allergia al mercurio e al nickel: fattori di rischio
nell'affaticamento e nella autoimmunità", Neuroendocrinology Letters;
20:221-228, 1999
ABSTRACT
(Institute of Endocrinology,Prague, Danderyds Hospital and Karolinska
Institute, Stockholm)
Questo
studio ha esaminato la presenza di ipersensibilità ai metalli nelle
otturazioni dentali e ambientali in pazienti con disordini clinici
complicati da stanchezza cronica. Tre gruppi di pazienti sono stati
esaminati attraverso la storia medica, l'esame della situazione dentale, e
usando un test modificato per la trasformazione per i metalli con variante
MELISA®: 22 pazienti con tiroidite autoimmune con e senza attivazione
autoimmune poli-ghiandolare, 28 pazienti con fatica cronica senza
patologie endocrine e 22 professionisti con fatica senza evidenza di
autoimmunità. Come gruppo di controllo è stato incluso nella ricerca un
campione di popolazione o 13 soggetti in salute senza alcuna evidenza di
sensibilità ai metalli. Abbiamo scoperto che la stanchezza,
indipendentemente dalla malattia dalla quale è portata in essere, è
primariamente associata all'ipersensibilità al mercurio inorganico e al
nickel. La stimolazione dei linfociti da altri metalli era simile nella
fatica e nel gruppo di controllo. Per valutare la rilevanza clinica
dei risultati trovati in vitro, è stata effettuata la sostituzione dei
restauri in amalgama con otturazioni con sostanze prive di metalli in
alcuni pazienti. Nei sei mesi successivi, i pazienti hanno riportato un
alleviamento significativo dalla fatica e la scomparsa di molti sintomi
presenti precedentemente. Parallelamente, anche le risposte dei linfociti
ai metalli decrebbero. Suggeriamo che l'infiammazione scatenata dal
metallo potrebbe avere conseguenze sull'asse ipotalamico- pituitario-
adrenalinico e indirettamente dare avvio a una serie di sintomi
psicosomatici che caratterizzano la sindrome da stanchezza cronica, la
fibromialgia e altre malattie di eziologia ignota.
Stejskal
VDM, Cederbrant K, Lindvall A, Forsbeck M, "Melisa: uno strumento in
vitro per lo studio dell'allergia ai metalli", Toxic in Vitro
8(5):991-1000 (1994)
ABSTRACT
Le
proprietà che hanno i metalli usati nelle cure mediche e dentali di
creare sensibilizzazione sono stati studiati con l'aiuto del test di
trasformazione dei linfociti con variante MELISA. MELISA (memory
lymphocyte immuno-stimulatory assay) era stato sviluppato originariamente
per la ricerca di elementi allergenici a medicinali e altri elementi
chimici di basso peso molecolare, ma è stato adattato recentemente per lo
studio di sensibilizzazioni dovute ai metalli. I pazienti presi in esami
soffrivano tutti di vari disturbi alle mucose della bocca che si
ritenevano legati al rilascio di ioni rilasciati dai metalli dei restauri
dentali. Gli stessi pazienti erano afflitti anche da stanchezza cronica
persistente da diversi anni. Uno dei pazienti era, inoltre, esposto a
metalli per motivi professionali perché occupato in ambito odontoiatrico.
Alcuni di soggetti sani senza alcun sintomo sono stati scelti come gruppo
di controllo. Oltre ai metalli usati in odontoiatria, sono stati studiati
anche i linfociti che risentono del mercurio organico presente come
conservante in vaccini, gocce per gli occhi e per il naso, fluidi per le
lenti a contatto. I risultati hanno indicato che i prodotti al mercurio,
così come altri metalli come l'oro o il palladio, inducono una forte
risposta nella trasformazione dei linfociti in pazienti con sintomi legati
alla bocca o sintomi sistemici, ma non in soggetti esposti agli stessi
metalli senza alcun sintomo. I risultati del test MELISA sono stati
provati su un paio di gemelli identici con la sindrome da stanchezza
cronica (CFS) hanno indicato che i risultati degli effetti specifici dei
metalli possono dipendere da fattori genetici. Così, molti metalli che
sono oggigiorno usato in medicina e in odontoiatria comportano un rischio
di sensibilizzazione per individui geneticamente predisposti. Quindi,
l'uso di questi metalli dovrebbe essere limitato in futuro.
Stejskal
V, Forsbeck M, Cederbrant KE, Asteman O, "Linfociti specifici del
mercurio: una indicazione di allergia umana al mercurio", J. of Clin
Immun, Vol. 16, No.1, 1996, pp. 31-40
ABSTRACT
In
questo studio, 18 pazienti con lichen planus orale (OLP), vicino a
restauri dentali, sono stati testati in vitro con un test ottimizzato di
trasformazione dei linfociti con variante MELISA (memory lymphocyte
immunostimulation assay) e con un patch test. Venti soggetti con restauri
in amalgama ma senza sintomi alla bocca e 12 soggetti senza alcuna
amalgama in bocca sono stati presi come gruppo di controllo. I risultati
mostravano che i pazienti con OLP hanno una reattività significativamente
più alta dei linfociti al mercurio inorganico, prodotto dalla corrosione
dell'amalgama, paragonato al gruppo di controllo. La rimozione dei
restauri in amalgama comportò la sparizione delle alterazioni della
mucosa orale, indicando così una relazione causale. Inoltre, risposte
positive al test del fenilmercurio, un agente battericida usato nelle
devitalizzazioni e nei preparati farmaceutici, sono stati notati nel
gruppo con lichen orale ma non in quello di controllo. Perciò
un'esposizione cronica di basso livello al mercurio può indurre ad uno
stato di sensibilizzazione sistemica come verificato dal test di reattività
dei linfociti specifici al mercurio in vitro.
Stejskal
J, Stejskal V, "Il ruolo dei metalli nelle malattie autoimmuni e il
legame con la neuroendocrinologia", Neuroendocrinology Letters,
20:345-358, 1999
Abstract
(Health University of Linköping, Danderyd's Hospital and Karolinska
Institute, Stockholm, Sweden)
La
letteratura attuale indica un rischio all'induzione di malattie
autoimmunitarie a causa dei metalli (in particolare sclerosi multipla,
artrite reumatoide, sclerosi laterale amiotrofica). I fattori principali
che sono decisivi per le malattie indotte dai metalli sono l'esposizione e
la predisposizione genetica che determina la capacità individuale di
disintossicazione e la sensibilità ai metalli. Questa relazione illustra
il possibile meccanismo che può giocare un ruolo nelle malattie
autoimmunitarie indotte dai metalli con un'enfasi particolare riguardo la
sclerosi multipla, l'artrite reumatoide e la sclerosi laterale amiotrofica.
Mettiamo in discussione anche il ruolo dei cambiamenti dovuti
all'infiammazione a livello dell'asse ipotalamo-ghiandola
pituitaria-adrenalina come possibile spiegazione della stanchezza, della
depressione e di altri sintomi psicosomatici osservati in queste malattie.
L'incremento delle conoscenze riguardo la sensibilità individuale basata
sul genotipo e sulla variabilità del fenotipo insieme all'uso dei
biomarkers per la diagnosi della suscettibilità individuale sembra essere
la chiave per la spiegazione di come funzionano questi meccanismi. Poiché
la sensibilizzazione dovuta ai metalli potrebbe essere causata
dall'esposizione a basse dosi, l'approccio tossicologico tradizionale che
paragona la concentrazione di metalli nelle autopsie del cervello, nelle
biopsie degli organi, del corpo e dei fluidi corporei e i gruppi di
controllo potrebbe non dare risposte riguardo le patologie connesse ai
metalli. Per approfondire questo tema, bisognerebbe preferire studi
longitudinali relativi alla sensibilizzazione individuale ai metalli agli
studi tradizionali con i casi di controllo.
Stejskal
V, Hudecek R, Mayer W, "Linfociti specifici dei metalli: fattori di
rischio nella sindrome da stanchezza cronica (CFS) e altre malattie
correlate", Neuroendocrinology Letters, 20: 289-298, 1999
ABSTRACT
(Danderyd Hospital and Karolinska Institute, Stockholm, Univ Hospital,Uppsala,
Mediziniche-Immunologische Labor, Munich)
L'obiettivo
di questo studio era determinare la frequenza della sensibilizzazione ai
metalli dentali e ambientali in pazienti con fatica cronica (come la
sindrome CFS). METODI. Un test ottimizzato della trasformazione dei
linfociti con variante MELISA è stato messo provato su 3162 pazienti con
sintomi locali e sistemici attribuiti a restauri dentali. L'impatto sulla
salute della rimozione del metallo nei denti e la reattività dei
linfociti è stato studiato in 105 pazienti con la sindrome da stanchezza
cronica. Seguendo il parere dei dentisti, i pazienti si sono sottoposti
alla sostituzione dei metalli nei denti con alternative prive di metalli.
Lo stato di salute è stato seguito con interviste ai pazienti e con nuovi
test del tipo MELISA®. RISULTATI: Un numero significativo di pazienti
avevano linfociti specifici dei metalli nel sangue. Il nickel era il più
diffuso elemento che creava sensibilizzazione, seguito dal mercurio, dal
cadmio, dall'oro e dal palladio. Di 86 pazienti che si sono sottoposti
alla sostituzione del materiale dentale, il 78% ha riportato miglioramenti
a lungo termine, il 20% ha avuto una situazione di salute immutata e il
restante 2% ha avuto un peggioramento dei sintomi. Una significativa
riduzione nella reattività dei linfociti ai metalli dentali è stata
osservata nei test successivi, mentre la reattività al nichel era solo
marginalmente influenzata. CONCLUSIONI: Ipersensibilità ai metalli
dentali e al nichel è frequente nei pazienti con sindrome da stanchezza
cronica (CFS). Infiammazione indotta da metalli può essere presente nella
cavità orale o/e in qualsiasi altro posto dove è stato depositato il
metallo. Il metallo e l'infiammazione cronica possono avere effetti sul
sistema dell'asse ipotalamo-pituitario-adrenalinico e dare l'avvio a una
miriade di sintomi non specifici che caratterizzano la sindrome da
stanchezza cronica CFS, la sensibilità chimica multipla (MCS) e altre
malattie correlate. La rimozione dei restauri metallici ha abbassato la
sensibilizzazione dei linfociti e ha migliorato la salute dei pazienti.
*
Summers AO, Wireman J, Vimy MJ, Lorscheider FL, Marshall B, Billard L,
"Il mercurio rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama provoca
un aumento della flora batterica intestinale e orale di primati resistente
a mercurio e antibiotici", Antimicrob Agents Chemother, aprile 1993;
37(4):825-34 (AQ17)
ABSTRACT
(Department of Microbiology, University of Georgia, Athens, USA)
In
una valutazione su 640 pazienti, uomini e donne, un sottogruppo di 356
individui senza recente esposizione ad antibiotici mostrarono che quelli
con un'alta prevalenza di resistenza a Hg nella propria flora intestinale
avevano anche una resistenza a due o più antibiotici. Questa osservazione
ci ha portato a considerare la possibilità che il mercurio rilasciato da
otturazioni dentali di amalgama possa essere un elemento selettivo sia per
la resistenza al mercurio che ad antibiotici nelle flore intestinali e
orali di primati. Resistenze al mercurio e a diversi antibiotici furono
esaminate nelle flore intestinali e orali di 6 scimmie adulte prima
dell'installazione di otturazioni di amalgama, durante il periodo in cui
esse erano in bocca, e dopo la sostituzione delle otturazioni di amalgama
con otturazioni in vetroionomero.(in 4 delle scimmie). Le scimmie furono
alimentate con cibo esente da antibiotici, e furono monitorate le
concentrazioni di mercurio fecale. Ci fu un aumento statisticamente
significativo nell'incidenza di batteri mercurio-resistenti nelle 5
settimane dopo l'installazione delle otturazioni di amalgama e nelle 5
settimane subito dopo la sostituzione con otturazioni in vetroresina.
Questi picchi nell'incidenza di batteri mercurio-resistenti si correlava
con i picchi di eliminazione di mercurio (fino a 1 milliMole nelle feci)
immediatamente dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama. I 3
campioni di specie batteriche selezionate (streptococci orali, membri
della famiglia delle Enterobacteriaceae, e enterococci) erano anche
resistenti ad uno o più antibiotici, tra cui ampicillina, tetraciclina,
streptomicina, kanamicina e cloramfenicolo. Anche se sono stati già
descritti batteri mercurio- e antibiotico- resistenti tra gli stafilococci,
enterococci, e membri della famiglia delle Enterobacteriaceae, questa è
al prima volta che viene riportata mercurio- resistenza negli streptococci
orali. Molti dei ceppi delle enterobatteri furono capaci di trasferire
entrambe la mercurio- e antibiotico- resistenza in vitro ad altre forme
batteriche, suggerendo che le locazioni genetiche di queste resistenze
sono collegate. I nostri risultati indicano che il mercurio rilasciato dalle otturazioni
di amalgama può causare un arricchimento in plasmidi con mercurio-
resistenza della normale flora batterica dei primati. Molti di questi
plasmidi inoltre portano una antibiotico resistenza, cioè l'esposizione
al mercurio da amalgama dentale comporta un aumento dell'incidenza di
resistenza ad antibiotici dei plasmidi nelle normali flore di individui
non esposti ad antibiotici.
*
Svare CW, Peterson LC, Reinhardt JW, Boyer DB, Frank CW, Gay DD, Cox RD,
"L'effetto delle amalgami dentali sui livelli di mercurio nell'aria
espirata", J Dent Res 60: 1668-1671 (1981)
(F3)
ABSTRACT
L'aria
espirata di un gruppo di 48 persone, 40 con amalgama e 8 senza, fu
analizzata per il suo contenuto di mercurio prima e dopo la masticazione.
I campioni di aria espirata sono stati raccolti in buste di polietilene,
ed una nota quantità di ciascuno è stato iniettato in un rilevatore di
mercurio per la misura. I risultati mostrano che gli individui esaminati
con amalgama dentale avevano nell'aria espirata livelli pre-masticazione
più elevati di quelli di soggetti senza amalgama.
Dopo la masticazione, quei livelli aumentavano
in media 15.6 volte nei portatori di amalgama e
rimanevano immutati nei non portatori. Ne
abbiamo concluso che gli amalgami dentali possono aumentare il livello di mercurio
nell'aria espirata.
T
Takahashi
Y, Hasegawa J, Kameyama Y, "Dissoluzione di mercurio metallico in
saliva artificiale ed in 11 altre soluzioni", Dent Mater, luglio
1989; 5(4):256-9
ABSTRACT
La
dissoluzione di mercurio metallico immerso in varie soluzioni per 1, 3, 7
e 14 giorni è stata esaminata per mezzo di uno spettrofotometro di
assorbimento atomico a freddo. Le soluzioni usate in questo studio erano
la saliva artificiale, o soluzioni dei singoli componenti della saliva
artificiale (sali inorganici, aminoacidi, vitamine, altri composti
organici), oltre che soluzione di NaCl al 0.9%, soluzione di Ringer ed
acqua distillata. La saliva artificiale mostrava un livello di
dissoluzione di mercurio 7 volte superiore a quello della soluzione salina
o di Ringer. Una gran parte della dissoluzione, simile a quella in saliva
artificiale, fu trovata nella soluzione di altri composti organici
(contenente glutatione) ed in una soluzione contenente solo glutatione. La
dissoluzione di mercurio nella soluzione di vitamine era bassa. La
dissoluzione nella soluzione di sali inorganici e quella di aminoacidi era
comparabile. Il glutatione giocava un ruolo importante nella dissoluzione
del mercurio.
*
Taskineen H, Riihimaki V, "Un possibile caso di tossicità da
mercurio a seguito di lucidatura di vecchie otturazioni di amalgama",
Scand. J. Work Environm
Health 1989; 15: 302-304 (AC52)
ABSTRACT
Una
paziente 60enne fu trattata da un dentista in 12 visite per un periodo
totale di 2 mesi e mezzo. Per migliorare l'occlusione, circa 1 mm fu
rimosso dalla superficie di tutte le 11 otturazioni dentali di amalgama,
mentre altre 3 otturazioni furono sostituite con nuove. Una settimana dopo
l'inizio del trattamento la paziente sviluppò sintomi di stomatite. Le
sue labbra e membrane mucose della cavità orale bruciavano, la sua lingua
si sentiva gonfia, e la salivazione era fortemente aumentata. Nella
settimana successiva la sua gola divenne dolorante e non migliorò con il
trattamento con penicillina. Ella sentiva un sapore strano, come di lardo
rancido, nella bocca ed il senso di odorato si indebolì. Ebbe in seguito
anche vertigini e mal di testa al mattino. Due mesi dopo l'inizio del
trattamento ebbe acuti dolori al torace ed una febbricola (37.7°C) per 3
settimane. Le sue condizioni generali peggiorarono, non si sentiva bene e
perse 9 kg in pochi mesi. Divenne anche ansiosa e depressa. Un anno dopo
il trattamento l'esame neurologico mostrò che i suoi riflessi del
tendine erano deboli. Dolore e sensibilità al tatto attenuata alle dita
quarta e quinta e sul dorso della mano sinistra e nel terzo, quarto e
quinto dito del piede. Anche la forza di presa (impugnatura) della mano
sinistra era diminuita. Tre mesi dopo il trattamento dentale la paziente
aveva ancora una concentrazione inspiegabilmente elevata di mercurio nelle
urine. Il livello di mercurio urinario diminuì nel periodo di
osservazione con un tempo di dimezzamento di circa 2 mesi. I primi effetti
dell'esposizione a lungo termine a vapori di mercurio sono non specifici.
Un complesso di sintomi comprendente affaticamento, debolezza generale,
anoressia, diarrea e perdita di peso è chiamato sindrome astenica
vegetativa, o "micromercurialismo". Quando la concentrazione di
mercurio nelle urine raggiunge 50- 100 mcg/l si prevede che appaiono i
primi sintomi soggettivi, alterazioni delle prestazioni nei test
comportamentali e un aumento della frequenza di tremore spontaneo. Livelli
superiori di mercurio causano alterazioni del comportamento e
manifestazioni psicologiche quali irritabilità, disturbi della memoria,
insonnia, eccessiva timidezza, depressione e, in casi estremi, persino
delirio ed allucinazioni. Questa sindrome è chiamata eretismo mercuriale.
Tipici sintomi neurologici della tossicità del mercurio sono tremori
intenzionali delle mani e tic muscolari di palpebre e labbra. Livelli
molto alti di concentrazioni di mercurio hanno causato "polmonite da
tossine".
Nei
test comportamentali la paziente mostrava deterioramento di alcune qualità
della prestazione motoria somiglianti a alterazioni riscontrate tra
lavoratori esposti al mercurio. I suoi sintomi sembravano più severi di
quello che ci si potesse aspettare dai livelli urinari di mercurio
misurati. Il trattamento dentale nel suo caso costituì una sequenza di
ripetute esposizioni acute che possono aver esaltato gli effetti locali e
la distribuzione del mercurio nel cervello. Sintomi multipli, non
specifici, con minimi segnali obiettivi possono causare grande difficoltà
in questo tipo di diagnosi e perciò una verifica obiettiva di esposizioni
potenzialmente pericolose è un importante criterio.
Tibbling
L, Thuomas K-Å, Lenkei R, Stejskal V, "Cambiamenti immunologici
e cerebrali (MRI) in pazienti con sospetta intossicazione da
metalli", Int J Occup Med Toxicol 1995; 4:285-294
ABSTRACT
Trentaquattro
pazienti con la sindrome da stanchezza cronica (CNS) e altri sintomi
sistemici che suggerivano una possibile intossicazione dall'amalgama
dentale sono stati esaminati con la risonanza magnetica (MRI) del cervello
(n=32) e con il Test di trasformazione dei linfociti con variante MELISA (Memory
Lymphocyte Immuno Stimulation Assay, MELISA), (n=17). Il fenotipo dei
linfociti è stato analizzato con il flusso di citometria in 22 dei
pazienti. 120 persone della stessa età senza alcun sintomo di CNS sono
stati presi come gruppo di controllo per lo studio del MRI. 77 soggetti in
salute con restauri in amalgama sono stati presi per il test MELISA, e 75
soggetti in salute sono stati scelti per la determinazione del fenotipo
dei linfociti. Tracce di patologia da MRI sono state trovate nel 81% dei
pazienti, la maggior parte dei quali con sintomi di degenerazione nei
gangli basali, ma nessuno nel gruppo di controllo. La determinazione del
fenotipo dei linfociti era patologica nel 58% dei casi. Il test MELISA ha
mostrato tracce di patologia nell'88% dei casi, dei quali il 60% aveva
reazioni immunitarie al cloruro di mercurio. IL 62% dei pazienti aveva
qualche forma di malattia atopica. Il 35% soffriva di ipotiroidite
trattata con levaxin. Un alto tasso di malattie immunitarie e oggettivi
segni di reazioni immunitarie con cambiamenti del MRI nel cervello
suggeriva che il sistema immunitario potrebbe giocare un ruolo
fondamentale nello sviluppo delle lesioni.
Toomväli
C, "Studi di emissione di vapori di mercurio da diverse otturazioni
dentali di amalgama soggette a carico meccanico in aria, azoto e
argon", LiU-IFM-Kemi-Ex 150, 1988
ABSTRACT
(Department of Chemistry, Linköping University, Sweden)
È stato studiato il rilascio di vapori di
mercurio da amalgami dentale. Lo scopo è stato
di esaminare se ci fosse un fragile passivante
strato di ossido nell'aria sulla superficie
delle amalgami. Per determinare ciò, gli
amalgami sono state esposte ad un certo carico I vapori di mercurio
rilasciati sono stati rilevati in diversi gas quale l'aria, l'argon e
l'azoto. Diversi parametri quali tempo e temperatura sono stati variati.
Un altro obiettivo è stato determinare se ci fossero delle differenze tra
i 5 tipi di amalgami valutate. I risultati indicano che uno strato
fragile, passivizzante è creato nell'aria e che l'ossigeno è assorbito
sulla superficie. Lo studio mostra anche una differenza nel rilascio di
mercurio tra diverse amalgami. Le amalgami non-gamma-2 con elevato
contenuto di rame hanno un rilascio maggiore di vapori di mercurio
rispetto a amalgami convenzionali.
**
Trepka MJ, Henrich J, Krause C, Schulz C, Wjst M, Popescu M, Wichmann HE,
"Fattori che influenzano l'accumulo corporeo di mercurio tra bambini
della Germania orientale", Archives of Environmental Health; 52 (2)
p134-138, marzo-aprile 1997 (BR36)
ABSTRACT
(GSF-Forschungszentrum fur Umwelt und Gesundheit, Oberscheissheim, Germany)
Abbiamo
confrontato concentrazioni di mercurio nel sangue e nelle urine in bambini
che vivono nelle aree seriamente inquinate di Bitterfield e Hettstedt,
centri industriali e minerari, e bambini del gruppo di controllo che
vivevano in aree non inquinate. L'età dei bambini andava dai 5 ai 14
anni. I livelli di mercurio nel sangue e nelle urine non risultarono più
elevati per i bambini nelle aree altamente inquinate rispetto ai bambini
delle aree di controllo. Il contributo più significativo che influenzava
i livelli di mercurio urinario fu il numero di otturazioni dentali di
amalgama.
Tuthill
JY, "Nevrosi mercuriale a seguito di otturazioni di amalgama",
The Brooklyn Medical Journal, dic. 1898, v.12, n.12, p725-742
(AK22)
ABSTRACT
Mentre
gli effetti velenosi del mercurio sono stati riconosciuti da molto, tanto
che non ho bisogno di spendere del tempo nel presentarlo, con l'utilizzo
dell'amalgama come otturazioni dentali c'è una possibilità di
intossicazione mercuriale, che colpisce gravemente i centri nervosi,
debilita la locomozione con pesantezza degli arti e rigidità dei
legamenti, dà luogo a ostinate malattie della pelle, e rende la vittima
una rovina mentale. Alcuni dei casi che ho incontrato nella mia pratica
clinica saranno presentati. La visita non rivela niente che possa
assistere il dottore nel fare la diagnosi del caso. C'è comunque
depressione nervosa, irritabilità, irragionevolezza e inabilità a
superare o rigettare sensazioni di oppressione che calano sul paziente e
lo immobilizzano nella disperazione fino a quando ogni sua ambizione è
perduta, ed egli scivola via per mancanza di potere nel concentrare le sue
azioni e stabilire se stesso come una forza nel mondo. Ci sono dolori
intermittenti, acuti, qui e là dalla testa ai piedi, che colpiscono a
volte una parte e poi un altra, insensibilità delle mani, piedi o
mandibola, pesantezza delle gambe, braccia, o testa, con una sensazione
come se uno stesse per cadere o perdere conoscenza. C'è una eccitabilità
mentale nonché depressione mentale; eventi imbarazzanti causano il più
alto livello di eccitazione, conversazioni ordinarie a volte causano
completa confusione, mal di testa, intensa apprensione e ansia
irragionevole.
U
Utt
HD, "Mercurio nel respiro", Journal of the Californian Dental
Association, 12(2):41-45, 1984
ABSTRACT
Per
mezzo di un analizzatore di vapori di mercurio Jerome sono stati
analizzati in un campione a caso di 50 persone le concentrazioni di
mercurio nell'aria respirata della bocca. I livelli di vapori di mercurio
in portatori di amalgama prima della masticazione erano di 3 microgrammi
per 1.0 m3 di aria. Dopo la masticazione di gomma per 5 minuti il mercurio
salì ad una media di 150 microgrammi di mercurio per 1.0 m3 di aria, il
massimo valore ottenuto fu di 400 mcg/m3. Questi valori post-masticazione
si normalizzano solo dopo un plateau di almeno un'ora.
V
Vahter
M, Akesson A, Lind B, Bjors U, Schutz A, Berglund M, "Studio
longitudinale del metilmercurio e mercurio inorganico nel sangue e urine
di donne incinte e durante l'allattamento, nonché nel sangue del cordone
ombelicale", Environ Res, ott. 2000; 84(2):186-94
ABSTRACT
(Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet, Stockholm)
Abbiamo
indagato l'esposizione a metilmercurio (MeHg) e vapori di mercurio (Hg0)
in donne incinte ed i loro neonati a Stoccolma. Le donne sono state
seguite per 15 mesi dopo il parto. Sono stati determinati MeHg, Hg
inorganico (I-Hg), e Hg totale (T-Hg) nel sangue materno e ombelicale
mediante spettrometria di fluorescenza atomica a freddo. È stato
determinato T-Hg nelle urine mediante spettrometria di massa. Circa il 72%
del mercurio nel sangue (n = 148) nella prima parte della gravidanza era
MeHg (0.94 microg/L in media). MeHg nel sangue diminuiva durante la
gravidanza, in parte a eseguito di una minore assunzione di pesce, secondo
le raccomandazioni per le donne incinte. MeHg medio ombelicale (1.4 microg/L)
era almeno il doppio del livello nel sangue materno nella seconda metà
del periodo di gravidanza ed era probabilmente influenzato
dall'esposizione materna a MeHg prima o durante il primo periodo di
gravidanza. I-Hg medio nel sangue
(0.37 microg/L) e nelle urine (1.6 microg/L) nella prima parte della
gravidanza erano altamente correlati, ed entrambi erano associati con il
numero di otturazioni di amalgama. Le concentrazioni diminuivano
durante l'allattamento, probabilmente a seguito dell'escrezione di
mercurio nel latte materno. Il I-Hg ombelicale era correlato con quello
nel sangue materno.
*
Vimy MJ, Lorscheider FL, "Mercurio intraorale rilasciato da amalgama
dentale", J Dent Res 64 1985 1069-71
(EE1a)
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Canada)
L'aria
intraorale è stata analizzata per determinare la concentrazione di vapori
di mercurio in 46 individui, 35 dei quali avevano otturazioni dentali di
amalgama. Le misure sono state effettuate con un rilevatore di Hg Jerome
sia prima che dopo 10 minuti di masticazione. Gli individui con amalgami
dentali avevano livelli di vapori di mercurio non stimolati 9 volte
maggiori dei livelli di base negli individui di controllo senza amalgami.
La stimolazione della masticazione in individui con amalgama aumentava la
loro concentrazione 6 volte rispetto ai valori non stimolati, cioè un
totale di 54 volte superiore ai livelli osservati in individui di
controllo. Le concentrazioni di Hg misurate nell'aria intraorale erano
superiori a quelli nell'aria espirata. C'erano significative correlazioni
tra vapori di Hg rilasciati nell'aria intra-orale dopo la masticazione e
il numero e tipo di amalgami dentali. Se ne conclude che l'aria
intra-orale è un valido indicatore fisiologico del Hg rilasciato
dall'amalgama dentale che può rivelare una importante fonte di
esposizione cronica a Hg.
*
Vimy M, Lorscheider FL, "Misurazioni in serie di mercurio nell'aria
intraorale: stima della dose giornaliera da amalgama dentale",
Journal of Dental Research, agosto 1985, vol. 64, n.8, p. 1072-75
(EE1b)
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Canada)
In
35 individui con otturazioni dentali di amalgama sono state effettuate
misure in serie delle concentrazioni di Hg nell'aria intraorale durante e
dopo la masticazione. Portatori di amalgama avevano valori di mercurio
(Hg) nell'aria espirata di 4.9 mcg/m3 mentre nel gruppo di controllo di
non portatori d'amalgama il valore medio era di 0.54 mcg/m3. Dopo un
periodo di 10 minuti di masticazione la contaminazione da Hg aumentava nei
portatori d'amalgama a 29.1 mcg/m3 ed era quindi 54 volte superiore al
valore di partenza riscontrato nei non portatori di amalgama; questi
ultimi non subivano alcuna alterazione significativa dei livelli di Hg in
seguito alla masticazione. Le concentrazioni di Hg rimanevano elevate
durante 30 minuti di continua masticazione e decrescevano lentamente in un
periodo di 90 minuti da quando si era smesso di masticare. In persone con
più di 12 otturazioni, in seguito ad un fase di 30 minuti di
masticazione, il contenuto di Hg nell'aria intraorale era salito fino a 45
mcg/m3. Dopo un'ora dalla fine della masticazione, il contenuto di Hg era
ancora di 19.5 mcg/m3. Fu stimato che individui con 12 o più otturazioni
di amalgama ricevessero una dose di Hg giornaliero di 29 microgrammi,
mentre in individui con 4 o meno otturazioni di amalgama, la dose era di 8
microgrammi. Queste dosi di Hg da amalgama dentale erano fino a 18 volte
il limite giornaliero tollerabile stabilito da alcune nazioni per
esposizioni ambientale totale di mercurio.
Vimy
MJ, Luft AJ, Lorscheider FL, "Valutazione del carico corporeo di
mercurio da amalgama dentale: simulazione al computer di un modello
metabolico a scomparti", J Dent Res, dic. 1986; 65(12):1415-9
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Canada)
Dalla
stima della velocità di rilascio di vapori di mercurio da amalgama
dentale abbiamo potuto valutare il potenziale carico corporeo di Hg usando
un modello a 4 scomparti per la distribuzione di mercurio inorganico. Un
programma informatico, compatibile con la maggior parte dei personal
computer, ha simulato la distribuzione cumulativa e incrementale in ogni
scomparto e l'accumulo totale nel corpo a partire da 1 giorno fino a
10.000 giorni per diverse dosaggi giornalieri di Hg. Per una data dose di
Hg di 30 microgrammi/ giorno, gli scomparti metabolici R1-R3 erano vicini
all'equilibrio ai giorni 5, 100 e 300, mentre al giorno 10.000 R4
uguagliava quasi il totale carico corporeo e non aveva ancora raggiunto
l'equilibrio. I valori proiettati ottenuti con il modello al computer
erano consistenti con i risultati ottenuti con un altro metodo usando
standard equazioni dei tessuti, che usavano i tempi di dimezzamento nei
tessuti determinate sperimentalmente per il sangue e i tessuti nervosi. Il
modello prediceva l'esposizione continua ai vapori di Hg elementare, a
dosi di 30 microgrammi/ giorno per 10 anni, risulterebbero in una carico
totale di Hg nel corpo di 5.9 mg, dei quali 4.8 mg potrebbero essere
contenuti in R4. Assumendo che Hg in R4 mostrasse una distribuzione
uniforme in tutto il corpo, allora la concentrazione nel cervello sarebbe
di 68 ng/g. Invece, se Hg in R4 riflettesse una situazione di
accumulo preferenziale al ungo termine nel cervello e in altri tessuti
neurali, allora potrebbero essere raggiunte concentrazioni fino a 4.0
microgrammi/ g. Comunque le predizioni di concentrazioni di Hg nel sangue
e nelle urine erano ben entro i valori determinati sperimentalmente, ed
erano improbabili essere di una qualche utilità nel valutare gli effetti
di esposizioni croniche a basse dosi di Hg.
*
Vimy MJ, Takahashi Y, Lorscheider FL, "Distribuzione madre-feto del
mercurio (203Hg) rilasciato da otturazioni dentali di amalgama", Am J
Physiol 258:R939-R945 (1990) (AC43)
ABSTRACT
(Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of
Calgary, Canada)
Negli
esseri umani il continuo rilascio di vapori di Hg da otturazioni dentali
di amalgama è notevolmente aumentato dopo la masticazione. Questo studio
evidenzia una distribuzione dipendente dal tempo per Hg da amalgama nei
tessuti corporei di pecore adulte e i loro feti. A 5 pecore gravide furono
inserite nei denti 12 otturazioni dentali di amalgama contenenti (203) Hg
radioattivo. Campioni di sangue, fluido amniotico, feci, e urine sono
stati raccolte ad intervalli di 1- 3-giorni per 16 giorni. Dai giorni 16
fino a 140 dopo l'inserimento di amalgama (16-41 giorni per i feti), i
campioni di tessuti erano analizzati per radioattività e venivano
calcolate concentrazioni totali di mercurio. I risultati dimostrano che Hg
da amalgama dentale apparirà nel sangue materno e fetale e nel fluido
amniotico entro 2 giorni dopo l'inserimento di otturazioni dentali di
amalgama. L'escrezione di parte di questo mercurio inizierà anche entro 2
giorni. Tutti i tessuti esaminati mostravano accumuli di Hg. Le
concentrazioni più alte di Hg da amalgama nell'adulto avvenivano nei reni
e fegato, mentre nel feto le concentrazioni di Hg da amalgama apparivano
nel fegato e nella ghiandola pituitaria. La placenta progressivamente
concentrava Hg con l'avanzare della gravidanza, e la concentrazione di Hg
da amalgama nel latte materno fornisce una potenziale fonte di esposizione
a Hg del neonato.
Conclusioni: l'accumulo di Hg da amalgama nei tessuti materni e fetali ha una
progressione costante con l'avanzare della gravidanza. L'uso di amalgama
dentale per otturazioni dentali in donne incinte e bambini dovrebbe essere
riconsiderato.
articoli
correlati: esposizione prenatale al mercurio
Grandjean
P, Weihe P, White RF, Debes F, Araki S, Yokoyama I, Murata K, Sorensen N,
Dahl R, Jorgensen PJ, "Difetti di apprendimento in bambini di 7 anni
con esposizione prenatale al metilmercurio", Neurotoxicol Teratol,
19(6):417-428, 1997
ABSTRACT
917
bambini, intorno all'età di 7 anni, (le cui madri avevano mangiato pesce
contaminato da mercurio durante la gravidanza) sono stati sottoposti ad
approfondita analisi comportamentale. I test neuropsicologici includevano:
agilità in esercizi delle dita; coordinazione mano-occhio; tempo di
reazione in un test di prestazione continua; test di intelligenza di
Wechsler, analogie, capacità visiva di riarrangiare blocchi; test
visuale-motorio di Gestalt; test dei nomi di Boston; test di apprendimento
verbale californiano. L'esame clinico e neuropsicologico non ha rivelato
alcuna evidente anomalia determinata dal mercurio. Sono risultate più
marcate, però, disfunzioni neuropsicologiche relazionabili al mercurio
nel campo del linguaggio, concentrazione e memoria, ed in misura minore
nelle funzioni visivo- spaziali e motorie. Anche dopo aver escluso
dall'analisi le madri con un livello di mercurio nei capelli superiore a
10 microgrammi, questo risultato veniva confermato. Gli effetti sulle
funzioni del cervello associate con esposizione prenatale a metilmercurio
perciò appaiono notevoli, e le prime disfunzioni sono rilevabili a
livelli di esposizione attualmente considerati essere accettabili per la
salute.
COMMENTO:
La pubblicazione di questo noto studio delle Isole Faroe dovrebbe avere un
impatto drammatico sulla valutazione dell'esposizione al mercurio dei
nascituri. Ovviamente, l'effetto avverso non è rilevabile o manifesto
alla nascita, ma viene dimostrato un impatto drammatico sulla qualità
della vita degli individui colpiti. Dovremmo tenere a mente che il
metilmercurio ed i vapori di mercurio sono le due forme di mercurio che
facilmente penetrano le membrane cellulari e si accumulano nei tessuti dei
nascituri. Il metilmercurio è derivato principalmente dal consumo di
pesce e cibo di mare, mentre il principale contributo
dell'esposizione dell'uomo a vapori di mercurio viene dalle otturazioni
dentali di amalgama.
Newland
MC; Warfinge K, Berlin M, "Conseguenze comportamentali
dell'esposizione in-utero a vapori di mercurio", Toxicol Appl
Pharmacol, 139(2):374-386, agosto 1996
ABSTRACT
L'esposizione
in-utero a vapori di mercurio porta all'accumulo di mercurio nel cerebrum,
ippocampo ed altre zone del sistema nervoso adibite alla funzione motoria
e di apprendimento, ma poco è noto circa le conseguenze funzionali
dell'esposizione prenatale. La prole di scimmie gravide esposte a 0.5 o
1.0 mg/m3 di vapori di mercurio durante gli ultimi 2/3 o più di
gestazione sono stati studiati. Scimmie non esposte nate circa allo stesso
tempo sono servite come gruppi di controllo. L'esposizione di una scimmia
iniziò durante la terza settimana di gestazione (prima delle altre) e il
comportamento di questa scimmia era così stravagante che non è stato
possibile effettuare alcune prove. Effetti a lungo termine
dell'esposizione prenatale includevano instabilità nel test della leva,
diminuzione delle prestazioni in prestazioni continue, nonché
anomalie durante gli esercizi. Le dosi considerate sono simili a quelle
riportate in condizioni di esposizione professionale quando non sono
rispettate strettamente le norme di igiene.
Roeleveld
N, Zielhuis GA, Gacreels F, "Bambini con ritardo mentale e
professione dei genitori", Br J. Ind Med., 50(10): 945-954, ott. 1993
ABSTRACT
Sono
stati intervistati i genitori di 306 bambini ritardati mentali e di 322
bambini del gruppo di controllo circa le loro attività professionali nel
periodo di gravidanza. I dettagli della loro storia professionale sono
stati registrati e confrontati con l'esposizione generata da due diverse
matrici di esposizione professionale. Il risultato di tali interviste è
stato che le percentuali d'incidenza relativa (PIR) significativamente
elevate sono state trovate per l'esposizione delle madri durante la
gravidanza a radiazioni (PIR=9.3), mercurio (PIR=8.7), solventi organici (PIR=1.7),
cosmetici e colori per capelli (PIR=3.7), pitture (PIR=2.7), esaclorofene/
fenilfenolo (PIR=3.1), antibiotici (PIR=2.9) ed esposizione a macchine
fotocopiatrici (PIR=3.0).
Sodestrom
S, Fredriksson A, Dencker L, Ebendal T, "L'effetto di vapore di
mercurio sui neuroni colinergici nel cervello fetale: studi sul fattore di
crescita nervoso ed i suoi ricettori", Brain Res Dev Brain Res.,
85(1):96-108, marzo 1995
ABSTRACT
Gli
effetti dei vapori di mercurio sulla produzione del fattore di crescita
nervoso (FCN) durante lo sviluppo sono stati esaminati. Topi in gravidanza
sono stati esposti a due diverse concentr4azioni di vapori di mercurio
durante o i giorni embrionici 6-11 o 13-18. La concentrazione post-natale
nel cervello andava da 1 ng/g di tessuto (gruppo dei giorni 6-11) a 11 ng/g
(13-18). La concentrazione del FCN nel cervello basale frontale è
risultata al 21esimo giorno essere diminuita del 50% rispetto a quella dei
gruppo di controllo. Questi risultati suggeriscono che esposizione
prenatale a bassi livelli di vapori di mercurio può alterare i livelli di
FCN ed i suoi ricettori, indicazione questa di danno neuronale e
disturbata regolazione trofica durante lo sviluppo.
**
Vimy MJ, Hooper DE, King WW, Lorscheider FL, "Il mercurio dalle
otturazioni dentali materne in pecore e latte materno umano. Una fonte di
esposizione neonatale", Biol Trace Elem Res, feb 1997; 56(2):143-52
(BR54)
ABSTRACT
(Department of Medicine, Faculty of Medicine, University of Calgary,
Alberta, Canada)
L'assimilazione
neonatale di mercurio (Hg) dal latte è stata esaminata in un modello di
pecore incinte, sulle quali furono inserite otturazioni dentali di
amalgama con mercurio marcato radioattivamente (Hg203). In uno studio
parallelo, è stata anche esaminata la correlazione tra storia dentale e
concentrazioni di Hg nel latte materno in 33 donne incinte. I risultati
dagli studi animali mostrano che, durante la gravidanza, un primario sito
fetale di accumulo di Hg da amalgama è il fegato e, dopo il parto, i reni
dell'agnello, che riceve ulteriore Hg da amalgama dal latte materno. In
donne durante l'allattamento l'escrezione di Hg nel latte materno e urine
si correlava con il numero delle otturazioni dentali e i livelli di vapori
di mercurio nell'aria intraorale. Se ne conclude che Hg viene trasferito
al feto dalle otturazioni dentali materne attraverso la placenta, o
attraverso la ghiandola mammaria nel latte ingerito dal neonato, ed infine
nei suoi tessuti corporei. Vengono confrontati tali livelli con il livello
minimo di rischio stabilito negli USA per esposizione adulta al mercurio.
Questi risultati suggeriscono che l'inserimento o la rimozione delle
otturazioni dentali di amalgama donne incinte o durante l'allattamento
sottoporrà il feto e il neonato a rischi evitabili di esposizione al
mercurio.
W
Weiner
J, Nylander, "Correlazione tra concentrazioni di mercurio negli
organi umani e alcune variabili predittive", The Science of the Total
Environment, 138(1-3) pp101-115, sett. 1993
ABSTRACT
(National Board of Occupational Safety and Health, Solna, Sweden)
Campioni
da diversi tessuti sono stati raccolti da autopsie di individui della
comune popolazione dell'area di Stoccolma, in Svezia. I campioni sono
stati analizzati relativamente al loro contenuto di mercurio totale usando
la tecnica di attivazione neutronica radiochimica. Le concentrazioni medie
di mercurio nella corteccia occipitale, muscoli addominali, ghiandola
pituaria e corteccia renale sono risultate rispettivamente: 10.6 (2.4 -
28.7), 3.3 (0.9 - 5.4), 25.0 (6.3 - 77) e 229 (21.1 - 810) mcg/kg peso
secco. I risultati hanno evidenziato un effetto del numero di otturazioni
dentali di amalgama sulle concentrazioni di mercurio nella corteccia del
lobo occipitale, muscoli addominali e ghiandola pituaria, ma non nella
corteccia renale. Nella corteccia del lobo occipitale e nei muscoli
addominali le concentrazioni di mercurio aumentavano con l'età. Nella
corteccia renale le concentrazioni di mercurio diminuivano con l'età. Non
è chiara la spiegazione di questo, ma potrebbe indicare una capacità di
escrezione urinaria che si riduce con l'età. Abuso cronico di alcool fu
associato con minori concentrazioni di mercurio nella corteccia
occipitale.
*
Weiner JA, "Una stima dell'assimilazione di mercurio da otturazioni
di amalgama basata sull'escrezione urinaria di mercurio in individui
svedesi", Sci Total Environ, giugno 1995, 168 (3):255-65
(BK18)
ABSTRACT
(National Board of Occupational Safety and Health, Solna, Sweden)
Il
mercurio è rilasciato da otturazioni di amalgama in diverse forme, cioè
vapori elementari, ioni e in particelle sottili. Nonostante molte indagini
c'è ancora una notevole incertezza riguardo l'assorbimento di tale
mercurio. Le stime più recenti hanno valutato l'assorbimento polmonare di
vapori di mercurio basandosi su misurazioni delle concentrazioni
intraorali o nell'aria espirata. La possibilità di valutare
l'assorbimento basandosi sui livelli di mercurio in un mezzo biologico che
funzioni da indice ha ricevuto relativamente poca attenzione. Scopo di
questo lavoro è di valutare l'assorbimento di mercurio da amalgama
dentale basandosi sulle concentrazioni urinarie di mercurio. Abbiamo
ricavato una stima media dell'assorbimento di mercurio da otturazioni di
amalgama in individui svedesi, che è di 4-19 microgrammi/ giorno. Questo
intervallo è stato ottenuto dopo una dettagliata stima delle incertezze
nei dati usati e in base alle diverse assunzioni fatte.
*
Weiner JA, Nylander M, "Aspetti dei rischi per la salute da parte del
mercurio delle amalgami dentali", "Toxicology of metals",
Lewis Publishers, 1994 (LO9)
SOMMARIO
Il
mercurio è continuamente rilasciato dalle otturazioni dentali di
amalgama. Oltre a questo continuo rilascio ci può essere una larga
esposizione addizionale a seguito di trattamenti dentali che coinvolgano
trapanatura di vecchie otturazioni di amalgama. Hg rilasciato da
otturazioni di amalgama è assimilato nella forma di vapori nei polmoni e
molto probabilmente anche nel tratto gastrointestinale. È distribuito a
vari tessuti, tra cui il cervello e i reni. La distribuzione precisa ai
diversi possibili tessuti target non è ancora ben nota però. C'è un
gran numero di persone che sostengono di avere avuto problemi alla salute
a causa delle loro otturazioni di amalgama. Purtroppo c'è stato un
impegno limitato nel valutare tali casi a fondo. In assenza di studi
approfonditi sui casi clinici, non si può certo affermare che il problema
non sussista. Il confronto dei dati sul rilascio e assorbimento di Hg da
otturazioni di amalgama con i dati disponibili da studi su animali ed
esseri umani sulla tossicità di mercurio inorganico indica che il livello
di esposizione a Hg da otturazioni di amalgama dovrebbe essere considerato
seriamente. Una particolare attenzione dovrebbe essere data ai potenziali
rischi di effetti sul feto. C'è poco dubbio sul fatto che siano più che
motivate le raccomandazioni lanciate nel 1987 perché le donne incinte
evitino trattamenti dentali che coinvolgano amalgama. Ne segue che la
pratica dell'uso di amalgama come materiali per otturazioni dentali non può
essere difesa sulla base della nozione che siano innocue, perché non c'è
base per una tale affermazione, ma potrebbe eventualmente essere
dibattuto, come succede per molti farmaci, che i benefici sono superiori
agli svantaggi. Comunque, dati attualmente disponibili potrebbero non
essere sufficienti per trarre delle conclusioni. Secondo noi, i pericoli
potenziali delle otturazioni di mercurio siano stati grossolanamente
trascurati. Un esempio di ciò è l'uso di amalgama di rame
nell'odontoiatria pediatrica. Questo materiale odontoiatrico deve essere
considerato un rischio per la salute a causa del rilascio di metalli
tossici superiore alle altre amalgami. Invece questo rilascio (invece di
essere considerato un potenziale pericolo) era in passato considerato un
vantaggio dal punto di vista del trattamento odontologico, poiché inibiva
la crescita batterica e c'era quindi un rischio ridotto di carie
secondarie. È sconcertante che un'ampia parte della popolazione nelle
nazioni sviluppate sia esposta a sostanze tossiche da una categoria di
prodotti che non sono stati per niente valutati dal punto di vista
tossicologico. Sembra che lo stato legale per molti materiali usati in
odontoiatria non richieda neanche una documentazione minima del contenuto
e qualità dei componenti del prodotto usato. La differenza con i
requisiti imposti sui farmaci è molto più che sorprendente; eppure molti
materiali restorativi dentali hanno una diffusione nell'uso molto maggiore
dei più comunemente usati farmaci.
*
Willershausen-Zonnchen B, Simmermann M, Defregger A, Schramel P, Hamm G,
"Il mercurio nella mucosa orale di pazienti con otturazioni di
amalgama", Dtsch Med Wochenscher, 117 (46):1743-7, 13 nov. 1992
(AP34)
ABSTRACT
(Poliklinik fur Zahnerhaltung und Parodontologie, Universitat Munchen)
Le
concentrazioni di mercurio sono state misurate in campioni di mucosa orale
presi durante chirurgia orale da 90 pazienti (53 uomini, 37 donne, età
media 42 anni; 30 dei pazienti non avevano otturazioni di amalgama).
Tredici pazienti con nessuna otturazione di alcun metallo avevano
concentrazioni di mercurio di 118 ng / g di tessuto, e 17 pazienti con
otturazioni di metalli preziosi che non fossero di amalgama avevano una
concentrazione media di mercurio di 144 ng / g di tessuto. 17 pazienti con
1-3 otturazioni di amalgama avevano in media 1975 ng / g di tessuto e 26
pazienti con 3-6 otturazioni di amalgama avevano concentrazioni media di
1158 ng / g di tessuto. 17 pazienti con più di sei otturazioni di
amalgama avevano concentrazioni medie di mercurio di 2302 ng / g di
tessuto. Nonostante tali notevoli accumuli di mercurio nei tessuti orali,
non c'era nessuna manifestazione clinica che facesse risalire a tale
problema.
Z
**
Zamm AV, "Il mercurio dentale: un fattore che aggrava ed induce
l'intolleranza chimica", J Orthomol Med 6 1991 67-77 (AC46b)
ABSTRACT
Individui
che sono ipersensibili xenobioticamente a sostanze chimiche fanno parte di
un sistema vivente "indicatore" che ci dà l'opportunità di
identificare individui ipersensibili al mercurio. C'è uno spettro di
intolleranze xenobiotiche nella popolazione generale che è una funzione,
tra le altre cose, dello spettro di efficenza del sistema citocromo P-450,
che esiste nella popolazione a seguito di uno spettro di polimorfismo
genetico. Il mercurio dentale disattiva i gruppi tio, la cui funzione è
la protezione del sistema citocromo P-450. Questa disattivazione e la
conseguente perdita di protezione induce intolleranza xenobiotica in
individui che sono già compromessi a causa di polimorfismo genetico e che
sono più suscettibili da questo punto di vista. Questi individui
compromessi esibiranno una varietà di sintomi eterogenei diagnosticamente
difficili da interpretare. Il seguente è un piccolo campione di sintomi
comuni che l'autore ha osservato che miglioravano quando le otturazioni
dentali di mercurio venivano rimosse: affaticamento, mal di testa,
disfunzioni del sistema nervoso centrale, sensazione di freddo
ingiustificata, intolleranza allo zucchero, disturbi gastrointestinali,
mialgia, artralgia, rinite, dermatite, asma e disfunzioni genitourinarie.
Questi sintomi di intolleranza chimica spesso si sviluppano dopo che il
mercurio dentale è stato inserito e scompaiono gradualmente dopo la
rimozione delle otturazioni. Il periodo di tempo tra l'inserimento di
amalgama e la comparsa dei sintomi e quello tra la rimozione e la
remissione dei sintomi varia da individuo a individuo a seguito di
polimorfismo genetico.
*
Zamm AV, "Terapia per la Candida Albicans: quando si può mettere la
parola fine? Rimozione del mercurio dentale: un efficace elemento", J
Orthomol Med 1 1986 260 (EE53)
ABSTRACT
La
rimozione di otturazioni dentali di amalgama può dare grande sollievo a
pazienti che soffrono di sindrome di sensibilizzazione a lievito
apportando loro una migliore tolleranza a sostanze inalate, ingerite e
accumuli tossici endogeni. Inoltre, la terapia con nistatina ed altre
medicazioni anticandida possono essere ridotte e persino eliminate, in
alcuni casi, a seguito della rimozione del mercurio dentale.
*
Zamm AF, "La rimozione del mercurio dentale: spesso un efficace
trattamento per il paziente ipersensibile", J Orthomolecular Med
5(53):138-142 (1990) (AC46)
ABSTRACT
Questo
studio comprende 22 pazienti che avevano sensibilità multiple gravi, in
quanto erano estremamente intolleranti a particelle e vapori inalati, cibi
e sostanze chimiche ingerite, e lievito endogeno quale proliferazione di
Candida albicans. La rimozione delle otturazioni dentali di amalgama
risultò essere il metodo singolo più efficace per migliorare la salute
di questi pazienti dopo che altri metodi erano stati avviati, cioè
escludere cibo cui c'era intolleranza, migliorare la qualità del cibo,
terapia di iposensibilizzazione.
*
Zamm AV, "Tossicità da mercurio non riconosciuta (letter, comment)",
Ann Allergy 66 1991 354; Comment on: Katsunuma T et al "Exercise-
induced anaphylaxis: improvement after removal of amalgam in dental caries",
Ann Allergy 64 1990 472-5 (BC35)
“Quando
le allergie sono il risultato di due carichi fisiologici per ottenere la
guarigione bisogna rimuovere uno di questi due allergeni, in particolare
quello innescante endogeno. È la mia esperienza clinica che la rimozione
di amalgama dentale è la misura terapeutica singola nel trattare pazienti
con croniche condizioni allergiche recalcitranti che non avevano ottenuto
altrimenti risultati con una varietà di altri metodi. Indizi di casi di
intossicazione da mercurio in questo studio includono la comparsa dei
sintomi dopo l‘inserimento di amalgama dentale nei denti dei bambini
seguita da un miglioramento dopo la rimozione dell’amalgama. In alcuni
casi per avere miglioramenti marcati ci possono volere mesi o più, a
secondo del carico totale di mercurio al quale il paziente è stato
soggetto. Questa è una funzione del numero di otturazioni, la loro
estensione totale, la duirata di tempo che sono stati nei denti e la
presenza di due o più metalli in presenza di acidità nel cavo orale,
cosa che produce un effetto batteria”.
Zander,
D; Ewers U, Freier I, Brockhaus A, "Studi sulla esposizione umana al
mercurio. 3: mobilizzazione con DMPS di mercurio in individui con e senza
otturazioni di amalgama", Zentrablatt Fur Hygiene und Umweltmedizin,
192:5, feb 1992, p447-54
ABSTRACT
(Medizinischen Institut fur Umwelthygiene, Heinrich-Heine-Universitat
Dusseldorf)
È
stata determinata l'escrezione urinaria di mercurio (nelle 24 ore)
in 29 individui prima e dopo la somministrazione di DMPS
(2.3-dimercapto-1-propane sulfonic acid, 300 mg per os).
Un aumento di 6-7 volte di escrezione di mercurio è stato notato dopo la
somministrazione di DMPS. Individui con otturazioni di amalgama
espellevano significativamente più mercurio sia prima che dopo la
somministrazione di DMPS rispetto ad individui senza otturazioni di
amalgama. L'escrezione urinaria di mercurio si correlava
significativamente al numero di otturazioni di amalgama. Circa il 50% del
mercurio urinario può essere spiegato dall'entità delle otturazioni di
amalgama.
I risultati mostrano che,
per i portatori di amalgama, il rilascio di mercurio da otturazioni di
amalgama rappresentano la principale fonte di esposizione al mercurio.
*
Ziff MF, "Effetti secondari documentati dell'amalgama dentale",
Adv Dent Res, sett. 1992, v.6, 131-4 (AX2)
ABSTRACT
Poiché
tutti i materiali per otturazioni dentali sono sostanze estranee, il loro
potenziale nel produrre effetti avversi per la salute è determinato dalla
loro relativa tossicità e biodisponibilità, nonché dalla suscettibilità
individuale. Effetti avversi per la salute alle otturazioni dentali
possono essere locali nel cavo orale o sistemici, a secondo della capacità
dei componenti rilasciati di entrare nell'organismo e, in questo caso,
della loro percentuale di assorbimento.
La comunità medico- scientifica
concorda ora sul fatto che pazienti
con otturazioni dentali di amalgama sono esposti cronicamente al mercurio,
che l'assorbimento medio giornaliero di mercurio da otturazione di
amalgama è tra i 3 e i 17 microgrammi al giorno, e che l'assorbimento di
mercurio da amalgama è in media 1.25- 6.5 volte quella da fonti
alimentari (Organizzazione mondiale della Sanità, 1991). Le
implicazioni per la salute di questa esposizione cronica al mercurio sta
ora venendo indagata da numerosi gruppi di ricercatori medici.
Tratto
da:
http://www.mmmariani.com/abstract%20hg2.htm
Continua QUI:
Dossier:
Pag. 1 -
Pag. 2 -
Pag. 3 -
Pag. 4 +
Dossier 2
vedi anche
Protocollo
della Salute +
Materiali Dentari e denti tossici
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