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Lunga vita ai
vegetariani
– 16 Gen., 2009 -
vedi:
Dieta
Vegetariana
-
vedi video qui:
http://www.tvanimalista.info/video/scelta-vegan/facciamo-il-collegamento/
Essere vegetariani ha i suoi vantaggi: meno
incidenza dei casi di diabete e di obesità, ma
anche meno problemi coronarici.
E' quanto
assicura Bernard Guy-Grand, dell'Istituto
francese per la nutrizione.
Non bastano, però, le verdure: il segreto è
associarle a legumi e cereali, un binomio che
produrrebbe proteine molto simili a quelle
presenti nella carne. Studi hanno rilevato che i
vegetariani soffrono meno di ipertensione,
problemi coronarici, diabete e obesità.
I
Piccoli vegetariani crescono..
Sani e forti ! - Nov. 2010
La Società Scientifica di Nutrizionale
Vegetariana (SSNV) ha recentemente pubblicato
una ricerca che dimostra come la scelta
vegetariana non alteri in alcun modo l'andamento
della crescita dei bambini.
Non solo: i bambini vegetariani godono di una
salute ferrea e si ammalano meno dei coetanei
che mangiano carne.
Lo studio è stato condotto su 95 bambini
vegetariani e vegani di età compresa tra 1 e 2
anni dal dottor Leonardo Pinelli, presidente
della SSNV. E' stato presentato a Parma in
occasione delle Giornate pediatriche, evento
organizzato dalla Società Italiana di Pediatria
Preventiva e Sociale (SIPPS) e dalla Clinica
Pediatrica dell'Università di Parma.
BAMBINI VEGANI: OK dei
PEDIATRI NONOSTANTE... i
PEDIATRI !
Da oggi anche i pediatri confermano che una
corretta alimentazione può benissimo prescindere
dagli alimenti di origine animale.
Numerosi effettuati in precedenza avevano
riscontrato l'effetto favorevole della scelta
vegetariana sulla salute: i bambini vegetariani
si ammalano molto meno dei coetanei onnivori
grazie a difese
immunitarie
migliori.
L'alimentazione onnivora con sbilanciamento su
alimenti di origine animale favorisce infatti
una risposta infiammatoria più acuta e una
modulazione meno equilibrata del sistema
immunitario.
La tendenza al vegetarianesimo e al veganesimo
(che esclude anche latte e uova per intenderci)
è in costante crescita nel nostro paese, si
stima che 7 milioni di italiani abbiano già
abbracciato questa scelta e pertanto la comunità
scientifica si interroga e comincia sempre più
seriamente ad occuparsi del 'caso'.
Si, perchè diciamolo chiaramente, se 7 milioni
di italiani sono vegetariani non lo si deve
certamente alle indicazioni di medici e
pediatri, non lo si deve ai mass media e tanto
meno a una precisa azione politica (molto più
interessata al business della gestione dei
malati che al mantenimento in salute dei
cittadini).
Nell'ambito dello stesso studio, riporto
testualmente: "Tutti i piccoli osservati non
erano controllati o seguiti nell'alimentazione
dal pediatra, il cui parere era per lo più
contrario alla scelta vegetariana. I genitori,
da parte loro, si affidavano principalmente
all'esperienza o ricorrevano a libri o siti
Internet". Capito bene? In tutti i casi il
parere del pediatra era contrario alla scelta!
Questo fai da te dei genitori, "pur avendo
portato a errori fondamentali di impostazione"
non ha impedito ai bambini di presentarsi in
ottima salute e costituzione con una crescita
nella norma e valori dei micronutrienti del
tutto regolari. I pochi casi che presentavano
alterazioni del ferro e della vitamina B12 sono
risultati in linea con la media nazionale.
Con queste premesse risulta singolare la
conclusione cui arrivano i pediatri : la scelta
vegetariana "anche in età pediatrica non risulta
dannosa, anche se dovrebbe essere ben
pianificata da pediatri specializzati".
Fortunatamente si auspica finalmente per i
pediatri il raggiungimento "con il tempo un
livello di formazione tale da poter supportare
le famiglie, senza costringerle a un pericoloso
fai da te". Ma come? Hanno appena constatato
l'eccellente stato di salute dei bambini,
vegetariani 'fai da te'!
Viene spontaneo chiedersi: è più pericoloso il
fai da te dei genitori o l'opposizione
(pregiudiziale) alla scelta vegetariana del
rispettivo pediatra ? Se si deve fare
allarmismo, allora sarebbe il caso di farlo per
la quantità infinitamente maggiore di bambini
onnivori iper e mal nutriti cui non vengono
quasi mai date indicazioni corrette e
altrettanto decise sulle scelte alimentari.
Benche'
l'alimentazione
Vegetariana sia sempre piu' diffusa, la confusione sull'argomento
e'
impressionante, soprattutto quando la disinformazione proviene da proprio dagli
esperti e dalle trasmissioni televisive a carattere scientifico nelle quali si
parla delle carenze alimentari dei vegetariani senza menzionare i tanti aspetti
salutistici ed etici, di questo tipo di alimentazione.
Dalla
televisione pubblica e dai cosiddetti qualificati esperti, ci aspettiamo
un'informazione obiettiva ed aggiornata anche nel delicato campo dell'alimentazione
nessuno vuol spiegare che nei vegetariani l'indice di mortalita' per molte malattie
infettive e' inferiore, così come e' minore l'incidenza di patologie come l'ipertensione
arteriosa, il cancro al colon e l'infarto al miocardio; altri studi hanno rilevato anche
una diminuzione del rischio di cancro alla mammella nelle donne vegetariane.
Ci chiediamo
quanto siano gravi le responsabilita' sulla salute dei cittadini di quegli esperti nutrizionisti che con troppa leggerezza trascurano queste informazioni incentivando il
consumo di animali su cui e' fondata l'economia alimentare dei Paesi
industrializzati".
Vi e' la dieta Vegan composta principalmente di: frutta, verdura, ortaggi, cereali,
legumi, semi e noci; questo tipo di alimentazione chiamata anche vegetaliana
Vi e' poi la dieta lattovegetariana che
include frutta, verdura, cereali, legumi, latticini e i loro prodotti e quella
latto-ovo-vegetariana che include anche le uova. Queste diete escludono ovviamente tutti i
tipi di carne e pesce.
Vi sono poi i crudisti ed i fruttariani.
Va rilevato che i vegetariani avendo
seguito un percorso culturale, etico, economico, ecologico ben radicato verso il rispetto
della vita propria, di quella altrui e dell'ambiente che li circonda, essenzialmente non
bevono alcolici (o li bevono in quantita' modeste); non fumano, non fanno uso di droghe,
seguono uno stile di vita legato al mantenimento del peso ragionevole e all'attivita'
fisica.
Queste scelte, hanno dimostrato
attraverso studi fatti sui vegetariani, che il loro indice di mortalita' per molte
malattie croniche degenerative, e' inferiore a quello dei non vegetariani.
Anche la mortalita' per problemi coronarici e' inferiore nei vegetariani rispetto ai non vegetariani.
I livelli ematici di colesterolo totale e delle LDL (lipoproteine a bassa densita') sono
normalmente piu' bassi nei vegetariani che non consumano latte, uova e derivati rispetto
ai carnivori e latto-ovovegetariani.
Cio' significa che i livelli di colesterolo variano
anche nei vegetariani, con un basso livello nei vegani e con livelli normali o addirittura
superiori alla norma dei latto-ovovegetariani, difatti un eccessivo consumo di latte e
formaggi, comporta le cospicue assunzioni di grassi saturi e colesterolo con le relative
conseguenze.
Uno studio ha dimostrato miglioramenti in
malattie severe delle coronarie senza l'uso di farmaci ipocolesterolemizzanti, con
l'adozione di una dieta vegetariana molto povera in grassi, con l' abolizione del fumo di
sigaretta, con la riduzione dello stress e con esercizio fisico moderato.
I vegetariani hanno anche una minore
incidenza di patologie come l'ipertensione arteriosa essenziale, il diabete mellito
non-insulino dipendente rispetto ai non vegetariani.
Recenti studi sui Cristani Avventisti del
7° giorno, riformisti, che sono vegetariani per motivi religiosi, hanno dimostrato una
minore incidenza del cancro al colon e d'infarto del miocardio, rispetto al resto della
popolazione.
Questo risultato puo' essere attribuito alle differenze dietetiche che
prevedono una maggiore assunzione di fibre, minore assunzione di grassi totali, di grassi
saturi, colesterolo e caffeina, maggiore assunzione di frutta e vegetali.
Gli indici del cancro al polmone sono
piu' bassi nei vegetariani perche' solitamente non fumano ma anche perche' hanno un regime
alimentare piu' sano.
Alcuni studi hanno anche rivelato la
diminuzione del rischio del cancro alla mammella.
L'obesita' e' in sostanza
assente nei vegani ma e' presente in percentuale preoccupante nei latto-ovo-vegetariani.
L'obesita' e'
un grave problema nei paesi industrializzati e la scelta alimentare vegetariana riduce
notevolmente il rischio.
Per questo motivo i vegetariani hanno anche minori possibilita'
di ammalarsi di diabete non insulino dipendente.
Inoltre la maggiore assunzione di
carboidrati complessi, che hanno anche un'alta percentuale di fibre, migliora il
metabolismo dei carboidrati e puo' abbassare il livello di glucosio nel sangue.
Il falso tabu' delle proteine nobili e'
stato oramai accantonato anche da quei nutrizionisti che storicamente erano acerrimi
nemici della dieta vegetariana.
E' provato che molti vegetali, hanno Io
stesso contenuto proteico della carne, e che soddisfano il fabbisogno degli aminoacidi
essenziali e di quelli non essenziali. Cereali integrali, legumi, verdure, semi e nocciole
contengono tutti gli aminoacidi; non e' nemmeno necessario combinare questi cibi in unico
pasto come erroneamente stabilisce la teoria della complementarieta' delle proteine.
Le proteine della soia ad esempio si sono
dimostrate equivalenti da un punto di vista nutrizionale alle proteine di origine animale,
e quindi per chi lo desidera possono costituire quasi l'unica fonte di assunzione
proteica.
Nelle ultime raccomandazioni dei LARN (assunzioni dietetiche raccomandate),
e' consigliato
di non eccedere nella quota proteica, e di ridurre quella lipidica a favore dei glucidi.
In effetti, riducendo la quota proteica si ha una maggiore ritenzione e minore necessita'
del calcio e un minore sovraccarico dei reni.
La dieta vegetariana e' ricchissima in
fibre che favoriscono un transito intestinale piu' rapido eliminando il problema della
stipsi ma anche del cancro al colon. I prodotti di origine animale non contengono fibre.
Il ferro e' da molti anni il punto di orgoglio dei cadaveriani ovvero dei mangiatori di
carne.
Se noi prendessimo tutti i carnivori con anemia ferro carenziale e li mettessimo
uno sopra l'altro arriveremmo alla luna. Va pero' detto, ad onor del vero, che il ferro
contenuto nei cadaveri degli animali e' piu' facilmente assorbibile di quello contenuto
nei vegetali.
Ma in uno studio, che la Clinica Pediatrica dell'Universita' di Verona ha
pubblicato in collaborazione con il sottoscritto, nel
quale erano messi a confronto bambini vegetariani dai
cinque ai 12 anni, verso onnivori di pari eta' e' emerso che
l'introito del ferro nei vegetariani e' pari a tre volte quello dei carnivori. Inoltre la
maggiore assunzione di vitamina C nei vegetariani favorisce un miglior assorbimento del
ferro.
I vegetariani quindi non rischiano piu'
degli onnivori la mancanza di ferro, ma i vegetariani occidentali hanno di solito un
livello migliore di ferro rispetto a quelli che abitano nei paesi in via di sviluppo; i
vegetariani occidentali assumono, infatti, quantita' adeguate di ferro dai prodotti
vegetali, consumano inoltre grandi quantita' di acido ascorbico, un importante fattore
favorente l'assorbimento di ferro non eme. Al contrario, i vegetariani che vivono nei
paesi in via di sviluppo si cibano di alimenti a basso contenuto di ferro, consumano meno
acido ascorbico e utilizzano molto the che contiene tannino, sostanza che inibisce
l'assorbimento del ferro.
La vitamina B 12 e' altro elemento di
denigrazione della dieta vegetariana ed e' forse l'unico punto debole.
E' bene distinguere
in questo caso i diversi tipi di alimentazione vegetariana.
La vitamina B 12 e' prodotta dai
microrganismi che sono presenti nell'apparato gastrointestinale degli animali non umani e
in quello umano e si trova anche sulla superficie dei vegetali non lavati.
La vitamina B
12 e' contenuta nella carne e in tutti i prodotti di origine animale (latte, uova,
formaggi). Pertanto chi segue una dieta latto ovo vegetariana non puo' avere carenza di
vitamina B12 dall'apporto degli alimenti.
La gastrite atrofica o la mancanza di
fattore intrinseco dello stomaco possono essere responsabili della carenza di vitamina B
12. Solo i vegani possono avere carenza di questa vitamina.
La spirulina, le alghe, il tempeh e altri
cibi fermentati non sono fonti attendibili di vitamina B 12; in questi cibi la suddetta
vitamina risulta non assimilabile dall'80 al 89%. La cianocobalamina che e' la vitamina B
12 attiva si trova in molti prodotti come supplemento vitaminico o in cibi fortificati
come alcuni cereali tostati, bevande alla soia ecc., che quindi devono fare parte
dell'alimentazione dei vegani. D'altra parte esistono altre vitamine che sono assunte in
quantita' insufficienti anche dagli onnivori, quali la Vit. B6 e l'acido folico.
Per tale motivo, negli Stati Uniti d'America da almeno 40 anni, gran parte degli alimenti
vegetali sono fortificati con vitamina B6, e del tutto recentemente tale integrazione
avviene anche per l'acido folico; quindi l'handicap vitaminico non e' solo un lato debole
dell'alimentazione vegetariana che verosimilmente non presenta carenze di Vit. B 12 e
acido folico.
Il calcio
e' presente in notevoli
quantita' ed e' assorbito in maniera ottimale in alcuni vegetali come il cavolo, e in
prodotti lavorati derivati dalla soia come il tofu. Ricerche hanno dimostrato che i
vegetariani assumono e trattengono piu' calcio dei non vegetariani.
Lo zinco ha ottime fonti nel mondo
vegetale: i cereali, i legumi e le noci.
In conclusione, una dieta vegetariana
deve essere varia e assicurare un apporto calorico sufficiente per i fabbisogni
energetici.
E' bene quindi scegliere cereali interi e non raffinati, consumare in grandi quantita' frutta e verdura di stagione preferendo i prodotti locali. E' consigliabile
consumare al massimo tre uova la settimana; ma io aggiungo, solo se provenienti da
"galline felici", perche' non cresciute in allevamenti intensivi ma che possono
razzolare all'aperto.
I latto ovo vegetariani, prima di
arrivare alla dieta vegan, dovrebbero limitare aI massimo il consumo di latte e derivati
ed usare quelli a basso contenuto di grassi. In mancanza di esposizione al sole
e' bene
utilizzare la vitamina D.
I vegan dovrebbero trovare fonti
aggiuntive di vitamina B 12 come i cereali arricchiti, le bevande arricchite o supplementi
di V it. B 12. L'olio extravergine di oliva e' l'unico grasso vegetale che dovremmo
consumare prestando attenzione alle molte calorie che esso produce.
By Riccardo Trespidi
- medico omeopata, ecologista clinico - Comitato scientifico A.V.I.
vedi:
Tracciabilita' dei Cibi
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SCHEMA
NUTRIZIONALE VEGANO, TENDENZIALMENTE
CRUDISTA
(Schema classico di leggera riduzione peso o di
mantenimento peso, rispettando i 3 cicli circadiani
giornalieri di eliminazione, 4 am-12, di appropriazione,
12-20, e di assimilazione cibi, 20-4am)
7 am
PRIMA COLAZIONE:
Spremuta fresca d’arancia o di pompelmo, oppure fetta di
melone o di anguria, o comunque qualche frutto di tipo
acquoso.
9 am SECONDA
COLAZIONE: Centrifugato di
a) Carota-sedano-ananas (o mela)-poco zenzero)
b) Bietola-sedano-mela-poco zenzero
c) Topinambur-patata-patata dolce-poco zenzero
11 am
TERZA COLAZIONE:
a) Banana e datteri (invernale)
b) Uva, fragole, pesche, fichi, nettarine, albicocche (estiva)
13
PRANZO
a) Primo piatto: insalata verde abbondante, tipo
lattuga-cicoria-valeriana-ecc con avocado se possibile,
e condito con olio extrav più aceto balsamico o limone o
aceto di mele o succo fresco di ananas
b) Secondo piatto: aa) Patate, zucca, legumi (cotto in
modo conservativo)
bb) Gaspacio (succo di carote-cipolla-verza e
crostini integrali
cc) Cereali (saraceno, mais, miglio, quinoa, riso nero,
riso integrale
dd) Crema o zuppa di cereali cotta 16 minuti
pentola-coperchio
Pasta
integrale al dente con pomodoro crudo o salse vegetali
Pizza sottile vegana alla rucola, pomodoro, ananas,
avocado, tarassaco, ortiche, punte luppolo, selene, erbe
selvatiche
c) Terzo piatto: una manciata di mandorle,
pinoli, nocciole, noci, anacardi, arachidi
PRIMA
MERENDA:
Mela, pera, papaya, ananas
18 SECONDA MERENDA:
Frutti di bosco (more di rovo o di gelso, lamponi,
mirtilli)
CENA:
Come pranzo, cambiando i singoli ingredienti
NOTE IMPORTANTI: Lo schema
citato è generale e di principio, ma va adattato e
personalizzato in base alle esigenze e ai gusti e ai
tempi di lavoro e di studio di ognuno.
Per aumentare peso inserire al posto della seconda
colazione una crema di avena con semini pestellati o
tritati di girasole, lino, sesamo, zucca, germe di
grano, oppure pop-corn con banane-datteri-fichi
di stagione.
Niente bevande durante i pasti, ma solo poca acqua
naturale prima dei pasti o 2 ore dopo i pasti
Per chi viaggia o fa sport, prevedere rifornimento di
panini integrali spalmati di crema di olive, con 5
foglie verdi, carciofino, pinoli o noci, pomodoro secco,
avocado).
Soli dessert ammessi (senza zucchero e senza aspartame):
castagnaccio con sultanina-datteri-pinoli, o dolci con
farinadi manioca (tapioca), o con farina di carrube, o
strudel di mele-pere-fichi-banane, o riso integrale
cotto nel latte di riso e dolcificato con uvetta secca.
La frutta va comunque piazzata sempre lontano da pranzo
e cena, ad eccezione di mele-ananas-papaie che sono
ammesse in quanto dotate di enzimi anti-fermentanti.
Vietatissimo invece mescolare meloni e angurie con altri
cibi o con le macedonie (sono frutti ottimi ma a rapida
fermentazione).
Per la digestione ottimale il criterio è quello di
consumare prima le sostanze di facile digeribilità (frutta,
che a stomaco vuoto richiede mezz’ora, poi verdure crude
1 ora, poi verdure cotte 2 ore, poi patate-cereali 2
ore, poi frutta secca 3 ore).
Il corpo non si nutre solo di cibo, ma anche di
aria, per cui è basilare saper respirare a fondo,
svuotando in toto e lentamente i polmoni, e riempiendoli
poi alla massima capienza, inserendo regolare
trattenimento e a volte dell’apnea a vuoto, con ritmi
yoga preferibilmente 1-4-2, 2-8-4,-
3-12-6, ecc dove la prima cifra sono i secondi di
inspirazione, la seconda i secondi di trattenimento, la
terza i secondi di espirazione.
Esercizi rieducativi da farsi giornalmente per 15’
almeno all’aria aperta. Esposizione della pelle nuda
all’aria, al sole, all’acqua è di basilare importanza in
quanto la pelle respira e traspira, assorbendo cariche
elettromagnetiche.
Il
pensare e l’agire corretto, l’armonia con la natura e i
nostri fratelli minori animali, sono fattori di estrema
importanza. Occorre minimizzare i danni e le
sofferenze alle creature che ci circondano, evitando
cibi crudeli e cannibalistici.
Questo fa parte dell’alimentazione dello
Spirito e del
morale di ciascuno, e ha pertanto importanza
fondamentale, un’importanza addirittura superiore al
cibo concreto, per l’equilibrio e la salute.
Mai consumare cibo quando non c’è appetito, quando si è
tesi, nervosi, stanchi, eccitati.
By Valdo Vaccaro (AVA-Roma, ABIN-Bergamo)
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ALIMENTAZIONE
NATURALE
Ricette per
depurarsi...
Un valido aiuto anche per le
malattie da raffreddamento,
influenza,
ecc.
Ora che i lauti
pasti delle festivita' sono un ricordo lontano, e' tempo di pensare a depurare
l'organismo.
Sempre con l'aiuto del cibo. Per cominciare la giornata, beviamo - a digiuno
- del succo di limone diluito con un po' d'acqua: l'effetto depurativo e' assicurato.
Ecco quindi
abbinamenti e preparazioni: teniamo conto che questo ci aiutera' anche nella prevenzione
delle malattie da raffreddamento.
Tra i cereali, i
piu' indicati sono riso e orzo: hanno proprieta' diuretiche e riequilibratrici della
mucosa gastrica ed intestinale e il loro amido e' un toccasana per il fegato. Anche
l'avena e' adatta, in quanto contiene sostanze oleose pregiate che aiutano la
termoregolazione; la mucillagine dell'avena protegge le mucose intestinali e la sua crusca
(ovviamente assunta con il consumo del chicco integrale, non separatamente)
e' un lento ma
efficace regolatore intestinale.
lI cereale va
cotto in acqua in un rapporto 1 a 3, con un baccello di cardamomo, un pezzetto di
cannella, un chiodo di garofano e qualche seme di fieno greco: mettere a cuocere tutto a
freddo per circa 1 ora (l'avena ha bisogno di un ammollo per tutta la notte; il riso
integrale per soli 30 minuti e per l'orzo, se si utilizza quello perlato, non c'e' bisogno
di ammollo); verso fine cottura salare e aggiungere mezzo cucchiaino scarsa di curcuma
oppure del curry.
Lasciare gonfiare per 15 minuti dopo la cottura e condire con olio
extravergine d'oliva oppure burro da panna acida, una spolverata di gomasio e servire,
abbinando alle verdure.
Il grano
saraceno e' un ottimo portatore di luce e calore ed e' di valido aiuto alla
termoregolazione.
La cottura si svolge in due fasi: farlo bollire per 5 minuti in acqua
calda, scolare e risciacquare per eliminare tutte le scorie. Rimetterlo a cuocere in acqua
calda salata per 15 minuti e scolare.
In una ciotola
mescolare un cucchiaio di gomasio con mezzo cucchiaino di curcuma e paprika.
Condire con
olio extravergine di oliva e il gomasio speziato; abbinare a verdure.
Come verdure,
daremo preferenza - nelle insalate - ai radicchi e alla belga, le cui foglie hanno
un'azione benefica sul sistema polmonare e, grazie al sapore leggermente amaro, agiscono
nell'eliminazione delle scorie: a livello intestinale, stimolando l'evacuazione; a livello
polmonare, con effetti espettoranti. Il carciofo tonifica il fegato.
Tra le radici,
carote, rape rosse, sedano rapa, pastinaca, con l'elemento salino e le loro forze sono di
aiuto nella stagione invernale.
Tra le crucifere, prediligiamo verze, cappucci bianchi e rossi, cavolini di
Bruxelles in quanto hanno proprieta' riequilibratrici generali per l'intero organismo, sono ricche di sali
minerali e oligoelementi.
Le insalate
possono essere anche cotte al forno. Ecco come procedere. Lavare i cespi tagliati a meta'
nel senso della lunghezza, disporli su una teglia con il taglio rivolto verso l'alto;
spolverizzare con rosmarino tritato, un pizzico di curry, sale alle erbe o bianco, un filo
di olio extravergine di oliva, qualche goccia di tamari; infornare a forno caldo 180° per
circa 30 minuti. Sono pronte quando risulteranno tenere e le punte bruciacchiate.
I radicchi sono ottimi anche in insalata; per attenuare il sapore amaro, si puo' mettere
una carota, del sedano rapa e una rapa rossa grattugiati, si possono aggiungere semi
oleosi scegliendoli tra mandorle, pinoli, girasole e noci (il tutto condito con sale,
succo di limone, olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaino di olio di lino e volendo 2
cucchiai di yogurt naturale).
Le radici si
possono cucinare al vapore e condire con olio extra vergine di oliva, succo di limone e
senape in pasta; oppure consumare crude, grattugiate in insalata con cubetti di mela e
condite con olio extravergine di oliva, succo di limone, semi di cumino, 1 cucchiaino di
olio di lino e yogurt.
I cavolini di
Bruxelles sono ottimi lessati in acqua con semi di senape gialla, cumino e semi di
finocchio, e conditi poi a piacere. Verze e cappucci svolgono al meglio la loro azione se
consumati crudi: tagliarli molto sottili con l'apposita grattugia, condirli con sale,
succo di limone, olio extravergine di oliva, di lino (1 cucchiaino), semi di cumino e
senape in pasta (se preparati con qualche ora di anticipo, risultano piu' saporiti).
Quanto alla frutta: preferiamo albicocche secche, ricche di vitamina A e ferro; fichi
secchi, che aiutano intestino e polmoni; noci, mandorle e pinoli, ricchi di albumina, per
il fegato.
Ricordarsi di
non abusare di agrumi (ad accezione del limone), in quanto le varieta' attualmente in
commercio sono ricche di fitina e questo porta un impoverimento delle riserve di sali
minerali; inoltre la vitamina C contenuta non sempre e' assimilabile (quella delle crucifere
e' migliore).
Spezie ed erbe
aromatiche sono importanti: depurative e disintossicanti, possono essere utilizzate nelle
preparazioni dei vari piatti o sotto forma di tisane.
Tisane ? Certo.
Ad esempio: portare a bollore due tazze di acqua con 1 cucchiaino raso di semi di cumino e
un pezzetto di cannella, far bollire per 5 minuti e riposare per almeno 30 minuti.
In caso di
malattia da raffreddamento, preparare una tisana con fiori di sambuco e un pezzetto di
zenzero fresco: mettere lo zenzero a pezzettini in 2 tazze di acqua fredda, portare a
bollore per 2 minuti, aggiungere un cucchiaino di fiori di sambuco, bollire ancora per 1
minuto e spegnere.
Lasciare in
infusione per 5 minuti. Tisana con fiori di tiglio e timo: portare a bollore due tazze
d'acqua, versare un pizzico di timo e una cucchiaiata di tiglio, spegnere e lasciare in
infusione per 10 minuti.
Una tisana digestiva puo' essere preparata con salvia, menta e limone: portare a bollore 2
tazze d'acqua, mettere 1 cucchiaino di salvia, 1 cucchiaino scarso di menta e un pezzetto
di scorza di limone; far bollire per
2 minuti,
spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti.
By
Gianni
Loberti, Silvia Saldarini - esperti in cucina naturale
vedi anche: scienzavegetariana.it
La carne e' stata a lungo
sospettata di essere un cibo povero. Un'ampia
esperienza sta provando che il sospetto e' fondato.
L'avvertimento di solito era: mangia meno carne. Ora
e': tendete a non mangiare la carne. Gli uomini un tempo
credevano che la carne fosse necessaria per
produrre buon sangue. Ora e' noto che la frutta fresca,
le bacche e le verdure forniscono il corpo di materiale
migliore di quello che danno le migliori bistecche.
Commento dei Vegani:
I medici
alimentaristi appartengono al lato oscuro
della medicina e della scienza alimentare; sono
anacronistici quando parlano di proteine animali ad
alto valore biologico, perche’ ignorano l’isovalenza tra
proteine animali e vegetali; sono fuori rotta quando
parlano di aminoacidi essenziali: quelli di origine
vegetale sono assolutamente identici a quelli di origine
animale; sono confusi quando esaltano il “ferro eme” di
derivazione animale: la biodisponilità del ferro non-eme
dei vegetali è scarsa SOLO se manca la presenza di
vitamina C, cosa che non succede mai nei vegani;
prendono una cantonata quando esaltano il valore degli
Omega 3 del pesce: gli Omega 3 da
frutta e verdure
contengono prostaglandine tipo 1 e 3 positive, utili
all’uomo, e non prostaglandine tipo 2 negative e
dannose; sono fuori di testa quando invitano a
consumare latticini per il loro contenuto di calcio: è
proprio la forte presenza di calcio unito alle proteine
animali che impediscono la fissazione di questo
minerale; prendono un abbaglio quando affermano che la
dieta vegana è carente di vitamina B12: la nostra buona
salute ci consente una riserva di almeno 30 anni di tale
vitamina, senza avvelenarci con tutto ciò che
contiene la carne e i derivati animali, cibi i quali
generano una moltitudine di patologie che stanno
portando l’umanità alla falcidia, all’indebolimento
della razza umana, al declino fisico, mentale, morale e
spirituale.
Commento NdR:
ricordiamo che ogni tipo di "fanatismo", anche
nel campo dell'alimentazione puo' produrre
malattia per
mezzo della malnutrizione, in certi soggetti.
Come specialisti in
Scienza della
Nutrizione e
Medicina
Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani
e/o Vegani,
di nutrirsi almeno una volta al mese e con parsimonia, di
qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova,
pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i
volatili).
Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre od eliminare il
latte ed i formaggi dalla
propria alimentazione.
L'alimentazione
errata e' alla base della
malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochissimi formaggi) di tanto in tanto
(raramente, 1 volta al mese - od abolitele se potete
farlo, perche' mangiate i prodotti del vs
orto
biodinamico) e siate
tendenzialmente
vegetariani per tutta la vita, ma attenzione ad assumere tutto cio'
che serve alla salute, altrimenti vi ammalerete per
carenze !
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5
milioni di vegetariani in Italia. Diversi i motivi di
questa scelta - Nov. 2011
Cresce l’esercito dei
vegetariani italiani. Secondo l’ultimo rapporto
Eurispes sono cinque milioni i connazionali che hanno
scelto di eliminare dalla propria dieta carne e pesce e
lo 0,4% di essi ha deciso di fare a meno anche di uova e
latte abbracciando la dieta vegana.
Il dato è stato presentato nelle scorse settimane da
Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società
Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Questa la
situazione in Italia: a scegliere la dieta vegetariana
sono soprattutto le donne (72,% contro 5,3% degli
uomini) e tra le fila dei vegetariani si contano anche
numerosi giovanissimi (il 13,5% ha un’età compresa tra i
18 e i 24 anni).
I perché di una scelta così radicale sono di diversa
natura. Per quasi la metà dei vegetariani una dieta
senza carne fa bene alla salute e non è una teoria senza
fondamento. Sono sempre più numerose le ricerche
scientifiche che confermano che consumare meno carne
rossa a vantaggio di frutta e verdura possa ridurre il
rischio di sviluppare alcune malattie.
Risale a pochi mesi fa uno studio della ong britannica
World Cancer Research Fund che ha rivelato come la metà
dei tumori all’intestino
si potrebbe evitare semplicemente limitando a 500 grammi
alla settimana il consumo di carne rossa. La ricerca ha
riesaminato 24 studi condotti in materia e ha confermato
che il 43% dei casi di
tumore all’intestino sarebbero collegati
direttamente ad una scorretta alimentazione.
Ma i motivi che spingono ad eliminare la carne non sono
legati solo ai rischi per la salute. Un cospicuo 44% dei
vegetariani ha scelto di fare a meno della carne
soprattutto per un’ideologia animalista. E gli altri?
Accanto a queste due motivazioni cresce chi è convinto
che mangiare meno carne si traduca in un minore
inquinamento. Un’alimentazione che privilegia i
prodotti offerti dalla natura sarebbe più ecosostenibile
e avrebbe un minore impatto ambientale. Anche questa
teoria trova largo consenso negli studi più recenti.
Uno studio pubblicato su
World Watch magazine e firmato dagli studiosi
nordamericani Robert Goodland e Jeff Anhang ha posto
l’accento proprio sull’impatto ambientale degli
allevamenti di bestiame: quasi la metà dei gas serra
prodotti dall’uomo viene emessa dagli allevamenti
industriali di bestiame per complessivi 32,6 miliardi di
tonnellate di biossido di carbonio prodotti ogni anno.
Alle stesse conclusioni è giunto anche uno studio di
Cristopher Weber dell’Università
Carnegie Mellon dal quale è emerso che il trasposto
del bestiame e dei prodotti incide sulle emissioni di
gas serra solo per l’11%, mentre produzione agricola o
industriale incidono per l’83%.
I dati sono il risultato di un’analisi che ha tenuto
conto della produzione di gas serra a carico degli
allevamenti, ma anche del metano prodotto dal
metabolismo degli animali e dagli
ossidi di azoto rilasciati dai fertilizzanti
utilizzati per la produzione dei foraggi.
Tratto da: magazine.paginemediche.it
vedi:
Consigli Alimentari +
Crudismo
+
Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1
+
Germogli
+ Molecole Buone = Cibo
adatto
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