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1) Importanza dell'alimentazione nel controllo
della buona salute (soprattutto deve essere
adatta mantenere i giusti rapporti acido-basici
- NdR)
2) La glicemia,
cioe' il quantitativo di zuccheri nel sangue, e' indice
dello stato ossidativi dell'organismo, e' buona
regola mantenerlo basso entro i range fisiologici,
importante quindi lo sport, rilevatosi
eccellente per tale controllo.
1a) Mangiare in abbondanza particolari tipi di
verdura e frutta aiuta a tenere
lontano il tumore del pancreas, uno dei cancri più
insidiosi che negli Stati Uniti miete circa 30.000 vittime
ogni anno e ha una sopravvivenza a 5 anni, bassissima,
sotto il 4 per cento.
La segnalazione viene da uno studio pubblicato di recente
su Cancer, Epidemiology, Biomarkers and Prevention (2005
Settembre; 14(9): 2093-2097).
Studio
Nello studio, coordinato da Elizabeth A. Holly
dell'University of California di San Francisco, sono stati
intervistati di persona soggetti dell'area della baia di
San Francisco: 532 con tumore del pancreas e più di 1700
individui di controllo, senza tumore ma con simile
distribuzione di età e rapporto uomini/donne.
Ai partecipanti sono state chieste informazioni sul
consumo di frutta e verdura nell'anno precedente
all'intervista e fatte anche domande sulla dieta generale,
sull'abitudine al fumo e altri fattori.
Risultati
- Il consumo di almeno 5 porzioni al giorno di
vegetali protettivi o vegetali e frutta, rispetto a un
consumo di 2 porzioni o meno, è risultato associato a una
riduzione del 50 per cento del rischio di tumore del
pancreas.
- Il consumo di 9 porzioni al giorno di frutta e verdura
combinate, rispetto al consumo di meno di 5 porzioni, è
risultato anch'esso associato a una riduzione del 50 per
cento del rischio di cancro del pancreas.
- I vegetali apparsi dotati di maggiori effetti protettivi
sono: cipolle, aglio, fagioli, verdure gialle (carote,
patate dolci, mais), verdure a foglia scura e crucifere.
- Anche alcuni frutti sono risultati protettivi
(soprattutto agrumi e succhi di agrumi) ma
significativamente meno delle verdure.
- Anche il metodo di preparazione dei vegetali sembrerebbe
giocare un ruolo: le verdure crude sono risultate più
protettive di quelle cotte e le patate fritte più
dannose di quelle cucinate in altri modi.
Commento
”Quello che mangiamo, in particolare i vegetali, ha
indubbiamente un ruolo importante sui tumori dell'apparto
digerente come per altro ci si può aspettare”.
E' invece più discusso il ruolo dell'alimentazione su
altri tumori come quelli della prostata o della mammella.
Questo studio di fatto conferma che sui tumori del tratto
digerente, nel caso specifico del pancreas, la dieta è
basilare
Conseguenze
”Il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura è senza
dubbio da consigliare e non solo per gli effetti
protettivi su alcuni tumori.
Diversi studi hanno infatti mostrato che i vegetali fanno
bene anche sotto altri aspetti.
Per quanto riguarda l'osservazione sui maggiori benefici
della verdura cotta non ci sono studi che possano
confermare .
Ad oggi non ci sono prove eclatanti che la verdura cotta
sia peggio di quella cruda.
Il messaggio deve essere quello di assumere i vegetali
che si hanno a disposizione, altrimenti si corre il
rischio di non ottenere i risultati sperati.
2a) Abbassare la glicemia può contribuire a
ridurre il rischio di malattia cardiaca coronarica sia nei
diabetici sia nei non diabetici.
Lo suggerisce uno studio pubblicato sugli Archives of
Internal Medicine (2005; 165(16): 1910-1916).
Studio
Elizabeth Selvin della Bloomberg School of Public
Health della Johns Hopkins University e colleghi hanno
analizzato dati raccolti nell'Atherosclerosis Risk in
Communities Study
(ARIC), uno studio su 16.000 soggetti di 4 stati. Tra il
1990 e il 1992 erano stati misurati i livelli di HbA1c
(emoglobina glicata) dei soggetti, seguiti poi per 10-12
anni al fine di monitorare eventi cardiaci, ricoveri in
ospedale e decessi.
Risultati
- Nei diabetici è stata evidenziata un'associazione
graduale tra i livelli di HbA1c e aumentato rischio di
malattia coronaria: ogni aumento di 1 punto percentuale
nei livelli di emoglobina glicata è risultato associato a
un aumento del 14 per cento del rischio di malattia
cardiaca.
- I partecipanti allo studio non afflitti da diabete con
livelli di emoglobina glicata nella norma, ma al limite
(tra il 5 e il 6 per cento), sono risultati più a rischio
di malattie cardiache, persino dopo aver preso in
considerazione altri fattori come l'età, i livelli di
colesterolo, la pressione,
l'indice di massa corporea e il fumo.
- I diabetici con livelli di HbA1c del 6 per cento o
superiori sono risultati di 2 volte più a rischio di
malattia cardiaca rispetto ai soggetti con livelli di
emoglobina glicata sotto il 4,6 per cento.
Commento
”Il concetto di fondo che va sottolineato è quello
della continuità del fattore di rischio, non esiste cioè
un valore soglia al di sopra del quale in realtà
interviene l'effetto nocivo della glicemia. Tanto più
sono bassi i livelli di glucosio, entro naturalmente i
limiti fisologici (senza andare in ipoglicemia), tanto
minori sono gli effetti negativi”.
"Il glucosio è il nutriente più importante del
nostro organismo, in particolare per tutto il sistema
nervoso centrale (e quindi anche il più nobile), ma al
tempo stesso se supera certi valori attiva dei meccanismi
ossidativi che determinano appunto un danno vascolare,
cosa tra l'altro ampiamente dimostrata.
Lo studio mostra che anche valori apparentemente normali
di emoglobina glicata, ma più vicini all'estremo più
alto, per esempio 5,5, hanno una prognosi diversa da quei
valori in soggetti non diabetici, magari di 5 o 4,5.
Questo è un concetto molto bene acquisito e in questo
senso lo studio ripete i risultati di uno studio
precedente, però su una popolazione più ampia.
Conseguenze
"Lo studio sottolinea che bisognerebbe stare più
“stretti” ed attenti nel controllo della glicemia, in
particolar modo nei pazienti con diabete di tipo 2 nei
quali il problema tende ad essere sottovalutato.
L'emoglobina glicata secondo i parametri dell'American
Diabetes Association dovrebbe essere sotto il 7 per cento,
mentre l'International Diabetes Federation dà valori più
bassi, al di sotto di 6,5. D'altra parte non si può
mirare troppo in basso perché altrimenti si incorre nel
rischio di ipoglicemia. Ma se riuscissimo ad avere non
dico 6,5, ma anche 7, in tutti i diabetici otterremmo già
un ottimo risultato, soprattutto se si pensa che forse
solo il 20 per cento dei diabetici di tipo 2 si trova in
questa situazione, probabilmente per un impegno non ancora
sufficiente per raggiungere tale obiettivo.
By dott. Giuseppe Parisi (medico) -
news@fomeco.org
Pro memoria:
La vitamina C
(contenuta nei
Kiwi, negli agrumi e nella rosa canina)
migliora il sistema immunitario e aiuta
a fronteggiare anche l'influenza, favorisce la
circolazione, ossigena i tessuti e combatte i
radicali liberi.
Le mele per il loro modesto apporto calorico e
per la prevalenza del potassio sul sodio sono
capaci di svolgere un'azione antidiarroica e di
regolare la colesterolemia.
Le pere che oltre ad avere un buon potere
saziante, contenendo zuccheri semplici come il
fruttosio, fibra, molta acqua e poche calorie,
sono adatte per chi soffre di intestino pigro.
I kiwi essendo ricchi di vitamina C, fosforo e
potassio, sono particolarmente indicati per
migliorare il funzionamento dell'intestino, i
semini neri in esso contenuti, infatti, ne
stimolano le contrazioni.
Tutta le verdure a foglie
VERDE
scuro
(es. spinaci e
cicoria) contiene
acido folico, facente parte del gruppo vitamine B,
essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue
per la sua azione sul midollo osseo.
L'insalata conferisce volume e potere saziante con un
apporto calorico estremamente limitato ed assicura anche
un certo contributo di vitamine, calcio, fosforo e
potassio.
Le carote sono ricche di vitamina A, indispensabile per
la salute degli occhi e della pelle, i finocchi,
risultano ottimi per combattere la nausea, la digestione
difficile e la stitichezza.
Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi
(fagioli, ceci, piselli e lenticchie) perché contengono
ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l'organismo a
smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità
intestinali ma sono anche una notevole fonte di
carboidrati a lento assorbimento, che forniscono energia
che aiuta a combattere il freddo invernale.
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UN’UMANITA’ IN
PAUROSO DECLINO FISICO, E NON SOLO
La carne causa più malattie del fumo di
sigaretta, ma i nutrizionisti invitano la gente
a mangiare la carne
L’attuale condizione di
malattia del genere umano non conosce precedenti. Mai
come in questo frangente storico l’umanità è malaticcia,
bisognosa di cure, flagellata da un numero
impressionante di malattie. Nonostante le immense
risorse umane e i fiumi di denaro impegnate dalla
ricerca medica per neutralizzarne gli effetti delle
malattie, ogni anno nel mondo muoiono 17 milioni di
persone per infarto (500.000 solo in Europa) e una
persona su tre nell’Occidente muore di cancro, (140.000
morti ogni anno solo in Italia). 180 miliardi di dollari
vengono spesi negli Stati Uniti solo per cure contro il
cancro, mentre in Italia i nuovi casi di cancro ogni
anno sono 300.000 con una spesa di 50.000 miliardi delle
vecchie lire. Nella sola Europa le spese per curare il
solo raffreddore superano quelle dell’istruzione
scolastica. Il 75% della spesa sanitaria in Italia e in
Europa viene assorbita per curare gli effetti della
cattiva alimentazione.
Pare che l’industria della
carne in Usa (dove attualmente il 12%del PIL viene speso
in cure mediche) ha causato più morti di tutte le guerre
del secolo scorso. La sanità Usa riconosce solo 3
milioni di cittadini sani su un totale di 250 milioni di
individui.
Ben 42 milioni soffrono di ipertensione, l’80% della
popolazione è affetta da reumatismi e 3 persone su 4
sono colpite da infarto o cancro: (il cancro infantile è
il killer numero uno tra i bambini). Un ragazzo su 5
(sotto i 17 anni) porta malattia disabilitante.
Il 50% della gente ha problemi digestivi cronici: La
costipazione in Usa colpisce 190 milioni di individui,
cioè 9 persone su 10.
Un terzo della popolazione è sovrappeso e un terzo degli
americani è carente di calcio. Inoltre, gli effetti
collaterali dei farmaci sono la 4^ causa di morte negli
Stati Uniti. L’infarto, fino al 1940 era pressoché
sconosciuto, oggi le malattie cardiovascolari sono la
prima causa di morte nel mondo occidentale; nel 1900 una
persona su 30 moriva di cancro,oggi ne muore una su tre.
E la causa è da attribuire alla cattiva e innaturale
alimentazione: le proteine animali che se ne consumano 3
volte in più del necessario, 7 volte più grassi, 6 volte
più zucchero e 10 volte più colesterolo e si assumono un
terzo delle fibre necessarie.
Domanda:
dal momento che la specie umana è la sola tra tutte le
specie del regno animale ad essere colpita da infarto e
da malattie degenerative e dal momento che le
statistiche ufficiali dell’OMS ci informano che il 75%
delle malattie sono dovute alla cattiva alimentazione e
il 34% delle neoplasie è attribuibile al consumo di
carne ed un altro 30% è attribuibile al fumo di
sigaretta; dal momento che chiunque sarebbe incriminato
a invogliare pubblicamente la gente a fumare un
pacchetto di sigarette al giorno, non è forse
altrettanto irresponsabile quanto criminoso consentire
ai nutrizionisti televisivi di invitare la gente a
mangiare la carne ?
Consideriamo anche che il
fattore cancro dovuto all’inquinamento incide solo per
il 2%, così pure le droghe e l’esposizione ai raggi UV,
mentre l’obesità, i rischi professionali e le infezioni
incidono per il 5%, mentre le malattie genetiche
incidono circa per il 10%.
E considerando anche che
nessuno studio ha mai dimostrato che i residui di
pesticidi, presenti in quantità infinitesimale nella
frutta e nella verdura, possono essere causa di cancro è
logico supporre che non sono i prodotti chimici i
massimi imputati ma la carne in se stessa. Infatti, un
esperimento condotto dall’Università inglese di Cambrige
nel 2001 in cui sono stati coinvolti 40 000 soggetti,
bambini, adulti, anziani dei due sessi per 20 anni di
seguito, ha dato il seguente risultato finale tra i vari
gruppi (carnivoro, onnivoro, vegetariano, latto ovo
vegetariano, vegano e crudista): il gruppo crudista
rivelava totale assenza di malattie, quello vegano gli
andava abbastanza vicino, quello vegetariano veniva in
qualche modo punito, i gruppi carnivoro e onnivoro
presentavano alti tassi di incidenza di malattie
cardiache e cancro.
Un’altro studio condotto su 78 000 donne condotto per 12
anni ad Harvard ha dimostrato che i soggetti che
assumevano latte 3 volte al giorno presentavano un
numero di fratture assai più alto delle donne che non
consumavano latticini. E dal momento che i vegetariani
ed i vegani non necessariamente consumano prodotti
esenti da contaminazioni chimiche, è facile dedurre che
la causa delle malattie è attribuibile non tanto agli
inquinanti chimici quanto ai prodotti animali e derivati
nei quali, tra l’altro si concentrano in misura 10 volte
superiore che nei vegetali.
Gli attuali noti
nutrizionisti televisivi sembrano pateticamente
programmati per negare ad oltranza qualunque
correlazione tra carne e malattie sociali. C’è una sorta
di tacito e complice accordo, una sorta di omertà
diffusa tra loro ed i mezzi di informazione di massa:
quello di non attribuire mai alla carne la causa delle
malattie.
Che cosa intendono quando in modo laconico e sfuggente
parlano di prevenzione e di cattiva alimentazione ?
Se la frutta e la verdura hanno valore protettivo per la
nostra salute da che cosa ci proteggono ? Come può
esserci un cambiamento dello stile di vita se i
nutrizionisti affermano che quando non si consuma la
carne occorre alternarla con il pesce, i formaggi o le
uova ? Praticamente ritengono necessario inserire ogni
giorno nella dieta comune prodotti di origine animale,
cioè quei prodotti che sono la causa stessa delle
malattie che con il cambiamento di stile di vita essi
fingono di voler combattere.
Quindi, se questi dati sono
veri (come lo sono) restano solo due opzioni: o i
nutrizionisti-cadaveriani non sono bene informati (cosa
alquanto improbabile) oppure sono in mala fede. Ma io
dico che essi danno alla gente comune quel che la gente
chiede, non quello di cui la gente ha veramente bisogno
per vivere bene, progredire sul piano etico, salutistico
e soprattutto acquisire una mentalità critica che possa
consentire ad ognuno di essere artefice della propria
condizione fisica, mentale, morale e spirituale. Questo
coincide con la politica delle grandi multinazionali di
settore e, naturalmente, torna a beneficio ai suoi
rappresentanti.By
Franco Libero Manco
Tratto da:
http://www.vegetariani-roma.it/
+
http://www.universalismo.it/
Commento NdR:
Ogni tipo di "fanatismo" anche
nel campo dell'alimentazione puo' produrre altri
problemi....di malnutrizione, in certi soggetti.
Noi, come specialisti in
Medicina
Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani di nutrirsi
almeno una volta alla settimana e con parsimonia, di
qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova,
pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i
volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre il latte ed i formaggi dalla
propria alimentazione.
L'alimentazione
e' alla base di ogni tipo di malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) di tanto in tanto e siate
tendenzialmente
vegetariani !
vedi:
Consigli Alimentari +
Crudismo
Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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