Stevia, foglie come
zucchero
La Stevia è un piccolo
arbusto perenne, originaria del Centro America,
precisamente di una zona fra Paraguay e Brasile.
Vegeta nei luoghi sabbiosi montani a cespuglio, alta
fino a 80 cm, ha foglie opposte, oblunghe seghettate
lunghe circa 5 centimetri e larghe 2, i fiori sono
piccoli e bianchi.
Le foglie contengono
glucosidi diterpenici (Stevioside e Rebaudiside che
hanno un marcato sapore dolce), proteine, fibre,
carboidrati, ferro, fosforo, calcio, sodio,
potassio, magnesio, zinco, un flavonoide (rutin) ,
Vitamina A e C ed un olio che contiene a sua volta
più di 50 elementi.
È usata dagli indiani
Guaranay fin dai tempi più remoti per addolcire i
loro "yerbe mate" e altre bevande stimolanti. Dalle
foglie di questa pianta, prive di calorie ma trenta
volte più dolci dello zucchero, si può ottenere un
succo concentrato molto dolce, da cui si può
ricavare una polvere bianca, anch'essa , dolcissima
(dalle 70 alle 400 volte più dolce dello zucchero).
Sia il succo che le foglie tritate hanno un sapore
dolce con un retro gusto aromatico che richiama
quello della Liquirizia e dell'Anice. Con le foglie
tritate si può cospargere il cibo che si vuole
addolcire, le particelle, rimanendo integre, danno
una sensazione di dolcezza più duratura.
Lo Stevioside e il
Rebaudioside non vengono metabolizzati e non
contengono calorie, hanno l'aspetto di polvere
bianca, se raffinati, e sapore molto dolce. Si
possono ottenere per estrazione idroalcolica o
acquosa con successiva evaporazione del liquido
estrattivo. Nei luoghi di origine la Stevia è
considerata una delle migliori piante officinali
esistenti, infatti, oltre al potere dolcificante, le
vengono riconosciute proprietà, ipotensive,
antifungine e ipoglicemiche, per cui è utilizzata
per regolare il tasso di glucosio nel sangue, per
ridurre il desiderio di dolci, per attenuare
l'appetito, per migliorare la digestione e per
prevenire la carie e le infezioni gengivali. La
foglia intera è benefica non solo per l'organismo ma
anche per la pelle, le maschere facciali fatte con
le sue foglie distendono e ammorbidiscono
l'epidermide.
I conquistadores
spagnoli portarono in Europa, per primi nel
sedicesimo secolo, notizie "della pianta dolce del
miele" usata dai nativi del Sud America. Tuttavia,
la prima descrizione scientifica della Stevia si
deve al botanico paraguaiano M. S. Bretoni nel 1899
e solo intorno al 1908 è stata segnalata la presenza
dei primi dolcificanti a base di Stevia.
Ancora oggi a Rio De
Janeiro si sta continuando a studiare l'uso della
Stevia che viene considerata il dolcificante del
futuro. Nella città di Bilingui la pianta è talmente
popolare che in tutti i bar si può trovare il il the
di Stevia; inoltre questa pianta è usata per
dolcificare i succhi di frutta, i frappè, il latte
ed il caffè.
Tuttavia, attualmente i
derivati della Stevia, non sono in vendita come gli
altri dolcificanti nell'Unione Europea e neppure in
U.S.A. e in Canada, perché, sostengono gli esperti:
"Non ci sono abbastanza dati per concludere che il
suo uso sia sicuro". Mentre in Giappone dagli anni
'70, quando furono messi in discussione molti
dolcificanti, la Stevia e i suoi derivati vengono
utilizzati per edulcorare alimenti e fin'ora non
sono stati segnalati effetti avversi.
Gli scienziati europei
sostengono che la Stevia e i suoi derivati
potrebbero avere qualche influenza sul sistema
riproduttivo maschile. Infatti, quando topi maschi
venivano alimentati con alte dosi di Stevioside per
22 mesi, la produzione di sperma risultava ridotta
ed inoltre un ampio uso di Stevioside può
interferire con l'assorbimento dei carboidrati e
impedire la conversione dei cibi in energia nelle
cellule.
La piantina può
essere acquistata presso qualsiasi vivaio, ed è
facile da coltivare, d'estate si tiene all'esterno,
in giardino o sul balcone o in un contenitore per
piante ricadenti, il vaso deve essere ben drenato,
perché i ristagni di acqua, le procurerebbero danni
alle radici, il substrato deve essere un miscuglio
di torba bionda 60% e di torba scura 40%. La pianta
deve essere cimata a 10-12 cm di altezza così si
avrà sempre lo sviluppo di getti ascellari che
andranno cimati a loro volta per ottenere tralci
robusti ad alto potere dolcificante, le foglie vanno
essiccate all'ombra. La maggiore produttività si ha
dalla primavera all'autunno, con i primi freddi è
opportuno tenere la pianta all'interno, ma ben
esposta alla luce.
Adattamento By Guido Seu
Fonte: Bosco Mastromarino C., Stevia. Medico
(inserto del Giornale della Previdenza dei Medici e
degli Odontoiatri) - n.7, 2003 - Data ultimo
aggiornamento: Giovedì, 30 Ottobre 2003
Tratto da:
progettodiabete.org
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Stevia -
The U.S.
Food and Drug
Administration has granted GRAS approval for a
natural, zero-calorie
sweetener it once sought to wipe out from the U.S.
marketplace. Following political pressure from
powerful consumer product corporations (Coca-Cola
and Pepsi, primarily), the FDA has once again fallen
in step with the interests of Big Business and
legalized a food and beverage ingredient that it
once aggressively oppressed.
In this case, however, the approval of this
ingredient happens to be in the best interests of
consumers. Why? Because it will largely replace
aspartame, an artificial sweetener chemical linked
to numerous neurological disorders, including
headaches, eye disorders and other problems.
It will also unleash a wave of Stevia-sweetened
products for consumers, and that's good news for
diabetics or anyone seeking healthier products
sweetened with an herbal extract rather than a
synthetic chemical.
Tratto da:
http://www.naturalnews.com/
Commento NdR: ....Finalmente !
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La
Stevia rebaudiana, pianta nativa delle foreste
amazzoniche è conosciuta per le sue foglie
dolci, e pare che, nonostante il suo contenuto
zuccherino, non disturbi il metabolismo dei zuccheri
di chi la consuma. Il suo estratto è fino a 300
volte più dolce dello zucchero.
Ne basta pochissimo per dolcificare il caffè o il
tè.
Ai tempi dell'approvazione dell'aspartame, la Stevia
era un concorrente scomodo e bisognava eliminarla.
Negli USA, la Food and Drug Administration, da
sempre favorevole alle grandi industrie, vietava
l'uso della Stevia come dolcificante. L'estratto
rimaneva disponibile come supplement (integratore
alimentare) ma il suo uso fu effettivamente limitato
perché non poteva essere venduto come dolcificante.
In Europa, non era facile far vietare la Stevia, ma
con grande ingenuità, si trovò il metodo per farlo.
Si seminarono "dubbi scientifici" sulla sicurezza
della Stevia nei comitati scientifici europei e
nazionali e presto alcuni paesi vietarono il suo
uso.
L'Italia lo fece nel 1985 (due anni dopo
l'approvazione dell'aspartame in USA) con una
circolare a firma del ministro della Sanità Degan.
L'ordine ministeriale vietava la vendita "di
edulcoranti costituiti od estratti dalla pianta
aromatica Stevia rebaudiana" e ordinava il sequestro
"dei prodotti rinvenibili in fase di commercio".
L'Europa però è grande e andare paese per paese a
far vietare una sostanza scomoda era un'impresa
faticosa, perfino per un gigante come la
Monsanto. Bisognava
trovare un'altro metodo.
Novel foods
Sempre nel 1985... ebbe inizio il maggiore scandalo
alimentare di tutti i tempi in Europa, quello della
malattia della mucca pazza. In Inghilterra,
centinaia di migliaia di mucche furono avvelenate
con l'uso, imposto dalle autorità, di insetticidi a
base di organofosfati.
Quando le mucche si ammalarono, la colpa fu data a
delle proteine malformate, i cosiddetti prioni. Le
bestie ammalate furono uccise e bruciate "per
prevenire il diffondersi della malattia", che si
pensò essere infettiva. Le nubi maleodoranti da
montagne di carcasse d'animali bruciati coprirono le
campagne inglesi per settimane e mesi.
Lo scandalo coinvolse la Commissione europea,
accusata di non aver agito in tempo per fermare la
nuova peste delle mucche.
In seguito, tutta la Commissione fu costretta a dare
le dimissioni e, per "non ripetere mai più" questa
esperienza, l'Europa cominciò a emettere nuove leggi
restrittivissime.
Una delle nuove leggi necessarie per impedire che
uno scandalo simile si ripetesse, era il regolamento
detto "novel foods".
Una legge per vietare la commercializzazione di
qualsiasi alimento che non poteva già vantare una
lunga tradizione di vendita in Europa. Altre leggi
restrittive che seguirono erano la direttiva sugli
integratori alimentari e la direttiva sull'uso delle
erbe curative.
L'effetto di queste leggi era di fermare qualsiasi
innovazione nel campo dell'alimentazione e della
salute. L'approvazione di un nuovo alimento, di un
ingrediente da usare negli integratori o di un'erba
salutare adesso richiedeva una serie di studi
scientifici simili a quelli necessari per approvare
un medicinale. Nessuna di queste leggi avrebbe mai
visto la luce se non nel clima generalizzato di
paura e imbarazzo che seguiva lo scandalo della
mucca pazza.
Ma stavamo parlando della Stevia, pianta dalle
foglie dolci come lo zucchero. Ebbene l'estratto di
Stevia, fatto in Brasile, era ancora disponibile in
diversi paesi europei e stava per conquistarsi una
fetta del lucrativo mercato dei dolcificanti.
Stevia ancora vietata
Dopo anni di discussioni tra industria, Commissione
europea e parlamento europeo, il regolamento sugli
alimenti 'nuovi' fu approvato nel mese di gennaio
1997. Poco dopo, la questione della Stevia come
dolcificante in alternativa allo zucchero fu
nuovamente sollevata. La Specchiasol di Verona si
rivolse al comitato scientifico per gli alimenti,
l'organismo che valutava la sicurezza degli
alimenti. Dopo due anni di delibere, nella sua
opinione del 17 giugno 1999, il comitato segnalava
ancora "dubbi sulla sicurezza" dell'estratto di
Stevia e si diceva "insoddisfatto della
documentazione" fornita.
La Commissione europea ha
quindi vietato, nel febbraio 2000, la vendita della Stevia.
Così la Stevia continuava a non essere accettabile
come dolcificante in Europa, mentre l'aspartame
portava guadagni miliardari alle multinazionali e
danni ingenti alla salute degli utilizzatori. Questa
volta il verdetto contro la Stevia aveva un'effetto
generalizzato per tutti i paesi europei. Il
regolamento sugli alimenti 'nuovi' è di immediata
applicazione ovunque in Europa.
Non consente l'uso di una sostanza se non dopo
documentazione medica e tossicologica, consistente
di studi clinici e di laboratorio dai costi
praticamente inaccessibili che solamente le
multinazionali della chimica e del farmaco se lo
possono permettere.
Entrano le
multinazionali
Passano alcuni anni e l'aspartame comincia a perdere
colpi. La campagna a livello dei consumatori che
mette in evidenza la dannosità del dolcificante
chimico ha i suoi effetti. La gente comincia a
storcere il naso quando sente parlare di aspartame e
comincia a evitare le bevande "light". Le vendite
delle bevande gassate soffrono.
Alcune fabbriche che producono aspartame in Europa
chiudono. La Merisant di Chicago, erede della
Monsanto che vende l'aspartame sotto il nome "Equal"
in tutto il mondo va in bancarotta, schiacciata dai
debiti.
E le bevande "light" ? Nessun problema, dicono alla
Coca Cola Company. Abbiamo fatto studi su un
estratto di Stevia, la Rebiana. Il marchio
commerciale si chiama Truvia e il nuovo dolcificante
è stato sviluppato dalla Coca Cola con l'aiuto del
Cargill, multinazionale del grano e degli alimenti
industriali e dei farmaci. Anche la Pepsi ha
preparato il suo estratto di Stevia. Si chiama
PureVia ed è simile a quello della Coca Cola.
Il
business continua. Così in futuro potremo
trovare la nostra bevanda light senza
aspartame, dolcificata
con la Stevia.
Tratto da: laleva.org
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APPROVATA la STEVIA dalla
FDA
The U.S. Food and Drug
Administration has granted GRAS approval for a
natural, zero-calorie sweetener it once sought to
wipe out from the U.S. marketplace. Following
political pressure from powerful consumer product
corporations (Coca-Cola and Pepsi, primarily), the
FDA has once again fallen in step with the interests
of Big Business and legalized a food and beverage
ingredient that it once aggressively oppressed.
In this case, however, the approval of this
ingredient happens to be in the best interests of
consumers. Why? Because it will largely replace
aspartame, an artificial sweetener chemical linked
to numerous neurological disorders, including
headaches, eye disorders and other problems.
It will also unleash a wave of stevia-sweetened
products for consumers, and that's good news for
diabetics or anyone seeking healthier products
sweetened with an herbal extract rather than a
synthetic chemical.
Fonte:
http://www.naturalnews.com/
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BIBLIOGRAFIA:
STEVIA - Br J Clin Pharmacol 2000 Sep;50(3):215-20
A double-blind placebo-controlled study of the
effectiveness and tolerability of oral stevioside in
human hypertension.
Chan P, Tomlinson B, Chen YJ, Liu JC, Hsieh MH,
Cheng JT.
Division of Cardiovascular Medicine, Taipei Medical
College and affiliated Taipei Wan Fang Hospital,
Taiwan.
AIMS: Stevioside is a natural plant glycoside
isolated from the plant Stevia rebaudiana which has
been commercialized as a sweetener in Japan for more
than 20 years. Previous animal studies have shown
that stevioside has an antihypertensive effect. This
study was to designed to evaluate the effect of
stevioside in human hypertension. METHODS: A
multicentre, randomized, double-blind,
placebo-controlled study was undertaken. [...]
RESULTS: After 3 months, the systolic and diastolic
blood pressure of the stevioside group decreased
significantly (systolic: 166.0+/-9.4-152.6+/-6.8 mmHg;
diastolic: 104.7 +/- 5.2-90.3+/-3.6 mmHg, P<0.05),
and the effect persisted during the whole year.
Blood biochemistry parameters including lipid and
glucose showed no significant changes. No
significant adverse effect was observed and quality
of life assessment showed no deterioration. CONCLUSIONS:
This study shows that oral stevioside is a well
tolerated and effective modality that may be
considered as an alternative or supplementary therapy
for patients with hypertension.
PMID: 10971305
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La Stevia rebaudiana
Bertoni è una pianta arbustiva perenne della
famiglia delle Asteraceae (Compositae),
originaria del Sudamerica, le cui foglie contengono
glicosidi steviolici che conferiscono un sapore
dolce. Per questo motivo le foglie e il loro
estratto sono utilizzati in molti luoghi come
dolcificante privo di calorie (in sostituzione dello
zucchero).
La Stevia rebaudiana
Bertoni, chiamata anche erba dolce, è una pianta
arbustiva perenne originaria del Sudamerica.
La pianta appartiene alla famiglia delle Asteraceae
(Compositae). Le foglie contengono glicosidi
steviolici, che hanno un sapore dolce, perciò la
pianta viene utilizzata da secoli nell'America del
Sud per dolcificare gli alimenti. Oggi il suo
impiego come dolcificante avviene in varie forme,
che è opportuno differenziare.
Da un lato vengono impiegati direttamente foglie e
pianta in virtù del loro sapore dolce. Dall'altro
vengono estratti dalle foglie i glicosidi steviolici
per essere utilizzati come dolcificanti. I glicosidi
principali sono lo stevioside e il rebaudioside A, i
quali hanno un potere dolcificante più elevato dello
zucchero e sono privi di calorie. Dato il loro
impiego, nel diritto in materia di derrate
alimentari sono considerati additivi, più
precisamente edulcoranti/dolcificanti. Gli additivi
sono sostanze utilizzate nella fabbricazione di
derrate alimentari per ottenere determinate qualità
o effetti (es. prolungamento della conservazione o
colorazione della derrata alimentare).
2. Rischi della Stevia
per la salute
Il principio su cui si basa la legge sulle derrate
alimentari (LDerr; RS 817.0) è che le derrate
alimentari non devono mettere in pericolo la salute
degli esseri umani. Perciò tutte le nuove derrate
alimentari o sostanze devono sottostare a una
valutazione tossicologica.
Anche i prodotti vegetali possono mettere in
pericolo la salute umana. Nel giugno 1999, il
Comitato scientifico dell'alimentazione umana della
Commissione europea (SCF) è giunto alla conclusione
che i dati scientifici disponibili non sono
sufficienti per giudicare l'impiego della pianta e
delle foglie di Stevia come non pericoloso per la
salute. Per esempio, sono emersi indizi secondo cui
alcuni componenti della pianta possono compromettere
la fertilità maschile o provocare un calo della
pressione arteriosa o del livello di zuccheri nel
sangue. In base a questi dati non è da escludere che
la salute dei consumatori possa essere danneggiata
dalle sostanze contenute nella pianta.
Inoltre potrebbe sussistere un rischio di allergia
quando vengono utilizzate le foglie intere per
dolcificare, in quanto la Stevia appartiene alle
Compositae, note per il loro elevato rischio di
provocare allergie.
I glicosidi steviolici isolati dalla pianta di
Stevia richiedono un procedimento impegnativo per la
loro estrazione e purificazione. Questo procedimento
potrebbe eliminare dalla pianta alcune sostanze
potenzialmente tossiche.
Nel giugno 2008, il Joint FAO/WHO Expert Committee
on Food Additives (JECFA) ha eseguito una
valutazione tossicologica di un estratto
standardizzato al 95 per cento di glicosidi
steviolici.
Il livello tollerabile di assunzione giornaliera
(ADI = Acceptable Daily Intake) di questo estratto è
stato stabilito a 0 - 4 mg/kg (espresso come
steviolo) del peso corporeo. Sulla base dell'ADI è
possibile stabilire una quantità massima di additivo
nelle singole derrate alimentari.
Specifica dello JECFA sui «glicosidi steviolici»
Modifica dello 73. JECFA (2010)
Ultima modifica: 29.06.2010
Nell'aprile 2010,
l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)
ha pubblicato un rapporto che conferma la
valutazione eseguita dal JECFA nel 2008. Quindi,
solo i glicosidi steviolici puri al 95 per cento
sono considerati non pericolosi per la salute, a
condizione di rispettare l'ADI. I prodotti non
corrispondenti alla specifica JECFA possono
contenere quantità sconosciute di sostanze per le
quali non è da escludere un potenziale rischio per
la salute.
3. Situazione giuridica
in Svizzera
Nell'autorizzazione all'uso nelle derrate alimentari
bisogna differenziare tra la pianta di Stevia e i
glicosidi steviolici.
Pianta di Stevia
Poiché la non pericolosità per la salute della
pianta di Stevia non è definitivamente dimostrata,
la pianta e le foglie di questa specie non possono
essere commercializzate come derrate alimentari o
come dolcificanti di derrate alimentari. Con
un'eccezione: le foglie di Stevia possono essere
impiegate, in quantità molto ridotta, come
ingrediente dei tè alle erbe. Una miscela di tè alle
erbe deve contenere al massimo 1 - 2 per cento di
foglie di Stevia. Tutte le altre modalità d'impiego
della pianta e delle sue foglie non sono ammesse in
Svizzera per motivi di protezione della salute.
Anche nell'UE non è ammesso l'uso della pianta di
Stevia come derrata alimentare.
Glicosidi steviolici
I glicosidi steviolici non rientrano tra gli
additivi ammessi secondo l'allegato 1 dell'ordinanza
sugli additivi ammessi nelle derrate alimentari
(ordinanza sugli additivi, OAdd; RS 817.022.31).
Ai sensi di tale ordinanza, esistono tuttavia due
possibilità per commercializzare in Svizzera
prodotti contenenti glicosidi steviolici.
Notifica di prodotti
ammessi ai sensi della legislazione europea sugli
additivi:
Dall'11 novembre 2011, nell'UE i glicosidi
steviolici sono ammessi quali additivi a determinate
condizioni d'uso.
Per questo motivo, in Svizzera non è necessaria
un'autorizzazione per i prodotti contenenti
glicosidi steviolici conformi alle prescrizioni
dell'UE. Il loro impiego deve essere unicamente
notificato all'UFSP giusta l'articolo 2 capoverso 3
OAdd. L'UFSP conferma gratuitamente la ricezione
della notifica nel giro di 2-3 settimane, dopo di
che il prodotto può essere immesso sul mercato
svizzero. Il rispetto delle condizioni poste dal
diritto sulle derrate alimentari rientra nella
responsabilità individuale del notificante e può
essere verificato dall'autorità cantonale di
esecuzione e non dall'UFSP.
Regolamento (UE) n. 1131/2011 della Commissione,
dell'11 novembre 2011, che modifica l'allegato II
del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio per quanto riguarda i
glicosidi steviolici
Valido da 14.11.2011
Autorizzazione per
prodotti non ammessi ai sensi della legislazione
europea sugli additivi:
L'UFSP può concedere autorizzazioni speciali
provvisorie per additivi a un prodotto contenente
glicosidi steviolici non conforme alle disposizioni
di legge europee se la dose proposta non presenta
pericoli per la salute e se i consumatori non sono
tratti in inganno dall'additivo.
Sulla base della valutazione dello JECFA e dell'EFSA,
l'UFSP può ammettere provvisoriamente l'uso di
glicosidi steviolici in singole derrate alimentari,
conformemente all'articolo 2 capoversi 1 e 2 OAdd.
Le quantità massime dei glicosidi steviolici nelle
singole derrate alimentari possono essere
determinate in base all'ADI.
Per ottenere l'ammissione di un additivo ai sensi
dell'articolo 2 OAdd, bisogna presentare una domanda
di autorizzazione.
Alla domanda deve essere necessariamente allegata la
specifica relativa al glicoside steviolico e la
ricetta. Senza queste informazioni la domanda non
può essere esaminata. Una valutazione tossicologica
e la conferma dell'ammissione in altri Paesi, come
richieste dal formulario, in questo caso non sono
necessarie. L'elaborazione di una domanda di questo
tipo richiede da 1 a 3 mesi. Il costo dipende
dall'onere amministrativo e parte da 300.- CHF.
L'autorizzazione concerne esclusivamente l'uso
dell'additivo e non costituisce in alcun caso
un'ammissione a titolo generale del prodotto o della
sua composizione ed etichettatura. Per le questioni
relative a quest'ultimo aspetto sono competenti le
autorità cantonali di esecuzione della legislazione
sulle derrate e alimentari e gli oggetti d'uso.
In merito
all’etichettatura e alla pubblicità raccomandiamo di
leggere la seguente lettera informativa:
158/2010 Lettera informativa
Etichettatura e pubblicità dell’additivo costituito
dai glicosidi steviolici
Valido da 08.10.2010
Autorizzazione/notifica per un additivo
Controlle delle derrate alimentari in Svizzera
(externer Link, neues Fenster)
Per domande sul tema, scriveteci
Aggiornato l'ultima volta il: 14.11.2011 -
Ricerca avanzata
Documenti dell'OMS:
WHO Expert Committee on Food Additives 69th Meeting
(externer Link, neues Fenster) 
Specifica dello JECFA sui «glicosidi steviolici»
Modifica dello 73. JECFA (2010)
29.06.2010
Documenti dell'UE
SCF-Opinion on Stevia Rebaudiana Bertoni plants and
leaves (externer Link, neues Fenster) 
SCF-Opinion on Stevioside as a sweetener (externer
Link, neues Fenster) 
Decisione della Commissione europea sulla Stevia
rebaudiana (externer Link, neues Fenster) 
L’EFSA valuta la sicurezza dei glicosidi steviolici
(externer Link, neues Fenster) 
Informazioni
complementari
RS 817.0 Legge sulle derrate alimentari (LDerr)
(externer Link, neues Fenster) 
RS 817.022.31 Ordinanza sugli additivi (OAdd)
(externer Link, neues Fenster) 
Autorisation d'un additif
Autorisations provisoires pour l'emploi de Steviol
Glycoside selon art. 2 al. 1 OAdd
11.08.2011 | 37 kb | PDF
Herbes et plantes dans des denrées alimentaires
Ufficio federale
Svizzero della sanità pubblica (UFSP)http://www.bag.admin.ch/themen/lebensmittel/04861/04972/index.html?lang=it
Tratto da:
http://www.bag.admin.ch/themen/lebensmittel/04861/04972/index.html?lang=it
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Il gruppo di esperti scientifici sugli additivi
di EFSA ha recentemente pubblicato un’opinione
scientifica sulla sicurezza dei glicosidi
steviolici, su richiesta della Commissione Europea a
seguito delle petizioni inoltrate da tre diversi
richiedenti per approvarne la commercializzazione
nell’UE.
Cosa sono i glicosidi
steviolici
I glicosidi steviolici sono estratti dalla pianta
della Stevia reubadiana, dall’elevato potere
dolcificante, variabile a seconda del tipo di
sostanza; gli steviosidi e rebaudiosidi sono in
grado di dolcificare da 40 a 300 volte in più del
saccarosio.
I glicosidi steviolici presentati nelle petizioni
prese in esame sono miscele chimicamente definite
composte per almeno il 95% da un particolare
rebaudioside detto Rebaudioside A, tuttavia sono
presenti piccole quantità altri estratti della
Stevia, i rebaudiosidi B, C, D, E ed F, lo
steviolbioside, il rubusoside e il dulcoside A. Data
la forte componente di Reb-A è comunque
principalmente l’effetto di un’esposizione intensa a
tale estratto ad essere stato preso in esame. (vedi
pp. 8/11)
Precedenti valutazioni
Lo stevioside in quanto dolcificante è stato
valutato dal Comitato Scientifico per
l’Alimentazione (SCF) nel 1984, nel 1989 e nel 1999
(in questa data anche in quanto novel food), ed è
stato giudicato come “tossicologicamente non
accettabile” vista l’insufficiente quantità di dati
disponibili per valutarne la sicurezza.
In seguito il Comitato
di esperti congiunti FAO/OMS per gli additivi
alimentari (JEFCA) ha rivisto la sicurezza dei
glicosidi steviolici nel 2000, nel 2005, nel 2006,
nel 2007 e nel 2009 e ha stabilito una dose
giornaliera ammissibile (DGA) pari a 4 mg/kg peso
corporeo/die.
Nella sua opinione
scientifica EFSA risponde sia alle petizioni dei
richiedenti sia alle perplessità avanzate a suo
tempo dall’SCF.
Valutazioni di EFSA
Il gruppo scientifico ha valutato i diversi studi
disponibili sia sulla stabilità chimica delle
sostanze nelle diverse condizioni di preparazione,
conservazione ed utilizzo, sia sugli effetti della
loro assunzione da parte di animali, a livello
metabolico, tossicologico, di genotossicità in vitro
e in vivo, e di amministrazione ad esseri umani sia
singole che ripetute.
La stabilità della massa
dei glicosidi steviolici è stata verificata. La foto
stabilità ha invece evidenziato una tendenza
all’aumento della degradazione delle sostanze in
presenza di elevate temperature, sia in condizioni
di conservazione che di produzione del cibo (vedi
pp. 11 e seguenti e 40).
Gli esami tossicologici
non hanno evidenziato effetti avversi per quanto
riguarda genotossicità, potenziale cancerogeno, sul
sistema riproduttivo umano o sui bambini in fase di
crescita. Si è verificato come l’assorbimento delle
sostanze per via orale sia basso, ma che esse
vengono idrolizzate nella microflora del colon, e
quindi assorbite qui in maniera massiccia. Tuttavia
non si sono riscontrati effetti negativi sull’uomo
per un utilizzo singolo di una dose giornaliera a
persona di 1000 mg di glicosidi steviolici con il
97% di Rebaudioside A, o continuativo per diverse
settimane di 1000 mg di Rebaudioside A,
corrispondenti a 16,6 mg di Rebaudioside A/kg peso
corporeo/die per una persona di 60 kg e
approssimativamente 5,5 mg di equivalenti steviolici
peso corporeo/die (vedi pp. 44/45).
I dati disponibili non
sembrano dare adito a preoccupazioni, riportate da
alcune ricerche, riguardo al potenziale rischio di
aumento di reazioni anafilattiche dei bambini in
seguito all’esposizione. Alcuni dati in vitro e in
vivo sembrano invece indicare possibili effetti
immunostimolanti e di attività disinfiammante; tali
dati non sono sufficienti per una dimostrazione
consistente di tali proprietà, ma EFSA suggerisce di
approfondire gli studi in tal senso (pp. 39 e
seguenti).
Il gruppo scientifico
valuta quindi una DGA congruente a quella fissata a
suo tempo dal JEFCA, ovvero 4 mg/kg peso corporeo/die.
Valutando però, sulla base delle proiezioni sul
futuro impatto delle sostanze approvate nel regime
alimentare medio di un consumatore europeo
effettuate da uno studio del 2008, EFSA evidenzia la
possibilità che tale DGA possa venire superato sia
da adulti che da bambini se tali dolcificanti
verranno impiegati ai massimi livelli proposti dai
richiedenti (pp. 46/48).
Prospettive di utilizzo
Secondo le proiezioni all’esposizione totale
anticipata ai glicosidi steviolici, definiti come
equivalenti steviolici, sono le bevande analcoliche
(tra l’11 e il 58 %) e i dolci, inclusi prodotti
aromatizzati a base di latte (tra il 14 e il 71 %).
Altri prodotti come cereali, frutti e verdure
candite, confetture potrebbero assestarsi intorno al
17/18 %.
L’utilizzo maggiore previsto è per il Rebaudioside
A, che contrariamente ad altri dolcificanti intensi
è leggero, caldo e con acidità stabile, il che lo
rende ideale per succhi di frutta acidi e prodotti
pastorizzati a base di latte. Non è però
sufficientemente dolce per alcune bevande
analcoliche gassate, per le quali necessita di
essere combinato con dolcificanti artificiali,
inficiando il beneficio della “naturalità”
dell’estratto, o a moderate quantità di zucchero,
che però gli precluderebbero lil vanto di avere zero
calorie, pur con un ridotto apporto calorico
rispetto al glucosio.
In attesa di verificare le modalità in cui verrà
utilizzato, se ne verrà rispettata la naturalità e
se, a seconda di queste modalità, in effetti sarà
possibile rispettarne i limiti previsti in un regime
alimentare medio, si ricorda l’attuale presenza sul
mercato di dolcificanti ottenuti da estratti
naturali di comprovata sicurezza.
Link al documento:
Scientific Opinion on the safety of steviol
glycosides for the proposed uses as a food additive
sul sito di EFSA
Tratto da:
http://www.sicurezzaalimentare.it/sicurezza-alimentare/Pagine/GlicosidistevioliciopinionescientificadiEFSAsullasicurezza.aspx
Glicosidi steviolici: l'EFSA rivede la valutazione
dell'esposizione
Abbassata la dose giornaliera accettabile (ADI)
stabilita ad aprile dal gruppo di esperti –
09/02/2011
La prima valutazione riguardo le dosi consigliate di
glicosidi steviolici, meglio conosciuti come Stevia,
era stata fatta dall'EFSA ad aprile 2010. Gli Stevia
sono dei dolcificanti utilizzati negli alimenti
senza zucchero o a ridotto valore energetico, ad
esempio in alcune bevande aromatizzate e dolciumi.
Il problema nasce infatti nel momento in cui i forti
consumatori di queste sostanze, adulti e bambini,
tramite un uso esagerato delle sostanze superano le
dosi di dolcificante consentito anche se i livelli
fissati dello stesso sono stati leggermente
abbassati rispetto al precedente parere.
L'EFSA ha quindi calcolato l'esposizione ai
glicosidi steviolici contenuti in varie categorie di
alimenti tra cui bevande analcoliche aromatizzate
che, viste le abitudini di consumo alimentare,
sarebbero tra le principali fonti di esposizione ai
glicosidi steviolici sia per gli adulti che per i
bambini.
Per il calcolo dell'esposizione l'EFSA ha usato i
dati di diverse banche dati sul consumo di prodotti
alimentari, tra cui la banca dati completa sul
consumo di prodotti alimentari dell'EFSA.
Per i forti consumatori le stime di esposizione
riviste ai glicosidi steviolici restano superiori
all'ADI stabilita di 4 mg per kg di peso corporeo.
Per i bambini europei (di età compresa tra 1 e 14
anni) l'esposizione varia da 1,7 a 16,3 mg/kg
p.c./giorno; e per gli adulti le stime di
esposizione riviste variano da 5,6 a 6,8 mg/kg
p.c./giorno. se giornaliera accettabile (ADI)
stabilita ad aprile dal gruppo di esperti.