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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

SOIA (Glycine Max) Si o NO ?  Si, ma con parsimonia, per la Soia Biologica (NON OGM)

Nome comune della leguminosa annuale classificata Glycinemax nella famiglia delle papilionacee, originaria delle regioni orientali della Cina

È una pianta erbacea annua, con fusti eretti di altezza di 60-130 cm, ricoperta da peli ispidi bruni o grigi.
Portamento eretto più o meno cespuglioso.
Il frutto è un piccolo baccello coperto di peli, in forma diritta o curva, con un colore che varia dal giallo al grigio o al nero. Contiene da 1 a 5 semi. Ogni infiorescenza produce da 1 a più di 20 baccelli, che raggiungono la maturità in 40 giorni circa.
I semi sono commestibili ed utilizzati nell'alimentazione sia direttamente che dopo lavorazione, hanno una forma del frutto, prevalentemente sferica o ellittica.

La soia venne coltivata per la prima volta in Cina 5.000 anni fa. A quel tempo, l’imperatore chiamò questo legume "Ta Teou", che significa "grande fagiolo". Egli classificò la soia tra le cinque piante sacre.
Le altre quattro erano il riso, il frumento, l’orzo e il miglio.
Il primo spostamento della soia al di fuori della Cina avvenne nel 1804, quando un veliero americano, che tornava negli Stati Uniti, trasportò un carico di soia come zavorra. La prima piantagione commerciale di soia fu allestita nel 1929 per la produzione della salsa di soia. Da quei primi ed insignificanti inizi, la soia ha acquisito una grande importanza. La soia è attualmente una fonte principale ed essenziale di proteine e di olio da utilizzare sia per l’alimentazione umana sia per quella animale. Esistono anche numerose applicazioni industriali per le varie componenti di questo legume importante e versatile.

Oggi è coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile, in Argentina, in Cina, in India, in Francia e in Austria; la coltivazione è diffusa anche in Italia.
Le esigenze climatiche sono simile a quelle del mais. La temperatura minima di accrescimento è intorno ai 5 °C, quella ottimale di 24-25 °C.

La soia è un'ottima coltura miglioratrice della fertilità in quanto fissa l'azoto atmosferico, produce una notevole quantità di sostanza organica facilmente umificabile e lascia il terreno in buono stato. È un'ottima alternativa ai cereali, ma va consumata con parsimonia.

Il modo migliore per nutrirsi di soia è quello di mangiarla nella sua forma naturale e biologica (NON OGM), ovvero come semi.
Da utilizzare quindi in minestre insieme ad altri legumi.
La soia puo presentarsi anche sotto altre forme, e quindi essere mangiata in questo stato: latte di soia, la salsa di soia (detta anche "shoya"), il tofu o formaggio di soia, le bistecche o i bocconcini di soia, il tempeh fermentato di soia dal contenuto proteico pari alla carne.
vedi: Glutammato 1 +  Glutammato 2

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LA SOIA: UNA LEGUMINOSA TRA il VEGETALE e L'ANIMALE

Ilse Démarest * - Dalla rivista Antroposofia

a (…) Dobbiamo arrivare a vedere le singole piante quali parte di un insieme organico, ed è così che si arriva a comprendere proprio il grande significato delle leguminose. Si arriverà certo a questo perché si tratta di cose note, ma è necessario conoscerle partendo da un sostrato spirituale, altrimenti si corre il grande rischio che in futuro, con l'inevitabile ulteriore perdita del sapere tradizionale, nell'applicare nuovi criteri si faccia scivolare il tutto su una strada falsa. **Rudolf Steiner

* Da L'esprit du Temps, numero 7 autunno 1993, Traduzione di Paolo Giraudo.
Ilse Démarest, nata a Stoccarda, vive dal 1953 a Parigi dove attualmente si dedica a tempo pieno alla scienza dello spirito.
** Rudolf Steiner, Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura, pag 80, 
III Conferenza, O.O. 327, Ed. Antroposofica, 1995

UNA LEGUMINOSA a META' STRADA fra il VEGETALE e L'ANIMALE.

La nostra epoca si confronta sempre di più con il problema della soia, tanto nei paesi ad alto sviluppo che in quelli gravemente sottosviluppati. Questa pianta è diventata su scala mondiale un fenomeno della civilizzazione che ci riguarda come l'inquinamento della terra o l'armamento nucleare.
Molti la portano alle stelle e la considerano l'alimento che salverà l'umanità dalla fame, e che, data la sua incredibile capacità di prendere forme diverse, potrà soppiantare tutte le altre coltivazioni. Altri la avvicinano ancora con diffidenza. Non sarebbe meglio cercare di conoscerla un po' più a fondo? E capire quale è la sua autentica natura? Perché ha avuto questo successo vertiginoso? Perché questa pianta orientale, coltivata in occidente solo dall'inizio del XX secolo, ha fatto indietreggiare tutte le altre coltivazioni su tutta la superficie del pianeta ?
Nella prima parte parleremo delle caratteristiche della pianta e dei suoi prodotti, nella seconda studieremo le sue implicazioni nell'economia mondiale attualmente legata in modo inestricabile con la politica mondiale.

LA FAMIGLIA DELLE LEGUMINOSE.

La soia è una leguminosa o papilionata, come i fagioli, i piselli, il trifoglio, le arachidi, le ginestre etc. Questa famiglia possiede la particolarità, da sempre apprezzata in agricoltura, di fissare l'azoto dell'aria e di accumularlo, con l'azione di certi batteri, nelle nodosità delle radici. In Cina, la soia è infatti usata da sempre come coltivazione precedente, cioè occupa i terreni l'anno precedente le coltivazioni propriamente dette. Queste possono così beneficiare dell'azoto accumulato nella terra, mentre la soia era utilizzata come foraggio o spelta verde e i suoi germogli come alimento. Nei paesi occidentali sono il trifoglio, l'erba medica o i piselli a compiere da sempre questa funzione. Queste piante danno un ottimo foraggio che stimola la lattazione. L'arricchimento del suolo in azoto che producono permette poi alle altre coltivazioni di svilupparsi. Generalmente si semina prima la pianta più esigente, e nelle nostre regioni si tratta dl grano, poi altri cereali che si accontentano di terreni più poveri, come ad esempio la segale o l'avena. Questa pratica di fare dei cicli a rotazione contribuisce a mantenere la fertilità del suolo e permettere di ricavare un adeguato alimento per uomini e animali domestici.
La possibilità di servirsi delle leguminose allo scopo di arricchire in azoto il terreno ci indica già come la soia si distingue dalle altre coltivazioni che invece hanno bisogno di questo elemento. Un'altra particolarità si può leggere nel suo modo di crescere. Una pianta non cerca generalmente di portare il più alto possibile i fiori e i semi verso il sole, secondo quanto la sua natura e le circostanze le permettano? Quando esce dal seme e si ancora al suolo con le radici, sviluppa la sua parte foliare fino a che questa è abbastanza forte da permettere allo stelo florale di salire verso il cosmo e portare la in alto i suoi fiori. A quel punto l'attività vegetativa si ferma la pianta, una volta sfiorita, declina rapidamente perché ha compiuto il suo ciclo. Le leguminose invece, fioriscono e fruttificano nella parte foliata, producendo alternativamente foglie e fiori senza discontinuità. La comparsa dei fiori non mette fine alla sua crescita, e al suo distendersi nello spazio. I suoi fiori non si consacrano al cosmo in un gesto di totale fiducia disposti a raggiera intorno ad un centro costituito dall'estremità di un fusto verticale, e si dispongono paralleli alla superficie terrestre. Si raddrizzano vicino allo stelo e subiscono le influenze della luce e del peso, del cosmo e della terra. Mentre i petali del dorso hanno un aspetto carenato, i petali frontali prendono la forma di ali, e i petali in alto si aprono in un magnifico stendardo. Si formano così delle cavità, sembra che il fiore voglia nascondere qualche cosa in se stesso. Esattamente come avviene negli animali, i diversi organi dei fiori si trovano all'interno al riparo dagli sguardi. La loro simmetria diventa bilaterale (sinistra/destra) come quella degli animali. Il loro aspetto ricorda quello degli animali da cui questa famiglia ha preso il nome: cioè le farfalle.
È sorprendente vedere come si svolge la germinazione in questa famiglia. Mentre le altre piante escono verticali dalla terra per aprirsi all'aria libera, vediamo qui all'inizio una specie di collo ricurvo le cui due estremità rimangono nella terra, una porta le nuove radici, l'altra i cotiledoni, che nella fava avevano avviluppato il seme.
Poco dopo la germinazione si vedono uscire dalla terra in gran quantità delle specie di germogli arrotondati, di un colore e di una consistenza che ricordano i germogli delle patate tenute in cantina. Questo collo ricurvo è molto fragile e ha bisogno di incontrare un terreno friabile morbido per non rompersi quando esce dalla terra e quando drizzandosi fa salire i cotiledoni. È un momento critico che conoscono tutti i coltivatori di leguminose.
Non sembra che questa pianta esca controvoglia dalla terra ?
Quando all'estremità del loro collo ricurvo i cotiledoni della soia non ancora divisi in due salgono a fatica dalla terra, inclinati verso di lei, si vedono spuntare, fra queste due specie di mascelle carnose che sono i cotiledoni e che si aprono mal volentieri, le prime due foglie che ricordano una lingua appuntita. Continuando una osservazione attenta si ha la netta impressione che siano queste due foglie a costringere il cotiledone e il collo a raddrizzarsi.
Tenendo conto della particolarità incredibile della soia, le cui foglie sono tutte trilobate, di emettere all'inizio due foglie, non possiamo fare a meno di pensare alle piante-animali dell'antica Luna di cui Rudolf Steiner parla nella Scienza occulta: queste due prime foglie verdi non potrebbero essere gli autentici cotiledoni che si liberano dalla parte carnosa, a vantaggio dell'animale? I cotiledoni delle leguminose con il loro notevole volume non hanno un aspetto vegetale, come si vedono essere i cotiledoni soliti, fini e lunghi come quelli delle carote o del prezzemolo, o rotondi e sottili come nel radicchio…
La foglia è solo superficie, il volume è proprio della specie animale. Nelle papilionacee il vegetale propriamente detto incomincerebbe solo all'apparire delle prime due foglie ? Quello che si considera normalmente come dei cotiledoni cade rapidamente e lascia a malapena una traccia sul collo che diventa stelo.
Un'altra interessante particolarità delle piante di questa famiglia è la brevità della loro capacità germinativa. Attualmente le sementi di soia ad esempio non possono essere vendute passati quattro mesi dalla verifica ufficiale della loro capacità germinativa. Se paragoniamo il gesto di queste piante con quello dei cereali, si può capire perché in questi ultimi il seme mantiene tanto a lungo il potere germinativo. In essi tutto è concentrato nella volontà di fruttificare, tutto aspira verso le altezze. La parte foliare è appena abbozzata in primavera e sparisce subito dopo. In brevissimo tempo non rimane che uno stelo incredibilmente alto in rapporto al suo diametro.
Alla sommità, più lontano possibile dalla terra e dalla regione vegetativa, la spiga si offre liberamente al vento e al sole. Al contrario, nelle leguminose la formazione del fiore e del frutto avvengono in mezzo alle foglie.
Il seme sembra caratterizzato da qualità della foglia, effimere e transitorie? Sappiamo che nella regione delle foglie si attivano le ondine, mentre nella regione dei semi operano le salamandre. Le prime hanno un legame con l'acqua, creatrice di forme morbide e plastiche, le seconde con l'elemento fuoco, indurente e purificatore.
L'elemento che domina nella parte foliare è sicuramente l'acqua, quello della regione dei fiori e dei frutti è il fuoco.
In questa regione la vita, così intensamente presente nelle foglie, si ritira per concentrarsi nel seme.
Se per certe piante è sufficiente una parte di foglia per far ripartire una nuova pianta, qui una volta che la foglia si è trasformata in petalo, non ha più la forza di produrre una pianta figlia. Anche la sostanza si riduce al minimo, che è solo più l'immagine effimera della sua essenza, dove la sostanza è diventata forma. Vediamo allora l'azione del fuoco che fa sorgere i meravigliosi colori dei fiori, o le magnifiche tinte degli alberi in autunno.
Osservando con attenzione le piante, vediamo in queste due regioni delle qualità completamente diverse.
È evidente che l'elemento fuoco non può intervenire in modo opportuno nel campo dell'acqua (le foglie delle piante) e che per questo il potere germinativo delle leguminose è di breve durata.
Un'altra osservazione può maggiormente illuminare questa specie di regno intermedio delle leguminose. Caratteristica della pianta, come dell'uomo, è di essere nettamente tripartita. La parte delle radici ha un suo mondo, le tenebre della terra, che esplora in ogni direzione. I vasi in cui circola la linfa, nella parte aerea, sono disposti a strati all'esterno dello stelo, assumono una posizione centrale al momento dell'ingresso nella terra. Questo fatto ci ricorda come il cranio umano circonda i suoi organi, mentre quelli del corpo si trovano all'esterno dello scheletro. La parte foliare di una pianta di tipo puramente vegetale che è dominata dal ritmo si delimita nettamente dalla parte florale, si libera, si apre e crea un suo mondo di colori, di forme, di sapori, e pollini, espressioni o impronte del suo autentico essere. Questa ultima parte si può assimilare al sistema metabolico dell'uomo, sede della sua volontà grazie a cui l'uomo libero dà la sua impronta al mondo con i suoi atti.
L'animale invece secondo Rudolf Steiner non può essere considerato tripartito.
Anche se ha una porzione "testa" e una "metabolismo", gli manca la parte mediana ben distinta, dove si uniscono e si mescolano gli impulsi che arrivano dai due poli, e il ritmo che dovrebbe presiedere e regnare in questa parte mediana si diffonde nella testa, dove vi rende difficile la calma necessaria per la riflessione, e nel metabolismo dove ha maggiore potere che nell'uomo.
Le leguminose che uniscono la parte florale e quella foliare mostrano di essere sottoposte, come l'animale, alla bipartizione.

LE LEGUMINOSE E IL CALCARE.

Il mondo vegetale non esprime forse in modo sensibile, percettibile, l'anima della terra, come un'opera d'arte mette davanti ai nostri occhi in modo sensibile quello che vive nell'anima dell'artista ? L'uno e l'altro comunicano a tutto quanto li circonda la ricchezza della loro vita interiore e le loro opere non hanno altro scopo che quello di manifestare il loro essere interiore al mondo sensibile lasciandovi una traccia.
La terra parla con il cosmo e con l'uomo attraverso quello che produce, in una eterna metamorfosi, con la speranza di trovare una eco, proprio come l'artista spera con la sua opera di far vibrare negli altri la stessa corda che vibra in lui.
Ora le leguminose, pur essendo dei prodotti della terra, non hanno questo gesto di aprirsi al mondo circostante.
Si girano verso la terra stessa da cui sono uscite, sembrano avere cose molto più importanti che abbellire la terra con il loro aspetto esteriore. Ne deriva la domanda di sapere che cosa significa questo comportamento, verso cosa tende questa pianta. Nel corso per gli agricoltori, Rudolf Steiner ci mette sulla giusta strada:
"Se guardiamo queste leguminose possiamo ben dire: là in basso, nella terra, c'è qualche cosa con delle necessità, come i polmoni umani hanno bisogno di ossigeno, ma è un bisogno d'azoto; e questo qualcosa è il calcare.".
Le leguminose dunque praticano una specie di inspirazione di azoto, al servizio del calcare, hanno un gesto di prendere e immagazzinare dove tutte le altre piante possono vivere perché danno qualcosa.
Per la pianta è vitale che gli animali e l'uomo prendano, consumino le foglie, i fiori, i frutti, le radici che la pianta fornisce a profusione. La vita non può cessare o diminuire la sua attività che è quella di vivere e di attivarsi.
Se altri esseri non si servissero di quello che produce, si asfissierebbe da sola, non avendo più lo spazio per dare libero corso a quello che è. Essendo una pianta anche la leguminosa vive nel gesto di dare, e nello stesso tempo mostra anche il gesto di prendere dell'animale. Sembra avere caratteristiche dei due regni in sé, facendoci di nuovo pensare allo stadio intermedio delle piante-animali dell'antica luna che solo sulla terra si sono divise in due distinti regni: animale e vegetale.
È realmente il vestigio di un antico stato, di uno stato lunare ?
E inoltre perché la soia lavora a beneficio del calcare ? Sappiamo che il regno vegetale fonda la sua costruzione sul carbone, che la pianta utilizza il carbone presente nell'anidride carbonica dell'atmosfera e che rigetta l'ossigeno tanto prezioso e necessario all'uomo e all'animale. Secondo Rudolf Steiner il carbone porta in sé gli archetipi secondo i quali edifica il mondo vegetale. E si arriva alla manifestazione sensibile con il concorso di altre sostanze, contenute nell'albumina (terza conferenza dl Corso per agricoltori).
 Ma gli essere realizzati con questa sostanza non possono avere nessuna autonomia e rimangono sempre incatenati al punto in cui sono spuntati. Manca loro l'elemento egocentrico che è stato portato sulla terra dal calcare. Si può dire, in altre parole che animali e calcare sono apparsi simultaneamente sulla terra.
Per Rudolf Steiner il calcare esprime (è lui stesso) l'avidità cosmica. Questa avidità è facilmente apprezzabile quando si lavora con questo materiale, soprattutto quando prende la forma di calce viva, così pericolosa da maneggiare. Tutto quello che cade in suo potere viene dissolto e assorbito.
L'intonaco e il gesso, forme diverse di calcare, si attaccano ai muri per la loro avidità. Sappiamo anche che un sottosuolo ricco di calcare affatica gli uomini, diminuisce e assorbe la loro vitalità, la sfianca. Questo si sente facilmente a Parigi.
Possiamo capire che questo impulso a volere attirare ogni cosa a sé era necessario agli animali affinché potessero far propri interiorizzare i processi, per rendersi sempre più dipendenti e vivere la loro essenza.
L'avidità è una espressione dell'anima e come tale ha bisogno di essere stimolata dall'esterno.
Non contattiamo che le nostre pulsioni, le più vitali, per non indebolirsi, hanno bisogno di essere stimolate dall'esterno, da qualche cosa che viene dal mondo circostante oppure da un fantasma, un'immagine che facciamo sorgere in noi stessi? Ugualmente il calcare ha bisogno dell'apporto dell'azoto per rimanere ben vivo, e conservare tutta la sua avidità. Non è forse questa ultima ad ancorare il mondo vegetale alla Terra e suscitare tutta la forza con cui si manifesta? Rudolf Steiner ci dice che se il carbone trovasse sotto di lui dell'acqua, potrebbe creare da solo tutti i vegetali. Questi avrebbero allora il carattere delle nostre piante acquatiche. Trovando invece sotto di sé attualmente il calcare che lo disturba, è costretto a legarsi alla silice. Quest'ultima sostanza non è trasparente solo in senso fisico. Lo è anche per chi venendo da un altro mondo vuole manifestarsi. La sua trasparenza viene dal fatto che non pretende nulla per sé, che potrebbe alterare la sua materia, come il nostro occhio, che è quasi tutto silicio ed è al servizio della facoltà di percepire e altera la visione se manifesta in qualche modo il suo essere, come nelle malattie dell'occhio.
Oggi la pianta si trova fra l'avidità del calcare e il puro altruismo del silicio che a detta di Rudolf Steiner con la sua sola presenza si attaccò al calcare e deve di nuovo attaccarsi.
Il nostro mondo vegetale esiste dunque come è oggi perché il calcare è ben vivo e ben avido. Piante come i nostri cereali ad esempio non hanno potuto trovare la forza della loro manifestazione che nella lotta contro il calcare, che con la sua volontà di accaparrare tutto, si oppone ad ogni aspirazione verso altri mondi. Il loro stelo così fine e alto -tutto silice- non esprime forse il trionfo della leggerezza contro tutto quello che è legato alla pesantezza della Terra?
Le leguminose sono al polo opposto; infatti sono alleate del calcare. Indispensabili alla vita sulla Terra come si manifesta nella nostra epoca, queste piante tradiscono in ogni gesto che sono sotto il potere del calcare. Saranno così inoffensive quale base alimentare mondiale? Ideale che tanti scienziati, politici e imprenditori vorrebbero raggiungere.

LA QUALITA' DELLA SOIA.

Dopo aver visto come la famiglia a cui appartiene si inserisce nell'insieme della natura e quali sono le particolarità, possiamo meglio considerare le qualità della soia in particolare.
È molto istruttivo prendere in mano una recente guida per la coltivazione della soia che viene consigliata ai contadini francesi perché possano documentarsi su come coltivare questa pianta riccamente sovvenzionata dall'Europa. Veniamo allora a sapere che per prima cosa si deve praticare con molta cura l'inoculazione del terreno con dei batteri che la soia produrrà in un secondo tempo a condizione che questo sia stato fatto.
Il primo anno, il suo rendimento è inferiore sia come qualità che come quantità di semi, che risultano poveri di proteine. Questa pianta ben distante da crescere spontaneamente nelle nostre zone, deve essere viziata perché si adatti al nostro terreno.
Viene poi consigliato di arare molto in profondità (le radici raggiungono il metro) e si deve fare tutto il possibile per avere un terreno ben soffice in superficie, affinché al momento al momento in cui il collo ricurvo si alza non corra il rischio di rompersi per l'eccessiva resistenza del terreno. è anche importante rimuovere, lavorando il terreno, tutte le erbacce che potrebbero che potrebbero svilupparsi in un secondo tempo.
Già a dicembre e fino a febbraio bisogna mettere un primo erbicida, poi un secondo sistematico e un terzo classico dopo la semina.
Tutto questo perché la soia è molto sensibile alle piante spontanee, alle erbacee, che la fanno ammalare.

 Il suo motto sembra "o sola o niente", attitudine molto asociale! Sono indispensabili altri trattamenti funghicidi e batterici.
Minori sono le necessità di fertilizzazione, si deve però controllare che nel terreno non ci siano eccessivi residui azotati delle precedenti coltivazioni, cosa che impedirebbe ai noduli di installarsi.
Per contro si consiglia di irrigare moltissimo, a rischio di ottenere un raccolto mediocre.
Anche il raccolto è un momento delicato. L'umidità rappresenta il pericolo maggiore in quanto i semi possono essere rapidamente danneggiati da insetti. Non è raccomandabile conservare il raccolto in fattoria, ma in caso di tempo umido portarlo subito dal campo al luogo di conservazione.
Come siamo lontani dal gesto del contadino di altri tempi che sorvegliava personalmente la buona conservazione dei suoi raccolti! Ma le difficoltà di produzione non ci devono far dimenticare le straordinarie qualità della soia che solo l'industria agro alimentare ha saputo rivelare con l'aiuto della ricerca.
Non ci stupiamo più della grande ricchezza proteica della soia. La proteina caratteristica dell'animale, si trova nella pianta principalmente nel seme o intorno a lui, là dove si manifesta l'astrale. Ma proprio la natura un po' ambigua delle leguminose ci spiega il grande accumulo di proteine.
Si può ancora dire che più delle altre, la soia rivela il carattere tipico di questa famiglia: ricoperta di peli, di un verde che tende al nero, produce i suoi piccoli fiori viola o rosa poco appariscenti (2 mm), vicini allo stelo, sotto le foglie. Questo tipo di fiori appena visibile si estende con la crescita dal basso verso l'alto e quando la pianta secca si vedono solo gli steli da cui pendono enormi baccelli. Tutta l'importanza è data al frutto, mentre il fiore è ridotto al minimo.
Ma attualmente, la cosa più importante non è il valore nutritivo della soia. Ben altre proprietà sono state scoperte e messe a profitto. Una delle sostanze che si trova abbondantemente e che per il suo basso prezzo è universalmente utilizzata è la lecitina. Fra le sue diverse particolarità c'è quella di legare fra loro liquidi che solitamente non si mischiano, come i grassi e l'acqua, di permettere cioè il matrimonio di acqua e di polveri come quella del cacao, conservando al cioccolato la sua fluidità, e di impedire al burro di cacao di separarsi dall'acqua, allo zucchero di ricristallizzare, etc. Permette soprattutto di alleggerire qualunque materia grassa con la semplice aggiunta di acqua portata alla consistenza di gel dalla lecitina. Nelle margarine, sposa, per questo suo potere, un 80% di grassi con un 20% di acqua. Questa proprietà di legare l'acqua e il fuoco (olio, grasso) non si ritrova già nel modo che ha la pianta di inserirsi in mezzo ai due regni dell'acqua e del fuoco ?
Anche altre piante producono la lecitina, ma si può dire che il seme di soia è impregnato di questa sostanza in tutto il suo essere. Aggiungere della farina di soia alla farina di grano conferisce alla pasticceria la qualità soffice e molle, aumenta la ritenzione di liquidi, rallenta l'indurimento ( perché l'acqua è saldamente trattenuta dal gel nella condizione di un gel ). L'aggiunta di farina di soia diminuisce la retrazione nella pasticceria. Non stupisce quindi che attualmente le pasticcerie nelle nostre città siano tanto aumentate di numero: il costo delle materie prime è diminuito tanto che il prezzo di vendita può tranquillamente venire ridotto. E' ancora questa proprietà che fa apprezzare la soia in salumeria dove viene aggiunta alla carne tritata e agli hamburger etc. La spiacevole retrazione della carne attuale al momento della può essere evitato con l'aggiunta di queste proteine vegetali.
Quando negli allevamenti intensivi il massiccio apporto di mangime a base di soia permette di fare un maiale, un pollo, o un vitello in metà tempo che con l'alimentazione classica, ci serve dell'affinità di questa pianta con il processo-acqua.
L'acqua, legata alla luna, è l'elemento che favorisce la crescita, come il calore e il sole conferiscono la forma, la struttura e la consistenza specifica a quanto diversamente crescerebbe in modo indifferenziato.

E la forma, cioè tutto quello che prende una forma, che si tratti di sostanza, o colori, non si imprime nella materia che a scapito del volume, cioè la quantità deve lasciare il posto alla qualità. Ora la sostanza di un essere vivente che riceve soprattutto l'impulso della Luna ( per altro è intensamente legata al calcare ) e non tanto quello del sole e dei pianeti lontani avrà maggior volume, ma meno densità e minore carattere proprio. Predomina la qualità che uniforma e rimanda tutto. Per la specificità della sua natura la soia conferisce alla carne una qualità acqua maggiore e fa crescere gli animali in modo più svelto, perché la sua presenza impedisce all'elemento formatore di imprimere ilo suo carattere tipico dell'essere, favorendo per contro la massa che rimane piuttosto indifferente.
Il risultato è che la carne degli allevamenti intensivi con mangimi di soia diminuisce ( perde la sua acqua ) cuocendo. Ma questo inconveniente può essere corretto dall'aggiunta di soia che fissa nuovamente l'acqua in eccesso. Il potere della soia di dominare organizzare l'acqua è così forte che anche aggiungendo dell'acqua all'olio di frittura, la presenza di lecitina tiene tanto fortemente l'acqua in suo potere che salta nell'olio bollente come farebbe qualunque altro liquido in quelle condizioni.
La soia e soprattutto la lecitina trovano spazio in applicazioni al di fuori dalla industria alimentare:
la cosmetica ad esempio la utilizza come emulsionante naturale, l'industria farmaceutica si serve di questa sostanza per rendere più accettabili dall'organismo le vitamine A e E che accelerano la crescita dei polli.
Entra poi nella composizione di vernici e anche del gasolio. In tutti questi casi viene messa a profitto la sua incredibile capacità di captare, fissare qualche cosa. Un'altra proprietà meravigliosa della soia è che non avendo praticamente odore è in grado di accogliere ed esaltare gli aromi, sostituendosi ai grassi che normalmente si usavano a questo scopo. Si presenta anche ad assumere qualunque forma anche tessile.
Il latte ottenuto dalla spremitura dei semi può essere facilmente trasformato in una vasta gamma di prodotti lattieri. Tutto ci indica che questa pianta racchiude una natura che deve essere messa al servizio di qualche cosa o qualcuno altro, piuttosto che esprimere la sua personalità. Sembra che si lasci comandare in tutto. Quando, opportunamente trattata viene sostituita alle proteine animali, ne imita perfettamente il gusto, l'aspetto la consistenza.
La leguminosa è sempre stata una grande alleata dell'uomo. Grazie a lei ha potuto conservare la fertilità del terreno per coltivazioni di piante nobili ed esigenti di cui l'uomo ha bisogno come supporto fisico se vuole sviluppare le sue facoltà oltre i termini datigli dalla natura. Non solo rigenera il suolo accumulandovi l'azoto. La sua parte erbacea rende possibile l'allevamento di razze animali da latte, che sono di nuovo indispensabili al mantenimento della fertilità del terreno oltre che alimenti corretti per l'uomo.
Alla domanda se sia corretto usare questa pianta direttamente come alimento si deve rispondere che è necessaria una certa prudenza, In Oriente la soia è certamente un alimento basilare, ma si mangiano solo i germogli.
Salvo casi di estrema necessità o in preparazione scadenti, i semi non vengono consumati come i nostri fagioli, piselli o lenticchie.
Non bisogna dimenticare che le costituzioni degli orientali e degli occidentali sono diverse, e non permettono lo sviluppo delle stesse facoltà. Constatiamo anche che più l'uomo cerca di raffinare la sua cultura meno è incline a fare uso di queste piante. Nella scuola di Pitagora il loro consumo era assolutamente vietato perché era giudicata negativa per l'attività pensante.
Dobbiamo riconoscere alla soia un incredibile talento da illusionista di cui si servono tutte le industrie produttrici di gelati, di salse e di piatti preconfezionati, per non parlare degli alimenti per cani e gatti.
L'uomo non ha creato grazie a questa pianta una situazione che corrisponde alla sua attitudine odierna ?
Non vuole forse vivere nell'illusione rifiutando di andare in fondo alle cose e prendere i problemi dalla radice ?
Ma soprattutto avrà ancora la forza di farlo dopo l'insediamento dell'era della soia?
Nella seconda parte studieremo le situazioni che il dominio della soia ha creato nel mondo, il che ci farà intravedere i pericoli pratici attuali legati ad una dominazione di questa pianta e a che cosa ha portato un pensiero materialista.

Tratto da: agribionotizie.it

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SOIA MANIPOLATA GENETICAMENTE  ormai anche in Europa, per il mangime degli animali, quindi state attenti anche alla carne !
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/soia.htm

Tragiche morti per la Soia OGM
Il caso della Sindrome Mialgica Eosinofila causato dallo L-triptofano della Showa Denko (USA, 1989): 38 morti e 1580 casi clinici.
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/mialg.htm

Amazzonia: deforestazione per coltivazioni di Soia
http://www.zmag.org/italy/osava-soia-amazzonia.htm
http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_8900.html

Lastricare l'Amazzonia con la soia
La distruzione di un ecosistema. La soia, in questo momento, è la principale causa di deforestazione nel Mato Grosso. Il governatore dello stato è Blairo Maggi, proprietario del Maggi Group, il più grosso produttore privato di soia al mondo. - Sasha Lilley - 3 gennaio 2005 

Brasile: via libera alla Soia OGM….
http://www.greenplanet.net/Articolo7023.html

Argentina:  Monsanto e la soia Argentina
Secondo produttore di transgenici e terzo produttore di soia nel mondo, l'Argentina subisce un attacco sempre più duro da parte della Monsanto, perchè paghi le licenze sull'uso dei semi di soia

Silvia Ribeiro - 26 marzo 2005 - Fonte: www.nuovimondimdia.com
http://www.nuovimondimedia.com/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1058&mode=
thread&order=0&thold=0


Paraguay :
04.7.2005 - Soia assassina - La guerra della soia causa ogni anno decine di feriti
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart=3131

Europa:
Secondo l’ indagine svolta dall'associazione V.A.S. (Verdi Ambiente e Società) la Soia "Roundup Ready", unica varietà OGM importata in Europa, sarebbe instabile e soggetta a pericolose mutazioni. La prova delle modificazioni impreviste del DNA sarebbe contenuta in un rapporto della stessa Monsanto, ditta produttrice , che però smentisce, ovviamente…
Fonte: www.nuovimondimedia.com  

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Soia e Fertilità

Diminuisce gli spermatozoi
Una nuova ricerca sull 'alimentazione nei paesi occidentali rivela che la passione dei cittadini britannici per i pasti già preparati (disidratati, surgelati, ecc.) pieni di soia "invisibile" è una delle cause della diminuzione del numero degli spermatozoi, quindi fonte di problemi di fertilità.

Sono coinvolti anche molti cibi considerati "salutari" come ad esempio il latte di soia o lo yogurt di soia.

Un gruppo di ricerca condotto da Sheena Lewis, professore di medicina riproduttiva alla Queen's University di Belfast, ha condotto alcuni studi che collegano il consumo di soia con una ridotta fertilità maschile.
Gli scienziati ritengono che i composti della soia imitino l'estrogeno, l'ormone femminile.

La ricerca, rivelata da un'indagine sull'industria della soia, che raggiunge profitti multimiliardari a livello mondiale, è stata pubblicata sulla rivista Observer Food Monthly. Rivela che la soia non è più mangiata solo dai vegetariani ma utilizzata anche come proteina di basso costo nella maggior parte dei cibi precotti e nei fast foods.

Altre ricerche hanno collegato i composti chimici della soia con certi tipi di cancro, malattie del cervello e anomalie dello sviluppo nei bambini.
La prof. Lewis ha affermato: "I composti chimici della soia possono ridurre il numero degli spermatozoi....i risultati ci preoccupano, c'è bisogno di ulteriori studi su un maggior numero di persone."

Uno dei componenti del gruppo di studio, la dr. Lorraine Anderson ha scritto: "Se si altera la quantità di estrogeni a cui un uomo è esposto, si può non solo avere un effetto sulla qualità dello sperma ma anche un aumento nelle anomalie strutturali nei neonati quali testicoli che non scendono".
Lei ritiene che ciò può portare altri problemi più tardi nel corso della vita, quali il cancro ai testicoli.

La Soja Protein Association, che rappresenta i produttori di alimenti, ha dichiarato: "Non abbiamo visto alcune evidenza convincente che la soia possa causare alcun danno".

By Antony Barnett - Public Affairs Editor - The Observer – UK - 7-11-2004
Guardian Unlimited © Guardian Newspapers Limited 2004
http://www.guardian.co.uk/medicine/story/0,11381,1345541,00.htm
Tratto da http://www.biospazio.it

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La soia Roundup Ready, prodotta dalla multinazionale Monsanto, è stata modificata geneticamente per resistere alla somministrazione del glifosato, il diserbante ad ampio spettro prodotto dalla stessa Monsanto.
La soia Roundup è la varietà vegetale OGM che per prima ha ottenuto, negli Stati Uniti, l'autorizzazione ad essere coltivata e commercializzata come alimento. In Europa la Gran Bretagna venne prescelta per la conduzione delle prove sperimentali ed il prodotto OGM venne positivamente valutato nel 1994 dall'autorità di controllo britannica "Advisory Committee on Novel Food and Processes" (ACNFP). Con decisione CE 96/281 del 3 aprile 1996 la soia della Monsanto venne autorizzata in quanto alimento alla commercializzazione su tutto il territorio comunitario.
La "Roundup Ready" è l'unica varietà di soia OGM in commercio nel territorio europeo e la sua autorizzazione è avvenuta con una procedura sui generis (attraverso la Direttiva CE 220/90 che disciplina la sperimentazione e la commercializzazione delle sementi OGM) non avendo mai seguito l'iter previsto dal Regolamento CE 258/97 (che disciplina la commercializzazione degli alimenti derivati da prodotti OGM), entrato in vigore successivamente.

Il fatto
Nuove analisi condotte sulla soia "Roundup Ready", evidenziano profonde alterazioni genetiche nella soia OGM prodotta dalla multinazionale Monsanto. Ciò è tanto più grave se solo pensiamo che dei 10 milioni di ton. di soia importati nel nostro Paese, oltre il 40% del totale è costituito da soia transgenica.  

Nuovo rapporto di Monsanto 18 MAGGIO 2000
I responsabili della multinazionale Monsanto convocano un incontro con i rappresentanti dell'autorità di controllo britannica "Advisory Committee on Novel Food and Processes" (ACNFP), allo scopo di chiarire alcuni aspetti relativi alla soia geneticamente modificata "Roundup Ready", di cui la Gran Bretagna è stata la nazione referente in Europa per le prove sperimentali.

RIVELAZIONE SHOCK
Nel corso dell'incontro i responsabili di Monsanto comunicano all'ACNFP di aver riscontrato, dopo ulteriori analisi sulla soia "Roundup Ready", due sequenze genetiche nuove e impreviste rispetto a quanto descritto nel 1996 nella notifica autorizzativa per la commercializzazione.
1 - scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 937 paia di basi
Ulteriori analisi di Southern blot (il DNA frammentato viene fissato su di un supporto solido) e successivo clonaggio e sequenziamento hanno evidenziato la presenza di un nuovo inserto genetico composto da 937 paia di basi e con 72 paia di basi di omologia con il gene CP4-EPSPS (gene inserito nella soia per la tolleranza all'erbicida glifosato).


2
  - scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 250 paia di basi
Il sequenziamento delle regioni fiancheggianti l'inserto principale ha evidenziato la presenza di un frammento genetico di 250 paia di basi del CP4-EPSPS all'estremità 3 dell'inserto (vale a dire a destra dell'inserto, perché una catena di DNA va letta in direzione 5’-3’).

Le proteine che non si trovano
Le due sequenze genetiche nuove e impreviste sono state analizzate per quanto riguarda le proteine eventualmente espresse (ogni gene contiene infatti l’informazione per sintetizzare una proteina), ma la tecnica del Northern blot (tecnica per isolare l'RNA, cioè il passaggio intermedio tra DNA e proteina espressa) non è stata in grado di rilevarle. A questo proposito Monsanto ritiene che, in base alla loro composizione, queste sequenze geniche siano impossibilitate a sintetizzare proteine.
Resta tuttavia inspiegabile il motivo che ha indotto Monsanto a non analizzare l'espressione proteica delle nuove sequenze utilizzando tecniche molto più sensibili come la RT-PCR o l'RNAse protection.

L'assetto genetico della soia Roundup autorizzata non corrisponde più a quello della Soia Roundup attualmente commercializzata
L'instabilità genetica riscontrata è forse una prevedibile manifestazione di flusso genetico? (scheda 3) Ciò di cui si ha invece certezza, per stessa ammissione del rapporto di Monsanto, è che l'assetto genetico della Soia Roundup autorizzata non corrisponde più a quello della Soia Roundup attualmente commercializzata.

L'indagine del Governo belga
Allo scopo di comprendere le possibili cause almeno della presenza del frammento genetico che replica il gene CP4-EPSP inserito nella soia per la tolleranza all'erbicida glifosato, il Ministero della Piccola Impresa, Commercio e Agricoltura del Belgio ha elencato le seguenti tre ipotesi:
a) potrebbe essere stato rilasciato dal vettore (cioè il plasmide, un piccolo anello di DNA nel quale viene inserito il gene responsabile della modificazione transgenica; il plasmide è poi in grado di cedere il gene estraneo all'organismo ricevente)
b) oppure essere il cosiddetto "filler-DNA"
c) oppure ancora derivare da un riarrangiamento del DNA della pianta manipolata

Una soia piena di guai !!
Nel tentativo di trovare una risposta, i laboratori dell'Autorità belga hanno sottoposto ad analisi PCR (scheda 2) la soia non transgenica e la soia transgenica "Roundup Ready", utilizzando i primer specifici per le regioni fiancheggianti il punto di inserzione: primer indicati dal nuovo dossier Monsanto. Come risultato è stato possibile amplificare il DNA nella soia "Roundup Ready", ma non di quello della soia non trangenica, con ciò deducendo che l’introduzione del gene CP4-EPSPS ha causato un riarrangiamento del DNA nel punto di inserimento.
A questo proposito bisogna ricordare che il DNA dell’ospite non dovrebbe essere modificato nella sua struttura originale, tranne che per la sequenza estranea inserita che fornisce la proprietà aggiuntiva.
E’ però ormai noto che le linee transgeniche sono per loro stessa natura instabili, probabilmente perché le tecniche utilizzate in campo biotecnologico causano un’alterazione dei naturali meccanismi di controllo interni ed esterni alla cellula.
 

Conclusioni operative- Sospensione della commercializzazione in Italia
La palese non corrispondenza fra prodotto autorizzato e prodotto attualmente commercializzato, impone l'emanazione di un Decreto Governativo di sospensione cautelativa dal commercio in Italia della Soia OGM "Roundup Ready". Un provvedimento che si propone di intraprendere con urgenza poichè è evidente che la nuova identità della soia "Roundup Ready" é commercializzata senza alcuna verifica sulla propria sicurezza d'uso.
Allo scopo abbiamo inoltrato il presente rapporto al Presidente del Consiglio, Giuliano Amato; al Ministro della Sanità, Umberto Veronesi; al Ministro delle Politiche Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio; al Ministro dell'Ambiente, Willer Bordon; al Ministro delle Politiche Comunitarie, Gianni Mattioli.


Sospensione della commercializzazione in Europa
Per le stesse ragioni, la sospensione cautelativa dal commercio in Europa della Soia "Roundup Ready" riteniamo debba costituire il motivo di un immediato intervento della Commissione Europea. Allo scopo abbiamo inoltrato il presente rapporto al Presidente della Commissione UE, Prof. Romano Prodi; al Commissario della Sanità e della Difesa del Consumatore, David Byrne; al Commissario dell'Ambiente, Margot Wallstrom. Quale il ruolo delle Autorità pubbliche di controllo? La gravità dei fatti qui riportati, richiama la necessità di chiudere il prima possibile il capitolo che vede le Autorità Pubbliche di Controllo pronunciarsi, in materia di "sicurezza d'uso" dei prodotti OGM, pressoché esclusivamente in base alle informazioni fornite dalle stesse aziende titolari dei prodotti transgenici.
Non può essere rimandata oltre una decisione che chiaramente identifichi nelle responsabilità pubbliche, l'obbligo di confutare le risultanze scientifiche aziendali con prove sperimentali condotte dalle strutture tecniche statali e comunitarieIl fatto stesso che le gravi risultanze relative alla Soia OGM "Roundup Ready" fossero da tempo note alle Autorità comunitarie e nazionali che sovraintendono i compiti autorizzativi e di controllo della materia biotecnologica, costituisce un ulteriore motivo di preoccupazione, che ci spinge a rendere ancora più pressante questa nostra richiesta.
In particolare, per ciò che riguarda lo specifico del nostro Paese, il fatto che la Commissione Interministeriale Biotecnologie (CIB) non abbia ritenuto di operare in conseguenza dei fatti ad essa noti, costituisce un precedente gravissimo che certo non contribuisce all'attendibilità di un organismo che deve garantire sulla sicurezza dei prodotti transgenici.

ATTENZIONE che anche la soia NON OGM potrebbe contenere OGM per contaminazione - La Cina e' il paese ove gli OGM nella soia, sono piu' utilizzati al mondo !

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L'instabilità delle linee Transgeniche
By Sabina Morandi

L'instabilità delle piante trangeniche e i meccanismi di amplificazione di frammenti del DNA, causati dai forti promotori utilizzati dai biotecnologi per fare esprimere il gene inserito, sono già stati studiati da alcuni ricercatori indipendenti. Si può dire che l'istabilità degli OGM sia il principale problema del biotech in quanto, per inserire il gene, vanno aggirati tutti i meccanismi difensivi naturali della cellula che servono proprio a evitare l'introduzione di DNA estraneo nel genoma. Di qui i vettori chimerici sempre più aggressivi, tratti da virus ad ampio spettro d'ospite, o l'utilizzo di promotori che possono dar luogo a iper-replicazioni, e quindi a ripetizioni, dagli effetti sconosciuti. Naturalmente, una volta che si sia dato l'avvio a tali ripetizioni, è praticamente impossibile che venga riconosciuto il gene mutante, che in genere viene agganciato dalla sonda, anche quando i test vengano fatti con gli strumenti più appropriati.
Qui di seguito riportiamo alcuni brani dal libro di Mae-Wan Ho, biologa della Open University, in uscita anche in Italia. Le conclusioni tratte dal libro sono frutto di un lavoro collettivo di ricercatori di tutto il mondo.
Principalmente, per quel che riguarda l'argomento qui preso in esame, l'autrice si rifà ai lavori di Terje Traavik, un virologo dell'università di Tromsø, in Norvegia, Vyvyan Howard, tossicologa dell'Università di Liverpool, che hanno firmato con Mae-Wan Ho un'importante pubblicazione scientifica sul contributo dell'ingegneria genetica alla recente recrudescenza delle malattie infettive.

Tratto da: http://www.kontrokultura.org/archivio2001/135/soia_ogm.html

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Piu' SOIA meno Cancro al seno
La rivista è prestigiosa, e il centro di riferimento sicuramente attendibile: i risultati confermano ancora una volta che i fitoestrogeni della soia sono sostanze splendide per la terapia.
Il lavoro pubblicato da pochi giorni sul Journal of Clinical Oncology ribadisce attraverso uno studio caso-controllo che quanto più è alto il livello plasmatico di alcuni isoflavoni della soia (la genisteina), tanto meno la donna si ammalerà di cancro del seno (Iwasaki M et al, J Clin Oncol.  2008 Apr 1;26(10):1677-83. Epub 2008 Mar 3).

Si può quindi affermare che "più soia meno cancro del seno", o almeno possiamo dirlo con certezza in rifermento alle donne giapponesi. A volte la medicina è straordinaria: considera spesso accettabile per l'intera umanità quello che avviene a un gruppo di topolini, ma quando un lavoro scientifico tocca un tema di conflitto commerciale (come quello della soia contro il latte vaccino) riesce a limitare le sue affermazioni alle donne su cui è stato effettuata la valutazione, e in questo caso appunto Giapponesi.

I benefici della soia però non si fermano qui: in parallelo è stato pubblicato su Circulation il risultato di un importante lavoro relativo al fatto che un alto livello di fitoestrogeni nel sangue, provenienti appunto dalla soia, svolge una potente azione protettiva nei confronti di ictus e di infarti. O almeno lo fa nelle donne Giapponesi, come si diceva prima (Kokubo Y et al, Circulation. 2007 Nov 27;116(22):2553-62. Epub 2007 Nov 19).

L'alimentazione può incidere in misura determinante sulla induzione tumorale e sulla sua guarigione. Eurosalus ha comunicato nei mesi scorsi i risultati fondamentali della conferenza di Londra (tenutasi a novembre 2007) della World Cancer Research Fund - WCRF, in cui si è arrivati a sostenere, suffragati dai fatti, che dal 35% al 50% della mortalità tumorale mondiale può essere fermata modificando attivamente l'alimentazione.

Nel caso particolare del cancro del seno, grazie al contenuto ormonale residuo del latte vaccino e ad una sua possibile azione sull'insulina, il rapporto tra assunzione di latte vaccino o latticini e tumori ormono dipendenti (mammella e prostata), è purtroppo già stato definito e chiarito.
Chi mangia latte e latticini in abbondanza si espone a un rischio maggiore di queste forme tumorali.
Purtroppo una conoscenza come questa, che potrebbe aiutare enormemente una grande fetta della popolazione mondiale ad attuare una prevenzione corretta, viene scarsamente divulgata, e anche lavori scientifici come quelli segnalati entrano nella polemica commerciale che mette i prodotti lattiero caseari in conflitto con i latti di derivazione vegetale, e porta quindi a una gestione molto cauta di qualsiasi comunicazione al riguardo.

Tratto da: Eurosalus.com

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Troppa soia riduce fertilità maschile

La soia riduce la fertilità maschile. Il consumo di questo alimento, infatti, farebbe diminuire il numero di spermatozoi, e non di poco: gli uomini che ne mangiano di più - mezza porzione al giorno - hanno 41 milioni di spermatozoi in meno per millilitro di sperma, rispetto a chi non ne mangia affatto.
A sostenerlo sono i ricercatori americani della Harvard School of Public Health di Boston. Gli isoflavonoidi, presenti nella soia, sono estrogeni naturali. L'equipe ha analizzato l'apporto alimentare di 15 prodotti a base di soia in 99 uomini che, tra il 2000 e il 2006, si erano sottoposti a controlli per la valutazione della loro fertilità.
Ai pazienti è stato proposto un questionario sulla frequenza e la quantità del consumo di alimenti a base di soia e isoflavonoidi nei tre mesi precedenti. Gli uomini sono stati divisi in quattro gruppi in funzione del loro consumo di questi alimenti.
Dopo aver analizzato i dati, introducendo correzioni legate ad altri fattori in grado di ridurre la fertilità i ricercatori hanno osservato che gli uomini con una dieta ricca di soia avevano, rispetto a chi non ne assumeva per niente, circa 41 milioni di spermatozoi in meno per millilitro di liquido seminale. E il rapporto tra consumo di soia e minor numero di spermatozoi risultava più marcato negli uomini obesi o sovrappeso.
Tratto da:
da Adnkronos.com - Ago. 2008

Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
 

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