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SOIA
(Glycine Max) Si o NO ?
Si, ma con parsimonia, per la Soia Biologica (NON
OGM)
Nome
comune della leguminosa annuale classificata Glycinemax
nella famiglia delle papilionacee, originaria delle
regioni orientali della Cina
È
una pianta erbacea annua, con fusti eretti di altezza di
60-130 cm, ricoperta da peli ispidi bruni o grigi.
Portamento eretto più o meno cespuglioso.
Il frutto è un piccolo baccello coperto di peli, in
forma diritta o curva, con un colore che varia dal
giallo al grigio o al nero. Contiene da 1 a 5 semi. Ogni
infiorescenza produce da 1 a più di 20 baccelli, che
raggiungono la maturità in 40 giorni circa.
I semi sono commestibili ed utilizzati
nell'alimentazione sia direttamente che dopo
lavorazione, hanno una forma del frutto, prevalentemente
sferica o ellittica.
La
soia venne coltivata per la prima volta in Cina 5.000
anni fa. A quel tempo, l’imperatore chiamò questo
legume "Ta Teou", che significa "grande
fagiolo". Egli classificò la soia tra le cinque
piante sacre.
Le altre quattro erano il riso, il frumento, l’orzo e
il miglio.
Il
primo spostamento della soia al di fuori della Cina
avvenne nel 1804, quando un veliero americano, che
tornava negli Stati Uniti, trasportò un carico di soia
come zavorra. La prima piantagione commerciale di soia
fu allestita nel 1929 per la produzione della salsa di
soia. Da quei primi ed insignificanti inizi, la soia ha
acquisito una grande importanza. La soia è attualmente
una fonte principale ed essenziale di proteine e di olio
da utilizzare sia per l’alimentazione umana sia per
quella animale. Esistono anche numerose applicazioni
industriali per le varie componenti di questo legume
importante e versatile.
Oggi
è coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile,
in Argentina, in Cina, in India, in Francia e in
Austria; la coltivazione è diffusa anche in Italia.
Le
esigenze climatiche sono simile a quelle del mais. La
temperatura minima di accrescimento è intorno ai 5 °C,
quella ottimale di 24-25 °C.
La
soia è un'ottima coltura miglioratrice della fertilità
in quanto fissa l'azoto atmosferico, produce una
notevole quantità di sostanza organica facilmente
umificabile e lascia il terreno in buono stato. È
un'ottima alternativa ai cereali, ma va consumata con
parsimonia.
Il
modo migliore per nutrirsi di soia è quello di
mangiarla nella sua forma naturale e biologica (NON OGM),
ovvero come semi.
Da utilizzare quindi in minestre insieme ad altri
legumi.
La soia puo presentarsi anche sotto altre forme, e
quindi essere mangiata in questo stato: latte di soia,
la salsa di soia (detta anche "shoya"), il
tofu o formaggio di soia, le bistecche o i bocconcini di
soia, il tempeh fermentato di soia dal contenuto
proteico pari alla carne.
vedi:
Glutammato
1 + Glutammato
2
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LA
SOIA: UNA LEGUMINOSA TRA il VEGETALE e L'ANIMALE
Ilse
Démarest * - Dalla rivista Antroposofia
a (…) Dobbiamo arrivare a vedere le singole piante
quali parte di un insieme organico, ed è così che si
arriva a comprendere proprio il grande significato delle
leguminose. Si arriverà certo a questo perché si
tratta di cose note, ma è necessario conoscerle
partendo da un sostrato spirituale, altrimenti si corre
il grande rischio che in futuro, con l'inevitabile
ulteriore perdita del sapere tradizionale,
nell'applicare nuovi criteri si faccia scivolare il
tutto su una strada falsa. **Rudolf Steiner
* Da L'esprit du Temps, numero 7 autunno 1993,
Traduzione di Paolo Giraudo.
Ilse Démarest, nata a Stoccarda, vive dal 1953 a Parigi
dove attualmente si dedica a tempo pieno alla scienza
dello spirito.
** Rudolf Steiner, Impulsi scientifico-spirituali per il
progresso dell'agricoltura, pag 80,
III Conferenza, O.O. 327, Ed. Antroposofica, 1995
UNA LEGUMINOSA a META' STRADA fra il VEGETALE e
L'ANIMALE.
La nostra epoca si confronta sempre di più con il
problema della soia, tanto nei paesi ad alto sviluppo
che in quelli gravemente sottosviluppati. Questa pianta
è diventata su scala mondiale un fenomeno della
civilizzazione che ci riguarda come l'inquinamento della
terra o l'armamento nucleare.
Molti la portano alle stelle e la considerano l'alimento
che salverà l'umanità dalla fame, e che, data la sua
incredibile capacità di prendere forme diverse, potrà
soppiantare tutte le altre coltivazioni. Altri la
avvicinano ancora con diffidenza. Non sarebbe meglio
cercare di conoscerla un po' più a fondo? E capire
quale è la sua autentica natura? Perché ha avuto
questo successo vertiginoso? Perché questa pianta
orientale, coltivata in occidente solo dall'inizio del
XX secolo, ha fatto indietreggiare tutte le altre
coltivazioni su tutta la superficie del pianeta ?
Nella prima parte parleremo delle caratteristiche della
pianta e dei suoi prodotti, nella seconda studieremo le
sue implicazioni nell'economia mondiale attualmente
legata in modo inestricabile con la politica mondiale.
LA FAMIGLIA DELLE LEGUMINOSE.
La soia è una leguminosa o papilionata, come i fagioli,
i piselli, il trifoglio, le arachidi, le ginestre etc.
Questa famiglia possiede la particolarità, da sempre
apprezzata in agricoltura, di fissare l'azoto dell'aria
e di accumularlo, con l'azione di certi batteri, nelle
nodosità delle radici. In Cina, la soia è infatti
usata da sempre come coltivazione precedente, cioè
occupa i terreni l'anno precedente le coltivazioni
propriamente dette. Queste possono così beneficiare
dell'azoto accumulato nella terra, mentre la soia era
utilizzata come foraggio o spelta verde e i suoi
germogli come alimento. Nei paesi occidentali sono il
trifoglio, l'erba medica o i piselli a compiere da
sempre questa funzione. Queste piante danno un ottimo
foraggio che stimola la lattazione. L'arricchimento del
suolo in azoto che producono permette poi alle altre
coltivazioni di svilupparsi. Generalmente si semina
prima la pianta più esigente, e nelle nostre regioni si
tratta dl grano, poi altri cereali che si accontentano
di terreni più poveri, come ad esempio la segale o
l'avena. Questa pratica di fare dei cicli a rotazione
contribuisce a mantenere la fertilità del suolo e
permettere di ricavare un adeguato alimento per uomini e
animali domestici.
La possibilità di servirsi delle leguminose allo scopo
di arricchire in azoto il terreno ci indica già come la
soia si distingue dalle altre coltivazioni che invece
hanno bisogno di questo elemento. Un'altra particolarità
si può leggere nel suo modo di crescere. Una pianta non
cerca generalmente di portare il più alto possibile i
fiori e i semi verso il sole, secondo quanto la sua
natura e le circostanze le permettano? Quando esce dal
seme e si ancora al suolo con le radici, sviluppa la sua
parte foliare fino a che questa è abbastanza forte da
permettere allo stelo florale di salire verso il cosmo e
portare la in alto i suoi fiori. A quel punto l'attività
vegetativa si ferma la pianta, una volta sfiorita,
declina rapidamente perché ha compiuto il suo ciclo. Le
leguminose invece, fioriscono e fruttificano nella parte
foliata, producendo alternativamente foglie e fiori
senza discontinuità. La comparsa dei fiori non mette
fine alla sua crescita, e al suo distendersi nello
spazio. I suoi fiori non si consacrano al cosmo in un
gesto di totale fiducia disposti a raggiera intorno ad
un centro costituito dall'estremità di un fusto
verticale, e si dispongono paralleli alla superficie
terrestre. Si raddrizzano vicino allo stelo e subiscono
le influenze della luce e del peso, del cosmo e della
terra. Mentre i petali del dorso hanno un aspetto
carenato, i petali frontali prendono la forma di ali, e
i petali in alto si aprono in un magnifico stendardo. Si
formano così delle cavità, sembra che il fiore voglia
nascondere qualche cosa in se stesso. Esattamente come
avviene negli animali, i diversi organi dei fiori si
trovano all'interno al riparo dagli sguardi. La loro
simmetria diventa bilaterale (sinistra/destra) come
quella degli animali. Il loro aspetto ricorda quello
degli animali da cui questa famiglia ha preso il nome:
cioè le farfalle.
È sorprendente vedere come si svolge la germinazione in
questa famiglia. Mentre le altre piante escono verticali
dalla terra per aprirsi all'aria libera, vediamo qui
all'inizio una specie di collo ricurvo le cui due
estremità rimangono nella terra, una porta le nuove
radici, l'altra i cotiledoni, che nella fava avevano
avviluppato il seme.
Poco dopo la germinazione si vedono uscire dalla terra
in gran quantità delle specie di germogli arrotondati,
di un colore e di una consistenza che ricordano i
germogli delle patate tenute in cantina. Questo collo
ricurvo è molto fragile e ha bisogno di incontrare un
terreno friabile morbido per non rompersi quando esce
dalla terra e quando drizzandosi fa salire i cotiledoni.
È un momento critico che conoscono tutti i coltivatori
di leguminose.
Non sembra che questa pianta esca controvoglia dalla
terra ?
Quando all'estremità del loro collo ricurvo i
cotiledoni della soia non ancora divisi in due salgono a
fatica dalla terra, inclinati verso di lei, si vedono
spuntare, fra queste due specie di mascelle carnose che
sono i cotiledoni e che si aprono mal volentieri, le
prime due foglie che ricordano una lingua appuntita.
Continuando una osservazione attenta si ha la netta
impressione che siano queste due foglie a costringere il
cotiledone e il collo a raddrizzarsi.
Tenendo conto della particolarità incredibile della
soia, le cui foglie sono tutte trilobate, di emettere
all'inizio due foglie, non possiamo fare a meno di
pensare alle piante-animali dell'antica Luna di cui
Rudolf Steiner parla nella Scienza occulta: queste due
prime foglie verdi non potrebbero essere gli autentici
cotiledoni che si liberano dalla parte carnosa, a
vantaggio dell'animale? I cotiledoni delle leguminose
con il loro notevole volume non hanno un aspetto
vegetale, come si vedono essere i cotiledoni soliti,
fini e lunghi come quelli delle carote o del prezzemolo,
o rotondi e sottili come nel radicchio…
La foglia è solo superficie, il volume è proprio della
specie animale. Nelle papilionacee il vegetale
propriamente detto incomincerebbe solo all'apparire
delle prime due foglie ? Quello che si considera
normalmente come dei cotiledoni cade rapidamente e
lascia a malapena una traccia sul collo che diventa
stelo.
Un'altra interessante particolarità delle piante di
questa famiglia è la brevità della loro capacità
germinativa. Attualmente le sementi di soia ad esempio
non possono essere vendute passati quattro mesi dalla
verifica ufficiale della loro capacità germinativa. Se
paragoniamo il gesto di queste piante con quello dei
cereali, si può capire perché in questi ultimi il seme
mantiene tanto a lungo il potere germinativo. In essi
tutto è concentrato nella volontà di fruttificare,
tutto aspira verso le altezze. La parte foliare è
appena abbozzata in primavera e sparisce subito dopo. In
brevissimo tempo non rimane che uno stelo
incredibilmente alto in rapporto al suo diametro.
Alla sommità, più lontano possibile dalla terra e
dalla regione vegetativa, la spiga si offre liberamente
al vento e al sole. Al contrario, nelle leguminose la
formazione del fiore e del frutto avvengono in mezzo
alle foglie.
Il seme sembra caratterizzato da qualità della foglia,
effimere e transitorie? Sappiamo che nella regione delle
foglie si attivano le ondine, mentre nella regione dei
semi operano le salamandre. Le prime hanno un legame con
l'acqua, creatrice di forme morbide e plastiche, le
seconde con l'elemento fuoco, indurente e purificatore.
L'elemento che domina nella parte foliare è sicuramente
l'acqua, quello della regione dei fiori e dei frutti è
il fuoco.
In questa regione la vita, così intensamente presente
nelle foglie, si ritira per concentrarsi nel seme.
Se per certe piante è sufficiente una parte di foglia
per far ripartire una nuova pianta, qui una volta che la
foglia si è trasformata in petalo, non ha più la forza
di produrre una pianta figlia. Anche la sostanza si
riduce al minimo, che è solo più l'immagine effimera
della sua essenza, dove la sostanza è diventata forma.
Vediamo allora l'azione del fuoco che fa sorgere i
meravigliosi colori dei fiori, o le magnifiche tinte
degli alberi in autunno.
Osservando con attenzione le piante, vediamo in queste
due regioni delle qualità completamente diverse.
È evidente che l'elemento fuoco non può intervenire in
modo opportuno nel campo dell'acqua (le foglie delle
piante) e che per questo il potere germinativo delle
leguminose è di breve durata.
Un'altra osservazione può maggiormente illuminare
questa specie di regno intermedio delle leguminose.
Caratteristica della pianta, come dell'uomo, è di
essere nettamente tripartita. La parte delle radici ha
un suo mondo, le tenebre della terra, che esplora in
ogni direzione. I vasi in cui circola la linfa, nella
parte aerea, sono disposti a strati all'esterno dello
stelo, assumono una posizione centrale al momento
dell'ingresso nella terra. Questo fatto ci ricorda come
il cranio umano circonda i suoi organi, mentre quelli
del corpo si trovano all'esterno dello scheletro. La
parte foliare di una pianta di tipo puramente vegetale
che è dominata dal ritmo si delimita nettamente dalla
parte florale, si libera, si apre e crea un suo mondo di
colori, di forme, di sapori, e pollini, espressioni o
impronte del suo autentico essere. Questa ultima parte
si può assimilare al sistema metabolico dell'uomo, sede
della sua volontà grazie a cui l'uomo libero dà la sua
impronta al mondo con i suoi atti.
L'animale invece secondo Rudolf Steiner non può essere
considerato tripartito.
Anche se ha una porzione "testa" e una
"metabolismo", gli manca la parte mediana ben
distinta, dove si uniscono e si mescolano gli impulsi
che arrivano dai due poli, e il ritmo che dovrebbe
presiedere e regnare in questa parte mediana si diffonde
nella testa, dove vi rende difficile la calma necessaria
per la riflessione, e nel metabolismo dove ha maggiore
potere che nell'uomo.
Le leguminose che uniscono la parte florale e quella
foliare mostrano di essere sottoposte, come l'animale,
alla bipartizione.
LE LEGUMINOSE E IL CALCARE.
Il mondo vegetale non esprime forse in modo sensibile,
percettibile, l'anima della terra, come un'opera d'arte
mette davanti ai nostri occhi in modo sensibile quello
che vive nell'anima dell'artista ? L'uno e l'altro
comunicano a tutto quanto li circonda la ricchezza della
loro vita interiore e le loro opere non hanno altro
scopo che quello di manifestare il loro essere interiore
al mondo sensibile lasciandovi una traccia.
La terra parla con il cosmo e con l'uomo attraverso
quello che produce, in una eterna metamorfosi, con la
speranza di trovare una eco, proprio come l'artista
spera con la sua opera di far vibrare negli altri la
stessa corda che vibra in lui.
Ora le leguminose, pur essendo dei prodotti della terra,
non hanno questo gesto di aprirsi al mondo circostante.
Si girano verso la terra stessa da cui sono uscite,
sembrano avere cose molto più importanti che abbellire
la terra con il loro aspetto esteriore. Ne deriva la
domanda di sapere che cosa significa questo
comportamento, verso cosa tende questa pianta. Nel corso
per gli agricoltori, Rudolf Steiner ci mette sulla
giusta strada:
"Se guardiamo queste leguminose possiamo ben dire:
là in basso, nella terra, c'è qualche cosa con delle
necessità, come i polmoni umani hanno bisogno di
ossigeno, ma è un bisogno d'azoto; e questo qualcosa è
il calcare.".
Le leguminose dunque praticano una specie di
inspirazione di azoto, al servizio del calcare, hanno un
gesto di prendere e immagazzinare dove tutte le altre
piante possono vivere perché danno qualcosa.
Per la pianta è vitale che gli animali e l'uomo
prendano, consumino le foglie, i fiori, i frutti, le
radici che la pianta fornisce a profusione. La vita non
può cessare o diminuire la sua attività che è quella
di vivere e di attivarsi.
Se altri esseri non si servissero di quello che produce,
si asfissierebbe da sola, non avendo più lo spazio per
dare libero corso a quello che è. Essendo una pianta
anche la leguminosa vive nel gesto di dare, e nello
stesso tempo mostra anche il gesto di prendere
dell'animale. Sembra avere caratteristiche dei due regni
in sé, facendoci di nuovo pensare allo stadio
intermedio delle piante-animali dell'antica luna che
solo sulla terra si sono divise in due distinti regni:
animale e vegetale.
È realmente il vestigio di un antico stato, di uno
stato lunare ?
E inoltre perché la soia lavora a beneficio del calcare
? Sappiamo che il regno vegetale fonda la sua
costruzione sul carbone, che la pianta utilizza il
carbone presente nell'anidride carbonica dell'atmosfera
e che rigetta l'ossigeno tanto prezioso e necessario
all'uomo e all'animale. Secondo Rudolf Steiner il
carbone porta in sé gli archetipi secondo i quali
edifica il mondo vegetale. E si arriva alla
manifestazione sensibile con il concorso di altre
sostanze, contenute nell'albumina (terza conferenza dl
Corso per agricoltori).
Ma gli
essere realizzati con questa sostanza non possono avere
nessuna autonomia e rimangono sempre incatenati al punto
in cui sono spuntati. Manca loro l'elemento egocentrico
che è stato portato sulla terra dal calcare. Si può
dire, in altre parole che animali e calcare sono apparsi
simultaneamente sulla terra.
Per Rudolf Steiner il calcare esprime (è lui stesso)
l'avidità cosmica. Questa avidità è facilmente
apprezzabile quando si lavora con questo materiale,
soprattutto quando prende la forma di calce viva, così
pericolosa da maneggiare. Tutto quello che cade in suo
potere viene dissolto e assorbito.
L'intonaco e il gesso, forme diverse di calcare, si
attaccano ai muri per la loro avidità. Sappiamo anche
che un sottosuolo ricco di calcare affatica gli uomini,
diminuisce e assorbe la loro vitalità, la sfianca.
Questo si sente facilmente a Parigi.
Possiamo capire che questo impulso a volere attirare
ogni cosa a sé era necessario agli animali affinché
potessero far propri interiorizzare i processi, per
rendersi sempre più dipendenti e vivere la loro
essenza.
L'avidità è una espressione dell'anima e come tale ha
bisogno di essere stimolata dall'esterno.
Non contattiamo che le nostre pulsioni, le più vitali,
per non indebolirsi, hanno bisogno di essere stimolate
dall'esterno, da qualche cosa che viene dal mondo
circostante oppure da un fantasma, un'immagine che
facciamo sorgere in noi stessi? Ugualmente il calcare ha
bisogno dell'apporto dell'azoto per rimanere ben vivo, e
conservare tutta la sua avidità. Non è forse questa
ultima ad ancorare il mondo vegetale alla Terra e
suscitare tutta la forza con cui si manifesta? Rudolf
Steiner ci dice che se il carbone trovasse sotto di lui
dell'acqua, potrebbe creare da solo tutti i vegetali.
Questi avrebbero allora il carattere delle nostre piante
acquatiche. Trovando invece sotto di sé attualmente il
calcare che lo disturba, è costretto a legarsi alla
silice. Quest'ultima sostanza non è trasparente solo in
senso fisico. Lo è anche per chi venendo da un altro
mondo vuole manifestarsi. La sua trasparenza viene dal
fatto che non pretende nulla per sé, che potrebbe
alterare la sua materia, come il nostro occhio, che è
quasi tutto silicio ed è al servizio della facoltà di
percepire e altera la visione se manifesta in qualche
modo il suo essere, come nelle malattie dell'occhio.
Oggi la pianta si trova fra l'avidità del calcare e il
puro altruismo del silicio che a detta di Rudolf Steiner
con la sua sola presenza si attaccò al calcare e deve
di nuovo attaccarsi.
Il nostro mondo vegetale esiste dunque come è oggi
perché il calcare è ben vivo e ben avido. Piante come
i nostri cereali ad esempio non hanno potuto trovare la
forza della loro manifestazione che nella lotta contro
il calcare, che con la sua volontà di accaparrare
tutto, si oppone ad ogni aspirazione verso altri mondi.
Il loro stelo così fine e alto -tutto silice- non
esprime forse il trionfo della leggerezza contro tutto
quello che è legato alla pesantezza della Terra?
Le leguminose sono al polo opposto; infatti sono alleate
del calcare. Indispensabili alla vita sulla Terra come
si manifesta nella nostra epoca, queste piante
tradiscono in ogni gesto che sono sotto il potere del
calcare. Saranno così inoffensive quale base alimentare
mondiale? Ideale che tanti scienziati, politici e
imprenditori vorrebbero raggiungere.
LA QUALITA' DELLA SOIA.
Dopo aver visto come la famiglia a cui appartiene si
inserisce nell'insieme della natura e quali sono le
particolarità, possiamo meglio considerare le qualità
della soia in particolare.
È molto istruttivo prendere in mano una recente guida
per la coltivazione della soia che viene consigliata ai
contadini francesi perché possano documentarsi su come
coltivare questa pianta riccamente sovvenzionata
dall'Europa. Veniamo allora a sapere che per prima cosa
si deve praticare con molta cura l'inoculazione del
terreno con dei batteri che la soia produrrà in un
secondo tempo a condizione che questo sia stato fatto.
Il primo anno, il suo rendimento è inferiore sia come
qualità che come quantità di semi, che risultano
poveri di proteine. Questa pianta ben distante da
crescere spontaneamente nelle nostre zone, deve essere
viziata perché si adatti al nostro terreno.
Viene poi consigliato di arare molto in profondità (le
radici raggiungono il metro) e si deve fare tutto il
possibile per avere un terreno ben soffice in
superficie, affinché al momento al momento in cui il
collo ricurvo si alza non corra il rischio di rompersi
per l'eccessiva resistenza del terreno. è anche
importante rimuovere, lavorando il terreno, tutte le
erbacce che potrebbero che potrebbero svilupparsi in un
secondo tempo.
Già a dicembre e fino a febbraio bisogna mettere un
primo erbicida, poi un secondo sistematico e un terzo
classico dopo la semina.
Tutto questo perché la soia è molto sensibile alle
piante spontanee, alle erbacee, che la fanno ammalare.
Il
suo motto sembra "o sola o niente", attitudine
molto asociale! Sono indispensabili altri trattamenti
funghicidi e batterici.
Minori sono le necessità di fertilizzazione, si deve
però controllare che nel terreno non ci siano eccessivi
residui azotati delle precedenti coltivazioni, cosa che
impedirebbe ai noduli di installarsi.
Per contro si consiglia di irrigare moltissimo, a
rischio di ottenere un raccolto mediocre.
Anche il raccolto è un momento delicato. L'umidità
rappresenta il pericolo maggiore in quanto i semi
possono essere rapidamente danneggiati da insetti. Non
è raccomandabile conservare il raccolto in fattoria, ma
in caso di tempo umido portarlo subito dal campo al
luogo di conservazione.
Come siamo lontani dal gesto del contadino di altri
tempi che sorvegliava personalmente la buona
conservazione dei suoi raccolti! Ma le difficoltà di
produzione non ci devono far dimenticare le
straordinarie qualità della soia che solo l'industria
agro alimentare ha saputo rivelare con l'aiuto della
ricerca.
Non ci stupiamo più della grande ricchezza proteica
della soia. La proteina caratteristica dell'animale, si
trova nella pianta principalmente nel seme o intorno a
lui, là dove si manifesta l'astrale. Ma proprio la
natura un po' ambigua delle leguminose ci spiega il
grande accumulo di proteine.
Si può ancora dire che più delle altre, la soia rivela
il carattere tipico di questa famiglia: ricoperta di
peli, di un verde che tende al nero, produce i suoi
piccoli fiori viola o rosa poco appariscenti (2 mm),
vicini allo stelo, sotto le foglie. Questo tipo di fiori
appena visibile si estende con la crescita dal basso
verso l'alto e quando la pianta secca si vedono solo gli
steli da cui pendono enormi baccelli. Tutta l'importanza
è data al frutto, mentre il fiore è ridotto al minimo.
Ma attualmente, la cosa più importante non è il valore
nutritivo della soia. Ben altre proprietà sono state
scoperte e messe a profitto. Una delle sostanze che si
trova abbondantemente e che per il suo basso prezzo è
universalmente utilizzata è la lecitina. Fra le sue
diverse particolarità c'è quella di legare fra loro
liquidi che solitamente non si mischiano, come i grassi
e l'acqua, di permettere cioè il matrimonio di acqua e
di polveri come quella del cacao, conservando al
cioccolato la sua fluidità, e di impedire al burro di
cacao di separarsi dall'acqua, allo zucchero di
ricristallizzare, etc. Permette soprattutto di
alleggerire qualunque materia grassa con la semplice
aggiunta di acqua portata alla consistenza di gel dalla
lecitina. Nelle margarine, sposa, per questo suo potere,
un 80% di grassi con un 20% di acqua. Questa proprietà
di legare l'acqua e il fuoco (olio, grasso) non si
ritrova già nel modo che ha la pianta di inserirsi in
mezzo ai due regni dell'acqua e del fuoco ?
Anche altre piante producono la lecitina, ma si può
dire che il seme di soia è impregnato di questa
sostanza in tutto il suo essere. Aggiungere della farina
di soia alla farina di grano conferisce alla pasticceria
la qualità soffice e molle, aumenta la ritenzione di
liquidi, rallenta l'indurimento ( perché l'acqua è
saldamente trattenuta dal gel nella condizione di un gel
). L'aggiunta di farina di soia diminuisce la retrazione
nella pasticceria. Non stupisce quindi che attualmente
le pasticcerie nelle nostre città siano tanto aumentate
di numero: il costo delle materie prime è diminuito
tanto che il prezzo di vendita può tranquillamente
venire ridotto. E' ancora questa proprietà che fa
apprezzare la soia in salumeria dove viene aggiunta alla
carne tritata e agli hamburger etc. La spiacevole
retrazione della carne attuale al momento della può
essere evitato con l'aggiunta di queste proteine
vegetali.
Quando negli allevamenti intensivi il massiccio apporto
di mangime a base di soia permette di fare un maiale, un
pollo, o un vitello in metà tempo che con
l'alimentazione classica, ci serve dell'affinità di
questa pianta con il processo-acqua.
L'acqua, legata alla luna, è l'elemento che favorisce
la crescita, come il calore e il sole conferiscono la
forma, la struttura e la consistenza specifica a quanto
diversamente crescerebbe in modo indifferenziato.
E
la forma, cioè tutto quello che prende una forma, che
si tratti di sostanza, o colori, non si imprime nella
materia che a scapito del volume, cioè la quantità
deve lasciare il posto alla qualità. Ora la sostanza di
un essere vivente che riceve soprattutto l'impulso della
Luna ( per altro è intensamente legata al calcare ) e
non tanto quello del sole e dei pianeti lontani avrà
maggior volume, ma meno densità e minore carattere
proprio. Predomina la qualità che uniforma e rimanda
tutto. Per la specificità della sua natura la soia
conferisce alla carne una qualità acqua maggiore e fa
crescere gli animali in modo più svelto, perché la sua
presenza impedisce all'elemento formatore di imprimere
ilo suo carattere tipico dell'essere, favorendo per
contro la massa che rimane piuttosto indifferente.
Il risultato è che la carne degli allevamenti intensivi
con mangimi di soia diminuisce ( perde la sua acqua )
cuocendo. Ma questo inconveniente può essere corretto
dall'aggiunta di soia che fissa nuovamente l'acqua in
eccesso. Il potere della soia di dominare organizzare
l'acqua è così forte che anche aggiungendo dell'acqua
all'olio di frittura, la presenza di lecitina tiene
tanto fortemente l'acqua in suo potere che salta
nell'olio bollente come farebbe qualunque altro liquido
in quelle condizioni.
La soia e soprattutto la lecitina trovano spazio in
applicazioni al di fuori dalla industria alimentare:
la cosmetica ad esempio la utilizza come emulsionante
naturale, l'industria farmaceutica si serve di questa
sostanza per rendere più accettabili dall'organismo le
vitamine A e E che accelerano la crescita dei polli.
Entra poi nella composizione di vernici e anche del
gasolio. In tutti questi casi viene messa a profitto la
sua incredibile capacità di captare, fissare qualche
cosa. Un'altra proprietà meravigliosa della soia è che
non avendo praticamente odore è in grado di accogliere
ed esaltare gli aromi, sostituendosi ai grassi che
normalmente si usavano a questo scopo. Si presenta anche
ad assumere qualunque forma anche tessile.
Il latte ottenuto dalla spremitura dei semi può essere
facilmente trasformato in una vasta gamma di prodotti
lattieri. Tutto ci indica che questa pianta racchiude
una natura che deve essere messa al servizio di qualche
cosa o qualcuno altro, piuttosto che esprimere la sua
personalità. Sembra che si lasci comandare in tutto.
Quando, opportunamente trattata viene sostituita alle
proteine animali, ne imita perfettamente il gusto,
l'aspetto la consistenza.
La leguminosa è sempre stata una grande alleata
dell'uomo. Grazie a lei ha potuto conservare la fertilità
del terreno per coltivazioni di piante nobili ed
esigenti di cui l'uomo ha bisogno come supporto fisico
se vuole sviluppare le sue facoltà oltre i termini
datigli dalla natura. Non solo rigenera il suolo
accumulandovi l'azoto. La sua parte erbacea rende
possibile l'allevamento di razze animali da latte, che
sono di nuovo indispensabili al mantenimento della
fertilità del terreno oltre che alimenti corretti per
l'uomo.
Alla domanda se sia corretto usare questa pianta
direttamente come alimento si deve rispondere che è
necessaria una certa prudenza, In Oriente la soia è
certamente un alimento basilare, ma si mangiano solo i
germogli.
Salvo casi di estrema necessità o in preparazione
scadenti, i semi non vengono consumati come i nostri
fagioli, piselli o lenticchie.
Non bisogna dimenticare che le costituzioni degli
orientali e degli occidentali sono diverse, e non
permettono lo sviluppo delle stesse facoltà.
Constatiamo anche che più l'uomo cerca di raffinare la
sua cultura meno è incline a fare uso di queste piante.
Nella scuola di Pitagora il loro consumo era
assolutamente vietato perché era giudicata negativa per
l'attività pensante.
Dobbiamo riconoscere alla soia un incredibile talento da
illusionista di cui si servono tutte le industrie
produttrici di gelati, di salse e di piatti
preconfezionati, per non parlare degli alimenti per cani
e gatti.
L'uomo non ha creato grazie a questa pianta una
situazione che corrisponde alla sua attitudine odierna ?
Non vuole forse vivere nell'illusione rifiutando di
andare in fondo alle cose e prendere i problemi dalla
radice ?
Ma soprattutto avrà ancora la forza di farlo dopo
l'insediamento dell'era della soia?
Nella seconda parte studieremo le situazioni che il
dominio della soia ha creato nel mondo, il che ci farà
intravedere i pericoli pratici attuali legati ad una
dominazione di questa pianta e a che cosa ha portato un
pensiero materialista.
Tratto da:
agribionotizie.it
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SOIA
MANIPOLATA GENETICAMENTE
ormai anche in Europa,
per il mangime degli animali, quindi state attenti
anche alla carne !
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/soia.htm
Tragiche
morti per la Soia OGM
Il
caso della Sindrome Mialgica Eosinofila causato dallo
L-triptofano della Showa Denko (USA, 1989): 38 morti e
1580 casi clinici.
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/mialg.htm
Amazzonia:
deforestazione per coltivazioni di Soia
http://www.zmag.org/italy/osava-soia-amazzonia.htm
http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_8900.html
Lastricare
l'Amazzonia con la soia
La
distruzione di un ecosistema. La soia, in questo
momento, è la principale causa di deforestazione nel
Mato Grosso. Il governatore dello stato è Blairo Maggi,
proprietario del Maggi Group, il più grosso produttore
privato di soia al mondo.
-
Sasha
Lilley - 3 gennaio 2005
Brasile:
via libera alla Soia OGM….
http://www.greenplanet.net/Articolo7023.html
Argentina:
Monsanto
e la soia Argentina
Secondo
produttore di transgenici e terzo produttore di soia nel
mondo, l'Argentina subisce un attacco sempre più duro
da parte della Monsanto, perchè paghi le licenze
sull'uso dei semi di soia
Silvia
Ribeiro - 26 marzo 2005 - Fonte: www.nuovimondimdia.com
http://www.nuovimondimedia.com/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1058&mode=
thread&order=0&thold=0
Paraguay :
04.7.2005
- Soia assassina - La
guerra della soia causa ogni anno decine di feriti
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart=3131
Europa:
Secondo
l’ indagine svolta dall'associazione V.A.S.
(Verdi Ambiente e Società) la Soia "Roundup Ready",
unica varietà OGM importata in Europa, sarebbe
instabile e soggetta a pericolose mutazioni. La prova
delle modificazioni impreviste del DNA sarebbe contenuta
in un rapporto della stessa Monsanto, ditta produttrice
, che però smentisce, ovviamente…
Fonte:
www.nuovimondimedia.com
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Soia
e Fertilità
Diminuisce
gli spermatozoi
Una nuova ricerca sull
'alimentazione nei paesi occidentali rivela che la
passione dei cittadini britannici per i pasti già
preparati (disidratati, surgelati, ecc.) pieni di soia
"invisibile" è una delle cause della
diminuzione del numero degli spermatozoi, quindi fonte
di problemi di fertilità.
Sono coinvolti anche molti cibi
considerati "salutari" come ad esempio il
latte di soia o lo yogurt di soia.
Un gruppo di ricerca condotto da
Sheena Lewis, professore di medicina riproduttiva alla
Queen's University di Belfast, ha condotto alcuni studi
che collegano il consumo di soia con una ridotta
fertilità maschile.
Gli scienziati ritengono che i
composti della soia imitino l'estrogeno, l'ormone
femminile.
La ricerca, rivelata da
un'indagine sull'industria della soia, che raggiunge
profitti multimiliardari a livello mondiale, è stata
pubblicata sulla rivista Observer Food Monthly. Rivela
che la soia non è più mangiata solo dai vegetariani ma
utilizzata anche come proteina di basso costo nella
maggior parte dei cibi precotti e nei fast foods.
Altre ricerche hanno collegato i
composti chimici della soia con certi tipi di cancro,
malattie del cervello e anomalie dello sviluppo nei
bambini.
La prof. Lewis ha affermato:
"I composti chimici della soia possono ridurre il
numero degli spermatozoi....i risultati ci preoccupano,
c'è bisogno di ulteriori studi su un maggior numero di
persone."
Uno dei componenti del gruppo di
studio, la dr. Lorraine Anderson ha scritto: "Se si
altera la quantità di estrogeni a cui un uomo è
esposto, si può non solo avere un effetto sulla qualità
dello sperma ma anche un aumento nelle anomalie
strutturali nei neonati quali testicoli che non
scendono".
Lei ritiene che ciò può portare
altri problemi più tardi nel corso della vita, quali il
cancro ai testicoli.
La Soja Protein Association, che
rappresenta i produttori di alimenti, ha dichiarato:
"Non abbiamo visto alcune evidenza convincente che
la soia possa causare alcun danno".
By
Antony Barnett
- Public Affairs Editor - The
Observer – UK - 7-11-2004
Guardian Unlimited © Guardian
Newspapers Limited 2004
http://www.guardian.co.uk/medicine/story/0,11381,1345541,00.htm
Tratto
da
http://www.biospazio.it
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La soia Roundup Ready, prodotta dalla
multinazionale Monsanto, è stata modificata
geneticamente per resistere alla somministrazione del
glifosato, il diserbante ad ampio spettro prodotto dalla
stessa Monsanto.
La soia Roundup è la varietà vegetale OGM che per
prima ha ottenuto, negli Stati Uniti, l'autorizzazione
ad essere coltivata e commercializzata come alimento. In
Europa la Gran Bretagna venne prescelta per la
conduzione delle prove sperimentali ed il prodotto OGM
venne positivamente valutato nel 1994 dall'autorità di
controllo britannica "Advisory Committee on Novel
Food and Processes" (ACNFP). Con decisione CE
96/281 del 3 aprile 1996 la soia della Monsanto venne
autorizzata in quanto alimento alla commercializzazione
su tutto il territorio comunitario.
La "Roundup Ready" è l'unica varietà di soia
OGM in commercio nel territorio europeo e la sua
autorizzazione è avvenuta con una procedura sui generis
(attraverso la Direttiva CE 220/90 che disciplina la
sperimentazione e la commercializzazione delle sementi
OGM) non avendo mai seguito l'iter previsto dal
Regolamento CE 258/97 (che disciplina la
commercializzazione degli alimenti derivati da prodotti
OGM), entrato in vigore successivamente.
Il
fatto
Nuove
analisi condotte sulla soia "Roundup Ready",
evidenziano profonde alterazioni genetiche nella soia
OGM prodotta dalla multinazionale Monsanto. Ciò è
tanto più grave se solo pensiamo che dei 10 milioni di
ton. di soia importati nel nostro Paese, oltre il 40%
del totale è costituito da soia transgenica.
Nuovo
rapporto di Monsanto 18 MAGGIO 2000
I
responsabili della multinazionale Monsanto convocano un
incontro con i rappresentanti dell'autorità di
controllo britannica "Advisory Committee on Novel
Food and Processes" (ACNFP), allo scopo di chiarire
alcuni aspetti relativi alla soia geneticamente
modificata "Roundup Ready", di cui la Gran
Bretagna è stata la nazione referente in Europa per le
prove sperimentali.
RIVELAZIONE
SHOCK
Nel
corso dell'incontro i responsabili di Monsanto
comunicano all'ACNFP di aver riscontrato, dopo ulteriori
analisi sulla soia "Roundup Ready", due
sequenze genetiche nuove e impreviste rispetto a quanto
descritto nel 1996 nella notifica autorizzativa per la
commercializzazione.
1 - scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 937 paia
di basi
Ulteriori
analisi di Southern blot (il DNA frammentato viene
fissato su di un supporto solido) e successivo clonaggio
e sequenziamento hanno evidenziato la presenza di un
nuovo inserto genetico composto da 937 paia di basi e
con 72 paia di basi di omologia con il gene CP4-EPSPS
(gene inserito nella soia per la tolleranza all'erbicida
glifosato).
2
- scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 250 paia
di basi
Il
sequenziamento delle regioni fiancheggianti l'inserto
principale ha evidenziato la presenza di un frammento
genetico di 250 paia di basi del CP4-EPSPS all'estremità
3 dell'inserto (vale a dire a destra dell'inserto, perché
una catena di DNA va letta in direzione 5’-3’).
Le proteine che non si trovano
Le
due sequenze genetiche nuove e impreviste sono state
analizzate per quanto riguarda le proteine eventualmente
espresse (ogni gene contiene infatti l’informazione
per sintetizzare una proteina), ma la tecnica del
Northern blot (tecnica per isolare l'RNA, cioè il
passaggio intermedio tra DNA e proteina espressa) non è
stata in grado di rilevarle. A questo proposito Monsanto
ritiene che, in base alla loro composizione, queste
sequenze geniche siano impossibilitate a sintetizzare
proteine.
Resta tuttavia inspiegabile il motivo che ha indotto
Monsanto a non analizzare l'espressione proteica delle
nuove sequenze utilizzando tecniche molto più sensibili
come la RT-PCR o l'RNAse protection.
L'assetto
genetico della soia Roundup autorizzata non corrisponde
più a quello della Soia Roundup attualmente
commercializzata
L'instabilità
genetica riscontrata è forse una prevedibile
manifestazione di flusso genetico? (scheda 3) Ciò di
cui si ha invece certezza, per stessa ammissione del
rapporto di Monsanto, è che l'assetto genetico della
Soia Roundup autorizzata non corrisponde più a quello
della Soia Roundup attualmente commercializzata.
L'indagine del Governo belga
Allo
scopo di comprendere le possibili cause almeno della
presenza del frammento genetico che replica il gene
CP4-EPSP inserito nella soia per la tolleranza
all'erbicida glifosato, il Ministero della Piccola
Impresa, Commercio e Agricoltura del Belgio ha elencato
le seguenti tre ipotesi:
a)
potrebbe essere stato rilasciato dal vettore (cioè il
plasmide, un piccolo anello di DNA nel quale viene
inserito il gene responsabile della modificazione
transgenica; il plasmide è poi in grado di cedere il
gene estraneo all'organismo ricevente)
b)
oppure essere il cosiddetto "filler-DNA"
c)
oppure ancora derivare da un riarrangiamento del DNA
della pianta manipolata
Una
soia piena di guai !!
Nel
tentativo di trovare una risposta, i laboratori
dell'Autorità belga hanno sottoposto ad analisi PCR
(scheda 2) la soia non transgenica e la soia transgenica
"Roundup Ready", utilizzando i primer
specifici per le regioni fiancheggianti il punto di
inserzione: primer indicati dal nuovo dossier Monsanto.
Come risultato è stato possibile amplificare il DNA
nella soia "Roundup Ready", ma non di quello
della soia non trangenica, con ciò deducendo che
l’introduzione del gene CP4-EPSPS ha causato un
riarrangiamento del DNA nel punto di inserimento.
A questo proposito bisogna ricordare che il DNA
dell’ospite non dovrebbe essere modificato nella sua
struttura originale, tranne che per la sequenza estranea
inserita che fornisce la proprietà aggiuntiva.
E’ però ormai noto che le linee transgeniche sono per
loro stessa natura instabili, probabilmente perché le
tecniche utilizzate in campo biotecnologico causano
un’alterazione dei naturali meccanismi di controllo
interni ed esterni alla cellula.
Conclusioni
operative- Sospensione della commercializzazione in
Italia
La
palese non corrispondenza fra prodotto autorizzato e
prodotto attualmente commercializzato, impone
l'emanazione di un Decreto Governativo di sospensione
cautelativa dal commercio in Italia della Soia OGM
"Roundup Ready". Un provvedimento che si
propone di intraprendere con urgenza poichè è evidente
che la nuova identità della soia "Roundup Ready"
é commercializzata senza alcuna verifica sulla propria
sicurezza d'uso.
Allo scopo abbiamo inoltrato il presente rapporto al
Presidente del Consiglio, Giuliano Amato; al Ministro
della Sanità, Umberto Veronesi; al Ministro delle
Politiche Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio; al Ministro
dell'Ambiente, Willer Bordon; al Ministro delle
Politiche Comunitarie, Gianni Mattioli.
Sospensione
della commercializzazione in Europa
Per
le stesse ragioni, la sospensione cautelativa dal
commercio in Europa della Soia "Roundup Ready"
riteniamo debba costituire il motivo di un immediato
intervento della Commissione Europea. Allo scopo abbiamo
inoltrato il presente rapporto al Presidente della
Commissione UE, Prof. Romano Prodi; al Commissario della
Sanità e della Difesa del Consumatore, David Byrne; al
Commissario dell'Ambiente, Margot Wallstrom. Quale il
ruolo delle Autorità pubbliche di controllo? La gravità
dei fatti qui riportati, richiama la necessità di
chiudere il prima possibile il capitolo che vede le
Autorità Pubbliche di Controllo pronunciarsi, in
materia di "sicurezza d'uso" dei prodotti OGM,
pressoché esclusivamente in base alle informazioni
fornite dalle stesse aziende titolari dei prodotti
transgenici.
Non può essere rimandata oltre una decisione che
chiaramente identifichi nelle responsabilità pubbliche,
l'obbligo di confutare le risultanze scientifiche
aziendali con prove sperimentali condotte dalle
strutture tecniche statali e comunitarieIl fatto stesso
che le gravi risultanze relative alla Soia OGM "Roundup
Ready" fossero da tempo note alle Autorità
comunitarie e nazionali che sovraintendono i compiti
autorizzativi e di controllo della materia
biotecnologica, costituisce un ulteriore motivo di
preoccupazione, che ci spinge a rendere ancora più
pressante questa nostra richiesta.
In particolare, per ciò che riguarda lo specifico del
nostro Paese, il fatto che la Commissione
Interministeriale Biotecnologie (CIB) non abbia ritenuto
di operare in conseguenza dei fatti ad essa noti,
costituisce un precedente gravissimo che certo non
contribuisce all'attendibilità di un organismo che deve
garantire sulla sicurezza dei prodotti transgenici.
ATTENZIONE
che anche la soia NON OGM potrebbe contenere
OGM per
contaminazione - La Cina e' il paese ove gli OGM nella
soia, sono piu' utilizzati al mondo !
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L'instabilità
delle linee Transgeniche
By
Sabina Morandi
L'instabilità
delle piante trangeniche e i meccanismi di
amplificazione di frammenti del DNA, causati dai forti
promotori utilizzati dai biotecnologi per fare esprimere
il gene inserito, sono già stati studiati da alcuni
ricercatori indipendenti. Si può dire che l'istabilità
degli OGM sia il principale problema del biotech in
quanto, per inserire il gene, vanno aggirati tutti i
meccanismi difensivi naturali della cellula che servono
proprio a evitare l'introduzione di DNA estraneo nel
genoma. Di qui i vettori chimerici sempre più
aggressivi, tratti da virus ad ampio spettro d'ospite, o
l'utilizzo di promotori che possono dar luogo a
iper-replicazioni, e quindi a ripetizioni, dagli effetti
sconosciuti. Naturalmente, una volta che si sia dato
l'avvio a tali ripetizioni, è praticamente impossibile
che venga riconosciuto il gene mutante, che in genere
viene agganciato dalla sonda, anche quando i test
vengano fatti con gli strumenti più appropriati.
Qui di seguito riportiamo alcuni brani dal libro di
Mae-Wan Ho, biologa della Open University, in uscita
anche in Italia. Le conclusioni tratte dal libro sono
frutto di un lavoro collettivo di ricercatori di tutto
il mondo.
Principalmente, per quel che riguarda l'argomento qui
preso in esame, l'autrice si rifà ai lavori di Terje
Traavik, un virologo dell'università di Tromsø, in
Norvegia, Vyvyan Howard, tossicologa dell'Università di
Liverpool, che hanno firmato con Mae-Wan Ho
un'importante pubblicazione scientifica sul contributo
dell'ingegneria genetica alla recente recrudescenza
delle malattie infettive.
Tratto
da:
http://www.kontrokultura.org/archivio2001/135/soia_ogm.html
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Piu' SOIA meno
Cancro al
seno
La
rivista è prestigiosa, e il centro di riferimento
sicuramente attendibile: i risultati confermano ancora
una volta che i fitoestrogeni della soia sono sostanze
splendide per la terapia.
Il lavoro pubblicato da pochi giorni sul Journal of
Clinical Oncology ribadisce attraverso uno studio
caso-controllo che quanto più è alto il livello
plasmatico di alcuni isoflavoni della soia (la
genisteina), tanto meno la donna si ammalerà di cancro
del seno (Iwasaki M et al, J Clin Oncol. 2008 Apr
1;26(10):1677-83. Epub 2008 Mar 3).
Si può quindi affermare che "più soia meno cancro del
seno", o almeno possiamo dirlo con certezza in
rifermento alle donne giapponesi. A volte la medicina è
straordinaria: considera spesso accettabile per l'intera
umanità quello che avviene a un gruppo di topolini, ma
quando un lavoro scientifico tocca un tema di conflitto
commerciale (come quello della soia contro il
latte vaccino)
riesce a limitare le sue affermazioni alle donne su cui
è stato effettuata la valutazione, e in questo caso
appunto Giapponesi.
I benefici della soia però non si fermano qui: in
parallelo è stato pubblicato su Circulation il
risultato di un importante lavoro relativo al fatto che
un alto livello di fitoestrogeni nel sangue, provenienti
appunto dalla soia, svolge una potente azione protettiva
nei confronti di ictus e di infarti. O almeno lo fa
nelle donne Giapponesi, come si diceva prima (Kokubo Y
et al, Circulation. 2007 Nov 27;116(22):2553-62. Epub
2007 Nov 19).
L'alimentazione può incidere in misura determinante
sulla induzione tumorale e sulla sua guarigione.
Eurosalus ha comunicato nei mesi scorsi i risultati
fondamentali della conferenza di Londra (tenutasi a
novembre 2007) della World Cancer Research Fund -
WCRF, in cui si è arrivati a sostenere, suffragati dai
fatti, che dal 35% al 50% della mortalità tumorale
mondiale può essere fermata modificando attivamente
l'alimentazione.
Nel caso particolare del cancro del seno, grazie al
contenuto ormonale residuo del latte vaccino e ad una
sua possibile azione sull'insulina, il rapporto tra
assunzione di latte vaccino o latticini e tumori ormono
dipendenti (mammella e prostata), è purtroppo già stato
definito e chiarito.
Chi mangia latte e latticini
in abbondanza si espone a un rischio maggiore di
queste forme tumorali.
Purtroppo una conoscenza come questa, che potrebbe
aiutare enormemente una grande fetta della popolazione
mondiale ad attuare una prevenzione corretta, viene
scarsamente divulgata, e anche lavori scientifici
come quelli segnalati entrano nella polemica commerciale
che mette i prodotti lattiero caseari in conflitto con i
latti di derivazione vegetale, e porta quindi a una
gestione molto cauta di qualsiasi comunicazione al
riguardo.
Tratto da:
Eurosalus.com
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Troppa soia riduce fertilità maschile
La soia riduce la fertilità maschile. Il consumo di
questo alimento, infatti, farebbe diminuire il numero di
spermatozoi, e non di poco: gli uomini che ne mangiano
di più - mezza porzione al giorno - hanno 41 milioni di
spermatozoi in meno per millilitro di sperma, rispetto a
chi non ne mangia affatto.
A sostenerlo sono i ricercatori americani della
Harvard School of Public Health di Boston. Gli
isoflavonoidi, presenti nella soia, sono estrogeni
naturali. L'equipe ha analizzato l'apporto alimentare di
15 prodotti a base di soia in 99 uomini che, tra il 2000
e il 2006, si erano sottoposti a controlli per la
valutazione della loro fertilità.
Ai pazienti è stato proposto un questionario sulla
frequenza e la quantità del consumo di alimenti a base
di soia e isoflavonoidi nei tre mesi precedenti. Gli
uomini sono stati divisi in quattro gruppi in funzione
del loro consumo di questi alimenti.
Dopo aver analizzato i dati, introducendo correzioni
legate ad altri fattori in grado di ridurre la fertilità
i ricercatori hanno osservato che gli uomini con una
dieta ricca di soia avevano, rispetto a chi non ne
assumeva per niente, circa 41 milioni di spermatozoi in
meno per millilitro di liquido seminale. E il rapporto
tra consumo di soia e minor numero di spermatozoi
risultava più marcato negli uomini obesi o sovrappeso.
Tratto da:
da
Adnkronos.com - Ago. 2008
Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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