|
SOIA
(Glycine Max) Si o NO ?
Si, ma con parsimonia, per la Soia Biologica (NON
OGM)
Nome
comune della leguminosa annuale classificata Glycinemax
nella famiglia delle papilionacee, originaria delle
regioni orientali della Cina
È
una pianta erbacea annua, con fusti eretti di altezza di
60-130 cm, ricoperta da peli ispidi bruni o grigi.
Portamento eretto più o meno cespuglioso.
Il frutto è un piccolo baccello coperto di peli, in
forma diritta o curva, con un colore che varia dal
giallo al grigio o al nero. Contiene da 1 a 5 semi. Ogni
infiorescenza produce da 1 a più di 20 baccelli, che
raggiungono la maturità in 40 giorni circa.
I semi sono commestibili ed utilizzati
nell'alimentazione sia direttamente che dopo
lavorazione, hanno una forma del frutto, prevalentemente
sferica o ellittica.
La
soia venne coltivata per la prima volta in Cina 5.000
anni fa. A quel tempo, l’imperatore chiamò questo
legume "Ta Teou", che significa "grande
fagiolo".
Egli classificò la soia tra le cinque
piante sacre.
Le altre quattro erano il riso, il frumento, l’orzo e
il miglio.
Il
primo spostamento della soia al di fuori della Cina
avvenne nel 1804, quando un veliero americano, che
tornava negli Stati Uniti, trasportò un carico di soia
come zavorra. La prima piantagione commerciale di soia
fu allestita nel 1929 per la produzione della salsa di
soia. Da quei primi ed insignificanti inizi, la soia ha
acquisito una grande importanza. La soia è attualmente
una fonte principale ed essenziale di proteine e di olio
da utilizzare sia per l’alimentazione umana sia per
quella animale. Esistono anche numerose applicazioni
industriali per le varie componenti di questo legume
importante e versatile.
Oggi
è coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile,
in Argentina, in Cina, in India, in Francia e in
Austria; la coltivazione è diffusa anche in Italia.
(NdR: ma e' sopratutto OGM !)
Le
esigenze climatiche sono simile a quelle del mais. La
temperatura minima di accrescimento è intorno ai 5 °C,
quella ottimale di 24-25 °C.
La
soia è un'ottima coltura miglioratrice della fertilità
in quanto fissa l'azoto atmosferico, produce una
notevole quantità di sostanza organica facilmente
umificabile e lascia il terreno in buono stato. È
un'ottima alternativa ai cereali, ma va consumata con
parsimonia.
Il
modo migliore per nutrirsi di soia è quello di
mangiarla nella sua forma naturale e biologica (NON OGM),
ovvero come semi.
Da utilizzare quindi in minestre insieme ad altri
legumi.
La soia puo presentarsi anche sotto altre forme, e
quindi essere mangiata in questo stato: latte di soia,
la salsa di soia (detta anche "shoya"), il
tofu o formaggio di soia, le bistecche o i bocconcini di
soia, il tempeh fermentato di soia dal contenuto
proteico pari alla carne.
vedi:
Glutammato
1 + Glutammato
2
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LA
SOIA: UNA LEGUMINOSA TRA il VEGETALE e L'ANIMALE
Ilse
Démarest * - Dalla rivista Antroposofia
a (…) Dobbiamo arrivare a vedere le singole piante
quali parte di un insieme organico, ed è così che si
arriva a comprendere proprio il grande significato delle
leguminose. Si arriverà certo a questo perché si
tratta di cose note, ma è necessario conoscerle
partendo da un sostrato spirituale, altrimenti si corre
il grande rischio che in futuro, con l'inevitabile
ulteriore perdita del sapere tradizionale,
nell'applicare nuovi criteri si faccia scivolare il
tutto su una strada falsa. **Rudolf Steiner
* Da L'esprit du Temps, numero 7 autunno 1993,
Traduzione di Paolo Giraudo.
Ilse Démarest, nata a Stoccarda, vive dal 1953 a Parigi
dove attualmente si dedica a tempo pieno alla scienza
dello spirito.
** Rudolf Steiner, Impulsi scientifico-spirituali per il
progresso dell'agricoltura, pag 80,
III Conferenza, O.O. 327, Ed. Antroposofica, 1995
UNA LEGUMINOSA a META' STRADA fra il VEGETALE e
L'ANIMALE.
La nostra epoca si confronta sempre di più con il
problema della soia, tanto nei paesi ad alto sviluppo
che in quelli gravemente sottosviluppati. Questa pianta
è diventata su scala mondiale un fenomeno della
civilizzazione che ci riguarda come l'inquinamento della
terra o l'armamento nucleare.
Molti la portano alle stelle e la considerano l'alimento
che salverà l'umanità dalla fame, e che, data la sua
incredibile capacità di prendere forme diverse, potrà
soppiantare tutte le altre coltivazioni. Altri la
avvicinano ancora con diffidenza. Non sarebbe meglio
cercare di conoscerla un po' più a fondo? E capire
quale è la sua autentica natura? Perché ha avuto
questo successo vertiginoso? Perché questa pianta
orientale, coltivata in occidente solo dall'inizio del
XX secolo, ha fatto indietreggiare tutte le altre
coltivazioni su tutta la superficie del pianeta ?
Nella prima parte parleremo delle caratteristiche della
pianta e dei suoi prodotti, nella seconda studieremo le
sue implicazioni nell'economia mondiale attualmente
legata in modo inestricabile con la politica mondiale.
LA FAMIGLIA delle LEGUMINOSE.
La soia è una leguminosa o papilionata, come i fagioli,
i piselli, il trifoglio, le arachidi, le ginestre etc.
Questa famiglia possiede la particolarità, da sempre
apprezzata in agricoltura, di fissare l'azoto dell'aria
e di accumularlo, con l'azione di certi batteri, nelle
nodosità delle radici. In Cina, la soia è infatti
usata da sempre come coltivazione precedente, cioè
occupa i terreni l'anno precedente le coltivazioni
propriamente dette. Queste possono così beneficiare
dell'azoto accumulato nella terra, mentre la soia era
utilizzata come foraggio o spelta verde e i suoi
germogli come alimento. Nei paesi occidentali sono il
trifoglio, l'erba medica o i piselli a compiere da
sempre questa funzione. Queste piante danno un ottimo
foraggio che stimola la lattazione. L'arricchimento del
suolo in azoto che producono permette poi alle altre
coltivazioni di svilupparsi. Generalmente si semina
prima la pianta più esigente, e nelle nostre regioni si
tratta dl grano, poi altri cereali che si accontentano
di terreni più poveri, come ad esempio la segale o
l'avena. Questa pratica di fare dei cicli a rotazione
contribuisce a mantenere la fertilità del suolo e
permettere di ricavare un adeguato alimento per uomini e
animali domestici.
La possibilità di servirsi delle leguminose allo scopo
di arricchire in azoto il terreno ci indica già come la
soia si distingue dalle altre coltivazioni che invece
hanno bisogno di questo elemento. Un'altra particolarità
si può leggere nel suo modo di crescere. Una pianta non
cerca generalmente di portare il più alto possibile i
fiori e i semi verso il sole, secondo quanto la sua
natura e le circostanze le permettano? Quando esce dal
seme e si ancora al suolo con le radici, sviluppa la sua
parte foliare fino a che questa è abbastanza forte da
permettere allo stelo florale di salire verso il cosmo e
portare la in alto i suoi fiori. A quel punto l'attività
vegetativa si ferma la pianta, una volta sfiorita,
declina rapidamente perché ha compiuto il suo ciclo. Le
leguminose invece, fioriscono e fruttificano nella parte
foliata, producendo alternativamente foglie e fiori
senza discontinuità. La comparsa dei fiori non mette
fine alla sua crescita, e al suo distendersi nello
spazio. I suoi fiori non si consacrano al cosmo in un
gesto di totale fiducia disposti a raggiera intorno ad
un centro costituito dall'estremità di un fusto
verticale, e si dispongono paralleli alla superficie
terrestre. Si raddrizzano vicino allo stelo e subiscono
le influenze della luce e del peso, del cosmo e della
terra. Mentre i petali del dorso hanno un aspetto
carenato, i petali frontali prendono la forma di ali, e
i petali in alto si aprono in un magnifico stendardo. Si
formano così delle cavità, sembra che il fiore voglia
nascondere qualche cosa in se stesso. Esattamente come
avviene negli animali, i diversi organi dei fiori si
trovano all'interno al riparo dagli sguardi. La loro
simmetria diventa bilaterale (sinistra/destra) come
quella degli animali. Il loro aspetto ricorda quello
degli animali da cui questa famiglia ha preso il nome:
cioè le farfalle.
È sorprendente vedere come si svolge la germinazione in
questa famiglia. Mentre le altre piante escono verticali
dalla terra per aprirsi all'aria libera, vediamo qui
all'inizio una specie di collo ricurvo le cui due
estremità rimangono nella terra, una porta le nuove
radici, l'altra i cotiledoni, che nella fava avevano
avviluppato il seme.
Poco dopo la germinazione si vedono uscire dalla terra
in gran quantità delle specie di germogli arrotondati,
di un colore e di una consistenza che ricordano i
germogli delle patate tenute in cantina. Questo collo
ricurvo è molto fragile e ha bisogno di incontrare un
terreno friabile morbido per non rompersi quando esce
dalla terra e quando drizzandosi fa salire i cotiledoni.
È un momento critico che conoscono tutti i coltivatori
di leguminose.
Non sembra che questa pianta esca controvoglia dalla
terra ?
Quando all'estremità del loro collo ricurvo i
cotiledoni della soia non ancora divisi in due salgono a
fatica dalla terra, inclinati verso di lei, si vedono
spuntare, fra queste due specie di mascelle carnose che
sono i cotiledoni e che si aprono mal volentieri, le
prime due foglie che ricordano una lingua appuntita.
Continuando una osservazione attenta si ha la netta
impressione che siano queste due foglie a costringere il
cotiledone e il collo a raddrizzarsi.
Tenendo conto della particolarità incredibile della
soia, le cui foglie sono tutte trilobate, di emettere
all'inizio due foglie, non possiamo fare a meno di
pensare alle piante-animali dell'antica Luna di cui
Rudolf Steiner parla nella Scienza occulta: queste due
prime foglie verdi non potrebbero essere gli autentici
cotiledoni che si liberano dalla parte carnosa, a
vantaggio dell'animale? I cotiledoni delle leguminose
con il loro notevole volume non hanno un aspetto
vegetale, come si vedono essere i cotiledoni soliti,
fini e lunghi come quelli delle carote o del prezzemolo,
o rotondi e sottili come nel radicchio…
La foglia è solo superficie, il volume è proprio della
specie animale. Nelle papilionacee il vegetale
propriamente detto incomincerebbe solo all'apparire
delle prime due foglie ? Quello che si considera
normalmente come dei cotiledoni cade rapidamente e
lascia a malapena una traccia sul collo che diventa
stelo.
Un'altra interessante particolarità delle piante di
questa famiglia è la brevità della loro capacità
germinativa. Attualmente le sementi di soia ad esempio
non possono essere vendute passati quattro mesi dalla
verifica ufficiale della loro capacità germinativa. Se
paragoniamo il gesto di queste piante con quello dei
cereali, si può capire perché in questi ultimi il seme
mantiene tanto a lungo il potere germinativo. In essi
tutto è concentrato nella volontà di fruttificare,
tutto aspira verso le altezze. La parte foliare è
appena abbozzata in primavera e sparisce subito dopo. In
brevissimo tempo non rimane che uno stelo
incredibilmente alto in rapporto al suo diametro.
Alla sommità, più lontano possibile dalla terra e
dalla regione vegetativa, la spiga si offre liberamente
al vento e al sole. Al contrario, nelle leguminose la
formazione del fiore e del frutto avvengono in mezzo
alle foglie.
Il seme sembra caratterizzato da qualità della foglia,
effimere e transitorie? Sappiamo che nella regione delle
foglie si attivano le ondine, mentre nella regione dei
semi operano le salamandre. Le prime hanno un legame con
l'acqua, creatrice di forme morbide e plastiche, le
seconde con l'elemento fuoco, indurente e purificatore.
L'elemento che domina nella parte foliare è sicuramente
l'acqua, quello della regione dei fiori e dei frutti è
il fuoco.
In questa regione la vita, così intensamente presente
nelle foglie, si ritira per concentrarsi nel seme.
Se per certe piante è sufficiente una parte di foglia
per far ripartire una nuova pianta, qui una volta che la
foglia si è trasformata in petalo, non ha più la forza
di produrre una pianta figlia. Anche la sostanza si
riduce al minimo, che è solo più l'immagine effimera
della sua essenza, dove la sostanza è diventata forma.
Vediamo allora l'azione del fuoco che fa sorgere i
meravigliosi colori dei fiori, o le magnifiche tinte
degli alberi in autunno.
Osservando con attenzione le piante, vediamo in queste
due regioni delle qualità completamente diverse.
È evidente che l'elemento fuoco non può intervenire in
modo opportuno nel campo dell'acqua (le foglie delle
piante) e che per questo il potere germinativo delle
leguminose è di breve durata.
Un'altra osservazione può maggiormente illuminare
questa specie di regno intermedio delle leguminose.
Caratteristica della pianta, come dell'uomo, è di
essere nettamente tripartita. La parte delle radici ha
un suo mondo, le tenebre della terra, che esplora in
ogni direzione. I vasi in cui circola la linfa, nella
parte aerea, sono disposti a strati all'esterno dello
stelo, assumono una posizione centrale al momento
dell'ingresso nella terra. Questo fatto ci ricorda come
il cranio umano circonda i suoi organi, mentre quelli
del corpo si trovano all'esterno dello scheletro. La
parte foliare di una pianta di tipo puramente vegetale
che è dominata dal ritmo si delimita nettamente dalla
parte florale, si libera, si apre e crea un suo mondo di
colori, di forme, di sapori, e pollini, espressioni o
impronte del suo autentico essere. Questa ultima parte
si può assimilare al sistema metabolico dell'uomo, sede
della sua volontà grazie a cui l'uomo libero dà la sua
impronta al mondo con i suoi atti.
L'animale invece secondo Rudolf Steiner non può essere
considerato tripartito.
Anche se ha una porzione "testa" e una
"metabolismo", gli manca la parte mediana ben
distinta, dove si uniscono e si mescolano gli impulsi
che arrivano dai due poli, e il ritmo che dovrebbe
presiedere e regnare in questa parte mediana si diffonde
nella testa, dove vi rende difficile la calma necessaria
per la riflessione, e nel metabolismo dove ha maggiore
potere che nell'uomo.
Le leguminose che uniscono la parte florale e quella
foliare mostrano di essere sottoposte, come l'animale,
alla bipartizione.
Le LEGUMINOSE ed il CALCARE.
Il mondo vegetale non esprime forse in modo sensibile,
percettibile, l'anima della terra, come un'opera d'arte
mette davanti ai nostri occhi in modo sensibile quello
che vive nell'anima dell'artista ? L'uno e l'altro
comunicano a tutto quanto li circonda la ricchezza della
loro vita interiore e le loro opere non hanno altro
scopo che quello di manifestare il loro essere interiore
al mondo sensibile lasciandovi una traccia.
La terra parla con il cosmo e con l'uomo attraverso
quello che produce, in una eterna metamorfosi, con la
speranza di trovare una eco, proprio come l'artista
spera con la sua opera di far vibrare negli altri la
stessa corda che vibra in lui.
Ora le leguminose, pur essendo dei prodotti della terra,
non hanno questo gesto di aprirsi al mondo circostante.
Si girano verso la terra stessa da cui sono uscite,
sembrano avere cose molto più importanti che abbellire
la terra con il loro aspetto esteriore. Ne deriva la
domanda di sapere che cosa significa questo
comportamento, verso cosa tende questa pianta. Nel corso
per gli agricoltori, Rudolf Steiner ci mette sulla
giusta strada:
"Se guardiamo queste leguminose possiamo ben dire:
là in basso, nella terra, c'è qualche cosa con delle
necessità, come i polmoni umani hanno bisogno di
ossigeno, ma è un bisogno d'azoto; e questo qualcosa è
il calcare.".
Le leguminose dunque praticano una specie di
inspirazione di azoto, al servizio del calcare, hanno un
gesto di prendere e immagazzinare dove tutte le altre
piante possono vivere perché danno qualcosa.
Per la pianta è vitale che gli animali e l'uomo
prendano, consumino le foglie, i fiori, i frutti, le
radici che la pianta fornisce a profusione. La vita non
può cessare o diminuire la sua attività che è quella
di vivere e di attivarsi.
Se altri esseri non si servissero di quello che produce,
si asfissierebbe da sola, non avendo più lo spazio per
dare libero corso a quello che è. Essendo una pianta
anche la leguminosa vive nel gesto di dare, e nello
stesso tempo mostra anche il gesto di prendere
dell'animale. Sembra avere caratteristiche dei due regni
in sé, facendoci di nuovo pensare allo stadio
intermedio delle piante-animali dell'antica luna che
solo sulla terra si sono divise in due distinti regni:
animale e vegetale.
È realmente il vestigio di un antico stato, di uno
stato lunare ?
E inoltre perché la soia lavora a beneficio del calcare
? Sappiamo che il regno vegetale fonda la sua
costruzione sul carbone, che la pianta utilizza il
carbone presente nell'anidride carbonica dell'atmosfera
e che rigetta l'ossigeno tanto prezioso e necessario
all'uomo e all'animale. Secondo Rudolf Steiner il
carbone porta in sé gli archetipi secondo i quali
edifica il mondo vegetale. E si arriva alla
manifestazione sensibile con il concorso di altre
sostanze, contenute nell'albumina (terza conferenza dl
Corso per agricoltori).
Ma gli
essere realizzati con questa sostanza non possono avere
nessuna autonomia e rimangono sempre incatenati al punto
in cui sono spuntati. Manca loro l'elemento egocentrico
che è stato portato sulla terra dal calcare. Si può
dire, in altre parole che animali e calcare sono apparsi
simultaneamente sulla terra.
Per Rudolf Steiner il calcare esprime (è lui stesso)
l'avidità cosmica. Questa avidità è facilmente
apprezzabile quando si lavora con questo materiale,
soprattutto quando prende la forma di calce viva, così
pericolosa da maneggiare. Tutto quello che cade in suo
potere viene dissolto e assorbito.
L'intonaco e il gesso, forme diverse di calcare, si
attaccano ai muri per la loro avidità. Sappiamo anche
che un sottosuolo ricco di calcare affatica gli uomini,
diminuisce e assorbe la loro vitalità, la sfianca.
Questo si sente facilmente a Parigi.
Possiamo capire che questo impulso a volere attirare
ogni cosa a sé era necessario agli animali affinché
potessero far propri interiorizzare i processi, per
rendersi sempre più dipendenti e vivere la loro
essenza.
L'avidità è una espressione dell'anima e come tale ha
bisogno di essere stimolata dall'esterno.
Non contattiamo che le nostre pulsioni, le più vitali,
per non indebolirsi, hanno bisogno di essere stimolate
dall'esterno, da qualche cosa che viene dal mondo
circostante oppure da un fantasma, un'immagine che
facciamo sorgere in noi stessi? Ugualmente il calcare ha
bisogno dell'apporto dell'azoto per rimanere ben vivo, e
conservare tutta la sua avidità. Non è forse questa
ultima ad ancorare il mondo vegetale alla Terra e
suscitare tutta la forza con cui si manifesta? Rudolf
Steiner ci dice che se il carbone trovasse sotto di lui
dell'acqua, potrebbe creare da solo tutti i vegetali.
Questi avrebbero allora il carattere delle nostre piante
acquatiche. Trovando invece sotto di sé attualmente il
calcare che lo disturba, è costretto a legarsi alla
silice. Quest'ultima sostanza non è trasparente solo in
senso fisico. Lo è anche per chi venendo da un altro
mondo vuole manifestarsi. La sua trasparenza viene dal
fatto che non pretende nulla per sé, che potrebbe
alterare la sua materia, come il nostro occhio, che è
quasi tutto silicio ed è al servizio della facoltà di
percepire e altera la visione se manifesta in qualche
modo il suo essere, come nelle malattie dell'occhio.
Oggi la pianta si trova fra l'avidità del calcare e il
puro altruismo del silicio che a detta di Rudolf Steiner
con la sua sola presenza si attaccò al calcare e deve
di nuovo attaccarsi.
Il nostro mondo vegetale esiste dunque come è oggi
perché il calcare è ben vivo e ben avido. Piante come
i nostri cereali ad esempio non hanno potuto trovare la
forza della loro manifestazione che nella lotta contro
il calcare, che con la sua volontà di accaparrare
tutto, si oppone ad ogni aspirazione verso altri mondi.
Il loro stelo così fine e alto -tutto silice- non
esprime forse il trionfo della leggerezza contro tutto
quello che è legato alla pesantezza della Terra?
Le leguminose sono al polo opposto; infatti sono alleate
del calcare. Indispensabili alla vita sulla Terra come
si manifesta nella nostra epoca, queste piante
tradiscono in ogni gesto che sono sotto il potere del
calcare. Saranno così inoffensive quale base alimentare
mondiale? Ideale che tanti scienziati, politici e
imprenditori vorrebbero raggiungere.
LA QUALITA' della SOIA.
Dopo aver visto come la famiglia a cui appartiene si
inserisce nell'insieme della natura e quali sono le
particolarità, possiamo meglio considerare le qualità
della soia in particolare.
È molto istruttivo prendere in mano una recente guida
per la coltivazione della soia che viene consigliata ai
contadini francesi perché possano documentarsi su come
coltivare questa pianta riccamente sovvenzionata
dall'Europa. Veniamo allora a sapere che per prima cosa
si deve praticare con molta cura l'inoculazione del
terreno con dei batteri che la soia produrrà in un
secondo tempo a condizione che questo sia stato fatto.
Il primo anno, il suo rendimento è inferiore sia come
qualità che come quantità di semi, che risultano
poveri di proteine. Questa pianta ben distante da
crescere spontaneamente nelle nostre zone, deve essere
viziata perché si adatti al nostro terreno.
Viene poi consigliato di arare molto in profondità (le
radici raggiungono il metro) e si deve fare tutto il
possibile per avere un terreno ben soffice in
superficie, affinché al momento al momento in cui il
collo ricurvo si alza non corra il rischio di rompersi
per l'eccessiva resistenza del terreno. è anche
importante rimuovere, lavorando il terreno, tutte le
erbacce che potrebbero che potrebbero svilupparsi in un
secondo tempo.
Già a dicembre e fino a febbraio bisogna mettere un
primo erbicida, poi un secondo sistematico e un terzo
classico dopo la semina.
Tutto questo perché la soia è molto sensibile alle
piante spontanee, alle erbacee, che la fanno ammalare.
Il
suo motto sembra "o sola o niente", attitudine
molto asociale ! Sono indispensabili altri trattamenti funghicidi e batterici.
Minori sono le necessità di fertilizzazione, si deve
però controllare che nel terreno non ci siano eccessivi
residui azotati delle precedenti coltivazioni, cosa che
impedirebbe ai noduli di installarsi.
Per contro si consiglia di irrigare moltissimo, a
rischio di ottenere un raccolto mediocre.
Anche il raccolto è un momento delicato. L'umidità
rappresenta il pericolo maggiore in quanto i semi
possono essere rapidamente danneggiati da insetti. Non
è raccomandabile conservare il raccolto in fattoria, ma
in caso di tempo umido portarlo subito dal campo al
luogo di conservazione.
Come siamo lontani dal gesto del contadino di altri
tempi che sorvegliava personalmente la buona
conservazione dei suoi raccolti! Ma le difficoltà di
produzione non ci devono far dimenticare le
straordinarie qualità della soia che solo l'industria
agro alimentare ha saputo rivelare con l'aiuto della
ricerca.
Non ci stupiamo più della grande ricchezza proteica
della soia. La proteina caratteristica dell'animale, si
trova nella pianta principalmente nel seme o intorno a
lui, là dove si manifesta l'astrale. Ma proprio la
natura un po' ambigua delle leguminose ci spiega il
grande accumulo di proteine.
Si può ancora dire che più delle altre, la soia rivela
il carattere tipico di questa famiglia: ricoperta di
peli, di un verde che tende al nero, produce i suoi
piccoli fiori viola o rosa poco appariscenti (2 mm),
vicini allo stelo, sotto le foglie. Questo tipo di fiori
appena visibile si estende con la crescita dal basso
verso l'alto e quando la pianta secca si vedono solo gli
steli da cui pendono enormi baccelli. Tutta l'importanza
è data al frutto, mentre il fiore è ridotto al minimo.
Ma attualmente, la cosa più importante non è il valore
nutritivo della soia. Ben altre proprietà sono state
scoperte e messe a profitto. Una delle sostanze che si
trova abbondantemente e che per il suo basso prezzo è
universalmente utilizzata è la lecitina. Fra le sue
diverse particolarità c'è quella di legare fra loro
liquidi che solitamente non si mischiano, come i grassi
e l'acqua, di permettere cioè il matrimonio di acqua e
di polveri come quella del cacao, conservando al
cioccolato la sua fluidità, e di impedire al burro di
cacao di separarsi dall'acqua, allo zucchero di
ricristallizzare, etc. Permette soprattutto di
alleggerire qualunque materia grassa con la semplice
aggiunta di acqua portata alla consistenza di gel dalla
lecitina. Nelle margarine, sposa, per questo suo potere,
un 80% di grassi con un 20% di acqua. Questa proprietà
di legare l'acqua e il fuoco (olio, grasso) non si
ritrova già nel modo che ha la pianta di inserirsi in
mezzo ai due regni dell'acqua e del fuoco ?
Anche altre piante producono la lecitina, ma si può
dire che il seme di soia è impregnato di questa
sostanza in tutto il suo essere. Aggiungere della farina
di soia alla farina di grano conferisce alla pasticceria
la qualità soffice e molle, aumenta la ritenzione di
liquidi, rallenta l'indurimento ( perché l'acqua è
saldamente trattenuta dal gel nella condizione di un gel
). L'aggiunta di farina di soia diminuisce la retrazione
nella pasticceria. Non stupisce quindi che attualmente
le pasticcerie nelle nostre città siano tanto aumentate
di numero: il costo delle materie prime è diminuito
tanto che il prezzo di vendita può tranquillamente
venire ridotto. E' ancora questa proprietà che fa
apprezzare la soia in salumeria dove viene aggiunta alla
carne tritata e agli hamburger etc. La spiacevole
retrazione della carne attuale al momento della può
essere evitato con l'aggiunta di queste proteine
vegetali.
Quando negli allevamenti intensivi il massiccio apporto
di mangime a base di soia permette di fare un maiale, un
pollo, o un vitello in metà tempo che con
l'alimentazione classica, ci serve dell'affinità di
questa pianta con il processo-acqua.
L'acqua, legata alla luna, è l'elemento che favorisce
la crescita, come il calore e il sole conferiscono la
forma, la struttura e la consistenza specifica a quanto
diversamente crescerebbe in modo indifferenziato.
E
la forma, cioè tutto quello che prende una forma, che
si tratti di sostanza, o colori, non si imprime nella
materia che a scapito del volume, cioè la quantità
deve lasciare il posto alla qualità. Ora la sostanza di
un essere vivente che riceve soprattutto l'impulso della
Luna ( per altro è intensamente legata al calcare ) e
non tanto quello del sole e dei pianeti lontani avrà
maggior volume, ma meno densità e minore carattere
proprio. Predomina la qualità che uniforma e rimanda
tutto. Per la specificità della sua natura la soia
conferisce alla carne una qualità acqua maggiore e fa
crescere gli animali in modo più svelto, perché la sua
presenza impedisce all'elemento formatore di imprimere
ilo suo carattere tipico dell'essere, favorendo per
contro la massa che rimane piuttosto indifferente.
Il risultato è che la carne degli allevamenti intensivi
con mangimi di soia diminuisce ( perde la sua acqua )
cuocendo. Ma questo inconveniente può essere corretto
dall'aggiunta di soia che fissa nuovamente l'acqua in
eccesso. Il potere della soia di dominare organizzare
l'acqua è così forte che anche aggiungendo dell'acqua
all'olio di frittura, la presenza di lecitina tiene
tanto fortemente l'acqua in suo potere che salta
nell'olio bollente come farebbe qualunque altro liquido
in quelle condizioni.
La soia e soprattutto la lecitina trovano spazio in
applicazioni al di fuori dalla industria alimentare:
la cosmetica ad esempio la utilizza come emulsionante
naturale, l'industria farmaceutica si serve di questa
sostanza per rendere più accettabili dall'organismo le
vitamine A e E che accelerano la crescita dei polli.
Entra poi nella composizione di vernici e anche del
gasolio. In tutti questi casi viene messa a profitto la
sua incredibile capacità di captare, fissare qualche
cosa. Un'altra proprietà meravigliosa della soia è che
non avendo praticamente odore è in grado di accogliere
ed esaltare gli aromi, sostituendosi ai grassi che
normalmente si usavano a questo scopo. Si presenta anche
ad assumere qualunque forma anche tessile.
Il latte ottenuto dalla spremitura dei semi può essere
facilmente trasformato in una vasta gamma di prodotti
lattieri. Tutto ci indica che questa pianta racchiude
una natura che deve essere messa al servizio di qualche
cosa o qualcuno altro, piuttosto che esprimere la sua
personalità. Sembra che si lasci comandare in tutto.
Quando, opportunamente trattata viene sostituita alle
proteine animali, ne imita perfettamente il gusto,
l'aspetto la consistenza.
La leguminosa è sempre stata una grande alleata
dell'uomo. Grazie a lei ha potuto conservare la fertilità
del terreno per coltivazioni di piante nobili ed
esigenti di cui l'uomo ha bisogno come supporto fisico
se vuole sviluppare le sue facoltà oltre i termini
datigli dalla natura. Non solo rigenera il suolo
accumulandovi l'azoto. La sua parte erbacea rende
possibile l'allevamento di razze animali da latte, che
sono di nuovo indispensabili al mantenimento della
fertilità del terreno oltre che alimenti corretti per
l'uomo.
Alla domanda se sia corretto usare questa pianta
direttamente come alimento si deve rispondere che è
necessaria una certa prudenza, In Oriente la soia è
certamente un alimento basilare, ma si mangiano solo i
germogli.
Salvo casi di estrema necessità o in preparazione
scadenti, i semi non vengono consumati come i nostri
fagioli, piselli o lenticchie.
Non bisogna dimenticare che le costituzioni degli
orientali e degli occidentali sono diverse, e non
permettono lo sviluppo delle stesse facoltà.
Constatiamo anche che più l'uomo cerca di raffinare la
sua cultura meno è incline a fare uso di queste piante.
Nella scuola di Pitagora il loro consumo era
assolutamente vietato perché era giudicata negativa per
l'attività pensante.
Dobbiamo riconoscere alla soia un incredibile talento da
illusionista di cui si servono tutte le industrie
produttrici di gelati, di salse e di piatti
preconfezionati, per non parlare degli alimenti per cani
e gatti.
L'uomo non ha creato grazie a questa pianta una
situazione che corrisponde alla sua attitudine odierna ?
Non vuole forse vivere nell'illusione rifiutando di
andare in fondo alle cose e prendere i problemi dalla
radice ?
Ma soprattutto avrà ancora la forza di farlo dopo
l'insediamento dell'era della soia?
Nella seconda parte studieremo le situazioni che il
dominio della soia ha creato nel mondo, il che ci farà
intravedere i pericoli pratici attuali legati ad una
dominazione di questa pianta e a che cosa ha portato un
pensiero materialista.
Tratto da:
agribionotizie.it
Commento NdR: pur essendo d'accordo in sostanza
con questo scritto, devo segnalare per amor di cronaca,
che altri ricercatori hanno trovato che la soia
assunta
giornalmente,
puo' dare dei disturbi qui sintetizzati:
La soia,
causa problemi alla
tiroide, inibisce l'assorbimento di iodina, contiene
fitoestrogeni che possono alterare il funzionamento
endocrino, contiene fitati e acido fitico che
interferiscono con l'assorbimento dei minerali, aumenta
il fabbisogno di vitamina D.
Il suo uso prolungato causa carenza di vitamina B12,
durante la lavorazione nella soia si formano complessi
cancerogeni come la lysinoalanine... per cui, consiglio
non fatene uso giornaliero, ma saltuario !
Questo perche':
Per Tutti i
legumi e la soia e' un legume occorre fare molta
(ATTENZIONE, non si devono mangiare tutti i giorni,
ma una a max tre volte alla
settimana a seconda dei casi - Fate molta
attenzione perche' in certi casi, in cui vi sono
problemi importanti alla
flora
batterica ed al
sistema enzimatico occorre eliminarli dalla
propria dieta, perche' i legumi sono principalmente
composti da
proteine e da
zuccheri, coloro che hanno alterato il
sistema enzimatico
degli zuccheri hanno gravi
controindicazioni, esempio: i
bambini
resi autistici
dai vaccini e/ dal
mercurio
delle amalgami
dentali delle loro madri ): assumete solo qualche cucchiaio di fagioli o ceci
o lenticchie o fave o soia….nelle minestre
invernali o nelle insalate fredde estive o
nell’insalata…
vedi:
ENZIMI +
CRUDISMO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SOIA
MANIPOLATA GENETICAMENTE
ormai anche in Europa,
per il mangime degli animali, quindi state attenti
anche alla carne !
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/soia.htm
Tragiche
morti per la Soia OGM
Il
caso della Sindrome Mialgica Eosinofila causato dallo
L-triptofano della Showa Denko (USA, 1989): 38 morti e
1580 casi clinici.
http://www.greenpeace.it/archivio/soia/mialg.htm
Amazzonia:
deforestazione per coltivazioni di Soia
http://www.zmag.org/italy/osava-soia-amazzonia.htm
http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_8900.html
Lastricare
l'Amazzonia con la soia
La
distruzione di un ecosistema. La soia, in questo
momento, è la principale causa di deforestazione nel
Mato Grosso. Il governatore dello stato è Blairo Maggi,
proprietario del Maggi Group, il più grosso produttore
privato di soia al mondo.
-
Sasha
Lilley - 3 gennaio 2005
Brasile:
via libera alla Soia OGM….
http://www.greenplanet.net/Articolo7023.html
Argentina:
Monsanto
e la soia Argentina
Secondo
produttore di transgenici e terzo produttore di soia nel
mondo, l'Argentina subisce un attacco sempre più duro
da parte della Monsanto, perchè paghi le licenze
sull'uso dei semi di soia
Silvia
Ribeiro - 26 marzo 2005 - Fonte: www.nuovimondimdia.com
http://www.nuovimondimedia.com/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1058&mode=
thread&order=0&thold=0
Paraguay :
04.7.2005
- Soia assassina - La
guerra della soia causa ogni anno decine di feriti
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart=3131
Europa:
Secondo
l’ indagine svolta dall'associazione V.A.S.
(Verdi Ambiente e Società) la Soia "Roundup Ready",
unica varietà OGM importata in Europa, sarebbe
instabile e soggetta a pericolose mutazioni. La prova
delle modificazioni impreviste del DNA sarebbe contenuta
in un rapporto della stessa Monsanto, ditta produttrice
, che però smentisce, ovviamente…
Fonte:
www.nuovimondimedia.com
vedi:
Tracciabilita' dei Cibi
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In Brasile si diffonde la
“Soya pazza” - 30 novembre 2010 -
Ovviamente soia
OGM !
In Brasile la chiamano "la malattia della soya pazza”:
si è diffusa dal nord causando perdite fino al 40%,
soprattutto nello stato del Mato Grosso, Ticantins e
Goias. La malattia, ritenuta incurabile, ritarda a tempo
indefinito la maturazione delle piante infette: le
piante restano verdi fino a che poi marciscono nel
campo.
“In Brasile la chiamano “la malattia della soya pazza“:
si è diffusa dal nord causando perdite di terreno fino
al 40%, soprattutto nello stato del Mato Grosso,
Ticantins e Goias. La malattia è ritenuta incurabile [1,
2, 3].
Un ennesimo
fiasco degli OGM, dopo quelli rilevati in USA [4] (GM
Crops Facing Meltdown in the USA, SiS 46), in China
[5] (GM-Spin
Meltdown in China, SiS 47) e Argentina [6] (Argentina’s
Roundup Human Tragedy, SiS 48).
Negli
anni scorsi, la malattia della soya pazza si era
abbattuta sporadicamente sui fagioli di soya nelle calde
regioni del Nord del Brasile, ma ora si sta diffondendo
in regioni più temperate nel sud “con crescente
prevalenza ovunque”, secondo uno scienziato del
Dipartimento USA dell’Agricoltura
La
malattia ritarda a tempo indefinito la maturazione delle
piante infette: le piante restano verdi fino a che poi
marciscono nel campo. Le foglie alla sommità si
assottigliano e gli steli si ispessiscono e diventano
deformi. Le foglie inoltre diventano più scure rispetto
alle piante sane. I baccelli, quando si formano, sono
abnormi e con pochi fagioli.
I ricercatori devono ancora
trovare una cura per questa malattia, poichè ancora non
sono certi sulla sua causa. Il primo sospetto per la
diffusione della malattia è l’acaro nero che è stato
trovato nelle stoppie, quando i fagioli vengono
coltivati in sistemi di produzione senza aratura.
Secondo la rete del Dip. USA dell’Agricoltura, ovvero la
Global Agricultural Information Network, il Brasile ha
24 milioni di ettari in piantagioni di fagioli di soya,
il 78 percento dei quali sono OGM [3]. A parte la
malattia della soya pazza, il fagiolo di soya del
Brasile è al contempo colpito dalla “ruggine asiatica”
apparsa inizialmente nel 2001-2002.
Gruppi di produttori stanno chiedendo al governo
brasiliano di accelerare l’approvazione per un fungicida
maggiormente efficace che possa combattere la malattia,
che costerà moltissimo. Ma per la soya pazza, non c’è
cura in arrivo.
Il Mato Grosso, che produce da solo circa il 30 percento
dei raccolti di soya del Brasile, è tra gli stati che
hanno hanno avanzato in prima fila il problema della
soya pazza.
Ma la malattia della soya OGM
non è più una sorpresa. Degli scienziati americani con
lunga esperienza, che studiano da decenni i glisolfati e
i raccolti OGM tolleranti i glisolfati, hanno
identificato più di 40 malattie riconducibili al
glisolfato e la lista è in crescendo. [7] (Scientists
Reveal Glyphosate Poisons Crops and Soil, SiS 47).
I raccolti tolleranti i
glisolfati giocano un ruolo cardine nel causare e
diffondere malattie, non solo nei raccolti implicatri ma
anche in altri raccolti che crescono vicino o che sono
piantati successivamente [8] (Glyphosate
Tolerant Crops Bring Diseases and Death, SiS 47).
Gli scienziati hanno messo
in allarme per “spaventose
conseguenze per l’agricoltura“. Don Huber,
recentemente andato in pensione dalla
Purdue
University, ha affermato che l’uso diffuso dei
glosolfati in USA può [7] “aumentare
significativamente la gravità di varie malattie delle
piante, pregiudicare la difesa della pianta
ai patogeni e alle malattie e immobilizzare i nutrimenti
del terreno per le piante, rendendoli fuori uso per la
piantagione”
By
Dr. Mae-Wan Ho - Traduzione Cristina Bassi
Fonte:
http://www.i-sis.org.uk/madSoyDieaseStrikesBrazil.php
References:
“Brazil battles spread of ‘mad soy disease”,
Agrimoney.com, 5 October 2010,
http://www.agrimoney.com/news/brazil-battles-spread-of-mad-soy-disease–2316.html
“Mad soy disease hits Brazil farmers”, Kieran Gartlan,
DTN Progressive Farmer
19 August 2010,
http://bit.ly/ajSdRA
Brazil, oilseeds and products update, record soybean
planted area forecast for 2010-11 crop. GAIN /report,
9/29/2010, USDA foreign Agricultural Service, Global
Agriculture Information Network,
http://gain.fas.usda.gov/Recent GAIN
Publications/Oilseeds and Products
Update_Brasilia_Brazil_9-29-2010.pdf
Ho MW.
GM crops facing meltdown in the USA. Science in Society
46
Saunders PT and Ho MW. From the Editors: GM spin
meltdown in China. Science in Society 47, 2-3, 2010.
Robinson C. Argentina’s Roundup human tragedy. Science
in Society 48 (to appear).
Ho MW. Scientists reveal glyphosate poisons crops and
soil. GM meltdown continues. Science in Society 47,
10-11, 2010.
Ho MW. Glyphosate tolerant crops bring diseases and
death. Science in Society 47, 12-15, 2010.
Tratto da: saluteolistica.blogspot.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Soia e Cancro al seno -
La SOIA ACCELERA la CRESCITA del CANCRO
Relazioni precedenti redatte da diversi scienziati e
pubblicate su riviste affidabili hanno sottolineato
l’importanza della soia nella riduzione del rischio di
sviluppare il cancro al seno. Nel frattempo, però,
numerose ricerche hanno contraddetto queste
affermazioni.
I ricercatori del Memorial
Sloan Kettering Cancer Center di New York che
studiano il cancro al seno stanno infatti ammonendo le
donne: l’integrazione della soia alla dieta potrebbe
accelerare la velocità con cui le cellule cancerogene al
seno di sviluppano.
I cinesi non mangiano soia non fermentata come invece
capita con altri legumi come le lenticchie, perché la
soia contiene grandi quantità di tossine
naturali o antinutrienti. Primo tra questi un potente
enzima inibitore che blocca l’azione della tripsina e di
altri enzimi necessari per la digestione delle proteine.
Questi inibitori hanno grandi dimensioni e sono proteine
fortemente ripiegate, che non si disattivano
completamente durante la cottura normale. Essi possono
produrre gravi disturbi gastrici, ridurre la digestione
delle proteine e causare delle carenze
nell’assimilazione degli aminoacidi.
Nei test condotti sugli animali, le diete ad alto
contenuto di inibitori della tripsina causano
ingrossamento e condizioni patologiche del pancreas,
compreso il cancro.
Accelerato Sviluppo del Cancro al Seno I ricercatori
del Memorial
Sloan Kettering Cancer Center hanno messo a
confronto i tessuti tumorali prima e dopo un regime di
30 giorni di consumo di un integratore a base di soia,
mentre un gruppo di controllo assumeva un placebo.
Grazie a questo, sono stati rilevati dei cambiamenti
nell’espressione di alcuni geni, noti per promuovere la
crescita delle cellule, nelle donne che assumevano il
supplemento a base di soia.
I risultati hanno portato a concludere che le proteine
della soia potrebbero accelerare la progressione della
malattia. Lo studio afferma: “Questi dati sollevano la
preoccupazione che la soia possa esercitare un effetto
stimolante sul cancro al seno in un sottoinsieme di
donne”.
Migliaia di donne oggi consumano la soia convinte che
questo le protegga dal cancro.
Eppure, nel 1996 i ricercatori hanno scoperto che le
donne che consumano proteine della soia isolate hanno
avuto un aumento dell’incidenza di iperplasia
epiteliale, una condizione che presagisce una neoplasia.
Un anno dopo, è stato scoperto che la genisteina stimola
le cellule del seno ad entrare nel ciclo cellulare. Una
scoperta che ha portato gli autori dello studio a
concludere che le donne non dovrebbero consumare
prodotti derivati dalla soia se vogliono prevenire il
cancro al seno.
“Che la soia prevenga il cancro al seno è un mito –
spiega la dottoressa Kaayla T. Daniel, autrice del
libro The
Whole Soy Story: The Dark Side of America’s Favorte
Health Food – Numerosi studi dimostrano che la soia
può contribuire e addirittura accelerare la crescita del
cancro”.
Vegani e Vegetariani a rischio
Tra le donne con alti livelli di genisteina, alcune di
essere aveva mostrato cambiamento in un set specifico di
geni, conosciuti per la loro influenza sulla crescita
delle cellule cancerogene al seno. I cambiamenti sono
stati osservati in particolare nelle donne che
consumavano abitualmente 51,6 grammi di soia,
l’equivalente di circa 4 tazze di latte di soia al
giorno. Per questo, i ricercatori hanno concluso che chi
mangia soia regolarmente potrebbe ragionevolmente
assumerne tale quantità nel corso della giornata,
specialmente i vegetariani e coloro che non mangiano
latticini. Infatti non si sta parlando di una quantità
immensa, ma di qualcosa che effettivamente una persona
può arrivare a consumare.
Un questionario del 1998 ha rilevato che la quantità
media giornaliera di proteine della soia consumata in
Giappone era di circa 8 grammi per gli uomini e 7 per le
donne, meno di due cucchiaini. In occidente, se ne
consuma decisamente molto di più.
Soia geneticamente modificata
Qualunque ingrediente elencato come soia sulla lista di
un prodotto ha una probabilità molto elevata di essere
OGM, se è importato e se non è specificata la sua
origina biologica. Ma anche la soia biologica può non
essere attendibile. Il raccolto di questo legume è molto
problematico, per questo anche fonti non biologiche a
volte vengono spacciate come tali.
La maggior parte della soia è non fermentata
I fitati che si trovano nella soia non fermentata
ostacolano l’assorbimento delle proteine e di 4 minerali
fondamentali: calcio, magnesio, ferro, e zinco. Nella
loro forma naturale, i semi di soia contengono delle
sostanze fitochimiche con effetti tossici sul corpo
umano. I tre principali antinutrienti sono i fitati,
gli inibitori enzimatici e i goitrogeni.
Questi antinutrienti rappresentano il modo in cui la
natura protegge la pianta della soia, in modo che possa
vivere abbastanza per riprodursi in modo efficace. Essi
funzionano come il sistema immunitario della pianta e
offrono protezione dalle radiazioni del sole,
dall’invasione di batteri e virus e di funghi. Inoltre,
rendono la pianta della soia poco appetibile per il
foraggio animale.
Tutte le piante hanno alcune
proprietà antinutrienti, ma la soia ne è particolarmente
ricca.
Se queste sostanze chimiche non vengono rimosse con la
fermentazione o con l’ammollo, la soia resta uno dei
peggiori alimenti che si possa consumare. La maggor
parte della soia comune che si trova in commercio e che
ad esempio si trova nel latte e nei cibi di origine
industriale non è fermentata. Può essere davvero
tossica. La soia non fermentata è stata collegata
a disturbi digestivi, indebolimento del sistema
immunitario, sindrome
premestruale, endometriosi, problemi riproduttivi sia
per gli uomini che per le donne, rischio elevato
di malattie cardiache, cancro, malnutrizione e
persino perdita di libido.
Le fonti di soia fermentata, invece, come natto, miso, tempeh e
alcuni tipi di tofu sono gli unici che andrebbero
consumati dagli esseri umani, purché sia accertato che
siano di origine biologica.
Quando assumiamo il cibo, gli enzimi digestivi come
amilasi, lipasi e proteasi vengono secreti nel tratto
digestivo per aiutare a metabolizzare le sostanze
nutritive affinché vengano assorbite dal corpo. L’alto
contenuto di inibitori enzimatici come la tripsina nei
semi di soia non fermentata interferisce con questo
processo e rende i carboidrati e le proteine della soia
impossibili da digerire.
Fonte: realfarmacy.com – Tratto da: generazionebio.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Soia
e Fertilità
Diminuisce
gli spermatozoi
Una nuova ricerca sull'alimentazione nei paesi occidentali rivela che la
passione dei cittadini britannici per i pasti già
preparati (disidratati, surgelati, ecc.) pieni di soia
"invisibile" è una delle concause della
diminuzione del numero degli spermatozoi, quindi fonte
di problemi di fertilità.
Sono coinvolti anche molti cibi
considerati "salutari" come ad esempio il
latte di soia o lo yogurt di soia.
Un gruppo di ricerca condotto da
Sheena Lewis, professore di medicina riproduttiva alla
Queen's University di Belfast, ha condotto alcuni studi
che collegano il consumo di soia con una ridotta
fertilità maschile.
Gli scienziati ritengono che i
composti della soia imitino l'estrogeno, l'ormone
femminile.
La ricerca, rivelata da
un'indagine sull'industria della soia, che raggiunge
profitti multimiliardari a livello mondiale, è stata
pubblicata sulla rivista Observer Food Monthly.
Rivela
che la soia non è più mangiata solo dai vegetariani ma
utilizzata anche come proteina di basso costo nella
maggior parte dei cibi precotti e nei fast foods.
Altre ricerche hanno collegato i
composti chimici della soia con certi tipi di cancro,
malattie del cervello e anomalie dello sviluppo nei
bambini.
La prof. Lewis ha affermato:
"I composti chimici della soia possono ridurre il
numero degli spermatozoi....i risultati ci preoccupano,
c'è bisogno di ulteriori studi su un maggior numero di
persone."
Uno dei componenti del gruppo di
studio, la dr. Lorraine Anderson ha scritto: "Se si
altera la quantità di estrogeni a cui un uomo è
esposto, si può non solo avere un effetto sulla qualità
dello sperma ma anche un aumento nelle anomalie
strutturali nei neonati quali testicoli che non
scendono".
Lei ritiene che ciò può portare
altri problemi più tardi nel corso della vita, quali il
cancro ai testicoli.
La Soja Protein Association, che
rappresenta i produttori di alimenti, ha dichiarato:
"Non abbiamo visto alcune evidenza convincente che
la soia possa causare alcun danno".
By
Antony Barnett
- Public Affairs Editor - The
Observer – UK - 7-11-2004
Guardian Unlimited © Guardian
Newspapers Limited 2004
http://www.guardian.co.uk/medicine/story/0,11381,1345541,00.htm
Tratto
da
http://www.biospazio.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La soia Roundup Ready, prodotta dalla
multinazionale Monsanto, è stata modificata
geneticamente per resistere alla somministrazione del
glifosato, il diserbante ad ampio spettro prodotto dalla
stessa Monsanto.
La soia Roundup è la varietà vegetale OGM che per
prima ha ottenuto, negli Stati Uniti, l'autorizzazione
ad essere coltivata e commercializzata come alimento. In
Europa la Gran Bretagna venne prescelta per la
conduzione delle prove sperimentali ed il prodotto OGM
venne positivamente valutato nel 1994 dall'autorità di
controllo britannica "Advisory Committee on Novel
Food and Processes" (ACNFP). Con decisione CE
96/281 del 3 aprile 1996 la soia della Monsanto venne
autorizzata in quanto alimento alla commercializzazione
su tutto il territorio comunitario.
La "Roundup Ready" è l'unica varietà di soia
OGM in commercio nel territorio europeo e la sua
autorizzazione è avvenuta con una procedura sui generis
(attraverso la Direttiva CE 220/90 che disciplina la
sperimentazione e la commercializzazione delle sementi
OGM) non avendo mai seguito l'iter previsto dal
Regolamento CE 258/97 (che disciplina la
commercializzazione degli alimenti derivati da prodotti
OGM), entrato in vigore successivamente.
Il
fatto
Nuove
analisi condotte sulla soia "Roundup Ready",
evidenziano profonde alterazioni genetiche nella soia
OGM prodotta dalla multinazionale Monsanto. Ciò è
tanto più grave se solo pensiamo che dei 10 milioni di
ton. di soia importati nel nostro Paese, oltre il 40%
del totale è costituito da soia transgenica.
Nuovo
rapporto di Monsanto 18 MAGGIO 2000
I
responsabili della multinazionale Monsanto convocano un
incontro con i rappresentanti dell'autorità di
controllo britannica "Advisory Committee on Novel
Food and Processes" (ACNFP), allo scopo di chiarire
alcuni aspetti relativi alla soia geneticamente
modificata "Roundup Ready", di cui la Gran
Bretagna è stata la nazione referente in Europa per le
prove sperimentali.
RIVELAZIONE
SHOCK
Nel
corso dell'incontro i responsabili di Monsanto
comunicano all'ACNFP di aver riscontrato, dopo ulteriori
analisi sulla soia "Roundup Ready", due
sequenze genetiche nuove e impreviste rispetto a quanto
descritto nel 1996 nella notifica autorizzativa per la
commercializzazione.
1 - scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 937 paia
di basi
Ulteriori
analisi di Southern blot (il DNA frammentato viene
fissato su di un supporto solido) e successivo clonaggio
e sequenziamento hanno evidenziato la presenza di un
nuovo inserto genetico composto da 937 paia di basi e
con 72 paia di basi di omologia con il gene CP4-EPSPS
(gene inserito nella soia per la tolleranza all'erbicida
glifosato).
2
- scoperto nuovo e inatteso inserto genico di 250 paia
di basi
Il
sequenziamento delle regioni fiancheggianti l'inserto
principale ha evidenziato la presenza di un frammento
genetico di 250 paia di basi del CP4-EPSPS all'estremità
3 dell'inserto (vale a dire a destra dell'inserto, perché
una catena di DNA va letta in direzione 5’-3’).
Le proteine che non si trovano
Le
due sequenze genetiche nuove e impreviste sono state
analizzate per quanto riguarda le proteine eventualmente
espresse (ogni gene contiene infatti l’informazione
per sintetizzare una proteina), ma la tecnica del
Northern blot (tecnica per isolare l'RNA, cioè il
passaggio intermedio tra DNA e proteina espressa) non è
stata in grado di rilevarle. A questo proposito Monsanto
ritiene che, in base alla loro composizione, queste
sequenze geniche siano impossibilitate a sintetizzare
proteine.
Resta tuttavia inspiegabile il motivo che ha indotto
Monsanto a non analizzare l'espressione proteica delle
nuove sequenze utilizzando tecniche molto più sensibili
come la RT-PCR o l'RNAse protection.
L'assetto
genetico della soia Roundup autorizzata non corrisponde
più a quello della Soia Roundup attualmente
commercializzata
L'instabilità
genetica riscontrata è forse una prevedibile
manifestazione di flusso genetico? (scheda 3) Ciò di
cui si ha invece certezza, per stessa ammissione del
rapporto di Monsanto, è che l'assetto genetico della
Soia Roundup autorizzata non corrisponde più a quello
della Soia Roundup attualmente commercializzata.
L'indagine del Governo belga
Allo
scopo di comprendere le possibili cause almeno della
presenza del frammento genetico che replica il gene
CP4-EPSP inserito nella soia per la tolleranza
all'erbicida glifosato, il Ministero della Piccola
Impresa, Commercio e Agricoltura del Belgio ha elencato
le seguenti tre ipotesi:
a)
potrebbe essere stato rilasciato dal vettore (cioè il
plasmide, un piccolo anello di DNA nel quale viene
inserito il gene responsabile della modificazione
transgenica; il plasmide è poi in grado di cedere il
gene estraneo all'organismo ricevente)
b)
oppure essere il cosiddetto "filler-DNA"
c)
oppure ancora derivare da un riarrangiamento del DNA
della pianta manipolata
Una
soia piena di guai !!
Nel
tentativo di trovare una risposta, i laboratori
dell'Autorità belga hanno sottoposto ad analisi PCR
(scheda 2) la soia non transgenica e la soia transgenica
"Roundup Ready", utilizzando i primer
specifici per le regioni fiancheggianti il punto di
inserzione: primer indicati dal nuovo dossier Monsanto.
Come risultato è stato possibile amplificare il DNA
nella soia "Roundup Ready", ma non di quello
della soia non trangenica, con ciò deducendo che
l’introduzione del gene CP4-EPSPS ha causato un
riarrangiamento del DNA nel punto di inserimento.
A questo proposito bisogna ricordare che il DNA
dell’ospite non dovrebbe essere modificato nella sua
struttura originale, tranne che per la sequenza estranea
inserita che fornisce la proprietà aggiuntiva.
E’ però ormai noto che le linee transgeniche sono per
loro stessa natura instabili, probabilmente perché le
tecniche utilizzate in campo biotecnologico causano
un’alterazione dei naturali meccanismi di controllo
interni ed esterni alla cellula.
Conclusioni
operative- Sospensione della commercializzazione in
Italia
La
palese non corrispondenza fra prodotto autorizzato e
prodotto attualmente commercializzato, impone
l'emanazione di un Decreto Governativo di sospensione
cautelativa dal commercio in Italia della Soia OGM
"Roundup Ready". Un provvedimento che si
propone di intraprendere con urgenza poichè è evidente
che la nuova identità della soia "Roundup Ready"
é commercializzata senza alcuna verifica sulla propria
sicurezza d'uso.
Allo scopo abbiamo inoltrato il presente rapporto al
Presidente del Consiglio, Giuliano Amato; al Ministro
della Sanità, Umberto Veronesi; al Ministro delle
Politiche Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio; al Ministro
dell'Ambiente, Willer Bordon; al Ministro delle
Politiche Comunitarie, Gianni Mattioli.
Sospensione
della commercializzazione in Europa
Per
le stesse ragioni, la sospensione cautelativa dal
commercio in Europa della Soia "Roundup Ready"
riteniamo debba costituire il motivo di un immediato
intervento della Commissione Europea. Allo scopo abbiamo
inoltrato il presente rapporto al Presidente della
Commissione UE, Prof. Romano Prodi; al Commissario della
Sanità e della Difesa del Consumatore, David Byrne; al
Commissario dell'Ambiente, Margot Wallstrom. Quale il
ruolo delle Autorità pubbliche di controllo? La gravità
dei fatti qui riportati, richiama la necessità di
chiudere il prima possibile il capitolo che vede le
Autorità Pubbliche di Controllo pronunciarsi, in
materia di "sicurezza d'uso" dei prodotti OGM,
pressoché esclusivamente in base alle informazioni
fornite dalle stesse aziende titolari dei prodotti
transgenici.
Non può essere rimandata oltre una decisione che
chiaramente identifichi nelle responsabilità pubbliche,
l'obbligo di confutare le risultanze scientifiche
aziendali con prove sperimentali condotte dalle
strutture tecniche statali e comunitarieIl fatto stesso
che le gravi risultanze relative alla Soia OGM "Roundup
Ready" fossero da tempo note alle Autorità
comunitarie e nazionali che sovraintendono i compiti
autorizzativi e di controllo della materia
biotecnologica, costituisce un ulteriore motivo di
preoccupazione, che ci spinge a rendere ancora più
pressante questa nostra richiesta.
In particolare, per ciò che riguarda lo specifico del
nostro Paese, il fatto che la Commissione
Interministeriale Biotecnologie (CIB) non abbia ritenuto
di operare in conseguenza dei fatti ad essa noti,
costituisce un precedente gravissimo che certo non
contribuisce all'attendibilità di un organismo che deve
garantire sulla sicurezza dei prodotti transgenici.
ATTENZIONE
che anche la soia NON OGM potrebbe contenere
OGM per
contaminazione
- La Cina e' il paese ove gli OGM nella
soia, sono piu' utilizzati al mondo !
vedi:
Molecole Buone = Cibo
adatto
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'instabilità
delle linee Transgeniche
By
Sabina Morandi
L'instabilità
delle piante trangeniche e i meccanismi di
amplificazione di frammenti del DNA, causati dai forti
promotori utilizzati dai biotecnologi per fare esprimere
il gene inserito, sono già stati studiati da alcuni
ricercatori indipendenti. Si può dire che l'istabilità
degli OGM sia il principale problema del biotech in
quanto, per inserire il gene, vanno aggirati tutti i
meccanismi difensivi naturali della cellula che servono
proprio a evitare l'introduzione di DNA estraneo nel
genoma. Di qui i vettori chimerici sempre più
aggressivi, tratti da virus ad ampio spettro d'ospite, o
l'utilizzo di promotori che possono dar luogo a
iper-replicazioni, e quindi a ripetizioni, dagli effetti
sconosciuti. Naturalmente, una volta che si sia dato
l'avvio a tali ripetizioni, è praticamente impossibile
che venga riconosciuto il gene mutante, che in genere
viene agganciato dalla sonda, anche quando i test
vengano fatti con gli strumenti più appropriati.
Qui di seguito riportiamo alcuni brani dal libro di
Mae-Wan Ho, biologa della Open University, in uscita
anche in Italia. Le conclusioni tratte dal libro sono
frutto di un lavoro collettivo di ricercatori di tutto
il mondo.
Principalmente, per quel che riguarda l'argomento qui
preso in esame, l'autrice si rifà ai lavori di Terje
Traavik, un virologo dell'università di Tromsø, in
Norvegia, Vyvyan Howard, tossicologa dell'Università di
Liverpool, che hanno firmato con Mae-Wan Ho
un'importante pubblicazione scientifica sul contributo
dell'ingegneria genetica alla recente recrudescenza
delle malattie infettive.
Tratto
da:
http://www.kontrokultura.org/archivio2001/135/soia_ogm.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Piu' SOIA meno
Cancro al
seno
La
rivista è prestigiosa, e il centro di riferimento
sicuramente attendibile: i risultati confermano ancora
una volta che i fitoestrogeni della soia sono sostanze
splendide per la terapia.
Il lavoro pubblicato da pochi giorni sul Journal of
Clinical Oncology ribadisce attraverso uno studio
caso-controllo che quanto più è alto il livello
plasmatico di alcuni isoflavoni della soia (la
genisteina), tanto meno la donna si ammalerà di cancro
del seno (Iwasaki M et al, J Clin Oncol. 2008 Apr
1;26(10):1677-83. Epub 2008 Mar 3).
Si può quindi affermare che "più soia meno cancro del
seno", o almeno possiamo dirlo con certezza in
rifermento alle donne giapponesi. A volte la medicina è
straordinaria: considera spesso accettabile per l'intera
umanità quello che avviene a un gruppo di topolini, ma
quando un lavoro scientifico tocca un tema di conflitto
commerciale (come quello della soia contro il
latte vaccino)
riesce a limitare le sue affermazioni alle donne su cui
è stato effettuata la valutazione, e in questo caso
appunto Giapponesi.
I benefici della soia però non si fermano qui: in
parallelo è stato pubblicato su Circulation il
risultato di un importante lavoro relativo al fatto che
un alto livello di fitoestrogeni nel sangue, provenienti
appunto dalla soia, svolge una potente azione protettiva
nei confronti di ictus e di infarti. O almeno lo fa
nelle donne Giapponesi, come si diceva prima (Kokubo Y
et al, Circulation. 2007 Nov 27;116(22):2553-62. Epub
2007 Nov 19).
L'alimentazione può incidere in misura determinante
sulla induzione tumorale e sulla sua guarigione.
Eurosalus ha comunicato nei mesi scorsi i risultati
fondamentali della conferenza di Londra (tenutasi a
novembre 2007) della World Cancer Research Fund -
WCRF, in cui si è arrivati a sostenere, suffragati dai
fatti, che dal 35% al 50% della mortalità tumorale
mondiale può essere fermata modificando attivamente
l'alimentazione.
Nel caso particolare del cancro del seno, grazie al
contenuto ormonale residuo del latte vaccino e ad una
sua possibile azione sull'insulina, il rapporto tra
assunzione di latte vaccino o latticini e tumori ormono
dipendenti (mammella e prostata), è purtroppo già stato
definito e chiarito.
Chi mangia latte e latticini
in abbondanza si espone a un rischio maggiore di
queste forme tumorali.
Purtroppo una conoscenza come questa, che potrebbe
aiutare enormemente una grande fetta della popolazione
mondiale ad attuare una prevenzione corretta, viene
scarsamente divulgata, e anche lavori scientifici
come quelli segnalati entrano nella polemica commerciale
che mette i prodotti lattiero caseari in conflitto con i
latti di derivazione vegetale, e porta quindi a una
gestione molto cauta di qualsiasi comunicazione al
riguardo.
Tratto da:
Eurosalus.com
Commento NdR: pur condividendo in parte questo
studio (perche' la riduzione delle proteine animali
sostituite con quelle vegetali e' la vera causa della
minore incidenza del cancro-tumore), ricordiamo che la
soia essendo un legume e non un cereale, deve essere
utilizzata con parsimonia, perche' produce
fermentazioni come i fagioli, ma senza le
caratteristiche dei fagioli, con tutte le conseguenze
del caso, oltre a stimolare la super produzione di
estrogeni che nel tumore al seno dovrebbero essere al
contrario inibiti...!.
Inoltre:
Proteine della soia
Nella soia sono contenuti anche alcuni antinutrienti,
compresi gli inibitori della
tripsina, che bloccano la
digestione delle
proteine, e significative quantità di
fitati, che legandosi ad alcuni minerali, come
calcio,
magnesio,
manganese,
zinco,
rame e
ferro, ne riducono l'assorbimento. Ancora una volta
le popolazioni asiatiche insegnano, dato che la lunga
fermentazione tradizionale della soia, necessaria per
produrre le varie salse e le paste di miso, distrugge
quantità significative di questi antinutrienti; i
processi industriali moderni, utilizzati per produrre
salse di soia, latte di soia, tofu e imitazioni della
carne, invece, non eliminano questi elementi dannosi.
Le proteine della soia sono spesso responsabili di
allergie alimentari, tanto che il loro potenziale
allergenico è secondo solamente alle arachidi. Ricordo
che la
stragrande maggioranza della soia presente nel mercato è
di origine geneticamente modificata (OGM)
inoltre, alle spalle di questa leguminosa vi sono fior
fiore di
multinazionali (inclusa la
Monsanto), che hanno tutto l'interesse a promuoverne
l'utilizzo nell'alimentazione umana (il consumatore è
disposto a pagare a peso d'oro ciò che (crede) possa
mantenerlo in salute).
Tutte queste ombre si scontrano nettamente con
l'immagine della soia dipinta dai produttori, che la
descrivono come una panacea ed un sostituto ideale delle
proteine animali.
La verità è che al momento è semplicemente impossibile
trarre conclusioni certe sul rapporto tra consumo di
soia e prevenzione di qualsivoglia malattia o disturbo;
la selezione degli studi pubblicati può infatti essere
facilmente operata per ottenere un'immagine deviata, sia
in senso positivo che negativo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Troppa soia riduce fertilità maschile
La soia riduce la fertilità maschile. Il consumo di
questo alimento, infatti, farebbe diminuire il numero di
spermatozoi, e non di poco: gli uomini che ne mangiano
di più - mezza porzione al giorno - hanno 41 milioni di
spermatozoi in meno per millilitro di sperma, rispetto a
chi non ne mangia affatto.
A sostenerlo sono i ricercatori americani della
Harvard School of Public Health di Boston. Gli
isoflavonoidi, presenti nella soia, sono estrogeni
naturali. L'equipe ha analizzato l'apporto alimentare di
15 prodotti a base di soia in 99 uomini che, tra il 2000
e il 2006, si erano sottoposti a controlli per la
valutazione della loro fertilità.
Ai pazienti è stato proposto un questionario sulla
frequenza e la quantità del consumo di alimenti a base
di soia e isoflavonoidi nei tre mesi precedenti. Gli
uomini sono stati divisi in quattro gruppi in funzione
del loro consumo di questi alimenti.
Dopo aver analizzato i dati, introducendo correzioni
legate ad altri fattori in grado di ridurre la fertilità
i ricercatori hanno osservato che gli uomini con una
dieta ricca di soia avevano, rispetto a chi non ne
assumeva per niente, circa 41 milioni di spermatozoi in
meno per millilitro di liquido seminale. E il rapporto
tra consumo di soia e minor numero di spermatozoi
risultava più marcato negli uomini obesi o sovrappeso.
Tratto da:
da
Adnkronos.com - Ago. 2008
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>><>>>>>>>>>>>
SOIA; (NdR:
con molta parsimonia)
Ogni anno, sembra che la ricerca sugli effetti della
soia e dei suoi componenti sulla salute aumenti
notevolmente. La ricerca non è così in espansione solo
nelle aree del cancro, delle malattie di cuore e
dell'osteoporosi. L'industria della soia sostiene che la
soia abbia vantaggi potenziali che possono essere più
estesi di quanto si pensava precedentemente.
L'industria della soia multi-miliardaria in dollari
insiste che i vantaggi per la salute che la soia offre
superano di gran lunga qualsiasi pericolo potenziale.
Quello che una volta non era che un raccolto secondario
elencato nel manuale del Dipartimento degli Stati Uniti
del 1913 (USDA), da utilizzare non come un cibo ma come
prodotto industriale, ora copre 72 milioni di acri di
terreno coltivato.
Buona parte di questo raccolto sarà utilizzato per
alimentare polli, tacchini, maiali, mucche e salmoni.
Un'altra grossa percentuale verrà spremuta per produrre
olio per margarina, grasso per pasticceria e condimenti
per insalate.
Il progresso tecnologico
rende possibile la produzione di proteine di soia
isolate da ciò che in passato era considerato un
sottoprodotto -- l'elevata proteina della soia priva di
grassi -- e di trasformare qualcosa che sembra orribile
e puzza terribilmente in prodotti che possono essere
consumati da esseri umani. Gli aromi, i conservanti, i
dolcificanti, gli emulsionanti e le sostanze nutritive
sintetiche hanno trasformato quello che era il brutto
anatroccolo dei cibi lavorati, la proteina della soia,
in uno dei cibi miracolosi della New Age.
La soia viene
commercializzata non tanto per la sua bellezza ma per le
sue virtù. In passato, i prodotti a base di proteine di
soia venivano venduti come additivi e sostituti della
carne ma non sono riusciti a produrre un'adeguata
richiesta da parte dei consumatori. L'industria quindi
ha cambiato il suo approccio. "Il modo più rapido per
conseguire l'accettazione di un prodotto nella società
ora meno consumistica", ha detto un portavoce di una
azienda, "è far sì che il prodotto venga consumato per i
suoi propri benefici nelle fasce più ricche della
società".
Così ora la vendita della
soia viene spinta verso il consumatore più agiato, non
come cibo povero a buon mercato, ma come una sostanza
miracolosa che eviterà l'insorgenza di malattie di cuore
e cancro, delle vampate della gravidanza, costruirà ossa
forti e ci manterrà per sempre giovani. La soia servirà
da carne e latte per una nuova generazione di
vegetariani.
La soia non solo è priva di proteine complete, di zinco
e ferro, ma contiene composti che bloccano
l'assorbimento di proteine, zinco e ferro da altre
sorgenti. I cibi a base di soia aumentano le richieste
da parte del corpo di vitamina D e B12, elementi
essenziali sia per la crescita e lo sviluppo normali.
Sostanze attive
anti-tiroidee presenti in abbondanza nei cibi a base di
soia inibiscono le funzioni della tiroide, conducono
alla fatica e ai problemi mentali. I fitoestrogeni della
soia possono inibire il normale sviluppo e nell'età
adulta causare problemi di riproduzione e fertilità.
Recenti ricerche hanno mostrato che questi fitoestrogeni
sono implicati nello sviluppo del morbo di Alzheimers e
della demenzia senile -- promuovono l"invecchiamento"
del cervello. Tutti i cibi moderni a base di soia
contengono MSG (glutammato di sodio) che causa problemi
neurologici, incluso il comportamento violento. La
giustificazione per incrementare il consumo di soia è
basata sul concetto che dovremmo ridurre la quantità di
grassi nell'alimentazione infantile.
I grassi contengono molte sostanze nutrienti che sono
vitali per la crescita e lo sviluppo normali, e
contribuiscono alla funzioni corrette del cervello e del
sistema nervoso. I bambini nel periodo della crescita
hanno bisogno di più grassi, non meno. Privare i bambini
dei grassi di cui essi hanno bisogno è un crimine. Più
soia nei pasti delle mense scolastiche significa più
assenteismo, più ferite, più problemi d'apprendimento,
più ADHD e più violenza. Le insufficienze nutrizionali
si accentueranno e aumenteranno le malattie. La crescita
del profitto delle industrie della soia avviene a spese
dei nostri bambini.
Solo negli USA vengono spesi
80 milioni di dollari dall'Unione dei Produttori di Soia
per sostenere programmi atti a "rafforzare la posizione
della soia sul mercato e mantenere e aumentare la
presenza della soia e dei prodotti da essa derivati sui
mercati nazionali ed esteri". Anche società private come
Archer Daniels Midland fanno la loro parte. In un anno
l'Archer Daniels Midland ha speso 9 milioni di dollari
in pubblicità. Le agenzie di pubbliche relazioni aiutano
a convertire progetti di ricerca in articoli per
quotidiani e publicazioni pubblicitarie mentre le lobby
degli studi legali esercitano pressioni per leggi di
governo favorevoli.
Il denaro del Fondo Monetario Mondiale (IMF) delle
Nazioni Unite finanzia impianti per il trattamento della
soia in paesi stranieri mentre politiche commerciali
libere permettono che grandi quantità di soia fluiscano
ovunque. La spinta per più soia è stata inflessibile e
globale nella sua portata.
Le proteine della soia ora
sono presenti nella maggior parte del pane in vendita
nei supermercati. Queste proteine vengono ora usate per
trasformare "l'umile tortilla", il pane di mais dei
messicani, in una "super-tortilla" fortificata con
proteine che darebbe una spinta nutrizionale a quasi 20
milioni di messicani che vivono in estrema povertà. In
Inghilterra la pubblicità di un nuovo pane arricchito
con soia prodotto dalle Panetterie Associate della
Britannia, si rivolge alle donne in menopausa che
cercano sollievo dalle vampate di calore. Le vendite
hanno raggiunto le 250.000 pagnotte alla settimana.
L'industria della soia si è
rivolta alla Norman Robert Associates, un'agenzia di
pubbliche relazioni, per "ottenere l'inserimento di un
maggior numero di prodotti di soia nei menu delle mense
scolastiche". L'USDA (Dipartimento dell'Agricoltura
Americano) ha risposto con la proposta di togliere il
limite del 30 % di prodotti a base di soia nelle mense
scolastiche. Il programma permetterebbe un uso
illimitato della soia nelle mense scolastiche.
Aggiungendo la soia ad hamburger, tacos e lasagne, i
dietisti possono mantenere senza difficoltà il contenuto
grasso totale sotto il 30 % delle calorie, conformandosi
perciò agli ordini del governo. Negli USA il latte di
soia ha procurato i guadagni più elevati, spiccando il
volo dai 2 milioni di dollari nel 1980 a 300 milioni di
dollari nel 1999.
I miracoli della
lavorazione, una bella confezione, pubblicità massiccia
e una strategia di marketing che sottolinea tutti i
possibili vantaggi che i vari prodotti apportano alla
salute, sono responsabili dell'incremento delle vendite.
Le vendite di latte di soia sono in aumento in Canada,
sebbene là il latte di soia costi il doppio del latte di
mucca. Impianti per il trattamento del latte di soia
stanno spuntando in paesi del terrzo mondo come il
Kenia, ad esempio. Anche la Cina, dove la soia è
realmente un cibo dei poveri e dove la gente vuole più
carne, non tofu, ha optato per la costruzione di
fabbriche di soia in stile occidentale piuttosto che
sviluppare praterie da pascolo.
Il lato oscuro della soia
Solo alcuni decenni fa, la soia era considerata non
commestibile -- persino in Asia. Durante la dinastia
Chou (dal 1134 al 246 AC) la soia era considerata uno
dei cinque grani sacri, insieme a orzo, frumento, miglio
e riso. Tuttavia, il pittogramma per la soia, che risale
ai tempi precedenti, indica che non è stata mai
impiegata come alimento, perchè mentre i pittogrammi per
gli altri quattro grani mostrano la struttura del seme e
dello stelo della pianta, il pittogramma per la soia
mostra la struttura della radice. La letteratura
agricola del periodo parla frequentemente della soia e
il suo uso nella rotazione dei raccolti. Apparentemente
la semina della soia inizialmente veniva fatta come un
metodo per fissare l'azoto nel terreno.
La soia non è servita da
alimento fino alla scoperta di tecniche di
fermentazione, un po' di tempo dopo durante la dinastia
Chou.
I primi cibi di soia vennero prodotti facendola
fermentare come tempeh, natto, miso e salsa di soia. Più
tardi, probabilmente nel II secolo D.C., gli scienziati
cinesi hanno scoperto che un purée di soia cotta poteva
essere fatto precipitare con solfato di calcio (gesso) o
solfato di magnesio (sale inglese) per fare un caglio
liscio, pallido -- il tofu. L'uso di prodotti di soia
fermentati e precipitati presto si estese in altre parti
dell'oriente, particolarmente in Giappone e in
Indonesia.
I cinesi non hanno mangiato
soia non-fermentata perchè avevano altri legumi come le
lenticchie e perché la soia contiene grandi quantità di
tossine o "anti-nutrienti" naturali. Primi fra tutti ci
sono dei potenti inibitori di enzimi che bloccano
l'azione della tripsina (enzima che scinde le proteine)
e di altri enzimi necessari per digestione delle
proteine. Questi inibitori sono proteine complesse,
fortemente intrecciate che non vengono disattivate
completamente durante la normale cottura. Possono
produrre forti dolori allo stomaco, digestione ridotta
delle proteine e insufficienze croniche
nell'assimilazione degli amminoacidi.
Le diete con elevate quantità di inibitori di tripsina
causano l'ingrandimento e altre condizioni patologiche
del pancreas, compreso il cancro. La soia contiene anche
emaglutinina una sostanza coagulante che fa in modo che
i globuli rossi del sangue si raggruppino insieme. Gli
inibitori della Tripsina e l'emaglutinina sono inibitori
della crescita. I composti inibitori della crescita
vengono neutralizzati dal processo di fermentazione,
cosicché una volta che i cinesi hanno scoperto come fare
fermentare la soia, hanno incominciato a incorporare
nella loro dieta alimenti a base di soia. In prodotti
precipitati, gli inibitori dell'azione enzimatica si
concentrano nel liquido piuttosto che nel caglio. Quindi
nel tofu, gli inibitori della crescita sono presenti in
quantità ridotte ma non eliminati completamente. La soia
contiene anche sostanze che inbiscono le funzioni della
tiroide.
La soia contiene elevate
quantità di in acido fitico, presente nella crusca o
nella cuticola di tutti i semi. È una sostanza che può
fermare l'assorbimento di minerali essenziali -- calcio,
magnesio, rame, ferro e specialmente zinco -- nel tratto
intestinale. Benché non sia molto conosciuto dal grosso
pubblico l'acido fitico è stato studiato accuratamente;
ci sono letteralmente centinaia di articoli sugli
effetti dell'acido fitico nella letteratura scientifica.
Gli scienziati sono completamente d'accordo che i regimi
alimentari a base di cereali e legumi con elevate
quantità di fitati favoriscono l'ampia diffusione di
carenze di minerali nei paesi del terzo mondo. Le
analisi mostrano che il calcio, il magnesio, il ferro e
lo zinco sono presenti nei cibi coltivati in queste
aree, ma l'alto contenuto di fitati della soia e dei
cereali impedisce il loro assorbimento. La soia ha un
livello di fitati più elevato di qualsiasi cereale o
legume che sia mai stato studiato, e i fitati nella soia
sono estremamente resistenti alle tecniche normalmente
usate per ridurli come la lunga e lenta cottura. Solo un
lungo periodo di fermentazione ridurrà
significativamente il contenuto di fitati della soia.
Quando i prodotti di soia che vengono fatti precipitare
come tofu sono consumati con della carne, l'effetto di
bloccare l'assimilazione dei minerali normalmente
causato dai fitati è ridotto. I giapponesi mangiano
tradizionalmente una piccola quantità di tofu o miso
come ingrediente di un brodo di pesce ricco di minerali,
seguito da una porzione di carne o pesce.
I vegetariani che consumano
tofu e caglio di fagioli di soia come sostituti della
carne e dei prodotti caseari rischiano provocare una
grave carenza di minerali. Gli effetti
dell'insufficienza di calcio, magnesio e ferro sono ben
noti, non così bene quelli dell'insufficienza dello
zinco. Lo zinco è necessario per lo sviluppo e il
funzionando ottimale del cervello e del sistema nervoso.
Gioca un ruolo nella sintesi delle proteine e nella
formazione del collagene. E' coinvolto nel meccanismo di
controllo del livello di zuccheo nel sangue e in questo
modo protegge dal diabete. E' necessario per un sistema
riproduttivo sano.
Lo zinco è un componente chiave in numerosi enzimi
vitali e gioca un ruolo anche nel sistema immunitario. I
fitati presenti nei prodotti di soia interferiscono
nell'assorbimento dello zinco in maggior misura che
nell'assorbimento degli altri minerali. L'insufficienza
di zinco può causare una sensazione "di vuoto" che
alcuni vegetariani scambiano per un "alto livello" di
illuminazione spirituale. Il fatto di bere latte vaccino
è considerato come la ragione per cui i giapponesi di
seconda generazione in America sono più alti dei loro
predecessori. Alcuni ricercatori ritengono che il
ridotto contenuto di fitati nella dieta dei giapponesi
nati in America, quali che siano le altre carenze che
possono esserci, è la vera spiegazione della maggiore
altezza, richiamando l'attenzione sul fatto che sia i
bambini occidentali che orientali che non consumano
abbastanza prodotti di derivazione animale contrastando
di conseguenza gli effetti di una dieta consistentemente
a base di prodotti di soia e quindi di fitati,
frequentemente soffrono di rachitismo, arresto della
crescita e altri problemi relativi alla crescita. Il
maggiore consumo di carne nei casi osservati è stata la
sorgente di minerali che hanno contrastato l'azione dei
fitati. Quanto esposto sopra non è un suggerimento ad
assumere prodotti di derivazione animale ma solo il
risultato di un'osservazione. La conclusione logica è
quella di evitare il consumo di soia e dei suoi derivati
oltre che il consumo dei prodotti di derivazione
animale.
Latte artificiale a base di
soia per neonati
Fin dalla fine degli anni '50 si sa che i sostituti del
latte a base di soia contengono agenti che contrastano
le funzioni della tiroide. I neonati a cui vengono dati
preparati a base di soia sono particolarmente
predisposti a sviluppare malattie della tiroide relative
alle funzioni del sistema immunitario.La presenza di
queste alterazioni della tiroide riscontrate nei bambini
cresciuti con preparati a base di soia è elevata e il
numero dei disturbi della tiroide a cui sono soggetti è
tre volte superiore a quello a cui sono soggetti i loro
fratelli e sorelle allattati diversamente. Fitzpatrick
crede che il prolungato allattamento con preparati di
soia inibisca il TPO (l'ormone tiroideo peroxidase ) a
un punto tale che il conseguente perdurare di elevati
livelli del TSH (l'ormone che stimola la tiroide) può
aumentare il rischio di cancro alla tiroide. Non è stato
fatto molto per rendere i genitori consapevoli dei
pericoli relativi alla tiroide derivanti dal consumo di
preparati lattei a base di soia o per allertare il
pubblico che un abbondante consumo di soia può essere un
pericolo per le funzioni della tiroide.
Tuttavia,nel luglio del 1996, il Dipartimento Britannico
della Salute ha pubblicato un avvertimento che
dichiarava che i fitoestrogeni presenti nei preparati a
base di soia per allattare i neonati potrebbero influire
negativamente sulla salute dei bambini. L'avvertimento
era esplicito, indicando che i preparati a base di soia
dovrebbero venire dati ai neonati solo dietro consiglio
medico.
E' stato consigliato di
alimentare i neonati che non possono essere allattati al
seno o che hanno reazioni allergiche ad altre formule
con preparati alternativi a quelli a base di soia. La
ragione per cui ulteriori informazioni non sono
disponibili su questi problemi è probabilmente una
conseguenza della forza tremenda delle grandi società
agricole che dominano il mercato americano della soia.
Sebbene gli "esperti" della salute, e quasi ogni
programma sulla salute & benessere radiofonico e
televisivo elogiano la soia come l'alimento miracoloso
del nuovo millennio, i pediatri e la comunità medica
dovrebbe saperne di più su questo argomento, e avvertire
i pazienti dell'impatto dannoso che il consumo di
prodotti di soia può avere sulle funzioni della tiroide.
Un'indagine fatta da un programma televisivo ha rivelato
che, fra tutti quegli elogi, alcuni scienziati stanno
ora sfidando questa fittizia saggezza popolare, e
lasciano intendere che ci possono essere aspetti
negativi riguardo a questo "alimento miracoloso". Le
domande sul fatto che sia un prodotto sicuro sono in
gran parte senza risposta", afferma Daniel Doerge, uno
scienziato ricercatore esperto di soia della FDA
(Amministrazione federale americana degli Alimenti e
Farmaci).
Nuovi studi hanno fatto
sorgere domande riguardo al fatto che gli ingredienti
naturali della soia potrebbero aumentare o meno
l'insorgenza di cancro al seno in alcuni soggetti
femminili, influire sulle funzioni cerebrali nei
soggetti maschi e condurre a latenti anomalie nello
sviluppo dei neonati. Questa discussione scientifica
irisolta continua a svilupparsi. Nel ottobre 2000, l'FDA
ha pubblicato un bollettino sulla salute, concludendo
che la soia può diminuire sia il livello di colesterolo
che il pericolo di malattie di cuore. Ma due degli
esperti di soia dell' FDA -- Doerge e il suo collega,
Daniel Sheehan -- si sono fatti avanti criticando le
dichiarazioni della loro propria agenzia e hanno tentato
di fermare la raccomandazione dell'FDA.
La loro preoccupazione principale era che la
pubblicazione potrebbe venire fraintesa come un' invito
ad usare le proteine della soia, al di là dei vantaggi
esclusivamente per il cuore. Doerge e Sheehan hanno
fatto presente che la ricerca mostra un collegamento tra
il consumo di soia e i problemi di fertilità e i
risultati sono una chiara indicazione degli effetti
negativi a cui potenzialmente potrebbere essere soggetti
gli esseri umani", ha dichiarato Doerge. La loro
principale preoccupazione ha a che fare con il
comportamento degli elementi chimici della soia. Oltre a
tutte le sostanze nutrienti e le proteine, esiste una
sostanza chimica naturale che imita l'estrogeno,
l'ormone femminile. Alcuni studi mostrano che questa
sostanza chimica può modificare lo sviluppo sessuale. E
infatti, due bicchieri di latte di soia al giorno nel
corso di un mese portano ad un assorbimento di questa
sostanza chimica sufficiente a modificare la
sincronizzazione del ciclo mestruale femminile."Si sta
facendo un grande esperimento su neonati", dice Sheehan
"incontrollato e non controllato". "Stiamo esponendo i
neonati a delle sostanze chimiche presenti nei preparati
a base di soia per bambini sapendo che la
sperimentazione ha rilevato che vi sono degli effetti
negativi, e non abbiamo mai fatto delle ricerche sulla
popolazione per vedere se si riscontrano questi
effetti".
L'industria del latte
artificiale per neonati, con la complicità di alcuni
scienziati, ha distrutto queste critiche sulla soia
chiamandole "dichiarazioni scientificamente
ingiustificate che potrebbero spaventare indebitamente
migliaia di genitori". Kenneth Setchell, professore di
pediatria al Children's Hospital di Cincinnati e leader
dei fautori della soia, sostiene che gli studi
scientifici sulla soia fanno sperare che sia una
soluzione per combattere molte malattie e che gli
effetti negativi osservati sugli animali non si
applicano agli esseri umani. "Ci sono state
letteralmente centinaia di migliaia di neonati che sono
stati cresciuti con preparati a base di soia." asserisce
Setchell." Alcuni di quei neonati dovrebbero avere ora
30 o 40 anni. E non vedo alcuna prova di casi in cui ci
sono anomalie". Ma il Dr. Claude Hughes, direttore del
Women's Health Center al Cedars-Sinai Medical Center di
Los Angeles dichiara: "La mia attenta opinione
professionale è che ha più senso non esporre inutilmente
il vostro neonato a questi preparati", E aggiunge:
"Mentre l'allattamento al seno è di gran lunga
preferibile, le madri che non allattano al seno
dovrebbero utilizzare preparati a base di latte e
considerare quelli a base di soia come ultima risorsa."
Oltre alle sue
preoccupazioni sugli effetti della soia sulla salute dei
neonati, Hughes ha sollevato anche domande sul cancro
alla mammella. In alcuni casi, si è pensato che la soia
proteggesse dal cancro alla mammella. Ma alcuni studi
indicano ora, per altre donne, che le sostanze chimiche
trovate ampiamente nella soia possono incrementare un
tipo di estrogeno assai diffuso che favorisce il cancro
alla mammella. "Può accelerare divisioni di quelle
cellule che sono già cellule cancerogene che dipendono
dagli estrogeni per la loro crescita." Afferma Hughes.
Gli Isoflavoni
Sembra che non ci sia quotidiano, rivista o programma di
notizie che non abbia messo in risalto recentemente una
storia sui sorprendenti benefici per la salute dei
prodotti alimentari a base di soia e dei supplementi a
base di isoflavoni della soia. La soia viene promossa
come un sano sostituto alternativo dell'estrogeno per la
donna, come una possibilità di ridurre l'insorgenza del
cancro al seno, come un modo per ridurre i sintomi della
menopausa, e come proteine povere di grassi in
alternativa a carne e pollame. Ma ciò che tutte queste
storie favorevoli omettono di dire è che esiste un
aspetto negativo molto reale -- ma trascurato -- del
consumo abbondante o a lungo termine dei prodotti di
soia. Uno studio è stato fatto in Gran Bretagna facendo
prendere 60 grammi di proteine di soia al giorno per un
mese a donne in pre-menopausa. Si è scoperto che questo
esperimento ha interrotto il ciclo mestruale, e gli
effetti dell'isoflavone sono continuati per tre mesi
dopo che la soia era stata tolta dalla dieta.
L'isoflavone è noto anche perchè modifica le condizioni
della fertilità e perchè attua cambiamenti sugli ormoni
sessuali. E' stato dimostrato che gli isoflavoni causano
gravi effetti negativi sulla salute di molti mammiferi
compreso sterilità, malattie della tiroide e malattie
del fegato. E questo pericolo è particolarmente grave
per i neonati allevati con preparati a base di soia.
Queste sono informazioni che
l'industria della soia non vuole che ne veniate a
conoscenza. La vendita di prodotti di soia è un grande
business, e la domanda crescente di proteine di soia, di
farine di soia, e di integatori di isoflavoni lo sta
facendo diventare uno dei più grandi business mai
esistiti. I ricercatori hanno identificato gli
isoflavoni come agenti potenti capaci di sopprimere le
funzioni tiroidee e causare o aggravare l'ipotiroidismo.
Il Dr. Mike Fitzpatrick, uno scienziato dell'ambiente e
ricercatore sui fitoestrogeni hanno condotto studi
approfonditi sulla soia, in particolare sull'uso
preparati per l'infanzia a base di soia. Fitzpatrick si
è assolutamente sicuro che i prodotti di soia possano
avere effetti dannosi sia su adulti che neonati. In
particolare, ritiene fermamente che i produttori di
preparati per l'infanzia a base di soia dovrebbero
rimuovere gli isoflavoni -- quegli elementi della soia
che agiscono come agenti anti-tiroide -- dai loro
prodotti.
Abbiamo sentito di tutto sui
fitoestrogeni. Sono dei composti del mondo vegetale che
imitano gli estrogeni, sono propagandati da alcuni come
agenti miracolosi che preveniscono cancro, malattie di
cuore e delle coronarie, osteoporosi (Tanto per
nominarne alcuni). Ma c'è un lato molto più oscuro su
questi composti, e cioè il fatto che disturbano il
sistema endocrino. La soia contiene un fitoestrogeno, e
quindi nel corpo agisce in modo molto simile a quello
degli ormoni e non deve sorprendere il fatto che
interagisca con l'equilibrio delicato dei sistemi
ormonali della tiroide. Questi composti possono in
effetti aumentare il rischio di cancro alla mammella e
causare malattie della tiroide. I produttori di
preparati per l'infanzia a base di soia si rifiutano di
rimuoverli dai loro prodotti nonostante sappiano che i
neonati alimentati con tali preparati sono a rischio di
danni irreversibili.
Fitoestrogeni e neonati
Potete esserne certi - i fitoestrogeni non fanno bene al
vostro bambino. Se state alimentando il vostro bambino
con preparati a base di soia, il consiglio dei
ricercatori è quello di smettere immediatamente. Perché?
I neonati alimentati con i preparati a base di soia
ricevono ogni giorno la stessa dose di fitoestrogeni che
si è dimostrata biologicamente attiva negli adulti!
Sottoponendo il vostro neonato a tali grandi quantità di
fitoestrogeni state rischiando di esporre il vostro
bambino al rischio di danni permanenti del sistema
endocrino. Ci sono alternative ai preparati a base di
soia che non contengono lattosio o proteine del latte;
usate uno di quelli invece della soia.
Fitoestrogeni e sterilità
I fitoestrogeni possono rendere sterili gli animali,
cosa sappiamo riguardo agli esseri umani? Ci sono
evidenti possibilità che i fitoestrogeni riducano la
fertilità maschile. E una donna che tenti di concepire
dovrebbe evitare di prendere soia. Il gigante delle
derrate alimentari Archer Daniels Midland ha presentato
domanda alla FDA per far sì che venga concesso lo stato
di non nocività a composti noti per essere tossici per
il sistema riproduttivo! E' stato chiesto alla FDA di
approvare un attestato che afferma che il consumo
giornaliero da 25 a 100g di proteine della soia
diminuisce il pericolo di malattie di cuore e delle
coronarie. Questa quantità di proteine può portare
facilmente all'assunzione di megadosi di fitoestrogeni,
fino a 600mg al giorno! La soia contiene numerosi
composti che sono tossici sia per gli esseri umani che
per gli animali.
L'industria della soia si
riferisce frequentemente a queste tossine come sostanze
anti-nutrienti, ossia che agiscono in qualche modo
impedendo al corpo di ottenere il nutrimento completo di
cui ha bisogno da un cibo. Le tossine della soia (come
l'acido fitico) possono agire certamente in questo modo,
ma hanno anche la capacità di puntare organi, cellule e
processi di reazioni enzimatiche specifici e i loro
effetti possono essere devastanti. Le tossine della soia
su cui
Soy Online Service esprime preoccupazion sono gli
inibitori della proteasi, l'acido fitico, la lecitina di
soia (o emaglutina ), le nitrosammine e la misteriosa
tossina della soia. Le Nitrosammines non si trovano per
natura nella soia ma si formano durante il processo di
lavorazione di prodotti come la proteina di soia isolata
(ISP). Come con qualsiasi tossina c'e una dose sotto la
quale gli effetti non sono notati.
Soy Online Service ha esaminato i dati scientifici
sulle tossine della soia e ha scoperto numerose numerose
verità allarmanti.
Non c'è alcuna legislazione
per proteggere i consumatori dalle tossine contenute nei
prodotti di soia.
Con la possibile eccezione della lecitina di soia, tutti
gli altri prodotti di soia, indipendentemente da quanto
ben lavorati, contengono da un basso a un moderato
livello di tossine perchè i processi di lavorazione non
sono in grado di rimuoverle completamente.
L'industria della soia fa poco per il controllo della
qualità per proteggere i consumatori dal consumo di
prodotti trattati inadeguatamente.
Inibitori della proteasi
Forse le tossine più conosciute della soia sono gli
inibitori della proteasi (conosciute anche come
inibitori della tripsina) che, come il nome suggerisce,
sono in grado di inibire l'azione della proteasi
(compreso la tripsina) che sono enzimi coinvolti nel
processo di scomposizione delle proteine per poter
essere poi usate dal corpo. Gli isoflavoni ai flavonoidi
o alla famiglia degli elementi chimici chiamati
bioflavonoidi e sono considerati endocrino-disgregatori
-- sostanze vegetali o altri prodotti che agiscono come
ormoni, disgregando il sistema endocrino e, in alcuni
casi, questa disgregazione include l'agire contro le
funzioni della tiroide.(Il miglio, per esempio, contiene
alti livelli di flavonoidi, ed è conosciuto comunemente
come problematico per le funzioni tiroidee.) I
flavonoidi inibiscono l'ormone tiroideo peroxidase (TPO)
che disturba il corretto funzionamento della tiroide.
Nell'edizione del marzo 1999 della rivista Natural
Health c'è un articolo sulla soia che cita il Dr Daniel
R. Doerge, un ricercatore del Centro Nazionale della FDA
per la Ricerca Tossicologica. Il Dr. Doerge che ha fatto
ricerche sulle proprietà anti-tiroide della soia,
afferma: "Esistono rischi sostanziali per chi prende
supplementi di soia o per chi mangia soia in gran
quantità per i suoi pretesi effetti curativi. Ci sono
certamente delle possibilità di interazione con la
tiroide. Il Dr. Fitzpatrick crede che le persone affette
da ipotiroidismo debbano evitare prodotti di soia,
perché, "qualsiasi inibizione del TPO (l'ormone tiroideo
peroxidase) lavorerà chiaramente contro qualunque
tentativo di correggere qualsiasi stato di
ipotiroidismo". Inoltre, egli crede che la promozione
attuale della soia come un cibo della salute porterà a
un aumento dei disturbi della tiroide.
Quanta è innocua la soia ?
Secondo
Soy Online Service , per i neonati, qualsiasi tipo
di soia è troppo. Per gli adulti, solo 30 mg isoflavoni
di soia al giorno sono sufficienti per creare un impatto
negativo sulle funzioni della tiroide. Questa quantità
di isoflavoni è stata trovata in solo 0,15 - 0,23 litri
di latte di soia, o 46 grammi di miso. L'USDA
(Dipartimento dell'Agricoltura Americano) ha lanciato un
sito web che sta promuovendo i vantaggi per la salute
derivanti dal consumo di cibi a base di soia. Il sito
elenca il contenuto di isoflavoni di 128 cibi, compreso
hot dog vegetariani di soia, ceci e tofu. Questo
potrebbe aiutarvi nel decidere quanta soia includere
nella vostra dieta.
La proteina di soia isolata
Le aziende della lavorazione industriale della soia
hanno lavorato duramente per cercare di eliminare questi
anti-nutrienti dal prodotto finito, in particolare dalla
proteina di soia isolata (SPI) che è l'ingrediente
chiave nelle imitazioni di carne e prodotti caseari,
includendo preparati per l'infanzia e alcune marche di
latte di soia. L'SPI non è qualcosa che potete fare in
cucina.
Viene prodotta in impianti
industriali in cui un impasto liquido di fagioli di soia
viene prima mescolato con una soluzione alcalina per
estrarre le fibre, quindi fatto precipitare e separato
utilizzando un lavaggio acido e, infine, neutralizzato
in una soluzione alcalina. Il lavaggio acido in serbatoi
di alluminio immette alti livelli di alluminio nel
prodotto finale. I cagli sono vaporizzati e asciugati ad
alte temperature per produrre la polvere di proteine
complesse. L'oltraggio finale all'originale fagiolo di
soia è il trattamento di estrusione ad alta pressione e
alta temperatura delle proteine di soia isolate per
produrre proteine tessutali vegetali (TVP).
Buona parte degli inibitori della tripsina possono
venire rimossi con il trattamento ad alta temperatura,
ma non tutti. Il contenuto di inibitori della tripsina
presente nelle proteine di soia isolate può variare da
una a cinque volte. Ma il trattamento ad alta
temperatura ha l'effetto collaterale sfortunato di
snaturare le altre proteine della soia a tal punto da
renderle in gran parte inefficaci. Questa è la ragione
per cui gli animali alimentati con soia hanno bisogno di
supplementi di lisina perchè possano avere una crescita
normale.
I Nitriti, che sono dei
potenti agenti cancerogeni, si formano durante
l'essicazione delle particelle vaporizzate mentre
durante il processo di alcalinizzazione si forma una
tossina chiamata lisinoalanina . Numerosi aromi
artificiali, in particolare il glutammato monosodico (MSG),
vengono aggiunti alle proteine isolate di soia e alle
proteine tessutali vegetali di soia per mascherare il
forte sapore di fagioli e darle quello della carne.
Il consumo delle proteine di
soia isolate determina la carenza di vitamina E, K, D e
B12 e crea sintomi di insufficienza di calcio, magnesio,
manganese, molibdeno, rame, ferro e zinco. I residui di
acido fitico in questi i prodotti di soia inibiscono
pesantemente l'assorbimento di zinco e di ferro.
Animali alimentati con
proteine isolate di soia hanno organi sviluppati in modo
esagerato, in particolare il pancreas e la tiroide, e
hanno depositi eccessivi di acidi grassi nel fegato.
Inoltre le proteine isolate di soia e le proteine
tessutali vegetali sono inserite senza alcun limite nei
pasti delle mense scolastiche, nei prodotti da forno
commerciali, nei fast food. Vengono anche promosse
pesantemente nei paesi del terzo mondo. Nonostante
l'evidenza di scarsi risultati già riscontrati
nell'alimentazione animale, l'industria della soia
sponsorizza molti studi architettati in modo da far
credere che i prodotti a base di proteine di soia
possono venire impiegati nell'alimentazione umana in
sostituzione dei cibi tradizionali.
Soia e cancro
I nuovi regolamenti della FDA (Amministrazione Federale
degli Alimenti e Medicinali) non permettono che venga
inserito alcun tipo di dichiarazione di prevenzione del
cancro sulle confezioni di alimentari, ma questo non ha
impedito alle industrie e ai suoi marketing operators di
farle nei loro opuscoli promozionali. "Oltre a
proteggere il cuore", dice una brochure di una società
produttrice di vitamine, "la soia si è dimostrata un
potente agente anti-cancro...i giapponesi, che mangiano
soia in quantità 30 volte maggiore dei nordamericani,
hanno un'incidenza più bassa di cancro della mammella,
dell'utero e della prostata.
Questo è vero. Ma i
giapponesi, e gli asiatici in generale, hanno tassi
molto più alti di altri tipi di cancro, in particolare
il cancro dell'esofago, dello stomaco, del pancreas e
del fegato. Gli asiatici di tutto il mondo hanno anche
alti tassi di cancro della tiroide. La logica che
collega tassi bassi di cancro degli organi di
riproduzione al consumo di soia impone attribuzione di
alti tassi di cancro alla tiroide e del sistema
digestivo agli stessi cibi, in particolare perché la
soia causa questi tipi di cancro in laboratorio. Ma
quanta soia mangiano poi gli asiatici? Un sondaggio del
1998 ha rilevato che la quantità giornaliera media di
proteine di soia consumata in Giappone era di circa otto
grammi per gli uomini e sette per le donne -- meno di
due cucchiaini da tè. Il famoso Cornell China Study,
condotto da Colin T. Campbell, ha scoperto che il
consumo di legumi in Cina varia da 0 a 58 grammi al
giorno, con una media di circa 12 grammi.
Partendo dal presupposto che
due terzi del consumo di legumi è costituito da soia, il
consumo massimo è di circa 40 grammi, meno di tre
cucchiai da tavola al giorno, con un consumo medio di
circa nove grammi, ovvero meno di due cucchiaini da tè.
Un'indagine condotta negli anni '30 ha scoperto che gli
alimenti a base di soia hanno costituito solo l'1.5 %
delle calorie nella dieta cinese, mentre il 65 % delle
calorie era di provenienza animale, specificatamente
suina. (gli Asiatici per cucinare usavano
tradizionalmente il lardo, non oli vegetali). I prodotti
di soia fatti fermentare tradizionalmente sono un
condimento naturale delizioso, che può fornire fattori
nutrizionali importanti nella dieta asiatica. Ma eccetto
in tempi di carestia, gli Asiatici consumano prodotti di
soia solo in piccole quantità, come condimenti, e non in
sostituzione dei cibi animali -- con una eccezione: i
monaci che vivono nei monasteri osservando il celibato e
conducendo uno stile di vita vegetariano ritengono la
soia abbastanza utile come alimento perché diminuisce il
desiderio sessuale.
Migliaia di donne ora
consumano soia convinte che le protegga dal cancro della
mammella. Inoltre, nel 1996, dei ricercatori scoprirono
che le donne che consumano proteine di soia isolate
hanno avuto un'incidenza maggiore di iperplasia
epiteliale , una condizione che fa presagire la presenza
di tumori maligni. Un anno dopo , si è scoperto che il
genistein (un supplemento contenente isoflavoni della
soia) stimolava le cellule della mammella ad accellerare
il ciclo cellulare -- una scoperta che ha portato gli
autori a concludere che le donne non dovrebbero
consumare soia per evitare il cancro della mammella.
Venticinque grammi di proteine isolate di soia
contengono da 50 a 70 mg di isoflavoni. Alle donne in
pre-menopausa bastano solo 45 mg di isoflavoni per
subire effetti biologici significativi, compreso una
riduzione di ormoni necessari per le corrette funzioni
della tiroide. Questi effetti sono stati rilevati fino a
tre mesi dopo la cessazione del consumo di soia. Cento
grammi di proteine di soia possono contenere quasi 600
mg di isoflavoni, una quantità che è tossica. Nel 1992,
il servizio sanitario svizzero ha stimato che 100 grammi
di proteine di soia forniscono il valore equivalente
degli estrogeni della pillola anti-concezionale.
Degli studi lasciano
intendere che gli isoflavoni inibiscano la sintesi dell'
estradiol (ormone estrogeno) e altri ormoni steroidi. I
problemi riproduttivi, la sterilità, le malattie della
tiroide e del fegato dovuti all'apporto dietetico degli
isoflavoni sono stati osservati, in zoo e allevamenti,
in numerose speci animali incluso topi, ghepardi,
quaglie, maiali, storioni e pecore. E' stato detto che
gli isoflavoni della soia abbiano un effetto favorevole
sui sintomi della menopausa, compreso le vampate di
calore, e che proteggano dall'osteoporosi. Il grado di
disagio derivante dalle vampate è estremamente
soggettivo, e la maggior parte degli studi mostrano che
i soggetti di controllo (a cui sono state somministrate
compresse contenenti sostanze assolutamente neutre)
descrivono una riduzione del disagio in quantità uguale
ai soggetti a cui sono stati dati gli isoflavoni.
La pretesa poi che la soia previene l'osteoporosi è
straordinaria, dato che gli alimenti a base di soia
bloccano l'assimilazione del calcio e causano carenza di
vitamina D.
Se gli asiatici hanno un'incidenza di
osteoporosi più bassa degli occidentali, è perché la
loro dieta procura molta vitamina D dal consumo di
gamberi, frutti di mare e lardo e molto calcio da brodi
di ossa. La ragione per cui gli occidentali hanno alti
tassi di osteoporosi è perché hanno sostituito con
l'olio di soia il burro, che è una sorgente tradizionale
di vitamina D e di altri attivanti lipo-solubili
necessari per l'assimilazione del calcio.
By Luciano Giannazza - Tratto dal sito medicinenon.it
Se desideri
avere informazioni scientifiche scarica l'articolo (in
formato Word 97):
ATTACK OF THE KILLER
BEAN!
The
Case Against Soy
By
Elaine Hollingsworth
vedi:
Consigli Alimentari
+
Crudismo
+
Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1
+
Vegetariani
2
+
Germogli
|