PANE
Nel grano si ritrova l’uomo in tutte le sue parti
costitutive, nel pane, tutti gli elementi cosmici.
Nell’antichita’ il Pane, non era utilizzato solo come
alimento, ma aveva anche un significato religioso.
Durante la settimana si mangiava il pane lievitato di
orzo o di segale. Era l’alimento di base degli schiavi e
dei gladiatori: zuppa di pane; la domenica, si mangiava il pane azzimo, non
lievitato e non lavorato.
Questo pane è rotondo e
piatto. “Nessuna offerta di cereali in sacrificio a
Yaoue’ dovrà essere
preparata con lievito.” (Levitico 2, 11)
I cereali furono sviluppati dalle graminacee selvatiche
nell’epoca dell’Antica
Persia (circa 5.000 anni a.C.).
Il grande maestro
Zaratustra solcava il terreno con un
aratro d’oro affinché la luce del sole fecondasse le
“primigenie sementi” lanciate nella terra.
Le alte quantità di
Silicio presenti nei cereali indicano la loro relazione
con la luce. Per questa ragione è necessaria molta luce
solare affinchè crescano sani e salutari. Il Silicio
funziona come un’antenna che cattura le forze cosmiche
e, nel corpo umano, agisce nella formazione di tutto
l’organismo e fin nel tessuto connettivo.
In questo senso i cereali – riso, mais, orzo, miglio,
avena, segale e frumento – sono “alimenti solari” per
eccellenza e devono essere l’alimento dell’uomo moderno,
purche' esso segua il
Crudismo e l'Emodieta
(*) !
L’orzo contiene una grande quantità di Silicio (70%),
oltre a proteine(15%) e pochi grassi(2%): per questo è
indicato per fortificare il sistema nervoso e gli organi
di senso, la pelle, le unghie, i capelli e le mucose
(nei raffreddori, per esempio). Per questa stessa
ragione era il cibo dei gladiatori.
L’avena
contiene una maggior quantità di grassi(11%), proteine e
Magnesio: è indicata per la dieta del diabetico.
La
segale cresce meglio in un clima freddo: è stata la
base dell’alimentazione dei contadini del Nord Europa
per moltissimi anni.
Il pane è sempre stato la base dell’alimentazione umana,
sia fisicamente (*)
che
spiritualmente.
Per capirne
l’importanza è necessario conoscere il modo in cui si
prepara il pane, a cominciare dalla coltivazione dei
cereali, passando poi alla macinazione, alla
fermentazione fino ad arrivare a conoscere come il pane
agisce sul processo digestivo.
Anticamente si aveva l’intuizione giusta per eseguire
tutto ciò: l’intero processo era permeato da un rituale,
e solo oggi cominciamo a capirne il profondo
significato.
Si raccoglieva il cereale (specialmente la segale), si
lasciavano riposare i chicchi per un po’ di giorni e poi
lo si macinava lentamente con macine di pietra, per
conserve così tutta la sua qualità di farina integrale.
Poi si lavorava la pasta con le mani in ciotole di
legno; nel successivo periodo di riposo, la cui durata
dipendeva dalla temperatura e dalle condizioni
climatiche, l’impasto fermentava naturalmente e
lentamente. In tedesco è chiamato "sauerteigbrot" (pane
acido); da noi è conosciuto come pane lievitato (da non
confondere con il pane lievitato artificialmente) Una
piccola quantità di pasta (pasta madre) era tenuta in
serbo per far fermentare il prossimo impasto e così di
seguito.
Cosa vuol dire far
“fermentare il pane” ?
Vuol dire: trasformare i
carboidrati in acido lattico per mezzo dell’enzima
alfa-amilasi, che è lo stesso
enzima prodotto dal
pancreas. Per questo le feci dei bambini piccoli hanno
un odore acido; quando il bambino cresce, nell’intestino
si sviluppa la
flora intestinale (batteri coliformi) e
produce l’odore caratteristico delle feci dell’adulto.
Il pane così preparato è quello che si mangiava tutti i
giorni: il pane lievitato e fermentato.
Cosa mangiamo oggi ?
Il passaggio dalla segale al
frumento sta a indicare la preferenza per una
produzione rapida, che pero' non e' ottimale per la
salute; il frumento cresce in regioni calde,
mentre la segale preferisce climi più freddi.
Con il
frumento è possibile fare una maggior varietà di pane,
torte e biscotti. Dato che lo stoccaggio precoce del
germe (grassi insaturi e albumine) bisogna trasformarlo
in farina bianca, un prodotto praticamente morto. Visto
che la pasta è insipida, bisogna aggiungere creme o
ripieni perché diventi gradito al palato.
Il frumento non
possiede uno degli amminoacidi essenziali, la lisina,
così si aggiungono preparati chimici per rendere il pane
più ricco in proteine e vitamine. Inoltre, l’utilizzo di
macine metalliche ad alta velocità di rotazione produce
temperature molto elevate, oltre i 1000°C, il che
provoca la distruzione delle vitamine termolabili oltre
a rilasciare molecole metalliche nella farina.
L’antico sistema di impasto richiede molto tempo e
lavoro, allora si è ricorsi alla fermentazione alcolica
con l’uso di funghi o lieviti che si trovano in
abbondanza in natura; sono abbondanti nella buccia della
frutta che contiene zucchero.
Questo processo è iniziato nel Medio Evo e si sono
sviluppate monocolture estremamente selezionate di
lieviti (es. funghi del genere Saccharomyces della
classe degli Ascomiceti) il cui compito è far crescere
il pane il più rapidamente possibile; in tal modo il
pane si riempie di aria, diventa morbido e facile da
masticare.
Il processo di base è a carico degli enzimi beta-amilasi
che trasformano i carboidrati in alcol e gas. La
formazione di alcol e gas è comune in natura (vino e
aceto), ma questo processo non deve avvenire
nell’intestino umano (questo contiene alfa-amilasi, che
ha il compito di trasformare i carboidrati in acido
lattico, come abbiamo detto).
Quando un paziente
si lamenta di flatulenza, per prima cosa è perché non
digerisce bene i cibi,
specialmente i carboidrati.
Tutte le volte che ci sono gas, c’è anche presenza di
tenore alcolico nell’intestino
e ciò è dannoso alla salute perché produce una riduzione
della capacità di selezione della mucosa intestinale,
che potrà assimilare prodotti tossici, sovraccaricando
in tal modo il fegato nella sua funzione di
disintossicare l’organismo eliminando tale sostanza.
Questo disturbo si chiama “dispepsia fermentativa”.
Inoltre, attualmente, il grande consumo di
zucchero contribuisce
alla proliferazione eccessiva di fermenti (funghi)
nell’intestino con un aumento di alcol e prodotti
intermedi, come oli amilici e acidi grassi saturi. Lo
stesso disturbo avviene quando una persona non digerisce
bene le proteine.
Queste molecole sono complesse e hanno bisogno di tre
enzimi per essere
digerite; le frazioni intermedie, non ben digerite,
possono seguire due vie: venir trasportate erroneamente
fino al fegato e/o arrivare all’intestino crasso, dove
vengono demolite dalla flora batterica e trasformate in
amine biogene (tossiche), che saranno assorbite dal
fegato.
In entrambi i casi il fegato si sovraccarica nel
tentativo di depurare l’organismo. Questo disturbo si
chiama dispepsia putrefattiva, perché le proteine, non
ben digerite, subiscono putrefazione nell’intestino
crasso Nel caso in cui il fegato non sia in grado di
trasformarle, queste frazioni proteiche raggiungeranno
la corrente sanguigna e arriveranno ad altri organi e
alla pelle.
Si manifestano così le famose allergie al latte, al
frumento ecc..... con sintomi di cefalea digestiva,
stanchezza cronica, malessere, bronchite, sinusite,
eczema e numerosi altri sintomi clinici.
Un altro problema digestivo più serio è in relazione con
il sistema immunitario; nel corso di una digestione
difficile anche il sistema immunitario sarà compromesso.
Questo avviene
perché anche gli anticorpi devono “digerire” i nemici
del corpo. Si immagina che i “soldatini dell’organismo
sparino una pallottola” contro virus o batteri. Quello
che realmente avviene è un processo di “digestione” da
parte degli anticorpi; sono loro che in realtà
“mangiano” (fagocitano) il nemico. È per questo che si
raccomanda di non bere liquidi durante i pasti per non
diluire i succhi gastrici, rallentando in tal modo il
processo digestivo.
La soja, (essendo una leguminose
come fagioli, ceci, piselli, lenticchie...) deve essere
utilizzata con una certa cautela, quindi non tutti i
giorni, perché fermenta
facilmente nell’intestino (gas e alcol) e in caso di uso
prolungato può provocare decalcificazione ossea. Per
questo è controindicata per i bambini e per le donne in
menopausa.
L’uso di complessi vitaminici può essere giustificato in
una persona debilitata o nelle convalescenza
post-operatoria. Utilizzarli senza necessità, provoca
l’eliminazione del cibo ingerito in eccesso e, molte
volte, l’organismo elimina ciò che tiene come riserva.
Un comportamento
corretto consiglia di tenere in casa il polivitaminico e
di utilizzarlo solo se necessario (quando ci si sente
esauriti, di quando in quando...) È sempre utile
ricordare la raccomandazione del “padre della medicina”,
Ippocrate: “Fai del tuo alimento la tua medicina e della
tua medicina il tuo alimento”.
Questi argomenti sono proposti qui come “campanelli
d’allarme” per renderci conto che processi unilaterali
che non si adeguino allo sviluppo di quelli naturali
possono, a lungo termine, portare malattie nell’umanità.
Nel CASO si PERSISTESSE a utilizzare il lievito
artificiale, come si fa oggi con il “pane bianco”,
possiamo aspettarci, in futuro, un aumento
dell’incidenza del diabete e non solo, come già diceva
bene il dr. Otto Wolff.(1)
Quanto si è detto è direttamente in relazione con il
processo della fermentazione alcolica del pane che si
trova in commercio: comune, integrale o di cereali
misti, sono tutti trattati con
lievito artificiale.
Il problema è il contatto quotidiano con “il processo di
fermentazione alcolica” nel tubo digerente.
Naturalmente
non esiste alcol nel pane, perché l’alta temperatura lo
fa evaporare, ma il pane, con la lievitazione
artificiale, è passato attraverso il processo di
“produrre” alcol.
Questo processo conduce a produrre alcol e non acido
lattico; per questa ragione non ha relazione con la
vita, non è fisiologico, anzi può predisporre
l’organismo a malattia.
Nell’organismo
umano, così come nel pane azzimo, la fermentazione
alcolica è repressa, evitata; nel pane comune è invece
“liberata” con formazione di alcol e gas vari. Il
processo del vero pane lievitato naturalmente citato
prima, si pone tra questi due estremi e il procedimento
per ottenerlo è più complesso. Per ottenere un buon pane
con formazione di acido lattico, è necessaria la
presenza di “batteri lattici” che preparino l’ambiente
perché, in seguito, i lieviti, alimentandosi di essi,
decompongano correttamente i carboidrati.
Avviene una lievitazione lenta, provocata dalla “pasta
madre” di segale, miele e sale (vedi Maria Thun,
Calendario delle semine 2003, n.d.t.).
Questa
lievitazione fisiologica inizia con l’aiuto di un po’ di
miele, che è una sostanza passata per l’organismo
dell’ape ed è ricca di enzimi adatti alla flora
intestinale. Dopo che è iniziata la lievitazione, non si
aggiunge più zucchero all’impasto ed è possibile fare un
buon pane senza zucchero e senza grassi. Questo
procedimento garantisce una grande varietà di
microrganismi, simili a quelli della nostra flora
intestinale.
L’aroma della segale si sviluppa liberamente e i
carboidrati diventano più digeribili. Dato che l’amido
della segale si decompone più lentamente di quello del
frumento, esso ci fornisce energia duratura per un lungo
giorno di attività, alleviando così il lavoro del
fegato, che riceve gli elementi nutritivi in un flusso
più lento.
Dalla Finlandia ci
è giunta la notizia che in alcune case di cura sono
stati sperimentati diversi tipi di pane
nell’alimentazione dei pazienti e si sono visti
diminuire i casi di cancro se i pazienti mangiavano per
molto tempo solo pane di segale. Anche ricerche recenti
hanno dimostrato che un’alimentazione a base di segale
può combattere il cancro.
Suona come un allarme, ma informare sulla qualità
alimentare è una questione di salute pubblica. Il nostro
scopo è quello di cercare di informare i consumatori su
ciò che è salutare perché l’uomo di domani non soffra
dei nostri disturbi alimentari.
La conseguenza delle nostre abitudini alimentari è che
l’essere umano sta diventando sempre più debole, con il
tessuto connettivo flaccido (come si constata nei
bambini).
Quando non si riesce a controllare la demolizione dei
carboidrati attraverso un processo fisiologico, i
lieviti (funghi), che nel tubo digerente sono
inoffensivi e si sviluppano, non solo nell’intestino, ma
anche nei polmoni, possono provocare disturbi nei vari
organi.
Oltre a ciò, il comune pane lievitato, a lungo andare, è
altamente tossico per la vita umana, perché il
processo di fermentazione è “liberato”, come si è detto
sopra, l’acido lattico (benefico per l’organismo) viene
sostituito da sostanze inorganiche: fosfato di ammonio,
solfato di ammonio e ammoniaca.
Con questi si distrugge la base vitale (eterica)
dell’organismo umano. Di conseguenza l’anima, non
riuscendo a permeare la sfera metabolica attraverso gli
enzimi digestivi, si ritirerà e andrà a “disturbare” il
sistema neuro-sensoriale, provocando stress, ansietà,
aritmie respiratorie e circolatorie, ecc.
Salutare è il pane lievitato naturalmente. Solo il pane
sottoposto a questa trasformazione naturale ha le
seguenti qualità: fisiche (attraverso la qualità dei
diversi cereali), vitali-eteriche (attraverso la
presenza di acido lattico), animiche (per mezzo
dell’azione dell’aria dei lieviti) e spirituali (dovute
al processo di cottura al momento giusto e alla giusta
temperatura).
Come dice Veronica Brunis: “Il pane è un mistero
profondamente cristico”.
Traduzione di Mariola Aldé - da Forum tres, Anno 13
N°87, 2003 (giornale del Centro de Pesquisa da ciencia
dedutiva Goetheanistico-Steineriana)
(1) Otto Wolf: Medico tedesco, studioso, per molti anni
impegnato nella ricerca di rimedi per lo sviluppo della
medicina antroposofica.
Tratto dal Bollettino BIO Dinamica dell'Associazione per
l'Agricoltura Biodinamica - anno XII, Bollettino n.65,
marzo/aprile 2006 –
By Antonio Marques
vedi:
MUTAZIONI GENETICHE
DELETERIE
sui CIBI -
Glutine
+
Glutine info
+ Riso
+
Pane +
Aziende, Centrali Nucleari,
Multinazionali,
OGM e
Frumento
=
Mutazioni genetiche del Grano +
Ricetta del Pane
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La FARINA
BIANCA RAFFINATA
Per farina bianca raffinata si intende la farina 00, che
abitualmente è presente sulle nostre tavole sottoforma
di pane, pasta e dolci.
Questo tipo di sottoprodotto industriale che non ha
quasi più niente di naturale è stato privato di 2 parti
fondamentali del seme del grano:
La crusca all’esterno ed il germe all’interno
(l’embrione).
Una dieta basata principalmente su questo prodotto è
la causa principale di
malnutrizione,
costipazione, stanchezza e numerose malattie
croniche.
A pensarci bene si tratta di un prodotto abbastanza
recente, il pane comune infatti fino a poco tempo fa,
esisteva esclusivamente in forma integrale. Solo negli
ultimi 50 – 60 anni è stato introdotto il pane bianco,
simbolo di un progresso economico e tecnologico che non
ha tenuto conto della salute degli esseri umani.
Un grano troppo impoverito
Negli anni ’50 inoltre il frumento è stato vittima di
profonde trasformazioni genetiche da parte dei più
grandi agronomi italiani.
La ricerca genetica, di un frumento che garantisse
grosse produzioni e resistentissimo agli eventi esterni,
ha creato un grano troppo impoverito, quasi
completamente privo di sostanze nutritive.
Farine arricchite
Addirittura sono nate delle farine arricchite proprio
per soccorrere alla mancanza di questi nutrienti.
Quindi le grosse industrie di raffinazione del grano
aggiungono 4-5 vitamine e minerali inorganici, pensando
così di compensare le 15-20 o più sostanze che si
trovano nella crusca e nel germe. (senza considerare le
fibre…)
Ma vediamo su cosa influisce il consumo eccessivo di
farina bianca:
Più prodotti raffinati una persona mangia più insulina
deve essere prodotta dall’organismo.
L’insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio
ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati,
che può portare a malattie cardiache. Nel tempo, il
pancreas diventa così carico di lavoro che la produzione
di insulina si blocca, e ipoglicemia (poco zucchero nel
sangue) o diabete vengono a galla.
Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più
diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che
nascono già diabetici negli Usa a causa anche degli
errori alimentari dei loro genitori e in Italia la
percentuale di celiachia e intolleranza al
glutine (presente nel
frumento) cresce ogni anno del 10 %.
Inoltre la farina di grano raffinata è il combustibile
che alimenta le infezioni e gli alti livelli di zucchero
nel sangue creando un
terreno
fertile per batteri dannosi ed un
conseguente indebolimento del
sistema immunitario.
Ma non è tutto qui, purtroppo la situazione è anche
peggio.
Perché il colore del pane bianco è così bianco, quando
la farina di grano da cui è stato prelevato non lo è ?
Il motivo è semplice: la farina usata per fare il pane
bianco è sbiancata chimicamente, proprio come quando usi
la candeggina per sbiancare i tuoi vestiti.
Così, quando mangi il pane bianco, mangi anche i residui
chimici degli sbiancanti.
I mulini industriali usano prodotti chimici differenti
per lo sbiancamento, ma sono tutti abbastanza nocivi.
Eccone alcuni: l’ossido di azoto, di cloro e nitrosyl e
perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari.
Un agente sbiancante, l’ossido di cloro, combinato con
le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella
farina, produce allossana.
L’allossana è velenosa, ed è stata utilizzata per
produrre il diabete in animali da laboratorio. L’ossido
di cloro serve anche ad allungare la durata di
conservazione della farina, ma non è propriamente
salutare.
Inoltre, nel processo di produzione di farina bianca, la
metà degli acidi grassi insaturi, che sono ad alto
valore alimentare, si perdono nel processo di fresatura
, e praticamente tutta la vitamina E è perduta con la
rimozione di germe di grano e crusca.
Come risultato, il resto della farina del pane bianco
che si acquista, contiene solo proteine di scarsa
qualità e amido modificato.
Ma non è tutto per quanto riguarda la perdita di
sostanze nutritive.
Circa il 50% di tutto il calcio, il 70% di fosforo,
l’80% di ferro, il 98% di magnesio, il 75% di manganese,
il 50% di potassio, e il 65% del rame vengono distrutti.
Se questo non fosse abbastanza grave, circa l’80% di
tiamina, il 60% di riboflavina, il 75% di niacina, il
50% di acido pantotenico, e circa il 50% di piridossina
sono inoltre persi.
E non è ancora
finita…
Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati (farina
bianca, pasta, lavorati, cibi devitalizzati, etc..)
richiedono poco metabolismo ed entrano nel flusso
sanguigno rapidamente.
Improvviso aumento di zuccheri
Il pancreas, l’organo che regola la quantità di insulina
che viene rilasciata nel sangue, è indaffarato dall’
improvviso aumento di zuccheri.
Il risultato di tutto questo è una forte diminuzione
della glicemia (solitamente entro un’ora), e una
conseguente sensazione di letargia, confusione mentale,
debolezza e senso falso di “fame !
Tutti questi problemi portano una forte acidità che e’
una delle cause principali di ogni
malattia.
Come se non bastasse, questo fa in modo che lo zucchero
causi l’aumento di peso, non solo a causa del suo
innaturale contenuto calorico, ma in realtà perché
altera il metabolismo !
Che cosa significa ciò ?
Ecco cosa significa: se due gruppi di persone sono
alimentate con lo stesso numero esatto di calorie, ma un
gruppo prende le sue calorie dello zucchero e da
prodotti raffinati, mentre l’altro gruppo consuma le
calorie sotto forma di cereali integrali, frutta e
verdure, il primo gruppo aumenta di peso, mentre l’altro
no.
Questa constatazione ci viene da studi pubblicati da
parte del Ministero della Salute degli USA
Farina bianca ”arricchita”
Come abbiamo visto quindi poche sostanze nutritive
sintetiche sono aggiunte nuovamente alla farina bianca
che viene poi chiamata “arricchita”.
In realtà non c’è stato alcun reale “arricchimento” del
prodotto originale, ma l’inganno e la distruzione della
vita di una delle tante creazioni perfette che troviamo
in natura.
I ratti di laboratorio di solito muoiono in una
settimana-dieci giorni, quando sottoposti ad una dieta a
farina bianca raffinata.
Tratto da: ilrisvegliodelpianeta.blogspot.com
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GRANO SARACENO (