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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


OGM  = CANCRO
Uno studioso americano denuncia i pericoli degli OGM,
un centinaio di persone sono morte e tra 5.000 e 10.000 si sono ammalate...evviva gli OGM
 http://web.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=35228

Se qualcuno ti dice che gli OGM nutriranno il mondo", ha sostenuto Steve Smith,
un dirigente della piu' grande società di  biotecnologie al mondo, la Novartis, "digli che non è così. . .
Per  nutrire il mondo ci vogliono volontà politiche e finanziarie, non c'entra la produzione e la distribuzione. "
http://www.zmag.org/italy/monbiot-biotech.htm
Gli OGM ammalano ed uccidono: http://it.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
La Finanza mondiale controlla e possiede le multinazionali degli OGM - ci vogliono malati o morti
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro
L’ Ungheria ha deciso di eliminare tutte le piantagioni realizzate con semi OGM di Monsanto.
http://www.sapereeundovere.it/pericoli-ogm-rivelati-da-un-ex-scienziato-del-governo-degli-stati-uniti/
 

La minaccia degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM)
Il Cancro è una malattia degenerativa dovuta a carenze di vitamine e a intossicazione da sostanze chimiche (e/o tossiche) presenti nei cibi. (NdR: e  da altri cofattori, essendo il cancro una malattia multifattoriale)

Le vitamine e le sostanze pro-vitaminiche presenti nelle piante naturali di comune alimentazione umana possono essere stimate in numero superiore a 30.000.
vedi:
Alimentazione Bimbi  +  OGM nel latte in polvere  +  Latte artificiale +  DIGESTIONE

L'introduzione nell'agricoltura moderna degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è una ingiustificata e pericolosissima alterazione di ciò che l'Evoluzione ha prodotto nelle piante in centinaia di milioni di anni: piante sulle quali si è basata la successiva evoluzione biochimica dei complessi organismi animali superiori, culminati con l'avvento dei Mammiferi negli ultimi 65 milioni di anni e quindi con la comparsa dell'Uomo; pertanto il delicato equilibrio biochimico della specie umana dipende dall'integrità delle specie vegetali così come l'Evoluzione le ha condotte fino a noi, poiché la Salute di ciascuno di noi è basata sulla Biochimica cellulare umana, e questa dipende, nella propria complessità genomica (DNA), dall'utilizzo di migliaia di vitamine e di complessi fitochimici presenti in Natura.

La personale visione dell'autore del presente lavoro che, come medico nucleare, ha avuto modo di studiare per anni gli effetti delle radiazioni ionizzanti su organismi complessi, è che la pianta è anch'essa un organismo complesso, frutto dell'evoluzione biologica avvenuta in centinaia di milioni di anni: ogni modificazione genetica provocata in essa dall'Uomo (con radiazioni come a Chernobyl, o con virus come attualmente compiuto con gli OGM), per quanto minima possa essere tale modificazione, essa produrrà comunque un danno, un danno irreparabile che spesso non potrà essere riconosciuto, poiché l'Uomo conosce con sicurezza soltanto poche decine di vitamine e di altre sostanze pro-vitaminiche.

Viceversa, le vitamine e le altre sostanze contenute nelle piante sono decine di migliaia, e sono queste le responsabili del corretto funzionamento della complessa biochimica umana e del genoma umano (DNA).

Ma oggi, per ottenere il vantaggio di una maggiore produzione agricola, si ricorre al metodo di modificare il patrimonio genetico delle piante naturali, allo scopo di modificarne la struttura, renderle sterili (per obbligare gli agricoltori a comprare nuovi semi ogni anno), brevettarne la trasformazione indotta, e rivendere in tutto il mondo il prodotto così ottenuto.

Si afferma inoltre che esista sostanziale equivalenza tra il prodotto geneticamente modificato (OGM) e quello ottenuto con la selezione dei caratteri genetici (cioè tramite incrocio naturale di piante come da sempre fatto dall'umanità nel corso di migliaia di anni).

Da parte dell'autore del presente lavoro, si afferma invece che tale "sostanziale equivalenza" è assolutamente insostenibile, perché l'incrocio naturale di piante avviene con semi naturali della stessa specie, mentre la manipolazione genetica (OGM) avviene superando le barriere di specie vegetali, mediante introduzione di geni di altre specie vegetali, o addirittura di batteri, virus o animali.
Infatti la maggior parte dei geni usati dall'ingegneria genetica provengono da specie viventi che non hanno mai fatto parte dell'alimentazione umana e, addirittura, sono provenienti da DNA non appartenenti a piante ma ad animali, batteri o virus e/o retrovirus transgenici.

Si possono così ravvisare OTTO minacce immediate:

PRIMO: Depauperazione dei complessi pro-vitaminici e vitaminici delle piante
Depauperazione di complessi vitaminici e pro-vitaminici non più presenti negli alimenti, con conseguente incremento delle malattie degenerative e carenziali come ad esempio il Cancro.
Gravissimo è infatti  il deliberato tentativo di disattivare le sostanze naturali contenute nelle piante, allo scopo di rendere possibile il trasporto su lunghe distanze e per tempi molto lunghi, di frutta e verdura fresche, in realtà fortemente impoverite delle tante vitamine, la cui assenza permette così di evitare l'ossidazione di tali cibi.
Ma queste vitamine entrano in complessi meccanismi enzimatici nel DNA dei mammiferi, e inducenti il fenomeno di apoptosi (suicidio) in queste cellule di mammifero se ammalate da cause infettive o di altro genere (come ad esempio il Cancro).
Tale fenomeno di depauperazione vitaminica a scopo di mero sfruttamento commerciale è un gravissimo atto di danno deliberato inflitto all'Ecosistema tramite gli OGM.

Nel lavoro di Woitsch e Romer del 2005 (Impact and interaction of lipophilic antioxidants in mutants and transgenic plants, Journal of Plant Physiology, 162 , 2005, pp: 1197-1209 - vedi ALLEGATO originale in PDF IN LINGUA INGLESE ) viene inoltre dimostrato che fuori dai laboratori, nelle vere condizioni ambientali di stress climatico (sbalzo termico giorno-notte, vento, raggi ultravioletti solari, etc..) le piante OGM perdono le capacità di produrre vitamine, anche se precedentemente create in laboratorio proprio a questo scopo. Il motivo di tali insuccessi riposa essenzialmente nella totale ignoranza della Scienza di fronte all'attivazione dei complessi meccanismi biochimici di riparazione che la pianta deve attuare in condizioni di stress ambientale di varia origine, a differenza invece delle piante naturali, evolutesi per circa 500 milioni di anni e caratterizzate quindi da una loro naturale e spontanea capacità di produrre decine e decine di vitamine (in gran parte ancora sconosciute) allo scopo di proteggersi dallo stress ambientale delle radiazioni ultraviolette, dell'escursione termica giorno-notte, dalle infezioni virali, batteriche o da funghi, etc.

Gravissima è infatti la scomparsa di molte di queste vitamine naturali anti-cancro (Antocianine, Flavonoidi, Polifenoli, sesquiterpene lattone Partenolide, penta-acetil Geniposide, Camelliina B, beta-Criptoxantina, Esperidina, Emodina, acido ursolico, solfuro di allile, Eriodictoiolo, protocatechine, Indoli, Isotiocianati,  Resverarolo, Elemene, Acutiaporberina, Capsaicina, Wogonina, Fisetina, acido carnosico, Germanio sesquiossido, Epigallo-catechina gallato, Limonene, Axeroftolo palmitato, alfa e beta Carotene, acido trans-Retinoico, Tocoferoli, Cinaropicrina, Licopene, Proantocianidina, Damnacanthal, Baicalina, Baicaleina, acido idrocinnamico, sesquiterpenoidi come Atractilone, o come Atractilenolidi I, II, III, alcaloidi del Gelsemio, altri flavonoidi, Sinigrina, acido ferulico, acido ellagico, acido cumarinico) inducenti l'apoptosi (suicidio) dei tumori. 

ARTICOLO IMPORTANTE SULLA MINACCIA OGM: è quello riguardante una pianta OGM (PUERARIA), a cui avevano deciso di cambiare i colori per provare l'efficacia della modifica OGM,... ma poi  si sono accorti che oltre il 40% delle vitamine NON c'erano più .....dopo l’alterazione genetica di laboratorio.
...Questa scomparsa può avvenire a causa di modificazione
OGM delle piante: ad esempio, nel caso della Pueraria species, essa è ricca di Antocianine, che inducono apoptosi sui tumori, ma nel caso della Pueraria-GMO (modificata geneticamente in maniera accidentale), tale contenuto è gravemente ridotto del 40%.

E' incredibile che su una certa stampa "di parte", tali vitamine vengano invece definite come sostanze tossiche e velenose prodotte dalle piante biologiche, e quindi esse stesse ..velenose..
In realtà queste vitamine vengono prodotte proprio dalle piante per proteggersi da virus, batteri e funghi mancando della protezione chimica garantita dai PESTICIDI.
Queste vitamine danno "sapore" e "gusto" alla frutta e alla verdura biologica, rispetto invece a quella trattata da pesticidi. (fito-farmaci).
Oltre a questi lavori in PDF sulle qualità anticancro delle vitamine naturali  che inducono questo fenomeno di suicidio del cancro, si accenna anche a dati di bibliografia scientifica su diverse modifiche apportate dalle Multinazionali OGM.

Questa scomparsa può avvenire a causa di modificazione OGM delle piante: ad esempio, nel caso della Pueraria species, essa è ricca di Antocianine, che inducono apoptosi sui tumori, ma nel caso della Pueraria-GMO (modificata geneticamente in maniera accidentale), tale contenuto è gravemente ridotto del 40%.
(VEDI allegato "PUERARIA":  Joung JY.:  An overexpression of chalcone reductase of Pueraria montana var. lobata alters biosynthesis of anthocyanin and 5'-deoxyflavonoids in transgenic tobacco, Biochem Biophys Res. Commun 2003, 303, pp.: 326-331.
Questi articoli in PDF sull' APOPTOSI sono scaricabili dal capitolo 5 del libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio - maggio 2008" vedi: ..\cancro\1000 piante_cancro.pdf

Gravissima è poi l'assenza dei semi dai frutti OGM.
L'importanza dei semi come fattori anti-cancro risiede sostanzialmente nel fatto che essi contengono la famosa vitamina B17 (vedi ad esempio "MORRONE" e capitolo 5.b. del libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio, MAGGIO 2008

Ma è estremamente grave il fatto che le grandi aziende sementiere OGM stiano immettendo sul mercato agricolo mondiale gli stessi frutti privi però di semi, in particolare: Cucumis melo, Citrus limonum, Citrullus vulgaris, Solanum lycopersicum,  Vitis vinifera.

SECONDO: mutazioni genetiche delle piante e conseguente alterazione della Biochimica umana
A causa dell'introduzione di geni estranei (es. di animali, batteri, virus, retrovirus)  nel DNA della pianta, si verifica in essa l'alterazione della normale sequenza genomica, con la comparsa di nuove proteine e/o la perdita di altre proteine di sequenza genomica.
Di qui la comparsa di nuove sostanze simili alle vitamine naturali, ma in realtà con caratteristiche di reattività enzimatica e biochimica diverse da quelle naturali, con induzione pertanto di modifica della loro componente di attività biochimica sul genoma umano, una volta introdotte con l'alimentazione.
Di qui la comparsa potenziale di nuove malattie insorte "artificialmente" a causa di manipolazione genetica (OGM) di organismi vegetali, inquinati geneticamente da nuove molecole simil-vitaminiche dagli effetti induttivi sul DNA umano e sulla sua complessa biochimica del tutto sconosciuta, ma probabilmente foriera di gravi danni data l'estrema complessità e quindi vulnerabilità del DNA umano.
Ad esempio, l'unico test a lungo termine (24 mesi), condotto da un gruppo italiano ha dimostrato che gli OGM possono modificare alcuni organi interni. La nutrizione di topi con il famoso mais Roundup Ready ha cambiato la struttura e il funzionamento delle cellule del fegato, del pancreas e dei testicoli. (Malatesta M.: Fine structural analyses of pancreatic acinar cell nuclei from mice fed on GM soybean. Eur. J. Histochem., 47:385-388, 2003; (VEDI Allegato : MALATESTA").

Un secondo lavoro riportato è quello di Pusztai: egli scoprì che i topi nutriti con patate transgeniche mostravano segni di danni agli organi, ispessimento dell'intestino tenue e scarso sviluppo cerebrale. Le patate erano state geneticam. modif. per contenere lectina, per rendere le piante resistenti ai pesticidi. (Pusztai : Effect of diets containing genetically modified potatoes expressing Galanthus nivalis lectin on rat small intestine, The Lancet Vol. 354, October 16, 1999) (VEDI Allegato : PUSZTAI")
 
Un terzo lavoro è quello di Prescott sui Piselli-OGM (Prescott: Transgenic expression of bean-amylase inhibitor in peas results in altered structure and immunogenicity, J. Agric. Food Chem., 53, (23), pp.: 9023-9030, 2005.
(VEDI Allegato : PRESCOTT)

Un quarto lavoro è quello fatto in Russia dalla dott.ssa Ermakova dott.ssa Irina Ermakova, Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences (RAS).- Mosca.

Questo studio dell'Agenzia Nazionale Russa della Ricerca suggerisce che una dieta a base di cibo geneticamente modificato è in grado di produrre danni sulla discendenza.  Tale studio è stato presentato ad un simposio dell'American Academy of Environmental Medicine sulle modificazioni genetiche il 10 ottobre 2005, da parte della National Association for Genetic Security (NAGS). Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori guidati dalla dott.ssa Irina Ermakova, biologa dell'Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences (RAS). Durante l'esperimento, la dottoressa russa ha aggiunto soia OGM al cibo dei ratti femmina due settimane prima del concepimento, e durante l'allattamento. Nel gruppo di controllo ai ratti femmina non veniva aggiunto niente nel cibo. A tre gruppi di ratti veniva assegnata una dieta differente per ciascuno: un gruppo di controllo non riceveva soia, il secondo gruppo riceveva soia OGM, e il terzo gruppo riceveva soia convenzionale (cioè NON OGM). Gli scienziati hanno contato le nascite e le morti degli animali sottoposti a questo esperimento. Tre settimane dopo le nascite dei piccoli, è stata effettuata la conta dei morti.
Quello che è stato scoperto è il seguente fatto: la soia convenzionale e quella OGM non influenzano il numero dei ratti nati da ciascuna madre. Però il numero dei morti dopo 3 settimane è stato radicalmente diverso. I risultati hanno indicato che la soia convenzionale (cioè NON OGM) non ha alcun effetto negativo sulla percentuale dei morti, mentre quella OGM aumenta la percentuale dei topolini morti, nel rapporto di uno ogni 8 nascite. Inoltre, il 30% dei nati nel gruppo di ratti alimentati con soia OGM aveva un peso minore del normale di ben 20 grammi. Questi fatti sono particolarmente gravi poiché la morfologia e la struttura biochimica dei ratti sono molto simili a quelle degli uomini.
(Articolo in originale su: GM Food Dangers Directly Affect Biological Descendants and Future Generations, pubblicato da Robin Good, MasterNewMedia.org  il primo novembre 2005.
VEDI: Ermakova IV, "Genetically modified soy leads to the decrease of weight and high mortality of rat pups of the first generation", preliminary studies. EcosInform 2006, 1, 4-9 (in Russian).
Un documento completo è su: Ermakova IV, Genetics and ecology, in: Actual problems of science, Moscow, 2005, pp.53-59 (in Russian).

TERZO: fallimento della dieta-anti-cancro
Come già dimostrato da Gerson, sia da altri autori, moltissime sostanze contenute solo in frutta e verdura cruda e biologica sono in grado d'indurre cascata immunitaria contro il tumore, detossificazione e il particolare fenomeno dell'apoptosi (suicidio) delle cellule malate, senza quindi necessità di laboriose e costosissime ricerche. Così, nella Dieta anti-cancro del dott.Gerson applicata a 153 pazienti sofferenti del caso del peggior Cancro conosciuto (Melanoma) si giungeva, dopo 5 anni di Dieta-Gerson, a percentuali di guarigione variabili dal 70-90% (se tumore ancora localizzato) a percentuali di guarigione del 40-70% (se tumore già metastatizzato), purchè in pazienti non sottoposti precedentemente a Chemio-Terapia.
Viceversa, con la Chemio-Terapia, la percentuale di guarigione da Melanoma a 5 anni è del 6%, valore che secondo altre fonti è invece dello zero per cento, valore che è confermato anche nel caso del cancro del pancreas, del sarcoma, dell'utero, della prostata, della vescica, del rene e del mieloma multiplo, salendo poi all'1% nel caso del cancro dello stomaco e del colon, al 2% circa nel caso della mammella e del polmone, al 3-5% nel caso del cancro del retto, al 4-5% nel caso dei tumori al cervello, al 5% nel caso del cancro dell'esofago, al 9% nel caso del cancro dell'ovaio, al 10% nel caso del linfoma NON Hodgkin, al 12% nel caso del cancro della cervice uterina, al 40% circa nel caso del seminoma del testicolo e del Linfoma di Hodgkin. ../cancro/MORGAN.PDF

VEDI ANCHE : "Il fallimento della Chemio", e nel capitolo 2 del libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio ,-MAGGIO 2008

In merito invece alle terapie metaboliche (vedi capitolo 17 del libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio,-MAGGIO 2008) la chiave di spiegazione di tale efficacia curativa di queste particolari diete vegetariane risiede nel fatto di non assimilare mai cibi contenenti tutti i potenziali fattori di crescita cellulare, in particolare l'assimilazione contemporanea di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali (Valina, Isoleucina, Leucina, Lisina, Metionina, Istidina, Triptofano, Fenilalanina, Treonina), degli acidi nucleici, della vitamina B12, dell'acido folico e,  relativamente, anche acido para-aminobenzoico [PABA]): una volta, i cibi che contenevano tutto ciò erano unicamente i cibi di origine animale (carne, pesce, uova, latte, formaggio, burro..)  che sia Gerson, sia altri Autori (compresa anche la medicina cinese e indiana) proibivano di assumere per almeno 1 anno.
In particolare risultava così vincente la sola alimentazione vegetariana, cioè a base di sola frutta e di verdura, compresi i cereali e i legumi.
Questi ultimi cibi (cereali e i legumi) sono però ricchi di AMINOACIDI ESSENZIALI, e ciò può stupire che venissero comunque impiegati nella terapia del Cancro da molte altre scuole di medicina naturale occidentale, indiana e cinese.

Il successo di queste terapie così lontane fra loro come TEORIA, ma così simili come efficacia pratica contro il CANCRO, potrebbe essere spiegato dalla moderna BIOCHIMICA, in base al fatto che: nessun cereale e nessun legume conteneva da solo tutti e 9 gli aminoacidi essenziali.
Questi alimenti però, se uniti insieme nello stesso pasto, determinavano l'assimilazione di tutti e 9 gli aminoacidi.
Di qui il divieto assoluto di non mangiare assieme Pasta (o Polenta, o  Pane [anche se azimo] o Riso) con Legumi, poiché si ha integrazione dei nove aminoacidi essenziali (8 contenuti nei cereali + 8 contenuti nei legumi), con effetto nutrizionale simile a quello ottenuto dalla Carne (in fondo, una volta, un piatto di Pasta e fagioli era anche chiamato ..la carne dei poveri..)

Oggi però, tramite l'introduzione in commercio di cereali, legumi e altri vegetali modificati geneticamente (OGM) in molti di questi alimenti sono contenuti TUTTI gli aminoacidi essenziali (VEDI allegato
"DAY"), rendendo in tal modo effettivamente NON più curabile il Cancro secondo quanto descritto in questo lavoro, nella terapia Gerson, e da molti altri autori.

QUARTO : malattie indotte da virus transgenici
I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) entrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta. Questi virus dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi in maniera analoga ai ben noti virus tumorali a RNA (Oncornavirus) o come i virus tumorali a DNA (entrambi induttori di leucemie, sarcomi, carcinomi, gliomi.). Questi virus possono anche essere portatori di malattie nuove o di malattie abbastanza simili a ben note sindromi purtroppo ancora poco comprese nella loro dinamica (AIDS, Mucca Pazza, etc.), e di cui è ancora molto vaga l'origine (forse virus trangenici).
In merito a virus impiegati per costruire OGM vi è un'ampia bibliografia (VEDI cap. 3 e ALLEGATI del libro libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio ,- MAGGIO 2008).

Si ritiene necessaria la ricerca in pazienti malati di tumore della verifica di eventuale ibridazione tra RNA polisomiale (di sospetta origine virale OGM, da Oncorna-virus modificato per produrre piante OGM ad uso alimentare) ottenuto da tumori umani di pazienti alimentatisi con cibo OGM, e DNA sintetizzato in laboratorio per trascriptasi inversa dagli stessi Oncorna-virus modificati per produrre OGM.
Nota: tutto ciò richiede però l'accesso ad informazioni riservate, forse coperte da brevetto, in merito ai modelli di retrovirus impiegati dalle multinazionali OGM, e alle modifiche apportate loro dalle stesse aziende prima della immissione in commercio delle stesse piante OGM.

Molto più difficile rintracciare virus tumorigeni a DNA impiegati dalle multinazionali OGM per modificare il DNA delle piante ad uso alimentare, poiché questi virus (Pox-virus, Herpes-virus, Papova-virus, Adeno-virus), a differenza degli Oncorna-virus, non sono rilevabili nel siero o nelle urine del paziente.
E' però dimostrato che nel citoplasma di cellule tumorali di mammifero infettate e modificate da questi virus a DNA permane una piccola frazione, altamente specifica, di RNA messaggero, che non si trova né in cellule normali, né in cellule tumorali infettate da altri tipi di virus oncogenici a DNA.
Si tratta quindi di verificare l'eventuale ibridazione tra questo RNA messaggero (di sospetta origine virale OGM, cioè da virus a DNA modificato per produrre piante OGM ad uso alimentare) ottenuto dal citoplasma di cellule tumorali di pazienti alimentatisi con cibo OGM, e DNA sintetizzato in laboratorio dagli stessi virus a DNA modificati per produrre OGM.
Anche qui si richiede però l'accesso ad informazioni riservate, forse coperte da brevetto, in merito ai modelli di virus a DNA impiegati dalle multinazionali OGM, e alle modifiche apportate loro dalle stesse aziende prima della immissione in commercio delle stesse piante OGM.
Un'ibridazione positiva, rivelata dalla formazione di DNA ibrido radioattivo (32P) indica la presenza si sequenze di DNA virale nelle cellule trasformate (Green, Perspect Biol. Med., 1978).

Il promoter CaMV è il preferito fra tutti i promoters impiegati dalle Multinazionali OGM per modificare le piante, perché non è influenzato dalle diverse condizioni dei tipi di tessuto cellulare vegetale, e dove ha così modo di agire.
Purtroppo, esso è in grado di penetrare e di replicarsi anche nelle cellule degli animali, comprese quelle dei mammiferi e anche quelle umane, come ben dimostrato dal lavoro di Vlasak, del 2003 (Vlasak J.: Comparison of hCMV immediate early and CaMV 35S promoters in both plant and human cells, Journal of Biotechnology No. 103, pp.: 197-202, 2003 (VEDI "VLASAK" ).

Il modello sperimentale sulla questione della sicurezza delle piante transgeniche contenenti geni virali transgenici come il CaMV è riportato in Gal S.: Agroinfection of transgenic plants leads to viable Cauliflower Mosaic Virus by intermolecular recombination, Virology, No.187, pp.: 525-533, 1992  (VEDI "GAL")

Sulla ricombinazione tra CaMV e vari virus coinvolgenti il promoter vedi Ray Vaden: Recombination sites in Cauliflower Mosaic Virus DNAs; implications for Mechanisms of recombination, Virology, No.177, pp: 717-726, 1990

(VEDI " RAY VADEN")

Esperimenti  suggeriscono che le alterazioni delle piante possono provocare malattie mortali
Vedi Greene A.: Recombination between viral RNA and transgenic plant transcripts, Science, Vol. 263, 11 march 1994  (VEDI "GREENE") )

Pericolosissime catene di DNA virale prodotte da normali virus a RNA sono così frequentemente propagati nell'ambiente vegetale (piante OGM) usando CaMV 35S promoter per guidare la produzione di virus ad RNA che altrimenti non potrebbero propagarsi nel DNA delle piante. Ma da qui possono anche passare nel DNA di animali (compreso l'uomo) o in quello di batteri e/o virus.
Vedi Boyer J.C.: Infectious transcripts and cDNA clones of RNA Viruses, Virology, No. 198, pp.: 415-426, 1994  (VEDI "BOYER")

Ulteriori dati scientifici utili sul quarto punto:
Allison R.F.: Recombination in plants expressing viral transgenes, Seminars in Virology, Vol. 7, pp.: 417-422, 1996  VEDI "ALLISON" )

Wintermantel W.M.: Isolation of recombinant viruses between Culiflower Mosaic Virus and a viral gene in transgenic plants under conditions of moderate selection pressure, Virology, No. 223, pp.: 156-164, 1996
(VEDI "WINTERMANTEL")

Latham J.: GM Gene Flow (B): Horizontal gene transfer of viral inserts from GM plants to viruses, Technical paper, February 2004 (VEDI "LATMAN")

In merito ai Retrovirus, vedi anche ALLEGATO N. 5: "Retrovirus e Cancro" del libro on-line "Mille Piante per guarire dal cancro senza Chemio ,-MAGGIO 2008

QUINTO : intossicazione da veleni sintetizzati da piante transgeniche
Intossicazione cronica di cibi a causa di sostanze tossiche insetticide contenute nelle piante per renderle resistenti ai parassiti come il Bacillus touringiensis, con conseguente possibile incremento di Cancri, Aborti spontanei, Mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative e da sostanze tossiche, etc.
Ad esempio, è stato dimostrato che il Mais OGM provoca lesioni alla cavità orale di pecore e di ruminanti. Questo Studio, del 2003, dimostrò che il consumo di OGM danneggia la parete della cavità orale ed è associato con le morti inspiegabili di animali da esperimento: Pecore e ruminanti, Duggan et al, Fate of genetically modified maize DNA in the oral cavity and rumen of sheep, British Journal of Nutrition, 89(2): 159-166, 2003  (VEDI ALLEGATO "DUGGAN")

In Italia, il gruppo di ricerca dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Nutrizione e gli Alimenti guidato dalla dott.ssa Mengheri  (VEDI ALLEGATO “FINAMORE A".: Intestinal and peripheral immune response to MON810 Maize  ingestion in weaning and old mice, J. Agric. Food Chem.) ha effettuato uno Studio di valutazione degli effetti del mais MON810 sul sistema immunitario, sia intestinale che periferico, dei topi, con particolare riguardo alle implicazioni legate allo sviluppo e all’età anziana. Infatti è noto che durante lo sviluppo e la vecchiaia il sistema immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano. I risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione provano che, al contrario di quanto accade con il mais naturale, con il MON810 si sono verificate alcune alterazioni.
Queste alterazioni sono risultate più marcate, e quindi più gravi, proprio a carico dei topi durante lo sviluppo e nell’invecchiamento. Inoltre, dall’analisi proteomica è risultato che nel mais MON810 la regolazione di ben 43 proteine ha subito modifiche rispetto al mais normale, e che tra queste risulta  presente una nuova versione della proteina gamma-zeina.
Interessante anche il recente lavoro  uscito in Francia di Joel Spiroux de Vendomois, che ha dimostrato la cito-tossicità epato-renale di tre varietà di mais transgenico (NK 603, MON 810, MON 863)   PDF "Lavoro scientifico francese"
 
SESTO: pericolo di carestie a livello mondiale a causa della tecnologia "TERMINATOR"
Passaggio a specie "indigene" naturali di grano, riso, mais, patate, legumi, della incapacità da parte delle piante stesse di riprodursi normalmente a causa della tecnologia "TERMINATOR", provocata da impollinazione incrociata, con perdita irreversibile anche per le piante naturali ad uso alimentare, oggi impiegate nell'alimentazione umana, poiché queste ultime saranno state inquinate dai geni transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM) di tipo "TERMINATOR".
Di qui la potenziale minaccia di future carestie a livello globale, di tipo incontrollato, non essendo più disponibili nel mondo quantità sufficienti di grano, riso, mais, legumi, di tipo "naturale", o comunque NON-TERMINATOR.

SETTIMO:  modificazione transgenica di piante naturali
Passaggio a specie "indigene" naturali delle sostanze tossiche artificiali, come ad esempio il "Bacillus thuringiensis" o di altro tipo, tramite impollinazione incrociata, con potenziale minaccia anche per le piante e le erbe mediche oggi impiegate in Fito-Terapia poiché queste ultime saranno inquinate dai geni transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM).

OTTAVO : scomparsa irreversibile del patrimonio genetico delle piante naturali
Graduale ed irreversibile scomparsa delle diversità biologiche, cioè della normale flora naturale: fenomeno che si sta già evidenziando in U.S.A. a causa delle moderne pratiche di coltivazione che enfatizzano la monocoltura transgenica (OGM) rispetto ai metodi di coltivazione differenziati. Le coltivazioni transgeniche arrecheranno infatti una gravissima minaccia alle zone ricche di bio-diversità (genomi naturali): il flusso transgenico che andrà dalle piante modificate alle piante naturali sarà inevitabile quando il rapporto numerico fra aree coltivate con piante artificiali supererà le superfici delle piante naturali, determinando così la perdita irreversibile di gran parte del patrimonio genetico naturale di tutte le piante esistenti al mondo, attualmente pari a circa 442.000 specie già classificate, su un totale stimato di circa 600.000-800.000 specie.

In sostanza:
Numerose piante sono già scomparse nel corso di questi ultimi anni perché gli agricoltori hanno abbandonato le piante naturali, per adottare invece varietà di piante artificiali, cioè geneticamente modificate, poiché rese uniformi nel proprio genoma, ad alto rendimento di produzione (ma povere di vitamine), intrinsecamente malate (poiché incapaci di sopravvivere in assenza di pesticidi), rese sterili per ragioni di mercato, e infine manipolate geneticamente per essere rese resistenti agli insetti e ad altri animali poiché capaci di produrre esse stesse dei veleni, cioè delle sostanze tossiche che verranno infine mangiate dagli animali di allevamento e dall'uomo stesso.    
Persino nelle foreste la varietà genetica è oggi minacciata dalle perdite di habitat, non solo da pratiche di deforestazione scorrette, ma persino dalla contaminazione del patrimonio genetico adattatosi a situazioni locali da parte di ibridi creati dalle grandi ditte sementiere produttrici degli OGM.
I prodotti transgenici rappresentano quindi, proprio per come sono concepiti, una formidabile spinta per accentuare le caratteristiche di unilateralità delle monocolture, e quindi di scomparsa del patrimonio genetico naturale esistente da centinaia di milioni di anni. Non avremo quindi più, nel futuro più o meno prossimo, tutte quelle varietà di piante (alimentari e non) caratteristiche di ogni particolare regione nazionale o locale. La contaminazione genetica ambientale indotta da parte di ibridi creati dalle grandi ditte sementiere degli OGM, che inevitabilmente s'incroceranno con le varietà presenti in natura, porterà ad una perdita del patrimonio genetico naturale (non recuperabile in alcun modo), di tutte quelle particolari caratteristiche che sono entrate nel genoma delle piante nel corso dei lunghi processi di adattamento alle varie situazioni ambientali. Tale perdita è oggi gravissima persino per gli ambienti naturali come le foreste. Sostanzialmente, la base stessa della Biochimica umana è oggi minacciata nella sua più intima essenza (DNA umano) dall'impiego sconsiderato di queste piante artificiali, senza alcuna possibilità di recuperare un patrimonio genetico di oltre 440.000 specie di piante classificate (su un totale 600.000- 800.000 stimate), di cui una buona parte scompariranno nel giro di poche centinaia di anni, minate alla base dai danni genetici introdotti dall'Uomo.

Il cibo OGM, contenendo RETRO-VIRUS transgenici, può provocare tumori maligni come  il Cancro o la Leucemia, e può essere causa di nuove malattie infettive.

La biotech, o bio-tecnologia, applicata alle piante è nata dalla ricerca del DNA ricombinante degli anni ’70.

La speciale natura della RICOMBINAZIONE GENETICA, che è alla base della tecnica impiegata per modificare il DNA, è basata sull’utilizzo di speciali “mosaicismi virali”, capaci di modificare il DNA. Fra essi, il più noto e il più impiegato è il CaMV (Cauliflower Mosaic Virus: virus del Mosaico del Cavolfiore): un “mosaicismo virale” incapace di sopravvivere in assenza della sua cellula–ospite: un vero e proprio parassita virale che le Multinazionali OGM hanno scelto nell’ultimo decennio di utilizzare per modificare moltissime piante ad uso alimentare animale e/o umano.

E’ stato negli anni 70-80 che debuttò nei centri di ricerca genetici la RICOMBINAZIONE GENETICA.
Ma, all’inizio, gli scienziati erano molto cauti nell’utilizzo di queste tecniche, ravvisando gravissimi pericoli di inquinamento genetico sia nelle piante che negli animali, nei batteri e soprattutto nell’uomo: si coniò allora il termine di “genetic bomb”, paragonando la RICOMBINAZIONE GENETICA artificiale provocata dall’uomo alle modificazioni genetiche provocate sul DNA delle cellule animali e vegetali dalle stesse radiazioni ionizzanti della “atomic bomb”, inventata e già sperimentata meno di 30 anni prima su Hiroshima e Nagasaki.
Per RICOMBINAZIONE si intende infatti la modifica genetica casuale del DNA, in maniera analoga a quanto si osserva sottoponendo il DNA delle cellule a radiazioni ionizzanti.

NOTA: in merito agli effetti delle radiazioni ionizzanti sul DNA delle cellule, è disponibile in ALLEGATO PDF No.1 una serie di tabelle inerenti alle aberrazioni cromosomiche e altri danni indotti al DNA umano dall’esposizione a radiazioni ionizzanti, da dati di letteratura scientifica internazionale.

In anni recenti, con la legalizzazione dei brevetti genetici che autorizzano la liberazione in campo aperto delle piante OGM, i regolamenti governativi dell’America e dell’Europa hanno scelto di ignorare i pericoli che la speciale natura della RICOMBINAZIONE GENETICA del DNA attuata dall’uomo su piante e animali  rappresenta per il futuro del nostro mondo.
Si ignorarono così questi pericoli a causa delle pressioni economico-affaristiche delle lobby delle nuove industrie bio-tecnologiche che vedevano nella modificazione genetica delle piante e degli animali una nuovo campo di applicazione scientifico-commerciale.
Si scelse di basare la sicurezza o la pericolosità delle nuove piante OGM unicamente sui regolamenti e sulle strutture governative o sopranazionali già esistenti, basandosi unicamente sulla tossicità chimica e sulla presenza o meno di organismi patogeni…
E’ ben noto che il CaMV (Cauliflower Mosaic Virus) è usato oggi per guidare la replicazione di retrovirus introdotti delle piante dalle Multinazionali
OGM per modificare il DNA delle piante (piante OGM).
Questo virus è attivo sia nelle piante definite “Angiosperme” che nelle piante definite “Gimnosperme”, cioè in pratica in tutte le piante.
L’utilizzo di questo particolare virus dalle Multinazionali OGM per modificare geneticamente le piante è dovuto ai suoi particolari promoters (“motori” di attivazione genetica) contenuti in esso.

Il CaMV ha due di questi promoters: il 19S e il 35S. Di questi due, il 35S è il promoter più usato dalle Multinazionali .

Il promoter 35S è una sequenza di DNA di circa 400 basi (unità di sequenza genica, caratterizzata da 4 diverse molecole : Adenina, Citosina, Guanina o Timina)
Il promoter CaMV è il preferito fra tutti i promoters impiegati dalle Multinazionali OGM per modificare le piante, perché non è influenzato dalle diverse condizioni dei tipi di tessuto cellulare vegetale, e dove ha così modo di agire.
Purtroppo, esso è in grado di penetrare e di replicarsi anche nelle cellule degli animali, comprese quelle dei mammiferi e anche quelle umane, come ben dimostrato dal lavoro di Vlasak, del 2003 - vedi ALLEGATO PDF No.2 in PDF (
Vlasak J.: Comparison of hCMV immediate early and CaMV 35S promoters in both plant and human cells, Journal of Biotechnology No. 103, pp.: 197-202, 2003).
Questi para-retrovirus artificiali, così creati e così impiegati dalle Multinazionali per modificare il DNA delle piante, sono simili ai retrovirus già presenti in natura come il retrovirus HIV dell’AIDS, quello della LEUCEMIA UMANA, o quello dell’Epatite  B umana (
Bonneville : Retrovirus, Viroids and RNA recombination, RNA Genetics, Vol. 11, pp: 23-42, 1988).

Si sa infatti, sempre dalla letteratura scientifica, che il CaMV è strettamente correlato al virus dell’Epatite B umana e a quello dell’AIDS (Doolitte: Quart.Rev.Biol. 64, 2, 1989) ; (Xiong and Eickbush, EMBO Journal 9, pp. 3353, 1990)
XIONG and EICKBUSH, EMBO JOURNAL: articolo molto importante per l'avvio di un progetto di ricerca nei laboratori per dimostrare che gli OGM provocano il cancro, dimostrando la presenza del CaMV (virus del mosaico del cavolfiore) nel sangue dei pazienti malati di cancro: questo articolo dimostra che esso è molto simile a quello dell'AIDS del l'epatite B.
Nota: l’uso del promoter CaMV nelle piante è analogo all’uso dei promoters per vettori retrovirali usati nella terapia genica di malattie umane. Le sperimentazioni cliniche di terapia genica umana usano infatti il sistema dei promoters per fornire un “motore” di attivazione dei geni estranei che essi portano con se nel DNA bersaglio delle cellule umane geneticamente malformate.

Il grande e rischioso azzardo dell’utilizzo del CaMV in piante da utilizzo per l’alimentazione animale e/o umana è caratterizzato dalla RICOMBINAZIONE GENETICA dei cromosomi (DNA) delle piante, ma questo determina la possibile ricombinazione dello stesso promoter 35S anche con il DNA dell’animale o della persona che ha ingerito il frutto, la verdura, la pasta o la soia OGM e contenenti appunto tali para-retrovirus artificiali.
I virus possono anche incorporare, nella RICOMBINAZIONE GENETICA, dei geni cellulari presenti nella pianta o nell’animale che si è nutrito precedentemente di tale pianta OGM, per passare poi all’uomo (che si era nutrito dell’animale), con effetti genetici assolutamente sconosciuti.

Una delle conseguenze più probabili è l’insorgenza di Cancri e di Leucemie.

Un’altra conseguenza è quella delle modificazioni genetiche sulla discendenza.
In entrambi i casi, il sistema del DNA “salterebbe” in maniera analoga all’esposizione alle radiazioni ionizzanti
(vedi ALLEGATO 1)
A differenza però delle radiazioni ionizzanti, vi sarebbe anche la minaccia dell’insorgenza di nuove malattie infettive

NUOVE MALATTIE INFETTIVE: è stato dimostrato che i geni del CaMV incorporati nei cromosomi di piante (Canola) si ricombinano con virus infettivi per produrre malattie virali molto più virulente.

Tale modello sperimentale sulla questione della sicurezza delle piante transgeniche contenenti geni virali transgenici come il CaMV è riportato in ALLEGATO PDF No.3 (
Gal S.: Agroinfection of transgenic plants leads to viable Cauliflower Mosaic Virus by intermolecular recombination, Virology, No.187, pp.: 525-533, 1992)

Sulla ricombinazione tra CaMV e vari virus coinvolgenti il promoter vedi ALLEGATO PDF No.4 (
Ray Vaden: Recombination sites in Cauliflower Mosaic Virus DNAs; implications for Mechanisms of recombination, Virology, No.177, pp: 717-726, 1990)
Altri studi scientifici hanno dimostrato che questi retrovirus possono scambiare fra loro catene di DNA con altro DNA ed RNA con altro RNA, creando nuove infezioni virali (Mol.Plant-Microbe Interactions 5, 48, 1992).
Esperimenti simili suggeriscono che le alterazioni delle piante possono provocare malattie mortali

Vedi ALLEGATO PDF No.5 (Green A.e.: Recombination between viral RNA and transgenic plant transcripts, Science, Vol. 263, 11 march 1994).
Pericolosissime catene di DNA virale prodotte da normali virus a RNA sono così frequentemente propagati nell’ambiente vegetale (piante OGM) usando CaMV 35S promoter per guidare la produzione di virus ad RNA che altrimenti non potrebbero propagarsi nel DNA delle piante. Ma da qui possono anche passare nel DNA di animali (compreso l’uomo) o in quello di batteri e/o virus.

Vedi ALLEGATO PDF No.6 (
Boyer J.C.: Infectious transcripts and cDNA clones of RNA Viruses, Virology, No. 198, pp.: 415-426, 1994).
Altra documentazione utile : J. Desuns and G. Lomonossoff: J.Gen. Vir. 74, pp.: 889, 1993

In conclusione: il CaMV promoter si ricombina con i virus infettivi per produrre nuove malattie virulenti.
Il CaMV virus e i suoi promoters 19S e 35S possono incorporare geni del DNA della pianta–ospite, dell’animale–ospite, o di un batterio-ospite,  o di un altro virus (purchè a DNA), creando nuove malattie virulente.
In quest’ultimo caso (virus a DNA), il CaMV si può ricombinare con i virus a DNA degli insetti, e propagarsi così nelle cellule degli insetti (
Zuidema D.: J.Gen.Vir. 71, pp.312, 1990).
E’ così plausibile che una larga parte della popolazione umana, consumando pomodori modificati geneticamente con il CaMV (ricombinato ad esempio con virus dell’Epatite umana B), possa creare un SUPER-VIRUS capace di propagarsi così nelle piante ad uso alimentare, negli insetti (es.: zanzare) e quindi da essi arrivare all’uomo.

Si riportano in ALLEGATO No. 7 un elenco di retro-virus naturali che negli animali o nell’uomo provocano la Leucemia, i Linfomi, i sarcomi o il cancro della mammella (tratto dal capitolo 8 del libro  del dott. NacciDiventa Medico di te stesso”.
Essi sono molto pericolosi, e una ricombinazione casuale con il promter 35S del Cauliflower Mosaic Virus dev’essere considerata come altamente probabile, una volta introdotte le piante OGM nell’alimentazione animale e/o umana

Ulteriori dati scientifici utili:
Allegato No.8 (Allison R.F.: Recombination in plants expressing viral transgenes, Seminars in Virology, Vol. 7, pp.: 417-422, 1996)
Allegato No.9 (
Wintermantel W.M.: Isolation of recombinant viruses between Culiflower Mosaic Virus and a viral gene in transgenic plants under conditions of moderate selection pressure, Virology, No. 223, pp.: 156-164, 1996)
Allegato N.10 (
Latham J.: GM Gene Flow (B): Horizontal gene transfer of viral inserts from GM plants to viruses, Technical paper, February 2004). www.econexus.info
Allegato No. 11 (J.T.Dessens : Cauliflower mosaic virus 35S promoter-controlled DNA copies of cowpea mosaic virus RNAs are infectious on plants, Journal of General Virology, No.74, pp.: 889-892, 1993

By dott. Giuseppe Nacci  (medico)  -  I suoi studi continuano anche su  www.dirittolibertadicura.org  
FEDERAZIONE per il DIRITTO alla LIBERTA' di CURA  - ONLUS Fedi.l.co. -  33100 UDINE, via Villa Glori, 41

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SANA Conference – Bologna 2008, 13th September - Promoted by: AAM Terra Nuova
Scientific coordination: Studio Agernova
By Giuseppe Nacci, M.D.

“The Threat of GMOs (Genetically Modified Organisms) on alimentary models accompanying the immune and detoxifying therapy”
Cancer is a degenerative disease caused by a lack of vitamins and poisoning from chemical substances present in food.
One can estimate the number of vitamins and pro-vitamin substances present in natural plants commonly used as food by humans as more than 13,000 – 15,000 types.
The introduction into modern agriculture of Genetically Modified Organisms (GMOs) is an unjustified and very dangerous alteration of what Evolution has produced in plants over hundreds of millions of years: plants on which the subsequent biochemical evolution of superior complex animal organisms has been based, culminating with the advent of mammals in the last 65 million years and then with the arrival of Man.

Therefore the delicate biochemical balance of the human race depends on plant species remaining integral, just as evolution created them, because the health of every one of us is based on the biochemical human cell, and this depends, through the complexity of the DNA, on the use of thousands of vitamins and of the herbal-chemical compounds present in nature.
Plants are complex organisms as well, they are the fruit of hundreds of millions of years of biological evolution: every genetic modification caused in plants by Man (with radiation such as Chernobyl, or with retroviruses such as presently used in GMO), however small that modification is, will cause damage, irreparable damage which often cannot be seen, because man only knows a limited number of safe vitamins and pro-vitamin substances.

However, there are tens of thousands of vitamins and other substances present in plants, and it is these which are responsible for the correct working of the biochemical human complex and the human genome (DNA).

To (supposedly) achieve greater agricultural production today we resort to changing the genetic patrimony of natural plants, with the aim of:
1) changing their structure,
2) making them sterile (thus farmers have to buy new seeds every year),
3) patenting the transformation induced and
4) re-selling the thus obtained product all over the world.

 Actually it has never been demonstrated that GMO cultivations produce a larger amount of products. In fact, some independent scientific studies carried out by ISIS proved quite the opposite.

Furthermore it can be affirmed that there is a substantial equivalence between:
1) the genetically modified product (GMO)
2) and that obtained by selecting genetic characteristics (that is by means of naturally crossbreeding plants as has been done by man over the course of thousands of years).

However, this “substantial equivalence” cannot be sustained because:

1)  the natural crossbreeding of plants uses natural seeds of the same species, while genetic manipulation (GMO) crosses all barriers, and introduces genes from other types of vegetable species or even bacteria, viruses and animal genes.

2)  in fact the majority of genes used in genetic engineering come from living species which have never been a part of the human food chain and actually come from DNA not of plants but of animals, bacteria or viruses and/or transgenic retroviruses.

EIGHT immediate threats can therefore be identified:
FIRST POINT:
The impoverishment of vitamin and pro-vitamin complexes in the plants
SECOND POINT: genetic mutations of plants and the subsequent alteration of human biochemistry
THIRD POINT: the failure of the anti-cancer diet
FOURTH POINT: diseases induced by transgenic viruses
FIFTH POINT:
intoxication by poisons synthesized from transgenic plants
SIXTH POINT: danger of worldwide famine due to “TERMINATOR” technology
SEVENTH POINT: transgenic pollution of natural plants
EIGHTH POINT: the irreversible disappearance of the genetic inheritance of natural plants

FIRST POINT OF THE THREAT OF GMOs: The impoverishment of vitamin and pro-vitamin complexes in the plants
The deliberate attempt to deactivate the natural substances contained in the plants is very serious: in this way fresh fruit and vegetables – greatly impoverished of many vitamins – can be carried over long distances and long periods of time because their oxidation does not take place.
These vitamins are able to enter into complex enzymatic mechanisms inside mammals’ DNA, inducing the APOPTOSIS (suicide) phenomenon in these mammal cells if they are suffering from infections or above all CANCER or LEUKAEMIA.
This deliberative vitamin impoverishment will ensure commercial profits and represents a serious act of deliberate damage inflicted on the Ecosystem by means of GMOs.

Fresh plants contain thousands of vitamins which are able to activate our immune system against germs, viruses or tumour cells, or even to induce apoptosis (cell suicide or programmed cell death) in tumour cells.
Amounts of vitamins needed to induce apoptosis in a certain number of tumour cells in the laboratory without damaging healthy human cells are really very small.Several studies from medical and scientific literature, almost all in PDF format, show the actual ability of these vitamins to induce APOPTOSIS in the cancerous cell line considered. Amounts needed are measurable in: micromoles (i.e. micromoles/litre, i.e. nanomoles/millilitre, i.e. picomoles/microlitre).

SEE: http://www.erbeofficinali/dati/nacci/allpdf.php from chapter 6 of the e-book “Thousand Plants against Cancer without Chemo-Therapy http://www.thenhf.com/about_us.html;  + ../cancro/nacci_english.pdf (“Plants which make Cancers suicide”)

SECOND POINT OF THE THREAT OF GMOs: Genetic mutations of plants and the subsequent alteration of human biochemistry
Because of the introduction of foreign genes (for example from animals, bacteria, viruses and retroviruses) into the DNA of plants, an alteration in the normal genomic sequence of the plant occurs, with the appearance of new proteins and/or the loss of other proteins of a genomic sequence.
Therefore new substances similar to natural vitamins have appeared, but which actually have enzymatic and biochemical characteristics different to natural ones, and therefore introduce changes in their component of biochemical activity on the human genome, once they have been introduced through food.
There is therefore the potential risk of new diseases of an “artificial” type, caused by the genetic manipulation (GMO) of vegetable organisms, genetically polluted by new vitamin-like molecules with inductive effects on the human DNA and on its complex biochemistry which are totally unknown, but probably heralding serious damage given the extreme complexity and hence vulnerability of the human DNA.
For example, the only test on a long-term basis (24 months) carried out by an Italian research group demonstrated that GMOs may modify some internal organs. Feeding mice with the famous maize Roundup Ready changed the structure and the functioning of their liver, pancreas and testicles cells. (Malatesta M.: Fine structural analyses of pancreatic acinar cell nuclei from mice fed on GM soybean. Eur. J. Histochem., 47: 385-388, 2003; ../alimentazione/Malatesta.pdf),

A second study was conducted by Pusztai: he found out that mice fed with transgenic potatoes showed damage to organs, thickening of the small intestine and scarce brain development. Potatoes were genetically modified in order to contain lectin, which makes plants resistant to pesticides. (Pusztai: Effect of diets containing genetically modified potatoes expressing Galanthus nivalis lectin on rat small intestine, The Lancet Vol. 354, October 16, 1999) (../alimentazione/Pusztai.pdf),
A third study was carried out by Prescott, who analysed GMO peas (Prescott: Transgenic expression of bean-amylase inhibitor in peas results in altered structure and immunogenicity, J. Agric. Food Chem., 53, (23), pages: 9023-9030, 2005. ../alimentazione/Prescott.pdf.
A fourth study was made by Dr Irina Ermakova in Russia, at the Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology of the Russian Academy of Sciences (RAS) in Moscow.

THIRD POINT OF THE THREAT OF GMOs: The failure of the anti-cancer diet
As already demonstrated by Gerson (www.gerson.org) and other authors, many substances contained only in fruit and biologically grown raw vegetables are able to induce the IMMUNE CASCADE against tumours, detoxification and the particular phenomenon of apoptosis (suicide) of diseased cells making it unnecessary to conduct difficult and expensive research.

153 patients suffering from the worst form of cancer known (melanoma) followed Dr Gerson’s anti-cancer diet, and after 5 years the percentage of recovery varied from:
70-90% (if the tumour was localized)
to 40-70% (if the tumour had metastasized), provided that the patients had not previously undergone chemotherapy.
Hildebrand, G.L.: Five year survival rates of melanoma patients treated by diet therapy after the manner of Gerson: a retrospective review, in Alternative Therapies, vol.1 [4], September 1995, pages 29-37).
www.gerson-research.org/docs/HildenbrandGLG-1996-1/index.html
SEE also chap. 17 (Metabolic Therapy) of the on-line free E-Book “Thousand Plants against Cancer without Chemo” DECEMBER 2007 http://www.thenhf.com/about_us.html;  +  ../cancro/nacci_english.pdf
On the contrary, using chemotherapy the percentage of recovery from melanoma after 5 years is 6% or – according to other sources – is zero per cent.
Morgan G.: The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adult malignancies, Clinical Oncol., 2004, 16, pages: 549-560 ../cancro/MORGAN.PDF
In the latest study of MORGAN, based on more than 270,000 patients undergoing CHEMOTHERAPY, this zero survival value is confirmed even in the case of: cancer of the pancreas, sarcoma, womb cancer, cancer of the prostate, bladder cancer, kidney cancer, and multiple myeloma

This percentage goes up to 1% in case of: stomach and colon cancer,
about 2% in case of breast or lung cancer,
3-5% in case of rectum cancer,
4-5% in case of brain cancer,
5% in case of esophagus cancer,
9% in case of ovary cancer,
10% in case of NON-Hodgkin lymphoma,
12% in case of cervical cancer,
about 40% in case of testicular cancer and Hodgkin lymphoma.
The explanation of the effectiveness of these vegetarian diets lies in: not consuming food containing all the potential factors which promote cell growth, in particular
AVOIDING the simultaneous consumption (1-3 hours) of ALL 9 essential amino acids (Valin, Isoleucin, Leucin, Lisin, Metionin, Hystidine, Tryphtophan, Phenylalanine, Treonine).

These should not be taken simultaneously as through them cancer cells can build PROTEINS, i.e. other ill cells.
The intake of the following substances must also be avoided: nucleic acids, vitamin B12 and folic acid (as they cause the DNA replication of the cancer cell).
In the past,…before the GMO era, this rule was very simple to respect: the foods which contained all of these were of animal origin (meat, fish, eggs, yeast, milk, cheese, butter…).
Both Gerson and other authors (including Chinese and Indian medicine) forbade the consumption of these foods for at least a year.
A vegan diet, based only on fruit and vegetables, cereals and legumes, was, thus, the winning diet.
However, cereals and legumes are rich in ESSENTIAL AMINO ACIDS and thus their use in cancer therapy by many other Western, Chinese and Indian schools of natural medicine might seem surprising.
The success of these therapies, which are so distant from each other as far as the THEORY is concerned but are so similar in the effectiveness against CANCER, can be explained by the modern BIOCHEMISTRY:

 NO CEREALS and NO LEGUMES, taken singularly, contained ALL 9 essential amino acids.
These foods, however, if consumed together at the same meal determined the assimilation of all 9 amino acids.

The human body can thus synthesize PROTEINS and build cells – cancer cells.
Comparing these new therapies, it is clear that it is ABSOLUTELY FORBIDDEN to eat CEREALS + LEGUMES together, i.e. pasta (or polenta, or bread [even if unleavened] or rice) + legumes, because according to the modern BIOCHEMISTRY there would be the integration of the 9 essential amino acids (8 of them are contained in cereals and the other one, i.e. Lisin, is contained in legumes) (8 of them are contained in legumes and the other one, i.e. Metionin, is contained in cereals) with a similar nutritional effect as that obtained from eating meat (after all, once a plate of pasta and beans was called … “poor man’s meat”).

Today, however, because of the introduction on the market of cereals, legumes and other vegetables which have been genetically modified (GMO), many of these foods contain ALL the essential amino acids (Day P.R.: Genetic modification of plants: significant issues and hurdles success, Am.J.Clin.Nutr., 63(4), pp.: 651S-656S, 1996
../alimentazione/DAY.pdf), effectively rendering cancer NO LONGER curable in the way it is described in this study and according to the therapy of Gerson and many other authors.

FOURTH POINT OF THE THREAT OF GMOs: diseases induced by transgenic viruses
The transgenic viruses with which genetically modified organisms (GMO) are created today enter into the DNA of the plant, modifying it in a way which is unknown to us.
These viruses are supposed to lie dormant but there is nothing to prevent them from reactivating themselves in a manner similar to the well known RNA tumour viruses (Oncornaviruses) or DNA tumour viruses (both inducers of leukaemias, sarcomas, carcinomas, gliomas...).
These viruses can also be the carriers of new diseases or diseases similar to syndromes whose dynamics are unfortunately very little understood (AIDS, Mad Cow Disease, etc…), and whose origin is still very vague (perhaps transgenic viruses?).
There is ample bibliography on viruses used in GMOs.
(SEE chapter 8 of the E-Book “Thousand Plants against Cancer without Chemo http://www.thenhf.com/about_us.html; + ../cancro/nacci_english.pdf):
It is well known that CaMV (Cauliflower Mosaic Virus) is used today in the replication of retroviruses introduced in the plants by GMO multinationals in order to modify their DNA (GMO plants).
This virus is active both in angiosperms and gymnosperms, i.e. in all plants.
This virus is used by GMO multinationals to modify genetically plants because it contains particular promoters, which are “motors” which drive genetic activation.
CaMV has two promoters:
19S and 35S.
Of these two the 35S promoter is most frequently used by multinationals.
The 35S promoter is a DNA sequence of about 400 bases (units of genetic sequence of four different molecules: Adenine, Cytosine, Guanine or Thymine).
The CaMV promoter is preferred above other potential promoters used by GMO multinationals to modify plants because it is not influenced by the different conditions of vegetable cell tissue types and thus it can act.
Unfortunately it is able to penetrate and replicate in animal cells, including mammalian and human cells, as demonstrated by Vlasak in a study published in 2003. Vlasak J.: Comparison of hCMV immediate early and CaMV 35S promoters in both plant and human cells, Journal of Biotechnology No. 103, pages: 197-202, 2003

http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/vlasak.pdf

../alimentazione/vlasak.pdf
These artificial pararetroviruses are created and used by multinationals to modify the DNA of plants. They are similar to retroviruses already present in nature, such as:HIV retrovirus of AIDS, HUMAN LEUKAEMIA retrovirus, Hepatitis B retrovirus
(Bonneville: Retrovirus, Viroids and RNA recombination, RNA Genetics, Vol. 11, pages: 23-42, 1988).
../alimentazione/bonneville.pdf
According to scientific literature, CaMV is closely related to the virus of human hepatitis B and AIDS.
(Doolitte: Quart. Rev. Biol. 64, 2, 1989); (Xiong and Eickbush, Origin and evolution of retroelements based upon their riverse transcriptase sequences EMBO Journal 9, pages 3353, 1990)
(Doolitte: Quart.Rev.Biol. 64, 2, 1989) ; (Xiong and Eickbush, Origin and evolution of retroelements based upon their riverse transcriptase sequences EMBO Journal 9, pp. 3353, 1990
EMBO JOURNAL 1990.pdf )

Using CaMV in plants eaten by humans and/or animals can be very dangerous and hazardous because of the GENETIC RECOMBINATION of DNA chromosomes in the plants. This can lead to the recombination of the 35S promoter itself with the DNA of the person or animal that has eaten fruit, vegetables, pasta or GMO soya containing these pararetroviruses.
Through GENETIC RECOMBINATION, the viruses can also include cell genes present in the animal that has previously eaten that GMO plant. These can reach the man who has eaten that animal causing totally unknown genetic effects.
One the most likely consequences is the outbreak of cancers and leukaemias.

Genetic modifications to progeny can be another consequence.
In these cases, the DNA system would be disrupted as happens in the case of exposure to ionizing radiations.
However, differently from ionizing radiations, there would be also the risk of new infectious diseases.

NEW INFECTIOUS DISEASES: it has been demonstrated that the CaMV genes incorporated into the plant (canola) chromosomes recombine with infecting viruses to produce new, much more virulent diseases.
This experimental model concerning the safety of transgenic plants containing viral genes such as CaMV was presented by GAL in a study published in 1992:
Gal S.: Agroinfection of transgenic plants leads to viable Cauliflower Mosaic Virus by intermolecular recombination, Virology, No.187, pages: 525-533, 1992 http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/gal.pdf

../alimentazione/Gal.pdf
About recombination between CaMV and viruses involving the promoter see also Vaden’s paper published in 1990:
Ray Vaden: Recombination sites in Cauliflower Mosaic Virus DNAs; implications for Mechanisms of recombination, Virology, No.177, pages: 717-726, 1990 http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/ray vaden .pdf

Ray Vaden .pdf
Other scientific studies demonstrated that recombination of these retroviruses may take place either between DNA and DNA or RNA and RNA, thus creating new viral infections.
(Mol.Plant-Microbe Interactions 5, 48, 1992).

Similar related experiments suggest that altered plants may cause deadly diseases, as shown by Greene in 1994:
Greene A.E.: Recombination between viral RNA and transgenic plant transcripts, Science, Vol. 263, 11 march 1994
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/greene.pdf

../alimentazione/Greene.pdf
Very dangerous viral DNA chains produced by normal RNA viruses are frequently propagated in the vegetable environment (GMO plants) using the CaMV 35S promoter to drive the production of RNA viruses which otherwise could not propagate in the plant DNA. From here they could pass to the animal DNA (man included) or in the bacteria or viruses DNA.
Boyer J.C.: Infectious transcripts and cDNA clones of RNA Viruses, Virology, No. 198, pages: 415-426, 1994
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/boyer.pdf
;  + ../alimentazione/Boyer.pdf

In conclusion: promoters recombine with the infecting viruses to produce virulent new diseases.
CaMV viruses and its promoters 19S and 35S may incorporate genes from the host plant or animal or bacterium DNA – or even from a DNA virus – creating virulent new diseases.
In case of a DNA virus, CaMV can recombine with insect DNA viruses, thus propagating in the insect cells.
(Zuidema D.: J.Gen.Vir. 71, pages 312, 1990). SEE ../alimentazione/zuidema.pdf
As a consequence, it is likely that by eating tomatoes genetically modified with CaMV (recombined for example with hepatitis B viruses) a large number of people could create a SUPERVIRUS able to propagate in plants commonly used as food and in insects – such as mosquitoes – and then reach the man.
Allison R.F.: Recombination in plants expressing viral transgenes, Seminars in Virology, Vol. 7, pages: 417-422, 1996
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/allison.pdf
;  +  ../alimentazione/Allison.pdf
Wintermantel W.M.: Isolation of recombinant viruses between Culiflower Mosaic Virus and a viral gene in transgenic plants under conditions of moderate selection pressure, Virology, No. 223, pages: 156-164, 1996
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/wintermantel.pdf
 + ../alimentazione/Wintermantel.pdf
Latham J.: GM Gene Flow (B): Horizontal gene transfer of viral inserts from GM plants to viruses, Technical paper, February 2004
J.T.Dessens: Cauliflower mosaic virus 35S promoter-controlled DNA copies of cowpea mosaic virus RNAs are infectious on plants, Journal of General Virology, No.74, pages: 889-892, 1993 ../alimentazione/dessens.pdf
Mae Wan Ho: CaMV 35S Promoter fragmentation hotspot confirmed, and it is active in animals, Microbial Ecology in Health and Disease 2000, 12, pp: 189 ../alimentazione/MaeWanHo1.pdf
Mae Wan Ho: Cauliflower Mosaic Viral Promoter – a recipe for disaster, Microbial Ecology in Health and Disease 1999, 11, pp: 194-197   

There are some natural retroviruses which are able to cause leukaemia, lymphomas, sarcomas or breast cancer in animals and human beings (from chapter 8 of the book “Thousand Plants against cancer without Chemo”.)
They are very dangerous and a casual recombination with the promoter 35S of Cauliflower Mosaic Virus is very likely to happen once GMO plants are introduced in the animal or/and human diet.

Search for GMO retroviruses in human tumours
It is the author’s view that research should be conducted in patients suffering from tumour, to check any possible hybridation between the polysomal RNA (of suspected GMO viral origin, probably related to the modified Oncornavirus used in GMO plants to produce food) obtained from human tumours of patients who have eaten GMO food, and the DNA created in laboratory with reverse transcriptase from Oncornaviruses which have been modified to produce GMOs.

Note: all this, however, requires access to restricted, maybe patented information on retrovirus models used by GMO multinationals and modifications they made before putting GMO plants on the market.
It is much more difficult to find the specific tumour DNA viruses used by GMO multinationals to modify the DNA of commonly eaten plants, since these DNA viruses (Poxviruses, Herpesviruses, Papovaviruses, Adenoviruses) – differently from GMO Oncornaviruses – cannot be found in the serum or in the urine of patients.
It has nevertheless been demonstrated that a very specific and small part of messenger-RNA remains in the cytoplasm of mammalian tumour cells infected and modified by these tumour DNA viruses. This part of messenger-RNA does not exist in normal cells nor in tumour cells infected with other DNA viruses.
It is necessary, then, to verify the possible hybridation between this RNA-messenger – of suspected GMO viral origin, i.e. produced by a DNA virus modified to produce GMO foods – obtained from the cytoplasm of tumour cells in patients who have eaten GMO food, and the DNA created in laboratory with the same DNA viruses modified to produce GMOs.
Also in this case, access to restricted, maybe patented information on retrovirus models used by GMO multinationals and modifications they made before putting GMO plants on the market is needed.
If the hybridation takes place, thus creating a radioactive (32P) hybrid DNA, it will show the presence of viral DNA sequences in the modified cells (Green, Perspect Biol. Med., 1978).

Secret information
Nowadays multinationals are spreading “classified” GMOs all over the world, whose modification is not known as is protected by industrial secrecy.
Not having this information, no analyses and controls are possible.
This is a matter of grave concern as these GMOs are produced in the USA and in other countries where they are not kept separate from GMO-free products and so the exportations can be contaminated.

What should be done ?
First of all, it is necessary to ask the Istituto Superiore di Sanità (Italian Health Institute), the Istituto Zooprofilattico (Animal Disease Control Centre) in Rome, the Ministry of Agriculture and the European Commission for information and launch a parliament enquiry.
The European Commission is favouring the authorization of GMO foods in Europe, in order to avoid a complete block of importations from the USA.
It amounts to say since GMOs are in any case imported secretly, it is better to accept them in Europe so that maybe they can be controlled…
But a stronger political action in virtue of the precaution principle of Maastricht Treat is very likely to prevent GMOs from being licensed and any industrial “secrets” about genetic manipulations from being hidden.
In fact this “secret” information could regard not only the imported products but also the seeds…thus causing an irreversible and indiscriminate contamination of the European agriculture.

FIFTH POINT OF THE THREAT OF GMOs: intoxication by poisons synthesized from transgenic plants
Chronic poisoning of foods caused by the toxic substances in insecticides which are used on plants to make them resistant to parasites such as Bacillus touringiensis, with a likely consequent increase in cancers, miscarriages, genetic mutations in descendants, Acquired Immunodeficiency Syndromes, degenerative diseases and diseases caused by toxic substances, etc.
For example, it has been demonstrated that GMO maize causes lesions in the oral cavity of sheep and ruminants.
A study published in 2003 showed that eating GMO maize damages the oral cavity wall and is associated with inexplicable death in experiment animals: sheep and ruminants.
Duggan et al, Fate of genetically modified maize DNA in the oral cavity and rumen of sheep, British Journal of Nutrition, 89 (2): 159-166, 2003 ../alimentazione/Duggan_GMO_Mais.pdf

SIXTH POINT OF THE THREAT OF GMOs: danger of worldwide famine due to “TERMINATOR” technology
Passing to natural “indigenous” species of wheat, rice, sweet corn, potatoes, legumes, because vegetables themselves cannot reproduce themselves the normal way due to “TERMINATOR” technology; this is caused by cross pollination, and it also causes irreversibly the loss of natural vegetables that are nowadays used as food by humans, as these will be polluted by the transgenic genes coming from transgenically cultivated areas (GMO) where “TERMINATOR” technology is used.
Therefore there is a potential menace of global famine in the future, something that cannot be controlled, as the world will not have sufficient quantities of wheat, rice, sweet corn, legumes, the way they are in nature, or in any case not of the “NON-TERMINATOR” kind.

SEVENTH POINT OF THE THREAT OF GMOs: transgenic pollution of natural plants
The transmission to “indigenous” natural species of artificial toxic substances such as Bacillus touringiensis or others by means of cross pollination, with a potential threat also to the plants and herbs used today in herbal remedies, because the latter will also become polluted by the transgenic genes coming from the agricultural areas devoted to transgenic cultivation (GMO).

EIGHTH POINT OF THE THREAT OF GMOs: the irreversible disappearance of the genetic inheritance of natural plants
The gradual and irreversible disappearance of biological diversity, that is of the normal, natural flora. This phenomenon is already taking place in the USA as a consequence of modern cultivation practises, which prefer transgenic monoculture (GMO) to differentiated cultivation techniques. Transgenic cultivation will pose a serious threat to those areas which are rich in biodiversity (natural genomes): the transgenic flow which will go from modified plants to natural plants will be inevitable when the numerical ratio between areas cultivated with artificial plants exceeds the areas of natural plants, thus causing the irreversible loss of a great part of the natural genetic patrimony of all the plants existing in the world: at present there are about 442,000 species already classified out of an estimated total of 600,000 – 800,000 species.

In short:
Numerous plants have already disappeared during the last few years because farmers have abandoned natural plants to adopt artificial plants, that is, genetically modified plants, because they are uniform in their genome and they yield high production (but are poor in vitamins). They are intrinsically sick (because they are incapable of surviving without pesticides), they are made sterile for economic reasons, and finally they are genetically manipulated to resist to insects and other animals because they themselves are capable of producing poisons, i.e. toxic substances which are eaten by farmyard animals and so passed on to man.
Even in the forests genetic variety is threatened today by the loss of habitat, not only caused by incorrect deforestation practices, but also by the contamination of the genetic patrimony (which has adapted to local situations) by hybrids created by large seed companies which produce GMOs.
Transgenic products per se therefore aim at underlining the unilaterality of monocultures, which lead to the disappearance of the natural genetic inheritance existing from hundreds of millions of years.
In a not so distant future, all the varieties of plants – used as food or not – which are typical of a region or country will not exist any more.
Environmental genetic contamination induced by hybrids created by large companies producing GMO seeds – which inevitably will cross with varieties present in nature – will cause the irreversible loss of the natural genetic inheritance and of all particular features gained by the plant genome during the long processes of adaptation to the different environmental situations.
Even natural environments such as forests are seriously threatened by this loss. Substantially the very foundations of the human Biochemistry – the human DNA – are threatened today by the reckless use of these artificial plants, without any possibilities of regaining a genetic inheritance of more than 440,000 classified species out of 600,000-800,00 estimated species. Most of these will disappear within few hundred years because of genetic damage caused by man.

Agro-alimentary Multinationals (GMO, Biotech)
For some years we have been witnessing the birth of multinationals which define themselves as “science of life multinationals”, which are active in the pharmaceutical market, agri-business (seeds and pesticides) and the veterinary business.
They are, in themselves, different sectors, but they are linked by the use of biotechnology (GMO) to produce their products.
These multinationals are using unscrupulous and aggressive economic strategies: since the beginning of the 90s they have been working towards buying companies, even large companies.
One of these, Monsanto, within the space of a few years has acquired Asgrov, Agracetus, De Calb, and Cargill investing 10 billion euros.
Another big group, Dupont, has acquired Pioneer, investing about 8 billion Euros.
These investments do not seem to have any economic logic: they pay much more for the companies than their actual value, as if they were trying to eliminate a potential competitor rather than obtain a short term economic result.
Alongside the acquisitions we also have the mergers: Ciba Geigy and Sandoz created Novartis (with a turnover of 20 billion euros in the year 1997-98).
From the merger of the French company Rhone Poulenc and the German company Hoechst we have the new company Aventis.
Still within this context, Syngenta, the first worldwide agrochemical group was founded in October 2000. It is the result of a merger between the Swiss company Novartis (a company well-known for producing medicines for chemotherapy) and the Anglo-Swedish company Astra-Zeneca (a company also well-known for producing medicines for chemotherapy), and will have a turnover of about 8 billion euros. Monsanto, after its merger with Pharmacia & Upjohn, a large pharmaceutical industry (this too is well-known as a producer of medicines for chemotherapy) now concerns itself only with agriculture, with a turnover which in 2000 reached 5.5 billion dollars.

The current situation stands thus: a few multinationals (Syngenta, Monsanto, Novartis, Dupont and Aventis) have 25-30% of the seed market (but more than 90% of the transgenic seed market) and behind these big groups there is a plethora of smaller companies which makes one think that this trend can only get stronger in the future, since medium size companies cannot compete with these big groups. The objective seems clear: to convert the traditional seed market into a biotechnical one, i.e. GMO. But the worrying fact is that we find the same names in the field of pesticides, where the same companies control 55% of the market, and in the pharmaceutical field where the same companies play a dominant role.

Chemical-pharmaceutical Multinationals (Big-Farma)
The history of the chemical-pharmaceutical multinationals is incredible because of their rapid development, and today they are connected to the agro-alimentary sector in an extremely dangerous way.
The chemical-pharmaceutical industry started in Europe in the second half of the nineteenth century: in many cases they were dyeing industries which, moving away from basic chemistry, moved towards the new and more promising fields of specialized chemistry in key economic fields.
Before the Second World War, a powerful international pharmaceutical cartel developed in Germany. It controlled global pharmaceutical companies and chemical plants and was active in 93 countries, representing a powerful economic and political force in each of them. It was known as I.G. Farben.
It would become the main supporter of Hitler’s chemical production during the years of war, offering products such as high explosives, toxic gases and the ignominious Zyklon-B, the lethal substance used by Nazis in the death camps.

In 1928, however, before the outbreak of war, the American monopolist manufacturer John D. Rockfeller had merged his international empire in America with I.G. Farben, creating the largest and most powerful pharmaceutical cartel ever seen.
The Military Nuremberg Tribunal established in 1946/47 that the Second World War would not have taken place without this petrochemical cartel called I.G. Farben.
As a consequence of the sentence passed by the Tribunal, I.G. Farben was divided into Bayern, BASF and Hoechst, and some executives were condemned for initiating a war against international law, genocide, the exploitation and looting of private and public properties in foreign countries and other crimes against humanity.
The events leading to the war and linked to this powerful cartel are reported in Joseph Borkin’s The Crime and Punishment of IG Farben.
After the war, Germany, with its three large companies Bayer, Hoechst and BASF (which encouraged the rise of Hitler’s national socialism), played an important role. So did Switzerland, which, in Basle, saw the founding and the development of companies Ciba, Sandoz and Roche – all of which later spread throughout the world.
But it was in the 1990s that the really big mergers started: in 1989, in the United Kingdom two big pharmaceutical companies merged to form Smith Kline-Beecham: later they merged with American Home (with an annual turnover of about 25 billion euros).
In 1993 the Swedish company Pharmacia bought the Italian company Farmitalia-Carlo Erba, then it merged with the American company Upjohn in 1995, and then again with Monsanto, before being bought by Pfizer which had previously bought the American company Parke Davis.
In 1995 there was the Glaxo-Wellcome merger (with an annual turnover of about 14 billion euros).
In 1998 Smith-Kline-Beecham (with an annual turnover of 62 billion euros) merged with Glaxo-Wellcome (with an annual turnover of about 90 billion euros) to make an annual turnover of more than 150 billion euros.
In the meantime the English company Imperial Chemical Industries merged with the Swedish company Astra, forming the company Astra-Zeneca.
These mergers have continued among the same companies operating in the same field: Sandoz and Ciba Geigy (Novartis, 1996), Astra-Zeneca (1998).
These huge companies have not been founded for the good of patients but out of the need to create monopolies and hence ever bigger profits.

Latest data:
June 2002: Aventis was taken over by Bayer. This allowed Bayer to enter the sector of GMO seeds. The merger brought to the foundation of Bayer CropScience, which is composed of three main commercial groups: Crop Protection, Bio Science and Environmental Science.
June 2005: Sementis was taken over by Monsanto.

The perverse alliance
One can thus affirm that the two cardinal points of the economy and the life of the individual, agriculture and pharmaceuticals, are substantially under the control of a few multinational groups.

CONCLUSIONS
We are faced with a choice: accepting biochemical modifications of plants leading to immense damage to human health or taking a stand together with the democratic institutions of our society against GMO and chemo-pharmaceutical multinationals, which in their perverse alliance are responsible for the reckless invasion of GMOs all over the world.
The solution is simple but there are only four months left to prevent GMOs from causing an IRREVERSIBLE event, as Prof Altieri rightly defined it:

1)       Total ban on GMO cultivation

2)       Total ban on experiments in the fields (risk of horizontal genetic transfer)

3)       Promotion of organic farming (it produces a higher yield)

4)       Defence of bio-diversity, in particular with the re-establishment of the freedom to exchange seeds.


If this does not take place, the world will need to consider the possibility of a SECOND NUREMBERG TRIALS, this time not with 4 allied judges – American, English, French and Russian – but 4 German judges instead…
Thank you
By G. Nacci


Commento NdR: ringraziando il dott Nacci per il lodevole articolo che pubblichiamo, ricordiamo che comunque oltre al problema OGM vi e' l'immunodepressione generata dalle Vaccinazioni di routine che peggiora il tutto, infatti nei bambini il problema si sta evidenziando sempre piu'....essi sono sempre piu' malati...!
 

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