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Una
serie di sperimentazioni sulle coltivazioni biotech ha dimostrato che
sono un disastro per l'ecosistema.
L'Independent: "Un altro
chiodo sulla bara dell'industria dell'Ogm" - UK - Gran Bretagna
(ANSA)
- LONDRA, 22 MAR - L'introduzione in Gran Bretagna di colture
geneticamente modificate non ci sara', almeno per il prossimo futuro:
l'ultima di una serie di sperimentazioni attuate negli ultimi quattro
anni sui pericoli degli Ogm per l'ambiente ha infatti dimostrato, per
l'ennesima volta, che tali colture sono pericolose per l'ecosistema.
Le coltivazioni erano state modificate geneticamente per essere
resistenti a potenti erbicidi: ma proprio queste sostanze, ha rilevato
lo studio, si sono rivelate un'autentica catastrofe per l'ecosistema
delle zone interessate, gia' massacrato dall'agricoltura intensiva.
L'esperimento e' stato condotto in 65 campi in diverse parti del paese
su due piantagioni di colza, una derivata da semi convenzionali, l'altra
da semi Ogm.
Gli scienziati hanno osservato attentamente l'impatto delle due
coltivazioni sulla flora e la fauna nelle aree adiacenti. Risultato:
fiori, farfalle, api, altri insetti e perfino gli uccelli sono stati
danneggiati dagli erbicidi utilizzati nella coltivazione di colza Ogm.
Les Firbank del centro per l'ecologia e l'idrologia di Lancaster, che ha
guidato lo studio, ha dichiarato che nel caso delle coltivazioni Ogm era
stato riscontrato un calo del 33% dei semi di fiori e piante
circostanti.
La colza Ogm e' infatti in grado di resistere ad erbicidi che
normalmente ucciderebbero la colza convenzionale e permette quindi agli
agricoltori di usare sostanze chimiche molto piu' aggressive per
proteggere il raccolto, sostanze che pero', da quanto e' stato
dimostrato, hanno un impatto devastante sull'ecosistema delle campagne.
''Tutte le prove raccolte nella sperimentazione indicano che la
differenza tra le due colture e' dovuta agli erbicidi. E' la natura
delle sostanze usate ed i tempi in cui vengono utilizzate'', ha
dichiarato Firbank.
''Cio' che va bene per l'agricoltore non e' detto funzioni per le
piante, gli insetti e le farfalle che si trovano sul territorio'', ha
aggiunto Christopher Pollock, presidente del comitato indipendente.
I tre esperimenti precedenti erano stati condotti sul granturco, sulla
barbabietola e su un altro tipo di colza. Nel caso della barbabietola e
della colza, i risultati erano stati simili a quelli ottenuti in
quest'ultimo esperimento, mentre nel caso del granturco la
sperimentazione aveva dato risultati positivi dimostrando che l'erbicida
utilizzato per il mais Ogm faceva in realta' meno danni di quello
impiegato nelle colture tradizionali.
La validita' dell'esperimento era stata pero' messa in discussione, in
quanto l'erbicida usato sul granturco tradizionale era talmente
distruttivo che stava per essere messo al bando dall'Unione europea.
Nonostante cio' il governo britannico lo scorso anno aveva dato
l'autorizzazione per la coltivazione di quel tipo di mais Ogm, chiamato
Chardon LL, aprendo di fatto le porte alle colture geneticamente
modificate nel paese, con grandi proteste degli ambientalisti.
Poche settimane dopo pero' la Bayer, societa' produttrice del Chardon LL,
aveva ritirato la propria richiesta sostenendo che le condizioni imposte
dal governo a tali coltivazioni erano troppo restrittive.
Alla Bayer
poco dopo aveva fatto seguito un altro gigante del biotech, Monsanto,
ritiratosi dall'intero mercato europeo.
E se cosi' le prospettive per l'introduzione degli Ogm nel Regno Unito
gia' sembravano compromesse, ora, alla luce dell'ultima e finale
sperimentazione, ''un altro chiodo e' stato messo nella bara
dell'industria dell'Ogm in Gran Bretagna'', commenta l'Independent.
Speriamo
che cio' avvenga anche per TUTTI i produttori di OGM
QUI
i risultati dello studio in inglese, 227 Kb, da: Royal Society, Proceedings: Biological
Sciences
Tratto
da:
www.greenplanet.net
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OGM - Paolo Perrino,
dirigente di ricerca all'istituto di Genetica vegetale
del Cnr di Bari:
:-" «Il compito degli scienziati è fare ricerca. E fare
ricerca significa spesso isolamento. Le
multinazionali
confidano proprio nel fatto che, per la natura della
nostra attività, la comunicazione all'interno del mondo
della scienza è intermittente, lenta, scarsa». Ma i
tentativi di occultare i risultati della ricerca
indipendente sono estremamente pericolosi. «Dare il via
libera agli organismi geneticamente modificati è un
fatto grave - afferma Perrino - Gli Ogm sono dannosi
per l'ambiente e per la salute umana.
Il Dna transgenico passa nella flora intestinale, che
diventa resistente agli antibiotici. E continuando il
percorso metabolico, il loro passaggio nell'organismo
può causare patologie come il cancro».
http://www.lanuovaecologia.it/scienza/ricerca/8315.php
Lo studio pubblicato dal governo inglese:
http://royalsociety.org/document.asp?tip=0&id=1371
http://royalsociety.org/page.asp?id=1220
Tutti i dettagli dello studio:
http://www.gmsciencedebate.org.uk/report/pdf/gmsci-report1-full.pdf
Il
pollo non è più il pollo di una volta. - Si chiama
COBB 500 ed è stato brevettato dalla The Cobb Breeding
Company LTD.
I link sull'argomento non mancano: basta digitare la
famigerata parolina: BROILER =
http://snipurl.com/1xz2r
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LE "MISSIONI UMANITARIE"
degli OGM - 21/10/2007
Se esperimenti e
coltivazioni di piante geneticamente modificate per
produrre farmaci e vaccini non vengono condotti in
ambienti rigorosamente chiusi e controllati, la
contaminazione è in agguato, anche per vie subdole. Ecco
come.
All'inizio le colture geneticamente modificate furono
presentate come la soluzione per i problemi alimentari
del Sud del mondo. Non risulta che essi siano stati
risolti. Così sempre più le aziende si orientano verso
Ogm destinati ad altre missioni umanitarie, se così
possono essere definite. E' il caso dei
pioppi - la notizia è uscita in settimana - che,
grazie ad un gene di coniglio inserito nel loro Dna,
sono in grado di ripulire il terreno dall'inquinamento.
Oppure la sterminata gamma degli Ogm farmaceutici: le
uova di galline transgeniche che
curano i tumori, il latte che
contiene anticoagulanti. E, in campo vegetale, il
cartamo che
produce insulina, il riso
antidiarrea . Eccetera.
Dalle "piante farmaceutiche" è possibile estrarre a
basso costo e in abbondanza molecole e vaccini che in
laboratorio vengono prodotti in piccole quantità e con
costi molto elevati. Questo tipo di colture
geneticamente modificate non ha ancora bussato alla
porta dell'Europa, ma negli Stati Uniti e in Canada sono
in corso coltivazioni e sperimentazioni in campo aperto.
Quante, per la verità, non lo sa nessuno: l'unica
certezza è che si tratta di grandi numeri.
Sui rischi della coltivazione di Ogm farmaceutici in
campo aperto interviene Pietro Perrino, dirigente di
ricerca del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) che
lavora al l'Istituto di genetica vegetale, con un suo
intervento che pubblichiamo integralmente. Il
problema è il solito: se esperimenti e coltivazioni non
vengono condotti in ambienti rigorosamente chiusi e
controllati, è in agguato la contaminazione che può
avere conseguenze disastrose per la salute umana, dato
che è in gioco l'esposizione a vaccini, ormoni di
crescita, coagulanti del sangue, enzimi industriali,
anticorpi umani, contraccettivi, sostanze
immunosoppressive e sostanze che inducono aborto.
Ma attenzione. C'è una considerazione che, secondo
Perrino, vale per tutti gli Ogm, farmaceutici e non: la
contaminazione non è solo quella"verticale", dalla
pianta madre alle piante figlie, che passa attraverso la
diffusione del polline geneticamente modificato. C'è
tutto il capitolo, "che si tende a trascurare", della
cosiddetta "contaminazione orizzontale, "pericolosa e
subdola".
Succede così. I residui delle colture
geneticamente modificate rimangono inevitabilmente sul
terreno: foglie, steli, radici che non hanno interesse
commerciale e-o che sfuggono anche alla più accurata
delle pulizie. Questi residui contengono Dna transgenico,
"che al contrario del Dna ‘normale' è molto più
instabile, si rompe e si ricombina, passa in virus,
batteri e funghi, e attraverso questi si infila in altri
organismi viventi. Così un frammento di Dna di mais
transgenico può finire nel frumento piuttosto che
nell'orzo o nella segale. Ormai i dati scientifici sono
sufficienti: è vero che la ‘contaminazione orizzontale'
può avvenire in natura, a partire da Dna non transgenico,
ma è altrettanto vero che accade molto, molto più
facilmente a partire da Dna transgenico. Se la frequenza
della ricombinazione ‘naturale' è pari a uno, la
frequenza della ricombinazione con Dna transgenico e
pari a mille".
La "contaminazione orizzontale" non è in agguato solo a
partire dai resti di colture transgeniche che restano
nei campi. Può avvenire, aggiunge Perrino, anche con i
residui, poniamo, di un carico di Ogm destinati
all'alimentazione animale.
E qui si apre un altro
capitolo, ben più grave: la "contaminazione
orizzontale", dice Perrino, avviene anche negli animali
nutriti con Ogm. "Dalla flora intestinale la
contaminazione passa all'individuo. Quindi nel latte,
nelle uova, nella carne. Me lo ritrovo anche nel
formaggio, il Dna transgenico. E questi sono tutti
insulti al mio genoma. E' come giocare alla lotteria:
più spesso capita, più alte sono le possibilità che
questo abbia una conseguenza". Solo che qui non si
vincono i milioni del Superenalotto. Nella lotteria
transgenica, conclude Perrino, "è in palio il cancro".
Tratto da:
http://www.greenplanet.net:80/content/view/20019/26/
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Dopo
l'allarme contro la distruzione delle foreste pluviali,
il principe Carlo d'Inghilterra va all'attacco degli
alimenti geneticamente modificati (OGM) e delle
multinazionali che li producono.
Secondo il principe del Galles la loro diffusione
rischia di causare "la più grande catastrofe
ambientale mai conosciuta dall'umanità".
La Gran Bretagna è uno dei Paesi al mondo dove la
ricerca e la sperimentazione sugli OGM è particolarmente
avanzata.
In un'intervista al Daily Telegraph, il principe
del Galles dice che "le multinazionali stanno
sperimentando con la natura e con l'umanità in un modo
che è andato terribilmente storto... per quale altro
motivo stiamo affrontando tutte queste sfide, come il
cambiamento climatico e il resto ?". Affidarsi a
"queste gigantesche aziende" per avere il cibo "risulterà
in un disastro assoluto", aggiunge.
"Dovremmo discutere di sicurezza del cibo, non della
produzione del cibo - afferma ancora l'erede al
trono britannico - Questo è quel che conta, e quel
che la gente non capisce. E se pensano che funzionerà
perché si inventeranno una cosa geneticamente modificata
dopo l'altra, io non voglio saperne, perché sarà
garantito che avremo il più grande disastro ecologico di
tutti i tempi".
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