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Varata
Legge per la Commercializzazione
MAIS
OGM ? NIENTE PAURA
.....
Il Consiglio superiore di sanità presieduto
da un biotecnologo: né il mais OGM per alimentazione
umana né quello destinato ai mangimi fanno male alla salute, anzi è
quello "tradizionale" a pullulare di potenti cancerogeni !
Il mais transgenico
non fa male alla salute......
Nè quello dolce, che colora le
nostre insalate, ne’ quello destinato ai mangimi, bloccato dal decreto
Amato.
Lo affermano due studi che potrebbero dare il via libera alla
commercializzazione in Italia e che, di fatto, stanno aprendo la porta
del mercato europeo ad altri prodotti geneticamente modificati,
interrompendo una moratoria che dura da anni.
Le ricerche sono opera della Commissione europea e dell'Isaaa,
un
centro studi americano
(sponsorizzato
dalla
Fondazione Rockefeller), e costituiscono le prime documentazioni scientifiche
adottate ufficialmente per "scagionare" gli OGM destinati
all'alimentazione umana e animale: le abbiamo rintracciate nei verbali
della quarta sezione del Consiglio Superiore della Sanità che si è
riunita su richiesta del ministro Sirchia per fare il punto sulla
tossicità di questi prodotti.
L'assenza di garanzie aveva
indotto nel 2000 il governo Amato a bloccare la vendita di quattro
varietà di granoturco geneticamente modificato, invocando il
"principio di precauzione". Scelta condivisa da altri paesi
europei ma contestata dalla Corte di Giustizia della Comunità e dalla
Organizzazione mondiale del commercio.
Per uscire dall'angolo, l'Europa ha intensificato il lavoro scientifico
e si è data una regolamentazione che condiziona l'importazione alla
rintracciabilità e alla dichiarazione degli OGM in etichetta.
Entrerà in vigore in aprile e per allora Bruxelles chiede ai partner di
prendere una decisione sui cibi OGM che bussano alle loro porte.
L'Autorithy alimentare europea ha già dato il suo OK al mais dolce, che
attende la decisione dei ministri europei.
Il parere del Consiglio superiore della Sanità (italiano) ha una
gittata ancora più lunga, perché "sdogana" l'intero gruppo
dei mais congelati in Italia, anche se la scelta finale spetta al
governo, che sull'argomento è ancora diviso.
"Secondo noi, sono superate le preoccupazioni che avevano condotto
i nostri predecessori a bloccare la vendita delle varietà transgeniche"
ci spiega il presidente della quarta sezione del Consiglio, Giorgio
Poli.
"Noi procediamo per dossier, cioè non valutiamo "tutti"
gli alimenti geneticamente modificati ma ci esprimiamo caso per caso e
su richiesta del Ministro. Il Consiglio, nel dicembre 1999, bloccando la
commercializzazione in Italia aveva chiesto che si facessero ricerche
mirate, che sono state fatte da centri di ricerca sovrannazionali e
indipendenti. Già l'Istituto superiore di sanità nel luglio 2000 ha
detto che "alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, non
risultavano esistere rischi per la salute umana ed animale", parere
condiviso dal comitato scientifico sugli alimenti dell'UE e dal comitato
nazionale biosicurezza e biotecnologie nel 2002".
Poli è preside di veterinaria dell'Università di Milano.
E' nella lista nera dei verdi che gli rinfacciano di aver lavorato per
le multinazionali, ma il "ribaltone" scientifico porta anche
la firma di Giuliano D'Agnolo, uno dei massimi dirigenti dell'Istituto
superiore di Sanità e di un noto genetista, Francesco Sala, che ha
portato le prove della salubrità del mais Ogm.
"Dalla
letteratura istituzionale e dal dibattito scientifico - si legge nelle carte del Consiglio - non emergono nuovi dati
che mettano in evidenza danni per la salute umana".
Il mais transgenico viene
"assolto" in virtù di un rapporto della Commissione europea,
costato 70 milioni di euro e pubblicato nel 2001, che riassume quindici
anni di ricerche sui rischi delle piante geneticamente modificate e in
particolare sul mais bt 11.
"In
tutti i casi analizzati - scrive il Consiglio - i rischi di tossicità e
allergenicità sono stati decisamente esclusi".
Il documento in questione si può
scaricare dal sito
http://europa.eu.int/.
Il secondo documento proviene dall'Isaaa (International
Service for the Acquisition of Agribiotech Applications, un'istituzione
finanziata dalla
fondazione
Rockfeller e dalla fondazione Bussolera Branca) per il quale le proteine ingegnerizzate sono tossiche solo per
la piralide che infierisce sulla pannocchia di mais.
"Altri insetti e mammiferi
- spiegano gli esperti della Sanità- non sono sensibili anche a dosi
1000 volte più alte di quelle attese dall'uso alimentare, umano o
animale. In questo caso la tossina è rapidamente degradata e non
stimola reazioni allergiche".
Anzi, lo studio dimostra "che potenti cancerogeni quali le
aflatossine sono presenti in molto minor quantità nel mais bt rispetto
al mais tradizionale", partendo dal quale "finiscono nei
prodotti alimentari, incluso il latte".
Tratto
da:
http://www.greenplanet.net/Articolo518.html
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Ci
risiamo con gli OGM.
Questa volta tocca al
pomodoro. Normalmente è rosso, ma
sotto l'azione dei genetisti diventa viola, e
tende ad assomigliare ad una
melanzana.
Quello che so è che viene dato dal Corriere come
"importante passo avanti nella lotta
contro il cancro".
Poi però uno va avanti a leggere, e scopre che
il pomodoro in questione è viola perchè si
becca due geni del
dente di leone (volgarmente conosciuto
come tarassaco), che consentono alla sua mezza
vita come pomodoro, di produrre il triplo
di una famiglia di sostanza dette "antocianine".
Queste sostanze, abitualmente stra abbondanti in
natura, nei
mirtilli e nei
frutti di bosco
in particolare, normalmente non hanno nessuna
intenzione di stare nei pomodori.
Ma siccome gli occidentali mangiano poca frutta,
allora cosa possiamo fare di bello ? Visto
che mangiano invece tanti pomodori, ficchiamo
direttamente le antocianine nei pomodori !!!
Comunque sia "prendetene e mangiatene tutti", il
fatto che il famelico prof. Umberto Veronesi sia
il testimonial ufficiale di questa vicenda e'
una garanzia......
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_27/pomodori_ogm_anticancro_bf90381c-a3f1-11dd-b65a-00144f02aabc.shtml
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No alla soia
transgenica per l’alimentazione animale -
Regioni UE -
Agricoltura e Alimentazione -
OGM
Biotech non fa rima con qualità: le regioni
europee Ogm-free partono da qui per reclamare
l’utilizzo di soia priva di Organismi
geneticamente modificati per l’alimentazione
animale.
Ogni anno in Europa vengono importati 38 milioni
di tonnellate di soia, di cui l’80 per cento
contaminata con Ogm.
Poiché l’alimentazione animale nell’Ue è oggi
fortemente dipendente dalla soia importata,
questo significa - sottolineano le regioni del
network Ogm-free - che nella grande maggioranza
della carne, del pollame e dei formaggi europei,
il prodotto finale che arriva sul mercato è il
risultato di una catena alimentare inquinata da
mangimi contaminati.
Per invertire questa tendenza e proporre strade
alternative d’approvvigionamento di mangimi, le
regioni hanno organizzato a Bruxelles una
conferenza di due giorni, il 5 e 6 dicembre,
alla quale partecipano rappresentanti di sedici
paesi Ue, ma anche di Brasile, Canada, Usa,
India e Cina, nonchè del mondo delle imprese e
delle associazioni per un totale di 117
comparti.
La dipendenza di mangime dalle importazioni,
hanno detto a chiare lettere diversi
rappresentanti regionali, non “deve diventare un
ricatto”.
“Abbiamo bisogno di un piano per garantire
prodotti Ogm-free agli allevamenti con
approvvigionamenti anche extra Ue”, ha spiegato
l’assessore regionale all’agricoltura delle
Marche, Paolo Petrini, che come molti altri
colleghi italiani reclama “un’etichettatura
d’origine” per garantire il consumatore negli
acquisti di prodotti di qualità liberi da Ogm.
Ci sono Paesi extra Ue, come il Brasile che
possono rifornire il mercato europeo anche di
soia Ogm-free ad un costo più elevato di circa
il 10 per cento che, ha fatto notare Petrini,
potrebbe essere però largamente recuperato
grazie alla valorizzazione delle produzioni di
qualità.
Con le regioni italiane, francesi e austriache
in prima fila, si sono schierate all’attacco
degli Ogm e per la salvaguardia della produzione
di qualità anche alcune regioni spagnole, a
partire dai Paesi Baschi, inglesi, greche e
tedesche.
Alla conferenza organizzata nella sede del
Comitato delle regioni Ue, hanno preso parte
rappresentanti di 65 regioni, ben di più delle
43 che hanno già aderito alla rete di quelle
Ogm-free.
Fonte:
Ansa - 5 Dicembre 2007
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Sette punti contro gli OGM
Primo: Depauperazione dei complessi
pro-vitaminici e vitaminici delle piante.
Depauperazione di complessi vitaminici e
pro-vitaminici non più presenti negli alimenti,
con conseguente incremento delle malattie
degenerative e carenti come ad esempio il
Cancro.
Secondo: le mutazioni genetiche delle
piante e conseguentemente l' alterazione della
Biochimica umana a causa dell'introduzione di
geni estranei (es. di animali, batteri, virus,
retrovirus) nel DNA della pianta.
Possono così comparire nuove sostanze simili
alle vitamine naturali, ma in realtà con
caratteristiche di reattività enzimatica e
biochimica diverse da quelle naturali, con
induzione di modifica della loro componente di
attività biochimica sul genoma umano, una volta
introdotte con l'alimentazione. Di qui la
comparsa potenziale di nuove malattie insorte "artificialmente".
Terzo: la minaccia alla dieta-anticancro.
Come già dimostrato da diversi Autori, solo
un'alimentazione basata su
frutta e verdura
fresca
biologica è in grado di indurre risposta
immunitaria contro il tumore, la
detossificazione e
disinfiammazione
degli organi e dei tessuti.
Oggi però, tramite l'introduzione in commercio
di cereali, legumi e altri vegetali modificati
geneticamente (O.G.M.)
in molti di questi alimenti sono contenuti tutti
gli aminoacidi essenziali, rendendo in tal modo
effettivamente non più curabile il Cancro
secondo quanto descritto nella terapia ideata da
Max Gerson, e da molti altri autori.
Quarto: malattie indotte da virus
transgenici.
I
virus transgenici con cui oggi si fanno gli
Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.)
entrano nel DNA della pianta, modificandola in
maniera a noi sconosciuta. Questi virus
dovrebbero restare latenti, ma nulla può
escludere che possano anche riattivarsi e
divenire così portatori di malattie nuove o di
malattie abbastanza simili a ben note sindromi
purtroppo ancora poco comprese nella loro
dinamica (AIDS,
Mucca Pazza,
ecc.), e di cui è ancora molto vaga l'origine
(forse virus trangenici ).
Quinto: intossicazione da veleni
sintetizzati da piante transgeniche.
Intossicazione cronica di cibi a causa di
sostanze tossiche insetticide contenute nelle
piante per renderle resistenti ai parassiti come
il
Bacillus thuringiensis,
con conseguente
possibile incremento di cancri, aborti
spontanei, mutazioni genetiche sulla
discendenza, Sindromi da Immunodeficienze
acquisite, malattie degenerative e da sostanze
tossiche, ecc..
Sesto: modificazione transgenica di
piante naturali.
Passaggio a specie "indigene" naturali delle
sostanze tossiche artificiali, come ad esempio
il "Bacillus thuringiensis" o di altro tipo,
tramite impollinazione incrociata, con
potenziale minaccia anche per le piante e le
erbe mediche oggi impiegate in
FitoTerapia poiché queste ultime saranno
inquinate dai geni transgenici provenienti dalle
zone agricole a coltura transgenica (OGM).
Settimo: scomparsa irreversibile del
patrimonio genetico delle piante naturali !
Graduale ed irreversibile scomparsa delle
diversità biologiche, cioè della normale flora
naturale. Le coltivazioni transgeniche
arrecheranno infatti una gravissima minaccia
alle zone ricche di bio-diversità (genomi
naturali): il flusso transgenico che andrà dalle
piante modificate alle piante naturali sarà
inevitabile quando il rapporto numerico fra aree
coltivate con piante artificiali supererà le
superfici delle piante naturali, determinando
così la perdita irreversibile di gran parte del
patrimonio genetico naturale di tutte le piante
esistenti al mondo.
Tratto da un Blog in Internet (blog ormai
chiuso)
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Le grandi firme del business
genetico -
Monsanto, Bayer, BASF, Syngenta & Co. - hanno
depositato insieme ben 532 brevetti di sequenze
genetiche «che favoriscono l'adattamento ai
cambiamenti climatici» delle piante. Il 49% di
questi brevetti sono di due sole ditte, Monsanto
e BASF: le stesse mega-corporation che nel
maggio 2007 hanno stretto fra loro un accordo di
ricerca per sviluppare sementi resistenti a
condizioni climatiche estreme, desertificazione,
tropicalizzazione, alluvioni, salinità crescente
dei suoli.
I due colossi ci spendono 1,5 miliardi di
dollari.
«Il più grande accordo privato di ricerca mai
stipulato», commenta ETC Group, il gruppo di
ricerca indipendente canadese che ha denunciato
l'accordo . Vuol dire che intendono guadagnarci
dieci volte tanto. O cento.
«Si concentrano sui geni 'climatici' perchè per
loro è una occasione d'oro per spingere gli OGM
come soluzione al problema del clima», scrive
ETC: «Queste tecniche
proprietarie finiranno per concentrare il potere
della corporations, aumentare i costi,
inibire la ricerca indipendente e minacciare
il diritto dei coltivatori a farsi le proprie
sementi e a scambiarsele».
In altre parole: questa direzione di ricerca
così titanicamente finanziata è intesa ad
imporre il modello agro-industriale anche nel
nuovo clima, proprio mentre la comunità degli
agronomi sostiene che, per far fronte ai
cambiamenti climatici, la soluzione è il
sostegno ai piccoli coltivatori e
all'agricoltura autarchica da autoconsumo.
Nell'aprile scorso, un rapporto ONU scritto da
scienziati della coltivazione aveva consigliato
appunto la seconda soluzione, a misura umana,
citando anche vari esempi in cui l'agronomia
classica (non ingegneristica) è riuscita a
selezionare dei risi che crescono in condizioni
di estrema aridità.
Monsanto e le altre si affannano a brevettare
praticamente tutte le varietà naturali anche
allo scopo di sbarrare il passo alla ricerca da
parte di organismi pubblici e ai contadini che,
in tante parti del mondo, già da secoli usano
sementi adatte al clima estremo.
«Se le compagnie multinazionali controllano i
geni-chiave della resistenza alla aridità in
culture transgeniche», scrive ETC, «i
ricercatori pubblici saranno accusati di violare
i diritti di proprietà».
La Monsanto è famosa
per intentare cause, in cui i suoi
eserciti di avvocati di grido esigono
risarcimenti miliardari.
Infine, la creazione di piante geneticamente
modificate resistenti a climi estremi solleva
molti problemi scientifici ancora non risolti:
il gene introdotto per resistere alla mancanza
d'acqua può - come sanno gli scienziati del
settore - dare alla pianta anche altre
caratteristiche, impreviste. E' il fenomeno
biologico detto «pleiotropia».
Niente da fare: è cominciata la colossale opera
di marketing e di lobby per «vendere» la
soluzione transgenica al «global warming».
Con la distribuzione di grandi mazzette,
pardon «contributi alla ricerca», per
coinvolgere e tacitare i laboratori pubblici di
ricerca più grossi, come il Cimmyt (Centro
internazionale di miglioramento del mais e del
frumento) e il CGIAR (Gruppo consultivo
internazionale di ricerca agricola).
Per esempio, il Cimmyt ha ricevuto 47 milioni di
dollari dalla Bill & Melinda Gates Foundation
(il miliardario monopolista di Microsoft) per
diffondere gli OGM in Africa.
E i Paesi africani si sono visti imporre da USA
e Brasile l'obbligo di adottare alberi
transgenici (con il pretesto di ricavarne
biocarburanti da cellulosa) alla Conferenza per
la biodiversità tenutasi a Bonn il 30 maggio
scorso. Gli africani volevano una moratoria, per
capire l'effetto che questi alberi avranno
sull'ecosistema. Niente: devono piantarli, e
zitti. E il tutto, in nome della «biodiversità».
Evidentemente, gli organizzatori saranno stati
«finanziati».
Non manca la grancassa pubblicitaria per il
promettente business. In coincidenza con la
conferenza FAO per l'alimentazione e
l'agricoltura di Roma, Monsanto, dalla sua sede
di Saint Louis - ha emanato un altisonante
«impegno in tre punti».
La Monsanto si impegna a «raddoppiare la
produttività di mais. Soya e cotone nel 2030», a
«sviluppare sementi che ridurranno di un terzo
le risorse d'acqua e fertilizzanti richieste», e
«migliorare la vita dei contadini, fra cui
cinque milioni dei più poveri, entro il 2020».
I contadini che ci hanno avuto a che fare lo
sanno bene: la Monsanto è tutta dedita al bene
dell'umanità e al loro. Ma questo proclama non è
per i contadini: è la «linea» dettata ai
giornalisti liberi e incorruttibili, che
dovranno ripetere e ripetere nei loro articoli e
reportages: Solo gli OGM ci salveranno dalla
fame per global warming, non c'è altra
soluzione......
Tratto da
effedieffe.com
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Parmigiano
Reggiano OGM ? - Sembra che la produzione
proveniente dal Consorzio del Parmigiano
Reggiano non sia esente da OGM.
Video di Greenpeace:
http://it.youtube.com/watch?v=DdlDQBehxzI
Lettera sugli OGM di Fabrizia Pratesi De
Ferrariis, coordinatrice del Comitato
Scientifico
EQUIVITA, inviata ad alcuni esponenti del
governo italiano, tra i quali
Luca Zaia, ministro per le politiche
agricole, che ha suo tempo ebbe a dichiarare di
essere favorevole “all'avvio della
sperimentazione in maniera molto coerente e
coscienti del fatto che l'80% dei cittadini in
Italia è contrario agli OGM”.
"Vorremmo contribuire alla Vostra riflessione
sugli Ogm con alcune spiegazioni che non vengono
quasi mai riportate dai media. Siamo convinti
che saprete dare loro il giusto peso.
La caratteristica
principale e unica delle sementi modificate è di
essere coperte da brevetto. Dovrebbe far
riflettere chiunque il fatto che gli Ogm furono
varati negli USA (1980), e poi in Europa (1998),
insieme ad incredibili nuove leggi brevettuali
che, per la prima volta nella storia,
consentivano di privatizzare il “bene comune”
più prezioso: la materia vivente del pianeta.
Da quel momento è bastato introdurre un gene
estraneo in una pianta perché l’intera pianta
diventasse proprietà privata, come fosse
un’invenzione umana e non un elemento della
natura.
Scriveva The
Guardian nell’ottobre del ’97: “Con rapidità
sorprendente un gruppetto di imprese sta
cercando di prendere il controllo di produzione
e commercializzazione della merce più importante
del mondo: il cibo”.
Negli ultimi venti anni il binomio modifica
genetica e brevetto (i cui diritti si riscuotono
ad ogni ciclo riproduttivo o risemina) è stato
per le aziende biotech, insieme all’acquisto
delle aziende sementiere, non strumento di
maggiore benessere per agricoltori o cittadini,
ma strumento di una guerra economica,
sotterranea e di conquista, o, se vogliamo, di
una nuova forma di colonizzazione a cui siamo
tutti esposti.
Ciò spiega perché
ogni strategia sia stata usata per imporci il
cibo transgenico:
- nonostante gli Ogm abbiano fino ad oggi
tradito tutte le promesse su produttività,
sostenibilità, capacità di “sfamare il mondo”
- nonostante si siano rivelati assai dannosi
per l’ambiente, la salute, la sovranità
alimentare che sola garantisce la sicurezza
alimentare, la libertà di scelta alimentare, la
biodiversità e la tutela dei diritti umani
- nonostante siano stati quasi sempre
catastrofici per l’economia dei paesi poveri
(vedi Argentina e India)
- nonostante siano una minaccia per i paesi
che come il nostro puntano sui prodotti di
qualità
- nonostante si siano rivelati un cattivo
investimento anche per i paesi produttori.
Charles Benbrook,
già direttore Agricoltura della “Academy of
Science” statunitense, ha spiegato in occasione
di un convegno a Roma alla Camera dei Deputati,
il 18/05/03, che gli studi fatti su 8.200 siti
sperimentali universitari degli USA dimostrano
che gli Ogm non producono di più, ma dal 7 al
10% in meno, mentre inquinano 4 volte di più.
Oggi l’imponente studio di
Friends of the Earth, “Who
benefits from GM crops: the rise in pesticide
use” conferma questi dati e li peggiora
(l’uso del glifosato, sostanza cancerogena, è
aumentato in USA di 15 volte in 11 anni). Il
direttore della Soil Association britannica, P.
Melchett, dice “i prodotti con i quali le
compagnie biotech dicono di poter “sfamare il
mondo” non hanno mai recato un aumento di
produzione complessivo, ma al contrario una
riduzione”.
Certi che terrete nel dovuto conto questi
argomenti inviamo i nostri più cordiali saluti."
Per il Comitato
Scientifico EQUIVITA Fabrizia Pratesi De
Ferrariis
Fonte:
http://www.beppegrillo.it/2008/07/_fabrizia_prate/index.html?s=n2008-07-06
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OGM,
“limitati e a livello di tracce” sul mercato
italiano - 10 luglio 2008
Controllati il circuito convenzionale, il
biologico e l'importazione
”Si conferma che sul mercato italiano
sostanzialmente i prodotti rispettano i
requisiti d'etichettatura previsti dalla
normativa vigente e che la presenza di Ogm negli
alimenti sul territorio è limitata ed a livello
di tracce”.
Queste le conclusioni dei controlli effettuati
nel 2007 per la ricerca di Ogm negli alimenti.
Il 1 luglio scorso, il Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali ha
infatti pubblicato i risultati del Piano
Nazionale di Controllo ufficiale sulla presenza
di organismi geneticamente modificati negli
alimenti. Il documento
-
http://www.anmvioggi.it/files/CONTROLLI%20OGM,%20RISULTATI%202007.pdf
-, a cura della Direzione Generale della
Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione,
riporta i risultati dei controlli condotti nel
circuito convenzionale e in quello biologico e
all'importazione.
Tuttavia, 'la pianificazione del controllo
ufficiale non è ancora completa ed omogenea sul
territorio: continua, infatti, a mancare per il
secondo anno il contributo di alcune regioni e
non è a regime la trasmissione delle
informazioni nei tempi e nei modi previsti'.
Un'ulteriore osservazione finale riguarda anche
la opportunità di intensificare l'attività di
controllo sulla materia prima e
all'importazione. La valutazionecomplessiva è in
ogni caso 'positiva'. Infatti, la percentuale di
non conformità emersa nei controlli è
estremamente ridotta (inferiore allo 0,5%).
Relativamente alle matrici analizzate nel
circuito convenzionale, complessivamente 98
campioni, il 25% ha interessato la farina di
mais, il 10% bevanda di soia, il 9% fiocchi di
cereali, l'8% biscotti, il 6% il mais dolce, il
5% granella di mais fino ad arrivare all'1-2% di
diverse matrici quali amido di mais, snacks
dolci o crackers. In quest'ambito le positività
riscontrate, relative ad Ogm autorizzati sul
territorio comunitario, sono state 65 ossia il
9,3%. Nell'ambito di tali positività la maggior
parte dei campioni hanno rilevato una presenza
di Ogm autorizzati molto bassa, con valori sotto
allo 0,1%. Solo un campione è risultato non
conforme (> 5%) rispetto ai requisiti di
etichettatura, in quanto sopra la soglia di
tolleranza dello 0,9% prevista dalla normativa
vigente.
I controlli condotti su alimenti biologici
per la ricerca di Ogm hanno riguardato 97
campioni prelevati nelle diverse Regioni, di cui
il 16% di bevanda di soia, il 12% di farina di
mais, l'11% prodotti da forno, l'8% fiocchi di
cereali il 7% snacks salati ed altre varie
matrici sempre a base di mais e soia nell'ordine
dell'1-2%, con una percentuale di positività del
3%. Le 3 positività per la presenza di soia
Roundup Ready, sono state riscontrate in due
campioni di farina di soia e in un prodotto
dolciario da forno.
I controlli all'importazione hanno rilevato
quattro campioni positivi per la presenza di Ogm
su otto. In tre casi di positività inoltre la
presenza di evento Gm autorizzato era superiore
al 5%: per due campioni di olio di soia grezzo
provenienti dall'Argentina e uno di granella di
mais proveniente dal Brasile. Le partite in
questione sono state ammesse all'importazione
con l'obbligo di etichettatura. Anche se il
numero di campioni è esiguo, emerge
l'indicazione di una più alta percentuale di
positività, quando il controllo è effettuato
sulla materia prima all'importazione.
Fonte: anmvioggi.it
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Gordon Brown ed altri leader europei stanno
preparando una campagna segreta senza precedenti
per diffondere colture e cibi OGM in Gran
Bretagna e in tutto il continente, secondo
quanto rivelato da documenti confidenziali
ottenuti dall'Independent on
Sunday. I documenti, verbali di una serie di
incontri privati tra i rappresentanti di 27
governi - rivelano i programmi per "accelerare"
l'introduzione delle colture e dei cibi
modificati e per "far fronte" alla resistenza
del pubblico. §
E mostrano che i leader vogliono che
"rappresentanti agricoli" e l'"industria" -
includendo presumibilmente giganti aziende nel
settore della biotecnologia come la
Monsanto -
siano più espliciti per contrapporsi agli
"interessi acquisiti" degli ambientalisti.
La notizia dei piani segreti è destinata a
creare una tempesta di proteste in un momento in
cui la preoccupazione popolare riguardo alla
tecnologia OGM è in aumento, persino in paesi
che fino ad ora l'avevano accettata.
L'opposizione pubblica ha impedito che qualsiasi
specie modificata potesse essere coltivata in
Gran Bretagna. La Francia uno dei tre paesi ad
avere coltivato specie modificate in certe
quantità, ne ha sospeso la coltivazione e negli
altri due stati la Spagna e il Portogallo, la
resistenza sta aumentando rapidamente.
Sul piede di guerra l'industria biotech ha
condotto una campagna di pubbliche relazioni
fondata sulla molto contestata asserzione che la
modificazione genetica è necessaria per sfamare
il mondo. Ha riscontrato qualche successo
all'interno del Governo dove i ministri si sono
espressi sempre più favorevolmente riguardo alla
tecnologia, e nell'ambito della Commissione
Europea, con la quale i gruppi di pressione
dell'industria hanno vantato di intrattenere
"eccellenti relazioni di lavoro".
Gli incontri segreti sono stati convocati da
Jose Manuel Barroso, presidente della
Commissione e pro OGM, e sono stati presieduti
dal suo capo di gabinetto Joao Vale de Almeida.
Ai primi ministri di ciascuno dei 27 stati
membri dell'UE è stato chiesto di nominare un
rappresentante speciale.
Non sono stati resi pubblici né i nomi degli
appartenenti al gruppo, né gli obiettivi né i
risultati degli incontri. Ma l'Independent on
Sunday ha ottenuto documenti confidenziali,
compreso un elenco dei convenuti e le
conclusioni dei due incontri tenutisi fino ad
ora – il 17 luglio e appena due settimane fa il
10 ottobre - scritti dal presidente.
L'elenco mostra che il presidente francese
Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela
Merkel hanno inviato degli stretti assistenti.
La Gran Bretagna è stata rappresentata da Sonia
Phippard, direttore del settore alimentare e
agricolo del Department of Environment, Food and
Rural Affairs.
Le conclusioni rivelano che le discussioni sono
state incentrate prevalentemente sul come
accelerare l'introduzioni delle colture
geneticamente modificate e su come persuadere il
pubblico ad accettarle.
I prodotti modificati devono essere approvati
dall'UE prima che possano essere seminati o
venduti in qualsiasi parte dell'Europa. Ma
sebbene i funzionari della Commissione siano
generalmente nettamente a favore, i governi
europei sono in disaccordo portando il Consiglio
dei Ministri in cui sono rappresentati, ad un
punto di stallo. In tale eventualità i burocrati
nella Commissione li fanno procedere comunque.
Hanno legalmente il potere di farlo, ma governi
scavalcati e gruppi ambientalisti non sono
contenti.
Le conclusioni del primo incontro sono state di
"accelerare il processo di autorizzazione sulla
base di solide valutazioni in modo da
rassicurare il pubblico" mentre nel secondo si
aggiungeva che "le decisioni possono essere
prese più rapidamente senza compromettere la
sicurezza".
Ma i documenti mettono anche in luce che Barroso
va oltre la semplice esortazione cercando di
indurre i primi ministri ad opporsi ai propri
ministri dell'agricoltura e dell'ambiente in
favore dell' OGM.
Riferiscono che il presidente "ha ricordato
l'importanza di guardare alla situazione
generale", "ha invitato i partecipanti a
riferire le discussioni del gruppo ai loro capi
di governo" e "ha sottolineato l'importanza di
portare la loro attenzione sulle discussioni in
corso nel Consiglio [dei Ministri]".
Helen Holder di Friends of The Earth Europa ha
detto: "L'intento di Barroso è di portare l'OGM
in Europa il prima possibile. Quindi va dritto
dai primi ministri e dai presidenti per dirgli
di passare sopra ai loro ministri e di metterli
in riga".
Le conclusioni degli incontri per quanto
riguarda l'opposizione pubblica sono ancora più
incendiarie. I documenti ponderano su "come
meglio gestire l'opinione pubblica" e chiedono
"un dialogo non emotivo, basato sui fatti, sugli
standard elevati della politica sul
GM dell'UE". E verbalizzano che il presidente ha
messo in risalto "il ruolo dell'industria, dei
partner economici e della scienza nel
contribuire attivamente a tale dialogo".
Aggiunge che "il pubblico si sente male
informato" e dice che "i rappresentanti agricoli
dovrebbero essere più espliciti". Ed in un
velato accenno ai gruppi ambientalisti dice che
il dibattito "non dovrebbe essere lasciato a
certi azionisti che vi hanno un interesse
legittimo ma acquisito".
Quello che dicono
"Dobbiamo sfamare altri 2,5 bilioni di persone .
Sarebbe straordinario se decidessimo di non
sfruttare la più grande conquista delle scienze
biologiche"
Professore Allan Buckwell
"Gli agricoltori più poveri del mondo trarranno
beneficio dai nuovi sviluppi: riso geneticamente
modificato che è resistente alla siccità;
colture transgeniche con geni che proteggono
dalle malattie"
Lord Dick Taverne, Sense About Science
"Le colture GM costituiscono un rischio
inaccettabile per gli agricoltori e per
l'ambiente e non sono riuscite ad aumentare la
produzione nonostante i finanziamenti che sono
costati milioni ai contribuenti nel Regno Unito"
Kirtana Chandrasekaran, FoE (Friends of the
Earth)
"Le colture GM non aumentano la produzione. Gli
scienziati hanno scoperto che gli insetticidi
geneticamente ingegnerizzati nelle colture
possono infiltrarsi nel suolo uccidendo funghi
benefici"
Peter Melchett, Soil Association
Domanda e Risposta
Quante coltivazioni GM ci sono in Europa ?
Molto poche. I documenti vantano che l'area sia
aumentata del 21 per cento lo scorso anno,
dimostrando un "crescente interesse". Ma
continua a coprire solo lo 0.119 per cento del
terreno agricolo europeo.
Quali sono i problemi ?
Prevalentemente di natura ambientale. Le
sperimentazioni ufficiali in Gran Bretagna hanno
dimostrato che è peggio per la fauna coltivare
specie GM rispetto alle specie convenzionali.
Ancora peggiore è il fatto che i geni
fuoriescono dalle piante modificate e creano
piante infestanti superresistenti oltre a
contaminare colture normali e organiche, negando
ai consumatori la scelta di essere liberi da OGM.
Sono un pericolo per la salute ?
Difficile dare una risposta. Alcuni studi dicono
di sì, mentre altri (compresi quasi tutti quelli
effettuati dall'industria) sono rassicuranti. Il
problema è che è stata fatta ben poca ricerca
davvero indipendente e riesaminata da altri
esperti. La gran parte dei consumatori ha
concluso che è meglio non correre rischi, anche
perché non traggono alcun beneficio
dall'acquisto di prodotti OGM.
Possono sfamare il mondo ?
Quasi certamente no. Nonostante la montatura, le
attuali varietà di OGM hanno rendimenti minori
rispetto alle loro controparti tradizionali. Le
sementi sono costose da acquistare e da
coltivare, quindi i ricchi agricoltori nei
paesi in via di sviluppo tenderebbero ad usarle,
mettendo quelli più poveri sul lastrico e
aumentando la povertà.
La più grande valutazione delle scienze agricole
che sia mai stata effettuata - diretta dal
Professor Robert Watson, ora ufficiale
scientifico principale del Defra - ha
recentemente concluso che gli OGM non sono
quello che ci vuole.
By Geoffrey Lean
Fonte:
www.independent.co.uk
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