La
Nutrizione è la scienza
che studia il rapporto tra l'Alimentazione
(intesa come regime alimentare,
con cio' che si porta al mento =
cibo + acque) e lo stato di
salute o malattia dell'organismo
in specie lo stato
cellulare e tissutale.
La Nutrizione Cellulare consiste
nel portare direttamente ad ogni
singola
cellula il nutrimento
necessario, visto che
l’intermediazione da parte dei
villi intestinali è compromessa.
Definizione delle parole:
ALIMENTAZIONE
(azione dell'alimento) =
ALIMENTO - Cio' che entra nella Bocca
e va nello stomaco.
L’alimento è dal punto di vista popolare
(linguaggio volgare, il parlare del popolo, la
saggezza del “profano”), ma anche
etimologicamente.…ciò che si porta al....mento;
questa parola deriva dal latino alimentum (la
radice indoeuropea "al" significa alzare,
elevare) = nutrimentum,
e le due parole latine sono composte da due
suffissi identici, che indicano la sporgenza del
mento del viso umano, ele…mento ritenuto “sacro”
dagli antichi come segno di distinzione fra il
regno animale e quello omminale.
NUTRIZIONE -
Cio' che serve a Nutrire + Cio' che entra
nell'apparato digerente e va a nutrire le
singole cellule dell'organismo - quindi deve
essere meglio definita anche e sopra tutto
come Nutrizione
Cellulare e corporea, infatti vi e' la
Scienza della
Nutrizione basata su questo assunto.
Inoltre occorre ricordare che qualsiasi cibo
anche il migliore dal punto di vista
qualitativo, se entra in un'organismo umano e/o
animale che abbia una qualsiasi alterazione
enzimatica
e/o di
flora batterica autoctona, e con
pH
digestivo alterato, quel cibo NON fornira' a
quell'organismo le sue sostanze nutrizionali
vitali, ma solo una parte di esse potranno
essere assimilate, il resto andra'...nel cesso.
Ricordiamo
che:
1 - le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale,
ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
2 - Nel grasso sono contenute anche TUTTE le
tossine liposolubili, o lipoaggregabili, in
ispecie i metalli tossici contenuti nei
cibi,
materiali dentali,
Vaccini
e Farmaci,
cosmetici ecc.
L'esistenza di un legame tra ciò
che si mangia e lo stato di
salute o lo svilupparsi di
alcune
malattie è riconosciuta
fin dall'antichità.
Nel 475 a.C.
Anassagora sosteneva che nel
cibo esistono dei principi
(sostanze) che vengono assorbiti
dal corpo umano e usati come
componenti "generativi" (una
prima intuizione dell'esistenza
dei "principi nutritivi"
cellulari);
Nel 400 a.C.
Ippocrate diceva "Lascia che
il cibo sia la tua medicina, e
la medicina sia il tuo cibo".
Nel 1747 il medico inglese
James Lind condusse il primo
esperimento di nutrizione,
scoprendo che il succo di
limone era in grado di far
guarire dallo
scorbuto. Solo negli anni
1930 si scoprì che questa
proprietà era dovuta alla
vitamina C.
Quindi cio' significa che la
parola Nutrizione e'
riferita alla capacita' e
funzione dell'apparato digerente
per ottenere dall'apporto
alimentare i "Nutrienti"
cellulari necessari, cioe' le
sostanze di cui necessita il
corpo; la parola Nutrizione
quindi non puo' essere riferita
particolarmente
all'alimentazione (il normale
cibo mangiato tutti i giorni, ma
che per ragioni diverse è spesso
povero dei nutrienti) ma ne e'
comunque parte integrante ma
piu' specifica.
Ma anche l'alterazione
dell'apporto di ossigeno alle
cellule e' corresponsabile della
malfunzione delle stesse.
(*)
-
Ricordiamo che il corpo
umano (di un adulto) è formato,
come abbiamo già accennato
precedentemente, da liquidi per
circa il 70% del nostro peso,
all’interno del quale coesistono
le
cellule che vivono, si
nutrono, eliminano, quindi si
rinnovano e che compongono tutti
i vari organi del corpo; esse
rappresentano un'enorme insieme
di miliardi di cellule viventi
che per rimanere giovani e sane
debbono mantenere costante la
pressione osmotica della loro
membrana, la loro "pelle", (ciò
permette ad esse di attuare la
capacità di nutrirsi degli
elementi vitali ed eliminare i
fattori tossici o quelli
prodotti e specializzati) ma che
deve avere un costante
potenziale di transmembrana di
circa 70mV (valori elettronici);
nella cellula ammalata od
invecchiata, questo valore
scende a circa 50mV e nei corpi
dei cancerosi il potenziale
scende al di sotto dei 15mV.
La cellula malata è una cellula
con difficoltà
bio elettroniche, con
incapacità ad assumere i fattori
vitali, nutrizionali,
specializzare le sostanze
introdotte da ridistribuire e ad
eliminare i fattori tossici;
quelle con bassi potenziali
trasmettono segnali di dolore
alla mente/organo e quindi all’Ego/IO.
La cellula che è a sua volta
composta da liquidi, (ciò che
chiamiamo terreno), deve per
essere sana, avere i liquidi
circostanti (extra cellulari) e
quelli intra cellulari, con
valori (potenziali elettronici)
sufficientemente differenti;
sono le giuste differenze di
potenziale (cariche ioniche) che
permettono lo scambio delle
sostanze fra l’esterno e
l’interno della cellula, quindi
il giusto nutrimento e la
necessaria eliminazione; per
inciso anche il corpo nel suo
insieme, funziona esattamente
così.
Il
potenziale
di membrana
cellulare è anche la fonte di
energia che attiva la
pompa sodio/potassio della
cellula, il quale a sua volta il
responsabile della
concentrazione di ioni (atomi
caricati elettronicamente) nella
cellula e del mantenimento del
potenziale stesso; il cattivo
funzionamento della
pompa
sodio/potassio o la caduta del
potenziale transmembrana, sono i
responsabili della vita sana
della cellula stessa; se non
intervengono fattori esterni,
ambientali, cioè le variazioni
bio elettriche dei liquidi extra
cellulari, la cellula collassa;
occorre fare in modo che si
riportino sempre alla normalità
le alterazioni
termico/nutrizionali
(intossicazioni) della cellula
attraverso il riordino dei
fattori bio elettronici del "Terreno"
(i liquidi extra cellulari e
quindi quelli intra cellulari
del corpo).
Tutta la respirazione -
nutrizione cellulare e' regolata
da vari cofattori, e fra i quali
vi sono la
pompa Sodio-Potassio e
la
Pompa Protonica.
E’ solo la giusta differenza di
potenziale bio elettromagnetico
fra i liquidi extra cellulari ed
intra cellulari che permette il
mantenimento dei giusti valori
di potenziale transmembrana
attorno ai 70mV, senza i quali
la vita della
cellula non è
possibile perché si inquina e
degenera fino alla sua morte.
Anche il corpo umano si comporta
ugualmente come una macro
cellula; funziona esattamente
con questo stesso sistema bio
elettronico: la differenza di
potenziale elettronico, fra le
varie sue parti e fra l'interno
e l'esterno; solo per mezzo
della modifica dei valori
termici fra pelle e viscere, si
può modificare e riportare ai
valori di salute.
|
Ad
ogni cambio di stagione il
nostro organismo, e quindi le
nostre
cellule
oltre a far fronte ai soliti
stress (lavoro, studio,
sport,
alimentazione scorretta,
ecc.) deve predisporsi ad una
maggior capacità di adattamento
al cambiamento climatico.
Per far ciò, ogni giorno,
consuma risorse metaboliche e
nutrizionali. Se queste ultime
non vengono recuperate con un’alimentazione
corretta,
un sonno ristoratore ed un
adeguato riposo settimanale, il
nostro organismo sarà più
vulnerabile ai cambi di
stagione.
In un soggetto che facilmente
presenta ricorrenti problemi a
carico dell'apparato
respiratorio e cutaneo con
predisposizione a catarri, stati
di raffreddamento, ecc., è
fondamentale controllare i
giusti rapporti
acido-basici, seguire
un’alimentazione bilanciata di
proteine ed escludere alimenti
stressogeni (es. grassi
animali,
zuccheri raffinati) in
quanto questi soggetti possono
essere caratterizzati da maggior
accumuli metabolici con una
deficitaria eliminazione
dell'acido urico,
sovraccaricando così il
tessuto connettivo, questo
per ottenere una giusta
nutrizione cellulare.
Tutti sappiamo che le
cellule
di tutti gli
organismi viventi non sono
eterne ma in continuo
ricambio, nascono, muoiono e
vengono sostituite in
continuazione dalla nascita
alla morte; una cellula sana
origina cellule sane, una
cellula “malata” od “
intossicata” origina
cellule-figlie con gli
stessi problemi.
Se le cellule sono sane ed
attive, tutto l’organismo ne
tratta' beneficio, un buono
stato di salute sia fisica
che spirituale significa
ridurre al minimo le
malattie a quelle che
servono ad eliminare i
malesseri leggeri che si
possono comunque produrre.
Se invece le
cellule
sono
malnutrite tendono ad
invecchiare ad ammalarsi
prima, con conseguente
malessere per tutto
l’organismo preparando il
terreno alle
malattie. Una cellula
malata, altera la propria
forma e quindi la sua
funzione.
Quindi per ottenere e
mantenere uno stato
benessere quindi, occorre
fare molta attenzione al
cibo introdotto nel corpo e
ad uno dei principali
apparati, quello
digerente, che e'
deputato alla nutrizione
delle
cellule stesse e quindi
dell'organismo intero.
Le sostanze nutritive per le
cellule
del corpo, vengono
assorbite a livello della
bocca,
stomaco, dell'intestino
tenue, dei
villi intestinali e del
colon, di fatto in tutto
l'apparato intestinale la
funzione di assorbimento
deve essere mantenuta alla
sua migliore funzione.
Per vari motivi i
villi sono
estremamente sensibili al
pH digestivo, in
funzione del tipo di
enzimi +
flora batterica
esistente ed ad acque e cibi
(tipi e qualita') con piu' o
meno inquinanti vari e,
spesso si alterano per
l'assunzione di
farmaci +
vaccini; i
villi quando si alterano e
quindi si infiammano,
diminuiscono la
superficie di assorbimento
con conseguente aumento del
fabbisogno di alimenti,
aumento e diminuzione del
tempo di transito
intestinale delle feci (ci
si fanno delle "supposte" di
cacca) e quindi dello stato
di
intossicazione generale,
per i problemi insorti, con
la produzione e la
distribuzione di sostanze
tossiche che di conseguenza
infiammano
cellule e tessuti.
Ogni cellula
malata, lo e', in quanto le
mancano l'ossigeno,
le sostanze nutrienti, ed e'
stata
intossicata.
vedi: Respirazione cellulare - fenomeno scoperto da Otto Warbourg (premio Nobel) + Scienza della Nutrizione, per via dei meccanismi: qui ben descritti (ischemie nella micro circolazione)
Cio' significa che gli
alimenti introdotti
nell'organismo devono
essere adatti a fornire una vera e propria
nutrizione
cellulare
per
mantenere e/o poter
ripristinare la
morfologia (la forma) e
la funzionalità delle
cellule sotto stress
ossidativo, cioe' ammalate od
intossicate.
Per ottenere cio' occorre
che il
potenziale di membrana
cellulare abbia un voltaggio
(*)
atto a permettere che il
processo di
osmosi cellulare (o
trasporto di membrana)
avvenga senza problemi e non
si instauri un blocco od una
malfunzione dell'osmosi
cellulare e dell'Omeostasi,
quindi della salute o
malattia.
La
malattia non ha ragione
di manifestarsi se il
metabolismo delle
cellule
è normale.
- Le sostanze nutritive (vitamine
e
minerali) sono di due
categorie, organiche ed
inorganiche.
- Lo
zucchero, il grasso e le
sostanze albuminose sono
organici, l´acqua ed i sali
minerali sono sostanze
inorganiche.
- La capacità delle
cellule
del sangue di assorbire ed
utilizzare sostanze
nutrizionali (es. il cibo)
viene a mancare se esiste
una
deficienza
nella quantità di uno
qualsiasi dei costituenti
minerali inorganici del
tessuto e delle cellule, o
se esiste un´azione
molecolare disordinata di
questi costituenti sali
minerali e delle vitamine.
La malattia ne e' il
risultato.
- Fornendo i sali minerali
ed anche le vitamine
richieste, può essere
ristabilita un´adeguata
nutrizione
cellulare, si può
normalizzare il
metabolismo cellulare ed
eliminare la malattia
stessa.
Mantenere questa "Catena
della Vita" al suo miglior
livello e' quindi il
primo dovere e piacere
dell'essere stesso e per
fare cio' occorre essere
bene informati sul
come fare.
E' possibile, tramite un
semplice prelievo di sangue
eseguire un'attenta
valutazione dello stato di
stress ossidativo sia come
quantità di radicali liberi
sia come efficacia della
barriera antiossidante (Radicali
liberi)
Infine, è anche possibile
valutare l'eventuale danno
esercitato dai radicali
liberi sul
DNA, mediante un
particolari test,
l'8-OH-2-Deossiguanosina,
sulle urine del paziente.
Il dosaggio urinario della
8OH 2DG rappresenta il test
più attendibile e sensibile
di misura dello stress
ossidativo, ciò perché il
dosaggio è effettuato con
metodica immuno-enzimatica
che sfrutta anticorpi
monoclonali, in particolare
il test mostra lo
stress ossidativo,
evidenziando e quantificando
i danni che i le sostanze
tossiche inducono a livello
di membrana cellulare,
membrana nucleare e acidi
nucleici.
La valutazione accurata
dello stress ossidativo
consente di programmare un
trattamento piu'
individualizzato per il
singolo soggetto che prevede
in certi casi, accorgimenti
di tipo nutrizionale ed
integratori specifici e
riportare, quindi, il
perfetto e fisiologico
equilibrio necessario a
bloccare, o almeno a
rallentare, la progressione
di eventi di maggiore
intossicazione ed
infiammazione
che inficiano il naturale
benessere.
vedi argomenti correlati:
Nutrizione e' Salute
+
Medicina cellulare
+
Respirazione Cellulare
+
Stress ossidativo - 1
+
Stress ossidativo - 2
+
Scienza della Nutrizione
+
Acidosi=riordino del pH
+
Vari Terreni
+
Nozione
di Terreno
+
Matrice
+ DIGESTIONE
+
Nutrizione
cellulare del dr. Rath + Ipertoroideo - ipossidatore
+ MICRO
DIETE
+
Nutrizione e' Salute
+
Bioterapia
Nutrizionale +
CRUDISMO +
Germogli
+
10
Comandamenti del Pasto + Consigli
alimentari +
Malassorbimento
+
BUONE
REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE +
Dieta del Gruppo Sanguigno
Autofagia o
autofagocitosi nelle cellule:
L'autofagia cellulare o autofagocitosi è
un meccanismo
cellulare di rimozione
selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati.
L'autofagia permette la
degradazione e il riciclo
dei componenti
cellulari.
Durante questo processo, i
costituenti citoplasmatici
danneggiati, sono isolati
dal resto della cellula
all'interno di una vescicola a
doppia membrana nota come
autofagosoma.
La membrana dell'autofagosoma
fonde poi con quella di un lisosoma ed
il contenuto viene degradato
e riciclato.
Lisosoma
Il lisosoma (dal greco lysis,
dissoluzione, e soma, corpo)
è una vescicola (organello)
presente in numerose copie
in cellule
eucariotiche e
rappresenta il sistema
digerente della cellula in
quanto è responsabile della
degradazione e della
digestione (distruzione) di
molecole estranee e
macromolecole ingerite dalla
cellula via
endocitosi, così come
di macromolecole endogene.
I lisosomi si occupano del
turnover degli altri
organelli della cellula
stessa. Attraverso questo
stesso processo i
globuli bianchi sono in
grado di "disfarsi" di microrganismi riconosciuti
come "anomali" o cellule
morte precedentemente fagocitate.
Poiché gli
enzimi contenuti nel
lisosoma sono potenzialmente
pericolosi, essi non possono
essere rilasciati nel
citoplasma, ma debbono
sempre essere confinati
all'interno di strutture
membranose in grado di
contenerli. Il meccanismo
con cui tali enzimi entrano
in contatto con le sostanze
da degradare viene definito autofagìa o eterofagia a
seconda dell'origine di tali
sostanze.
Autofagia è il processo
biologico di degradazione
delle proteine cellulari
mediante vescicole lisosomiali
derivanti dalla membrana del reticolo
endoplasmatico.
La chiusura di queste
membrane determina la
formazione dell'autofagosoma.
Nei passaggi successivi,
attraverso la fusione della
membrana dell'autofagosoma
con quella dell'endosoma
tardivo o del lisosoma,
nasce l'autolisosoma.
Nell'eterofagia, grosse particelle (come un batterio o un virus) vengono inglobate (endocitate) dalla cellula. Anche in questo caso la vescicola formatasi, questa volta derivante dalla membrana cellulare (endosoma), si fonde col lisosoma formando un unico complesso vescicolare dove il suo contenuto viene digerito.
Possiamo definire il
lisosoma, l'organulo che
mediante l'uso dei suoi
enzimi distrugge gli
organuli in disfunzione,
brucia le sostanze
nutrienti, elimina lo scarto
e il tossico e attua una
sorta di "labor limae" nella
cellula eucariote,
distruggendo i tessuti di
scarto creati nel processo
di formazione. Grazie ai
lisosomi è inoltre possibile
attuare la pratica dell'apoptosi
(morte programmata della
cellula).
Il lisosoma si forma per gemmazione dall'apparato
del Golgi che provvede
anche al processamento degli
enzimi litici prodotti dal
reticolo endoplasmatico.
Questi enzimi vengono
diretti nei lisosomi
tramite fosforilazione a
livello del versante cis del Golgi ad
opera di una
fosfotransferasi che
forma un residuo di mannosio-6-fosfato.
Gli enzimi marcati con
questo motivo, vengono
diretti specificamente verso
i pre-lisosomi (così
definiti in quanto il pH non
è sufficientemente acido)
tramite vescicole
endosomali dotate di pH
più basso. Quindi, man mano
che nuove vescicole
apportanti nuovi enzimi si
fondono al pre-lisosoma, il
suo pH si abbassa attivando
infine gli enzimi litici e
trasformandosi in vero e
proprio lisosoma.
I lisosomi osservati al
microscopio elettronico
si presentano sotto 3
aspetti strutturali,
Lisosomi primari, secondari
e terziari.
Lisosomi primari: si
presentano sotto forma di
piccole vescicole sferiche
che hanno al loro interno un
alto contenuto di acido
idrolitico. Gli enzimi
lisosomali sono sintetizzati
nei ribosomi attaccati al
Reticolo Endoplasmatico, si
accumulano nel lume dello
stesso (RE) da dove poi
passano nel complesso di
Golgi da dove si libera
sotto forma di piccole
vescicole avvolte da
Clatrina, dalla
faccia trans.
Lisosomi secondari (endolisosomi):
si formano tramite la
fusione dei lisosomi primari
con endosomi, ovvero con
vacuoli che contengono
materiale extracellulare
penetrato nella cellula
tramite endocitosi. Per
questo codesti lisosomi
vengono chiamati
endolisosomi. Gli
endolisosomi possono
funzionare con altri
lisosomi, formando, un
fagolisosoma.
Gli organismi cellulari
alterati vengono avvolti ed
isolati con una membrana.
Dopo ciò, la rispettiva
forma si fonde con un
lisosoma secondario
ottenendo un
autofagolisosoma, ovvero una
formazione nella quale si
autolesiona il materiale
intracellulare proprio della
cellula. I prodotti ottenuti
dalla digestione che ha
luogo a livello degli
endosomi raggiungono il
citoplasma e sono
riutilizzati dalla cellula.
Vengono praticamente
riciclati.
Lisosomi Terziari (corpi
residui): i corpi residui
che resistono al processo di
digestione intracellulare
sotto forma di resti non
digeribili costituiscono i
lisosomi terziari. Alcuni
vengono eliminati dalla
cellula mentre altri vengono
depositati all'interno della
stessa.
Tratto da: it.wikipedia.org
Autofagia
Il Nobel per la medicina
2016 alle scoperte sulla
"pulizia cellulare" -
03/10/2016
Il Nobel per la medicina o
la fisiologia del 2016 è
stato assegnato a Yoshinori
Ohsumi per le sue scoperte
sui meccanismi dell'autofagia,
un processo fondamentale di
"pulizia cellulare", che ha
un ruolo importante in molte
patologie, da quelle
neurodegenerative a malattie
da accumulo lisosomiale a
varie forme di tumore.
Il premio Nobel per la
medicina o la fisiologia è
stato assegnato al
giapponese Yoshinori Ohsumi
per la scoperta dei
meccanismi dell'autofagia.
Nato a Fukuoka, in Giappone,
nel 1945, Yoshinori Ohsumi
si è laureato all'Università
di Tokyo per poi
specializzarsi alla
Rockefeller University.
Attualmente dirige l'Unità
di biologia cellulare all'Institute
of Innovative Research del
Tokyo Institute of
Technology.
L'autofagia è il processo
con cui una cellula degrada
una parte di se stessa per
riciclarne i componenti. Il
fenomeno fu scoperto degli
anni sessanta, quando gli
scienziati osservarono che
in particolari circostanze
le cellule avvolgono alcuni
dei propri elementi – per
esempio proteine od
organelli - dentro delle
vescicole che sono poi
trasportate all'interno
degli organelli noti come
lisosomi, dove vengono
degradati. La scoperta dei
lisosomi, avvenuta nel 1949,
valse al suo autore, lo
scienziato belga Christian
de Duve, il premio Nobel per
la medicina del 1974.
Considerata la difficoltà di
studiare questo processo, i
meccanismi coinvolti
rimasero ignoti fino ai
primi anni novanta, quando
Yoshinori Ohsumi riuscì a
identificare i geni che
presiedono all'autofagia
dapprima nel lievito di
birra e quindi nelle cellule
degli animali, uomo
compreso. Sapendo quali geni
erano coinvolti, Yoshinori
Ohsumi e altri ricercatori
riuscirono quindi a definire
i vari passaggi dell'autofagia.
“Si tratta di un Nobel
meritatissimo che premia la
scoperta (una delle ultime)
di un nuovo concetto di
biologia generale, la cui
importanza è divenuta chiara
solo negli ultimi anni”,
osserva Francesco Cecconi,
docente di biologia dello
sviluppo all'Università di
Roma Tor Vergata. “Il
processo è stato a lungo
considerato legato solo alla
morte cellulare programmata,
o apoptosi, durante il quale
si manifesta in maniera
particolarmente evidente.
Solo negli ultimi anni, dal
2005, si sono moltiplicati
esponenzialmente gli studi
su di esso, mettendo in
evidenza che è coinvolto in
un grandissimo numero di
funzioni e di patologie.”
Può fornire rapidamente
combustibile alla cellula in
caso di improvviso estremo
bisogno, oppure il materiale
necessario a rinnovare
componenti cellulari
invecchiati o danneggiati,
ed è quindi essenziale per
la risposta cellulare alla
fame e a vari tipi di
stress. Inoltre, permette di
eliminare le proteine e gli
organelli danneggiati,
svolgendo così un ruolo
fondamentale nell'arginare
le conseguenze negative
dell'invecchiamento.
Ma i meccanismi dell'autofagia
sono sfruttati anche per
eliminare dopo un'infezione
i batteri e i virus che sono
riusciti a penetrare nella
cellula. Non meno
importante, infine, la sua
funzione di primo piano
nello sviluppo embrionale,
nella differenziazione
cellulare e nella selezione
clonale che presiede allo
sviluppo del sistema
immunitario.
Le anomalie nel
funzionamento dell'autofagia
sono inoltre correlate allo
sviluppo delle malattie da
accumulo lisosomiale (come
la malattia di Fabry e le
mucopolisaccaridosi), della
malattia di Parkinson, del
diabete di tipo 2 e di altri
disturbi legati all'età, e
a varie forme di tumore.
By Gianbruno Guerrerio -
Tratto da: lescienze.it

