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MUTAZIONI
GENETICHE
DELETERIE
sui CIBI -
Glutine
+
Glutine info
+
Storia
del Grano
+
Tracciabilita' dei Cibi
La varietà
Creso, ottenuta nel Centro di studi nucleari
del
CNEN della Casaccia (Roma) nel 1974 è stata
una di quelle maggiormente utilizzate negli
ultimi trentanni nelle coltivazioni italiane. Il
grano duro
Creso
è un incrocio tra la varieta' messicana Cymmit e
l'italiana Cp B144,
mutante
della
Cappelli (Grano
duro) ottenuta
sottoponendo il grano Cappelli a bombardamento
con
raggi X o
gamma.
In Italia non è permessa la coltivazione
all'aperto di varietà Ogm,
pero' e' stata permessa la commercializzazione
di quel tipo di grano a mutazione genetica....
Oggi coltiviamo in tutta Italia il popolare grano duro
detto "Creso",
chiamato cosi' proprio per
una mutazione ottenuta nel 1974
irraggiando la varietà del tipo di frumento chiamato “Cappelli” (dal
nome del creatore di questa varietà) con
raggi gamma
irrorando i campi con acque provenienti di reattori nucleari.
Oggi Tutti
mangiamo pane, pasta, dolci ecc., fatti con il grano
Creso.
Il Grano Creso contiene
una piu' elevata quantita' di
Glutine rispetto al grano Capelli del
quale e' una mutazione genetica.
Parole
chiave:
Aziende, Centrali Nucleari,
Multinazionali,
OGM e
Frumento.
Grano duro
Cappelli
e Grano Creso,
Glutine,
Disbiosi,
Intolleranze,
Allergie,
Malattie
Gastrointestinali,
Celiachia,
Fermenti probiotici,
malNutrizione.
AZIENDE
NUCLEARI Italiane:
(1)-
Il
CNEN
(Comitato Nazionale Energia Nucleare) e nasce nel
1960 sostituendo il CNRN (Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari)
su iniziativa del Governo italiano sulla scia del grande entusiasmo
seguito alla prima Conferenza sull’uso pacifico dell’energia
nucleare, organizzata a Ginevra nel 1955 dall’ONU.
Lavora a stretto
contatto con l'industria per la progettazione e la realizzazione di
impianti nucleari e impianti per il ciclo del combustibile.
Nel 1982 il crescente movimento ambientalista, che si va diffondendo nel
Paese, impone una nuova cultura energetica: il CNEN si trasforma in
ENEA
(Comitato nazionale per la ricerca e lo sviluppo dell’Energia Nucleare
e delle Energie Alternative) e si occupa, da quel momento, non più
soltanto di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, uso
razionale dell’energia e impatto ambientale.
MULTINAZIONALI
OGM:
Oltre
alla multinazionale Monsanto:
http://www.monsanto.com/monsanto/layout/default.asp
Ed
altre aziende 107 che producono OGM, vi
e’ anche la Syngenta, il maggior gruppo a livello mondiale interamente
dedicato all'Agribusiness, nato da Novartis Agribusiness e
Solplant-Zeneca Agrochemicals.
http://www.syngenta.com/en/index.aspx
Questo e’ cio’ che compare sul loro sito: VIVERE l’agricoltura OGM
Syngenta è uno dei principali attori dell'agro-industria mondiale,
impegnato nello sviluppo di un'agricoltura attraverso
ricerca e tecnologie innovative. La società è ai vertici del settore
degli agrofarmaci ed è al terzo posto nel mercato delle sementi ad alto
valore aggiunto.
Il fatturato del 2003 ammonta a circa 6,6 miliardi USD. Syngenta impiega circa 19.000 persone in oltre 90 Paesi.
Syngenta è quotata presso la Borsa Svizzera (SYNN) e quella di New York
(SYT). Noi crediamo di poter fornire cibo migliore per un mondo
migliore, attraverso l'eccellenza nella fornitura di prodotti e
soluzioni innovative per gli agricoltori e tutta la filiera alimentare,
con un impegno chiaro e trasparente nei confronti di operatori,
dipendenti e comunità.
Copyright Syngenta Italia © 2004 -
Tutti i diritti riservati
FRUMENTO:
Fino
agli anni 60 la popolazione della Puglia si cibava di un grano dure
detto “Cappelli”. Poi è cominciato il peggioramento della qualità
di questo cereale, tipicamente meridionale, quando nuove varietà più
produttive, ma scadenti, si sono diffuse a tutte le latitudini, sino
alla Danimarca. Il grano duro Cappelli, unica varietà coltivata solo
nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, ma meno
produttivo, in pochi anni è stato soppiantato dalle nuove varietà
irradiate dai Raggi Gamma.
RAGGI
GAMMA:
E' la radiazione
elettromagnetica, che si estende dalle energie dei raggi X fino a
energie di un miliardo di volte maggiori: Essi si posizionano nello
Spettro elettromagnetico:
Visibile > Ultraviolet > X-Ray > Gamma Ray (2)
- La
banda gamma è quella a energie più alte.
Può essere rivelata solo al di fuori dell'atmosfera terrestre
grazie a speciali strumenti con i quali i satelliti o razzi, vengono
dotati, sono stati studiati dagli anni 60. Essa e’ filtrata
dall’atmosfera affinche’ non raggiunga la superficie terrestre
apportando gravi danni alle cellule degli esseri viventi. Uccide molto
facilmente i Batteri. (vedi 2)
Utilizzi:
La
natura energetica dei raggi gamma li ha resi utili per la
sterilizzazione delle apparecchiature mediche, perché
uccidono
facilmente i
batteri.
Sono inoltre usati per uccidere i
batteri nelle confezioni alimentari perché si conservino più a lungo.
Nonostante
possano produrre il cancro, i raggi gamma sono usati per curare alcune
forme cancerogene. Fasci di raggi gamma concentrati vengono mandati
contro il cancro da diverse direzioni, per ucciderne le cellule
(*). I fasci
sono fatti partire con differenti angoli in modo che si incrocino
sull'area interessata, minimizzando il danno ai tessuti circostanti.
Tratto
da: http://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_gamma
(*)
Commento
NdR: ...peccato che oltre ad
uccidere le
cellule
cancerose uccida
anche quelle sane....
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GRANO
DURO
Il
grano duro è il cereale che costituisce l'ingrediente principale, con
l'acqua, della pasta secca in tutte le sue innumerevoli forme. La
conoscenza dei cereali risale a molte migliaia di anni or sono. Ancora
quando l'uomo preistorico faceva vita nomade aveva imparato a
raccogliere i semi dei cereali spontanei: li conservava per mangiarli
nei periodi di scarsa vegetazione.
Orzo,
frumento, miglio, riso furono tra le prime piante ad essere coltivate e
segnarono l'inizio dell'agricoltura.
La loro estrema diffusione tra
tutte le più antiche civiltà del Vecchio Continente e dell'Asia
avvenne grazie alle conquiste di nuovi territori e agli scambi
commerciali.
Il
frumento, di cui il grano duro è un tipo, sbarcò invece in America
solo alla fine del XV° secolo, dopo le scoperte di Colombo.
In
Australia arrivò più tardi ancora, con i grandi flussi di emigranti
europei della seconda metà dell'800.
Il
grano duro "Triticum durum" appartiene alla famiglia delle
Graminacee, esempio tipico di piante il cui seme ha un solo cotiledone.
Il
fusto di questa pianta erbacea, detto culmo, è cavo internamente e
interrotto da parecchi rigonfiamenti, detti nodi.
Le
foglie sono sempre numerose e avvolgono, con la guaina, parte del culmo.
Le
radici sono molte e sottili: oltre alle radici primarie, ci sono le
radici avventizie, che si sviluppano dai nodi alla base del fusto,
formando un insieme affastellato.
Le
cariossidi, che derivano dalla fecondazione delle infiorescenze disposte
a spighette, sono portate in file ordinate nelle spighe. Sono avvolte da
involucri membranosi , le glumette, e presentano le reste o ariste,
prolungamenti filiformi delle glumette più esterne. Il loro colore
giallo oro e la loro leggerezza fanno pensare ad un mare dorato quando i
campi sono prossimi alla mietitura.
Nella
cariosside una gran parte - l'endosperma - è costituita da amido, più
o meno agglomerato in granuli piccoli e grossi, che ha funzione di
sostanza di riserva. La consistenza è molto compatta e vitrea, il
colore ambraceo. La vetrosità è un carattere distintivo delle diverse
varietà e dipende sia da fattori genetici che da componenti ecologiche
e colturali.
Dalla
macinazione delle cariossidi di ottiene la semola. L'elevato contenuto
in glutine conferisce i necessari caratteri di elasticità e tenacità
necessari nella fabbricazione della pasta.
Tra
l'amido e le proteine della semola, la gliadina e la gluteina, entrambe
appartenenti al gruppo delle globuline entrambe appartenenti al gruppo
delle globuline, si formano, quando viene aggiunta l'acqua, dei composti
che rendono l'impasto resistente alla cottura.
Nei
climi italiani il grano duro si semina in autunno-inverno mentre nei
climi più freddi in primavera.
L’epoca della raccolta, effettuata
meccanicamente, è condizionata dall’andamento climatico: cade tra
giugno e luglio per le semine autunnali o tra luglio e ottobre per le
altre.
Oltre
alla granella, dal grano duro si ottiene anche la paglia, che viene
utilizzata per fare la lettiera dei bovini nelle stalle e che alimenta
l’industria della carta.
Tratto
da:
http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=1108
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GRANO
duro –
FARINE:
Per farina si intende il prodotto ottenuto dalla macinazione del
grano.
Presenta
differenti caratteristiche secondo il tipo di grano da cui viene
estratta ed il tipo di macinazione cui viene sottoposta.
Essa
si divide principalmente in due categorie: grano duro e grano tenero.
Le
farine di grano duro sono più granulose al tatto,hanno un colore
giallognolo,servono a preparare paste alimentari ed entrano raramente in
panificazione. Oggi nel sud dell’Italia ,con esse, si producono pani
del tipo casereccio.
Le
farine di grano tenero, invece, presentano un colore bianco latteo, sono
meno ruvide al tatto,sono quelle più usate ed hanno molteplici usi in
panificazione.
Esse
sono diverse a secondo dai grani da cui vengono estratte, in via
semplificativa si può affermare che gli Stati Uniti, il Canada,
l’Argentina,sono i paesi con i migliori grani teneri, quali
“Manitoba”, Plata, ed altro.
In
Italia, la legge vigente prevede che le farine di grano tenero siano
classificate, in base alle ceneri o sali minerali e cosi distinte:
tipo “00” con ceneri fino al
0,50%
tipo “0”
“ “
“ “ 0,65%
tipo “1”
“ “
“ “ 0,80%
tipo “2”
“ “
“ “ 0,95%
Integrale “
“
1,40%/1,60%
Di norma in pizzeria si usano le farine tipo “00” e tipo”0”
o dei semilavorati, che alcuni mulini negli ultimi anni, hanno immesso
sul mercato, per rispondere alla crescente richiesta di qualità del
prodotto,da parte degli operatori.
La farina è composta da enzimi,
zuccheri,
proteine,
sali minerali.
Gli
enzimi sono sostanze che favoriscono le reazioni chimiche nell’impasto
e si dividono principalmente in due categorie:
amilasi e proteasi.
Le
amilasi conquistano l’amido della farina e producono l’alimento per
il lievito.
Le
proteasi invece intaccano il
glutine rendendolo più elastico.
Gli
zuccheri sono importantissimi nella reazione dell’impasto, perché
durante la sua fermentazione, servono ad alimentare il lievito,facendolo
crescere e maturare.
I
principali zuccheri sono: l’amido, i pentosani (sono
dei
disaccaridi presenti in piccole percentuali
nella farina), la
cellulosa.
Le
proteine più importanti sono due:la
gliadina e la
gluteina, che nell’impastazione
danno origine alla maglia glutinica (Struttura
formata dal glutine, che si forma durante la
fase d'impastamento).
I
sali minerali invece non hanno grande importanza e servono come detto
prima a classificare il tipo di farine.
Una
farina di buona qualità è quindi
l’insieme degli elementi, fin qui descritti, nelle giuste
proporzioni e quantità.
Oggi
con degli strumenti analitici si può determinare una qualità della
farina e classificarla.
Uno
degli strumenti più usati è l’alveografo di Chopin con il quale si
sottopone un piccolo impasto all’analisi degli indici
“W”,“P”,”L”, mediante il gonfiamento del medesimo,sino al
punto di rottura.
W:sta
per capacità panificabile, ovvero il volume che l’impasto può
raggiungere o area dell’alveogramma.
P
: la resistenza allo stiramento dell’impasto
L
: l’estensibilità
Naturalmente
i tre indici sono in stretta correlazione tra loro ed interdipendenti.
Con
riferimento a questi dati, la farina viene classificata in queste
categorie:
1)
Deboli –fino a 170 W
Farine
per biscotti, cialde, grissini, piccola pasticceria. Assorbono circa il 50%
del loro peso in acqua.
2)
Medie-dai180 ai 260 W
Farine
per impasti diretti, pane francese, pizza, pane all’olio. Assorbono dal
55%-65% del loro peso in acqua e sono quelle più usate comunemente in
pizzeria.
3)
Forti-dai 280 ai 350 W
Farine
per impasti indiretti, pane con levato o biga, rosette, michette,
pasticceria lievitata naturalmente e pizza. Assorbono circa il 65% 75%
del loro peso in acqua
4)
Speciali-oltre i 350 W
Farine
prodotte con grani speciali, soprattutto Americani, Canadesi
per
pani di difficoltoso ottenimento o rinforzanti delle farine più
deboli.
Assorbono
fino al 90% del loro peso in acqua.
Pertanto
per ottenere una buona pizza bisogna scegliere una farina di qualità,
adatta ai tempi di lievitazione, che si vogliono dare all’impasto e
che abbia un rapporto p/l di circa lo 0,5,con un glutine elastico ed
espansibile, buona capacità di assorbimento dell’acqua.
Tratto
da:
http://www.piazzabrembana.com/varie/farine.htm
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GRANO
duro CAPPELLI e
CRESO
Esattamente
30 anni fa, Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (attuale presidente
dell’Accademia delle Scienze) con un gruppo di ricercatori del CNEN
(comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una
mutazione
genetica nel grano duro denominato “Cappelli” un tipo di frumento
che cresceva SOLO in Puglia esponendolo ai raggi Gamma di un reattore
nucleare per ottenere una mutazione genetica e quindi incrociandolo con
una varieta’ americana.
Quindi questa varietà di grano irradiato e mutato è stata sviluppata
nel 1974 da quel gruppo di ricercatori del centro CNEN - Enea (1) di
Roma.
Dopo
la mutazione quella pianta di grano e’ divenuta “nana” e mostra
differenze anche in altri caratteri come la produttività e la precocità
nella crescita.
Questo
nuovo tipo di grano mutato geneticamente (non OGM) ma irradiato, fu
denominato “Creso” e con esso oggi si prepara OGNI tipo di: pane,
pasta, dolci, pizze, certi salumi, capsule per farmaci, ecc., esso
è una varietà di grano duro, la cui farina e’ quella usata per fare
anche la pasta in tutta Italia ed all’estero.
GLUTINE:
la
parola Glutine deriva dal latino (Gluten-inis, colla), infatti anche gli
antichi romani lo utilizzavano come colla. E’ stato isolato da J. B. Beccari nel 1728.
Il
Glutine nel mais e nel riso
e’ assente, e’ presente negli altri cereali:
Kamut,
Spelta,
Triticale, Segale, Orzo; in ridotte quatta nel ’Farro,
grano Saraceno
ed Avena ed in alcune leguminose. Non
è contenuto, invece, nel sesamo, patate, castagne, sorgo, soia, manioca
e quinoa.
Il
grano detto Farro per esempio e’ povero di glutine, infatti
impastandolo non si “incolla come le farine di altri tipi di grano.
Il
Glutine e’ un Peptide (“La struttura dei peptidi di glutine e
caseina è simile o identica alla struttura dei peptidi di soia”. Fu
XQ, Wu XX, Xu GL. Bioactive
small peptides from soybean protein. Ann
N Y Acad 864 : 640-5), ed e’ una sostanza colloidale ed e’ formato
da due altre principali sostanze, facilmente suddivisibili: Gliadina e
Gluteina che sono proteine semplici.
Tra l'amido e le proteine della semola, la gliadina e la gluteina,
entrambe appartenenti al gruppo delle globuline (deboli acidi), si
formano, quando viene aggiunta l'acqua, dei composti che rendono
l'impasto resistente alla cottura. Un'altra funzione di questo
ingrediente è quella di miscelare le proteine solubili ed insolubili
gliadina e gluteina che danno corpo al glutine, che diviene una sostanza
collosa che determina la plasticità e l'elasticità dell'impasto,
quando esso viene a contato con liquidi acquosi.
Il
Glutine e’ quindi presente in:
Farina, amido, semolino, fiocchi dei cereali suddetti
Pasta, pasta ripiena (es. ravioli, tortellini ecc.)
Pane comune e speciale, pangrattato
Grissini, crackers, fette biscottate, pan carrè, focacce, pizza
Gnocchi di patate, gnocchi alla romana
Crusca
Malto d’orzo
Müsli, miscele di cereali
Corn Flakes al malto
Dolci, biscotti, torte
Capsule
di farmaci, ecc.
Il
Glutine quando non viene metabolizzato (da appositi batteri e/o funghi
e/o enzimi e’ un coFattore, assieme ai
Vaccini, di
malattie dell’intestino tenue, forma un
collante che si incolla alla parete della mucosa dell’intestino tenue;
la disbiosi cronica e’ la causa delle malattie del Tenue che ne
impedisce la metabolizzazione.
La
Gliadina
(*)
e’ una Proteina vegetale (prolammina) ricca di acido
glutamminico, che si trova in quasi tutti i cereali, grano in
particolare, ed e’ uno dei costituenti del Glutine; e’ probabilmente
un nutriente nervoso, ma se essa non viene utilizzata ma accumulata
dalle cellule nervose e dai loro tessuti, essa diviene un fattore
irritante ed intossicante.
(*)
La
gliadina, è una
proteina componente del
glutine, contenuta in particolar modo nelle
farine di
frumento,
orzo,
segale,
farro,
spelta e
triticale, tutti alimenti che un
celiaco deve imparare a riconoscere e ad
evitare, anche se usati come ingredienti
all'interno di alimenti complessi.
La
Gluteina e’ una proteina solubile in alcali, ma quando il pH
dell’intestino varia verso l’acido NON e’ piu’ solubile e quindi
non metabolizzabile e diviene una tossina.
Il
Glutine si ottiene impastando della farina di grano (meglio la 00) con poca acqua e sottoponendo
l’’impasto ad un getto di acqua per eliminare l’amido. Esso appare
come una sostanza biancastra, gelatinosa, elastica, ed appiccicosa.
Essiccata diviene una polvere o scaglie giallastre; contiene proteine,
idrati di carbonio (soprattutto amidi), grassi e minerali.
Trattando il glutine con una soluzione di alcol diluito, quindi
neutralizzando il residuo con una soluzione di idrossido di potassio, si separa le due frazioni componenti
il Glutine, la Gliadina che potrebbe essere correlata ai disturbi della
Glia e la Gluteina ai disturbi della muscolatura.
Il
Glutine in quantita’ adatte (piccole) e’ utile all’alimentazione
umana, purche’ vi siano nell’intestino
batteri ed
enzimi autoctoni
adatti alla sua estrazione e digestione (demolecolizzazione) per essere
inviato dal sangue alle cellule dell’organismo.
Il
Glutine e’ di fatto una proteina che con i liquidi forma una forte
colla che incolla se stessa, a livello della mucosa del tenue, (dal
duodeno fino alla valvola
ileo cecale) formando un sottile film che
inibisce le proprieta’ dei villi (irritandoli e quindi producendo
eccitazione nervosa nel cervello enterico) e quelle della
mucosa stessa
(variandone l’osmosi ed
infiammandola) dell’intestino tenue e
creando per questo processi di
malnutrizione
cellulare,
tissutale ed organica e
conseguentemente intossicazione endo cellulare ed
infiammazione
intestinale
(3)
e successivamente essa circola nei tessuti dell’organismo,
veicolata dal sangue.
E
cio’ avviene quando vi sono
disbiosi (alterazione della
flora batterica autoctona biovitale + la mancanza di determinati
enzimi
essenziali per la normale
digestione –
demolecolizzazione delle
sostanze contenute nel chimo
e nel
bolo ed introdotte con i cibi) dovute a:
alimenti inadatti, latte vaccino specie quello
pastorizzato, formaggi,
insaccati, alcune spezie,
VACCINI,
farmaci (specie
antibiotici e
cortisonici ecc.) droghe, alcol, ecc.
I
succhi intestinali carichi normalmente di
enzimi
sono ottimizzati solo a
pH regolare nel tenue.
Questa
"colla" e’ visibile in certi casi quando essa viene espulsa dall’ano
ed e’ una sostanza gelatinosa con striature bianche, filamenti che
assomigliano a dei vermi.
La
reazione nervosa generata nell’intestino
determina per induzione tutti
i problemi di irritazione, malessere, cefalee, mali di testa, anche perche’ essendoci disbiosi cronica, le micotossine generate dalla
colonizzazione abnorme della Candida nel tenue, indotta dalla mancanza
di batteri antagonisti morti e defecati dalla cronica disbiosi,
intossicano
cellule ed organi,
Glia
(nevroglia) compresa;
a sua volta la Candida e’ corresponsabile di un’enorme elenco di
malattie di organi, ghiandole e sistemi….fino al
cancro ed all’aids.
E’
a tutti noto il fatto che l’80% circa del tessuto linfatico
dell’intero organismo si trova a livello dell’apparato
gastro-intestinale.
I sistemi GALT e MALI (Gastric and Mesentheric
Associated Lymphoid Tissue) costituiscono delle strutture di notevole
importanza per ciò che concerne le capacità di difesa immunitaria
che ogni individuo possiede.
Le immunoglobuline si formano per la maggior parte a livello
intestinale.
La mucosa intestinale è il principale sistema di difesa contro
le sostanze tossiche.
Il
Sistema Nervoso e' il modulatore del Sistema
Immunitario
2) Il colon, oltre alla ben nota funzione di riassorbimento soprattutto
di acqua ed elettroliti, ha la capacità di rimuovere scorie nocive e di
allontanare micro organismi patogeni grazie alla sua azione meccanica di
eliminazione del materiale fecale.
Il determinarsi di una disbiosi intestinale ha come principali
conseguenze:
a) la riduzione, talora rilevante, delle
capacità di difesa
immunitaria;
b) il proliferare per mutazione di micro organismi autoctoni in
patogeni (funghi, batteri, parassiti ed altri) a livello intestinale e
non solo.
c) la riduzione dell’ossigenazione e delle proprieta’
osmotiche della mucosa intestinale con conseguente incapacità di
assolvere alla funzione di assimilazione delle sostanze e/o distruzione
ed eliminazione di quelle tossiche.
d) nella femmina la colonizzazione del distretto vulvo-vaginale e
nelle parti umide di entrambi i sessi, gola e bocca comprese.
e)
la
successiva colonizzazione fungina (Candida) di parti di tessuto in
ghiandole ed organi di tutti i sistemi, ma in primis di quello gastro
enterico (tubo digerente).
CELIACHIA:
Occhio
al Glutine
Non esistono farmaci o cure per chi è affetto dal
morbo celiaco, quindi
l'unica soluzione resta quella di non consumare cibi contenenti glutine.
Una dieta che va seguita scrupolosamente per tutta la vita e che impone
restrizioni severe. Quindi niente pane, pasta, biscotti, pizza e
cracker, per esempio, perché preparati con farina di grano.
L'industria alimentare oggi offre una discreta varietà di prodotti
alcuni dei quali sono una "copia" senza glutine.
La maggior
parte sono disponibili in farmacia, a carico del Servizio Sanitario
Nazionale, ma anche da acquistare nei supermercati. Dal panettone alla
pizza, passando per pane, pasta, merendine e fette biscottate, gli
alimenti garantiti senza glutine sono molto vari, e risparmiano
l’onere di leggere attentamente le etichette degli ingredienti quando
si fa la spesa.
La vera difficoltà, infatti, sta nel riconoscere i cibi
in cui il glutine è nascosto, compito non facile che può complicare la
vita quotidiana, soprattutto quella dei bambini.
Chi contiene cosa
Il glutine è presente in molti cereali ma, fortunatamente, non in
tutti.
senza ombra di dubbio vanno eliminati dalla dieta: frumento, orzo,
segale, farro, kamut, sorgo, spelta, triticale e tutti i prodotti
ottenuti con le farine di questi cereali. Bisogna, quindi, prestare
attenzione anche a pangrattato, amido, fiocchi di cereali, gnocchi di
patate, gnocchi alla romana, semolino, crusca, couscous.
Da evitare
anche i caffé solubili che spesso contengono orzo o malto (un derivato
dell'orzo), quest'ultimo poi entra nella produzione della birra e del
whisky, bevande proibite. Sempre in tema di alcolici e loro
preparazione, si deve rinunciare anche a vodka e gin, entrambi ottenuti
per fermentazione del grano.
Si possono mangiare, invece: mais, riso, miglio, tapioca. Assoluta
libertà, quindi, di gustare crema di riso, polenta, pop corn, fiocchi
di riso, mais, tapioca, purché senza aggiunta di fiocchi di malto.
Le
farine di riso, mais, tapioca e miglio si possono utilizzare per
cucinare, così come l'amido di riso e quello di mais (detto anche
maizena), che si usa molto nella preparazione dei dolci.
Non ci sono limitazioni per tutti gli altri alimenti: carne, latte,
uova, pesce, verdure, frutta fresca e secca (eccetto i fichi), legumi,
da cui trarre nuovi spunti culinari.
Semaforo arancione
Purtroppo la maggior parte dei prodotti in commercio risulta
"contaminata" da altre farine durante i processi di
lavorazione. Yogurt, formaggi, creme, insaccati crudi e cotti, salse,
conserve sott'olio di semi vari, marmellate e gelati derivano da
complesse preparazioni industriali, che potrebbero includere farine
vegetali non adatte ai celiaci. Lo stesso avvertimento vale per i
prodotti precotti, impanati o conditi con salse pronte, come carni,
pesci, verdure. Non si salvano neanche i medicinali: capsule, compresse
e polveri solubili contengono quasi sempre amido tra gli eccipienti. Per
facilitare il compito l'Associazione Italiana
Celiachia ha pubblicato
nel 1998 il prontuario dei farmaci gluten-free, che può essere
richiesto alle sedi regionali.
Un dibattito ancora aperto rimane quello sull’avena che in quanto
cereale contiene glutine e quindi potenzialmente provoca reazioni di
intolleranza nei soggetti celiaci, in realtà non è sempre così.
Infatti alcuni recenti studi avevano riabilitato l’avena come alimento
che non causa l’infiammazione intestinale caratteristica della
malattia, ma un recente studio ha nuovamente messo in dubbio la sua
sicurezza.
Gli autori infatti concludono che la reazione è soggettiva.
Le osservazioni sono state effettuate su nove soggetti scelti perché
avevano mangiato avena e quattro di essi avevano manifestato i sintomi
del disturbo. I ricercatori hanno studiato la risposta delle cellule T
intestinali cercando una correlazione tra questa e i sintomi clinici.
Tre dei quattro pazienti che avevano la sintomatologia presentavano la
tipica infiammazione intestinale.
Ma anche due dei cinque pazienti che
sembravano tollerare l’avena avevano le cellule T intestinali reattive
al cereale. Nel complesso quindi l’intolleranza all’avena esiste con
le stesse reazioni molecolari che si hanno con grano, orzo e altri
cereali, anche quando c’è un’apparente tolleranza clinica. Si
potrebbe ipotizzare un ritardo della manifestazione clinica del
disturbo, ma la presenza di cellule T reattive non può darne certezza.
By Simona
Zazzetta
Fonti
- Oats Intolerance in Celiac Disease PLoS Med. 2004 October; 1(1):
e23. doi:10.1371/journal.pmed.0010023
GRANO SARACENO
(Fagopyrum
esculentum)
Il grano saraceno si distingue dai comuni
cereali per l'elevato
valore biologico delle sue proteine, che
contengono gli otto amminoacidi essenziali in
proporzione ottimale, mentre i cereali "veri"
(il grano saraceno, a dispetto del nome, non è
un cereale) contengono poca lisina.
Il grano saraceno è una buona fonte di fibre e
di minerali, soprattutto manganese e
magnesio. Ha un indice di sazietà abbastanza
elevato, caratteristica comune a tutti i cereali
in chicchi.
È privo di
glutine, quindi è adatto per i soggetti
celiaci.
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Discussione
fra il sig. Tullio Regge ed il prof. L. Pecchiai
sugli OGM pubblicata
sul sito/forum di aduc.it ed in particolare sul
grano Creso, il quale fra parentesi, contiene
una maggiore quantita' di “Glutine”, rispetto a
quella contenuta nel grano capelli del quale e'
una mutazione genetica.
Questo e’ parte
della lettera di T. Regge dalla quale ho
stralciato solo alcuni particolari senza
deturpare il senso del contenuto:
“Nel 1983 la superficie coltivata a Creso in
Italia era passata da pochi ettari sperimentali
nel 1975 a oltre il 20 per cento del totale, con
una produzione di 15 milioni di quintali
all'anno. Il valore in moneta corrente in
quell'anno era di circa 600 miliardi di lire.
Non ho avuto accesso a dati piu’ recenti, ma
secondo stime informali l'ascesa del Creso e’
stata irresistibile.
E' ben noto, che il frumento del passato era ad
alto fusto, cosicche’ facilmente allettava
(piegarsi in terra - ndr) sotto l'azione del
vento e della pioggia. In questi ultimi decenni
questo frumento e’ stato nanizzato, attraverso
una modifica genetica.
Il miglioramento genetico del frumento duro:
bilancio di un ventennio di attivita’ apparso su
l'"Informatore agrario", Verona, 40, n.29, 1984.
Non senza
stupore constato che non di robusti e abbronzati
agricoltori si tratta, bensi’ di noti e
stimatissimi ricercatori e che, leggete ed
osservate, il Creso e’ stato sviluppato presso
il "Centro di studi nucleari della Casaccia".
Nel lavoro, fra l'altro, si sottolinea
l'efficacia della mutagenesi, dell'introduzione
di nuovo germoplasma e di ibridazioni
interspecifiche e intergenetiche, parole che
faranno fremere di sdegno i sostenitori delle
colture "biologiche".
Giro una pagina e leggo
che il Creso e’ un incrocio tra la linea
messicana del Cymmit e il mutante del Cappelli
Cp B144, sottoposto a lunga serie di prove
agronomiche in varie localita’ dell'Italia
centrale e ottenuto trattando il Cappelli con
raggi X.
Per altre varieta’, pure in commercio,
sono stati utilizzati neutroni termici.
Da oltre vent'anni, insomma, gli italiani si
nutrono con un OGM, "organismo geneticamente
modificato", brevettato e ampliamente
commerciato alla luce del sole senza che si
siano registrati inconvenienti, anzi con un
successo commerciale senza precedenti e di cui
non siamo debitori alle
multinazionali”.
Sintesi del pensiero di Tullio Regge - 18
Mag. 2000
Risposta del prof Pecchiai
“Sembra fondata l'ipotesi, che la modifica
genetica di questo frumento sia correlata a una
modificazione della sua proteina, e in
particolare di una sua frazione, la
gliadina,
che e’ una proteina basica, dalla quale per
digestione peptica-triptica, si ottiene una
sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla
quale e’ dovuta l'enteropatia
infiammatoria e
quindi il
malassorbimento.
E' evidente la necessita’ di dimostrare
scientificamente una differenza della
composizione aminoacidica della gliadina del
frumento nanizzato, geneticamente modificato,
rispetto al frumento originario.
Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio
eliminare la produzione di questo frumento,
prima che tutte le future generazioni diventino
intolleranti al glutine, cosi’ da costringere lo
Stato ad accollarsi l'onere di fornire a tutti
prodotti esenti da glutine, dalla farina alla
pasta, ai biscotti (come peraltro gia’ ora
avviene)”.
By Prof. Dr. Luciano Pecchiai - Libero Docente
in Anatomia Patologica - Primario Patologo
Emerito dell'Ospedale dei Bambini "Vittore
Buzzi" – Milano - Direttore del Centro di
Eubiotica Umana di Milano - Esperto di
Alimentazione e Medicina Naturale
Tratto in sintesi dalle lettere del sig. T.
Regge, con la risposta del prof. L. Pecchiai,
inviate al sito dell’aduc.it
Questa la premessa, ora veniamo al "sodo"
-
vedi la risposta in questa pagina:
CELIACHIA
- vedi i
vari links ai vari argomenti connessi.
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PARERI di PERSONAGGI,
poco informati….:
Il
parere
di Tullio REGGE... NON
"regge"……cosi come quello
dei
suoi
“amici”….pro OGM,
ed
invoca l’inquisizione contro chi
non la
pensa come
loro…..
Per
gli OGM un ritorno al Medioevo
-
By Tullio Regge - (La
Stampa, 11 maggio 2004)
"Attivisti
di Greenpeace hanno fatto irruzione negli stabilimenti di lavorazione
della soia OGM nella zona di Ravenna bloccando tutti gli ingressi, altri
hanno assalito al largo di Chioggia una nave panamense con un carico di
soia OGM. L'azione è chiaramente concertata a livello internazionale e
mi auguro che le autorità intervengano al più presto per ristabilire
l'ordine e la legalità.
Esistono ormai in commercio numerose varianti di soia OGM, le preferisco
alla carne, mi forniscono proteine di alta qualità e costano anche di
meno. Le consiglio a tutti ma non le impongo a nessuno.
Continuo a chiedere a esperti di chiara fama internazionale se
esistono controindicazioni a una dieta che contenga OGM ma finora ho
sempre ottenuto risposte negative.
Ormai gli OGM sono estesamente
coltivati nelle Americhe e dilagano anche in Asia, fra pochi anni se ne
nutrirà circa la metà della popolazione mondiale e sopratutto il terzo
mondo dove il vero aggressore è la fame.
La Cina ha già sviluppato
circa 85 varietà geneticamente modificate non solo alimentari ma anche
pioppi sterili che non si ibridizzano con culture autoctone, ma anche l'India è ben avviata in questa direzione. Esperti italiani hanno
creato a Cuba in collaborazione con ricercatori locali la canna da
zucchero OGM.
I brevetti relativi sono di proprietà cubana, i cubani
non devono più acquistare pesticidi a prezzi esosi dalle odiate
multinazionali dato l'embargo USA, infine è aumentata la produttività.
Contrariamente a quanto si crede un laboratorio di sintesi di OGM costa
pochissimo ed è alla portata dei paesi del terzo mondo. La crescita
della popolazione ed una pratica agricola di infima efficienza sono la
causa principale della deforestazione su scala mondiale.
Giova anche ricordare che moltissime varietà di uso alimentare esteso
in Italia ma anche altrove sono in effetti varietà modificate ormai da
decenni con mezzi che oggi appaiono primitivi.
Il grano duro
Cappelli, inizialmente coltivato solo in Puglia per ragioni climatiche,
fu geneticamente modificato nel 1974 da una equipe diretta da Scarascia
Mugnozza che lo espose a radiazione gamma emessa da un reattore
nucleare, bestia nera degli ambientalisti.
Il Cappelli mutato, oggi
denominato Creso, rende conto di circa il 90% della pasta venduta in
Italia ma gli ambientalisti continuano a nutrirsene e a cambiare
argomento della conversazione quando qualche scriteriato come il
sottoscritto ne cita le origini. In tutto il mondo circolano ormai
migliaia di varietà di esteso consumo modificate mediante radiazione
gamma".
Commento (NdR): il sig. Tullio Regge "fisico" forse non sa,
o non si
rende conto, che proprio
quel grano e' corresponsabile
oltre ai
vaccini,
dell'enorme aumento
della
celiachia
(e non solo, ma anche delle malattie degenerative
tipo
Distrofia,
sclerosi ecc.),
per l'alterazione del
pH digestivo e la perdita di
Flora
batterica autoctona,
che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di
Glutine che quel tipo di
grano mutato geneticamente ha
apportato
all'alimentazione umana !
vedi:
Danni dei vaccini
vedi:
Semi Antichi
salvezza della salubrita' dei cibi vegetali
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Senza
glutine, ma ...... probabilmente manipolato
Essere
celiaco è già una "sfortuna", comporta l'assoggettamento ad
una dieta rigida, la rinuncia a molti piaceri della tavola, l'esborso di
una notevole quantità di denaro per poter essere sicuri di non stare
male. Bisogna, insomma, adeguarsi ad uno stile di vita diverso da quello
che siamo abituati a considerare normale.
Se
si mangia in modo corretto, però, si sta bene.
Ed ecco il punto cruciale: cosa significa mangiare in modo corretto?
Sicuramente è corretto scegliere i prodotti "gluten free",
ossia completamente privi di glutine, fra i quali primeggiano quelli a
base di mais e soia, agroalimenti provenienti per la maggioranza
dall'estero, dove è diffusa la pratica OGM (Organismi Geneticamente
Modificati).
Ma è corretto assumere alimenti provenienti da colture soggette a
manipolazioni genetiche ?
Ai celiaci l'ardua sentenza.
Un
indicazione precisa a riguardo, comunque, è stata data
dall'Associazione Italiana Celiachia (A.I.C.) a commento del sequestro
in Sicilia di biscotti per l'infanzia "gluten free" contenenti
tracce di soia geneticamente modificata.
Adriano
Pucci, presidente dell'A.I.C., ha dichiarato espressamente il proprio
sconcerto di fronte ad una situazione altamente preoccupante ed ha
invocato ad alta voce il rispetto del principio di cautela impegnandosi,
inoltre, ad intraprendere "qualsiasi azione dovesse essere ritenuta
opportuna a tutelare la salute e la qualità della vita dei celiaci
italiani".
Per garantire la salute delle persone celiache è necessario - prosegue
Pucci - "un monitoraggio governativo strutturato, che garantisca il
rispetto dei requisiti per l'ammissione dei prodotti nell'elenco dei
dieto-terapeutici autorizzati, ma che valuti anche criticamente la
qualità generale di tutti i componenti di questa particolare e delicata
filiera".
Ricordiamo
che una precisa legge (che in questi giorni ha trascinato in tribunale
la multinazionale Plasmon)
vieta l'uso degli OGM negli alimenti
orientati alla prima infanzia.
Per
ulteriori informazioni e approfondimenti è utile consultare il sito
dell’Associazione -
www.celiachia.it
E-mail:
info@ali6.org.
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Perché
una Finestra “ Dieta senza
Glutine e
Caseina ?
vedi:
Autismo dai
Vaccini = Celiachia e
non
solo... =
disfunzioni dello Sviluppo
Perché studi moderni di
dietetica confermano che l’alimentazione che assumiamo influisce sulla
nostra emotività ed a maggior ragione in soggetti così fragili e
indifesi come i Soggetti Autistici o con Disturbi Pervasivi dello
Sviluppo, una Dieta equilibrata può significare una qualità migliore
di vita, e nel caso specifico si sta diffondendo un Tam – Tam che
sempre più spesso vede i Genitori parlare tra di loro dei miglioramenti
di Comportamento del bambino dopo che è stato sottoposto alla Dieta
senza Glutine e Caseina.
Il nostro scopo è di dare attuazione pratica a questo Tam – Tam ma
nel contempo mirare ad evitare una Dieta fai da te che può portare a
gravi errori di Alimentazione perché a questo tipo di Dieta deve essere
abbinata una alimentazione e/o somministrati integratori che non portino
il Bambino ad un deperimento Organico.
E vuole anche evitare ai genitori di iniziare una Dieta piuttosto
onerosa sia come costi che come sacrifici, dando la possibilità di
eseguire le Analisi di intolleranza o di poca sensibilità ai prodotti
del latte e del grano (Caseina e Glutine ) ( vedi la nuova Finestra
Esami di Laboratorio), perché riteniamo sia controproducente iniziare
una Dieta di questo tipo senza sapere se il Soggetto è realmente
intollerante a questi alimenti.
La Caseina si trova nel latte ed in tutti i suoi derivati, Formaggio,
Burro, Yogurth, Cioccolato al latte etc., il Glutine e' una proteina che
si trova nelle Graminacee, famiglia botanica tra le più importanti per
l'alimentazione umana. Così il Glutine si trova nel Grano, nell'Orzo,
nella Segale e nel Farro (che poi e' una varietà di grano) per
ricordare le piante più usate nell’alimentazione, mentre
fortunatamente, il Glutine e' assente dal Riso e dal Mais: quindi Riso e
Mais possono essere liberamente usati nelle diete.
Ricordiamo che il Glutine e' la causa di una malattia nota da almeno 50
anni che, se non e' curata con la dieta, conduce spesse volte a morte, e
cioe' la Celiachia. Il Gluitine pertanto e' una proteina benefica per
coloro non soffrono di intolleranza nei suoi confronti ma molto
pericolosa per i celiaci; non stupisce quindi che il Glutine possa
essere corresponsabile anche nelle problematiche dell’ autismo e dei
Disturbi del Comportamento.
Pensiamo perciò di collegarci anche all’Associazione dei genitori
Celiaci per avere informazioni sulle loro diete e soprattutto per sapere
da loro, quali Marche e quali prodotti in vendita nei Negozi di
Alimentari, Farmacie, Supermercati, siano realmente esenti da Glutine,
abbiamo saputo da alcuni genitori che non tutti gli alimenti etichettati
“ esenti da Glutine”, lo sono in realtà).
Ci avvarremo della Collaborazione continuativa del Professo Pier Luigi
Fortini che di questa Dieta è da anni un conoscitore ed un
propugnatore, pubblicheremo il maggior numero di Articoli che troveremo
sull’Argomento e sarà messo a disposizione dei Genitori un FORUM DI
DISCUSSIONE incentrato solo sulla Dieta che speriamo potrà essere molto
utilizzato nell’interesse di tutti.
Assicuriamo che non avendo alcun interesse economico nell’operazione,
possiamo dare spazio a tutti e ci auguriamo che molti dei genitori che
hanno da tempo iniziato la Dieta, possano mandarci il loro contributo (
esperienze personali, ……. anche solo come ricette di cucina ), per
il bene comune e per aiutare coloro che si accingono ad iniziarla da
questo momento.
Per
informazioni sulla Dieta senza Glutine, potete contattare il Sito della:
Associazione
Italiana Celiachia:
http://www.celiachia.it
E' il sito dell'associazione italiana celiachia. Lo statuto,
informazioni sulla malattia, numeri utili, faq e forum.
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Le Intolleranze al Glutine colpiscono 1 persona
ogni 100 (anno 2000) e sono in aumento
vertiginoso,
specie nei
bambini e
giovani vaccinati.....
Ad oggi, la dieta senza glutine, protratta per
tutta la vita, è l'unica terapia in grado di
garantire al celiaco una crescita quasi normale
ed uno stato di salute del tutto sovrapponibili
a quelli di un soggetto non celiaco.
L'assunzione, anche in "Tracce", può mantenere
una condizione di danno alla mucosa enterica. A
livello scientifico non è definito il valore
soglia di queste "Tracce"…….
Qualsiasi prodotto alimentare preparato con
questi cereali non è idoneo al consumo dei
celiaci.
Si rende quindi opportuno ottenere un
finanziamento regionale/ statale e/o europeo
per effettuare tutto uno studio completo ed
approfondito su questo enorme problema
alimentare e quindi sanitario ! per trovare
soluzioni che aiuterebbero e non poco le casse
finanziarie della sanita’ dei vari stati del
mondo sopra tutto occidentale !
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Fattori
dietetici (caffè, alcool, cioccolato, noci, formaggi) possono causare
attacchi acuti in chi soffre di emicrania.
Un nuovo
studio
italiano dell'Università Cattolica di Roma indica un altro collegamento
dietetico e conferma quanto era già stato riportato come
osservazione
aneddotica ed era noto ai cultori della medicina 'alternativa'. Esiste
un legame tra l'intolleranza al glutine (sinonimi sono celiachia, morbo
celiaco, sprue) e l'emicrania. In questo studio, circa il 5% delle
persone con emicrania soffriva anche di celiachia, che può essere
subclinica e non diagnosticata. Il fatto importante è che l'emicrania
(e le connesse alterazioni della circolazione cerebrale) regrediva con
una dieta priva di glutine. Anche se il 95% delle persone con emicrania
non è affetta da intolleranza al glutine, d'ora in poi questa
possibilità è comunque da considerare nella valutazione individuale
del paziente con emicrania. Essendoci molti casi in cui la celiachia è
subclinica, più del 5% dei pazienti con emicrania potrebbe trarre
vantaggio da una dieta priva di glutine (ipotesi da verificare tramite
studi clinici, ma il singolo paziente potrebbe provarci ugualmente, dato
che non è una terapia con rischi...).
L'emicrania finora non era
conosciuta come sintomo neurologico della
Celiachia (le complicanze
neurologiche di questa malattia sono un campo che
ultimamente
sta riscuotendo un interesse sempre maggiore).
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Il
diabete dall'intestino: glutine,
latte e
virus.
Glutine,
latte vaccino ed infezione da enterovirus sono tre fattori ambientali
ritenuti importanti nella patogenesi dell'IDDM).
La prima caratteristica
che questi hanno in comune è quella di entrare in contatto con
l'organismo a livello della mucosa intestinale. I due alimenti hanno poi
una seconda caratteristica in comune, quella cioè di aver fatto parte
nel secolo scorso di un importante cambiamento delle abitudini
dietetiche (almeno per quanto riguarda le quantità), che non ha avuto né
il tempo (poco più di un secolo) né le condizioni (almeno nei paesi ad
elevato sviluppo socio-sanitario) di indurre un adattamento della specie
in termini di selezione naturale.
E' possibile che il cambiamento
dietetico spieghi, almeno in parte, la variabile incidenza di diabete
nel tempo che si è osservata in più paesi.
L'evidenza di un ruolo patogenetico del glutine, almeno in una proporzione di diabetici,
nasce dall'osservazione che i celiaci non diagnosticati, esposti a lungo
alla dieta contenente glutine, hanno un rischio molto elevato di
sviluppare il diabete (fino al 25% dopo 30 anni di dieta contenente
glutine) (Celiachia e diabete). Questo rischio si
azzera quasi completamente nei soggetti celiaci diagnosticati
precocemente, e quindi a dieta, indicando che un alimentazione senza
glutine è in grado di prevenire in essi lo sviluppo di diabete.
Coerente con questi dati è l'osservazione che gli anticorpi
antipancreas, quando presenti in soggetti celiaci, tendono a scomparire
a dieta senza glutine (fig). Questi
dati suggeriscono che, in soggetti con il substrato genetico della
celiachia (HLA ed altro non noto) il glutine sia in grado di favorire
una risposta autoimmune anti-pancreas ed infine il diabete conclamato.
L'associazione con la celiachia sembra spiegare solo una parte minore
dei casi di IDDM (meno del 10 %), ma è possibile che anche in soggetti
non tipicamente celiaci il glutine abbia un ruolo nel favorire
l'insorgere del diabete. Questa ipotesi, finora mai valutata, è
attualmente oggetto di un
nostro studio. Di fatto, in alcuni modelli
animali, non celiaci, il rischio di diabete appare correlato
all'assunzione di diversi alimenti, tra cui il glutine. Più controverso
è il ruolo del latte vaccino.
Le evidenze a favore di un ruolo
del latte vaccino nella patogenesi del diabete nascono da due approcci
diversi. Il primo, epidemiologico, mostra una correlazione tra il
consumo pro capite di latte vaccino e l'incidenza di diabete. Ancora, il
prolungato allattamento materno è stato dimostrato in grado di
diminuire il rischio di diabete, mentre tanto più l'introduzione del
latte vaccino è precoce, tanto più questo rischio risulta elevato.
In
uno studio viene calcolato che l'introduzione di latte vaccino prima dei
2-3 mesi aumenterebbe il rischio di diabete di 1.5, 2 volte rispetto a
quello della popolazione. Sebbene sia possibile che il ruolo protettivo
di un prolungato allattamento materno stia nelle capacità immunomodulanti di questo, un'analisi multivariata e successivi studi
sembrano indicare che la precoce esposizione alle proteine del latte
vaccino in sé è l'elemento di rischio più rilevante. Nell'animale da
esperimento, inoltre, una dieta a base di proteine idrolizzate del latte
vaccino sembra in grado di prevenire il diabete, ma le proteine del
latte non sono l'unico antigene in grado di aumentare il rischio.
Il
secondo approccio, immunologico, studia la similitudine tra antigeni del
latte vaccino ed antigeni pancreatici, nell'ipotesi che la risposta
autoimmune nasca da una confusione, un inganno ai danni del sistema
immune che, non riuscendo a tollerare il latte vaccino reagisce contro
di esso (anticorpi anti albumnina), ma ahimé anche contro l'organismo
ospite (anticorpi anti-pancreas). Questa ipotesi nasce dall'osservazione
che un titolo elevato di anticorpi anti-latte è frequente in soggetti
diabetici e che esiste una omologia nella sequenza aminoacidica
dell'albumina sierica bovina e dell'antigene pancreatico p69. In realtà
la risposta anti-alimenti del diabetico (presente frequentemente anche
nel suo familiare con identico HLA) non interessa solo il latte vaccino
ma anche il glutine (al di fuori della diagnosi di celiachia e dell'HLA
tipico della celiachia , ) suggerendo che essa sia lo specchio di
un'alterata tolleranza intestinale, forse correlata ad un'alterazione
della permeabilità mucosale.
Anche per quanto riguarda il ruolo delle infezioni
da enterovirus gli studi sono stati complicati dalla difficoltà di
associare l'evento infettivo allo sviluppo del diabete clinicamente
manifesto, che può seguire anche di diversi anni l'infezione.
A poco
vale la correlazione tra diabete ed anticorpi contro specifici virus gastro-enteritici, sia per la relativa frequenza di questi nella
popolazione generale, sia per la possibilità che non un singolo virus
ma diversi virus intestinotropi siano implicati nella patogenesi del
diabete . Un sostanziale passo avanti è stato compiuto in un recente
studio prospettico che ha seguito comparativamente lo sviluppo di
infezioni da enterovirus e la positivizzazione degli anticorpi anti
insula (ICA) in 756 fratelli di diabetici, di età compresa tra i 3 e i
19 anni .
In un tempo di osservazione medio di 3.4 aa gli ICA compaiono
in 23 soggetti (in 11 dei quali in modo persistente).
Nel 70% dei
periodi di comparsa degli ICA si era verificata un'infezione da
enterovirus contro il 23% dei periodi non associati ad ICA conversione.
Lo stesso studio mostra altri interessanti argomenti: in famiglie con più
fratelli la tendenza a fare ICA in concomitanza con un episodio
gastroenteritico non è legata all'HLA di rischio del diabete ma ad
altri fattori individuali non noti. Inoltre è interessante rilevare che
la stessa correlazione descritta per gli enterovirus non si riscontra
con altri virus come il Cytomegalovirus e il virus di Epstain-Barr.
Il
meccanismo con cui le infezioni da enterovirus avviano o precipitano l'autoimmunità
contro il pancreas non è noto. E' possibile che un ruolo sia giocato
dalla similitudine (mimetismo molecolare) tra proteine virali e
pancreatiche, come è stato descritto una proteina del Coxachie virus B
e l'antigene pancreatico GAD . In ogni caso, quello che preme
sottolineare è ancora il fatto che gli enterovirus esercitano la loro
azione a partire dalla mucosa intestinale.
E' verosimile che il diabete
insulino dipendente si verifichi in soggetti geneticamente suscettibili
che abbiano incontrato in tempi e/o combinazioni sfavorevoli i diversi
fattori ambientali di rischio.
Sembra inoltre che l'equilibrio tra
autoimmunità (insulite e autoanticorpi) e tolleranza immune (inibizione
della malattia) possa durare per molti anni o anche per sempre, finché
non intervenga una particolare combinazione di fattori offendenti che
precipiti la reazione autoimmune e dia luogo alla malattia conclamata.
Tratto da:
tuttorisorse.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Bibliografia
a completamento:
(1)
Il CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare) e nasce nel
1960 sostituendo il CNRN (Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari)
su iniziativa del Governo italiano sulla scia del grande entusiasmo
seguito alla prima Conferenza sull’uso pacifico dell’energia
nucleare, organizzata a Ginevra nel 1955 dall’ONU.
Lavora a stretto
contatto con l'industria per la progettazione e la realizzazione di
impianti nucleari e impianti per il ciclo del combustibile.
(2)
Nel 1982 il crescente movimento ambientalista, che si va diffondendo nel
Paese, impone una nuova cultura energetica: il CNEN si trasforma in ENEA
(Comitato nazionale per la ricerca e lo sviluppo dell’Energia Nucleare
e delle Energie Alternative) e si occupa, da quel momento, non più
soltanto di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, uso
razionale dell’energia e impatto ambientale.
(3)
INFIAMMAZIONE (conCausa
delle malattie fisiche) +
Come Nasce la Malattia ?
+
Dove e
perché Nasce la Malattia ?
+
La Bugia
Pasteuriana
(di
Pasteur) + Crudismo
Infiammazione
e’ una parola che proviene dal latino: “inflammatio” che significa
incendio !
per i particolari vedi
INFIAMMAZIONE
Qualche
cenno anche sull'AIDS:
La
"sindrome da immunodeficienza acquisita", come ci è stato
insegnato, debilita le difese immunitarie, spianando la strada ad altre
malattie; sono queste,e non l'HIV, a portare alla morte il paziente.
Queste malattie "complicanti" sono attualmente enumerate in
29. Ma, cosa strana, tra esse c'è il carcinoma uterino, che è a tutti
gli effetti un tumore, e che di conseguenza non si capisce cosa abbia a
che fare con il sistema immunitario...
Un'altra, il sarcoma di Kaposi, è per ammissione degli stessi CDC
(centri epidemiologici) statunitensi, "non causata dall'HIV ed
indipendente da esso"! E poi, sembrerà incredibile, ma anche
l'affermazione "l'HIV causa l'AIDS", data da tutti per
scontata, non è affatto provata con sicurezza. Kary Mullis - premio
Nobel nel 1993 per la chimica per aver inventato uno strumento
fondamentale di analisi del DNA, la PRC - racconta che nel 1988 stava
preparando una relazione in cui doveva giustificare l'affermazione
"l'HIV causa l'AIDS". Essendo un'affermazione importante,
decise di citare il lavoro che lo dimostrava, e domandò ai suoi
colleghi quale fosse il riferimento bibliografico più opportuno.
Gli risposero che era una cosa nota, e che non era necessario. Ma lui
non desistette, e lo cercò nella biblioteca, Nulla. Allora cominciò a
chiederlo a tutti i congressi a cui andava, ma nessuno seppe
rispondergli; finché non gli capitò di domandarlo addirittura a Luc
Montagnier, il co-scopritore dell'HIV. Montagnier, sorpreso, gli disse
di citare un certo studio. Mullis rispose che quello studio non si
occupava di quella dimostrazione. "No, in effetti",
disse Montagner. Guardandosi attorno per trovare una via d'uscita, disse
"perché non cita quel lavoro sul retrovirus della scimmia ?"
"Ma quello che succede alle scimmie non prova quello che cerco
io. E poi si tratta di un lavoro uscito pochi mesi fa. Io cercavo il
lavoro originale che dimostrò per la prima volta il legame tra AIDS e
HIV nell'uomo".
A quel punto Montagnier...... corse a salutare un collega che aveva
visto da un'altra parte della sala. Nemmeno lo "scopritore"
dell'HIV sapeva indicare chi avesse dimostrato che esso causava l'AIDS;
non lo hanno fatto né lui né Gallo.
La domanda di Mullis è ancora lì, irrisolta, su Internet......
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'IGP al
pane di Matera
PUGLIA: prima di 30 anni fa,
i lavori che duravano più a lungo nei campi erano la mietitura e la
trebbiatura.
Per i "mangia maccheroni" del Sud, queste
operazioni assicuravano la sicurezza alimentare del pane e della
pasta per un anno intero; si mieteva il grano duro
"Cappelli" e ancora oggi, nonostante che esso non esista
più, gli anziani quando seminano il grano duro sostengono di aver
seminato la "cappella"; questo cereale ha permesso, ad
intere generazioni, di vivere bene grazie alla bassa presenza in
esso di glutine e senza incorrere nei fenomeni di denutrizione
come quelli creati dal monofagismo a base di mais o di patate,
alimenti tipici delle popolazioni contadine del Nord nei quali era
assente la proteina prima citata.
Inran (l’Istituto nazionale che si occupa non di
oncologia, ma di ricerca sugli alimenti e la nutrizione),
da più anni impegnato in studi per confrontare i prodotti biologici
e convenzionali.
A dispetto dell’opinione personale dell’ex "ministro della
salute" Veronesi, l’Istituto informa di aver rilevato nei
prodotti biologici una "presenza più massiccia di
antiossidanti, molecole preziose per la nostra salute, dal momento
che aiutano a prevenire cancro e malattie cardiovascolari"; che
le pere biologiche contengono “più zuccheri, più vitamina C
e più antiossidanti rispetto alle pere convenzionali. Inoltre sono
più morbide e succose e meno soggette agli attacchi di muffe e
funghi, in grado, quindi, di conservasi meglio"; che le
pesche "contengono più antiossidanti e una maggiore
concentrazione di ferro e calcio (importanti per la crescita dei
bambini) rispetto a quelle convenzionali. E risultano anche più
gustose, dolci e profumate"; che le arance sono “più
ricche di antiossidanti”.
Consorzio biologico per lo sviluppo
sostenibile
Tratto
da Grenplanet
http://www.greenplanet.net/Articolo5789.html
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