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Il
LATTE vaccino
o latte di mucca pastorizzato (pastorizzazione
ultrarapida, sterilizzazione assoluta, l'unica attualmente
utilizzata, mentre la semplice "pastorizzazione" è una
sterilizzazione relativa non più utilizzata: le sostanze perdute
sono: B1, B6, B12, folico e vit. C (fino al 30% con l'UHT), malgrado
la pubblicità “bevete più Latte”, NON è assolutamente
adatto all'alimentazione umana, esso acidifica le digestioni
intestinali; il Latte umano vale, in una donna sana che ha
un’alimentazione quasi vegetariana, pH 7.1 – 7.3, mentre il
latte vaccino vale pH
6.5-6.8 e ciò dipende dal tipo di alimentazione e di salute delle
vacche che lo hanno preparato.
Nella
digestione gastrica occorre, per poter digerire il latte vaccino,
una secrezione di circa 2,5 volte quella necessaria per digerire il
latte umano, con conseguenze non salutari per la lo stomaco stesso
ed in particolare per mucosa interna ed il duodeno; ciò significa
che lo stomaco deve compiere un maggior lavoro secretorio con il
latte vaccino.
Il
latte vaccino cotto (bollito) passa lo stomaco più in fretta del
latte crudo, ed il siero del latte passa più in fretta del coagulo
di caseina, che può rimanere (in tracce) nello stomaco anche per
8-10 ore, creando non pochi problemi digestivi e di alterazione
della mucosa stomacale.
Nel
latte vaccino sono presenti sieroproteine NON
presenti nel nostro, come la beta-lattoglobulina, che è
responsabile delle possibili reazioni avverse quali
allergie o intolleranze.
vedi:
Latte ed
Intolleranze
+
Bevete piu' latte che vi fa male
+
Latte e latticini
+
Latte
Vegetale
+
Colostro +
LATTE MATERNO
+
Kefir
+
Latte alla Diossina +
Mangiare crudo = Crudismo
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Il Ministero della "salute" Italiano minimizza e /o
nasconde i Danni del Latte:
Ecco cio' che i giornali hanno pubblicato (e non sono
tutti) sui problemi di latte e latticini in Italia nei
gli ultimi 3 anni !
20/01/2010 - Scandalo Fontina infetta da TB - Epidemia
bovina occultata per anni.
http://consumatori.myblog.it/archive/2010/01/20/scandalo-della-fontina.html
http://www.12vda.it/cronaca/cronaca/6052-tredici-arresti-per-uninchiesta-contro-la-truffa-ed-il-falso-nel-settore-dellallevamento-bovino.html
14/04/2011 - AOSTA Fontina da latte infetto, chiesto il
rinvio a giudizio di 61 allevatori
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/397924/
07/04/2011 - Farmaci abusivi negli allevamenti decine di
blitz e 68 persone indagate - Parma - Repubblica.it
http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/04/07/news/farmaci_abusivi_negli_allevamenti_decine_di_blitz_e_68_persone_indagate-14619506/
01/11/2011 - Mucche malate di Tbc scatta l'allarme carne
- Palermo - Repubblica.it
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/11/01/news/mucche_malate_di_tbc_scatta_l_allarme_carne-24219326/
03/11/2011 - Tbc, sono 25 gli animali infetti Vitellino
positivo alla brucellosi - Corriere del Mezzogiorno
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/2-novembre-2011/bovini-tbc-sale-25-numero-animali-affetti-malattia-1902027881186.shtml
09/11/2011 - Tubercolosi bovina, quattro casi a Torre in
Pietra | Altre Notizie
http://www.fregeneonline.com/Altre-Notizie/tubercolosi-bovina-quattro-casi-a-torre-in-pietra.html
09/11/2011 - Veterinari e tangenti Scatta l'indagine: è
bufera
http://www.livesicilia.it/2011/11/09/controlli-veterinari-e-tangenti-scatta-lindagine-e-bufera/
18/11/2011 - Un caso di Tbc pure in un allevamento
bovino a Marsala. Ma è allarme brucellosi...
http://marsala.it/inchieste/item/53770-un-caso-di-tbc-pure-in-un-allevamento-bovino-a-marsala-ma-%C3%A8-allarme-brucellosi.html
23/11/2011 - Palermo – tubercolosi e allevamenti:
allevatore si scaglia contro i poliziotti
http://www.geapress.org/allevamenti-2/palermo-%E2%80%93-tubercolosi-e-allevamenti-allevatore-si-scaglia-contro-i-poliziotti/21544
25/11/2011 - Avellino: a rischio sequestro il più grosso
centro di macellazione della provincia
http://www.geapress.org/allevamenti-2/avellino-a-rischio-sequestro-il-piu-grosso-centro-di-macellazione-della-provincia/21637
31/12/2012 - REGIONE - Tubercolosi bovina a Formello, i
cittadini si rivolgono a Codici - Il Giornale Nuovo.it
http://www.ilgiornalenuovo.it/2012/01/regione-tubercolosi-bovina-a-formello-i-cittadini-si-rivolgono-a-codici/
09/05/2012 - Tbc bovina, allevamento sequestrato -
Cronaca - La Nuova Sardegna
http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/05/09/news/tbc-bovina-allevamento-sequestrato-1.4484421
25/06/2012 - Tbc in allevamento ? Indaga la Procura.
L'Ordine: nessun decesso per tbc
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/57179-tbc-in-allevamento-inchiesta-della-procura-l-ordine-nessun-decesso-per-tbc.html
06/09/2012 - Tubercolosi, brucellosi, leucosi. Misure
straordinarie in quattro Regioni
http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/9251-tubercolosi-bricellosi-leucosi-misure-straordinarie-polizia-veterinaria-in-quattro-regioni.html
18/10/2012 - Falsi certificati sanitari all’insaputa
dell’IZS
http://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/57613-falsi-certificati-sanitari-all-insaputa-dell-izs.html
04/12/2012 - Latina: false profilassi contro tbc in
allevamenti bufale, arrestati 9 veterinari - Adnkronos...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Latina-false-profilassi-contro-tbc-in-allevamenti-bufale-arrestati-9-veterinari_313957523030.html
10/12/2012 - Bufale morte per falsi controlli TBC
http://www.cynze.com/notizie-animali/bufale-morte-per-falsi-controlli-tbc-1478.html
25/06/2013 - Leonforte. Sequestrati quattro allevamenti
per brucellosi e tubercolosi bovina | Vivienna.it
http://www.vivienna.it/2013/06/25/leonforte-sequestrati-quattro-allevamenti-per-brucellosi-e-tubercolosi-bovina/
10/07/2013 - Tubercolosi e brucellosi in due
allevamenti. Emessa ordinanza sindacale
http://www.comunedipignataro.it/modules.php?name=News&file=article&sid=19859
10/07/2013 - GRAN BRETAGNA - Carne di buoi con
tubercolosi immesse nel mercato
Dopo la mucca pazza e la frode della carne di cavallo,
un nuovo problema di sicurezza alimentare e' emerso.
Secondo il Sunday Times, 28.000 carcasse di bue
infettati con bacilli della tubercolosi sarebbero state
esportate ogni anno...
http://www.aduc.it/notizia/carne+buoi+tubercolosi+immesse+nel+mercato_127694.php
15/07/2013 - Rischio brucellosi ad Enna: scatta il
sequestro di 4 allevamenti
http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/enna/dettaglio/articolo/gdsid/274546/
15/07/2013 - Leonforte: sequestrati altri due
allevamenti a causa della tubercolosi (sono 6)
http://www.ilgiornaledienna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=27177:leonforte-sequestrati-altri-due-allevamenti-a-causa-della-tubercolosi&catid=416:cronaca-en&Itemid=879
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Quando il Latte può fare male
Fa bene, dicono alcuni, è un
alimento completo e previene l'osteoporosi. Fa
malissimo, dicono altri... 22-05-2007
Fa bene, dicono alcuni, è un
alimento completo e previene l'osteoporosi.
Fa malissimo, dicono altri, spiana la strada a diversi
tipi di tumori, dal seno alla prostata, è responsabile
di molte allergie alimentari e toglie forza alle ossa...
Ecco le ultime ricerche:
Un bicchiere di latte (NdR:
una volta alla settimana), può
bastare. Almeno finché non ne sapremo di più...
Il latte è il primo, vitale
alimento dei cuccioli di ogni specie di mammifero.
Finito lo svezzamento, però, solo i cuccioli d'uomo
continuano a consumarlo, in quantità variabili a seconda
dei Paesi, delle mode e persino dell'eredità genetica
che si ritrovano.
Su Focus 176 Amelia Beltramini e Paola
Grimaldi raccontano lo straordinario rapporto tra l'uomo
e il latte: materno, vaccino, "alternativo"... Un
rapporto complicato da studi che sembrano confermare
l'opinione di molti nutrizionisti e mettono in dubbio i
benefici generalmente attribuiti al latte di origine
animale, fino a considerarlo addirittura un pericolo per
la salute.
Qui cerchiamo di fare chiarezza in questo
dibattito, che si è riacceso con la pubblicazione, negli
ultimi mesi, dei risultati allarmanti di alcuni studi
condotti su vasti campioni di popolazione negli Stati
Uniti e in Europa. Decine di migliaia i soggetti sotto
osservazione, selezionati tra "categorie" significative
perché composte da individui motivati sui temi
dell'alimentazione: per lo più medici, ma anche persone
che si riconoscono in particolari filosofie alimentari,
dai vegani ai vegetariani fino ai difensori della carne
a ogni costo.
Il
tumore al seno potrebbe
essere indotto (come concausa) da un consumo eccessivo di latticini,
carne rossa ecc., (proteine animali)
Fa male. Anzi, peggio
!
Il fantasma che anima la discussione sul latte è il
cancro, in particolare quello alla prostata e al seno,
che le "evidenze statistiche" delle ultime ricerche
hanno appunto messo in relazione col consumo di
latticini.
Negli Usa, col programma decennale Physicians Health
Study sono stati tenuti sotto osservazione 20.855 medici
(maschi), divisi in due gruppi: i "consumatori di
latticini", con oltre 2 porzioni e mezzo di latte e
derivati al giorno, e coloro che invece di questi
prodotti fanno un uso molto ridotto (mezza porzione) o
addirittura nullo.
Tra gli individui del primo gruppo la probabilità di
sviluppo di cancro alla prostata è stata superiore del
30%.
Un secondo programma di ricerca, Health Professionals
Follow-Up Study, avviato nel 1999, ha monitorato circa
50.000 soggetti.
Tra questi, i grandi consumatori di latticini hanno
sviluppato una percentuale di rischio di insorgenza di
cancro alla prostata del 70% superiore rispetto
all'altro gruppo.
Ma c'è di più:
dai dati raccolti i ricercatori hanno dedotto che la
percentuale di rischio cresceva in modo rapidissimo tra
quanti avevano un consumo medio giornaliero di calcio di
2.000 mg (2 grammi) o più.
E così hanno messo in
relazione diretta il cancro alla prostata con il calcio,
uno degli elementi dei latticini a cui si attribuisce
più importanza, presente nel latte in quantità variabile
attorno ai 120 mg per 100 grammi di parte commestibile
(il riferimento è al latte di vacca Uht intero). Un più
recente programma di ricerca finlandese su un campione
di 29.133 uomini specifica con maggiore chiarezza il
rapporto tra tumore e calcio: «Nel gruppo con
un'alimentazione ricca di calcio (più di 2 grammi al
giorno) la percentuale di rischio è stata del 63%
superiore rispetto a chi ne ha consumato meno di 1
grammo al giorno», affermano i nutrizionisti finlandesi
sull'International Journal of Cancer, e ritengono di
avere identificato il meccanismo che innalza il rischio.
«L'eccesso di calcio alimentare inibisce l'attivazione
della vitamina D, essenziale alla salute della
prostata.» E nella popolazione femminile, le ricerche
evidenziano risultati simili per i rischi relativi al
tumore al seno.
Le
proteine animali favoriscono l'osteoporosi.
Il rapporto con la massa
ossea
Il calcio contenuto nel latte e nei suoi derivati
contribuisce alla solidità della massa ossea ? È
un'assicurazione contro l'osteoporosi ? I risultati del
National Health and Nutrition Examination Survey (Stati
Uniti) non sembrano lasciare spazio a dubbi:
l'assunzione di calcio non dimostra effetti protettivi.
Il motivo andrebbe cercato nelle proteine animali di cui
è ricco il latte stesso (e le carni, è naturale).
Le
proteine "mobilizzano" il calcio dalle ossa, proprio
come se lo grattassero via, provocandone poi
l'escrezione per via urinaria. La ricerca, per la
verità, evidenza che lo stesso effetto ce l'hanno anche
il sale, la caffeina, il tabacco... ma ciò non impedisce
alle "linee guida dietetiche" degli americani di
suggerire una dose massima giornaliera di un bicchiere
di latte.
La difesa
Una prima reazione forte a questi risultati viene da
Gregory Miller, vice presidente del National Dairy
Council, la potente lobby americana dei produttori di
latte e derivati: «Altre ricerche indicano invece una
stretta relazione tra il consumo di latticini e l'ottima
salute delle ossa, buoni valori di pressione arteriosa e
una sostanziale riduzione del rischio di cancro al
colon», afferma. Potrebbe sembrare una difesa d'ufficio,
ma non è così, perché le ricerche a cui fa riferimento
sono altrettanto ampie e autorevoli, condivise da una
parte della comunità dei nutrizionisti. «Il vero
problema», continua Miller, «sta nell'identificare ciò
che davvero scatena il cancro e in quale momento, perché
ogni cellula che potrebbe sviluppare un tumore
attraversa una lunga serie di "stati pre-tumorali" la
cui natura è tutt'altro che nota.
Un fattore esterno
qualunque potrebbe essere potenzialmente scatenante in
una fase e innocuo in un'altra.» E questo spiegherebbe
perché ricerche sostanzialmente simili possano arrivare
a risultati opposti: «Il consumo regolare di latticini
riduce il rischio di tumore al seno dopo la menopausa»,
dichiarava Marjorie L. McCullough al congresso
dell'American Cancer Society (Atlanta, dicembre 2005),
forte dei risultati di una ricerca su 68.876 donne.
Fa bene o fa male
?
Tutto ciò davvero non aiuta a fare chiarezza, e lo ha
ben sottolineato il dottor Francesco Cipriani,
dell'Agenzia Regionale di Sanità (Toscana) nel corso di
un convegno sul rapporto tra alimentazione e salute:
«L'insieme delle "evidenze" riassunte dalle commissioni
internazionali sui rapporti tra latte e derivati e le
patologie tumorali non è conclusivo. Né per un effetto
protettivo, né per uno di rischio». Allora come dobbiamo
comportarci nelle nostre abitudini alimentari ?
La conclusione di questo dibattito è ancora lontana,
ma, nel dubbio, probabilmente moderare i consumi di
latticini fin dai primi anni di vita sembra essere la
scelta migliore.
By Raymond Zreick - Fonte: focus.it
Commento NdR: Troppi
interessi sono in gioco.....per cui la Verita' verra'
ostacolata in tutto i modi.....; una cosa e' assodata e
certificata, se si vuole guarire in modo naturale dalle
malattie, senza soffocare i sintomi con i
farmaci e/o
utilizzare i
vaccini che sono ancora piu' pericolosi, occorre
ELIMINARE Latte e
Formaggi dall'alimentazione
del malato ! - vedi
Protocollo della
Salute
Ricordiamo che le alterazioni
degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
MEDICINA: CNR - BIMBI
ALLERGICI ? LATTE d'ASINA E' un TOCCASANA
(ANSA) – ROMA
2009 -
Bambini allergici ? il Consiglio nazionale delle ricerche
(Cnr) raccomanda il latte d'asina:
Per composizione e' piu' simile a quello materno, ha un sapore piu'
gradevole di quello industriale ed e' ideale per allattare i bambini
allergici al latte di mucca. A dimostrarlo una ricerca condotta
dall'Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di
Torino.
Il latte bovino, sottolineano i ricercatori, e' infatti l'alimento che
piu' di ogni altro determina allergie nei bambini. Per eliminare
il problema e' sufficiente ricorrere (sempre sotto il controllo del
pediatra o dell'allergologo) al latte di asina, suggeriscono i
ricercatori della sezione di Torino che ne stanno studiando le
caratteristiche.
Questo prodotto "risulta decisamente piu' gustoso di quello
ottenuto attraverso il processo industriale di idrolisi delle
proteine, a cui di solito devono ricorrere le mamme di bambini
affetti da questo disturbo - sostiene Amedeo Conti dell'Istituto di
scienze delle produzioni alimentari (Ispa)-Cnr - e nel corso dei
nostri studi, condotti con tecniche miranti a determinare gli
allergeni del latte vaccino e a confrontarlo con altri tipi di
latte, abbiamo notato una notevole differenza nella composizione tra
quello di mucca e quello di asina".
Una differenza, prosegue l'esperto, basata soprattutto sul contenuto
di caseina e non di beta-lattoglobulina, proteina ritenuta
erroneamente il principale responsabile dell'elevata allergenicita'
di questo alimento.
Cio' che probabilmente rende cosi' ben tollerato questo latte,
rileva Conti, e' la sua grande somiglianza con quello umano.
Il latte d'asina ha, inoltre, un contenuto di acidi grassi
polinsaturi del tutto simile a quello materno ed e' molto ricco di
lisozima, una proteina caratterizzata da elevata proprieta'
antibatterica, in grado di proteggere il neonato da possibili
patologie.
Anche il rapporto calcio-fosforo e il contenuto proteico totale,
concludono gli esperti, sono simili a quello umano.
Commento
NdR: Anche
il
Latte di CAPRA e' molto piu' digeribile che non quello derivante dai
Bovini (mucca).
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USA
- GRASSI e LATTICINI CANCEROGENI ?
Un
rapporto dell'Agenzia Usa di protezione ambientale (Epa), filtrato
dal “The Washington Post” prima della sua revisione da parte di
esperti indipendenti, sostiene che le persone che assumono grandi
quantità di grassi e di latticini hanno un rischio dell'1 per cento
di sviluppare un cancro; per colpa della diossina contenuta in
questi alimenti.
Prima d'ora si pensava che il rischio fosse dell'1
per mille.
Questa
è uno dei gravi pericoli che si corrono utilizzando proteine
animali; quindi il consiglio è di divenire quasi vegetariani e di
consumare solo cibi biodinamici.
Se
possibile,
dopo l'uso di latticini, assumere un cucchiaino di
miele. Con questo espediente saranno un poco piu'
digeribili.
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Un interessante articolo sulla connessione tra
l’uso del latte ed il
cancro
(studio messo in un cassetto e "dimenticato"....)
Il 23 gennaio del 1998, ricercatori della
Harvard Medical School diffusero un importante
studio che poneva in risalto l’evidenza che l’IGF-1 è un
potente fattore di rischio per il cancro alla prostata.
L’IGF-1 o insuline-like
growth factor 1 (fattore di crescita simil-insulinico 1,
perché possiede una struttura molecolare simile a quella
dell'insulina, anche denominato somatomedina, N.d.T.),
è un importante ormone che viene prodotto principalmente
dal fegato ma anche dai condrociti che regolano la
produzione della cartilagine e da altri tessuti. È un
polipeptide composto da 70 amminoacidi legati fra loro.
Tutti i mammiferi producono
molecole di IGF-1, molto simili strutturalmente tra
loro, ma le molecole umane e bovine sono completamente
identiche.
L’IGF-1 deve il suo nome al fatto che possiede
un’attività simil-insulinica sui tessuti adiposi ed una
struttura che è molto simile a quella della
pro-insulina. La produzione corporea di IGF-1 è regolata
dall’ormone umano della crescita e vede il suo picco
alla pubertà. La produzione decresce con l’età ed è
ridotta a circa la metà in adulto di 70 anni. L’IGF-1 è
un ormone molto potente che mostra profondi effetti
anche se la sua concentrazione nel siero sanguigno è di
appena 200 ng/ml, cioè 0.2 milionesimi di grammo per
millilitro.
IGF-1 e cancro
L’IGF-1 è in grado di stimolare la crescita cellulare
sia di cellule normali che di cellule cancerose.
Nel 1990, ricercatori della Stanford University
scoprirono che l’IGF-1 promuove la crescita della
cellule prostatiche. Questa notizia fu seguita dalla
scoperta che l’IGF-1 accelera la crescita delle cellule
cancerose del seno.
Nel 1995 ricerche condotte al National Institute of
Health riportarono che l’IGF-1 gioca un ruolo centrale
nella progressione di molti tumori infantili e nella
crescita dei tumori al seno, nel cancro polmonare a
piccole cellule, nel melanoma, nel cancro del pancreas e
della prostata.
Nel settembre 1997 un team internazionale di ricercatori
riportò la prima evidenza epidemiologica del fatto che
alte concentrazioni di IGF-1 sono implicate nell’aumento
del rischio di cancro alla prostata. Altri ricercatori
provarono che l’IGF-1 è connesso al cancro del seno e
del colon.
Un’ulteriore studio dei ricercatori di Harvard, datato
1998, confermò il legame tra i livelli di IGF-1 nel
sangue ed il rischio di cancro alla prostata. Gli
effetti della concentrazione dell’IGF-1 sul cancro alla
prostata furono trovati sorprendentemente molto più alti
di quelli di ogni altro fattore di rischio conosciuto.
Uomini con livelli di IGF-1 compresi tra 300 e 500 ng/ml
hanno una possibilità maggiore di oltre 4 volte di
sviluppare un cancro alla prostata rispetto ad uomini
con un livello di IGF-1 compreso tra 100 e 185 ng/ml.
L’effetto nocivo di alti livelli di IGF-1 è
particolarmente pronunciato in uomini con più di 60
anni. In questo gruppo di età gli uomini hanno una
probabilità otto volte maggiore di sviluppare un cancro
alla prostata rispetto ad uomini con livelli inferiori
di IGF-1.
Livelli elevati di IGF-1 sono presenti parecchi anni
prima di una eventuale diagnosi di cancro alla prostata.
(Questo dato può essere quindi di una qualche utilità
per una valutazione preventiva? N.d.T.)
By Hans R. Larsen - Traduzione di M.P. - Tratto da:
livelloalfa.com
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La ricerca ha messo in relazione
alcuni tumori con il consumo di latte e suoi derivati.
Come spiega la dr. Luciana Baroni in questo articolo:"Lo
zucchero contenuto nel latte, il lattosio, viene scisso
nell'organismo ottenendo un altro zucchero, il
galattosio. A sua volta il galattosio viene
ulteriormente catabolizzato da enzimi (...) quando il
consumo di latticini eccede quantitativamente la
possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio,
questo può accumularsi nel sangue, e può danneggiare le
ovaie femminili. Alcune donne possiederebbero inoltre
livelli di questi enzimi particolarmente bassi, ed il
consumo regolare di derivati del latte può
triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro
ovarico."
Non solo il tumore all'ovaio, ma anche quello alla
mammella e alla prostata potrebbero avere tra le loro
concause l'uso regolare di latte e latticini.
Sempre Luciana Baroni spiega che la correlazione è
presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad
aumentati livelli plasmatici di un composto denominato
Insulin-like Growth Factor (IGF-I):
"Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato
ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che
consumino regolarmente latticini. Altri principi
nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono
pure presenti nel latte vaccino. Uno Studio recente
mostra come soggetti maschili che presentino elevati
livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte
maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando
confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo
fattore siano bassi."
Certo non si tratta di un'equazione matematica
latte=cancro, ma i rischi ci sono e andrebbero minimo
presi in considerazione.
Ma che c'importa ? Intanto la fanfara della grande
campagna mediatica si è messa in marcia e strombazza: "Bevete
latte, il latte fa bene !"
Tratto da:
http://protonutrizione.blogosfere.it
BIBLIOGRAFIA:
- Cramer DW, Harlow BL, Willett WC, Welch WR, Bell DA,
Scully RE, Ng WG, Knapp RC Galactose consumption and
metabolism in relation to the risk of ovarian cancer,
Lancet 1989 Jul 8;2(8654):66-71.
- Outwater JL, Nicholson A, Barnard N Dairy products and
breast cancer: the IGF-I, estrogen, and bGH hypothesis,
Med Hypotheses 1997 Jun;48(6):453-61.
- Chan JM, Stampfer MJ, Giovannucci E, Gann PH, Ma J,
Wilkinson P, Hennekens CH, Pollak M Plasma insulin-like
growth factor-I and prostate cancer risk: a prospective
study, Science 1998 Jan 23;279(5350):563-6.
e-mail:
jmlchan@hsph.harvard.edu.
- World Cancer Research Fund Food, nutrition and the
prevention of cancer: a global perspective, American
Institute of Cancer Research 1997;Washington DC
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Stipsi
ostinata per colpa del latte vaccino
Nei
bambini che soffrono di stipsi resistente ai lassativi, spesso la
causa è l'allergia al latte di mucca
pastorizzato.
Questo è quanto
sostiene una ricerca italiana, pubblicata sulla rivista New England
Journal of Medicine.
I
ricercatori italiani hanno raccolto un gruppo di 65 bambini di età
inferiore a 6 anni, che oltre a non evacuare con i lassativi,
presentavano screpolature perianali. Ad una parte di questo campione
è stata somministrata una dieta che comprendeva latte di mucca,
agli altri, invece, una dieta che impiegava un surrogato del latte a
base di soia.
Al termine, dopo una settimana di sosta, si cambiava
dieta: chi aveva ricevuto latte passava al surrogato e viceversa. Si
è visto che il 68% dei bambini stitici riprendeva le funzioni
normali quando veniva eliminato il latte di mucca e che, inoltre, già
nel giro di pochi giorni di dieta con il surrogato di soia, le
lesioni perianali tendevano a guarire.
Il
laboratorio, peraltro, ha confermato, con il test delle IgE, che i
tre quarti dei piccoli che avevano tratto beneficio dalla dieta
mostravano una ipersensibilità al latte. In altre parole, vale la
pena di provare una dieta senza latte in tutti i casi in cui la
stipsi infantile è resistente ai normali trattamenti.
Nessun
animale si ciba di latte (di altre specie) una volta raggiunta
l’età adulta, l’uomo si perché ?
Il
latte vaccino è adattissimo al vitello che alla nascita pesa 60 kg.
ed è già in grado di stare in piedi e muoversi da solo; dopo un
mese pesa già 110 Kg e la sua struttura è molto più grossa;
questa rapida crescita richiede un rapido sviluppo e la formazione
veloce delle ossa per equilibrare i bisogni all’attività
e quelli del peso.
Tanto
più l'animale ha bisogno di crescere per essere assai rapidamente
attivo e reattivo all'ambiente, tanto più ricco di proteine dovrà
essere il latte della nutrice.
L'opposto
avviene per i mammiferi dipendenti a lungo dalla propria madre: vedi
uomo, scimmie antropomorfe ecc.
Per questa ragione il latte di mucca contiene più calcio di quello
materno umano ed è acido mentre quello umano è
alcalino.
Ecco
perché i bambini nutriti con latte vaccino, tendono ad avere una
struttura ossea più pesante ed a crescere più rapidamente a
discapito della massa cerebrale e dei tendini, ecco perché in
questi bambini facilmente si riscontra la scoliosi.
Dall’altro
canto anche il latte umano contiene anche fosforo; questo elemento
è molto importante per la crescita e lo sviluppo del cervello; il
neonato sviluppa in primo luogo il cervello, mentre il vitello
sviluppa per prima cosa la struttura ossea.
Ciò che varia nei vari
tipi di latte, sono le concentrazioni assolute e i rapporti Ca:P.
A
causa del maggior tenore in calcio e del diverso rapporto Ca:P, il
Ca del latte vaccino risulta meno utilizzabile, oltre a far
precipitare più facilmente i saponi intestinali, frutto della
digestione lipidica.
Quindi
il latte per l’uomo e quello per l’animale DEVONO essere
DIVERSI; non riflettere su queste cose è una grossa ingenuità
perché non è giusto fare del male al proprio figlio per ignoranza
su questi fatti, continuando a dargli del latte vaccino.
Questo
latte contiene molte più proteine di quello umano, ma si tratta di
caseina, insolubile e di difficile digestione, per l’uomo ma e
sopra tutto per i neonati, per la concentrazione assoluta che è
diversa fra il latte umano e quello vaccino; la concentrazione
relativa rispetto alle sieroproteine è diversa; la composizione
amminoacidica, la conformazione sterica ed il tipo di coagulo
formato, sono diverse: per il latte umano è fine; per quello
vaccino è grossolano.
La
pastorizzazione (inventata da L. Pasteur)
invece di proteggere dagli organismi patogeni, distrugge il
potere nutrizionale degli alimenti , creando condizioni favorevoli
alle malattie degenerative nelle persone, animali ed ambiente;
infatti e per esempio, bevendo latte pastorizzato si alterano i
batteri utili alla digestione intestinale, acidophilus-bifidus
contenuti nell’intestino tenue; mentre il latte umano li
favorisce, soprattutto grazie ad alcuni degli oltre 100
oligosaccaridi recentemente scoperti nel latte umano.
I
fermenti lattici della flora simbiotica tengono sotto controllo
quelli specializzati alle putrefazioni, quindi essi sono
indispensabili per avere buone digestioni e feci adatte.
La
pastorizzazione interrompe temporaneamente la riproduzione dei
batteri, che in seguito si riproducono molto di più che nel latte
crudo. Un esempio, la “brucellosi” si trova facilmente e molto
di più nelle popolazioni che utilizzano il latte pastorizzato, si
cura molto bene con Cloruro di Magnesio e
Manganese.
L’avvelenamento
da salmonella è ritenuto negli USA proveniente e formatasi in
individui che utilizzano molto il latte pastorizzato.
L'avvelenamento
da salmonella (l'attività batteriostatica antisalmonella propria
dei batteri dello yogurt - cariche fino a 10**3-6 di salmonelle sono
inattivate nello
yogurt) è ritenuto negli USA molto facilmente
prodotta in individui che utilizzano molto il latte pastorizzato.
I
vantaggi della pastorizzazione sono SOLO commerciali: Il produttore
può permettersi più sporcizia; è conveniente per il commerciante
e per il contadino, perché si conserva più a lungo del latte
fresco.
Il
50% del latte vaccino ingerito viene sprecato in cattiva digestione.
La proteina del latte materno è lattalbumina, (le % relative
cambiano molto fari i due tipi di latte ) che è solubile e
facilmente digeribile, pertanto le sostanze del latte umano vengono
utilizzate al 100 %.
Il
latte vaccino contenendo proteine estranee al latte umano, causa
facilmente allergie nel
lattante
La
quantità di grassi nel latte vaccino ed in quello umano è uguale
ma nel primo, si tratta in maggioranza di grassi saturi e di acidi
grassi, mentre nel secondo è presente un grasso maggiormente
emulsionabile.
Il
bambino allevato con latte materno, sarà dotato di maggiore
adattabilità e flessibilità corporea.
Il
latte umano ha una quantità maggiore di lattosio di quello vaccino
e questo zucchero è più facilmente digeribile degli altri tipi di
zucchero e favorisce inoltre l’utilizzazione delle proteine e
l’assorbimento del calcio.
Lo
zucchero del latte vaccino è composto da lattosio (galattosio +
glucosio), più altri componenti.
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Ogni
tipo di latte produce una reazione diversa di
pH
nell'intestino dell'uomo, che a sua volta influisce sulla
digeribilità e sulla qualità del sangue, prodotta dal metabolismo
dei cibi ; il latte vaccino crea reazione acida nell'intestino,
mentre il latte materno la crea basica.
Le
reazioni acide producono facilmente l'alterazione della flora
batterica autoctona e quindi il facile instaurarsi
di microbi, funghi, parassiti patogeni.
Il
latte materno rende il lattante immune a molte malattie infantili e
favorisce lo sviluppo di una sufficiente flora batterica intestinale
(lactobacilli) con gli enzimi, che costituiranno la riserva per tutta
la vita, necessaria per la difesa dalle malattie infettive.
E’
perciò assolutamente indispensabile che appena partorito la mamma
dia il suo seno al piccolo mentre è ancora attaccato al cordone
ombelicale; la madre secernerà un liquido speciale che fornirà
tutti i fattori vitali necessari al lattante, in più si attiverà
al massimo la produzione del latte nelle ghiandole del seno.
Oggi
il 30% del cibo consumato è derivato dal latte, non è forse anche
questo oltre alle vaccinazioni che indeboliscono il sistema
immunitario, assieme all’uso spropositato di zucchero, una delle
conseguenze della comparsa di nuove malattie allergiche sopra tutto
nei giovani.
Il
latte di vacca è un alimento deplorevole per il lattante e per
l’uomo (infatti l’uso prolungato genera più facilmente ulcera e
cancri) anche in ragione del suo alto tenore di sali, da 8 a 9
grammi/litro, sopra tutto se la mucca produttrice è nutrita con
prodotti chimici (fieni salati, foraggi artificiali, bestie forzate
per l’ingrasso).
In
più ci si sta accorgendo con terrore, che le bestie pascolanti in
pasture ove si sono usati erbicidi, insetticidi, danno un latte
contenente fino a 2 o 3 grammi/litro di questi ultimi (di cui il più
noto è il DDT); il formaggio ne contiene 5 o 6 grammi/chilo.
Si
sapeva già che il latte della donna, che non dà mai rachitismo,
contiene solo 2,5 gr/litro di sali, mentre il latte di mucca
normalmente saturo di sali è fattore di: rachitismo infantile,
delle croste lattee, coliti, pruriti, indigestioni, ecc.
Gli
eccessi di sale, inibitori di vitamine di tipo B o piuttosto di
acidi amminati riduttori a Resistività molto elevata, conducono al
rachitismo per neutralizzazione degli acidi, sovra caricamento in
sali alcalini e ipertrofia minerale catodica.
Ugualmente
le acque calcaree e le acque mineralizzate, sono fattori di
rachitismo, mentre l’ignoranza popolare abusa di queste acque
credendo di fortificarsi, di star meglio, abusando di questi sali;
essi sono invece fattori di demineralizzazione: malattia di Piaget,
di vecchiaia, trombosi e cancri, in quanto nessuno di questi sali è
direttamente assimilabile per il fatto che essi non sono colloidali
od idrosolubili.
Solamente
i sali già metabolizzati dai vegetali o meglio dalla frutta, dagli
animali o ancora meglio dal latte di questi ultimi, (con riserva e
parsimonia, si può utilizzare in certi casi latte di asina, capra,
pecora), che possieda ancora un potere riduttore, quello del B/galactosio.
Il
latte materno contiene il massimo di B/galactosio ed è
esclusivamente in terreno acido e riduttore che si può effettuare
l’utilizzo normale del Calcio del latte per mezzo del B/galactosio
che esso contiene.
Ora
quest’ultimo è molto acido e riduttore, ma questo potere scompare
con le pastorizzazioni, sterilizzazioni o ebollizioni del latte
vaccino il quale ne contiene molto meno del latte umano.
Solo
l’assunzione, con molta parsimonia, del latte di mucca CRUDO e
naturale (cioè non pastorizzato, che comunque crea reazione acida
nell’intestino dell’uomo) permette di beneficiare del calcio
come materiale costruttivo del sistema osseo e dentario, ma solo per
i giovani e da dopo l’età puberale.
Oltre
ai gravi danni dei vaccini, è sopra tutto l’alimentarsi con latte
vaccino (di mucca) pastorizzato, che porta i bambini delle ultime
generazioni ad avere delle brutte dentature ed i denti cariati,
oppure il continuo e crescente riscontro negli scolari delle
scoliosi, senza parlare dei nefasti effetti che si sommano con
l’assorbimento di acque clorate, le quali sono alcaline, ossidate
e antiBeta/galactosio.
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Uno
studio scientifico sull'argomento Nutricology, dell'Università di
Helsinki: Virtanen e Aro, "Dietary Factors in the Aetiology of
Diabetes", Ann. Med. 26(6):469-478 Dicembre 1994, ha rivelato
che la precoce introduzione di latte di mucca nei neonati di tre
mesi o più piccoli, ha spesso procurato una totale deficienza di
insulina. Questa patologia insorgeva come conseguenza naturale della
distruzione delle cellule beta, dovuta alla reazione allergica del
neonato in risposta alla presenza delle proteine del latte di mucca.
Il
dato viene riportato da innumerevoli pubblicazioni su praticamente
TUTTE le riviste scientifiche più accreditate nel campo della
alimentazione, nutrizione infantile e della
pediatria.
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Un
medico Pediatra, a queste affermazioni, ha risposto in questo
modo:
“Nella
popolazione che ho modo di osservare (i "miei" bambini) la
percentuale di donne che non allattano è bassissima (circa il 3%)
entro i primi 3 mesi di vita (in tutti i casi per fattori dipendenti
da patologia materna tipo gravi anomalie del capezzolo, agalattia,
parti cesarei con complicanze e quindi con terapie complesse
protratte, ecc.)
Il rischio maggiore è ASSOLUTAMENTE limitato
ai primi 3-4 mesi di vita.
(nota dell’autore: non siamo d’accordo i
danni possono avvenire anche in età maggiore per i noti, fatti
sopra esposti).
Caro Amico: Lei ha ragione.
Vorrei segnalarle, a margine, che, se ben
condotto e seguito, l'allattamento al seno può proseguire ben oltre
il sesto mese di vita (ho qualche caso di protrazione oltre l'anno)
anche in parallelo allo svezzamento (che io inizio piuttosto
precocemente, con ottimi risultati sia dal punto di vista dello
sviluppo somatico che neuropsichico).
Ritengo
sia necessario ricordare a chiunque legge questo post che I LATTI in
POLVERE sono comunque di derivazione vaccina MA NON SONO TUTTI
UGUALI !
Per
i primi 3 mesi di vita, infatti, le formulazioni sono trattate in
modo specifico (idrolisi della caseina, abbattimento vistoso della
concentrazione salina, diminuzione significativa dell'osmolarità,ecc),
mentre le "formule di proseguimento" (sempre di
derivazione vaccina), pur rispettando le direttive ESPGAN, non sono
dissimili dal latte vaccino (della "centrale") adattato
"artigianalmente" in casa (chi vuole capire capisca....)
Non
neghiamo (a chi non dispone di latte materno) un bel "baffo di
latte", a patto che, nella composizione circadiana
dell'alimentazione del divezzo, vi sia introduzione di elementi
nutritivi ad integrazione (se no si rischia l'anemia...). Chi ha il
latte della mamma non ha bisogno d'altro se non di una integrazione
alimentare a supporto, per l'introito di tutti i princìpi che, nel
solo latte, sono carenti (rispetto ai fabbisogni che la crescita
impone e che sono notevolmente diversi tra una fascia d'età e
l'altra)”.
By Docpocket
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LATTE
ARTIFICIALE ? - NO, solo
latte Materno
Secondo
l'OMS (organizzazione mondiale della
Sanità) e l'Unicef, ogni anno nel mondo muoiono 1,5 milioni di
bambini sotto i 5 anni per mancanza di allattamento al seno.
Tra le
cause prevalenti c'è la politica commerciale di molte case
farmaceutiche che cercano di disincentivare l'allattamento al seno
per vendere i loro prodotti. Oltre tutto violando anche un codice di
comportamento promulgato nel 1981 dall'OMS !
vedi
anche:
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/latte_vaccino.htm
http://www.progettodiabete.org/clinica/d10_3.html
http://www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=pr_lattevac
http://www.greenpeace.it/inquinamento/latte1.pdf+%22latte+vaccino%22&hl=it&ie=UTF-8
http://www.scienzavegetariana.it/conoscere/latte/latte_composizione.html
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=3983
L' American Academy of Pediatrics ora
raccomanda di non somministrare latte di mucca intero ai bambini al di
sotto dell’anno di età. La preoccupazione principale
dell’organizzazione non è il diabete, ma l’anemia da mancanza di
ferro, che è molto più probabile con una dieta ricca di latticini.
In primo luogo, i prodotti caseari a base di latte vaccino sono molto
poveri di ferro, contengono infatti solo circa un decimo di
milligrammo per porzione (circa 0,2 litri).
Per ottenere la dose giornaliera raccomandata (RDA, Recommended Daily
Allowance) di ferro, pari a 15 mg al giorno per i bambini al di sotto
dell’anno d’età, un bambino dovrebbe consumare più di 31
porzioni da un quarto di litro di latte al giorno.
La carenza di ferro
non è dovuta semplicemente al fatto che il latte è povero di ferro e
che il suo consumo tende a limitare il consumo di altri cibi che ne
sono ricchi. Il latte causa la perdita di sangue dal tratto
intestinale riducendo a lungo andare i depositi di ferro
dell’organismo.
Non è ancora chiaro in che modo esattamente il
latte vaccino causi la perdita di sangue, ma si ipotizza che il
colpevole sia l’albumina bovina, la quale provoca una reazione del
sistema immunitario che porta alla perdita di sangue.
La pastorizzazione non elimina il problema.
Alcuni ricercatori della University of Iowa hanno recentemente scritto
al Journal of Pediatrics, "..in una larga percentuale di bambini
il consumo di latte vaccino accentua in modo sostanziale la perdita di
emoglobina.
Alcuni bambini sono particolarmente sensibili al latte
vaccino e possono perdere grandi quantità di sangue."
Il latte contiene calcio, ma non è unico sotto
questo aspetto. Cavoli, broccoli e altri vegetali a foglie verdi
contengono calcio facilmente assimilabile dall’organismo. Un recente
studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha
rilevato che l’assorbimento di calcio era in realtà superiore per
il cavolo che per il latte e ha concluso che "verdure come il
cavolo possono essere considerate almeno equivalenti al latte in
termini di assorbimento di calcio."
I broccoli contengono
addirittura più calcio per caloria del latte, i fagioli ne contengono
in grande quantità e anche il succo d’arancia arricchito fornisce
un buon apporto.
Dal punto di vista nutritivo non c’è alcuna necessità che i
bambini consumino latte di mucca.
Il nuovo studio conferma
ulteriormente la necessità di capovolgere la raccomandazione del
governo statunitense che tutti i bambini bevano latte vaccino: non
c’è ragione quindi di raccomandarlo.
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Da SCIENCE NEWS,
3/12/93.
Le donne che vorrebbero avere un figlio
ma non riescono a concepire farebbero bene a riconsiderare il ruolo
che i latticini occupano nella loro alimentazione, suggerisce un nuovo
studio. Un gruppo di ricercatori negli Stati Uniti e in Finlandia ora
riferisce che, laddove il consumo pro-capite di latte è più elevato,
le donne tendono a incontrare la maggiore riduzione di fertilità
legata all’età.
Articolo fornito da Mark Graffis,
ao966@lafn.org
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Mucche fantasma per latte reale - 2009
Per giustificare la produzione annua comunicata alla Ue
si truccano i dati: così le vacche "vivono" 83 anni
invece degli otto medi normali. I Carabinieri del Nac
individuano una gigantesca
truffa e indicano i principali protagonisti:
un ente governativo e un'agenzia
ministeriale.
Il problema per il neoministro all’Agricoltura Saverio
Romano sono le vacche. Ottuagenarie e fantasma. Sì,
perché in Italia ci sono 300 mila mucche che producono
latte ma non esistono o hanno fino a 83 anni d’età,
quando la vita media è di otto.
Lo hanno scoperto i Carabinieri del Nac (Comando
politiche agricole e alimentari): capi inventati per
giustificare la produzione di latte dichiarata dal
Governo all’Unione Europea. Intorno a questa inesistente
mandria gli uomini dell’Arma hanno ricostruito una
girandola di favori, appalti e truffe per miliardi di
euro legati alla gestione delle quote latte e ora al
vaglio della procura di Roma.
I Carabinieri, in un
rapporto consegnato a settembre, che Il Fatto Quotidiano
ha potuto leggere, descrivono “un quadro di sorprendente
e diffusa mancanza di rispetto e non ottemperanza alle
normative di settore che attraverso condotte omissive e
dolose” ha portato “all’alterazione di un intero settore
dell’economia nazionale, con ripercussioni anche a
livello Comunitario”.
In pratica ogni anno nel nostro Paese finiscono sul
mercato 12 milioni di quintali di latte di provenienza
sconosciuta ma spacciato come prodotto da mucche
tricolore.
Chi sarebbe riuscito nell’intento,
truffando per anni in un colpo solo Stato,
Ue, produttori e consumatori? Secondo le indagini i
responsabili sono, principalmente, un ente governativo (Agea)
e un’agenzia ministeriale (Izs
di Teramo). Uomini dello Stato.
Un ruolo chiave, riferiscono i Nac, lo svolge il capo
gabinetto del ministero dell’Agricoltura. Una casella
occupata da Giuseppe Ambrosio. Fino a mercoledì scorso.
Quando Romano ha nominato un suo uomo di fiducia:
Antonello Colosimo.
Un 62enne napoletano, da trenta anni nei Palazzi,
consigliere della Corte dei Conti, ma più noto per
essere stato uno dei beneficiari delle ristrutturazioni
dono dell’imprenditore Diego Anemone. Colosimo non
risulta indagato nell’inchiesta sulla cricca ma nelle
carte ci sono paginate di intercettazioni che rivelano
il suo interessamento per gli amici.
Anche il suo predecessore è più volte finito sotto la
lente degli investigatori. A partire dal 1998 è stato
segnalato per reati contro la pubblica amministrazione,
tra cui truffa per il conseguimento di erogazioni
pubbliche. Molto vicino a Gianni Alemanno, che l’ha
portato al ministero dell’Agricoltura, è finito
nell’inchiesta sulla parentopoli romana del sindaco e ha
una richiesta di rinvio a giudizio per reati che vanno
dall’abuso d’ufficio alla concussione, per irregolarità
in un concorso del 2005 per sei posti da dirigente al
ministero delle Politiche agricole vinto, tra gli altri,
da moglie e segretaria di Ambrosio.
I Carabinieri, ricostruendo il suo curriculum, si
stupiscono: “Non può essere sottaciuto quanto emerso
dalla banca dati delle forze di Polizia” considerati
“gli incarichi di assoluto rilievo e responsabilità”
ricoperti. Del resto Agea gestisce il fiume di miliardi
che dalla Ue arriva in Italia per sostenere
l’agricoltura. E il capo gabinetto ha il compito di
dettare la linea strategica del Sian, il sistema
agricolo nazionale, braccio di Agea.
I Nac ricostruiscono il
ruolo di ciascuna pedina. Partendo da una scoperta: le
mucche fantasma. Agea e Izs di Teramo, istituto che
gestisce l’anagrafe bovina e deve verificare la
correttezza dei dati sui capi forniti dagli allevatori
per il conferimento dei premi Pac (fondi europei), “si
organizzano” nel “tentativo, riuscito, di addivenire a
un numero di capi tale da poter giustificare il livello
produttivo nazionale” dichiarato. Come? Alzando l’età
massima dei bovini, portandola da 120 a 999 mesi. Fino
cioè a 83 anni.
Lo spostamento “consente di aumentare il numero di capi
di circa 300 mila unità, pari a oltre il 20% dell’intera
popolazione bovina a indirizzo lattifero”. I Carabinieri
intercettano uno scambio di mail tra i due enti
piuttosto eloquente.
L’Agea scrive a Izs: “Vorremo togliere il limite
superiore di età che attualmente è impostato a 120. Come
preferisci procedere ? Per farla molto semplice
impostiamo il dato a 999 ?”. La risposta arriva pochi
giorni dopo: “Non ci sono problemi”.
Ecco le mucche fantasma. Che però, producono
latte.
Perché il latte c’è. 110 milioni di quintali. Di cui
“oltre il 10%” di provenienza sconosciuta. Ma spacciato
per italiano.
È latte in polvere? Da dove arriva? E come entra nel
circuito nazionale? Secondo i Nac le vacche fantasma
servirebbero proprio a questo: a coprire un mercato
parallelo. Gli uomini dell’Arma oltre a prendere in
considerazione la vita media effettiva di un bovino in
lattazione decidono di verificare tutti i dati
dell’anagrafe e scoprono che il numero reale è “circa la
metà del numero dei capi indicati da Agea”.
Per il 2008/2009, scrivono i Carabinieri, “ad Agea
risultano 2.905.228 capi presenti, mentre il complessivo
è pari a 1.668.156”.
E concludono: “Una differenza talmente significativa che
si tradurrebbe in una minore produttività di latte pari
a 12 milioni di quintali”.
Un surplus fra l’altro dannoso da dichiarare perché
comporta lo sforamento alla produzione concessa dalla Ue
all’Italia e costringe il Governo a vedersi trattenere
gli incentivi agricoli e a dover anticipare le sanzioni
che poi vengono recuperate con le multe per le quote
latte agli allevatori. Multe che ammontano
complessivamente a 4 miliardi di euro.
I Carabinieri nell’informativa ipotizzano “che alcuni
soggetti – persone fisiche o giuridiche (produttore,
associazione sindacale ovvero funzionari Agea) – abbiano
potuto percepire indebitamente finanziamenti
comunitari”. E citano una relazione del 2003: “Sono
state verificate ed appurate condotte irregolari da
parte di determinati soggetti della filiera – ben
individuati e individuabili – tese a conseguire
illegittimi vantaggi economici sia diretti, in termini
di elusione delle sanzioni connesse all’esubero rispetto
alle quote assegnate, sia indiretti, in termini di
evasione fiscale connessa alla mancata fatturazione”.
Relazione caduta nel vuoto.
Ripescata grazie all’intervento di Luca Zaia quando, nel
giugno 2009 da ministro dell’agricoltura, insedia una
commissione per capire come mai l’Italia ogni anno si
ritrova a dover pagare le multe per aver sforato la
produzione di latte. E’ l’Agea che comunica i dati alla
Ue. E per il 2009 le sanzioni non arrivano: perché non
c’è nessuno sforamento.
Ma gli uomini del Nac ormai sono al lavoro.
E nel 2010 scoprono “una differenza produttiva media,
rispetto a quella dichiarata, da mettere in discussione
lo stesso splafonamento dello Stato”. Inviano
l’informativa a 70 procure e 32 chiedono un supplemento
di indagini. Consegnato lo scorso settembre ai
magistrato. Con le 300 mila vacche che, seppur vecchie o
fantasma, valgono miliardi.
Della questione ora dovrà occuparsi Romano insieme al
suo capo gabinetto, l’amico di Anemone, Colosimo.
Tratto da ilfattoquotidiano.it
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LATTE UGUALE VELENO
! - CLAMOROSE SCOPERTE in SCIENZE ALIMENTARI
“Edizione straordinaria !” Usavano gridare gli strilloni
fuori delle stazioni ferroviarie o della metropolitana,
quando c’erano notizie ghiotte sui loro giornali,
evidenziate da titoli a mezza pagina e da caratteri
cubitali.
Questo e altro meriterebbe quanto stiamo qui riportando,
se non fosse che i media sono tutti immobilizzati e
collusi con i fabbricanti di proteine velenose, di
zuccheri, di sali, di tabacchi, di caffè e the, di
bevande gassate, dolcificate ed alcoliche.
Il testo “The
China Study” dei ricercatori medici T. Colin
Campbell e Thomas M. Campbell viene già definito come lo
studio più completo sull’alimentazione mai condotto
finora.
Il fatto che esso contenga più di 8000 relazioni
statisticamente significative tra cibo e malattie, e
oltre 750 riferimenti bibliografici di autori affidabili
presi nell’area americana, in quella europea e in quella
cinese, fa capire l’enorme mole di lavoro inclusa in
questa straordinaria ed irripetibile ricerca.
Nessuno pensi a Campbell come a una scheggia impazzita
ed isolata della ricerca scientifica.
E non manca il corredo di grossi allevatori e di
ex-produttori di latte, come Howard Hyman, simbolo delle
mucche biologiche del Montana.
“Pensavo che il latte fosse quanto di più perfetto
esistesse al mondo”.
“Quando ho avuto le prove che era vero l’esatto
contrario, non ho esitato a disfarmi della mia azienda e
a diventare un paladino della dieta vegana !”, ha
dichiarato Hyman nel video “The China Study”, che tutti
possono reperire su internet.
Una storia, la sua, che ricorda quella di John Robbins,
figlio unico del magnate americano dei gelati marcati
Baskin Robbins, che rinunciò clamorosamente alla
multimiliardaria eredità del padre, per amore degli
animali della sua azienda e della salute pubblica.
L’ECCEZIONALE STORIA del
dott. CAMPBELL
Ma quello che ha più significato, e che dà maggiori
garanzie di affidabilità, è la figura onesta e
trasparente del dr T. Colin Campbell, la sua storia di
ragazzo cresciuto in una tipica fattoria americana, dove
l’esistenza di tutti ruotava intorno al latte. “A scuola
ci dicevano che il latte vaccino rende forti e sani sia
i denti che le ossa. Ci dicevano che i latticini, specie
i formaggi e il grana, fossero il cibo più perfetto che
la natura potesse offrirci. Nella nostra fattoria
mangiavano solo i prodotti del nostro orto e quelli
del’allevamento, cioè latticini e carni”.
SPECIALISTA nel far CRESCERE
piu’ in FRETTA le MUCCHE e le PECORE
“Quando andai all’università, optai per la facoltà di
veterinaria presso l’Università della Georgia, e poi
andai avanti grazie a un dottorato di ricerca in
Nutrizione Animale, offertomi dalla Cornell University.
I miei studi erano allora incentrati sulla scoperta dei
migliori metodi per far crescere più in fretta le mucche
e le pecore. Tutto in vista di produrre più proteine
animali, ovvero il non plus ultra della salute e
dell’alimentazione, secondo i criteri e le convinzioni
di quei tempi”.
ORGOGLIOSO PROMOTORE di SALUTE PROTEICA
“Ero orgoglioso del mio ruolo sociale. Mi accingevo a
promuovere salute nella mia nazione, perorando il
consumo di più carne, più pesce, più uova e più latte.
Ero convinto, senza ombra di dubbio che la dieta
americana fosse la migliore del mondo intero, in quanto
basata su abbondanti dosi di proteine nobili di alta
qualità”.
“Spendevo poi la maggioranza del mio tempo a testare le
due sostanze chimiche più tossiche mai scoperte sino
allora, ovvero la diossina (diserbante 2-4-5T o agente
arancio, usato anche come defoliante nel Vietnam) e le
aflatossine.(micotossine riscontrate nel frumento e
nella soia, definite allora come sostanze tra le più
cancerogene).
MISSIONE DECENNALE CONTRO la
MALNUTRIZIONE in FILIPPINE
Mi dedicai per 10 anni a migliorare lo stato di
malnutrizione infantile fra i poveri delle Filippine.
Lo scopo era di assicurarsi che i bambini di quel paese
consumassero più proteine possibili, visto che il cancro
epatico, caratteristico dell’età adulta, era stranamente
diffuso tra i bambini di Manila e dintorni. Era opinione
corrente che gran parte della malnutrizione fosse
causata da carenze proteiche.
La verità è che le università, i governi di tutto il
mondo, la Fao e l’OMS, la Fda, erano tutti all’opera per
attenuare il gap proteico tra l’America e i paesi in via
di sviluppo”.
Il CANCRO INFANTILE al
FEGATO VENIVA PROPRIO ai FIGLI dei PIU’ ABBIENTI
“Tuttavia, proprio lavorando a quel progetto, scopersi
un oscuro e disturbante segreto. I bambini con maggiore
tendenza ad ammalarsi di cancro al fegato non erano
quelli delle favelas, ma erano proprio i figli delle
famiglie più benestanti, quelli cioè che consumavano
regolarmente latte e proteine animali. Appariva chiaro
inoltre come il cibo animal-proteico avesse addirittura
un ruolo superiore a quello dei veleni cancerogeni
chimici come la diossina e le aflatossine”.
PARLARE CONTRO le PROTEINE
ANIMALI E’ COME ESSERE TRADITORI della PATRIA
“Ma queste scoperte, fatte dal vivo e in concreto, erano
in drammatico contrasto con tutto quello che ci era
stato insegnato. Era un’eresia, una bestemmia, affermare
che le proteine non facessero bene alla salute. Dire poi
che le proteine causassero il cancro avrebbe significato
l’estromissione dal proprio lavoro. Mettere in
discussione le proteine nobili e i cibi animali, negli
Stati Uniti d’America, rappresentava il rischio concreto
di ricevere un generale ostracismo, di essere bollato
come eretico e traditore della patria”.
Le DIETE BASSO-PROTEICHE
INIBISCONO la FORMAZIONE TUMORALE
“Caratterialmente sono sempre stato un tipo tosto e
duro, uno che va dove lo porta la mente e il cuore, e
non dove gli altri lo vogliono condurre. La vita in
fattoria, nel bene e nel male, mi ha insegnato a seguire
il mio istinto e il mio pensiero in modo libero e
indipendente. Si trattava di capire non solo se le
proteine potessero favorire il cancro, ma anche come ciò
avvenisse. Facemmo ben presto una scoperta scioccante in
laboratorio: le diete a basso contenuto proteico
inibivano la formazione del cancro da parte delle stesse
aflatossine, indipendentemente dalla quantità di questo
cancerogeno!”
La PROTEINA COLPEVOLE NUMERO
UNO E’ la
CASEINA, la PROTEINA INNOCENTE ANCHE a DOSI
ECCESSIVE E’ la PROTEINA VEGETALE
“Ma non è tutto ! Scoprimmo pure che non tutte le
proteine avevano un effetto spiccatamente cancerogeno.
Quali erano dunque le proteine che favoriscono il cancro
sempre ed in gran misura, anche a basse dosi ? La
caseina. Quella caseina che costituisce l’87% delle
proteine del latte vaccino. La caseina favorisce
coerentemente tutti i singoli stadi del processo
tumorale. Quali allora le proteine innocenti, anche in
quantitativi eccessivi ed esorbitanti? Quelle di origine
vegetale. Quelle del frumento, della soia, dei semini,
delle mandorle e delle noci in genere.”
ZERO DUBBI sulla VELENOSITA’
delle PROTEINE ANIMALI, ANCHE a DOSI MINIME
Fatto sta che, nel più vasto e massiccio esperimento mai
realizzato a livello mondiale, risultavano cose mai
pensate e mai dette, risultavano cose raggelanti e
strabilianti.
I soggetti che si nutrivano prevalentemente di cibi di
origine animale erano quelli che si ammalavano delle
patologie più croniche e più pericolose.
Al contrario, i mangiatori di cibarie vegetali,
evitavano regolarmente le malattie killer (cancro e
cardiopatie), le malattie croniche intermedie, e le
malattie autoimmuni.
The CHINA STUDY ha
CONFERMATO QUANTO GIA’ ASSODATO nei MAGGIORI ESPERIMENTI
di MASSA CONDOTTI nel RECENTE PASSATO
Si è dimostrato insomma che le cardiopatie, il cancro,
il diabete, le patologie renali, le malattie cerebrali,
l’Alzheimer e l’obesità, possono essere fatti regredire
mediante una dieta semplicemente sana, ovvero una dieta
commisurata al disegno corporale umano, ovvero una dieta
priva di proteine animali.
E questi risultati del “ The China Study”, sono in
perfetta coerenza con i maggiori esperimenti fatti in
precedenza sull’alimentazione, tipo Cambridge2000,
Oxford 2007 e altri ancora.
La SCIENZA ha DETTO TUTTO,
ma la GENTE CONTINUA a VAGARE nell’IGNORANZA, GRAZIE ai
MEDIA MEDIOCRI e CORROTTI
La scienza vera e indipendente ci è arrivata. Chi non ci
è arrivato ancora è la parte più direttamente
interessata alla questione, ossia la gente.
Chi non ci è arrivato ancora, non potendo né volendo
arrivarci, sono i media, i fabbricanti di salumi, di
eparine, di integratori, di cibi in scatola e di
medicinali. “La gente è confusa”, si lamenta Campbell.
“Ho amici con cardiopatie, rassegnati ed avviliti di
essere alla mercé di quella che considerano una
patologia inevitabile. Conosco donne disposte a farsi
brutalizzare ed asportare il seno, e a fare altrettanto
persino con le loro figlie, per il terrore del cancro
alla mammella, determinato da troppi estrogeni nel
sangue e dai latticini che continuano ad affluire
disinvoltamente con la dieta”.
E’ VENUTO il MOMENTO di
INFORMARE e di DIVULGARE QUANTO SAPPIAMO
“La confusione deriva da una enorme disinformazione
generale. Ed è per questo che ho deciso di passare al
contrattacco, passando dalla fase scientifica a quella
informativa e divulgativa. E’ per questo che ho deciso
di rivelare all’America e al mondo intero che si può
vivere più sani, più felici e più a lungo. Una buona
dieta è l’arma più potente di cui disponiamo, contro
ogni possibile malattia”.
L’AMERICA si TROVA
LETTERALMENTE di FRONTE ad un BARATRO
“Non è possibile che, il paese con la spesa sanitaria
pro-capite più alta del pianeta, continui ad essere
anche quello più disastrato in fatto di salute, con 2/3
di americani sovrappeso, con oltre 15 milioni di
diabetici (in rapido aumento), con colesterolo alto per
oltre 100 milioni, con lotte al cancro fallite
miseramente, con metà della popolazione bisognosa di
ricette mediche una volta la settimana, con un terzo dei
bambini sovrappeso. Non se ne può più. Non si può
andare avanti in questo modo. Un paese intero inchiodato
da 3 banali fattori che si chiamano colazione, pranzo e
cena !”
Se questo documento non è
una bomba in deflagrazione, ditemi voi di cosa altro mai
si tratta.
By Valdo Vaccaro (Tratto dagli studi del dott. Campbell
- sintesi del NdR)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'allergia
alle proteine del latte è la causa più frequente di allergia
alimentare nel primo anno di vita.
In
natura, nessun animale beve il latte di un'altra specie, né, una
volta svezzato, continua a bere quello materno.
Non stupisce, quindi,
che molte persone siano intolleranti al latte vaccino. L'industria
alimentare, per vendere, commercia tipi di latte modificati "per
ogni esigenza", compreso un latte per chi è intollerante.
La
verità è che una dieta equilibrata, a base vegetale, fornisce tutto
ciò di cui ha bisogno il nostro organismo.
La ricerca biomedica, inoltre, mostra come l'assunzione di latte e
latticini sia collegata a diverse patologie: diabete, artrite, tumori,
otiti, infiammazioni delle mucose e delle vie respiratorie
Riferimenti scientifici:
www.scienzavegetariana.it
+
www.pcrm.org.
Recenti ricerche hanno dimostrato che le
donne che consumano proteine animali presentano una perdita ossea del
35%, rispetto al 7% delle donne vegetariane. Inoltre l’osteoporosi
ha un’incidenza maggiore in quei paesi dove si consuma maggiori
quantità di latte e formaggio. Infatti Stati Uniti, Finlandia, Svezia
e Inghilterra sono i paese del mondo in cui è più alto il consumo di
latticini e sono anche quelli in cui l’osteoporosi è maggiormente
diffusa fino a diventare una piaga sociale.
NON ESISTONO ASSOLUTAMENTE studi
effettuati in doppio cieco della durata minima di 10 anni, in
cui venga dimostrato che il latte fornisca calcio al nostro organismo!
Ci si basa solo sul presupposto che essendo il calcio presente nel
latte, si riversi automaticamente nel nostro corpo, dimenticando che
per avvenire tale assorbimento necessitiamo anche di magnesio (che il
latte non dispone) e di fosforo.
Infatti, sia l’eccesso di fosforo che la
sua totale assenza, blocca l’assunzione di calcio da parte del
nostro intestino (e il latte contiene fosforo in gran quantità),
mentre una giusta quantità di tale prezioso elemento, ne agevola
l’assorbimento.
Inoltre, fatto non meno importante, il latte
tende ad “acidificare” il nostro organismo, mentre è risaputo che
per funzionare perfettamente ha bisogno di un Ph neutro, se non
leggermente alcalino. La causa di questa “acidificazione” porta a
innumerevoli malattie come indebolimento del sistema immunitario,
colon irritabile, gastriti, emicranie, indebolimento del fegato e del
sistema linfatico (con conseguente aumento ponderale), ambiente
favorevole alla proliferazione di infiammazioni urinarie e
dell’orecchio. Ad un bambino nostro conoscente con un’otite
recidivante è stato consigliato di abolire il latte per almeno 6
mesi: dopo alcuni giorni l’otite era scomparsa.
Inoltre la medicina cinese afferma che il
cancro prolifera in ambiente acido, mentre viene bloccato in un
organismo alcalino; questo concetto trova riscontro negli ultimi
ritrovati naturali per far regredire il cancro, che lavorano proprio
sul nostro Ph.
Per i bambini allattati con latte vaccino
(senza per questo colpevolizzare le mamme che hanno dovuto farlo), il
discorso si complica: dato che il latte di mucca contiene molecole più
grandi rispetto al latte materno, esso tende a supernutrire il corpo e
a SOTTONUTRIRE il cervello ed il sistema nervoso. In generale i
bambini allattati al seno sono più brillanti, più sensibili e più
svegli di quelli nutriti con latte materno: inoltre il latte materno
aiuta lo sviluppo corretto del sistema immunitario, che poi verrà
distrutto in parte dalla bomba a orologeria dei vaccini obbligatori,
ma questo è un altro triste discorso.
Il
latte materno prepara il corpo ad albergare
l’anima
e lo spirito.
Porta l’essere umano
sulla terra e gli fa
percepire
l’unità con il genere
umano
(Haushka)
Per complicare ulteriormente la situazione,
vengono assunti vari tipi di proteine assieme: spesso veniamo
consigliati di far bere ai bambini durante il pasto, un bicchiere di
latte assieme alla bistecca o al pesce, oppure di preparare pietanze
con carne e formaggio formulati assieme. Certamente il gusto ne
guadagna, oppure lo si può proporre per un pasto occasionale. Ma dare
più tipi di proteine ai bambini piccoli equivale a disorientare,
sconquassare il loro povero fegato, che non sa più che enzima
secernere: alla fine il nostro intestino si troverà con un amalgama
di proteine digerite (l’enzima che il fegato ha prodotto: ne può
fornire uno solo per un solo tipo di proteina) e un altro amalgama di
proteine indigerito (che tende ad andare in putrefazione).
Quindi si
avrà inizialmente un’irritazione sul tratto digerente e
conseguentemente, se la dieta persiste, un’irritazione cronica sulle
pareti dell’intestino: poi, come ulteriore conseguenza, avremo un
malassorbimento delle sostanze nutritive, delle vitamine, degli enzimi
e dei minerali.
Le patologie più comuni derivanti da
tale errata alimentazione sono: iperattività, irritabilità,
stanchezza, sotto-occhi (che evidenziano un fegato stanco e che sono
così frequenti al giorno d’oggi), cattiva digestione, ed altro
ancora.
Altro punto importante: l’aggressione
di virus e batteri dall’esterno non è la causa determinante per lo
sviluppo delle malattie infettive. Occorre che ci sia soprattutto un
terreno su cui possono impiantarsi e svilupparsi.
Studi recenti hanno
dimostrato che togliendo latte e latticini (che sono immuno-influenti,
cioè influenzano l’apparato immunitario) dalla dieta di 100 persone
(senza spiegar loro il perché per evitare un effetto placebo) e
lasciando altre 100 con la loro dieta normale, si è notato che delle
prime 100 solo 15 si sono ammalate durante il periodo freddo, mentre
fra le altre 100 le malattie da raffreddamento hanno colpito più
dell’85%.
Nand Kishore
Sharma, uno studioso
contemporaneo, avvisa che nel latte di mucca ci sono troppi ormoni,
residuo della loro alimentazione industriale contenente l’ormone
della crescita per produrre vacche grasse.
Basta poca, pochissima
immaginazione per immaginare quali effetti hanno sull’organismo dei
bambini allattati in codesto modo: crescita ponderale esagerata o
gonfiore del corpo. Analogo discorso avviene per gli adulti, ma in
maniera più sottile, in quanto chi cresce non è il corpo, ma ciò
che si presta alla crescita all’interno del nostro organismo; un
esempio a caso, i tumori.
Buona parte della popolazione dei paesi
industrializzati è esposta a concentrazione di diossina tali da avere
effetti sull’efficienza riproduttiva di uomini e donne (da notare
come siano in aumento le tecniche di inseminazione artificiale!!) e da
provocare casi di cancro in una persona su 1.000. L’assunzione di
diossina avviene per ingestione con il cibo, soprattutto latte,
latticini e carne.
In uno studio, condotto presso la
Harvard University su 145 donne di Boston si è riscontrato che le
donne che consumano yogurt e formaggi freschi hanno una probabilità
tre volte maggiore di contrarre cancro alle ovaie.
A tal proposito è
utile ricordare che la Danimarca (paese in cui si fa un elevato
consumo di grassi e latticini) ha un’incidenza di cancro alle ovaie
di ben sei volte maggiore rispetto al Giappone, dove si consumano
pochissimi latticini.
Un libro molto interessante, “La
cucina del diavolo” di Gunter Schwab, porta alcuni passi
interessanti:
“il latte delle mucche che ricevono
prodotti coltivati con concime artificiale (composto da protidi
sintetici ed altri preparati chimici) non può essere considerato
alimento protettivo, e cagiona nell’organismo eczemi e disturbi
intestinali che possono avere conseguenze mortali”
“nel latte di mucche nutrite con farina di
soia, fu riscontrata la presenza di tricloroetilene, usato
nell’estrazione dell’olio dai suoi semi” molto tossico !
“mi è nota una disposizione, secondo la
quale il latte di mucche trattate con penicillina, può essere venduto
solo 3 giorni dopo la cura”
“DDT e composti esavalenti, i nostri più
energici veleni, impiegati nelle campagne, si ritrovano nel grasso del
latte”
Il dott. Roberto Marrocchesi, esperto
in nutrizione, avvisa che tra il 70% e il 90% dell’umanità non
digerisce il latte. Questa intolleranza venne individuata e descritta
con enorme ritardo nei circoli scientifici a partire dal 1958. Finora
sono stati individuati quattro tipi di intolleranza al latte: 1) la più
importante ed è quella di intolleranza al lattosio 2) quella di
sensibilizzazione alle proteine 3) l’intolleranza psicogena, cioè
pura e semplice avversione da disgusto e 4) quella causata da micro
inquinamento batterico o chimico in un latte industrialmente trattato
(residui di antibiotici, ormoni, antiparassitari, antimuffe,
coloranti, ecc..)
La sensibilità del pubblico al
problema delle allergie causate dai latticini è ancora scarsa: è
stata così potente e capillare la pubblicità da parte delle fonti più
autorevoli e “al di sopra delle parti” che il parere dominante è
che non solo il latte è un cibo valido, ma che è un cibo perfetto
per grandi e piccini. Ne consegue che la causa degli innumerevoli
problemi di salute diventa “sconosciuta”.
Concludendo, non disdegnate una fetta di
latteria o una fetta di torta alla panna: l’importante è non
strafare per aiutare il nostro meraviglioso corpo a svolgere le sue
funzioni al meglio.
Tratto
da:
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/latte_vaccino.htm
Il
Latte vaccino ed il Latte umano contengono all'incirca la stessa
quantità di Grassi. Comunque il Latte vaccino contiene più Grassi
Saturi del Latte umano. Questa è una delle ragioni per cui
l’uso del Latte vaccino andrebbe limitato od evitato anche dopo lo
svezzamento.
|
COMPOSIZIONE
di DIFFERENTI TIPI di LATTE
(espresse in %)
|
|
|
Umano
|
Asina
|
Vacca
|
Bufala
|
Renna
|
|
Estratto Secco Totale
|
11.7
|
10
|
12.5
|
17.8
|
31.9
|
|
Materia Grassa
|
3.5
|
1.5
|
3.5
|
7.5
|
17.5
|
|
Lattosio
|
7
|
6.2
|
4.7
|
4.7
|
2.5
|
|
Sali
|
0.2
|
0.5
|
0.8
|
0.8
|
1.5
|
|
Proteine Totali
|
0.9
|
1.8
|
3.5
|
4.8
|
10.4
|
|
Caseina
|
28
|
45
|
78
|
80
|
80
|
|
Sieroproteine
|
55
|
55
|
17
|
20
|
20
|
|
Azoto non-Proteico
|
17
|
-
|
5
|
-
|
-
|
Tratto
da: http://www.scienzavegetariana.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
COSA c'e' di SBAGLIATO
nell'ASSUMERE DERIVATI del LATTE ?
Molti Americani, alcuni vegetariani inclusi, continuano
ad assumere grandi quantità di derivati del latte.
Di seguito elenchiamo otto importanti motivi per
eliminare i latticini dalla propria dieta.
1 - Osteoporosi
L'assunzione del latte è reclamizzata per la prevenzione
dell'osteoporosi, sebbene la ricerca clinica pervenga a
conclusioni differenti. L'Harvard Nurses' Health Study [1],
che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per
dodici anni, ha mostrato che l'aumentato consumo di
latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio
di fratture.
Infatti, l'aumentata introduzione di Calcio attraverso
latticini era associato con un rischio di fratture più
elevato.
Uno Studio Australiano [2]
è pervenuto al medesimo risultato. Inoltre altri Studi [3,
4] non hanno evidenziato alcun effetto protettivo
sull'osso da parte del Calcio proveniente dai derivati
del latte. Per ridurre il rischio di osteoporosi, va
ridotta l'assunzione con la dieta di Sodio e di Proteine
animali [5,
6], aumentato il consumo di frutta e verdura [8],
l'attività fisica [9],
e va assicurato un adeguato introito di Calcio da fonti
vegetali, come ad esempio la verdura a foglia verde ed i
fagioli, come pure prodotti addizionati di Calcio tipo i
cereali per la colazione ed i succhi.
2 - Malattie
Cardiovascolari
I latticini -ivi inclusi formaggio, gelati, latte, burro
e yogurt- contribuiscono significativamente ad elevare
il contenuto di colesterolo e grassi nella dieta [10].
Le diete ad elevato contenuto di grassi, soprattutto
grassi saturi, possono aumentare il rischio di parecchie
malattie croniche, comprese le malattie cardiovascolari.
Una dieta a base di prodotti vegetali, povera di grassi
e che elimini i derivati del latte, in combinazione con
attività fisica, abolizione del fumo e controllo dello
stress, può non solamente prevenire le malattie
cardiache, ma addirittura renderne reversibile il
decorso [11].
I derivati dalla frazione non grassa del latte possono
essere utilizzati, seppure siano responsabili di altri
rischi per la salute, come descritto oltre.
3 - Cancro
Alcuni tumori, come ad esempio quello dell'ovaio, sono
stati messi in stretta relazione con il consumo di
latticini. Lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio,
viene scisso nell'organismo ottenendo un altro zucchero,
il galattosio.
A sua volta il galattosio viene ulteriormente
catabolizzato da enzimi. Secondo uno Studio del dr.
Daniel Cramer e collaboratori a Harvard [12],
quando il consumo di latticini eccede quantitativamente
la possibilità enzimatica di catabolizzare il
galattosio, questo può accumularsi nel sangue, e può
danneggiare le ovaie femminili. Alcune donne
possiederebbero inoltre livelli di questi enzimi
particolarmente bassi, ed il consumo regolare di
derivati del latte può triplicare in loro il rischio di
sviluppare cancro ovarico.
I tumori della mammella e
della prostata sono pure stati messi in relazione con il
consumo di derivati del latte, correlazione
presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad
aumentati livelli plasmatici di un composto denominato
Insulin-like Growth Factor (IGF-I) [13,
14,
15]. Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è
stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei
soggetti che consumino regolarmente latticini [16].
Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di
IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino. Uno Studio
recente mostra come soggetti maschili che presentino
elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro
volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando
confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo
fattore siano bassi [14].
4 - Diabete
Il Diabete Insulino-dipendente (tipo I o Diabete
Giovanile) è correlato al consumo di latticini. Studi
epidemiologici in diversi Paesi dimostrano la presenza
di una forte correlazione tra l'uso di latticini e
l'incidenza di Diabete Insulino-dipendente [17,
18]. Alcuni Ricercatori nel 1992 [18]
hanno individuato una proteina specifica del latte che
innescherebbe una reazione autoimmunitaria, che si pensa
sia in grado di distruggere le cellule pancreatiche
deputate alla produzione di Insulina.
5 - Intolleranza al
Lattosio
L'intolleranza al Lattosio è un fenomeno comune in molte
popolazioni, e negli USA colpisce circa il 95% dei
soggetti di origine Asiatica, il 74% dei Nativi, il 70%
dei soggetti di origine Africana, il 53% dei soggetti di
origine Messicana, mentre colpisce il 15% dei soggetti
di razza Caucasica [19].
La sintomatologia, che include problemi
gastrointestinali, diarrea e flatulenza, compare perchè
l'organismo di questi individui non possiede gli enzimi
deputati alla digestione dello zucchero presente nel
latte, il Lattosio, appunto. In più oltre ad essere
vittime di questi problemi, coloro che bevono latte
rischiano di diventare soggetti a rischio di sviluppare
altre malattie croniche ed altri disturbi.
6 - Tossicità da Vitamina
D
Il consumo di latte non fornisce una fonte valida ed
affidabile di Vitamina D nella dieta. Differenti
campioni di latte sono stati trovati contenere quantità
molto variabili di Vitamina D, in alcuni campioni era
presente una quantità di Vitamina D cinquecento volte
superiore a quella indicata, mentre altri campioni di
latte ne contenevano quantità insufficienti o questa
Vitamina era addirittura assente [20,
21]. Un eccesso di Vitamina D può essere tossico e
può essere responsabile di un eccessivo aumento dei
livelli di Calcio in sangue ed urine, di aumentato
assorbimento di Alluminio e di depositi di Calcio nei
tessuti molli (calcificazioni ectopiche, NdT).
7 - Contaminazione
Ormoni sintetici come ad esempio il ricombinante
dell'ormone della crescita bovino (rBGH), sono
comunemente usati nelle mucche da latte per aumentare la
produzione di latte [13].
Visto che le mucche producono quantità di latte in
eccesso rispetto a quanto previsto dalla Natura, sono
vittime di mastiti od infiammazioni delle mammelle. Il
trattamento di queste patologie richiede l'uso di
antibiotici, e tracce di questi farmaci e di ormoni sono
stati rilevati in campioni di latte e di latticini.
Altre sostanze che contaminano frequentemente il latte
sono i pesticidi ed altri farmaci.
8 - Problemi per la
salute dei bambini
Proteine del latte, Zuccheri del latte, grassi e grassi
saturi presenti nei latticini possono essere causa di
rischi per la salute nei bambini, portando allo sviluppo
di malattie croniche quali obesità, diabete e formazione
di placche arteriosclerotiche, causa in seguito di
patologia cardiaca.
L'American Academy of
Pediatrics raccomanda che ai
bambini al di sotto
dell'anno di vita non venga somministrato latte
vaccino intero, poichè la carenza di Ferro è più
probabile quando la dieta sia ricca di latticini. I
prodotti del latte sono molto poveri di Ferro. Se
dovessero costituire una grossa parte della dieta, è più
probabile si sviluppi una carenza di Ferro [10].
Le coliche addominali sono un ulteriore problema
correlato al consumo di latte.
Un bambino su cinque soffre di coliche. I pediatri ne
hanno individuato da tempo la causa nel latte vaccino.
Sappiamo ora che quando la madre che allatta al seno il
bimbo consumi latte vaccino, il bambino puo' andare
incontro a coliche addominali.
Gli anticorpi della mucca
possono passare, attraverso il circolo ematico materno,
nel latte materno stesso e da qui al bimbo [22].
Inoltre le allergie alimentari appaiono essere
comunemente causate dal consumo di latte, soprattutto
nei bambini.
Uno Studio recente [23]
mette anche in correlazione il consumo di latte vaccino
con la stipsi cronica del bambino. I ricercatori
suggeriscono che il consumo di latte provochi ragadi od
altre lesioni perianali e severo dolore alla
defecazione, provocando così stipsi.
Il latte ed i suoi derivati
non sono necessari nella dieta e possono, in effetti,
essere dannosi per la salute. Consumate una sana dieta a
base di granaglie, frutta, verdura, legumi, cibi
fortificati quali i cereali ed i succhi. Questi cibi,
carichi di principi nutritivi, possono aiutarvi a
soddisfare le esigenze individuali di Calcio, Potassio,
Riboflavina e Vitamina D con facilità e senza rischi per
la salute.
Tratto da: Scienzavegetariana.it
PCRM è
un'organizzazione senza scopo di lucro, sostenuta da
5.000 medici. - 5100 Wisconsin Ave.,
Suite 404 - Washington, D.C. 20016 - E.mail:
pcrm@pcrm.org.
NdR: Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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Traduzione a cura di Luciana
Baroni -- (testo
originale in inglese)
Fonte:
www.pcrm.org/health/Info_on_Veg_Diets/dairy.html
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